L ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE IN CONDOMINIO

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1 Mercoledì 16 ottobre 1996 L ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE IN CONDOMINIO PREMESSA Tutti i provvedimenti che oggi fanno parte dell intero quadro di normative che regolamentano i comportamenti edificatori nel territorio, ed in particolar modo quelli oggetto della chiacchierata di questa sera, originano dai primi articoli della nostra Costituzione, dove si legge a chiare lettere che tutti i cittadini hanno pari dignità e pari diritti, devono concorrere al progresso della società, la Repubblica nel riconoscere a tutti questi diritti, promuove le condizioni che li rendano effettivi. NORMATIVA DI RIFERIMENTO Introduzione La Legislazione di settore fino all anno 1986 Nell affrontare l ordinamento giuridico riguardante l abolizione delle barriere architettoniche, ci sembra opportuno suddividerlo in tre periodi: 1. la legislazione prima dell anno i piani locali di abolizione delle barriere architettoniche dell anno la legislazione successiva all anno 1986 E facilmente intuibile il motivo della ripartizione in tre periodi. Il primo periodo è caratterizzato dagli interventi normativi che riguardano esclusivamente le strutture pubbliche e quelle di proprietà privata aperte al pubblico. 1 Il secondo periodo, non ne amplia il campo di applicazione, è però importante per l individuazione di strumenti normativi piani locali che vengono prescritti ad uso degli Enti Locali e delle Amministrazioni Pubbliche in generale. 2 Nel terzo periodo, estremamente interessante, il legislatore estende il campo di applicazione delle precedenti normative e vi comprende tutte le strutture private sia residenziali sia non residenziali. 3 1 Legge 118/1971 art D.P.R. 384/ Legge 41/1986 Finanziaria 3 Legge 13/1989 e D.M. 236/1989, Legge Regionale Lombardia 6/1989 rosanna gerini architetto - cascina molino san giuliano milanese - milano - telefax (02)

2 Nei primi due periodi si puntualizzano gli obblighi della pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini, quindi tutte le normative di quegli anni, regolamentano gli interventi che riguardano principalmente il tessuto sociale e di interesse collettivo. Tra questi erano inclusi, gli interventi che riguardavano la residenza pubblica, sovvenzionata o agevolata e tutti gli spazi di uso collettivo, anche se di proprietà privata. Nell ultimo periodo, quindi dal 1989 ad oggi, il quadro normativo riferito all eliminazione delle barriere architettoniche nel territorio, è stato completato con l emanazione di leggi nazionali e leggi regionali riguardanti la fruibilità e l accessibilità del patrimonio edilizio privato. In Lombardia, pertanto, le leggi di riferimento più importanti, oltre a provvedimenti di minor rilevanza emanati negli anni successivi, sono la Legge n.13 del 9 gennaio 1989 e relativo Decreto Ministeriale n.236 del 14 giugno 1989 e la Legge della Regione Lombardia n.6 del 20 febbraio Si potrebbe pensare che vista la data di emanazione della legge regionale rispetto a quella nazionale, la stessa altro non sia che un mero recepimento della legge dello stato, ma non è così, le due normative sono in realtà profondamente differenti soprattutto nelle prescrizioni riguardanti i parametri tecnici ; tutto ciò ha però una spiegazione logica, la legge regionale è stata promulgata dopo una lunga gestazione di alcuni anni ed infine trattenuta allo scopo di consentire la pubblicazione di una legge dello stato che però detta solo valori di principio, rinviando il contenuto tecnico ad un successivo atto, il Decreto Ministeriale 236. Corre l obbligo precisare che La legge n.13/89 ha valore di principio, mentre il D.M. n.236/89 ha valore di prescrizione tecnica. La legge regionale n.6/89 applica le norme di principio disciplinando nella sua potestà normativa le prescrizioni tecniche che prevalgono quindi su quelle statali, ove vi sia intervento sugli stessi aspetti e completano la normativa statale sui punti mancanti, mentre possono esservi aspetti non disciplinati dalla normativa regionale che restano in tal caso disciplinati dalla normativa statale. La legge regionale stabilisce dei minimi, nulla esclude l applicabilità di soluzioni più favorevoli : in particolare di quelle eventualmente reperibili nel decreto ministeriale ove nel caso concreto garantiscano un miglior perseguimento dell interesse curato. Nelle parti più favorevoli le prescrizioni del decreto ministeriale, ove inferiori ai minimi prescritti dalla legge regionale, non sono di applicazione doverosa perché ciò determinerebbe una sostanziale disapplicazione della legge, che appare inammissibile poiché : a) quelli regionali sono dei minimi al di sotto dei quali non si può andare ; b) comunque tutte le previsioni del decreto ministeriale sono integralmente disponibili. rosanna gerini architetto - cascina molino san giuliano milanese - milano - telefax (02)

3 E opportuno precisare che nei casi in cui le norme e le prescrizioni attribuiscono rilevanza alla destinazione funzionale di cui alla legge regionale n.6/89 ciascuna porzione (unità ambientale) di immobile soggiace alla disciplina prevista per la propria destinazione. Tutto ciò premesso, per chiarire che nonostante l obbligo di confrontare i diversi contenuti di più leggi, il nostro punto fermo sarà la normativa regionale. Le finalità Le leggi sull eliminazione delle barriere architettoniche dettano norme e dispongono interventi graduali diretti ad assicurare la massima autonomia, nell ambiente costruito, da parte di tutti i cittadini, pertanto si applicano a tutti gli edifici di nuova costruzione e negli interventi di ristrutturazione agli edifici esistenti, come definiti dall art. 31 della legge 457/78, di proprietà privata. Campo di applicazione Le norme delle suddette leggi si applicano a tutti gli edifici, gli ambienti e le strutture, anche di carattere temporaneo, di proprietà pubblica e privata, che prevedano il passaggio o la permanenza di persone. In particolare le disposizioni riguardano : a) gli edifici di uso residenziale abitativo anche pubblica sovvenzionata o agevolata; b) gli edifici e i locali destinati ad attività produttive di carattere industriale, agricolo, artigianale, nonché ad attività commerciali e del settore terziario ; c) le aree ed i percorsi pedonali urbani, nonché i parcheggi ; d) le strutture e gli impianti di servizio di uso pubblico (nel caso della residenza privata ha significato per la comunità dei condomini e degli inquilini), esterni o interni alle costruzioni ; e) i segnali ottici, acustici e tattili da utilizzare negli ambienti di cui alle lettere precedenti. Innovazioni Con le normative sopracitate sono state introdotte alcune definizioni innovative : accessibilità, visitabilità, adattabilità. Per accessibilità si intende la possibilità per chiunque di poter fruire completamente di tutti gli spazi che compongono un territorio, in condizioni di assoluta sicurezza ed autonomia ; quindi l accessibilità dovrà essere garantita in tutto il territorio, negli spazi esterni ai fabbricati e nelle parti comuni (siano esse intese come spazi ad uso della collettività, siano intese in senso stretto quali parti di proprietà comune indivisa ad uso dei diversi proprietari o inquilini). Per visitabilità si intende la condizione che permette a persone con ridotta capacità motoria, di accedere ad alcuni spazi o unità ambientali, garantendone requisiti minimi. Per adattabilità si intende la condizione di poter modificare successivamente, a costi limitati, l ambiente in modo da renderlo completamente accessibile. Si sono anche introdotti due concetti fondamentali : il significato di barriera architettonica, qualsiasi ostacolo che limita o nega l uso ai cittadini, di spazi, edifici e strutture e, in particolare, rosanna gerini architetto - cascina molino san giuliano milanese - milano - telefax (02)

4 impedisce la mobilità dei soggetti con difficoltà motoria, sensoriale e/o psichica, di natura permanente o temporanea, dipendente da qualsiasi causa ; e di barriera localizzativa che rappresenta ogni ostacolo o impedimento della percezione connessi alla posizione, alla forma o al colore di elementi architettonici e dei mezzi di trasporto, tali da ostacolare o limitare o mettere in pericolo la vita di relazione di tutti i cittadini. Sono stati anche meglio descritte le differenti parti delle strutture edilizie a miglior semplificazione delle seguenti descrizioni riguardanti le prescrizioni tecniche per le diverse destinazioni d uso : a) spazi esterni b) edificio c) parti comuni d) unità ambientale e) unità immobiliare SPAZI ESTERNI Si intende l insieme degli spazi aperti, anche se coperti, di pertinenza dell edificio o di più edifici ed in particolare quelli interposti tra l edificio o gli edifici e la viabilità pubblica o di uso pubblico. EDIFICIO Si intende una unità immobiliare dotata di autonomia funzionale, ovvero un insieme di unità immobiliari funzionalmente e/o fisicamente connesse tra loro. PARTI COMUNI Si intendono quelle unità ambientali che servono o che connettono funzionalmente più unità immobiliari. UNITA AMBIENTALE Si intende uno spazio elementare e definito, idoneo a consentire lo svolgimento di attività compatibili tra loro. UNITA IMMOBILIARE Si intende una unità ambientale suscettibile di autonomo godimento ovvero un insieme di unità ambientali funzionalmente connesse, suscettibile di autonomo godimento. A questo punto possiamo esaminare le diverse tipologie di intervento da realizzare per le differenti destinazioni d uso delle singole unità ambientali o immobiliari. La normativa regionale non diversifica gli interventi di nuova costruzione da quelli operati sul patrimonio esistente, mentre la normativa dello stato consente di procedere con interventi minimali, comunque inderogabili, laddove esistano impedimenti di ordine strutturale. rosanna gerini architetto - cascina molino san giuliano milanese - milano - telefax (02)

5 Concessioni ed autorizzazioni a edificare, in deroga agli strumenti urbanistici vigenti Ai fini dell abbattimento delle barriere architettoniche e localizzative, le concessioni e autorizzazioni di edificazione relative agli interventi di cui all art.31 legge 457/78, possono essere eccezionalmente e motivatamente rilasciate in deroga agli standard, limiti o vincoli previsti dagli strumenti urbanistici vigenti. La deroga è concessa solo per gli interventi per i quali non sia possibile intervenire secondo le prescrizioni della normativa sull eliminazione delle barriere architettoniche. Concessioni ed autorizzazioni a edificare, in deroga alle prescrizioni tecniche di attuazione delle leggi sull eliminazione delle barriere architettoniche Le concessioni e autorizzazioni di cui sopra, possono essere motivatamente rilasciate in deroga a quanto previsto dall allegato legge 6/89 nel caso di : presenza di vincoli a tutela dei beni artistici, archeologici, storici e culturali, che non consentano interventi coerenti con le finalità delle leggi per l abbattimento delle barriere architettoniche e localizzative e per l impossibilità tecnica connessa agli elementi statici ed impiantistici degli edifici oggetto dell intervento. Il rilascio di detti provvedimenti di concessione o autorizzazione è comunque subordinato all adozione di soluzioni tecniche alternative alle prescrizioni delle diverse normative, tali da garantire l uso dell immobile secondo le finalità delle normative stesse. Sanzioni L inosservanza delle norme dettate dalla legge 6/89, da parte del titolare della concessione o autorizzazione edilizia, del committente, del Direttore dei lavori, costituisce variazione essenziale di cui all art.8, primo comma, lettera c), della legge 47/85, cui consegue l applicazione delle disposizioni e delle sanzioni previste dalla legislazione vigente. Visti gli obiettivi della normativa sull eliminazione delle barriere architettoniche, che prevede interventi graduali per l adeguamento dell ambiente costruito, in presenza di qualsiasi intervento edilizio di cui all art.31 della legge 457/78, ancorché oggetto della procedura ex art.26 della legge 47/85, in ottemperanza alle prescrizioni di legge si dovranno prevedere per le differenti destinazioni e tipologie, le caratteristiche riportate nella tabella seguente : rosanna gerini architetto - cascina molino san giuliano milanese - milano - telefax (02)

6 NEGLI EDIFICI RESIDENZIALI EDIFICI RESIDENZIALI UNIFAMILIARI VISITABILI ADATTABILI EDIFICI PLURIFAMILIARI con parti comuni CON MENO DI TRE LIVELLI FUORI TERRA (compresi interrati e/o porticati) nelle UNITA IMMOBILIARI VISITABILI ADATTABILI nelle PARTI COMUNI ACCESSIBILI* EDIFICI PLURIFAMILIARI con parti comuni CON PIU DI TRE LIVELLI FUORI TERRA (compresi interrati e/o porticati) nelle UNITA IMMOBILIARI nelle PARTI COMUNI ACCESSIBILI VISITABILI ADATTABILI NELLE UNITA IMMOBILIARI NON RESIDENZIALI UNITA IMMOBILIARI DESTINATE AD ATTIVITÀ PRODUTTIVE DI CARATTERE : INDUSTRIALE, AGRICOLO, ARTIGIANALE, ATTIVITA COMMERIALI e del SETTORE TERZIARIO ACCESSIBILI Quindi dovranno essere : ACCESSIBILI : 1. SPAZI ESTERNI almeno un percorso che colleghi la viabilità pubblica all ingresso dell edificio 2. PARTI COMUNI in tutti gli edifici con più di tre livelli compresi interrati e/o porticati, dovrà essere installato l ascensore con caratteristiche tecniche prescritte dalla L.R. 6/89 negli edifici con meno di tre livelli compresi interrati e/o porticati, si potrà in via alternativa all ascensore, installare piattaforme elevatrici o montascale 3. UNITA IMMOBILIARI destinate ad attività di carattere : INDUSTRIALE, AGRICOLO, ARTIGIANALE, ATTIVITA COMMERIALI e del SETTORE TERZIARIO VISITABILI e ADATTABILI : 1. UNITA IMMOBILIARI RESIDENZIALI rosanna gerini architetto - cascina molino san giuliano milanese - milano - telefax (02)

7 Fig. A Fig. B Come si può notare, il requisito di adattabilità (Fig. A) è soddisfatto se a fronte di pochi interventi di costo contenuto si trasforma l alloggio in accessibile (Fig. B) ; quindi è sicuramente rosanna gerini architetto - cascina molino san giuliano milanese - milano - telefax (02)

8 adattabile l unità immobiliare che prevede varchi e porte di dimensione netta minima di cm 80, corridoi e passaggi di almeno cm 120, la possibilità di rimozione di un apparecchio sanitario in modo da consentire l avvicinamento laterale alla tazza WC, ecc. Questi ed altri interventi di eliminazione delle barriere architettoniche possono essere realizzati anche con un contributo da parte dello stato. Una innovazione introdotta con la legge dello stato n.13/89 è la possibilità da parte del cittadino, avente diritto, vale a dire, il cittadino a cui sia stata riconosciuta una invalidità permanente, motoria o sensoriale, di realizzare a proprie spese con un contributo in conto capitale dallo stato, tutte le opere di eliminazione delle barriere architettoniche che siano necessarie per il raggiungimento ed il godimento della propria residenza. Tali opere possono essere realizzate sia nelle parti comuni, sia all interno dell unità immobiliare dove il disabile dimora stabilmente, possono essere opere funzionalmente connesse, pertanto concorrere in toto alla concessione del contributo. Il contributo può essere concesso al disabile, ovvero all eventuale tutore o al condominio dove lo stesso dimora. IL CONTRIBUTO VIENE EROGATO COME SEGUE : LE RICHIESTE DI CONTRIBUTO PER LE OPERE DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE SOSTENUTE DA SOGGETTI PRIVATI DEVONO PERVENIRE ENTRO IL 1 MARZO DI OGNI ANNO AL COMUNE DI RESIDENZA POTRANNO ESSERE INOLTRATE SOLAMENTE DA : DISABILE O DA EVENTUALI TUTORI DEL DISABILE rosanna gerini architetto - cascina molino san giuliano milanese - milano - telefax (02)

9 I CONTRIBUTI VENGONO CONCESSI SOLO PER OPERE NON ANCORA REALIZZATE FACCIAMO L ESEMPIO DI... di Rosanna Gerini Un intervento in uno stabile condominiale con caratteristiche di edilizia economica popolare, nella città di Milano. Lo stabile presenta le barriere architettoniche caratteristiche, dell epoca della sua costruzione, inseribile nel primo quarto del secolo diciannovesimo ; periodo storico dove l architettura che riguardava l edilizia popolare, era soggetta anche a pressioni politiche e necessità di creare alloggi per l allora nascente industria lombarda, con speciale riguardo ad attenti studi sul dimensionamento minimo degli standards abitativi e conseguenti spazi comuni. L immobile oggetto dell intervento è composto da nuclei di abitazione serviti da scale indipendenti aventi l accesso unicamente da cortili comuni. Il medesimo è costituito da un piano cantinato e da quattro piani fuori terra, oltre al piano solaio sottotetto. L ingresso della porzione condominiale interessata, avviene da uno dei cortili ed è posto al piano del medesimo con accesso diretto al vano scala comune. Si osserva che il primo piano abitato è rialzato e raggiungibile attraverso una rampa di scala di 6 alzate che superano un dislivello di cm 100. Questa prima rampa di scale, larga cm 136, porta ad un pianerottolo che presenta caratteristiche dimensionali uguali per tutti i piani serviti dalla stessa scala, le dimensioni di tali pianerottoli sono di cm 200 di profondità per una larghezza di cm 235 ; su questi pianerottoli, ad ogni piano si affacciano tre entrate ai relativi appartamenti. Il vano scala è composto dai pianerottoli sopradescritti e da due rampe, per il raggiungimento di ogni piano, di undici alzate larghe cm 96/98 ciascuna, distanti tra loro nella parte centrale di cm 39/40, corredate di balaustra in ferro, centrale, con corrimano in legno. Ogni rampa è interrotta da un pianerottolo intermedio finestrato che misura cm 95 di profondità per cm 235 di larghezza, il tutto fino al raggiungimento del quarto piano abitato, nonché del sottotetto. Le dimensioni, quindi, complessive del vano scala sono di cm 590 per cm 235. Esiste inoltre una scala che dall ingresso del piano terreno porta al piano cantinato, ed è larga cm 85. Lo scopo è certamente quello di eliminare le barriere architettoniche presenti, negli spazi comuni, al fine di consentire, alla popolazione residente oltretutto in prevalenza costituita da persone anziane in parte con difficoltà motorie, l agevole raggiungimento delle proprie abitazioni. rosanna gerini architetto - cascina molino san giuliano milanese - milano - telefax (02)

10 Definizione della tipologia edilizia ai fini dell applicazione della legge Essendo il fabbricato di uso residenziale abitativo di proprietà privata, la normativa di riferimento è la Legge Regionale n.6/89 integrata e completata con le prescrizioni contenute nel Decreto Ministeriale n.236/89. Secondo le tabelle tipologiche contenute nelle leggi, si può definire l edificio plurifamiliare con parti comuni, con più di tre livelli fuori terra ; pertanto sia la legge regionale che il decreto ministeriale, prevedono l installazione di un impianto di sollevamento. Scelta dell intervento La soluzione progettuale più naturale sarebbe l individuare, come luogo più consono all inserimento di un impianto elevatore, il vano scala già esistente. Secondo la legge regionale, i requisiti minimi dimensionali di un ascensore da installare in edifici residenziali sono di cm 130 per cm 90 di vano utile interno della cabina, di cm da 85 a 90 di luce netta della porta della cabina. Le porte di cabina e di piano devono essere del tipo a scorrimento automatico. D.M. 236/89 - all art (Ascensore) L ascensore deve avere una cabina di dimensioni minime tali da permetterne l uso da parte di una persona su sedia a ruote. Le porte di cabina e di piano devono essere del tipo automatico e di dimensioni tali da permettere l accesso alla sedia a ruote. Il decreto ministeriale, ove non sia possibile l installazione di cabine di dimensioni superiori, prevede per gli ascensori da installare in edifici preesitenti, dimensioni ridotte a un minimo di cm 120 per cm 80 di vano utile interno della cabina, di cm 75 di luce netta della porta a scorrimento automatico della cabina. Mentre le porte di piano possono essere anche del tipo ad anta incernierata. Ipotizzando l inserimento di un impianto ascensore, nel vano scala a disposizione (Fig. 1), con dimensioni minime inderogabili di cabina, di cm 80x120, avendo a disposizione una larghezza massima del vano stesso di cm 235, tenendo doverosamente in considerazione gli ingombri tecnici di qualsiasi tipologia di vano corsa, necessari per l alloggiamento del medesimo, ne risulterebbero rampe di scale ridotte ad una larghezza tale da non consentire l agevole passaggio di una persona, tantomeno, come prevedono i regolamenti edilizi comunali, il trasporto di mobili nonché barelle ed una sicura evacuazione in caso di incendio. L impossibilità di poter intervenire nel vano scala esistente, sollecita la ricerca di un area disponibile, adeguata, nella parte esterna all edificio. Fortunatamente la porzione di cortile antistante l ingresso all edificio, permette l inserimento di un ascensore con caratteristiche dimensionali ideali, con annessa relativa scala di servizio (Fig. 2). Per la realizzazione di tale soluzione occorre demolire l esistente scala interna, mantenendo i pianerottoli originali di accesso agli appartamenti, prolungando gli stessi su tutta la superficie del vano scala, collegandoli verso esterno alla nuova struttura ascensore/scala di servizio. rosanna gerini architetto - cascina molino san giuliano milanese - milano - telefax (02)

11 I varchi di collegamento si ricaveranno utilizzando in parte le aperture esistenti collocate sulla facciata dell edificio. Per il superamento dei primi gradini che conducono al piano rialzato, all occorrenza sarà possibile installare una piattaforma montascale perché la larghezza degli stessi ne consente la collocazione. Figura 1 Figura 2 (sezione dell edificio nell area del vano scala comune e vista del profilo del nuovo vano ascensore esterno) Come si evince dal disegno sopra riportato (figura 1), è impossibile dal punto di vista tecnico inserire nel vano scala in questione, qualsivoglia ascensore che rispetti le prescrizioni minime di legge in materia di eliminazione delle barriere architettoniche e conseguentemente essere approvato dalle autorità locali competenti. rosanna gerini architetto - cascina molino san giuliano milanese - milano - telefax (02)

12 Figura 3 (ascensore/scala di servizio collocati all interno del cortile comune) E senza dubbio la soluzione che garantisce il pieno rispetto delle prescrizioni di legge, prevede come evidenziato nella sezione, il prolungamento di tutte le solette degli spazi comuni con un conseguente consolidamento delle strutture esistenti, la realizzazione della scala all esterno più ampia e comoda consente il suo utilizzo anche come scala antincendio (Fig. 3), la costruzione di un ascensore a norma con il rispetto delle distanze previste ; ascensore e scala potranno essere realizzati con materiali che garantiscano il minimo impatto ambientale. Il costo di un intervento di questo tipo sarà giustificato da un incremento di valore di tutto il fabbricato e certamente un miglioramento nella fruizione di tutti gli spazi comuni. Per quanto riguarda la concessione o autorizzazione alla realizzazione di tale intervento, la stessa sarà motivatamente rilasciata in deroga a tutti gli strumenti urbanistici vigenti come previsto nell art.19 della L.R. 6/89. rosanna gerini architetto - cascina molino san giuliano milanese - milano - telefax (02)

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