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1 PROGETTO TITOLO L ascolto musicale attraverso il movimento AREA Linguaggi non verbali (Educazione al suono e alla musica) SCUOLA Elementare OBIETTIVO Ascoltare in modo analitico, critico e riflessivo, un brano musicale con l ausilio del movimento RIFLESSIONI METODOLOGICHE Abituiamo i bambini all ascolto musicale, all analisi strutturale, semantica e contenutistica mediante esperienze abbinate al movimento e a semplici coreografie. Esploriamo alcune qualità dei movimenti in rapporto alla musica, suonata dal vivo dai ragazzi stessi. Proponiamoci di mettere in relazione gli alunni con ascolti di brani musicali per loro solitamente inusuali, rispetto ai quali motivarli ricorrendo appunto al movimento del corpo. Proporremo dunque un ascolto attivo, con cui affinare le capacità percettive e di espressione corporea. Questo Progetto è anche in qualche modo un invito rivolto all insegnante affinché anch esso, e non solo i suoi alunni, si misuri con l esplorazione di territori sonori e musicali nuovi, uscendo dal recinto talvolta un po angusto della musica per bambini, sia essa di matrice classica o leggera. Se per i più piccoli proporremo il celeberrimo Carnevale degli Animali di Saint Saëns, per i più grandi utilizzeremo brani estratti dal repertorio contemporaneo colto, più vicino alla sensibilità dei bambini di quanto non si creda.

2 Il Carnevale degli animali è un opera di tipo descrittivo, in cui cioè la musica descrive una situazione, un azione, o come in questo caso, uno o più soggetti specifici. Nel 1886 il compositore francese Camille Saint Saëns scrisse quattordici brevi brani proprio per educare all ascolto i ragazzi, assegnando ogni tema (cioè le melodie principali, alcune delle quali rielaborazioni di melodie celebri di altri compositori) ad un diverso strumento dell orchestra, il cui timbro potesse ricordare qualche caratteristica dell animale rappresentato. I due brani con cui lavoreremo sono la Marcia reale del leone e Tartarughe, che offrono una serie di facili spunti e analogie per i movimenti e le azioni danzate dei ragazzi. Questi brani sono di facilissima reperibilità. Sarà opportuno ascoltarli in precedenza più volte, ed esercitarsi a nostra volta in semplici movimenti a tempo sulla musica. Proponiamo anche altri brani più complessi, per i bambini più grandi, come indicato successivamente. INDICAZIONI DI LAVORO LEONI E TARTARUGHE Prepariamo insieme ai bambini l aula, in modo che ci sia più spazio possibile; se fosse possibile, uno spazio esterno sarebbe ideale. Disponiamoci in cerchio, seduti ognuno come si sente più comodo, tenendoci per mano. Ascoltiamo insieme una prima volta il brano (dura circa due minuti), senza rivelarne il titolo. Mentre lo ascoltiamo, cerchiamo di far dondolare tutti nello stesso momento, prima a destra, poi a sinistra, ma non obblighiamo nessuno a farlo. Se necessario, ripetiamo nello stesso modo l ascolto del brano, per creare, anche grazie al dondolio, una atmosfera che favorisca l attenzione di quei

3 bambini che normalmente hanno difficoltà di concentrazione. Di solito, accade che si crei un silenzio particolare, che coinvolge persino chi non può quasi mai tacere!. Questo tipo di ascolto, favorito dal tipo di musica e dal tenersi per mano, è già di per sé un momento di grande integrazione per i nostri bambini. - Questo brano imita un animale, il suo modo di muoversi e anche il suo verso. Sembra anche a voi? - Si, un animale abbastanza grosso. - Mi sembra un po lento. - E un po forte. - A me sembrava il vento. - FFFFFF, soffia Marco, intervenendo a suo modo. - Bravo Marco. E se quello fosse il verso di un animale, come sarebbe? - Marco produce una sorta di ruggito. - Ma è un leone! Naturalmente le osservazioni dei bambini potrebbero prendere tutt altra strada; comunque, si arriverebbe ad un qualche felino! Adesso facciamo riascoltare il brano, e chiediamo ai bambini di immaginare di essere dei leoni, ognuno a suo modo, dei leoni tutti diversi. Nel brano, poiché il leone è il re degli animali, il suo arrivo è preceduto da un introduzione fatta dal pianoforte (verifichiamo quanti bambini sanno riconoscere il suono del pianoforte). Poi gli archi (violini, viole, violoncelli e contrabbassi), scandiscono la marcia, per l appunto reale, del leone, continuando ad alternarsi con il pianoforte. Ad un tratto, il pianoforte ruggisce con una veloce scala sui tasti gravi; dopo un po, anche gli archi fanno qualcosa di simile. Infine, dopo la ricomparsa del tema dell introduzione, la marcia si conclude con decisione.

4 Dopo quest ascolto da leoni, chiediamo ai bambini di fare i leoni, disponendosi a quattro zampe nell aula (o nel prato). Naturalmente, alcuni leoni sanno stare anche su due zampe; talvolta ve ne sono alcuni un po pigri, che stanno a pancia all aria, o addirittura seduti, come dei leoni acrobati! Insomma, ogni bambino ha una sua particolare leonitudine da sfoggiare, al pari di chiunque altro. Quando riparte il brano musicale diciamo ai bambini di iniziare a muoversi regalmente, possibilmente facendo loro vedere come muoversi a tempo con il brano stesso. Chi non cammina, può fieramente scuotere la coda (un braccio), o la splendida criniera (il capo). Com è un movimento fiero e regale? Facciamo sperimentare ai bambini tutte le possibilità che vengono loro in mente, mostriamo a nostra volta un gesto deciso, sicuro, ruotando semplicemente il capo a destra e sinistra, a tempo. Il fatto di muoverci sulla musica conferirà di per sé una ben definita qualità al movimento stesso, che si tratterà semplicemente di assecondare ed evidenziare per i nostri alunni. Muoviamo le spalle insieme alla testa, per dare uno stimolo in più a chi non può gattonare. Se siamo in grado, mettiamoci anche noi a quattro zampe, e muoviamo pochi passi da leone. Alla fine di quella che è ormai la quarta o quinta ripetizione, possiamo abbandonare il brano con le sue specifiche qualità di movimento, e far rilassare i bambini, tra un ruggito e una zampata! Con le stesse modalità si può lavorare all ascolto di Tartarughe, brano ovviamente dedicato all anfibio corazzato. Il tema delle tartarughe è lo stesso del celebre can can di Offenbach, solo assai rallentato: Saint Saëns, con fine ironia, attribuisce cioè all animale lento per antonomasia uno dei temi più scatenati della storia della musica. Ora che i nostri bambini sono diventati delle tartarughe giganti (spieghiamogli che esistono anche questi enormi animali, non solo i

5 consanguinei da giardino, e magari documentiamoli con materiale fotografico), i lori movimenti saranno ovviamente lenti, come suggerisce la musica, forse un po goffi e faticosi, ma solo finché non si tuffano in acqua. Il brano è brevissimo, ed è basato sul tema del can can eseguito dagli archi, con accompagnamento di pianoforte, tutto in una dinamica (volume) sul piano, senza scarti. Curiamo dunque anche la fluidità dei movimenti, continui e lenti. Naturalmente, non è necessario stare in terra: anche un solo braccio allungato lentamente in avanti ha tutte le caratteristiche di un movimento fluido. Giochi di voce Il brano su cui lavoreremo in questo livello è Sequenza III di Luciano Berio, attualmente il più importante e noto compositore italiano. Il brano, per chi è nuovo a questo tipo di musica, potrà apparire sperimentale, ma sicuramente anche interessante e di piacevole ascolto (questo è anche l effetto che quasi sempre fa ai ragazzi). Si tratta di una composizione di circa sei minuti, per voce sola, in cui la cantante (il disco o la registrazione che reperirete avrà quasi certamente l interpretazione della magnifica soprano Cathy Barberian) si esibisce in una incredibile serie di effetti vocali. Sembra impossibile, ma ciò che ascoltate è effettivamente ed interamente scritto in partitura! Iniziamo naturalmente dall ascolto del brano, che può essere interrotto anche dopo circa due soli minuti. I bambini stessi ci chiederanno di riascoltarlo, e questa volta forniremo loro qualche indicazione: che è una voce, da sola, che canta una melodia fatta di suoni intonati e suoni informali, rumori, effetti. Invitiamo gli alunni a riconoscere quelli più ricorrenti e a riprodurli, come ad esempio lo schiocco di lingua o quella specie di pigolio acutissimo e velocissimo.

6 Ad una rapida analisi, da condurre insieme agli alunni, apparirà evidente, come già accennato, che vi sono grosso modo due effetti, due momenti distinti nel brano: il canto delle vocali e il parlato rapido interpolato con vari suoni. Chiediamo dunque ai bambini di scegliere due differenti tipi di movimento da associare all ascolto del brano, a seconda che prevalga una modalità di canto o un altra. Ciò consentirà un ascolto attento e motivato, e soprattutto sentito attraverso il corpo. Lasciamo che ognuno si muova liberamente al suono del brano musicale, poi evidenziamo insieme i movimenti che sembrano più integrati con il canto. Alla parte melodica saranno più funzionali movimenti morbidi, circolari, comunque non a scatti, come suggerisce la lunga durata delle vocali che la voce intona di volta in volta. Nel primo movimento, con un po di studio e qualche ripetizione, si può arrivare a far grosso modo coincidere le altezze della melodia con le varie fasi della discesa verso il basso del busto e delle ginocchia. In altre parole, quando la melodia (le vocali lunghe) tende a salire, il movimento è verso l alto, e viceversa. I movimenti bruschi e rapidi possono essere di vario tipo e più imitativi. Quando tutti gli alunni hanno trovato un movimento e sono in grado di collegarlo alla musica, possiamo dividere la classe in due gruppi: i lenti e i veloci. Ciascun gruppo si attiverà in sintonia con le parti del brano più collegate al tipo di movimento, senza temere sovrapposizioni e errori di sincronia!

7 LA STREGA BABA YAGA Lavoriamo su un altro brano ancora, La capanna sulle zampe di gallina, tratto da Quadri di un esposizione (1874) del compositore russo Modest Mussorgskij, versione per orchestra arrangiata da Maurice Ravel (l originale è per solo pianoforte). Si tratta di un brano spiccatamente ritmico, su cui potersi quindi muovere in più stretto collegamento con il tempo. E diviso in tre parti: la prima veloce e aggressiva (la strega Baba Yaga raduna altre streghe per il sabba); la seconda lenta e sinistra (le streghe preparano la pozione magica nel pentolone); la ripresa della prima parte (sfrenata danza infernale). Dura circa sei minuti, ed è consigliabile uno spazio libero sufficientemente grande in cui muoversi. Raccontiamo ai ragazzi la storia di Baba Yaga, che vive nella lontana Russia, aggressiva e perciò temuta, in una capanna costruita su zampe di gallina, in grado perciò di girare su stessa ed anche di camminare. Qui riceve le sue amiche streghe, con le quali decide di divertirsi, e, dopo aver preparato una pozione con erbe magiche, da il via alla danza. Facciamo quindi ascoltare il brano, chiedendo ai ragazzi di immaginarsi la scena, e di immedesimarsi nella strega Baba Yaga. - Vi sembra che la musica cambi, o è sempre la stessa? - C è un pezzo che è più lento. - Anche più piano. - All inizio ho sentito un sacco di strumenti. - Ne riconoscete qualcuno? - Trombe e tamburi. - Poi ricomincia come all inizio. - Il finale però è ancora più forte

8 Un possibile movimento, che in genere sono in grado di fare tutti i bambini, adatto all inizio del brano, è sbattere con forza i piedi a terra, possibilmente insieme agli strumenti; in alternativa, si possono battere le mani, e mischiare i due tipi di movimento (e suono che ne deriva). Mettiamoci tutti in cerchio, e tenendoci per mano battiamo insieme i piedi, a tempo con la musica, rispettando perciò anche le pause. Quando la musica ha un primo, evidente cambiamento, proviamo a guidare il cerchio verso destra, poi verso sinistra. Successivamente il cerchio si apre, e tutti provano movimenti differenti, piccoli o grandi, ma sempre forti, esplosivi e soprattutto a tempo con la musica. Al sopraggiungere della seconda parte, possiamo suggerire ai ragazzi di stendersi a terra, e muoversi lentamente alla ricerca delle erbe magiche necessarie alla pozione. Infine, nella ripresa del tema iniziale, si torna in cerchio e si saltella a tempo nelle due direzioni, per concludere insieme tutti giù per terra. La semplice coreografia può essere rappresentata graficamente dai bambini in vari modi: potremmo ad esempio disegnare con gli alunni tutta la storia, arricchendola di personaggi e situazioni; oppure preparare una traccia per i movimenti da utilizzare sulla musica, stilizzandone alcuni e mettendoli in sequenza. Si tenga inoltre presente che la nostra è solo una delle possibili interpretazioni con il movimento de La capanna sulle zampe di gallina, e che anche altri brani di Quadri di un esposizione si prestano ottimamente ad un attività di questo tipo.

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