REGIONE PIEMONTE. Assessorato al Welfare e Lavoro. Assessore Teresa Angela Migliasso. Direttore Giampaolo Albini. A cura di:

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1 A B C D E L L A D O Z I O N E I n f o r m a z i o n i p e r l e c o p p i e c h e s i a v v i c i n a n o a l p r o g e t t o a d o t t i v o 1

2 REGIONE PIEMONTE Assessorato al Welfare e Lavoro Assessore Teresa Angela Migliasso Direttore Giampaolo Albini A cura di: Maria Celeste Anglesio, Direzione Regionale Politiche Sociali e Politiche per la Famiglia Antonella Caprioglio, Direzione Regionale Politiche Sociali e Politiche per la Famiglia Chiara Avataneo, Agenzia Regionale Adozioni Internazionali Concetta Trapani, Agenzia Regionale Adozioni Internazionali Daniela Bertolusso, Associazione Amici di Don Bosco onlus Lidia Bozzolo, ASL TO 1 Torino Marina Farri, ASL TO 5 Moncalieri Maria Lucia Lazzara, Comune di Torino Elena Licastro, Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d Aosta Si ringraziano per la collaborazione: Fulvio Villa, Presidente del Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d Aosta I Componenti della Consulta Regionale per le Adozioni e gli Affidamenti familiari Associazioni: ANFAA, Famiglie per l Accoglienza, Gruppi Volontari per l Affidamento e l Adozione. 2

3 Premessa L abbandono dei bambini è una questione sociale, non solamente individuale. E necessario che l adozione acquisisca il suo carattere, la sua espressione eminentemente sociale, pubblica, e non solamente privata (F.Freire, Fondazione Terre des Hommes, Brasile) 1 Il presente opuscolo si propone come aggiornamento rispetto alla precedente pubblicazione ABC dell adozione che ha avuto, nel corso di questi anni, una notevole diffusione su tutto il territorio regionale, rivelandosi un utile ed apprezzata guida per le numerose coppie piemontesi che ogni anno offrono la propria disponibilità all adozione oltre che uno strumento di informazione facilmente fruibile da parte di tutti quei soggetti che a diverso titolo entrano in contatto con la nuova famiglia che si costituisce in seguito ad un adozione: insegnanti, educatori, operatori di associazioni. Il testo intende inoltre fare chiarezza e aggiornare sulla realtà dell adozione sia nazionale che internazionale e fornire indicazioni sulle procedure da seguire, introducendo gradualmente la coppia in questa dimensione nuova ed inesplorata L esperienza delle equipes adozioni maturata nel corso di questi anni attraverso le attività di informazione e di conoscenza delle coppie che presentano la propria disponibilità all adozione ed i cambiamenti intervenuti a livello normativo, sia nazionale che regionale, tra cui quello più recente riferito al nuovo assetto degli Enti autorizzati, hanno reso necessaria questa revisione. Inoltre lo scenario complessivo delle adozioni sia in Italia sia, in particolare modo, all estero ha visto in questi ultimi anni significativi cambiamenti ed è importante che la coppia che si avvicina al progetto adottivo sia consapevole fin da subito della complessità del percorso adottivo e dell impegno che questo comporta nel tempo. 1 Tratto dagli atti del Convegno Nazionale Apprendere dall esperienza -Regione Piemonte, Torino, novembre

4 Poiché l adozione di un bambino riveste una forte valenza sociale, in quanto tale coinvolge la collettività e le istituzioni nel sostenere ed accompagnare i cittadini che si propongono per questa genitorialità sociale. Alla luce di tale considerazione oltre che di una precisa previsione normativa, la Regione Piemonte ha investito, nel corso degli anni, notevoli energie nel favorire l attuazione della L.184/83 e successive modifiche per sostenere i propri cittadini nella complessa scelta dell adozione, sia nella fase preparatoria che precede la presentazione da parte della coppia della propria disponibilità presso il Tribunale per i Minorenni, sia nella fase successiva all ingresso del minore in famiglia, prevedendo anche, da parte delle equipes, interventi di sostegno alle coppie nel tempo dell attesa e nella fase successiva all ingresso del bambino in famiglia. In quest ottica, con Legge Regionale n. 30 del 16 novembre 2001 la Regione Piemonte ha approvato l istituzione della Consulta regionale per le adozioni e per gli affidamenti familiari e la nascita dell Agenzia Regionale per le Adozioni Internazionali, primo e finora unico servizio pubblico in Italia che ha funzione di Ente Autorizzato all intermediazione nell adozione internazionale. La presente pubblicazione esprime quindi l impegno della Regione nell accompagnare i propri cittadini ad una scelta sempre più consapevole dell adozione. L augurio è che l insieme di iniziative ed interventi posti in essere da questa amministrazione regionale, unitamente all impegno degli Enti autorizzati e delle organizzazioni di volontariato, concorra allo sviluppo di una cultura autenticamente aperta all accoglienza, dove l adozione diventi una risposta sempre più rispondente all accresciuta complessità dei bisogni di un bambino in stato di adottabilità. Teresa Angela Migliasso Assessore al Welfare e Lavoro Mercedes Bresso Presidente della Regione Piemonte 4

5 Ogni bambino ha diritto ad una famiglia Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell ambito della propria famiglia. Ogni bambino ha diritto ad essere amato e a crescere nella propria famiglia. Quando un bambino è solo e senza nessuno che si prenda adeguatamente cura di lui è necessario tutelarlo da situazioni che possano danneggiare la sua integrità fisica, psicologica e sociale. A quel bambino viene riconosciuto il diritto di avere una famiglia. La famiglia è un luogo di relazioni fondamentale per assicurare ad ogni bambino una crescita serena e armoniosa. La famiglia è la base sulla quale è costruita la nostra società ed è un diritto, riconosciuto e tutelato dalla Costituzione della Repubblica Italiana e dalla legge, anche per coloro che ne sono temporaneamente o definitivamente privi. Per rendere effettivo questo diritto, esiste la possibilità dell affidamento temporaneo e dell adozione, interventi entrambi che consentono l inserimento di un bambino all interno di una famiglia, che ne curi l educazione e la crescita. Infatti, il primo articolo della legge nazionale sull adozione (n. 184/1983 e le successive modifiche introdotte dalla L. 149/01) così recita : «Il minore ha il diritto di crescere e di essere educato nell ambito della propria famiglia». Per questo lo Stato italiano, tramite interventi attuati dalle Regioni e dagli Enti locali, sostiene i nuclei familiari disagiati. Nel nostro paese le condizioni di indigenza e di povertà della famiglia d origine non possono essere motivo di pronuncia dello stato di adottabilità del minore. 2 2 In particolare, questa legge vieta che le condizioni di indigenza dei genitori possano costituire ostacolo, anche indirettamente, all'"esercizio del diritto del minore alla propria famiglia". Il bambino che invece è temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo è affidato ad una famiglia, o a una persona singola; è consentito quindi l inserimento in una comunità di tipo familiare ove non sia possibile l affidamento o in mancanza, in un istituto di assistenza pubblico o privato". 5

6 Il ricorso all adozione avviene nel momento in cui sono precluse al minore tutte le possibilità di rimanere in seno alla famiglia d origine, quando sussistano situazioni dannose per la salute fisica e psichica del bambino e non reversibili. Si dice pertanto che l adozione, nell ordinamento italiano, ha caratteristiche di residualità e di sussidiarietà rispetto ad altri interventi di natura sociale. Quindi nel caso di minori nei confronti dei quali sia stata accertata da parte del Tribunale per i Minorenni una situazione di abbandono, perché privi di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi», cioè «in stato di adottabilità» (art.8 L.149/01) è prevista l adozione da parte di coniugi «affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori che intendano adottare (art.6 L.149/01). Che cos è l adozione L adozione comporta per un bambino nascere in una famiglia e crescere in un'altra che lo accoglie come figlio per continuare nel cammino della vita. L adozione comporta per gli adulti, che diventano genitori a tutti gli effetti, la capacità di accettare un bambino generato da altri, che ha una storia da rispettare ed esperienze di sofferenza da affrontare, esperienze che incidono negativamente e provocano danni e ferite che sovente si ripercuotono sull intera esistenza dell individuo, a volte anche e nonostante l adozione. I genitori sono chiamati a riparare questi danni e curare queste ferite, oltre che a possedere la capacità di..raccontare al figlio la storia della sua nascita come figlio adottivo, 3 3 Guidi-Cantù, Rivista Minori e Giustizia, n.4/

7 L adozione è una scelta da meditare a fondo, con consapevolezza ed attenzione. E necessario prepararsi, interrogandosi sul passaggio dal naturale desiderio di diventare genitori, agli obblighi e doveri che questo comporta e al significato che assume la specificità di genitore adottivo. L adozione infatti realizza, anche sul piano giuridico, oltre che affettivo, una vera nuova genitorialità ed un autentico rapporto di filiazione, che si costruisce giorno per giorno, nel vivere insieme. Anche il bambino deve essere adeguatamente accompagnato al passaggio alla famiglia che lo adotta. L adozione produce, per il minore, i seguenti effetti sul piano giuridico: l assunzione della condizione di figlio legittimo, con la conseguente sostituzione del cognome con quello dei genitori adottivi e la trasmissione dello stesso alle generazioni future; l acquisizione di parentela con la famiglia allargata dei genitori adottivi e l interruzione di ogni legame giuridico e rapporto con la famiglia biologica, salvo che per i divieti matrimoniali. E importante ricordare che l adottato, ad esclusione dei soggetti non riconosciuti alla nascita, raggiunta l età di 25 anni, può accedere a informazioni che riguardano la sua origine e l identità dei genitori biologici. Può farlo anche raggiunta la maggiore età in presenza di motivi particolari. La legge gli riconosce la possibilità di presentare domanda al Tribunale per i Minorenni ove è residente all atto dell istanza, al quale spetta il compito di valutare e decidere in merito alla richiesta. Tale possibilità è assicurata sia per l adozione nazionale che per l adozione internazionale (artt. 28, 5 comma e 37, 3 comma). 7

8 Il percorso dell adozione nazionale ed internazionale Chi può essere accolto in adozione L adozione nazionale è consentita a favore di minori (da 0 a 18 anni) dichiarati in stato di adottabilità, sul territorio italiano, dal Tribunale per i Minorenni. Tale dichiarazione è definitiva quando sono trascorsi i termini per presentare opposizione alla dichiarazione di adottabilità, manifestando in questo modo il proprio disaccordo, da parte della famiglia d origine e dei parenti entro il quarto grado, che hanno avuto rapporti significativi con il minore. La dichiarazione di adottabilità, a parte i casi di neonati non riconosciuti alla nascita, è, quindi, sempre legata all'accertamento di una sostanziale e profonda privazione di cure materiali e morali da parte dei genitori o dei parenti, nei confronti del bambino, tali da creare un danno, spesso irreversibile, che potrebbe pregiudicarne la crescita. Allo stesso modo la legge che regola le adozioni internazionali vuole impedire che le nazioni più ricche approfittino della gravità delle condizioni economiche di alcuni paesi in via di sviluppo, sottraendo minori a scopo di adozione. Per evitare che ciò avvenga, gli stati che si offrono di accogliere un minore straniero sono obbligati a partecipare ad attività di promozione dei diritti dell infanzia in quello stesso paese, tramite l adesione a politiche di solidarietà e attraverso la cooperazione internazionale. Nell adozione internazionale si aggiunge un ulteriore requisito: oltre all accertata sussistenza dello stato di adottabilità del minore e della sua irreversibilità, deve essere constatata l impossibilità per il bambino di ricevere adeguati sostegni nel proprio paese. La legge riconosce in questo modo al bambino il diritto di crescere dove è nato, mettendo in rilievo la necessità di trovare per i minori soli sistemazioni adeguate in famiglia nel loro paese d origine secondo le previsioni normative in materia di adozione internazionale. 8

9 Il profilo dei bambini inseriti a scopo di adozione nazionale ed internazionale Per quanto riguarda la situazione della nostra Regione, in Piemonte negli anni compresi tra il 2001 ed il 2008, sono state concluse 973 adozioni nazionali e 1195 adozioni internazionali. Per quanto riguarda i bambini inseriti a scopo di adozione nazionale in Piemonte, nel medesimo arco temporale, si evidenzia come, con una tendenza analoga a quella rilevata a livello nazionale, ma in percentuale molto superiore, siano cresciuti dal 2001 al 2005 i minori dichiarati adottabili: in Piemonte e Valle d Aosta sono passati da 89 nel 2001 a 130 nel Il numero è sceso a 73 nell anno 2007, attestandosi per il 2008 a 111. Tabella 1-Minori dichiarati adottabili in Piemonte e Valle d Aosta 4 ANNO Totale Di cui: non riconosciuti alla nascita Nelle tabelle sotto riportate, contenenti i dati annualmente aggiornati dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Torino, sono indicate le domande di adozione riferite all adozione nazionale e le dichiarazioni di disponibilità riferite all adozione internazionale nella nostra Regione. Tabella 2-Domande-adozione nazionale ANNO Tabella 3-Dichiarazioni di disponibilità-adozione internazionale ANNO Il basso numero di m. dichiarati nell anno 2007 è dovuto all entrata in vigore, dall 1/7/2007 delle nuove norme processuali previste dalla l.149/02 che ha causato, nell iniziale fase di assestamento, un rallentamento nelle procedure per la dichiarazione di adottabilità. 9

10 In riferimento alle caratteristiche psicologiche dei bambini oggi adottabili in Italia, è utile richiamare la seguente definizione che fa riferimento a minori vittime di gravi distorsioni delle relazioni familiari, che li hanno coinvolti in maniera diretta o indiretta : in tale categoria rientrano la trascuratezza, l abuso sessuale, il maltrattamento fisico e psicologico. 5 Tale definizione può anche essere estesa ai bambini stranieri che entrano in Italia a scopo di adozione, sia pure con alcune peculiarità, quali il trauma del cambiamento del paese, e del distacco dal proprio, spesso senza un accompagnamento ed un sostegno, cui possono aggiungersi i danni derivanti da certe specifiche tipologie di dipendenza (es. alcolismo della madre), statisticamente più frequenti in alcuni paesi 6. In specifico, rispetto al maltrattamento fisico e psicologico, si richiama la definizione che l Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1999 ha dato al termine maltrattamento : Per maltrattamento all infanzia si intendono tutte le forme di cattiva cura fisica e affettiva, di abusi sessuali, di trascuratezza o di trattamento trascurante, di sfruttamento commerciale o altre, che comportano un pregiudizio reale o potenziale per la salute del bambino, la sua sopravvivenza, il suo sviluppo o la sua dignità nel contesto di una relazione di responsabilità, di fiducia o di potere. In generale, si evidenziano alcune ulteriori caratteristiche, quali: per quanto riguarda l adozione nazionale: l alta incidenza di bambini, nei confronti dei quali è stato aperto il procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità, inseriti a scopo di adozione, ma la cui situazione giuridica non è ancora definitiva, con un margine quindi di incertezza sull esito della procedura, che potrebbe concludersi con il rientro del minore presso la 5 Malacrea M., Cause di abbandono: incurie, maltrattamenti e abuso, relazione al Convegno Nazionale Apprendere dall esperienza, Regione Piemonte, Torino, novembre Farri M., Pensieri e dialoghi sull adozione: bambini e adolescenti in adozione, relazione al Convegno Nazionale Apprendere dall esperienza Regione Piemonte, Torino, novembre

11 famiglia di origine. In molti casi i bambini continuano ad incontrare, in luoghi appositamente predisposti (detti luoghi neutri 7 ) genitori e parenti. La durata di questo periodo di incertezza è, in media, di circa un anno e mezzo: si tratta in questo caso del cosiddetto affidamento a rischio giuridico di cui si dirà diffusamente in seguito. La presenza di bambini con problemi sanitari, tra i quali, a titolo di esempio: disabilità (sindrome di Down, nanismo, tetraparesi, sordomutismo, gravi problemi visivi), ritardo mentale, sindrome da fetopatia alcolica, problemi cardiaci, malattie croniche curabili ma non guaribili, (diabete, epilessia, HIV, HCV, Epatite), disturbi relazionali seri (psicosi). Vi sono inoltre bambini a rischio sanitario effettivo, quali grandi prematuri, portatori di sindromi genetiche e in genere con rischio sanitario non specificabile e non suscettibile di chiarimento, se non decorsi i primi anni di vita. La notevole incidenza di bambini stranieri, cioè figli di genitori stranieri, ma dichiarati adottabili in Italia La provenienza del bambino, il quale, prima di essere collocato in adozione, può aver trascorso un certo periodo in comunità oppure presso una famiglia affidataria, che si è resa disponibile ad una temporanea accoglienza e che prepara il bambino, d intesa con gli operatori, all inserimento presso la nuova famiglia adottiva. La tabella che segue riporta la suddivisione per fasce di età dei minori inseriti a scopo di adozione nazionale in Piemonte negli anni 2005, 2006, 2007 e 2008 (fonte dati: Ufficio Adozioni presso il Tribunale per i Minorenni del Piemonte e della Valle d Aosta). 7 Per Luoghi Neutri si intendono spazi adeguatamente attrezzati, che offrono sostegni di natura logistica e relazionale, finalizzati al mantenimento della relazione tra adulti e bambini, in particolare in presenza di problemi dei genitori non affidatari quando non sia agevole garantire gli incontri. Favretto-Bernardini, I colori del Neutro, Franco Angeli, Milano,

12 Tabella 4-Minori inseriti a scopo di adozione nazionale in Piemonte ETA n % n % n % n % > , TOTALE In maniera simmetrica rispetto a quanto si è evidenziato in precedenza per l adozione nazionale, è opportuno ricordare che per quanto riguarda l adozione internazionale: l abbinamento tra la coppia italiana e il bambino nato all estero spesso è semplicemente oggetto di una proposta che viene formulata alla competente Autorità del suo Paese d origine; non è escluso che tale Autorità non ritenga vincolante questa proposta e disponga diversamente nel maggior interesse del minore. Anche se la proposta di abbinamento proviene direttamente dai competenti organi del Paese d origine, fino al momento dell emanazione del provvedimento di adozione viene salvaguardata la priorità dell adozione nazionale e/o altre scelte che paiano più tutelanti rispetto ai fabbisogni del bambino. Quindi si può affermare che anche nell adozione internazionale le coppie devono essere preparate ad affrontare situazioni di rischio e incertezza. Il rischio sanitario è presente in misura sempre maggiore nei bambini provenienti dall estero: nella migliore delle ipotesi si tratta di problematiche lievi e/o risolvibili, ma sovente si tratta di situazioni (fisiche, psicologiche, di apprendimento e/o relazionali) che richiedono alla coppia una disponibilità all accoglienza piuttosto ampia. Non sempre è possibile avere a disposizione informazioni cliniche dettagliate ed approfondite. Se si tratta di bambini piccoli, è più elevato il rischio che determinate patologie si manifestino a distanza di tempo rispetto al momento dell inserimento in famiglia. 8 La differenza rispetto ai dati riportati alla Tabella 1 è riconducibile a due principali cause: alcuni minori dichiarati adottabili in un determinato anno possono essere inseriti a scopo di adozione nell anno successivo (si pensi ad esempio a minori di difficile collocazione a causa dell età). I dati riportati nella Tabella 4, inoltre, comprendono anche i minori inseriti in affidamento a rischio giuridico, nella fase che precede la dichiarazione dello stato di adottabilità. 12

13 Spesso non si hanno a disposizione informazioni sulla famiglia di origine o sulla storia pregressa del bambini: queste lacune possono rappresentare un elemento di difficoltà nella creazione e nel consolidamento del rapporto tra genitori e figli. L età media dei bambini stranieri adottati da coppie italiane si eleva di anno in anno; frequentemente si tratta di gruppi di fratelli, che talvolta vengono proposti in adozione a due coppie di coniugi disponibili a mantenere i contatti tra i bambini (adozione aperta). A volte sono avviati all adozione internazionale i bambini appartenenti a minoranze etniche che vengono discriminate all interno del Paese d origine. La tabella che segue riporta la suddivisione per fasce di età dei minori per i quali è stata concessa l autorizzazione all ingresso in Italia, con riferimento a genitori adottivi residenti in Piemonte, nell anno 2007 (fonte dati: Commissione per le Adozioni Internazionali). Tabella 5-Minori inseriti a scopo di adozione internazionale presso coppie residenti in Piemonte 2007 ETA n % < 1 anno anni anni anni e più TOTALE In Piemonte Per favorire l adozione di questi bambini ed anche di bambini grandicelli, la Legge184/83 (così come modificata dalla Legge 149/01) prevede che il Tribunale per i Minorenni possa dare precedenza nella istruttoria alle domande di quei coniugi che si dichiarano effettivamente disponibili all accoglienza di minori che presentano le citate caratteristiche. La Regione Piemonte ha stabilito, a questo proposito, di intervenire a sostegno delle famiglie che adottano un minore di età superiore a dodici anni o con handicap accertato, con misure di carattere economico, valide fino alla maggiore età dell adottato, anche in presenza di una sentenza definitiva di adozione (DGR n del 17 novembre 2003). 13

14 La Regione Piemonte sta, inoltre, attivando sul territorio piemontese una rete di servizi sanitari volti alla precoce valutazione dello stato psicofisico dei minori adottati provenienti da altri Paesi e alla programmazione di interventi specialistici di sostegno rivolti alla genitorialità adottiva. Chi può offrire la disponibilità all adozione La coppia che decide di adottare un minore deve possedere alcuni requisiti (disciplinati dall art. 6 della Legge 184/83 e dalle successive modifiche) che la legge ha posto per garantire all adottato la famiglia in cui crescere, e precisamente: essere coniugati da almeno tre anni o dimostrare di aver mantenuto una convivenza stabile, la cui durata - compresa quella del matrimonio - sia di tre anni; la stabilità della convivenza è accertata dal Tribunale per i Minorenni (art. 6, 4 comma); essere affettivamente idonei ad educare, istruire e mantenere i minori che si intende adottare (che non sono requisiti autocertificabili ma oggetto di approfondimento nel corso dei colloqui con l équipe adozioni e con il giudice dell Ufficio Adozioni); la differenza di età fra genitori e figlio deve essere compresa tra 18 e 45 anni salvo le eccezioni previste dalla Legge. I dati relativi all età vanno riferiti ad entrambi i coniugi, ed hanno lo scopo di garantire all adottato una famiglia in grado di crescerlo e educarlo fino all età adulta, in una condizione che si avvicini il più possibile alla genitorialità biologica. Le competenti Autorità straniere applicano norme e consuetudini del proprio ordinamento per quanto concerne la differenza di età tra adottato e adottante non sempre corrispondenti alla legislazione italiana. Doppia domanda 14

15 La coppia che partecipa ai corsi organizzati dalla Regione Piemonte, è spesso a digiuno di informazioni e attende che gli esperti approfondiscano le tematiche inerenti l adozione, per arrivare ad una scelta consapevole ed anche per decidere se depositare subito o successivamente alla Cancelleria del Tribunale per i Minorenni la dichiarazione di disponibilità all adozione e verso quale tipo di adozioni orientarsi (nazionale o internazionale). Proprio sulla possibilità di presentare entrambe le domande di adozione, possibilità riconosciuta dalla legge, è opportuno soffermarsi. Premesso che possono essere molte le motivazioni che portano alla presentazione della doppia domanda, tra le quali la prevalente è quella di poter avere maggiori possibilità di realizzare l adozione, è importante tenere presente che ad un certo punto del percorso solo una delle due adozioni potrà realizzarsi. Poiché c è una sostanziale differenza tra adozione nazionale ed internazionale, come già precedentemente spiegato, sarebbe davvero importante che le coppie definissero meglio quali risorse personali e di coppia intendono mettere in gioco e per quale tipologia di adozione si sentono più adatte. Occorre dunque che la coppia pensi responsabilmente al passo che intende compiere e al bambino per il quale immagina di poter offrire la migliore accoglienza. La procedura 1. La presentazione della domanda-dichiarazione di disponibilità La coppia che intende adottare un bambino innanzitutto deve dare la propria disponibilità all adozione, seguendo un preciso iter procedurale. Questa fase è identica sia per quanto riguarda l adozione nazionale che quella internazionale. Ecco i primi passi da compiere: 15

16 A. La coppia contatta l équipe sovrazonale per le adozioni competente per il proprio territorio (vedi allegato 1) per: ottenere le prime informazioni iscriversi e partecipare al corso di informazione organizzato dalle équipes, in ambito regionale, in collaborazione con gli Enti Autorizzati 9. ritirare gli appositi moduli predisposti per la dichiarazione di disponibilità presso le singole sedi delle equipes sovrazonali o in occasione dei citati corsi. B. Dopo aver effettuato tali passaggi, la coppia si reca presso la Cancelleria Adozioni del Tribunale dei Minorenni di Torino, sito in c.so Unione Sovietica 325 per depositare: i moduli di dichiarazione di disponibilità all adozione, compilati in ogni parte, (vedi allegato 2) una fotografia propria o della famiglia, non in formato tessera il consenso dei rispettivi genitori, in quanto ascendenti ed ogni altra eventuale documentazione eventualmente prevista dalla normativa vigente. All atto della presentazione della domanda, la coppia viene accolta per un colloquio informativo dalle Assistenti Sociali dell Ufficio Adozioni. In questa occasione viene fissato l appuntamento per il colloquio conclusivo con un giudice del Tribunale per i Minorenni, che sentirà la coppia, una volta pervenute le relazioni dei servizi, secondo quanto previsto dalla normativa in materia (nel concreto dopo circa 6-8 mesi). 9 A tale proposito, si ricorda che la Regione Piemonte con specifico atto deliberativo (D.G.R. n del ) ha approvato le Linee di indirizzo per l organizzazione dei corsi di preparazione per le coppie aspiranti all adozione nazionale ed internazionale. Tali linee di indirizzo definiscono i destinatari dei suddetti corsi, le sedi ed i criteri organizzativi, i criteri di qualità, gli obiettivi, i contenuti e le metodologie; viene inoltre richiamata l importanza di una integrazione armonica tra i diversi saperi (Equipe adozioni ed Ente autorizzato con la collaborazione delle organizzazioni di volontariato), attraverso la condivisione delle informazioni da trasmettere alle coppie in modo che risultino qualificate, coerenti ed efficaci. 16

17 C. I coniugi, al momento della presentazione della domanda ricevono dalla Cancelleria la documentazione da consegnare personalmente entro 15 giorni all équipe sovrazonale per le adozioni e alla Medicina Legale dell A.S.L di competenza; in particolare si tratta di una lettera di incarico all espletamento delle indagini e degli accertamenti sanitari. L équipe sovrazonale e il Servizio di Medicina Legale rilasciano alla coppia le ricevute dell avvenuta consegna, che la coppia stessa dovrà far pervenire al Tribunale per i Minorenni. La presentazione dei moduli non è un traguardo, ma la prima tappa di un lungo cammino, iniziato con la partecipazione al corso di informazione preparazione, avente lo scopo di fornire indicazioni alla coppia per capire se l adozione è la scelta giusta per loro. Nei quattro mesi successivi alla data di deposito della dichiarazione di disponibilità si espleta la fase istruttoria che consiste, come prevede la normativa in materia, in accertamenti di carattere sanitario e in colloqui con l assistente sociale e lo psicologo dell equipe di riferimento finalizzati ad accertare l idoneità della coppia ad accogliere in adozione un bambino in stato di adottabilità. Gli incontri avvengono presso la sede dei servizi ed è anche prevista una visita domiciliare, al fine di poter comporre un quadro che sia il più completo possibile. A conclusione dell istruttoria, l équipe invia al Tribunale per i Minorenni una relazione scritta che descrive la situazione personale, relazionale e ambientale degli aspiranti genitori adottivi. La legge sull adozione accentua il ruolo del giudice minorile quale interprete delle norme e garante della loro corretta applicazione; quindi le funzioni svolte dal Tribunale non sono solo formali, di trasmissione e trascrizione degli atti, ma anche di verifica nel merito della documentazione relativa all adozione, verifica che si esplica in particolare mediante il colloquio finale con un giudice. La dichiarazione di disponibilità all adozione nazionale ha validità tre anni dalla data del deposito e non prevede l emissione di alcun decreto da parte del Tribunale per i Minorenni. Nell adozione nazionale, si parla di affidamento preadottivo facendo riferimento al periodo di un anno che deve trascorrere prima della ratifica definitiva dell adozione da parte del Tribunale per i Minorenni, una volta accertato il positivo inserimento del bambino in famiglia. 17

18 Nell adozione internazionale, bisogna distinguere tra adozione e affidamento preadottivo. Quest ultimo decorre quando, in relazione alla procedura prevista dal paese estero, l adozione debba perfezionarsi dopo l arrivo del bambino in Italia. Si tratta di casi in cui la procedura di adozione non viene terminata nel paese estero e il bambino viene dato in affido o tutela alla coppia che, una volta in Italia, ne diviene affidataria per la durata di un anno. Al termine, il Tribunale per i Minorenni verifica l adeguatezza dell inserimento familiare secondo il conforme interesse del bambino, e pronuncia l adozione. Se invece il procedimento all estero si è concluso con una sentenza di adozione, il Tribunale per i Minorenni, dopo opportune verifiche, ne dispone l immediata trascrizione nei registri dello stato civile. In Piemonte La normativa nazionale in tema di adozioni ed affidamenti familiari pone in capo alle Regioni il compito di attuare interventi informativi e formativi per la diffusione di un corretto atteggiamento verso la tutela dell infanzia, e per una più ampia cultura dell accoglienza. A tal fine la Regione Piemonte con L.R. n.30 del 16 novembre 2001, ha istituito la Consulta regionale per le adozioni e gli affidamenti familiari, che ha il compito di formulare proposte ed esprimere pareri in un ottica di promozione di una cultura favorevole agli interventi rivolti ai minori in difficoltà, alla prevenzione dell abbandono e agli interventi di cooperazione internazionale. Inoltre, la L.R. n. 30/2001 ha istituito l Agenzia Regionale per le Adozioni Internazionali, primo servizio pubblico in Italia avente funzione di Ente Autorizzato all intermediazione nell adozione internazionale, che promuove progetti a favore dei bambini in difficoltà e contemporaneamente permette l incontro tra i minori adottabili e le famiglie desiderose di accoglierli. L Amministrazione Regionale, con un DGR n del 26 marzo 2001, ha ridefinito l assetto delle équipes adozioni, già istituite fin dal Tale provvedimento stabilisce che le attività istruttorie, sociali e psicologiche, relative all iter adottivo siano affidate ad un équipe composta da operatori individuati, in base a specifiche competenze, tra il personale dipendente del Servizio Sanitario Nazionale e dei Servizi degli Enti locali. Attualmente le équipe adozioni operanti nella Regione Piemonte sono ventidue (vedi allegato1). E, inoltre, necessario sottolineare che la Regione Piemonte, considerando che la coppia, nell ambito dell iter istruttorio deve sottoporsi ad accertamenti presso la Medicina Legale dell A.S.L. di riferimento, ha fissato nuove procedure per la formulazione dell idoneità fisica delle coppie aspiranti all adozione e soprattutto la gratuità di tali accertamenti (DGR. n del 14 luglio 2003). 18

19 2. L adozione nazionale Come già detto, l adozione è consentita a favore di minori dichiarati in stato di adottabilità perché in stato di abbandono ovvero privi di assistenza materiale e morale da parte di genitori o di parenti tenuti a provvedervi. La famiglia d origine, composta da genitori e parenti entro il quarto grado viene valutata sulla base delle reali capacità di allevare, educare e mantenere il bambino. La condizione di abbandono non è quindi mancanza assoluta di assistenza, ma consiste nella carenza di un rapporto significativo o in grave trascuratezza, maltrattamenti psicologici e fisici o abusi, anche di natura sessuale, tali da creare un grave danno e compromettere lo sviluppo fisico e psichico del bambino 10. La dichiarazione di adottabilità è pronunciata con sentenza. Tale sentenza può essere impugnata dal Pubblico Ministero, dai genitori del minore e dai parenti entro il quarto grado davanti alla Corte d Appello e in seguito, eventualmente, davanti alla Corte di Cassazione, entro i termini previsti dalla normativa vigente. A tal proposito, va tenuto presente che le udienze in Corte d Appello possono essere fissate anche ad oltre un anno dalla presentazione del ricorso. Nella grande maggioranza dei casi, quindi, occorrerà del tempo perché la dichiarazione di adottabilità diventi definitiva. Nel momento in cui viene avviata la procedura di adottabilità, viene nominato dal Tribunale per i Minorenni un difensore del minore, nella persona di un avvocato esperto nella materia minorile, che rappresenterà il minore nel corso di tutta la procedura. 10 Si ricorda che in base alla normativa vigente una donna ha il diritto di scegliere di non riconoscere il proprio nato e quindi di partorire in anonimato: i Servizi socio-sanitari hanno l obbligo di affiancare la donna e di prospettarle tutte le forme di sostegno alla maternità ed alla genitorialità, nel caso in cui decidesse di procedere al riconoscimento, affinché donna possa decidere in modo autonomo e consapevole. 19

20 In questo caso, avviata la procedura per l eventuale dichiarazione dello stato di adottabilità, su iniziativa della Procura Minorile, il Tribunale per i Minorenni, in base ad un protocollo operativo sottoscritto con gli enti locali del Piemonte e della Valle d Aosta, può decidere l inserimento del minore presso una coppia avente i requisiti per la sua futura eventuale adozione, anche se la situazione risulta ancora non giuridicamente definita: si tratta del cosiddetto affidamento a rischio giuridico Questa scelta viene fatta dal Tribunale per i Minorenni che lo dispone, nell esclusivo interesse del bambino, allo scopo di contenere i tempi di permanenza in comunità e i danni che ne possono derivare. Si parla di affidamento a rischio giuridico perché: 1) si tratta di un affidamento 2) sussiste il rischio connesso all esito del ricorso avverso la dichiarazione di adottabilità da parte dei familiari del bambino davanti alla Corte d Appello. Affidamento a rischio vuol dire che: a) il minore potrebbe rientrare nella sua famiglia d origine; b) saranno necessari tempi lunghi prima della conclusione della procedura; c) il minore può mantenere i rapporti con la famiglia d origine, incontrando i familiari in sedi adeguate (luoghi neutri), alla presenza di un operatore; tali incontri possono anche protrarsi nel tempo e avere una certa frequenza (è il Tribunale per i Minorenni che nel suo procedimento, di volta in volta, decide se mantenere o meno i contatti tra il bambino e le sue origini). La coppia può scegliere di offrire tale disponibilità, segnalandolo nella fase istruttoria all équipe adozioni. I coniugi che si rendano disponibili ad affrontare il rischio giuridico devono sapersi misurare con i seguenti aspetti : a) l incertezza sull esito della procedura a) la non prevedibilità dei tempi di definizione della procedura b) la capacità di mantenere atteggiamenti non giudicanti nei confronti della famiglia 20

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