Il percorso di attuazione della normativa SIEG: competenze e responsabilità condivise tra Stato e Regioni e opportunità di rete a Bruxelles

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1 Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Ufficio di Collegamento di Bruxesselles Aiuti di Stato Olga Simeon Il percorso di attuazione della normativa SIEG: competenze e responsabilità condivise tra Stato e Regioni e opportunità di rete a Bruxelles UrbanPromo Torino, 7 novembre 2013

2 Stato e Regioni dinanzi al diritto europeo degli aiuti di Stato FASE ASCENDENTE partecipazione alla formazione del diritto europeo in materia di aiuti di Stato attuazione degli obblighi derivanti dal diritto europeo in materia di aiuti di Stato FASE DISCENDENTE LEGGE 234/2012: NORME GENERALI SULLA PARTECIPAZIONE DELL ITALIA ALLA FORMAZIONE E ALL ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA E DELLE POLITICHE DELL UNIONE EUROPEA

3 Il ruolo dello Stato: la legge 234/2012 Capo VIII Aiuti di Stato coordinamento PCM/Min.EU per definire la posizione italiana verso l UE nel settore comunicazioni sugli AdS: notifiche p.c. al DPUE scambio info. su aiuti illegali per il tramite DPUE base giuridica per aiuti ai sensi del b) (calamità naturali) sub DPR, no agric. Modalità di trasmissione delle informazioni relative agli aiuti pubblici concessi alle imprese ruolo di monitoraggio del MISE ai sensi della L. 57/2001 e DM 258/2002 (no agric.) RUOLO CENTRALE DPUE DI COORDINAMENTO NAZIONALE base giuridica nazionale per aiuti calamità naturali b RUOLO CENTRALE MISE PER MONITORAGGIO BANCHE DATI

4 Capo VIII Aiuti di Stato clausola Deggendorf e obbligo di scambio delle info.tra amm. concedenti ai fini del rispetto Procedure di recupero: chi riscuote, chi individua, accerta, determina modalità info alla CE sull iter sempre tramite DPUE Giurisdizione esclusiva del G.A. in caso di controversie per aiuti illegali e recuperi rito abbreviato per controversie su atti esecutivi di ordine di recupero Ricorso giurisdizionale al TAR per violazione dell art TFUE Prescrizione dell obbligo di restituzione dell AS oggetto di una decisione di recupero rimando al 659/99 FASE DISCENDENTE: disciplina uniforme su procedure e giurisdizione in caso di recupero

5 I ruoli nello Stato: chi fa cosa? coordinamento FASE ASCENDENTE nazionale (L.234) coordinamento FASE DISCENDENTE AIUTI A FINALITA REGIONALE (Carta italiana) PCM - DPUE MISE DPS DG PRUC AGCM Art. 21bis L.287/90 interfaccia delle Amministrazioni concedenti con la Commissione europea partecipazione alle multilaterali MAE - Italrap MISE DPS DG IAI censimento nazionale degli aiuti di Stato (L.234)

6 La fase discendente per le Regioni COSA SIGNIFICA PER LE REGIONI AIUTI DI STATO? 1. creare, finanziare e gestire strumenti agevolativi 2. verificare se configurano aiuti di Stato ex allinearli alle prescrizioni della State aid law = renderli compatibili 4. adempiere agli obblighi procedurali = renderli legali e monitorarli 5. provvedere all eventuale recupero di aiuti illegali e/o incompatibili 6. rispondere per danni a terzi causati dall aiuto illegale (in base al diritto nazionale & europeo) 7. risarcire lo Stato in caso di multe da procedure di infrazione (rivalsa ex art. 43 L. 234) LA REGIONE INDIVIDUA, FINANZIA, GESTISCE E RISPONDE

7 Quale aiuto dalla Legge 234? fase discendente fase ascendente le questioni organizzative e gestionali restano irrisolte!

8 Un esempio di fase discendente: L attuazione del nuovo pacchetto SIEG entrato in vigore il 31/1/2012, da attuare entro il 31/1/2014

9 Il quadro di riferimento PRIMA TRANCHE: 20 DICEMBRE comunicazione interpretativa (2012/C 8/02) 2. comunicazione contenente la disciplina per la notifica (2012/C 8/03) 3. decisione di esenzione dall obbligo di notifica (2012/21/UE) SECONDA TRANCHE: 25 aprile regolamento de minimis (Reg. n. 360/2012/UE)

10 Gli obblighi di attuazione 1) obbligo di pubblicazione elenco ricognitorio entro il 31/1/2013 riferita ai soli regimi e sub notifica 2) adeguamento necessario entro il 31/1/2014 3) prima relazione (biennale) entro il 30/6/2014 ² ² ² descrizione dettagliata dell attuazione importo totale degli aiuti (compensazioni) + dettaglio per settore economico di appartenenza del beneficiario criticità applicative e ogni altra info richiesta dalla C.E.

11 L empasse: il difficile esercizio congiunto della competenza in materia di aiuti di Stato 1) cosa è SIEG, chi lo attesta come tale e ne garantisce l ortodossia? 2) SIEG nazionali, regionali, locali: cuius lex, eius religio? 3) SIEG gestito a livello locale il cui sistema di finanziamento è legge dello Stato: chi adegua e come gestire la normazione multilivello? 4) la questione degli aiuti alle infrastrutture (asservite ai SIEG) e la nota della Conferenza delle Regioni a DPE & DPS del 13/11/2012 5) la posizione politica delle Regioni dinanzi all empasse SIEG/ infrastrutture del 22/11 e 20/12 e le iniziative del coordinamento interregionale

12 Un problema di natura interna 1) la particolare natura trasversale di materia funzione della concorrenza 2) competenze costituzionali e oneri di attuazione ² tutela della concorrenza, tutela dell ambiente, governo del territorio: chi fa cosa? ² le impugnazioni dello Stato e le segnalazioni dell Agcm di leggi regionali per violazione della competenza esclusiva statale

13 Il tentativo di superare l empasse: l iniziativa del coordinamento interregionale e i tavoli di lavoro integrati PCM Dipartimento politiche europee Enti Locali (Anci, Upi) Ministero competente per materia CONFERENZA delle Regioni e delle PPAA (Coord. AdS + Coord. tecnico di settore) AIUTI DI STATO: FVG BASILICATA: ERP VENETO: sanità PIEMONTE: ambiente (idrico e rifiuti) TOSCANA: istruzione formazione lavoro

14 Il percorso discendente intrapreso dalle Regioni e lo stallo in mancanza di una posizione dello Stato, potere sostitutivo inverso? 1) tavoli di coordinamento tecnico per definire il quadro normativo nazionale 2) elaborazione di un documento tecnico congiunto sulla situazione giuridica 3) condivisione a livello tecnico e politico in Confernza delle Regioni e PPAA, finalizzata e subordinata alla 7/2/2012 posizione Regioni sui SIEG servizio idrico e rifiuti 8/5/2013 posizione Regioni sui SIEG sui SIEG sanità 4) condivisione di merito dello Stato in Conferenza Stato-Regioni / unificata UNIFORMITA INTERPRETATIVA ED APPLICATIVA SUI SIEG NORMATI A LIVELLO NAZIONALE

15 Quali i limiti per le Regioni nell attuazione della normativa europea sugli aiuti di Stato ai SIEG? SOTTO IL PROFILO EUROPEO ampia discrezionalità salvo errore manifesto o norme specifiche SOTTO IL PROFILO NAZIONALE è l ordinamento giuridico nazionale, non quello europeo, che individua i soggetti che, nello Stato, esercitano tale discrezionalità Pertanto, atteso il complessivo riparto costituzionale di competenze tra Stato e Regioni sulle singole materie e la competenza esclusiva statale in materia di concorrenza, sembra che, in linea di principio, tali valutazioni circa la definizione di SIEG e la individuazione dei loro requisiti vadano effettuate a livello di amministrazioni centrali le quali, in relazione alle loro competenze, possono anche assicurare, sulle diverse materie, una uniformità del quadro regolatorio generale lettera DPE a Ministeri, Regioni e PA, ANCI e Unioncamere dd 16/11/2013

16 Dove siamo oggi? 1) 4 aprile 2012: l Italia accetta formalmente di sottoporre i propri regimi esistenti alle c.d. misure opportune 2) il DPE chiede alle regioni ed EELL l elenco degli eventuali regimi esistenti ai fini della pubblicazione 3) Le Regioni con due note a firma del Seg. Gen. della Conferenza Mochi Onori (30 gennaio 2013 e 7 agosto 2013) rammentano l applicabilità del p.to 70 ai soli regimi soggetti a notifica e riepilogano lo SAL dei tavoli di lavoro della Conferenza sui vari ambiti SIEG chiedendo condivisione dei risultati da parte delle Amministrazioni centrali per gli aspetti di loro competenza 4) la CE con lettere 25/2 e 10/3/2013 ricorda l inadempimento dell Italia rispetto all obbligo del p.to 70 5) il 1 agosto 2013 il Ministro Moavero sollecita i Ministeri di settore a provvedere ad una ricognizione coordinata e capillare a tutti i livelli di Governo ai fini degli obblighi di relazione

17 Il misunderstanding normativo sull obbligo di pubblicazione Disciplina (2012/C 8/03)

18 e lo stallo sull obbligo di relazione 1) relazione triennale del 22 luglio 2009 ( ) I. quadro normativo nazionale II. III. edilizia residenziale pubblica ospedali IV. collegamenti aerei verso le isole V. servizio idrico e rifiuti 2) relazione triennale del febbraio 2013 ( )

19 Il ruolo delle Regioni COSA SONO GLI AIUTI DI STATO CHE LE REGIONI GESTISCONO? interventi delle Regioni nell economia fondi UE bilancio regionale trasferim. statali risorse pubbliche þ þ þ þ danno un vantaggio economico con risorse pubbliche e imputabili al pubblico a talune imprese sul mercato pregiudicando gli scambi tra i 28 SM SONO STRUMENTI PER ATTUARE PROPRIE AZIONI DI POLITICA ECONOMICA

20 nel fare politica economica con gli AdS anche per obiettivi di equità sociale In assenza di prove contrarie, la Commissione presuppone che i mercati aperti e in libera concorrenza provvedano ad una distribuzione efficace delle risorse nell economia. gli aiuti di Stato alle imprese SONO VIETATI lo Stato dà aiuti alle imprese solo in via DEROGATORIA per perseguire OBIETTIVI DI INTERESSE COMUNE EUROPEO migliorare il livello generale di efficienza influendo sugli incentivi per le imprese che sono elencati nel Trattato e sono valutabili in termini di EFFICIENZA ECONOMICA ed EQUITÀ SOCIALE ridistribuire il benessere tra le persone in modo da ridurre disuguaglian. sociali o regionali prodotte dai mercati Gli Stati membri attuano la loro politica economica allo scopo di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'unione definiti all'articolo 3 del TUE e considerano le loro politiche economiche una questione di interesse comune (artt TFUE)

21 e partecipare a pieno titolo alla fase formazione e attuazione del diritto europeo in materia di aiuti di Stato che ha ad oggetto strumenti di politica economica in un mercato aperto e in libera concorrenza CHE È MATERIA IN CUI LE REGIONI HANNO COMPETENZA LEGISLATIVA ASSIEME ALLO STATO CHE ASSICURA UNITARIETÀ AL QUADRO REGOLATORIO GENERALE

22 un modello cui ispirarsi: Social housing europea e governance multilivello Le opportunità di rete in un Unione che comincia dal basso

23 Reti di modelli e pratiche da scambiarsi 1. FEDERABITAZIONE 2. FEDERCASA 3. LEGACOOP ABITANTI

24 ATER TREVISO

25 e trasferire ai Comitati consultivi

26 SECTION FOR TRANSPORT, ENERGY, INFRASTRUCTURE AND INFORMATION SOCIETY (TEN) PERMANENT STUDY GROUP ON SGI PRES. KRZYSZTOF BALON

27 fino all EuroParlamento

28 la funzione anticiclica del social housing e l orizzontalità nella strategia Europa 2020

29 Un esempio di unione nella eterogeneità e di ricchezza nella differenza Parlamento europeo Reti europee di Federazioni nazionali e reg. Comitato economico e sociale Reti europee di enti di ERP Comitato delle Regioni

30 e di partecipazione attiva alla fase ascendente del diritto europeo We therefore ask the European Commission to leave the definition of social housing and the decision on the type of provision to the member states and their local and regional authorities. As mayors of European cities we also demand to cancel the restriction to disadvantaged citizens or socially less advantaged groups from the state aid package for services of general economic interest.

31 coinvolgendo direttamente anche il cittadino

32 Lessons learned: Quali prospettive in ascesa e in discesa per le Regioni?

33 Rimettere al centro l interesse comune del Paese IL MINISTRO PER GLI AFFARI EUROPEI garantisce l adempimento degli obblighi derivanti dall appartenenza all UE sulla base del principio di LEALE COLLABORAZIONE (art.1 L. 234/12) FASE DISCENDENTE assicura l unitarietà di indirizzo per la TUTELA DEGLI INTERESSI NAZIONALI (art. 57 L. 52/96 abrogato dalla 234) FASE ASCENDENTE

34 Urge un modello organizzativo ascendente e discendente coordinato e condiviso a tutti i livelli esercitando assieme competenze per il comune interesse nazionale ed europeo

35 Grazie! Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Ufficio di collegamento a Brussels Rue du Commerce

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