III. Centro Interuniversitario di Ricerca per la Storia Finanziaria Italiana (CIRSFI)

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1 III. Centro Interuniversitario di Ricerca per la Storia Finanziaria Italiana (CIRSFI) Relazione sull attività nel 2005 Quarto esercizio (gennaio 2005/dicembre 2005) Nel corso del quarto esercizio, come da Statuto, si è proceduto al rinnovo del Consiglio scientifico e della carica di Direttore per il triennio Ad eccezione dell unità di ricerca costituita presso l Università degli Studi di Genova che, a causa del pensionamento del prof. Giuseppe Felloni, ha nominato suo responsabile scientifico il prof. Marco Doria, le altre unità di ricerca hanno riconfermato i precedenti responsabili. Il nuovo Consiglio composto dal Prof. Francesco Balletta, dal Prof. Giuseppe Bracco, dal Prof. Giuseppe Conti, dal Prof. Alberto Cova, dal Prof. Ennio De Simone, dal Prof. Marco Doria, dal Prof. Giulio Fenicia, dal Prof. Vincenzo Giura, dal Prof. Salvatore La Francesca, dal Prof. Andrea Leonardi, dal Prof. Angelo Moioli, dal Prof. Paolo Pecorari, dal Prof. Fausto Piola Caselli, dal Prof. Mario Rizzo, dal Prof. Gaetano Sabatini, e dal Prof. Enrico Stumpo ha a sua volta riconfermato, all unanimità, direttore del Centro il Prof. Angelo Moioli, responsabile dell Unità di ricerca presso il Dipartimento di Storia della società e delle istituzioni, che ha designato come nuovo segretario il prof. Giuseppe De Luca, che già ricopriva questa funzione. Durante il 2005 il Consiglio Scientifico ha approvato l adesione a titolo personale del prof. Carlo Travaglini dell Università Roma 3 all unità di ricerca costituita presso il Dipartimento di Storia della società e delle istituzioni dell Università degli studi di Milano. Alla chiusura del presente esercizio, mentre è ancora in corso la ratifica dell adesione dell unità di ricerca formatasi presso il Dipartimento di Economia e storia del territorio dell Università degli Studi di Chieti-Pescara, che aveva designato come responsabile il prematuramente scomparso prof. Massimo Costantini, il Cirsfi risulta effettivamente composto di 16 unità di ricerca, ripartite fra 15 atenei, per un totale di 73 studiosi. Anche quest anno, tre sono state le linee principali attraverso cui il Centro ha perseguito i propri obiettivi istituzionali. La prima intesa alla promozione e alla diffusione delle informazioni e degli strumenti di supporto alla ricerca si è estrinsecata attraverso il miglioramento e l aggiornamento del sito Web, che ha acquisito un dominio diretto 129

2 (www.cirsfi.it), affittato presso un provider privato. Il lavoro di inserimento di nuovi titoli nella Bibliografia di storia della finanza on line è stato condotto con regolarità e la banca dati conta ora oltre riferimenti. La Rivista di storia finanziaria che è pubblicata dall Unità di ricerca di Napoli (Dipartimento di Analisi) e che, nella sua versione on line (www.delpt.unina.it- /stof/index.html), costituisce uno dei links principali del sito ha editato i numeri 14 e 15, ospitando alcune delle relazioni presentate al seminario Cirsfi di Cassino dell anno passato, già dedicato come pure quello di quest anno - al confronto e alla discussione su temi del debito pubblico e della formazione dei mercati finanziari in Italia. In particolare nel numero 15 sono state pubblicate quelle di F. Colzi, Mercato finanziario e debito pubblico a Roma in età moderna, di R. Artoni, Note sul debito pubblico italiano dal 1885 al 2001, di D. Fausto Lineamenti dell evoluzione del debito pubblico in Italia ( ), e gli interventi alla tavola rotonda conclusiva di F. Balletta, Modelli di interazione fra debito pubblico e mercati finanziari, di F. Piola Caselli, Note sul debito pubblico nello Stato Pontificio (secoli XVI-XVIII), e di G. Di Taranto, Finanze e debito pubblico in Italia tra età moderna e con-temporanea. Nella seconda direzione finalizzata a promuovere il dibattito scientifico il Cirsfi ha organizzato nelle giornate del 7 e 8 ottobre 2005 il consueto seminario annuale, finalizzato quest anno alla preparazione dell omonimo Convegno internazionale dedicato a Debito pubblico e formazione dei mercati finanziari in Italia fra età moderna e contemporanea, programmato per il maggio 2006, presso la Fondazione Famiglia Legler di Brembate di Sopra (BG), come resoconto di un progetto PRIN 2003 che ha visto coinvolti colleghi delle università degli studi di Milano, Venezia, Pisa, Cassino e Palermo. I risultati di questo congresso verranno poi presentati nella Session Government Debts and Financial Markets in Europe, 16th-20th Centuries - dell IEHC di Helsinki, Agosto 2006, di cui lo stesso Cirsfi è stato promotore. L incontro, ospitato presso l usuale sede della Facoltà di Economia dell Università degli Studi di Cassino, è stato aperto dal prof. Antonio Di Vittorio, presidente della Società Italiana degli Storici dell Economia, che ha testimoniato il patrocinio della SISE e ha presentato il volume di Maria Cristina Ermice sulle Origini del gran libro del Debito pubblico del Regno di Napoli e l emergere di nuovi gruppi sociali. Sotto la presidenza del prof. Di Vittorio, Giuseppe De Luca ha presentato le direzioni di ricerca dell unità milanese: la prima su Debito pubblico, mercato finanziario e cicli economici nello Stato di Milano fra età spagnola e dominazione francese, la seconda centrata sull analisi delle reti di credito fra Svizzera e Lombardia a ridosso dell Unità, attraverso la ricostruzione della traiettoria professionale del ginevrino Charles-François Brot. Lungo la prima direzione De Luca ha messo in messo in evidenza l interesse nell utilizzo di una fonte quale quella dei rogiti camerali (conservati presso l Archivio di stato di Milano) che ha consentito 130

3 di ricostruire le alienazioni delle entrate dello stato milanese, permettendo non solo di cogliere la consistenza e l andamento del debito pubblico della Lombardia spagnola, ma di investigarne anche la circolazione e il collegamento positivo con l economia reale. Per quanto attiene alla seconda linea di ricerca, l accento è stato posto sulla funzione del grande finanziere e banchiere ginevrino Brot nella definizione e strutturazione di un sistema finanziario locale, caratterizzato da un reticolo informale particolarmente resiliente rispetto alle necessità e alle congiunture dell economia lombarda durante i decenni centrali del XIX secolo. Per il gruppo di ricerca di Cassino, Fausto Piola Caselli ha presentato l Evoluzione del debito pubblico dello Stato pontificio e gettito delle dogane di Roma nei secoli XVII-XVIII, ricostruendo il panorama generale sul lungo periodo con particolare attenzione all entità reale del debito, all entità dei rimborsi (che segnala un momento di floridezza delle casse dello Stato), agli scopi delle emissioni, all andamento dei tassi reali di interesse, che hanno una evoluzione molto complessa, ed alle procedure, alle tecniche che fanno riferimento alla normativa giuridica della circolazione dei titoli del reddito pubblico. Piola Caselli ha puntato quindi sul modo in cui si finanzia, almeno in parte, il debito pubblico dello Stato della Chiesa, coprendo un amplissimo lasso di tempo che va dagli anni del 1220 circa fino all inizio dell Ottocento. Maria Carmela Schisani, dell unità di Napoli, ha invece mostrato l importanza del Mercato finanziario, istituzioni e debito pubblico nel Mezzogiorno preunitario attraverso i prestiti Rothschild stipulati tra il 1821 e il 1824, all indomani del nonimestre costituzionale che aveva portato a Napoli l esercito austriaco per la restaurazione del potere assoluto dei Borbone. L attenzione della Schisani si è soprattutto concentrata sulla ricostruzione dell attività di Karl Mayer ( ) a Napoli, il fratello meno studiato della famiglia, a partire proprio dal 1821, data del primo prestito ai Borbone che, stipulato su pressioni di Metternich e a totale rischio dei Rotschild, ha di fatto vincolato lo Stato meridionale ad un patto di prelazione sui nuovi prestiti. Investigare l attività di un personaggio come Karl Mayer, definito dalla Schisani banchiere della corona, ha permesso di cogliere vari aspetti e sfaccettature del mercato finanziario napoletano. Spunti molto interessanti ha presentato anche la proposta che Giuseppe Conti e Carlo Brambilla hanno illustrato per l unità di ricerca di Pisa. Nella relazione Rischio paese, debiti privati e pubblici ed architetture finanziarie in alcune economie industriali tra XIX e XX secolo hanno individuato gli stimoli per investigare il rischio di chi investiva dall estero in Italia e viceversa. L interesse degli studiosi si è rivolto alla valutazione della misura del rischio, espresso come rapporto differenziale dei tassi di interesse rispetto quelli prevalenti sui mercati esteri, così da incidere sulla difficoltà di darsi un organizzazione creditizia, e spronare a darsi una valida organizzazione per muovere il risparmio verso le attività produttive. L obiettivo è in sostanza quello di analizzare il rapporto tra l andamento dell econo- 131

4 mia reale e quello dell economia finanziaria, e soprattutto come si costruivano delle istituzioni in grado di intervenire sulla riduzione dell apprezzamento del rischio. Giuseppe Della Torre, che fa parte della medesima unità, si è concentrato invece su Debito pubblico, mercato finanziario e intermediari creditizi in Italia ( ), evidenziando il rapporto tra il debito pubblico italiano e lo sviluppo del sistema creditizio fra l unificazione e la prima guerra mondiale. Punto nodale della sua ricerca quello di approfondire gli interventi normativi ed istituzionali che le autorità di politica economica hanno posto in essere per costruire il circuito interno di finanziamento in grado di passare da un debito collocato prevalentemente all estero ad uno collocato prevalentemente in Italia. L intervento di Salvatore La Francesca, dell unità di Palermo, ha interessato il Sistema bancario e allocazione del risparmio in Italia nella seconda metà del 900. Lo studioso ha però inteso sottolineare alcuni aspetti specifici del sistema bancario considerando la banca prevalentemente come mercato obbligazionario, e sviluppando precipuamente l aspetto della formazione e determinazione dei flussi di risparmio, soprattutto per gli anni 70 e 80 del Novecento. La linea che La Francesca ha privilegiato è stata quella della formazione del risparmio in relazione alle dimensioni delle banche, ai mercati di riferimento, alle dimensioni delle aziende sovvenzionate ed ai settori di destinazione. Enrico Camilleri, della stessa unità, ha invece posto al centro del suo lavoro La Banca commerciale italiana a Palermo nei primi anni del 900, puntando ad individuare le modalità con cui il finanziamento dello sviluppo economico degli inizi del Novecento abbia funzionato in Italia e nel meridione, analizzando nello specifico il caso della Sicilia. Partendo dall esperienza della sede della Banca Commerciale di Palermo il ricercatore ha focalizzato la sua attenzione su di una precisa documentazione quale quella delle relazioni ai bilanci dei Consigli di Amministrazione e degli inventari della filiale palermitana. Le conclusioni giungono a valorizzare la funzione surrogatoria della banca rispetto al mercato finanziario. Francesco Balletta, dell unità di ricerca di Napoli, ha completato le relazioni dei partecipanti al progetto PRIN con un intervento intitolato Mercato finanziario, istituzioni e debito pubblico in Italia nella seconda metà del 900. Il relatore partendo dall assunto che la Banca d Italia e il sistema bancario abbiano creato un mercato finanziario di fatto bloccato, dopo aver chiarito che intende riferirsi al debito pubblico nella sua accezione di lungo termine e aver sostenuto la necessità che il debito sia collocato sul mercato (riconoscendo alle banche la sola funzione di facilitare l intermediazione sia nel mercato azionario che in quello dei titoli pubblici), delinea l importanza della funzione di un personaggio come Marcello Soleri, il primo ad essersi cimentato nel debito pubblico, il primo che nel 1945 volle il debito pubblico, ovvero il prestito. Balletta attraverso il rapporto di Soleri con la Banca d Italia e con il supporto di un consistente apparato di dati ripercorre le fasi salienti del mercato finanziario dal primo dopoguerra fino agli anni novanta del 132

5 secolo scorso. Le conclusioni presentate da Balletta individuano un miglioramento dell indebitamento solo con il 1981, quando si realizza il cosiddetto divorzio tra Banca d Italia e Tesoro, per arrivare al 1993 quando ha termine anche l obbligo del Tesoro di tenere il conto corrente con la banca centrale. La giornata di studio è terminata con l intervento di Gianni Toniolo che ha tratto delle considerazioni conclusive su questa sessione, evidenziando la necessità di perseguire un carattere di omogeneità fra i diversi stimoli presentati, nonostante le tematiche di carattere economico, sociale ed istituzionale che il debito pubblico è in grado di evocare siano molteplici. In particolare Toniolo ha sostenuto come la linea prospettata, che intende esaminare il rapporto fra debito pubblico ed efficienza dei mercati, pur non essendo l unica delle chiavi di lettura che sia possibile individuare, abbia dei caratteri distintivi e di novità. La mattinata della seconda giornata come ormai è tradizione si è articolata nella discussione, guidata da Giuseppe Felloni, dei progetti di ricerca avviati da giovani studiosi nell ambito della storia finanziaria italiana. Il progetto di Mario Acerra incentrato sull industria conserviera campana nel periodo , pur non tralasciando l importanza dei colossi industriali (Cirio e Del Gaizo-Santarsiero), intende approfondire il mondo delle società minori, investigandone oltre la vita societaria, anche la struttura finanziaria, arrivando in ultima analisi a tracciare una mappatura delle zone di produzione e approvvigionamento delle materie prime. Stefano Agnoletto (Il meccanismo dell appalto per l esazione delle entrate fiscal:. il caso del dazio della mercanzia e della ferma generale del sale nello stato di Milano tra fine Seicento e primo Settecento) vuole ricostruire il meccanismo dell esazione dei dazi e dei monopoli a Milano tra la fine del XVII e l inizio del XVIII secolo. Attraverso l utilizzo delle fonti relative agli appalti delle Ferma Generale del Sale e del Dazio della Mercanzia, le due principali entrate camerali del Ducato, lo studioso si prefigge di indagare il meccanismo contrattuale posto in atto, così da individuare le razionalità fiscali che lo giustificavano, con l obiettivo di proporre una riflessione sulle modalità di regolazione dell intera attività economica descritta nei capitolati. Maurizio Romano vuole approfondire un aspetto legato all interventismo asburgico in età teresiana. Il suo progetto è incentrato sulla figura del regio Ducal Magistrato camerale, la cui creazione portava a compimento il lungo processo di riconduzione in regia dei tributi indiretti, fino alla totale avocazione al controllo statale di tale vitale risorsa per le finanze regie. Il progetto di Andrea Strambio De Castillia (Centro per la Cultura d Impresa, Milano), Per un repertorio delle fonti documentarie conservate presso le ex sedi di borsa, si inserisce in un più ampio lavoro di ricerca che nel corso degli ultimi dieci anni ha avuto come obiettivo principale quello di non disperdere ed anzi valorizzare le fonti che permettessero la ricostruzione dell evoluzione delle borse italiane. Con questa stessa finalità la ricerca in corso ha lo scopo di rilevare la disponibilità di fonti documentarie di interesse per la ricostruzione della storia delle Borse valori italiane 133

6 negli ultimi due secoli. Le piazze presso cui è condotta la ricerca sono le nove sedi di Borsa al 1991, con l esclusione di Milano. L esito della ricerca prevede la creazione di alcuni sintetici rapporti informativi che forniranno, città per città, un elenco delle risorse documentarie disponibili presso i principali archivi; mentre gli ambiti d indagine saranno: le origini istituzionali del mercato, la composizione degli organi locali di autogoverno, le dimensioni dl mercato in termini di intermediari attivi, in termini di numero di titoli e di quantità scambiate, le sedi del mercato e l iconografia. Giuseppe Telesca intende sviluppare una biografia su Giuseppe Toeplitz, cercando di supplire in parte ad un vuoto storiografico, che permetterebbe di meglio evidenziare alcuni aspetti del lavoro del banchiere. Nella terza direzione volta alla promozione di effettivi programmi di ricerca è continuato e si è positivamente concluso il lavoro di coordinamento, che ha trovato una tappa importante anche nel seminario di Cassino, fra alcune unità del Cirsfi e studiosi di università estere al fine di definire una proposta di sessione per il prossimo Convegno internazionale di Helsinki. È infatti stata approvata la Session Government Debts and Financial Markets in Europe, 16th-20th Centuries - dell IEHC di Helsinki, Agosto 2006, di cui lo stesso Cirsfi è stato promotore nella persona del prof. Fausto Piola Caselli insieme a Pierre-Cyrille Hautcoeur (Università di Parigi I Panthéon-Sorbonne), Micheal North (Università di Ernst-Moniz-Arndt), e José Ignacio Andrés Ucendo (Università dei Paesi Baschi). totale avanzo Rendiconto finanziario CIRSFI - Esercizio gennaio 2005-dicembre ,00 600,00 500, ,00 76,2 169,20 900, ,00 445,00 44, ,20 n. 7 contributi da 200 euro cadauno da parte di unità dai ricerca Cirsfi n. 2 contributi da 300 euro da parte di unità di ricerca Cirsfi n. 1 contributo da 500 euro da parte di unità di ricerca Cirsfi Acquisto dominio sito CIRSFI annuale presso YK2 Hosting Gestione software bibliografia sito CIRSFI Erogazione n. 6 borse di studio (rimborsi) giovani studiosi seminario Cassino 2005 Rimborso n. 3 studiosi Cassino 2005 Spese e bolli c/c (dal giugno 2005) Conto CIRSFI Università di Cassino 195,50 Conto CIRSFI Università dell Aquila 200,00 Conto CIRSFI Università di Genova 200,00 Conto CIRSFI Università Cattolica 300,00 Conto CIRSFI Università di Palermo 200,00 Conto CIRSFI Università di Pavia 200,00 Conto CIRSFI Università di Bari 200,00 Dipartimento Università di Milano 500,00 Dipartimento Università diverse: Napoli 447,67 134

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