LA RELAZIONE SOSTENIBILE. LA RESPONSABILITÀ DELL IMPRESA E DEGLI STAKEHOLDER: GESTIRE LA COMPLESSITÀ PER UNA RELAZIONE VANTAGGIOSA

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1 ABI - FORUM CSR 2008 LA RELAZIONE SOSTENIBILE. LA RESPONSABILITÀ DELL IMPRESA E DEGLI STAKEHOLDER: GESTIRE LA COMPLESSITÀ PER UNA RELAZIONE VANTAGGIOSA Roma Palazzo Altieri 29/30 gennaio 2008 Risultati preliminari della ricerca ABI - CeSPI Analisi dei bisogni finanziari e assicurativi degli immigrati in Italia con la collaborazione di: AXA MPS Assicurazioni Vita Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Banca Sella Consorzio PattiChiari Fondazione Unipolis Gruppo Bancario Banco Popolare Intesa Sanpaolo Unione di Banche Italiane - UBI Relatore: José Luis Rhi-Sausi, Direttore del CeSPI Team di ricerca: ABI: Chiara Provasoli, Angela Tanno, Gianna Zappi CeSPI: Sebastiano Ceschi, Elisenda Estruch, Daniele Frigeri, Giulio Giangaspero, Alberto Mazzali, Marco Zupi

2 Presentazione della ricerca La relazione fra migranti e banche in Italia è venuta emergendo come un tema di grande interesse, suscitando l attenzione sia delle istituzioni pubbliche, sia del mondo economico e finanziario. Ciò ha comportato una serie di sforzi in direzione di una maggiore comprensione e conoscenza dei comportamenti finanziari dei migranti. Attualmente disponiamo, perciò, di un piccolo corpus di studi e di indagini sull argomento che, in maniera progressivamente più dettagliata, hanno iniziato a scandagliare i diversi ambiti e le varie problematiche inerenti alla questione dell inclusione finanziaria della popolazione straniera nel nostro paese. Sembra pertanto essere giunto il momento in cui, superata la fase più propriamente pionieristica della ricerca sul tema, sul rapporto fra banche e migranti si possano cominciare a produrre conoscenze e indicazioni più mature e approfondite. L impegno della collaborazione ABI - CeSPI è andato nella direzione di un consolidamento e di un significativo ampliamento delle rilevazioni svolte in precedenza, in particolare la ricerca sul settore bancario e la relazione con la clientela straniera del e l indagine, svolta nel , sulle strategie e sui prodotti/servizi delle banche verso i nuovi italiani. Tutto ciò, nell intento di rinforzare conoscenza, sensibilità e operatività delle banche italiane, e più in generale della società politica e scientifica nazionale, verso questo crescente segmento di popolazione e di clientela bancaria. I risultati presentati in questa edizione 2008 del Forum ABI CSR rappresentano una prima elaborazione dei dati delle più recenti ricerche ABI-CeSPI. Specificamente, si tratta delle indicazioni provenienti da due diverse ma complementari indagini, svolte entrambe nel secondo semestre del 2007: una sul versante dell offerta bancaria che ci indica l evoluzione della bancarizzazione dei migranti a due anni della prima rivelazione, e l altra sul versante della domanda sui bisogni finanziari degli immigrati. Una rilevazione presso la totalità delle banche commerciali affiliate all ABI sui numeri della presenza straniera nelle singole banche e su alcune caratteristiche della loro clientela migrante. Attraverso un questionario agile e puntuale inviato nelle direzioni generali delle banche, si sono potuti raccogliere dati e informazioni riguardanti il 63,7% del totale degli sportelli bancari attivi sul territorio nazionale, con il preciso intento di fotografare l indice di bancarizzazione degli stranieri e le loro pratiche bancarie registrate sul lato dell offerta. Un indagine campionaria effettuata tramite un questionario approfondito somministrato a 1374 migranti, bancarizzati e non, appartenenti a dieci diverse nazionalità e presenti in cinque aree urbane italiane: i comuni di Sesto San Giovanni e di Cinisello Balsamo dell area metropolitana milanese, i comuni di Brescia, Perugia e Palermo e il VI municipio 2

3 del Comune di Roma (la metodologia adottata sarà allegata alla pubblicazione della ricerca). La prospettiva d analisi di questa rilevazione è volutamente ampia e comprensiva, e include informazioni socio-demografiche sul migrante, sul suo percorso d inserimento nella società italiana e il suo progetto migratorio, sui rapporti con il paese di provenienza, i motivi e le modalità dell accesso (o del mancato accesso) ai servizi bancari, il tema del risparmio e delle rimesse, l uso diversificato dei differenti servizi bancari e di credito, il rapporto con i prodotti assicurativi ed anche, nella sezione finale, alcune considerazioni valutative sul rapporto con la propria banca e le prospettive di miglioramento di tale rapporto. Si tratta pertanto di una prospettiva che intende cogliere le percezioni e le pratiche degli utenti stranieri attuali e potenziali, e che considera i processi di inclusione finanziaria all interno di più ampie dinamiche di inclusione nella società italiana. Nel proseguo di questa relazione prenderemo in analisi alcuni di questi aspetti e presenteremo i primi significativi risultati di entrambe le ricerche che, tuttavia, differiscono per obiettivi, campo d indagine e metodologia. Se, infatti, la ricerca operata sul lato delle banche ci fornisce numeri e indicazioni certe ma tendenzialmente omogenee e di carattere generale, l indagine campionaria presso la popolazione migrante include sia i clienti che i non clienti, presentando così uno spaccato più ampio del mondo dell immigrazione e una possibilità enorme di combinazioni analitiche, pur restando fortemente territorializzata e concentrata su alcuni grandi gruppi nazionali di residenti stranieri. L evoluzione della bancarizzazione dei migranti in Italia Il primo grande tema d indagine riguarda naturalmente il processo d inclusione finanziaria della popolazione migrante all interno del sistema bancario nazionale, la sua estensione quantitativa e qualitativa e i fattori della sua dinamica. Rispetto a queste fondamentali questioni, i dati dal lato dell offerta (raccolti con le informazioni fornite dalle banche) e quelli dal lato della domanda (raccolti tramite le interviste ai migranti), ci forniscono importanti indicazioni sia rispetto alla dimensione numerica dei migranti che risultano correntisti delle banche italiane, sia riguardo le caratteristiche nazionali, sociali e territoriali della dinamica della bancarizzazione e le ragioni dell avvicinamento del migrante alla banca. I dati forniti dalle banche ci permettono di quantificare il livello della bancarizzazione nel 2007 e di riscontrare una dinamica di crescita. Alla luce dell aggiornamento del dato relativo al tasso di bancarizzazione degli stranieri adulti non OCSE relativo al 2005 (aggiornamento reso possibile dalla recente disponibilità del dettaglio per nazionalità dei dati Istat sui residenti stranieri adulti), la 3

4 percentuale di popolazione dei migranti adulti non OCSE bancarizzata rispetto al totale dei migranti adulti non OCSE residenti in Italia * è cresciuta dal 60% (2005) al 67% (2007). Tab. 1 - Stima dei correntisti stranieri e del tasso di bancarizzazione Totale correntisti migranti stimati Migranti bancarizzati come percentuale del totale adulti residenti non OCSE 60,0% 67,0% I dati in nostro possesso mostrano, dunque, un incremento del tasso di bancarizzazione evidenziato due anni fa. I migranti con conto corrente sono aumentati di unità in due anni (da a ), passando in termini percentuali dal 60% al 67% sul totale degli stranieri provenienti da paesi non OCSE, cioè gli immigrati propriamente detti. Se confrontiamo l incremento della popolazione straniera residente nel nostro paese troviamo che, nel periodo , essa è passata da residenti non OCSE (dato Dicembre 2004) ai (dato Dicembre 2006), registrando un aumento del 20,9%. Abbiamo perciò un indicazione che mostra come l incremento della bancarizzazione sia superiore all incremento della popolazione migrante, benché i due dati non possano essere confrontati linearmente perché riferiti a periodi di tempo differiti di un semestre. In breve, il processo di bancarizzazione dei migranti in Italia si conferma in forte ascesa. Si possono dunque ipotizzare due tipi di dinamiche. Da una parte, si registra una forte correlazione tra anzianità del percorso migratorio e processo di bancarizzazione (si veda più oltre); conseguentemente, il fatto che la maggior parte della popolazione migrante risieda in Italia da più di cinque anni risulta essere un fattore che tende a favorire il processo di bancarizzazione. D altra parte, emerge anche la constatazione di come migranti e banche abbiano intensificato le relazioni reciproche e come il processo d inclusione finanziaria si sia rafforzato grazie ad una maggiore attività delle banche italiane nei confronti della clientela immigrata. Questo processo di bancarizzazione non è omogeneo e appare composito a causa dell interazione di vari fattori. Il primo fattore di eterogeneità da considerare è la dimensione territoriale: i diversi contesti produttivi, economici e sociali presenti nel nostro paese hanno infatti forti ripercussioni sul rapporto con le banche dei loro residenti immigrati. Ad esempio, la nostra indagine ha riscontrato una grande diversità fra gli indici di bancarizzazione rilevati sui migranti residenti a Milano, Roma e Palermo, come si evince dal grafico riportato di seguito. * La categoria stranieri adulti non OCSE non è assimilabile al totale delle persone con permesso di soggiorno, che sono un numero assoluto maggiore, più rispondente alla popolazione totale bancarizzabile, ma meno affidabile e con minori informazioni disaggregate. 4

5 Fig. 1 - Percentuale di bancarizzati e non bancarizzati a Milano, Roma e Palermo 80 71, , ,6 47, ,7 38,0 Banked Unbanked Milano Roma Palermo Dai dati risulta inoltre che la variabile territoriale influisce anche trasversalmente all interno delle stesse comunità nazionali dei migranti. Ad esempio, il tasso di bancarizzazione dei marocchini a Milano è pari al 79,2%, mentre il dato relativo a Palermo è del 41,3%; oppure la percentuale dei rumeni bancarizzati a Milano (71,2%) è maggiore di quella dei rumeni di Perugia (51,1%) e di Roma (45,3%). Tuttavia, a livello aggregato, il fattore nazionalità ha il suo peso nel determinare i livelli dell accesso in banca. Infatti, ad un primo livello di confronto, tra le diverse comunità dei migranti prese in esame dalla nostra indagine si registrano tassi di bancarizzazione molto differenti. Fig. 2 - Percentuale dei bancarizzati: nazionalità del campione ,4 48,2 47,4 73,1 62,8 49,5 57,7 55,7 49,3 59, Albanesi Bangladesi Cinesi Ecuadoriani Egiziani Filippini Ghanesi Marocchini Rumeni Senegalesi Tali differenze possono essere dovute alle caratteristiche della domanda delle comunità dei migranti (capacità di risparmio, anzianità di presenza in Italia, esperienze bancarie precedenti, grado di coesione della comunità, presenza di banche del proprio paese, numero di imprenditori), 5

6 ma anche alle caratteristiche dell offerta (interesse delle banche italiane per specifiche comunità, prodotti mirati). Nel nostro campione, anche il fattore genere si rivela un elemento che incide sulla bancarizzazione. Infatti, si registrano mediamente dieci punti percentuali di differenza tra uomini e donne migranti titolari di conto corrente (uomini bancarizzati per il 60,4%, donne per il 50,4%), nonostante a livello di presenza numerica in Italia i generi quasi si equivalgano. Le ragioni di tale differenziale sono ancora in fase di approfondimento ed occorre prendere in esame diverse variabili. Un primo fattore è la variabile demografica di genere relativa ad ogni comunità nazionale: infatti, si riscontra una forte correlazione tra maggiore bancarizzazione femminile ed una più numerosa presenza femminile in Italia. Ad esempio, le comunità ecuadoriana e rumena registrano tassi di bancarizzazione femminile superiori a quelli maschili (rispettivamente, + 9% e + 4%), mentre comunità prevalentemente maschili, quali egiziani, senegalesi e marocchini, mostrano indici di bancarizzazione femminile bassi (rispettivamente, 29%, 26% e 19%). L ipotesi interpretativa è che alla maggiore presenza femminile o maschile corrisponde un protagonismo migratorio e di reddito dell uno o dell altro genere. Anche il fattore anzianità del percorso migratorio incide su tale dato, così come il già riscontrato fattore territoriale; ma queste, ripetiamo, sono questioni che necessitano di ulteriore analisi. La bancarizzazione non appare invece collegata in modo significativo con il livello di istruzione del migrante, risultando pressoché simili gli indici di bancarizzazione tra persone con diversi titoli di studio. Questo risultato è probabilmente spiegabile con l ipotesi di spreco di talenti, nel senso che immigrati con elevato titolo d istruzione non trovano in Italia un impiego corrispondente. Più evidente, e piuttosto importante, è invece la correlazione tra bancarizzazione in Italia e precedente bancarizzazione nel paese di origine. Dalla tabella che segue si ricava che, prendendo in considerazione i migranti con un conto corrente nel paese di origine, vi sono più del doppio delle possibilità che questi avviino un rapporto bancario anche una volta giunti sul territorio italiano e che, inversamente, coloro che non avevano avuto contatti con banche in patria hanno il 10% in più di probabilità di non bancarizzarsi nemmeno in Italia. Tab. 2 - Correlazione tra bancarizzazione precedente e bancarizzazione in Italia In Italia Bancarizzati Non bancarizzati Totale % Nel paese d'origine Bancarizzati 68,6% 31,4% 100,0% Non bancarizzati 45,5% 54,5% 100,0% Ciò significa che più del livello d istruzione, è la precedente alfabetizzazione bancaria nel paese di origine che sembra giocare un ruolo di rilievo nella scelta di aprire un rapporto bancario significativo da parte del migrante. 6

7 Comunque, il fattore più decisamente rilevante nel processo di bancarizzazione dei migranti sembra essere il tempo di permanenza in Italia. Se si guarda alle diverse fasce di anzianità migratoria del nostro campione, i numeri mostrano una forte differenza nei tassi di bancarizzazione e una diretta corrispondenza tra tempo trascorso in Italia e possibilità che il migrante risulti titolare di un conto corrente. Nel grafico si può notare il crescere del trend di bancarizzazione con il passare degli anni trascorsi nel nostro paese. Fig. 3 - Crescita della bancarizzazione rispetto agli anni di permanenza in Italia 80% 70% 60% 66,7% 74,1% 50% 40% 30% 20% 10% 16,6% 10,8% 48,9% 36,6% 30,1% Percentuale di bancarizzati Tempo di presenza in Italia 22,7% 0% Meno di 1 anno Da 1 a 5 anni Da 5 a 10 anni Oltre 10 anni L aumento progressivo della bancarizzazione dei migranti si può collegare al miglioramento della propria posizione lavorativa e alla maggiore stabilità contrattuale. Se si guarda alle percentuali di bancarizzati tra le diverse posizioni lavorative (dipendente, autonomo, in nero) e a quelle tra le diverse tipologie di contratti, appare un indice di bancarizzazione superiore alla media nel caso di lavoro dipendente a tempo indeterminato (70,5%), lavoro autonomo regolare (69,6%) e contratto a progetto (67,7%). Gli indici di bancarizzazione, invece, calano nel caso dei contratti a carattere più precario (lavoratori stagionali e collaboratori occasionali) e crollano nel caso dei lavoratori in nero (35,1%) e dei migranti non occupati (36,1%). 7

8 Tab. 3 - Posizione lavorativa e bancarizzazione Banked Unbanked Dipendente 61,0% 39,0% A tempo indeterminato 70,5% 29,5% A tempo determinato 60,1% 39,9% Contratto a progetto 67,7% 32,3% Stagionale 45,8% 54,2% Collaborazione occasionale 48,6% 51,4% Autonomo 69,6% 30,4% In nero 35,1% 64,9% Non occupato 36,1% 63,9% Il lavoro risulta pertanto un importante fattore nel percorso d inclusione finanziaria del migrante e il principale veicolo di bancarizzazione, come risulta dall elenco delle motivazioni addotte dagli intervistati per avere aperto un conto corrente bancario. Tab. 4 - Ragioni dell'apertura del conto in banca Per il pagamento dello stipendio 52,3% Per questioni di sicurezza 40,9% Per risparmiare 39,0% Per avere accesso al credito 28,6% Per abitudine / comodità 13,8% Per inviare denaro a casa 9,3% Perché è aumentato il mio reddito 3,4% Perché ho cambiato residenza / mi sono trasferito qui 0,7% Perché ho cambiato lavoro 0,5% Altro 2,0% Le necessità connesse all accredito dello stipendio da parte del proprio datore di lavoro risultano il primo motivo di bancarizzazione (52,3%), seguite dal desiderio di riporre il denaro in un luogo sicuro (40,9%) e dall opportunità di risparmiare (39,0%). Da notare, come già detto nell indagine del 2005, che poco importante appare la variabile legata all invio di denaro nel proprio paese, che risulta debolmente correlata alla bancarizzazione. Interessanti anche i risultati provenienti dalla domanda sul perché della non bancarizzazione, che evidenziano come le ragioni del mancato ingresso in banca siano fondamentalmente connesse alle condizioni del migrante ( non ne ho bisogno e non guadagno abbastanza, che complessivamente costituiscono il 71,8% delle risposte), mentre quelle più direttamente imputabili 8

9 alle difficoltà d accesso alla banca non sembrano preponderanti ( non ho i requisiti necessari, i costi sono troppo alti e ho avuto difficoltà con il personale raggiungono solo il 16,7%). Le difficoltà sul piano dell accesso ai servizi bancari sembrano perciò più da collegare alle difficoltà di risparmio e alla posizione marginale e/o irregolare rispetto all inserimento lavorativo e sociale, e alla percezione di un sistema bancario quale fornitore di prodotti e servizi rivolto a chi ha disponibilità di reddito e risparmio, piuttosto che come opportunità per avviare o semplificare l inclusione economico-finanziaria. Tab. 5 - Ragioni della non apertura di un conto in banca Non ne ho bisogno 37,8% Non guadagno abbastanza 34,0% Non ho i requisiti necessari 9,3% I costi sono troppo alti 7,2% Non mi fido delle banche / delle poste 6,1% Ho paura di indebitarmi 1,2% Ho avuto difficoltà di relazione con il personale 0,2% Altro 4,0% Infine, risultano significativi i motivi addotti da una parte degli intervistati a favore dell opzione per l apertura di un conto a BancoPosta. I motivi più importanti risultano strettamente connessi al rapporto con i servizi, semplici e chiari (39,8%), poco costosi (37,6%) e di facile avviamento (32,6%). Tuttavia anche le ragioni legate alla comodità territoriale (21,3%) e oraria (19,9%) hanno un certo peso, mentre le condizioni di invio di denaro all estero confermano un incidenza meno determinante nel processo di bancarizzazione. Tab. 6 - Ragioni dell'apertura del conto a BancoPosta Per la semplicità del rapporto 39,8% Per le migliori condizioni sui depositi e sui prelievi 37,6% Per la minore documentazione richiesta 32,6% Per la vicinanza 21,3% Per le migliori condizioni dell'orario di apertura degli uffici 19,9% Per le migliori condizioni sull'invio di denaro all'estero 11,3% Altro 7,8% In sintesi, nella percezione dei migranti, la banca privata sembra connotarsi per una maggiore garanzia di sicurezza e solidità del risparmio, elemento che può essere letto come il riflesso di una maggiore fiducia verso un istituto privato piuttosto che verso un ente statale da parte di molte 9

10 nazionalità straniere che hanno alle spalle esperienze di debolezza e insicurezza delle istituzioni pubbliche. Rispetto alla mancata bancarizzazione di una fascia ancora ampia di migranti sembrano essere due i fattori determinanti: da un lato, la difficoltà di risparmio che, divenuta ormai un male nazionale, i migranti subiscono in maniera forse ancora più netta delle fasce deboli italiane; dall altro, una collocazione nel mercato del lavoro italiano che non presenta quei connotati di stabilità, regolarità e formalizzazione che giustifichino l apertura di un conto. Infine, la scelta delle Poste appare decisamente influenzata da considerazioni razionali e pratiche: minori costi, diffusione capillare degli sportelli, maggiore semplicità del rapporto e orari di apertura più estesi. Rimesse Nel 2006, secondo i dati dell UIC, le rimesse degli stranieri inviate dall Italia sono state pari a 4,35 miliardi di euro. Il dato per il triennio , l unico periodo con dati omogenei rispetto ai metodi di quantificazione utilizzati dall UIC, è invece pari a 10,9 miliardi di euro. Considerando i dati Istat relativi al 2006, nel corso dell anno ogni straniero adulto in Italia ha inviato nel proprio paese in media circa euro, vale a dire poco meno di 160 euro al mese. ** Tab. 7 - Rimesse e popolazione straniera adulta residente in Italia Rimesse in migliaia di euro Var. % % 11.6% Pop. straniera adulta residente Var. pop. straniera totale % 20,7% 11,2% 10,1% Elaborazione CeSPI su dati UIC e ISTAT Nel 2006, la Romania è il primo paese di destinazione delle rimesse dall Italia con oltre 770 milioni di euro. Seguono la Cina con circa 700 milioni, le Filippine con 500 milioni, il Marocco con circa 290 milioni, il Senegal con 200 milioni. L ammontare delle rimesse inviate in Albania è pari a 138 milioni di euro, mentre sono stati inviati in Bangladesh ed Ecuador circa 100 milioni di euro. ** Per approfondimenti, cfr. José Luis Rhi-Sausi, Dall Italia con amore: le rimesse dei migranti, un business enorme, in Limes n.4,

11 Fig. 4 - Rimesse dall'italia - Primi 10 Paesi (2006) (migliaia di Euro) Romania Cina Filippine Marocco Senegal Albania Brasile Bangla desh Ecuador Elaborazione CeSPI su dati UIC Le cifre ufficiali appena citate, che come sappiamo documentano solo una parte dei trasferimenti di denaro operati dai migranti, dimostrano come, in effetti, l invio di rimesse nel proprio paese di provenienza costituisca una pratica estremamente diffusa. Dalla nostra indagine risulta che il 77,6% degli intervistati invia denaro nel paese di provenienza, valore medio risultante dai dati aggregati dei cinque contesti territoriali considerati. Fig. 5 - Percentuale di migranti che invia rimesse. Ripartizione per territori Perù 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Si Roma Milano Brescia Perugia Palermo Totale No All interno del campione risultano poi diversi i valori anche secondo le nazionalità interessate, che tuttavia presentano variazioni al loro interno dovute, come già nel livello di bancarizzazione, al luogo in cui risiedono. Abbiamo così in cima alla classifica delle comunità con maggiori volumi d invio i marocchini e i cinesi di Milano, i filippini di Roma, i senegalesi e gli ecuadoriani di Milano (attorno al 90% di persone che inviano); mentre in fondo al ranking si trovano gli albanesi di 11

12 Brescia (60,6%), i rumeni (54,5%) e gli albanesi (45,5%) di Perugia. Non si riscontrano invece significative differenze di genere sull invio/non invio in nessuna delle città prese in esame dall indagine. Ai migranti del campione è stato chiesto di indicare l ammontare medio di denaro inviato ogni volta: in più del 51,2% delle risposte gli intervistati hanno indicato cifre comprese tra i 101 e i 300 euro, ed in particolare il 27,6% dichiara di inviare fra 101 e 200 euro. Fig. 6 - Ammontare medio dell invio di rimesse % Da 0 a 50 Euro Da 51 a 100 Euro Da 101 a 200 Euro Da 201 a 300 Euro Da 301 a 400 Euro Da 401 a 500 Euro Oltre 500 Euro Rispetto alla frequenza dell invio, al di là delle differenze rilevate tra i diversi territori dell inchiesta, si può notare che la gran parte dei migranti riesce a mandare denaro almeno una volta ogni 2-3 mesi (il 63,9% del totale); inoltre, il 38,4% del totale compie almeno una rimessa al mese (il 32,0% una volta al mese e il 6,4% più di una volta), il che mostra chiaramente come il trasferimento al paese di origine di parte del proprio risparmio sia estremamente frequente e diffuso, ed un esigenza primaria per i migranti. Tab. 8 - Frequenza media dell invio di rimesse. Nazionalità del campione Più di 1 volta al mese 1 volta al mese Ogni 2-3 mesi 2-3 volte all'anno 1 volta all'anno Meno di 1 volta all'anno Filippina 6,8 54,5 23,9 9,1 2,3 3,4 Senegalese 8,3 41,7 20,8 16,7 9,7 2,8 Ecuadoriana 4,7 50,0 19,8 16,0 3,8 5,7 Marocchina 2,6 25,9 26,9 24,9 11,4 8,3 Ghanese 3,6 43,4 36,1 8,4 2,4 6,0 Rumena 12,7 30,9 30,3 18,8 3,0 4,2 Bangladese* 6,1 11,2 32,7 35,7 10,2 4,1 Cinese* 3,7 8,5 18,3 31,7 22,0 15,9 Egiziana 8,0 30,4 17,6 20,8 12,0 11,2 Albanese** 7,1 27,1 27,1 21,4 7,1 10,0 Andando a vedere il dettaglio degli invii per nazionalità si può notare come, per la gran parte dei casi, l ammontare di denaro è quello già emerso a livello aggregato, compreso tra 101 e 200 euro. 12

13 Fanno eccezione solamente filippini e egiziani, concentrati maggiormente nella fascia compresa tra 201 e 300 euro, e i cinesi, che evidentemente prediligono invii di denaro meno frequenti ma decisamente più cospicui. Tab. 9 - Ammontare medio dell invio di rimesse. Nazionalità del campione Da 0 a 50 Euro Da 51 a 100 Euro Da 101 a 200 Euro Da 201 a 300 Euro Da 301 a 400 Euro Da 401 a 500 Euro Oltre 500 Euro Filippina 8,4 9,6 20,5 34,9 8,4 4,8 13,3 Senegalese 0,0 14,1 34,4 31,3 7,8 9,4 3,1 Ecuadoriana 4,0 29,3 29,3 16,2 11,1 7,1 3,0 Marocchina* 4,6 16,0 34,3 23,4 9,1 7,4 5,1 Ghanese 18,3 25,6 29,3 17,1 1,2 4,9 3,7 Rumena* 3,4 11,4 31,5 26,8 6,0 8,1 12,8 Bangladese* 10,2 13,3 24,5 22,4 8,2 15,3 6,1 Cinese** 2,2 4,4 0,0 0,0 2,2 11,1 80,0 Egiziana 5,8 10,6 21,2 30,8 15,4 6,7 9,6 Albanese** 1,5 6,1 33,3 21,2 13,6 12,1 12,1 Se si guarda alle differenze di comportamento tra uomini e donne emerge una maggiore frequenza degli invii da parte della componente femminile del campione degli intervistati. Tra le variabili da prendere in considerazione e che richiedono maggiore approfondimento ci sono: una più decisa destinazione del proprio denari a spese educative, sanitarie e previdenziali delle donne rispetto agli uomini, spese maggiormente soggette a cadenze di pagamento, la più forte esigenza da parte delle donne di compensare il vuoto affettivo lasciato presso la propria famiglia nel paese di origine. Particolarmente importante appare il fatto che il volume di invii non sembra destinato a decrescere di forma significativa con l avanzare della permanenza: dai risultati delle elaborazioni incrociate tra invio delle rimesse e anzianità migratoria risulta che i migranti continuano a rimpatriare risorse finanziarie anche oltre il decimo anno di presenza in Italia. 13

14 Fig. 7 - Anzianità migratoria dei migranti che inviano rimesse 100% 90% 21% 18% 20% 80% 42% 70% 60% 50% No Si 40% 79% 82% 80% 30% 58% 20% 10% 0% Meno di 1 anno Da 1 a 5 anni Da 5 a 10 anni Oltre 10 anni Infine, l analisi dei dati del nostro campione conferma la preferenza accordata dai migranti alle agenzie di money transfer: infatti, il 46% dei rispondenti dichiara di utilizzare regolarmente questi operatori per inviare il denaro nel paese d origine. Così come significativo resta il peso dei sistemi informali (32%), siano essi il ricorso a parenti e amici, a sistemi informali a pagamento oppure il trasferimento effettuato personalmente nei periodi di ritorno nel proprio paese. La banca è utilizzata dal 20% dei rispondenti. L analisi delle motivazioni relative alla scelta del canale per il trasferimento delle rimesse evidenzia l importanza accordata alla velocità dell invio. Infatti, per quasi il 60% dei rispondenti questo è il fattore determinante, ben lontano dai costi di trasferimento e dalla fiducia/sicurezza nell operatore, scelti come motivi più rilevanti, rispettivamente, dal 15% e dal 13% del campione. In sintesi, alcune delle caratteristiche dell offerta delle agenzie di money transfer, la rapidità del trasferimento, gli orari flessibili e l abbassamento dei costi intervenuto negli ultimi anni, spiegano in buona parte le ragioni dell alta preferenza loro accordata da parte dei migranti. 14

15 Fig. 8 - Ragioni della scelta del canale di invio Buona diffusione / buona rete nel paese di origine Maggiore controllo dell'uso finale del denaro Fiducia nell'operatore / sicurezza Facilità accesso Costi Velocità invio % Servizi bancari La nostra indagine campionaria prevedeva anche una sezione dedicata ad indagare il tema dell utilizzo dei servizi bancari da parte dei migranti. Rispetto al grado di utilizzo dei servizi, oltre l 80% dei migranti bancarizzati intervistati usa il conto corrente, il 65% il bancomat e circa il 40% i servizi di accreditamento dello stipendio e addebito sul conto delle utenze. I prodotti collegati al credito (mutui e prestiti personali) sono utilizzati dal 23% dei migranti bancarizzati e circa il 20% fa uso degli assegni bancari e del libretto di risparmio. In sintesi, dall indagine emerge che l immigrato bancarizzato è tipicamente e prevalentemente un cliente mass-market caratterizzato da un profilo di utilizzo dei servizi finanziari di base. Tuttavia, analizzando il dettaglio per le nazionalità comprese nel campione, emergono alcune differenze tra le diverse comunità. In particolare, segnaliamo un basso livello di utilizzo generale dei servizi bancari da parte di bangladesi e cinesi; i migranti ecuadoriani mostrano invece livelli superiori per l home banking, mentre gli immigrati provenienti dai due paesi dell Africa Subsahariana compresi nell indagine (Senegal e Ghana) mostrano valori al di sopra della media per quanto riguarda quasi tutti i prodotti bancari, in particolare quelli legati all uso del conto corrente e delle carte di credito; gli egiziani, infine, mostrano livelli sopra la media per prodotti bancari più evoluti. 15

16 Fig. 9 - Incidenza di alcuni servizi bancari sulla clientela immigrata delle banche Mutui/prestiti pers Accumulo/gestione risparmio Prodotti assicurativi Cassette di sicurezza Invio di rimesse libretto risparmio carte di credito carte pre-pagate Servizi addebito/accredito su c/c bancomat assegni bancari Home banking Conto corrente Rispetto alle distinzioni di genere, il grado di utilizzo di una parte maggioritaria dei servizi è sostanzialmente identico, tranne per quanto riguarda i servizi di home banking, dove l incidenza di utilizzo appare di poco superiore per le donne. Inoltre, le donne sembrano utilizzare maggiormente i libretti di risparmio (23% incidenza per le donne contro un 19% per gli uomini), le carte di credito pre-pagate (17% contro 14,8%) e le rimesse (13,7% contro 11,8%). I dati sembrano dunque confermare che alle donne è generalmente affidata la gestione delle spese ordinarie e del risparmio della famiglia (in molti casi si tratta anche di donne lavoratrici), mentre agli uomini compete soprattutto la gestione straordinaria, ad esempio la richiesta di mutui casa. Rispetto all anzianità migratoria i dati confermano che al crescere della permanenza in Italia tende a crescere il grado di utilizzo di tutti i prodotti bancari, in particolare di quelli più complessi. Tuttavia, non mancano alcune indicazioni interessanti: l utilizzo del conto corrente è già significativo sin dal primo anno di residenza (l incidenza infatti è al 71%). Così come l accredito dello stipendio, a conferma che il lavoro costituisce uno degli stimoli principali per l apertura del conto corrente. I mutui sono naturalmente gli strumenti che subiscono il maggior incremento al crescere dell anzianità migratoria, passando ad un incidenza superiore al 20% nella fascia più alta. In relazione all incontro tra offerta dei servizi da parte delle banche e la domanda dei migranti, generalmente emerge una minore corrispondenza fra servizi/prodotti utilizzati e offerti man mano che cresce il livello di complessità del prodotto. 16

17 Accesso al credito La parte della ricerca relativa alle caratteristiche del credito del nostro campione fornisce dati interessanti. Nell analizzare i finanziamenti in corso, il 54% dei rispondenti ha attivato un finanziamento presso una banca, il 27% presso una società finanziaria e circa il 12% è ricorso agli amici e parenti. Il migrante che richiede prestiti alle banche lo fa in prevalenza per sottoscrivere un mutuo (il 90% di coloro che hanno chiesto un mutuo si è recato in banca) oppure per richiedere un prestito personale (il 41% del totale dei prestiti personali è stato attivato in una banca). Presso le società finanziarie sono stati acquisiti prevalentemente prestiti personali (35% del totale dei prestiti personali) e acquisti a rate (44% totale acquisti rateali). Infine, il 33% dei rispondenti si è rivolto direttamente al negoziante per effettuare un acquisto rateale. Per quanto riguarda le motivazioni per cui gli intervistati sono ricorsi al finanziamento, l acquisto della casa in Italia e dell auto/moto costituiscono le due ragioni principali (oltre la metà dei finanziamenti in corso). Da notare l incidenza delle spese impreviste (19%), la non trascurabilità dell acquisto di casa nel paese di origine (9%), e le richieste di finanziamenti per l avvio di un attività (5,6%). Una riflessione a parte va fatta rispetto alla categoria definita sostentamento che comprende spese legate al sostentamento della famiglia come il pagamento dell affitto o altre necessità finanziarie ordinarie. La sua incidenza (4%) non è trascurabile soprattutto in quanto la motivazione sembra indicare una difficoltà strutturale, e quindi un livello di indebitamento, che potrebbe essere superiore alle capacità reddituali stesse del nucleo familiare. Fig Motivazioni della richiesta del finanziamento Sostentamento Avvio di u'attività Spese impreviste Spese mediche Acquisto elettrodomestici Acquisto mobilio Acquisto auto/moto Acquisto casa paese di origine Acquisto casa in Italia % su tot finanziamenti Rispetto invece a chi ha fatto richiesta di un finanziamento senza tuttavia ottenerlo, dall analisi dei principali motivi per cui non è stato concesso emerge che per il 46% la causa principale è stata la mancanza o insufficienza di garanzie, per il 33% il reddito insufficiente ed il 30%, infine, ha incontrato problemi con la documentazione richiesta (insufficiente o non valida). 17

18 Valutazione del rapporto con la banca Alcune delle questioni poste agli intervistati del campione riguardavano più specificamente il versante delle percezioni e delle valutazioni del proprio rapporto con la banca. Il grafico seguente illustra il valore attribuito dai migranti ad alcuni fattori determinanti nel rapporto banca-cliente. Elementi quali l accessibilità della banca, la vicinanza al luogo di lavoro o all abitazione e la flessibilità degli orari, l accoglienza e la consulenza e le condizioni economiche (costi e flessibilità) costituiscono i fattori determinanti nel rapporto banca-migrante. Meno rilevanti appaiono invece fattori legati alla presenza di mediatori culturali, informazioni in lingua, prodotti dedicati e motivi religiosi. Fig Fattori determinanti nel rapporto con le banche 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Vicinanza casa Accoglienza Condizioni economiche Vicinanza lavoro Orari flessibili Flessibilità condizioni Consulenza Presenza prodotti dedicati Informazioni in lingua Mediatori culturali Dipendenti stranieri Attenzione fattore religioso Da una visione più generale dell intera sezione del questionario dedicata alla valutazione delle banche da parte dei migranti intervistati, il tema della sicurezza emerge in forma rilevante sia rispetto alla funzione assegnata alla banca (percepita dal 60% del campione come un luogo sicuro dove mettere i risparmi), sia rispetto ai motivi di apertura del conto corrente. Quasi altrettanto importante risulta il tema dell accesso al credito, considerando che per più della metà del campione la banca è un luogo dove ottenere credito e la necessità di ottenere un finanziamento è uno dei motivi principali sottostanti all apertura del conto. Un altro obiettivo dell indagine era individuare a quale modello ideale di banca andasse la preferenza da parte dei migranti. Dall analisi dei dati emerge chiaramente la preferenza per un modello di banca caratterizzato, in primo luogo, da una banca molto attenta alla gamma, alla qualità dei prodotti e alla loro capacità di rispondere ai bisogni, piuttosto che alla forma nella quale i servizi sono presentati; in secondo luogo, gli intervistati pensano ad una banca nella quale il cliente immigrato sia un cliente qualsiasi, senza distinzione tra clienti italiani e stranieri. Ciò significa che, pur valutando positivamente la qualità della relazione con il personale, i migranti sembrano prediligere un modello in cui, all interno di un rapporto ordinario banca-cliente, vengano loro riconosciute alcune necessità finanziarie specifiche. 18

19 Relativamente al grado complessivo di soddisfazione dei clienti migranti nel rapporto con la banca rispetto ai propri bisogni finanziari, la media del campione si pone sopra il livello di soddisfazione sufficiente. Al contempo, i dati mostrano che esistono aspettative non corrisposte e, quindi, spazi significativi di miglioramento della capacità delle banche di rispondere ai bisogni finanziari degli immigrati. All interno di questo quadro generale, rispetto a fattori specifici del rapporto banca-cliente che i migranti ritengono debbano essere migliorati, il 71% chiede minori costi, il 45% chiede la riduzione degli ostacoli burocratici e il 31% chiede maggiore disponibilità alla concessione del credito. Inoltre, il 27% del campione chiede uguale trattamento rispetto ai clienti italiani, il 24% una migliore capacità di comunicazione linguistico-culturale, il 19% chiede maggiore flessibilità degli orari, il 15% migliore informazione/formazione all uso dei servizi, il 9% una maggiore offerta di servizi e, infine, il 6% una maggiore attenzione a fattori religiosi. Fig Valutazione del grado di soddisfazione relativo a fattori specifici del rapporto banca-cliente Flessibilità orari Accoglienza Attenzione fattori religiosi Informazione/formazione all uso dei servizi Comunicazione linguistica/culturale Disponibilità alla concessione del credito Documentazione richiesta Servizi offerti Costi 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% Poco Molto In sintesi, dall analisi dei due indicatori analizzati (grado di soddisfazione e aspettative di miglioramento) emerge che l offerta di servizi, così come è percepito il ruolo della banca, appare in linea con le aspettative provenienti dalla clientela ordinaria delle banche sia essa italiana che straniera. 19

20 Considerazioni conclusive La potente dinamica di accesso alla banca evidenziata dalle nostre indagini testimonia del forte avvicinamento tra banche e clienti migranti avvenuto negli ultimi anni. Si tratta di un avvicinamento misurabile sia in termini quantitativi, sia in termini qualitativi, laddove le banche hanno migliorato il versante dell offerta e gli intervistati migranti si dimostrano soddisfatti dell andamento del proprio rapporto bancario. Suggeriamo a questo proposito alcune considerazioni conclusive e indicazioni strategiche per le banche italiane. L intensificazione del rapporto banche-migranti, a differenza che in passato, sembra dovuto ad un fluidificarsi delle relazioni tra i due soggetti che dipende in misura crescente dall attivazione e dall atteggiamento finalmente pro-attivo da parte delle banche italiane. Se in precedenza, infatti, avevamo parlato di bancarizzazione indotta, nella misura in cui erano stati i fattori legati alla domanda e quelli connessi con il contesto economico e produttivo nazionale a spingere gran parte dei migranti a sviluppare un rapporto bancario, i risultati della più recente ricognizione indicano un processo di entrata in banca che vede ora le banche stesse e le loro capacità di offerta come un importantissimo motore della bancarizzazione. I migranti sono attori economici e finanziari particolarmente razionali: come dimostra la nostra indagine, i migranti sono molto attenti ai costi, all efficienza e alla sicurezza del proprio rapporto bancario, molto più che all atteggiamento linguistico e comportamentale degli operatori. Il cliente straniero risulta impegnato in attente valutazioni delle offerte esistenti e spesso non si accontenta della prima proposta da parte di una banca. In questo senso, l attitudine razionale e utilitarista del cliente medio migrante e la sua collocazione all interno della clientela mass market, ne fanno un cliente meno peculiare e molto più simile di quello che si era immaginato al cliente medio italiano. Una strategia improntata sull espansione, sull elaborazione e sull accessibilità dei prodotti e servizi da parte delle banche si rivela decisamente positiva nella relazione con il bacino di clientela migrante e assolutamente vincente sul piano della competizione commerciale tra istituti. Dai dati in nostro possesso riguardanti il dettaglio dei clienti ripartiti per singoli istituti o gruppi bancari, si evince come quelle banche che hanno sviluppato politiche attive di attrazione e di fidelizzazione della clientela migrante attraverso il miglioramento dell offerta abbiano incrementato di molto il numero dei rapporti bancari intestati a migranti. Rimane il problema, per il sistema bancario, di un azione più incisiva nei primi anni di permanenza del migrante in Italia. Abbiamo visto come la maggioranza dei migranti non bancarizzati si collochi tra coloro che sono giunti nel nostro paese da meno di cinque anni: 20

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