D01.0 PROGETTO ESECUTIVO RELAZIONE TECNICO ILLUSTRATIVA LABORATORIO DI QUARTIERE DI PONTE LAMBRO C.U.P.:B82B PROGETTO ESECUTIVO

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1 DIREZIONE CENTRALE TECNICA INFRASTRUTTURE E LAVORI PUBBLICI - Settore Tecnico Casa e Demanio DIREZIONE CENTRALE SVILUPPO DEL TERRITORIO Settore Valorizzazione aree comunali e non comunali Via Pirelli, 39 Milano LABORATORIO DI QUARTIERE DI PONTE LAMBRO DIREZIONE CLIENTE Arch. Paolo Simonetti IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Dott.Arch. Gianluca Panti C.U.P.:B82B PROGETTO ESECUTIVO IL PROGETTISTA Dott.Arch. Ottavio Di Blasi Dott.Arch. Lamberto Rossi IL DIRETTORE DI SETTORE Dott. Ing. Mauro Giacomini Dott. Arch. Franco Zinna PROGETTO ESECUTIVO RELAZIONE TECNICO ILLUSTRATIVA Revisione per validazione Revisione per validazione emissione SG D 01.0 Relazione Generale D01.0

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3 Premessa INQUADRAMENTO TERRITORIALE NOTE STORICHE SU PONTE LAMBRO LA SITUAZIONE ATTUALE DEL QUARTIERE GLI IMMOBILI OGGETTO DELL INTERVENTO Aspetti costruttivi e impiantistici LOCALIZZAZIONE DELL INTERVENTO NEL QUARTIERE IL LABORATORIO: INTERVENTO ESEMPLARE NELLE PERIFERIE LA PROGETTAZIONE PARTECIPATA IL LABORATORIO DI QUARTIERE (LDQ) Le aree di azione del Laboratorio Area CONSULTORIO Area PORTIERATO SOCIALE Area LUDOTECA e SALA MULTIFUNZIONE Area LAVORO E OCCUPAZIONE Area LABORATORIO DI QUARTIERE e Centro Consulenza PROGRAMMA D USO DESCRIZIONE DELL INTERVENTO L intervento volumetrico I Piloties e il Piano terra I materiali e il linguaggio architettonico Il sistema distributivo e le passerelle L ascensore panoramico Pavimentazioni e Soluzioni Materiche Parcheggi LE PARTI ADIBITE A RESIDENZA Androni e vani scala delle abitazioni Ascensori Facciate Davanzali e cornici finestre Parapetti in metallo per finestre e balconi Infissi L intervento interno sugli alloggi Residenza e Laboratorio di Quartiere con Case/lavoro ALLOGGI PROTETTI PER ANZIANI - APA Il nucleo abitativo I Servizi Gli Alloggi Individuali LE CANTINE IL PASSAGGIO URBANO OBIETTIVI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA FASI E LOGICA DI CANTIERE Demolizioni Cantiere edile tradizionale Montaggi metallici Serramenti Finiture e Impianti 16.6 Sicurezza AUTORIZZAZIONI E PARERI ASL

4 17.2 VVFF STRUTTURE IMPIANTI IDRAULICO E TERMICO 19.1 Gas metano ed espulsione fumi 19.2 Centrale Termica 19.3 Centrale Frigorifera 19.4 Distribuzione Riscaldamento/Raffrescamento 19.5 Terminali ambiente 19.6 Impianto Aeraulico ed Estrazione aria 19.7 Produzione acqua calda sanitaria 19.8 Reti di scarico IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI 20.1 Reception e passerella di collegamento - Impianti elettrici 20.2 Vani scala - Impianti elettrici 20.3 Ludoteca/Sale Multifunzione - CLEO e Alloggi CLEO - Locali custode sociale - Impianti elettrici 20.4 Poliambulatori - Impianti elettrici 20.5 APA - Impianti elettrici 20.6 Appartamenti ERP - Impianti elettrici 20.7 Impianto fotovoltaico 20.8 Reception e passerella di collegamento - Impianti speciali 20.9 Vani scala Impianti speciali Ludoteca/Sale Multifunzione - CLEO e Alloggi CLEO - Reception e locali custode sociale - Impianti speciali Poliambulatori - Impianti speciali APA - Impianti speciali Appartamenti ERP - Impianti speciali Area esterna - Impianti elettrici e speciali Opere murarie Impianto di protezione dalle scariche atmosferiche NORMATIVA DI RIFERIMENTO Normativa generale Normativa specifica elettrica Normativa specifica termotecnica Normativa specifica strutturale

5 Premessa Il presente aggiornamento del progetto esecutivo del Laboratorio di Quartiere di Ponte Lambro è stato redatto su incarico dell Amministrazione Comunale di Milano e si configura come aggiornamento e unificazione dei due progetti esecutivi di Lotto 1 e 2 già redatti e validati. Successivamente alla validazione, infatti, si è reso necessario apportare una serie di modifiche al progetto esecutivo, per: - Aggiornare i layout funzionali al fine di accogliere, dato il carattere sperimentale e plurifunzionale dell istituendo Laboratorio, una serie di funzioni facenti capo alle Direzioni Centrali utenti interessate - DC Casa e Demanio, DC Politiche del Lavoro e Occupazione, DC Famiglia Scuola e Politiche Sociali - e definite con verbale di riunione del 01/02/08, sottoscritto dalle parti; - Rendere unitario l intervento accorpando il progetto già appaltato ed eseguito solo in piccola parte (vedi Stato di Consistenza redatto in sede di scioglimento contestuale) del 1 Lotto/Alloggi Protetti per Anziani/APA e il progetto generale denominato Laboratorio di Quartiere di Ponte Lambro ; - Adeguarlo alle normative subentrate, in merito a: sicurezza sismica (D.M. 14/01/2008) e certificazione energetica (L.10/91; D.Lgs 192/2005, come modificato dal D.lgs 311/06 e normativa regionale cogente); INQUADRAMENTO TERRITORIALE Il quartiere di Ponte Lambro si trova nel settore sud-est di Milano, isolato tra la Tangenziale est, il fiume Lambro e ampie zone inedificate in via di valorizzazione. Il collegamento principale con la città avviene attraverso l asse via Vittoriani- Mecenate. Il quartiere è nei fatti escluso dalla viabilità primaria che, in questo caso è rappresentata da viale Forlanini, dalla S.S.451 (Paullese) e, più a sud, dall asse storico C.so Lodi-Via Emilia. La direttrice di via Bonfadini, che sfocia nell abitato di Linate, ha un importanza esclusivamente locale NOTE STORICHE SU PONTE LAMBRO Fino agli inizi del 900 l area dell attuale abitato di Ponte Lambro (definita a nord dall antica strada per Paullo- Cremona, a est dal fiume Lambro e a ovest e sud, rispettivamente, dalla roggia Spazzola e da quelle delle Quattro Marie) si configura come un comparto esclusivamente agricolo, caratterizzato dalla presenza di grandi cascine e da una particolare ricchezza di acque superficiali (molti poderi sono addirittura dotati di mulini). Il naturale sistema dei fontanili e delle rogge è stato sapientemente canalizzato e sfruttato a fini agricoli fin dal XIII secolo, in particolare da parte dei monaci dell ordine degli Umiliati insediati nella vicina Abbazia di Monluè e, alla fine dell Ottocento, l area di nostro interesse coincide, sostanzialmente, con il terreno dei due grandi poderi detti Canova e Zerbone. Originariamente sottoposti alla giurisdizione ecclesiastica della Pieve di San Donato e poi di quella di Linate, i poderi di Ponte Lambro vengono annessi prima al Comune di Morsenchio e poi a quello di Mezzate fino a che, nel 1925, vengono compresi nei confini comunali di Milano. Lo sviluppo di un vero e proprio centro abitato indipendente presso Ponte Lambro risale proprio ai primi decenni del XX secolo allorché lungo l argine del fiume, su terreni che erano stati della cascina Canova, per alleggerire il congestionato vicolo dei Lavandai a Porta Ticinese (intorno al 1905) si insediano alcune lavanderie artigianali. Sfruttano le acque del Lambro, allora particolarmente chiare, per il lavaggio e gli ampi spazi agricoli circostanti, per la stesa dei panni. L insediamento residenziale si intensifica poi negli anni tra il 1912 e il 1915 quando, dallo smembramento del fondo agricolo della Canova, si sviluppa una rete di strade che gravita sull attuale via Umiliati. Indipendentemente da qualunque previsione e disegno urbanistico (i piani regolatori della città di Milano del 1889 e del 1912 non si estendono infatti ad aree così esterne) lo sviluppo edilizio del quartiere continua per tutto il decennio successivo, caratterizzandosi per la prevalenza di edilizia residenziale (villette) lungo le attuali vie Camaldoli, Montecassino, Monteoliveto, Parea e Bonfadini e per l attestarsi invece delle attività commerciali e artigianali lungo la centrale via Umiliati. La breve esperienza di progettazione e realizzazione del Porto di Mare avviata dalla città di Milano tra il 1918 e il 1922 sebbene interessi anche l area di Ponte Lambro non lascia tracce significative nella forma dell abitato che negli anni 20 presenta già ben delineato il sistema viario che oggi conosciamo. Anche l insediamento dell industria alla periferia est di Milano coinvolge il quartiere solo indirettamente in quanto i nuovi stabilimenti si attestano, in quegli stessi anni, nelle vicine località di Morsenchio e Taliedo.

6 Disattese le previsioni che per la zona erano contenute nel Piano Regolatore Generale del 1933, nel si insedia, immediatamente a ridosso dell abitato di Linate, il nuovo aeroporto la cui presenza introduce un forte elemento di discontinuità nella antica rete di canali e strade che da Milano conduceva, attraverso Ponte Lambro e Linate, fino a Paullo. Alla fine degli anni 30 il quartiere è ormai ben delineato nel suo tipico sviluppo in direzione nord-sud (lungo gli assi delle vie Camaldoli e Umiliati) ed è caratterizzato dalla prevalenza di edilizia residenziale a bassa densità frammista ad attività commerciali e artigianali; la via Bonfadini e l attraversamento del Lambro hanno ormai evidentemente perso la propria importanza come direttrici di livello sovracomunale mentre è stato realizzato l asse urbano della via Mecenate (attorno al quale si sviluppa l insediamento industriale di Taliedo) che diviene il principale collegamento con Milano. Stretto dal limite fisico del fiume e ormai escluso dalla viabilità primaria, Ponte Lambro mantiene, fino a tutti gli anni 50, una struttura di vero e proprio paese ai margini della città, legato - sul piano economico, sociale e delle relazioni urbane - all insediamento industriale di Taliedo; la realizzazione della tangenziale est (primi anni 70) ne accentua l isolamento mentre gli interventi di edilizia pubblica, residenziale e non, degli ultimi decenni introducono nuove tipologie edilizie che modificano il volto del quartiere ma non contraddicono (anzi in qualche modo assecondano) le caratteristiche di chiusura e implosione tipiche del tessuto viabilistico e urbano di quest area LA SITUAZIONE ATTUALE DEL QUARTIERE L abitato di Ponte Lambro presenta dei margini netti costituita a est dal Fiume Lambro, a sud da terreni agricoli, a ovest dalla tangenziale e a nord dalla via Vittorini. Via Vittorini rappresenta di fatto la principale via di collegamento del quartiere con il resto della città, mentre la connessione verso sud e S. Donato costituisce, allo stato attuale un asse di secondo livello per importanza. Sostanzialmente quindi Ponte Lambro continua a funzionare secondo la sua logica insediativa più antica, legato cioè alla città attraverso la zona industriale di via Mecenate e in parte al paese di Linate. Il quartiere è dunque costituito dal suo nucleo storico, che non ha avuto sostanziali trasformazioni fino agli anni 70, momento in cui sono stati realizzati importanti insediamenti di abitazioni popolari. La dicotomia tra insediamento storico (via Camaldoli e Umiliati) e interventi moderni (via Ucelli di Nemi e Serrati), appare particolarmente evidente. Le due parti del quartiere, ognuna chiusa su se stessa, non comunicano tra loro. La totale mancanza di collegamenti trasversali, confermata dalla logica insediativa delle case ALER, ha reso questa separazione ancora più evidente e drammatica. Quando, circa dieci anni fa iniziò l esperienza di partecipazione legata al Laboratorio di Quartiere e, successivamente al Contratto di Quartiere; la chiesa, il mercato rionale e il Centro Sociale Comunale (CTS), tutti localizzati lungo la linea di confine tra queste due realtà non riuscivano a sovvertirne questa logica. Quello che avrebbe dovuto essere il centro del paese non riusciva infatti a diventarne l elemento unificante, restando semplicemente la zona dove le due realtà insediative del quartiere si fronteggiavano. L unico insediamento presente di rilevanza sovracomunale è l Istituto Cardiologico Monzino. La sua localizzazione sulla via Vittorini, cioè ai bordi del quartiere, gli impedisce di essere, a oggi, una reale risorsa per la riqualificazione del quartiere. La trasformazione della scuola media nella cosiddetta Aula Bunker aveva poi definitivamente sancito il carattere marginale del quartiere andando a compromettere l equilibrio del comparto scolastico adiacente e accentuando l identificazione mediatica Ponte Lambro-criminalità. Stante la separazione tra le due parti del quartiere, la zona verde compresa tra le stecche delle case popolari risultava di fatto esclusa dalla fruizione del resto dell abitato, mentre la parte storica del borgo, con la sua angusta viabilità, risultava quasi completamente priva di spazi di socializzazione. La situazione di Ponte Lambro, spesso agli onori della cronaca nera, appariva allora emblematica di una condizione diffusa nelle periferie urbane, dove una serie evidente di errori di pianificazione e di logiche insediative sbagliate, aveva contribuito a creare un disagio sociale spesso accompagnato da fenomeni di criminalità diffusa. Il problema urbanistico più evidente non era dunque tanto in termini di dotazione di verde e attrezzature, quanto di struttura urbana. La minuta grana del tessuto originario del quartiere e le fragili logiche funzionali che la reggevano erano state stravolte dall inserimento di questi edifici lineari fuori scala. L arrivo massiccio di nuovi abitanti appartenenti tutti alle classi estreme (la popolazione è raddoppiata dal 1981 al 1991) e le problematiche sociali collegate, avevano violentato la vecchia realtà rurale generando un disagio diffuso. Gli interventi di questi ultimi anni con la realizzazione della nuova piazza di fronte al centro civico, l edificazione di un nuovo comparto residenziale in prossimità, la manutenzione straordinaria operata

7 dall ALER sulla parte di propria proprietà di via Ucelli di Nemi oltre a una serie di operazioni immateriali di coinvolgimento della popolazione nella creazione di un identità collettiva condivisa, hanno avviato un processo virtuoso di saldatura e di riequilibrio dell organismo urbano che trova nella realizzazione del Laboratorio di Quartiere da parte dell Amministrazione Comunale la propria naturale conclusione volta a creare un ulteriore elemento di riconnessione fisica trasversale del quartiere GLI IMMOBILI OGGETTO DELL INTERVENTO Gli immobili oggetto dell intervento sono due edifici lineari (conosciuti come le case bianche ) di 6 piani fuori terra. Tipologicamente sono il risultato della ripetizione di un unico sistema distributivo composto da vano scala + due appartamenti per piano di circa 100 mq. Si tratta di n 26 vani scala per un totale di 260 appartamenti. Gli edifici non hanno interrati e al piano terra si trovano gli accessi ai vani scala e alle cantine. Questa scelta tipologica si è rivelata una delle ragioni principali del degrado fisico e sociale delle case bianche. Le cantine al piano strada e la totale mancanza di negozi e di servizi pubblici proprio al livello in cui tradizionalmente la città è fruibile dal pubblico, ha generato un processo di progressivo degrado e quindi di abbandono di questi spazi che oggi sono spesso spazi di servizio usati per attività più o meno legali Aspetti costruttivi e impiantistici Costruttivamente gli edifici sono realizzati con un sistema di travi e pilastri poggianti su fondazioni costituite da travi rovesce superficiali. I solai sono in laterizio, con travetti e pignatte. Il sistema strutturale è irrigidito e controventato dalla presenza dei vani scala-ascensori in c.a. Le facciate sono intonacate e i serramenti sono in legno verniciato. Dal punto di vista impiantistico gli alloggi sono riscaldati con radiatori collegati a montanti per lo più collocate nei muri perimetrali e nella muratura di confine. Molte di queste montanti presentano periodicamente lesioni e perdite e richiedono interventi di manutenzione regolari. Il riscaldamento dei fluidi è affidato a un unica grande centrale termica centralizzata che serve anche gli edifici di via Serrati. Uno dei problemi riscontrati è che moltissimi inquilini, ritenendo insufficiente lo scaldabagno elettrico previsto originariamente, hanno provveduto a installare privatamente impianti di riscaldamento dell acqua sanitaria a gas che risultano oggi completamente fuori legge e assolutamente privi delle necessarie certificazioni, sia per quanto riguarda gli impianti che gli scarichi. L accesso ai vani scala avviene dal portico del piano terra. Prima dell intervento dell ALER, gli ingressi erano in una condizione di degrado diffuso: i vetri che originariamente tamponavano le porte di ingresso erano stati sostituiti con lamiere. La muratura perimetrale degli accessi, originariamente realizzata in vetrocemento, era stata sostituita con blocchetti di cemento grezzi che oltre a togliere la necessaria luminosità agli accessi, li avevano resi invivibili e, in qualche modo, sinistri. Allo stesso modo mancava la numerazione dei numeri civici su molte delle porte e il citofono era spesso sfondato e inservibile. Il recente intervento dell ALER ha ripristinato gli ingressi dando una nuova dignità alla sequenza di ingressi al piano terra LOCALIZZAZIONE DELL INTERVENTO NEL QUARTIERE Data la limitatezza delle risorse si è scelto come luogo più adatto per l insediamento del laboratorio quello che è stato ritenuto il punto più sensibile, ovvero quello dove l effetto della realizzazione del LDQ potesse essere più efficace e qualificante. La localizzazione prescelta per l intervento è nelle immediate vicinanze dell unico passaggio pedonale che oggi mette in comunicazione via degli Umiliati con via Ucelli di Nemi. Tale passaggio è una delle poche risorse rimaste per riequilibrare la struttura dei percorsi del quartiere. Il LDQ si pone a cavallo tra le due stecche realizzando la connessione tra la via degli Umiliati e l area verde a ovest. Il punto prescelto si trova a circa 2/5 della lunghezza del corpo di fabbrica e la sua realizzazione spezzerà la monotona stereometria delle due stecche, riducendone, di fatto l impatto volumetrico e nel contempo articolandone meglio i volumi IL LABORATORIO: INTERVENTO ESEMPLARE NELLE PERIFERIE L idea del LDQ nasce dalla convinzione che condizione irrinunciabile per affrontare il problema delle periferie sia spezzarne la monofunzionalità. Perché le periferie possano cessare di essere quartieri dormitorio occorre creare le condizioni affinché si possano insediare nuove funzioni e attività che rendano vivo e articolato il tessuto sociale. Alcune nuove tendenze in atto rendono oggi questa strategia molto più realistica di quanto non fosse solo alcuni anni fa :

8 - la diffusione di internet rende l insediamento di attività produttive e di servizio meno dipendente dalla localizzazione - l aumento della congestione dei centri storici rende le aree più esterne, di fatto più accessibili dalle grandi infrastrutture di comunicazione, più appetibili - il tele-lavoro, o lavoro domestico è un fenomeno in crescita continua. - la dinamica demografica in atto vede aumentare il numero di persone anziane presenti nei quartieri comportando la necessità di nuovi servizi e attività dedicate. - La riconversione di aree industriali dismesse secondo filoni tematici sinergici, crea nuove occasioni di specializzazione delle aree semiperiferiche, diventando nei fatti poli di riorganizzazione del territorio. Nel contempo le dimensioni del problema delle periferie è tale che non è possibile pensare a interventi estensivi o a tappeto che affrontino quantitativamente il problema: non vi sarebbero mai le risorse necessarie. L obiettivo del LDQ, generalizzabile al tema delle periferie è quello di contribuire a trasformare un quartieredormitorio, affetto tra l altro da problemi di malvivenza ed emarginazione, in un quartiere polimorfo, centro di nuove iniziative e attività. La sua realizzazione sarà anche l occasione per la riqualificazione fisica e architettonica dei luoghi sensibili nei quali il LDQ viene insediato. Col laboratorio si rifiuta dunque l idea di un intervento pesante, basato su demolizioni a tappeto e ricostruzioni. Si punta piuttosto su un intervento leggero e progressivo, fatto di piccole demolizioni parziali, una sorta di erosione che aggredisce i corpi di fabbrica spezzandone la monotonia e permettendo l inserimento delle nuove attività. Il cambiamento non è dunque frutto di un progetto compositivo, pensato in astratto al tavolo da disegno, ma piuttosto la conseguenza della logica insediativa delle diverse funzioni e della nuova logica distributiva. Gli interventi di questi anni realizzati in questa logica anche per iniziativa del Laboratorio di Quartiere già esistente hanno dimostrato che è questa la strada giusta da percorrere LA PROGETTAZIONE PARTECIPATA Al fine quindi di individuare puntualmente gli interventi prioritari dei quali necessitano gli stabili di via Ucelli di Nemi, oggetto del presente Progetto, é stata adottata una metodica lavorativa che, tramite una organica attività di approccio conoscitivo, ha visto il coinvolgimento dei funzionari della Filiale Aler, dello staff di progettazione e degli inquilini dei fabbricati. A questo proposito è stato predisposto un programma di PROGETTAZIONE PARTECIPATA, condotta dallo studio Martini Associati srl, che, attraverso una serie di Assemblee di Condominio, di incontri a livello di Vano scala, e incontri individuali, ha portato da un lato alla mappatura puntuale dei punti di degrado e delle lamentele degli abitanti, dall altro a un processo di illustrazione, di critica, di messa a punto e di condivisione del progetto. Un ruolo essenziale nell attività di ascolto, ricognizione del degrado e delle problematiche abitative è stato svolto da Laboratorio di Quartiere, attivo dal 2001 in una sede provvisoria all interno delle proprietà ALER, che, oltre a costituire il veicolo fondamentale delle attività di ACCOMPAGNAMENTO SOCIALE di supporto alla MOBILITA, ha rappresentato una sorta di sportello aperto a cui gli abitanti hanno potuto rivolgersi per testimoniare problematiche o per ricevere spiegazioni e per partecipare al processo di cambiamento in atto regolato dal Contratto di Quartiere. Inoltre lo staff progettuale ha svolto diversi sopralluoghi atti al rilievo delle patologie di degrado presenti sulle strutture, sulle finiture e negli impianti, sia in modo autonomo che, in modo mirato, su segnalazione degli abitanti IL LABORATORIO DI QUARTIERE (LDQ) Il LDQ è concepito come uno strumento polifunzionale al tempo stesso sociale, economico, progettuale, tecnico e di servizio. L effetto sinergico del collocare tutte queste funzioni in un unico luogo sensibile dovrebbe rappresentare un ulteriore tassello di quel processo di ridisegno urbano che intende spezzare la spirale viziosa del degrado e innescare un meccanismo virtuoso di riappropriazione collettiva del quartiere. L insieme delle azioni previste si propone di attivare meccanismi di coinvolgimento degli abitanti e di partecipazione collettiva alle scelte che riguardano le problematiche sociali, la qualità degli spazi di uso pubblico e le dinamiche in atto nel quartiere. Non da ultimo il LDQ si propone come un momento di sviluppo del senso di appartenenza della gente al quartiere specie nelle classi estreme: bambini, adolescenti, anziani.

9 Il laboratorio è costituito da un insieme di spazi con destinazioni d uso diverse, in parte ricavate all interno del corpo di fabbrica delle case bianche e in parte di nuova edificazione, in grado di funzionare assieme per mezzo di un sistema distributivo autonomo composto da una scala con ascensore e una passerella pedonale. Questa nuova rete distributiva rende indipendenti le attività del laboratorio dai flussi dei residenti. Il laboratorio attraversa dunque trasversalmente le stecche dell ALER da parte a parte nella parte acquisita al demanio comunale e rappresentata dai quattro blocchi scala dei civici 23, 24, 25 e 26. Nel punto di attraversamento il laboratorio modifica la struttura fisica e di uso dei vecchi edifici, al piano terra e in copertura. E al piano terra che, infatti che si gioca quel processo di sostituzione e di terziarizzazione che sta alla base della riqualificazione e che, con i suoi effetti indotti, si estenderà progressivamente a tutto il tessuto di Ponte Lambro attenuandone il carattere monofunzionale Le aree di azione del laboratorio Il programma del laboratorio si articola in quattro sezioni e contempla una serie di funzioni facenti capo alle Direzioni Centrali utenti interessate - DC Casa e Demanio, DC Politiche del Lavoro e Occupazione, DC Famiglia Scuola e Politiche Sociali - e definite nella riunione del 01/02/08, sottoscritto dalle parti: Area CONSULTORIO - L area Consultorio offre un servizio di assistenza medica alla cittadinanza e in particolare modo alla fascia degli anziani sotto forma di centro diagnostico. Il servizio prevede una zona di reception, segreteria e orientamento al piano terra. Qui gli utenti potranno accreditarsi, ricevere informazioni e regolare pratiche amministrative. Nell ampio parterre del piano terra saranno attrezzati i desk di ricevimento e le zone d attesa. Dopo l accreditamento potranno accedere al piano superiore dove si trovano n 6 uffici medici attrezzati con lavabo, dove potranno essere ricevuti e assistiti individualmente a seconda della specializzazione. Entrambi i livelli sono dotatii di spazi di stoccaggio e bagni. La presenza dello spazio a doppia altezza consente da un lato l ottenimento dei necessari requisiti di abitabilità e dall altro permette una comprensione immediata dell organizzazione dello spazio e facilita l orientamento degli utenti. Il collegamento tra piano terra e primo piano avviene per mezzo di una scala indipendente posta nello spazio a doppia altezza e di una piattaforma elevatrice per garantire l accesso al piano superiore anche a chi ha mobilità ridotta. Il consultorio sviluppa circa 150 mq al piano terra e 195 mq. al primo piano Area PORTIERATO SOCIALE - E la sede operativa del portiere sociale, nuova professionalità al servizio della popolazione più anziana. Lo spazio è organizzato come un ufficio di 73 mq accessibile direttamente dallo spazio pubblico dove si organizzeranno le attività di portierato e si intratterranno i rapporti con la cittadinanza e i residenti. Lo spazio è dotato di servizi igienici indipendenti e ha una zona di deposito accessibile dalla parte posteriore carraia per la sosta dei servizi offerti alla popolazione (carrelli pasto - cambio biancheria, altro). Anche in questo caso, al fine di garantire i requisiti di abitabilità, lo spazio è in parte a doppia altezza, nell area destinata agli spazi di lavoro e di ricevimento, e in parte con altezza di m. 2,40 per le parti di servizio e di deposito Area LUDOTECA e SALA MULTIFUNZIONE - Nella fase di progettazione partecipata è stata riscontrata la necessità di dare una risposta alla domanda di un maggior supporto alle famiglie nella forma di spazi per l infanzia: a questo scopo, al piano terra e quindi facilmente accessibile da tutto il quartiere, è stato individuato lo spazio per una ludoteca. E uno spazio di mq. 310 mq di cui mq. 120 al piano terra e 190 al piano primo. Una piccola area verde esterna protegge lo spazio principale della ludoteca dalla zona dei parcheggi. Al piano terra la ludoteca si presenta come una grande sala multifunzionale con una parte a doppia altezza dotata di servizi igienici e di uno spazio deposito per alloggiare le attrezzature mobili necessarie per le attività. Il vano scala è chiuso per consentire una migliore condizione di controllo e di sicurezza dei giovani ospiti. Al primo piano si trovano gli uffici per gli operatori e per attività di piccoli gruppi. Lo spazio multifunzionale è sostanzialmente una sala di mq 100 mq. con accesso indipendente che potrà ospitare riunioni oltre che le attività dell utenza più anziana e potrà essere utilizzato sia come palestra per la ginnastica dolce che come luogo per attività ricreative e momenti d incontro per favorire la vita sociale del quartiere così come lo scambio intergenerazionale.

10 Questo spazio potrà essere utilizzato a seconda delle necessità sia come estensione della Ludoteca, sia come spazio autonomo, fruibile anche in orari serali, da parte di associazioni e gruppi presenti sul territorio Area LAVORO E OCCUPAZIONE - L Area LAVORO E OCCUPAZIONE è il cuore delle attività del Laboratorio. Qui vengono ospitate le attività di supporto alle politiche occupazionali. In particolare le azioni di assistenza mirata a riqualificare e migliorare la propria professionalità, a fornire supporto all individuazione di nuove occasioni lavorative e alla implementazione degli strumenti e delle competenze necessarie a ricollocarsi in un mercato del lavoro selettivo e in rapida evoluzione. Le utenze cui il servizio si rivolge sono essenzialmente i giovani, i lavoratori di mezza età senza qualifica o in cassa integrazione, i lavoratori extracomunitari. L esperienza ha dimostrato che le esigenze di un quartiere problematico come Ponte Lambro possono cambiare molto rapidamente, così come rapidamente possono modificarsi gli strumenti che l Amministrazione Comunale decide di adottare per fare fronte alle problematiche sociali e abitative dell area. Per questa ragione si è scelto di adottare soluzioni costruttive e scelte di lay-out che privilegino la più grande flessibilità d uso al fine di rendere facilmente adattabili e convertibili le future destinazioni d uso. Gli spazi del Centro sono organizzati a partire da un corpo Reception esterno ai corpi di fabbrica degli edifici. Qui avverrà il ricevimento degli utenti e verrà loro offerto un primo servizio di orientamento per mezzo di console internet in libera consultazione che permetteranno un primo livello di accoglimento e l introduzione ai servizi offerti. Attraverso un vano scale indipendente e un ascensore si potrà accedere alla passerella pedonale che serve gli spazi del terzo livello distribuiti sui due corpi di fabbrica. Gli spazi sono sostanzialmente articolati in uffici e spazi di riunione adatti ad accogliere riunioni e corsi di piccoli gruppi (10-12 persone) fino a gruppi di 30 e più persone. All interno del Centro Lavoro e Occupazione potrà essere ospitato una centro di Arti e Mestieri attrezzato per mantenere, promuovere e assistere le professionalità presenti nel quartiere favorendo lo scambio delle conoscenze soprattutto nel campo dell artigianato e dei servizi LABORATORIO DI QUARTIERE E Centro Consulenza - La sede del Laboratorio di Quartiere - Ormai da molti anni il Laboratorio di Quartiere, segno tangibile dell idea che, a partire dall anno 2000, è stata alla base del progetto, è insediato in un alloggio ALER delle case bianche (Via Ucelli di Nemi, n. 17). E diventato negli anni un luogo topico del quartiere e un sicuro punto di riferimento per la vita del quartiere con il ruolo principale di Punto di ascolto e di Catena di trasmissione e punto di contatto tra la realtà del quartiere e la pubblica amministrazione. Attraverso di esso sono passate tutte le attività di accompagnamento sociale preliminare agli interventi di riqualificazione del quartiere, a partire dalla ristrutturazione fisica degli alloggi, al loro frazionamento, per arrivare alle numerosi attività di miglioramento del quartiere tra cui: modifica linee di trasporto pubblico, miglioramento puntuale e mirato degli spazi pubblici del quartiere, luogo di riunione e di incontro degli inquilini, progettazione partecipata, ecc A scala urbana punta a rielaborare un progetto di riqualificazione urbanistica dell intero quartiere. Ha il compito di individuare interventi campione atti al miglioramento dello spazio pubblico precisando quali di essi potranno essere realizzati direttamente dall Amministrazione comunale (ristrutturazione di attrezzature di interesse collettivo, rifacimento delle pavimentazioni, organizzazione e miglioria del sistema del verde, coordinamento degli elementi di arredo urbano) con un occhio particolare al coordinamento degli interventi dei diversi settori della pubblica Amministrazione, sia quelli da concordarsi coi privati (miglioramento della qualità abitativa, coordinamento interventi pubblici-privati, ecc.). Il piano individuerà anche i punti sensibili del quartiere e gli ambiti edilizi più labili e le attrezzature pubbliche più vicine alle aree suscettibili, in prospettiva, di interventi di ristrutturazione. L insieme dei progetti esemplificativi sarà elaborato in modo da costituire il telaio generale per lo sviluppo di una serie successiva di progetti esecutivi, un Libretto di istruzioni per il Recupero Ambientale di Ponte Lambro, una sorta di piano-progetto propositivo che invece di dire cosa non si deve fare, indichi cosa fare, come farlo, con quali finanziamenti e agevolazioni. Questo ufficio, la cui sede è stata individuata al quinto piano del blocco 1 (214 mq), sarà l anello di congiunzione tra il quartiere e le scelte di pianificazione urbana. Centro di Consulenza

11 All interno dell area CLEO troverà posto il centro di Consulenza predisposto per l erogazione di servizi di consulting e tecnici per la formazione manageriale, amministrativo-finanziaria, assicurativa e di marketing. Gli utenti di questo centro potranno essere sia le imprese e gli artigiani presenti sul territorio del quartiere sia imprese esterne. Spazi di riunione e di presentazione comune saranno utilizzabili dietro prenotazione alla segreteria che si occuperà del coordinamento delle varie attività. Offre un gamma completa di servizi e assistenza per: - ricerca e selezione di nuovi imprenditori e nuovi progetti produttivi - formazione di base alle funzioni della gestione di impresa - preparazione di piani d impresa comprendenti tecnologie innovative capaci di essere finanziate e di svilupparsi in investimenti duraturi - promozione collettiva e relazioni privilegiate con partners esterni PROGRAMMA D USO Si riporta qui di seguito l ipotesi di ripartizione degli spazi del laboratorio che è stata assunta per la stesura del progetto esecutivo: impianti vani scala CLEO consultorio custode sociale ludoteca sala multiuso ponte alloggi casa lavoro LDQ totale PI mq 76,00 32,00 108,00 PT mq 222,40 70,70 150,00 72,50 120,00 98,50 734,10 P1 mq 96,60 195,00 190,00 481,60 P2 mq 100,80 756,00 45,00 901,80 P3 mq 0,00 P4 mq 0,00 P5 mq 50,40 20,50 202,00 140,50 413,40 TOT. Mq 76,00 502,20 826,70 345,00 72,50 310,00 98,50 65,50 202,00 140, , DESCRIZIONE DELL INTERVENTO 10.1 L intervento volumetrico L intervento si configura come la demolizione di alcune parti non strutturali (tamponamenti e solai) dei vecchi fabbricati per consentire il recupero dei piani terra attualmente adibiti a cantina e le due gallerie traversali per l attraversamento pedonale. La copertura a falda inclinata del blocco 1 viene demolita e sostituita con un tetto piano che alloggerà i pannelli solari. Nel quinto piano, parte della vecchia volumetria viene erosa per lasciare posto a due terrazzini open air al servizio della sede del Laboratorio di Quartiere. La fruizione degli spazi distribuiti sui due blocchi è garantita da un sistema esterno costituito da una torre per la distribuzione verticale e per quella orizzontale da due passerelle: una al secondo piano che collega i due blocchi e una al quinto al servizio del blocco scala e ascensori I Piloties e il Piano terra La stragrande maggioranza delle abitazioni popolari costruite negli anni 60/70 è caratterizzata dalla presenza di piloties: vale a dire un piano terra costruito a raso terreno con un altezza inferiore a quella minima di legge per essere abitabile (2,40 m. nel caso di via Ucelli di Nemi). D abitudine questi spazi erano destinati a cantine o box. E chiaro che questa soluzione era originariamente dettata sia da considerazioni di carattere economico: non esisteva un piano interrato in cui posizionare le cantine; sia da considerazioni funzionali e di sicurezza: (il primo alloggio non era a contatto con il terreno e non vi erano problemi di introspezione e umidità). Questa soluzione, così logica dal punto di vista funzionale, ha rappresentato purtroppo una delle concause del degrado urbano e sociale dei quartieri periferici. Laddove in un contesto urbano i piani terra sono quelli storicamente destinati al commercio, all artigianato e ai servizi; in un contesto periferico essi diventano il simbolo stesso della separazione e della impossibilità di realizzare un tessuto urbano capace di essere vissuto e popolato a tutte le ore del giorno. Ciò che nella città storica è lo zoccolo brulicante e animato dell abitare, in periferia si limita a essere uno zoccolo muto, privo di vita e di qualità che separa inevitabilmente l abitare dal quartiere e che condanna i piani terra delle periferie

12 a un ruolo di puro servizio. Nel caso di Ponte Lambro, poi, inevitabilmente i piani terra, sono i luoghi più pericolosi e, spesso, le cantine risultano abbandonate, incustodite e spesso sono il luogo di attività criminali. Crediamo che ogni progetto di riqualificazione delle periferie debba fare i conti con il problema della riconversione dei piani terra. La tipologia di intervento si basa sulla considerazione dell impossibilità di abbassare il livello del piano terra dei trenta centimetri che sarebbero necessari sia a causa della presenza di fondazioni a trave rovescia superficiale che interferiscono con il pavimento, sia per la difficoltà di rendere accessibile il piano terra da parte dei disabili. Si genererebbero infatti numerose e poco pratiche rampe che comprometterebbero la fluidità d utilizzo del piano terra I materiali e il linguaggio architettonico Il LDQ è sostanzialmente un edificio funzionale: conseguentemente l immagine del progetto ha più a che fare con l assemblaggio di un kit di componenti che con un progetto compositivo di architettura. L assemblaggio a secco della quasi totalità dei suoi componenti implica un linguaggio costruttivo di tipo meccanico. Coerentemente con questo approccio, tutte le parti metalliche e i grigliati saranno realizzati con strutture in ferro zincato assemblate tra loro con imbullonatura, evitando al massimo la presenza di saldature in opera. Dal punto di vista concettuale, infatti, il LDQ è volutamente modificabile e potrebbe subire nel tempo cambiamenti rilevanti: essere ingrandito tramite addizioni oppure smontato in tutto o in parte. Il linguaggio è quello di un architettura industriale disegnata più dalla vibrazione della luce e dalle ombre portate che dalle forme nitide di una architettura nobile. L altro criterio fondamentale utilizzato per la messa a punto del linguaggio architettonico del progetto è la riduzione di volume e quindi la trasparenza. Per questa ragione la gran parte dei muri perimetrali del Laboratorio che si affacciano su via Ucelli di nemi è caratterizzata da serramenti vetrati a taglio termico. Per la stessa ragione i parapetti delle rampe di scale e delle passerelle sono realizzati in vetro, materiale leggero ed estremamente durevole e privo di manutenzione. Le tettoie e gli sporti davanti agli edifici saranno realizzati con pannelli industriali in grigliato, usati con la duplice finalità di superficie ombreggiante e di supporto per la messa in opera di lastre di policarbonato. In questo modo gli aggetti di gronda, le tettoie e le coperture delle passerelle proteggeranno dall acqua piovana ma saranno al contempo luminosi grazie alla presenza del grigliato frangisole. Quanto sopra descritto è ancora più importante se si considera che l intervento sarà visto sopratutto dal basso, cioè dalla strada, e dunque che il maggiore impatto visivo sarà costituito dai piani orizzontali. Per questa ragione si è scelto di utilizzare anche per le pedate della scala un grigliato antitacco di sicurezza che, tra l altro elimina il rischio di scivolamento in caso di gelate Il sistema distributivo e le passerelle La distribuzione dei diversi elementi del LDQ è ottenuta per mezzo di un sistema di passerelle e scale metalliche. Il blocco scale principale è posizionato sulla via Ucelli di Nemi, in posizione baricentrica, ed è composto da un traliccio portante in ferro, una rampa di scale e un ascensore panoramico. Il blocco scala principale parte al centro dell edificio centrale, dove è collocato tra la reception delle attività del Laboratorio. L ascensore centrale panoramico serve la quota (0- Reception CLEO), (+2, CLEO), (+5, Laboratorio di Quartiere), mentre la quota (+1, Consultorio, Ludoteca e Sala multiuso) è servita da due piattaforme elevatrici a norma disabili. La passerella pedonale che passa scalca via Ucelli di Nemi è a quota +2 e mette in comunicazione diretta la zona reception al Piano Terra con le due aree CLEO. Il blocco scala principale arriverà fino alla quota (+5), dove fungerà sia da percorso di emergenza che da collegamento dedicato tra i diversi settori CLEO L ascensore panoramico Si tratta di un ascensore a pistone che si integra nel blocco scale principale e che costituisce il principale mezzo di movimentazione verticale del LDQ. I lati della cabina perpendicolari alla porta di ingresso saranno realizzati con pannelli ciechi in acciaio inossidabile al fine di non creare servitù visive nei confronti degli alloggi, mentre la parete della cabina parallela alla porta di ingresso sarà in vetro trasparente. Allo stesso modo le porte di piano perpendicolari all andamento di via Ucelli di Nemi saranno in vetro trasparente al fine di salvaguardare il più possibile la trasparenza per chi si muove lungo la strada.

13 L utilizzo dell ascensore sarà libero durante le ore d ufficio, mentre il suo azionamento sarà subordinato al possesso di un badge magnetico durante le ore notturne Pavimentazioni e Soluzioni Materiche La riqualificazione dell intero sistema delle aree esterne e del piano terra è in continuità alle scelte che ha fatto l Amministrazione Comunale per la risistemazione della sede stradale ove in corrispondenza dell area del Laboratorio è stata realizzata una castellana per rallentare la velocità di attraversamento, ospitare le fermate dell autobus e proteggere l attraversamento trasversale pedonale di via Ucelli di Nemi nel punto dove questo passaggio diviene un elemento di ricucitura urbana di livello superiore tra via degli Umiliati e il Parco. L unitarietà dell intervento complessivo è affidata alla continuità del materiale : quindi sia i marciapiedi pubblici, le aree a parcheggio su via Ucelli di Nemi e la castellana (intervento di riqualificazione viabilistico) che i percorsi interni alle nuove aree verdi condominiali, i percorsi posteriori di servizio ai parcheggi e agli ingressi così come l attraversamento pedonale ( di pertinenza del Laboratorio) prevedono tutte una pavimentazione in cubetti di porfido Parcheggi e Sistemazioni Esterne Vengono creati in totale di 27 posti auto dedicati, di cui 8 (uno per disabili) sul lato Ludoteca e 19 (due per disabili) sul lato Parco. Tale dotazione risponde alla richiesta del RUP di prevedere almeno un posto auto per ogni alloggio ERP. I parcheggi sono in parte mascherati rispetto alle attività del piano terra tramite aiuole piantumate con arbusti; sono previsti dissuasori perimetrali per rallentare la velocità dei veicoli e segnalare il cambio di proprietà. In continuità con la sistemazione ALER, la pavimentazione dei parcheggi è in asfalto e la cordolatura delle aiuole in cemento. Su entrambi i lati vengono realizzate stanze ecologiche di raccolta e conferimento, ciascuna dotata di uno spazio esterno di pertinenza, nella misura di una ogni due vani scala LE PARTI ADIBITE A RESIDENZA La realizzazione del Laboratorio è l occasione per la manutenzione straordinaria dei quattro vani scala con destinazione abitativa interessati dal LDQ. L intervento prevede la manutenzione straordinaria di tutte le parti comuni abitative (vani scala, ingressi, facciate e coperture), nonché un intervento a tappeto su tutti gli alloggi che prevede il frazionamento dei tagli di stato di fatto in alloggi più piccoli. I criteri di scelta dei tagli dei nuovi appartamenti sono basati sulla volontà di diversificare e ampliare al massimo l offerta abitativa e le superfici dei singoli alloggi sono in linea con i criteri di assegnazione ALER (rapporto superficie/utenti). Di seguito viene riportata la tabella con i dati riassuntivi dell intervento in merito alle residenze ERP: BLOCCO 1 Piano terzo S.U.R. mq utenti norma n tot rif. +10% -15/20% 1b2 bilocale b2 bilocale b2 bilocale b1 bilocale q4 quadrilocale q5 quadrilocale Piano quarto S.U.R. mq utenti norma n tot rif. +10% -15/20% 1b2 bilocale b2 bilocale b2 bilocale b1 bilocale q4 quadrilocale q5 quadrilocale Piano quinto S.U.R. mq utenti norma n tot rif. +10% -15/20% 1 Bilocale Cleo

14 BLOCCO 2 Piano terzo S.U.R. mq utenti norma n tot rif. +10% -15/20% 7t4 trilocale b2 bilocale t3 trilocale Piano quarto S.U.R. mq utenti norma n tot rif. +10% -15/20% 1b2 bilocale b2 bilocale Piano quinto S.U.R. mq utenti norma n tot rif. +10% -15/20% 7t4 trilocale b2 bilocale t3 trilocale Tot n appartamenti ERP 26 TOT ERP mq 1443 S.U.R: superficie utile di riferimento calcolata secondo la normativa ALER di riferimento R.R. 10 febbraio 2004 n 1 e sue modifiche con R.R. 27 marzo 2006 n 5

15 Gli schemi grafici di distribuzione dei nuovi alloggi ai piani terzo, quarto e quinto, sono i seguenti:

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17 Androni e vani scala delle abitazioni Gli androni di ingresso ai vani scale sono oggi spazi bui con evidenti segni di degrado edilizio sugli infissi e gli intonaci, spesso scrostati e imbrattati da graffiti e in qualche caso bruciature. La presenza di un muretto che occlude alla vista una parte dell ingresso (originariamente previsto per lasciare biciclette o carrozzine) rende lo spazio molto insicuro. Le scale sono in graniglia di cemento e in uno stato di conservazione sufficiente. Nel quadro della nuova sistemazione del piano terra gli androni d ingresso vengono completamente ridisegnati e tamponati con ampie vetrate luminose. La parete esterna del pianerottolo dei vano scala è realizzata in vetrocemento. Molti dei mattoni in vetro sono rotti, danneggiati o mancanti. La cessazione della produzione degli elementi in vetromattone e la conseguente impossibilità di trovare pezzi sostitutivi sul mercato rende oggi impossibile qualunque intervento di manutenzione. La mancanza di elementi apribili rende difficoltoso il ricambio d aria soprattutto sul lato rivolto a ovest, verso il parco, che, a causa della trasparenza e della mancanza di ventilazione diventa nelle ore pomeridiane caldissimo e invivibile. Descrizione dell intervento E stata quindi prevista la sostituzione del vetrocemento con un paramento in muratura e un serramento apribile in alluminio a taglio termico e vetro camera. I serramenti saranno apribili al fine di consentirne la pulizia del lato esterno e per risolvere in modo definitivo il problema della ventilazione dei vani scala. Ai pianerottoli sarà sostituita la porta esterna dell ascensore Ascensori Gli ascensori odierni sono di tipo obsoleto e non sono a norma. Le porte di ingresso sono del tipo a doppio battente e sono in una condizione di funzionalità precaria. I rivestimenti interni delle cabine portano i segni di degrado diffuso. Numerosissimi sono i malfunzionamenti e lunghi i periodi di inattività tra un intervento di riparazione e l altro. Tale situazione, oltre che portare disagio alle famiglie che risiedono ai piani alti e agli anziani, rappresenta un grave impedimento ai disabili. Descrizione dell intervento L obiettivo dell intervento è garantire l accessibilità completa a tutte le unità immobiliari. Gli ascensori vengono integralmente sostituiti con impianti di tipo omologato per portatori di handicap con porte esterne e interne apribili elettricamente Facciate Le facciate esterne hanno composizione ordinata e simmetrica, scandite da piccoli aggetti che caratterizzano i balconi e da rientranze tamponate in vetrocemento che caratterizzano i vani scala. Il complesso rileva una impostazione morfologica e volumetrica unitaria e non presenta particolari decorativi. La consistenza degli intonaci di facciata è alla vista complessivamente da considerarsi sufficiente anche se non infrequenti sono i punti di stacco di settori di intonaco in corrispondenza delle parti più esposte allo stravento. Questo fenomeno testimonia di un processo di degrado comunque in atto e dunque destinato negli anni a venire ad aggravarsi. Frequente e diffuso è invece il fenomeno di defoliazione della pittura. Descrizione dell intervento L intervento sulla facciata non è solo di tipo estetico ma prevede la riqualificazione energetica dell intero edificio. Prevede l asportazione di tutte le parti non più ancorate, siano esse l intonaco o lo strato di finitura mediante idrolavaggio a pressione per asportare le parti verniciate e per mettere in risalto i fenomeni di distacco dell intonaco, seguito da picozzatura delle parti di ancoraggio incerto. Si è quindi previsto di rifoderare gli edifici con un sistema a cappotto con fissaggio meccanico. Questo sistema permette di garantire la tenuta del sistema by-passando le incertezze dovute all incollaggio su un supporto di tenuta incerta. Il sistema prevede una serie di profili di ancoraggio ad andamento orizzontale che vengono fissati con tassellatura meccanica alla muratura esistente. Su questi profili vengono posizionati i pannelli di isolante ad alta densità (polistirene espanso) e poi il successivo intonaco con strato di preparazione e armatura con rete finito con verniciatura.

18 Davanzali e cornici finestre I Davanzali e le cornici delle finestre sono realizzati con prefabbricati di graniglia di cemento e, seppure complessivamente di discreta tenuta, presentano puntualmente fessurazioni e pezzi mancanti. Descrizione dell intervento Verranno sostituiti tutti i davanzali con soglie in beola mentre per gli imbotti delle finestre è previsto il rivestimento con il nuovo cappotto isolante Parapetti in metallo per finestre e balconi Tutte le aperture in facciata (finestre e balconi) sono caratterizzate da una quota di affaccio di 75 cm. Sia le finestre che i balconi sono dotate di un piccolo parapetto in ferro verniciato che porta la quota di imposta a circa 104 cm. Tale misura pone l insieme delle aperture nella condizione di non rispettare le vigenti norme di sicurezza che prescrivono una altezza minima per parapetti e balconi di 110 cm. Descrizione dell intervento Viene prevista la sostituzione di tutti gli orizzontamenti metallici esistenti con un nuovo parapetto: in vetro per le finestre e in metallo per i balconi Infissi Gli infissi esistenti sono in legno con vetrata singola. Il cassonetto è attrezzato con tapparelle in plastica. In molti casi la verniciatura è ormai delaminata o usurata e la parte lignea è deformata impedendo una regolate tenuta dell infisso. La vicinanza della tangenziale e dell aereoporto rende necessario un intervento che garantisca un buon abbattimento acustico: di conseguenza si è scelto di adottare una logica di intervento che prevede la totale sostituzione degli infissi e dei cassonetti esistenti. Le finestre degli appartamenti e le vetrate del laboratorio saranno in alluminio a taglio termico con vetrocamera e rispetteranno tutti i valori imposti dalle normative di riferimento in merito ad isolamento acustico e termico. Per quanto riguarda la protezione solare delle vetrate del laboratorio sono previste dal primo piano in su tende filtranti a rullo motorizzate L intervento interno sugli alloggi La ristrutturazione degli alloggi prevede due tipi di intervento: da una parte un intervento semplificato di carattere manutentivo che riguarda le unità che mantengono l impianto attuale caratterizzato dalla presenza di quattro locali; dall altra un intervento di completa ristrutturazione laddove gli appartamenti vengono frazionati e ridisegnati secondo i tagli individuati in precedenza. Il primo caso prevede: - Nuovo portoncino blindato di ingresso - Sostituzione porte interne - Rifacimento del rivestimento ceramico dei bagni e delle cucine - Sostituzione dei sanitari - Rifacimento delle pavimentazioni in gres porcellanato - Rifacimento degli impianti - Intonaco a civile di pareti e soffitti interni - Riverniciatura caloriferi e integrazione con nuovi Il secondo caso prevede sostanzialmente 4 tipologie che vanno dal monolocale al trilocale e coprono tutti i tagli previsti dalla normativa relativa alla Edilizia Residenziale Pubblica e quindi consentono di insediare una compagine sociale variegata. Si è poi optato per una soluzione a loft - monolocale o bilocale - per i due alloggi del piano quinto appartenenti al sistema del Laboratorio di Quartiere, ritenendola una soluzione più dinamica e flessibile soprattutto in considerazione di un loro utilizzo come casa-lavoro Residenza e - Laboratorio di Quartiere con Case/lavoro Il piano +5 si divide in due parti. Il lato Est ospita il Laboratorio di Quartiere su di una superficie di 234 mq. E parte integrante del Centro Occupazione e Lavoro, col quale condivide i servizi, la reception e il sistema distributivo. La copertura del LdQ è costituita da un sistema ombreggiante degli spazi esterni che integra il

19 solare termico e il solare fotovoltaico. A questo piano sono anche presenti alcuni alloggi destinati a ospitare forme avanzate di Casa-Lavoro che faranno riferimento alle attività del Centro Lavoro-Occupazione ALLOGGI PROTETTI PER ANZIANI - APA Il progetto degli APA si inserisce nel progetto più generale del Laboratorio di Quartiere di Ponte Lambro. La realizzazione degli Alloggi protetti si propone di sperimentare una tipologia abitativa Protetta, in cui gli anziani autosufficienti possano continuare a risiedere nel loro quartiere d origine godendo di una serie di servizi di supporto che vanno dal Portierato Sociale alle forme di assistenza già previste dalla Amministrazione Comunale quali servizio refezione a domicilio, pulizia, lavanderia e assistenza domiciliare. L obiettivo è duplice: allungare il più possibile il periodo di vita autosufficiente dell anziano nel suo quartiere di appartenenza e nella sua comunità di riferimento evitandogli i traumi dello sradicamento che, aggiunti a quelli inevitabili causati dal trasloco, creano una situazione di disagio e di violenza ambientale e dall altro ridurre i costi sociali dovuti a un prematuro internamento dell anziano in istituti assistenziali Il nucleo abitativo Il nucleo abitativo è composto da un numero di anziani attorno ai 10 elementi che presentano problematiche omogenee e compatibili. Scopo del nucleo abitativo è anche quello di favorire i rapporti di socializzazione tra gli ospiti, realizzando un ambiente abitativo con connotazioni domestiche. Il nucleo è giustificato dalla necessità di potere accogliere, nella stessa struttura residenziale, persone con diverso grado di autonomia fisica, evitando problemi di coabitazione e interferenze, ottimizzando i servizi assistenziali. La formula proposta è il risultato di numerosi incontri avvenuti con il Settore Servizi Sociali del Comune di Milano. In base alle esperienze finora accumulata, si è preferito rinunciare alla formula originariamente prevista - tipo Abbey Field - che prevedeva una maggiore disponibilità di spazi collettivi, alloggi privi di cucina e in definitiva un grado di socialità e di promiscuità maggiore. Si è preferito invece optare per una formula più tradizionale che consiste nella realizzazione di n 5 alloggi individuali indipendenti (n 3 monolocali e n 2 bilocali) oltre a una dotazione di spazi comuni L APA di Ponte Lambro potrà essere completata in futuro con l integrazione di n 2 bilocali aggiuntivi ricavati dall appartamento attiguo, portando il nucleo alla sua configurazione ottimale. In futuro, infatti si potrà passare dagli attuali 7 anziani, al numero di 11. Il Nucleo degli APA è composto da appartamenti autonomi e da una serie di servizi di nucleo: Alloggio 1 30 mq. Alloggio 2 33 mq. Alloggio 3 33 mq. Alloggio 4 46 mq. Alloggio 5 54 mq. Servizi di nucleo 87 mq. Terrazzo + Veranda 17 mq. Superficie totale 300 mq I Servizi Ogni alloggio è completamente autonomo e indipendente. Non per questo però sarà isolato. Il Lay-out degli alloggi è completato dagli spazi comuni che consentono all anziano di potere vivere una vita comunitaria più intensa se ne sente la necessità oppure di godere di una privacy comunque garantita nel suo alloggio. L utenza di riferimento è quella di un anziano che pur senza essere affetto da menomazioni motorie gravi, si trova nella necessità di avere bisogno di una assistenza quotidiana, per questa ragione gli APA sono concepiti per permettere a un/a badante di operare nelle ore diurne fornendo l assistenza necessaria. A titolo indicativo il compito di questa figura consiste nel fornire o coordinare l erogazione dei seguenti servizi: pulizia dei locali, lavaggio biancheria, ascolto e assistenza psicologica, assistenza alla refezione, assistenza medica corrente. E evidente che il dettaglio di queste mansioni sarà meglio precisato dal Settore Servizi Sociali tenendo conto anche del previsto servizio di Portierato Sociale che sarà insediato nei locali del realizzando Laboratorio di Quartiere.

20 I servizi semi-collettivi di nucleo comprendono: Corridoio passante Il corridoio passante è il sistema distributivo attorno a cui si articolano gli APA. Esso consente di avere un doppio ingresso e soprattutto permetterà in futuro il completamento del Nucleo APA per 11 anziani. Soggiorno comune Lo spazio soggiorno è in contiguità con lo spazio distributivo. L esigenza di inglobare un pilastro ed una colonna montante suggerisce l opportunità di realizzare un mobile libreria che filtra lo spazio di soggiorno dallo spazio di passaggio. Si vengono così a creare da un lato una zona soggiorno con divani e (probabilmente) la televisione, dall altro lato vi è una zona con un tavolo allungabile per le attività comuni e il pranzo. Questo è il luogo dove l anziano potrà trascorrere il tempo libero, intessere relazioni, espletare attività collettive. Terrazza e Veranda/Giardino d Inverno Gli spazi esterni sono indispensabili per eliminare il senso di costrizione generato dalla permanenza continua in ambienti limitati. Lo spazio della terrazza è la naturale prosecuzione all esterno del soggiorno. La terrazza è uno spazio esterno protetto dai venti in quanto 2.5 lati su 4 sono chiusi. Una piccola panca di seduta consentirà di soggiornare all esterno con comodità nella buona stagione. Il serramento è di tipo scorrevole per creare, in posizione aperta, una reale continuità tra lo spazio interno e quello esterno, senza la scomodità e gli ingombri delle ante battenti. Al fine di articolare il più possibile l utilizzabilità degli spazi esterni, si è creato una veranda esterna: uno spazio vetrato protetto ma non chiuso ermeticamente. Si tratta di una sorta di serra che permetterà una maggiore articolazione dello spazio comune ed offrirà la possibilità di coltivare piante e fiori anche in inverno. Un altro uso possibile è quello di creare una zona fumatori indipendente dal soggiorno. La veranda sporge all esterno del filo dei balconi esistenti sia per aumentare la superficie a disposizione, sia per segnalare all esterno la presenza di una unità tipologica diversa e per spezzare la monotonia dei prospetti odierni. Tisaneria Si tratta di uno spazio multifunzionale che, di volta in volta potrà servire da Cucina per la comunità (una delle attività comunitarie sarà infatti la preparazione di cibi con l aiuto del/la badante, per questo sarà dotata di forno e lavastoviglie). Un piccolo serramento interno passante servirà da passa-vivande tra la tisaneria e il soggiorno. Lo studio dell arredo di questo locale dovrà prevedere anche la creazione di una scrivania - posto di lavoro de/la badante. A questa postazione sono rinviati tutti comandi e gli allarmi degli APA. Bagno assistito La zona semi-collettiva degli APA è dotata di un bagno assistito completamente a norma per disabili (D.M. n.236/1989). Oltre a ciò è prevista una vasca ad accesso facilitato munita di sportello. Ciò consentirà agli anziani con ridotta mobilità, eventualmente assistiti dal/la badante, di potere continuare a essere ospitato nel Nucleo APA e, in definitiva, di allontanare il momento del loro trasferimento in un istituto di cura. Lavanderia Gli abitanti degli APA potranno utilizzare la lavanderia comune che sarà attrezzata con lavatrice, asciugatrice e stireria. Qualora non fosse loro possibile la piena autonomia potranno avvalersi dell aiuto del/la badante, oppure dei servizi comunali esterni esistenti. In questo locale potrebbe trovare posto anche una ciclette per assicurare agli abitanti la necessaria attività motoria Gli Alloggi Individuali Gli alloggi individuali sono funzionalmente autonomi e indipendenti anche se potranno godere delle strutture e dei servizi semi-collettivi del Nucleo. Di seguito sono elencate le caratteristiche salienti: Ingresso Filtro Ogni alloggio è dotato di una sorta di zona filtro di ingresso controsoffittata h. 240 cm. che si integra con la cucina. Questa zona, oltre a dare accesso all armadio e ai servizi igienici costituisce un filtro tra la porta di ingresso e la zona di utilizzo interno e articolando lo spazio interno in due aree distinte. Cucina integrata a scomparsa La presenza di una cucina completa è irrinunciabile per potere garantire l autonomia sia reale che psicologica dell anziano. Questa premessa si scontra con l esigenza di ridurre il taglio degli alloggi e in definitiva l efficienza economica della proposta. Per questa ragione ogni alloggio è dotato di una cucina

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