REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI MILANO NONA SEZIONE CIVILE

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1 composto dai signori Magistrati: REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI MILANO NONA SEZIONE CIVILE Dott.ssa Nadia Dell'Arciprete - Presidente - Dott.ssa Enrica Manfredini - Giudice rel. est. - Dott.ssa Paola Ortolan - Giudice - ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al numero di ruolo generale sopra indicato, discussa nella camera di consiglio dell' , promossa con ricorso depositato in data Da P.G., nato (...), res. in Vignate, Via (...), elettivamente domiciliato in Melzo, Via (...) presso lo studio degli Avv.ti P.D. e G.P. che lo rappresentano e difendono per delega a margine del ricorso Ricorrente Contro L.G., nata (...), cittadina mauritiana, res. in Seggiano di Pioltello, Via (...), elettivamente domiciliata in Pioltello, Via (...) presso lo studio dell'avv. V.P. che la rappresenta e difende per delega a margine della memoria difensiva Resistente e con l'intervento del P.M. presso il Tribunale di Milano Oggetto: divorzio. MOTIVI DELLA DECISIONE Il sig. G.P. con ricorso depositato il ha chiesto a questo Tribunale la pronuncia di scioglimento del matrimonio contratto in Vignate (MI) in data (iscritto presso il Comune di Vignate al n. 4, parte I, anno 1992) con la signora G.L., unione dalla quale è nata in data (...) a Port Louis (Mauritius) la figlia G.M.

2 Il ricorrente ha invocato l'applicazione dell'art. 3 n. 2 L. 1/12/1970 n. 898, come modificato con L. 6/3/1987 n. 74, essendo state le parti autorizzate a vivere separate all'udienza del nella causa di separazione definita con separazione consensuale del , omologata dal Tribunale di Milano in data Ha inoltre chiesto la conferma delle statuizioni della separazione in punto di affidamento della minore, previsto esclusivo al padre, e di frequentazione con la madre, prevista in forma protetta, dichiarandosi disponibile a mantenere in via esclusiva la bambina, con onere per la madre di contribuire corrispondendo il 50% delle spese straordinarie della figlia (mediche, scolastiche e ricreative) pose in separazione a totale carico del padre. Si è costituita la convenuta con memoria depositata il , aderendo alla domanda di divorzio ma chiedendo disporsi l'affido condiviso della figlia, fermo il suo collocamento presso la casa paterna, nonché ampliarsi la frequentazione materna prevedendo anche, sentiti i Servizi Sociali di Vignate, la possibilità per la madre di tenerla con sé nei fine settimana o per brevi periodi di vacanza durante l'anno, con diritto della minore all'espatrio con la madre. Dichiaratasi nell'impossibilità di contribuire al mantenimento della figlia, la resistente ha infine chiesto un assegno divorzile di Euro 400,00 mensili. All'udienza fissata a norma dell'art. 4 L. 898/70 in data sono comparse entrambe le parti ed il Presidente, sentiti i coniugi e fallito il rituale tentativo di conciliazione, sulla scorta delle risultanze degli atti e considerato altresì il comportamento della resistente, le cui escandescenze avevano imposto l'intervento dei Carabinieri, ha confermato l'affido esclusivo della figlia al padre, sospeso gli incontri e le telefonate tra madre e figlia ed incaricato i Servizi Sociali di Vignate - ai quali è stata chiesta una relazione di aggiornamento - ed il CPS di Gorgonzola di attivare tutti gli interventi di sostegno necessari per G. e per i genitori. Ha quindi convenuto che il padre avrebbe dovuto mantenere in via esclusiva la figlia, in ragione della precaria situazione materna, ed ha respinto la domanda di assegno di mantenimento per la resistente in ragione dei pesanti oneri economici già gravanti sul ricorrente. Il Presidente ha infine nominato se stesso Giudice istruttore e fissato l'udienza di trattazione del , assegnando i termini di rito. A detta udienza, stante la domanda di emissione della sentenza parziale di divorzio avanzata dalla parte ricorrente, ed altresì la richiesta di assegnazione di termini ex art. 183, 6 comma c.p.c. avanzata dalle parti, è stato sollecitato il deposito della già richiesta relazione dei servizi sociali dopo di che, assegnati i termini richiesti, la causa è stata rinviata al per la precisazione delle conclusioni di merito ed istruttorie. Depositate dalle parti le memorie autorizzate e pervenuta la relazione dei servizi sociali di Vignate, alla predetta udienza la causa è stata quindi rimessa in decisione sulle conclusioni di cui all'epigrafe e, pervenuta ulteriore relazione dei servizi sociali datata , nonché depositati gli scritti difensivi delle parti, successivamente discussa nella camera di consiglio dell'

3 Preliminarmente si osserva che la rimessione del processo in decisione si è resa opportuna in considerazione della richiesta presentata dalla difesa del ricorrente, ai sensi dell'art. 4 della legge n. 898 come modificato dall'art.8 della legge n. 74/1987, che consente, nel giudizio divorzile, di procedere all'emanazione della cosiddetta sentenza parziale o non definitiva in ordine alla questione di status allorquando il processo debba continuare per la disamina e la decisione delle altre questioni. Ancora preliminarmente si osserva che la causa in oggetto inerisce a coniugi con cittadinanza diversa, italiana per il marito ed mauritiana per la moglie, e che deve essere affermata la sussistenza della giurisdizione del Giudice italiano ai sensi dell'art. 32 L. n. 218/95, essendo uno dei coniugi cittadino italiano, così come, quanto al diritto sostanziale applicabile, non vi è dubbio trattarsi di quello italiano, a norma dell'art. 31 della legge citata, poiché la vita matrimoniale risulta essere stata esclusivamente localizzata nel territorio dello Stato. Nel merito, la domanda principale proposta dal ricorrente, alla quale ha aderito la resistente, è fondata e va accolta. Invero i coniugi, che hanno celebrato matrimonio civile in Vignate (MI) in data (iscritto presso il Comune di Vignate al n. 4, parte I, anno 1992), sono stati autorizzati a vivere separate all'udienza del nella causa di separazione definita con separazione consensuale del , omologata dal Tribunale di Milano in data Protraendosi lo stato di separazione legale tra gli stessi da oltre tre anni, e non essendo stata eccepita una intervenuta riconciliazione, ricorrono gli estremi previsti 9 dall'art. 3 n. 2 lett. B L. 898/70 e successive modifiche per la pronuncia della cessazione degli effetti civili del matrimonio, dovendo ritenersi accertato dalle emergenze di causa che la comunione materiale e spirituale tra i coniugi non può essere mantenuta o ricostituita. Il Tribunale ritiene peraltro che la causa possa essere decisa allo stato degli atti: infatti la parte ricorrente non ha formulato istanze istruttorie, mentre la parte resistente ha chiesto disporsi CTU psicodiagnostica che non appare necessaria, apparendo esaustive ai fini del decidere le relazioni trasmesse dai Servizi Sociali di Vignate. Per quanto riguarda le domande accessorie deve, quindi, essere in primo luogo esaminata la questione dell'affidamento della minore G.M., nata (...) a Port Louis (Mauritius), oggi di 10 anni di età, fermo l'indiscusso (da entrambe le parti) collocamento della minore presso il padre. Orbene, ritiene il Tribunale che alla luce delle risultanze di causa non possa che essere confermato l'affido esclusivo della minore al padre, già previsto dalle parti in sede di separazione consensuale e confermato dal Presidente in sede di adozione dei provvedimenti provvisori. Ed invero, nonostante dalle ultime relazioni emerga

4 il netto miglioramento delle condizioni di salute psichica della L., l'assenza di rapporti tra i genitori e l'attuale mancanza di frequentazione tra madre e figlia sono di ostacolo da un lato alla condivisione delle scelte inerenti la quotidianità della bambina (dovendo comunque, anche in presenza dell'affido esclusivo al padre, essere assunte da entrambi i genitori le decisioni di straordinaria amministrazione inerenti le questioni di maggiore rilevanza per G.M. in ambito educativo e sanitario), dall'altro alla possibilità per la madre di avere piena cognizione delle necessità della figlia e quindi assumere con cognizione di causa le decisioni che la riguardano. Viceversa il padre, per quanto risulta dalle relazioni, ha saputo occuparsi della quotidianità della figlia ed ha sempre collaborato con i Servizi Sociali di Vignate, evitando di porre in essere condotte ostruzionistiche nei confronti della madre ed anzi "dando in particolari circostanze (compleanno di G., festa della mamma ecc.) di far contattare la bambina alla signora", atteggiamento che i Servizi nella loro relazione interpretano come un legnale di apertura nei rapporti tra figlia e madre. Anche la circostanza che la bambina chiami "mamma Cr." la compagna del padre non desta particolari preoccupazioni in quanto risulta che la signora Cr. "ha sempre spiegato a G. la presenza e l'importanza della sua mamma naturale, chiarendole l'importanza del legame pur chiarendole i limiti e le difficoltà" (così nella relazione ). In punto di frequentazione tra madre e figlia, il contenuto delle ultime relazioni trasmesse dai Servizi Sociali depone a favore della possibilità di riprendere, con la necessaria gradualità e previe tutte le verifiche del caso circa la "tenuta" dell'attuale situazione di compenso psichico della madre, gli incontri tra madre e figlia, attuando ogni intervento utile a far superare a G. la sua comprensibile riottosità in proposito. Ed infatti già con la relazione gli operatori hanno evidenziato come "la signora L. appaia in buone condizioni sia fisiche sia psicologiche" riscontrate anche dall'allegata relazione della psichiatra del Cp. di Gorgonzola, ed è emerso che la L. ha una stabile relazione affettiva ed - era all'epoca alla ricerca di un lavoro. Nella successiva e recente relazione del i Servizi riferiscono che la L. vive stabilmente con il compagno a Seggiano di Pioltello, prosegue regolarmente il percorso terapeutico al Cp., il cui buon andamento viene ancora confermato, ed ha iniziato a lavorare presso una famiglia come colf - badante, oltre a persistere nella volontà di intraprendere un corso per diventare ausiliaria socio - assistenziale. Quanto al compagno della L., viene riferito che egli lavora alle dipendenze di una ditta, e la coppia convive in un bilocale in affitto che è stato oggetto di una visita da parte degli operatori i quali lo hanno trovato "accogliente ed ordinato in tutte le sue parti". Si trae da quanto detto la convinzione che la signora L., attualmente "in una condizione di buon compenso psichico, collaborante e aderente al trattamento farmacologico", offra oggi adeguate garanzie di sapersi rapportare con la figlia, in occasione degli incontri con la stessa, in modo adeguato, e che siano allo stato superate le ragioni che portarono alla sospensione da parte dei Servizi Sociali, e quindi da parte del Presidente, della frequentazione tra madre e figlia,

5 frequentazione che con tutti gli accorgimenti del caso deve quindi essere nuovamente avviata. In ragione della descritta situazione, viene confermato l'incarico agli operatori dei Servizi Sociali di Vignate di porre in essere tutti gli interventi di sostegno e di controllo necessari ai fini della ripresa degli incontri tra madre e figlia, incontri che dovranno necessariamente aver luogo in forma protetta e che potranno essere progressivamente aumentati e auspicabilmente, in futuro, liberalizzati ove la situazione evolva positivamente. È altresì necessario confermare gli ulteriori incarichi impartiti ai Servizi Sociali di Vignate ed al CPS di Gorgonzola, in particolare quello di tenere monitorata la situazione familiare, di mettere a disposizione della minore e dei genitori tutti gli interventi di sostegno ritenuti necessari o anche solo opportuni. Il P. dovrà proseguire nella collaborazione con i Servizi Sociali, attenendosi alle indicazioni che gli verranno date nell'interesse di G., e la L. dovrà proseguire l'intervento di sostegno psicoterapeutico e farmacologico intrapreso. I Servizi Sociali dovranno segnalare a chi di dovere (Tribunale per i Minorenni) ogni situazione di grave pregiudizio per la minore che dovesse essere da loro riscontrata. Per quanto riguarda, invece, il mantenimento della minore, la richiesta del padre di provvedere personalmente al mantenimento della figlia, con obbligo della madre di provvedere al pagamento del 50% delle spese mediche non mutuabili, scolastiche e ricreative, merita oggi accoglimento, e ciò per le seguenti ragioni: La situazione della L. risulta oggi migliorata rispetto all'epoca della separazione consensuale (sottoscritta nel gennaio 2007), in quanto già le dichiarazioni dei redditi prodotte (CUD 2007, 2008 e 2009) attestano un netto miglioramento dei redditi tra l'anno di imposta 2007 (reddito lordo Euro 2.829,76 per 85 gg. di lavoro) e l'anno di imposta 2008 (reddito lordo Euro 9.615,65 per 280 gg. di lavoro), ma soprattutto, essendo successivamente cessata l'attività lavorativa svolta dalla signora per la Ta. S.r.l., risulta oggi che dopo un periodo di disoccupazione la signora, per quanto da lei stessa dichiarato agli operatori dei Servizi Sociali, ha trovato lavoro come colf - badante presso una famiglia ed inoltre convive stabilmente, da tre anni, con il nuovo compagno che lavora come muratore alle dipendenze di un'impresa edile ed il cui solo reddito è stato definito dalla signora, quando ancora lei non lavorava, "sufficiente a soddisfare le esigenze di entrambi" (v. relazione ). A fronte di ciò, e considerato che il P. - il cui reddito da operatore TV "a chiamata" dall'ultima dichiarazione dei redditi prodotta (Unico 2009) risulta pari ad Euro ,00 lordi annui (ed a circa ,00 Euro annui netti) - è recentemente divenuto padre di un'altra figlia (nata ad agosto 2011) e che pertanto deve affrontare maggiori oneri familiari, appare congruo porre a carico della resistente l'obbligo di pagare il 50% delle spese mediche straordinarie non coperte dal S.S.N., concordate salva la necessità o urgenza, e delle spese

6 scolastiche (limitatamente alle tasse ed ai libri di testo), spese tutte che dovranno essere documentate. Non si ritiene meritevole di accoglimento la domanda di assegno divorzile avanzata dalla parte resistente, in ragione della sua autosufficienza economica garantitale, come da lei dichiarato, dai redditi del convivente, oggi pure integrati da reddito della signora, degli oneri già gravanti sul P., così come sopra richiamati, della mancata prova del tenore di vita in costanza di convivenza coniugale e soprattutto della stabile convivenza della L. con il nuovo compagno, le cui conseguenze in punto di assegno divorzile sono state chiaramente enunciate dalla Corte di Cassazione in plurime decisioni, l'ultima delle quali particolarmente incisiva e di cui qui si riporta la massima: "In tema di diritto alla corresponsione dell'assegno di divorzio in caso di cessazione degli effetti civili del matrimonio, il parametro dell'adeguatezza dei mezzi rispetto al tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale da uno dei coniugi viene meno di fronte alla instaurazione, da parte di questi, di una famiglia, ancorché di fatto; la conseguente cessazione del diritto all'assegno divorzile, a carico dell'altro coniuge, non è però definitiva, potendo la nuova convivenza... anche interrompersi, con reviviscenza del diritto all'assegno divorzile, nel frattempo rimasto in uno stato di quiescenza" (Cass. Sez. 1, sentenza n del 11/08/2011). In ragione della soccombenza della parte resistente in punto di affido della figlia, di contribuzione per la stessa e di assegno divorzile le spese di lite vengono compensate per la metà e la resistente viene condannata a pagare il 50% delle spese di lite del ricorrente, liquidate d'ufficio, per la quota posta a carico della resistente, in complessivi Euro 1.800,00, di cui Euro 600,00 per diritti ed e 1.200,00 per onorari, oltre rimborso forfetario 12,5% spese generali, IVA e C.p.A. P.Q.M. Il Tribunale, definitivamente pronunciando, in contraddittorio delle parti: 1) dichiara lo scioglimento del matrimonio contratto tra G.P. e G.L. in Vignate (MI) in data (atto iscritto nei registri di Stato Civile del Comune di Vignate al n. 4, parte I, anno 1992); 2) affida la figlia minore G.M., nata in data (...), al padre, con collocamento presso la residenza del medesimo sita in Vignate, Via (...); 3) incarica i Servizi Sociali di Vignate di tenere monitorata la situazione familiare di G.M. e di porre in essere tutti gli interventi di sostegno e di controllo necessari ai fini della ripresa - da attuare prima possibile - degli incontri tra madre e figlia, incontri che dovranno necessariamente aver luogo in forma protetta (Spazio Neutro) e che potranno dai Servizi essere progressivamente aumentati ed in futuro altresì liberalizzati ove la situazione evolva positivamente; incarica altresì i Servizi Sociali di Vignate ed il CPS di Gorgonzola, ciascuno per quanto di competenza, di mettere a disposizione della minore e dei genitori tutti gli interventi di sostegno

7 ritenuti necessari o anche solo opportuni ai fini del miglioramento delle relazioni familiari e dell'equilibrio fisico e psichico dei soggetti destinatari degli interventi medesimi; 4) prescrive al P. di proseguire nella collaborazione con i Servizi Sociali, attenendosi alle indicazioni che gli verranno date nell'interesse di G.M., e alla L. di collaborare con i Servizi incaricati, attenersi alle loro indicazioni e proseguire l'intervento di sostegno psicoterapeutico e farmacologico in corso; 5) dispone che i Servizi Sociali incaricati segnalino al Tribunale per i Minorenni di Milano ogni situazione di grave pregiudizio per la minore che dovesse essere da loro riscontrata; 6) pone a carico della sig.ra L. l'obbligo di rimborsare al sig. P., a far tempo dalla pubblicazione della presente sentenza, a titolo di contributo al mantenimento della figlia, il 50% delle spese mediche straordinarie non coperte dal S.S.N. concordate - salva l'urgenza - e documentate e delle spese scolastiche (tasse di iscrizione e libri di testo) documentate inerenti la figlia; 7) respinge la domanda di assegno divorzile proposta dalla resistente; 8) manda al Cancelliere di trasmettere copia autentica della presente sentenza all'ufficiale di Stato Civile del Comune di Vignate, perché provveda alle annotazioni ed ulteriori incombenze di legge; 9) manda al Cancelliere di trasmettere copia della presente sentenza ai Servizi Sociali di Vignate ed al CPS di Gorgonzola, per quanto di rispettiva competenza; 10) condanna la resistente a pagare il 50% delle spese di lite del ricorrente, liquidate d'ufficio, per la quota posta a carico della resistente, in complessivi Euro 1.800,00, di cui Euro 600,00 per diritti ed Euro 1.200,00 per onorari, oltre rimborso forfetario 12,5% spese generali, IVA e C.p.A. Così deciso in Milano l'1 febbraio Depositata in Cancelleria il 6 febbraio 2012.

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