Sommario. "Pietre unite per una Comunità Unita" Comunità Aperta - Anno 32 - n. 2 Febbraio 2020

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3 COMUNITÀ APERTA Sommario Comunità Aperta - Anno 32 - n. 2 Febbraio COMUNITÀ APERTA: Periodico mensile della Parrocchia di Almenno San Salvatore Direzione, redazione, amministrazione e corrispondenza: COMUNITÀ APERTA - via XXV Aprile - Almenno San Salvatore (Bg) o Direttore: Don Mario Rosa - Direttore Resp.: don Oliviero Giuliani Autorizzazione del Tribunale di Bergamo n. 32 del Pubblicità inferiore al 70% - Redazione: don Mario Rosa - don Giorgio Albani - don Lorenzo Testa Renzo Cornelli - Anna Cortinovis - Paolo Manzoni - Romano Bonfanti - Roberto Bonalumi - Impaginazione e grafica a cura di: Renzo Cornelli - Stampa a cura di: Press R3 S.N.C. di Rota Alessandro & C. È vietata qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta. Copertina a cura di Roberto Bonalumi Foto di Gianfranco Boffetti "Pietre unite per una Comunità Unita" (dall'omelia del Vescovo) Febbraio

4 Editoriale Quaresima. Quaranta giorni per ripartire... Il tempo della Quaresima è sempre un tempo forte, impegnativo, che scuote da quella pigrizia e quella sonnolenza che spesso prende il nostro cammino di fede. I quaranta giorni che ci stanno davanti a partire dal Mercoledì delle Ceneri ci invitano, quasi ci provocano, a stare alla presenza del Signore per sfuggire l ammirazione degli uomini, oggi come ai tempi di Gesù, tanto ricercata, tentazione questa, che trasforma l elemosina in vanto, la preghiera in ipocrisia e il digiuno in merito o idolatria religiosa. La Quaresima invece ci riporta nel deserto, all essenziale, perché tutto sia fatto nell autenticità dello stare in piedi sotto la croce; la Quaresima torna ogni anno con le sue domande forti e con la sua richiesta di risposte forti; non la si può dare per scontata o invecchiata, invita al silenzio, all ascolto della Parola, alla preghiera, alla serietà, alla fraternità, in una parola, alla carità che è l Amore di Dio per noi chiamati a condividerlo con ogni uomo, soprattutto il più povero, che incontriamo sulla strada della nostra vita. È un invito alla conversione del cuore, al rovesciamento di alcune prospettive che spesso incatenano la nostra vita impedendoci di entrare nella logica del Vangelo. La conversione non corrisponde a un ritocco di facciata, ad una tinteggiatura superficiale della nostra esistenza. Quello che ci viene proposto è di cambiare radicalmente, in profondità, per aderire sinceramente al Vangelo di Gesù e per ricevere quella vita nuova che Egli promette a tutti coloro 2 Comunità Aperta

5 Editoriale Quaresima. Quaranta giorni per ripartire... che ascoltano la sua Parola e sono disposti a metterla in pratica. In effetti la strada che ci viene proposta e che è tracciata dalla saggezza della Chiesa per questo tempo penitenziale ci aiuta a compiere una progressione * Ciò che conta, innanzitutto, è il desiderio. Non ci si stacca da ciò che è vecchio, scontato, abituale se non si è afferrati dalla ricerca di qualcosa e di Qualcuno, se non si prova un bisogno intenso di vivere un modo nuovo. È questa la ragione vera del digiuno: non per ritrovare un corpo presentabile, ma per avvertire la fame del cibo vero e così distinguere quella fame, più nascosta, ma più essenziale, che riguarda Dio, la sua Parola, la sua Presenza benefica. * La Parola ci invita ad aprirci: aprirci a Dio, innanzitutto, ad una relazione che può veramente trasfigurare la nostra esistenza; una relazione di amore che la preghiera tiene desta, rende viva, operosa; una relazione che non è, sporadica, occasionale, ma fedele, tenace, tale da poter superare la prova decisiva del tempo. * Ma non si è veramente aperti a Dio, se ci si chiude ai fratelli; ecco allora l invito all elemosina: a provare compassione per la sofferenza degli altri e ad essere disposti a pagare di persona per soccorrerli ed aiutarli a trovare qualche rimedio alla loro condizione. In causa è il cuore, chiamato a liberarsi dall incatenamento dell egoismo per tornare ad essere tenero cioè compassionevole, buono; un cuore che non si lascia imprigionare dal sospetto, dalla paura, dal pregiudizio, ma va incontro all altro, ad ogni altro senza discriminazione, con amore, limpido e trasparente, proprio come ci ha insegnato Gesù. Ecco così tracciato il cammino della Quaresima, che non potrà fermarsi, però, a Pasqua, ma darci lo slancio per tutta la vita. Buona Quaresima! Il parroco don Mario ATTENZIONE Con il numero di Gennaio 2020 di Comunità Aperta è stato allegato un fascicolo, che fa il punto sulla situazione della nostra Comunità Parrocchiale, con domande sorte dopo l'assemblea Parrocchiale del 16 ottobre scorso. Il Consiglio Pastorale gradirebbe sentire l'opinione anche di tutta la Comunità Parrocchiale e pertanto attraverso questo fascicolo fa pervenire a tutte le famiglie le questioni più problematiche della Comunità. Vi invitiamo quindi a rispondere alle domande poste sul foglio che avete trovato allegato e vi sollecitiamo a consegnarlo nelle apposite cassette che sono state poste in ogni chiesa. Vi ringraziamo anticipatamente della vostra collaborazione. Le risposte possono essere firmate o, come preferite, anche anonime. Il Parroco don Mario Febbraio

6 Parrocchia informa Calendario Pastorale Marzo 2020 GIORNO APPUNTAMENTO ORARIO LUOGO DOMENICA 1 I di Quaresima Martedì 3 Venerdì 6 S. Messe ad orario Festivo Vespri e Catechesi in Parrocchia INCONTRO GENITORI BAMBINI/E DELLA 1 a CONFESSIONE E 1 a COMUNIONE Animazione in Oratorio Preghiera di Quaresima per i Ragazzi/e S. Messa - segue catechesi adulti ASSEMBLEA PARROCCHIALE Via Crucis al Santuario VIA CRUCIS AI CAPPUCCINI 15,00 16,30 7,45 9,00 20,30 9,00 20,30 Parrocchia Oratorio Cappuccini Cappuccini Oratorio Santuario Cappuccini Sabato 7 Recita S. Rosario 20,30 Santuario Domenica 8 II di Quaresima CONVEGNO DIOCESANO MISSIONARIO Vespri e Catechesi 15,00 Parrocchia Lunedì 9 Scuola della Parola 20,45 Oratorio Martedì 10 Preghiera di Quaresima per i Ragazzi/e S. Messa Madri Cristiane - segue catechesi adulti 7,45 9,00 Cappuccini Cappuccini Mercoledì 11 Conferenza San Vincenzo de' Paoli 19,45 Parrocchia Giovedì 12 Venerdì 13 Incontro Gruppo Missionario Incontro Confratelli SS. Sacramento Incontro Catechisti Via Crucis al Santuario VIA CRUCIS ALL'OPERA PIA Scuola di Preghiera 16,30 20,30 20,30 9,00 20,30 20,30 Parrocchia Parrocchia Oratorio Santuario Opera Pia Seminario Sabato 14 Recita Santo Rosario 20,30 Santuario DOMENICA 15 III di Quaresima Martedì 17 S. Messe ad orario festivo Vespri e Catechesi 15,00 Parrocchia Preghiera di Quaresima per i Ragazzi/e S. Messa - segue catechesi adulti CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE 7,45 9,00 20,45 Cappuccini Cappuccini Parrocchia Mercoledì 18 CONSIGLIO DI ORATORIO 20,30 Oratorio 4 Comunità Aperta

7 Parrocchia Informa " Una voce che invia " GIORNO APPUNTAMENTO ORARIO LUOGO Giovedì 19 Venerdì 20 San Giuseppe Sposo di Maria Vergine S. Messa Associazione Vedove segue Ritiro Ass. vedove Incontro Genitori Cresimandi Incontro Adulti Azione Cattolica 24 ORE PER IL SIGNORE AL SANTUARIO ore 17,00 S. Messa - segue Adorazione Eucaristica e possibilità di Confessioni fino alle ore 23,00 9,00 20,30 20,45 Cappuccini Oratorio Oratorio 17,00-23,00 Santuario Sabato 21 SERATA PER I GENITORI DELLA CATECHESI Oratorio DOMENICA 22 IV di Quaresima Mattino: ritiro per IV - V elem. Vespri e Catechesi 15,00 Parrocchia Lunedì 23 Scuola della Parola 20,45 Oratorio Martedì 24 Mercoledì 25 Preghiera di Quaresima per i Ragazzi/e S. Messa - segue catechesi adulti 7,45 9,00 Cappuccini Cappuccin Annunciazione del Signore ore 20,00 Rosario segue Santa Messa al Santuario 20,00 Santuario Giovedì 26 Incontro Catechisti 20,30 Oratorio Venerdì 27 Sabato 28 DOMENICA 29 V di Quaresima Via Crucis al Santuario VIA CRUCIS ITINERANTE S. GIORGIO - SAN NICOLA Esposizione Statua della B.V. Addolorata Ora legale estiva Mattino: ritiro per I media. Vespri e Catechesi Incontro Genitori 1 a Conf. e 1 a Com. Animazione in Oratorio 9,00 20,30 15,00 16,30 Santuario S. Giorgio Parrocchia Oratorio Martedì 31 Preghiera di Quaresima per i Ragazzi/e TRIDUO IN PREPARAZIONE ALLA PASQUA IN PARROCCHIA 7,45 20,30 Cappuccini Parrocchia Febbraio

8 Festa della Presentazione al Tempio "Candelora" L'unità di queste antiche pietre sia anche tra i fedeli A cura di don Giorgio Quest anno la festa della Candelora cadeva in domenica e la giornata piuttosto mite ha contributo all afflusso di molte persone. La messa delle 10,30 è stata presieduta dal nostro Vescovo Mons. Francesco Beschi che ha paragonato le antiche mura della Chiesa Pievana, una delle antiche chiese battesimali della nostra Diocesi, con il Tempio di Gerusalemme dove Gesù, come tutti i figli maschi primogeniti, venne offerto a Dio. Un Tempio che è una domanda fatta di pietra e fede che viene posta in ogni luogo: per cosa e per chi tutto questo è stato costruito? Il Vescovo ha citato una frase di sant Agostino: L unità delle pietre deve essere quella dei fedeli, raccolti nell amore di Cristo se queste pietre materiali non fossero unite tra loro con la carità, se non combaciassero facilmente, se non si amassero in qualche modo aderendo tra loro vicendevolmente, questo tempio non ci sarebbe. I lavori di messa in sicurezza della Madonna del Castello hanno un preventivo di spesa di Comunità Aperta

9 Festa della Presentazione al Tempio "Candelora" L'unità di queste pietre sia anche tra i fedeli. ; questi prevedono la sistemazione della crepa, presente da tempo immemore sulla parete esterna della chiesa pievana che si è formata a causa della sovrapposizione nel corso del tempo di varie strutture e la sistemazione di alcuni punti critici legati alla sua stabilità. Ad oggi sono a nostra disposizione un fondo di della Regione Lombardia e un fondo della Fondazione Cariplo di Non coprono tutto il preventivo di spesa, contiamo sulla generosità degli almennesi che non mancherà. Anche dalle pagine di Comunità Aperta vogliamo esprimere un nostro grazie a tutti i collaboratori che in molti modi e con tanta dedizione hanno contributo a rendere bella la festa. Febbraio

10 Liturgia viva Tempo di Quaresima A cura di don Giorgio L itinerario di fede percorso dai cristiani, anno dopo anno, durante il tempo della Quaresima ripropone, l esperienza della storia della salvezza: è l itinerario che dà senso alla storia del mondo e alla loro storia personale di fede, è al tempo stesso un itinerario di conversione, di crescita interiore, di cammino comunitario, perché lega i credenti tra loro impegnandoli in una comune missione di trasfigurazione di questo mondo. Le tappe di questo itinerario richiedono di rinunciare a se stessi. È necessario attingere alle fonti dell acqua viva, chiedere di ricevere il dono della luce e della forza per vivere nella grazia e nella verità, farsi vigilanti perché la fede non si addormenti. La liturgia della Parola di queste domeniche offre stimoli per riscoprire la propria fede e approfondirla nella speranza e nella luce che viene, fin dall inizio dalla Pasqua a cui la celebrazione della Quaresima orienta. Mercoledì delle ceneri Dio ci chiama alla conversione. La quaresima che inizia in questo giorno ripropone a tutti i cristiani un tempo di rinnovamento spirituale: quaranta giorni di cammino interiore per arrivare ben preparati alla celebrazione della Pasqua. I Domenica di Quaresima All inizio della sua vita pubblica Gesù accettò la prova della tentazione, che è esperienza inevitabile per ogni essere umano. Per questo preghiamo: non abbandonarci alla tentazione. II Domenica di Quaresima Il mistero della trasfigurazione: contemplare nel volto di Gesù la gloria di Dio, ci aiuta a porci in ascolto della sua parola per scoprire la nostra vera destinazione: l ascolto della Parola di Dio, della sua chiamata attraverso i segni della storia è la premessa della fede e della sequela. III Domenica di Quaresima La donna Samaritana con la sua ricerca di acqua, ci richiama il nostro battesimo: in quella donna possiamo anche noi riconoscerci, specialmente per il bisogno di incontrare chi ci salva e anche per la sorpresa che ci afferra quando vediamo i segni della presenza di Dio nella nostra vita. 8 Comunità Aperta

11 Liturgia viva Tempo di Quaresima IV domenica di Quaresima Siamo condotti verso la luce della Pasqua. Il racconto del vangelo ne riassume la sostanza attraverso l immagine: l opera di Gesù non si limita a dare luce al cieco, ma mette in condizione di diventare diffusori di luce. Il Signore non ci lascia mancare la sua luce, a condizione che riconosciamo la nostra cecità e apriamo il cuore al suo sguardo. V domenica di Quaresima Nella prospettiva della Pasqua, la vita ci è stata data per cercare Dio e per possederlo in eterno. La morte è stata superata dalla risurrezione di Gesù. Per il credente il suo destino è la visione di Dio, nella quale la vita mortale viene trasformata. Domenica della Palme Mistero della croce, mistero di amore. La liturgia di oggi è centrata sul racconto della passione di Gesù. Il cristiano è sollecitato a unirsi al dolore di Cristo per vivere la gioia della vita che ritorna a fiorire. Questi eventi accadono per noi, oggi, e invitano a prendere posizione: in essi continua a rivelarsi in noi l amore di Dio. Famiglie in Festa C ongr atul a zioni ai Coniugi Matilde Manzoni e Antonio Dal Cin per il loro 60 Anniversario di Matrimonio! Circondati dall'affetto di Figli e Nipoti. Auguri!!! Febbraio

12 Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente Aprite le porte alla Vita Pubblichiamo il Messaggio dei Vescovi Italiani in occasione della 42 a Giornata della Vita Desiderio di vita sensata 1. Che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna? (Mt 19,16). La domanda che il giovane rivolge a Gesù ce la poniamo tutti, anche se non sempre la lasciamo affiorare con chiarezza: rimane sommersa dalle preoccupazioni quotidiane. Nell anelito di quell uomo traspare il desiderio di trovare un senso convincente all esistenza. Gesù ascolta la domanda, l accoglie e risponde: Se vuoi entrare nella vita osserva i comandamenti (v. 17). La risposta introduce un cambiamento da avere a entrare che comporta un capovolgimento radicale dello sguardo: la vita non è un oggetto da possedere o un manufatto da produrre, è piuttosto una promessa di bene, a cui possiamo partecipare, decidendo di aprirle le porte. Così la vita nel tempo è segno della vita eterna, che dice la destinazione verso cui siamo incamminati. Dalla riconoscenza alla cura 2. È solo vivendo in prima persona questa esperienza che la logica della nostra esistenza può cambiare e spalancare le porte a ogni vita che nasce. Per questo papa Francesco ci dice: L appartenenza originaria alla carne precede e rende possibile ogni ulteriore consapevolezza e riflessione. All inizio c è lo stupore. Tutto nasce dalla meraviglia e poi pian piano ci si rende conto che non siamo l origine di noi stessi. Possiamo solo diventare consapevoli di essere in vita una volta che già l abbiamo ricevuta, prima di ogni nostra intenzione e decisione. Vivere significa necessariamente essere figli, accolti e curati, anche se talvolta in modo inadeguato. È vero. Non tutti fanno l esperienza di essere accolti da coloro che li hanno generati: nume- 10 Comunità Aperta

13 Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente Aprite le porte alla Vita rose sono le forme di aborto, di abbandono, di maltrattamento e di abuso. Davanti a queste azioni disumane ogni persona prova un senso di ribellione o di vergogna. Dietro a questi sentimenti si nasconde l attesa delusa e tradita, ma può fiorire anche la speranza radicale di far fruttare i talenti ricevuti (cfr. Mt 25, 16-30). Solo così si può diventare responsabili verso gli altri e gettare un ponte tra quella cura che si è ricevuta fin dall inizio della vita, e che ha consentito ad essa di dispiegarsi in tutto l arco del suo svolgersi, e la cura da prestare responsabilmente agli altri. Se diventiamo consapevoli e riconoscenti della porta che ci è stata aperta, e di cui la nostra carne, con le sue relazioni e incontri, è testimonianza, potremo aprire la porta agli altri viventi. Nasce da qui l impegno di custodire e proteggere la vita umana dall inizio fino al suo naturale termine e di combattere ogni forma di violazione della dignità, anche quando è in gioco la tecnologia o l economia. La cura del corpo, in questo modo, non cade nell idolatria o nel ripiegamento su noi stessi, ma diventa la porta che ci apre a uno sguardo rinnovato sul mondo intero: i rapporti con gli altri e il creato. Ospitare l imprevedibile 3. Sarà lasciandoci coinvolgere e partecipando con gratitudine a questa esperienza che potremo andare oltre quella chiusura che si manifesta nella nostra società ad ogni livello. Incrementando la fiducia, la solidarietà e l ospitalità reciproca potremo spalancare le porte ad ogni novità e resistere alla tentazione di arrendersi alle varie forme di eutanasia. L ospitalità della vita è una legge fondamentale: siamo stati ospitati per imparare ad ospitare. Ogni situazione che incontriamo ci confronta con una differenza che va riconosciuta e valorizzata, non eliminata, anche se può scompaginare i nostri equilibri. È questa l unica via attraverso cui, dal seme che muore, possono nascere e maturare i frutti (cf Gv 12,24). È l unica via perché la uguale dignità di ogni persona possa essere rispettata e promossa, anche là dove si manifesta più vulnerabile e fragile. Qui infatti emerge con chiarezza che non è possibile vivere se non riconoscendoci affidati gli uni agli altri. Il frutto del Vangelo è la fraternità. Febbraio

14 Organismi parrocchiali Consiglio Pastorale Parrocchiale Verbale del Consiglio Pastorale Parrocchiale del 14 gennaio 2020 Ordine del giorno: 1. Preghiera e introduzione ai lavori; 2. Lettura ed approvazione verbale seduta precedente (vedi Comunità Aperta - dicembre 2019); 3. Dopo l Assemblea Parrocchiale del 16 Ottobre scorso quali riflessioni abbiamo maturato nei nostri gruppi, associazioni e personalmente: momento di confronto, Assemblea di metà anno?; 4. Oratorio S. Giovanni Bosco: programma e iniziative; 5. Quaresima e Tempo Pasquale: proposte ed iniziative; 6. Situazione Chiese (Madonna del Castello, S. Nicola ); 7. Piano sicurezza Oratorio 8. Varie ed eventuali. 1.Il Parroco inizia l incontro con una invocazione allo Spirito Santo, con la lettura e una breve riflessione di un brano del Vangelo di Matteo (9,35-10,10). 2. In riferimento al verbale della seduta precedente, si approva all unanimità quanto riportato su Comunità Aperta del mese di dicembre. 3. Dopo l assemblea parrocchiale del 16 ottobre la comunità si è incamminata su una a strada di verifica su quello che è il cammino della nostra parrocchia alla luce della proposta del Vescovo Una voce che invia e del Papa una chiesa in uscita. Ogni gruppo era stato chiamato a riprendere alcuni punti emersi nell assemblea, con l aiuto di una traccia che è stata fornita dal parroco. Don Mario spiega che la costatazione generale non solo della nostra comunità ma anche di altre parrocchie, è senz altro il fatto che i numeri si stanno assottigliando, questo lo vediamo nella partecipazione dell Eucaristia della domenica, momento centrale della settimana per una comunità cristiana. Una comunità cristiana che non si trova nell Eucaristia della domenica è un segnale preoccupante, fermo restando che il cristiano non è solo colui che va a messa la domenica. Alcune fasce d età sono evidentemente assenti, questo è lo specchio di una situazione che si vive nella realtà familiare. Se dovessimo fermarci solo ai numeri la percentuale forse non arriva al venti per cento delle persone che vediamo a messa la domenica, questo ci pone diversi interrogativi. Come ci poniamo noi di fronte a questa situazione? Come ci poniamo con chi si è allontanato dalla Chiesa? In questo allontanarsi non c è forse qualche responsabilità anche nostra? Come è la nostra testimonianza di fede? La nostra testimonianza di fede lascia percepire il bello dell essere cristiani? O il nostro è un cammino stanco che non suscita entusiasmo? Si fa notare che la testimonianza degli adulti è scadente, basti guardare anche la partecipazione ai diversi momenti di catechesi per gli adulti. 12 Comunità Aperta

15 Organismi parrocchiali Consiglio Pastorale Parrocchiale Don Lorenzo suggerisce anche il bisogno di interrogarsi su chi sono i lontani dalla fede? Come possiamo raggiungerli o intercettare queste persone? Dove posso incontrare i giovani di Almenno oggi? Forse bisogna avvicinare le persone in quei momenti particolarmente cruciali dell esistenza? La riflessione continua sottolineando diversi cambiamenti della comunità ma il parroco ci invita a non scoraggiarsi mai e a non perdere la speranza, perché un cristiano è chiamato ad essere lievito e sale, il compito di un cristiano è di seminare non quello di raccogliere, ricordandoci che pregare è una cosa che possiamo fare tutti. Per raccogliere un po il pensiero di tutta la comunità è stato deciso che nel prossimo numero di Comunità Aperta sarà distribuito a tutte le famiglie un opuscolo con una lettera del parroco e delle domande sulle quali ognuno è invitato a riflettere, rispondere e partecipare poi alla prossima assemblea parrocchiale che sarà il 03 marzo ore in oratorio. Assemblea alla quale tutti i cittadini sono invitati. 4. Per la settimana di San Giovanni Bosco le attività sono: 25 gennaio: serata in oratorio sul tema ti passo il testimone dedicata a tutti i genitori dei ragazzi della catechesi; 26 gennaio ore 9.30 messa animata dai ragazzi e nel pomeriggio animazione in oratorio per tutti i ragazzi 29 gennaio visione del film su San Giovanni Bosco e pizzata per tutti i bambini della catechesi 31 gennaio ore messa e merenda tutti insieme; 01 febbraio ore veglia di preghiera al Santuario 02 febbraio ore S. messa al Santuario celebrata dal Vescovo, ore S. Messa per i ragazzi; 05 febbraio ore serata per i genitori degli adolescenti 08 febbraio ore serata per i futuri animatori del CRE 09 febbraio ore S. Messa per la Giornata della vita 5. Il calendario delle Via Crucis è il seguente: 28 febbraio ore Chiesa Parrocchiale proposta dal gruppo ACLI; 06 marzo ore Chiesa dei Cappuccini proposta dall Azione Cattolica; 13 marzo ore Chiesa della Fondazione Rota proposta dai catechisti; 20 marzo ore S. Messa al santuario segue adorazione Eucaristica e confessioni fino alle 23.00; 27 marzo ore da San Giorgio a San Nicola proposta dal Gruppo Missionario, S. Vincenzo, Madri Cristiane 03 aprile ore da S. Nicola alla Parrocchia, conclusione con la S. Messa per la festa dell Addolorata. Per i ragazzi il martedì mattina momento di preghiera ore Situazione ristrutturazione delle chiese Per la messa in sicurezza della Madonna del Castello abbiamo ricevuto un contributo dalla Regione Lombardia di centocinquantamila euro e un contributo dalla Fondazione Cariplo di centotrentacinquemila euro; dovrebbe arrivare anche un finanziamento di centottantamila euro legato alla legge antisismica. Nella chiesa di San Nicola la velinatura è stata fatta, adesso dovrebbe partire il restauro delle formelle. Si procederà per campate. Per le prime due campate il finanziamento c è grazie al comitato di San Nicola, per il resto si spera di riuscire a reperire altri fondi, ci si sta muovendo anche per recuperare il fondo del FAI che ad ora non è ancora arrivato. 7. Per la messa in sicurezza degli spazi dell oratorio, stiamo aspettando l ingegnere che rilasci il certificato di prevenzione incendi. Esaurita la trattazione de punti all OdG, la seduta è tolta alle ore Verbalizzante Silene Gamba Il Parroco don Mario Rosa Febbraio

16 Messaggio del Santo Padre Francesco XXVIII Giornata del Malato «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28) - 11 febbraio 2020 Da 28 anni ormai si celebra l'11 febbraio, Festa della Madonna di Lourdes, la GIORNATA MONDIALE DEL MALATO. Pubblichiamo il Messaggio di Papa Francesco in questa occasione. Cari fratelli e sorelle, 1. Le parole che Gesù pronuncia: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28) indicano il misterioso cammino della grazia che si rivela ai semplici e che offre ristoro agli affaticati e agli stanchi. Queste parole esprimono la solidarietà del Figlio dell uomo, Gesù Cristo, di fronte ad una umanità afflitta e sofferente. Quante persone soffrono nel corpo e nello spirito! Egli chiama tutti ad andare da Lui, «venite a me», e promette loro sollievo e ristoro. «Quando Gesù dice questo, ha davanti agli occhi le persone che incontra ogni giorno per le strade di Galilea: tanta gente semplice, poveri, malati, pecca tori, emarginati dal peso della legge e dal sistema sociale oppressivo... Questa gente lo ha sempre rincorso per ascoltare la sua parola una parola che dava speranza» (Angelus, 6 luglio 2014). Nella XXVIII Giornata Mondiale del Malato, Gesù rivolge l invito agli ammalati e agli oppressi, ai poveri che sanno di dipendere interamente da Dio e che, feriti dal peso della prova, hanno bisogno di guarigione. Gesù Cristo, a chi vive l angoscia per 14 Comunità Aperta

17 Messaggio del Santo Padre Francesco XXVIII Giornata del Malato la propria situazione di fragilità, dolore e debolezza, non impone leggi, ma offre la sua misericordia, cioè la sua persona ristoratrice. Gesù guarda l umanità ferita. Egli ha occhi che vedono, che si accorgono, perché guardano in profondità, non corrono indifferenti, ma si fermano e accolgono tutto l uomo, ogni uomo nella sua condizione di salute, senza scartare nessuno, invitando ciascuno ad entrare nella sua vita per fare esperienza di tenerezza. 2. Perché Gesù Cristo nutre questi sentimenti? Perché Egli stesso si è fatto debole, sperimentando l umana sofferenza e ricevendo a sua volta ristoro dal Padre. Infatti, solo chi fa, in prima persona, questa esperienza saprà essere di conforto per l altro. Diverse sono le forme gravi di sofferenza: malattie inguaribili e croniche, patologie psichiche, quelle che necessitano di riabilitazione o di cure palliative, le varie disabilità, le malattie dell infanzia e della vecchiaia In queste circostanze si avverte a volte una carenza di umanità e risulta perciò necessario personalizzare l approccio al malato, aggiungendo al curare il prendersi cura, per una guarigione umana integrale. Nella malattia la persona sente compromessa non solo la propria integrità fisica, ma anche le dimensioni relazionale, intellettiva, affettiva, spirituale; e attende perciò, oltre alle terapie, sostegno, sollecitudine, attenzione insomma, amore. Inoltre, accanto al malato c è una famiglia che soffre e chiede anch essa conforto e vicinanza. 3. Cari fratelli e sorelle infermi, la malattia vi pone in modo particolare tra quanti, stanchi e oppressi, attirano lo sguardo e il cuore di Gesù. Da lì viene la luce per i vostri momenti di buio, la speranza per il vostro sconforto. Egli vi invita ad andare a Lui: «Venite». In Lui, infatti, le inquietudini e gli interrogativi che, in questa notte del corpo e dello spirito, sorgono in voi troveranno forza per essere attraversate. Sì, Cristo non ci ha dato ricette, ma con la sua passione, morte e risurrezione ci libera dall oppressione del male. In questa condizione avete certamente bisogno di un luogo per ristorarvi. La Chiesa vuole essere sempre più e sempre meglio la locanda del Buon Samaritano che è Cristo (cfr Lc 10,34), cioè la casa dove potete trovare la sua grazia che si esprime nella familiarità, nell accoglienza, nel sollievo. In questa casa potrete incontrare persone che, guarite dalla misericordia di Dio nella loro fragilità, sapranno aiutarvi a portare la croce facendo delle proprie ferite delle feritoie, attraverso le quali guardare l orizzonte al di là della malattia e ricevere luce e aria per la vostra vita. In tale opera di ristoro verso i fratelli infermi si colloca il servizio degli operatori sanitari, medici, infermieri, personale sanitario e amministrativo, ausiliari, volontari che con competenza agiscono facendo sentire la presenza di Cristo, che offre consolazione e si fa carico della persona malata curandone le ferite. Ma anche loro sono uomini e donne con le loro fragilità e pure le loro malattie. Per loro in modo particolare vale che, «una volta ricevuto il ristoro e il conforto Febbraio

18 Messaggio del Santo Padre Francesco XXVIII Giornata del Malato di Cristo, siamo chiamati a nostra volta a diventare ristoro e conforto per i fratelli, con atteggiamento mite e umile, ad imitazione del Maestro» (Angelus, 6 luglio 2014). 4. Cari operatori sanitari, ogni intervento diagnostico, preventivo, terapeutico, di ricerca, cura e riabilitazione è rivolto alla persona malata, dove il sostantivo persona, viene sempre prima dell aggettivo malata. Pertanto, il vostro agire sia costantemente proteso alla dignità e alla vita della persona, senza alcun cedimento ad atti di natura eutanasica, di suicidio assistito o soppressione della vita, nemmeno quando lo stato della malattia è irreversibile. Nell esperienza del limite e del possibile fallimento anche della scienza medica di fronte a casi clinici sempre più problematici e a diagnosi infauste, siete chiamati ad aprirvi alla dimensione trascendente, che può offrirvi il senso pieno della vostra professione. Ricordiamo che la vita è sacra e appartiene a Dio, pertanto è inviolabile e indisponibile (cfr Istr. Donum vitae, 5; Enc. Evangelium vitae, 29-53). La vita va accolta, tutelata, rispettata e servita dal suo nascere al suo morire: lo richiedono contemporaneamente sia la ragione sia la fede in Dio autore della vita. In certi casi, l obiezione di coscienza è per voi la scelta necessaria per rimanere coerenti a questo sì alla vita e alla persona. In ogni caso, la vostra professionalità, animata dalla carità cristiana, sarà il migliore servizio al vero diritto umano, quello alla vita. Quando non potrete guarire, potrete sempre curare con gesti e procedure che diano ristoro e sollievo al malato. Purtroppo, in alcuni contesti di guerra e di conflitto violento sono presi di mira il personale sanitario e le strutture che si occupano dell accoglienza e assistenza dei malati. In alcune zone anche il potere politico pretende di manipolare l assistenza medica a proprio favore, limitando la giusta autonomia della professione sanitaria. In realtà, attaccare coloro che sono dedicati al servizio delle membra sofferenti del corpo sociale non giova a nessuno. 5. In questa XXVIII Giornata Mondiale del Malato, penso ai tanti fratelli e sorelle che, nel mondointero, non hanno la possibilità di accedere alle cure, perché vivono in povertà. Mi rivolgo, pertanto, alle istituzioni sanitarie e ai Governi di tutti i Paesi del mondo, affinché, per considerare l aspetto economico, non trascurino la giustizia sociale. Auspico che, coniugando i principi di solidarietà e sussidiarietà, si cooperi perché tutti abbiano accesso a cure adeguate per la salvaguardia e il recupero della salute. Ringrazio di cuore i volontari che si pongono al servizio dei malati, andando in non pochi casi a supplire a carenze strutturali e riflettendo, con gesti di tenerezza e di vicinanza, l immagine di Cristo Buon Samaritano. Alla Vergine Maria, Salute dei malati, affido tutte le persone che stanno portando il peso della malattia, insieme ai loro familiari, come pure tutti gli operatori sanitari. A tutti con affetto assicuro la mia vicinanza nella preghiera e invio di cuore la Benedizione Apostolica. Dal Vaticano, 3 gennaio 2020 Memoria del SS. Nome di Gesù. Francesco 16 Comunità Aperta

19 Una Festa importante! Febbraio

20 Oratorio San Filippo Neri Diluvio in arrivo... consigli per la navigazione A cura di don Lorenzo Inizia il tempo della Quaresima, un occasione d oro che il Signore ci regala per riscoprire il nostro battesimo. Dice san Pietro nella sua prima lettera al capitolo terzo che l acqua del diluvio al tempo di Noè è figura del battesimo. In che senso? L acqua del diluvio è distruttiva ma anche fonte di vita: distrugge il male ma diventa la salvezza per chi vi naviga sopra. Così l acqua del battesimo: distrugge il peccato e dona la vita. Sta a noi ora scegliere da che parte metterci: dalla parte di coloro che ai tempi di Noè facevano le loro cose senza accorgersi della minaccia che stava incombendo (vedi Matteo 24,37-39) o dalla parte di Noè che ascolta la voce del Signore e costruisce l arca con la quale naviga sulle acque che ricoprono la terra? La stessa acqua diventa occasione di morte o di vita dipende se lasciamo con superficialità che ci ricopra o se ci diamo da fare a costruire un arca che galleggi e navighi su di essa. Non si costruisce un arca in condizioni di bel tempo se non perché una voce lo chiede: Noè ha ascoltato una voce quella di Dio- e si è messo all opera (vedi Genesi 6,13-22), sicuramente attirandosi anche commenti ironici (non sono mai mancati nella storia) da parte della gente che lo vedeva. Lui però sapeva a chi dava fiducia, sapeva quale voce ascoltare E noi? Come ascoltiamo la voce del Signore? 18 Mi viene in mente al riguardo un passaggio di un bellissimo libretto di A. Bloom, un vescovo ortodosso del secolo scorso vissuto in gran parte a Londra. Dice così: «Ricordo che una delle prime persone che venne a chiedermi consigli dopo che ero stato ordinato presbitero fu una vecchia signora che disse: Padre, ho pregato quasi incessantemente per quattordici anni, e non ho mai avvertito la presenza di Dio. Allora le dissi: Gli ha Comunità Aperta

21 Oratorio San Filippo Neri Diluvio in arrivo... Consigli per la navigazione dato una chance di proferire anche solo una parola?. Oh no, mi disse, ho parlato io per tutto il tempo, non è forse questa la preghiera?. Le dissi: No, non penso che lo sia, e quel che le suggerisco è di mettere da parte quindici minuti ogni giorno, restando seduta a sferruzzare davanti al volto di Dio. E così fece. Con quale risultato? Presto venne da me e disse: È straordinario, quando prego Dio, in altre parole quando gli parlo, non sento nulla, ma quando mi siedo nella calma, faccia a faccia con lui, allora mi sento avvolta dalla sua presenza. Non sarai mai in grado di pregare Dio realmente e con tutto il tuo cuore se non impari a tacere e a gioire a causa del miracolo della sua presenza, o, se preferisci, del tuo stare faccia a faccia con lui anche se non lo vedi» (A. Bloom, La preghiera giorno dopo giorno, 97-98). Non è che presi dal diluvio delle nostre parole e delle nostre attività dimentichiamo proprio la Parola che ci fa vivere? La Quaresima è il tempo propizio per l ascolto. Non rimandiamo al domani (che è sinonimo del mai ) l impegno dell ascolto! Potessimo sentire la voce del Signore come una costante della nostra vita, una costante che non ci abbandona, che si fa sentire come il mal di denti. Sì, proprio come questo dolore. C è un altro passo di A. Bloom molto suggestivo al riguardo: «Teofane il Recluso diceva che la nostra consapevolezza di Dio deve essere chiara come un mal di denti. Quando avete il mal di denti, non lo dimenticate affatto. Potete parlare, leggere, lavorare duramente, cantare, potete anche non fare nulla, ma il mal di denti sarà lì, continuamente presente, e non potete sfuggire al dolore della sua presenza. Allo stesso modo dovremmo sviluppare un dolore nei nostri cuori, non intendo nel cuore fisico, ma nella nostra anima, un dolore che sarà un disperato desiderio di Dio, una sensazione che, nel momento in cui avete perduto il contatto nella preghiera, vi fa dire: Io sono solo, dov è lui?» (A. Bloom, Scuola di preghiera, 42). Se il desiderio di Dio ci ha preso il cuore, pian piano passano in secondo piano gli altri desideri che spesso abitano la nostra interiorità. «Non avete mai notato che l essere ricchi causa sempre un impoverimento a un altro livello? È sufficiente dire: Ho questo orologio, è mio!, e chiudere la mano su di esso per essere in possesso di un orologio e aver perso una mano. Così, se chiudete la mente sulle vostre ricchezze, se chiudete il vostro cuore così da conservarvi quello che ci avete messo per non perderlo più, allora esso diviene piccolo come la cosa che ci avete chiuso dentro» (A. Bloom, Scuola di preghiera, 30). La Quaresima è il tempo anche del digiuno e dei buoni propositi: rinunciare a qualcosa per essere riempiti da Dio! E allora.. buona navigazione! Febbraio

22 ARREDAMENTI MAZZOLENI S.a.S. di Mazzoleni Francesco Arredi d'interni su misura Infissi - Falegnameria in genere Via Buttinoni, ALMENNO S.S. (BG) Tel. e Fax Cell Via Pitentino, Almenno S. Salvatore Bergamo Tel. e Fax Nella sede FNP-CISL di Almenno San Salvatore si svolgono vari servizi di Patronato: Domande di Pensione e Invalidità, Successione, ecc. Assistenza fiscale: Unico - Red - Isee/u - Imu - Tasi Turismo e Vacanze CARMINATI DANILO OFFRE SERVIZI ASSISTENZA INFORMATICA RIPARAZIONE PC CASA E LAVORO IMPIANTI TELEFONICI VoIP E TRADIZIONALI RETI INTEGRATE FONIA-DATI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA PERSONALIZZAZIONE SOFTWARE PER GESTIRE E OTTIMIZZARE LA PROPRIA ATTIVITÀ SOFTWARE PERSONALIZZATI PER RISTORANTI PER INFORMAZIONI: Cell / Tinteggiature, Verniciature Rifiniture per interni ALMENNO SAN SALVATORE (Bg) Via S. Cristoforo, 11 Cellulare P.IVA Comunità Aperta

23 Il Centro Anziani dott. Giacomo Locatelli riparte! Apertura: martedì 10 marzo 2020, alle ore 16. L'attenzione alla persona Il Centro Anziani martedì 10 marzo 2020, alle ore 16.00, apre di nuovo le porte della sua sede in via Repubblica,n.1, alle persone ultrasessantenni e non solo, di Almenno San Salvatore e dintorni per una merenda insieme. Un incontro, una chiacchiera, un dolcetto e un caffè permetteranno di trascorrere un oretta in compagnia e in allegria. Sarà anche l occasione per conoscere il nuovo Consiglio Direttivo e il Piano delle attività preparato per il Per ora, essendo limitato il numero dei volontari, saremo aperti solo il martedì, il giovedì e il venerdì, dalle ore alle ore 17.30; il venerdì ci sarà la tombolata dalle ore 15 alle Si aspettano i rinforzi di nuovi volontari per ampliare l apertura del Centro e i suoi servizi. Si ringraziano il Consiglio Direttivo uscente e il suo presidente Romano Gotti che si sono impegnati per ben sette anni e hanno facilitato il passaggio delle consegne. Si rimane in attesa di incontrarvi numerosi Adriana Gotti Spangaro Impianti elettrici RONCELLI MAURO via Clanezzo, Almenno San Salvatore (BG) Part. IVA Cod. Fisc. RNCMRA63B23A217S Cell R o d e s c h i n i A u t o t r a s p o r t i e C o m m e r c i o L e g n a di Giancarlo Deposito: Almenno San Salvatore (BG) Via Nikolajewka - Via Val d'imagna Tel Fax Febbraio

24 Quando l'amore per i fratelli più piccoli diventa testimonianza. RICORDO DI SUOR ENRICA LOMBONI nostra concittadina e missionaria comboniana, tornata a Dio lo scorso 19 agosto 2019 In questo anno pastorale la nostra parrocchia sta riflettendo (nel cammino di catechesi) sull annuncio della Parola del Vangelo come TESTIMONIANZA: il testimone che in una staffetta gli atleti si passano rappresenta per noi l annuncio di un Dio che ci ama e che ci chiama alla Santità, ci chiama a una vita piena di luce, di pienezza, di amore anche (e soprattutto) in un mondo in cui vediamo e sperimentiamo il male diffuso in ogni ambito. Suor Enrica è stata un atleta davvero tenace e gagliarda del Vangelo: testimone di speranza e di amore sia in terra di missione che nella malattia che l ha riportata a casa e che ora l ha riportata nelle braccia di Dio. Vogliamo ricordare brevemente la sua vita a chi l ha conosciuta grazie ai progetti di solidarietà in cui negli anni ci ha coinvolto (attraverso il gruppo missionario) e farla conoscere a chi non ha avuto la possibilità di incontrarla. La sua storia Suor Enrica è nata ad Almenno San Salvatore (cascina Stazù, ai piedi della collina che porta alla Ca Verde) il 10 aprile del 1944; la sua famiglia era composta da mamma, papà cinque fratelli (un maschio e quattro sorelle). 22 Comunità Aperta

25 Quando l'amore per i fratelli più piccoli diventa testimonianza Ricordo di Suor Enrica Lomboni Quando suor Enrica aveva circa 9 anni (era la più giovane dei fratelli) la sua famiglia si trasferì a Lazzate perché il papà aveva trovato una migliore occupazione lavorativa (era un contadino). Foto di suor Enrica e dei suoi fratelli- anni 80), ora sono tutti in Dio A Lazzate suor Enrica ha vissuto la sua adolescenza impegnandosi come catechista e studiando; la sorella Alma decise di consacrarsi suora nelle Comboniane e a 18 anni anche Suor Enrica sente di essere chiamata ad un cammino speciale per i poveri e per Dio. Ci aveva raccontato in un incontro alcuni anni fa: Alla maggiore età mi sono domandata - Cosa sarà la mia vita? Ci sono dei paesi in cui tante persone non conoscono il Vangelo - e questo mi faceva muovere dentro il desiderio di essere missionaria. Aiutata dal suo Padre confessore, sostenuta dalla preghiera di chi le voleva bene e dall esempio della sorella comboniana, dopo tre anni di studi, emette la sua professione religiosa il 22 Settembre1968 nella congregazione delle Comboniane. Febbraio

26 Quando l'amore per i fratelli più piccoli diventa testimonianza. Ricordo di Suor Enrica Lomboni La Missione in Mozambico Il carisma comboniano è SALVARE L AFRICA CON L AFRICA e per questo le suore comboniane scelgono un esistenza fatta di semplicità, scelgono le stesse condizioni povere in cui vive la gente: vivono in piccole case in mezzo ai villaggi con e come i poveri. Suor Enrica dopo la sua consacrazione va a Roma e poi a Napoli per perfezionare la sua formazione e fare esperienza come ostetrica ed infermiera. Nel 1972 parte per il Mozambico ad Alua (dopo aver soggiornato in Portogallo per imparare la lingua) e rimane in Mozambico per 50 anni. La sorella suor Alma negli anni 80 vive l incubo del rapimento da parte di guerriglieri locali (come succede purtroppo ancora oggi a molti missionari e missionarie) per poi essere liberata in Kenia mesi dopo; il Mozambico è caratterizzato da una storia politica e sociale molto tormentata e, nonostante i periodi di carestia e di guerra civile, le sorelle comboniane (come suor Alma e Suor Enrica) non hanno mai lasciato le loro comunità, i loro fratelli poveri. Questa è una lettera di Suor Enrica al nostro gruppo missionario per ringraziare del sostegno, della vicinanza spirituale la nostra Comunità (Marisa è la cara cugina che ha sempre tenuto i contatti con lei): Carissimi Marisa e amici del gruppo missionario, Chipene 25 Febbraio 2009 ho ricevuto due giorni fa il pacco contenente la bella, bellissima tovaglia per il nostro altare. ( ) La missione è dare una stretta di mano al povero, al bambino, al denutrito, all ammalato: è quello che cerco di fare secondo le mie possibilità. 24 Comunità Aperta

27 Quando l'amore per i fratelli più piccoli diventa testimonianza Ricordo di Suor Enrica Lomboni Il lavoro in ospedale non ha mai fine. I mesi scorsi sono passati con una grande crisi di fame in tutta la zona, dovuta allo scorso raccolto dell anno scorso. Agli uomini, donne e bambini che incontri puoi contare tutte le ossa Ora le cose stanno un po migliorando, il granoturco sta maturando, le zucche e i cetrioli crescono e perciò c è qualcosa da mangiare e nei volti si vede la gioia per il frutto del loro duro lavoro nei campi. Come già sapete, siamo nel tempo delle piogge, il nostro fiume Meculumba è in piena, così per alcuni mesi siamo isolati. Questa lettera la sto scrivendo in fretta perché ho saputo che una mia collega andrà a Nampula domani e vorrei che la imbucasse, certamente dovrà fare molta strada a piedi. Non si comunica con le altre missioni; qui siamo quattro suore e ci troviamo bene e perciò riusciamo a non sentire troppo l isolamento. Il nostro Parroco risiede ad Alne che dista 90 Km da qui e finchè la piena non calerà, non riuscirà a raggiungerci. Nello stesso tempo desideriamo che le piogge possano continuare per avere poi l acqua tutto l anno. L Apice ha sempre il suo fascino anche alla sera: il sole che tramonta e subito c è l oscurità, le casette della missione, le capanne circondate da palme e altri alberi, le luci fioche delle lampade a petrolio sembra di vivere in un presepio! In questo mese sono pure ricominciate le scuole: sono quasi 1500 alunni dalla 1^ alla 7^ classe. Abbiamo pure con noi una quarantina di ragazze che desiderano studiare per avere un futuro migliore. ( )Di nuovo grazie per la tovaglia, le minestre e il materiale sanitario. Saluti cari anche al Parroco e alla Comunità, vi abbraccio Sr. Enrica Febbraio

28 Quando l'amore per i fratelli più piccoli diventa testimonianza. Ricordo di Suor Enrica Lomboni La testimonianza nella malattia La vita missionaria di suor Enrica scorre tutta nelle varie Comunità del Mozambico fino al 2010, quando compaiono le prime avvisaglie del male, che la obbliga con grande sofferenza a rientrare in Italia. Le consorelle del Mozambico la ricordano così: Cara Enrica, in te abbiamo visto realizzarsi il grande sogno di S. Daniele Comboni: Se avessi mille vite, le darei tutte per la missione. La tua vita qui in Mozambico è stata una vita piena, donata totalmente agli altri con generosità e gioia. La tua missione è stata di una dedizione unica ai malati soprattutto ai più poveri e deboli, ai bambini, alle donne, ai colleghi di lavoro. Si potrebbe dire che era normale, era il tuo lavoro; ma tu facevi tutto con passione e con gioia: perché eri appassionata, e in quello che eri e facevi traspariva questa tua passione. ( ) Non ti abbiamo mai sentito dire Non ho tempo o ho troppe cose da fare... avevi sempre tempo per tutti. E il tuo sorriso che non mancava mai! Di fronte alla sofferenza delle persone soffrivi ed eri forte allo stesso tempo, sapevi comunicare speranza e ottimismo. Sei stata una donna di preghiera e dal Signore attingevi la forza per essere fedele ai tuoi impegni ed essere generosa. Da anni la malattia ti ha costretto a rimanere in Italia ma per noi è come se tu avessi continuato a rimanere qui tanto era il tuo desiderio di tornare per continuare a fare il bene per la tua gente... Ho dovuto partire, ma tra voi ho lasciato il mio cuore aveva detto Comboni. E la tua gente ha continuato ad aspettarti, insieme a noi. Per te abbiamo pregato, ti abbiamo tenuta informata su quello che succedeva qui, abbiamo aspettato il tuo ritorno...la tua fede è stata grande così come la tua preghiera per noi e per tutti. Sorella universale, missionaria dalle mille vite per la missione, sappiamo che non ci hai lasciato e siamo sicure che continuerai a rimanere in mezzo al tuo popolo: continua a camminare per queste strade, a sostenere i deboli e i poveri, a incoraggiarci e a regalare ad ognuno il tuo sorriso. Grazie Enrica, Le tue sorelle del Mozambico. Dal 2010, la sua vita si è dipanata tra la Comunità di Erba, dove ha esercitato sempre il suo servizio di infermiera tra le consorelle anziane e la Casa M. Fiorentina (a Verona, centro per le sorelle ammalate dalla missione), perché ha dovuto sottoporsi a frequenti controlli, terapie ed interventi chirurgici devastanti. Infine, la malattia che avanzava e le terapie sempre più frequenti e debilitanti l hanno obbligata a restare nella casa di cura di Verona, ufficialmente come malata. Ciononostante, ha continuato ad offrire a tutte il suo sorriso e le sue mani abili: finché ha potuto reggersi in piedi aiutava nel guardaroba e poi, nella sua stanza, confezionava oggettini e ricami al chiaccherino che poi donava volentieri a chi incontrava. Le consorelle che le sono state accanto nella malattia scrivono di lei: Abbiamo apprezzato in lei una singolare capacità di lottare contro la malattia e di sdrammatizzare 26 Comunità Aperta

29 Quando l'amore per i fratelli più piccoli diventa testimonianza Ricordo di Suor Enrica Lomboni la sua sofferenza, sostenuta da una grande fiducia in Dio e amore alla Missione, pur con tutte le limitazioni che la opprimevano. Alla fine, avendo compreso che il Signore la stava chiamando a Sé, si è preparata con grande lucidità e fede al passaggio e a tutti comunicava la sua gioia e riconoscenza: Ho avuto tanto dalla vita, diceva, sono contenta di quello che ho vissuto, dell amicizia di tutti Come Comunità parrocchiale, come Gruppo Missionario di Almenno San Salvatore, abbiamo deciso di ricordarla in modo concreto sostenendo in questo anno pastorale un progetto delle Suore Comboniane nel suo amato Mozambico e in particolare per la Comunità di Chipene dove le suore Comboniane stanno portando avanti diverse iniziative contro la malnutrizione dei bambini e per aiutare le mamme a occuparsi delle loro famiglie. Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. (Mt 5, 3-7) Beata te, Suor Enrica: grazie per la luce e la testimonianza che hai saputo regalare: cercheremo di ricevere e far passare il Testimone anche noi! Febbraio

30 Sui passi di Paolo L'Apostolo Paolo e le sue lettere A cura di Ermanno Arrigoni Continuiamo questa "rubrica" di San Paolo che ci offre l'opportunità di approfondire la nostra conoscenza dell' "Apostolo delle genti". L incidente di Antiochia tra Paolo e Pietro I contrasti tra le due facce del cristianesimo delle origini, tra Giacomo, capo della Chiesa di Gerusalemme e l apostolo Paolo, sull osservanza o no della Legge ebraica, come abbiamo visto sull ultimo Bollettino, non si esaurirono con il Concilio di Gerusalemme. Lo dimostra l incidente di Antiochia, cioè lo scontro tra Paolo e Pietro su questo problema nell estate dell anno 48. Secondo la lettera ai Galati (2,11), Pietro ad Antiochia era seduto a mensa con dei cristiani provenienti dal paganesimo (non circoncisi), prima che giungessero alcuni dalla parte di Giacomo. Dopo il loro arrivo, Pietro si allontanò dalla mensa dove era prima per sedersi con i cristiani provenienti dall ebraismo che erano circoncisi. Seguirono Pietro altri cristiani ebrei e lo stesso Barnaba, il grande amico di Paolo. La reazione dell apostolo Paolo fu molto dura: chiamò ipocriti quelli che erano dalla parte di Giacomo e così scrisse nella lettera ai Galati: Quando vidi che non si comportavano rettamente, secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa [Pietro] in presenza di tutti: Se tu che sei giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei giudei? (Galati 2,13-14). La separazione tra Paolo e Barnaba 28 La reazione di Paolo è comprensibile soprattutto in relazione al ricordo Comunità Aperta

31 Sui passi di Paolo L'Apostolo Paolo e le sue lettere Il Primo Concilio di Gerusalemme sé Marco si imbarcò per Cipro; Paolo invece scelse Sila e partì, affidato dai fratelli alla grazia del Signore. Da questo punto in avanti negli Atti degli apostoli non si parla più né di Pietro, né di Barnaba; Luca seguirà solo la missione di Paolo. Cena del Signore (la Messa di oggi), che si celebrava già allora (1Cor 11, 23-26); seguendo Giacomo e Pietro, come potevano i cristiani provenienti dal paganesimo, non circoncisi, ma battezzati, sedersi alla stessa mensa con cristiani provenienti dall ebraismo circoncisi e pure loro battezzati? Come si poteva celebrare insieme la Cena di Gesù? Secondo Paolo il comportamento incoerente di Pietro indusse all ipocrisia anche gli altri ebrei cristiani e lo stesso Barnaba. Questo atteggiamento per Paolo comportava un incoerenza teologica, poiché in questo modo veniva abolita la comunione tra cristiani provenienti dal paganesimo e cristiani provenienti dall ebraismo. Pietro, Barnaba e gli altri ebrei cristiani non si comportavano secondo la verità del Vangelo (Galati 2,14). Ad Antiochia questo conflitto sfociò nella separazione tra Paolo e Barnaba. La missione autonoma di Paolo Paolo non è stato il secondo fondatore del cristianesimo, come diceva W. Wrede, un famoso esegeta tedesco, ma senza la sua dedizione e le sue capacità non sarebbe mai sorta in tempi tanto ristretti una religione universale di grande attrattiva (Schnelle, Paolo, vita e pensiero, cit.140). Gli avvenimenti legati al primo Concilio di Gerusalemme e il conflitto di Antiochia, portarono alla separazione tra Paolo e Barnaba e al congedo definitivo dell apostolo dalla missione antiochena. Dalla fine dell anno 48 Paolo iniziò a praticare una missione autonoma; si sposterà sempre a piedi, sfruttando le eccellenti possibilità di collegamento che offrivano le strade romane, o per mare, verso Occidente, verso l Europa, giungendo alla fine a Roma, la capitale dell impero. Paolo partirà per il suo secondo viaggio missionario con altri compagni, come scrive Luca negli Atti degli apostoli 15,39-40: Il dissenso fu tale che si separarono l uno dall altro: Barnaba prendendo con Febbraio

32 Sui passi di Paolo L'Apostolo Paolo e le sue lettere Filippi, seguendo la strada romana Egnatia, raggiunge Tessalonica (l attuale Salonnico, in Grecia). La prima lettera ai Tessalonicesi (1,6-10) e Atti 17,4 concordano nel dire che la missione di Paolo a Tessalonica ebbe grande successo; per questo gli ebrei reagirono con persecuzioni contro di lui. Secondo la lettera ai Filippesi (4,15s.), la comunità cristiana di Filippi avrebbe sostenuto Paolo con cibo e altri aiuti per due volte durante il suo soggiorno a Tessalonica. Con il secondo viaggio missionario Paolo rompe i confini che fino a quel momento avevano caratterizzato la missione antiochena (Palestina, Siria, e Asia minore meridionale), e porta il cristianesimo nell Asia minore occidentale e in Grecia, diffondendo il messaggio di Gesù nei centri culturali del mondo di allora. Paolo ebbe fortuna anche a Berea; da qui, Paolo e i suoi collaboratori si recarono ad Atene dove l apostolo si fermò per un certo periodo, mandando Timoteo a Tessalonica, da cui lui era stato cacciato dagli ebrei, per mantenere un contatto con questa comunità. La missione di Paolo ad Atene fu un fallimento; fra le comunità di Paolo in Grecia e nella storia successiva del primo cristianesimo, Atene non ebbe mai alcun ruolo. 6 (continua) Accompagnato da Sila e Timoteo, parte dalla Siria, attraversa la Cilicia e la Frigia e arriva in Galazia (zona attorno all attuale Ankara). Poi i tre si incamminano verso Troade, da dove partono per la Macedonia, portando per la prima volta il cristianesimo sul suolo europeo. Nella città di Filippi Paolo incomincia a svolgere la sua opera di evangelizzazione nell ambiente della sinagoga ebraica, e converte Lidia, una commerciante di porpora. Da 30 Comunità Aperta

33 PALANCA CHIUSO LUNEDÌ SERA E TUTTO MARTEDÌ di RONCELLI ALMENNO SAN SALVATORE (Bg) Telefono: Esposizione ad Almenno San Salvatore Dai senso al tuo tempo libero Diventa anche tu volontario Pubblica Assistenza Trasporto infermi e dializzati Assistenza manifestazioni sportive e non Trasporti in Italia e all estero Dimissioni da Ospedali e Istituti Croce Azzurra Via C.A. Dalla Chiesa, Almenno San Salvatore (Bg) Segreteria: Tel Fax: ADERENTE A.N.P.A.S. ORARI DI SERVIZIO per il Servizio di emergenza urgenza ore su 24 Sezione di Almenno San Salvatore Ol cör del donadur l è òrb, ma generus Per informazioni e adesioni telefonare ai numeri:035/ / / Febbraio

34 Per riflettere Dal Monastero Francescano di Zogno A cura di Suor Giacinta Rota La Contemplazione Voglio iniziare questo scritto pensando a mia mamma. In quel giorno di festa quando durante la S. Messa sentii il commento al Vangelo che diceva: bisogna pregare sempre senza stancarsi mai. Questo mi turbò molto. Che cosa dovevo fare io che a quel tempo il mio unico lavoro era quello di giocare e cantare in continuazione? Giunta a casa chiesi alla mamma: come si fa a pregare sempre senza stancarsi mai? La mamma si fermò un attimo e poi mi disse: bisogna pregare con il cuore. Queste parole sono state per me un continuo richiamo alla preghiera. Quando poi entrò nel mio cuore il desiderio di donarmi al Signore chiesi a chi mi poteva dare una spiegazione che cosa fosse la contemplazione. Nel mio cuore erano sorte mille domande che necessitavano di una chiarificazione. Presi tra le mani il dizionario e altri libri in modo particolare il Vangelo e chiedevo a Gesù: che cos è la contemplazione? La mia ricerca proseguiva con calma e con il desiderio che tutto diventasse chiaro, dai libri di Santa Teresa d Avila trovai il rimando al Crocifisso, per me era un programma grandissimo, e quasi impossibile, ma il mio desiderio non si era esaudito né fermato. Ci sono tue tipi di contemplazione una soprannaturale o contemplazione infusa che è un puro dono di Dio e poi c è una contemplazione acquisita alla quale possiamo giungere 32 Comunità Aperta

35 Per riflettere Dal Monastero Francescano di Zogno tutti con la grazia del Signore, giovani e vecchi, malati e sani. Il profeta Isaia invita tutti: o voi tutti che siete assetati venite all acqua (Is 55,1). Un libro di San Tommaso d Aquino elenca quattro disposizioni necessarie per giungere alla contemplazione, vivere le virtù morali, la lettura dei libri religiosi, la meditazione e la preghiera. Vivendo le virtù morali si eliminano gli ostacoli che le passioni e il tumulto delle preoccupazioni esterne che intralciano la via alla contemplazione. San Vittore riduce le disposizioni alla contemplazione a tre: l applicazione delle buone opere, la meditazione e la preghiera profonda e sincera. Attorno alla mangiatoia di Gesù bambino, c è l adorazione profonda di Maria e Giuseppe, la contemplazione gioiosa dei pastori, l omaggio regale dei sapienti giunti da oriente. Giovanni, il discepolo prediletto, fermatosi a contemplare il cuore trafitto del Cristo contempla il sangue e l acqua che escono dal costato e annuncia alla famiglia umana: volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto (Gv 19,37). La testimonianza di Giovanni ci ricorda che Gesù ha amato senza limiti, che con la sua morte in croce ci ha purificato dai nostri peccati e ci ha fatti rinascere alla vera vita di Dio; anche noi siamo chiamati a unirci a Giovanni nella contemplazione del cuore trafitto di Gesù per crescere nella nostra risposta di amore verso colui che ha dato tutto per la nostra salvezza. San Bonaventura assorto nella contemplazione del Crocifisso scrive che l apertura del cuore di Gesù è certamente segno di una infinita e ineffabile clemenza. Nessuno può comprendere un sì grande amore, avviciniamoci anche noi a questo cuore per immergerci nella profondità del suo immenso amore, avviciniamoci con fiducia al costato di Gesù e non abbiamo paura ad entrarvi. Giovanni ha ancora lo sguardo fisso sul Maestro, nel momento drammatico della trafittura del costato quello che attira la sua attenzione contemplativa è quel fluire di sangue e acqua. Giovanni non contempla nel Crocifisso lo sfacelo della morte, ma il trionfo della Vita che avverrà perché Cristo lo aveva annunciato. Con Giovanni contempliamo anche noi l Agnello di Dio che si è lasciato immolare, dal Cuore di Cristo è sgorgato il sangue per la remissione dei peccati ed è scaturita l acqua della rinascita alla vita dello Spirito. La Chiesa e il mondo hanno bisogno del culto eucaristico che Cristo ha istituito nell Ultima Cena. Gesù ci aspetta in questo sacramento di amore; non risparmiamo il nostro tempo per andare ad incontrarlo nell adorazione, nella contemplazione piena di fede e di amore pronta a riparare le grandi colpe e i delitti del mondo. Non cessi mai la nostra adorazione. La vita consacrata non si sostiene e non si diffonde senza la preghiera questa è una delle sorgenti della contemplazione e della vita spirituale della Chiesa. I Padri della vita spirituale così riassumono le disposizioni del cuore nutrito dalla Parola di Dio nella preghiera: cercate leggendo e troverete meditando; bussate pregando e vi sarà aperto contemplando. Febbraio

36 Al servizio della persona "Gruppo del Sorriso" O.N.L.U.S. Grazie! Anche nell anno appena trascorso il nostro gruppo è stato aiutato in modo importante da generose elargizioni in denaro e da collaborazioni che si protraggono nel tempo e che coinvolgono i ragazzi e le loro famiglie in varie iniziative. Con il nuovo anno, vogliamo RINGRAZIARE le associazioni, i gruppi e i cittadini che sentiamo sempre vicini e solidali. Grazie di cuore. Il direttivo 34 Comunità Aperta

37 U n a Parola che dà Vita n av i g a n d o nell ac qua del Bat t e s i m o Q u a r e s i m a P a r r o c c h i a A l m e n n o S a n S a l v a t o r e Speciale Febbraio 2020 I

38 Via Cruc «Dalla Croce Dio regna per Venerdì 28 febbraio ore 20,30 Via Crucis in Chiesa Parrocchiale proposta dal Gruppo A.C.L.I. Venerdì 6 marzo ore 20,30 Via Crucis nella Chiesa dei Cappuccini proposta dall Azione Cattolica Venerdì 13 marzo ore 20,00 Via Crucis nella Chiesa della Fondazione Rota proposta dai Catechisti Venerdì 20 marzo SANTUARIO 24 ORE PER IL SIGNORE ore 17,00 S. Messa segue Adorazione Eucaristica e possibilità di Confessioni fino alle ore 23,00 II Comunità Aperta 2020

39 is 2020 attirare tutti gli uomini a se!» Venerdì 27 marzo ore 20,30 Via Crucis itinerante da S. Giorgio a San Nicola proposta da Gruppo Missionario, S. Vincenzo, Madri Cristiane Venerdì 3 aprile ore 20,30 Via Crucis itinerante da S. Nicola alla Parrocchia proposta dai Sacerdoti conclusione con la S. Messa per la Festa dell Addolorata Quaresima 2020 Parrocchia SS. Salvatore Tutti gli adulti sono invitati a partecipare durante le cinque Domeniche di Quaresima alle ore 15,00 al canto dei Vespri a cui segue la Catechesi quaresimale e la Benedizione Eucaristica. Speciale Febbraio 2020 III

40 La Quaresima è il tempo che ci prepara a vivere la Pasqua. Questo periodo, nella Chiesa antica ma anche oggi, è l ultimo tratto della preparazione dei catecumeni al battesimo che si riceve nella Veglia pasquale. Noi siamo già battezzati, ma quanto è facile dimenticarci di questo dono! La Quaresima è l occasione propizia per riscoprire il dono del battesimo! Le letture di questo anno liturgico (A) ci prendono per mano e ci aiutano in questo itinerario. Saliremo anche noi sull arca, come Noè al tempo del diluvio, per navigare sull acqua, quella del nostro battesimo. Secondo san Pietro, infatti, l acqua su cui navigava Noè è una figura del battesimo (1Pietro 3,19-22). Di settimana in settimana ripercorreremo le parole e i gesti del nostro battesimo lasciandoci guidare da un faro che ci indicherà la direzione da seguire. PRIMA SETTIMANA: la prova SECONDA SETTIMANA: il Figlio TERZA SETTIMANA: la sete QUARTA SETTIMANA: la Luce QUINTA SETTIMANA: la Vita SETTIMANA SANTA: l Alleanza Quaresima 2020 UNA PAROLA CHE DÀ VITA Navigando nell acqua del Battesimo Rinunzio! Chiamati per nome Battezzati nell acqua Ricevi la luce di Cristo! Rivestiti di Cristo Consacrati con il Crisma Il percorso di Quaresima verrà proposto nella Messa domenicale delle 9.30 e nei giorni della catechesi dei ragazzi. Verrà inoltre sviluppato in un foglietto che potremo trovare in chiesa e che sarà a disposizione di tutti per la preghiera quotidiana (sarebbe bello farla tutti insieme in famiglia!). I ragazzi avranno un cartoncino con la visualizzazione dell itinerario da compiere giorno per giorno. Inoltre, ogni martedì mattina alle ore 7.45 per i ragazzi delle Elementari e delle Medie ci sarà un momento di preghiera nella chiesa dei Cappuccini. Non mancherà il tradizionale concorso settimanale. Gli adolescenti e i giovani sono invitati (insieme agli adulti che vorranno) ogni martedì mattina dalle 6.20 alle 6.40 per un momento di preghiera, seguito dalla colazione, nella Chiesa dei Cappuccini. Per i giovani saranno suggeriti ulteriori momenti di riflessione e di condivisione. Continua l impegno di carità dei ragazzi, iniziato in Avvento, per sostenere il progetto: Aiutami a diventare grande. Mercoledì delle ceneri: 26 febbraio: ore Messa con tutti i ragazzi in Parrocchia ore 7,30 e 20,00 in Parrocchia ore 9,00 al Santuario ore 17,00 Fondazione Rota Confessioni ore 16,00: Elementari: mercoledì 4 marzo. Medie: martedì 3 marzo Elementari: lunedì 6 aprile. Medie: martedì 7 aprile Adolescenti e giovani: Domenica 5 aprile ore Domenica 22 marzo mattina: ritiro per IV e V elementare Domenica 29 marzo mattino: ritiro per I media (Dopo la messa delle 9.30 ci si porta in oratorio per un momento di riflessione e preghiera. Termine: ore 12.00) Incontro genitori cresimandi: giovedì 19 marzo ore prima confessione e prima comunione: domenica 1 e 29 marzo ore sabato 21 marzo: serata per i genitori con apericena, riflessione e confronto. A breve verrà dato il programma 31 marzo e 1-2 aprile: ore 20,30 triduo in preparazione alla Pasqua per gli adulti, in Parrocchia 3 aprile: Madonna Addolorata: ore messa per ragazzi in chiesa parrocchiale (ritrovo alle all oratorio). SABATO 28 marzo RACCOLTA VIVERI CON I RAGAZZI DELLA CATECHESI IV Comunità Aperta 2020

41 Gruppi e Associazioni Febbraio

42 Chiedilo al Parroco "Non ci indurre in tentazione..." o "Non ci abbandonare..."? a cura di Romano Bonfanti da un'idea di Sandro Rota "ol Ghirì". Domanda: Sono un parrocchiano di Almenno. Vorrei sapere perché ad Almenno quando si recita il Padre Nostro, alla fine si dice ancora: "... E non c'indurre in tentazione", mentre in altre chiese dicono: ".. E non ci abbandonare nella tentazione". Chi ha ragione? Quelli che dicono che c'è stata la riforma o i sacerdoti di Almenno? Grazie. Lettera firmata Risposta: La riforma liturgica non dipende certo dai sacerdoti di Almenno, ma fa parte di quel grande progetto partito da oltre cinquant anni con il Concilio Vaticano II e riguarda la Chiesa universale; un progetto che si sta gradualmente realizzando. Riguardo alla nuova traduzione del Padre nostro, è già presente nel testo ufficiale della Bibbia a cura della Conferenza episcopale italiana, pubblicato nel Dove suona così: «Non abbandonarci alla tentazione» (la citazione della frase «non ci indurre in tentazione» era chiaramente un errore). La Bibbia della Cei è alla base delle letture presenti nel Lezionario, pubblicato in quello stesso anno. Per quanto riguarda il Messale romano (il libro liturgico che contiene tutto ciò che serve per la celebrazione della Messa, eccetto le letture, come le preghiere, le rubriche e l indicazione dei gesti da compiere), la terza edizione in lingua italiana, dopo quelle del 1973 e del 1983, verrà consegnato al popolo di Dio dopo Pasqua, che quest anno cade il 12 aprile. L uso della nuova edizione del Messale di- 36 Comunità Aperta

43 Chiedilo al Parroco "Non ci indurre in tentazione" o "Non ci abbandonare..."? venterà obbligatoria a partire dalla prima domenica di Avvento, il 29 novembre prossimo. Il Messale che sarà presentato dopo la Pasqua di quest anno contiene alcune novità, tra cui la nuova formulazione del Padre nostro, che oltre a «non abbandonarci alla tentazione», prevede l aggiunta di un «anche» nella frase precedente, che diventa così: «Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori». C è un cambiamento anche nel testo del Gloria, sulla base dell originale greco del Vangelo di Luca. Invece di «Pace in terra agli uomini di buona volontà» si dirà «Pace in terra agli uomini, amati dal Signore». Le nuove traduzioni si basano sul testo greco originale in cui sono scritti i Vangeli, non sulla Vulgata, la traduzione latina di san Girolamo. La grande riforma liturgica della Chiesa non consiste però semplicemente nel cambiamento di alcuni termini o modi di dire, ma riguarda soprattutto lo spirito, l animo con cui ogni credente vive la celebrazione. Scrivono a questo proposito i Vescovi italiani nel messaggio in occasione della pubblicazione della terza edizione del Messale Romano: nel riconsegnare il Messale, vogliamo invitare tutte le Comunità a riscoprire nella Liturgia la prima e indispensabile fonte dalla quale i fedeli possono attingere il genuino spirito cristiano (Sacrosanctum Concilium 14). La partecipazione piena, consapevole, attiva e fruttuosa alla celebrazione dell Eucaristia è garanzia per una formazione integrale della personalità cristiana. Ricordando, infine, questa bella esortazione di papa Francesco: «Sappiamo che non basta cambiare i libri liturgici per migliorare la qualità della Liturgia. Fare solo questo sarebbe un inganno. Perché la vita sia veramente una lode a Dio, occorre infatti cambiare il cuore». Il Parroco don Mario Questa rubrica sarà tenuta aperta se perverranno le domande ogni mese al Parroco. In merito ad essa, coloro che fossero interessati all'iniziativa, potranno presentare delle domande, per scritto (ma, perché no, anche a voce), entro il 25 di ogni mese precedente a quello di uscita del Bollettino a questi recapiti: Redazione Comunità Aperta presso Casa Parrocchiale (cassetta delle lettere) Parrocchia: Renzo Cornelli: Il sottoscritto curatore della rubrica mette a disposizione la sua cassetta in via S. Giorgio 5. La redazione raccoglierà le domande, non le filtrerà né le modificherà e le sottoporrà al Parroco. Non saranno prese in considerazione quelle non consone alla rivista e quelle anonime. L'anonimato, se richiesto, verrà effettuato nella pubblicazione. Febbraio

44 Circolo ACLI Almenno San Salvatore Circoli di R-esistenza A cura di Lucia Gotti 4 incontri di riflessione intorno al libro di Luigino Bruni: Economia e profezia PREMESSA Anche quest anno il Circolo ACLI di Almenno S.S. ha scelto di proporre 4 incontri di riflessione e approfondimento, a partire da un testo di Luigino Bruni, noto economista e biblista. Ritrovarsi insieme a riflettere, mettere in comune pensieri e emozioni, scambiare parole e sentimenti, è stato certamente arricchente e vitale, per ciascuno di noi; soprattutto in un tempo, quello di oggi, nel quale, più che in altri, sono diffusi l individualismo, il disinteresse, la solitudine, la disaffezione. INSIEME ABBIAMO RIFLETTUTO (pensieri e riflessioni emerse nei 4 incontri) 1 - Profeti e idoli Chi è il profeta? Che cosa significa essere profeti oggi? Nel linguaggio comune spesso la figura del profeta è intesa come qualcuno che prevede il futuro, un veggente, un indovino che prevede gli eventi prima che essi accadano. Un approccio scorretto, semplicistico e poco veritiero, soprattutto se ci riferiamo al linguaggio biblico. Spesso non riconosciuto in casa propria e nel proprio tempo, solo dopo la sua morte se ne riconosce la valenza profetica nel suo essere capace di un ascolto profondo del suo tempo. Profeta non è colui che predice ciò che accadrà, profeta è colui che interpreta ciò che sta accadendo, stando dentro la storia degli uomini. Non è un folle utopista o un visionario, è piuttosto un attento scrutatore del presente; è colui che osserva la realtà, senza uniformarsi a mode e opinioni correnti; è nemico degli idoli, prima di tutto del denaro padrone, si batte per una economia più solidale e più giusta. Essere profeta significa avere sull oggi uno sguardo attento e profondo, riconoscere segni di positività e alimentarli, cogliere nell attualità i segni di un domani migliore, senza rimpiangere nostalgicamente il passato o rifugiarsi in un futuro utopistico e irraggiungibile, ma cogliere e lanciare messaggi di fiducia e di speranza, assumendoci responsabilità e impegno personali per la costruzione del bene comune. Essere profeta significa anche 38 Comunità Aperta

45 Circolo ACLI Almenno San Salvatore Circoli di R-esistenza Eppure anche oggi uno sguardo attento e profondo può aiutarci a cogliere e riconoscere segnali di bene e di cura (dell uomo e della terra), a riconoscere la presenza di profeti e di segni profetici di cambiamento. essere capaci di andare contro corrente, smontare stereotipi o pregiudizi, andare oltre l ovvio e non aderire a luoghi comuni, avere uno sguardo individuale per ogni singolo uomo, perché ciascun uomo è creatura di Dio. La nostra fede è annuncio, annuncio della giustizia e della dignità che Dio vuole per ogni suo figlio. Viviamo oggi in una società di mercato, dove ciò che conta è l avere, il denaro, il consumo; tutto si compra, tutto si vende; la persona è al servizio dell economia, non l economia al servizio della persona; quando le risorse, anche le persone, non servono più diventano esuberi, scarti (come afferma Papa Francesco). E così anziché ingaggiarci e impegnarci nella costruzione di una società più giusta e umana, spesso costruiamo idoli: quando l oggetto diviene l assoluto, quando una parte prende il posto del tutto, costruiamo l idolo: il lavoro, il denaro, il culto dell immagine, il sesso; perfino la libertà può diventare un idolo, quando siamo incapaci di scegliere perché scegliere diviene sinonimo di rinuncia. Papa Francesco in primis; ci esorta ad essere scrutatori dell oggi, a saper discernere, a cogliere l essenziale, a sentirci responsabili di fronte ad ogni uomo che soffre e che bussa alla nostra porta, ad avere cura della terra e di tutto il pianeta, ad essere testimoni e profeti per i nostri giovani, prestando loro ascolto e rispetto, accompagnando con competenza, maturità e fede i loro percorsi piuttosto che criticandone comportamenti o modi di essere. Anche le recenti espressioni a difesa del clima e del pianeta (pensiamo alla giovane Greta), o le manifestazioni di giovani che chiedono ascolto sono segnali che ci interrogano e ci chiedono uno sguardo, profondo e lungimirante, all uomo e alla sua umanità. 2 - La parabola del buon samaritano Nella parabola del Buon Samaritano, il samaritano incontra per strada un uomo, e lo affida a un albergatore. Un uomo. Un uomo di cui non sa nulla, di cui la stessa parabola del Vangelo non specifica nulla, semplicemente un uomo. Non sappiamo altro di lui, solo un uomo ; il samaritano lo vede e a lui si fa prossimo. Non è a lui vi- Febbraio

46 Circolo ACLI Almenno San Salvatore Circoli di R-esistenza di vedere un uomo nella sua complessità, nella sua profondità, nella sua umanità. Tutte le volte che una persona viene ridotta a una sola dimensione siamo dentro l inizio di una storia di violenza. Ce ne offre testimonianza il racconto biblico del Re Davide e di Betsabea, la cui bellezza diventa per Davide l unica dimensione che conta. cino (politicamente, culturalmente, socialmente, ecc.), ma a lui si avvicina e si fa prossimo. Il prossimo non è il mio vicino, sono io che mi avvicino a lui e mi faccio prossimo. Il samaritano conduce quest uomo al taverniere e glielo affida. Ha fiducia in lui, anche se nella cultura del tempo il taverniere è screditato e malfamato. Sfida gli stereotipi diffusi sulla immoralità degli albergatori e si fida ancora una volta di un uomo. E l albergatore fa altrettanto, ha fiducia del samaritano, si fida, ha fiducia che lui tornerà a ripagarlo; e diviene il secondo samaritano. È un atto di fiducia, di fiducia generativa. Siamo anche noi capaci di fiducia generativa, sfidando senso comune e pregiudizi? Qualche volta forse lo siamo quando ci fidiamo di qualcuno che, per stereotipo o pregiudizio, appartiene a categorie di cui non è bene fidarsi (es. lo straniero nel mondo del lavoro ); e fidandoci diamo vita ad una relazione generativa. Succede invece spesso che non vediamo l uomo, ma un aspetto (la condizione economica, la categoria sociale, il colore della pelle), impedendoci 40 E tutto il racconto si snoda su questa confusione tra la parte e il tutto (e così costruiamo l idolo sostituendo la parte al tutto). Il peccato di Davide si compie non quando viene tentato dalla bellezza della donna, ma quando, usando spregiudicatamente il suo potere, decide di usarla e consumarla: ne è quindi responsabile. La dimensione del potere nella sua accezione negativa sta proprio qui; il desiderio si trasforma immediatamente in azione, il desiderio nella sua soddisfazione, il volere nell avere. E il potere diviene corruzione e abuso, perdendo la sua dimensione di servizio perché non più esercitato alla luce di valori e responsabilità. Al contrario leggiamo la fedeltà a Davide del suo servo Uria, genuina, coerente, profonda. La sua fedeltà diverrà la condanna per il suo padrone, il suo tormento, il senso di colpa da cui non si libererà mai. Il tema della coerenza /incoerenza tocca ognuno di noi; anche noi spesso, come Davide, commettiamo peccati ma additiamo l altro e condanniamo in lui il nostro peccato senza riconoscerlo, o fingendo di non riconoscerlo, in noi stessi. Comunità Aperta

47 Gruppo Comunale Rota Severino Almenno San Salvatore Associazione Italiana Donatori Organi e Tessuti Tutti insieme per la vita Per informazioni e/o adesioni tel COLORIFICIO - EDILIZIA FERRAMENTA Via Clanezzo, 1 bis Almenno San salvatore (Bg) Tel Accurato lavaggio anche di abiti da sposa - Piumoni - tappeti capi in pelle e renna Servizio stireria Via Collodi, ALMENNO S.S. (Bg) Cell Michelangelo Manzoni Marmi Graniti - Arte Funeraria Sede Operativa: Via fonte, Brembilla (Bg) Tel. e Fax. 0345/ Cell Sede legale: Via Gerosa, Almenno San Salvatore (BG) P. IVA Febbraio

48 Dal Poliambulatorio della Fondazione Rota L'intervento Psicologico della Demenza Accogliamo e pubblichiamo questo contributo che ci arriva da POLIAMBULATORIO "FONDA- ZIONE ROTA: è un tema molto importante su cui è utile riflettere. Le demenze oggi rappresentano un fenomeno di proporzioni enormi. La demenza senile è il progressivo declino della funzione cognitiva causato da danni o malattie al cervello, oltre a quanto ci si potrebbe aspettare dal normale invecchiamento. Sebbene la demenza sia molto più comune in tarda età, può verificarsi in qualsiasi stadio dell'età adulta. Nella demenza senile le aree che vengono compromesse possono essere la memoria, il linguaggio; mentre negli stadi successivi della condizione le persone interessate possono essere disorientate nel tempo (è comune ad esempio non sapere in quale giorno della settimana, del mese o l'anno in cui si trova) sul luogo (non sapere dove ci si trova), e nelle relazioni (non sapere chi sono e dove si trovano). La demenza senile influenza il senso di identità di una persona anziana, il modo in cui essa pensa ed il suo comportamento, l'umore e le relazioni personali. Per aiutare chi soffre di demenza a vivere bene è necessaria una migliore comprensione dell'impatto psicologico della malattia, un sostegno concreto che possa supportare il paziente nei momenti di difficoltà, ma anche i famigliari e gli operatori che si prendono cura di lui. Demenza e psicologo possono rappresentare un binomio vincente e utile al fine di migliorare il supporto che il paziente anziano abitualmente riceve a stretto contatto con i famigliari. Come può uno psicologo aiutare un paziente affetto da demenza? In che modo i famigliari possono trarne beneficio riuscendo a sostenere l'ammalato nella patologia? È possibile raggiungere un PUNTO DI INCONTRO FELICE (Pif) fra malato e famigliare che lo assiste? Assistere una persona affetta da demenza, 42 Comunità Aperta

49 Dal Poliambulatorio della Fondazione Rota L'intervento Psicologico della Demenza magari da Alzheimer, può essere gratificante, anche stimolante, ma talvolta straziante. Prendersi cura di una persona con demenza può avere un enorme impatto sulla qualità della vita e a volte questo ruolo può suscitare sentimento di paura, tristezza, senso di colpa, impotenza e rabbia. Queste sono tutte risposte normali e comprensibili ad un cambiamento di vita della persona che si assume la responsabilità e la fatica di prendersi cura del paziente affetto da demenza. Spesso la prima cosa da fare per non restare intrappolati in situazioni simili è non trascurare i propri impegni prendendosi cura di se stessi: per quanto possa sembrare un cliché, se non ci si prende cura di se stessi in modo corretto, non sarà nemmeno possibile riuscire ad occuparsi dell'altra persona senza rimanere imbottigliati da fatica, carico e preoccupazione. Ecco perché spesso rivolgersi ad uno psicologo può essere un valido aiuto ed un importante sostegno. Non solo per dare sfogo ai propri sentimenti davanti ad un professionista che senza giudicare è in grado di comprendere il dolore di un ruolo molto difficile, ovvero quello di vivere accanto ad una persona che ha continuamente bisogno di attenzioni e cure; ma anche e soprattutto perché capace di fornire gli strumenti utili per abbassare il livello di stress e problematicità. La somministrazione di terapie non farmacologiche che lo psicologo può valutare e suggerire, rappresenta infatti un potente strumento d'aiuto e supporto per malato e famigliare (o per malato e operatore sanitario). Navigare nella demenza senza chiedere aiuto, isolarsi, non farsi accompagnare per una migliore gestione dei disturbi comportamentali che spesso caratterizzano i malati di Alzheimer, pensare di potercela fare da soli, allontana dalla possibilità reale di trovare un equilibrio possibile e meno difficile fra malato e chi se ne prende cura. A volte mi viene chiesto se un malato di Alzheimer può essere felice? La mia risposta è sì. Se si impara come dialogare con lui (utilizzando codici, parole e modalità specifiche per le demenze), come coinvolgerlo (quali attività, quali progetti, in che modo, con quale ritmo), come toccarlo (la relazione passa anche e soprattutto attraverso la percezione di come lo avvicino, come lo guardo, come lo sfioro), come relazionarsi con lui, come intercettare le sue emozioni, i suoi bisogni, le sue preoccupazioni e paure, come adeguare l'ambiente a lui ( attivare misure che rendano l'ambiente in cui vive più sicuro e rasserenante secondo indicazioni precise e specifiche), sì può essere felice e soprattutto è possibile un incontro felice fra malato e famigliare. Personeni Dr.ssa Michela Psicologa Specializzata Alzheimer e demenzeterapie non farmacologiche Poliambulatorio Fondazione Rota Febbraio

50 Azione Cattolica Ragazzi Incontro Diocesano A.C.R "Tutta la mia Città" Domenica 19 gennaio con circa una trentina di bambini e ragazzi della nostra ACR ci siamo ritrovati nell oratorio dell Immacolata a Bergamo per trascorrere una giornata insieme ad altri gruppi della diocesi sul tema TUTTA MIA LA CITTÀ. Durante la mattinata ci siamo divisi in quattro gruppi e ad ognuno è stato assegnato un ambito (ACCOGLIENZA, AUTONOMIA, SICUREZZA e SERVIZI) e una planimetria del quartiere, in cui avrebbero dovuto segnare i punti di forza e quelli di debolezza rispetto al proprio settore. Nel pomeriggio ogni gruppo ha esposto e segnato su una grande cartina quanto trovato durante la mattina e alla fine di questo confronto si è discusso insieme circa i cambiamenti o miglioramenti attuabili all interno della zona circostante l oratorio. Dopo di che ci siamo potuti confrontare con un ex assessore all urbanistica, il quale ci ha ascoltato per poi spiegarci più attentamente alcune decisioni avute riguardo al posizionamento di edifici e luoghi pubblici, tenendo conto anche della precedente diposizione degli spazi agli inizi dell ideazione della città. Nella stessa giornata si è tenuto anche il supercongresso del Movimento Studenti di Azione Cattolica, il quale è costituito da una sessantina di ragazzi che frequentano le scuole 44 Comunità Aperta

51 Azione Cattolica Ragazzi Incontro Diocesano A.C.R. "Tutta la mia Città superiori e mirano a rendere la propria scuola un luogo migliore e più coinvolgente. Nell incontro avuto con il vescovo Francesco Beschi e la presidente diocesana Paola Massi siamo stati spronati a continuare ad impegnarci negli ambiti della vita quotidiana e a condividere questa esperienza con i nostri coetanei. In conclusione l assemblea ha fatto il punto sul cammino percorso per poi tracciare il cammino prossimo alla luce di un documento congressuale redatto insieme ed eleggendo i nuovi segretari che ci guideranno nei prossimi anni. Ispirati da questa giornata, vogliamo sentirci sempre più parte di questa grande famiglia che è l AC per farla crescere anche con il nostro contributo. Gli Educatori Febbraio

52 Azione Cattolica Ragazzi Incontro Diocesano A.C.R. "Tutta la mia Città 46 Comunità Aperta

53 L'EUCARISTIA AGLI AMMALATI O ANZIANI A CASA Gli ammalati o anziani che sono impossibilitati a recarsi in Chiesa, possono chiedere che venga portata loro la S. Eucaristia il primo venerdì del mese o possibilmente la domenica, dopo le S. Messe, comunicandolo al Parroco o a don Giorgio. È bene anche che gli stessi oppure i loro familiari preparino in casa una tovaglietta bianca con il crocifisso e una candela. Riunioni Condominaili (dalle 14,00 alle 23,00) Referente: Zonca Claudia: 035/ ORATORIO SAN FILIPPO NERI L'Oratorio offre alcuni spazi per Feste di Compleanno (dalle 14,00 alle 20,00) Incontri/corsi per Associazioni (dalle 20,00 alle 23,00) Il Pulmino dell'oratorio a nove posti è disponibile per iniziative di Gruppi e Associazioni Parrocchiali (Referente: Enrico Cell ). IMPIANTI ELETTRICI CIVILI ED INDUSTRIALI AUTOMAZIONI - SICUREZZA Via dell Artigianato, 27 - almenno S.B. (BG) Tel Fax Febbraio

54 Per elevare lo Spirito L'angolo della Poesia a cura di Maria Luisa Salvi È iniziato un mese particolarmente caro a noi Almennesi per la festività della Madonna del Castello a cui siamo molto affezionati! Sono numerose le persone che vengono qui a pregare, un po da tutti i paesi a noi vicini! Raggiungono la nostra chiesa dove insieme offriamo alla nostra Vergine Maria il nostro amore e le nostre attese! È alla nostra MADRE che dedichiamo questa poesia, esprimendo la nostra fede, la speranza ed il nostro affetto! LA MADRE E il cuore quando d un ultimo battito avrà fatto cadere il muro d ombra per condurmi, Madre, sino al Signore, come una volta mi darai la mano. In ginocchio, decisa, sarai una statua davanti all eterno, come già ti vedeva quando ancora eri in vita. Alzerai tremante le vecchie braccia, come quando spirasti dicendo: Mio Dio, eccomi. E solo quando m avrà perdonato, ti verrà il desiderio di guardarmi. Ricorderai d avermi atteso tanto, e avrai negli occhi un rapido sospiro. 48 Giuseppe Ungaretti ( ) CARNEVALE Carnevale vecchio e pazzo s è venduto il materasso per comprare pane, vino tarallucci e cotechino. E mangiando a crepapelle la montagna di frittelle gli è cresciuto un gran pancione che somiglia ad un pallone. Beve, beve e all improvviso gli diventa rosso il viso, poi gli scoppia anche la pancia mentre ancora mangia e mangia Così muore il Carnevale e gli fanno il funerale: dalla polvere era nato ed in polvere è tornato. Gabriele D'Annunzio - ( ) Comunità Aperta

55 Per elevare lo "Spirito" L'Angolo della Poesia VIOLETTE DI FEBBRAIO DONA CIO CHE NON HAI Occupati dei problemi del tuo prossimo prendi a cuore gli affanni, le esigenze di chi soffre. Dona la luce che non hai, dona la forza che non possiedi, dona la speranza che senti vacillare, dona la fiducia di cui sei privo. Illumina la tua vita buia. Arricchiscila con la povertà. Dona un sorriso quando tu hai voglia di piangere. Produci serenità cancella la tempesta che hai dentro. Ecco, quello che non ho, te lo dono. Anche quest anno andrai per violette lungo le prode, nel febbraio acerbo. Quelle pallide, sai, che han tanto freddo, ma spuntano lo stesso, appena sciolte l ultime nevi, e fra uno scroscio e un raggio ti dicono: Domani è primavera. Ogni anno ti confidi al tuo tremante cuore: È finita, e pensi. Non andrò per violette, non andrò mai più per violette - chè passò il mio tempo - lungo le prode nel febbraio acerbo. Invece (e donde ignori, e da qual bocca) una voce ti chiama alla campagna: e vai; e i piedi ti diventano ali, sì alta è la promessa che è nell aria. E per amor dell esili corolle quasi senza fragranza, ma beate d esser le prime, avidamente schiacci con gli steli la zolla entro le dita. O sempre nuova, o non guarita mai dell inquieto mal di giovinezza, a chi dunque darai le tue viole? A nessuno: a te stessa: o, forse, ad un fanciulla che ti passi, agile, accanto, e ti domanda dove tu le hai colte: sola n è degna, ella che fresca ride come il febbraio; e non si sa qual sia più felice, se ella, o primavera. Ada Negri ( ) Ti accorgerai che l amore a poco a poco entrerà in te. Invaderà il tuo cuore, diventerà veramente tuo. Nella misura in cui tu l avrai donato agli altri. Giuseppe Galizzi Febbraio

56 Dizionarietto riguardante le malattie Come si curavano una volta a cura di R.G.B. disegni di Michela Bonfanti DIZIONARIETTO INCOMPLETO DELLA PARLATA DEGLI ALMENNO RIGUARDO LE MALATTIE E LE PAROLE A ESSE ASSIMILABILI (diciassettesima puntata) Legenda: LEVATI = Gianni Levati - ol Cicamàra - Ed. Villadiseriane. MACONI = La medicina popolare in Valle Imagna. C. Studi V. Imagna MP = Medicina Popolare, non basata sulla scientificità, che si contrappone alla MU, Medicina Ufficiale. MU = Medicina Ufficiale, che si contrappone alla MP. PS = letto più significati. La parola ha più significati. Malatìa = malattia, qualsiasi alterazione negli organi e nelle funzioni, per cui l'organismo non è più sano. SOLO NOSTRA. Tutti gli altri hanno "malatéa". Il LEVATI, nel gennaio dell'80, scrive: Da cordo, i dotori al giorno doggi hanno inventato tante di quelle medicine che non ci dovrebbe essere neanche un malato, ma hanno inventato anche un sacco di nuove malatie che uno neanche si insognava. Metta, putacaso, la langina pètori, la nevrite, la leucemia, la pocondria, lulcera, il pericardio, il pistachio, la ritema e via di scorendo: tutte malatie strambe e poco serie. Ai nostri tempi di malatie ce nera poche, ma buone: o si guariva o si crepava in pochi giorni, qualche volta anche con l'aiuto del dotore. Si ricorda cavaliere le belle polmonite di una volta? Uno spariva dalla circolazione per una settimana o due, dopo di che, o sentivi suonare la campana a morto o lo rivedevi che pareva un cadavere ambulante. Cià presente il "piaga"? Lui tutti i anni mancabilmente si faceva la sua brava polmonite, alla fine si stancava la polmonite e il "Piaga" è ancora in circolazione più argillo e più piaga che mai. Oltre la polmonite, cera la tisi, il tifo, la pelagra, la gota, la rosipola, le slogature, le stursioni e il sangue grosso (la pressione alta, ndr.) e qui entrava infunsione la "maga" del paese: una donna che sapeva tutto di questi mali, dove invecie il dotore capiva unacca. Rivava lei con le sue bocetine, il suo olio, le sue erbe e con la "sonza ", un pesso di lardo mufito e così spusolento da togliere il fiato e incominciava a ungere, fregare, masagiare secondo i casi, opure ti faceva le ventose coi bicchierini dove ci metteva un fiocco di bombasino (bambagia, ndr.) che poi acendeva e teli piccicava di colpo sulla schiena, due, tre e anche quattro e il tisio, con tutti quei bicchierini piccicati sul filone, pareva 50 Comunità Aperta

57 Dizionarietto riguardante le malattie Come si curavano una volta un centraleletronica spasiale tipo Goldrake. Pota, una volta era così; ci si rangiava come si poteva! Mica cera i soldi da buttare coi dolori e con le medicine. La maga del paese coi suoi impiastri era più che bastevole, tanto più che lei si contentava di un po' di farina bianca o gialla o di un salametto odi due codeghini e dove non rivavanoi impiastri, rivava la sua parola buona e la fiducia nel Signore, nella Madonna e nei Santi protettori, così se uno doveva crepare, crepava almeno rassegnato... Al giorno doggi non cè più gnà la donna medicona coi suoi impiastri e gnà la fede nel Signore e nella Madonna e nei Santi. Ci sono invecie tanti medici e tante medicine, ma si crepa ugualmente... ", Proverbi: "Gna la malatìa gna la prezù i rènt l'òm bu": né la malattia né la prigione rendono l'uomo più buono. "La malatìa a la domànda mìa ol permès dè ègn": la malattia non chiede il permesso di venire. "La malatìa a la rìa a caàl è a la va vià a pè" = lett. la malattia viene a cavallo, ma se ne va a piedi. Si sapeva quando ci si ammalava, ma non quando si sarebbe guariti. "Al mal mè rimediàga intàt chè a l'è frèsc": al male bisogna porre rimedio intanto che è fresco (cioè recente). (MACONI). "Ògne malatìa a la ga ol sò riméde": ogni malattia ha il suo rimedio. "Malatìa longa, mórt sigüra": malattia lunga, morte sicura. (MACONI). Mal brot = cancro. SOLO NOSTRA. Per il DB era l'epilessia. Sinonimo di "tümùr", "timùr" e "bào". (VEDI). Mal cadoc = epilessia. Per il DB era anche il "cancro". Il Maconi dice: "È una malattia caratterizzata da frequenti crisi consulsive, con alterazioni o perdita della conoscenza, che si presentano improvvisamente in pieno benessere e hanno tendenza a ripetersi. Era detto "Cadoc" (cadùco, transitorio) perché queste crisi erano di breve durata. Secondo la MP gli epilettici erano considerati più degli indemoniati che veri e propri malati e perciò più che alle cure sanitarie erano sottoposti a esorcismi o ai rituali dei guaritori... Tuttavia la MP per curare gli attacchi epilettici ricorreva ad altri rimedi: veniva per esempio consigliato di schiacciare il minolo del malato perché il dolore provocato da questa manovra poteva bloccare la crisi. Per mitigarla venivano impiegati decotti di camomilla, di papavero o di radici di valeriana. Nelle forme più gravi veniva somministrato a digiuno sangue bovino. Ma contro questo male si riteneva che valesse soprattutto mettere gli ammalati sotto la protezione della Madonna e dei santi Donato e Valentino. Una piccola chiave, che portava il nome di quest'ultimo il nome di quest'ultimo santo, veniva appesa al collo dell'epilettico...". Mal chè consoma (male che consuma) = Tisi, Tubercolosi polmonare. VEDI "Tübercolózi", Mal chè fa crodà i chèi (male che fa cadere i capelli) = alopecia. Sinonimo di "Pèlòja". PS Mal chèl tùrna ògne tat tèp (male che torna ogni tanto tempo) = male cronico. Mal chè ràmpa (male che si arrampica) = male che si espande in tutto il corpo. Mal chè as s-ciàpa (male che si prende) = Male infettivo. Continua nella diciottesima puntata. Febbraio

58 Chronicon Un tempo... a cura di Carlo Rota La Trebbiatrice Che bello il mese di giugno con i campi colorati di oro, verde e giallo! A noi interessava il colore che era vero oro per i contadini che avevano di che vivere per tutto l'anno, parlo del frumento, questo antico prodotto della terra che, trasformato in farina, dà pane e vita. Il frumento veniva seminato a ottobre dopo che i contadini avevano concimato, vangato e rastrellato il terreno. La semina, se il terreno non era grande, veniva effettuata con una macchinetta con una cassetta che conteneva il frumento da seminare: quando il contadino tirava una cinghia alcuni semi scendevano nel terreno. Se il campo da seminare era grande, la macchinetta era provvista di sei o più canalette da cui fuoruscivano i chicchi di grano ed era trainata da un bue o da un cavallo. In primavera venivano tolte le erbacce più resistenti: a giugno era pronto per la raccolta. La raccolta iniziava il mattino presto e lo strumento era solo "ol sighès dèl formét" (la falce fienaria). Bisognava lavorare curvi, tagliare un mazzetto di spighe e lasciarle sul terreno, passava poi un contadino che ne faceva delle fascine, i covoni, legandole con un altro mazzetto di spighe. Poi formava dei mucchi con le spighe rivolte, però, in alto che, alla sera, venivano portate sotto un porticato della cascina. Si doveva aspettare la trebbiatrice. Dopo che si era falciato il frumento, le donne passavano a "spiglà" (spigolare) cioè a raccogliere le spighe di frumento rimaste per terra, le mettevano nei loro "bigaröl" e le davano da mangiare alle galline. Finita la raccolta i contadini si accordavano per il giorno della trebbiatura ("fa fò ol formét") perché la ditta che aveva i macchinari, i signori Rota Nodari (detti "Maté") di Almenno S. Bartolomeo, erano oberati di lavoro e allora bisognava prenotare il giorno. Il giorno fissato tutti preparavano sulla propria aia ("ol stal") il proprio frumento. Quando la trebbiatrice si metteva in moto, si dovevano passare i covoni all'addetto che li metteva nella bocca della macchina nella quale pulegge, setacci e filtri separavanoi chicchi che uscivano puliti nei sacchi, mentre la paglia veniva pressata dalla macchina ed espulsa in balle. Questa giornata, naturalmente, attirava la curiosità di 52 Comunità Aperta

59 Chronicon Un tempo... noi ragazzi che volevamo vedere a tutti i costi come funzionasse questa macchina diabolica, ma presto venivamo richiamati in casa perché la polvere prodotta dalla trebbiatrice era pericolosa come pericoloso era starle o passarle vicino perché c'erano ruote e pulegge che facevano girare la macchina. Alla fine i contadini portavano a casa contenti i sacchi pieni di frumento e le balle di paglia che venivano per fare lo strame per le mucche. portano nei silos dove viene immagazzinato per la vendita. Queste cose oggi non succedono più perché ora si fa tutto sul campo, ci sono macchine che, contemporaneamente, mietono e trebbiano, lasciando la paglia sminuzzata sul terreno per fame concime: il frumento viene caricato in appositi camion che lo OL SCARTOSÀ A ottobre, quando il granoturco era ben maturo e pronto per la raccolta, il contadino prendeva la gerla (cesta a forma di cono rovesciato, assicurata alla schiena da cinghie), lo appoggiava a una pianta o al filare di vite e piano piano incominciava a staccare le pannocchie di grano da i "mergàs" (lo stelo del granoturco ormai secco) e riempiva la gerla. Se era vicino a casa, la vuotava sotto il portico all'asciutto poi ritornava al campo e ripeteva l'operazione. Se era distante da casa scaricava la gerla sul carretto trainato da un asino. Il contadino di solito era aiutato da qualcuno: dalla moglie intanto che i bambini dormivano, dal nonno se era ancora in gamba, da qualche figlio o nipote libero dalla scuola oppure da qualche amico. Il lavoro continuava per un paio di giorni, poi, finita la raccolta, si aspettava qualche giorno per "scartosà", cioè venivano separate le brattee dalla pannocchia. Tutti seduti sul mucchio di pannocchie, si cominciava a sfogliare e si lasciavano 6-8 foglie che servivano per essere appese alle "lobie" (i ballatoi della masserìa). Qui rimanevano ad essicare per qualche mese; quando servivano venivano staccate e sgranate a mano oppure con la macchina sgranatrice. I "rosgiòcc" (i tutoli) venivano bruciati nella stufa o nel camino. I sacchi di granoturco erano portati al mulino per avere la farina gialla per la polenta. Partecipavano tanti a "scartosà": questo lavoro veniva fatto sul tardo pomeriggio, ma soprattutto alla sera dopo cena da grandi e da piccoli. Ai ragazzi dava la possibilità di stare insieme agli amici, agli adulti di raccontare gioie e dolori della giornata. Intanto che si scartocciava si recitava il rosario e si chiacchierava. I ragazzi vi andavano volentieri perché il contadino, prima di andare a casa, preparava i "boröle" (le caldarroste) e offriva il vino che era ancora dolce perché aveva appena finito di fermentare, la moglie invece offriva fette di "smajàsa (torta fatta con polenta, uva americana chiamata da noi "melòna" e gratinata nel forno): i ragazzi la divoravano in un momento. Il lavoro si protraeva per 2-3 sere a seconda della quantità di granoturco raccolto. Poi si andava a casa a dormire contenti per la bella serata. Febbraio

60 A cavallo della storia con i bambini Conoscere (gli) Almenno (14) a cura di R.G.B. disegni delle bambine e dei bambini del Laboratorio Giornalino Ricerca sulle date in comune ai due paesi ( ) effettuata dal LABORATORIO GIORNALINO della scuola primaria di Almenno San Bartolomeo negli anni scolastici 2008/09, 2009/10 e 2010/11. La cosa più bella è avere nostalgia non del passato, ma del futuro. A. Einstein Sto presentando un lavoro fatto da bambini delle elementari e che riguarda tre avvenimenti che hanno interessato, nel passato, i due Almenno: la prima divisione nel 1368 a opera dei Guelfi e dei Ghibellini, la seconda nel 1601 in seguito al lascito Vignola e il 1907 quando la Rotonda di San Tomè venne concessa definitivamente a San Bartolomeo, Tra STORIA e FANTASIA. Nelle puntate precedenti gli alunni, accompagnati dal loro insegnante (detto Rommy), con l'aiuto di un autobus munito di una macchina del tempo, sono sbarcati proprio nel cortile della scuola che allora non esisteva: c'era una valletta dove un piccolo pastore pascolava le pecore. A lui i bambini hanno rivolto delle domande. Era il Quest'anno parleremo della seconda divisione, quella del Abbiamo già parlato della nascita del dialetto bergamasco e di com'era Bergamo in quel tempo. In questa puntata parleremo di com'era l'italia in quel tempo. In questa puntata inizieremo a parlare della divisione del Per raccontare la seconda divisione degli Almenno, quella del 1601, Rommy ha fatto il riassunto del capitolo che Il prof. Paolo Manzoni dedica all'argomento nel suo recente libro: "ALMENNO SAN BARTOLOMEO STORIA RELIGIOSA E CIVILE NEI SECOLI XV-XVII. "Il comune di Almenno fu unico fino al Si trattava ad ogni modo di un'unità piuttosto relativa perché fin dalla conquista della Bergamasca da parte della Repubblica di Venezia il suo territorio, con il consenso dei vincitori era stato diviso in sei parti così denominate: "squadra brugi inferioris (= Borgo basso), brugi superioris (= Borgo Alto), de la porta de unita (= La Porta), de pussano (=Pussano), et barlino (=Barlino), et de lunga (=Longa). Ciascuna di esse era dotata di organismi di autogoverno (= volevano governarsi da sole) e aveva ampie libertà di agire-indipendentemente dalle altre così che spesso nascevano contrasti e discordie intestine (= lotte che avvenivano all'interno delle varie squadre). 54 Comunità Aperta

61 A cavallo della storia con i bambini Conoscere (gli) Almenno Nonostante questi contrasti, nel Quattrocento e nel Cinquecento, l'unità di Lemine rimase inalterata. Nel 1520 (l a la chiesa esisteva già dal 1426) il Papa Leone X riconobbe la Parrocchia di S. Bartolomeo: era la seconda parrocchia. Finora c'era solo quella di San Salvatore: questo accelerò e accentuò il distacco tra gli abitanti al di qua e al di là del Tornago; anche la profonda valle di questo torrente favorì questo processo. Già nei secoli XIV(=Trecento) e XV(=Quattrocento) le spinte separatiste (=la volontà di dividersi) si erano apertamente manifestate con le guerre tra guelfi (= sono gli alleati della Repubblica di Venezia, sostenitori del Papa ed occupano la parte Alta del territorio detto Almenno Alto) e ghibellini (= sono gli alleati del Duca di Milano, sostenitori dell'imperatore ed occupano la parte bassa del territorio detto Almenno Basso), che avevano portato -l'abbiamo visto l'anno scorso- nel 1368 ad una prima divisione del territorio dell'antica Lemenne nei due comuni di Lemine Superiore Lemine Inferiore, avendo come confine Ca' della Zogna, 5 Vie, San Giorgio, Tornago. L'annientamento nel 1443 da parte dei guelfi e quindi dei Veneziani, con la conseguente cacciata degli abitanti e con la distruzione del borgo e del castello di Lemine Inferiore, in teoria avrebbe dovuto portare ad una pacificazione del territorio e alla concordia tra le squadre vincitrici. In realtà si accesero liti per la spartizione dei beni confiscati (= sequestrati, tolti) ai ribelli e venduti da Venezia ai sudditi fedeli di Lemine Superiore. All'interno dell'unico comune di Almenno si formarono pertanto due blocchi ostili, composti da una parte dalle squadre di Pussano, Barlino e Longa che costituivano la parrocchia di S. Bartolomeo e dall'altra dalle squadre della Porta, di Borgo (Brugo) Superiore e Borgo (Brugo) Inferiore che formavano la Parrocchia di S. Salvatore. Le prime avvisaglie (= primi segni) di rottura incominciarono a manifestarsi in modo marcato a metà del Nel 1559 era scoppiata una grande carestia che aveva costretto l'ospedale di San Cristoforo che si trovava dove oggi c'è Via Ospedaletto ad Almenno SS) a vendere alcune terre per aiutare i poveri. Quello che si ebbe dalla vendita (565 lire e 10 soldi) creò malumore tra le squadre di S. Salvatore e di S. Bartolomeo. Almenno SB diceva: noi siamo di più e ci aspettano più soldi. Almenno SS: i soldi sono nostri perché i benefattori sono di Almenno SS. Il Vicario Episcopale (= l'aiutante del Vescovo di Bergamo), interpellato, sentenziò che le elemosine continuassero ad essere distribuite secondo la tradizione, cioè come prima. Febbraio

62 A cavallo della storia con i bambini Conoscere (gli) Almenno In realtà la divisione del paese non fu voluta dalla gente comune, ma da alcuni uomini che trovarono nell' operazione il modo di emergere politicamente (= di comandare): Domenego Alberghetti, Cagniga da Barlino, Menegazzo da Longa e qualcuno anche di S. Salvatore come Battista Bergonzi. Ma il capo che fece dividere Almenno fu G. Pietro Rota di Albenza che riuscì a convincere le squadre di S. Bartolomeo. Il 6 novembre 1598 queste presentarono la domanda di divisione alle Autorità Civili di Bergamo e scelsero come a divisore Giuseppe Rota. Quelli di S. Salvatore non erano molto d'accordo, la discussione durò più di due anni, ma dovettero scegliere come loro divisore Pietro Benaglio. Poi si continuò a litigare nel 1560 per il problema dell'estimo (= valutazione di un bene economico); nel 1566 sull'ammontare di alcune spese; nel 1583 per la Cappella di S. Cristoforo nella chiesa di S. Salvatore; nel 1586 per la quantità di pane e di sale del legato (= testamento, scritto con cui: si dispone a chi andranno i nostri beni alla nostra morte) Arimondi. La causa principale della divisione fu, però, il legato del benefattore Girolamo Vignola che lasciava al Comune di Almenno ducati d'oro da impiegare in "opere pie". L'esecutore testamentario (= è colui che ha il compito di far rispettare i testamenti) G. Pietro Arrigoni venne contestato dalle squadre di S. Bartolomeo che si convinsero che, solamente dividendo Almenno, potevano pretendere la metà dell' eredità Vignola. Finalmente il 30 marzo 1601 venne steso l'atto di divisione. (= è uno scritto che contiene un accordo). I principali accordi furono: -Le contrade di Almenno di Sotto, Porta e Borgo si chiameranno Comune di "Almeno di Santo Salvatore". -Le contrade di Longa, Pussano e Albenza si chiameranno Comune di "Almeno di Santo Bertolameo". Come confine tra i due nuovi comuni si scelse il torrente Tomago, partendo da dove entra nel fiume Brembo a sud di Molina, su su fino ad est della contrada di Lomboni; qui, abbandonato il letto del torrente" la linea di demarcazione percorrerà la valle chiamata "de barlino" fin dove questa si biforca (= si divide in due) e, seguendo una delle diramazioni, salirà alla sommità del monte, dove corre il confine antico fra il Comune di Almenno e della Roncola. 56 Continua nella prossima puntata. Comunità Aperta

63 Per divertirci... Febbraio

64 Viaggio trekking La mia Alaska a cura di Federico Ponti Un viaggio sulle orme dei fantasmi di Jack London Pubblichiamo (a puntate: il testo è abbastanza lungo) il racconto di un'esperienza indubbiamente singolare ed affascinante: condividere certe esperienze è significativo ed arricchente anche per chi le legge o ascolta. Era un freddo e nevoso Natale di tanti anni fa quando mia sorella mi regalò il libro di Zanna bianca. La lotta per la sopravvivenza dei primi pionieri contro quella natura così aspra e inospitale ha scaturito dentro di me il richiamo di quei luoghi senza tempo, infiniti e selvaggi; conservai per tanti anni il sogno di visitare Lei: l Alaska. Poi un giorno un amico mi parla di questo sito di viaggi, che riunisce sconosciuti con in comune soltanto la meta da raggiungere; tra i viaggi organizzati trovo un trekking di 19 giorni proprio lì, in Alaska: il mio sogno. Io, che non ho mai fatto grandi viaggi ed ho sempre avuto il timore di spostarmi da solo, decido così che il 2018 sarà l anno in cui esaudirò il mio sogno. Per un anno continuo a pensare, a progettare e a preparare l attrezzatura tra mille dubbi, tante paure e anche tante delusioni ma poi finalmente il gruppo si costituisce e ben presto arriva il 4 Agosto Il giorno prima della partenza mi ritrovo il braccio destro completamente paralizzato da una forte tendinite, sono parecchio preoccupato ma come dice il mio amico le esperienze che iniziano 58 Comunità Aperta

65 Viaggio trekking La mia Alaska tragicamente risultano poi essere sempre le migliori. Ed eccomi lì all aeroporto di Malpensa ad incontrare quelli che fino ad allora erano per me soltanto un immagine profilo di una chat di Whatsapp. Ricordo che la prima impressione del mio gruppo non fu la migliore, ma mi resi conto che i pregiudizi sono inevitabilmente parte integrante dell animo umano e quello che è successo in quel viaggio mi ha insegnato quanto mi sbagliavo. Imbarchiamo così i nostri enormi zaini, pieni di attrezzature, di pensieri e di sogni, e voliamo alla volta di New York dove facciamo scalo verso Denver per trascorrere la nottata. Nel cuore della notte veniamo però svegliati di soprassalto dalla sirena antincendio. Ci ritroviamo tutti evacuati fuori dall hotel, più addormentati che svegli, con le nostre facce distrutte dai due scali aerei e il pensiero di averne un altro la mattina seguente. Un massiccio spiegamento di pompieri, dopo aver appurato un falso allarme, rimanda tutti noi a dormire ancora più stanchi di prima. Da Denver raggiungiamo finalmente Anchorage. Atterriamo con gli occhi che brillano di un misto di eccitazione ed euforia, la stessa che si prova quando si realizza un sogno. Siamo lì in quella terra tanto lontana denominata L ultima Frontiera e la nostra avventura sta per avere inizio! Ci sistemiamo a bordo di due enormi monovolumi americani, che per 19 giorni sarebbero state le nostre navi madri, stipan- Febbraio

66 Viaggio trekking La mia Alaska dole all inverosimile di bagagli, taniche di acqua potabile, cibo e tante ma tante risate. Battezziamo i due equipaggi Yoghi e Bubu dal nome con cui ci chiamiamo alle ricetrasmittenti. Inizia così il nostro viaggio Da subito si presenta quella che sarebbe stata la nostra più fedele e inseparabile compagna di viaggio per i restanti giorni: la pioggia. Ma l ottimismo ci fa credere che il maltempo passerà e così facciamo tappa da Rey Store dove facciamo incetta di tutto l equipaggiamento che non è stato possibile imbarcare sull aereo, perlopiù cibi liofilizzati e bombolette di metano. Compriamo anche sei spray antiorso, necessari per accedere ai parchi, simili a piccoli estintori rappresentano l unica difesa contro i grandi predatori di questa terra. Viaggiamo alla volta di un campeggio, dove trascorriamo la notte divisi in diverse tende fisse montate su una sorta di palafitte, rialzate vicino ad un torrente. La notte vicino al circolo polare artico non è buia, è più simile ad un crepuscolo e fatico a prendere sonno anche a causa del notevole fuso orario. La mattina quando mi sveglio, mi ritrovo proiettato nella mia adolescenza: il rumore del ruscello, l umidità di una tenda e l odore di pineta bagnata dalla pioggia. Mi sembra di essere tornato a Livigno, nel campeggio del mio oratorio; manca soltanto il caffelatte della Carmen, quello proprio non c è! Consumiamo invece una sostanziosa colazione americana all insegna del burro e del colesterolo in 60 Comunità Aperta

67 Viaggio trekking La mia Alaska un chioschetto messicano. Piove e nostro malgrado decidiamo di rinunciare ad addentrarci nel parco del Denali, la pioggia infatti non ci permetterebbe di goderlo a pieno, e ripieghiamo sul Trek dei tre laghi. Percorriamo un sentiero di poco fuori il parco dove l Alaska inizia a rivelarsi a noi per come l avevamo sognata, con la sua pineta rigogliosa, i prati lussureggianti e la miriade di laghi. La mia spalla va molto meglio e la tendinite sembra essere ormai un ricordo, questo pensiero mi fa dimenticare il maltempo che verso sera ci dà una falsa tregua. Decidiamo di montare le tende in un camping di poco lontano dal Denali e sicuro della mia esperienza di anni di campeggio con la mia famiglia e con l oratorio allargo il telo sottotenda ben oltre il perimetro della mia tenda per scongiurare l umidità del terreno. La mattina seguente ricevo un duro insegnamento: quando pecchi di presunzione e credi di saperne più di Lei, l Alaska ricaccia indietro la tua superbia con una bella lezione! Il telo ha fatto da imbuto convogliando tutta la pioggia della notte sotto la mia tenda. Sono un po amareggiato ma per fortuna il pavimento impermeabile ha salvato tutta l attrezzatura. Scuotiamo a lungo le nostre tende Febbraio

68 Viaggio trekking La mia Alaska con la speranza di asciugarle e, anche se il risultato non ci soddisfa a pieno, impacchettiamo il tutto: oggi è la volta del Parco del Denali. Il meteo non è affatto migliorato, ma rimandare significherebbe accumulare ulteriori ritardi sulla tabella di viaggio e magari perdere future tappe, quindi raggiungiamo il centro visitatori. Lì un video corso ci illustra le tecniche di comportamento all interno del parco per avere il minore impatto possibile sull ambiente dove ci troviamo e in particolare come comportarci per non incorrere in situazioni di pericolo con gli orsi. Ci spiegano come creare lo schema del golden triangle che consiste nel piantare le tende lasciando almeno a 100 metri di distanza le provviste in speciali barili e cucinare a 100 metri da questi ultimi due punti. Così facendo viene a crearsi un triangolo di postazioni; lasciare cibo o cucinare vicino alle tende è severamente vietato. Qualora un orso, attirato dagli odori, trovasse cibo dentro ad un campo inizierebbe a razziare tutte le tende che incontrerebbe sul suo cammino in quanto assocerebbe l uomo al cibo! Ritiriamo quattro ingombranti e pesanti barili antiorso e saliamo a bordo del bus. Ci dà il benvenuto all interno del parco una ranger lasciandoci un quesito: What does this Wilderness for me? ; Cosa significa questa Natura per me?. Ognuno di noi si porta dentro questa domanda mentre percorriamo l infinita strada che si inerpica dentro il Denali. Subito avvistiamo in lontananza un orso Grizzly; è lontano almeno quattrocento metri ma siamo tutti elettrizzati; non è comunque facile da avvistare, specialmente con il maltempo. Ben presto però l eccitazione lascia il posto allo sconforto: il Denali decantato in qualsiasi documentario sull Alaska come il posto più bello, si presenta a noi come una grigia e triste landa sommersa di nebbia. Siamo piuttosto delusi e a fine giornata il bus ci scarica nella zona a noi destinata, l ultima in fondo al parco, dove però è presente un villaggio di lodge di lusso che, per quanto piccole siano, crediamo deturpino pesantemente questa selvaggia immensità. Percorriamo un sentiero che ci porta ad una altura dove piantiamo le tende. Lì il maltempo ci concede una tregua e il Denali ci regala un meraviglioso tramonto di mille sfumature, che per un attimo ci svela la maestosità del luogo dove ci troviamo. Non appena ci rintaniamo per la notte, la pioggia ricomincia a ticchettare cadenzata e inesorabile sulle nostre tende. La ricordo come la peggiore notte che io abbia mai trascorso e la mattina come il momento più triste di tutto il viaggio. La pioggia, l umidità e il freddo sono entrati nelle ossa e hanno raggiunto anche il nostro umore. La delusione è tanta, davvero tanta. (continua) 62 Comunità Aperta

69 SALVI LUCA PIASTRELLISTA Via Quarenghi, Capizzone (Bg) Cell mail: Apicoltura ROTA ANGELA Produzione propria: di Miele Pappa Reale - Polline - Propoli Via Buttinoni, Almenno S.S. (BG) Tel. 035/ Ristorante Fia Trattoria Pizzeria Servizio serale venerdì, sabato e domenica - chiuso giovedì via IV Novembre, Almenno S.S. (BG) Tel PIETRO ROTA & NICOLA IMPIANTI ELETTRICI CIVILI E INDUSTRIALI AUTOMAZIONI - ANTIFURTO ANTENNE - CITOFONIA Tel Almenno San Salvatore (BG) - via Resistenza, 1 Tel. e Fax ROTA ARISTIDE Via G. Buttinoni, Almenno S. Salvatore (Bg) Tel. & Fax P.IVA C.F. RTORTD65E18A794A Febbraio

70 Anagrafe parrocchiale Rinati nell'acqua del Battesimo Gennaio 2020 Il 12 Gennaio 2020 BELOLI CHRISTIAN nato il 12 agosto 2019 di Michael e Panza Marianna 64 Comunità Aperta

71 Anagrafe parrocchiale Morti in Cristo in attesa della Risurrezione Gennaio Febbraio 2020 ALESSANDRO ROTA anni 70 morto il 17 gennaio 2020 ANGELA BOTTI anni 81 morta il 25 gennaio 2020 ANGELO GINETTO BREMBILLA anni 70 morto il 24 gennaio 2020 BARBARA RUBBI anni 44 morta il 5 febbraio 2020 GIANFRANCO CORTINOVIS anni 69 morto il 10 febbraio 2020 Febbraio

72 L'Eterno riposo... Sempre nel ricordo Febbraio 2020 e nel nostro cuore Michele Cortinovis Giovanna Cornali Luigi Rota Giacomo Rinaldi Salvatore Manzoni e Genoveffa Ravasio Tiziano Frosio Alessandro Turata Egidio Rota Teresa Rota Francesco Bonfanti e Maria Rota Luigi Manzoni Aristide Manzoni Maria Bonzi Domenico Manzoni 66 Comunità Aperta

73 L'Eterno riposo Giuseppina Rota e Giovanni Boffetti Fausto Gamba e Teresina Verzeri Giambattista Ravasio e Margherita Zonca Luigia Locatelli Rachele Enrica Gamba Giovanni Crippa 1989 Alessio Capelli 1983 Antonio Manzoni Mario Giovanni Capelli AVVISO Si ricorda che la foto con gli anniversari di morte di parenti, vengono pubblicati solo su richiesta dei famigliari e per la pubblicazione è richiesta una offerta libera, non quantificata, che serve a coprire le spese di stampa del Bollettino stesso. Febbraio

74 Agenda della Comunità Parrocchia San Salvatore Diocesi di Bergamo via XXV Aprile Almenno San Salvatore - Tel Sito Web: almennosansalvatore.parrocchiesulweb.it - SACERDOTI don Mario Rosa 035/ Per il Santuario rivolgersi alla Parrocchia don Giorgio Albani 035/ don Antonio Manzoni 035/ don Lorenzo Testa - oratorio - 035/ cellulare SEGRETERIA ORATORIO La Segreteria è aperta nei giorni: Lunedì - Mercoledì - Venerdì dalle ore 15,00 alle ore 17,00 Telefono Segreteria 035/ Cellulare 348/ oppure 035/ ISTITUTI RELIGIOSI Suore Sacra Famiglia 035/ ENTI PUBBLICI Municipio 035/ (Il Sindaco Sarchielli Michele riceve il Giovedì dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e il Sabato su appuntamento) 035/ Polizia Locale 035/ Pattuglia Stradale Poste e Telegrafi 035/ Biblioteca Comunale 035/ Fondazione Giovanni Carlo Rota Onlus 035/ Istituti di Credito UBI Banca Popolare di Bergamo 035/ Intesa San Paolo 035/ Banco Popolare Credito Bergamasco 035/ SCUOLE Istituto Comprensivo 035/ Scuola Media Statale Giovanni XXIII 035/ Scuole Elementari Statali 035/ Scuola Materna San Salvatore 035/ EMERGENZE NUMERO UNICO DI EMERGENZA 112 Carabinieri di Almenno S. S. 035/ Croce Azzurra 035/ Croce Rossa - Villa d Almè 035/ ATS Servizio di continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) MEDICI DI BASE Dr. Leonello Mazzoleni Dr. Giambattista Cordoni Dr. ssa Sertinean Natalia Dr. Gianmauro Salvi Dr.ssa Lisa Maestroni rivolgersi al numero telefonico o cellulare sottoindicati Informazioni Utili Centro prenotazione unico Visite mediche Medicina Generale Le modalità di accesso agli ambulatori dei medici (solo su appuntamento) sono le seguenti: Per fissare gli appuntamenti telefonare dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00 al numero: oppure Un Infermiera Professionale sarà presente negli ambulatori secondo i seguenti orari: dalle ore 8,00 alle ore 9,00 studio Dr. Mazzoleni dalle ore 9,00 alle ore 10,00 studio Dr. Salvi dalle ore 10,00 alle ore 11,00 studio Dr. dalle ore 11,00 alle ore 12,00 studio Dr. Cordoni Le richieste di visita domiciliare vanno fatte telefonando all infermiera presso lo studio del medico secondo l orario di presenza dell Infermiera stessa presso lo studio. Gli studi medici sono aperti nei seguenti orari: Dr. ssa Sertinean Mazzoleni Cordoni Salvi Maestroni Lunedì 16.00/ / / ,00/9,30-17,30/19, /20.00 Martedì 9.00/ / / / ,30/13,30 Mercoledì 16,00/ / ,00/ /12.30 Giovedì 9.00/ / / ,00/20.00 Venerdì 16.00/ / / /12.30 presso Poliambulatorio Fondazione G.C. Rota Ambulatorio Prelievi ematochimici presso la Fondazione Rota I prelievi si effettuano nei giorni di LUNEDÌ - MERCOLEDÌ - VENERDÌ dalle ore 7,30 alle ore 9,00 68 Comunità Aperta

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