Andiamo a scuola di adozione e affido

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1 Andiamo a scuola di adozione e affido Corso di formazione per insegnanti e alunni della Città di Torino per facilitare l ingresso del minore adottato o in affido a scuola 1

2 Sommario 1. Introduzione al tema: adozione e affido 2. Uno sguardo al territorio piemontese e alla città di Torino 3. Adozione e affido a scuola 4. Scheda riassuntiva del progetto 5. Attività di progetto 6. Metodologie e strumenti di monitoraggio 7. Partner Pag 3 Pag 5 Pag 6 Pag 8 Pag 10 Pag 14 Pag 15 2

3 1. Introduzione al tema: adozione e affido Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini, costituita nel 1986 da un movimento di famiglie adottive e affidatarie che avevano accolto attraverso l adozione, un minore straniero in stato di abbandono, è dal 1993 ente autorizzato alle adozioni internazionali riconosciuto dal Ministero Affari Esteri. L adozione internazionale è disciplinata in Italia dalla legge n. 184/1983, modificata dalla Legge n. 476/98 e dalla legge n. 149/2001. Come emerge dal report del CAI Commissione Adozioni Internazionali , la presenza di bambini adottati sul territorio italiano risulta significativa. Dal 2000 al 2012, i minori stranieri che hanno ricevuto l autorizzazione all ingresso in Italia sono stati Con riferimento all età dei minori adottati, nel 2012 si è verificata una lieve diminuzione dell età media (5 anni e 11 mesi rispetto ai 6 anni e 1 mese del 2011), coincidente con l inizio del percorso di un bambino nella scuola dell obbligo. Uno sguardo ai dati relativi ai minori che hanno ricevuto l autorizzazione all ingresso in Italia (Fonte: Report CAI 2012): Regione TOTALE Piemonte Valle d Aosta Lombardia Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Residenti estero Totale ,223 3

4 Al 31 dicembre 2010 i minorenni accolti temporaneamente presso i servizi residenziali familiari e socioeducativi e le famiglie affidatarie erano (secondo dati ufficiali forniti dall Istituto degli Innocenti per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali). Rispetto ai dati rilevati tra il 1998 e il 1999 il fenomeno è cresciuto del 24%: tale incremento è dovuto all aumento del ricorso all affido famigliare che oggi contra minori in famiglie affidatarie. La presenza straniera sul totale dei bambini e dei ragazzi fuori dalla propria famiglia nell ultimo decennio è cresciuta considerevolmente passando da poco meno del 10% al 22%. Complessivamente il numero di stranieri presenti a fine 2010 all interno di famiglie affidatarie è pari al 16% del totale. In ambito nazionale, le regioni in cui si ricorre maggiormente all affido famigliare sono: Sardegna 68%, Toscana 65%, Liguria 64% e Piemonte 63%. Il Piemonte è la sesta regione italiana per numero di minori fuori famiglia con 1460 minori in affido famigliare, di cui il 35% è di origine straniera. È importante, inoltre, sottolineare che la maggior parte di questi minori si inserisce nella fascia di età scolare. Regioni Bambini e adolescenti in affidamento familiare Bambini e adolescenti accolti nei servizi residenziali Totale Piemonte Valle d'aosta Lombardia Provincia Bolzano Provincia Trento Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Marche Umbria Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA

5 2. Uno sguardo al territorio piemontese e alla città di Torino Se si considera il numero di minori adottati nel corso del 2012, il Piemonte si situa al nono posto in rapporto a tutte le altre regioni di Italia. Per ciò che concerne la città di Torino, nel 2012 secondo i dati statistici forniti dal Tribunale per i Minorenni, i bambini italiani in affidamento pre-adottivo erano 72 mentre 378 sono le coppie che hanno fatto domanda al Tribunale per ottenere l idoneità a intraprendere il percorso adottivo. Parallelamente, in ambito dell affidamento familiare, secondo quanto rilevato dalla Casa dell Affidamento del Comune di Torino al 31/12/2012 i minori beneficiari di affidamento sono risultati essere addirittura 981. Infine, per quanto riguarda le adozioni internazionali, tra il 2000 al 2012 in minori accolti in Piemonte sono stati minori, di cui 176 entrati nel 2012, contro i 199 del Il numero di coppie piemontesi che hanno richiesto l'autorizzazione all'ingresso in Italia di minori stranieri nel 2012 sono state 170, il 6,1% delle coppie italiane (Fonte: Report CAI 2012). La Regione Piemonte, per ragioni storiche e sociali, ha sempre dimostrato una particolare sensibilità ai temi dell infanzia abbandonata ed è impegnata in un incisiva azione in difesa del diritto di ogni minore ad avere una famiglia, con interventi a sostegno dei nuclei familiari in difficoltà e volti a sostenere il contesto familiare come ambito privilegiato per la crescita e lo sviluppo dei bambini. La presente proposta progettuale mira, quindi, continuare un percorso di promozione e sostegno alla cultura dell accoglienza, e alla facilitazione dell inclusione e dell integrazione scolastica dei minori adottati o in affido. 5

6 3. Adozione e affido a scuola Adozione e affido, pur rappresentando una voce importante nel contesto sociale cittadino e regionale, ancora non beneficiano di adeguato spazio all interno delle scuole, dove occorre maggiore preparazione e sensibilizzazione sia del corpo docenti, sia degli studenti, volta a una maggiore inclusione sociale dei minori in affido o adottati Ai.Bi. Torino, è presente in Piemonte dal 9 novembre 2002, e a oggi si configura come una risorsa per le coppie residenti nel territorio offrendo informazioni e consulenze in materia di affidamento e adozione, e allo stesso tempo, supporta le coppie per trovare una risposta ai problemi quotidiani nel difficile compito di essere genitori biologici, affidatari e adottivi. L accompagnamento che l associazione offre a una coppia, comprende il periodo di attesa da parte della coppia, che va dal conferimento dell incarico all ente fino alla partenza della coppia per la destinazione estera, il periodo di permanenza all estero per la conclusione della procedura adottiva nel paese di provenienza del minore e il periodo del post-adozione. La fase post-adottiva è per molti genitori il momento più delicato dell intero iter adottivo. Sono molteplici le difficoltà che genitori e bambini si trovano ad affrontare al momento dell inserimento nella nuova famiglia. Una delle prime sfide che la nuova famiglia deve affrontare all arrivo in Italia è la relazione con il mondo della scuola. In tutti questi anni di attività Ai.Bi. ha constatato che l inserimento del minore a scuola è fonte di preoccupazione per i genitori adottivi, i quali in molti casi lamentano l incapacità degli insegnanti di far fronte alle particolari esigenze del loro figlio. Dai colloqui realizzati con i genitori nel periodo del post-adottivo nonché dalle relazioni stilate dalle equipe di psicologi di Ai.Bi. emergono molteplici problematiche. La storia personale dei bambini adottati, le loro caratteristiche e l'appartenenza a culture diverse, spesso lontane da quella di accoglienza, contribuiscono a generare una condizione di vulnerabilità da tenere presente nel percorso scolastico. La storia personale fatta di sofferenza e abbandono, incide nello sviluppo del bambino, così come l'appartenenza contemporanea a due culture richiede una profonda rielaborazione della propria identità. Il parlare una lingua diversa e l'appartenere a culture con visioni del mondo diverse ha un peso notevole nelle fasi di scolarizzazione del minore. Lo svantaggio linguistico incide sulle relazioni con i compagni di scuola, con gli insegnanti e si ripercuote sul rendimento scolastico del bambino/ragazzo. L esperienza di Ai.Bi. nella presa in carico delle coppie adottive e affidatarie conferma che in questi bambini sono più probabili le difficoltà scolastiche e i problemi di motivazione allo studio e di comportamento. Al momento della scolarizzazione, esistono alcune fasi di criticità che possono essere raggruppate in tre macroaree: l inserimento scolastico, gli anni di passaggio tra un ciclo e l altro e infine le fasi dell adolescenza (che coincidono spesso con la scelta della scuola media superiore di secondo grado). L inserimento scolastico del minore è un momento particolarmente delicato. In molti casi, esso rappresenta per il bambino/ragazzo l inizio di una nuova vita, nella quale oltre ad essere figlio il 6

7 bambino diventa studente che deve inserirsi in una nuova comunità - quella scolastica- con regole proprie. In taluni, il confronto con l'insegnante e con figure d autorità può essere particolarmente difficoltoso. Va poi rilevato come l inserimento scolastico, può risultare più o meno difficoltoso a seconda dell età del minore. Generalmente, esso risulta più agevole per i minori che arrivano in tenera età mentre è più complesso nelle adozioni di minori già scolarizzati. Questi ultimi, in molti casi sono in ritardo nell apprendimento scolastico e per questo vengono inseriti con bambini più piccoli, determinando a volte problemi nelle relazioni tra il minore e i compagni di classe. Molti minori hanno trascorso gran parte della loro vita all interno degli istituti, lontano dagli affetti di una famiglia e quest aspetto ha delle ripercussioni nelle relazioni con il mondo della scuola. Inoltre, in determinate fasi (come il passaggio tra un ciclo e l altro oppure la scelta della scuola media superiore di secondo grado) e nel periodo adolescenziale possono emergere nel minore problemi e traumi rimasti latenti. Dinamiche molto simili vengono registrate nei casi di affido, in particolar modo quando si tratta di minori di origine straniera. Le richieste di aiuto e di supporto pervenute ad Ai. Bi. non arrivano però solo dai genitori adottivi o affidatari, ma in alcuni casi anche dagli insegnanti che hanno all interno della propria classe bambini adottati da coppie non necessariamente seguite dal nostro ente. Per questo motivo Ai.Bi. ha sperimentato percorsi per docenti, volti alla facilitazione dell inserimento del minore adottato o in affido nel mondo della scuola. In particolare, si cita il progetto realizzato grazie al finanziamento della Provincia Autonoma di Bolzano che lo scorso anno ha registrato più di 50 iscrizioni da parte di docenti interessati al percorso di formazione (breve relazione finale allegata al sistema online della Fondazione CRT). È dal lavoro di rete svolto assieme a UCIIM Torino (Associazione Professionale Cattolica di docenti e dirigenti della scuola) che è emersa la necessità di riproporre un percorso simile in risposta ai bisogni del territorio piemontese e, in particolare, torinese. L idea dell intervento nasce dall analisi del territorio e dalla consapevolezza che adottando un ottica di rete, che coniuga l expertise e il know-how dei due enti, si possano affrontare con successo le problematiche dell inclusione e dell integrazione dei minori adottati e in stato di abbandono. 7

8 4. Scheda riassuntiva del progetto 1 Applicant Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini 2 Partner UCIIM Torino (Associazione professionale cattolica di dirigenti, docenti e formatori della scuola e della formazione professionale) 3 Titolo del progetto Andiamo a scuola di adozione e affido Corso di sensibilizzazione e formazione per insegnanti e alunni delle scuole di Torino per facilitare l ingresso del minore adottato o in affido a scuola 4 Obiettivo generale Avvicinare il mondo della scuola ai problemi dei minori adottati e in stato di abbandono al fine di creare le condizioni per un migliore inserimento degli stessi. 5 Obiettivi specifici 1) Potenziamento delle conoscenze degli insegnanti sulla situazione dei minori adottati, in affido o in stato di abbandono e sugli aspetti (giuridici, sociali e psicologici) che coinvolgono il loro percorso; 2) Miglioramento degli strumenti per una gestione funzionale delle esigenze linguistiche, didattiche e comportamentali degli alunni; 3) Potenziamento delle conoscenze degli studenti sulle problematiche dei loro coetanei; 4) Miglioramento delle capacità relazionali, di interazione e di espressione degli studenti coinvolti. 6 Risultati attesi 1) Il 75% degli insegnanti coinvolti ha acquisito competenze adeguate sulla tematica dell integrazione scolastica dei minori adottati e in stato di abbandono ed è in grado di trasmettere le conoscenze acquisite anche a nuovi colleghi; 2) Il 60% degli alunni coinvolti comprende l'importanza e il valore dell integrazione e ha migliorato il proprio livello di integrazione con i coetanei le proprie capacità espressive e relazionali; 3) Il 30% dei minori adottati o in affido coinvolti registra un miglioramento nell andamento scolastico. 7 Beneficiari del progetto - almeno 50 insegnanti di ogni ordine e grado della Città di Torino (attività 1); - almeno 200 alunni degli Istituti comprensivi di Torino (attività 2) - almeno 200 insegnanti (attività 3) - almeno 50 rappresentanti delle scuole di Torino, del mondo dell associazionismo e delle istituzioni pubbliche (attività 4) 8 Principali Azioni di progetto Attività preparatorie (gennaio 2014): a. Creazione di un comitato di coordinamento; b. selezione del personale di supporto, c. promozione delle iniziative del progetto. 1) Corso di formazione rivolto agli insegnanti degli Istituti Comprensivi di Torino (febbraio giugno 2014): Ogni incontro prevede una sessione svolta da UCIIM sugli approcci nella relazione con gli alunni, e un altra da Ai.Bi. sui risvolti peculiari del percorso adottivo/di affido mediante l approfondimento dell aspetto giuridico, psicologico e sociale. 2) Percorso di coinvolgimento attivo per alunni (settembre novembre 2014): laboratori interattivi e creativi di sensibilizzazione per gli alunni delle scuole. I laboratori hanno come scopo quello di avvicinare gli studenti ai problemi dell abbandono e educarli al 8

9 tema dell accoglienza in modo che comprendano e valorizzino le diversità di tutti. Verrano realizzate tre tipologie di laboratori: laboratorio teatrale, grafico, linguistico. Si prevede nel mese di novembre una verifica intermedia per valutare i risultati raggiunti dai laboratori. 3) Elaborazione guida pratica per docenti (novembre dicembre 2014): La guida raccoglie in maniera sintetica le tematiche trattate nel corso di formazione e sarà distribuita a tutti i partecipanti al corso, sarà inoltre caricata in formato elettronico sul sito di Ai.Bi. e di UCIIM. 4) Conferenza finale (dicembre 2014). Alla conferenza verrà invitata la Fondazione CRT e le istituzioni locali e sarà presentata la guida pratica e i risultati raggiunti dal progetto. 9 Durata 12 mesi 10 Data di inizio prevista Gennaio 2014 dicembre

10 5. Attività di progetto Il progetto si suddivide in cinque macroazioni, realizzate congiuntamente dal personale di Ai.Bi. e l equipe di UCIIM Torino. Attività Preparatorie: a) Formazione del Comitato di Coordinamento del progetto composto da un rappresentate per ognuno dei partner; le due figure si riuniranno, secondo un calendario prestabilito, per la realizzazione e la verifica delle attività svolte; sarà considerato coordinatore ufficiale di progetto la responsabile della sede di Ai.Bi. Torino. b) Selezione del personale di supporto: le due referenti del Comitato di Coordinamento si occuperanno dell identificazione delle figure a supporto delle diverse attività di progetto, in particolar modo per quanto riguarda la fase laboratoriale con gli alunni che richiede un analisi di candidature di docenti appartenenti a UCIIM. c) Promozione delle iniziative del progetto l intera iniziativa verrà promossa attraverso canali classici quali i siti e gli sportelli delle due associazioni e gli sportelli pubblici e la rete di contatti attivati da Ai.Bi. e UCIIM ma anche attraverso i social network (Facebook, Twitter, Google+). In particolare sarà previsto un link specifico sul progetto all interno della pagina Facebook di Ai.Bi. attraverso il quale verranno promossi i seminari, i laboratori creativi e le altre attività di progetto. Attività 1. Corso di formazione per insegnanti Corso di formazione rivolto a insegnanti di ogni ordine e grado della Città di Torino. Gli insegnanti coinvolti nei seminari saranno individuati (previa mappatura delle scuole presenti nel territorio) e convocati attraverso la rete del partner UCIIM che provvederà alla registrazione delle iscrizioni pervenute; inoltre, si prevede il coinvolgimento dell URS (Unità Regionale Scolastica) di Torino per la promozione del percorso di formazione attraverso i canali informatici, grazia ai quali in passato UCIIM ha già promosso iniziative di formazione rivolte a docenti. Al fine di facilitare il confronto e lo scambio fra i partecipanti al corso, si prevede la costituzione di gruppi di massimo dieci persone. Il format del percorso dettagliato qui sotto verrà, quindi, ripetuto per cinque volte, al fine di raggiungere fino a 50 docenti. Il percorso sarà strutturato in 3 incontri rivolti agli insegnanti delle scuole dell infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado della durata di tre ore ciascuno (totale percorso: 9 ore). Ogni incontro sarà introdotto da UCIIM con una breve sessione generale incentrata sui nuovi approcci nella relazione con gli alunni, al fine di affrontare le situazioni di disagio relazionale. Gli interventi specifici su adozione saranno, invece, a cura di Ai.Bi. e tratteranno il percorso adottivo mediante l approfondimento dell aspetto giuridico, psicologico e sociale. L intero percorso formativo rivolto ai docenti verrà svolto presso la sede di Ai.Bi. Torino e si svolgerà tra febbraio e giugno

11 1.1 Sessione introduttiva Il personale specializzato di UCIIM, realizzerà una sessione introduttiva volta a sviluppare negli insegnanti la conoscenza di nuovi approcci nella relazione con gli alunni, al fine affrontare le situazioni di disagio relazionale, le cui cause sono attribuibili tanto all incapacità di manifestare il proprio mondo interiore, quanto alla mancanza di fiducia nell ascolto da parte di chi dovrebbe essere i naturali interlocutori, siano essi membri della famiglia, educatori e altri membri della comunità sociale. Questa prima parte verterà sull identificazione delle emozioni che vivono i bambini nella fase dell infanzia e della preadolescenza; la scelta di una comunicazione adeguata al proprio mondo interiore; l ascolto degli interlocutori (alunni); l aiuto agli alunni nello scoprire la bellezza nel mondo che li circonda; l interazione con gli altri. 1.2 Formazione specifica L equipe multidisciplinare di Ai.Bi., costituita da due assistenti sociali e una psicologa, approfondirà gli aspetti giuridici, psicologici e sociali che caratterizzano il percorso dell adozione e dell affido, con il fine di offrire agli insegnanti indicazioni utili per comprendere le specificità del rapporto bambino adottato o in affido e scuola e per trovare le risposte adeguate per ciascuna di esse. Verranno affrontate le seguenti tematiche: I incontro (area giuridica): La Convenzione dell Aja, la legge 328/2000 e modifica 149/ I bambini in adozione e in affido: lo stato di abbandono le principali caratteristiche del percorso di affido e adozione; II incontro (area psicosociale prima parte): L istituzionalizzazione e le sue conseguenze - L assimilazione e l acculturazione - I vari sistemi scolastici e le tappe evolutive del bambino adottivo e in affido- L integrazione scolastica del bambino - Le difficoltà linguistiche e la comprensione del mondo scuola- Parlare di adozione e affido in classe - La biculturalità - Il confronto e il dialogo con le famiglie adottive e affidatarie; III incontro (area psicosociale seconda parte): L elaborazione della storia di abbandono - La rinascita adottiva: la costruzione dell identità del figlio - L ingresso a scuola: come incide il vissuto del minore adottato sulla nuova esperienza - L integrazione scolastica del bambino adottivo - L educazione affettiva. Inoltre, vengono messi a disposizione degli insegnanti moduli di approfondimento facoltativi, pensati per rispondere ai diversi problemi che gli insegnanti affrontano a seconda fascia d età del minore. Si prevede l offerta di un ciclo unico composto da 3 incontri della durata di 3 ore l uno: - Incontro destinato alla Fascia prescolare (3-5 anni). Incontro destinato alla Fascia scolare (6-10 anni). Incontro destinato alla Fascia preadolescenziale e adolescenziale. 1.3 Al termine dell intero percorso corso sarà realizzato un seminario di 2 ore, a cura di UCIIM, nel quale verranno presentati i laboratori diretti ai ragazzi delle scuole. 11

12 Attività 2. Percorso di coinvolgimento attivo per alunni Realizzazione di laboratori interattivi e creativi di sensibilizzazione per gli alunni. Gli alunni saranno individuati dai docenti che partecipano al corso di formazione: su 50 docenti, si prevede che almeno 10 diano la propria disponibilità nel coinvolgimento delle classi per un totale di almeno 200 studenti coinvolti. I laboratori sperimentali hanno come scopo quello di avvicinare gli studenti ai problemi dell abbandono ed educarli al tema dell accoglienza in modo che comprendano e possano valorizzare le diversità di tutti. Si realizzeranno tre tipologie di laboratori: teatrale, grafico, linguistico, sviluppabile e modellabile a seconda della fascia di età degli alunni. Si prevede un coinvolgimento di circa 20 studenti per gruppo, che verranno affiancati da tre tutor. Si calcola che la durata complessiva dei laboratori sarà di 24 ore (8 per modulo). I laboratori si realizzeranno nella seconda metà dell anno tra il mese di settembre e quello di dicembre. 2.1 Laboratorio teatrale Teatro e proiezioni di film (con relative discussioni) e letture animate; attività e laboratori che aiuteranno i bambini ed i genitori ad esprimersi con minore difficoltà, ad aprirsi alla condivisione con gli altri del proprio mondo interiore. Soprattutto il teatro può essere molto utile per i bambini con problemi di relazione con gli altri, che trovano nella recitazione una strada per risolvere il loro problema. Il teatro, inoltre, aiuta i bambini ad integrarsi nella società e in primis a farli sentire a proprio agio nel gruppo; imparano a costruire una relazione con gli altri membri, grazie ad attività stimolanti e divertenti. 2.2 Laboratorio grafico Per aiutare i bambini ad esprimere il loro mondo e le loro sensazioni attraverso la matita. Oggigiorno, il disegno, strumento principale usato nella scuola dell infanzia, viene utilizzato anche per fasce di età superiori. Aiuta a comprendere maggiormente l interiorità, le idee e le sensazioni di qualsiasi bambino, che esprime sul foglio il proprio mondo interiore. Si tratta di uno strumento prezioso, se si considera che comprendere il bambino dal punto di vista interiore, aiuta l èquipe a poter formulare percorsi ancora più personalizzati e globali. 2.3 Laboratorio linguistico Tale insegnamento non si limita in modo esclusivo allo sviluppo di un lessico più ampio o imparare la corretta grammatica; l educazione al silenzio ed alla parola. Scopo degli insegnanti del progetto è proprio quello di insegnare al bambino anche l importanza dell intonazione, dell espressione che sono elementi altrettanto costitutivi di ogni specifica lingua. Soprattutto per i bambini adottati è importante sviluppare questa capacità di espressione per appropriarsi della lingua in modo completo, provenendo loro da realtà culturali diverse dalla nostra. Attività 3. Elaborazione guida pratica per docenti Verrà redatta una guida pratica su cd-rom destinata agli insegnanti della scuola dell infanzia e della scuola primaria e secondaria di primo grado. La guida raccoglie informazioni utili per affrontare i temi più rilevanti nel rapporto tra alunni adottati e scuola e raccoglie in maniera sintetica le tematiche trattate nel corso di formazione, a titolo esemplificativo l accoglienza e l integrazione nella classe, il dialogo con le famiglie, il modo di affrontare la storia personale, le 12

13 strategie per fronteggiare problemi comportamentali e difficoltà di apprendimento etc. La guida verrà elaborata congiuntamente dal personale di Ai.Bi. e UCIIM. La guida sarà distribuita a tutti i partecipanti al progetto; inoltre per dare maggior visibilità al lavoro e incrementare la sua diffusione, verrà caricata una versione in formato pdf sul sito di Ai.Bi. e di UCIIM. Attività 4. Conferenza finale e presentazione dei risultati del progetto Si prevede la realizzazione di una conferenza alla quale sarà invitata la Fondazione CRT, le istituzioni del territorio e l intera cittadinanza. Nel corso della conferenza, verrà presentata la guida pratica preparata dall equipe multidisciplinare e verranno esposti i risultati del progetto. L evento sarà l occasione per sensibilizzare le istituzioni e la cittadinanza sulle tematiche dell intervento. Abstract della conferenza e highlight del progetto verranno pubblicati sul sito di Ai.Bi. Amici dei Bambini (oltre visite mensili), sull account di Facebook di Ai.Bi. (al momento si contano 5000 contatti) e sul sito di UCIIM. 13

14 6. Metodologie e strumenti di monitoraggio Per la formazione dei docenti lo strumento privilegiato sarà la lezione frontale in aula volta all acquisizione delle conoscenze teoriche giuridiche, sociali e psicologiche del percorso adottivo, supportata dall utilizzo di presentazioni in power point e di video. Allo stesso tempo, la formazione potrà assumere la forma più interattiva, all interno della quale il docente potrà agire da facilitatore del confronto e delle discussioni con e tra i partecipanti, anche attraverso l apporto della propria esperienza personale. Per favorire l apprendimento di ciascun partecipante, ciascun relatore preparerà e distribuirà a tutti i docenti, una cartellina contenente materiale di approfondimento sull ente ed una dispensa cartacea riguardante i contenuti della formazione. Le dispense, oltre ad una relazione sui contenuti della formazione, riporterà una bibliografia ed una sitografia di approfondimento dei temi trattate, che i partecipanti potranno utilizzare per un approfondimento individuale conclusione del corso. I laboratori teatrali verranno realizzati utilizzando tecniche di drammatizzazione, per stimolare i bambini ad esprimersi attraverso la gestualità e l uso di strumenti particolari, come maschere, costumi, ornamenti vari. I bambini saranno anche guidati a costruire piccole scene teatrali, nelle quali ciascuno apporterà elementi personali, ma dovrà interagire, nello stesso tempo, con quanto propongono gli altri. Al termine dell attività i bambini avranno prodotto un breve spettacolo che sarà rappresentato. I laboratori grafici prevedono la presentazione di disegni e di opere d arte su soggetti specifici, come fiabe e racconti per bambini. Oltre a guidare i bambini alla rilevazione dell aspetto estetico della realtà, questa tecnica servirà per osservare la loro interazione con i personaggi e le scene rappresentate, in modo da individuare aspetti specifici del loro mondo interiore. I bambini saranno anche indotti a disegnare e a riprodurre le immagini che più li hanno interessati. Alla fine dell attività i bambini esibiranno in una mostra i lavori da loro prodotti. Infine le sessioni linguistiche precederanno l appropriazione di un linguaggio sempre più complesso e adeguato a descrivere le diverse realtà esterne e le loro emozioni. Ciò avverrà mediante la lettura di racconti o l ascolto di canzoni, intorno ai quali si stabilirà un dialogo con gli educatori. Il progetto verrà monitorato internamente attraverso report settimanali redatti secondo il sistema Vision utilizzato da Ai.Bi. Amici dei Bambini. Per quanto concerne le attività formative con docenti e alunni, sono previste le seguenti modalità di verifica Registro presenze ai corsi di formazione per docenti. Registro presenze ai laboratori creativi diretti agli alunni. Test di verifica per docenti, impartito al termine del percorso formativo. Test di verifica per gli alunni, impartito al termine dei laboratori creativi. Al termine del progetto, il comitato di coordinamento effettuerà una verifica finale per valutare i risultati raggiunti, l impatto e l efficacia dell azione e i possibili sviluppi futuri dell intervento. 14

15 7. Il partner Il progetto sarà realizzato in partnership con UCIIM Piemonte (sede di Torino). L'UCIIM è un associazione professionale di ispirazione cattolica di dirigenti, docenti e formatori della scuola e della formazione professionale e dell'educazione permanente. È stata costituita il 3 luglio 1968 a Roma ed è un soggetto qualificato dal Ministero della Pubblica Istruzione per la formazione dei docenti. Aderisce alla Consulta della pastorale scolastica della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), alla CNAL (Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali) e alle altre iniziative di cooperazione sul piano formativo e culturale. Gli scopi istituzionali di UCIIM sono la formazione e la promozione della persona e della comunità sociale. Mette in atto iniziative, in presenza e on line, per l aggiornamento pedagogico - didattico, tecnologico, disciplinare dei docenti, e per la formazione culturale e civile degli studenti. La sede di Torino dell UCIIM Piemonte, nella sua attività istituzionale di aggiornamento pedagogico - didattico, tecnologico, disciplinare dei docenti, e di formazione educativa degli studenti in ambito culturale e sociale, collabora con la Direzione Generale Regionale del Ministero della Pubblica Istruzione, con l IRRE, con gli Enti Locali (Regione, Comune, Provincia), con l Archivio di stato di Torino, con altre Associazioni culturali. Cura in particolare i seguenti ambiti: - aggiornamento dei docenti e formazione educativa degli studenti, soprattutto nell ambito della comunicazione, dell accesso ai saperi indispensabili nell odierna società della conoscenza, secondo le direttive del Consiglio Europeo di Lisbona, con particolare attenzione alle esigenze degli studenti provenienti da paesi extra europei, nella considerazione del rispetto delle loro tradizioni e della loro cultura, della compartecipazione ai valori della nostra società e nell osservanza dei diritti e dei doveri; didattica on line: proposte di percorsi disciplinari e pluridisciplinari; - supporto per docenti e studenti, all acquisizione di adeguate competenze tecnologiche, soprattutto in relazione alla Formazione a Distanza, all efficace e corretto uso della rete per la ricerca di informazioni, alle metodologie del web writing; - riflessione sugli aspetti economici e giuridici dalla società italiana e europea e sulla globalizzazione; - ricerche sulla storia e sulle tradizioni del Piemonte; in particolare in questi ultimi anni si sta lavorando alla preparazione di materiali didattici finalizzati alla celebrazione del centocinquantesimo anniversario dell unità d Italia (i materiali sono consultabili sul sito UCIIM). 15

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