Ala-Glu-Asn-Ala-Glu-Tyr-Leu-Arg-Val-Ala (vedi pag.117) Ile-Tyr-Glu-Thr-Asp-Tyr Tyr Arg-Lys (vedi pag.116)

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Ala-Glu-Asn-Ala-Glu-Tyr-Leu-Arg-Val-Ala (vedi pag.117) Ile-Tyr-Glu-Thr-Asp-Tyr 1150 -Tyr 1151 -Arg-Lys (vedi pag.116)"

Transcript

1 Recettore per EGF Il recettore per l Epidermal Growth Factor (EGF) è formato da un unica catena polipeptidica. Ha due domini ricchi di cisteina extracellulari. Presenta un tratto transmembrana ad elevato contenuto ad α-elica, e nella zona C-teminale e citoplasmatica possiede il dominio con attività enzimatica tirosin-cinasica. Tale dominio ha omologia di sequenza con altre proteine cinasi (vedi pag.83). Con la tecnologia del DNA ricombinante è stato sintetizzato un recettore chimerico: la parte extracellulare e il dominio transmembrana sono identici al recettore per l insulina. La parte citoplasmatica è identica al recettore per l EGF. Cellule bioingenierizzate con tale recettore rispondono all insulina mimando le normali stimolazioni da EGF. Quindi attraverso il dominio transmembrana viene trasmessa la stimolazione. Il dominio con attività tirosin cinasi agirà sui substrati propri dell EGF-R. Importante: tra i substrati di tale tirosin cinasi è stata individuata la fosfolipasi-c (vedi ciclo dei fosfoinositidi). 175 KDa 1186 AA questa proteina recettoriale è codificata da c-erb B Sequenza fosforilata da tirosin cinasi Non sono disponibili molti dati di letteratura circa le sequenze amminoacidiche fosforilate di particolari substrati da parte di attività tirosin cinasi. Sono soltanto note le sequenze autofosforilate. Vediamone alcune: p 60 v-src Y 416 Ile 411 -Glu-Asp-Asn-Glu-Tyr-Thr-Ala-Arg-Gln EGF-receptor Insulin-receptor p 120 gag-abl Ala-Glu-Asn-Ala-Glu-Tyr-Leu-Arg-Val-Ala (vedi pag.117) Ile-Tyr-Glu-Thr-Asp-Tyr Tyr Arg-Lys (vedi pag.116) Glu-Glu-Lys-Glu-Tyr-His-Ala-Glu E possibile dedurre che la Tyr è fosforilata se preceduta da un residuo acido (Glu o Asp). Un altro residuo acido è presente a 3-4 residui di distanza dalla Tyr fosforilata. L importanza di questi residui acidi è stata dimostrata con peptidi sintetici. (p 120 gag-abl è la proteina dell oncogene virale che produce la leucemia murina di Abelson). 119

2 SUBDOMINIO I II Rossmann motiv PKA I K T L G 50 T G 52 S F G 55 R V M N H Y A M K 72 I L D K Q V EGFR I K V L G S G A F G T V Y I P V A I K E L R E A T S Ins-R L R F L G Q G S F G M V Y T R V A V K I V N E S A S Src E V K L G G G C F G E 280 V T T 290 R V A I K T L K P G 300 T M Cdc 2 V E K I G E G T 14 Y 15 G V V Y K A 21 R N K L 25 T G E V V 30 A L K 33 K I R L D T E T E G 43 III IV V VI PKA E 86 H T L N E 91 K R I L Q L 160 D L I Y R D 166 L K P E 170 N L L I EGFR N K E I L D E 721 A Y V M A R R L V H R D L A A R N V L Ins-R R I E F L N E 1018 A S V M K K K F V H R D L A A R N C M Src P E A F L Q E 312 A Q V M K K M 382 N Y V H R D L R A A 392 N I L Cdc 2 V 44 P S T A I R E 51 I S L L K E L 58 N H 121 R V L H R D L K P Q N L L I N T E 138 G P VII VIII PKA I 180 Q V T D 184 F G F A K 189 R V W 196 T 197 L C G 200 T P E 203 Y L A P E 208 I I 210 EGFR V K I T D F G L A K L L G G K V P I K W M A L E S I Ins-R V K I G D F G H T R D I K G L L P V R W M A P E S L Src C 400 K V A D F G L A R L Q 420 G A K F P I K W T A 430 P E A A Cdc 2 I K L A D F G L A R A F G V R V Y T 160 H E V V T L W Y R A P E I L L G C K IX XI PKA EGFR Ins-R Src Cdc 2 D 220 W W A L G 225 V L I Y E Q 274 V D L T K R 280 F G N L K D D V W S T G V T V W E M I D A D S R P K F R E L D M W S F G V V L W E Q F N P N M R P T F L E I D V W S F G 450 I L L T E R 500 K E P E E R P T F E 510 Y D I W S L G C I F A E M L H Y D P N K R I S 120

3 GPK Richiamiamo brevemente le reazioni che portano da segnale extracellulare (catecolammine, glucagone) a glicogeno fosforilasi (GP) e glicogeno sintetasi (GS). Si ricorderà che in questa catena di reazioni (tipico metabolismo regolatorio) compare l importante enzima Glicogeno fosforilasi cinasi (GPK). Tale enzima è fosforilabile da PKA diventando a sua volta attivo. La GPK è una proteina cinasi, in effetti, diversa dalle proteine cinasi che abbiamo sino adesso incontrato. La sua descrizione è utile anche per la classificazione delle proteine fosfatasi (PP, vedi più avanti, pag.158). Specificità di substrato: il suo substrato elettivo (della GPK) è, ovviamente, la GFb; però agisce anche su altri substrati. Substrato GFb (Glicogeno fosforilasi b) GS (4-10) Troponina I Troponina T Proteina basica della miosina Sequenza P Lys-Gln-Ile-Ser 14 -Val-Arg-Gly-Leu P Arg-Thr-Leu-Ser-Val-Ser-Ser P Arg-Ala-Ile-Thr-Ala-Arg-Arg P Lys-Lys-Lys-Lys-Ala-Leu-Ser-Ser-Met-Gly P Lys-Gly-Arg-Gly-Leu-Ser-Leu-Ser-Arg Non esiste una specificità di sequenza netta: tuttavia, facendo riferimento al substrato effettivo della GPK (che è la glicogeno fosforilasi) possiamo generalizzare che la serina fosforilata è preceduta e seguita da residui fortemente basici (Arg o Lys). La PKA (vedi pag.122) richiede solo residui basici che precedono la Ser o Thr fosforilata. Invece PKA e PK CaM dipendente possiedono tale specificità di sequenza. Per la GPK possiamo dire che esiste la richiesta di residui basici da ambo i lati della Ser o Thr fosforilata. È chiaro che GPK è una proteina cinasi a sé, diversa da PKA, PKC e altre, perché individua i suoi substrati in base anche ad altri criteri. Struttura della GPK È un eterotetramero con aggregazione complessa. Può essere α 4 β 4 γ 4 δ 4 oppure α 4 β 4 γ 4 δ 8. α = PM E la subunità fosforilata da PKA e PK CaM dipendente. La proteina fosfatasi 2 (PP2) agisce su α. β = PM E fosforilata da PKA e PK CaM dipendente. La proteina fosfatasi 1 (PP1) agisce su di essa. La β fosforilata attiva la γ. γ = PM E la subunità catalitica, cioè fosforila la Ser14 della glicogeno fosforilasi b (GFb). δ = PM E la calmodulina. Possiamo riscontrare solo 4 δ (legate alle γ) in forma indipendente dal calcio. Possono inoltre legarsi altre 4 subunità δ in maniera calciodipendente. Le subunità α e β (chiaramente regolatorie) formano dimeri legati alle γ. Le 4 δ basali sono legate alle γ. Le 4 δ accessorie sono legate ai dimeri α/β. In base a queste proprietà è proponibile un modello per α 4 β 4 γ 4 δ 8 : 121

4 122

5 Proprietà delle subunità regolatorie La subunità che controlla l attività di γ è la β. Se β è fosforilata γ è attiva. Se anche α è fosforilata si ha una β più suscettibile all azione delle proteine fosfatasi (PP1). Quindi possiamo dire che α è regolatoria della β. Quindi la GPK è predisposta (con il contributo della proteina fosfatasi) per un meccanismo di autospegnimento, premessa per la transitorietà dell attivazione. Se si utilizza uno schema semplificato, è proponibile il seguente ciclo regolatorio: PP1: proteina fosfatasi 1 (de-fosforila β) PP2: proteina fosfatasi 2 (de-fosforila α) Questo avviene a calcio molto basso. Se Ca ++ aumenta si ha il legame con altre 4subunità δ (calmodulina) e la γ è attiva indipendentemente dallo stato di fosforilazione di α e β. La troponina-c può sostituire la δ-calmodulina extra. From: Murphy et all. J. Biolog. Chem. 255 (14) 6600 (1980) 123

6 Autoinibizione della Glicogeno Fosforilasi Cinasi Come le altre proteine cinasi anche la GPK possiede una sequenza pseudosubstrato autoinibitoria. La GPK è in effetti dipendente, anche, da Ca 2+ e CaM ed infatti è simile alla MLCK e alla PK CaM dipendente multifunzionale, avendo la sequenza pseudosubstrato vicino al C-terminale, mentre PKG e PKC la possiedono all Nterminale. Casein cinasi I e II Comprende gran parte delle proteine cinasi non dipendenti da nucleotidi ciclici (AMPc o GMPc). Sono cinasi attive sulla caseina, che è un substrato di comodo. Restano a funzione in larga parte sconosciuta. Per le proprietà delle casein cinasi riportiamo una separazione condotta in laboratorio da G. M. Wathaway & A. Traugh [J. Biological Chemistry 254 (3) (1979)]. Estrazione di proteina cinasi su reticolociti di ratto: Un preparato estratto da reticolociti fu applicato ad una resina a scambio anionico (DEAE-cellulosa). Si procedette a eluire le proteine legate a questa applicando, ad un certo punto, una concentrazione crescente di KCl. Si raccoglievano le frazioni e, in esse, si valutò l attività cinasica, utilizzando ATP-γ- 32 P ed una particolare proteina substrato. Cioè nelle medesime frazioni era possibile dosare due attività enzimatiche diverse. Se l ATP-γ- 32 P era presente con istone (un ottimo substrato delle PKA) si avevano più attività [due picchi con il secondo, il maggiore, che presenta una spalla. Le PKA sono certamente più di una (noi ne abbiamo descritte due basali, tipo I e tipo II, proprio in relazione alla eluibilità da DEAEcellulosa, vedi pag.76)]. Se l ATP-γ- 32 P era aggiunto in presenza di un altro substrato, la caseina, si avevano due picchi di attività, spostati verso le frazioni successive. Chiaramente nei reticolociti sono presenti proteine cinasi PKA. Da allora sono denominate Proteine Cinasi I quelle eluite prima, e Proteine Cinasi II quelle eluite dopo. Sono proteine ubiquitarie e furono ritrovate in tanti altri tessuti. 124

7 È evidente che la Casein cinasi I è meno acida (ovvero più basica) della Casein cinasi II, essendo quest ultima più trattenuta da una resina a caratteristiche basiche. Quindi la Casein cinasi I avrà un pi maggiore (perché basica) della Casein cinasi II. Tra le due sono decisamente più studiate le II. Specificità di substrato In questa pagina è riportata la sequenza nei dintorni della serina fosforilata da Casein cinasi I e II per alcuni substrati. Ser è seguita da tanti residui acidi. A volte è anche preceduta da Glu o Asp. Questa è una marcata differenza rispetto alle PKA (che richiedono residui basici a monte). Substrati della Casein cinasi I Recentemente [Floyd e coll, J. Biol. Chem. 266 (8) 4987 (1991)] hanno isolato una elevata quantità di CK-I dall assone di calamaro. Negli assoni sono concentrate 3 classi di neurofilamenti (NF) (formano parte dei filamenti intermedi). Questi NF presentano un elevata fosforilazione, e quando sono estratti dai tessuti nervosi, presentano legata la CK-I. Sequenze fosforilate da Casein cinasi I: X-Glu-X-X-Ser-X o X-Ser(P)-X-X-Ser-X Substrati della Casein cinasi II (CK-II) Molte ricerche sono tutt ora in atto per individuare una funzione (senz altro però sono più funzioni) associata alle CK-II. ci si chiede anche se tali CK-II sono attive di per sé oppure (più logico) sono attivabili e disattivabili da altri enzimi o modulatori nell ambito del metabolismo regolatorio. Quando si è parlato del meccanismo d azione dell insulina, avevamo visto che l attività cinasica poteva essere diretta (con più passaggi ancora da definire) alle Casein cinasi II che si attivavano (vedi pag.116). Tra l altro le Ser-Thr fosforilate dalla Casein cinasi II nell Acetil-CoA carbossilasi sono diverse da quelle fosforilabili da PKA. Alcuni inibitori delle fosfatasi sono fosforilati dalle Casein cinasi II (vedi sopra e oltre). Queste CK-II sono distribuite in diversi distretti cellulari. Anche nel nucleo e se ne ipotizza la partecipazione al ciclo cellulare (CK-II fosforila p53). L EGF stimola la Casein cinasi II determinandone la fosforilazione. Sono tetrameriche, del tipo α 2 β 2. α è catalitica. Β è presumibilmente la subunità regolatoria. 125

8 Trattando tali CK-II già attivate (e fosforilate) con Proteine Fosfatasi si ottiene una defosforilazione accompagnata da vistoso calo d attività. Fosforilazione di tipo gerarchico Per le Casein cinasi (in particolare per la I) può presentarsi il fenomeno delle fosforilazione gerarchiche o in successione. Ovvero la Casein cinasi I introduce un residuo di acido ortofosforico su di una Serina dopo che un altra cinasi (per esempio la PKA) ha agito. Ciò è deducibile dalla sequenza fosforilabile (vedi pag.125): X-SerP-X-X-Ser-X Se la CK-I fosforila la Ser indicata che è preceduta da una Ser già fosforilata da altra proteina cinasi, significa, ovviamente, che prima agisce l altra proteina cinasi e dopo la Casein cinasi I. Infatti le Casein cinasi sono inserite facilmente in reazioni di fosforilazione di proteine in successione sul medesimo substrato. Esempio: Glicogeno Sintasi. La CK-I fosforila la Ser-10 solo se la Ser-7 è già stata fosforilata dalla PKA. 126

9 Altre proteine cinasi: la p34 cdc-2 cdc = ciclo di divisione cellulare A pag.75 avevamo indicato 7 famiglie di proteine cinasi. A quello schema occorre aggiungerne altre. Abbiamo già visto la Glicogeno Fosforilasi cinasi, che è un caso a sé; ne esistono ancora altre che non sono classificabili in nessuna delle famiglie già descritte. Un esempio importante è rappresentato dalla proteina di peso molecolare 34000, che è il prodotto d espressione del gene cdc-2 (cioè la p34 cdc-2 ). Già nel 1971, Masui & Markert (J. Exp. Zool 177, 129) iniziarono a descrivere un Maturation Promoting Factor (MPF) estraibile da uova di Xenopus. L iniezione di MPF in oocita, ne induce l ingresso nella fase M e la maturazione a uovo. Recentemente (1988) Lahka e coll. (Proc. Note. Acad. Sci. USA ) hanno purificato tale MPF e hanno trovato che era costituito da due proteine di peso molecolare e La proteina ha stretta omologia di sequenza con la proteina putativa del gene cdc-2 (p34 cdc- 2 ). È una proteina cinasi, che, a sua volta, presenta essa stessa vari livelli di fosforilazione, sia su Treonine che su Tirosine. L altro componente dell MPF (45000) è una ciclina (la ciclina B). Tali cicline (A e B) furono inizialmente descritte nelle uova di riccio di mare, e costituiscono una classe di proteine che sono sintetizzate durante il ciclo cellulare. La ciclina B è distrutta al termine della fase M. La ciclina A, controlla l interfase e la ciclina B la mitosi. Recentemente Nurse (1990) ha formulato un ipotesi sul meccanismo d azione della p34 cdc-2. Nature, 344, (1990) Proteine cinasi in successione Tra le altre proteine cinasi descriviamo ora l ubiquitaria cdc-2 e poi l importante MAP-cinasi (vedi pag.147 e seguenti). Sono tutte e due Serin/treonin cinasi e tutte e due sono attivate o disattivate (MAP cinasi e cdc-2) in relazione ad una loro stessa fosforilazione di particolari residui. Sono quindi inserite in una successione di proteine cinasi o fosfatasi. Sino ad ora abbiamo incontrato soltanto la Glicogeno Fosforilasi cinasi, che è una proteina cinasi attivata da un altra proteina cinasi. 127

10 La cdc-2 è una proteina cinasi. È, a sua volta, fosforilata in Treonina e Tirosina. In tale stato (fosforilata) è inattiva. Per attivarsi deve: 1) Associarsi con la ciclina B. In tale situazione, per intervento di altri fattori (cdc-25 = proteina fosforilasi e Wee-1 = proteina cinasi), si ha: 2) il passaggio chiave di defosforilazione con un complesso cdc-2/ciclina B attivo che fosforila proteine che, a loro volta, controllano la fase M. La defosforilazione dei substrati (ad opera di fosfatasi) e la degradazione delle cicline (ad opera di proteasi: la proteolisi delle cicline è ubiquitina dipendente; vedi proteolisi ubiquitina-dipendente, pag.36) predispone la fosforilazione della cdc-2 con la conseguente de-attivazione e arresto della metafase. Possiamo ora domandarci: A. quali proteine cinasi fosforilano (in Ser/Thr e in Tyr) la cdc-2 e B. quali sono i substrati (S 1, S 2,, S n ) fosforilati dalla cdc-2. Alcuni di questi interrogativi stanno trovando risposta: A. L attività tirosin cinasica in vivo della p60 src agisce sulle Tyr della cdc-2, ma questa azione sarebbe di segno opposto a quanto atteso: infatti il proto-oncogene src determina la proliferazione e non l arresto (mancata mitosi) tipico di una cdc-2 fosforilata. Il p60 src d altronde è substrato lui stesso della cdc-2 (vedi pag.130) B. Esiste una classe particolare di filamenti intermedi tipo IV (vedi pag.129 in fondo) che formano le lamine nucleari (3 proteine), che sono una fitta rete che riveste la membrana nucleare. Queste lamine sono fosforilate massicciamente in mitosi e si disgregano. La p34 cdc-2 purificata dalla stella di mare, in vitro, fosforila, con elevata efficienza, le proteine della lamina nucleare. La cdc-2 fosforila anche: - HMG - H1 nel nucleo - Nucleolina Vedi pag

11 È degno di nota che, recentemente, E. G. Krebs [J. Biol. Chem. 266 (30) (1991)] ha dimostrato che la Casein cinasi II è un substrato della p cdc-2 (è la Ser 209 della subunità β della CK-II). (La fosforilazione determina un aumento di attività della CK-II). A tal riguardo sono stati identificati diversi siti di fosforilazione su altre proteine da parte delle cdc- 2. Il substrato più logico è l istone H1, che è fosforilato, sia in vitro che in vivo, in due siti e, soprattutto, la RNA polimerasi II (che sintetizza RNA destinato ad essere tradotto; vedi pag.19) al C-terminale, dove esiste la sequenza ripetuta: Tyr-Ser-Pro-Thr-Ser-Pro- Dove Ser fosforilata è seguita da Prolina (vedi pag.130). Tali Ser variano da 25 a 50! È una fosforilazione diretta dalla Prolina. Ovvero una Ser o Thr è fosforilata da cdc-2 se in p +1 esiste Prolina e (ma non è vincolante) in p +3 esiste un AA basico. Attenzione: anche MAP cinasi (vedi pag.147) presentano una sequenza consenso simile. Classificazione dei filamenti intermedi Ø 7 nm: microfilamenti Ø 7-11 nm: filamenti intermedi Ø ~ 30 nm: microtubuli 129

12 Sequenze consenso fosforilate da Cdc 2 Proteine strutturali - Lamine nucleari I R G T P G G T P L S P T R I S R L Q E K S G A Q A S S T P L S T R T I T R L Q E K - Vimentina P S T S R S L Y S S S P G G A Y V T R S S T T S T R T Y S L G S A L R P S T S T R S - Desmina S Q S Y S S S Q R V S S Y R R T S Y R R T F G G G T S P V F P R A S F G S Proteine associate a cromatina - HMG (High Mobility Group) G S Q K E P S E V P T P K R P R G R P K P L A S K Q E K D G T E K R G R G R P R - Histone H-1 K S P X K T - Nucleolina A V T P G K K A A A T P A K K A V T P A K Cinasi e Fosfatasi - Casein Cinasi II sub.β L Q L Q A A S N F K S P V K T I R - c-src T H H G G F P A S Q T P N K T A A P D T H N K T A A P D T H R T P S R S F G T V A T - Cdc 25 Proteine leganti il DNA - SV40 (antigene grande) D E A T A D S Q H S T P P K K K R K V E D - p53 R 305 A A L P N N T S S S 315 P Q P K K K P L D G 325 Varie - RNA Polimerasi II S P T S P S Y S P T S P S Y S P T S P S Y - Rab-1 N V K I Q S T 190 P V K Q S - Rab-4 Y G D A A L R Q L R S P R R T Q A CONSENSO: S/T P X K/R Inserto: NiceProt View of SWISS-PROT: P11440 (CDC-2 mouse) 130

13 Struttura primaria della cdc-2 Figura tratta da J. Pines, Current Biology, (1993) Il gene cdc-2 (vedi pag , 5 gruppo cdc-28 etc.) è stato sequenziato. La proteina (298 amminoacidi) è stata anche analizzata con una risoluzione di 2.4 Å ai raggi-x. Il gene umano è stato inserito in baculovirus. Con il baculovirus ricombinante è stato infettato un insetto che ha prodotto la proteina cdc-2. Dai lisati cellulari dell insetto è stata purificata e cristallizzata la cdc-2 umana. De Bondt e coll. Hanno pubblicato i loro studi su Nature, 363, 595 (1993). C è un omologia di sequenza con le proteine cinasi (in particolare PKA, vedi pag.83). La sequenza VPSTAIRE (subdominio III) è un α-elica (la C, vedi pag.87) con E 51 (Glu, omologo a Glu 91 della PKA), essenziale per l azione della Lys 33 (omologa della Lys 72 della PKA, vedi pag.83). Esistono sequenze omologhe alla PKA. La Treonina 160 (141 nella rana) occupa il posto della Thr-197 della PKA (vedi pag.81 e pag.84, subdominio VIII), che è autofosforilabile nella PKA. Qui, per la cdc-2, la Thr-160 è fosforilata invece da una specifica cinasi (la CAK/p40 MO15 ). Per l attività cinasica della cdc-2 è importante che questa Thr sia fosforilata. Anche la cdc-2 contiene la sequenza di Rossmann (vedi pag.80) vicina all N-terminale (Gli-X-Gly- X-X-Gly- AA impegnati nel legame con l ATP). Al centro di questo Rossmann motiv esistono gli importanti residui T (Thr) 14 e Y (Tyr) 15 che possono essere fosforilati. Quindi i residui fosforilabili in cdc-2 sono: Treonina 14 Tirosina 15 Treonina 160 Sono inseriti nel Rossmann motiv. Fanno parte del dominio che lega l ATP. Se sono fosforilati (tutti e due) la cdc-2 non esprime attività cinasica, presumibilmente perché nascerebbe una repulsione elettrostatica tra i fosfati (carichi negativamente) di T e Y fosforilate e i fosfati dell ATP. Infatti a pag.80 Fig.3 il Rossmann motiv circonda l ATP substrato. Questi residui sono anche indicati nell illustrazione di Paul Nurse, vedi pag.127. (161 nella rana) subdominio VIII THE-I Residuo che deve, invece, essere fosforilato (è infatti equivalente al sito di autofosforilazione T-197 della PKA, che attiva, in generale, le proteine cinasi). Di questa treonina 160 non se n è ancora parlato, e trattiamola a parte, vista la funzione opposta a quella di T-14 e Y-15. Tale T-160 è fosforilata da una specifica cinasi, una proteina di peso molecolare circa 40000, espressione del gene MO15: è la p40 MO15, detta anche CAK (Cdc-2 Activating Kinase). Si ci riferisce indifferentemente a MO15 oppure a CAK. Quest essenziale fosforilazione preliminare non è indicata a pag.127 (è una conoscenza recente). Comunque, nella figura in alto, è chiaramente illustrato che CAK/p40 MO15 attiva la p34 cdc-2 (vedi anche pag.152). Tale fosfato su T-160 è rimosso dalla proteina fosfatasi 1 (vedi più avanti proteine fosfatasi). 131

14 Tale T-160 rientra in un recente schema di attivazione della cdc-2: Attivazione/disattivazione La figura (tratta da A. W. Murray, Current Biology, (1993)) schematizza il processo. La p34 cdc-2 è riportata con la tirosina 15 (Y) e la treonina 160 (T). E omessa la tirosina 14. Con la sintesi di ciclina B si ha un complesso cdc-2/ciclina inattivo, che può essere substrato della tirosin cinasi Wee 1, che è stata dimostrata essere una serin-tirosin cinasi specifica per la Tyr-15 (e la treonina 14) della cdc-2. Il processo è contrastato dalla proteina cdc-25, che è una tirosinfosfatasi. Queste attività antagoniste sulla Tyr-15 compaiono anche nella figura di pag.131. La S/T cinasi MO15 (ovvero CAK/p40 MO15 ) agisce solo su Thr-160 di cdc-2 già fosforilata su Y-15. In definitiva si accumula lentamente durante la fase G-2 il complesso ciclina B/cdc-2 fosforilato sia su Y-15 che su T-160, che rappresenta il pre-mpf (Maturation Promoting Factor, scoperto nel 1971, vedi pag.127). Ma pre-mpf è inattivo: però ha il vantaggio di essere facilmente attivabile e si accumula durante la G-2. Alla fine, la sola rimozione della Y-15 (vedremo, ad opera della cdc-25), scatena l attivazione esplosiva e il pre-mpf diventa rapidamente MPF. La cdc-25 (rimovendo Y-15 della p34 cdc-2 ) è l effettivo agente che fa entrare la cellula in mitosi. Interessante la sua attivazione: infatti la cdc-25 è una Tirosin fosfatasi (come abbiamo già anticipato) che rimuove il fosfato dalla cruciale Tirosina 15. Ma chi attiva la cdc-25? Nel 1992 è stato dimostrato che la cdc-25 è essa stessa fosforilabile, quando è fosforilata è attiva come tirosin fosfatasi, e che la fosforilazione avviene ad opera del medesimo MPF. Questa è un importante scoperta! Si instaura un ciclo autoattivante e spiega perché l ingresso in fase M è senza ritorno ed è un processo esplosivo con veloce comparsa di attività MPF. È stato dimostrato che la cdc-25 è disattivata da una forma di proteina fosfatasi 2A (INH, vedi pag.159). L acido okadaico è un inibitore delle proteine fosfatasi 2 (quelle che agiscono sulle subunità α della glicogeno fosforilasi cinasi). Ciò spiega perché l acido okadaico determina un prematuro ingresso in mitosi di una varietà di tipi cellulari (l acido okadaico, inibendo l inattivazione della cdc-25, risulta un suo attivatore). 132

15 Abbiamo già detto che Wee-1 è una tirosin cinasi (prepara il pre-mpf, vedi pag.132). È stato dimostrato che è fosforilabile da una proteina cinasi Nim-1, e forse ad opera dello stesso MPF. Quando è fosforilata è inattiva. Riepilogo delle fosforilazioni di cdc-2 Proprietà della CAK- p40 MO15 È una proteina cinasi (del tipo Ser-Thr) molto particolare. Le cdc-2 sono proteine cinasi e si pensava che Thr 160/161 andasse incontro ad autofosforilazione come in PKA. È stato dimostrato che ciò non avviene assolutamente. Inoltre la struttura primaria di CAK è molto simile a cdc-2 stessa. Ma, mentre cdc-2 fosforila Ser/Thr seguite da Pro, la CAK fosforila solo (vedi pag.84): Arg-Val-Tyr-Thr-His-Glu-Val 160 T H E V/I sul subdominio VIII (in realtà tra VII e VIII). 133

16 Morgan, Ann. Rev. Cell. And Dev. Biology, 13, (1997) Nel lievito esiste una sola cinasi dipendente da ciclina. Nel budding yeast S. Cerevisiae (vedi figura) esiste la cdc-28. Nel fission yeast (Schizosaccharomyces pombe) esiste la cdc-2. cdc-2 e cdc-28 sono omologhe. Nei Vertebrati la situazione è molto complessa, ma esistono analogie tra cdc-2 vertebrati e cdc- 2/cdc-28 del lievito. Effettivamente l esistenza di una sola cinasi, che cambia specificità in funzione della ciclina sintetizzata, è vera per i lieviti (cdc-2/cdc-28) e in parte per i Vertebrati. Nei Vertebrati vediamo una costanza di Cdk 2 in: Cdk-2 legata a ciclina E = ingresso in fase S e inizio sintesi DNA Cdk-2 legata a ciclina A = assicura la progressione della fase S e governa S.cerevisiae Human Cyclin Protein kinase Process regulated Cln1p,Cln2p Cln3p Cdc28p Start (G1 to S) Clb5p,Clb6p Cdc28p S-phase Clb3p, Clb4p Cdc28p M-phase entry Clb1p, M-phase Cdc28p Clb2p progression Cyclin D1-3 Cdk4,6 G1-phase progression Cyclin E Cdk2 G1 to S-phase Cyclin A Cdk2 S-phase progression Cyclin A Cdk1 S through G2 Cyclin B Cdk1 M-phase 134

17 Distruzione delle cicline (vedi pag.1210 Darnell, III a edizione) Per la distruzione della ciclina è importante il Destruction Box (D.B.). Se si introducono mutazioni in esso le cellule persistono in mitosi. Il D.B. è riconosciuto per l ubiquitinazione e successiva proteolisi (vedi pag.36). Esiste una proteina, Cyclin Destruction Box Recognition Protein (DBRP), che è fosforilata dal complesso attivo (come fosforilazione) cdc-2/ciclina B (MPF). Si ritiene che la fosforilazione della DBRP avvenga circa a ½ della mitosi (in metafase), con riconoscimento del D.B. della ciclina e poliubiquitinazione. Tale DBRP è teoricamente necessaria, perché il meccanismo di ubiquitinazione, senza accessori, è a carico delle proteine invecchiate, caratteristica non certamente attribuibile alla ciclina. 135

18 Struttura primaria di alcune cicline 136

19 Controllo G-1 Un altro importante evento che caratterizza il ciclo cellulare è l inizio della fase S. E denominato: Start nel lievito Restriction Point nelle cellule eucaristiche È controllato dall importante proteina Rb (Retinoblastoma, vedi pag.223), che è fosforilabile da Cdk-2 e ciclina E (complesso attivo e fosforilante Rb in tarda G 0 o inizio G 1 ). E2F, quando è libero, cioè non legato a Rb, è un importante fattore di trascrizione. Si ha attivazione dei geni che codificano diverse proteine (che servono per la sintesi del DNA): c-myc N-Myc ciclina A Cdc-2 DNA polimerasi α Timidilato sintetasi Timidina cinasi Diidrofolato reduttasi (DHFR) Nel lievito è stato accertato che lo Start è attivato da un feed-back positivo, diverso però da quello della fase M, che coinvolge la cdc-25 (una proteina fosfatasi). Nel lievito esistono le Cln 1, 2 e 3, dette anche collettivamente cicline G-1. Tali cicline sono codificate dai rispettivi geni cln 1, cln 2, cln 3 (cln = ciclina). In particolare, lo start è caratterizzato da un forte aumento dell m-rna per Cln 1 e Cln 2 (il ruolo delle Cln 3 è ancora da definire con precisione). L aumentato livello di mrna per Cln 1 e Cln 2 porta alla sua logica traduzione con aumentati livelli dei rispettivi prodotti proteici, cioè delle proteine Cln 1 e Cln 2, che si legano a cdc-28 (per convenzione nel fission yeast S. pombe si parla di cdc-2 e nel budding yeast S. cerevisiae di cdc-28). Se cdc-28 si lega alle cicline, si ha fosforilazione di substrati e fattori di trascrizione specifici della fase S, con conseguente ingresso in fase S. Realizzazione del feed-back positivo: tra i substrati di cdc-28/cln-1 o Cln-2, ritroviamo i fattori di trascrizione Swi-4 e Swi-6 che, nella forma fosforilata, si legano a particolari siti promotori che portano alla trascrizione dei geni delle Cln-1 e Cln

20 Le cellule infettate da virus ricevono T grande che lega Rb. Questa Rb si libera di E2F e la cellula avvia la fase S senza che operi Cdk/ciclina. Viene by-passato il normale check-point cellulare. 138

21 Fosforilazione della proteina Retinoblastoma [da TIBS 22, (253) 14 (jan1997)] Abbiamo ora esposto le cinasi dipendenti da cicline del lievito che controllano l ingresso in fase G1. Nei mammiferi il quadro è più articolato Infatti: L ingresso in fase G1 è promosso da Cdk legate alle cicline D. La progressione in fase G1 è promosso dal complesso Cdk2-ciclina E. L ingresso in fase S è promosso dal complesso Cdk2-ciclina A. Quali proteine sono fosforilate da tali Cinasi dipendenti da cilcina (Cdk)? Una importante è Rb. A pag.137 è stata introdotta l importante proteina del retinoblastoma (Rb), che è fosforilata da complessi Cdk-cicline. Ripetiamo che Rb è normalmente legata (nella forma non-fosforilata) al fattore di trascrizione E2F. La fosforilazione di Rb promuove la dissociazione di tale complesso Rb- E2F, con liberazione di E2F, che promuove la trascrizione di una serie di geni, codificanti per enzimi coinvolti nella sintesi di precursori del DNA (Timidilato sintetasi, Timidilato cinasi, Diidrofolato reduttasi ecc.). (Rb, vedi anche check-point cellulare a pag.223) Vediamo in dettaglio le proprietà di Rb: Rb è una fosfoproteina nucleare di peso molecolare , formata da 928 AA, che può essere inattivata per delezione o per mutazione del suo gene in una varietà di cellule tumorali, tra le quali: retinoblastoma, osteosarcoma, tumore al polmone, tumore alla vescica. Rb lega E2F. Questo fattore di trascrizione (E2F) fu inizialmente noto non come tale, bensì come E1A, che è attivatore di una unità trascrizionale dell Adenovirus (che è un virus a DNA, come l SV- 40), dove esiste (nell Adenovirus) la proteina E1A omologa a E2F. Per quanto riguarda il noto SV- 40: Rb si lega all antigene T grande di SV40. Questa proprietà è importante per comprendere l oncogenicità dell SV-40 stesso. Infatti il virus codifica l antigene T grande che si lega a Rb, il quale rilascia, nelle cellule infettate, il fattore E2F, svincolando tale liberazione dal controllo fosforilante del complesso Cdk/ciclina. In sostanza le cellule infettate entrano comunque in fase S (grazie alla liberazione di E2F da parte di T grande che si lega ad Rb), superando il normale check-point cellulare. La fosforilazione di Rb è assai complessa. Nella figura (in basso, questa pagina) è riportato uno schema della struttura primaria di Rb. Le zone A e B sono le zone di legame all E1A dell Adenovirus. A + B è detta anche pocket region. Sono poi indicati ben 16 siti potenziali di fosforilazione, i quali sono: sempre Serine (S) o Treonine (T), con l assenza quindi di tirosine; S o T sempre seguite dalla prolina, ovvero la sequenza consenso è quella giusta per una possibile fosforilazione da Cdk. A e B indicano le due regioni necessarie per il legame ad E1A dell Adenovirus. 139

- Assenza di mitogeni - Presenza di segnali conflittuali ( se durano troppo va incontro ad apoptosi) - Segnali differenziativi

- Assenza di mitogeni - Presenza di segnali conflittuali ( se durano troppo va incontro ad apoptosi) - Segnali differenziativi Ciclo Cellulare M --> G1--> S --> G2 --> M S, G2 e M hanno durata sempre uguale mentre la fase G1 (in media 10 ore) può subire enormi variazioni da tessuto a tessuto (fino a migliaia di ore per i neuroni).

Dettagli

Riproduzione e ciclo cellulare

Riproduzione e ciclo cellulare Riproduzione e ciclo cellulare La capacità di riprodursi è carattere fondamentale dei viventi. Gli organismi unicellulari più semplici (es batteri ma anche eucarioti unicellulari) si riproducono per divisione

Dettagli

TRASDUZIONE DEL SEGNALE

TRASDUZIONE DEL SEGNALE TRASDUZIONE DEL SEGNALE TRASDUZIONE DEL SEGNALE Specificità (specificità riconoscimento) Amplificazione e diversificazione della risposta (cascata enzimatica) Integrazione tra segnali Spegnimento del segnale

Dettagli

Le cellule eucariotiche svolgono durante la loro vita una serie ordinata di eventi che costituiscono il Ciclo Cellulare

Le cellule eucariotiche svolgono durante la loro vita una serie ordinata di eventi che costituiscono il Ciclo Cellulare Le cellule eucariotiche svolgono durante la loro vita una serie ordinata di eventi che costituiscono il Ciclo Cellulare Interfase comprende le fasi G 1, S, and G 2 Sintesi di macromolecole durante la

Dettagli

TRASDUZIONE DEL SEGNALE LE PRINCIPALI MOLECOLE CHE PROVVEDONO ALLO SCAMBIO DI INFORMAZIONI TRA LE CELLULE SONO FATTORI SOLUBILI QUALI NEUROTRASMETTITORI, ORMONI, FATTORI DI CRESCITA, CITOCHINE. UN CASO

Dettagli

scaricato da www.sunhope.it

scaricato da www.sunhope.it Recettori a tirosina chinasi I recettori a tirosina chinasi presentano vari domini Una regione di legame (extracellulare) Una regione transmembrana Una coda intracellulare con numerose tirosine scaricato

Dettagli

Classificazione delle proteine cinasi

Classificazione delle proteine cinasi Classificazione delle proteine cinasi AMP ciclico dipendenti (attivate da AMPc) PKA GMP ciclico dipendenti (attivate da GMPc) PKG Proteina cinasi C (attivata da Ca ++ e fosfolipidi) PKC Cinasi calmodulina

Dettagli

Trasduzione del Segnale da Recettori di Superfice

Trasduzione del Segnale da Recettori di Superfice Trasduzione del Segnale da Recettori di Superfice MEMBRANA 1. Legame recettore-ligando 2. oligomerizzazione 3. Attivazione TYR-K -Dominio citosolico dei RTK -Reclutamento TYR-K (src, jak, fak, abl) 4.

Dettagli

Legame al GMPciclico COOH

Legame al GMPciclico COOH Moduli strutturali delle proteine Nelle proteine è possibile individuare alcune strutture caratterizzate da omologia, che svolgono particolari funzioni, e che si ritrovano in proteine diverse. Si può parlare

Dettagli

Traduzione dell informazione genetica (1)

Traduzione dell informazione genetica (1) Traduzione dell informazione genetica (1) 1 Traduzione dell informazione genetica (2) Il processo negli eucarioti richiede: 70 diverse proteine ribosomiali >20 enzimi che attivano i precursori degli amminoacidi

Dettagli

Segnalazione cellulare e trasduzione del segnale. Comunicazione fra le cellule

Segnalazione cellulare e trasduzione del segnale. Comunicazione fra le cellule Segnalazione cellulare e trasduzione del segnale Comunicazione fra le cellule Le cellule comunicano e interagiscono tra loro tramite il fenomeno della segnalazione cellulare Una cellula segnalatrice produce

Dettagli

La trasduzione del segnale intracellulare

La trasduzione del segnale intracellulare La trasduzione del segnale intracellulare Chemical signaling mechanisms Amplification in signal transduction pathways Un aspetto importante è il controllo temporale del comportamento cellulare: il trasferimento

Dettagli

RNA polimerasi operone. L operatore è il tratto

RNA polimerasi operone. L operatore è il tratto La regolazione genica nei procarioti Alcune proteine vengono prodotte dalla cellula ad un ritmo relativamente costante e l attività dei geni che codificano queste proteine non è regolata in modo sofisticato.

Dettagli

Recettori di superficie

Recettori di superficie Recettori di superficie Esistono 3 classi principali di recettori di superficie 1. Recettori annessi a canali ionici 2. Recettori accoppiati alle proteine G 3. Recettori associati ad enzimi Recettori

Dettagli

Il ciclo cellulare e la sua regolazione

Il ciclo cellulare e la sua regolazione Il ciclo cellulare e la sua regolazione Le cellule possono essere classificate in base alla loro capacità di crescere e di dividersi: Cellule che hanno perso la capacità di dividersi (cellule neuronali,

Dettagli

04/04/14. Fondamenti di biochimica Terza edizione. Le ghiandole principali del sistema endocrino. Capitolo 13 La segnalazione biochimica

04/04/14. Fondamenti di biochimica Terza edizione. Le ghiandole principali del sistema endocrino. Capitolo 13 La segnalazione biochimica Fondamenti di biochimica Terza edizione Donald Voet Judith G. Voet Charlotte W. Pratt La segnalazione biochimica Copyright 2013 Zanichelli editore S.p.A. Gli ormoni Conce& chiave 13.1 Gli ormoni endocrini

Dettagli

Il ciclo cellulare La divisione cellulare

Il ciclo cellulare La divisione cellulare Il ciclo cellulare La divisione cellulare Il ciclo cellulare Meccanismo con cui si riproducono tutti gli organismi viventi La durata del ciclo varia moltissimo a seconda del tipo cellulare Cellule che

Dettagli

LEUCEMIE tessuto ematopoieitico MIELOMI. più precisamente!

LEUCEMIE tessuto ematopoieitico MIELOMI. più precisamente! LEUCEMIE tessuto ematopoieitico MIELOMI più precisamente! TUMORI EVOLUZIONE E SELEZIONE CLONALE Cambiano: Velocita proliferazione Velocità di mutazione Stabilità genetica Attività telomerasica Vantaggi

Dettagli

Regolazione della trascrizione. Operoni catabolici nei procarioti (controllo negativo)

Regolazione della trascrizione. Operoni catabolici nei procarioti (controllo negativo) Regolazione della trascrizione Operoni catabolici nei procarioti (controllo negativo) I geni possono essere accesi e spenti In un organismo pluricellulare adulto, vi sono molti tipi di cellule differenti,

Dettagli

SUPERAVVOLGIMENTO DEL DNA (ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA)

SUPERAVVOLGIMENTO DEL DNA (ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA) SUPERAVVOLGIMENTO DEL DNA (ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA) ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA Il DNA cellulare contiene porzioni geniche e intergeniche, entrambe necessarie per le funzioni vitali della

Dettagli

Si tratta di corpiccioli di natura ribonucleoproteica che nel citoplasma di tutte le cellule presiedono ai processi di sintesi proteica.

Si tratta di corpiccioli di natura ribonucleoproteica che nel citoplasma di tutte le cellule presiedono ai processi di sintesi proteica. I R I BOSOM I I RIBOSOMI sono organuli citoplasmatici presenti in tutte le cellule, sia procariotiche che eucariotiche. Sono visibili al M.O. solo quando presenti in gran numero, (come capita nelle cellule

Dettagli

REPLICAZIONE DEL DNA

REPLICAZIONE DEL DNA REPLICAZIONE DEL DNA La replicazione (o anche duplicazione) è il meccanismo molecolare attraverso cui il DNA produce una copia di sé stesso. Ogni volta che una cellula si divide, infatti, l'intero genoma

Dettagli

Proteine da stress e chaperon molecolari

Proteine da stress e chaperon molecolari Proteine da stress e chaperon molecolari Sono state recentemente descritte alcune proteine che sono coinvolte in generale nel ripiegamento di altre proteine. Furono, in origine, descritte come proteine

Dettagli

Catena B del fattore di crescita PDGF

Catena B del fattore di crescita PDGF FATTORI DI CRESCITA sis Proteina p28 Catena B del fattore di crescita PDGF (platelet derived growth factor) Agisce con meccanismo autocrino Si trova sul cromosoma 22, coinvolto nella traslocazione 9,22

Dettagli

Trasmissione della informazione: livello cellulare

Trasmissione della informazione: livello cellulare Trasmissione della informazione: livello cellulare Prof.ssa Flavia Frabetti aa.2010-11 ACCRESCIMENTO E DIVISIONE DIVISIONE CELLULARE CRESCITA CELLULARE E DUPLICAZIONE DEI CROMOSOMI SEGREGAZIONE DEI CROMOSOMI

Dettagli

Attivazione/repressione trascrizionale a lungo raggio: raggio: Altro meccanismo per reprimere la trascrizione: la metilazione del DNA

Attivazione/repressione trascrizionale a lungo raggio: raggio: Altro meccanismo per reprimere la trascrizione: la metilazione del DNA Attivazione/repressione trascrizionale a lungo raggio:! Le regioni di controllo di un locus (Locus Control Regions LCR)! Le regioni di attacco alla matrice nucleare (MAR)! Gli isolatori Attivazione/repressione

Dettagli

Considerando la definizione di introni indicare il rapporto corretto in ogni gene tra il numero degli esoni e degli introni: a) Esoni= introni +1 b)

Considerando la definizione di introni indicare il rapporto corretto in ogni gene tra il numero degli esoni e degli introni: a) Esoni= introni +1 b) Considerando la definizione di introni indicare il rapporto corretto in ogni gene tra il numero degli esoni e degli introni: a) Esoni= introni +1 b) Esoni=introni c) Esoni= introni 1 d) Esoni= 2 volte

Dettagli

Regolazione del metabolismo del glucosio

Regolazione del metabolismo del glucosio Regolazione del metabolismo del glucosio Regolazione coordinata di glicolisi e gluconeogenesi Glicolisi e gluconeogenesi sono regolate in modo reciproco La regolazione è a livello dei punti di deviazione

Dettagli

Mediatore chimico. Recettore. Trasduzione del segnale. Risposta della cellula

Mediatore chimico. Recettore. Trasduzione del segnale. Risposta della cellula Mediatore chimico Recettore Trasduzione del segnale Risposta della cellula I mediatori chimici sono prodotti da cellule specializzate e sono diffusi nell organismo da apparati di distribuzione Sistemi

Dettagli

www.fisiokinesiterapia.biz TRASCRIZIONE

www.fisiokinesiterapia.biz TRASCRIZIONE www.fisiokinesiterapia.biz TRASCRIZIONE TRASCRIZIONE Processo mediante il quale una sequenza di DNA (un gene) viene copiata in una sequenza di RNA Dalla trascrizione derivano gli mrna, che verranno tradotti

Dettagli

CICLO CELLULARE EUCARIOTICO

CICLO CELLULARE EUCARIOTICO CICLO CELLULARE EUCARIOTICO COMPESSO SISTEMA DI CONTROLLO OMEOSTASI ORGANISMO NORMALE G 0 CANCRO DNA marcato con molecole intercalanti fluorescenti Fluorescence Activated Cell Sorting (FACS) Rilevazione

Dettagli

Ataxia-Telangiectasia (AT) e Fosfatidil Inositol-3-Cinasi (PI3K)

Ataxia-Telangiectasia (AT) e Fosfatidil Inositol-3-Cinasi (PI3K) Ataxia-Telangiectasia (AT) e Fosfatidil Inositol-3-Cinasi (PI3K) Vedi Curr.Biol. 5(11)1210(1995); TIBS, 20(10)431(1995) Esiste una grave malattia ereditaria nell uomo di tipo autosomico recessivo, l Ataxia

Dettagli

Il glicogeno (riserva di glucosio) è immagazzinato nel fegato e nei muscoli (con finalità diverse )

Il glicogeno (riserva di glucosio) è immagazzinato nel fegato e nei muscoli (con finalità diverse ) Glicogeno Glicogeno...1 Glicogenolisi...3 Glicogenosintesi...7 Regolazione ormonale della glicogenolisi e delle glicogenosintesi...13 Il recettore del glucagone e quello dell adrenalina sono 2 GPCR (G-Protein

Dettagli

La trascrizione negli eucarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie

La trascrizione negli eucarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie La trascrizione negli eucarioti Il promotore eucariotico L inizio della trascrizione negli eucarioti necessita della RNA polimerasi e dei fattori di trascrizione. Qualsiasi proteina sia necessaria per

Dettagli

Dall RNA alle proteine. La traduzione nei procarioti e negli eucarioti

Dall RNA alle proteine. La traduzione nei procarioti e negli eucarioti Dall RNA alle proteine La traduzione nei procarioti e negli eucarioti Codice genetico La sequenza dell mrna viene decodificata a gruppi di tre nucleotidi, e tradotta in una sequenza di amminoacidi 4 x

Dettagli

DOMINI E MODULI 02/04/2014. Domini modulari delle proteine 2

DOMINI E MODULI 02/04/2014. Domini modulari delle proteine 2 Domini modulari delle proteine 1 Proteine della matrice DOMINI E MODULI La maggior parte dei peptidi consiste in disposizioni lineari di regioni globulari, ripiegate in modo indipendente, dette domini,

Dettagli

Biosintesi non ribosomiale di metaboliti peptidici bioattivi

Biosintesi non ribosomiale di metaboliti peptidici bioattivi Biosintesi non ribosomiale di metaboliti peptidici bioattivi Principali bersagli degli antibiotici Gli antibiotici derivano per la maggior parte da composti naturali Strutture di alcuni peptidi bioattivi

Dettagli

MODIFICAZIONI POST-TRADUZIONALI DELLE PROTEINE

MODIFICAZIONI POST-TRADUZIONALI DELLE PROTEINE MODIFICAZIONI POST-TRADUZIONALI DELLE PROTEINE Nell ultima fase della sintesi proteica la catena polipeptidica neosintetizzata assume spontaneamente la sua conformazione nativa (massimo numero di legami

Dettagli

D ora in poi ci occuperemo, per semplicità, soltanto della RNA polimerasi II.

D ora in poi ci occuperemo, per semplicità, soltanto della RNA polimerasi II. RNA Polimerasi di eucarioti (vedi Alberts III ed. pag.483) Il processo di sintesi di RNA su di uno stampo di DNA presenta, negli eucarioti, una complessità assai elevata. A tutt oggi mancano ancora alcune

Dettagli

Biologia Molecolare della Cellula 08 7: Regolazione ormonale del metabolismo del glicogeno e della glicolisi Desensitizzazione

Biologia Molecolare della Cellula 08 7: Regolazione ormonale del metabolismo del glicogeno e della glicolisi Desensitizzazione Biologia Molecolare della Cellula 08 7: Regolazione ormonale del metabolismo del glicogeno e della glicolisi Desensitizzazione camp Proteina-CHINASI camp DIPENDENTE (PKA) Proteine target : ε metabolici

Dettagli

DI REGOLAZIONE A DUE COMPONENTI

DI REGOLAZIONE A DUE COMPONENTI LEZIONE 16 Sistemi di regolazione SISTEMI DI REGOLAZIONE A DUE COMPONENTI In che modo un batterio sente e risponde a specifici segnali provenienti dall ambiente? Per esempio, nel caso dell operone lac

Dettagli

La trascrizione nei procarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie

La trascrizione nei procarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie La trascrizione nei procarioti Concetti base Nucleoside base purinica o pirimidinica legata alla posizione 1 dell anello pentoso Nucleotide base azotata-pentoso-fosfato Concetti base La trascrizione comporta

Dettagli

SINTESI DELL RNA. Replicazione. Trascrizione. Traduzione

SINTESI DELL RNA. Replicazione. Trascrizione. Traduzione SINTESI DELL RNA Replicazione Trascrizione Traduzione L RNA ha origine da informazioni contenute nel DNA La TRASCRIZIONE permette la conversione di una porzione di DNA in una molecola di RNA con una sequenza

Dettagli

Seminario. Domini modulari delle proteine 1

Seminario. Domini modulari delle proteine 1 Seminario Proteine della matrice DOMINI E MODULI Domini modulari delle proteine 1 La maggior parte dei peptidi consiste in disposizioni lineari di regioni globulari, ripiegate in modo indipendente, dette

Dettagli

Sistemi di regolazione. MICROBIOLOGIA GENERALE C. Mazzoni 05/16

Sistemi di regolazione. MICROBIOLOGIA GENERALE C. Mazzoni 05/16 Sistemi di regolazione Importanza del controllo I componenti cellulari devono essere presenti nelle giuste concentrazioni. La composizione chimica dell ambiente che circonda la cellula è in contante cambiamento

Dettagli

REGOLAZIONE DELL ESPRESSIONE GENICA

REGOLAZIONE DELL ESPRESSIONE GENICA REGOLAZIONE DELL ESPRESSIONE GENICA Solo una piccola parte dei 4000 geni che costituiscono il genoma batterico o dei circa 30000 geni del genoma umano viene espressa in maniera costante (GENI COSTITUTIVI)

Dettagli

La regolazione genica nei eucarioti

La regolazione genica nei eucarioti La regolazione genica nei eucarioti Lic. Scientifico A. Meucci Aprilia Prof. Rolando Neri Differenziamento negli eucarioti pluricellulari Negli eucarioti le cellule specializzate dei vari tessuti contengono

Dettagli

DNA - RNA. Nucleotide = Gruppo Fosforico + Zucchero Pentoso + Base Azotata. Le unità fondamentali costituenti il DNA e l RNA sono i Nucleotidi.

DNA - RNA. Nucleotide = Gruppo Fosforico + Zucchero Pentoso + Base Azotata. Le unità fondamentali costituenti il DNA e l RNA sono i Nucleotidi. DNA - RNA Le unità fondamentali costituenti il DNA e l RNA sono i Nucleotidi. Nucleotide = Gruppo Fosforico + Zucchero Pentoso + Base Azotata. Esistono 4 basi azotate per il DNA e 4 per RNA Differenze

Dettagli

LA PROTEOLISI MEDIATA DA UBIQUITINA

LA PROTEOLISI MEDIATA DA UBIQUITINA LA PROTEOLISI MEDIATA DA UBIQUITINA 1 Mentre si è spesa moltissima attenzione e ricerca scientifica verso la comprensione del meccanismo e del controllo della sintesi proteica nel secolo scorso, la funzione

Dettagli

Soluzioni ai problemi del Capitolo 15. Domande concettuali

Soluzioni ai problemi del Capitolo 15. Domande concettuali Soluzioni ai problemi del Capitolo 15 Domande concettuali C1. 1. La struttura DNA-cromatina. Questo livello comprende l amplificazione genica, un aumento del numero di copie; riarrangiamenti di geni, come

Dettagli

Le cellule cancerose

Le cellule cancerose Le cellule cancerose Cosa è il cancro? Malattia che insorge in conseguenza di anomalie della funzionalità cellulare E la Seconda causa di morte si possono sviluppare in quasi tutti gli organi Le diverse

Dettagli

Continua. Peptidasi H 2 O

Continua. Peptidasi H 2 O Continua Peptidasi H 2 O Classificazione delle peptidasi 1. Meccanismo catalitico 2. Tipo di reazione catalizzata 3. Struttura molecolare e omologia 1. Meccanismo catalitico (mostrato per la chimotripsina)

Dettagli

Dal DNA all RNA. La trascrizione nei procarioti e negli eucarioti

Dal DNA all RNA. La trascrizione nei procarioti e negli eucarioti Dal DNA all RNA La trascrizione nei procarioti e negli eucarioti DOGMA CENTRALE DELLA BIOLOGIA MOLECOLARE Gene Regione di DNA che porta l informazione (= che CODIFICA) per una catena polipeptidica o per

Dettagli

La traduzione: dall mrna alle proteine

La traduzione: dall mrna alle proteine La traduzione: dall mrna alle proteine Le infezioni batteriche sono una grave causa di malattie e morte in Europa e negli USA. Le infezioni batteriche si curano con antibiotici che colpiscono l espressione

Dettagli

Maurizio Pianezza. La mia terapia anticancro. Maurizio Pianezza. Aspetti di

Maurizio Pianezza. La mia terapia anticancro. Maurizio Pianezza. Aspetti di Maurizio ianezza Aspetti di Biologia Molecolare Maurizio ianezza 1 - DUE ISOFROME IGF1 IGF2 IGF - INSULIN GROWTH FACTOR FATTORE INSULINICO - ISOFORMA RINCIALE IGF1 - ROTEINA FORMATA DA 70 AMINOACIDI SIMILE

Dettagli

Meccanismi molecolari di trasduzione del segnale. Le vie di trasduzione del segnale sono molto specifiche ed estremamente sensibili.

Meccanismi molecolari di trasduzione del segnale. Le vie di trasduzione del segnale sono molto specifiche ed estremamente sensibili. Meccanismi molecolari di trasduzione del segnale. Le vie di trasduzione del segnale sono molto specifiche ed estremamente sensibili. La sensibilita delle vie di trasduzione dipende da 3 fattori: -l affinita

Dettagli

Normale controllo della crescita cellulare

Normale controllo della crescita cellulare Normale controllo della crescita cellulare STOP STOP Cellula normale STOP Alterato controllo della crescita cellulare X STOP STOP Cellula tumorale STOP X Le cellule tumorali presentano alterazioni cromosomiche

Dettagli

Fattori di crescita FATTORI DI CRESCITA. Recettori

Fattori di crescita FATTORI DI CRESCITA. Recettori FATTORI DI CRESCITA FATTORI DI CRESCITA Fattori di crescita FATTORI DI CRESCITA Recettori FATTORI DI CRESCITA Proliferazione Differenziamento FATTORI DI CRESCITA? Come fa una interazione tra due molecole

Dettagli

Capitolo 11 Il controllo dell espressione genica

Capitolo 11 Il controllo dell espressione genica Capitolo 11 Il controllo dell espressione genica La regolazione genica nei procarioti e negli eucarioti 11.1 Le proteine che interagiscono con il DNA attivano e disattivano i geni dei procarioti in risposta

Dettagli

Meccanismi di controllo della proliferazione cellulare

Meccanismi di controllo della proliferazione cellulare Meccanismi di controllo della proliferazione cellulare Il ciclo cellulare è regolato dall azione di PROTOONCOGENI e (attivatori della proliferazione cellulare) GENI ONCOSOPPRESSORI (inibitori del ciclo

Dettagli

MECCANISMI DI COMUNICAZIONE CELLULARE

MECCANISMI DI COMUNICAZIONE CELLULARE MECCANISMI DI COMUNICAZIONE CELLULARE La COMUNICAZIONE CELLULARE è cruciale negli organismi multicellulari - serve a coordinare/organizzare le attività lo sviluppo dei vari organi/tessuti -Lo scambio di

Dettagli

Come funzionano gli oligo Antisenso? RNA WORLD. mrna. Regolare l espressione genica tramite molecole di RNA. Come funzionano gli oligo antisenso?

Come funzionano gli oligo Antisenso? RNA WORLD. mrna. Regolare l espressione genica tramite molecole di RNA. Come funzionano gli oligo antisenso? RNA WORLD RNA Come funzionano gli oligo Antisenso? mrna Non coding RNA AAAAAAA rrna trna snrna snorna RNA Antisenso sirna Arresto della traduzione Proteina incompleta o nessuna sintesi MECCANISMO PASSIVO

Dettagli

INDICE. VOLUME 1 Cellula. VOLUME 2 Genetica. Capitolo 9 Comunicazione cellulare 181. Capitolo 1 Introduzione alla biologia 1

INDICE. VOLUME 1 Cellula. VOLUME 2 Genetica. Capitolo 9 Comunicazione cellulare 181. Capitolo 1 Introduzione alla biologia 1 00PrPag_Vol_02_BROOKER 30/07/10 11:22 Pagina V VOLUME 1 Cellula Capitolo 1 Introduzione alla biologia 1 PARTE I Capitolo 2 Chimica Basi chimiche della vita I: atomi, molecole e acqua 19 Capitolo 3 Basi

Dettagli

Checkpoint ATM-K e ATR-K nella riparazione dei mismatch dopo la trascrizione del DNA Vincenzo Dipierro

Checkpoint ATM-K e ATR-K nella riparazione dei mismatch dopo la trascrizione del DNA Vincenzo Dipierro Checkpoint ATM-K e ATR-K nella riparazione dei mismatch dopo la trascrizione del DNA Vincenzo Dipierro Le chinasi ATM e ATR sono coordinatrici di un fine meccanismo di controllo noto come checkpoint del

Dettagli

Controllo post-trascrizionale dell espressione genica

Controllo post-trascrizionale dell espressione genica Controllo post-trascrizionale dell espressione genica Livelli di controllo dell espressione genica Rivisitazione del concetto di gene Per gli organismi eucariotici più evoluti il dogma un gene = una proteina

Dettagli

Apoptosi. Copyright (c) by W. H. Freeman and Company

Apoptosi. Copyright (c) by W. H. Freeman and Company Apoptosi La morte cellulare e la sua regolazione La morte cellulare programmata è un processo fondamentale che controlla lo sviluppo degli organismi pluricellulari; L apoptosi porta all eliminazione di

Dettagli

Dal DNA alle proteine: La trascrizione e la traduzione

Dal DNA alle proteine: La trascrizione e la traduzione Dal DNA alle proteine: La trascrizione e la traduzione DNA RNA Trascrizione RNA PROTEINE Traduzione Dove avvengono? GLI EUCARIOTI I PROCARIOTI Cambell, Reece Biologia ZANICHELLI Trascrizione Sintesi di

Dettagli

V. TRASCRIZIONE E TRADUZIONE DEL DNA

V. TRASCRIZIONE E TRADUZIONE DEL DNA V. TRASCRIZIONE E TRADUZIONE DEL DNA 0) CONCETTI BASE La trasformazione delle informazioni genetiche in proteine richiede due passaggi: la trascrizione del DNA in mrna e la traduzione dell mrna in una

Dettagli

Corso di Biologia Molecolare

Corso di Biologia Molecolare Corso di Biologia Molecolare Dott.ssa Renata Tisi Dip. Biotecnologie e Bioscienze Ed. U4 Tel. 02 6448 3522 renata.tisi@unimib.it Acidi nucleici Il ruolo degli acidi nucleici è quello di custodire e trasmettere

Dettagli

LE MOLECOLE INFORMAZIONALI. Lezioni d'autore Treccani

LE MOLECOLE INFORMAZIONALI. Lezioni d'autore Treccani LE MOLECOLE INFORMAZIONALI Lezioni d'autore Treccani Introduzione (I) I pionieri della biologia molecolare, scoperta la struttura degli acidi nucleici, pensarono di associare al DNA una sequenza di simboli,

Dettagli

CONTROLLO ORMONALE DEL METABOLISMO GLUCIDICO DA PARTE DI GLUCAGONE, ADRENALINA E INSULINA

CONTROLLO ORMONALE DEL METABOLISMO GLUCIDICO DA PARTE DI GLUCAGONE, ADRENALINA E INSULINA CONTROLLO ORMONALE DEL METABOLISMO GLUCIDICO DA PARTE DI GLUCAGONE, ADRENALINA E INSULINA QUESTI ORMONI REGOLANO IL FLUSSO DEI METABOLITI NELLA GLICOLISI, NELLA GLICOGENO-SINTESI, NELLA GLIGENO-LISI E

Dettagli

PERCHE I BATTERI HANNO SUCCESSO

PERCHE I BATTERI HANNO SUCCESSO PERCHE I BATTERI HANNO SUCCESSO VERSATILITA METABOLICA VELOCITA DI ADATTAMENTO ALLE VARIAZIONI AMBIENTALI Livia Leoni Università Roma Tre Dipartimento Biologia Laboratorio di Biotecnologie Microbiche Stanza

Dettagli

Cenni al controllo dell espressione genica

Cenni al controllo dell espressione genica http://www.nature.com/scitable/ebooks/essentials-of-cell-biology- 14749010/16433210#bookContentViewAreaDivID Cenni al controllo dell espressione genica Biotecnologie_2012 Il controllo differenziale della

Dettagli

amminico è legato all atomo di carbonio immediatamente adiacente al gruppo carbonilico e hanno la seguente

amminico è legato all atomo di carbonio immediatamente adiacente al gruppo carbonilico e hanno la seguente Gli amminoacidi naturali sono α-amminoacidi : il gruppo amminico è legato all atomo di carbonio immediatamente adiacente al gruppo carbonilico e hanno la seguente formula generale: gruppo funzionale carbossilico

Dettagli

Replicazione del DNA

Replicazione del DNA Replicazione del DNA la replicazione del DNA viene effettuata da ENZIMI: DNA-polimerasi (catalizza la formazione del legame fosfodiestere) ogni filamento fa da stampo (enzima diretto dallo stampo) le DNA-polimerasi

Dettagli

Prof. C. Mazzoni. Corso di Laurea Triennale in Biotecnologie Agro- Industriali Università di Roma La Sapienza. Appunti della lezione 16 Capitolo 8

Prof. C. Mazzoni. Corso di Laurea Triennale in Biotecnologie Agro- Industriali Università di Roma La Sapienza. Appunti della lezione 16 Capitolo 8 MICROBIOLOGIA GENERALE Prof. C. Mazzoni Corso di Laurea Triennale in Biotecnologie Agro- Industriali Università di Roma La Sapienza Appunti della lezione 16 Capitolo 8 REGOLAZIONE TRASCRIZIONE DELLA Negli

Dettagli

Regolazione dell espressione genica EUCARIOTI

Regolazione dell espressione genica EUCARIOTI Regolazione dell espressione genica EUCARIOTI Regolazione della espressione genica Molte proteine sono comuni a tutte le cellule RNA polimerasi, proteine ribosomali, enzimi che regolano il metabolismo,

Dettagli

TRADUZIONE LA TRADUZIONE E QUEL PROCESSO ATTRAVERSO CUI SI PASSA DAL LINGUAGGIO RIBONUCLEOTIDICO DELL RNA A QUELLO AMINOACIDICO DELLE PROTEINE. IL CODICE GENETICO E L INSIEME DI CODONI (TRIPLETTE NUCLEOTIDICHE)

Dettagli

RNA interference. La tecnologia dell RNAi è basata su un processo di inattivazione genica post-trascrizionale, altamente specifico

RNA interference. La tecnologia dell RNAi è basata su un processo di inattivazione genica post-trascrizionale, altamente specifico RNA interference Tecnica che permette di interferire con l espressione di alcuni geni mediante la trasfezione di piccoli frammenti di RNA a doppio filamento in grado di antagonizzare l RNA messaggero corrispondente.

Dettagli

Il flusso dell informazione genetica. DNA -->RNA-->Proteine

Il flusso dell informazione genetica. DNA -->RNA-->Proteine Il flusso dell informazione genetica DNA -->RNA-->Proteine Abbiamo visto i principali esperimenti che hanno dimostrato che il DNA è la molecola depositaria dell informazione genetica nella maggior parte

Dettagli

MODIFICAZIONI POST-TRADUZIONALI DELLE PROTEINE

MODIFICAZIONI POST-TRADUZIONALI DELLE PROTEINE MODIFICAZIONI POST-TRADUZIONALI DELLE PROTEINE Nell ultima fase della sintesi proteica la catena polipeptidica neosintetizzata assume spontaneamente la sua conformazione nativa (massimo numero di legami

Dettagli

METABOLISMO DEL GLICOGENO

METABOLISMO DEL GLICOGENO METABOLISMO DEL GLICOGENO 1 2 DESTINI DEL GLUCOSIO 6-FOSFATO 3 RAPPRESENTAZIONE SCHEMATICA DEL METABOLISMO DEL GLUCOSIO 4 Glucosio-6-fosfatasi Omeostasi del glicogeno Nell'organismo animale, il glicogeno

Dettagli

ITIS Marconi - Padova Esame di Stato 2011/2012. Tesina sperimentale NEURAMINIDASI E FARMACI ANTI-INFLUENZALI

ITIS Marconi - Padova Esame di Stato 2011/2012. Tesina sperimentale NEURAMINIDASI E FARMACI ANTI-INFLUENZALI ITIS Marconi - Padova Esame di Stato 2011/2012 Tesina sperimentale NEURAMINIDASI E FARMAI ANTI-INFLUENZALI andidato: Marcello Dolano 5 I Relatore: prof. Mauro Tonellato NEURAMINIDASI E FARMAI ANTI-INFLUENZALI

Dettagli

Elementi di Bioinformatica. Genomica. Introduzione

Elementi di Bioinformatica. Genomica. Introduzione Corso di Elementi di Bioinformatica Ingegneria Biomedica AA 2013-14 Elementi di Bioinformatica Genomica Introduzione Genomica Genomica (genomics) Riguarda lo studio del genoma degli organismi viventi e,

Dettagli

Lo Splicing dell RNA. Geni non interrotti

Lo Splicing dell RNA. Geni non interrotti Lo Splicing dell RNA I geni interrotti negli eucarioti si ritrovano in ogni classe: geni nucleari codificanti per proteine, rrna e trna. I geni interrotti sono presenti anche nei mitocondri e nei cloroplasti,

Dettagli

Amminoacidi e Proteine

Amminoacidi e Proteine Amminoacidi e Proteine Struttura generale di un α-amminoacido R = catena laterale AMMINOACIDI (AA) CELLULARI Gli amminoacidi presenti nella cellula possono essere il prodotto di idrolisi delle proteine

Dettagli

ncdna Per ncdna si intende il DNA intronico, intergenico e altre zone non codificanti del genoma.

ncdna Per ncdna si intende il DNA intronico, intergenico e altre zone non codificanti del genoma. ncdna Per ncdna si intende il DNA intronico, intergenico e altre zone non codificanti del genoma. ncdna è caratteristico degli eucarioti: Sequenze codificanti 1.5% del genoma umano Introni in media 95-97%

Dettagli

eucarioti Cellula umana contiene circa 30000 geni

eucarioti Cellula umana contiene circa 30000 geni Eucarioti eucarioti Cellula umana contiene circa 30000 geni Geni per RNA Geni per proteine Ogni cellula in un determinato momento esprim e solo una piccola parte di questo potenziale ( 5000 geni) Geni

Dettagli

Il cancro è la conseguenza di anomalie della funzionalità cellulare

Il cancro è la conseguenza di anomalie della funzionalità cellulare Cellule cancerose Il cancro è la conseguenza di anomalie della funzionalità cellulare In base al tipo di tessuto colpito, diverse categorie : Carcinomi: cell. epiteliali rivestimenti est e int Sarcomi:

Dettagli

DEGRADAZIONE di polisaccaridi (glicogeno epatico, amido o glicogeno dalla dieta) Glucosio. GLUCONEOGENESI (sintesi da precursori non glucidici)

DEGRADAZIONE di polisaccaridi (glicogeno epatico, amido o glicogeno dalla dieta) Glucosio. GLUCONEOGENESI (sintesi da precursori non glucidici) DEGRADAZIONE di polisaccaridi (glicogeno epatico, amido o glicogeno dalla dieta) Glucosio GLUCONEOGENESI (sintesi da precursori non glucidici) Metabolismo del glucosio La gluconeogenesi epatica è regolata

Dettagli

Indice. Dalla sequenza alla struttura. 1.0 Visione d insieme: funzione e architettura delle proteine 2. 1.1 Gli amminoacidi 4

Indice. Dalla sequenza alla struttura. 1.0 Visione d insieme: funzione e architettura delle proteine 2. 1.1 Gli amminoacidi 4 Indice Prefazione XIII Protein Data Bank: una nota degli autori XIV Nota all edizione italiana XV Ringraziamenti XVI CAPITOLO 1 Dalla sequenza alla struttura 1.0 Visione d insieme: funzione e architettura

Dettagli

L adattamento dei batteri. Strategie di adattamento

L adattamento dei batteri. Strategie di adattamento L adattamento dei batteri Strategie di adattamento mutazione trasferimento genico orizzontale regolazione dell espressione genica regolazione della trascrizione regolazione della traduzione regolazione

Dettagli

Proliferazione e morte cellulare sono eventi fisiologici

Proliferazione e morte cellulare sono eventi fisiologici MORTE CELLULARE Proliferazione e morte cellulare sono eventi fisiologici Omeostasi tissutale (di tessuti dinamici) Sviluppo embrionale Eliminazione di strutture corporee inutili - Fasi di scultura/rimodellamento

Dettagli

Struttura e funzione dei geni. Paolo Edomi - Genetica

Struttura e funzione dei geni. Paolo Edomi - Genetica Struttura e funzione dei geni 1 Il DNA è il materiale genetico La molecola di DNA conserva l informazione genetica: topi iniettati con solo DNA di batteri virulenti muoiono 2 Proprietà del DNA Il DNA presenta

Dettagli

La cellula. Copyright (c) by W. H. Freeman and Company

La cellula. Copyright (c) by W. H. Freeman and Company La cellula Gli organismi contengono organi, gli organi sono costituiti da tessuti, i tessuti sono composti da cellule e le cellule sono formate da molecole Evoluzione molecolare L evoluzione è un processo

Dettagli

Regolazione dell espressione genica imputabile esclusivamente a regolatori di natura proteica?

Regolazione dell espressione genica imputabile esclusivamente a regolatori di natura proteica? Regolazione dell espressione genica imputabile esclusivamente a regolatori di natura proteica? 18 1 Watson-Baker-Bell-Gann-Levine-Losick Biologia molecolare del gene Gli RNA regolatori Già gli studi di

Dettagli

CORSO DI AGGIORNAMENTO PER GLI INSEGNANTI DELLE SCUOLE MEDIE SUPERIORI INGEGNERIA GENETICA E SUE APPLICAZIONI

CORSO DI AGGIORNAMENTO PER GLI INSEGNANTI DELLE SCUOLE MEDIE SUPERIORI INGEGNERIA GENETICA E SUE APPLICAZIONI CORSO DI AGGIORNAMENTO PER GLI INSEGNANTI DELLE SCUOLE MEDIE SUPERIORI INGEGNERIA GENETICA E SUE APPLICAZIONI mercoledì 5 maggio 2004 La regolazione dell'espressione genica prof. Giovanna Viale - Università

Dettagli

Il checkpoint del fuso mitotico. (Pietro Perini-gruppo ciclo cellulare)

Il checkpoint del fuso mitotico. (Pietro Perini-gruppo ciclo cellulare) Il checkpoint del fuso mitotico (Pietro Perini-gruppo ciclo cellulare) 1) Prima di approfondire la funzione del checkpoint del fuso mitotico, è opportuno ricordare quali sono le caratteristiche e le funzioni

Dettagli

BIOSEGNALAZIONE. La ricezione e la trasmissione delle informazioni extracellulari Parte II

BIOSEGNALAZIONE. La ricezione e la trasmissione delle informazioni extracellulari Parte II BIOSEGNALAZIONE La ricezione e la trasmissione delle informazioni extracellulari Parte II Tipi generali di trasduttori di segnali RECETTORI CON ATTIVITA TIROSIN CHINASICA (RTK) INS: insulin VEGF: vascular

Dettagli

Le pr p in i c n ip i ali ali st s rategie ie i d regola zio i n o e n d e d ll esp s re p ss s ion ion g ni n c i a n e n i i pr p oc o ariot i i

Le pr p in i c n ip i ali ali st s rategie ie i d regola zio i n o e n d e d ll esp s re p ss s ion ion g ni n c i a n e n i i pr p oc o ariot i i Le principali strategie di regolazione dell espressione genica nei procarioti Regolazione metabolica Nel genoma di un microorganismo sono presenti migliaia di geni (3000-6000). Alcuni geni vengono espressi

Dettagli