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1 piano dell offerta formativa anno scolastico pof Centenario Pascoliano Scuola Secondaria di I grado Giovanni Pascoli Via Cotani 1 Perugia (Pg)

2 I N D I C E PREMESSA pag. 3 NOTIZIE STORICHE pag. 4 STRUTTURA pag. 4 QUADRO ORARIO SETTIMANALE pag. 5 ORGANIGRAMMA DELLA SCUOLA pag. IL NOSTRO POF pag. LINEE D INDIRIZZO DEL POF pag. LA NOSTRA MISSSION pag. BISOGNI E ATTESE pag. FINALITA DEL POF pag. 10 OBIETTIVI FORMATIVI GENERALI pag. 11 Obiettivi socio-affettivi-relazionali pag. 11 Obiettivi metodologici e cognitivi pag. 11 PROGETTAZIONE DIDATTICO EDUCATIVA pag. 12 Il quadro di riferimento normativo pag. 12 Le nostre scelte progettuali pag. 13 SECELTE METODOLOGICHE pag. 14 La didattica laboratoriale pag. 15 La didattica per problemi pag. 15 L uso di nuove tecnologie pag. 15 VALUTAZIONE pag. 1 Valutazione delle singole discipline pag. 1 Griglia per la valutazione del profitto pag. 1 Griglia per la valutazione del comportamento pag. 1 INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI pag. 19 Premessa pag. 19 L organizzazione scolastica per il sostegno pag. 19 Risorse professionali per l integrazione pag. 19 l Gruppo di Lavoro per l handicap di Istituto (G.L.H.I.) pag. 20 Profilo dinamico funzionale pag. 20 Il Piano educativo individualizzato (PEI) pag. 20 Continuità educativa e didattica fra i diversi gradi di scuola pag. 21 Percorsi d orientamento pag. 21 GLI ALUNNI CON DSA pag. 21 INSERIMENTO ED INTEGRAZIONE ALUNNI STRANIERI pag. 22 CONTINUITA EDUCATIVA E ORIENTAMENTO pag. 23 SCELTE PROGETTUALI pag. 24 Progetti costitutivi dell identità dell Istituto pag. 2 Progetti d ampliamento dell offerta formativa pag. 29 FORMAZIONE pag. 30 ALLEGATI Criteri per l assegnazione degli alunni alle delle classi prime pag. 31 Criteri per l attuazione delle visite guidate e dei viaggi d istruzione pag. 33 Patto educativo di corresponsabilità pag. 34 Regolamento di disciplina pag. 3 Programmazioni didattiche dipartimentali pag. 42 2

3 PREMESSA Il Piano dell Offerta Formativa (POF) dell Istituto d Istruzione Secondaria di primo grado Giovanni Pascoli è il documento che ne attesta l' identità culturale e progettuale. IL POF ESPLICITA LE SCELTE EDUCATIVE, DIDATTICHE E ORGANIZZATIVE ADOTTATE FORMALIZZA L' IMPEGNO PER L'AMPLIAMENTO E IL MIGLIORAMENTO DEL SERVIZIO OFFERTO IN VISTA DEL SUCCESSO FORMATIVO VALORIZZA L'APERTURA NEI CONFRONTI DELLE ALTRE AGENZIE FORMATIVE DEL TERRITORIO RENDE TRASPARENTI LE REGOLE DEL FUNZIONAMENTO E DELLA GESTIONE Considerando che la realtà nella quale si trova ad operare è in continuo divenire, la scuola si pone come promotrice positiva di cambiamenti futuri. Per raggiungere tale obiettivo si ritengono indispensabili i seguenti percorsi: VALUTAZIONE E RIELABORAZIONE ANALISI DELLE ESIGENZE DELL UTENZA E DEL TERRITORIO ELABORAZIONE ED ATTUAZIONE DI PROPOSTE OPERATIVE MIRATE RIFLESSIONE SULLE FINALITÀ EDUCATIVE DELL' OFFERTA FORMATIVA Il Piano dell Offerta Formativa è elaborato dal Collegio dei Docenti, sulla base delle linee d indirizzo generali per le attività della scuola definite dal Consiglio d Istituto ed è adottato dal Consiglio d Istituto. Alla realizzazione dell'offerta formativa contribuiscono, a diverso titolo, tutte le figure professionali dell Istituto: Dirigente scolastico, docenti, personale di segreteria, collaboratori scolastici come anche studenti, genitori e comunità locali. 3

4 NOTIZIE STORICHE La scuola Media Statale «G.Pascoli» è istituita a Perugia negli anni 50 con sede nel centro storico della città, in via Bartolo e con una succursale in via del Parione, vicino alla Chiesa di S. Spirito. Con l aumento progressivo delle iscrizioni, la sede di via del Parione diviene autonoma, col nome di Scuola Media «G. Carducci», mentre la «Pascoli» è trasferita in Piazza Morlacchi ed ospita, negli anni 0, fino a 12 sezioni. Successivamente, con lo sviluppo dei quartieri periferici, inizia lo spopolamento del centro urbano; diminuisce gradualmente anche il numero di iscritti alla «Pascoli» e, nell a.s , alla sede centrale viene annessa la succursale di via Cortonese, in risposta al progressivo incremento demografico di questa zona. Nell anno scolastico la «Pascoli» si fonde con la Scuola Media di Madonna Alta, ove vengono trasferiti la Presidenza e gli uffici di Segreteria; la sede centrale diviene quella di Via Cotani, con le succursali di via del Fosso e di Piazza Morlacchi. Nell anno scolastico la sede di Piazza Morlacchi viene annessa alla Scuola Media «S.Paolo» e la Media «Pascoli» resta costituita dalle sedi di Via Cotani e di Via del Fosso. STRUTTURA La scuola, ubicata in una zona ad alta densità abitativa, soprattutto residenziale, è immersa nel verde di un parco pubblico. E' facilmente raggiungibile grazie ad una buona viabilità ed è favorita dalla presenza nel territorio limitrofo e quello comunale di svariati servizi e di strutture socio-culturali con cui sono stati instaurati rapporti di stretta e fattiva collaborazione. L Istituto Giovanni Pascoli si propone come struttura aperta, ricettiva e interattiva al territorio. L' apertura al territorio è quindi attenzione all'ascolto delle esigenze culturali, educative e formative della realtà e nello stesso tempo, impegno per un' offerta didattica dinamica e collegata alle problematiche sociali del proprio ambiente. L Istituto Giovanni Pascoli è un'unica unità scolastica suddivisa in due strutture: una sede è ubicata in via Del Fosso, l' altra in via Cotani. L Istituto G. Pascoli consta di 9 sezioni per un totale di 2 classi e alunni. SEDE DI VIA DEL FOSSO SEDE DI VIA COTANI Classi 10 Classi 1 Sezioni 1 a, 2 a, 3 a E, F, G 1 1 a Sezioni, 2 a, 3 a A, B, C, D, H I 2 a, 3 a I Alunni 235 Alunni 452 Le due strutture sono facilmente raggiungibili con mezzi pubblici ordinari e dispongono di parcheggi; nella piazza antistante la sede coordinata è situata la stazione del Minimetrò di Madonna Alta. Entrambe le sedi ospitano nello stesso edificio tre ordini di scuola: Scuola dell Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria di primo grado; ciò ha consentito di instaurare nel tempo una fattiva collaborazione, creando le premesse per un efficace continuità educativa tra scuola Primaria e il nostro Istituto. Entrambe le strutture dispongono di spazi adeguati all uso: aule, laboratori, palestre, biblioteche per ragazzi. Tutti i locali sono facilmente accessibili, grazie anche alla presenza di scivoli e di un ascensore nella sede di via Cotani. Inoltre la scuola è dotata di una biblioteca storica arricchita negli anni anche da donazioni che l hanno ulteriormente valorizzata. Gli uffici di Presidenza e di Segreteria, l Aula Magna, gli Archivi e la Biblioteca dei Docenti si trovano nella sede centrale. Gli alunni provengono sia dal quartiere sia da varie zone limitrofe. La scuola infatti accoglie anche una buona percentuale di utenza esterna ed ha registrato negli ultimi anni un progressivo aumento delle iscrizioni. 4

5 QUADRO ORARIO SETTIMANALE L orario delle lezioni si svolge in 30 ore settimanali, articolate su giorni dal lunedì al sabato. Le ore sono distribuite nelle singole discipline secondo la seguente tabella: DISCIPLINE CLASSI 1 e 2 e 3 e Religione cattolica Italiano 5+1* 5+1* 5+1* Storia Geografia Inglese (prima lingua comunitaria) Francese (seconda lingua comunitaria) Matematica Scienze Musica Tecnologia Arte e immagine Scienze motorie e sportive Totale ore * Ora di approfondimento in materie letterarie utilizzata per inserire nelle classi elementi di cultura latina. L orario giornaliero: Ore,55 ingresso in aula per alunni e docenti Ore.00 inizio lezioni Ore 9,55 10,10 ricreazione Ore 12,55-13,00 termine delle lezioni 5

6 ORGANIGRAMMA DELLA SCUOLA Dirigente scolastico: Anna Bigozzi Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi: Bruna Gigli Collaboratori del Dirigente: Lena Lancisi, Maria Rita Liviabella Funzioni strumentali: Area 1 Informatica Maria Rita Ragni Area 2 Gestione del piano dell'offerta formativa Leonella Fecchi Area 3 Sostegno agli alunni Elena Zigliara Area 4 Continuità Rossella Fragai Area 5 Responsabile dell integrazione degli alunni diversamente abili e con DSA Patrizia Franceschelli Commissioni: POF Viaggi d istruzione Orario Continuità Funzione strumentale, Gianni Guerriero, Anna Mangieri, Florisa Fé Leonella Fecchi, Lena Lancisi, Maria Rita Liviabella Francesca Cipriani, Loredana Moscini Funzione strumentale, Proietti Pizzi, Bettona, De Marinis, Antonella De Meis,

7 IL NOSTRO POF si fonda su quanto dichiarato dall art. 3 del Regolamento attuativo dell autonomia scolastica (D.P.R , n. 25) si ispira alla seguente normativa L , n. 59 art. 21 (Autonomia delle Istituzioni scolastiche); D.P.R , n. 29 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione) D.Lgs , n. 112 (Decentramento amministrativo) D.P.R , n. 233 (Dimensionamento delle Istituzioni scolastiche) D.P.R , n. 249 (Statuto delle studentesse e degli studenti) D.M , n. 19 (Sperimentazione dell autonomia) D.P.R , n.394 (disciplina dell immigrazione) L , n. 53 (Riforma degli Ordinamenti Scolastici) D. Lgs n 59 (Norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo) D.M (Indicazioni per il Curricolo) D.P.R , n. 235 (Modifica Statuto delle studentesse e degli studenti) L , n. 1 (Diritti delle persone con disabilità) D.P.R , n. 1 (Revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione) D.P.R , n.122 (Valutazione alunni) Nota (Linee guida sull'integrazione scolastica degli alunni con disabilità) C.M , n. 2 (Integrazione alunni stranieri) L n.10 (Norme sui DSA) D.M (Linee guida sui DSA) Nota del (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo) LINEE D INDIRIZZO DEL POF Il Consiglio d Istituto ha definito le seguenti linee d indirizzo generali del Piano dell Offerta Formativa che rappresentano i principi ispiratori della progettazione didattico-educativa della nostra scuola: progettare e realizzare l offerta formativa dell Istituzione scolastica nella prospettiva dell unitarietà, nel rispetto delle libertà individuali e delle competenze degli organi collegiali; favorire l integrazione e l inclusione dello studente nella comunità scolastica attraverso la progettazione di percorsi formativi che realizzino le peculiarità di ognuno con particolare attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, di disabilità, di svantaggio sociale e alla valorizzazione delle eccellenze; promuovere un interazione funzionale con le famiglie, allo scopo di costruire un patto di fiducia stabile ed una reale alleanza educativa; promuovere l innovazione tecnologica delle metodologie e delle prassi didattiche nella direzione degli orizzonti della cultura digitale; promuovere un concetto di cittadinanza fondata su valori quali la solidarietà, la partecipazione, la tolleranza, l impegno, il rispetto.

8 LA NOSTRA MISSION La scuola è il luogo in cui il presente è elaborato nell intreccio tra passato e futuro, tra memoria e progetto (dalle Indicazioni nazionali per il curriculo del ). La nostra Istituzione, ispirandosi alle Indicazioni nazionali per il curricolo e in risposta alle esigenze della società contemporanea, dinamica e complessa, ha scelto come missione: TRADIZIONE E INNOVAZIONE. La tradizione, per dare solide fondamenta alla costruzione dei saperi ; l innovazione per l acquisizione di competenze, sempre aggiornate e al passo coi tempi, tese alla realizzazione del lifelong-learning. L aspetto tradizionale dell Offerta Formativa si basa sulla trasmissione e la valorizzazione della memoria, delle radici storiche, del patrimonio artistico e culturale del nostro territorio e del nostro Paese. La scelta di utilizzare l ora di approfondimento in Italiano per introdurre elementi di cultura latina è in coerenza con tale scopo. L aspetto innovativo accoglie le sfide imposte alla scuola dalla dimensione europea e globale, dando l opportunità agli alunni di acquisire competenze certificate, in coerenza con le Raccomandazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio. I due aspetti sono coniugati dalla conoscenza e dal corretto utilizzo di strumenti informatici innovativi come le LIM(lavagne interattive multimediali); dalle metodologie didattiche e dalle strategie operative, basate sulla ricerca-azione e sulla didattica laboratoriale, che rendono l alunno attore del proprio processo di apprendimento e favoriscono la sua partecipazione attiva e costruttiva alle attività scolastiche.

9 Bisogni formativi degli alunni BISOGNI E ATTESE In seguito alle rilevazioni effettuate negli anni precedenti tra gli alunni del nostro Istituto sono stati individuati i seguenti bisogni formativi: Bisogni socio - affettivi appartenenza identità valorizzazione accettazione autoregolazione autonomia personale interazione/relazione Bisogni cognitivi sviluppo delle competenze di base sviluppo delle competenze specifiche e tecniche sviluppo della motivazione allo studio Bisogni operativi e metodologici sviluppo delle competenze trasversali centrate su aspetti comunicativi, relazionali, organizzativi e dei metodi di studio. Sviluppo della forza di volontà Le attese Le principali richieste e aspettative espresse dalle famiglie, dal personale scolastico, dal territorio e più in generale dalla società nei confronti della scuola sono: Famiglie Personale scolastico Realtà territoriale e società preparazione adeguata motivazione ad apprendere strumenti metodologici efficaci sviluppo del capitale umano realizzazione delle potenzialità dei singoli trasmissione valori sociali e morali sviluppo delle capacità di stare/lavorare in gruppo offerta formativa di qualità ambiente positivo per la crescita e la socializzazione riconoscimento dell'importanza sociale del ruolo docente valorizzazione delle competenze professionali svolgimento del lavoro in un clima relazionale positivo centrato sul rispetto e la collaborazione tra tutti coloro che operano nella scuola docenti, dirigente, personale amministrativo, collaboratori scolastici, studenti e famiglie libertà d insegnamento intesa come libertà di operare scelte metodologico-didattiche autonomia finalizzata all arricchimento del percorso formativo degli alunni partecipazione attiva degli enti locali e delle agenzie formative del territorio acquisizione di competenze e valori per gli alunni valorizzazione del patrimonio culturale locale interiorizzazione del senso di appartenenza alla comunità opportunità di concrete collaborazioni prevenzione dell abbandono scolastico prevenzione del disagio sociale 9

10 FINALITÀ DEL POF Il nostro Istituto si propone di rispondere ai bisogni sopra evidenziati attraverso scelte organizzative, didattiche e curricolari che promuovano il pieno sviluppo dello studente come persona e come cittadino e perseguano le seguenti finalità: FORMARE CITTADINI ITALIANI, DELL EUROPA E DEL MONDO PORRE L ALUNNO AL CENTRO DELL AZIONE EDUCATIVA PER CONSENTIRE IL PIENO SVILUPPO DELLE SUE POTENZIALITÀ COGNITIVE, AFFETTIVE, RELAZIONALI SVILUPPARE COMPETENZE UTILI AD UNA FORMAZIONE CHE POSSA CONTINUARE PER L INTERO ARCO DELLA VITA PROMUOVERE LA CULTURA DELLA LEGALITÀ PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI CITTADINANZA INTESO COME PARTECIPAZIONE ATTIVA E RESPONSABILE ALLA VITA DELLA COMUNITÀ (SCUOLA, FAMIGLIA, STATO) FINALITÀ DEL POF PROMUOVERE UN APPRENDIMENTO CONSAPEVOLE E RESPONSABILE PER SVILUPPARE LA CAPACITÀ DI ORIENTARSI E DI COMPIERE SCELTE AUTONOME FAVORIRE LA MOTIVAZIONE AL LAVORO ED AD UNA APPLICAZIONE SERIA E COSTANTE COME STRUMENTI ESSENZIALI PER LA CRESCITA E LA REALIZZAZIONE PERSONALE EDUCARE ALLA CONVIVENZA ATTRAVERSO LA VALORIZZAZIONE DELLE DIVERSE IDENTITÀ E RADICI CULTURALI DI OGNI PERSONA EDUCARE AL RISPETTO DI SÉ E DEGLI ALTRI PER SVILUPPARE RELAZIONI POSITIVE E COLLABORATIVE 10

11 OBIETTIVI FORMATIVI GENERALI Obiettivi socio-affettivi-relazionali conoscenza e rispetto delle regole fondamentali della vita associata e democratica e acquisizione del senso di responsabilità; capacità di stabilire rapporti interpersonali di collaborazione e amicizia e di partecipare in modo corretto e responsabile alle attività e ai momenti della vita scolastica; presa di coscienza di sé, della realtà circostante e delle problematiche in divenire del mondo contemporaneo; consapevolezza della complessità delle valenze affettive nella crescita umana; capacità di imparare a leggere e gestire le proprie emozioni; autoconsapevolezza emotiva e cognitiva intra e inter-personale; capacità di acquisire una coscienza interculturale che conduca al dialogo e alla collaborazione; capacità di sviluppare ed elaborare l identità di genere. Obiettivi metodologici e cognitivi acquisizione di un metodo di studio autonomo ed efficace; consapevolezza della necessità di un impegno serio e costante per il raggiungimento di risultati; sviluppo della capacità di attenzione; sviluppo dell autonomia e dell autoefficacia; acquisizione della capacità di muoversi e operare nella realtà rispettando vincoli e tempi; sviluppo delle capacità intuitive; acquisizione delle capacità di osservazione, analisi, sintesi, confronto, rielaborazione e comunicazione; sviluppo dei metodi di comunicazione verbali e non verbali, nelle varietà delle loro forme e funzioni; sviluppo e potenziamento delle capacità creative; sviluppo delle capacità di autovalutazione, anche ai fini dell orientamento; sviluppo della capacità di lettura critica ed interpretazione della realtà; utilizzazione consapevole delle conoscenze, delle abilità, delle tecniche e dei metodi acquisiti in contesti simili e diversi. 11

12 Il quadro di riferimento normativo PROGETTAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA La progettazione dell attività didattico-educativa dell Istituto G. Pascoli ha come cornice di riferimento tre fondamentali documenti: il quadro delle competenze chiave per l apprendimento permanente, indicate dalla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio 1 dicembre 200, come soglia culturale comune per preparare i giovani alla vita adulta e offrire loro un metodo per continuare ad apprendere per tutto il corso della loro esistenza; le competenze chiave di cittadinanza da acquisire al termine dell obbligo scolastico, definite dal D.M , n.139; le Indicazioni nazionali per il curricolo per la scuola dell infanzia e del primo ciclo del 2 novemre 2012 che individuano le competenze culturali basilari e irrinunciabili attese al termine del primo ciclo d istruzione. Vengono inoltre precisati i traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine del terzo anno della scuola secondaria di primo grado nonché gli obiettivi di apprendimento per ciascuna disciplina attesi. Le competenze sono definite nelle Raccomandazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio del 200, come la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale; le competenze sono descritte in termine di responsabilità e autonomia. RACCOMANDAZIONI Del Parlamento Europeo e del Consiglio (200/92/CE) Comunicazione nella madrelingua COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA (All. al DM 139/200) Imparare ad imparare Comunicazione nelle lingue straniere Competenza in matematica ed in campo scientifico-tecnologico Competenza digitale Progettare Comunicare Collaborare e partecipare Imparare ad imparare Agire in modo autonomo e responsabile Competenze sociali e civiche Risolvere problemi Senso di iniziativa ed imprenditorialità Individuare collegamenti e relazioni Consapevolezza ed espressione culturale Acquisire ed interpretare l informazione 12

13 Le nostre scelte progettuali SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO GIOVANNI PASCOLI PERUGIA La progettazione didattica è un attività che coinvolge sia organi collegiali come il Collegio Docenti, i Dipartimenti disciplinari, i Consigli di Classe, che il singolo docente. Collegio docenti POF Dipartimenti disciplinari Consigli di classe Singolo Docente Programmazione dei consigli di classe Programmazione per materie Programmazione disciplinare La progettazione didattica disciplinare dell Istituto ha come finalità il raggiungimento delle competenze attese al termine del terzo anno della scuola secondaria di primo grado così come evidenziate nelle Indicazioni Nazionali per il curriculo. Per rispettare la centralità dell alunno, in vista dei traguardi per il raggiungimento delle competenze, la scuola ha cercato di rinnovare la scelta dei contenuti, delle attività e delle metodologie con il fine di sostanziare il diritto allo studio in diritto all apprendimento. La progettazione educativa è centrata sui processi di apprendimento e misurata sui livelli di ingresso e sui diversi ritmi e stili cognitivi degli studenti. Questa comprende attività dedicate al recupero di ogni tipo di svantaggio senza trascurare la promozione delle eccellenze. Il Collegio docenti elabora il piano dell offerta formativa (POF), definisce gli obiettivi generali della programmazione didattico-educativa, stabilisce i criteri di valutazione e il piano degli incontri Scuola-Famiglia. 13

14 I Dipartimenti sono costituti dai docenti delle stesse discipline (Lettere, Inglese,..) ed hanno il compito di garantire l unitarietà del servizio scolastico nelle diverse sezioni. I Dipartimenti, nella Programmazione Dipartimentale, progettano le prove d ingresso e di accertamento delle conoscenze e delle abilità pregresse, individuano i nuclei fondanti di ogni disciplina comuni alle classi parallele e articolati in termini di conoscenze e abilità finalizzate al raggiungimento di specifiche competenze. Le programmazioni dipartimentali rappresentano le linee guida per le successive fasi della progettazione didattica che viene ulteriormente dettagliata sia a livello di consiglio di classe, sia di singolo docente. I consigli di classe definiscono il Documento di Programmazione del Consiglio di Classe che prende avvio dall individuazione dei livelli di partenza attraverso le prove d ingresso o di accertamento delle conoscenze e abilità pregresse e prosegue con la definizione delle competenze didattiche ed educative, dei criteri metodologici e delle strategie comuni, degli strumenti didattici utilizzati, delle modalità di verifica e dei criteri di valutazione, degli interventi di recupero e sostegno e di quelli di valorizzazione delle eccellenze, del piano delle uscite didattiche, delle visite guidate e dei viaggi d istruzione, della partecipazione ai progetti di ampliamento dell offerta formativa ecc. Il singolo docente progetta la propria azione didattica nella Programmazione Individuale attraverso la definizione di unità d apprendimento sulla base delle indicazioni definite a livello di Dipartimento e contestualizzate nella realtà della classe di riferimento, secondo quanto individuato dalla Programmazione del Consiglio di Classe. (Le programmazioni dipartimentali per materie sono presentate come allegati al presente documento). SCELTE METODOLOGICHE Motivare gli adolescenti allo studio è un impresa sempre più difficile e complessa. Lo sviluppo delle nuove tecnologie ha profondamente modificato le forme di apprendimento e di comunicazione delle nuove generazioni e allo stesso tempo ampliato il divario generazionale tra alunni ed insegnanti. La nostra scuola si sta impegnando da anni nella sperimentazione di nuovi metodi operativi per cercare di rendere più agevole ed interessante l attività didattica affinché il processo di insegnamento si trasformi in effettivo apprendimento da parte degli alunni Porre l alunno al centro del proprio processo di apprendimento significa per il docente integrare la didattica tradizionale con metodologie e strategie operative innovative che coinvolgano fattivamente lo studente motivando il suo interesse ad apprendere e migliorare. Le metodologie che abbiamo adottato sono: la didattica laboratoriale la didattica per problemi l uso di nuove tecnologie 14

15 La didattica laboratoriale La didattica laboratoriale non si svolge esclusivamente in laboratorio (esempio laboratorio di Scienze) ma è una modalità di lavoro in classe. I laboratori possono essere usati per verificare, attraverso l esperienza, le conoscenze e le abilità acquisite, ma possono essere utilizzati anche per acquisire nuove conoscenze ed abilità attraverso l esperienza. Nella didattica laboratoriale allo studente vengono proposte attività pratiche che non sono solo applicative o riproduttive, in quanto hanno lo scopo formativo di coinvolgerlo attivamente e di produrre pensiero a partire dall azione. L apprendimento si basa quindi sulla riflessione sulle esperienze concrete fatte durante le attività svolte e ciò determina che il processo di apprendimento coincida con quello operativo di esecuzione. Ai nostri alunni sono quindi proposti laboratori di scrittura, di esperimenti grammaticali, di lettura, di creatività, di scienze, di fisica ecc. La didattica per problemi Il metodo consiste nel proporre agli studenti, da soli o in piccoli gruppi, problemi da risolvere di diversa difficoltà. Possibili problemi sono: un quesito e la soluzione, una procedura o un algoritmo da organizzare, un dialogo, una comunicazione da elaborare ecc. Durante la soluzione di un problema l allievo è messo in condizione di scoprire ed acquisire autonomamente conoscenze nuove. I docenti assumono la funzione di tutor, cioè di guida metodologica, per ciascun allievo o per il gruppo di alunni impegnato nella soluzione del problema. Lo studente deve quindi autonomamente ricercare dati ed informazioni, fare stime e calcoli, formulare ipotesi risolutive, proporre soluzioni, prendere decisioni. Il metodo consente agli allievi di apprendere a risolvere, con gradualità, problemi sempre più complessi che fanno sì che lo studente acquisisca abilità cognitive di livello elevato. L uso di nuove tecnologie Il nostro Istituto possiede attualmente 13 LIM, (Lavagne Interattive Multimediali), che intende ulteriormente potenziare. La LIM è una superficie di grandi dimensioni, in tutto simile alla lavagna di ardesia, che consente di visualizzare contenuti e applicazioni (testi, immagini, animazioni, video, software) in formato digitale e in modo interattivo. La LIM può semplicemente essere definita una periferica del computer: una superficie che, grazie a un proiettore, riesce a visualizzare i contenuti presenti sul desktop e attraverso la tecnologia interattiva riesce a trasferire sul computer le operazioni svolte sulla lavagna. Grazie a queste sue caratteristiche, svolge un ruolo chiave per l innovazione della didattica, in quanto consente di integrare le Tecnologie dell Informazione e della Comunicazione nella didattica in classe e in modo trasversale alle diverse discipline. Le LIM consentono di introdurre nella scuola strategie e modalità didattiche innovative, potenzialmente più in sintonia con le forme di comunicazione adottate oggi dagli studenti e di sviluppare metodologie di insegnamento finalizzate a favorire la partecipazione attiva dello studente al proprio processo di apprendimento. 15

16 VALUTAZIONE La valutazione è il filo conduttore della progettazione didattico-educativa in quanto, partendo dall identificazione dei bisogni, consente la definizione degli obiettivi formativi e quindi la scelta degli strumenti e delle metodologie didattiche adeguate. Ha inoltre lo scopo di monitorare continuamente il processo di insegnamento-apprendimento, attraverso la sistematica raccolta di informazioni, per consentire l adeguamento/correzione dell attività didattica e favorire, attraverso l individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, i processi di autovalutazione degli stessi studenti ed il successo formativo. La valutazione diagnostica serve a fornire elementi circa le condizioni di partenza degli alunni che vengono accertate attraverso la somministrazione di test d ingresso. I risultati di queste prove consentono al docente sia di realizzare tempestivi interventi a carattere compensativo, che di progettare strategie di insegnamento individualizzato che migliorino i livelli di apprendimento di tutti gli alunni. La valutazione in itinere ha carattere essenzialmente formativo in quanto ha il compito di approfondire la conoscenza degli alunni fornendo l informazione sul modo in cui ciascun allievo procede nel suo compito di apprendimento. E inoltre utile a regolare e migliorare costantemente la progettazione dell attività didattica, adeguandola alle necessità individuali degli studenti. La valutazione quadrimestrale intermedia e finale è effettuata dalla scuola al termine dei quadrimestri e dell anno scolastico. Ha come oggetto il risultato dell attività di formazione di ciascun alunno e fa capo all esigenza di accertare le competenze degli alunni cioè le loro capacità di utilizzare le conoscenze e le abilità che hanno acquisito. Il giudizio valutativo è espresso da un voto in decimi attribuito collegialmente dal consiglio di classe su proposta del docente di disciplina. Nella formulazione del giudizio finale si considera il processo di apprendimento nella sua globalità e non solo il livello oggettivo raggiunto in termini di conoscenze, abilità e competenze relative a ciascuna disciplina. Si valutano quindi anche i progressi compiuti rispetto ai livelli di partenza, la partecipazione all attività didattica, l impegno dimostrato, il rispetto delle consegne inteso come regolarità nel portare il materiale scolastico e/o nell esecuzione dei compiti, l autonomia organizzativa sviluppata. Valutazione delle singole discipline La valutazione sommativa delle singole discipline si basa sulla raccolta sistematica di informazioni relative al processo di apprendimento che si realizza con diversi strumenti: prove scritte: componimenti, domande a risposta aperta, prove strutturate e semistrutturate (vero/falso, ascelta multipla, a completamento ), relazioni, esercizi di varia tipologia, sintesi, soluzione di problemi, dettati prove orali: colloqui orali, interventi, discussioni su argomenti di studio, esposizione di attività svolte, presentazioni prove pratiche: prove strumentali e vocali, test motori, prove tecnico-grafiche, prove di laboratorio Ogni disciplina deve documentare il percorso didattico attraverso un minimo di tre valutazioni per Quadrimestre (le discipline che prevedono sia lo scritto che l orale dovranno avere almeno tre valutazioni per lo scritto e due per l orale. Per la Lingua francese sono previste almeno due valutazioni per lo scritto e due valutazioni per l orale). Per le valutazione dell orale si potranno utilizzare anche prove scritte con domande a risposta aperta, prove strutturate e semi-strutturate (vero/falso, a scelta multipla, a completamento ). 1

17 Gli alunni hanno diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva per favorire il loro coinvolgimento nel processo educativo-formativo. Per questo scopo i docenti si impegnano a: comunicare agli alunni gli obiettivi attesi informare tempestivamente gli alunni circa i risultati delle prove invitare gli alunni ad una riflessione individuale sul significato dei risultati delle valutazioni. Griglia per la valutazione del profitto Voto espresso in decimi Indicatori e descrittori L alunno possiede conoscenze complete, approfondite e coordinate. Applica le conoscenze e le procedure con sicurezza ed efficacia. Sa risolvere problemi complessi in modo autonomo. Effettua analisi corrette ed approfondite e sintesi coerenti ed originali. Esprime valutazioni personalmente argomentate. L esposizione è rigorosa e sicura con un lessico ricco e articolato. L alunno possiede conoscenze approfondite ed articolate. Applica consapevolmente regole e procedure senza commettere errori e in modo autonomo. Ha capacità di analisi, sintesi e collegamento. L esposizione è rigorosa, con uso di un linguaggio disciplinare appropriato e vario. L alunno possiede conoscenze ampie e ordinate e una chiara focalizzazione dei nuclei tematici. Si mostra sicuro nelle applicazioni e nell operare collegamenti e svolge compiti complessi in situazioni note. L esposizione è pertinente e precisa. L alunno possiede conoscenze fondamentali. Si mostra abbastanza sicuro nelle applicazioni e nella scelta delle procedure più adeguate. L esposizione è corretta, con uso del linguaggio appropriato. L allievo ha acquisito le conoscenze e le abilità essenziali, pur con qualche incertezza. Svolge compiti semplici in situazioni note e sa applicare procedure e regole fondamentali. Usa in modo semplice il linguaggio specifico. L allievo presenta conoscenze parziali e non significative. Usa in modo frammentario i metodi disciplinari in contesti noti, evidenziando qualche difficoltà anche sotto la guida dall insegnante. Possiede una terminologia ridotta e l esposizione è poco corretta. L allievo presenta gravi carenze conoscitive e metodologiche. Commette frequenti errori concettuali e/o di procedimento e/o di esecuzione. Non è in grado di procedere in modo autonomo anche nello svolgimento di compiti semplici e, pur se guidato dall insegnante, usa un linguaggio improprio ed espone in modo poco strutturato. L allievo possiede conoscenze e abilità pressoché nulle; non è in grado di utilizzare i metodi disciplinari, anche in contesti semplificati; l esposizione è totalmente inadeguata. 1

18 Griglia per la valutazione del comportamento Il voto di comportamento viene attribuito sulla base dei seguenti indicatori con i relativi descrittori: rispetto delle norme dell Istituto; frequenza a scuola; partecipazione ed interesse al dialogo educativo; Impegno; relazioni e collaborazione con i docenti, con i compagni, con il personale della scuola; assenze non dovute a motivi di salute adeguatamente documentati. Voto espresso in decimi Indicatori e descrittori Completo rispetto delle norme disciplinari d Istituto. Interesse e partecipazione propositivi ed attivi al dialogo educativo. Frequenza assidua alle lezioni e alle attività didattiche. Puntuale e completo svolgimento delle consegne scolastiche. Ruolo propositivo e collaborativo all interno della classe. Completo rispetto delle norme disciplinari d Istituto. Interesse e partecipazione attiva al dialogo educativo. Frequenza assidua alle lezioni e attività didattiche. Regolare adempimento degli impegni scolastici. Disponibilità alla collaborazione con compagni e/o docenti durante l attività didattica. Osservazione delle norme fondamentali relative alla vita scolastica e nessuna sanzione disciplinare. Frequenza costante o assenze sporadiche alle lezioni e attività didattiche. Partecipazione attenta al dialogo educativo. Svolgimento regolare dei compiti assegnati. Sostanziale correttezza nei rapporti interpersonali. Episodi limitati e non gravi di mancato rispetto delle norme disciplinari d Istituto anche soggetti a sanzioni disciplinari lievi. Frequenza all attività didattica non sempre continua e puntuale. Interesse selettivo e partecipazione discontinua al dialogo educativo. Irregolare svolgimento dei compiti assegnati. Scarsa disponibilità alla collaborazione con i docenti, con i compagni e con il personale della scuola,con i quali instaura rapporti non sempre corretti. Episodi di mancato rispetto delle norme disciplinari d Istituto, anche soggetti a sanzioni disciplinari gravi. Frequenza discontinua all attività didattica. Mancato svolgimento dei compiti assegnati. Partecipazione passiva al lavoro scolastico e disturbo dell attività didattica. Rapporti problematici e assenza di collaborazione con i docenti, con i compagni e con il personale della scuola. Numerosi episodi di mancato rispetto delle norme disciplinari d Istituto soggette a sanzioni disciplinari molto gravi. Grave episodio di mancato rispetto delle norme disciplinari d Istituto che abbia dato luogo alla sospensione dall attività didattica per più 15 gg. Assenze non giustificate e continui ritardi. Mancato svolgimento dei compiti assegnati. Mancanza assoluta di interesse al dialogo educativo; atteggiamenti scorretti e continuo disturbo delle lezioni. Comportamenti scorretti verso adulti e coetanei con funzione negativa nei confronti del gruppo classe. 1

19 INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI Premessa L inserimento del progetto per l integrazione nel Piano dell Offerta Formativa intende promuovere la continuità della frequenza scolastica per gli allievi diversamente abili attraverso percorsi che mirino alla: Cura e sviluppo dei rapporti di relazione in classe e all esterno, con gli altri allievi, i docenti e tutto il personale scolastico. Predisposizione di percorsi didattici ed educativi pensati e modulati sulla base delle singole potenzialità che permettano il mantenimento e/o miglioramento dei livelli di scolarità raggiunti. Individuazione dei percorsi più idonei per un progetto di vita. L organizzazione scolastica per il sostegno L accoglienza nella scuola della persona in situazione di handicap viene realizzata attraverso il pieno coinvolgimento nella progettazione educativo/didattica di tutto il Consiglio di Classe, nonché del personale docente specializzato che opera, sulla base del progetto d Istituto, con lo studente in situazione di handicap. Possono essere presenti, sulla base di motivate necessità, ulteriori altre figure professionali qualora siano previste dal Piano Educativo Individualizzato. Sono presenti nella scuola, i Gruppi di Lavoro per l Handicap, d istituto e operativo, che si incontrano periodicamente e prevedono la presenza di docenti, operatori dei servizi, familiari con il compito di collaborare alle iniziative educative e di integrazione, predisposte per ogni singolo alunno, dal Piano Educativo Individualizzato. Risorse professionali per l integrazione L'integrazione scolastica degli alunni diversamente abili richiede una collaborazione interprofessionale tra tutti gli operatori messi a disposizione dalle varie istituzioni, al fine di assicurare un reale coordinamento tra i servizi scolastici, sanitari e socio-assistenziali. Le singole professionalità interagiscono tra loro nel rispetto delle rispettive competenze.. I docenti curricolari realizzano il processo di insegnamento/apprendimento volto a promuovere lo sviluppo umano, culturale, civile, professionale degli alunni sulla base delle finalità e degli obiettivi previsti; elaborano, attuano e verificano il PEI, adattandone l'articolazione alle differenti esigenze degli alunni, per gli aspetti pedagogico didattici, congiuntamente agli operatori e alla famiglia. I docenti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano; partecipano alla stesura di tutti i documenti e progetti per l'integrazione; partecipano a pieno titolo alle operazioni con diritto di voto per tutti gli alunni della classe. Gli operatori socio-assistenziali collaborano con i docenti, sotto la loro diretta responsabilità didattica, in tutte le attività scolastiche atte a favorire l'integrazione dell'alunno diversamente abile e nei rapporti con la famiglia. I collaboratori scolastici svolgono servizi di ausilio materiale agli alunni diversamente abili nell'accesso alle aree esterne, alla struttura scolastica e nell'uscita da essa; svolgono assistenza agli alunni diversamente abili, all'interno della struttura scolastica, nell'uso dei servizi igienici e nella cura dell'igiene personale. 19

20 La figura di funzione strumentale al POF area handicap svolge mansioni di coordinamento degli interventi di integrazione; crea raccordi con le scuole di ordine inferiore e superiore, le famiglie, gli Enti locali, gli operatori socio-sanitari, l Unità Multidisciplinare; cura il passaggio delle informazioni e la documentazione relativa all integrazione; segue gli incontri per l integrazione. Il Gruppo di Lavoro per l handicap di Istituto (G.L.H.I.) E composto da: il Dirigente Scolastico, la Funzione strumentale per l integrazione degli alunni diversamente abili e con DSA, 2 rappresentanti dei docenti curriculari, 2 insegnanti di sostegno, 1 Collaboratore scolastico, 1 rappresentante dei genitori. Il G.L.H.I. ha competenze di tipo organizzativo quali: l assegnazione delle ore di attività di sostegno ai singoli alunni; la pianificazione dei rapporti con gli operatori extrascolastici; il reperimento di specialisti e consulenze esterne; la definizione delle modalità di passaggio e di accoglienza dei minori in situazione di handicap; il reperimento e gestione delle risorse materiali: sussidi, ausili tecnologici, biblioteca specialistica; la formulazione progetti per la continuità tra ordini di scuola; la formulazione progetti specifici per l handicap, in relazione alle tipologie e progetti relativi all organico; la formulazione progetti di collaborazione e di tutoring fra docenti (in presenza di specifiche minorazioni). Profilo dinamico funzionale Strumenti per l integrazione All ingresso nella scuola dell'alunno in situazione di handicap, entro il mese di dicembre, viene predisposto dall'unità multidisciplinare referente per il caso, dai docenti curriculari e dagli insegnanti specializzati della scuola, con la collaborazione dei familiari dell'alunno, il Profilo Dinamico Funzionale. Il PDF, individua, nell ambito delle caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive dell alunno, le possibilità di recupero, le capacità possedute, che devono progressivamente essere rafforzate e sviluppate nelle scelte curricolari per l alunno, evidenziando le aree di potenziale sviluppo sotto il profilo riabilitativo, educativo-formativo e socio-affettivo. Alla redazione del Profilo, concorrono in maniera determinante le informazioni della Azienda Sanitaria Locale, che ha in cura l alunno, fornite in forma scritta nella Diagnosi Funzionale e quelle fornite dalla famiglia dell alunno. Il Profilo è redatto in forma scritta utilizzando il modello predisposto, che costituisce lo schema dei contenuti minimi. Tutti coloro che partecipano alla elaborazione del Profilo Dinamico Funzionale firmano il documento conclusivo che accoglie ogni osservazione dei presenti. Il Piano educativo individualizzato (PEI) Il PEI è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati, predisposti per l alunno in situazione di handicap in un determinato periodo di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all educazione e all istruzione. 20

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