Istituto Comprensivo Guido Novello

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1 Istituto Comprensivo Guido Novello Piazza Caduti per la Libertà, Ravenna PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA anno scolastico 2013/2014 Acrilico su tavola ( porta di classe) reralizzato dagli studenti di Scuola Secondaria Queste pagine sono state scritte pensando in primo luogo ai ragazzi che frequentano la nostra scuola e alle loro famiglie. Cerchiamo di informarli sulle scelte e le attività che caratterizzano l anno scolastico. Desideriamo continuare ad avere da loro suggerimenti che ci aiutino a lavorare in modo proficuo. Siamo inoltre interessati a collaborare con gli enti locali e con le altre realtà del territorio: a loro presentiamo la nostra identità professionale. 1

2 Dati generali sull Istituto Comprensivo Guido Novello. p. 3 Organigramma l p.4 Il contesto p. 6 La nostra identità professionale.. p. 8 Accoglienza, continuità e orientamento. p. 10 Disagio e dispersione.. p. 12 Area alunni stranieri p. 13 Inserimento degli alunni diversamente abili. p. 15 La valutazione. p. 17 Rapporti scuola famiglia. p. 19 Aspetti organizzativi... p. 20 I progetti.. p. 28 2

3 L Istituto Comprensivo Guido Novello è nato il 1 settembre 2013 dalla fusione di quattro scuole preesistenti, in seguito alla riorganizzazione scolastica attuata nel Comune di Ravenna. L Istituto Comprensivo raduna in unità i plessi che vanno dalla Scuola dell Infanzia alla Scuola Secondaria di Primo grado e intende offrire un progetto didattico e pedagogico nella logica della continuità curricolare, in un percorso scolastico per gli studenti dai 3 anni fino ai 14. Del nuovo IC fanno parte scuole provenienti dal 2 e dal 3 Circolo Didattico e dalla scuola Secondaria di 1 grado ex Damiano-Novello. L IC Guido Novello è formato dai plessi: Scuola dell Infanzia VIA LANDONI Via Landoni, 4 tel Scuola Primaria FILIPPO MORDANI Via Mordani, 5 tel Scuola Primaria GIOVANNI PASCOLI Via Scuole Pubbliche, 9 tel Scuola Secondaria di Primo grado GUIDO NOVELLO Piazza Caduti per la Libertà, 15 tel

4 Dirigente scolastico: Gennaro Zinno 1 collaboratore 2 collaboratore Maria Cristina Suprani Saura Turri Funzioni strumentali: 1) Funzione sostegno (condivisa tra i plessi Novello, Mordani e Pascoli): Elisa BIANCHINI- Margherita TURCHI- Filippa LOMBARDI 2) Funzione disagio e dispersione: Francesca BERTOZZI 3) Funzione stranieri: Annunziata GENTILE 3) Funzione continuità ed orientamento: Elisabetta AGOSTINI- Rossana BALLESTRAZZI 4) Funzione nuove tecnologie e sito web : Stefano MARTINI 4

5 Plesso Via Landoni Referente di Plesso:Maroni Referente alunni H: Franzese Referente Disagio e Dispersione: Franzese Referente alunni stranieri: Longobardi Referente rapporti con il territorio: Franzese Referente per la biblioteca: Cortesi Plesso F. Mordani Referente di Plesso: Cicognani Referente Disagio e Dispersione: Ranucci Referente alunni stranieri: Gentile Referente Tecnologie: Reina Referente educazione motoria: Cicognani Referente per la biblioteca: Tumiatti Plesso G. Pascoli Referente di Plesso: Rossi Referente Disagio e Dispersione: Savini Referente alunni stranieri: Gentile Referente Tecnologie: Ravaglioli Plesso G. Novello Referente di Plesso: Turri Referente Disagio, Dispersione e alunni stranieri: Bertozzi Referente Tecnologie: Martini Referente per la biblioteca: Ballestrazzi Referente educazione motoria: Franchi Referente per la biblioteca: Minenna Commissione POF (5 componenti):bianchini - Cortesi Marangoni Martignon - Mercati Referente orario Scuola secondaria di primo grado: Turri Referente viaggi d istruzione: Turri Referenti classi parallele Scuola Primaria: 1 ^ Giovanetti 2 ^ Mercuri 3^ Forleo 4^ Reina 5 ^ Rossi Lingua Inglese: Esposito Religione Cattolica: Colantuono Referente per la sicurezza Plesso F. Mordani : Sanzani Referente per la sicurezza Plesso G.Pascoli : Mengucci Referente per la sicurezza Plesso Via Landoni : Maroni 5

6 Le scuole dell I.C. G. Novello sono ubicate nella zona del centro della città e fanno parte delle Circoscrizioni Prima e Seconda del Comune di Ravenna. La loro posizione privilegiata all interno della città, permette a docenti e studenti di muoversi con facilità nella zona storica di Ravenna e partecipare regolarmente ad una vasta gamma di attività proposte da docenti, Istituzioni, Enti e Associazioni. La composizione della popolazione deriva innanzitutto dal bacino di utenza relativo allo stradario di competenza, quello del centro della città di Ravenna, oltre ad alunni provenienti da altre zone della città. Nel complesso gli alunni rappresentano oggi una realtà socio-culturale eterogenea, anche soggetta al flusso migratorio di alunni provenienti da altre regioni e di alunni extracomunitari. Scuola dell infanzia Via Landoni La Scuola per l Infanzia di Via Landoni è in funzione da 3 anni, dopo un intervento di riqualificazione dell edificio conosciuto con il nome di ex Campetto. Tale intervento ha rispettato le caratteristiche di particolare pregio storico della struttura, che fu edificata nel 1910, ma ne ha migliorato l aspetto funzionale, l accessibilità e la sicurezza. Scuola primaria F. Mordani La Scuola Primaria Filippo Mordani è la scuola più antica della città: dal 1845 nell ex convento di San Domenico furono trasferite le scuole elementari cittadine. L Amministrazione Comunale del tempo considerava prioritario intervenire nel settore dell istruzione: L istruzione della gioventù a qualsiasi classe del popolo appartenga, è il primo ufficio de Municipi in un Governo libero. Fu grazie a questo progetto politico, che venne gradualmente ridotto l analfabetismo nel nostro Comune. 6

7 La scuola è dedicata a Filippo Mordani: patriota, Deputato della Repubblica Romana nel 1849; fu anche insegnante e scrittore. Venerdi' 22 maggio 2009 nell ingresso della scuola è stata scoperta una lapide per ricordare questo illustre nostro concittadino. Scuola primaria G. Pascoli La Scuola Primaria Giovanni Pascoli porta il nome del grande poeta romagnolo. Per ricordarlo, nell edificio scolastico sono state collocate due opere artistiche: un bassorilievo in bronzo sul muro che fiancheggia l ingresso di via Coronelli e un grande pannello a mosaico nell atrio di via Scuole Pubbliche. Scuola Secondaria di Primo Grado G. Novello La Scuola Guido Novello è stata, con la Scuola Damiano, la prima Scuola Media della città al momento della istituzione di tale ordine scolastico negli anni 40. La scuola è intitolata a Guido Novello (ca ), instauratore della signoria dei Da Polenta a Ravenna. Il suo nome, come è noto, è legato alla generosa ospitalità che diede a Dante Alighieri negli ultimi anni della sua vita, permettendogli di portare a termine la stesura del Paradiso. La scuola si trova in Piazza dei Caduti, a pochi passi dalla Chiesa di San Francesco e dalla Tomba di Dante.L offerta scolastica permette di scegliere un tempo orario flessibile secondo le esigenze delle famiglie (corso a tempo normale o corso a tempo prolungato), o privilegiare l apprendimento della musica con il corso a indirizzo musicale. 7

8 La natura stessa di un Istituto Comprensivo, la ragione prioritaria per la quale nasce, è quella di garantire un percorso coerente, unitario ed efficace. Il nostro Istituto accoglie bambini che iniziano la Scuola dell Infanzia a tre anni, proseguono la loro formazione nella Scuola Primaria, crescono e diventano ragazzi della Scuola Secondaria di Primo grado; di qui si affacceranno, poi, su una società sempre più complessa dove potranno essere in grado di leggere la realtà, dotati di capacità critica. I docenti dell I.C. G. Novello si impegnano ad operare nel pieno rispetto dei diritti e degli interessi dell utenza scolastica in generale e dell alunno in particolare, facendo propri i criteri della Convenzione sui Diritti dell Infanzia: Quando un adulto ha a che fare con te, deve fare quel che è meglio per te (Art. 3). I principi sui quali si fonda l attività educativa dell Istituto si possono così riassumere: Promozione umana, sociale e civile degli alunni; Imparzialità; Accoglienza, solidarietà, integrazione; Uguaglianza delle opportunità educative. PRINCIPI EDUCATIVI Il Piano dell Offerta Formativa si articola intorno ad obiettivi trasversali che si sviluppano in una prospettiva verticale coerente, tenendo conto: dei Curricoli definiti a livello nazionale dal Ministero della Pubblica Istruzione; di una declinazione in termini disciplinari, interdisciplinari ed educativi dei diversi contesti; delle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti; della richiesta dell utenza nella scelta dei percorsi da privilegiare; della partecipazione degli alunni di ogni scuola ad iniziative innovative e arricchenti; della collegialità del lavoro dei docenti, per una programmazione e una valutazione coerenti e condivise. 8

9 OBIETTIVI FORMATIVI I docenti sono in costante contatto, sia negli ambiti istituzionali, sia attraverso colloqui individuali, con la Presidenza, collaborando, proponendo e integrando, con il loro contributo personale, alla vita della scuola. Nei Consigli di Classe e di Materia, per la scuola Secondaria, nei Consigli di Interclasse tecnica e negli incontri di programmazione settimanale, per le Scuole primarie, e nei Consigli di Intersezione, per la Scuola dell Infanzia, i docenti si confrontano sugli obiettivi formativi che devono essere espressi e condivisi. I docenti intendono promuovere: La formazione integrale della personalità del ragazzo; La valorizzazione delle potenzialità individuali e lo sviluppo armonico della persona; Lo sviluppo di una coscienza personale, leale, impegnata, disponibile, tollerante, solidale, capace di cooperare con gli altri e di rispettare le idee altrui; La qualità della vita scolastica dell alunno, il benessere psicofisico e sociale, prevenendo forme di disagio, attraverso l integrazione e il supporto sia degli alunni stranieri, sia degli alunni con difficoltà di apprendimento; Le opportune strategie per l integrazione degli alunni disabili, per valorizzare al massimo le loro potenzialità; La continuità del processo educativo, contribuendo tutti e ognuno per ciò che gli compete, alla formazione di conoscenze, abilità e competenze, con particolare attenzione al metodo di lavoro, all orientamento, alla socializzazione e alla partecipazione; L integrazione del percorso curricolare con attività extracurricolari che promuovano linguaggi diversificati e concorrano a trasmettere il piacere di conoscere. Essere autonomi nello studio Utilizzare in modo adeguato gli strumenti e i tempi Metodo di lavoro Procedere con ordine Organizzarsi nel lavoro utilizzando percorsi adeguati Organizzarsi nel lavoro ricercando percorsi personali Individuare i propri limiti Utilizzare le proprie risorse Orientamento Confrontare le proprie opinioni con quelle altrui Valutare ed autovalutare Conoscere i piani di studio, l organizzazione e gli sbocchi professionali delle varie scuole superiori Rispettare gli altri e le cose Socializzazione Essere disponibile al lavoro di gruppo Dimostrare un adeguato autocontrollo Seguire con attenzione ed intervenire in modo opportuno Partecipazione Chiedere chiarimenti e seguire consegne Saper riconoscere eventuali errori 9

10 I progetti verticali di continuità e orientamento investono una parte fondamentale dell'azione educativa dell'istituto. I tre ordini di scuola condividono un percorso di continuità progettuale e di didattica orientativa, volto a perseguire finalità educative e formative comuni, nonché a favorire un positivo passaggio degli alunni da un ordine di scuola all'altro. Nelle classi ponte (anni iniziali e finali delle varie scuole) vengono attivati percorsi di continuità che prevedono attività comuni fra gli alunni dei diversi ordini di scuola, visite guidate nei plessi, scambio di informazioni fra i docenti. Scuola dell'infanzia Particolare importanza assume il momento del primo inserimento, in vista dell ingresso del bambino nella nuova scuola, per una convivenza serena basata sulla cooperazione tra scuola e famiglia. Per realizzare questo ingresso nella comunità scolastica in modo positivo per la crescita dei bambini, si auspica un accoglienza concordata anticipatamente con la famiglia e la scuola, per definire i modi e i tempi corrispondenti alle diverse esigenze di chi è accolto. Nell ultimo anno di scuola dell Infanzia vengono concordate attività di raccordo con la Scuola Primaria attraverso la scelta di un tema comune sul quale svolgere attività laboratoriali che prevedono incontri tra bambini dei due ordini di scuola e momenti ricreativi. Scuola primaria Nella Scuola Primaria è significativo accogliere e valorizzare le precedenti esperienze vissute dagli alunni alla scuola dell infanzia. Tenuto conto che gli alunni provengono da situazioni ed organizzazioni didattiche differenti, presentano tempi di attenzione diversi, faticano ad adattarsi ai nuovi ritmi scolastici, durante i primi tempi di scuola la giornata verrà strutturata in modo da dedicare tempo all imparare a conoscersi, a parlarsi, a comunicare, a vivere serenamente nell ambiente scolastico. Nel corso della classe quinta gli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, entrano in contatto tramite attività concordate e strutturate per favorire la conoscenza del nuovo ordine scolastico. 10

11 Scuola secondaria di 1 grado Anche nella Scuola secondaria di I grado il primo periodo è dedicato ad attività miranti alla conoscenza reciproca e alla costituzione dell identità di gruppo. Nella scuola secondaria le attività di orientamento mirano essenzialmente a perseguire i seguenti obiettivi: valorizzare attitudini, capacità e interessi personali; stimolare il senso di responsabilità e la capacità di scegliere in modo consapevole; essere informati sui possibili percorsi di studio futuri; conoscere le caratteristiche del territorio in relazione alle opportunità di collocazione professionale; condividere con i genitori degli alunni le scelte educative e di orientamento fatte dal consiglio di classe; garantire agli studenti in difficoltà e a rischio di dispersione scolastica un'attività di sostegno e di aiuto personalizzato, con finalità di prevenzione dell'insuccesso. Durante l ultimo anno della Scuola Secondaria di I grado l azione orientativa è più organica e specifica, sia sotto l aspetto dell autovalutazione, sia per quanto riguarda i diversi percorsi scolastici. Sul piano operativo l Istituto predispone e organizza attività per gli studenti ed iniziative e incontri informativi per studenti e famiglie. dialoghi e discussioni mirate in classe; analisi di opuscoli informativi; visite agli Open day delle Scuole Superiori; incontri con docenti della Scuola Secondaria di secondo grado in occasione dei "Banchetti informativi di orientamento"; partecipazione ad attività laboratoriali nei micro stage pomeridiani delle scuole superiori, concordati con i docenti referenti per l'orientamento; incontri con esperti del mondo professionale. giudizio orientativo: colloquio individuale fra Famiglie e Docenti del nostro Istituto con consegna del Giudizio orientativo. 11

12 Il disagio scolastico è un aspetto del disagio giovanile che può manifestarsi con varie modalità, comportamentali, di disturbo in classe, irrequietezza, iperattività, difficoltà di apprendimento, di attenzione, di inserimento nel gruppo, scarsa motivazione, basso rendimento, fino all abbandono e alla dispersione scolastica. Il disagio può anche comparire non solo nelle forme esplicite ed eclatanti di una particolare condotta problematica o trasgressiva, ma anche nelle forme più sommerse e invisibili di sofferenza interiore, di assenze, di silenzi e scarso coinvolgimento. Le variabili che conducono a tali condizioni possono essere sia di natura personale (autostima, autoefficacia, componenti cognitive) sia di natura contestuale e relazionale (ambiente di vita, ambiente scolastico, rapporto tra alunno e insegnante, tra famiglia e insegnante). Il primo passo di una prevenzione deve essere allora una attenta osservazione: saper riconoscere il disagio e saper riconoscere le situazioni a rischio di disagio. Poiché il contesto in cui ci si trova ad operare risulta essere piuttosto eterogeneo, esso richiede: un attenta lettura delle nuove realtà; il continuo monitoraggio dell esistente; una flessibilità organizzativa, progettuale e didattica in grado di rispondere ai diversi bisogni formativi; un azione di coordinamento con le risorse del territorio; l attenzione e la valorizzazione delle diversità come risorse. Anche alla luce delle nuove normative sui Bisogni Educativi Speciali il nostro Istituto si attiva per contrastare e compensare le difficoltà di diversa origine che gli alunni possono incontrare, attraverso azioni mirate nelle seguenti aree: Prevenzione, individuazione precoce delle difficoltà; Progettazione di interventi a favore di alunni in difficoltà di apprendimento, di comportamento, in situazione di svantaggio, con problematiche relative all orientamento; Garanzia di percorsi didattici che tengano veramente conto di potenzialità e difficoltà individuali, ponendo al centro del processo la persona e non solo le competenze; Realizzazione di esperienze scolastiche soddisfacenti per gli insegnanti e gli allievi e quindi in grado di diffondere un idea di scuola come luogo di benessere psicologico e sociale. 12

13 L I.C. G. Novello tiene conto della specificità e storia di ogni singola scuola attraverso il confronto, lo scambio, la cooperazione e la condivisione. Affronta il nuovo contesto scolastico tenendo conto dell evoluzione del ciclo migratorio che ha interessato la città di Ravenna e con essa le quattro scuole appartenenti all istituto comprensivo. Si è rilevata la necessità di attivare piano strategici di intervento per migliorare sempre più concretamente il processo di integrazione. In presenza di un numero sempre più elevato di stranieri c è la consapevolezza di dover interpretare, gestire e indirizzare il cambiamento. Per favorire l accoglienza, l integrazione degli alunni stranieri nel proprio sistema formativo e per rimuovere ostacoli che impediscono la scolarizzazione e l apprendimento, viene attuata una pluralità di interventi, in sinergia con gli enti locali, associazioni territoriali e l assessorato alle politiche per l immigrazione. Ci si avvale di vari strumenti e progettualità integrate. Strumenti: Protocollo d Intesa tra le scuole di ogni ordine e grado del Comune di Ravenna, la Casa delle Culture (un servizio dell amministrazione comunale, volto alla promozione della didattica e della cittadinanza interculturale ) e il C.S.A.(Centro servizi amministrativo). Il Gruppo Intercultura, composto dai docenti referenti di ogni ordine e grado della scuola e i mediatori culturali dell Associazione Terra Mia, lavorano sulla base delle finalità definite nel protocollo d Intesa. La Casa delle Culture propone progetti in rete tra scuole che consentono raccordi di percorsi formativi e didattico-laboratoriali. Attiva percorsi di formazione per insegnanti e mediatori culturali per l insegnamento dell italiano come seconda lingua (o L2) e la didattica interculturale in collaborazione con l Università Ca Foscari di Venezia Protocollo d Accoglienza per alunni migranti dell I.C. G. Novello. Il documento fornisce indicazioni relative all iscrizione ed inserimento nelle classi degli alunni, definisce le fasi dell accoglienza e propone modalità di intervento per l apprendimento della lingua italiana e dei contenuti curricolari. Il team che opera nell ambito dell intercultura comprende il Dirigente Scolastico, un referente per ogni scuola e una figura strumentale. 13

14 Interventi e progetti: Intervento di Mediazione Linguistica culturale. I mediatori culturali sono ponti di accoglienza e integrazione. Forniscono informazioni sulla biografia scolastica degli alunni, sui vissuti e sui sistemi scolastici di provenienza, favoriscono la relazione con le famiglie. Supportano gli insegnanti nella comprensione delle problematiche dell alunno. I mediatori, inoltre, pianificano l intervento attraverso la condivisione di obiettivi con il team docente o il coordinatore. Intervento di tutoraggio tra allievi. Alunni con competenze discrete o buone nella lingua italiana che abbiano mantenuto la lingua di origine, tali alunni possono svolgere funzioni di tutor, sotto la guida degli insegnanti, per gli alunni neoarrivati. Progetto di alfabetizzazione e potenziamento della lingua italiana per le scuole primarie e la scuola secondaria di I grado prevede laboratori plurilingue. Piano didattico personalizzato per studenti stranieri (PDP). Il piano si inserisce nel quadro della normativa sui Bisogni Educativi Speciali che contempla, nell ampliamento dell inclusione scolastica, gli alunni con difficoltà derivanti dalla non conoscenza della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. Progetto sperimentale di continuità e orientamento tra la scuola secondaria di I grado e II grado. Intende favorire il passaggio degli alunni stranieri dalla scuola secondaria di I Grado alla Scuola secondaria di II grado. Collaborazione con associazione di volontariato Compiti Insieme. 14

15 L integrazione dell alunno in situazione di handicap è un processo che coinvolge tutti gli insegnanti della classe e dell istituto. L attività di integrazione è quindi azione di tutti i docenti. L insegnante di sostegno svolge, in linea generale, la sua attività nell ambito del gruppo classe di cui è contitolare e collabora con i colleghi e gli specialisti (UONPIA ed educatori) nell impostazione e realizzazione prima del profilo dinamico funzionale (PDF) e poi del progetto educativo individualizzato (PEI) riferito all alunno diversamente abile. Di conseguenza l intera classe beneficia di maggiori opportunità, gli studenti possono trovare risposte più vicine ai loro bisogni educativi e la presenza dell insegnante di sostegno favorisce l integrazione evitando forme di isolamento. Nella realizzazione del progetto di vita dell alunno con disabilità, sono fondamentali: la collaborazione con la famiglia per la condivisione delle progettualità e le strategie da mettere in atto e il rapporto continuo con gli specialisti dell AUSL per gli aggiornamenti della documentazione personale. Per favorire l integrazione e il recupero, il nuovo istituto comprensivo sulla scia delle quattro esperienze precedenti (una scuola dell infanzia, due scuole primarie e una secondaria di primo grado) promuoverà la realizzazione di vari tipi di laboratori anche con la collaborazione degli enti territoriali. La scelta laboratoriale permette agli alunni di sperimentare attraverso la corporeità e il gioco una diversa modalità d apprendimento con un risultato di feedback positivo che rafforza la percezione di sé e l autostima. I laboratori trovano una diversa organizzazione nei vari ordini di scuola: gli alunni lavorano sia in gruppi all interno della classe sia per gruppi eterogenei. Le esperienze laboratoriali che l istituto propone sono: Espressione teatrale Musicoterapia Materialità Informatica Imparare giocando Cucina Tennis Nuoto Ippoterapia 15

16 Tradizione dell istituto è anche l attuazione del progetto Skipper per un giorno che vede i ragazzi diversamente abili affrontare l esperienza di una giornata in barca a vela accompagnati dagli insegnanti e affiancati da esperti. La formazione del nuovo istituto comprensivo permetterà uno scambio facilitato delle informazioni sugli alunni durante il loro percorso scolastico. Il fine che si pone è quello di favorire un passaggio tranquillo e sereno da un ordine all altro di scuola che riduca le negative regressioni sia nel campo comportamentale-relazionale che nel campo dell apprendimento. Il delicato passaggio dalla scuola secondaria di primo al secondo grado vede particolarmente attenti gli insegnanti che si attivano per realizzare degli stage personalizzati di orientamento in collaborazione con gli istituti presenti nel territorio. 16

17 La rilevazione degli apprendimenti è un attività importante svolta dai docenti: indica i risultati via via conseguiti dagli alunni. Costituisce, inoltre, per gli insegnanti un momento di analisi e di riflessione sul lavoro svolto. La verifica diviene strumento determinante del percorso didattico. Per ogni quadrimestre gli insegnanti appongono un voto di valutazione in ogni disciplina ed indicano gli eventuali interventi individualizzati attuati per mettere ogni alunno nella condizione di progredire nell apprendimento. L attività di valutazione è legata a molteplici aspetti della vita scolastica e comprende: Coerenza della tipologia e del livello delle prove con la relativa sezione di lavoro effettivamente svolta in classe; Nella valutazione si terrà conto della situazione di partenza di ciascun alunno, delle capacità individuali, dello sviluppo delle abilità di base, dell impegno dimostrato, delle situazioni personali, dei progressi compiuti. Si farà riferimento ai criteri deliberati in sede di collegio dei docenti. Adeguata distribuzione delle prove durante il corso dell anno. Vengono utilizzate: PROVE SCRITTE PROVE ORALI PROVE PRATICHE o Componimenti o Relazioni su attività svolte o Prove grafico cromatiche o Relazioni o Interrogazioni o Prove strumentali e vocali o Sintesi o Interventi o Test motori o Questionari aperti o Discussione su argomenti di o Questionari a scelta multipla studio o Testi da completare o Esercizi o Soluzione problemi 17

18 Modalità analisi della situazione di partenza; definizione degli obiettivi intermedi e finali; osservazioni periodiche e elaborazione delle prove di verifica adeguatamente distribuite nel corso dell anno e coerenti con il programma effettivamente svolto in classe; verifica degli apprendimenti attraverso l analisi degli elaborati; osservazione e analisi della classe; comunicazione alle famiglie (in sede di incontri periodici). Documento di valutazione Nel Documento di Valutazione i voti sono espressi in decimi. Per la Scuola Primaria i voti utilizzati partono dal 5 (equivalente a insufficiente) fino a 10 (equivalente a ottimo). Nel documento è presente anche la valutazione del comportamento che per la Primaria è espresso con un giudizio. Al termine della classe quinta al Documento di Valutazione si aggiunge un documento di Certificazione delle Competenze. La valutazione del comportamento si rileva secondo i seguenti criteri di misurazione: o Rispetto di sé, degli altri e del personale della scuola. o Partecipazione nel corso delle lezioni. o Collaborazione con compagni ed insegnanti. o Svolgimento delle consegne scolastiche. o Osservanza del regolamento scolastico. o Osservanza delle disposizioni organizzative e di sicurezza. o Frequenza alle lezioni. Valutazione del piano dell offerta formativa Al termine dell anno scolastico, il Collegio dei Docenti è tenuto a valutare l efficacia del Piano dell Offerta Formativa dell Istituto. 18

19 Il rapporto tra famiglie e docenti ha l obiettivo di condividere il percorso educativo e didattico dei bambini e dei ragazzi. La famiglia è il primo soggetto educativo e ha perciò la prima responsabilità di predisporre un cammino favorevole alla maturazione delle potenzialità di ciascuno. La scuola è forse il collaboratore più importante nella crescita educativa e non può realizzare il proprio compito senza la condivisione della famiglia. Occorre costruire insieme, docenti e genitori, un percorso di crescita, nell ascolto reciproco, nell attenzione alle comunicazioni, nella tempestività delle osservazioni, nel rispetto dei punti di vista, dei ruoli e delle competenze di ciascuno. La scuola ha un proprio compito specifico ed insostituibile: guidare l alunno alla conoscenza dentro ad un terreno specifico, quello della vita culturale e sociale. Famiglia e scuola agiscono sul soggetto in educazione mettendo in campo prerogative diverse; essendo però ogni ragazzo una persona unica, è indispensabile che la collaborazione fra queste due prerogative trovi un fattore unificante non di tipo esteriore. Uno scopo comune e condiviso può costituire fattore unificante e permettere una vera alleanza educativa per il bene dei ragazzi. Gli strumenti del rapporto genitori insegnanti sono: nella scuola dell infanzia: colloqui individuali solo se concordati con i docenti su appuntamento a inizio a.s. per i bambini di 3 anni e di nuovo ingresso, a febbraio marzo per i bambini di 4 anni, a fine a.s. per i bambini di 5 anni assemblee generali con i genitori nella scuola primaria: colloqui individuali con i docenti due assemblee di classe con gli insegnanti per anno scolastico, di norma una nel mese di ottobre (con elezione del Rappresentante di Classe) e una nel mese di marzo; incontri bimestrali con le famiglie, di norma novembre e aprile per i colloqui individuali, febbraio e giugno per la consegna del Documento di Valutazione. Particolare attenzione viene riservata alle classi prime. Per le famiglie dei bambini che dovranno iniziare il primo anno di Scuola Primaria vengono organizzati: una assemblea per le famiglie presieduta dal Dirigente Scolastico che espone il POF di Istituto nel periodo delle iscrizioni; una visita alla scuola da parte delle famiglie guidata dai docenti; 19

20 una assemblea di classe nel mese di settembre, qualche giorno prima l inizio della scuola, a carattere esplicativo e organizzativo. nella scuola secondaria di primo grado: Colloqui individuali settimanali con i singoli docenti Colloqui generali per quadrimestre Per tutti gli ordini di scuola: colloqui individuali con la Presidenza Consiglio di Istituto a cui partecipano per tre anni i genitori eletti (nel nostro Istituto sei genitori); Consigli di Intersezione (per la scuola dell infanzia), Interclasse (per la scuola primaria), Classe(per la scuola secondaria di primo grado) a cui partecipano per un anno i Rappresentanti di Classe eletti (di norma tre incontri per anno scolastico) I genitori possono inoltre richiedere di riunirsi in assemblee di Classe, Plesso, Istituto. 20

21 PLESSO Scuola dell Infanzia Via Landoni Gli spazi: Piano terra 1 ampio corridoio 1 aula con piccola stanza adiacente 1 aula con porta di sicurezza per l uscita in giardino 1 locale per porzionamento pasti Primo piano 1 ampio corridoio 1 aula insegnanti 1 aula con piccola stanza adiacente 1 aula con porta di sicurezza verso la scala antincendio 1 piccola palestra di psicomotricità Nella scuola è presente un ampio giardino alberato, con uno scivolo e una casetta-gioco. Le attrezzature La scuola dell infanzia utilizza, in prevalenza, materiali flessibili e deperibili, a forte valenza manuale, operativa e creativa da parte di tutti i bambini. I docenti utilizzano i seguenti strumenti a carattere tecnologico, soprattutto per realizzare schede didattiche di lavoro per i bambini: - un computer - una stampante - una fotocopiatrice - un fax. La palestra del 1 piano è attrezzata in modo funzionale alle attività motorie e creativoespressive dei bambini ed è uno spazio-strumento importante. Nella palestra vi sono strumenti flessibili per la motricità e la realizzazione di giochi e percorsi (es. palle, cerchi, tappeti, un tunnel ). Il giardino ha spazi che rendono possibile realizzare attività motorie e ludiche, sia di carattere libero che organizzato (es. giochi di gruppo e percorsi ). La casetta è spazio aperto di gioco di gruppo e di fantasia. La biblioteca contiene libri e libri-gioco per educare i bambini all ascolto e alla capacità di rielaborazione di brevi storie e fiabe; la lettura operata dalle insegnanti, inoltre, è fondamentale per sviluppare la creatività e l immaginazione, oltre che a guidare il bambino nel riconoscimento delle categorie spazio-tempo e causa-effetto. Tempo scuola dalle ore 8.00 alle ore 16, dal lunedì al venerdì. 21

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