UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BRESCIA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BRESCIA"

Transcript

1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BRESCIA DOTTORATO DI RICERCA IN NEUROSCIENZE SETTORE SCIENTIFICO DISCIPLINARE MED26 CICLO XXIII STUDIO OSSERVAZIONALE SULLA RELAZIONE CLINICA TRA PROFILO COGNITIVO E PROFILO PSICO-COMPORTAMENTALE IN SOGGETTI CON DECADIMENTO COGNITIVO LIEVE Dottoranda: BARBARA VICINI CHILOVI Relatore: Ch.mo Prof. ALESSANDRO PADOVANI Coordinatore del dottorato: Ch.ma Prof.ssa MARIA CRISTINA MISSALE

2

3 Sommario INTRODUZIONE MILD COGNITIVE IMPAIRMENT Invecchiamento e deterioramento cognitivo Classificazione ed epidemiologia Mild Cognitive Impairment Definizione: cenni storici Epidemiologia, tasso di incidenza del MCI e conversione ad AD MCI e Fattori di rischio MCI e disturbi comportamentali MCI e compromissione funzionale Patofisiologia ed esami strumentali I nuovi criteri per la diagnosi di MCI dovuto a malattia di Alzheimer Il trattamento APATIA E DEPRESSIONE NEL MILD COGNITIVE IMPAIRMENT LA RICERCA OBIETTIVO METODO Soggetti Materiali e Metodi Analisi dei dati RISULTATI DISCUSSIONE APPENDICE BIBLIOGRAFIA PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE ( )... 84

4 INTRODUZIONE Il tema del deterioramento cognitivo rappresenta uno dei settori di maggiore interesse per la ricerca e la clinica nell ambito dell invecchiamento. Questa attenzione da parte della comunità medico-scientifica, cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi tre decenni, deriva sostanzialmente da due fattori: l invecchiamento della popolazione con il conseguente aumento della vita media e della porzione di persone con età superiore gli 80 anni, ed il progressivo aumento di incidenza della problematica stessa con l aumentare dell età. Dato l impatto della patologia in termini sanitari, sociali e politici si è quindi assistito a un investimento notevole nella ricerca per comprenderne la patogenesi, delineare i fattori di rischio o causali, individuare marcatori pre-clinici al fine di permettere una diagnosi precoce, definire di una prognosi e predisporre trattamenti efficaci. Per affrontare questa tematica si è soliti collocare il processo di invecchiamento lungo un continuum ai cui estremi si trovano l invecchiamento fisiologico, da un lato, e tutte le patologie che vanno sotto la denominazione di demenza, dall altro. Tra questi due estremi possono essere collocati quei quadri intermedi in cui si osserva un deterioramento cognitivo che non soddisfa i criteri per la diagnosi di demenza, meritevole comunque di particolare attenzione, non solo perché potrebbe beneficiare di un trattamento diretto, ma anche perché potrebbe rappresentare un indice precoce della demenza vera e propria. Dagli anni 90 si è assistito a una continua ricerca e sviluppo, parallelamente alla comprensione dei meccanismi neurobiologici sottostanti la patologia e determinanti il danno, dei marcatori diagnostici specifici per la Malattia di Alzheimer e all individuazione di strategie terapeutiche dedite al trattamento dei sintomi correlati. La Malattia di Alzheimer risulta essere caratterizzata da un decorso lento, progressivo e ingravescente le cui manifestazioni cliniche, soprattutto agli stadi iniziali non risultano essere così patognomoniche da permettere la distinzione fra un quadro di demenza vera e propria e un quadro di pre-demenza e fra quest ultimo e un quadro di normal aging. Le ricerche più recenti hanno valutato anche il ruolo dei marker neuropsicologici per differenziare il declino cognitivo patologico da quello legato al fisiologico processo di invecchiamento cerebrale. Infatti, sebbene alcuni parametri neuroradiologici, neurofunzionali e biochimici dimostrino una buona capacità di discriminare soggetti normali da pazienti

5 MILD COGNITIVE IMPAIRMENT dementi, mancano a tutt oggi esami strumentali e/o markers biologici, per la diagnosi di demenza, applicabili a tutti i pazienti. Nel momento in cui la storia del paziente, il colloquio con il caregiver e l esame clinico non risultano essere sufficienti ad indirizzare verso un quadro definito, soprattutto quando i sintomi sono sfumati e aspecifici come nelle fasi iniziali di una sindrome dementigena e nella condizione di MCI, la valutazione neuropsicologica è di grande aiuto nel differenziare quelli che sono i deficit di tipo cognitivo, tra cui i deficit di memoria, da alterazioni della sfera cognitiva legati a disturbi comportamentali (per esempio nei pazienti affetti da quadri di Depressione), da quello che è stato definito invecchiamento fisiologico. La ricerca nell ambito diagnostico neuropsicologico e non solo si pone quindi come obiettivo primario l individuazione di marcatori che sempre meglio e prima possano individuare diversi quadri e gradi di decadimento cognitivo e differenziarli fra loro. Dati di letteratura hanno dimostrato che i sintomi neuropsichiatrici o psicocomportamentali, frequentemente riportati tra i pazienti affetti da MCI, possono aiutare nel processo diagnostico di demenza incipiente. L anomalia comportamentale può pertanto essere considerato un predittore di demenza allo stesso modo dei sintomi cognitivi. Tra i sintomi neuropsichiatrici descritti e registrati attraverso l utilizzo di scale neuropsicologiche, la depressione e l'apatia sono comunemente descritti come le manifestazioni psicocomportamentali più comuni in MCI. In questo scenario di indagine si inserisce lo studio del ruolo dell apatia e della depressione nei soggetti affetti da MCI nell individuazione dei fattori di rischio clinici per la progressione a demenza. La presente ricerca si è occupata di valutare la validità e l efficacia di un test clinico per lo studio della sintomatologia apatica, l Apathy Evaluation Scale, che non era mai stato utilizzato precedentemente nei soggetti affetti da MCI. 3

6 1 MILD COGNITIVE IMPAIRMENT 1.1 Invecchiamento e deterioramento cognitivo In conseguenza ai cambiamenti biologici, funzionali e all esposizione a fattori di rischio durante tutto l arco della vita, nell anziano aumenta considerevolmente la frequenza di alcune patologie e di condizioni croniche e degenerative. In particolare, le modificazioni cerebrali che accompagnano l invecchiamento fisiologico e patologico si ripercuotono inevitabilmente sul funzionamento cognitivo. Risulta quindi di sempre maggior importanza l individuazione, da parte della comunità scientifica, di caratteristiche che distinguano il normale invecchiamento cerebrale e cognitivo dalle condizioni neurodegenerative patologiche che possono subentrare in età senile. Con il termine di demenza si intende un disturbo delle funzioni intellettive di tipo cronicoprogressivo, acquisito e di natura organica. Esso risulta caratterizzato da un disturbo delle funzioni cognitive i cui tratti salienti sono la compromissione della memoria a breve e a lungo termine che si associa alla compromissione di almeno una delle attività mentali primarie, quali il pensiero astratto, la capacità critica, il linguaggio, l orientamento topografico; in assenza di alterazioni della coscienza e con significativa interferenza nell attività lavorativa delle relazioni interpersonali [1]; difatti in associazione al declino cognitivo si evidenzia riduzione delle abilità nelle attività della vita quotidiana, inficiate in modo progressivo e gerarchico [2]. Nella demenza si va incontro ad una riduzione complessiva dell efficienza sia delle funzioni cosiddette superiori, appunto, sia degli aspetti affettivi e motori. Per il suo carattere di patologia acquisita, il quadro di demenza si instaura in un individuo che fino ad un determinato momento ha normali capacità; esso deve quindi essere differenziato da quadri di oligofrenia, i quali dipendono da patologie pre-, peri- o post-natali che compromettono il normale sviluppo delle funzioni cognitive; va anche distinto dallo stato confusionale, o delirio, che rappresenta una condizione transitoria di durata limitata, che può variare da alcune ore a 1-2 giorni, caratterizzato da un improvvisa confusione e alterazioni delle funzioni cognitive che si verificano in associazione con malattie fisiche e/o mentali. Nella maggior parte dei casi la causa del delirio risulta esser temporanea e reversibile (abuso di droghe o di sostanze alcoliche, infezioni del tratto urinario, polmoniti, disturbi elettrolitici 4

7 MILD COGNITIVE IMPAIRMENT e dell equilibrio acido base, esposizioni a tossici ambientali), il che determina, una volta impostato ed eseguito il trattamento causale, una risoluzione del quadro clinico con ritorno alla normalità, viceversa, in assenza del venir meno degli agenti eziologici e del loro trattamento, la condizione può avere progressione sfavorevole con evoluzione verso lo stato comatoso Classificazione ed epidemiologia Le demenze rappresentano la quarta causa di morte negli ultrasessantacinquenni e sono una delle cause di disabilità più importanti nella popolazione anziana [3]. La prevalenza di demenza grave si aggira intorno al 4-5% della popolazione sopra i 65 anni e cresce in funzione dell età: è di circa l 1% nella fascia d età anni, ma supera il 30% sopra gli 85 anni [4]. L invecchiamento della popolazione è un fenomeno di estrema attualità non solo nei paesi industrializzati, bensì anche nei paesi in via di sviluppo come conseguenza dell aumento della durata della vita media e della concomitante riduzione delle nascite. Una stima statistica prevede, infatti, che nell anno 2030 il numero di anziani aumenterà superando la quota di 1,3 miliardi con un incremento rispetto agli anni 90 pari al 180% [5]. Una delle ricerche più complete e rigorose eseguite in Italia per valutare la prevalenza, l incidenza e i fattori di rischio delle più importanti patologie età-correlate della popolazione ultrasessantacinquenne è rappresentata dallo Studio longitudinale italiano sull invecchiamento (ILSA) eseguito nel Da questo studio si evince che la prevalenza della demenza in Italia è del 5,3% negli uomini e del 7,2% delle donne, con punte intorno al 20% nei soggetti più anziani. Questi dati sono concordanti con quanto riportato in analoghe ricerche condotte in Europa che indicano un elevata frequenza di tale patologia, che ha costi molto elevati sia sul piano sociale che sanitario, sia per costi diretti, che per quelli indiretti. Nella figura 1.1 si vede come la prevalenza raddoppi approssimativamente ogni cinque anni di età tra i 65 e gli 85 anni [6]. 5

8 Figura 1.1: Prevalenza della demenza in Italia (Studio ILSA, ). Sebbene notevoli siano gli avanzamenti nella conoscenza delle basi biologiche e delle manifestazioni cliniche delle forme di demenza più frequenti, la storia naturale della malattia di Alzheimer e delle principali forme di demenze degenerative non è stata ancora del tutto chiarita [7]. All interno del grande gruppo delle demenze vanno distinti sottogruppi ascrivibili a differente natura: degenerativa, vascolare (infarti multipli, stato lacunare, infarti di confine, Malattia di Binswanger, anossia e ipossia, aneurismi e MAV), carenziale (deficit di vitamina B 12, sindrome di Kosakoff-Wernicke, Malattia di Marchiafava Bignami), metabolica ed endocrina (patologia tiroidea, paratiroidea, malattie epatiche, malattia di Wilson, demenza dialitica), tossica e da farmaci, infettiva (encefaliti, meningiti, malattie autoimmuni), tumorale e da traumi cranici, demenze associate a malattie da prioni, da idrocefalo normoteso. Alcune di queste condizioni sono trattabili, con terapia medica o chirurgica e rappresentano quelle demenze definite reversibili. La classificazione delle demenze nei vari quadri morbosi è riportata in Figura 1.2. Vi è quindi una serie di quadri clinici internistiche che è d uopo valutate, in sede di diagnosi, al fine di escluderli, poiché se non trattati farmacologicamente, potrebbero esitare in una demenza.; fra i più frequentemente riscontrati nella pratica clinica si ricorda: condizioni di ipo/ipertiroidismo, insufficienza epatica, renale o respiratoria, deficit di vitamina B 12 e di 6

9 MILD COGNITIVE IMPAIRMENT acido folico. Va posta inoltre particolare attenzione alla presenza di eventuali disturbi psichiatrici. Figura 1.2: Modificata da C. Loeb, in Vascular and Multi- Infarct Dementia, Futura Pubbl. Co. Inc., Mount Kisco, New York, 1988 Da un punto di vista neuropatologico le principali forme di demenza degenerativa (malattia di Alzheimer, demenze fronto-temporali e malattia di Pick, malattia a corpi di Lewy) presentano al loro interno una certa eterogeneità, sia dal punto di vista qualitativo (tipologia delle lesioni neuropatologiche) che dal punto di vista quantitativo (estensione e distribuzione delle lesioni stesse) [8], [9]. 7

10 Ancor più dal punto di vista clinico le modalità di presentazione, la storia naturale, ovvero la durata dei vari sintomi, l interazione tra fattori cognitivi e non-cognitivi e la durata della malattia stessa, presentano possibilità di variazioni interindividuali che rendono ardua la descrizione di quadri clinici prototipali [10]. L esordio stesso della malattia è caratterizzato nelle sue fasi molto precoci da sintomi sfumati che vengono quasi sempre riconosciuti come tali solo a posteriori, una volta che il quadro clinico si è manifestato in modo chiaro e conclamato [11]. Le modalità di esordio e di progressione della demenza, con l ausilio del neuroimaging, sono generalmente sufficienti a differenziare le varie eziologie come riassunto in Figura 1.3. Figura 1.3: Caratteristiche cliniche e radiologiche dei principali tipi di demenze degenerative [11]. La malattia di Alzheimer (AD) è la causa più frequente di demenza. Come si vede in figura 1.4, una ricerca condotta su soggetti americani con un età superiore ai 71 anni mostra come il 70% dei casi di demenza sia di tipo Alzheimer; la demenza vascolare riguarda il 17% dei casi 8

11 MILD COGNITIVE IMPAIRMENT mentre gli altri tipi di demenza, inclusi malattia di Parkinson, demenza a corpi di Lewy, demenza fronto-temporale e demenza da idrocefalo normoteso, coinvolgono il restante 13% della popolazione in esame. Dalla stessa ricerca emerge come la proporzione di demenza causata da malattia di Alzheimer aumenti con l età. In persone con un età pari o superiore a 90 anni, l AD raggiunge l 80% dei casi, contro il 47% nelle persone tra i 70 e i 79 anni [12]. Figura 1.4: Cause di demenza in soggetti con più di 71 anni (12) E possibile ipotizzare che nelle demenze degenerative, e in particolare nell AD, ci sia una fase di malattia caratterizzata solo da alterazioni biologiche senza manifestazioni cliniche e una fase in cui i sintomi sono sfumati e lievi, tali da non permettere di porre una diagnosi sindromica di demenza (tabella 1.1) Ed è proprio ai soggetti appartenenti a questo gruppo, che attualmente è definito come Mild Cognitive Impairment, che questo lavoro pone rilievo. 9

12 Fase preclinica Anni Fase prodromica Fasi cliniche della malattia Inizio dei sintomi cognitivi e comportamentali Compromissione sociale e funzionale Progressione dei sintomi cognitivi comportamentali e dei deficit funzionali Istituzionalizzazione, complicanze Diagnosi?? 1/2 0 5/6 2/3 Morte Tabella 1.1: La storia della malattia di Alzheimer (da Bianchetti, Metitieri & Leorin, 2000). 1.2 Mild Cognitive Impairment Definizione: cenni storici Il concetto di Mild Cognitive Impairment (MCI) è stato introdotto per definire la fase di transizione tra l invecchiamento normale e il quadro patologico di demenza. Si riferisce ad una popolazione di soggetti anziani (età maggiore a 65 anni) che, a fronte di un subclinico deficit cognitivo, non sono compromessi nella loro funzionalità quotidiana, e che sono potenzialmente a rischio di sviluppare la demenza di Alzheimer [13]. Dal punto di vista clinico questa condizione è stata codificata negli anni con varie definizioni e classificazioni al fine di individuare, in modo sempre più dettagliato e funzionale al lavoro dei clinici e dei ricercatori, una condizione pre-demenza sulla quale intervenire. 10

13 MILD COGNITIVE IMPAIRMENT Definizione Autore Caratteristiche Smemoratezza senile benigna Perdita di memoria legata all età Kral Disturbi di memoria Crook et al Deterioramento mensico dimostrato da una riduzione nei test cognitive formali Dimenticanze in età senile Blackford and LaRue Come As age-associated memory impairment, ma con una riduzione > 50% in una specifica batteria testistica Declini cognitivo associato all età Levy et al Deterioramento in uno dei test cognitivi Deterioramento cognitivo DSM IV Oggettivo declino nelle età correlato abilità cognitive Mild cognitive decline ICD-10 Disturbo della memoria d apprendimento e di concentrazione dimostrato nei test Mild neurocognitive decline DSM IV Deficit di memoria di apprendimento, deficit linguistico e delle funzioni esecutive Deficit cognitivo in assenza di demenza Graham et al. Deterioramento mensico circoscritto e basso punteggio al MMSE Mild cognitive impairment Petersen et al. Riferiti disturbi mnesici, deficit nei test cognitivi e quadro cognitivo globale nella norma Tabella 1.2: Terminologia per la descrizione della condizione di demenza iniziale [14]. Nel 1962 è stato introdotto il termine benign senescent forgetfullness (smemoratezza senile benigna) per indicare una perdita di memoria lieve, relativamente non progressiva, legata all invecchiamento normale [15]. Questo termine, per quanto generico, rappresenta il primo tentativo di differenziare da un punto di vista clinico la demenza vera e propria, dalle modificazioni cognitive e comportamentali riscontrabili nelle persone anziane e legate, in via ipotetica, al processo fisiologico di invecchiamento. In seguito sono stati utilizzati termini più precisi da un punto di vista clinico. Il gruppo di lavoro del National Institute of Mental Health americano ha introdotto, nel 1986, la categoria nosografia dell Age-Associated Memory Impairment (AAMI, perdita di memoria legata all età) per definire un disturbo di memoria lieve dell anziano, non correlato ad altri 11

14 deficit neuropsicologici o a processi patologici causali, di entità tale da non interferire con la vita quotidiana. I criteri per la diagnosi di AAMI prevedono la presenza di un disturbo soggettivo di memoria in un soggetto con età superiore ai 50 anni, un deficit di memoria in test standardizzati (punteggio di almeno 1 deviazione standard inferiore rispetto alla media dei soggetti adulti in almeno uno di tre test di memoria), un livello intellettivo normale, una cognitività globale conservata (Mini Mental State Examination di 24/30 o superiore) e assenza di ogni altra condizione che possa determinare deterioramento cognitivo [16]. Già nei primi anni 90 l approfondimento sull AAMI si è affievolito di fronte alla difficoltà di catturare, all interno dell ampia variabilità di performance mnesica e cognitiva dell età anziana, quei casi che rappresentano una deviazione rispetto ad una precedente prestazione, e che quindi sono verosimilmente evolutivi in senso peggiorativo. Il fallimento di questa entità clinica è da ricondurre alla mancanza di un vero correlato clinico: a fronte di una definizione testistica, infatti, non era possibile riconoscere nella pratica clinica chi fosse il paziente AAMI. Nel corso della storia sono stati proposti e utilizzati altri termini e definizioni per classificare i soggetti anziani non affetti da demenza che presentano un qualche grado di deterioramento cognitivo. Nel Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali IV è stato incluso il termine Age-Related Cognitive Decline (deterioramento cognitivo età-correlato) per definire un declino delle funzioni cognitive identificato in modo obiettivo conseguente al processo di invecchiamento, non attribuibile a malattia mentale o neurologica [1]. L International Psychogeriatric Association ha proposto la definizione di Aging-Associated Cognitive Decline (AACD, declino cognitivo associato all invecchiamento) per riferirsi ai multipli domini cognitivi che si presume decadano nell invecchiamento normale; rispetto all AAMI i criteri per l AACD prevedono una valutazione neuropsicologica più estesa, non limitata alla memoria, in associazione a standard di riferimento specifici per l età e il livello d istruzione [17]. Nel 1997 viene introdotto il modello del Cognitive Impairment no Dementia (CIND) per identificare funzioni cognitive lievemente deficitarie, ma insufficienti per costituire una demenza [18]. Esso venne utilizzato all interno di studi epidemiologici di popolazione come il Canadian Study of Health and Aging [18] e l Indianapolis Study of Health and Aging [19], che hanno incluso tutti gli individui con una condizione tra il quadro di normalità e il quadro di demenza. Questo modello rappresentava numerosi quadri sottostanti al quadro clinico, tra i 12

15 MILD COGNITIVE IMPAIRMENT quali il disturbo circoscritto di memoria, l abuso cronico di alcool e droghe, le malattie psichiatriche, il ritardo mentale, i disturbi di origine vascolare. Il CIND rappresentava pertanto una condizione che in potenza convertibile o meno a demenza. Nel 1999 il gruppo di studio della Mayo Clinic definisce la condizione di Mild Cognitive Impairment (MCI) e ne descrisse la storia naturale [13]. Lo studio di Petersen e colleghi prevedeva la valutazione di soggetti che venivano indirizzati alla Mayo Clinic perché il soggetto stesso o un familiare, durante una delle valutazioni mediche esprimevano ansietà riguardo alla funzione cognitiva o perché il medico evidenziava un cambiamento cognitivo del soggetto in esame. Dopo una completa valutazione anamnestica, neuropsicologica, laboratoristica e strumentale, atta all esclusione dallo studio i pazienti con malattia di Alzheimer anche di lieve gravità o quadri di demenza definiti reversibili (paragrafo 1.1.1), la diagnosi di MCI veniva posta in presenza di un disturbo di memoria senza impatto sulle funzioni delle attività nella vita quotidiana e con conservazione della funzione cognitiva globale, in assenza di demenza, ma con un punteggio, ai test di memoria, inferiore rispetto a soggetti di pari età e scolarità ( Tabella 1.3). In questa prima definizione, quindi, il concetto di MCI fa riferimento ad un disturbo molto sfumato della memoria, che verrà successivamente definito come MCI di tipo amnesico (amnestic MCI), con performance, nelle rimanenti aree cognitive, nella norma. I disturbi di memoria soggettivi acquistano così un ruolo centrale, così come l indicazione di punteggi cut-off riferiti alle prestazioni psicometriche nei test per la memoria. Tuttavia questo iniziale concetto di MCI rivela ben presto una certa debolezza operativa, per quanto riguarda l applicazione pratica nel contesto clinico della definizione di MCI. Successivamente, infatti, il gruppo di Petersen (2004) è intervenuto diverse volte al fine di ridurre l ambiguità di alcune definizioni e facilitare l applicazione dei criteri stessi, apportando modifiche rispetto alla formulazione originaria, sia dei criteri, sia delle classificazioni. Ha prospettato difatti, la possibilità che l MCI si possa manifestare in forme diverse dal caratteristico difetto isolato di memoria, includendo una più vasta tipologia di deficit cognitivi e di sottotipi clinici con differenti possibili eziologie: degenerative, vascolari, psichiatriche. 13

16 A) Disturbo di memoria definito come la presenza di almeno uno dei seguenti: a) riferito direttamente dal soggetto b) riferito da un familiare c) riferito dal medico curante B) Presenza di tutte le seguenti caratteristiche: 1. assenza di impatto funzionale 2. test di cognitività globale normale (entro 0.5 deviazioni standard dalla media di soggetti di controllo di pari età e scolarità 3. test di memoria anormali per l età (1.5 deviazioni standard al di sotto della media di soggetti di controllo di pari età e scolarità) 4. assenza di demenza C) La diagnosi viene raggiunta per consenso tra il neurologo, il geriatra, il neuropsicologo, l'infermiere e le altre figure professionali che hanno valutato il soggetto attraverso i seguenti strumenti diagnostici: 1. valutazione clinica anamnesi (con paziente e familiare) esame obiettivo neurologico Short Test of Mental Status Geriatric Depression Scale di Yesavage Hachinski Ischemic Score Record of Indipendent Living 2. valutazione neuropsicologica Wechsler Adult Intelligence Scale-Revised Wechsler Memory Scale-Revised Auditory Verbal Learning Test Wide-Range Achievement Test-III 3. esami di laboratorio emocromo VES vitamina B12 e acido folico funzione tiroidea TPHA 4. esami strumentali TC o RM encefalica se indicati: puntura Tabella lombare, 1.3: Criteri EEG, diagnostici SPECT e relativi strumenti per la definizione di MCI [13]. Esistono diversi sottotipi clinici di MCI (Figura 1.5), oltre al già citato MCI amnesico (amci) è stato, infatti, descritto un MCI multi dominio (mdmci) che include i soggetti che presentano 14

17 MILD COGNITIVE IMPAIRMENT deficit in più domini cognitivi, come per esempio il linguaggio, le funzioni esecutive, le funzioni visuospaziali, in presenza o meno di compromissione della memoria. I soggetti in cui è presente una compromissione della memoria vengono dunque definiti mdmci + a, mentre quelli senza compromissione della memoria vengono definiti mdmci a. Infine, un ulteriore sottogruppo è definito MCI singolo dominio non amnesico (namci); questa categoria include soggetti con difficoltà in un solo dominio cognitivo diverso dalla memoria [20]. Figura 1.5: Schema diagnostico in grado di indirizzare verso una specifica forma di MCI [20]. I diversi tipi di MCI sembrerebbero avere un eziologia differente ed essere prodromiche di diversi tipi di demenza (malattia di Alzheimer, demenza vascolare, demenza frontotemporale, demenza a corpi di Lewy). Risulta perciò di notevole importanza caratterizzare accuratamente le differenti forme di MCI, in particolare la variante a-mci sembra evolvere più frequentemente verso una Malattia di Alzheimer, mentre altri tipi verso altre forme di demenza come rappresentato in Tabella 1.4 [21], [22]. Di fatto è possibile che tutte le demenze, in quanto patologie ad andamento cronico e progressivo abbiano un proprio correlato stato di pre-demenza [6]. 15

18 CAUSE Degenariva Vascolare Psichiatrica Patologie Mediche Classificazione Clinica Mild cognitive impairment Amnesico Mild cognitive impairment non amnesico Singolo dominio Multiplo dominio Singolo dominio Multiplo dominio Demenza d'alzheimer Demenza d'alzheimer Demenza fronto- temporale Demenza a corpi di Lewy Demenza vascolare Demenza vascolare Depressione Depressione Tabella 1.4: Classificazione dei sottotipi clinici del Mild Cognitive Impairment con le rispettive presunte eziologie, modificata da [20] Alla luce di queste evidenze sono stati formulati, successivamente al 1999, altri criteri diagnostici per Mild Cognitive Impairment che tenessero conto della molteplicità clinica di questo costrutto nosografico. Successivamente ad una consensus conference (Stoccolma, 2003) è stata proposta una revisione dei criteri che allarga la definizione di compromissione cognitiva, prevedendone la presenza in qualsiasi area cognitiva (quindi non solo nell ambito della memoria) e specificando che le funzioni quotidiane devono essere conservate, seppur con un livello di difficoltà nella loro esecuzione maggiore rispetto al precedente [23], [24]; ( Tabella 1.5). Sarebbe auspicabile, che l intera comunità clinica/scientifica si accordasse sulle aree cognitive da indagare, sugli strumenti neuropsicologici e quindi sui cut-off da utilizzare, sulle problematiche per definire la compromissione funzionale sociale ed occupazionale. Di fatto, ci si affida all esperienza del clinico e al suo giudizio nella scelta degli strumenti affinché i criteri vengano applicati nel modo più accurato possibile. 16

19 MILD COGNITIVE IMPAIRMENT Disturbo cognitivo definito come la presenza di almeno uno dei seguenti: a) riferito direttamente dal soggetto b) riferito dal familiare del soggetto c) riferito dal medico curante Presenza di tutte le seguenti caratteristiche: 1. cambiamento dal normale grado di funzionamento declino 2. declino in una qualsiasi area cognitiva 3. mantenimento del funzionamento generale ma possibilmente con maggiore difficoltà nel compiere le attività quotidiane 4. assenza di demenza Tabella 1.5: Criteri diagnostici rivisitati per la definizione di MCI [23]. L ultimo passo effettuato in questo percorso di definizione della condizione pre-clinica di demenza è stato effettuato nel maggio 2011 quando il National Institute on Aging e l Alzheimer Association hanno (NIA-AA) pubblicato una revisione dei criteri diagnostici per la fase sintomatica della malattia d Alzheimer e per la fase prodromica della stessa. Per una più approfondita trattazione della tematica si rimanda più avanti nel testo (paragrafo 1.2.7). A ulteriore riprova dell esistenza e del riconoscimento, oramai da parte di tutta la comunità scientifica, del costrutto nosologico della condizione pre-clinica della Demenza d Alzheimer che l American Psychiatric Association proporrà, verosimilmente, nel prossimo DSM-V, la distinzione tra Disturbo Neurocognitivo Maggiore e Minore secondo i criteri ivi descritti. 17

20 Major Neurocognitive Disorder A. Evidence of significant cognitive decline from a previous level of performance in one or more domains (complex attention; executive ability; learning and memory; language; visuoconstructional- perceptual ability; social cognition) based on: 1. Reports by the patient or a knowledgeable informant, or observation by the clinician, of clear decline in specific abilities as outlined for specific domains in the table above. AND 2. Clear deficits in objective assessment of the relevant domain (typically > 2.0 SD below the mean [or below the 2.5 th percentile] of an appropriate reference population [i.e., age, gender, education, premorbid intellect, and culturally adjusted]) B. The cognitive deficits are sufficient to interfere with independence (e.g., at a minimum requiring assistance with instrumental activities of daily living, i.e., more complex tasks such as finances or managing medications) C. The cognitive deficits do not occur exclusively in the context of a delirium. D. The cognitive deficits are not wholly or primarily attributable to another Axis I disorder (e.g., Major Depressive Disorder, Schizophrenia) Minor Neurocognitive Disorder A. Evidence of minor cognitive decline from a previous level of performance in one or more domains (complex attention; executive ability; learning and memory; language; visuoconstructional- perceptual ability; social cognition) based on: 1. Reports by the patient or a knowledgeable informant, or observation by the clinician, of minor levels of decline in specific abilities as outlined for the specific domains above. Typically these will involve greater difficulty performing these tasks, or the use of compensatory strategies. AND 2. Mild deficits on objective cognitive assessment (typically 1 to 2.0 SD below the mean [or in the 2.5th to 16th percentile] of an appropriate reference population (i.e., age, gender, education, premorbid intellect, and culturally adjusted). When serial measurements are available, a significant (e.g., 0.5 SD) decline from the patient s own baseline would serve as more definitive evidence of decline. B. The cognitive deficits are not sufficient to interfere with independence (Instrumental Activities of Daily Living are preserved), but greater effort and compensatory strategies may be required to maintain independence. C. The cognitive deficits do not occur exclusively in the context of a delirium. D. The cognitive deficits are not wholly or primarily attributable to another Axis I disorder (e.g., Major Depressive Disorder, Schizophrenia). 18

LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA COME MISURA CHIAVE PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL DNC LIEVE: L ESPERIENZA DELLA REGIONE PIEMONTE

LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA COME MISURA CHIAVE PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL DNC LIEVE: L ESPERIENZA DELLA REGIONE PIEMONTE VIII Convegno IL CONTRIBUTO DELLE UNITA VALUTAZIONE ALZHEIMER NELL ASSISTENZA DEI PAZIENTI CON DEMENZA LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA COME MISURA CHIAVE PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL DNC LIEVE: L ESPERIENZA

Dettagli

DIAGNOSTICA CLINICA E STRUMENTALE. Dr.ssa Michela Marcon CDC NEUROLOGIA DIPARTIMENTO NEUROSCIENZE OSPEDALE SAN BORTOLO VICENZA

DIAGNOSTICA CLINICA E STRUMENTALE. Dr.ssa Michela Marcon CDC NEUROLOGIA DIPARTIMENTO NEUROSCIENZE OSPEDALE SAN BORTOLO VICENZA DIAGNOSTICA CLINICA E STRUMENTALE Dr.ssa Michela Marcon CDC NEUROLOGIA DIPARTIMENTO NEUROSCIENZE OSPEDALE SAN BORTOLO VICENZA 1984 I criteri NINCDS-ADRDA regole La diagnosi di AD è clinico-patologico:

Dettagli

Demenza. B- I deficit interferiscono significativamente sulle attività della vita quotidiana

Demenza. B- I deficit interferiscono significativamente sulle attività della vita quotidiana Le Demenze Demenza A- Presenza di deficit cognitivi multipli caratterizzati da: 1) compromissione mnesica apprendimento e richiamo 2) uno o più dei seguenti: a) afasia b) aprassia c) agnosia d) deficit

Dettagli

Cognition as an outcome measure in schizophrenia

Cognition as an outcome measure in schizophrenia Cognition as an outcome measure in schizophrenia Michael S. Kraus and Richard S. E. Keefe Sintesi di Anna Patrizia Guarino e Chiara Carrozzo La cognizione come risultato della misura in Schizofrenia Prima

Dettagli

Comparazione dello stress dei caregiver di pazienti affetti da Malattia di Alzheimer o Demenza Vascolare

Comparazione dello stress dei caregiver di pazienti affetti da Malattia di Alzheimer o Demenza Vascolare Comparazione dello stress dei caregiver di pazienti affetti da Malattia di Alzheimer o Demenza Vascolare Grazia D Onofrio 1, Daniele Sancarlo 1, Francesco Paris 1, Leandro Cascavilla 1, Giulia Paroni 1,

Dettagli

I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO. Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011

I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO. Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011 I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011 FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO Proteine: 1-1,2 g/kg/die; Calorie: 20-30/kg/die Es.: anziano di 60 kg 60-72 g di proteine; 1200-1800

Dettagli

Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS)

Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Che cos é? Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS) La sindrome di Blau è una malattia genetica. I pazienti affetti presentano rash

Dettagli

IMAGING BIO_MOLECOLARE con DaTSCAN

IMAGING BIO_MOLECOLARE con DaTSCAN IMAGING BIO_MOLECOLARE con DaTSCAN Stelvio Sestini, MD, PhD Unità di Medicina Nucleare - USL4 Prato Università degli Studi di Firenze Concetto 1. Le M. Neurodegenerative sono in aumento Concetto 2. Le

Dettagli

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Introduzione I percorsi di Arte Terapia e Pet Therapy, trattati ampiamente negli altri contributi, sono stati oggetto di monitoraggio clinico, allo

Dettagli

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD)

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Che cos è? Il deficit di mevalonato chinasi è una malattia genetica. E un errore congenito

Dettagli

n Tumore n Infiammazione n Decadimento senile n Danno congenito n Infortunio n Colpo apoplettico n Idiopatico/criptogeno = senza una causa accertabile

n Tumore n Infiammazione n Decadimento senile n Danno congenito n Infortunio n Colpo apoplettico n Idiopatico/criptogeno = senza una causa accertabile Le cause più frequenti nelle diverse fasce d età Le indicazioni sulle singole cause citate nel capitolo precedente si riferivano a tutte le persone affette da epilessia, senza tener conto dell età delle

Dettagli

Psicopatologia della DI, QdC, QdV

Psicopatologia della DI, QdC, QdV La psicopatologia nella disabilità intellettiva Dr. Luigi Croce psichiatra, docente all Università Cattolica di Brescia Ravenna 09/03/2012 Luigi Croce Università Cattolica Brescia croce.luigi@tin.it Disabilità,

Dettagli

Procedure Diagnostiche della Dislessia Evolutiva

Procedure Diagnostiche della Dislessia Evolutiva Procedure Diagnostiche della Dislessia Evolutiva Enrico Savelli U.O.NPI Ausl Rimini Roma, 5 Novembre 2011 Nonostante i formidabili progressi realizzati nell ultimo decennio nel campo delle Neuroscienze:

Dettagli

NON SO COSA AVREI FATTO OGGI SENZA DI TE

NON SO COSA AVREI FATTO OGGI SENZA DI TE Regione Emilia-Romagna NON SO COSA AVREI FATTO OGGI SENZA DI TE MANUALE PER I FAMILIARI DELLE PERSONE AFFETTE DA DEMENZA Quando ti guardo sono terrorizzata dall idea che tutto ciò finirà ben presto. Conosciamo

Dettagli

Studio del manuale. Applicazioni internazionali del case management integrato: principi e pratica Conoscenza di base ed evoluzione futura Bibliografia

Studio del manuale. Applicazioni internazionali del case management integrato: principi e pratica Conoscenza di base ed evoluzione futura Bibliografia Indice Presentazione dell edizione originale Presentazione dell edizione italiana Prefazione Ringraziamenti Panoramica sulla diffusione del Metodo INTERMED La griglia INTERMED pediatrica per la valutazione

Dettagli

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI Che cos è la depressione? Tutti noi ci possiamo sentire tristi a volte, tuttavia la depressione è una cosa seria. La malattia della depressione a volte denominata Depressione

Dettagli

La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno

La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno Metodo epidemiologici per la clinica _efficacia / 1 La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno La buona ricerca clinica Non è etico ciò che non è rilevante scientificamente Non è

Dettagli

Gli Omega-3 e la Vitamina D contro l Alzheimer - Le nuove prospettive per il terzo millennio -

Gli Omega-3 e la Vitamina D contro l Alzheimer - Le nuove prospettive per il terzo millennio - nutrizione & composizione corporea fisioterapia & recupero funzionale medicina d alta quota piani di allenamento articoli, studi, ricerche dal mondo della Nutrizione, delle Terapie Fisiche, delle Neuroscienze

Dettagli

LA MALNUTRIZIONE NELL ANZIANO E LE SINDROMI CARENZIALI

LA MALNUTRIZIONE NELL ANZIANO E LE SINDROMI CARENZIALI LA MALNUTRIZIONE NELL ANZIANO E LE SINDROMI CARENZIALI Daniela Livadiotti Società Italiana di Medicina di Prevenzione e degli Stili di Vita INVECCHIAMENTO L invecchiamento può essere definito come la regressione

Dettagli

Quando Studiare il DAT

Quando Studiare il DAT Quando Studiare il A.Piccardo, E.O. Ospedali Galliera F. Nobili Università di Genova 123 I-FP-CIT (SCAN ) Pre-sinaptico FP- CIT Post-sinaptico Non interazione tra farmaci dopaminergici e imaging In presenza

Dettagli

Non so cosa avrei fatto oggi senza di te MANUALE PER I FAMILIARI DELLE PERSONE CON DEMENZA

Non so cosa avrei fatto oggi senza di te MANUALE PER I FAMILIARI DELLE PERSONE CON DEMENZA Non so cosa avrei fatto oggi senza di te MANUALE PER I FAMILIARI DELLE PERSONE CON DEMENZA Non so cosa avrei fatto oggi senza di te MANUALE PER I FAMILIARI DELLE PERSONE CON DEMENZA Quando ti guardo sono

Dettagli

IL CERVELLO CHE INVECCHIA

IL CERVELLO CHE INVECCHIA IL CERVELLO CHE INVECCHIA Conoscere per affrontare al meglio il declino cognitivo i quaderni della salute 2 a cura dell Assessorato alla Salute INDICE il cervello che invecchia pag 02 Quali norme comportamentali

Dettagli

Le valutazione neuropsicologica. Camillo Marra Clinica della Memoria

Le valutazione neuropsicologica. Camillo Marra Clinica della Memoria Le valutazione neuropsicologica Camillo Marra Clinica della Memoria Roma 19.3.2015 Affidabilità del test neuropsicologico nella diagnosi differenziale di demenza Lo studio dei profili quantitativi e qualitativi

Dettagli

VALUTAZIONE BEDSIDE DEI DISTURBI COGNITIVI

VALUTAZIONE BEDSIDE DEI DISTURBI COGNITIVI VALUTAZIONE BEDSIDE DEI DISTURBI COGNITIVI 90 STRUMENTI DI VALUTAZIONE DEI DISTURBI COGNITIVI: UTILITÀ E LIMITI DI IMPIEGO Marianna Amboni CEMAND, Università di Salerno IDC Hermitage-Capodimonte, Napoli

Dettagli

LA VALUTAZIONE COGNITIVA NELL AUTISMO

LA VALUTAZIONE COGNITIVA NELL AUTISMO LA VALUTAZIONE COGNITIVA NELL AUTISMO Risultati di una ricerca su un campione di 135 bambini Massimiliano Petrillo Magda Di Renzo CAMPIONE DI RICERCA 135 bambini (106 M / 29 F) Età compresa tra 2,5-16,5

Dettagli

NON È PIÙ LUI, NON È PIÙ LEI

NON È PIÙ LUI, NON È PIÙ LEI NON È PIÙ LUI, NON È PIÙ LEI Malattia di Alzheimer Una guida per le famiglie per un assistenza ottimale al malato Premessa 3 L importante rete di servizi residenziali e domiciliari presente nella nostra

Dettagli

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Nella

Dettagli

REaD REtina and Diabetes

REaD REtina and Diabetes Progetto ECM di formazione scientifico-pratico sulla retinopatia diabetica REaD REtina and Diabetes S.p.A. Via G. Spadolini 7 Iscrizione al Registro delle 20141 Milano - Italia Imprese di Milano n. 2000629

Dettagli

DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine

DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine VITAMINA D: SINTESI, METABOLISMO E CARENZA Il 40-50% della

Dettagli

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità Dott. Mag. Nicola Torina Coordinatore infermieristico Unità Terapia Intensiva di Rianimazione Metodologie operative

Dettagli

Disgrafia-Disortografia, un inquadramento diagnostico

Disgrafia-Disortografia, un inquadramento diagnostico IRCCS Burlo Garofolo U.O. Neuropsichiatria Infantile Trieste Disgrafia-Disortografia, un inquadramento diagnostico Dott.ssa Isabella Lonciari Bolzano, 28 Febbraio 2008 Disortografia Aspetti linguistici

Dettagli

Conduzione di uno studio epidemiologico (osservazionale)

Conduzione di uno studio epidemiologico (osservazionale) Conduzione di uno studio epidemiologico (osservazionale) 1. Definisco l obiettivo e la relazione epidemiologica che voglio studiare 2. Definisco la base dello studio in modo che vi sia massimo contrasto

Dettagli

PROGETTO Ambulatorio Ma.Re.A. (Malattia Renale Avanzata) Elaborato da: Delalio Alessia Guzza Lucia Resinelli Vilma Sandrini Massimo

PROGETTO Ambulatorio Ma.Re.A. (Malattia Renale Avanzata) Elaborato da: Delalio Alessia Guzza Lucia Resinelli Vilma Sandrini Massimo PROGETTO Ambulatorio Ma.Re.A. (Malattia Renale Avanzata) Elaborato da: Delalio Alessia Guzza Lucia Resinelli Vilma Sandrini Massimo Malattia Renale Cronica Stadiazione Stadio Descrizione VFG (ml/min/1.73

Dettagli

Attenzione e Funzioni Esecutive Definizione Psicologica, Basi Neurali, Valutazione neuropsicologica

Attenzione e Funzioni Esecutive Definizione Psicologica, Basi Neurali, Valutazione neuropsicologica Attenzione e Funzioni Esecutive Definizione Psicologica, Basi Neurali, Valutazione neuropsicologica Cosimo Urgesi Università di Udine e IRCCS E. Medea L attenzione Sottende un ampia classe di processi

Dettagli

L'Associazione Psionlus di Roma, provider formativo Ministero Salute per l'educazione Continua in Medicina (ECM), Ente formativo non profit già

L'Associazione Psionlus di Roma, provider formativo Ministero Salute per l'educazione Continua in Medicina (ECM), Ente formativo non profit già MASTER BIENNALE ECM NEUROSCIENZE PER LA CLINICA ESPERTA DELLE DISABILITA' COGNITIVE ASSOCIAZIONE PSIONLUS ROMA ANNO 2012-2014 L'Associazione Psionlus di Roma, provider formativo Ministero Salute per l'educazione

Dettagli

Dal deterioramento psico-cognitivo alle demenze: www.demenzemedicinagenerale.net. Proposta per un modello operativo/formativo per la Medicina Generale

Dal deterioramento psico-cognitivo alle demenze: www.demenzemedicinagenerale.net. Proposta per un modello operativo/formativo per la Medicina Generale Alessandro Pirani 1, Lucia Benini 2, Rita Marchi 2, Bruno Franco Novelletto 3, Riccardo De Gobbi 3 1 MMG, AUSL FE, SIMG, Ferrara, Centro Delegato Disturbi Cognitivi, Distretto Ovest, AUSL Ferrara; 2 MMG

Dettagli

Anatomia della Memoria - Struttura delle funzioni mnesiche -

Anatomia della Memoria - Struttura delle funzioni mnesiche - UNIVERSITÀ DI ROMA LA SAPIENZA I FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA I SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN NEUROLOGIA Anatomia della Memoria - Struttura delle funzioni mnesiche - TESINA DI ANATOMIA DOCENTE Prof.

Dettagli

Lista di controllo per la perdita di coscienza. Soffre di episodi inspiegati di. www.stars-italia.eu

Lista di controllo per la perdita di coscienza. Soffre di episodi inspiegati di. www.stars-italia.eu Collaboriamo con i pazienti, le famiglie e i professionisti sanitari per offrire assistenza e informazioni sulla sincope e sulle convulsioni anossiche riflesse Soffre di episodi inspiegati di Lista di

Dettagli

Congresso. Roma, 14 Novembre 2014 Università Cattolica del Sacro Cuore Centro Congressi Europa-Sala Italia Largo F. Vito, 1-00168 Roma

Congresso. Roma, 14 Novembre 2014 Università Cattolica del Sacro Cuore Centro Congressi Europa-Sala Italia Largo F. Vito, 1-00168 Roma Congresso Roma, 14 Novembre 2014 Università Cattolica del Sacro Cuore Centro Congressi Europa-Sala Italia Largo F. Vito, 1-00168 Roma Nel corso degli ultimi anni lo studio degli aspetti nutrizionali, dei

Dettagli

Conferenza stampa sulla campagna «La demenza può colpire chiunque.»

Conferenza stampa sulla campagna «La demenza può colpire chiunque.» Conferenza stampa sulla campagna «La demenza può colpire chiunque.» Seite 1 Benvenute e benvenuti Seite 2 Due organizzazioni, un tema Seite 3 Seite 4 Ordine del giorno - Rilevanza a livello sociale - Campagna

Dettagli

Qual è la prevalenza dell ADHD?

Qual è la prevalenza dell ADHD? Che cos'è l'adhd (Attention Deficit/Hyperactivity Disorder)? La Sindrome da Deficit di Attenzione ed Iperattività è una patologia neuropsichiatrica che insorge nei bambini in età evolutiva. L ADHD consiste

Dettagli

La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio.

La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio. Che cos è la Degenerazione Maculare correlata all Età (DME)? La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio. Essa porta a una limitazione o alla perdita

Dettagli

I.R.C.C.S. Oasi Maria SS. Troina (EN)

I.R.C.C.S. Oasi Maria SS. Troina (EN) I.R.C.C.S. Oasi Maria SS. Troina (EN) VALUTAZIONE DELLA TERAPIA FARMACOLOGICA PER LA CURA DEI COMPORTAMENTI PROBLEMATICI IN SOGGETTI CON SINDROME DI PRADER WILLI State per compilare un questionario sull'utilizzo

Dettagli

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA IL COLESTEROLO BENVENUTI NEL PROGRAMMA DI RIDUZIONE DEL COLESTEROLO The Low Down Cholesterol DELL American Heart Association ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA www.unicz.it/cardio

Dettagli

Patto europeo. per la salute mentale e il benessere. Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008

Patto europeo. per la salute mentale e il benessere. Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008 Patto europeo per la salute mentale e il benessere CONFERENZA DI ALTO LIVELLO DELL UE INSIEME PER LA SALUTE MENTALE E IL BENESSERE Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008 Slovensko predsedstvo EU 2008 Slovenian Presidency

Dettagli

Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura

Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura Michele Liscio Riassunto L ecocolordoppler dei vasi sovraortici (TSA) rappresenta un

Dettagli

PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE

PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE SI PARTE DALLA VITAMINA D Relatore dr Donata Soppelsa Medico di medicina generale Associato alla Società Italiana di Nutriceutica Quali domande? E sufficiente l integrazione

Dettagli

ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE

ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE Definizione Dilatazione segmentaria o diffusa dell aorta toracica ascendente, avente un diametro eccedente di almeno il 50% rispetto a quello normale. Cause L esatta

Dettagli

SINOSSI PROTOCOLLO STUDIO OSSERVAZIONALE

SINOSSI PROTOCOLLO STUDIO OSSERVAZIONALE SINOSSI PROTOCOLLO STUDIO OSSERVAZIONALE Studio prospettico, non interventistico, di coorte, sul rischio di tromboembolismo venoso (TEV) in pazienti sottoposti a un nuovo trattamento chemioterapico per

Dettagli

OSTEOPOROSI. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI. *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* Resp. Dott.

OSTEOPOROSI. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI. *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* Resp. Dott. C. I. D. I. M. U. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI Resp. Dott. Antonio Vercelli OSTEOPOROSI *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* *Cos è l osteoporosi?* L osteoporosi

Dettagli

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA Che cos è la degenerazione maculare? La degenerazione maculare è una malattia che interessa la regione centrale della retina (macula), deputata alla visione distinta necessaria per la lettura, la guida

Dettagli

Staff - S.C. Neuropsichiatria Infantile

Staff - S.C. Neuropsichiatria Infantile INFORMAZIONI PERSONALI Nome Attilio Vercelloni Data di nascita 28/01/1960 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio dirigente medico ASL DI VERCELLI Staff - S.C. Neuropsichiatria

Dettagli

LA REFERTAZIONE DELLA PET-TC ONCOLOGICA con 18F-FDG: istruzioni pratiche per un referto standardizzato e di qualità

LA REFERTAZIONE DELLA PET-TC ONCOLOGICA con 18F-FDG: istruzioni pratiche per un referto standardizzato e di qualità LA REFERTAZIONE DELLA PET-TC ONCOLOGICA con 18F-FDG: istruzioni pratiche per un referto standardizzato e di qualità Maria Lucia Calcagni, Paola Castaldi, Alessandro Giordano Università Cattolica del S.

Dettagli

manuale e protocollo bêta boeken & federserd manuale e protocollo per la valutazione, l attribuzione dei punteggi e l utilizzo del MATE 2.

manuale e protocollo bêta boeken & federserd manuale e protocollo per la valutazione, l attribuzione dei punteggi e l utilizzo del MATE 2. manuale e protocollo manuale e protocollo per la valutazione, l attribuzione dei punteggi e l utilizzo del MATE 2.1 gerard schippers theo broekman angela buchholz edizione italiana giorgio nespoli emanuele

Dettagli

I DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO: inquadramento generale

I DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO: inquadramento generale Sezione di Treviso I DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO: inquadramento generale Treviso, 27.2.2009 Dr.ssa Gabriella Trevisi SCHEMA DELLA RELAZIONE 1. Alcune caratteristiche generali dei DSA

Dettagli

Metodologie di comunicazione con persone disabili

Metodologie di comunicazione con persone disabili Metodologie di comunicazione con persone disabili Eleonora Castagna Terapista della Neuropsicomotricità dell Età Evolutiva Antonia Castelnuovo Psicomotricista Villa Santa Maria, Tavernerio Polo Territoriale

Dettagli

TI R OIDIT E P O S T PA RT U M

TI R OIDIT E P O S T PA RT U M TI R OIDIT E P O S T PA RT U M La tiroidite po st partum è una particolare forma di tiroidite autoimmune che si caratterizza per avere una precisa collocazione temporale. Si manifesta, infatti, nelle donne

Dettagli

Un po di terminologia

Un po di terminologia La classificazione dei pazienti: non solo DRGs Un po di terminologia Dati: simboli con cui si rappresenta la realtà (numeri, date, caratteri, intere parole). Codifica: è la rappresentazione sintetica del

Dettagli

PROGRAMMA DI STUDIO. SALUTE in AUTOGESTIONE

PROGRAMMA DI STUDIO. SALUTE in AUTOGESTIONE PROGRAMMA DI STUDIO SALUTE in AUTOGESTIONE 2013 1 This project has been funded with support from the European Commission. Indice dei contenuti 1. DESTINATARI. 3 2. CARICO DI LAVORO.3 3. ento/insegnamento

Dettagli

LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA. Obiettivi della giornata. Obiettivi del progetto

LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA. Obiettivi della giornata. Obiettivi del progetto LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA Obiettivi della giornata Conoscere i presupposti normativi, professionali e deontologici della documentazione del nursing Conoscere gli strumenti di documentazione infermieristica

Dettagli

Diabete e nefropatia cronica (o malattia renale cronica)

Diabete e nefropatia cronica (o malattia renale cronica) Diabete e nefropatia cronica (o malattia renale cronica) Cos è il diabete? Il diabete mellito, meglio noto come diabete, è una malattia che compare quando l organismo non produce insulina a sufficienza

Dettagli

STUDI CLINICI 1. Che cosa è uno studio clinico e a cosa serve? 2. Come nasce la sperimentazione clinica e che tipi di studi esistono?

STUDI CLINICI 1. Che cosa è uno studio clinico e a cosa serve? 2. Come nasce la sperimentazione clinica e che tipi di studi esistono? STUDI CLINICI 1. Che cosa è uno studio clinico e a cosa serve? Si definisce sperimentazione clinica, o studio clinico controllato, (in inglese: clinical trial), un esperimento scientifico che genera dati

Dettagli

ESAME CON MEZZO DI CONTRASTO ORGANO-IODATO (TAC)

ESAME CON MEZZO DI CONTRASTO ORGANO-IODATO (TAC) OSPEDALE FATEBENEFRATELLI E OFTALMICO Azienda Ospedaliera di rilievo nazionale M I L A N O S.C. RADIOLOGIA Direttore Dott. G. Oliva ESAME CON MEZZO DI CONTRASTO ORGANO-IODATO (TAC) ESAMI DA ESEGUIRE (VALIDITA'

Dettagli

Studio per la valutazione dell efficacia dell L-Carnitina su soggetti con disturbi da deficit di attenzione/iperattività in età evolutiva

Studio per la valutazione dell efficacia dell L-Carnitina su soggetti con disturbi da deficit di attenzione/iperattività in età evolutiva Studio per la valutazione dell efficacia dell L-Carnitina su soggetti con disturbi da deficit di attenzione/iperattività in età evolutiva Scopo della ricerca Lo scopo della ricerca è di valutare l efficacia

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute TAVOLO NAZIONALE DI LAVORO SULL AUTISMO RELAZIONE FINALE Il Tavolo di lavoro sulle problematiche dell autismo, istituito su indicazione del Ministro della Salute, composto da rappresentanti

Dettagli

Relazione tra Vitamina D, Obesità infantile e Sindrome Metabolica: un puzzle in via di risoluzione

Relazione tra Vitamina D, Obesità infantile e Sindrome Metabolica: un puzzle in via di risoluzione 3 Maggio 2012 Relazione tra Vitamina D, Obesità infantile e Sindrome Metabolica: un puzzle in via di risoluzione Emanuele Miraglia del Giudice Seconda Università degli Studi di Napoli Dipartimento di Pediatria

Dettagli

Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura

Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura Introduzione Gli indicatori calcolati sugli anni di vita persi per morte prematura (PYLLs) combinano insieme le informazioni relative alla numerosità

Dettagli

Che cosa provoca una commozione cerebrale?

Che cosa provoca una commozione cerebrale? INFORMAZIONI SULLE COMMOZIONI CEREBRALI Una commozione cerebrale è un trauma cranico. Tutte le commozioni cerebrali sono serie. Le commozioni cerebrali possono verificarsi senza la perdita di conoscenza.

Dettagli

CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE

CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE Lega Friulana per il Cuore CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE Materiale predisposto dal dott. Diego Vanuzzo, Centro di Prevenzione Cardiovascolare, Udine a nome del Comitato Tecnico-Scientifico

Dettagli

Indicazioni per la certificazione

Indicazioni per la certificazione Il nuovo modello per la certificazione delle cause di morte: peculiarità e indicazioni per una corretta certificazione Indicazioni per la certificazione Stefano Brocco Coordinamento del Sistema Epidemiologico

Dettagli

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE)

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) Contenuti Michelene Chi Livello ottimale di sviluppo L. S. Vygotskij Jerome Bruner Human Information Processing Teorie della Mente Contrapposizione

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI PREMESSA L integrazione è un processo di conoscenza di sé e dell altro, di collaborazione all interno della classe finalizzato a creare le migliori condizioni

Dettagli

1. Premessa. 2. Finalità ed obiettivi

1. Premessa. 2. Finalità ed obiettivi Allegato B REGOLAMENTO PER LA PREDISPOSIZIONE E PER IL FINANZIAMENTO DELLE IMPEGNATIVE DI CURA DOMICILIARE PER PERSONE CON GRAVE DISABILITÀ PSICHICA ED INTELLETTIVA (ICDp) 1. Premessa La normativa nazionale

Dettagli

Un anno di Open AIFA

Un anno di Open AIFA Il dialogo con i pazienti. Bilancio dell Agenzia Un anno di Open AIFA Un anno di Open AIFA. 85 colloqui, 250 persone incontrate, oltre un centinaio tra documenti e dossier presentati e consultati in undici

Dettagli

Questi effetti variano da una persona ad un altra e dipendono dalla specifica natura della lesione cerebrale e dalla sua gravità.

Questi effetti variano da una persona ad un altra e dipendono dalla specifica natura della lesione cerebrale e dalla sua gravità. Gli effetti delle lesioni cerebrali Dato che il cervello è coinvolto in tutto ciò che facciamo, le lesioni cerebrali possono provocare una vasta serie di effetti. Questi effetti variano da una persona

Dettagli

Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita

Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita di Francesca Battisti Come gestiamo le nostre emozioni? Assistiamo ad esse passivamente o le ignoriamo? Le incoraggiamo o le sopprimiamo? Ogni cultura

Dettagli

scaricato da www.sunhope.it

scaricato da www.sunhope.it SECONDA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI I CLINICA NEUROLOGICA Direttore:Prof. R. Cotrufo Fisiopatologia dei disordini della sensibilità, con particolare riguardo al dolore neuropatico 2009 Organizzazione

Dettagli

Renzo Vianello Con la collaborazione di Silvia Lanfranchi Funzionamento Intellettivo Limite e Disturbi Specifici di Apprendimento

Renzo Vianello Con la collaborazione di Silvia Lanfranchi Funzionamento Intellettivo Limite e Disturbi Specifici di Apprendimento Renzo Vianello Con la collaborazione di Silvia Lanfranchi Funzionamento Intellettivo Limite e Disturbi Specifici di Apprendimento Per ulteriori informazioni sui FIL: Cap. 9 del volume a cura di Cesare

Dettagli

Condizioni di salute, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari

Condizioni di salute, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari 2 marzo 2007 Condizioni di salute, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari Anno 2005 Con l indagine multiscopo Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari l Istat rileva presso i cittadini

Dettagli

PRESENTAZIONE. On. Antonio De Poli Assessore Regionale alle Politiche Sociali, Programmazione Socio Sanitaria, Volontariato e Non Profit

PRESENTAZIONE. On. Antonio De Poli Assessore Regionale alle Politiche Sociali, Programmazione Socio Sanitaria, Volontariato e Non Profit PRESENTAZIONE Lo scenario sulla disabilità è interessato da un processo di profonda trasformazione che negli ultimi anni ha sollecitato l attenzione dei Governi, delle loro strutture operative, delle associazioni

Dettagli

DRG e SDO. Prof. Mistretta

DRG e SDO. Prof. Mistretta DRG e SDO Prof. Mistretta Il sistema è stato creato dal Prof. Fetter dell'università Yale ed introdotto dalla Medicare nel 1983; oggi è diffuso anche in Italia. Il sistema DRG viene applicato a tutte le

Dettagli

DOMANDE E RISPOSTE 1. Che cos è un vaccino? 2. Che cosa si intende con i termini immunità, risposta immune e risposta immunitaria?

DOMANDE E RISPOSTE 1. Che cos è un vaccino? 2. Che cosa si intende con i termini immunità, risposta immune e risposta immunitaria? DOMANDE E RISPOSTE 1. Che cos è un vaccino? Un vaccino è un prodotto la cui somministrazione è in grado di indurre una risposta immunitaria specifica contro un determinato microrganismo (virus, batterio

Dettagli

Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT)

Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) Fondamenti giuridici delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento Numerosi sono i fondamenti normativi e di principio che stanno alla base del diritto

Dettagli

Identikit del drogato da lavoro

Identikit del drogato da lavoro INTERVISTA Identikit del drogato da lavoro Chi sono i cosiddetti workaholic? quanto è diffusa questa patologia? Abbiamo cercato di scoprirlo facendo qualche domanda al dottor Cesare Guerreschi, fondatore

Dettagli

La transizione all'età adulta: strumenti per identificare obiettivi di insegnamento

La transizione all'età adulta: strumenti per identificare obiettivi di insegnamento La transizione all'età adulta: strumenti per identificare obiettivi di insegnamento Percorso di Formazione Dall autismo all integrazione socio-lavorativa Organizzato da: AGSAV ONLUS Associazione Genitori

Dettagli

Cosa dovrebbero sapere i genitori sulla sicurezza delle radiazioni per uso medico

Cosa dovrebbero sapere i genitori sulla sicurezza delle radiazioni per uso medico Cosa dovrebbero sapere i genitori sulla sicurezza delle radiazioni per uso medico Gli esami radiologici consentono ai medici di effettuare la diagnosi e decidere il corretto iter terapeutico dei loro pazienti.

Dettagli

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione John Dewey Le fonti di una scienza dell educazione educazione 1929 L educazione come scienza indipendente Esiste una scienza dell educazione? Può esistere una scienza dell educazione? Ṫali questioni ineriscono

Dettagli

MANAGEMENT DELL'ASTINENZA DA DROGHE E ALCOL

MANAGEMENT DELL'ASTINENZA DA DROGHE E ALCOL MANAGEMENT DELL'ASTINENZA DA DROGHE E ALCOL Kosten Th., O'Connor P.: Management of drug and alcohol with drawal, The New England Journal of Medicine, 348: 1786-95, 2003 Tenendo conto della prevalenza dei

Dettagli

Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation. Sindrome di Behçet

Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation. Sindrome di Behçet Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Sindrome di Behçet Che cos è? La sindrome di Behçet (BS), o malattia di Behçet, è una vasculite sistemica (infiammazione dei vasi sanguigni) la

Dettagli

ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2

ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2 ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2 Il processo infermieristico espresso con un linguaggio comune: sviluppo delle competenze professionali attraverso la capacità di formulare diagnosi infermieristiche

Dettagli

HYPERMAP IPERTENSIONE E DANNO D'ORGANO: DALLE LINEE GUIDA ALLA GESTIONE CLINICA DEL PAZIENTE IPERTESO

HYPERMAP IPERTENSIONE E DANNO D'ORGANO: DALLE LINEE GUIDA ALLA GESTIONE CLINICA DEL PAZIENTE IPERTESO HYPERMAP IPERTENSIONE E DANNO D'ORGANO: DALLE LINEE GUIDA ALLA GESTIONE CLINICA DEL PAZIENTE IPERTESO Generalità (per informazioni specifiche sui singoli corsi (date, sedi,) consultare il sito del provider

Dettagli

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 martedì, 17 gennaio, 2012 http://www.lombardiasociale.it/2012/01/17/disegnato-il-percorso-di-riforma-delladi-per-il-2012/ L'analisi del Contesto E

Dettagli

a state of complete physical, men al , an social well ll-bei ng an not merely the absence of disease or infirmity

a state of complete physical, men al , an social well ll-bei ng an not merely the absence of disease or infirmity SALUTE: definizione Nel 1948, la World Health Assembly ha definito la salute come a state of complete physical, mental, and social well-being and not merely the absence of disease or infirmity. Nel1986

Dettagli

Lo sviluppo delle funzioni neuropsicologiche nel bambino dai 3 ai 5 anni.

Lo sviluppo delle funzioni neuropsicologiche nel bambino dai 3 ai 5 anni. Lo sviluppo delle funzioni neuropsicologiche nel bambino dai 3 ai 5 anni. Dott.ssa Irene Arcolini Provincia di Monza e Brianza LA SCUOLA DIFRONTE AI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO, LA DISLESSIA. LO

Dettagli

SONDAGGIO sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (D.A.T. - "testamento biologico")

SONDAGGIO sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (D.A.T. - testamento biologico) SONDAGGIO sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (D.A.T. - "testamento biologico") effettuato tra i chirurghi italiani delle varie branche e delle diverse specialità per conto del Collegio Italiano

Dettagli

ORGANIZZAZIONE SANITARIA E CERTIFICAZIONI MEDICHE D'IDONEITÀ P E R IL CONSEGUIMENTO DELLE LICENZE E DEGLI ATTESTATI AERONAUTICI

ORGANIZZAZIONE SANITARIA E CERTIFICAZIONI MEDICHE D'IDONEITÀ P E R IL CONSEGUIMENTO DELLE LICENZE E DEGLI ATTESTATI AERONAUTICI ORGANIZZAZIONE SANITARIA E CERTIFICAZIONI MEDICHE D'IDONEITÀ P E R IL CONSEGUIMENTO DELLE LICENZE E DEGLI ATTESTATI AERONAUTICI Edizione n. 2 del 24 febbraio 2014 Edizione 2 Pagina 26 di 43 SEZIONE V CERTIFICAZIONI

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Papalia Grazia Maria Data di nascita 29/06/1959

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Papalia Grazia Maria Data di nascita 29/06/1959 INFORMAZIONI PERSONALI Nome Papalia Grazia Maria Data di nascita 29/06/1959 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio I Fascia AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI REGGIO CALABRIA

Dettagli

TRAINING E RE-TRAINING DEL PAZIENTE E/O CARE-GIVER IN TRATTAMENTO DIALITICO DOMICILIARE

TRAINING E RE-TRAINING DEL PAZIENTE E/O CARE-GIVER IN TRATTAMENTO DIALITICO DOMICILIARE Numero pagine: 1 di 8 PAZIENTE E/O CARE-GIVER IN Rev. Data Redatto Verificato Approvato 1 2013 GIT DP Gruppo Infermieristico Numero pagine: 2 di 8 1.COMPOSIZIONE DEL GRUPPO E METODOLOGIA DI LAVORO Le sottoscritte

Dettagli

QUESTIONARIO DA ALLEGARE ALLA DENUNCIA DEL SINISTRO (Questionario di Invalidità Totale e Permanente - Medico)

QUESTIONARIO DA ALLEGARE ALLA DENUNCIA DEL SINISTRO (Questionario di Invalidità Totale e Permanente - Medico) Poste Vita S.p.A. 00144, Roma (RM), Piazzale Konrad Adenauer, 3 Tel.: (+39) 06 549241 Fax: (+39) 06 54924203 www.postevita.it Partita IVA 05927271006 Codice Fiscale 07066630638 Capitale Sociale Euro 1.216.607.898,00

Dettagli

L esercizio fisico come farmaco

L esercizio fisico come farmaco L esercizio fisico come farmaco L attività motoria come strumento di prevenzione e di terapia In questo breve manuale si fa riferimento a tipo, intensità, durata e frequenza dell attività fisica da soministrare

Dettagli