piano dell offerta formativa

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "piano dell offerta formativa"

Transcript

1 piano dell offerta formativa anno scolastico pof Centenario Pascoliano Scuola Secondaria di I grado Giovanni Pascoli Via Cotani 1 Perugia (Pg)

2 I N D I C E PREMESSA pag. 3 NOTIZIE STORICHE pag. 4 STRUTTURA pag. 4 QUADRO ORARIO SETTIMANALE pag. 5 ORGANIGRAMMA DELLA SCUOLA pag. IL NOSTRO POF pag. LINEE D INDIRIZZO DEL POF pag. LA NOSTRA MISSSION pag. BISOGNI E ATTESE pag. FINALITA DEL POF pag. 10 OBIETTIVI FORMATIVI GENERALI pag. 11 Obiettivi socio-affettivi-relazionali pag. 11 Obiettivi metodologici e cognitivi pag. 11 PROGETTAZIONE DIDATTICO EDUCATIVA pag. 12 Il quadro di riferimento normativo pag. 12 Le nostre scelte progettuali pag. 13 SECELTE METODOLOGICHE pag. 14 La didattica laboratoriale pag. 15 La didattica per problemi pag. 15 L uso di nuove tecnologie pag. 15 VALUTAZIONE pag. 1 Valutazione delle singole discipline pag. 1 Griglia per la valutazione del profitto pag. 1 Griglia per la valutazione del comportamento pag. 1 INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI pag. 19 Premessa pag. 19 L organizzazione scolastica per il sostegno pag. 19 Risorse professionali per l integrazione pag. 19 l Gruppo di Lavoro per l handicap di Istituto (G.L.H.I.) pag. 20 Profilo dinamico funzionale pag. 20 Il Piano educativo individualizzato (PEI) pag. 20 Continuità educativa e didattica fra i diversi gradi di scuola pag. 21 Percorsi d orientamento pag. 21 GLI ALUNNI CON DSA pag. 21 INSERIMENTO ED INTEGRAZIONE ALUNNI STRANIERI pag. 22 CONTINUITA EDUCATIVA E ORIENTAMENTO pag. 23 SCELTE PROGETTUALI pag. 24 Progetti costitutivi dell identità dell Istituto pag. 2 Progetti d ampliamento dell offerta formativa pag. 29 FORMAZIONE pag. 30 ALLEGATI Criteri per l assegnazione degli alunni alle delle classi prime pag. 31 Criteri per l attuazione delle visite guidate e dei viaggi d istruzione pag. 33 Patto educativo di corresponsabilità pag. 34 Regolamento di disciplina pag. 3 Programmazioni didattiche dipartimentali pag. 42 2

3 PREMESSA Il Piano dell Offerta Formativa (POF) dell Istituto d Istruzione Secondaria di primo grado Giovanni Pascoli è il documento che ne attesta l' identità culturale e progettuale. IL POF ESPLICITA LE SCELTE EDUCATIVE, DIDATTICHE E ORGANIZZATIVE ADOTTATE FORMALIZZA L' IMPEGNO PER L'AMPLIAMENTO E IL MIGLIORAMENTO DEL SERVIZIO OFFERTO IN VISTA DEL SUCCESSO FORMATIVO VALORIZZA L'APERTURA NEI CONFRONTI DELLE ALTRE AGENZIE FORMATIVE DEL TERRITORIO RENDE TRASPARENTI LE REGOLE DEL FUNZIONAMENTO E DELLA GESTIONE Considerando che la realtà nella quale si trova ad operare è in continuo divenire, la scuola si pone come promotrice positiva di cambiamenti futuri. Per raggiungere tale obiettivo si ritengono indispensabili i seguenti percorsi: VALUTAZIONE E RIELABORAZIONE ANALISI DELLE ESIGENZE DELL UTENZA E DEL TERRITORIO ELABORAZIONE ED ATTUAZIONE DI PROPOSTE OPERATIVE MIRATE RIFLESSIONE SULLE FINALITÀ EDUCATIVE DELL' OFFERTA FORMATIVA Il Piano dell Offerta Formativa è elaborato dal Collegio dei Docenti, sulla base delle linee d indirizzo generali per le attività della scuola definite dal Consiglio d Istituto ed è adottato dal Consiglio d Istituto. Alla realizzazione dell'offerta formativa contribuiscono, a diverso titolo, tutte le figure professionali dell Istituto: Dirigente scolastico, docenti, personale di segreteria, collaboratori scolastici come anche studenti, genitori e comunità locali. 3

4 NOTIZIE STORICHE La scuola Media Statale «G.Pascoli» è istituita a Perugia negli anni 50 con sede nel centro storico della città, in via Bartolo e con una succursale in via del Parione, vicino alla Chiesa di S. Spirito. Con l aumento progressivo delle iscrizioni, la sede di via del Parione diviene autonoma, col nome di Scuola Media «G. Carducci», mentre la «Pascoli» è trasferita in Piazza Morlacchi ed ospita, negli anni 0, fino a 12 sezioni. Successivamente, con lo sviluppo dei quartieri periferici, inizia lo spopolamento del centro urbano; diminuisce gradualmente anche il numero di iscritti alla «Pascoli» e, nell a.s , alla sede centrale viene annessa la succursale di via Cortonese, in risposta al progressivo incremento demografico di questa zona. Nell anno scolastico la «Pascoli» si fonde con la Scuola Media di Madonna Alta, ove vengono trasferiti la Presidenza e gli uffici di Segreteria; la sede centrale diviene quella di Via Cotani, con le succursali di via del Fosso e di Piazza Morlacchi. Nell anno scolastico la sede di Piazza Morlacchi viene annessa alla Scuola Media «S.Paolo» e la Media «Pascoli» resta costituita dalle sedi di Via Cotani e di Via del Fosso. STRUTTURA La scuola, ubicata in una zona ad alta densità abitativa, soprattutto residenziale, è immersa nel verde di un parco pubblico. E' facilmente raggiungibile grazie ad una buona viabilità ed è favorita dalla presenza nel territorio limitrofo e quello comunale di svariati servizi e di strutture socio-culturali con cui sono stati instaurati rapporti di stretta e fattiva collaborazione. L Istituto Giovanni Pascoli si propone come struttura aperta, ricettiva e interattiva al territorio. L' apertura al territorio è quindi attenzione all'ascolto delle esigenze culturali, educative e formative della realtà e nello stesso tempo, impegno per un' offerta didattica dinamica e collegata alle problematiche sociali del proprio ambiente. L Istituto Giovanni Pascoli è un'unica unità scolastica suddivisa in due strutture: una sede è ubicata in via Del Fosso, l' altra in via Cotani. L Istituto G. Pascoli consta di 9 sezioni per un totale di 2 classi e alunni. SEDE DI VIA DEL FOSSO SEDE DI VIA COTANI Classi 10 Classi 1 Sezioni 1 a, 2 a, 3 a E, F, G 1 1 a Sezioni, 2 a, 3 a A, B, C, D, H I 2 a, 3 a I Alunni 235 Alunni 452 Le due strutture sono facilmente raggiungibili con mezzi pubblici ordinari e dispongono di parcheggi; nella piazza antistante la sede coordinata è situata la stazione del Minimetrò di Madonna Alta. Entrambe le sedi ospitano nello stesso edificio tre ordini di scuola: Scuola dell Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria di primo grado; ciò ha consentito di instaurare nel tempo una fattiva collaborazione, creando le premesse per un efficace continuità educativa tra scuola Primaria e il nostro Istituto. Entrambe le strutture dispongono di spazi adeguati all uso: aule, laboratori, palestre, biblioteche per ragazzi. Tutti i locali sono facilmente accessibili, grazie anche alla presenza di scivoli e di un ascensore nella sede di via Cotani. Inoltre la scuola è dotata di una biblioteca storica arricchita negli anni anche da donazioni che l hanno ulteriormente valorizzata. Gli uffici di Presidenza e di Segreteria, l Aula Magna, gli Archivi e la Biblioteca dei Docenti si trovano nella sede centrale. Gli alunni provengono sia dal quartiere sia da varie zone limitrofe. La scuola infatti accoglie anche una buona percentuale di utenza esterna ed ha registrato negli ultimi anni un progressivo aumento delle iscrizioni. 4

5 QUADRO ORARIO SETTIMANALE L orario delle lezioni si svolge in 30 ore settimanali, articolate su giorni dal lunedì al sabato. Le ore sono distribuite nelle singole discipline secondo la seguente tabella: DISCIPLINE CLASSI 1 e 2 e 3 e Religione cattolica Italiano 5+1* 5+1* 5+1* Storia Geografia Inglese (prima lingua comunitaria) Francese (seconda lingua comunitaria) Matematica Scienze Musica Tecnologia Arte e immagine Scienze motorie e sportive Totale ore * Ora di approfondimento in materie letterarie utilizzata per inserire nelle classi elementi di cultura latina. L orario giornaliero: Ore,55 ingresso in aula per alunni e docenti Ore.00 inizio lezioni Ore 9,55 10,10 ricreazione Ore 12,55-13,00 termine delle lezioni 5

6 ORGANIGRAMMA DELLA SCUOLA Dirigente scolastico: Anna Bigozzi Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi: Bruna Gigli Collaboratori del Dirigente: Lena Lancisi, Maria Rita Liviabella Funzioni strumentali: Area 1 Informatica Maria Rita Ragni Area 2 Gestione del piano dell'offerta formativa Leonella Fecchi Area 3 Sostegno agli alunni Elena Zigliara Area 4 Continuità Rossella Fragai Area 5 Responsabile dell integrazione degli alunni diversamente abili e con DSA Patrizia Franceschelli Commissioni: POF Viaggi d istruzione Orario Continuità Funzione strumentale, Gianni Guerriero, Anna Mangieri, Florisa Fé Leonella Fecchi, Lena Lancisi, Maria Rita Liviabella Francesca Cipriani, Loredana Moscini Funzione strumentale, Proietti Pizzi, Bettona, De Marinis, Antonella De Meis,

7 IL NOSTRO POF si fonda su quanto dichiarato dall art. 3 del Regolamento attuativo dell autonomia scolastica (D.P.R , n. 25) si ispira alla seguente normativa L , n. 59 art. 21 (Autonomia delle Istituzioni scolastiche); D.P.R , n. 29 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione) D.Lgs , n. 112 (Decentramento amministrativo) D.P.R , n. 233 (Dimensionamento delle Istituzioni scolastiche) D.P.R , n. 249 (Statuto delle studentesse e degli studenti) D.M , n. 19 (Sperimentazione dell autonomia) D.P.R , n.394 (disciplina dell immigrazione) L , n. 53 (Riforma degli Ordinamenti Scolastici) D. Lgs n 59 (Norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo) D.M (Indicazioni per il Curricolo) D.P.R , n. 235 (Modifica Statuto delle studentesse e degli studenti) L , n. 1 (Diritti delle persone con disabilità) D.P.R , n. 1 (Revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione) D.P.R , n.122 (Valutazione alunni) Nota (Linee guida sull'integrazione scolastica degli alunni con disabilità) C.M , n. 2 (Integrazione alunni stranieri) L n.10 (Norme sui DSA) D.M (Linee guida sui DSA) Nota del (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo) LINEE D INDIRIZZO DEL POF Il Consiglio d Istituto ha definito le seguenti linee d indirizzo generali del Piano dell Offerta Formativa che rappresentano i principi ispiratori della progettazione didattico-educativa della nostra scuola: progettare e realizzare l offerta formativa dell Istituzione scolastica nella prospettiva dell unitarietà, nel rispetto delle libertà individuali e delle competenze degli organi collegiali; favorire l integrazione e l inclusione dello studente nella comunità scolastica attraverso la progettazione di percorsi formativi che realizzino le peculiarità di ognuno con particolare attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, di disabilità, di svantaggio sociale e alla valorizzazione delle eccellenze; promuovere un interazione funzionale con le famiglie, allo scopo di costruire un patto di fiducia stabile ed una reale alleanza educativa; promuovere l innovazione tecnologica delle metodologie e delle prassi didattiche nella direzione degli orizzonti della cultura digitale; promuovere un concetto di cittadinanza fondata su valori quali la solidarietà, la partecipazione, la tolleranza, l impegno, il rispetto.

8 LA NOSTRA MISSION La scuola è il luogo in cui il presente è elaborato nell intreccio tra passato e futuro, tra memoria e progetto (dalle Indicazioni nazionali per il curriculo del ). La nostra Istituzione, ispirandosi alle Indicazioni nazionali per il curricolo e in risposta alle esigenze della società contemporanea, dinamica e complessa, ha scelto come missione: TRADIZIONE E INNOVAZIONE. La tradizione, per dare solide fondamenta alla costruzione dei saperi ; l innovazione per l acquisizione di competenze, sempre aggiornate e al passo coi tempi, tese alla realizzazione del lifelong-learning. L aspetto tradizionale dell Offerta Formativa si basa sulla trasmissione e la valorizzazione della memoria, delle radici storiche, del patrimonio artistico e culturale del nostro territorio e del nostro Paese. La scelta di utilizzare l ora di approfondimento in Italiano per introdurre elementi di cultura latina è in coerenza con tale scopo. L aspetto innovativo accoglie le sfide imposte alla scuola dalla dimensione europea e globale, dando l opportunità agli alunni di acquisire competenze certificate, in coerenza con le Raccomandazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio. I due aspetti sono coniugati dalla conoscenza e dal corretto utilizzo di strumenti informatici innovativi come le LIM(lavagne interattive multimediali); dalle metodologie didattiche e dalle strategie operative, basate sulla ricerca-azione e sulla didattica laboratoriale, che rendono l alunno attore del proprio processo di apprendimento e favoriscono la sua partecipazione attiva e costruttiva alle attività scolastiche.

9 Bisogni formativi degli alunni BISOGNI E ATTESE In seguito alle rilevazioni effettuate negli anni precedenti tra gli alunni del nostro Istituto sono stati individuati i seguenti bisogni formativi: Bisogni socio - affettivi appartenenza identità valorizzazione accettazione autoregolazione autonomia personale interazione/relazione Bisogni cognitivi sviluppo delle competenze di base sviluppo delle competenze specifiche e tecniche sviluppo della motivazione allo studio Bisogni operativi e metodologici sviluppo delle competenze trasversali centrate su aspetti comunicativi, relazionali, organizzativi e dei metodi di studio. Sviluppo della forza di volontà Le attese Le principali richieste e aspettative espresse dalle famiglie, dal personale scolastico, dal territorio e più in generale dalla società nei confronti della scuola sono: Famiglie Personale scolastico Realtà territoriale e società preparazione adeguata motivazione ad apprendere strumenti metodologici efficaci sviluppo del capitale umano realizzazione delle potenzialità dei singoli trasmissione valori sociali e morali sviluppo delle capacità di stare/lavorare in gruppo offerta formativa di qualità ambiente positivo per la crescita e la socializzazione riconoscimento dell'importanza sociale del ruolo docente valorizzazione delle competenze professionali svolgimento del lavoro in un clima relazionale positivo centrato sul rispetto e la collaborazione tra tutti coloro che operano nella scuola docenti, dirigente, personale amministrativo, collaboratori scolastici, studenti e famiglie libertà d insegnamento intesa come libertà di operare scelte metodologico-didattiche autonomia finalizzata all arricchimento del percorso formativo degli alunni partecipazione attiva degli enti locali e delle agenzie formative del territorio acquisizione di competenze e valori per gli alunni valorizzazione del patrimonio culturale locale interiorizzazione del senso di appartenenza alla comunità opportunità di concrete collaborazioni prevenzione dell abbandono scolastico prevenzione del disagio sociale 9

10 FINALITÀ DEL POF Il nostro Istituto si propone di rispondere ai bisogni sopra evidenziati attraverso scelte organizzative, didattiche e curricolari che promuovano il pieno sviluppo dello studente come persona e come cittadino e perseguano le seguenti finalità: FORMARE CITTADINI ITALIANI, DELL EUROPA E DEL MONDO PORRE L ALUNNO AL CENTRO DELL AZIONE EDUCATIVA PER CONSENTIRE IL PIENO SVILUPPO DELLE SUE POTENZIALITÀ COGNITIVE, AFFETTIVE, RELAZIONALI SVILUPPARE COMPETENZE UTILI AD UNA FORMAZIONE CHE POSSA CONTINUARE PER L INTERO ARCO DELLA VITA PROMUOVERE LA CULTURA DELLA LEGALITÀ PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI CITTADINANZA INTESO COME PARTECIPAZIONE ATTIVA E RESPONSABILE ALLA VITA DELLA COMUNITÀ (SCUOLA, FAMIGLIA, STATO) FINALITÀ DEL POF PROMUOVERE UN APPRENDIMENTO CONSAPEVOLE E RESPONSABILE PER SVILUPPARE LA CAPACITÀ DI ORIENTARSI E DI COMPIERE SCELTE AUTONOME FAVORIRE LA MOTIVAZIONE AL LAVORO ED AD UNA APPLICAZIONE SERIA E COSTANTE COME STRUMENTI ESSENZIALI PER LA CRESCITA E LA REALIZZAZIONE PERSONALE EDUCARE ALLA CONVIVENZA ATTRAVERSO LA VALORIZZAZIONE DELLE DIVERSE IDENTITÀ E RADICI CULTURALI DI OGNI PERSONA EDUCARE AL RISPETTO DI SÉ E DEGLI ALTRI PER SVILUPPARE RELAZIONI POSITIVE E COLLABORATIVE 10

11 OBIETTIVI FORMATIVI GENERALI Obiettivi socio-affettivi-relazionali conoscenza e rispetto delle regole fondamentali della vita associata e democratica e acquisizione del senso di responsabilità; capacità di stabilire rapporti interpersonali di collaborazione e amicizia e di partecipare in modo corretto e responsabile alle attività e ai momenti della vita scolastica; presa di coscienza di sé, della realtà circostante e delle problematiche in divenire del mondo contemporaneo; consapevolezza della complessità delle valenze affettive nella crescita umana; capacità di imparare a leggere e gestire le proprie emozioni; autoconsapevolezza emotiva e cognitiva intra e inter-personale; capacità di acquisire una coscienza interculturale che conduca al dialogo e alla collaborazione; capacità di sviluppare ed elaborare l identità di genere. Obiettivi metodologici e cognitivi acquisizione di un metodo di studio autonomo ed efficace; consapevolezza della necessità di un impegno serio e costante per il raggiungimento di risultati; sviluppo della capacità di attenzione; sviluppo dell autonomia e dell autoefficacia; acquisizione della capacità di muoversi e operare nella realtà rispettando vincoli e tempi; sviluppo delle capacità intuitive; acquisizione delle capacità di osservazione, analisi, sintesi, confronto, rielaborazione e comunicazione; sviluppo dei metodi di comunicazione verbali e non verbali, nelle varietà delle loro forme e funzioni; sviluppo e potenziamento delle capacità creative; sviluppo delle capacità di autovalutazione, anche ai fini dell orientamento; sviluppo della capacità di lettura critica ed interpretazione della realtà; utilizzazione consapevole delle conoscenze, delle abilità, delle tecniche e dei metodi acquisiti in contesti simili e diversi. 11

12 Il quadro di riferimento normativo PROGETTAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA La progettazione dell attività didattico-educativa dell Istituto G. Pascoli ha come cornice di riferimento tre fondamentali documenti: il quadro delle competenze chiave per l apprendimento permanente, indicate dalla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio 1 dicembre 200, come soglia culturale comune per preparare i giovani alla vita adulta e offrire loro un metodo per continuare ad apprendere per tutto il corso della loro esistenza; le competenze chiave di cittadinanza da acquisire al termine dell obbligo scolastico, definite dal D.M , n.139; le Indicazioni nazionali per il curricolo per la scuola dell infanzia e del primo ciclo del 2 novemre 2012 che individuano le competenze culturali basilari e irrinunciabili attese al termine del primo ciclo d istruzione. Vengono inoltre precisati i traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine del terzo anno della scuola secondaria di primo grado nonché gli obiettivi di apprendimento per ciascuna disciplina attesi. Le competenze sono definite nelle Raccomandazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio del 200, come la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale; le competenze sono descritte in termine di responsabilità e autonomia. RACCOMANDAZIONI Del Parlamento Europeo e del Consiglio (200/92/CE) Comunicazione nella madrelingua COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA (All. al DM 139/200) Imparare ad imparare Comunicazione nelle lingue straniere Competenza in matematica ed in campo scientifico-tecnologico Competenza digitale Progettare Comunicare Collaborare e partecipare Imparare ad imparare Agire in modo autonomo e responsabile Competenze sociali e civiche Risolvere problemi Senso di iniziativa ed imprenditorialità Individuare collegamenti e relazioni Consapevolezza ed espressione culturale Acquisire ed interpretare l informazione 12

13 Le nostre scelte progettuali SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO GIOVANNI PASCOLI PERUGIA La progettazione didattica è un attività che coinvolge sia organi collegiali come il Collegio Docenti, i Dipartimenti disciplinari, i Consigli di Classe, che il singolo docente. Collegio docenti POF Dipartimenti disciplinari Consigli di classe Singolo Docente Programmazione dei consigli di classe Programmazione per materie Programmazione disciplinare La progettazione didattica disciplinare dell Istituto ha come finalità il raggiungimento delle competenze attese al termine del terzo anno della scuola secondaria di primo grado così come evidenziate nelle Indicazioni Nazionali per il curriculo. Per rispettare la centralità dell alunno, in vista dei traguardi per il raggiungimento delle competenze, la scuola ha cercato di rinnovare la scelta dei contenuti, delle attività e delle metodologie con il fine di sostanziare il diritto allo studio in diritto all apprendimento. La progettazione educativa è centrata sui processi di apprendimento e misurata sui livelli di ingresso e sui diversi ritmi e stili cognitivi degli studenti. Questa comprende attività dedicate al recupero di ogni tipo di svantaggio senza trascurare la promozione delle eccellenze. Il Collegio docenti elabora il piano dell offerta formativa (POF), definisce gli obiettivi generali della programmazione didattico-educativa, stabilisce i criteri di valutazione e il piano degli incontri Scuola-Famiglia. 13

14 I Dipartimenti sono costituti dai docenti delle stesse discipline (Lettere, Inglese,..) ed hanno il compito di garantire l unitarietà del servizio scolastico nelle diverse sezioni. I Dipartimenti, nella Programmazione Dipartimentale, progettano le prove d ingresso e di accertamento delle conoscenze e delle abilità pregresse, individuano i nuclei fondanti di ogni disciplina comuni alle classi parallele e articolati in termini di conoscenze e abilità finalizzate al raggiungimento di specifiche competenze. Le programmazioni dipartimentali rappresentano le linee guida per le successive fasi della progettazione didattica che viene ulteriormente dettagliata sia a livello di consiglio di classe, sia di singolo docente. I consigli di classe definiscono il Documento di Programmazione del Consiglio di Classe che prende avvio dall individuazione dei livelli di partenza attraverso le prove d ingresso o di accertamento delle conoscenze e abilità pregresse e prosegue con la definizione delle competenze didattiche ed educative, dei criteri metodologici e delle strategie comuni, degli strumenti didattici utilizzati, delle modalità di verifica e dei criteri di valutazione, degli interventi di recupero e sostegno e di quelli di valorizzazione delle eccellenze, del piano delle uscite didattiche, delle visite guidate e dei viaggi d istruzione, della partecipazione ai progetti di ampliamento dell offerta formativa ecc. Il singolo docente progetta la propria azione didattica nella Programmazione Individuale attraverso la definizione di unità d apprendimento sulla base delle indicazioni definite a livello di Dipartimento e contestualizzate nella realtà della classe di riferimento, secondo quanto individuato dalla Programmazione del Consiglio di Classe. (Le programmazioni dipartimentali per materie sono presentate come allegati al presente documento). SCELTE METODOLOGICHE Motivare gli adolescenti allo studio è un impresa sempre più difficile e complessa. Lo sviluppo delle nuove tecnologie ha profondamente modificato le forme di apprendimento e di comunicazione delle nuove generazioni e allo stesso tempo ampliato il divario generazionale tra alunni ed insegnanti. La nostra scuola si sta impegnando da anni nella sperimentazione di nuovi metodi operativi per cercare di rendere più agevole ed interessante l attività didattica affinché il processo di insegnamento si trasformi in effettivo apprendimento da parte degli alunni Porre l alunno al centro del proprio processo di apprendimento significa per il docente integrare la didattica tradizionale con metodologie e strategie operative innovative che coinvolgano fattivamente lo studente motivando il suo interesse ad apprendere e migliorare. Le metodologie che abbiamo adottato sono: la didattica laboratoriale la didattica per problemi l uso di nuove tecnologie 14

15 La didattica laboratoriale La didattica laboratoriale non si svolge esclusivamente in laboratorio (esempio laboratorio di Scienze) ma è una modalità di lavoro in classe. I laboratori possono essere usati per verificare, attraverso l esperienza, le conoscenze e le abilità acquisite, ma possono essere utilizzati anche per acquisire nuove conoscenze ed abilità attraverso l esperienza. Nella didattica laboratoriale allo studente vengono proposte attività pratiche che non sono solo applicative o riproduttive, in quanto hanno lo scopo formativo di coinvolgerlo attivamente e di produrre pensiero a partire dall azione. L apprendimento si basa quindi sulla riflessione sulle esperienze concrete fatte durante le attività svolte e ciò determina che il processo di apprendimento coincida con quello operativo di esecuzione. Ai nostri alunni sono quindi proposti laboratori di scrittura, di esperimenti grammaticali, di lettura, di creatività, di scienze, di fisica ecc. La didattica per problemi Il metodo consiste nel proporre agli studenti, da soli o in piccoli gruppi, problemi da risolvere di diversa difficoltà. Possibili problemi sono: un quesito e la soluzione, una procedura o un algoritmo da organizzare, un dialogo, una comunicazione da elaborare ecc. Durante la soluzione di un problema l allievo è messo in condizione di scoprire ed acquisire autonomamente conoscenze nuove. I docenti assumono la funzione di tutor, cioè di guida metodologica, per ciascun allievo o per il gruppo di alunni impegnato nella soluzione del problema. Lo studente deve quindi autonomamente ricercare dati ed informazioni, fare stime e calcoli, formulare ipotesi risolutive, proporre soluzioni, prendere decisioni. Il metodo consente agli allievi di apprendere a risolvere, con gradualità, problemi sempre più complessi che fanno sì che lo studente acquisisca abilità cognitive di livello elevato. L uso di nuove tecnologie Il nostro Istituto possiede attualmente 13 LIM, (Lavagne Interattive Multimediali), che intende ulteriormente potenziare. La LIM è una superficie di grandi dimensioni, in tutto simile alla lavagna di ardesia, che consente di visualizzare contenuti e applicazioni (testi, immagini, animazioni, video, software) in formato digitale e in modo interattivo. La LIM può semplicemente essere definita una periferica del computer: una superficie che, grazie a un proiettore, riesce a visualizzare i contenuti presenti sul desktop e attraverso la tecnologia interattiva riesce a trasferire sul computer le operazioni svolte sulla lavagna. Grazie a queste sue caratteristiche, svolge un ruolo chiave per l innovazione della didattica, in quanto consente di integrare le Tecnologie dell Informazione e della Comunicazione nella didattica in classe e in modo trasversale alle diverse discipline. Le LIM consentono di introdurre nella scuola strategie e modalità didattiche innovative, potenzialmente più in sintonia con le forme di comunicazione adottate oggi dagli studenti e di sviluppare metodologie di insegnamento finalizzate a favorire la partecipazione attiva dello studente al proprio processo di apprendimento. 15

16 VALUTAZIONE La valutazione è il filo conduttore della progettazione didattico-educativa in quanto, partendo dall identificazione dei bisogni, consente la definizione degli obiettivi formativi e quindi la scelta degli strumenti e delle metodologie didattiche adeguate. Ha inoltre lo scopo di monitorare continuamente il processo di insegnamento-apprendimento, attraverso la sistematica raccolta di informazioni, per consentire l adeguamento/correzione dell attività didattica e favorire, attraverso l individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, i processi di autovalutazione degli stessi studenti ed il successo formativo. La valutazione diagnostica serve a fornire elementi circa le condizioni di partenza degli alunni che vengono accertate attraverso la somministrazione di test d ingresso. I risultati di queste prove consentono al docente sia di realizzare tempestivi interventi a carattere compensativo, che di progettare strategie di insegnamento individualizzato che migliorino i livelli di apprendimento di tutti gli alunni. La valutazione in itinere ha carattere essenzialmente formativo in quanto ha il compito di approfondire la conoscenza degli alunni fornendo l informazione sul modo in cui ciascun allievo procede nel suo compito di apprendimento. E inoltre utile a regolare e migliorare costantemente la progettazione dell attività didattica, adeguandola alle necessità individuali degli studenti. La valutazione quadrimestrale intermedia e finale è effettuata dalla scuola al termine dei quadrimestri e dell anno scolastico. Ha come oggetto il risultato dell attività di formazione di ciascun alunno e fa capo all esigenza di accertare le competenze degli alunni cioè le loro capacità di utilizzare le conoscenze e le abilità che hanno acquisito. Il giudizio valutativo è espresso da un voto in decimi attribuito collegialmente dal consiglio di classe su proposta del docente di disciplina. Nella formulazione del giudizio finale si considera il processo di apprendimento nella sua globalità e non solo il livello oggettivo raggiunto in termini di conoscenze, abilità e competenze relative a ciascuna disciplina. Si valutano quindi anche i progressi compiuti rispetto ai livelli di partenza, la partecipazione all attività didattica, l impegno dimostrato, il rispetto delle consegne inteso come regolarità nel portare il materiale scolastico e/o nell esecuzione dei compiti, l autonomia organizzativa sviluppata. Valutazione delle singole discipline La valutazione sommativa delle singole discipline si basa sulla raccolta sistematica di informazioni relative al processo di apprendimento che si realizza con diversi strumenti: prove scritte: componimenti, domande a risposta aperta, prove strutturate e semistrutturate (vero/falso, ascelta multipla, a completamento ), relazioni, esercizi di varia tipologia, sintesi, soluzione di problemi, dettati prove orali: colloqui orali, interventi, discussioni su argomenti di studio, esposizione di attività svolte, presentazioni prove pratiche: prove strumentali e vocali, test motori, prove tecnico-grafiche, prove di laboratorio Ogni disciplina deve documentare il percorso didattico attraverso un minimo di tre valutazioni per Quadrimestre (le discipline che prevedono sia lo scritto che l orale dovranno avere almeno tre valutazioni per lo scritto e due per l orale. Per la Lingua francese sono previste almeno due valutazioni per lo scritto e due valutazioni per l orale). Per le valutazione dell orale si potranno utilizzare anche prove scritte con domande a risposta aperta, prove strutturate e semi-strutturate (vero/falso, a scelta multipla, a completamento ). 1

17 Gli alunni hanno diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva per favorire il loro coinvolgimento nel processo educativo-formativo. Per questo scopo i docenti si impegnano a: comunicare agli alunni gli obiettivi attesi informare tempestivamente gli alunni circa i risultati delle prove invitare gli alunni ad una riflessione individuale sul significato dei risultati delle valutazioni. Griglia per la valutazione del profitto Voto espresso in decimi Indicatori e descrittori L alunno possiede conoscenze complete, approfondite e coordinate. Applica le conoscenze e le procedure con sicurezza ed efficacia. Sa risolvere problemi complessi in modo autonomo. Effettua analisi corrette ed approfondite e sintesi coerenti ed originali. Esprime valutazioni personalmente argomentate. L esposizione è rigorosa e sicura con un lessico ricco e articolato. L alunno possiede conoscenze approfondite ed articolate. Applica consapevolmente regole e procedure senza commettere errori e in modo autonomo. Ha capacità di analisi, sintesi e collegamento. L esposizione è rigorosa, con uso di un linguaggio disciplinare appropriato e vario. L alunno possiede conoscenze ampie e ordinate e una chiara focalizzazione dei nuclei tematici. Si mostra sicuro nelle applicazioni e nell operare collegamenti e svolge compiti complessi in situazioni note. L esposizione è pertinente e precisa. L alunno possiede conoscenze fondamentali. Si mostra abbastanza sicuro nelle applicazioni e nella scelta delle procedure più adeguate. L esposizione è corretta, con uso del linguaggio appropriato. L allievo ha acquisito le conoscenze e le abilità essenziali, pur con qualche incertezza. Svolge compiti semplici in situazioni note e sa applicare procedure e regole fondamentali. Usa in modo semplice il linguaggio specifico. L allievo presenta conoscenze parziali e non significative. Usa in modo frammentario i metodi disciplinari in contesti noti, evidenziando qualche difficoltà anche sotto la guida dall insegnante. Possiede una terminologia ridotta e l esposizione è poco corretta. L allievo presenta gravi carenze conoscitive e metodologiche. Commette frequenti errori concettuali e/o di procedimento e/o di esecuzione. Non è in grado di procedere in modo autonomo anche nello svolgimento di compiti semplici e, pur se guidato dall insegnante, usa un linguaggio improprio ed espone in modo poco strutturato. L allievo possiede conoscenze e abilità pressoché nulle; non è in grado di utilizzare i metodi disciplinari, anche in contesti semplificati; l esposizione è totalmente inadeguata. 1

18 Griglia per la valutazione del comportamento Il voto di comportamento viene attribuito sulla base dei seguenti indicatori con i relativi descrittori: rispetto delle norme dell Istituto; frequenza a scuola; partecipazione ed interesse al dialogo educativo; Impegno; relazioni e collaborazione con i docenti, con i compagni, con il personale della scuola; assenze non dovute a motivi di salute adeguatamente documentati. Voto espresso in decimi Indicatori e descrittori Completo rispetto delle norme disciplinari d Istituto. Interesse e partecipazione propositivi ed attivi al dialogo educativo. Frequenza assidua alle lezioni e alle attività didattiche. Puntuale e completo svolgimento delle consegne scolastiche. Ruolo propositivo e collaborativo all interno della classe. Completo rispetto delle norme disciplinari d Istituto. Interesse e partecipazione attiva al dialogo educativo. Frequenza assidua alle lezioni e attività didattiche. Regolare adempimento degli impegni scolastici. Disponibilità alla collaborazione con compagni e/o docenti durante l attività didattica. Osservazione delle norme fondamentali relative alla vita scolastica e nessuna sanzione disciplinare. Frequenza costante o assenze sporadiche alle lezioni e attività didattiche. Partecipazione attenta al dialogo educativo. Svolgimento regolare dei compiti assegnati. Sostanziale correttezza nei rapporti interpersonali. Episodi limitati e non gravi di mancato rispetto delle norme disciplinari d Istituto anche soggetti a sanzioni disciplinari lievi. Frequenza all attività didattica non sempre continua e puntuale. Interesse selettivo e partecipazione discontinua al dialogo educativo. Irregolare svolgimento dei compiti assegnati. Scarsa disponibilità alla collaborazione con i docenti, con i compagni e con il personale della scuola,con i quali instaura rapporti non sempre corretti. Episodi di mancato rispetto delle norme disciplinari d Istituto, anche soggetti a sanzioni disciplinari gravi. Frequenza discontinua all attività didattica. Mancato svolgimento dei compiti assegnati. Partecipazione passiva al lavoro scolastico e disturbo dell attività didattica. Rapporti problematici e assenza di collaborazione con i docenti, con i compagni e con il personale della scuola. Numerosi episodi di mancato rispetto delle norme disciplinari d Istituto soggette a sanzioni disciplinari molto gravi. Grave episodio di mancato rispetto delle norme disciplinari d Istituto che abbia dato luogo alla sospensione dall attività didattica per più 15 gg. Assenze non giustificate e continui ritardi. Mancato svolgimento dei compiti assegnati. Mancanza assoluta di interesse al dialogo educativo; atteggiamenti scorretti e continuo disturbo delle lezioni. Comportamenti scorretti verso adulti e coetanei con funzione negativa nei confronti del gruppo classe. 1

19 INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI Premessa L inserimento del progetto per l integrazione nel Piano dell Offerta Formativa intende promuovere la continuità della frequenza scolastica per gli allievi diversamente abili attraverso percorsi che mirino alla: Cura e sviluppo dei rapporti di relazione in classe e all esterno, con gli altri allievi, i docenti e tutto il personale scolastico. Predisposizione di percorsi didattici ed educativi pensati e modulati sulla base delle singole potenzialità che permettano il mantenimento e/o miglioramento dei livelli di scolarità raggiunti. Individuazione dei percorsi più idonei per un progetto di vita. L organizzazione scolastica per il sostegno L accoglienza nella scuola della persona in situazione di handicap viene realizzata attraverso il pieno coinvolgimento nella progettazione educativo/didattica di tutto il Consiglio di Classe, nonché del personale docente specializzato che opera, sulla base del progetto d Istituto, con lo studente in situazione di handicap. Possono essere presenti, sulla base di motivate necessità, ulteriori altre figure professionali qualora siano previste dal Piano Educativo Individualizzato. Sono presenti nella scuola, i Gruppi di Lavoro per l Handicap, d istituto e operativo, che si incontrano periodicamente e prevedono la presenza di docenti, operatori dei servizi, familiari con il compito di collaborare alle iniziative educative e di integrazione, predisposte per ogni singolo alunno, dal Piano Educativo Individualizzato. Risorse professionali per l integrazione L'integrazione scolastica degli alunni diversamente abili richiede una collaborazione interprofessionale tra tutti gli operatori messi a disposizione dalle varie istituzioni, al fine di assicurare un reale coordinamento tra i servizi scolastici, sanitari e socio-assistenziali. Le singole professionalità interagiscono tra loro nel rispetto delle rispettive competenze.. I docenti curricolari realizzano il processo di insegnamento/apprendimento volto a promuovere lo sviluppo umano, culturale, civile, professionale degli alunni sulla base delle finalità e degli obiettivi previsti; elaborano, attuano e verificano il PEI, adattandone l'articolazione alle differenti esigenze degli alunni, per gli aspetti pedagogico didattici, congiuntamente agli operatori e alla famiglia. I docenti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano; partecipano alla stesura di tutti i documenti e progetti per l'integrazione; partecipano a pieno titolo alle operazioni con diritto di voto per tutti gli alunni della classe. Gli operatori socio-assistenziali collaborano con i docenti, sotto la loro diretta responsabilità didattica, in tutte le attività scolastiche atte a favorire l'integrazione dell'alunno diversamente abile e nei rapporti con la famiglia. I collaboratori scolastici svolgono servizi di ausilio materiale agli alunni diversamente abili nell'accesso alle aree esterne, alla struttura scolastica e nell'uscita da essa; svolgono assistenza agli alunni diversamente abili, all'interno della struttura scolastica, nell'uso dei servizi igienici e nella cura dell'igiene personale. 19

20 La figura di funzione strumentale al POF area handicap svolge mansioni di coordinamento degli interventi di integrazione; crea raccordi con le scuole di ordine inferiore e superiore, le famiglie, gli Enti locali, gli operatori socio-sanitari, l Unità Multidisciplinare; cura il passaggio delle informazioni e la documentazione relativa all integrazione; segue gli incontri per l integrazione. Il Gruppo di Lavoro per l handicap di Istituto (G.L.H.I.) E composto da: il Dirigente Scolastico, la Funzione strumentale per l integrazione degli alunni diversamente abili e con DSA, 2 rappresentanti dei docenti curriculari, 2 insegnanti di sostegno, 1 Collaboratore scolastico, 1 rappresentante dei genitori. Il G.L.H.I. ha competenze di tipo organizzativo quali: l assegnazione delle ore di attività di sostegno ai singoli alunni; la pianificazione dei rapporti con gli operatori extrascolastici; il reperimento di specialisti e consulenze esterne; la definizione delle modalità di passaggio e di accoglienza dei minori in situazione di handicap; il reperimento e gestione delle risorse materiali: sussidi, ausili tecnologici, biblioteca specialistica; la formulazione progetti per la continuità tra ordini di scuola; la formulazione progetti specifici per l handicap, in relazione alle tipologie e progetti relativi all organico; la formulazione progetti di collaborazione e di tutoring fra docenti (in presenza di specifiche minorazioni). Profilo dinamico funzionale Strumenti per l integrazione All ingresso nella scuola dell'alunno in situazione di handicap, entro il mese di dicembre, viene predisposto dall'unità multidisciplinare referente per il caso, dai docenti curriculari e dagli insegnanti specializzati della scuola, con la collaborazione dei familiari dell'alunno, il Profilo Dinamico Funzionale. Il PDF, individua, nell ambito delle caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive dell alunno, le possibilità di recupero, le capacità possedute, che devono progressivamente essere rafforzate e sviluppate nelle scelte curricolari per l alunno, evidenziando le aree di potenziale sviluppo sotto il profilo riabilitativo, educativo-formativo e socio-affettivo. Alla redazione del Profilo, concorrono in maniera determinante le informazioni della Azienda Sanitaria Locale, che ha in cura l alunno, fornite in forma scritta nella Diagnosi Funzionale e quelle fornite dalla famiglia dell alunno. Il Profilo è redatto in forma scritta utilizzando il modello predisposto, che costituisce lo schema dei contenuti minimi. Tutti coloro che partecipano alla elaborazione del Profilo Dinamico Funzionale firmano il documento conclusivo che accoglie ogni osservazione dei presenti. Il Piano educativo individualizzato (PEI) Il PEI è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati, predisposti per l alunno in situazione di handicap in un determinato periodo di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all educazione e all istruzione. 20

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali L Istituto Leopoldo Pirelli si propone di potenziare la cultura dell inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI Pagina 1 di 5 PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER PREMESSA Il Protocollo di Accoglienza intende presentare procedure per promuovere l integrazione di alunni stranieri, rispondere ai loro bisogni formativi e rafforzare

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI PREMESSA L integrazione è un processo di conoscenza di sé e dell altro, di collaborazione all interno della classe finalizzato a creare le migliori condizioni

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Il documento va compilato in forma digitale per poter ampliare gli spazi dello schema (ove necessario) e togliere

Dettagli

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Che cos è il Bisogno Educativo Speciale? Il Bisogno Educativo Speciale rappresenta

Dettagli

Adriana Volpato. P.D.P. Piano Didattico Personalizzato sc. Primaria

Adriana Volpato. P.D.P. Piano Didattico Personalizzato sc. Primaria Adriana Volpato P.D.P. Piano Didattico Personalizzato sc. Primaria 19 Dicembre 2011 STRUMENTO didattico educativo individua gli strumenti fa emergere il vero alunno solo con DIAGNOSI consegnata si redige

Dettagli

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Indicazioni ai fini della stesura del PDP 1. Informazioni

Dettagli

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI?

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI? FAQ: AREA DELLA PROGRAMMAZIONE (PDP) QUAL È LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO SUI DSA NELLA SCUOLA? Al momento è in vigore la Legge 170 che regola in modo generale i diritti delle persone con DSA non soltanto

Dettagli

DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE

DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE IL PASSAGGIO da INTEGRAZIONE a INCLUSIONE NON si basa sulla misurazione della distanza da normalità/standard ma sul processo di piena partecipazione e sul concetto di EQUITA.

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

Istituto Comprensivo Statale Viale Liguria

Istituto Comprensivo Statale Viale Liguria Istituto Comprensivo Statale Viale Liguria Ufficio di Segreteria: Viale Liguria Rozzano (MI) Tel. 02 57501074 Fax. 028255740 e-mail: segreteria@medialuinifalcone.it sito: www.icsliguriarozzano.gov.it Recapiti

Dettagli

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INTRODUZIONE L Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia e l Ufficio Scolastico Regionale, firmatari di un Protocollo d Intesa stipulato

Dettagli

Presiede il Consiglio di Classe il Dirigente Scolastico, Prof. oppure per delega del Dirigente Scolastico, il Prof., funge da Segretario il Prof.

Presiede il Consiglio di Classe il Dirigente Scolastico, Prof. oppure per delega del Dirigente Scolastico, il Prof., funge da Segretario il Prof. ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE CESARE BECCARIA ISTITUTO TECNICO - SETTORE ECONOMICO - ISTITUTO PROFESSIONALE per l AGRICOLTURA e l AMBIENTE Sedi associate di - SANTADI e VILLAMASSARGIA VERBALE N. SCRUTINIO

Dettagli

Vademecum per il sostegno. Pratiche condivise di integrazione all interno del Consiglio di classe

Vademecum per il sostegno. Pratiche condivise di integrazione all interno del Consiglio di classe Vademecum per il sostegno Pratiche condivise di integrazione all interno del Consiglio di classe Gli strumenti della programmazione DIAGNOSI FUNZIONALE: descrive la situazione clinicofunzionale dello stato

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP SCUOLA PRIMARIA PARITARIA SCUOLA PRIMARIA PARITARIA via Camillo de Lellis, 4 35128 Padova tel. 049/8021667 fax 049/850617 e-mail: primaria@donboscopadova.it website: www.donboscopadova.it GRUPPO DI LAVORO

Dettagli

LICEO CLASSICO C. CAVOUR DISCIPLINA : FISICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA

LICEO CLASSICO C. CAVOUR DISCIPLINA : FISICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA 1. OBIETTIVI SPECIFICI DELLA DISCIPLINA PROGRAMMAZIONE PER COMPETENZE Le prime due/tre settimane sono state dedicate allo sviluppo di un modulo di allineamento per

Dettagli

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1-

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1- All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI Art. 1- Diritti e doveri degli studenti I diritti e i doveri degli studenti sono disciplinati dagli art. 2 e 3 del D.P.R. 21

Dettagli

PIANO A.S. 2015/2016

PIANO A.S. 2015/2016 Direzione Didattica Statale 1 Circolo De Amicis Acquaviva delle Fonti (BA) BAEE03600L@ISTRUZIONE.IT - BAEE03600L@PEC.ISTRUZIONE.IT www.deamicis.gov.it PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA A.S. 2015/2016 Prendete

Dettagli

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione Rapporto di Autovalutazione GUIDA all autovalutazione Novembre 2014 INDICE Indicazioni per la compilazione del Rapporto di Autovalutazione... 3 Format del Rapporto di Autovalutazione... 5 Dati della scuola...

Dettagli

FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO. Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2. ULSS n.1 Belluno PERSONALE AZIENDA ULSS N.

FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO. Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2. ULSS n.1 Belluno PERSONALE AZIENDA ULSS N. FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2 ULSS n.1 Belluno Autori: PERSONALE AZIENDA ULSS N. 1 BELLUNO: Dr.ssa Mel Rosanna Dirigente medico SISP (Dipartimento

Dettagli

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco ANALISI DI SITUAZIONE - LIVELLO COGNITIVO La classe ha dimostrato fin dal primo momento grande attenzione e interesse verso gli

Dettagli

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 TITOLO DEL PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 Settore e Area di Intervento: SETTORE: ASSISTENZA AREA: ESCLUSIONE GIOVANILE OBIETTIVI DEL

Dettagli

ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA

ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA P9.07.1 attività didattica scuoleinfanzia.doc P9.07.1 Comune di Rimini p.za Cavour, 27 47921 Rimini http://qualità.comune.rimini.it Direzione e di Protezione Sociale via Ducale, 7 47900 Rimini tel. 0541/

Dettagli

La nostra scuola è da sempre caratterizzata da un ambiente sereno nel quale si svolge con profitto l attività scolastica

La nostra scuola è da sempre caratterizzata da un ambiente sereno nel quale si svolge con profitto l attività scolastica SCUOLA MEDIA ANNA FRANK di GRAFFIGNANA Via del Comune 26813 Graffignana (LO) tel. 037188966 Sezione staccata dell ISTITUTO COMPRENSIVO DI BORGHETTO LODIGIANO Via Garibaldi,90 26812 Borghetto Lodigiano

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA Albert Sabin C.so Vercelli,157 10153 tel. 011\2426534 fax 011\ 2462435 Codice Fiscale 80093750018 e-mail TOEEO5600D@ istruzione.

DIREZIONE DIDATTICA Albert Sabin C.so Vercelli,157 10153 tel. 011\2426534 fax 011\ 2462435 Codice Fiscale 80093750018 e-mail TOEEO5600D@ istruzione. RELAZIONE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO AL CONTO CONSUNTIVO 2013 La presente relazione illustra l andamento della gestione dell istituzione scolastica e i risultati conseguiti in relazione agli obiettivi programmati

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO N.1

ISTITUTO COMPRENSIVO N.1 PIANO ANNUALE PER L INCLUSIONE ANNO SCOLASTICO 2013-2013 Sommario PIANO ANNUALE PER L INCLUSIONE... 1 Bisogni educativi speciali... 2 Sezione 1. Definizioni condivise... 3 I B.E.S. non sono una categoria...

Dettagli

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del GLI ASSI CULTURALI Nota rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del La normativa italiana dal 2007 13 L Asse dei linguaggi un adeguato utilizzo delle tecnologie dell

Dettagli

LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014

LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014 LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014 CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI La formazione delle classi e l assegnazione delle risorse di organico deve essere coerente: - con gli interventi

Dettagli

La nostra offerta Anno scolastico 2014-2015

La nostra offerta Anno scolastico 2014-2015 La nostra offerta Anno scolastico 2014-2015 Gentile Famiglia, nel presente opuscolo trovate il Contratto di corresponsabilità educativa e formativa ed il Contratto di prestazione educativa e formativa.

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

A cura dei Supervisori SSIS-Sostegno Modena. E.Tarracchini V.Bocchini A.Barbieri. La documentazione. Dall ICF alla DF al PDF al PEI

A cura dei Supervisori SSIS-Sostegno Modena. E.Tarracchini V.Bocchini A.Barbieri. La documentazione. Dall ICF alla DF al PDF al PEI A cura dei Supervisori SSIS-Sostegno Modena. E.Tarracchini V.Bocchini A.Barbieri La documentazione Dall ICF alla DF al PDF al PEI La Diagnosi Funzionale (DF) 1. Utilizzo degli items di ICF nella definizione

Dettagli

LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170. Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. (10G0192)

LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170. Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. (10G0192) Gazzetta Ufficiale N. 244 del 18 Ottobre 2010 LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170 Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. (10G0192) La Camera dei deputati ed il Senato

Dettagli

L ESAME DI STATO E GLI ALUNNI CON DISABILITA. I.S.I.S. "COSSAR -da VINCI" GORIZIA - prof.ssa Giancarla Giani

L ESAME DI STATO E GLI ALUNNI CON DISABILITA. I.S.I.S. COSSAR -da VINCI GORIZIA - prof.ssa Giancarla Giani L ESAME DI STATO E GLI ALUNNI CON DISABILITA I.S.I.S. "COSSAR -da VINCI" GORIZIA - prof.ssa Giancarla Giani Esso pertanto, anche per gli alunni con disabilità deve costituire l occasione per un oggettivo

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l Umbria

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l Umbria Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l Umbria SCHEDA PROGETTO (ex art. 9 CCNL 2006-2009) Dati identificativi dell'istituto Nome scuola/tipologia Scuola

Dettagli

Istituto Comprensivo di Via Nazario Sauro Brugherio Via Nazario Sauro 135 Tel. 039. 2873466 e mail istituto : icsauro@yahoo.it

Istituto Comprensivo di Via Nazario Sauro Brugherio Via Nazario Sauro 135 Tel. 039. 2873466 e mail istituto : icsauro@yahoo.it Istituto Comprensivo di Via Nazario Sauro Brugherio Via Nazario Sauro 135 Tel. 039. 2873466 e mail istituto : icsauro@yahoo.it Anno Scolastico 2010-2011 Email: icsauro@yahoo.it Fratelli Grimm La Scuola

Dettagli

Carta dei servizi scolastici. Patto educativo di corresponsabilita. Premessa

Carta dei servizi scolastici. Patto educativo di corresponsabilita. Premessa Allegato 1. Carta dei servizi scolastici Patto educativo di corresponsabilita Premessa Il patto educativo di corresponsabilità ribadisce i contenuti presenti nella Carta dei Servizi dei P.O.F. precedenti.

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK Nome scuola: ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE D. ROMANAZZI Indirizzo: VIA C. ULPIANI, 6/A cap. 70126 città: BARI provincia: BA tel.: 080 5425611 fax: 080 5426492 e-mail:

Dettagli

Carta dei Servizi. Dirigente Scolastico M.Augusta Mozzetti

Carta dei Servizi. Dirigente Scolastico M.Augusta Mozzetti M.I.U.R. - Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio Istituto Comprensivo Via Casalotti n. 259-00166 Roma tel. 06 61560257 fax 06 61566568 - C.F. 97714450588 Cod. mecc. RMIC8GM00D Plesso scuola primaria:

Dettagli

Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri

Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri MPI - USP di Padova Comune di Padova Settore Servizi Scolastici Centro D.A.R.I. Una scuola per tutti Percorso di formazione per docenti Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri I parte a cura

Dettagli

Rapporto di autovalutazione

Rapporto di autovalutazione Rapporto di autovalutazione Sommario 1. Codice meccanografico istituto principale...3 2. Griglie di autovalutazione...3 1.1 Esiti...3 1.2 Contesto e risorse...4 1.3 Processi...5 3. Individuazione obiettivi

Dettagli

La didattica personalizzata: utopia o realtà?

La didattica personalizzata: utopia o realtà? La didattica personalizzata: utopia o realtà? L integrazione di qualità è anche la qualità positiva per tutti gli attori coinvolti nei processi di integrazione, non solo per l alunno in difficoltà. Se

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) Via Acquasantianni s.n. - (Tel. 0874-871770 - Fax 0874-871770) Sito web: http://digilander.libero.it/ictrivento/ - e-mail: cbmm185005@istruzione.it

Dettagli

Funzioni Strumentali a.s. 2008/09

Funzioni Strumentali a.s. 2008/09 Funzioni Strumentali a.s. 2008/09 Area 1 Gestione P.O.F. Prof.ssa Casertano Brigida Area 1 Monitoraggio e Valutazione del P.O.F. Prof. Spalice Giovanni Area 2 Sostegno alla funzione Docenti Prof. Rocco

Dettagli

LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI: LA PROSPETTIVA IN BASE AL MODELLO ICF LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Ins. Stefania Pisano CTS I.C. Aristide

Dettagli

15. Provvedere ad una programmazione puntuale e coordinata dell attività didattica ed in particolare delle prove di valutazione scritta ed orale.

15. Provvedere ad una programmazione puntuale e coordinata dell attività didattica ed in particolare delle prove di valutazione scritta ed orale. PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA NORME DI COMPORTAMENTO DOCENTI: I docenti si impegnano a: 1. Fornire con il comportamento in classe esempio di buona condotta ed esercizio di virtù. 2. Curare la chiarezza

Dettagli

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA:

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: BILANCIO E PROPOSTE Edizioni Erickson Presentano il Rapporto: Attilio Oliva Vittorio Nozza Andrea Gavosto Intervengono: Valentina Aprea Maria Letizia

Dettagli

PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA

PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA Istituto Comprensivo 1 F. GRAVA CONEGLIANO PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA Anno scolastico 2012/ 2013 A pagina 2 PIANO OFFERTA FORMATIVA PER LA SCUOLA MEDIA A pagina 9 PIANO OFFERTA FORMATIVA PER LA SCUOLA

Dettagli

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con:

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: V E NIDO DIPARTIMENTO MATERNO INFANTILE R ENTI LOCALI T QUARTIERE I C SCUOLA DELL INFANZIA FAMIGLIA

Dettagli

Progetto NUOTO. Progetto. Progetto PARLAWIKI EDUCAZIONE ALLA SALUTE. Progetto CENTRO SPORTIVO STUDENTESCO

Progetto NUOTO. Progetto. Progetto PARLAWIKI EDUCAZIONE ALLA SALUTE. Progetto CENTRO SPORTIVO STUDENTESCO CENTRO SPORTIVO STUDENTESCO EDUCAZIONE STRADALE GEMELLAGGIO EDUCAZIONE ALLA LEGALITA NUOTO XX CONCORSO LETTERARIO «POESIA A MEOLO» EDUCAZIONE ALLA SALUTE PARLAWIKI LINGUA LATINA CENTRO SPORTIVO STUDENTESCO

Dettagli

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche COMUNE di ORISTANO Provincia di Oristano Assessorato ai Servizi Sociali Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche Approvato con Delibera di C.C. n. 38 del 20.05.2014 1 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ALCUNI DATI L Istituto Trento 5 comprende 3 scuole primarie e 2 scuole secondarie di I grado. Il numero totale di alunni

Dettagli

Gli strumenti per una didattica inclusiva

Gli strumenti per una didattica inclusiva STRUMENTI PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA Ottilia Gottardi CTI Monza Est Gli strumenti per una didattica inclusiva Ottilia Gottardi CTI Monza Est PRINCIPI della PEDAGOGIA INCLUSIVA Tutti possono imparare;

Dettagli

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DECRETO 30 settembre 2011. Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto

Dettagli

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO Premessa L estate per i bambini è il tempo delle vacanze, il momento in cui è possibile esprimersi liberamente, lontano dalle scadenze, dagli impegni, dai compiti, dalle

Dettagli

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO.

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO. Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2012/2013 Progetto Di Casa nel Mondo - Competenze chiave per una cittadinanza sostenibile Gruppo lavoro Dott. Massetti Scuola Primaria Classi Terze TITOLO: I prodotti

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

Dichiarazione Popolazione e cultura

Dichiarazione Popolazione e cultura IX/11/1 Dichiarazione Popolazione e cultura I Ministri delle Parti contraenti della Convenzione delle Alpi attribuiscono agli aspetti socio economici e socio culturali indicati all art 2, comma 2, lettera

Dettagli

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 Principi normativi Art. 3 Finalità Art. 4 Destinatari degli interventi

Dettagli

Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, LA DIDATTICA DEL FARE

Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, LA DIDATTICA DEL FARE Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, TEATRO LA DIDATTICA DEL FARE 1 BISOGNI Sulla scorta delle numerose riflessioni che da parecchi anni aleggiano sulla realtà

Dettagli

CORSO AD INDIRIZZO MUSICALE DELL I.C. S.G. BOSCO PALAZZO SAN GERVASIO (PZ)

CORSO AD INDIRIZZO MUSICALE DELL I.C. S.G. BOSCO PALAZZO SAN GERVASIO (PZ) CORSO AD INDIRIZZO MUSICALE DELL I.C. S.G. BOSCO PALAZZO SAN GERVASIO (PZ) La musica è l'armonia dell'anima Alessandro Baricco, Castelli di rabbia Premessa L insegnamento di uno strumento musicale nella

Dettagli

ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE CARLO LIVI

ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE CARLO LIVI ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE CARLO LIVI Via Pietro Maroncelli 33 59013 Montemurlo (Prato) tel. +39 0574 683312 fax +39 0574 689194 email pois00300c@istruzione.it pec pois00300c@pec.istruzione.it

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI SCOLASTICI

CARTA DEI SERVIZI SCOLASTICI ISTITUTO COMPRENSIVO SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO v. Marconi, 62 15058 VIGUZZOLO (AL) Tel. 0131/898035 Fax 0131/899322 Voip 0131974289 Mobile 3454738373 E_mail: info@comprensivoviguzzolo.it

Dettagli

Codice univoco Ufficio per fatturazione elettronica: UFNGS6

Codice univoco Ufficio per fatturazione elettronica: UFNGS6 54 Distretto Scolastico ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE AD INDIRIZZO MUSICALE De Amicis Baccelli di Sarno (Sa) Sede Legale: Corso G. Amendola, 82 - C.M.: SAIC8BB008 - C.F.:94065840657 E mail:saic8bb008@istruzione.it

Dettagli

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Relatore: Prof.ssa Chiara Frassineti, genitore e insegnante Il rapporto tra genitori e ragazzo (studente)

Dettagli

Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11

Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11 Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11 Per la quarta annualità ho ricoperto il ruolo di Responsabile del Piano dell'offerta Formativa e dell Autovalutazione di

Dettagli

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~(c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i(' qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('!11~",fi:j:/lé'i7(?:/l(?/u~/(v,',f7t:{(jn~/lrt//lé':/iu kyjlf?jtf..ét:'é' h l/m f /tf7.. ~t:;'j/i'é' (~/;àk//lrt /IUXr(;/lrT~

Dettagli

PROGETTO EDUCATIVO SULL'INTEGRAZIONE E LA PREVENZIONE DEL DISAGIO E DELL'ABBANDONO SCOLASTICO PRECOCE

PROGETTO EDUCATIVO SULL'INTEGRAZIONE E LA PREVENZIONE DEL DISAGIO E DELL'ABBANDONO SCOLASTICO PRECOCE PROGETTO EDUCATIVO SULL'INTEGRAZIONE E LA PREVENZIONE DEL DISAGIO E DELL'ABBANDONO SCOLASTICO PRECOCE PREMESSA La Dispersione Scolastica è un fenomeno complesso che riunisce in sé: ripetenze, bocciature,

Dettagli

RELAZIONE FINALE FUNZIONE STRUMENTALE AREA 1

RELAZIONE FINALE FUNZIONE STRUMENTALE AREA 1 UNIONE EUROPEA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA ISTITUTO COMPRENSIVO C. LEVI MANIACE RELAZIONE FINALE FUNZIONE STRUMENTALE AREA 1 AUTOANALISI D ISTITUTO Anno scolastico 2012/2013 RELAZIONE In data

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO P. CARMINE. Regolamento. del gruppo di lavoro sull handicap. Regolamento GLHI. Ai sensi dell art. 15 c.

ISTITUTO COMPRENSIVO P. CARMINE. Regolamento. del gruppo di lavoro sull handicap. Regolamento GLHI. Ai sensi dell art. 15 c. ISTITUTO COMPRENSIVO P. CARMINE Regolamento Regolamento GLHI del gruppo di lavoro sull handicap Ai sensi dell art. 15 c. L 104/92 Approvato dal Consiglio di stituto in data 08/07/2013 1 Gruppo di Lavoro

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

PREMESSA QUADRO NORMATIVO

PREMESSA QUADRO NORMATIVO RACCORDI TRA I PERCORSI DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI E I PERCORSI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE: L ACCORDO IN SEDE DI CONFERENZA UNIFICATA DEL 16 DICEMBRE 2010 PREMESSA Il 16 dicembre scorso

Dettagli

Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione

Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione Una breve guida per la lettura e l utilizzo delle Indicazioni Nazionali nell elaborazione di un curricolo

Dettagli

Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche

Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche I.a. Presentazione del Corso di Studio Denominazione del Corso di Studio Denominazione

Dettagli

Presentazione ai Dirigenti Scolastici

Presentazione ai Dirigenti Scolastici Il Progetto Adolescenza del Lions Quest International Presentazione ai Dirigenti Scolastici La scuola sta vivendo, da alcuni anni, un periodo molto complesso Potersi dotare di strumenti che facilitino

Dettagli

DSA e EES ESIGENZE EDUCATIVE DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO SPECIALI

DSA e EES ESIGENZE EDUCATIVE DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO SPECIALI DSA e EES DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO ESIGENZE EDUCATIVE SPECIALI DISTURBI SPECIFICI dell APPRENDIMENTO Interessano alcune specifiche abilità dell apprendimento scolastico in un contesto di funzionamento

Dettagli

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ESPERIENZE CHE INSEGNANO IL FUTURO BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI GUIDA ALLA NUOVA NORMATIVA AA. VV. AGOSTINO MIELE Il presente volume nasce dall esperienza maturata all interno dell Istituto Tecnico per il

Dettagli

Il Ministro della Pubblica Istruzione

Il Ministro della Pubblica Istruzione Prot. n. 30/dip./segr. Roma, 15 marzo 2007 Ai Direttori Generali Regionali Loro Sedi Ai Dirigenti degli Uffici scolastici provinciali Loro Sedi Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano

Dettagli

PAI Piano Annuale per l Inclusione

PAI Piano Annuale per l Inclusione ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA Via Albergati 30 40069 Zola Predosa (BO) Tel. 051/755355 755455 - Fax 051/753754 E-mail: BOIC86400N@istruzione.it - C.F. 80072450374 Pec : boic86400n@pec.istruzione

Dettagli

PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL CORTILE SCOLASTICO Plesso di C.so Soleri

PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL CORTILE SCOLASTICO Plesso di C.so Soleri Scuola Primaria 1 Circolo di Cuneo PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL CORTILE SCOLASTICO Plesso di C.so Soleri Responsabile del Progetto: Ins. Rosanna BLANDI 2 INDICE PRESENTAZIONE DEL PROGETTO pag. 5 L

Dettagli

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA LE CARATTERISTICHE PEDAGOGICHE DEL GRUPPO CLASSE 13 1 Le caratteristiche

Dettagli

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Workshop n. 3 Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Introducono il tema e coordinano i lavori - Irene Camolese, Confcooperative - Franca Marchesi, Istituto Comprensivo

Dettagli

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015 Con la collaborazione di: EDUCAZIONE ATTRAVERSO IL MOVIMENTO Le abilità di movimento sono conquiste tangibili che contribuiscono alla formazione di un immagine di sé positiva. Progetto di collaborazione

Dettagli

QUARTA E QUINTA ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE

QUARTA E QUINTA ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE QUARTA E QUINTA ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE - Matematica - Griglie di valutazione Materia: Matematica Obiettivi disciplinari Gli obiettivi indicati si riferiscono all intero percorso della classe quarta

Dettagli

Istituto Tecnico Industriale Statale Luigi di Savoia Chieti. Contratto Formativo. Disciplina TECNOLOGIA e TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

Istituto Tecnico Industriale Statale Luigi di Savoia Chieti. Contratto Formativo. Disciplina TECNOLOGIA e TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONE GRAFICA Istituto Tecnico Industriale Statale Luigi di Savoia Chieti Contratto Formativo Corso I.T.I.S. Classe I sez.a CH Disciplina TECNOLOGIA e TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONE GRAFICA Docenti : DITURI LUIGI e INGELIDO

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr AUTOVALUTAZIONE D ISTITUTO Report Progetto ERGO VALUTO SUM PON Valutazione e miglioramento (Codice 1-3-FSE-2009-3) Anno Scolastico 2012-2013 Relatore

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI Requisiti di valutazione per un percorso di Ateneo finalizzato all accreditamento in qualità dei Corsi di Studio:

Dettagli

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione,

Dettagli

PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1

PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 TITOLO DEL PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 Settore e Area di Intervento: Settore: ASSISTENZA

Dettagli

PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA

PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA Istituto Comprensivo GIORGIO GABER Scuola Infanzia Scuola Primaria Scuola Secondaria I grado Via Trieste, 85 55041 Lido di Camaiore (LU) Tel. 0584 67563 Fax 0584 67047 e-mail: luic83200q@istruzione.it

Dettagli

ELEMENTI DI NOVITÀ E DI CAMBIAMENTO

ELEMENTI DI NOVITÀ E DI CAMBIAMENTO Ufficio XVI - Ambito territoriale per la provincia di Reggio Emilia Ufficio Educazione Fisica e Sportiva ELEMENTI DI NOVITÀ E DI CAMBIAMENTO Prof. PAOLO SECLÌ Docente di Attività motoria per l età evolutiva

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA

ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA Via Albergati 30 40069 Zola Predosa (BO) Tel. 051/755355 755455 - Fax 051/753754 E-mail: BOIC86400N@istruzione.it - C.F. 80072450374 Pec : boic86400n@pec.istruzione.it

Dettagli