RESIDENZE PER ANZIANI

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1 SALVATORE LOMBARDO RESIDENZE PER ANZIANI GUIDA ALLA PROGETTAZIONE III EDIZIONE

2 @ SERVIZI GRATUITI ON LINE Questo libro dispone dei seguenti servizi gratuiti disponibili on line: filodiretto con gli autori le risposte degli autori a quesiti precedenti files di aggiornamento al testo possibilità di inserire il proprio commento al libro. L'indirizzo per accedere ai servizi è:

3 INDICE Introduzione...pag. XV 1. GLI ANZIANI 1.1. Generalità...» La definizione di anziano...» Le problematiche relative all alloggio...» Gli aspetti demografici...» Generalità...» Le forti differenze territoriali nel quadro dell invecchiamento...» L aumento delle famiglie con anziani...» Le cause dell invecchiamento demografico...» Le cause di emarginazione e d isolamento...» Gli aspetti fisici e l ambiente costruito...» La non autosufficienza...» Gli anziani...» I disabili...» La riduzione della capacità di prestazione massima...» Le malattie specifiche della vecchiaia e l invecchiamento...» Le cadute nell anziano...» I fattori ambientali e comportamentali. Gli incidenti domestici...» Gli ausili per la deambulazione...» I criteri di valutazione dell autonomia funzionale...» L Unità di Valutazione Geriatrica...» I criteri di valutazione dell autosufficienza...» La classificazione del soggetto in base al grado di autosufficienza...» La classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute...» I cenni sulle forme dell handicap motorio e sensoriale...» L obesità...» I tipi d obesità...» Gli anziani e la disabilità...» Gli accorgimenti e gli ausili ergonomici...» I dati antropometrici...» I percentili...» Gli ambiti spaziali e funzionali...» Il concetto di barriera architettonica...» Le persone su sedia a ruote...» Gli spazi di manovra...» I limiti di presa. Gli ambiti spaziali...» L approccio frontale e laterale...» Le persone deambulanti...» Gli spazi funzionali per i soggetti che fanno uso di ausili deambulatori...» La fascia prestazionale...» I non vedenti e gli ipovedenti...» I segnalatori per l individuazione degli ostacoli...» Gli accorgimenti negli spazi esterni...» I CENNI STORICI SULLE STRUTTURE ASSISTENZIALI 2.1. La nascita della geriatria...» I poveri...» Il medioevo...» L ospedale medievale...» Le trasformazioni del Quattrocento e del Cinquecento...» Il Seicento...» Il Settecento...» Il Pio Albergo Trivulzio...» La nuova sede...» L Ottocento...» 58

4 VI RESIDENZE PER ANZIANI Generalità...» Gli aspetti progettuali...» Le case di ritiro...» L area e l edificio...» Gli alloggi...» I locali igienici...» La cappella...» Il refettorio...» La cucinetta di piano...» I corridoi...» Le scale...» L infermeria...» Gli ospizi di carità per i poveri o ricoveri di mendicità (gerontocomi)...» Le linee generali...» Le caratteristiche distributive...» Le caratteristiche tipologiche...» I refettori e il soggiorno comune per padiglione...» I dormitori...» L infermeria...» I servizi generali...» La biblioteca...» Legislazione sull assistenza agli anziani: cenni storici...» Leggi 3 agosto 1862, n. 753 e 17 luglio 1890, n » La legge 22 ottobre 1971, n » Il D.P.R. 15 gennaio 1972, n. 9...» La legge 5 agosto 1978, n » La legge 23 dicembre 1978, n » La legge 11 marzo 1988, n » Il D.M. 29 agosto 1989, n » Gli standard delle strutture residenziali e integrazioni funzionali...» La legge 17 febbraio 1992, n » La legge 5 febbraio 1992, n » I SERVIZI APERTI E LE STRUTTURE RESIDENZIALI PER GLI ANZIANI 3.1. I servizi socio-assistenziali per gli anziani...» Il quadro normativo...» I servizi aperti...» L assistenza alla vita di relazione...» L assistenza domiciliare...» Generalità...» Le prestazioni erogate...» L assistenza domiciliare integrata...» Il servizio di telesoccorso/telecontrollo...» L apparecchiatura...» L assistenza abitativa...» L erogazione di contributi economici...» Lo svolgimento di servizi per l integrazione sociale...» I centri diurni...» Generalità...» L articolazione funzionale...» Gli spazi per le attività culturali e di svago...» I laboratori per la comunità...» Le finalità...» Gli spazi per la preparazione e la distribuzione dei pasti...» Gli spazi per i servizi di assistenza alla persona...» Gli spazi per i servizi sanitari e riabilitativi...» Gli spazi esterni...» I servizi residenziali...» Generalità...» Le residenze in base al grado di autosufficienza...» Le residenze per anziani non autosufficienti...» Le residenze per anziani autosufficienti...» I requisiti progettuali comuni...» 105

5 Indice VII Le camere da letto...» Il nucleo abitativo...» La ricettività massima...» La localizzazione...» La connotazione non ospedaliera...» L alloggio integrato o autonomo...» Generalità...» L articolazione funzionale...» La comunità alloggio...» Generalità...» La capacità ricettiva...» L articolazione funzionale...» Il quadro normativo...» La casa famiglia...» Generalità...» La ricettività...» L articolazione degli spazi...» La casa di riposo...» Generalità...» L articolazione funzionale...» Il quadro normativo...» La casa albergo...» Generalità...» L articolazione funzionale...» Il quadro normativo...» La casa protetta...» Generalità...» L articolazione funzionale...» Il quadro normativo...» I centri per le vacanze...» Le residenze sanitarie assistenziali...» Generalità...» Le finalità di servizio socio-sanitario territoriale...» La tipologia di utenza...» La valutazione multidimensionale per l inserimento...» I livelli di assistenza...» I livelli di assistenza sanitaria...» I livelli di assistenza sociale...» Gli aspetti edilizi...» I requisiti generali...» I requisiti organizzativi...» L articolazione degli spazi funzionali...» Gli standard dimensionali...» Le disposizioni particolari per i nuclei per pazienti malati Alzheimer...» La capacità ricettiva...» Linee guida del Ministero della Sanità sulle residenze sanitarie assistenziali...» Linee guida della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG)...» Gli orientamenti attuali sulle residenze per anziani...» I servizi e strutture residenziali per anziani in alcuni Paesi esteri...» La Francia...» La Svezia...» La Danimarca...» L Inghilterra...» L Olanda...» La Norvegia...» La Germania...» Gli Stati Uniti...» Il Canada...» L ALLOGGIO 4.1. Le tipologie edilizie...» Le case a ballatoio e a galleria...» Le case a schiera...» Le case in linea...» 165

6 VIII RESIDENZE PER ANZIANI Le case a torre...» Le case unifamiliari binate...» Gli alloggi...» La camera...» Il numero dei posti letto...» I mini appartamenti...» Gli aspetti generali...» Le superfici minime degli alloggi...» L arredo...» I percorsi per l accessibilità: i passaggi liberi tra gli spazi funzionali...» Le esigenze dei soggetti obesi...» Il colore degli ambienti...» Il colore e la percezione dello spazio costruito...» Gli infissi...» Le porte...» Le caratteristiche costruttive e dimensionali...» Gli spazi antistanti e retrostanti le porte...» I disimpegni e le porte e le uscite poste in linea o pareti ortogonali...» Gli infissi esterni...» I pavimenti...» I terminali degli impianti elettrici di comando e di segnalazione...» Le altezze consigliate...» Le altezze consigliate per la presa di oggetti o l azionamento di comandi...» I sistemi di allarme impiantistici...» La protezione dai rumori provenienti dai percorsi collettivi o dai servizi di nucleo...» Gli spazi componenti l alloggio...» L ingresso...» La camera da letto...» Lo spazio funzionale...» Lo spazio funzionale per l assistenza sanitaria...» Gli spazi funzionali nel caso di impiego di sollevatori...» Gli armadi...» Il letto...» Le cassettiere...» I comodini...» Le tipologie...» La cucina e l angolo cottura...» Le tipologie di cucine...» I percorsi e la progettazione ergonomica...» Le caratteristiche degli arredi...» L illuminazione...» Il soggiorno-pranzo...» Le sedie...» Le poltrone e i divani...» I tavoli...» I servizi igienici...» I requisiti prestazionali...» Le caratteristiche degli apparecchi sanitari...» Il lavabo...» Lo specchio...» Il wc e il bidet...» La doccia...» Le vasche per bagno...» I maniglioni di sicurezza...» Le modalità di approccio al wc...» Generalità...» Le modalità di trasferimento...» La stabilità del soggetto...» Le modalità di trasferimento nella vasca per bagno...» Le modalità di trasferimento nella doccia...» Le modalità di accostamento al lavabo...» L ubicazione dei locali igienici nelle camere...» Gli impianti elettrici. Il controllo dei provvedimenti di sicurezza nei bagni...» 235

7 Indice IX La classificazione delle zone bagno...» I divieti e i provvedimenti di sicurezza...» Gli ostacoli...» Le tipologie...» I balconi, le terrazze e le logge...» Lo spazio di manovra...» Il dislivello e la soglia tra interno ed esterno...» Le caratteristiche dei parapetti...» Il ripostiglio...» I SERVIZI DI NUCLEO ABITATIVO 5.1. Il nucleo abitativo...» La movimentazione manuale dei carichi...» Gli obblighi dei datori di lavoro...» L informazione e la formazione dei lavoratori...» Gli elementi di riferimento...» Gli spazi funzionali...» Il locale per il bagno assistito...» L igiene del paziente non o parzialmente autosufficiente...» Il bagno a letto...» Il locale igienico...» Le caratteristiche dimensionali e distributive...» Le modalità di accesso e l immersione in vasca...» L illuminazione, il colore e la temperatura...» Le vasche ed ausili per il bagno assistito...» Le tipologie...» Le modalità di immersione nelle vasche sollevabili...» Le caratteristiche tecnico-prestazionali...» Gli spazi funzionali...» Il locale per vuotatoio e lavapadelle...» I cenni sulla disinfezione di presidi ospedalieri...» La disinfezione tradizionale dei presidi per l eliminazione...» I metodi di lavaggio...» I lavapadelle automatici...» La cucina di nucleo...» Il pranzo...» Generalità...» I tavoli...» Gli spazi funzionali...» Il soggiorno...» Generalità...» I requisiti e le distanza dagli alloggi...» La sala TV...» I servizi igienici...» Le caratteristiche e la localizzazione...» La rubinetteria...» I locali per il personale infermieristico ed ausiliario...» Gli spazi...» Il locale per il riposo...» I depositi di nucleo...» Il deposito per le attrezzature ed ausili per la deambulazione...» Il deposito per la biancheria pulita...» Il deposito per la biancheria sporca...» Il deposito dei materiali di consumo...» Le prescrizioni antincendio locali adibiti a deposito di materiale combustibile per le esigenze giornaliere dei reparti...» I SERVIZI E GLI SPAZI DI VITA COLLETTIVA 6.1. Generalità...» L ingresso e la portineria: la hall...» 283

8 X RESIDENZE PER ANZIANI Generalità...» Le aree funzionali...» L accesso...» Le porte...» Le scale...» Le rampe...» Lo spazio per l attesa...» Le cassette per la posta e il telefono pubblico...» I banconi e i piani di appoggio della reception...» Le apparecchiature automatiche...» L angolo bar...» Le norme regolatrici...» Le caratteristiche dei locali adibiti alla somministrazione di alimenti e bevande annessi a circoli privati..» I requisiti sanitari generali per il rilascio di autorizzazione sanitaria (art. 2, legge n. 283/1962)...» Il locale dispensa/magazzino...» I servizi igienici per il personale...» Lo spogliatoio...» I servizi igienici per il pubblico...» Il bancone...» Le caratteristiche costruttive...» Gli uffici per l amministrazione...» Il nucleo funzionale...» Le prescrizioni progettuali...» Gli arredi...» I servizi di cura della persona...» Le attività...» Le attività di acconciatore e di estetista...» L articolazione degli spazi...» Le strutture edilizie...» I pavimenti e i rivestimenti...» L illuminazione e l areazione...» I locale per acconciatore...» I locale per estetista...» L igiene degli arredi e delle suppellettili...» Il locale per il culto...» Generalità...» Gli aspetti progettuali...» Le attività occupazionali...» Generalità...» L articolazione degli spazi...» Gli arredi...» L orticultura e il deposito per gli attrezzi...» La sala polivalente...» Le prescrizioni antincendio...» La distribuzione dei posti a sedere...» L affollamento massimo e la capacità di deflusso...» L ubicazione...» Le comunicazioni con gli altri ambienti...» Le strutture portanti e i materiali di rivestimento e di arredo...» Le misure per l evacuazione in caso di emergenza. Il numero delle uscite...» Il sistema delle vie di uscita...» Generalità...» La larghezza delle vie di uscita...» La lunghezza delle vie di uscita...» Le porte...» Il soggiorno comune...» Generalità...» L articolazione per aree funzionali...» Il pranzo comune...» I servizi igienici collettivi...» Gli spazi esterni attrezzati...» Gli orientamenti progettuali...» L illuminazione...» 326

9 Indice XI La necessità dei punti di riferimento...» I sistemi per le chiamate di soccorso...» La scelta delle specie vegetali...» La recinzione e le barriere antirumore fonoassorbenti o fonoriflettenti...» Le barriere vegetali antirumore...» Le pavimentazioni delle aree pedonali...» I requisiti tecnico-prestazionali...» Il requisito antisdrucciolevole...» Il colore...» Le pavimentazioni lapidee...» Le pavimentazioni per non vedenti. Il sistema LOGES...» I codici base del sistema LOGES...» I codici complementari...» I percorsi pedonali...» I criteri generali di progettazione...» Le caratteristiche dimensionali e prestazionali...» Gli spazi di sosta...» La collocazione lungo i percorsi...» I sistemi di seduta...» Le caratteristiche prestazionali...» Gli aspetti di socializzazione...» Gli appoggi ischiatici...» Le fontanelle d acqua potabile...» I cestini per rifiuti...» Le fioriere e le aiuole...» I sistemi di informazione e di guida...» I cartelli...» L informazione tattile. Le mappe tattili...» Il campo da bocce...» Le aree di parcheggio a raso...» Generalità...» La delimitazione...» I requisiti per l accessibilità...» Le dimensioni minime degli stalli riservati...» Le strisce di delimitazione degli stalli di sosta...» I SERVIZI GENERALI 7.1. Generalità...» La lavanderia...» L ubicazione e le particolarità edilizie...» Il dimensionamento...» Il parametro kg/ora di biancheria da trattare...» Il parametro numero dei letti...» Le zone di trattamento della biancheria e il flusso di produzione...» Le apparecchiature...» Il lavaggio: lavabiancheria e lavacentrifuga...» L asciugatura: gli essiccatori...» La stiratura: mangani, presse e tavoli...» Le norme per gli impianti termici...» Il guardaroba generale...» Le prescrizioni antincendio...» La cucina...» La ristorazione collettiva...» Le prescrizioni normative...» Il dimensionamento...» Gli spazi funzionali...» L ingresso, lo scarico e il deposito delle derrate...» La preparazione della carne...» La preparazione delle verdure...» La preparazione del pesce...» La pasticceria...» La preparazione dei piatti freddi...» 379

10 XII RESIDENZE PER ANZIANI La preparazione delle bevande...» La zona cottura...» La zona lavaggio pentole e stoviglie...» Il locale per deposito rifiuti...» Esempi di piccole cucine per comunità...» Le caratteristiche costruttive generali dei locali...» L aerazione dei luoghi di lavoro chiusi. La ventilazione...» L illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro...» La temperatura dei locali...» I pavimenti...» Le pareti e il soffitto...» Gli scarichi e le tubazioni...» I separatori statici di oli/grassi animali e vegetali...» HCCP: il manuale di corretta prassi igienica...» I requisiti generali per i locali...» I requisiti specifici all interno dei locali in cui i prodotti alimentari vengono preparati, lavorati o trasformati...» I requisiti per l apparecchiatura...» Le aree di deposito dei rifiuti...» Gli aspetti specifici riguardanti le residenze per anziani...» Il numero dei pasti...» Il trasporto dei pasti...» La centrale termica...» Generalità...» Gli impianti termici alimentati da combustibili gassosi...» I locali di installazione...» I luoghi di installazione degli apparecchi...» L installazione degli apparecchi all aperto...» Limitazioni per gli apparecchi alimentati con gas a densità maggiore di 0,8 (GPL)..» L installazione in locali esterni...» Le aperture di aerazione...» Le limitazioni delle aperture di aerazione per gli apparecchi alimentati con gas a densità maggiore di 0,8...» Le specifiche per le superfici delle aperture di aerazione...» L installazione in fabbricati destinati ad altro uso o in locali facenti parte dell edificio servito...» Le regole generali per l ubicazione...» Le limitazioni dell ubicazione di apparecchi alimentati con gas a densità maggiore di 0,8...» I divieti per l ubicazione dei locali...» Le caratteristiche costruttive...» La disposizione degli impianti all interno dei locali...» L accesso...» Le porte...» Impianti termici alimentati da combustibili liquidi...» L installazione in fabbricati destinati ad altro uso o in locali facenti parte dell edificio servito» Le regole generali per l ubicazione...» Le aperture di aerazione...» Le caratteristiche costruttive...» La disposizione degli impianti all interno dei locali...» L accesso...» Le porte...» Il deposito di combustibile liquido...» L ubicazione...» La capacità...» Le modalità di installazione...» L accesso e le comunicazioni...» Aperture di aerazione...» Le porte...» Le caratteristiche dei serbatoi...» Gli impianti di condizionamento e di ventilazione...» Generalità...» Le specifiche tecniche...» 423

11 Indice XIII 7.6. La centrale idrica...» Generalità...» La vasca d accumulo...» I criteri generali per dimensionamento della riserva idrica...» L impianto elettrico...» I depositi...» I locali destinati a deposito di materiale combustibile aventi superficie non superiore a 50 m 2...» I locali destinati a deposito di materiale combustibile con superficie massima di 500 m 2...» I depositi di sostanze infiammabili...» Gli alloggi e i servizi per il personale...» I SERVIZI SANITARI ED AUSILIARI 8.1. I servizi sanitari...» L ambulatorio medico...» Gli impianti elettrici...» Gli arredi...» Le strutture per il recupero e la rieducazione funzionale...» Le finalità...» I requisiti minimi strutturali...» I requisiti minimi tecnologici...» La chinesiterapia...» La palestra...» La fisioterapia...» La fisioterapia strumentale...» L idroterapia...» Il nucleo funzionale...» Le vasche...» Il trattamento massoterapico...» Il trattamento podologico...» I servizi ausiliari: la camera mortuaria...» Gli spazi funzionali...» I requisiti minimi impiantistici...» La localizzazione...» Le caratteristiche costruttive...» GLI SPAZI DI CONNESSIONE E LE PRESCRIZIONI ANTINCENDIO 9.1. L accessibilità o la visibilità degli edifici e la normativa antincendio...» La suddivisione in compartimenti antincendio...» Le attività a rischio di incendio elevato...» Le cause e i pericoli di incendio più comuni...» Gli apparecchi di riscaldamento individuali o portatili...» Il carico di incendio specifico di progetto...» La sicurezza antincendio nelle strutture sanitarie, pubbliche e private...» Generalità...» L assoggettabilità delle Case per anziani al D.M. 18 settembre » La classificazione delle strutture ricettive per anziani...» Gli obiettivi...» Le distanze e le altezze ai fini antincendio...» Le altezze ai fini antincendio...» La distanza di sicurezza...» La distanza di sicurezza esterna...» La distanza di sicurezza interna...» La distanza di protezione...» L affollamento e l esodo...» La capacità di deflusso o di sfollamento...» La densità di affollamento...» Il massimo affollamento...» Il modulo d uscita...» I sistemi di protezione antincendio passiva...» La resistenza al fuoco...» Il filtro a prova di fumo...» 463

12 XIV RESIDENZE PER ANZIANI Lo spazio scoperto...» Il luogo sicuro...» Lo spazio calmo...» Il corridoio cieco...» Il percorso orizzontale protetto...» L intercapedine antincendio...» Le scale...» Le tipologie previste dalla normativa antincendio...» La scala di sicurezza esterna...» La scala a prova di fumo...» La scala a prova di fumo interna...» La scala protetta...» L ammissibilità di una sola scala per gli edifici esistenti...» L aerazione...» Le caratteristiche prestazionali e dimensionali...» Le specifiche tecniche...» Gli ascensori e i montalettighe...» Generalità...» Le caratteristiche dimensionali...» Le caratteristiche prestazionali...» I requisiti di sicurezza...» Le prescrizioni antincendio per i vani di corsa...» Il vano di corsa...» Il vano aperto...» Il vano protetto...» Il vano a prova di fumo...» Gli accessi al locale del macchinario, agli spazi del macchinario e/o alle aree di lavoro...» L aerazione del vano di corsa, dei locali del macchinario, delle pulegge di rinvio e/o degli ambienti contenenti il macchinario...» Le misure di protezione attiva...» I vani di corsa per l ascensore antincendio...» Il vano di corsa per l ascensore di soccorso...» Le norme di esercizio...» I servoscala...» Generalità...» Le tipologie e le dimensioni...» I dislivelli superabili...» Le altezze libere sopra il servoscala...» Le caratteristiche costruttive...» I dispositivi di sicurezza...» Le piattaforme elevatrici...» Le caratteristiche costruttive e dimensionali...» La C.M. 14 aprile 1997, n » I corridoi e i passaggi di uso collettivo...» La lunghezza delle vie d uscita al piano...» Le caratteristiche delle vie d uscita...» Le larghezze utili...» I disimpegni e le porte e le uscite poste in linea o pareti ortogonali...» I corrimano, le fasce paracolpi e paraspigoli...» Le caratteristiche costruttive...» La segnaletica e i sistemi di allarme...» La segnaletica di sicurezza...» I segnali luminosi...» I segnali acustici...» I sistemi di allarme per le strutture ricettive...» Le istruzioni di sicurezza da esporre a ogni piano della struttura ricettiva...» Le istruzioni da esporre in ciascuna camera o alloggio...» La regola tecnica del D.M. 18 settembre » Il soccorso alle persone disabili in caso d incendio...» Le misure riferite alla disabilità sensoriale...» Le linee guida della C.M. 1 marzo 2002, n. 4...» 530 Indice analitico...» 535

13 Introduzione La presente edizione del manuale sulle residenze per anziani, interamente riscritta, può considerarsi come il naturale completamento di un processo di maturazione professionale e personale nell ambito della ricerca e dello studio su un argomento dalle problematiche sempre più attuali. La nuova visione delle problematiche e delle esigenze emerse riguardo agli spazi abitativi per gli anziani e i portatori di handicap è molto lontana dalle passate considerazioni. È lo spazio abitativo correttamente progettato e completato da una corretta gestione ed assistenza socio-sanitaria a porsi come il punto focale del volume. Certe considerazioni di ordine progettuale si fondano sull effettiva presa visione e sulla constatazione delle reali e potenziali esigenze degli anziani. Con l aumento delle badanti e soprattutto con l incremento dei costi per il ricovero, si assiste a una rivalutazione dell alloggio per l anziano coordinata anche con l assistenza domiciliare integrata, che determina un calo dei ricoveri nelle residenze collettive, quindi, la residenza dell anziano non deve essere intesa soltanto la RSA o la cosiddetta casa di riposo ma anche la propria casa. Uno dei problemi significativi degli alloggi, per esempio, è costituito dai servizi igienici e dalla cucina che dovrebbero essere adeguati alle mutate esigenze fisiche dovute all avanzare dell età, a patologie o a disabilità fisiche e sensoriali. Chiaramente anche l arredamento deve subire qualche modifica, come l eliminazione di tappeti e altri arredi che possono causare cadute, una più funzionale disposizione dei mobili in modo da assicurare passaggi di larghezza idonea in caso di sedia a rotelle, ecc. Progettare per una persona anziana equivale a progettare in funzione di precise esigenze ambientali e domestiche apparentemente molto distanti, ma in realtà più vicine di quanto si pensi. Il progettista deve comportarsi come un attore, cercando di calarsi nella parte dello spettatore-fruitore, in questo caso l anziano con seri problemi fisico-motori, per rendersi effettivamente conto della reale funzionalità delle sue proposte. Per questi motivi, nel testo si è dato ampio spazio agli alloggi e ai servizi: nucleo abitativo, collettivi e generali (cucina, lavanderia, ecc.), riportando diversi esempi reali e fornendo il maggior numero di informazioni sull argomento. Si evidenzia che negli altri paesi europei, come per esempio l Olanda, la Germania, la Francia, la Danimarca e l Inghilterra, l attenzione verso gli anziani e i disabili è concreta ed efficace a differenza dell Italia, caratterizzata da molteplici leggi e regolamenti regionali e statali in perenne aggiornamento. Palermo, febbraio 2009

14 1 Gli anziani 1.1. GENERALITÀ Le considerazioni che seguono hanno come obiettivo primario evidenziare i bisogni del soggetto anziano e i deficit fisici dovuti all avanzare dell età relazionati allo spazio costruito; chiaramente bisogna considerare caso per caso. Gli aspetti demografici, significativi sul piano della programmazione a grande scala dei servizi per gli anziani, hanno un ruolo secondario per le finalità progettuali di questo testo. Il caso pratico assistenziale, il più delle volte, è caratterizzato da difficoltose barriere burocratiche, imputabili alle diverse interpretazioni legislative del funzionario pubblico preposto all erogazione del servizio: si tratta di situazioni che mettono a dura prova la volontà e i mezzi economici delle famiglie che devono assistere un componente anziano, avvalendosi del supporto pubblico, specie se effettivamente in possesso dei requisiti normativi. In sintesi, gli anziani, oltre ai problemi fisici dovuti all avanzare dell età, devono essere in grado di superare la difficile applicazione e l interpretazione di leggi da parte delle commissioni mediche o dei funzionari pubblici preposti all erogazione dei servizi, in altre parole agli acciacchi dell età bisogna aggiungere anche la burocrazia di matrice italica. Altro problema che emerge dalla cronaca è quello dell assistenza sanitaria ospedaliera pubblica LA DEFINIZIONE DI ANZIANO Convenzionalmente si ritiene anziana la persona che ha superato i anni, perché in quest età generalmente s interrompe l attività lavorativa. Tale concetto non è condivisibile in quanto l interruzione del lavoro non è conseguenza diretta dell invecchiamento dell individuo, ma un esigenza di carattere socio-economico e politico; a riprova di ciò si assiste ad un costante rallentamento nel processo di invecchiamento individuale. Il limite di 60 anni può essere giustificato dall importanza che nella realtà sociale riveste il ruolo del lavoratore: l abbandonare tale ruolo, l inadeguatezza della pensione, i cambiamenti di abitudini e di comportamento che tale evento comporta, giustificano sufficientemente il considerare gli ultrasessantenni come l utenza potenziale degli interventi socio-assistenziali a favore degli anziani. Chiaramente i bisogni di tale popolazione non sono omogenei nelle diverse classi d età: ben diversa è la condizione del soggetto ses-

15 2 RESIDENZE PER ANZIANI santenne da quella dell ultrasettantacinquenne, più esposto ai processi involutivi, alla perdita dell autonomia, all isolamento e, quindi, più spesso bisognoso di assistenza 1. Le popolazioni vecchie sono caratterizzate dall avere circa il 10% degli abitanti con età superiore ai 65 anni. Ma ulteriori problemi assistenziali riguardano le popolazioni più vecchie aventi età superiore ai anni, destinate a diventare sempre più numerose e che necessitano di particolari interventi assistenziali. I dati statistici fanno emergere che sono le donne a costituire la grande maggioranza della popolazione anziana poiché si riscontra una più alta mortalità negli uomini; infatti, la probabilità che un uomo possa raggiungere i 65 anni di età oscilla intorno all 80%, a differenza del 90% per la donna. Pertanto, il progettista di strutture residenziali per anziani dovrà tenere conto di tali considerazioni Le problematiche relative all alloggio Premettendo che non tutte le persone anziane si trasferiscono volontariamente o sono trasferite dai familiari in strutture residenziali collettive pubbliche o private, esiste anche il caso di anziani che continuano a vivere nella propria casa, assistiti dai familiari, e in alcuni casi, quando le condizioni fisiche lo richiedono, può essere richiesto il trasferimento in strutture sanitario-assistenziali dove ricevere prestazioni. Per l anziano il trasferimento in una diversa struttura abitativa costituisce un evento sicuramente traumatizzante perché lo costringe a modificare le proprie abitudini di vita e, soprattutto, a fare fronte «al senso di inutilità e di frustrazione che deriva dal suo ricovero in alcune di queste strutture residenziali». Inoltre, in alcune strutture ci si può trovare a coabitare con soggetti con problemi fisicomentali, spesso dimessi dagli ospedali psichiatrici e di età a volte al di sotto dei anni. Ciò spiega anche il verificarsi di un maggior numero di decessi dopo il loro trasferimento in strutture residenziali specifiche. Quando si parla di strutture di ricovero bisogna riferirsi anche agli alberghi, alle pensioni e agli appartamenti adattati in maniera discutibile che funzionano come vere e proprie case di riposo; queste strutture sfuggono in genere ai rilevamenti statistici, ai controlli degli organi sanitari ed amministrativi competenti e poco si sa sul livello di assistenza offerto agli ospiti. Spesso si tratta di strutture non idonee, localizzate in vecchi appartamenti di edifici con presenza di barriere architettoniche, servizi igienici inadeguati alle condizioni fisiche degli ospiti, impianti elettrici non a norma, il tutto completato da personale assistenziale di fortuna. La soluzione ottimale sarebbe quella di non allontanare l anziano dal proprio contesto residenziale, in modo che possa conservare i legami con le persone ed i luoghi; deve comunque considerarsi l effettiva efficienza dei servizi socio-assistenziali per garantirgli la necessaria protezione, specie durante il periodo estivo quando le città si spopolano. «La casa rappresenta il luogo delle radici della persona: è la casa del corpo ma anche la casa dell anima»; a tal fine, nelle strutture residenziali collettive, devono essere garanti- 1 Friuli-Venezia-Giulia: L.R. 19 maggio 1988, n. 33, Allegato 3. La presente legge è stata abrogata dall art. 65, comma 1, lett. h), L.R. 31 marzo 2006, n. 6 ad eccezione del comma 4 dell art. 22.

16 1. Gli anziani 3 te ottimali condizioni abitative, ambientali e psicologiche consentendo di conservare agli ospiti, in primo luogo, la propria individualità. Il controllo delle condizioni psico-fisiche degli anziani che continuano a vivere nelle loro abitazioni può essere effettuato mediante il sistema di telecontrollo-telesoccorso; tale forma di assistenza, permette di conservare la propria libertà individuale e nel contempo fà sì che si possa intervenire in tempo utile in caso di malesseri fisici o anche psichici, che altrimenti richiederebbero il ricovero in apposite strutture sanitarie assistenziali per anziani non assistibili a domicilio GLI ASPETTI DEMOGRAFICI Generalità Il prolungamento della vita media per effetto del miglioramento delle condizioni di vita dell individuo (alimentari, abitative, assistenziali, prevenzione di malattie, ecc.) è un fenomeno non solo italiano ma di tutti i Paesi industrializzati. L aumento della speranza di vita alla nascita è ormai consolidata nel nostro paese: attualmente per le donne raggiunge oltre gli 82,9 anni. Questo comporta un aumento notevole della popolazione anziana che, però, non si distribuisce omogeneamente in tutte le regioni con conseguenti differenti necessità di modulazione dell offerta dei servizi sanitari. Previsioni demografiche attendibili mostrano un continuo aumento del numero delle persone anziane (ultra-65enni) e molto anziane (ultra-85enni). Per le considerazioni seguenti si definisce indice di vecchiaia il rapporto tra la popolazione di età 65 anni e più e la popolazione di età 0-14 anni (per cento). L Istat, nel Rapporto Annuale 2005, rileva che per effetto di una fecondità particolarmente bassa, che ha causato negli anni la progressiva riduzione numerica delle nuove generazioni e dell allungamento della sopravvivenza, che garantisce alle vecchie generazioni una permanenza in vita sempre più lunga, l invecchiamento della popolazione, con le relative ripercussioni in campo sociale ed economico, rimane una delle principali caratteristiche del Paese. Nel 1980 risiedevano in Italia oltre 7 milioni di persone con 65 anni di età e più, pari al 13,1% della popolazione. Al 1 gennaio 2005 la popolazione di 65 anni e più è superiore agli 11 milioni (19,5%), di cui il 59% è costituito da donne. Aumenta, analogamente, la percentuale di popolazione con 80 anni e più: la popolazione dei cosiddetti grandi vecchi nel 2005 rappresenta il 5% del totale (ossia quasi tre milioni), mentre nel 1980 rappresentava appena il 2,1%. Lo squilibrio della popolazione in favore delle età più elevate è ancora più rilevante, se si considera che la riduzione dei livelli di fecondità negli ultimi 25 anni ha comportato un calo costante della popolazione dei giovani d età fino a 14 anni, scesa nel 2005 a rappresentare il 14,1% del totale, contro il 22,6% del Conseguentemente il rapporto tra anziani di 65 anni e più e giovani fino a 14 anni di età ha mostrato anch esso un costante aumento negli anni, dal 58% del 1980 al 138% del Nel medesimo periodo la popolazione in età attiva, tra i 15 e i 64 anni, si è mantenuta pressoché stabile, passando dal 64 al 66% (tabella 1.1).

17 4 RESIDENZE PER ANZIANI Tabella 1.1. Indicatori di struttura della popolazione per anno e ripartizione geografica Struttura della popolazione Indice di Anni per classi di età vecchiaia ripartizioni geografiche 1º gennaio º gennaio º gennaio º gennaio º gennaio º gennaio 2004 Nord-ovest Nord-est Centro Sud Isole Italia 0-14 anni 22,6 16,8 14,3 14,2 14,2 14,1 12,9 13,2 13,1 16,3 15,6 14, anni 64,4 68,5 67,6 67,1 66,8 66,6 66,3 66,2 66,0 66,8 66,9 66,4 65 anni e più 13,1 14,7 18,1 18,7 19,0 19,2 10,8 20,5 21,0 16,9 17,6 19,5 80 anni e più 2,1 3,1 3,9 4,4 4,6 4,8 (a) 57,9 87,6 126,6 131,4 133,8 135,9 1º GENNAIO ,2 160,6 5,6 155,5 5,5 160,5 4,1 103,7 4,3 112,6 5,0 137,8 Indice di dipendenza strutturale (b) 55,4 46,0 48,0 49,1 49,8 50,1 50,8 50,9 51,6 49,7 49,6 50,6 (Fonte: Istat, Rilevazione della popolazione residente comunale per sesso, anno di nascita e stato civile) (a) Popolazione di età 65 anni e più su popolazione di età 0-14% (b) Popolazione di età 0-14 e 65 anni e più su popolazione di età 15-64% (c) Popolazione di età 65 anni e più su popolazione di età 15-64% (d) Media delle età ponderata con la popolazione Indice di dipendenza anziani (c) 20,3 21,5 26,8 27,9 28,5 28,9 31,3 31,0 31,8 25,3 26,3 29,3 Età media popolazione (d) 35,9 38,6 41,4 41,9 42,2 42,3 43,8 43,6 43,7 40,0 40,7 4, Le forti differenze territoriali nel quadro dell invecchiamento L invecchiamento della popolazione in Italia è ritenuto un fenomeno complesso, soprattutto di tipo territoriale; infatti, non avviene uniformemente ma con sostanziali differenze fra Nord e Sud. Ciò è dovuto anche alla riduzione e al differente tasso di natalità, che comporta rilevanti ripercussioni sul piano sanitario, economico e sociale per i problemi derivanti dall individuazione e dalla successiva soddisfazione dei bisogni mediante specifici servizi assistenziali e residenziali. A rendere eterogeneo il quadro sull invecchiamento della popolazione concorre in maniera determinante la forte differenziazione territoriale. Sebbene allargato a tutte le aree del Paese, il fenomeno è più pronunciato nel Centro-Nord, dove la percentuale di giovani fino a 14 anni si è andata ulteriormente riducendo, fino a raggiungere in media il valore del 13%. Nel Mezzogiorno giovani e anziani sono numericamente in equilibrio, ma con una chiara tendenza verso un ulteriore processo d invecchiamento della popolazione. Per effetto della struttura demografica della Sardegna, la situazione è leggermente più sfavorevole nelle Isole che al Sud. Nel primo caso, infatti, la quota di giovani è del 15,6%, mentre quella degli anziani è pari al 17,6%; nel secondo si registrano invece, rispettivamente quote del 16,3 e 16,9%. La Liguria è la regione con la più alta quota di anziani (26,5%) e, contemporaneamente, quella con la più bassa quota di giovani fino a 14 anni d età (10,9%). All estremo opposto si colloca la Campania, con la più bassa quota di anziani (15,1%) e la più alta di giovani (17,7%). Analizzando la situazione delle province, dunque, l invecchiamento della popolazione costituisce un fenomeno caratterizzato da una variabilità ancora più elevata, che non segue solo la classica differenziazione tra un Centro-Nord più anziano e un Mezzogiorno più giovane, ma si differenzia notevolmente anche all interno delle singole regioni (figura 1.1).

18 1. Gli anziani 5 Figura 1.1 Popolazione di 65 anni e più per provincia al 1 gennaio 2005 (valori percentuali) (fonte: Istat, Rilevazione della popolazione residente comunale per sesso, anno di nascita e stato civile) L aumento delle famiglie con anziani Dal punto di vista dei cambiamenti nella struttura delle famiglie, in vent anni si è registrata una forte contrazione delle famiglie con almeno un bambino e senza anziani (dal 35,6% nel 1983 al 22,1% nel 2003) e in particolare della tipologia coppia con figli e madre casalinga (che perde 10,5 punti percentuali); contemporaneamente si è osservata un espansione delle famiglie con almeno un anziano e senza bambini (dal 24,5% al 35,0%), che ha riguardato soprattutto gli anziani soli (6,5 punti percentuali in più) e le famiglie di due componenti e almeno un anziano (3,6 punti percentuali in più). Si tenga inoltre conto che, come messo in evidenza nel Rapporto dello scorso anno, le reti di aiuto informale hanno sempre avuto un ruolo di fondamentale rilievo nel nostro Paese, tanto che il modello di welfare italiano continua a basarsi sulla disponibilità della famiglia nel sostegno ai soggetti vulnerabili, come per esempio gli anziani o le persone con disabilità. Nell arco di vent anni si è assistito alla riduzione della quota di famiglie che riceve aiuti informali (passando dal 23,3% del 1983 al 16,7% del 2003). La diminuzione delle famiglie assistite ha comportato una riorganizzazione del sistema di supporto informale. Solo le famiglie con bambini al di sotto dei 14 anni con madre occupata e quelle con persone

19 6 RESIDENZE PER ANZIANI affette da gravi limitazioni della propria autonomia ricevono più aiuti che in passato, mentre per tutte le altre tipologie di famiglie si osserva una contrazione del supporto proveniente dall esterno delle mura domestiche. Dal punto di vista territoriale sono le regioni del Nord-Est ad avere una maggiore incidenza di persone che offrono aiuto (27,4%), seguite da quelle del Nord-Ovest (23,8%). Il divario a sfavore del Mezzogiorno, particolarmente marcato in passato, si è tuttavia ridotto fino al 2003: in effetti, la proporzione di persone che offrono aiuto è cresciuta più rapidamente nelle aree in cui le reti di aiuto erano meno forti. La tabella 1.2 riporta per entrambi i sessi la speranza di vita a 60 anni e la speranza di vita libera da disabilità a 65 e a 75 anni. Tabella 1.2. Speranza di vita a 60 anni e speranza di vita libera da disabilità a 65 e a 75 anni Anno 1999 Speranza di vita Speranza di vita Speranza di vita libera da disabilità Maschi Femmine alla nascita 75,5 81,8 a 60 anni 19,7 24,3 a 65 anni 13,8 15,1 a 75 anni 7,4 7,7 (Fonte: Istat) Figura 1.2 Speranza di vita alla nascita per sesso e regione Anno 2005 (a) (fonte: Istat, Sistema di nowcast per indicatori demografici) In Italia gli ultra sessantenni che nel 1955 erano stimati , nel 1995 erano ; si prevede che nell anno 2015 essi raggiungeranno i 13 milioni e mezzo e che il numero degli ultra ottantenni sarà di circa 2 milioni e mezzo. In tale prospettiva il

20 1. Gli anziani % di una generazione potrà raggiungere gli ottanta e i novanta anni 2. Al suo interno la popolazione anziana presenta aspetti molto differenziati a causa di diverse implicazioni, sia biologiche che socio-culturali. Tabella 1.3. Evoluzione della popolazione italiana dal 1950 ad oggi e previsione fino al 2040 (valori assoluti in milioni di abitanti) Tasso medio annuo [%] sulla popolazione Classi Ammontare Incremento [%] italiana di età < 60 anni 60 e più 80 e più 41,3 5,8 0,5 44,7 12,5 2,1 28,1 19,5 4,8 +3,4 +6,7 +1,6 16,7 +7,0 +2,7-1,0 +1,0 +1,9-1,0 +1,0 +1,9 12,3 1,2 21,9 3,7 41,0 10,1 (Fonte: Elaborazione CNR-IRP su dati ONU, Per la previsione è stata considerata la variante media che prevede per il quinquennio una vita media pari a 82,7 anni (77,5 quella del ) e un numero medio di figli per donna pari a 1,8 (1,3 quello del )) Le cause dell invecchiamento demografico Dei fattori che determinano l invecchiamento demografico, prescindendo da dati numerici che risultano sempre mutevoli, si ritengono più significativi informazioni di ordine qualitativo più che quantitativo. Tabella 1.4. Le cause dell invecchiamento demografico disagi sociali diminuzione della natalità Sociali flussi migratori: esodo di giovani; rientro di anziani progressi nell igiene Sanitarie progressi nella prevenzione e nella terapia (Fonte: Lumia V., Elementi di assistenza geriatrica, NIS, Roma 1982) diminuzione della mortalità Figura 1.3 Tassi di incremento annuo della popolazione anziana e della popolazione totale (fonte: Anziani. Relazione biennale al Parlamento sulla condizione dell anziano Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dipartimento per gli Affari sociali, Roma 1998) 2 Regione Sicilia: Decr.Pres.Reg. 11 maggio 2000, Piano sanitario regionale 2000/2002. G.U.R.S. 2 giugno 2000, n. 26, s.o.

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