paesaggi marginali: nomadismo e funzioni nomadi di erica viva e massimo briani marginal landscapes: nomadism and nomad functions

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1 Macramè 2 (2008), pp ISSN (online) 2008 Firenze University Press marginal landscapes: nomadism and nomad functions The reflection on urban marginal areas permits the proposal of a different approach and alternative experimentations to the peripheries in transformation. The recovery and the re-use of terrains vagues, like also the formulation of a proposal regarding inhabited and occupied populations pertaining to the category of traditionally nomadic or seminomadic ethnicities, defines new morphologic relations with infrastructures and between the several interwoven urban textures. paesaggi marginali: nomadismo e funzioni nomadi Nuovi usi per le periferie in trasformazione: il caso di Brescia. di erica viva e massimo briani riflessioni: abitare oggi 15

2 Paesaggi marginali: nomadismo e funzioni nomadi è il titolo di una ricerca sul nomadismo e in particolare sulle popolazioni Rom e Sinti stanziate a Brescia. Oggetto dello studio è la discussione circa nuovi modelli insediativi e strategie urbane in risposta ad un problema specifico: il rapporto tra popolazioni nomadi, nuovi nomadi e funzioni nomadi con il territorio urbanizzato. Essa si propone di esplorare il tema delle contaminazioni e dei nuovi usi che stanno animando e caratterizzando i processi di trasformazione in atto nelle città contemporanee partendo dall esperienza del caso di Brescia. La riflessione sulle aree marginali urbane è la base per proporre un differente approccio e pratiche alternative per le periferie in trasformazione, fino ad arrivare alla formulazione di una proposta insediativa e abitativa per popolazioni appartenenti alle etnie tradizionalmente nomadi o seminomadi 1 ; si prospetta, infine, il recupero e il riutilizzo delle aree marginali urbane e l impiego delle medesime per l insediamento di funzioni e di sistemi abitativi temporanei. La ricerca, avviata nell ottobre 2003 e conclusasi nel luglio 2004, avvalendosi della collaborazione di tecnici comunali 2 e di associazioni e volontari che si occupano del supporto e della gestione di popolazioni straniere residenti a Brescia, si è concentrata su tre campi nomadi 3. La fase progettuale è stata sviluppata con la supervisione di professori del Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano. 1. Il metodo Il metodo applicato è sintetizzabile in una procedura di analisi e valutazione tesa a stimare le condizioni di insediamento del gruppo sociale studiato e a proporre un ipotesi alternativa di modalità abitativa temporanea, strutturando un procedimento in quattro fasi: decisioni (scelta degli insediamenti presi in esame); analisi e valutazione (predisposizione dello strumento di analisi, diagnosi e definizione delle priorità); generazione e valutazione di uno scenario di sviluppo alternativo; costante valutazione e implementazione del piano d azione in relazione al procedere del monitoraggio/osservazione. Queste fasi si integrano con successivi livelli di dettaglio del procedimento analitico: dalla conoscenza del quadro socio-economico degli abitanti alla connotazione sociale dell uso degli spazi; dai rapporti, fisici e sociali, con le altre aree urbane alla scelta di tecniche e tecnologie costruttive. L approccio partecipativo, secondo la metodologia M.A.R.P. (Méthode accellerè de recherche participée) 4, ha consentito di approfondire e rielaborare questi aspetti Decisioni. L attività di analisi sul campo, basata sull approccio partecipativo 5, è stata condotta in due campi nomadi della città di Brescia ed è stata integrata con visite e analisi presso il villaggio Rom di Zavidovici e il centro culturale Rom Sa es Romà di Tuzla, in Bosnia. La scelta degli insediamenti è stata attuata in virtù della predisposizione e della volontà condivisa delle parti coinvolte a collaborare nelle fasi di analisi, valutazione e convalidazione. Il duplice ambito geografico della ricerca ha consentito un paragone tra modalità insediative 16 riflessioni: abitare oggi

3 diverse: quella italiana, determinata da norme giuridiche e sociali ben definite 6, e quella bosniaca, non caratterizzata dai condizionamenti propri della qualifica d immigrati. La mera osservazione diretta dei campi nomadi spontanei, ossia non autorizzati dall autorità comunale, ha evidenziato che la costante insediativa sul territorio bresciano si traduce nella vicinanza a due grandi infrastrutture viabilistiche, l autostrada A4 Milano Venezia e la tangenziale sud, i cui tracciati corrono in rilevato, quasi parallelamente, in direzione est ovest, modellando paesaggi marginali, spazi inutilizzati di pertinenza delle infrastrutture. Queste aree, definite dal Piano Regolatore Generale come filtri di compensazione 7, si mostrano come grandi enclaves urbane degradate e spesso inutilizzate, luoghi sgradevoli, rumorosi e inquietanti Analisi e valutazione. Gli insediamenti spontanei si mostrano come un architettura costantemente vissuta e adattata in relazione ai processi mutevoli della città stessa e, tuttavia, vincolata alle invariabili tradizioni ancestrali dei suoi fruitori. I limiti dell insediamento si assestano sui confini imposti dalla città consolidata (e dalla società che la abita) facendoli diventare di volta in volta elementi strutturanti per la morfologia del campo, semplici ripari dagli sguardi e dagli influssi esterni o strutture di sostegno per le attività quotidiane del campo. Le tecnologie costruttive e le tipologie abitative tradizionali si conformano all esigenza pratica dell insediarsi, più o meno stabilmente, alla reperibilità dei materiali e alla predisposizione dei siti ad essere abitati. Gli insediamenti, infatti, si organizzano in rapporto allo svolgimento del tracciato dell infrastruttura stessa per dar luogo ad un sistema abitativo la cui evoluzione segue tre fasi: temporanea, transitoria e stanziale o semi-stanziale. I campi, dapprima composti da un limitato numero di roulottes 9, si sviluppano su assi paralleli ai due tracciati viari (fase transitoria) sfruttandone i relativi terrapieni come barriera protettiva dal tessuto urbano circostante. Le abitazioni, stanziali o semi-stanziali, costruite con materiali tradizionali (legno e mattoni), crescono inglobando le roulottes esistenti e sfruttando le facciate opposte all arteria stradale per le aperture; la parete fronte strada, generalmente priva di porte e finestre, assolve, quindi, alla funzione di artigianale barriera antirumore. Le vie interne al campo, incuneate nel fitto sistema abitativo, sono anch esse riparate dagli effetti del traffico Generazione e valutazione di uno scenario di sviluppo alternativo Nel contesto normativo regionale 11 le ipotesi di riqualificazione degli insediamenti spontanei in oggetto 12 si definiscono come interventi pubblici mirati alla tutela del patrimonio culturale e dell identità delle etnie tradizionalmente nomadi o semi-nomadi, favorendo l utilizzo da parte delle medesime dei servizi pubblici per la salute e il benessere sociale e, più in generale, per l autonomia e l autosufficienza di tale popolazione. A tal fine viene prevista l approvazione di un piano triennale relativo agli obiettivi e alle politiche di intervento previsti. In particolare, gli interventi proposti dal Comune di Brescia per gli insediamenti Rom e Sinti di via Orzinuovi e di via Borgosatollo cercano di armonizzare tali prescrizioni con le reali disponibilità territoriali definite dal piano regolatore comunale. Tuttavia, i sedimi da adibire a campi sono stati identificati, riflessioni: abitare oggi 17

4 nel primo caso, tra le aree destinate a zone per attrezzature di uso pubblico, ovvero nel frammento di parco urbano compreso tra l ortomercato cittadino, la via Orzinuovi e il fiume Mella, e, nel secondo caso, tra le aree di pertinenza dell autostrada A4 Milano Venezia e della tangenziale sud, in prossimità del casello di Brescia sud. Le due localizzazioni, periferiche e collegate in modo specificatamente carrabile (e non pedonale) con i principali servizi pubblici urbani, sembrano, quindi, rafforzare il carattere introverso degli insediamenti Rom e Sinti anziché favorire una coesione o, quantomeno, un incontro tra le identità culturali locali e quelle nomadi. I nuovi campi realizzati 13, inoltre, si compongono di elementi prefabbricati che propongono tipologie abitative e impianti planimetrici rigidi 14 che simulano un carattere di sosta, anziché di transito. Viceversa lo studio e l analisi sul campo dei modi di vita e dell abitare dei Rom e Sinti 15 insediati a Brescia suggerisce una dimensione scomponibile più che un carattere monolitico e indeformabile dell insediamento. Ponendo come necessaria la localizzazione dei villaggi temporanei in aree marginali urbane limitrofe a infrastrutture viarie e ricavata una normativa esigenziale-prestazionale per le unità abitative 16, si è proposto di realizzare un insediamento espandibile e/o removibile che si adatti alla morfologia del territorio e alle funzioni esistenti. In particolare le capacità costruttive nonché l attitudine a riutilizzare elementi di scarto 17, come lamiere, assi da ponteggio, cartelli stradali dimessi o cartone, stimola a proporre soluzioni abitative autocostruibili. L ipotesi di riqualificazione proposta suggerisce, quindi, l utilizzo di unità abitative autocostruibili semi-provvisorie, di facile trasportabilità, montaggio e smontaggio. La temporaneità insita in queste costruzioni asseconda il carattere semistanziale di questi gruppi e, soprattutto, la consuetudine sociale della coabitazione nella medesima abitazione (o in alloggi limitrofi) dei membri di uno stesso clan familiare. Il loro inserimento in un contesto di grosse infrastrutture viarie suggerisce inoltre d inglobare nell unità abitativa una barriera antirumore e, a livello morfologico, di predisporre una rete di sottoservizi impiantistici che incentivi lo sviluppo dell insediamento per assi paralleli alle infrastrutture, con unità abitative sfalsate sui diversi assi, così da limitare al minimo il passaggio del suono tra le abitazioni. Conclusioni. La ricerca ha messo in luce come i gruppi nomadi o semistanziali Rom e Sinti che si sono insediati nei terrains vagues di Brescia hanno, difatti, definito dei prototipi insediativi e nuove relazioni morfologiche con le infrastrutture e tra i vari tessuti connettivi della città. Le differenti realtà culturali e insediative dei Rom e dei Sinti testimoniano la volontà e la possibilità di sperimentare nuovi modi del vivere semi-nomade che permettano di auto-progettare il proprio insediamento trasformando il proprio modo di vivere la città da a- stanziale a semi-stanziale. note 1 Le mutate condizioni di vita e l evoluzione della società in genere hanno stimolato queste etnie a passare da una condizione di completa a-stanzialità ad una di stanzialità temporanea. 2 Si ringrazia l Ufficio stranieri del Comune di Brescia, e in particolare il suo Responsabile, Giovanni Franco Valenti. Per un approfondimento sulla città di Brescia si veda Brunello P. (a cura di), L urbanistica del disprezzo. Campi Rom e società italiana, cap. 17, Roma, Manifestolibri, I dati, forniti dal Comune di Brescia e relativi agli anni 2003 e 2004 riferiscono dati numerici e specificano l origine 18 riflessioni: abitare oggi

5 culturale e geografica degli abitanti: Campo via Orzinuovi Etnia Rom (provenienza mista, Croazia e Kossovo persone) ed etnia Sinti (provenienza: Italia settentrionale persone circa); Campo via Labirinto Etnia Rom (provenienza: Kossovo persone circa); Brescia Sud Etnia Rom (provenienza: Kossovo 240 persone circa) 4 Gueye B., Schoonmaker Freudenberger K., Introduction à la methode accelleree de recherche partecipative (M.A.R.P.). Rapid Rural Apprendissage, prodotto da The Sustainable Agricolture Programme, London (UK). 5 ibidem 6 Legge regionale 22 dicembre 1989, n. 77 Azione regionale per la tutela delle popolazioni appartenenti alle etnie tradizionalmente nomadi o seminomadi ; Deliberazione n. VII/936 seduta del 03/08/2000 della Giunta Regionale della Regione Lombardia Disciplina dell immigrazione - Ricongiungimento familiare Disponibilità di un alloggio avente requisiti minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di E.R.P. (Edilizia residenziale pubblica); Regolamento aree per nomadi (Allegato B) adottato con deliberazione del C.C. del Comune di Brescia nella seduta del 13/09/1996 con provvedimento n. 164/28255 P.G.; Regolamento di igiene tipo, cap Il Filtro di compensazione viene definito dal P.R.G del Comune di Brescia come sub-sistema urbano con funzione, appunto, di compensazione degli effetti delle infrastrutture viabilistiche, tangenziali e autostrada, sull ambito urbano. Queste aree, opportunamente piantumate con alberi, arbusti e cespugli, dovrebbero adempiere ad una funzione depurativa verso gli agenti inquinanti e dal rumore prodotti dalla massiccia movimentazione viabilistica. Si veda, al riguardo, Secchi B., Vigano P. (a cura di), Brescia, il nuovo piano regolatore, Brescia, edizione Comune di Brescia/Grafo srl, 1998 e Idem, Quaderno- Laboratorio Brescia P.R.G., Brescia, edizione Comune di Brescia/Grafo srl, Cfr. Zardini M. (a cura di), Paesaggi ibridi. Highway, Multiplicity, Ginevra-Milano, Skira editore, Quelle dei primi arrivati, generalmente i capofamiglia o i capo clan, che valutano le condizioni locali e predispongono le condizioni per l arrivo della famiglia. 10 Cfr. Il caso di Evora, Siza A., Giangregorio G. (a cura di) Alvaro Siza. Immaginare l evidenza,, Laterza, Roma-Bari Cfr. nota 6 12 Si veda Marchini R., Sotgia A., Un architettura per i campi nomadi a Roma Una proposta EDILFORNACIAI società cooperativa, dattiloscritto 13 Si veda a titolo esplicativo il Capitolato speciale d appalto per la fornitura e posa di casette prefabbricate per il campo nomadi di via Borgosatollo a Brescia Fornitura e posa in opera di n. 29 casette prefabbricate di tipo leggero suddivise in tre lotti depositato presso il Comune di Brescia. 14 Il Capitolato speciale d appalto suggerisce la fornitura di tre tipologie di abitazioni prefabbricate rispettivamente per una previsione di utilizzo di quattro (53 mq coperti lordi), sei (72 mq coperti lordi) e otto (86 mq coperti lordi) persone. Propone inoltre la fornitura di casette realizzate con pannelli di parete portanti e tetto a falde realizzato con pannelli sandwich formati da una lamiera in acciaio di rivestimento e dal sottostante strato di cartonfeltro. 15 Si fa riferimento in particolar modo alle tradizioni costruttive tramandate di padre in figlio e alle competenze tecniche implementate negli anni che rendono possibili interventi di autocostruzione. 16 Preliminarmente alla realizzazione del progetto si è formulata una specifica normativa esigenziale-prestazionale del manufatto riconducibile a quattro categorie di requisiti (utilizzo, montaggio, trasporto e posizionamento, costo): - massima adattabilità al sito con la minima compromissione del suolo; - massima leggerezza per ragioni economiche, di trasporto e di montaggio; - compatibilità dimensionale con i vincoli imposti dai mezzi di trasporto; - attenzione progettuale al rapporto vuoto-pieno tra la fase di imballaggio e quella di esercizio; - massima condizione di accettabilità del comfort ambientale (tecnico, acustico, idrosanitario); - massima finitezza delle unità funzionali nella fase di produzione per un immediata utilizzazione nella fase di esercizio; - predisposizione allo smontaggio e rimontaggio altrove per altre evenienze; - massima flessibilità nell impiego di componenti e attrezzature disponibili sul mercato; - massima flessibilità tipologica (superamento di sistemi chiusi per favorire tipologie adattabili a differenti usi, fruitori, contesti spaziali e ambientali e durate di utilizzo); - ridefinizione del modello abitativo provvisorio che lo distingua dall abitabilità provvisoria, pura e semplice riduzione dimensionale di modelli abitativi correnti. - ottimizzazione del rapporto superficie volume abitabile; - trasformabilità dello spazio da parte degli utenti (ampliabilità e disponibilità al completamento); - possibilità di autocostruzione (tolleranze); - contenimento dello spazio impegnato nelle operazioni; - qualità, semplicità e accostabilità dell imballaggio; riflessioni: abitare oggi 19

6 - manovrabilità, meglio se manuale (rapporto volume forma); - compatibilità con i vincoli di legge relativi alle strutture abitative temporanee. Si veda inoltre Falasca C. C., Architetture ad assetto variabile, Campi Bisenzio, ed. Alinea, L analisi di campo ha evidenziato come una delle principali attività di sostentamento delle popolazioni cosiddette nomadi sia la raccolta di materiali dismessi (soprattutto metallo e carta) e la successiva vendita a società che si occupano del loro riciclaggio. 20 riflessioni: abitare oggi

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10 didascalie 1. Outline of the evolutionary and settling system of the spontaneous Rom village in Via Borgosatollo, Brescia 2. View of the Rom village in Via Borgosatollo : the houses and their relations with the city belt at the south of Brescia 3. Location of the nomadic villages in Brescia territory: connections between temporary living and urban marginal features 4. Brescia and its system of street infrastructures: location and outline of the traffic volume in its street plan between the motorway A4 Milano-Venezia and the city belt) 5. External view of one Rom house in the village in Via Borgosatollo : the caravan, first used as a temporary house, becomes part of the permanent house The caravan, suitably decorated, is an important part of the house and becomes one of the walls of the dining room 6. The self made construction as a tested system for living: the recycled materials become basic elements for the constructions The pre-built facilities supplied by the Comune of Brescia for the nomadic village of via Orzinuovi and their extensions: sheds and self made enlargements 7. Table 1: General and specific aims of the research 8. The standard house module: the basic unit is made up of recycled and recyclable materials 9. Functional and distributive stratification of the planned village 10. Examples of types of dwellings carried out by the aggregation of basic moduli 11. Plan of a temporary village for traditionally nomadic or seminomadic peoples: morphologic relations with the neighbouring infrastructures, such as motorway and city belt, and between the several interwoven urban textures 24 riflessioni: abitare oggi

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