Svolgimento del processo

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Svolgimento del processo"

Transcript

1 Cons. Stato Sez. IV, Sent., , n Svolgimento del processo Con il presente gravame l'appellante chiede l'annullamento della sentenza del TAR Veneto con cui è stato respinto il ricorso avverso la sanzione disciplinare "di stato" della perdita del grado, con conseguente cessazione dal servizio permanente con decorrenza 16 febbraio 2006; nonché del giudizio espresso dalla Commissione di Disciplina nella seduta del 19 aprile 2006 e di ogni altro atto presupposto e conseguente. La rimozione era stata irrogata in seguito al consolidarsi della sentenza della Corte d'assise d'appello di Venezia n. 6 dd. 31 marzo 2004 con cui l'appellante era stato condannato alla pena di anni due e mesi otto di reclusione, nonché di Euro 1.500,00 di multa, con la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per anni due e mesi otto, senza sospensione condizionale della pena di cui all'art. 163 c.p.: per i seguenti comportamenti delittuosi compiuti tra l'estate del 1999 ed il luglio 2001,nella sua qualità di Vice Comandante della Stazione dei Carabinieri di falsità materiale del pubblico ufficiale in atti pubblici; sostituzione di persona; corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, "per aver, nell'esercizio delle sue funzioni di pubblico ufficiale, effettuato ettuato false attestazioni (artt. 476, 494 e 319 c.p.)-- per avere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, compiuto atti contrari ai doveri d'ufficio consistenti nell'omissione dei controlli e/o delle indagini su... prostitute, clandestine... per ricevere l'utilità di ottenere prestazioni sessuali gratuite da parte di costoro ed altresì " al fine di procurarsi il vantaggio di poter alloggiare presso un albergo indotto in errore il titolare del medesimo, incaricato di pubblico servizio, attribuendo a -- all'epoca clandestina, minorenne e priva di propri documenti di identità e di permesso di soggiorno, con l'utilizzo di un documento che lo stesso esibiva e che non apparteneva alla giovane generalità tali da consentire loro l'ingresso nell'albergo dove si intrattenevano per consumare un rapporto sessuale " (artt. 61 nn. 2 e 9 c.p., 81 cpv. c.p. e 12 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286);-- per favoreggiamento della prostituzione "perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, favoriva la prostituzione di --- e di altre

2 donne non identificate, controllando l'identità delle persone che avevano minacciato la -- nella sua attività di prostituzione che svolgeva insieme alla Lpd, dopo aver rilevato il numero delle targhe delle auto da queste possedute; rassicurando la prima che dette persone e le loro auto sarebbero state tenute d'occhio; informandola sui controlli effettuati; offrendo alla e ad altre donne non identificate passaggi in auto; non ponendo in essere alcuna attività d'ufficio per farle allontanare dal luogo pubblico dove esercitavano il loro meretricio; dando loro consigli per evitare di avere problemi sulla strada; non dando corso alle procedure successive alle operazioni di foto segnalamento; con le aggravanti di avere commesso il fatto nell'esercizio delle funzioni di Maresciallo dei Carabinieri e in danno di più persone; in Lpd (artt. 81 cpv. c.p., 3 n. 8 e 4 nn. 6 e 7 della L. 20 febbraio 1958, n. 75).L'appello è affidato alla denuncia di sei rubriche di gravame con cui si lamenta la violazione, sotto diversi profili, degli artt. 3 e 21-bis della L. n. 241 del 1990; degli artt. 26, 28, 37, 60, 61, 74, primo comma, della L. n. 599 del 1954, dell'art. 5, comma 4, della L. 27 marzo 2001, n. 97.Con memoria di costituzione il Ministero della Difesa ha contestato le affermazioni di controparte e concluso per il rigetto. Chiamata all'udienza pubblica,uditi i patrocinatori delle parti, la causa è stata ritenuta in decisione. Motivi della decisione L'appello è infondato 1.par.. Con il primo motivo l'appellante deduce, sotto due profili, l'erroneità delle considerazioni svolte con cui il Tar per il Veneto: 1.1. ha ritenuto che, al caso di specie, non si sarebbe dovuto applicare l'articolo 21 bis della L. n. 241 del 1990 in quanto l'impugnata perdita del grado avrebbe avuto natura recettizia ed avrebbe dovuto essere notificata nei termini decadenziali. L'amministrazione non poteva poi decretare la perdita del grado per rimozione e far venir meno il congedo assoluto per perdita dei requisiti fisici dell'appellante all'impiego, avendo già concesso il trattamento pensionistico dal 17 maggio Per l'appellante, in base al criterio per cui "lex posterior derogat priori", il TAR avrebbe dovuto applicare la L. n. 241 del 1990 sia in quanto è norma successiva alla L. n. 599 del 1954 e sia in base al principio di specialità, essendo la L. n. 241 la norma speciale in materia di decorrenza dei termini dell'efficacia. L'assunto va respinto. Quanto al primo profilo, deve rilevarsi che la notificazione di un atto amministrativo al suo destinatario non incide affatto sull'esistenza o validità dello stesso. Anche dopo la novella di cui all'art. 21 bis L. 7 agosto 1990, n. 241 deve continuare a distinguersi tra:-- la fase della esistenza e legittimità del provvedimento (che dipende dalla sussistenza degli elementi essenziali soggettivi ed oggettivi e dei relativi requisiti di validità);-- la fase integrativa dell'efficacia (pubblicazioni, notificazioni, comunicazioni; controlli ove previsti, ecc. ) che non attiene né alla perfezione dell'atto, e neppure alla sua validità, ma che incide esclusivamente sull'efficacia del provvedimento nonché, sul piano processuale, sul decorso dei termini per l'impugnativa. Ciò è dimostrato proprio dallo stesso tenore letterale della norma per cui "... Il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati acquista efficacia nei confronti di ciascun destinatario con la comunicazione".

3 In altre parole proprio l'art. 21-bis della L. 7 agosto 1990, n. 241 conferma che la mancata comunicazione integrale da parte dell'autorità emanante al soggetto interessato impedisce l'esplicazione degli effetti, ma non rende l'atto nullo, né illegittimo. In conseguenza, nel caso in esame il provvedimento di perdita del grado, tempestivamente adottato, del tutto legittimamente è stato notificato (il 23 giugno 2006) dopo la scadenza del termine di 180 giorni assegnato dalla legge all'amministrazione per la sua adozione Con un secondo profilo si deduce che un'interpretazione costituzionalmente orientata degli artt. 26,28,37,60,61 74, primo comma, della L. n. 599 del 1954 (oggi peraltro abrogata dal D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66) avrebbe impedito la revoca del diritto al trattamento pensionistico già riconosciuto in forza del provvedimento di congedo. Il provvedimento era cioè illegittimamente sopravvenuto quando il lpd era già stato ritenuto in possesso dei necessari requisiti contributivi. Invoca, in tal senso, alcuni precedenti peraltro risalenti ad oltre vent'anni fa della Corte Costituzionale.La doglianza va respinta. In linea di principio, la stessa Corte Costituzionale ha più volte sottolineato che, entro i limiti della ragionevolezza, la legge può sia modificare la disciplina di situazioni sostanziali fondate su leggi anteriori e sia prevedere la legittimità del venir meno di un certo trattamento per il sopravvenire di un provvedimento con efficacia ex tunc (arg. ex Corte costituzionale, 12 novembre 2002, n. 446).Ma in caso di sopravvenire di provvedimento di rimozione ex tunc, il diritto al mantenimento di un eventuale trattamento pensionistico in godimento può tuttavia essere riconosciuto solo in presenza di espressa disposizione di legge. Nel caso, peraltro, esisteva una norma che deponeva in senso esattamente contrario alle aspettative del ricorrente. L'art. 37 della L. n. 599 del 1954 disponeva infatti che "il sottufficiale, nei cui riguardi si verifichi una delle cause di cessazione dal servizio permanente previste dal presente capo" (cioè il capo IV intitolato "cessazione dal servizio permanente" e che include anche l'ipotesi di un sottufficiale divenuto permanentemente inabile al servizio) "cessa dal servizio anche se si trovi sottoposto a procedimento penale o disciplinare. Qualora il procedimento si concluda con una sentenza o con un giudizio di Commissione di disciplina che importi la perdita del grado, la cessazione del sottufficiale dal servizio permanente si considera avvenuta, ad ogni effetto, per tale causa e con la medesima decorrenza con la quale era stata disposta". I provvedimenti di rimozione del grado per motivi disciplinari operano quindi anche nei confronti dei sottufficiali già cessati dal servizio permanente per infermità con diritto a pensione, in quanto il sopravvenire della rimozione travolge il riconoscimento del precedente trattamento. La pretesa al mantenimento della pensione in precedenza conseguita per infermità non ha quindi alcun fondamento normativo.

4 In tal senso, deve escludersi la configurabilità di diritti quesiti all'assoluta immodificabilità del trattamento pensionistico. Inoltre, tenendo conto che il procedimento disciplinare a carico del lpd era già pendente al 16 febbraio 2006 (momento del suo collocamento in quiescenza per inabilità al servizio), è evidente che qui non si poteva configurare alcuna lesione del principio dell'affidamento e neppure alcuna legittima aspettativa. In definitiva, del tutto legittimamente l'appellante è stato rimosso dal grado con decorrenza antecedente al momento del conseguimento della pensione per infermità 2. Con il secondo motivo si lamenta la violazione dell'articolo 74, primo comma della L. n. 599 del 1954 perché, pur avendo il ricorrente ampiamente documentato il suo precario stato di salute, la commissione di disciplina aveva rifiutato di rinviare la trattazione. Illegittimamente, secondo l'appellante, la Commissione ha ritenuto di disattendere la certificazione prodotta del medico curante sulla base di un "semplice" parere medico-legale nel quale si sosteneva, senza alcuno specifico accertamento medico, che la somministrazione di farmaci antipiretici prescritti all'appellante dal suo medico avrebbe comportato l'abbassamento della temperatura corporea, con conseguente possibilità dello stesso di intervenire davanti alla commissione di disciplina. Invece,se gli fosse stato concesso un breve rinvio, il lpd avrebbe potuto svolgere le proprie difese rappresentando fatti, circostante, ed evidenziando elementi ed attività che avrebbero però presupposto il pieno possesso delle capacità psicofisiche. In ogni caso la certificazione del medico curante dell'appellante sarebbe stato un atto dotato di fede privilegiata ai sensi dell'art. 481 c.p., e non poteva essere reso inattendibile da mere illazioni formulate dalla commissione di disciplina. L'assunto va respinto. Per giustificare la richiesta di rinvio della seduta disciplinare, non è sufficiente la generica certificazione di un stato di infermità, ma vi deve essere la prova dell'impossibilità oggettiva dell'incolpato di presenziare per ragioni di salute.per questo è necessario che il certificato medico attesti senza margini di incertezza che l'infermità stessa, per la sua gravità o per la intrasportabilità dell'infermo, sia cagione di assoluto impedimento alla partecipazione alla seduta disciplinare. Solo in tali casi la visita fiscale appare procedimentalmente necessaria al fine di constatare l'esattezza della certificazione della parte privata. Nel caso in esame invece, il certificato prodotto dall'appellante attestava "Periartrite scapolo omerale dx. attualmente in fase acuta con ipomobilità dell'arto sup. dx. dolore ingravescente e alterazioni della temperatura. Si consiglia terapia antinfiammatoria (Voltaren F). Riposo. Prognosi 7 gg. da oggi".in sostanza, alla luce delle stesse affermazioni contenute nel certificato esaminato ed in relazione ai sintomi riferiti, la diagnosi non certificava affatto l'assoluta impossibilità di intervenire alla seduta disciplinare. Del resto, anche il fatto che l'appellante era stato collocato in congedo per "quadro degenerativo artrosico della spalle", sotto il profilo della comune esperienza, ben rende possibile l'ipotesi che egli, seppur infermo, non fosse comunque intervenuto per sua deliberata scelta personale

5 Pertanto legittimamente la Commissione disciplinare - la quale non è competente ad effettuare valutazioni di ordine medico (cfr. Consiglio di Stato, Sezione III, Parere n. 598/2001) ha provveduto:-- a sottoporre il certificato prodotto dal lpd all'esame di un medico militare; -- a prendere atto del parere del medico militare, il quale aveva sottolineato che, in esito alla stessa terapia prescritta dal medico del ricorrente, si sarebbero determinati "effetti rapidi di sollievo sia per i dolori, sia per l'eventuale stato febbrile ad essi associato" ; -- a concludere per l'inutilità di far luogo ad una visita fiscale all'incolpato non ritenendo vi fossero reali ragioni e presupposti per non procedere anche in sua assenza. Deve poi rilevarsi che l'appellante pone su di un piano meramente formalistico la violazione del diritto di difesa e dei principi del giusto procedimento. Nella sostanza infatti, nemmeno in questa sede, egli si perita di indicare ed illustrare quali elementi fattuali, quali argomentazioni e quali difese - che non aveva avuto la possibilità di svolgere in conseguenza del mancato rinvio della trattazione - se introdotte nel procedimento avrebbero potuto in concreto sovvertire l'esito del giudizio. 3. Per ragioni di economia processuale possono essere esaminati unitariamente il terzo ed il quarto motivo di gravame.3.1. Con il terzo motivo si lamenta la violazione dell'articolo 5, 4 comma della L. n. 907 del 2001, in quanto l'amministrazione avrebbe conosciuto l'esistenza della sentenza definitiva di condanna dell'appellante in data 13 luglio 2005 mentre l'inchiesta formale sarebbe stata avviata solo in data 21 novembre 2005, e quindi oltre il termine di 90 giorni previsto per l'avvio del procedimento disciplinare. Inoltre il procedimento stesso sarebbe stato concluso con l'irrogazione della sanzione in data 26 maggio 2006, peraltro notificata il 23 giugno 2006, e quindi ben oltre i termini dei 180 giorni e dei 270 giorni. Il termine finale, che sarebbe già stato superato al momento dell'adozione della sanzione espulsiva, avrebbe dovuto essere invece computato al momento della notifica, con conseguente illegittimità di tutti gli atti della relativo procedimento 3.2. Con il quarto motivo si lamenta la violazione dell'articolo 9, 2 comma della L. n. 19 del 1990: l'amministrazione avrebbe dovuto iniziare il procedimento disciplinare per la destituzione, entro 180 giorni dalla data in cui l'amministrazione aveva avuto notizia della sentenza irrevocabile di condanna ed avrebbe dovuto concluderlo nei successivi 90 giorni. Inoltre l'appellante sarebbe stato sottoposto a procedimento disciplinare per reati non contemplati dalla L. n. 97 del 2001, salvo quello di cui all'articolo 319 c.p. L'amministrazione avrebbe avuto notizia del rigetto del ricorso in data 13 luglio 2005, mentre l'atto di contestazione sarebbe stato tardivamente notificato il 30 novembre 2005 e la sanzione assunta il 26 maggio 2006 e notificata il 23 giugno Entrambi i motivi sono infondati. Esattamente il TAR ha sottolineato che il lpd risulta condannato alla pena di anni due e mesi otto di reclusione, tra gli altri, anche per il reato di cui all'art. 319 c.p., per cui nel caso di specie trovava applicazione l'art. 5, comma 4, della L. n. 97 del 2001 e non già, come sostenuto dall'appellante con il quarto motivo, l'art. 9, comma 2, della L. n. 19 del 1990.

6 In conseguenza il procedimento disciplinare doveva iniziare entro il termine di novanta giorni dalla formale comunicazione della sentenza all'amministrazione competente; e doveva essere concluso entro centottanta giorni decorrenti dal termine di inizio o di proseguimento. Il fatto che l'amministrazione avesse informalmente conosciuto l'esistenza della sentenza definitiva di condanna già in data 13 luglio 2005 era circostanza giuridicamente del tutto irrilevante in quanto il ricordato art. 5, comma 4, della cit. L. n. 97 del 2001 fa decorrere il dei termine di 90 giorni per l'avvio del procedimento disciplinare esclusivamente "dalla comunicazione della sentenza...all'amministrazione... competente per il procedimento disciplinare":dunque la legge àncora il dies a quo per la decorrenza del termine ad una data procedimentalmente certa anche perché, per la concreta valutazione di una determinata fattispecie ai fini disciplinari, non pare sufficiente la mera notizia generica della condanna del dipendente, essendo necessaria la completa conoscenza di tutte le circostanze e di tutti gli elementi di fatto risultanti dalle motivazioni della condanna.nel caso, l'amministrazione - che aveva formalmente acquisito il 21 settembre 2005 la comunicazione della decisione della Corte di Cassazione di rigetto del ricorso del lpd -- ha pienamente rispettato il termine iniziale di 90 giorni avendo disposto l'inchiesta formale a suo carico in data 21 novembre Peraltro, anche il termine di 180 giorni risulta, nella specie, parimenti rispettato in quanto il provvedimento di irrogazione della sanzione è stato adottato in data 26 maggio 2006, ossia 176 giorni dopo l'avvio del procedimento. Il motivo va dunque respinto. 4. Con il quinto motivo si lamenta che erroneamente il Tar ha ritenuto che la Commissione di Disciplina non avesse motivato le ragioni della destituzione in violazione dell'articolo 74 della L. n. 599 del 1954: la commissione di disciplina non avrebbe valutato gli ottimi precedenti di servizio, l'assenza di risvolti pubblici dell'accaduto e di ulteriori pregiudizi. L'assunto va respinto. Come la Sezione ha avuto modo di recente di puntualizzare, la sanzione della perdita del grado per rimozione, comminata ad un Carabiniere condannato penalmente per gravi reati non richiede una particolare motivazione in ordine alla sanzione applicata. In altre parole, in presenza di comportamenti delittuosi che proprio l'arma dei Carabinieri è chiamata a reprimere, è evidente che, in relazione ai fatti contestati ed accertati, la sanzione non sarebbe comunque suscettibile di ridimensionamento (cfr. Consiglio Stato, sez. IV, 09 marzo 2011, n. 1516)Nel caso, poi, non è vero che la vicenda penale non fosse stata portata all'attenzione dell'opinione pubblica, in quanto al contrario essa ebbe un certo riscontro nell'opinione pubblica e sulla stampa (cfr. il Mattino di Lpd, 01 aprile 2004) anche perché l'appellante non solo era poi stato ritenuto colpevole di favoreggiamento della prostituzione, sostituzione di persona, falso ecc. ma in precedenza era stato anche coinvolto nell'ambito dell'inchiesta

7 "sugli albanesi" successiva all'omicidio del 24 maggio 2000 di un albanese avvenuto alla periferia di Lpd.In ogni caso, sotto il profilo disciplinare, gli addebiti addotti, non solo avevano compromesso gravemente la stessa pubblica funzione di prevenzione e di repressione dei reati, ma erano idonei a generare un notevole sconcerto nell'opinione pubblica ed a minare la credibilità stessa delle Istituzioni. Si tratta di comportamenti, reiterati e continuati, di notevole gravità che, al di là di ogni retorica in materia, costituivano un certo indizio della mancanza non solo del minimo spirito di servizio e di legalità, della coscienza del rilievo del proprio ruolo, ma soprattutto di quel senso morale e dell'onore, che sono le qualità umane e professionali indispensabili per un sottufficiale dei Carabinieri 5. Infine, è infondata anche la sesta censura, con cui il ricorrente lamenta la violazione degli artt. 72 e 74, primo comma, della L. n. 599 del 1954, secondo cui la Commissione di disciplina deve essere convocata dal Comandante Militare e deve riunirsi nel luogo da questi indicato nell'ordine di convocazione. Qui la Commissione si è riunita a seguito di una convocazione direttamente disposta dal suo Presidente e in un luogo - il Comando Provinciale Carabinieri di Treviso - da quest'ultimo prescelto. L'art. 74, primo comma della cit. L. n. 599 del 1954 dispone che: "La Commissione di disciplina si riunisce nel luogo indicato nell'ordine di convocazione. Il giorno e l'ora sono fissati dal Presidente e comunicati al sottufficiale deferito a Commissione di disciplina ". Al riguardo si deve quindi condividere pienamente quanto sottolineato dal primo giudice per cui la censura confonde tra: -- la "convocazione" della Commissione, vale a dire il provvedimento del Comandante Militare, con cui si nominano i suoi componenti ai sensi del combinato disposto degli artt. 69 e 72 della L. n. 599 del 1954, -- la "comunicazione" che il Presidente della Commissione medesima dà all'incolpato, ai sensi e per gli effetti dell'art. 74, primo comma, della stessa legge. Del tutto inconferente è poi il luogo in cui si svolge la seduta in quanto è evidente che si tratta di dettagli di organizzazione ordinariamente rimessi alla autonoma competenza del Presidente dell'organo collegiale. In ogni caso, non essendo stati forniti altri elementi eventualmente sintomatici di distorsioni nella definizione del luogo di svolgimento della seduta (comunque ubicato nella regione di servizio e di residenza), non si capisce come tale elemento potesse influire causalmente sulla legittimità della seduta, alla quale del resto l'interessato non aveva comunque partecipato 6. In definitiva l'appello è privo di pregio e deve essere respinto Le spese secondo le regole generali di cui all'art. 26 del c.p.a. devono essere posta a carico della parte soccombente e sono liquidate come in dispositivo.

8 P.Q.M Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)definitivamente pronunciando: 1. respinge l'appello, come in epigrafe proposto e, per l'effetto, conferma integralmente la decisione impugnata. 2. Condanna l'appellante alle spese del presente giudizio, che liquida in complessivi Euro 3.000,00 in favore del Ministero della Difesa. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Con una pronuncia resa dalla sezione lavoro il 25 ottobre 2011, la Corte di Cassazione

Con una pronuncia resa dalla sezione lavoro il 25 ottobre 2011, la Corte di Cassazione LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA, CODICE DISCIPLINARE AZIENDALE E GRADUAZIONE DELLA SANZIONE, nota a Cass. sez. lavoro n. 22129 del 25 ottobre 2011 di MATTEO BARIZZA Con una pronuncia resa dalla sezione

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE N.2184/2006 Reg.Dec. N. 111 Reg.Ric. ANNO 2001 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso

Dettagli

Notificazioni e comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata

Notificazioni e comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata Notificazioni e comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata Cassazione civile, sezione lavoro, 2 luglio 2014, n. 15070. Presidente Lamorgese. Relatore Tria. Notificazioni e comunicazioni - Comunicazione

Dettagli

MOBBING E COMPORTO: DANNO PROFESSIONALE, BIOLOGICO ED ESISTENZIALE commento e testo sentenza Cass. 4261/2012 Matteo BARIZZA

MOBBING E COMPORTO: DANNO PROFESSIONALE, BIOLOGICO ED ESISTENZIALE commento e testo sentenza Cass. 4261/2012 Matteo BARIZZA MOBBING E COMPORTO: DANNO PROFESSIONALE, BIOLOGICO ED ESISTENZIALE commento e testo sentenza Cass. 4261/2012 Matteo BARIZZA P&D.IT Il fatto. Il lavoratore era stato licenziato per il superamento del periodo

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Seconda Quater) SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Seconda Quater) SENTENZA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha pronunciato la presente (Sezione Seconda Quater) SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3344

Dettagli

Corte dei Conti, Sez. Giurisdizionale Appello, Sentenza 21 settembre 2004 n. 311

Corte dei Conti, Sez. Giurisdizionale Appello, Sentenza 21 settembre 2004 n. 311 Corte dei Conti, Sez. Giurisdizionale Appello, Sentenza 21 settembre 2004 n. 311 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE SECONDA GIURISDIZIONALE CENTRALE DI APPELLO composta

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE REGIONALE PER IL LAZIO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE REGIONALE PER IL LAZIO Sent.622/2013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE REGIONALE PER IL LAZIO in composizione monocratica, in persona del Cons. Dr.ssa Chiara Bersani ha

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA. sentenza. contro. Svolgimento del processo

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA. sentenza. contro. Svolgimento del processo 1 Cass.Civ., sezione quinta, sentenza n.12514 del 22.05.2013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA ha pronunciato la seguente: sul ricorso n.

Dettagli

Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda

Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Cassazione Sentenza n. 3922/2012 commento e testo Studio legale law In materia

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. 5 Num. 4574 Anno 2015 Presidente: CAPPABIANCA AURELIO Relatore: CRUCITTI ROBERTA Data pubblicazione: 06/03/2015 SENTENZA sul ricorso iscritto proposto da: AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE /h (I 373 96 /14 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VINCENZO ROMIS Dott. GIACOMO FOTI Dott.

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO. (Sezione Seconda Ter) ha pronunciato la seguente

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO. (Sezione Seconda Ter) ha pronunciato la seguente REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO (Sezione Seconda Ter) ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 5150/2001 proposto da Balicchi

Dettagli

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 febbraio 2014 OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147

Dettagli

Nota a Cassazione, sez. lavoro, n. 9925 del 5 maggio 2011 Pres. Lamorgese; Rel. Stile; LA GENERICA MOTIVAZIONE DEL RECESSO EQUIVALE ALLA MATERIALE

Nota a Cassazione, sez. lavoro, n. 9925 del 5 maggio 2011 Pres. Lamorgese; Rel. Stile; LA GENERICA MOTIVAZIONE DEL RECESSO EQUIVALE ALLA MATERIALE Nota a Cassazione, sez. lavoro, n. 9925 del 5 maggio 2011 Pres. Lamorgese; Rel. Stile; Pm (conforme) Destro. LA GENERICA MOTIVAZIONE DEL RECESSO EQUIVALE ALLA MATERIALE OMISSIONE DELLA COMUNICAZIONE DEI

Dettagli

TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012.

TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012. DIREZIONE SERVIZI TRIBUTARI Anno 2012 Circ. n. 31 28.03.2012-31/GPF/FS/om TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012.

Dettagli

Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa

Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa 1 di 5 26/09/2011 11.11 Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa Giovedì 12 Maggio 2011 13:40 Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n.

Dettagli

AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO

AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO a cura Cosimo Turrisi L autotutela tributaria è un procedimento amministrativo di secondo grado che consente, in ossequio ai principi di cui

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. L Num. 19259 Anno 2013 Presidente: VIDIRI GUIDO Relatore: FILABOZZI ANTONIO Data pubblicazione: 20/08/2013 SENTENZA sul ricorso 1859-2011 proposto da: CAZZOLA CARLO CZZCRL46A14D969V,

Dettagli

UDIENZA 29.01.2009 SENTENZA N. 233. REG. GENERALE n.26389/08 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UDIENZA 29.01.2009 SENTENZA N. 233. REG. GENERALE n.26389/08 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Integra il reato di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti l'accumulo di "beni destinati alla rottamazione" elencati nel catalogo europeo dei rifiuti (CER) quali i veicoli e i pneumatici fuori uso,

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SENTENZA AnniBtfro ut*flem 202,1/1 4. 3028/2007 Cron. 2o 2,9 Rep. 263-7 Ud. 12/6/2014 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE composta dagli Ill.mi Sigg.ri

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana. (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana. (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente N. 00623/2015 REG.PROV.COLL. N. 00336/2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA

Dettagli

APPELLO CIVILE - APPELLABILITÀ - SENTENZE SECONDO EQUITÀ.

APPELLO CIVILE - APPELLABILITÀ - SENTENZE SECONDO EQUITÀ. APPELLO CIVILE - APPELLABILITÀ - SENTENZE SECONDO EQUITÀ. CASS. CIV., SEZ. III, 11 GIUGNO 2012, N. 9432. Ai fini della ammissibilità dell'appello per le sentenze pronunciate dal giudice di pace secondo

Dettagli

Cassazione: giusta causa di licenziamento per il furto in azienda anche se c'è assoluzione nel giudizio penale sentenza 802/2013 commento e testo

Cassazione: giusta causa di licenziamento per il furto in azienda anche se c'è assoluzione nel giudizio penale sentenza 802/2013 commento e testo Cassazione: giusta causa di licenziamento per il furto in azienda anche se c'è assoluzione nel giudizio penale sentenza 802/2013 commento e testo Cataldi.it Il giudice del lavoro adito con impugnativa

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Ord. Sez. 6 Num. 18573 Anno 2014 Presidente: PETITTI STEFANO Relatore: D'ASCOLA PASQUALE Data pubblicazione: 03/09/2014 ORDINANZA sul ricorso 14690-2012 proposto da: NAPOLITANO PAOLO NPLPLA78L04L259I,

Dettagli

UDIENZA 5.11.2008 SENTENZA N. 1153 REG. GENERALE n.22624/08 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UDIENZA 5.11.2008 SENTENZA N. 1153 REG. GENERALE n.22624/08 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO La carta da macero che presenta in modo evidente una rilevante quantità di impurità, superiori alla misura dell'1% prescritto dalla normativa vigente in materia (D.M. 05/02/98 Allegato 1 n. 1) costituisce

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO Sent/Ord. 865/2013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO Rappresentata ai sensi dell art.5 della legge 21 luglio2000 n. 205 dal

Dettagli

quale non sussistevano le eccepite limitazioni all'impugnazione della sentenza impugnata, in quanto

quale non sussistevano le eccepite limitazioni all'impugnazione della sentenza impugnata, in quanto Condominio: il condizionatore troppo rumoroso deve essere rimosso Cassazione civile, sez. II, sentenza 10.11.2009 n. 23807 (Giuseppe Mommo) Il condizionatore che è causa di immissioni intollerabili (superiori

Dettagli

Direzione Centrale Pensioni. Roma, 17/09/2015

Direzione Centrale Pensioni. Roma, 17/09/2015 Direzione Centrale Pensioni Roma, 17/09/2015 Circolare n. 154 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali Al

Dettagli

LYBRA ASSOCIAZIONE GIURIDICO CULTURALE

LYBRA ASSOCIAZIONE GIURIDICO CULTURALE LYBRA ASSOCIAZIONE GIURIDICO CULTURALE Cass. civ. Sez. Unite, Sent., 16-02-2015, n. 3023 2 AVVOCATO Con decisione 29.9.2011, il Consiglio dell'ordine degli Avvocati di Roma irrogò all'avv. F.S. la sanzione

Dettagli

Consiglio di Stato: le dimissioni accettate non sono revocabili unilateralmente

Consiglio di Stato: le dimissioni accettate non sono revocabili unilateralmente Consiglio di Stato: le dimissioni accettate non sono revocabili unilateralmente http://www.dplmodena.it/04-10-11consstatodimisspubb.html Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 5384 del 27 settembre 2011,

Dettagli

indipendentemente dal conseguimento di un profitto o dal verificarsi di un danno,

indipendentemente dal conseguimento di un profitto o dal verificarsi di un danno, L'indebita utilizzazione a fini di profitto della carta di credito da parte di chi non ne sia titolare integra il reato di cui alla Legge n. 143 del 1991, articolo 12, indipendentemente dal conseguimento

Dettagli

Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'interno; Visti tutti gli atti della causa;

Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'interno; Visti tutti gli atti della causa; N. 00247/2013 REG.PROV.COLL. N. 01214/2012 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) ha pronunciato

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Abstract. Allineandosi all attuale orientamento giurisprudenziale in materia di responsabilità del Ministero della Salute per omessa vigilanza sulla produzione e sulla distribuzione dei vaccini e del sangue

Dettagli

Mobbing. Responsabile il datore di lavoro se omette la dovuta vigilanza sui dipendenti

Mobbing. Responsabile il datore di lavoro se omette la dovuta vigilanza sui dipendenti CASSAZIONE CIVILE, Sezione Lavoro, Sentenza n. 16148 del 20/08/2007 Mobbing. Responsabile il datore di lavoro se omette la dovuta vigilanza sui dipendenti Il datore di lavoro e ritenuto responsabile dei

Dettagli

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COSA CAMBIA CON LA RIFORMA PREVISTA NEL D.LGS DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE DELEGA 15/2009. L OBBLIGO DI AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE La pubblicazione sul sito istituzionale

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE N. 01133/2010 01471/2009 REG.DEC. REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A ha pronunciato la presente IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. 2 Num. 8824 Anno 2015 Presidente: BUCCIANTE ETTORE Relatore: SCALISI ANTONINO Data pubblicazione: 30/04/2015 SENTENZA sul ricorso 23330-2009 proposto da: PASCUCCI EMANUELA PSCMNL58S44H501F,

Dettagli

T.A.R. Abruzzo Pescara, Sez. 1, 03 giugno 2014, n. 00254

T.A.R. Abruzzo Pescara, Sez. 1, 03 giugno 2014, n. 00254 stemma.jpg Un documento estratto da LexEureka - http://www.ricerca-amministrativa.it T.A.R. Abruzzo Pescara, Sez. 1, 03 giugno 2014, n. 00254 N. 00254/2014 REG.SEN. N. 00266/2013 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA

Dettagli

Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale

Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale di Francesco Mingiardi e Luigi Patricelli Sommario: 1. La Giurisdizione - 2. La

Dettagli

Nuova disciplina in tema di notifica di atti giudiziari a mezzo posta

Nuova disciplina in tema di notifica di atti giudiziari a mezzo posta Parere sul disegno di legge recante: Nuova disciplina in tema di notifica di atti giudiziari a mezzo posta Il Consiglio Superiore della Magistratura, nella sedute del 10 febbraio 1999, ha deliberato di

Dettagli

Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione professionale

Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione professionale Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione p Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione

Dettagli

Sent. n. 26298 del 29 dicembre 2010 (ud. dell 8 novembre 2010) della Corte Cass., Sez. tributaria Pres. Panebianco, Rel. Magno

Sent. n. 26298 del 29 dicembre 2010 (ud. dell 8 novembre 2010) della Corte Cass., Sez. tributaria Pres. Panebianco, Rel. Magno Sent. n. 26298 del 29 dicembre 2010 (ud. dell 8 novembre 2010) della Corte Cass., Sez. tributaria Pres. Panebianco, Rel. Magno Fatto e diritto - 1.- Dati del processo. 1.1.- L agenzia delle entrate ricorre,

Dettagli

N. 00047/2014 REG.PROV.COLL. N. 01496/2013 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

N. 00047/2014 REG.PROV.COLL. N. 01496/2013 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 00047/2014 REG.PROV.COLL. N. 01496/2013 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

NUOVI RIFLESSI PENSIONISTICI SULLA BUONUSCITA DEGLI STATALI

NUOVI RIFLESSI PENSIONISTICI SULLA BUONUSCITA DEGLI STATALI Coordinamento Nazionale FLP-Interno Ministero dell'interno - Palazzo Viminale - Palazzina F, 1 piano, stanza n. 50-00184 Roma Tel. 06.46547989 fax 06.46547954 flp_interno@icloud.com www.flp-interno.it

Dettagli

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA Cons. Giust. Amm.va Reg. Siciliana, sentenza 16.4.2015, n. 312 Materia: Riconoscimento medaglia oro valor militare - risarcimento danni. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Dettagli

Consiglio di Stato n. 5806 del 05/12/2013

Consiglio di Stato n. 5806 del 05/12/2013 MASSIMA La comunicazione attraverso il fax, il cui numero è stato, nella fattispecie in esame, espressamente riportato dalla società offerente nell autocertificazione allegata alla documentazione presentata

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte. (Sezione Prima) ha pronunciato la presente

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte. (Sezione Prima) ha pronunciato la presente N. 00702/2015 REG.PROV.COLL. N. 01466/2014 REG.RIC. ex art. 60 cod. proc. amm.; REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) ha

Dettagli

COLLEGIO DI MILANO. Membro designato dalla Banca d'italia. (MI) SANTORO Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari

COLLEGIO DI MILANO. Membro designato dalla Banca d'italia. (MI) SANTORO Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: (MI) GAMBARO (MI) LUCCHINI GUASTALLA (MI) ORLANDI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (MI) SANTORO Membro designato

Dettagli

REPVBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO ***

REPVBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO *** Sent 353/2014 REPVBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO Visto il ricorso iscritto al numero 73136/PM del registro di Segreteria; Udìti

Dettagli

Suprema Corte di Cassazione. sezione lavoro. sentenza 24 aprile 2014, n. 9301

Suprema Corte di Cassazione. sezione lavoro. sentenza 24 aprile 2014, n. 9301 Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 24 aprile 2014, n. 9301 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott.

Dettagli

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009 CIRCOLARE N. 46/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 3 novembre 2009 OGGETTO: Deducibilità dei costi derivanti da operazioni intercorse tra imprese residenti ed imprese domiciliate fiscalmente

Dettagli

Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05

Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05 Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05 di Marco Giardetti* La tematica del silenzio della PA è di certo una delle più dibattute e problematiche del diritto amministrativo e questo non solo perché

Dettagli

Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile

Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile Sentenza 11 dicembre 2013, n. 27651 Integrale Lavoro ed occupazione - licenziamento - individuale REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA

Dettagli

6 L art. 3 della direttiva IPPC fa riferimento agli obblighi fondamentali del gestore.

6 L art. 3 della direttiva IPPC fa riferimento agli obblighi fondamentali del gestore. Pagina 1 di 6 SENTENZA DELLA CORTE (Settima Sezione) 31 marzo 2011 (*) «Inadempimento di uno Stato Ambiente Direttiva 2008/1/CE Prevenzione e riduzione integrate dell inquinamento Condizioni di autorizzazione

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria. (Sezione Prima) SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria. (Sezione Prima) SENTENZA T.A.R. Liguria, sez. I, 15 gennaio 2014, n. 96 Edilizia e urbanistica - Sanatoria edilizia - Reiezione di concessione in sanatoria per mancanza requisiti di abitabilità - Legittimità. REPUBBLICA ITALIANA

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE SENTENZA Cass. Pen., sez.iii, 21.06.07, n.24468 Rifiuti - Sentenze - Fertilizzanti non conformi alla legge - Differenza con disciplina dei rifiuti. La produzione di fertilizzanti, in particolare di ammendante compostato

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Terza) SENTENZA. contro

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Terza) SENTENZA. contro N. 07672/2013 REG.PROV.COLL. N. 09356/2010 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) ha pronunciato la

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 1 LUGLIO 2013, N.

CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 1 LUGLIO 2013, N. CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 1 LUGLIO 2013, N. 28352: reati fiscali e tributari in relazione ad attività di trasporto rifiuti. «Questa Corte ha costantemente affermato, sulla scia

Dettagli

Corte di Cassazione penale: modificazione sostanziale di un impianto di verniciatura industriale

Corte di Cassazione penale: modificazione sostanziale di un impianto di verniciatura industriale Corte di Cassazione penale: modificazione sostanziale di un impianto di verniciatura industriale Non è più soggetta ad autorizzazione la installazione del singolo impianto che produce emissione in atmosfera,

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE TERZA CIVILE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE TERZA CIVILE REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE TERZA CIVILE in persona del giudice unico dott. Stefano cardinali, ha pronunciato la seguente S E N T E N Z A nella causa civile

Dettagli

DIRITTI CIVILI E POLITICI

DIRITTI CIVILI E POLITICI Diritti umani e diritto internazionale, vol. 3 n. 3 2009 DIRITTI CIVILI E POLITICI Ancora sui rapporti tra ONU e CE in materia di lotta al terrorismo e tutela dei diritti fondamentali: la sentenza del

Dettagli

DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO.

DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO. 5 del consiglio di Amministrazione 242 Allegato A DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO. Art. 1 Oggetto

Dettagli

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO. A000951, 1 A000951 FONDAZIONE INSIEME onlus. SENTENZA N. 6078 DEL 18/03/2006 FAMIGLIA ADOZIONE INTERNAZIONALE DA PARTE DI SINGLE LIMITI DI AMMISSIBILITÀ La Cassazione conferma il principio secondo il quale

Dettagli

AL CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI FOGGIA

AL CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI FOGGIA AL CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI FOGGIA ISTANZA PER L AMMISSIONE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 L. 24 febbraio 2005, n. 25...L SOTTOSCRITT NAT A... IL CITTADINANZA....

Dettagli

ha pronunciato la presente

ha pronunciato la presente Pagina 1 di 8 N. 01690/2014 REG.PROV.COLL. N. 00816/2012 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Seconda)

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE PRIMA GIURISDIZIONALE CENTRALE D'APPELLO. dott. Piergiorgio Della Ventura

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE PRIMA GIURISDIZIONALE CENTRALE D'APPELLO. dott. Piergiorgio Della Ventura Sent. n. 446/2009/A REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE PRIMA GIURISDIZIONALE CENTRALE D'APPELLO composta dal Sigg.ri Magistrati dott. Giuseppe David dott.ssa Piera

Dettagli

Nessun licenziamento in caso di generiche intimidazioni verso i colleghi

Nessun licenziamento in caso di generiche intimidazioni verso i colleghi Nessun licenziamento in caso di generiche intimidazioni verso i colleghi Cassazione civile, sez. lavoro, sentenza 04.10.2010 n 20566 http://www.altalex.com/index.php?idnot=50642 Le intimidazioni generiche

Dettagli

L2_.!_...~.i_ -b~ ; 0053'18 0201C.2005. ~ i '.. j. ~._2'" 6' _'~ Regione Umbria - Consiglio regionale DELL'UMBRIA ~~J. .

L2_.!_...~.i_ -b~ ; 0053'18 0201C.2005. ~ i '.. j. ~._2' 6' _'~ Regione Umbria - Consiglio regionale DELL'UMBRIA ~~J. . ~._2'" 6' _'~ Regione Umbria - Consiglio regionale 1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111 Segreteria Generale prot. n. 0005378 del 02/1212005 Protocollo in ENTRA TA Fascicolo

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Presidente: dott. Paolo Vittoria; Relatore Consigliere: dott.ssa Roberta Vivaldi IL TERMINE BREVE PER IMPUGNARE DECORRE SOLO

Dettagli

Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile

Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile Sentenza 15 settembre 2014 n. 19400 Integrale Lavoro e occupazione - Licenziamento individuale - Periodo di comporto - Superamento Tempestivita - Valutazione -

Dettagli

Numero 12 /2012 Il danno morale non può essere liquidato quale quota parte del danno biologico

Numero 12 /2012 Il danno morale non può essere liquidato quale quota parte del danno biologico Numero 12 /2012 Il danno morale non può essere liquidato quale quota parte del danno biologico La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5230/2012, ha stabilito che nei giudizi risarcitori

Dettagli

INCIDENTE STRADALE CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE SENTENZA

INCIDENTE STRADALE CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE SENTENZA INCIDENTE STRADALE CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE SENTENZA 28 settembre 2012, n.16520 Persona danneggiata non è solo la vittima diretta dell'incidente, ma anche i prossimi congiunti o gli aventi

Dettagli

Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004. Svolgimento del processo

Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004. Svolgimento del processo Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004 Svolgimento del processo Su domanda proposta da M. P., titolare di pensione di invalidità dal 1977, il Tribunale di Alessandria

Dettagli

DIFFERENTE TUTELA PER ORFANI E INVALIDI IN CASO DI LICENZIAMENTO RIDUZIONE PERSONALE sente.cass. 30 ottobre 2012, n. 18645 commento e testo

DIFFERENTE TUTELA PER ORFANI E INVALIDI IN CASO DI LICENZIAMENTO RIDUZIONE PERSONALE sente.cass. 30 ottobre 2012, n. 18645 commento e testo DIFFERENTE TUTELA PER ORFANI E INVALIDI IN CASO DI LICENZIAMENTO RIDUZIONE PERSONALE sente.cass. 30 ottobre 2012, n. 18645 commento e testo Colaci.it Si richiama la sentenza della Corte di Cassazione sotto

Dettagli

N. 349/2012 Reg. Prov. Coll. N. 4043 Reg. Ric. ANNO 1998 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

N. 349/2012 Reg. Prov. Coll. N. 4043 Reg. Ric. ANNO 1998 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 349/2012 Reg. Prov. Coll. N. 4043 Reg. Ric. ANNO 1998 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Quarta)

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Prima Ter) ha pronunciato la presente

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Prima Ter) ha pronunciato la presente TAR Lazio, Sez. I Ter, 22.8.2014, n. 9245 Materia: destituzione P.S. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter) ha pronunciato

Dettagli

In nome del Popolo Italiano LA CORTE DEI CONTI

In nome del Popolo Italiano LA CORTE DEI CONTI Sent.637/2013 REPUBBLICA ITALIANA In nome del Popolo Italiano LA CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio in sede monocratica Il Giudice Unico delle pensioni dott. Marcovalerio POZZATO

Dettagli

CONDOMINIO (OMISSIS), in persona dell'amministratore pro tempore; avverso la sentenza della Corte d'appello di Trieste, depositata in data (OMISSIS);

CONDOMINIO (OMISSIS), in persona dell'amministratore pro tempore; avverso la sentenza della Corte d'appello di Trieste, depositata in data (OMISSIS); REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 2 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. GOLDONI Umberto - Presidente Dott. PETITTI

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO ***

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO *** Sent.350/2013 REPVBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO *** Visto il ricorso iscritto al numero 71883/PM del registro di Segreteria;

Dettagli

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita 1 La Cassazione chiarisce le conseguenze penali della sottrazione agli obblighi di mantenimento (cd. assegno) e l'ambito di applicazione dell'art. 3 della legge n. 54/2006. Corte di Cassazione, Sezione

Dettagli

*** IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE

*** IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE «Minori: ricorre lo stato di abbandono quando la vita offerta al minore non è in grado di assicurargli un normale sviluppo psico-fisico» (Cassazione civile sez. I, 25 giugno 2014, numero: 14448) Minore-

Dettagli

numero 21.2011 25 maggio 2011 Personale: è punibile per truffa e rischia la reclusione il dipendente che omette di timbrare il cartellino

numero 21.2011 25 maggio 2011 Personale: è punibile per truffa e rischia la reclusione il dipendente che omette di timbrare il cartellino Page 1 of 5 numero 21.2011 25 maggio 2011 IL PUNTO Personale: è punibile per truffa e rischia la reclusione il dipendente che omette di timbrare il cartellino di Federica Caponi, SELF Servizi e Formazione

Dettagli

Cassazione Civile, sez. VI, sent. n. 14887 01-07-2014 (Ordinanza emessa in applicazione dell'art. 380 bis c.p.c.)

Cassazione Civile, sez. VI, sent. n. 14887 01-07-2014 (Ordinanza emessa in applicazione dell'art. 380 bis c.p.c.) La banca, al fine di ottenere la condanna al pagamento di un saldo di rapporto di conto corrente, è onerata della produzione non solo di tutti gli estratti conto dall'inizio del rapporto ma anche della

Dettagli

TRIBUNALE DI UDINE. sezione civile

TRIBUNALE DI UDINE. sezione civile TRIBUNALE DI UDINE sezione civile Successivamente oggi 26.3.2012, ore 10.00, davanti al giudice istruttore, dott. Andrea Zuliani, nella causa civile iscritta al n XXX/12 R.A.C.C., promossa da (A ) con

Dettagli

Il gravame è fondato.

Il gravame è fondato. Poiché la lett. g) del comma 1 del cit. art. 38 del D.Lgs. n. 163/2006 commina l esclusione dalla gara e la preclusione alla stipulazione del conseguente contratto ai concorrenti che hanno commesso violazioni,

Dettagli

Controversie relative al licenziamento: applicabilità del rito Fornero

Controversie relative al licenziamento: applicabilità del rito Fornero Controversie relative al licenziamento: applicabilità del rito Fornero A cura di CDL Roberto Cristofaro Lo speciale rito Fornero è istituito dalla riforma del lavoro per l utilizzo nelle controversie relative

Dettagli

È inesistente la notifica tramite poste private degli atti di riscossione emessi dal gestore del servizio rifiuti.

È inesistente la notifica tramite poste private degli atti di riscossione emessi dal gestore del servizio rifiuti. Atti di riscossione del servizio rifiuti: notifica con poste private è inesistente Commissione Tributaria Provinciale Enna, sez. III, sentenza 19.03.2015 n. 319/3/15 (Giuseppe Agozzino) È inesistente la

Dettagli

www.ildirittoamministrativo.it

www.ildirittoamministrativo.it N. 04054/2014REG.PROV.COLL. N. 03730/2013 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente

Dettagli

Consiglio di Stato Sentenza del 11 settembre 2015, n. 4253 REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato Sentenza del 11 settembre 2015, n. 4253 REPUBBLICA ITALIANA Consiglio di Stato Sentenza del 11 settembre 2015, n. 4253 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA

Dettagli

L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità

L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità Nelle controversie in materia di invalidità, cecità, sordità civili, nonché di handicap, disabilità,

Dettagli

In nome del Popolo Italiano LA CORTE DEI CONTI

In nome del Popolo Italiano LA CORTE DEI CONTI Sent.640/2013 REPUBBLICA ITALIANA In nome del Popolo Italiano LA CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio in sede monocratica Il Giudice Unico delle pensioni dott. Marcovalerio POZZATO

Dettagli

SENTENZA CORRENTISTA DANNEGGIATO; - RICORRENTE -

SENTENZA CORRENTISTA DANNEGGIATO; - RICORRENTE - Data 04/10/2011 Ente giudicante CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE TERZA Numero 20292 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE ha pronunciato la seguente:

Dettagli

IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA di concerto con IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA e IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA di concerto con IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA e IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA DECRETO 8 maggio 1997, n. 187. Regolamento recante modalita' applicative delle disposizioni contenute all'articolo 2, comma 12, della legge 8 agosto 1995, n. 335, concernenti

Dettagli

Titolo I MODIFICHE AL CODICE PENALE

Titolo I MODIFICHE AL CODICE PENALE DISEGNO DI LEGGE RECANTE MODIFICHE ALLA NORMATIVA PENALE, SOSTANZIALE E PROCESSUALE, E ORDINAMENTALE PER IL RAFFORZAMENTO DELLE GARANZIE DIFENSIVE E LA DURATA RAGIONEVOLE DEI PROCESSI E PER UN MAGGIORE

Dettagli

Cassazione Penale Sez. II, 27 febbraio 2013 n. 9220 - Pres. Petti, Est. Gentile RITENUTO IN FATTO

Cassazione Penale Sez. II, 27 febbraio 2013 n. 9220 - Pres. Petti, Est. Gentile RITENUTO IN FATTO DETENZIONE PER FINI DI COMMERCIALIZZAZIONE DI SUPPORTI AUDIOVISIVI ABUSIVAMENTE RIPRODOTTI E RICETTAZIONE: LA LEX MITIOR SI APPLICA ANCHE SE SUCCESSIVAMENTE VIENE MODIFICATA IN SENSO PEGGIORATIVO Cassazione

Dettagli

Patente di guida: irregolarità e relative sanzioni

Patente di guida: irregolarità e relative sanzioni Patente di guida: irregolarità e relative sanzioni Errata applicazione dell articolo 126 bis al titolare di patente rilasciata da uno Stato estero All atto di rilascio della patente viene attribuito un

Dettagli

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Affari legali e Contenzioso Settore Strategie Difensive Ufficio contenzioso imprese e lavoratori autonomi Direzione centrale Accertamento Settore Grandi contribuenti

Dettagli

TITOLO I PENSIONE DI INABILITÀ

TITOLO I PENSIONE DI INABILITÀ REGOLAMENTO PER L'ACCERTAMENTO DELL'INABILITÀ E DELL'INVALIDITÀ (ai sensi degli artt. 18, comma 8, e 20, comma 7, del Regolamento per l'attuazione delle attività di previdenza approvato con D.M. 15/10/1997,

Dettagli

emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di MANTOVA contro:

emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di MANTOVA contro: REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI MILANO SEZIONE STACCATA DI BRESCIA SESSANTATREESIMA SEZIONE riunita con l'intervento dei Signori: Fondrieschi Fausto

Dettagli