LUOGO E DATA 24, 25 aprile 2013 Parlamento Europeo Rue Wiertz 60, 1000 Bruxelles

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1 TITOLO Riunione della Commissione ECON LUOGO E DATA 24, 25 aprile 2013 Parlamento Europeo Rue Wiertz 60, 1000 Bruxelles ORGANIZZATORE Commissione ECON RELAZIONE Relazione annuale 2012 della Banca centrale europea ECON/7/12316 V. Constancio (vice presidente BCE) è intervenuto al Parlamento Europeo per presentare la relazione annuale della Banca Centrale Europea per il I temi fondamentali affrontati durante l incontro con la commissione ECON hanno riguardato gli sviluppi economici e monetari dell area Euro e i piani di riforme istituzionali necessari a stimolare la crescita in Europa. Il 2012 ha visto un inasprimento della crisi di fiducia dei mercati finanziari, che ha portato, a seguito a due anni di crescita contenuta, a una riduzione media del PIL dello 0,6%. Previsioni consensuali prevedono un ulteriore contrazione per il Le dinamiche dei prestiti e della concessione di credito appaiono sotto controllo anche se i flussi di credito all economia reale (imprese e famiglie) stentano a ripartire. L inflazione ha raggiunto nel 2012 un livello del 2,5 % superiore quindi agli obiettivi statutari della BCE, questo a causa degli effetti di shock dell offerta. L inflazione è poi tornata a livelli più contenuti attestandosi in questo momento attorno all 1,7%. Il consiglio direttivo della BCE resta fermo sul proprio mandato di stabilità dei prezzi e le aspettative sono stabili per il futuro. La fase di turbolenza del 2012 aveva creato timori sulla possibile reversibilità della moneta unica, per questo motivo sono stati elargiti prestiti sui mercati secondari e costituiti programmi appositi come gli OMT (Outright Monetary Transactions), per impedire che le forti tensioni sui mercati dei titoli di Stato portassero ad un pagamento di eccessivi premi per il rischio in diversi Paesi (soprattutto del Sud). Dal 2010 in poi in vari Stati membri sono state avviate intense politiche di consolidamento fiscale che hanno consentito l importante riduzione del rapporto deficit/pil. Questi sforzi stanno dando oggi i propri frutti. Ciononostante i costi impliciti delle politiche di risanamento si sono ripercossi sull occupazione che è crollata in vari Stati. Occorre quindi considerare attentamente tali costi e completare la fase di riforme strutturali che portino a maggiore concorrenza e occupazione, garantendo finalmente una crescita sostenibile. Alcuni Paesi sono riusciti ad agire incisivamente sul miglioramento della concorrenzialità (specialmente Irlanda, Spagna, Grecia e Portogallo) e questo, considerando il miglioramento relativo nei confronti dei maggiori partner commerciali non-euro, ha dato respiro all economia. Per il 2013 è previsto in tutti i Paesi un surplus di bilancio, tranne che per la Grecia che vedrà

2 comunque molto ridotto il proprio deficit. Le riforme promosse hanno quindi comportato progressi importati nella realizzazione di un unione monetaria stabile. Per quanto riguarda le riforme strutturali ancora da completare esse riguardano principalmente l Unione Bancaria e i Meccanismi di Supervisione Unica (SSM) e di Risoluzione. Per quanto riguarda l Unione Bancaria in sede di trilogo sono stati fatti passi importanti e bisogna ora stabilire alcune questioni relative alla vigilanza bancaria. Tali meccanismi serviranno a consolidare l Unione bancaria ma per far ciò occorrerà stabilire e garantire poteri e competenze fondamentali: la predisposizione di una serie di strumenti adeguati e legati ai poteri delle autorità di supervisione. Per poter risolvere e recuperare le banche servono infatti, oltre a poteri e competenze chiari, anche strumenti come il bail-in o l introduzione di vincoli di preferenza a tutela dei depositanti; una forte autorità indipendente necessaria per il funzionamento del SSM. A tale proposito Constancio ha affermato che non basterà coordinare le autorità nazionali, ma si dovrà creare una nuova autorità che sia efficace anche in caso di crisi transfrontaliera; la creazione di un fondo europeo in seno all autorità di risoluzione unica, finanziato privatamente dal settore bancario, che dovrebbe avviarsi in caso di emergenza se non bastasse la copertura di azionisti e creditori. Solo in casi eccezionali il fondo potrà ricevere contributi dal settore pubblico. Garantire una strategia di risoluzione unica consentirà maggiore stabilità finanziaria, rinnovata attenzione agli impatti sull economia reale e il rispetto del principio di minimo costo possibile per il contribuente. Gli obiettivi principali restano quindi la protezione dei contribuenti dall esposizione ai fallimenti bancari e il contributo alla credibilità e protezione dei servizi bancari principali. La futura entrata in vigore dell Unione bancaria potrebbe essere una soluzione per risolvere la pressione sul capitale del settore bancario. Altri punti su cui occorrerà lavorare ancora riguardano la riduzione della leva finanziaria degli istituti e il ritrovamento della fiducia che ancora non consente una diffusione adeguata del credito. I bilanci delle banche dovranno poi essere ristrutturati considerando pienamente le perdite potenziali, anche se questo rischia di ridurre ulteriormente le disponibilità di credito. L SSM tramite controlli preventivi sulle banche garantirà un clima di maggiore fiducia e la possibilità di ricapitalizzare a costi minori. Il meccanismo di risoluzione unica garantirà invece la separazione tra i rischi delle banche e i crediti sovrani, aiutando in questo modo a consolidare le prospettive di crescita dei Paesi e dell area Euro. Il dibattito è proseguito con gli interventi dei MEPs. Numerosi deputati hanno rimarcato che la BCE dovrebbe fare ancora di più per garantire i prestiti delle banche all'economia reale. I deputati di centro-sinistra e alcuni altri dei Paesi più colpiti dalla crisi hanno poi proposto un ripensamento delle politiche di austerità. Il responsabile della relazione 2012 per il Parlamento, che sarà presentato in commissione ECON nella seconda metà di giugno, G. Pittella (S&D) si è lamentato per il ritardo nel fornire la relazione al Parlamento che ha impedito di poter preparare il dibattito ed ha quindi criticato il profilo di trasparenza della BCE. È poi passato ad affrontare la crisi economica e

3 sociale citando il retromarcia di Barroso riguardo all efficacia delle politiche di austerity. Ha citato i problemi del rifinanziamento dei Paesi del sud e degli spread dei titoli di stato. A questi si aggiungono i problemi di condizionalità per l accesso alle OMT che rendono tali strumenti meno appetibili proprio per i Paesi che ne avrebbero maggiore bisogno. Riguardo al tema "meno austerità", Constancio si è detto in accordo a un rallentamento nell attuazione delle riforme strutturali, ma ha comunque insistito sulla necessità di continuare a lottare per raggiungere i livelli di debito sostenibili. S. Goulard (ALDE) ha affrontato il tema dei tassi d interesse, troppo difformi nella zona Euro. I Paesi dove le imprese avrebbero bisogno di maggiori risorse sono quelli che vedono invece i tassi d interesse più elevati. Constancio ha ribadito che la BCE non può costringere le banche a concedere prestiti ed ha riferito che se queste mostrano poco appetito a prestare all'economia reale nonostante le iniziative della BCE di fornire loro liquidità, ciò è anche dovuto ai diversi rendimenti dei titoli pubblici, che serve appunto valutare il rischio nei diversi Paesi e sul quale non si può agire senza riforme di carattere strutturale e nazionale. M. Matias (GUE) e S. Giegold (V-ALE) hanno posto il problema della redistribuzione degli utili della BCE e della trasparenza sulle linee di credito e sulle operazioni soggiacenti e collegate. Gli utili della Banca Centrale sono aumentati notevolmente nell anno passato grazie all acquisizione di titoli nazionali. Hanno entrambe rimarcato come sembri immorale in questo contesto di difficoltà economica la realizzazione di tali utili esorbitanti che andrebbero invece ridistribuiti e rispetto ai quali servirebbe maggiore trasparenza. Sulla trasparenza, Constancio ha risposto come la BCE abbia fornito tutte le informazioni relative ai programmi di liquidità di ultima istanza (ELA), mentre per quanto riguarda il trasferimento diretto delle risorse così generate, ciò è reso impossibile dai vincoli di mandato della BCE (per trattato la BCE non può distribuire direttamente tali utili ai Paesi in quanto ciò costituirebbe un finanziamento diretto). Anche D. Feio (PPE) ha ripreso il tema degli acquisti e rinegoziazioni dei debiti pubblici nazionali dei Paesi in fase di aggiustamento di bilancio, contrapponendolo alle operazioni di acquisto dei debiti sovrani eseguite dai Paesi europei in condizioni finanziarie migliori. Ha quindi chiesto se in un futuro prossimo i Paesi che abbiano rispettato gli obblighi e criteri imposti da Troika e BCE possano usufruire di un trattamento più morbido nel ripagare queste passività. G. Hokmark (PPE) si è concentrato sul problema dell accesso ai mercati finanziari per liberare le risorse necessarie agli investimenti. Ha chiesto dell evoluzione prevista dei tassi d interesse e delle conseguenti prospettive di accesso ai mercati, domandandosi se la BCE preveda la possibilità di aumentare la spesa pubblica per generare crescita. Constancio ha risposto che i Paesi potranno scegliere se andare o meno avanti nelle politiche di consolidamento, ma che sarà difficile prevedere le reazioni dei mercati. Gli spread si sono ridotti grazie agli interventi della BCE che tuttavia da soli non sarebbero bastati, senza le misure di aggiustamento strutturale portate avanti dagli Stati. Infine, prendendo in considerazione un possibile ed ulteriore taglio dei tassi, Constancio ha affermato che la BCE è pronta ad agire in qualsiasi modo disponibile, soprattutto se la situazione dovesse peggiorare. G. Mitchell (PPE) ha introdotto il tema degli Eurobond il cui inserimento sarebbe possibile se solo si superassero i vincoli politici che costituiscono oggi il limite principale all introduzione di tale strumento, ed ha quindi chiesto perché la BCE non spinga in tal

4 senso. Constancio ha risposto che la BCE non ha molta voce in capitolo non essendo un istituzione politica. Altro punto sollevato dal deputato popolare ha riguardato la possibilità di ritiro delle banconote da 500 euro, usate a suo dire quasi esclusivamente per attività di evasione ed elusione fiscale se non direttamente dal crimine organizzato. Ha rimarcato come simili politiche siano state seguite dai maggiori Paesi sviluppati ed ha fornito alcuni dati riguardanti l ammontare di ricchezza rappresentato dalle banconote di grosso taglio (oltre 284 miliardi di euro ossia il 32% del valore totale della moneta unica). Constancio ha sottolineato come già si fosse posto tale dubbio in passato, come governatore della Banca centrale del Portogallo, mentre la posizione della BCE sarà chiarita nel prossimo futuro e nelle aspettative questo sarà un tema caldo nella prossima relazione del Parlamento. Dialogo economico e scambio di opinioni sugli squilibri macroeconomici con Olli Rehn, vicepresidente della Commissione e commissario responsabile degli affari economici e monetari dell euro ECON/7/00023 Il Commissario per gli affari economici O. Rehn ha introdotto il dibattito discutendo degli squilibri macroeconomici dell Area Euro e riprendendo le conclusioni esaminate all interno delle revisioni approfondite svolte per 13 Stati membri che presentano attualmente elementi di rischio sistemico o macroeconomico. Rehn ha esordito dicendo che le riforme già intraprese cominciano a dare i propri frutti, rendendo possibile un rallentamento del consolidamento fiscale. Il tema della governance economica rafforzata richiede tuttavia un dibattito in seno al Parlamento sulle condizioni politiche e macroeconomiche necessarie al suo corretto funzionamento. Alcune questioni politiche hanno una valenza generale e si ritrovano trasversalmente nei diversi Paesi, tra queste: l adeguamento esterno della bilancia commerciale è stato avviato, ciononostante le passività finanziarie esterne ancora costituiscono un rischio serio nella maggior parte dei Paesi; la competitività strutturale e di costo continua ad essere una preoccupazione in varie economie UE; la riduzione dell esposizione del settore privato sta procedendo, ma ancora resta elevato l indebitamento del settore, il che riduce consumi e investimenti e quindi rallenta ed impedisce la ripartenza della crescita economica; nonostante il settore immobiliare si sta adeguando e correggendo restano elevati i rischi di stabilità. La Commissione sta sostenendo gli sforzi di riforma in tutti i Paesi, promuovendo il completamento delle riforme avviate e la maggiore inclusione di provvedimenti politici nei programmi di stabilità. Tuttavia squilibri macroeconomici di diversa entità restano in tutti gli stati sottoposti a revisione approfondita. Indebitamento aziendale, esposizione esterna, le capacità limitate di adeguamento dei mercati di capitale e lavoro, l elevata disoccupazione e le condizioni finanziarie generali sono tra i principali elementi di vulnerabilità. La velocità del consolidamento fiscale sta rallentando in UE, essendosi dimezzata rispetto all anno scorso. Hanno contribuito le azioni di stabilizzazione della BCE e la riforma della governance economica, che ha creato un quadro efficace per gli adeguamenti finanziari e strutturali. È ora possibile sviluppare una politica fiscale a medio termine anche grazie alla riduzione dei tassi pagati dai Paesi per rifinanziare i debiti. Ciononostante le condizioni finanziarie restrittive ancora bloccano la crescita nei Paesi del Sud, che si ritrovano in una situazione di trappola della liquidità dalla quale si sta cercando di uscire grazie al lavoro

5 congiunto delle istituzioni europee, cercando soprattutto di rilanciare le aziende esportatrici e di ricreare posti di lavoro. Il Parlamento si è diviso sul tema dell austerità e dell attenzione eccessiva della Commissione per tali politiche. Forti critiche sono emerse nei gruppi di centro-sinistra che hanno duramente criticato le politiche di rigore e ricordato che queste non godano più di alcun sostegno politico o sociale, come nel caso di E. Ferreira (S&D) che ha ricordato il fallimento delle politiche di austerità in Portogallo e la generale assenza di politiche di accompagnamento sociale che mitighino gli effetti di tali politiche sulle fasce più deboli. I Paesi UE hanno bisogno di nuovi stimoli, non di un semplice rallentamento del rigore, come è emerso dall intervento di W. Klinz (ALDE), che ha parlato della necessità di generare crescita, smantellando la burocrazia e completando il mercato unico dei servizi. Le politiche finora promosse dalla Commissione non hanno fatto che togliere autorità agli Stati membri che in molti casi sarebbero potuti intervenire in modo migliore della Commissione. Di opinione opposta i partiti di centro destra che hanno avanzato richieste di maggiore coraggio nel perseguire le politiche di rigore fino ad oggi proposte. Ad esempio G.P. Gauzes (PPE) ha sottolineato gli emergenti problemi finanziari della Francia, per risolvere i quali rinunciare al rigore potrebbe costituire un rischio eccessivo. Sarebbe opportuno utilizzare gli strumenti già introdotti (come 6pack e 2pack) senza timori, poiché sono stati lungamente discussi e vi sono state investite notevoli risorse. La critica che la Commissione stia deviando dalla giusta rotta, dando ai mercati un segnale di debolezza e mostrandosi pronta a piegarsi alle pressioni nazionali è stata mossa anche da S. Terho (EFD). Tornando al tema della disciplina fiscale, egli ha ricordato come patti comuni già esistessero prima della crisi (Patto di crescita e stabilità) e che il non rispetto degli stessi abbia contribuito a generare la sfiducia dei mercati. Critiche sono state anche rivolte all incapacità della Commissione di migliorare l'occupazione o di fare pressione sui Paesi maggiormente indebitati per tagliare le spese militari. Infine, N. Chountis (GUE) assieme a vari deputati di altri schieramenti, hanno lamentato come le modalità dei prestiti di salvataggio della Troika siano spesso oscure e inspiegabili, come nel caso della mancata fusione tra EUROBANK e la principale banca greca, dando adito al sentimento che alcuni asset dei Paesi in difficoltà siano in svendita a vantaggio delle istituzioni finanziarie dei Paesi più forti dell Area Euro. LINKS Ordine del giorno e documenti commissione ECON: htm Eseguito da: Riccardo Di Gennaro UNIONCAMERE DEL VENETO Delegazione di Bruxelles Av. de Tervueren 67 - B Bruxelles Tel Fax

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