Piano Dell Offerta Formativa

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1 ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA DELL'INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI 1 GRADO STATALE viale Radich, GRUGLIASCO (TO) Tel. 011/ / / Fax 011/ Piano Dell Offerta Formativa Anno Scolastico

2 INDICE Che cos è il POF Soggetti del POF A chi è rivolto il POF Linee di fondo del Piano dell Offerta Formativa Assi Portanti Temi fondanti del POF d Istituto Dati generali dell Istituto a.s. 2012/13 1. Il contesto sociale, culturale ed economico del territorio 2. Bisogni formativi 3. Caratteristiche strutturali del Piano dell Offerta Formativa 3. 1 Obiettivi trasversali 3. 2 Obiettivi didattico- programmatici 3. 3 Identità educativa e metodologica 3. 4 Etica dell insegnamento 3. 5 Identità didattica e strategie 3. 6 Inserimento e integrazione degli alunni diversamente abili 3. 7 Piani didattici ed educativi per DSA e alunni con EES 3. 8 Rapporti con le famiglie 3. 9 Valutazione: a) La valutazione dell alunno/a e dell insegnamento b) La valutazione del Piano dell Offerta Formativa c) La valutazione dell Istituto d) La valutazione dei risultati scolastici 4. Organizzazione della scuola 4. 1 Le risorse umane e l identità organizzativa a) Il Consiglio d Istituto b) Il Collegio dei docenti e relative articolazioni c) Le funzioni strumentali 4. 2 Il personale docente 4. 3 Il personale non docente a) L ufficio di segreteria b) Il personale ausiliario 5. Le risorse ambientali La scuola dell'infanzia 5. 2 La scuola Primaria 5. 3 La scuola Secondaria di I grado 2

3 6. Servizi a) Mensa scolastica b) Prescuola e Postscuola c) Rapporti con enti e associazioni sul territorio 7. Identità e progetti per l ampliamento dell Offerta Formativa 7.1 Progetti che caratterizzano i diversi ordini di scuola Scuola Primaria Scuola dell Infanzia Scuola Secondaria di I grado 8. Attività extra scolastiche - Corsi per bambini e ragazzi - Corsi per adulti 9. Gli esperti esterni 3

4 Che cos è il P. O. F. Il PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA (POF) è il documento essenziale che ogni scuola dell'autonomia è chiamata a redigere, al fine di rendere nota all'utenza ed alla realtà territoriale la propria identità culturale e progettuale. Il nostro Istituto Comprensivo Martin Luther King redige il proprio POF tenendo presenti le seguenti finalità generali: Creare situazioni di continuità con l'ambiente di provenienza,valorizzando la relazione educativa e promuovendo la collaborazione Favorire la crescita culturale degli alunni Riconoscere e valorizzare la diversità Promuovere le potenzialità di ciascuno Favorire il successo formativo Dialogare con le Famiglie e lavorare su obiettivi comuni Il piano elaborato intende, in linea con quanto ribadito dalle Indicazioni nazionali, favorire: La conoscenza, la circolarità e la condivisione del Piano da parte degli Operatori Scolastici, delle Famiglie e delle Associazioni o Agenzie Educative extra-scuola, dell'ente Locale, affinché siano trasparenti le ragioni, i modi, le finalità, perché tutti si sentano nel proprio ruolo e con le proprie competenze, educatori responsabili e non deleganti. Le scelte sono state condivise, operate ed approvate dal Collegio dei Docenti, a livello educativo e didattico, e adottate, nel momento terminale, dal Consiglio di Istituto. 4

5 Genitori SCUOLA Alunni Territorio 5

6 AI DOCENTI Come strumento di lavoro AI GENITORI Per orientarsi nella scelta formativa AL TERRITORIO Per cooperare e favorire la cittadinanza attiva 6

7 Linee di fondo del Piano dell Offerta Formativa L IC King di Grugliasco si caratterizza come spazio educativo di attenzione alla persona e di ascolto dei bisogni delle famiglie e del territorio in cui opera, attraverso proposte concrete in ambito educativo-didattico e in ambito organizzativo. AMBITO EDUCATIVO-DIDATTICO ACCOGLIENZA intesa come attenzione alla persona (allievi, genitori, nuovi colleghi ), l obiettivo è quello di mettere in atto un percorso di conoscenza reciproca (tra alunni e alunni, tra alunni e docenti, tra docenti e genitori). Particolare attenzione è dedicata agli alunni in entrata al fine di avviare un positivo inserimento nell ambiente, favorire una conoscenza della nuova realtà scolastica. A tal fine nei diversi ordini di scuola si programmeranno attività basate su giochi di conoscenza, giochi sulla percezione dell ambiente scuola, attività sul rispetto delle regole. INCLUSIONE degli alunni con disabilità, con DSA, con esigenze educative speciali, grazie a progetti specifici e docenti qualificati. Accogliere gli alunni disabili significa fare in modo che essi siano parte integrante del contesto scolastico, assieme agli altri alunni, alla pari degli altri alunni, senza discriminazione alcuna. In tale prospettiva è necessario un impegno forte di conoscenza e di valorizzazione della realtà personale, umana, sociale e familiare dei disabili, insieme ad un impegno di promozione della loro formazione attraverso la realizzazione di un organizzazione educativa e didattica personalizzata, sia negli obiettivi sia nei percorsi formativi. ATTENZIONE ai diversi aspetti della relazione educativa attraverso attività di educazione alla salute, prevenzione del disagio, prevenzione del bullismo, gestione dei conflitti, educazione emotiva ed affettiva. 7

8 METODOLOGIE DIDATTICHE innovative per lo sviluppo delle diverse intelligenze e attenzione sia al recupero degli alunni in difficoltà, sia alla valorizzazione delle eccellenze mediante attività di potenziamento e di approfondimento. ASCOLTO e PARTECIPAZIONE delle FAMIGLIE, attraverso sportelli di consulenza, colloqui, incontri e corsi di formazione per genitori, feste. AMBITO ORGANIZZATIVO TEMPO SCUOLA ampio e articolato con: - Tempo Pieno nella scuola dell infanzia e in tutte le classi della scuola primaria, con servizio di pre e post scuola su richiesta delle famiglie - Tempo flessibile nella scuola secondaria di I grado, aperta per 5 pomeriggi la settimana con attività opzionali (sport, laboratori, studio assistito). CONTINUITÀ e CURRICOLO VERTICALE - Programmazione comune per aree e dipartimenti, con progetti verticali dai 3 ai 14 anni, e cura della conoscenza di sé e dell orientamento scolastico. INTERAZIONE con il Comune di Grugliasco, diversi enti, agenzie educative e di servizio, per le attività educative e didattiche. 8

9 Sul piano della PROGETTAZIONE DIDATTICA l Istituto Comprensivo King è impegnato a sviluppare, in particolare, i seguenti ASSI PORTANTI L EDUCAZIONE SCIENTIFICA E TECNOLOGICA Intesa come sviluppo delle scienze biologiche, chimiche, fisiche, ma anche come uso consapevole delle tecnologie, e che caratterizza l Istituto come polo di eccellenza per le nuove tecnologie, l educazione scientifica, la sana alimentazione, attraverso vari progetti: - Le parole della scienza - Scuola e Cibo (progetto nazionale MIUR) - Laboratorio d informatica E inoltre: - Attività specifiche e interdisciplinari svolte con il supporto delle LIM - Laboratori di educazione ambientale e promozione di stili di vita consapevoli e rispettosi dell ambiente 9

10 L EDUCAZIONE LINGUISTICA Intesa come potenziamento di tutte le abilità linguistiche e approccio alle lingue straniere con un attenzione particolare alle lingue di origine dei ragazzi non italiani, nella prospettiva del programma della UE 3 lingue per tutti, attraverso vari progetti: - Approccio e padronanza della lingua inglese, a partire dall ultimo anno della scuola dell infanzia e potenziamento e certificazione esterne per la lingua inglese e francese (certificazione TRINITY nella scuola secondaria di I grado). - Progetto lettura per la promozione del piacere di leggere (collegamento a Nati per leggere nella scuola dell infanzia, mostre del libro per Natale e fine anno, incontri e laboratori con autori, settimane o giornate dedicate alla letture in tutti e tre gli ordini di scuola), in collaborazione con la Biblioteca comunale, la Libreria dei ragazzi, enti e associazioni varie. - Interazione tra il linguaggio verbale e gli altri linguaggi mediante: Attività teatrale Educazione all immagine Educazione musicale (con progetti specifici di approccio al fare musica, sin dalla scuola dell infanzia). Il nostro Istituto KING è altresì impegnato a: Promuovere la pratica dell autovalutazione interna e rilanciare la ricerca educativa e didattica, attraverso corsi di formazione e aggiornamento per il personale Sviluppare collaborazioni esterne qualificate e progetti di Ricerca Azione Migliorare la comunicazione interna ed esterna, attraverso un uso più proficuo e partecipato del sito web e della comunicazione per via telematica. 10

11 Attenzione alla persona Accoglienza di alunni e famiglie Accoglienza alunni HC e DSA Accoglienza nuovi insegnanti Attenzione alla relazione educativa Intelligenza emotiva Empatia Inclusione (alunni con HC, DSA, EES) Prevenzione al bullismo Prevenzione al disagio Educazione all affettività e alla sessualità Flessibilità oraria Pre e Post scuola Tempo pieno scuola primaria Apertura di tutti i pomeriggi scuola media con offerta di attività sportive, laboratoriali, studio assistito Innovazione scientifica e tecnologica Le parole della scienza Didattica laboratoriale Informatica e multimedialità Corsi di informatica per i genitori Educazione alimentare Rapporto con il territorio Continuità o Curricolo verticale o Programmazione collegiale o Lavoro in team Adesione a progetti e attività del POF territoriale Educazione alla salute e prevenzione a cura dell ASL territoriale Collaborazione con il CISAP Area linguistica Metodologie didattiche *Cooperative learning *Didattica laboratoriale *Utilizzo di strumenti multimediali Promozione della lettura Progetto biblioteca Incontro con autori per alunni e famiglie Progetto lingue straniere 11

12 DATI GENERALI DELL ISTITUTO NELL ANNO L Istituto Comprensivo si è costituito nel settembre del 1997 in seguito all accorpamento della scuola media Levi e della sua succursale di borgata Lesna con il III Circolo Didattico di Grugliasco. o NB- Il testo è stato declinato con un linguaggio che dia pari visibilità alla componente femminile e maschile del personale docente e degli allievi/e. SCUOLA N CLASSI N ALUNNI N DOCENTI N NON DOCENTI Stato Coll.+ Segr. Coop. Sc. Materna MORANTE Sc. Materna BECHIS Sc, Primaria DON CAUSTICO La Nuova Cooperativa 5 Sc. Primaria M. L. KING La Nuova Cooperativa sociale 5 6 segreteria Cooperativa Sociale Frassati 3 Consorzio Cosea 5 Sc. Media LEVI LESNA Sc. Media LEVI PARADISO TOTALI Alunni in situazione di handicap: Scuola infanzia: 4 Scuola primaria: 11 Scuola secondaria I : 12 Gli insegnanti di sostegno sono: Scuola dell infanzia: Coppi Anna Maria, Pennica Marianna, Cocola Michela Scuola primaria: Colandrea Cosimo, Mecca Carmela, Pennica Marianna, Cicchelli Ilaria (supplente) Scuola secondaria I : Giuseppe Stefano, Di Costanzo Franca, Merello Barbara, Guglielmo Maria Angela, Ravera Bruna, Mirella Dao. 12

13 1. Il contesto sociale, culturale ed economico del territorio L Istituto Comprensivo si è costituito nel settembre del 1997 in seguito all accorpamento della scuola secondaria di primo grado Levi e della sua succursale di borgata Lesna con il III Circolo Didattico di Grugliasco. Esso è dislocato nel Comune di Grugliasco che rappresenta uno dei centri della cintura periferica torinese dove, in questi ultimi anni, l incremento degli insediamenti e l espansione demografica, hanno mutato in modo evidente l'aspetto urbanistico del territorio (aumento del 30,55% di alloggi). Una delle zone maggiormente interessate da tali dinamiche risulta essere BORGATA PARADISO che, unitamente alle Borgate Quaglia e Lesna, rappresenta il bacino d utenza scolastica dell Istituto Comprensivo, comprendente le scuole primarie M. L. King e Don Caustico, le scuole dell infanzia Bechis e Morante e la scuola C. Levi (con plesso staccato a Bg. Lesna). La succitata espansione demografica, di natura migratoria, ha fatto sì che i vecchi nuclei abitativi si sviluppassero in breve tempo con costruzioni condominiali di edilizia popolare P.R.U. (Piano di recupero urbano) che li hanno quasi congiunti ai Comuni limitrofi di Torino e di Collegno. In questi ultimi anni sono stati realizzati interventi di riqualificazione del territorio come: recupero urbano del quartiere con edilizia popolare, nuova viabilità e costruzione di nuovi parcheggi, nuovi edifici residenziali e commerciali, parco urbano, passante ferroviario con fermata del treno in corso Adriatico tratta: Torino Susa / Susa-Torino, apertura del nuovo asilo nido gestito in convenzione dalla cooperativa Il Margine. Altri importanti interventi di manutenzione hanno riguardato proprio i nostri plessi scolastici come la costruzione della nuova scuola dell infanzia Bechis, progettata con nuovi sistemi di bioedilizia e inserita nel parco urbano Paradiso, l ampliamento della palestra Levi con realizzazione del blocco spogliatoi, interventi di manutenzione sulle scuole media Levi. Nella scuola primaria King sono stati fatti numerosi lavori come la bonifica dei soffitti, rifacimento di tutti gli impianti elettrici dell ala vecchia dell edificio, ed altri lavori per opere edili (tinteggiatura, sostituzione avvolgibili e pavimenti vinilici, riparazioni idrauliche nei servizi igienici, serramenti interni). Accanto a situazioni socio-economiche stabili, si presentano casi di: - disoccupazione - nuclei familiari numerosi - separazioni e divorzi - disadattamento ambientale - presenza di portatori di handicap - adulti con analfabetismo primario e di ritorno - nuclei assistiti economicamente - insediamento di famiglie extra-comunitarie BORGATA LESNA è una zona di primo insediamento di edilizia popolare (1968/1975) sul territorio comunale. Questo insediamento si è caratterizzato da subito come quartiere a rischio anche a causa delle delimitazioni urbanistiche (ferrovia caserma zona industriale abitazioni isolate nella campagna circostante) e della carenza di centri di aggregazione. 13

14 Negli ultimi anni la Parrocchia, il Comune e gruppi di cittadini hanno dato vita ad associazioni ricreative e sportive che si ritrovano periodicamente con l intenzione di migliorare la qualità delle relazioni e impegnare gli adolescenti in attività di gruppo. Nella borgata sono stati fatti interventi di riqualificazione attraverso nuove opere di urbanizzazione come la costruzione di parcheggi, marciapiedi, viabilità, un piano integrato di riqualificazione urbanistica (P.I.R.U.), costruzione di nuovi edifici residenziali (progetto Torre Lesna). A Grugliasco c erano insediamenti industriali di alta tecnologia; ma negli ultimi anni le ristrutturazioni delle aziende e la crisi economica hanno provocato un notevole incremento del tasso di disoccupazione. Tale fenomeno ha drammaticamente colpito molte famiglie di Bg. Paradiso e Bg. Lesna, già portatrici di varie problematiche socio-relazionali e il numero di famiglie assistite è in crescita di anno in anno. Le parrocchie di riferimento sono: 1) S. Antonio da Padova, punto di riferimento per le famiglie di borgata Lesna, organizza attività per i/le bambini/e, con risultati di discreto coinvolgimento della fascia d utenza meno problematica; 2) S. Massimiliano Kolbe in Bg. Paradiso, quartiere vecchio. Essa ha una comunità attiva, ben organizzata, con molte offerte per bambini/e e ragazzi/e e un gruppo Scout ormai operante da anni. 3) S. Chiara, parrocchia di Collegno, ma vicinissima al quartiere nuovo di Bg. Paradiso, zona di insediamento di edilizia popolare. Essa offre un oratorio al sabato pomeriggio che accoglie bambini e ragazzi sia di Collegno che di Grugliasco. Il contesto che ha portato nel settembre 1997 alla nascita dell Istituto Comprensivo di scuola dell infanzia, scuola primaria e secondaria di primo grado M.L. KING è caratterizzato pertanto da: Bacino d utenza a carattere misto: Famiglie culturalmente esigenti Le cui richieste vengono ampiamente soddisfatte dalla nostra offerta formativa. Famiglie di livello medio-basso in cui entrambi i genitori lavorano e spesso delegano totalmente alla scuola i compiti educativi e di formazione della personalità. In questi casi spesso i/le bambini/e si presentano senza regole, con bassa autostima e importanti vuoti affettivi. Famiglie di extracomunitari insediatesi nella zona da tempo, sufficientemente integrate. Famiglie con significativo disagio socio economico nelle quali il prevalere dei problemi di stretta sopravvivenza porta a sminuire il valore dell istruzione e dell educazione con conseguente demotivazione all apprendimento da parte dei figli. 14

15 Vivacità e ricettività agli stimoli proposti dal Dirigente Scolastico, da parte dei Collegi dei Docenti di scuola dell infanzia, primaria e secondaria di 1 grado: - pronta adesione a tutte le iniziative del territorio; - sperimentazione delle innovazioni (anche precorrendo a volte i tempi); - elevata richiesta e frequenza di corsi di aggiornamento; - apertura alle famiglie (accoglienza, ascolto, corsi culturali e sportivi in orario scolastico ed extrascolastico); - introduzione dell insegnamento della lingua straniera nelle due scuole dell infanzia a partire dal Forte e significativa integrazione tra scuola e Comune di Grugliasco attraverso: PROPOSTE DEI SAPERI TERRITORIALI un piano di Offerta Formativa Territoriale della città di Grugliasco che offre progetti molto articolati; CORSI DI FORMAZIONE SPORTIVA per alunni/e e genitori nelle scuole a partire dal 1985; PROGETTO DI PREVENZIONE DEL DISAGIO GIOVANILE nelle borgate di Grugliasco più a rischio (Lesna, Paradiso). LABORATORI MULTIMEDIALI ALL AVANGUARDIA Allestiti per le attività scolastiche e i corsi per gli adulti. Negli ultimi anni si è investito molto sulla continuità tra scuola primaria e secondaria di 1 grado e sulla modalità di formazione delle classi fatta in modo tale da favorire percorsi individuali sia per potenziare le abilità degli alunni svantaggiati, sia per promuovere le eccellenze. Si è cercato in tal modo di offrire alle famiglie più esigenti dal punto di vista culturale la garanzia di elevati risultati di apprendimento e di stimolanti proposte per l armonico sviluppo della personalità, si è riusciti ad arginare l emorragia di iscrizioni che si è verificata negli anni successivi al 1984, in seguito ai massicci insediamenti in case di edilizia pubblica di famiglie fortemente problematiche. Le suddette strategie, tuttavia debbono essere attivate, anno dopo anno, per contrastare fenomeni di riflusso sempre incombenti. 15

16 2. Bisogni formativi Dall analisi del contesto socio-culturale da cui proviene la nostra utenza emergono bisogni formativi, identificabili in affettivi, relazionali e cognitivi: i BISOGNI AFFETTIVI 1. Accettazione : bisogno di accettare se stessi, accettare gli altri, farsi accettare. 2. Socializzazione: bisogno di far parte di un gruppo, di far esperienze al di fuori della famiglia, di avere un contatto fisico sia con l adulto che con un coetaneo. 3. Guida / sicurezza: bisogno di avere delle regole-guida, rispetto ai comportamenti individuali e collettivi, fondati sulla coerenza di chi li richiede e supportati da modelli stabili ed affidabili. BISOGNI RELAZIONALI 1. Comunicazione: bisogno di essere ascoltati e compresi utilizzando linguaggi anche non verbali, di trovare un ambiente rassicurante, sereno, stimolante e bisogno di esprimere se stessi. 2. Condivisione: bisogno di condividere le situazioni e le esperienze individuali. 3. Riflessione: bisogno di riflettere su se stessi in relazione all età, alle problematiche pre-adolescenziali e sociali, bisogno di riflettere sui valori fondamentali del vivere civile. BISOGNI COGNITIVI 1. Motivazione: bisogno di essere consapevoli del proprio percorso formativo e di trovare la motivazione per la costruzione del proprio sapere. 2. Valorizzazione delle competenze personali: bisogno di vedere valorizzate e riconosciute le proprie attitudini. 3. Rispetto dei tempi personali di maturazione e di apprendimento. 16

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18 3. Caratteristiche strutturali del Piano dell Offerta Formativa FINALITÀ GENERALI Accanto ad allievi/e appartenenti a famiglie attente ed esigenti dal punto di vista culturale, vi è un significativo numero di ragazzi/e a rischio o disadattati/e che necessitano di lavoro in piccolo gruppo e di attività diversificate e di breve durata. La finalità generale pertanto è quella duplice di offrire in primo luogo un curricolo per tutti gli ordini di scuola con forte valore di orientamento, tale da aiutare ad evidenziare interessi ed attitudini presenti in tutti gli/le alunni/e e capace di sensibilizzare ai principi di pari opportunità; nel contempo la flessibilità dell orario (nella scuola media), e l ampliamento dell offerta formativa (in tutti gli ordini) moltiplica le occasioni di lavoro per livelli in piccolo gruppo, consentendo la realizzazione di un recupero individualizzato e mirato. Tale linea intrapresa già da diversi anni ed ora resa pienamente efficace attraverso il progetto di autonomia, ha già dato precise e qualificate risposte alle diverse esigenze degli/delle alunni/e e ha consentito così di incrementare nel tempo le iscrizioni, ponendo fine al fenomeno della fuga da parte delle famiglie giustamente esigenti dal punto di vista culturale. Altro risultato atteso, attraverso la progettazione di iniziative di formazione e aggiornamento (destinate a gruppi misti di docenti dei tre ordini di scuola), è quello di favorire serene ed efficaci relazioni tra i/le docenti della scuola dell infanzia, primaria e secondaria di 1 grado. Tale obiettivo, insieme all acquisizione di linguaggi comuni, dovrebbe permettere una migliore circolazione delle informazioni all interno dell Istituto e una più incisiva efficacia metodologica, didattica e di relazione educativa. La stesura stessa di questo progetto da parte della funzione strumentale mista, ha prodotto ottime sinergie di intenti e di azione tra insegnanti dei tre ordini di scuola. Dall a.s. 1999/2000 è stato avviato un lavoro collegiale (con la partecipazione di tutti i docenti) per la revisione dei curricoli di ogni materia con particolare attenzione all individuazione delle tematiche portanti e dei nuclei fondanti per la semplificazione e lo sfrondamento dei curricoli verticali. Nel corso dei successivi anni scolastici si è lavorato per la stesura di un curricolo d Istituto, espressione della libertà d insegnamento e dell autonomia scolastica, che manifesta le scelte della comunità scolastica e l identità dell istituto. (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola d infanzia e del primo ciclo d istruzione) 18

19 3.1 Obiettivi trasversali INCREMENTO DEL SUCCESSO SCOLASTICO PREVENZIONE DELLE DEVIANZE E DELLE DIPENDENZE SVILUPPO DI TUTTE LE POTENZIALITÀ INDIVIDUALI Orientamento SVILUPPO DELLE ABILITÀ TRASVERSALI INCREMENTO DELL AUTOSTIMA attraverso la sperimentazione di attività svolte con successo 19

20 Coerentemente con scelte educative, organizzative, metodologiche e didattiche, già intraprese da anni nelle nostre scuole, il Collegio dei Docenti si propone di perseguire, attraverso la flessibilità dell orario (nella scuola media) e l ampliamento di diversi laboratori nei tre ordini di scuola, i seguenti obiettivi: Contenimento e prevenzione del disagio e della dispersione scolastica (compresa quella occulta del mancato sviluppo delle abilità strumentali e trasversali di base). Incremento delle esperienze di CONTINUITÀ tra i tre ordini di scuola attraverso la realizzazione di curricoli integrati e di laboratori ponte negli anni finali e iniziali dei cicli scolastici. Potenziamento e arricchimento delle attitudini individuali attraverso dei percorsi formativi: corporeità e sport, musica e teatro, scienze e informatica, pittura e manipolazione, lingua italiana e lingue comunitarie. Sviluppo delle ABILITÀ TRASVERSALI sia cognitive che relazionali. Promozione del controllo dei processi al fine del raggiungimento della qualità totale organizzativo. in ambito didattico e Acquisizione della sensibilità di genere da parte di alunni e alunne. 20

21 3.2 Obiettivi didattico-programmatici SPERIMENTAZIONE DI UNA VASTA GAMMA DI OFFERTE FORMATIVE RICERCA DI STRATEGIE DI INTERVENTO INDIVIDUALIZZATE PROGETTAZIONE CURRICOLARE DALLA SCUOLA DELL INFANZIA ALLA SECONDARIA DI 1 GRADO CONOSCENZA DELL ALUNNO/A (ritmi, motivazioni, capacità ) INDIVIDUAZIONE LEGAMI TERRITORIALI E SOCIALI COINVOLGIMENTO DELLE FAMIGLIE 21

22 Nella scuola secondaria di 1 grado, sulla base delle Finalità generali, i Consigli di Classe individuano obiettivi interdisciplinari comuni alle varie materie. La programmazione delle diverse discipline avviene per materie e per classi parallele. In tutti e tre gli ordini di scuola, gli/le insegnanti programmano facendo riferimento agli obiettivi scelti nei nuovi curricoli verticali. I principi generali su cui viene basata la programmazione sono: COLLEGIALITÀ di tutte le operazioni di programmazione VALUTAZIONE dei LIVELLI D INGRESSO dei singoli alunni dei/delle singoli/e alunni/e INDIVIDUALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI per fasce di livello RAGGIUNGIMENTO DEI MASSIMI RISULTATI da parte dei/delle singoli/e alunni/e utilizzando le risorse e le strutture offerte dalla scuola e dall organizzazione del tempo scuola ( flessibilità tempo pieno) UTILIZZAZIONE DELLA VALUTAZIONE processo di apprendimento come feed-back per RI-PROGRAMMARE i percorsi I documenti saranno: la programmazione del Consiglio di Classe, di Interclasse, di Intersezione la programmazione disciplinare dei dipartimenti la presentazione della classe e della metodologia per la scuola primaria. 22

23 3.3 Identità educativa e metodologica L impegno di tutto il personale docente e non docente deve essere volto a costruire, nella scuola in generale, e particolarmente in classe un: CLIMA SERENO Fondato su ACCETTAZIONE dei/delle bambini/e ATTENZIONE AI BISOGNI del/della bambino/a AFFETTIVI Atteggiamento di amorevole fermezza COGNITIVI EDUCAZIONE Alla CONVIVENZA DEMOCRATICA Multietnica e pluriculturale CONCRETEZZA - Costante riferimento a oggetti e situazioni - Uscite sul territorio ALLA SOLIDARIETÀ Educarsi alla condivisione ESPERIENZE CORPOREE In campo: - Psicomotorio - Alimentare - Pittorico - Teatrale - Musicale - Manipolatorio: a) costruzione b) giardinaggio GARANTIRE PARI OPPORTUNITÀ 23

24 3.4 Etica dell insegnamento Per affrontare la difficile professione di insegnante occorre sapersi conoscere, apprezzare le proprie qualità positive e le competenze acquisite, ammettere i propri limiti, impegnarsi a migliorare e sentirsi sempre in ricerca. Nell entrare a scuola è bene: Lasciare fuori della porta il vaso pieno delle nostre preoccupazioni personali, e sorridere. È già un buon inizio. Avvicinarsi all alunno/a con disponibilità, delicatezza e professionalità. Riconoscere in lui una persona con un bagaglio di emozioni e conoscenze, che dobbiamo per primi rispettare se vogliamo essere rispettati. Partire da come lui è e da ciò che lui sa per programmare l attività educativa e didattica. Riflettere quotidianamente sul nostro modo di rapportarci con gli/le alunni/e e sulle modalità del nostro insegnamento. Se qualcosa non ha funzionato non cercare solo le cause negli/nelle alunni/e, ma verificare prima il nostro operato. Ricordare che quando chiediamo all alunno/a di ascoltare, di riflettere, di procedere con ordine, di esprimersi con chiarezza, di impegnarsi... lui ha davanti noi come modello. Se noi ascoltiamo, riflettiamo, procediamo con ordine nel lavoro, ci esprimiamo con chiarezza, ci impegniamo, la classe è sulla buona strada. Mirare ad obiettivi comuni e al massimo individualmente possibile, riconoscendo in ciascun alunno/a la sua identità e le sue potenzialità: noi non siamo l unico modello da imitare. Usare molti incoraggiamenti positivi. Sottolineare quanto di bene l alunno/a ha già in partenza e quanto conquista quotidianamente: questa è la strada per favorire il successo. Saper coniugare amorevolezza ed autorevolezza: operare per prevenire l errore e guidare gli/le alunni/e a diventare consapevoli che le regole favoriscono lo star bene individuale e collettivo. Essere prudenti e riflessivi sulla scelta delle eventuali punizioni, ma coerenti nel mettere in pratica ciò che si è deciso e motivato. Tra i colleghi bisogna essere pronti a dare e a ricevere, disponibili ad ascoltare le idee altrui, capaci di motivare le proprie, flessibili nel modificare le scelte: si cresce nel confronto e la crescita individuale e collettiva è un benessere per tutti. La famiglia non è una controparte, ma è la parte che con noi è più interessata al bene del/della bambino/a, anche quando non è in grado di comprendere quale sia, e di agire di conseguenza. Siamo noi gli specialisti dell educazione: affiniamo per primi le abilità di comunicare con la famiglia, per promuovere, nella diversità dei ruoli, il meglio possibile per quel/quella bambino/a. I BAMBINI SONO IL FUTURO DELL UMANITÀ UNA PARTE DI FUTURO È NELLE NOSTRE MANI! 24

25 3.5 Identità didattica e strategie In campo DIDATTICO SISTEMATICITÀ rigorosa programmazione - di classe; - di interclasse - giornaliero (diario di bordo) LABORATORI E CLASSI APERTE: informatica, manipolazione, lingue, scienze, falegnameria, musica, recupero e potenziamento FLESSIBILITÀ Saper rendere funzionali agli OBIETTIVI PREVISTI anche CONTENUTI ESTEMPORANEI quali: - fatti di attualità - eventi personali dei b. - esperienze offerte dal territorio OTTIMIZZAZIONE SPAZI ORARI E FISICI In campo RELAZIONALE INTERVENTI CON ALUNNI/E Organizzare l ambiente educante finalizzato al BENESSERE e alla MOTIVAZIONE ad APPRENDERE Applicare progressivamente la STRATEGIA dell'apprendimento COOPERATIVO INTERVENTI CON I GENITORI promuovere nuove consapevolezze nella sfera della salute FISICA - igiene - alimentazione - pronto soccorso PSICHICA - la relazione - l affettività - le regole 25

26 3.6 Inserimento e integrazione di alunni diversamente abili Gli obiettivi generali che l Istituto si pone sono: favorire l integrazione e la socializzazione del singolo portatore di handicap nell ambito scolastico; favorire il raggiungimento di una maggiore autonomia personale; sviluppare e potenziare le abilità manifestate dai/dalle singoli/e allievi/e portatori di handicap anche in ambiti pluridisciplinari ed extracurricolari. A tale scopo si riunisce periodicamente il Gruppo Handicap d Istituto composto da docenti, operatori dell ASL e dalle famiglie. Al di là dei contenuti, la relazione, improntata al contenimento affettivo ed all ascolto dei bisogni dell allievo/a, ha una grande importanza. Essa è possibile grazie alla stretta collaborazione tra insegnanti di classe ed insegnanti di sostegno, i quali, in virtù delle diverse competenze sono in grado di elaborare un reale progetto educativo che tenga conto dei vincoli e delle risorse del/della singolo/a allievo/a in situazione di handicap. Pertanto nella scuola dell infanzia e nella scuola primaria gli/le insegnanti di classe e gli insegnanti di sostegno si affiancano in uno scambio paritetico di ruoli per la piena attuazione della legge 148/90 e per una reale integrazione, ai sensi della legge 104/92. Nella scuola secondaria di primo grado gli/le insegnanti di sostegno sono impegnati in programmazioni comuni ed interdisciplinari ed attivano nel corso dell anno laboratori di falegnameria, manipolazione, videoscrittura e storicocreativo. Essi seguono alunni sia con un handicap certificato, sia con svantaggi di varia natura che provocano problemi comportamentali o di apprendimento. La scelta di operare per laboratori consente di poter sfruttare le competenze specifiche di ogni insegnante di sostegno e di creare un ambiente più favorevole all apprendimento per gli/le allievi/e in difficoltà. Tenendo conto del fatto che i portatori di handicap risultano spesso carenti di autostima e di fiducia di base e carichi di vissuti di insuccesso si intende, attraverso questa metodologia creare le condizioni per il successo, in quanto questo è il prerequisito essenziale da cui discendono le motivazioni, le quali a loro volta stimolano il desiderio di apprendere, altrimenti frustrato o inesistente. Per favorire il passaggio alla scuola superiore viene attivato ogni anno il progetto di orientamento interistituzionale P.O.I (ex Horizon) che prevede l accompagnamento dei/delle ragazzi/e in situazione di handicap verso la scuola media superiore e il mondo del lavoro. 26

27 3.7 Piani didattici ed educativi per DSA e alunni con EES (esigenze educative speciali) La Giunta Regionale del Piemonte, in applicazione dell art. 15 della Legge Regionale 28/2007: modalità individuazione studenti con Esigenze Educative Speciali (EES), ha individuato i soggetti che necessitano di specifica programmazione educativa. Rientrano nei criteri previsti, come ribadito nella Circolare Regionale 326 del 30 ottobre del 2009, oltre ai DSA, anche altri disturbi per i quali non è previsto l intervento dell insegnante di sostegno, ma che possono provocare difficoltà scolastiche. In questi casi la Scuola è tenuta, quindi, a formulare un Piano Didattico Personalizzato, ad attuare gli interventi metodologici adeguati alla specificità del disturbo e a prevedere l utilizzo di strumenti compensativi e di misure dispensative. Le recenti normative (L. 170/2010, L. regionale 15/02/2010, D.M. 12/07/2011 e Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento) riconoscono la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, denominati «DSA». La Scuola italiana adotta in via ufficiale tutte le strategie utili e necessarie affinché gli studenti DSA possano vivere la loro esperienza scolastica nel modo più consono alle loro possibilità. Il nostro Istituto, che si avvale di un referente scolastico DSA (Prof. Golia), uniformandosi a quanto emanato, osserva con attenzione tutto quanto definito, con particolare rilievo alle misure dispensative e strumenti compensativi, adottando un modello di PDP (Piano didattico Personalizzato) per la programmazione annuale individualizzata e personalizzata, utile ai Consigli di Classe in cui sono presenti uno o più allievo DSA L accoglienza rassicurante, l aiuto non solo pedagogico, ma anche pratico, che viene offerto giornalmente dagli/dalle insegnanti e dal Dirigente Scolastico ai genitori, ha fatto sì che la scuola sia per tutti gli alunni non solo una istituzione, ma anche un sicuro punto di riferimento al quale rivolgersi in caso di necessità. PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DSA Il Protocollo di accoglienza degli alunni DSA è stato formulato in base alle seguenti normative: - Nota del 5/10/04: strumenti compensativi e dispensativi - Nota per le scuole su Dislessia e DSA dell AID - C.M. 5/10/2004 Prot. 4099/A/4 iniziative relative alla dislessia - Nota Ministeriale 4674 del 10 maggio Regolamento Valutazione Ministero dell Istruzione, Università e Ricerca - Disposizioni a conclusione a.s. 2008/09 C.M. n maggio DPR n 122 del 22 giugno Circolare Regionale nr. 326 del 30 ottobre 2009 Regione Piemonte - Legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico - DM 5669 del 12 luglio 2011 su DSA e linee guida per il diritto allo studio degli alunni e studenti con DSA 27

28 COSA FARE A SCUOLA? Al fine di assicurare agli alunni con D.S.A. il percorso educativo più adeguato, è opportuno che IL DIRIGENTE provveda a: nominare un referente d istituto e indicare tra i compiti del coordinatore di classe quello di seguire, con il consiglio di classe, i casi di DSA presenti; La segreteria provvede a: Acquisire la diagnosi (redatta da psicologi e neuropsichiatri ASL o da specialisti privati come da nota ministeriale 26/A 74 del 5/01/2005), protocollarla e inserirla nel fascicolo personale dell alunno; far compilare e sottoscrivere da entrambi i genitori un documento di avvenuta consegna della documentazione, la richiesta di un percorso didattico personalizzato per il proprio figlio e la liberatoria per il trattamento di dati sensibili. Dopo l iscrizione, il Dirigente Scolastico invita il Collegio dei docenti e la commissione formazione classi ad individuare la classe più idonea per l'integrazione dell'alunno DSA, quindi consegnare copia della diagnosi al referente dei DSA d istituto e al docente coordinatore. È opportuno che, prima del C.d.C. di inizio anno (settembre-ottobre) o a certificazione acquisita in seguito ad esso, prima di convocare eventuale consiglio straordinario, il coordinatore incontri la famiglia dello studente per conoscenza preliminare, (può essere richiesta la presenza del DS, Referente DSA). In caso di segnalazione della famiglia, in mancanza di certificazione specialistica, chiedere ai genitori di far pervenire alla scuola la certificazione dettagliata prevista dalla normativa; tale documentazione viene acquisita dal CdC, se necessario anche in sede di convocazione straordinaria. ll Consiglio di Classe 1. Ha la responsabilità complessiva dell integrazione dell alunno DSA 2. Deve prendere visione della documentazione. Il coordinatore deve assicurarsi che tutti gli insegnanti (comprese nuove nomine o supplenti) prendano visione della documentazione relativa al DSA al fine di adottare, per quanto di propria competenza, le misure compensative e dispensative previste dalla normativa; Considerando che la certificazione di DSA viene compilata solo in presenza di normale dotazione intellettiva e non prevede la figura dell insegnate di sostegno, ciascun docente provvederà direttamente alla predisposizione e all uso delle strumentazioni necessarie per consentire a ciascuno alunno di seguire con profitto le attività scolastiche, in accordo coi genitori dello stesso e in relazione alle specifiche necessità; 28

29 Il coordinatore raccoglie le eventuali osservazioni di tutti i componenti, quindi individua una figura (preferibilmente di Area disciplinare diversa dal coordinatore) al fine di stilare insieme al coordinatore una bozza di un PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP) in tempi che non superino il primo trimestre scolastico, che dovrà contenere almeno le seguenti voci, articolato per le discipline coinvolte dal disturbo: dati anagrafici dell alunno; tipologia di disturbo; attività didattiche individualizzate; attività didattiche personalizzate; strumenti compensativi utilizzati; misure dispensative adottate; forme di verifica e valutazione personalizzate. Nella predisposizione della documentazione in questione è fondamentale il raccordo con la famiglia, che può comunicare alla scuola eventuali osservazioni su esperienze sviluppate dallo studente anche autonomamente o attraverso percorsi extrascolastici. Può attuare progetti volti a sperimentare metodologie e modelli efficaci per l integrazione. Può richiedere strumenti tecnici e ausili didattici. Può utilizzare tutte le opportunità offerte dall Autonomia scolastica: flessibilità oraria, modularità, classi aperte ecc. Qualora vengano accertati dall alunno livelli di apprendimento corrispondenti agli obiettivi previsti non differenziati, delibera senza necessità di prove di idoneità relative alle discipline dell anno o degli anni precedenti, la valutazione dell alunno non differenziata dal resto della classe. Successivamente il coordinatore di classe incontra attraverso colloqui i genitori per illustrare la proposta di PDP del CdC, e viene richiesta alla famiglia la sua condivisione per mezzo di firma di accettazione. Tale documento costituirà un allegato RISERVATO della programmazione di classe. La Circ. Reg. nr. 326 evidenzia l esigenza di affiancare al piano personalizzato, una scheda tecnica su cui registrare sinteticamente il percorso specifico predisposto per ogni alunno con DSA. La scheda tecnica va compilata a cura del Consiglio di Classe e conservata come documentazione curricolare dell alunno. Si precisa al riguardo che, a richiesta della famiglia, copia della scheda dovrà essere consegnata ai genitori per essere utilizzata come documentazione, insieme alla diagnosi, per poter accedere al beneficio della maggiorazione dei contributi per borse di studio e assegni di studio previsti dalla Legge Regionale n. 28/2007-artt. 11 e 12. Se la segnalazione e la corrispondente produzione di certificazione avviene ad anno in corso o negli anni successivi viene posta in essere la medesima procedura di accoglienza. 29

30 Il Piano Didattico Personalizzato per le classi successive ad ogni inizio anno (I CdC) viene confermato o modificato. ESAME di STATO Procedure specifiche per studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento frequentanti l ultimo anno di corso In sede di primo CdC (Settembre/Ottobre) è necessario aggiornare e/o riapprovare una nuova versione del Piano Didattico Personalizzato (PDP) che indichi, per quanto riguarda le metodologie compensative/dispensative quelle attuate nel corso degli anni precedenti, e le eventuali modifiche/ aggiornamenti rispetto ai bisogni mutati dello studente. Il CdC decide se fare ulteriori approfondimenti (colloqui di monitoraggio con la famiglia e lo studente, nuovi accertamenti diagnostici). Sia in caso di conferma del PDP, sia in in caso di approfondimenti decisi dal CdC entro ottobre/novembre bisogna predisporre un nuovo PDP che abbia la condivisione delle due componenti Scuola/Famiglia/e e che quindi indichi le misure metodologiche più adatte per preparare lo studente alle prove dell esame di stato. 2.a. Dopo l Approvazione da parte del CdC di ottobre/novembre successivamente il coordinatore di classe incontra attraverso colloquio i genitori e lo studente per illustrare la proposta di PDP, e viene richiesta la sua condivisione per mezzo di firma di accettazione da parte dei genitori e/o dello studente. Tale documento evidenzia le metodologie Compensative/Dispensative individuate e proposte dal CdC per ogni Area DISCIPLINARE sia per quanto riguarda il processo di apprendimento, sia rispetto alle modalità di esecuzione delle prove di verifica orali e scritte, esse saranno le linee guida dell attività dell ultimo anno e indicheranno le modalità di somministrazione delle prove e loro valutazione a cui la commissione d esame è chiamata ad attenersi in sede d esame. I consigli di classe elaborano, entro il 15 maggio, per la commissione d'esame, un apposito documento relativo all'azione educativa e didattica realizzata nell'ultimo anno di corso. 30

31 31

32 3.8 Rapporti con le famiglie Nel nostro Istituto il rapporto costruttivo scuola-famiglia è una necessità fondamentale, improntato alla condivisione di piccoli e grandi problemi e contrasta la formazione di stereotipi e pregiudizi nei confronti di persone e culture, senza peraltro confondere l accoglienza con il permissivismo: attraverso il percorso di richiesta alle famiglie del rispetto delle regole, cerchiamo di indurre la riflessione sulla necessità che anche ai propri figli occorra trasmettere regole positive di vita, con l esempio. Si prevedono momenti di confronto non necessariamente legati al/alla bambino/a, allo scopo di instaurare un rapporto di fiducia e crescita reciproca finalizzata ad affrontare costruttivamente i temi educativi. A tal fine si utilizzeranno: - momenti di conoscenza con famiglia e bambino/a prima dell inizio della scuola; - assemblee di classe e colloqui individuali; - partecipazione delle famiglie ad alcune attività scolastiche e nell organizzazione delle FESTE scolastiche di Natale e fine anno; - esperienze e testimonianze dei genitori e dei nonni nello svolgimento di specifiche unità didattiche (lavoro, tradizioni, usanze diverse); - consultazione periodica delle famiglie per la valutazione della QUALITÀ complessiva delle scuole; 32

33 3.9 Valutazione a) LA VALUTAZIONE DELL ALUNNO/A E DELL INSEGNAMENTO La valutazione è un momento fondamentale del processo di insegnamento/apprendimento finalizzato a migliorare la qualità dell intervento didattico e a promuovere il successo formativo dell alunno, essa precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Attiva le azioni da intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo. La valutazione deve essere innanzitutto formativa e pro-attiva, deve cioè consentire all insegnante, mediante il feed-back proveniente dagli/dalle alunni/e, di regolare le strategie e gli strumenti dell insegnamento. Di ogni alunno/a occorre valutare il processo di sviluppo in relazione al suo punto di partenza, verificando il processo di crescita e di formazione della personalità, tenendo conto delle competenze esistenti, dei talenti, dell impegno e dei progressi registrati (funzione diagnostica). Nel valutare l insegnante: Osserva le varie dinamiche in classe, in quanto egli è osservatore partecipante ; affronta in positivo il ruolo giocato dagli errori e dagli ostacoli per recuperare l errore, soprattutto negli/nelle alunni/e in difficoltà; considera anche le abilità di ordine più complesso ed elevato degli/delle alunni/e più competenti. 33

34 La valutazione di tipo sommativo, si pone a conclusione di una certa attività o unità di lavoro, verifica le conoscenze acquisite e il grado di apprendimento attraverso: prove non strutturate quali interrogazioni, colloqui, questionari, compiti in classe, prove strutturate quali test di profitto e prove oggettive e prove di verifica periodiche. I criteri della valutazione sono coerenti agli obiettivi che si intendono valutare. Periodicamente gli/le insegnanti chiamano i genitori ad un colloquio individuale e al termine di ciascun quadrimestre i risultati della valutazione vengono comunicati alle famiglie mediante la scheda elaborata dal Collegio dei Docenti. Nella scuola dell'infanzia gli/le insegnanti, oltre ai contatti quotidiani con le famiglie, programmano periodicamente delle assemblee ed al termine di ciascun quadrimestre hanno colloqui individuali. Al termine dell anno compilano una scheda di descrizione delle abilità del bambino. b) LA VALUTAZIONE DEL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA La verifica e la valutazione del Piano dell'offerta Formativa è coordinata dalle funzioni strumentali al P.O.F. che operano sulla base di: Obiettivi raggiunti Risultati conseguiti Indice di soddisfazione delle famiglie, degli alunni e di tutti gli operatori scolastici. Sono state predisposte griglie per la valutazione delle attività e progetti. I dati saranno tabulati e discussi in apposite riunioni di verifica del Piano dell Offerta Formativa. 34

35 La verifica verrà effettuata a più livelli e consisterà nella valutazione delle singole attività, siano esse corsi, spettacoli o laboratori. I risultati della valutazione sono determinanti per l'elaborazione di opportune strategie di miglioramento la cui priorità è definita a livello degli organi collegiali e delle singole commissioni di lavoro. La scuola è una comunità nella quale convivono più soggetti, uniti da obiettivi comuni: educare, cioè far crescere in maniera equilibrata e armonica i giovani che ne fanno parte; sviluppare le capacità; favorire la maturazione e formazione umana, per orientarli alle future scelte. I soggetti protagonisti della comunità sono quindi gli STUDENTI, le FAMIGLIE, la SCUOLA. Per il buon funzionamento della scuola e la miglior riuscita del comune progetto educativo si propone alle sue componenti fondamentali un patto, cioè un insieme di principi, regole, comportamenti che ciascuno si impegna a rispettare. Questo patto va letto e sottoscritto dalla scuola, dalla famiglia, dallo studente all atto dell iscrizione. L assunzione di questo impegno ha validità per l intero periodo di permanenza di ciascun alunno nella nostra istituzione scolastica. 35

36 PATTO DI CORRESPONSABILITÀ LA SCUOLA SI IMPEGNA A: GLI INSEGNANTI SI IMPEGNANO A: LA FAMIGLIA SI IMPEGNA A: L ALUNNO SI IMPEGNA A: Coinvolgere attivamente famiglie e alunni nella vita scolastica, informando gli utenti sulle iniziative realizzate, mantenendo un atteggiamento di accoglienza e disponibilità Mandare avvisi e comunicazioni (tramite diario, cartelloni esterni, volantini ) per mantenere un costruttivo contatto con le famiglie, aggiornandole sulle iniziative scolastiche e parascolastiche. Garantire la puntualità e la continuità del servizio scolastico, comunicando in tempo utile eventuali casi di sciopero o di assemblee sindacali dei lavoratori. Stabilire regole certe e condivise da far rispettare a tutti i lavoratori e utenti, anche attraverso la pubblicazione dei principali documenti (regolamento di istituto, regolamento di disciplina, codice disciplinare etc). La scuola si impegna a formare costantemente il personale della scuola, i ragazzi e i bambini al rispetto delle regole sulla sicurezza, promuovendo la cultura della sicurezza a casa e a scuola. La segreteria ha il seguente orario per i genitori: dal lunedì a l venerdì Al martedì La Direttrice riceve su appuntamento. Spiegare ad alunni e genitori il Piano dell'offerta formativa, il curricolo di scuola, gli obiettivi e le abilità da perseguire, e questo PATTO di Corresponsabilità. - Essere attenti a favorire rapporti basati sulla fiducia reciproca, anche attraverso la discussione collettiva (Prevenzione del BULLISMO e APPRENDIMENTO COOPERATIVO). - Rispettare gli allievi anche nelle loro difficoltà - Essere chiari nelle spiegazioni e disponibili a ripetere gli argomenti trattati - Essere attenti ad incoraggiare e motivare gli studenti, valutando positivamente l'impegno dimostrato. - Correggere i compiti assegnati a casa in modo da garantire il superamento di eventuali dubbi - Essere puntuali nella consegna nella consegna dei compiti in classe (max 15 giorni) - Essere giusti nelle valutazioni, esplicitando sempre i criteri di valutazione, motivando i voti delle interrogazioni, delle verifiche e favorendo occasioni di AUTOVALUTAZIONE da parte degli alunni - Essere disponibili ad effettuare attività di recupero su argomenti non compresi dagli allievi - Essere pronti a trattare anche argomenti di attualità e/o pertinenti agli interessi e alle problematiche degli allievi. -A formarsi sui temi della sicurezza e a formare gli allievi sui detti temi. Eseguire e fare eseguire con diligenza le prove di evacuazione. Garantire il rispetto dell'orario di entrata e uscita del figlio e la regolarità della frequenza scolastica. Giustificare le assenze e i ritardi eccezionali Responsabilizzare il figlio sul rispetto delle regole a scuola Fornire ai docenti tutte le indicazioni e informazioni necessarie relative al figlio, per consentire la costruzione e lo sviluppo di un percorso di insegnamento-apprendimento adeguato all'alunno Controllare giornalmente il diario del proprio figlio Controllare ogni giorno l'organigramma delle lezioni e assicurarsi che nello zaino vi sia tutto il materiale scolastico necessario Verificare che i compiti assegnati siano svolti in maniera ordinata e completa. Agevolare e seguire l'iter formativo e il processo di apprendimento e maturazione del proprio figlio, contribuendo (con opportune sollecitazioni) al raggiungimento degli obiettivi formativi previsti. Informarsi costantemente sui risultati scolastici del figlio, partecipando con regolarità agli incontri scuola-famiglia, condividendo con i docenti le indicazioni, le strategie e consigli utili alla maturazione del proprio figlio. Rispondere economicamente di eventuali danni causati dal proprio figlio ad ambienti e attrezzature scolastiche. La famiglia seguirà con attenzione il tema della sicurezza a casa e a scuola contribuendo a creare una mentalità che abbia nella sicurezza un caposaldo: l'alunno. Rispettare l'ora di inizio delle lezioni e frequentare con regolarità. Rispettare le regole, essere corretti nei confronti di compagni e adulti; non danneggiare gli arredi e gli ambienti scolastici. Essere consapevoli delle sanzioni disciplinari per gli alunni, stabilite nel Regolamento di disciplina della scuola e appese nell'aula. Seguire con impegno il percorso didattico proposto dai docenti: - prestare attenzione ALLE LEZIONI - concentrarsi sulle attività - impegnarsi nei lavori in classe e a casa: eseguendo possibilmente SUBITO i compiti appena assegnati. - studiare con regolarità - aiutarsi reciprocamente per formare un gruppo classe unito Ascoltare i consigli espressi dai docenti, impegnandosi a migliorare costantemente le proprie abilità e considerando le verifiche come uno strumento di controllo del lavoro e di crescita personale Eseguire con diligenza le prove di evacuazione rispettando i ruoli assegnati, seguire le indicazioni dei docenti e dei collaboratori scolastici, conoscere la segnaletica sulla sicurezza. 36

37 c) LA VALUTAZIONE DELL ISTITUTO L'autovalutazione d'istituto costituisce una proposta che mira allo sviluppo di una cultura collaborativa, che porta tutti i protagonisti coinvolti a impegnarsi in dialoghi costruttivi per la definizione dei fattori di qualità, per la loro valutazione e per le attività di miglioramento. Coerentemente con la scelta di iniziare dalla scuola elementare un lavoro sistematico nella direzione della qualità totale, saranno utilizzati gli strumenti del punto b per allargare progressivamente la riflessione su tutti gli aspetti organizzativi dell Istituto. L analisi compiuta anni fa con l aiuto dell équipe dell IRRSAE Piemonte, ha evidenziato una situazione complessiva, di ECCELLENZA rispetto all AGITO e al PERCEPITO, mentre si può migliorare ancora all interno del Collegio il livello di consapevolezza (PENSATO) e di previsione dei progetti (DICHIARATO). Il nostro Istituto, inoltre, ha collaborato per diversi anni con l Associazione Magistrale Niccolò Tommaseo per sottoporre periodicamente a studenti, genitori e docenti un questionario di autovalutazione d Istituto, che ha consentito, dopo la restituzione dei risultati, di attuare una costruttiva riflessione e di apportare eventuali correttivi. Già dallo scorso anno scolastico si è costituita una commissione VALLUTAZIONE E RICERCA che ha affrontato e affronterà i temi della valutazione d Istituto cercando di coniugarli con la ricerca metodologica. d) LA VALUTAZIONE DEI RISULTATI SCOLASTICI Da alcuni anni aderiamo al PROGETTO INVALSI per italiano e matematica per la scuola primaria e secondaria di I grado. In base ai risultati delle prove, la scuola definirà un piano di miglioramento avvalendosi anche del sostegno o della collaborazione con enti di ricerca, associazioni professionali e culturali (AVIMES). Lo scopo è attivare un processo di miglioramento sistematico e complessivo che miri a innalzare i livelli di apprendimento degli studenti e a dotarli di conoscenze e competenze essenziali per operare scelte consapevoli per il loro futuro. 37

38 4. ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA Organigramma d Istituto DIRETTORE SGA Rita Garbolino DIRIGENTE SCOLASTICO Elena Sorrisio CONSIGLIO D ISTITUTO Presidente Luciano Ruscifina COLLABORATORI SCOLASTICI SCOLASTICI AMMINISTRATIVI ASSISTENTI AMMINISTRATIVI COLLABORATRICE VICARIA Maria Miravalle COLLABORATRICE DEL DIRIGENTE Guya Cardarella GIUNTA ESECUTIVA COORDINATORI DI PLESSO Leonetti-Penotti-Rosa- Sofia-Piana-Sorbara COLLEGIO dei DOCENTI FUNZIONI STRUMENTALI al P.O.F. DIPARTIMENTI DI MATERIA/AREA Balzarini Padovano- Rubino Correnti Colandrea-Golia Dao Guglielmo Cerutti Donofrio- Gennuso Penotti Rosa-Marrazzo CONSIGLI di CLASSE CONSIGLI di INTERCLASSE COMMISSIONI CONSIGLI di INTERSEZIONE 38

39 4.1 Le risorse umane e l identità organizzativa a) IL CONSIGLIO D ISTITUTO Il Consiglio d Istituto, fin dall anno 1987, si è dato un Regolamento molto articolato, relativo al coordinamento delle attività degli OO.CC., alla modalità di verbalizzazione, alla vigilanza sugli/sulle alunni/e, alla frequenza ed assenza degli/delle alunni/e, alle gite e uscite, ai rapporti scuola-famiglia, all utilizzo dei locali e delle attrezzature, alle attività para-extra-scolastiche, alla circolazione delle informazioni all interno della scuola. La componente genitori, attenta e sensibile alle problematiche educative, collabora con i docenti nella realizzazione del servizio educativo-sociale della scuola. I membri del C.d.I., coadiuvati dai rappresentanti di classe, si organizzano ogni anno in diverse commissioni, quali: - mensa - feste - libri - C.T.S. (Comitato Tecnico Scientifico) per il controllo della mensa Le suddette commissioni cooperano, per le rispettive competenze, con le commissioni del Collegio Docenti. Il Consiglio d Istituto è stato rinnovato a novembre 2012 e rimarrà in carica per un triennio. 39

40 b) IL COLLEGIO DOCENTI E RELATIVE ARTICOLAZIONI Il Collegio si riunisce in forma congiunta ogni qualvolta vengano trattati temi che coinvolgono i tre ordini di scuola per favorire maggior coesione tra gli insegnanti e per promuovere iniziative di continuità. Per gli aspetti didattico-organizzativi i Collegi si riuniscono separatamente. ARTICOLAZIONI DEL COLLEGIO COLLEGIO DEI DOCENTI DIPARTIMENTI STAFF GRUPPI DI RICERCA-AZIONE FIGURE STRUMENTALI RESPONSABILI DEI PROGETTI 40

41 CONSIGLI INTERSEZIONE (SCUOLE DELL'INFANZIA) CLASSE (SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO) INTERCLASSE (SCUOLA PRIMARIA) I Consigli sono i veri nuclei PRIMARI di lavoro di gruppo, con precise prerogative e massima autorevolezza in ordine a: 1) dibattito e formulazione di pareri su ogni decisione pratica o delibera da portare in Collegio; 2) elaborazione di proposte operative; 3) espressione di rappresentanti in ogni commissione; 4) programmazione collegiale; 5) semplificazione dei lavori del Collegio dei Docenti. Ogni Consiglio è coordinato da un/a presidente. Lo Staff è costituito dai Presidenti dei Consigli, dai Collaboratori e dalle Figure Strumentali. Periodicamente si riunisce con il Dirigente Scolastico per affrontare problemi di tipo didattico e organizzativo. 41

42 c) LE FUNZIONI STRUMENTALI Le funzioni strumentali al P.O.F. sono attribuite seguendo il criterio della maggiore funzionalità possibile con riferimento alle necessità dell Istituto. L incarico delle Funzioni Strumentali è annuale e la scelta compete al collegio dei docenti. Dopo attenta valutazione della situazione, il Collegio ha individuato le aree e le funzioni rappresentative dei tre ordini di scuola, tenendo conto dell estrema complessità del nostro Comprensivo (il più grande della Provincia: 10 sezioni di scuola dell infanzia, 22 classi di scuola primaria, 13 classi di scuola secondaria di primo grado). Il percorso di individuazione delle funzioni strumentali e delle figure più adatte ad esercitarle è stato sostanzialmente realizzato partendo dalle persone e dalle competenze già esistenti. Pertanto le attività già collaudate e tuttora in corso, l implementazione delle medesime e l attivazione delle procedure per un SISTEMA QUALITÀ TOTALE (a partire dalla scuola primaria) sono considerate, come negli scorsi anni scolastici, una PRIORITÀ ASSOLUTA. Le funzioni strumentali individuate sono le seguenti: POF Supporto elaborazione e realizzazione del POF d Istituto territoriale, responsabili schede progetto Orientamento,rapporto enti esterni Laboratori informatici e multimediali sito web Sicurezza e privacy, coordinamento ASPP HC Disagio Ricerca didattica, valutazione d Istituto, progetti in rete Formazione e attività di lettura per alunni e famiglie Padovano Balzarini Rubino Dao Guglielmo Correnti Colandrea Golia Cerutti Donofrio Gennuso Penotti Rosa Marrazzo Il Team Project e i gruppi di RICERCA-AZIONE comprendono i/le docenti maggiormente impegnati nella gestione dei progetti, delle problematiche organizzative e nella ricerca su grandi temi (accoglienza, educazione scientifica e tecnologia, educazione linguistica, cooperative learning). I gruppi di lavoro hanno compiti prevalentemente organizzativi e favoriscono la qualità e la produttività nel lavoro, garantendo una effettiva e condivisa collegialità. Il Dipartimento delle materie scientifiche, tecnologiche e matematiche e quelli delle materie letterarie ed espressive, si riuniscono periodicamente per mettere a punto e verificare i curricoli e le strategie per migliorare l'autovalutazione di Istituto. 42

43 4.2 Il personale docente 127 docenti di cui: 1 docente vicaria 1 docente collaboratrice del Dirigente 6 docenti responsabili di plesso 6 docenti presidenti di interclasse nella scuola primaria 13 docenti coordinatori del Consiglio di Classe nella scuola secondaria I grado 1 docenti specialistici di nuove tecnologie nella scuola secondaria I grado 1 docenti specialistici di lingua straniera nella scuola primaria (ex art.3 D.P.R. 419/74 di Ed. Tec.) 6 docenti specializzati in lingua straniera nella scuola primaria (6 in inglese, 1 francese) 13 Docenti di sostegno di cui: 3 nella scuola dell infanzia 4 nella scuola primaria 6 nella scuola secondaria di I grado 4 docenti di religione di cui: 1 nella scuola dell infanzia 2 nella scuola primaria 1 nella scuola secondaria di I grado 43

44 4.3 Il personale non docente PRINCIPI GUIDA Accoglienza e cortesia verso il pubblico Disponibilità e flessibilità organizzativa Efficienza e celerità 44

45 a) L UFFICIO DI SEGRETERIA Il personale di Segreteria è costituito da un Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi Sig. Rita Garbolino, e dagli Assistenti Amministrativi. Tutto il personale di Segreteria di buon grado ha condiviso l esigenza primaria di fornire un immagine di efficienza e di disponibilità completa verso il pubblico. La scuola intende offrire un servizio di alta qualità in cui l utente possa sentirsi accolto, apprezzato e rispettato. b) IL PERSONALE AUSILIARIO nelle scuole dell'infanzia è presente personale statale nelle scuole primarie è presente oltre al personale statale anche personale della Cooperativa sociale Frassati 3, della La Nuova Cooperativa 5, della La Nuova Cooperativa sociale 5, del Consorzio COSEA 5. nelle scuole secondarie di I grado è presente personale statale. Tutto il personale ha, nel corso degli anni, frequentato corsi di aggiornamento e si adopera al massimo per fornire un immagine di efficienza nell espletare le proprie funzioni di sorveglianza e pulizia e di disponibilità nell accogliere gli/le alunni/e ed i loro genitori. 45

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