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1 UN MONUMENTO DA ADOTTARE: UN'ESPERIENZA DI DIDATTICA MUSEALE Il progetto Un monumento da adottare nasce dalla duplice consapevolezza che la tutela del patrimonio storico-artistico è possibile solo conoscendone appieno il valore e che si può avvicinare ad esso il pubblico di ogni età attraverso proposte didattiche mirate e diversificate. Patrocinato dalla Comunità Europea, in collaborazione con la Fondation Pégase 1 e il settore trasparenza e cultura della Regione Lombardia, il progetto ha coinvolto ventisei realtà operative (musei e scuole), sulla scia di ciò che in precedenza era stato realizzato in altre province italiane e straniere 2. Adottare un monumento significa riscoprire e rivalutare beni storici e architettonici del proprio territorio, valorizzando appieno le comuni radici culturali, in un rapporto di continuità tra passato e presente. Adottare significa provvedere, creare dei legami personali e nei confronti della società: colui che adotta instaura, infatti, una relazione con il monumento, se ne assume la cura e, al contempo, la tutela e la responsabilità nei confronti della collettività. Articolato in un triennio, il progetto prevede tre fasi operative che scandiscono tre diversi momenti: primo anno ( ): fase conoscitiva (analisi del monumento adottato; analisi del territorio; seminario di formazione per gli insegnanti) secondo anno ( ): fase di attuazione (studio del monumento; far conoscere il monumento; ipotesi operative interventi di restauro o di ristrutturazione, apertura se aperto solo saltuariamente o chiuso ai visitatori, destinazione se in disuso ; proposte espressive e creative da parte degli studenti componimenti in prosa e poesia, disegni, filmati, spettacoli, canzoni ) terzo anno ( ): fase di diffusione (sensibilizzazione più ampia del valore di bene culturale; scambio di informazioni e gemellaggi tra scuole della stessa regione; realizzazione di pagine web e inserimento in rete del materiale prodotto). A livello locale il progetto ha individuato come referenti istituzionali il Museo storico della città e, in una prima fase, l Accademia Carrara che hanno adottato l ex Convento di San Francesco in Bergamo. NeI primo anno di svolgimento è stato organizzato un seminario di formazione rivolto agli insegnanti, valevole come corso di aggiornamento, inteso a fornire informazioni sul progetto e, nello specifico, competenze storicoartistiche sul monumento adottato, nonché strumenti didattico-pedagogici 3. AI fine di rilevare le aspettative e il gradimento dei corsisti, sono stati distribuiti due questionari, uno all inizio e uno alla fine del seminario, oggetto di una successiva rielaborazione statistica. Al termine del ciclo di lezioni, dei quarantatre partecipanti, sette istituti scolastici hanno proseguito l iter del progetto, così suddivisi per ordine: tre elementari 4, una media 5, tre superiori 6. Essendo le scuole dislocate in tutta la provincia, è parso significativo che alcune di esse adottassero monumenti presenti nella propria realtà territoriale: all ex Convento di San Francesco si sono così affiancati altri luoghi di interesse culturale (la torre di S. Giovanni in Bagnatica, la villa Il giardino e la chiesetta di S. Carlo in Osio Sotto, la santella di S. Carlo Borromeo in Almenno S. Bartolomeo e il monastero di S. Pietro in Treviglio).

2 Rispetto alle precedenti esperienze di educazione al patrimonio storico-artistico, ad esempio La scuola adotta un monumento coordinata sempre dalla Fondation Pégase, Un monumento da adottare si caratterizza per due elementi: la forte valenza didattica e il ruolo cardine dell istituzione museale. Per quanto attiene alla didattica, la strutturazione del progetto riflette appieno i mutamenti che da alcuni anni interessano la programmazione scolastica e, in particolare, l insegnamento delle discipline storiche. Alla necessità di provvedere ad una selezione dei contenuti è corrisposto un nuovo modo di intendere la storia, non solo in senso politico o come sequenza cronologica di avvenimenti, ma come materia che tiene in considerazione anche le grandi trasformazioni che riguardano la storia della mentalità e delle idee, della letteratura, dell economia e delle arti nell accezione più ampia. Abbandonata l impostazione eurocentrica, che non dava il giusto spazio alle culture extra-europee, e abbandonato anche il modello di storia lineare, si è affermata l idea di un sapere integrato, che dia conto della complessità del passato e valorizzi il nesso localemondiale 7. Tutto ciò si è tradotto in un superamento sia della lezione frontale sia dell uso esclusivo del manuale, a favore di una pluralità di modi nella trasmissione del sapere storico: relazioni scritte su letture selezionate, ricerche su temi concordati, esercitazioni di scrittura di tipo saggistico. L obiettivo è divenuto, allora, quello di insegnare ai giovani la storia come lavoro di ricerca e ricostruzione mediante raccolta di dati, abbandonando la vecchia impostazione mnemonico-ripetitiva. La metodologia più adeguata al raggiungimento di questi obiettivi è parsa quella del laboratorio, inteso sia come luogo dove fisicamente gli studenti si incontrano per fare storia (a scuola, in archivio, nel territorio), sia come modalità complessiva di approccio alla disciplina attraverso una fitta serie di interrelazioni tra docenti e allievi. Tale modalità di fare storia stimola una maggiore partecipazione degli alunni, che si ritrovano coinvolti attivamente sia nell ideazione e nella progettazione del lavoro, sia nella successiva realizzazione collettiva. Il laboratorio, così inteso, diviene luogo di interazione e di attività pratica, di collaborazione tra pari. Nel progetto ciò si è tradotto, dopo una prima fase di conoscenza e studio del monumento che ha comportato anche il reperimento e l analisi di documenti autentici, nella realizzazione di lavori sul campo coordinati dai docenti e vissuti fattivamente dagli studenti: misurazioni, rilievi topografici, disegni, fotografie, interviste, individuazione degli spazi ove nel passato sorgeva l intero complesso monumentale. L entusiasmo e la partecipazione dei ragazzi, opportunamente stimolati dagli insegnanti, crescevano nella misura in cui essi si sentivano protagonisti ed erano coscienti di poter incidere sullo sviluppo del progetto con proposte autonome. A tal riguardo uno dei momenti di maggior coinvolgimento è stata la cerimonia ufficiale di adozione del monumento in presenza delle autorità cittadine e, al pari, la presentazione, in occasione dell ultima edizione della Fiera del libro a Bergamo, dei risultati parziali del lavoro, con il coinvolgimento dei genitori. Il secondo elemento innovativo è la presenza, nel progetto, del museo, partner privilegiato nel rapporto con le scuole, cui spetta il compito di avvicinare le stesse alla conoscenza del territorio, inteso come luogo didattico, e di coordinare scientificamente lo svolgimento delle ricerche. Ai ragazzi è offerta la possibilità di familiarizzare con un istituzione che, se non sconosciuta, è avvertita generalmente come estranea, di utilizzarne le risorse umane e tecnologiche e di percepire il museo non più come luogo chiuso e statico, ma come laboratorio di iniziative aperto ai bisogni della città che, superato il modulo obsoleto della comunicazione verbale della visita guidata, si appella ad un coinvolgimento attivo dei fruitori, attraverso la manipolazione degli oggetti esposti o la drammatizzazione di alcuni momenti storici 8.

3 Tutte le fasi di operatività del progetto sono state meticolosamente documentate tramite delle griglie di lavoro omogenee, quindi comparabili, con l intento di creare un modulo scientifico applicabile ad altre esperienze simili. La matrice progettuale, che alla fine di ciascun anno gli insegnanti hanno compilato, è qui riproposta relativamente al primo anno di attività e, in sintesi, commentata: FASI OBIETTIVI TEMPI definire le singole fasi del lavoro definire gli obiettivi didattici e formativi; acquisire capacità indicare i tempi dall inizio del progetto fino al compimento; precisare i tempi di ogni singola fase OPERATIVITA INSEGNANTI definire le azioni compiute dagli insegnanti per ogni fase OPERATIVITA SPECIALISTI definire le azioni compiute dagli specialisti per ogni fase OPERATIVITA STUDENTI STRUMENTI E MATERIALI DOCUMENTAZIONE RICERCA DELLA definire le azioni compiute dagli studenti per ogni fase indicare gli strumenti usati come e con quali strumenti didattici viene registrato il lavoro svolto Il secondo e il terzo anno la matrice appare leggermente modificata: non compaiono più le voci obiettivi, strumenti e materiali, sostituite da conoscenze (che cosa sanno gli alunni), competenze (che cosa sanno fare gli alunni) e comportamenti-atteggiamenti (assunti dagli alunni). Nell ultimo anno le scuole hanno portato a termine il lavoro di studio sul monumento ed hanno realizzato dei prodotti finali in sintonia con le proprie competenze: filmati, cartelloni, riproduzioni di particolari artistici, calchi, plastici, CD rom. Una parte del ricco materiale è confluita in un esposizione pensata come momento riepilogativo di tutte le esperienze vissute e, a breve termine, sarà messo in rete per evitare che se ne perda memoria e per consentire a chiunque di compartecipare alle risorse della Regione.

4 Crediamo che il successo dell iniziativa sia da attribuire, in primis, alla progettualità didattica articolata su più anni: dapprima si sono forniti agli insegnanti degli esaurienti strumenti di lavoro (non solo il seminario di formazione, ma anche la ricerca, corredata da materiali didattici, sul complesso conventuale di San Francesco svolta da alcuni membri del Gruppo didattico culturale del Museo) che, una volta rielaborati, sono stati utilizzati per operare con i ragazzi. Questi, a loro volta, nell arco di due anni hanno sviluppato un sapere responsabile, facilitati dall integrazione dello studio del monumento nel normale programma scolastico, e hanno avuto la possibilità di maturare un comportamento fortemente connotato in senso civico. L interdisciplinarietà ha favorito questo processo: le materie di riferimento (italiano e storia) sono state affiancate a pieno titolo da geografia, topografia, scienze, storia dell arte, chimica, ecc. Il progetto ha rappresentato per tutti i partecipanti la possibilità concreta per intrecciare relazione affettive, esperienze sensoriali e procedimenti concettuali che sapientemente combinati ne hanno decretato l esito positivo. Quanto l esperienza sia stata partecipata dai ragazzi e dalle rispettive comunità locali e non sia stata vissuta in modo passivo o avvertita come estranea è testimoniato a diversi livelli: a Treviglio la Scuola media ha realizzato una proficua collaborazione con l Istituto professionale per i servizi commerciali e turistici, che ha offerto l utilizzo della strumentazione informatica, ed ha coinvolto il Comune, che ha finanziato una pubblicazione sul monastero di S. Pietro; ad Osio Sotto l amministrazione comunale ha acquistato il monumento adottato la villa Il giardino, prima di proprietà privata; ad Almenno S. Bartolomeo il Comune ha stanziato cospicui fondi per il restauro della santella di S. Carlo Borromeo; a Bagnatica la scuola elementare si è impegnata a proseguire il progetto adottando un altro monumento. Infine, a riconoscimento dell impegno profuso da ragazzi ed insegnanti, è significativo segnalare che alcuni dei lavori realizzati hanno vinto i premi di concorsi locali e nazionali.

5 1 Nata con l intento di promuovere la cultura europea tra i giovani, la Fondation Pégase è formata da parlamentari di tutti i gruppi politici dei paesi dell Unione Europea. In Italia è attiva una sede a Milano. 2 Nel triennio i musei che hanno aderito sono i seguenti: Bergamo (Accademia Carrara, Museo storico), Alzano Lombardo (Museo di arte sacra), Castelli Calepio (Comune), Zogno (Museo della valle), Brescia (Civici musei di arte e storia, Museo nazionale della fotografia, Museo diocesano, Fondazione Micheletti), Lonato (Fondazione Ugo Da Como), Chiari (Fondazione biblioteca Morcelli-Pinacoteca Repossi), Gardone Riviera (Il Vittoriale degli italiani), Como (Musei civici), Cremona (Museo civico Ala Ponzone), Crema (Museo civico di Crema e del cremasco), Lecco (Musei civici), Lodi (Museo civico), Mantova (Palazzo Te), San Benedetto Po (Musei civici polironiani), Abbiate Grasso (Museo civico), Pavia (Musei civici), Sondrio (Museo valtellinese di storia arte), Varese (Musei civici), Sesto Calende (Museo civico), Gallarate (Civica galleria d arte moderna), Busto Arsizio (Museo civico di Palazzo Cicogna), Castiglione Olona (Museo civico Branda Castiglioni). 3 Questo il programma del corso: D. Donati, D. Cuomo, Presentazione del progetto regionale Un monumento da adottare ; S. Mascheroni, Educazione al patrimonio culturale: linee di tendenza attuali, problematiche e prospettive; M. Gelfi, S. Mascheroni, Scuola-museo-territorio: per una progettazione formativa. Orientamenti metodologici e modelli di esperienza; A. Sala, Storia dell evoluzione urbanistica della città di Bergamo con particolare riferimento al periodo medievale. L architettura monastica a Bergamo. Storia della vita quotidiana nell alto medioevo; O. Roncelli, Introduzione artistica alla pittura dal Trecento al Cinquecento in Lombardia; F. Rossi, D. Franchi, Gli affreschi nel convento di San Francesco; Gruppo didattico culturale del Museo storico, Sopralluogo all ex Convento di San Francesco e visita guidata; E. Daffra, Nozioni di legislazione riguardanti i beni culturali; P. Malcangi, M. Iacono, Nozioni di informatica per l utilizzo di Internet e per la realizzazione di pagine web. 4 Scuole elementari di: Osio Sotto (professori L. Benedetti, C. Bacis, C. Piotti, L. Manzotti, E. Quadriglia, R. Falabretti), di Bagnatica (professori S. Calzana,.M.T. Martinelli, C. Roggei), di Almenno S. Bartolomeo (professori L. Di Blasi, E. Tresoldi, C. Fagiani). 5 Scuola media T. Grossi di Treviglio (professori S. Anzoletti, P. Pellegrini, P. Esposito, G. Calandra). 6 Istituto tecnico per geometri G. Quarenghi (professori M. Cogliandro,G. Crotti, F. De Vincentis, F. Pandolfini), Liceo artistico statale (professori D. Franchi, M.L. Marini, R. Castaldo, M. Albergati, C. Spini), Istituto tecnico commerciale Vittorio Emanuele II (professori V. Sossi, R. Zampieri). 7 La necessità che la storia insegnata divenisse una storia universale, rifiutando esplicitamente qualsiasi centralità nazionale, era già stata avvertita da alcuni illuministi tedeschi nella seconda metà del Settecento. Lo spirito cosmopolita alla base di quest idea venne meno nell Ottocento a seguito dello sviluppo dell idea di identità nazionale, in un contesto di superiorità e di ostilità nei confronti degli altri stati: l insegnamento della storia doveva servire a forgiare non più il cittadino del mondo, ma il buon patriota. Cfr. L. Cajani, Il mondo come orizzonte: apologia per l insegnamento della storia mondiale nella scuola, in Sulle nuove esigenze della programmazione curricolare si veda: Documento sui saperi elaborato dalla Commissione dei saggi, in A. Brusa, La didattica sotto accusa, in I viaggi di Erodoto, settembrenovembre 1998, n. 35, p ; I. Mattozzi, La programmazione modulare: una chiave di volta nell insegnamento della storia, in 8 Cfr. G. Bernardini, L attività didattica nei musei storico-artistici in alcuni paesi europei, in Bollettino d arte, 1984, n. 24, p

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