FARE E RIPENSARE L ORIENTAMENTO. Mappa della funzione orientativa e dell orientamento nelle scuole secondarie di 1 grado della provincia di Rimini

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1 FARE E RIPENSARE L ORIENTAMENTO Mappa della funzione orientativa e dell orientamento nelle scuole secondarie di 1 grado della provincia di Rimini Progetto (F.S.E. ob. 3 Rif. P.A /Rn Asse C Misura C.2 Fase 1) approvato dalla Provincia di Rimini con det. dir. n 16 del , realizzato da Spin Sviluppo Promozione Iniziative s.r.l.

2 Indice Premessa Il metodo..pag. 3 Il gruppo di ricerca..pag. 5 I luoghi..pag. 5 I tempi e l articolazione del progetto...pag. 5 L organizzazione del report..pag. 6 Analisi delle attività di orientamento Le scuole e gli alunni.pag. 7 I target delle azioni di orientamento..pag. 9 La molteplicità dei bisogni di orientamento.pag. 12 Metodologie e strumenti..pag. 14 Modalità di attuazione..pag. 15 Monitoraggio e verifica..pag. 17 Le professionalità coinvolte..pag. 18 Le conclusioni I punti di forza le criticità..pag. 20 ALLEGATO A.pag. 22 Le Mappe delle azioni di orientamento nelle scuole: - ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO DI S. GIOVANNI IN MARIGNANO - SCUOLA MEDIA STATALE E. FILIPPINI CATTOLICA - SCUOLA MEDIA FRANCHINI SANTARCANGELO DI ROMAGNA - SCUOLA MEDIA STATALE N. PAZZINI VILLA VERUCCHIO - ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO DI MORCIANO DI ROMAGNA E SAN CLEMENTE - SCUOLA MEDIA MANFRONI CERVI PASCOLI DI RICCIONE - SCUOLA MEDIA GABELLINI DI CORIANO MONTESCUDO OSPEDALETTO - SCUOLA MEDIA STATALE ALIGHIERI FERMI RIMINI - SCUOLA MEDIA PANZINI DI BELLARIA IGEA MARINA - SCUOLA MEDIA STATALE AURELIO BERTOLA DI RIMINI - ISTITUTO COMPRENSIVO DEL FORESE S. M. A. MARVELLI DI RIMINI - SCUOLA MEDIA MAESTRE PIE DI RIMINI - ISTITUTO COMPRENSIVO DI DUCCIO DI MIRAMARE - SCUOLA MEDIA PANZINI BORGHESE DI RIMINI - SCUOLA MEDIA F.LLI CERVI DI MONDAINO E ALBINI DI SALUDECIO - SCUOLA MEDIA W. SPALLANZANI - RIMINI - SCUOLA MEDIA GIOVANNI XXIII - MISANO A. ALLEGATO B pag. 40 Schede dei principali progetti di orientamento attivati con le classi terze ALLEGATO C..pag. 51 Griglia semistrutturata per le interviste sulle attività di orientamento nelle scuole ALLEGATO D..pag. 53 Questionario per raccolta prime informazioni 2

3 Premessa La mappatura dell orientamento nelle Scuole Medie Secondarie di I Grado è stata realizzata nell ambito del progetto della Provincia di Rimini denominato: Fare e ripensare l orientamento. Il progetto prevede diverse azioni, fra cui la ricerca sulle scuole, la costruzione di un repertorio di buone pratiche, l organizzazione di incontri in rete fra gli attori sociali e formativi del territorio e proposte di sviluppo per l area provinciale. La ricerca, illustrata in questo report, ha lo scopo di fornire uno stato dell arte aggiornato sulle funzioni e sui servizi orientativi, in sintesi cosa significa oggi fare orientamento a Rimini, analizzando le pratiche e i progetti attuati nell anno scolastico nelle Scuole Medie Secondarie di I Grado. Questa azione costituisce la prima fase del progetto, in quanto tale base conoscitiva può rappresentare uno strumento utile per un azione di riflessione da parte dei diversi attori sociali e formativi e per formulare proposte di miglioramento e di integrazione del sistema di orientamento nella provincia di Rimini. Il metodo La mappatura è stata realizzata attraverso una analisi di tipo qualitativo delle funzioni e dei servizi di orientamento. Gli elementi chiave della griglia proposta per la rilevazione sono stati preventivamente discussi all interno di uno specifico Focus group, che si è tenuto nello scorso aprile con il titolo Partecipiamo alla ricerca sullo stato dell orientamento nella provincia di Rimini. L incontro ha coinvolto esponenti del mondo della scuola, dell impresa, della formazione professionale, dei servizi per l impiego per avere un confronto e una condivisione sull approccio e sulle funzioni dell orientamento nella scuola dell obbligo e sul ruolo, all interno, degli attori sociali. I punti chiave, attraverso cui si è cercato di analizzare la consistenza dell offerta e le tipologie di attività, sono descritti sinteticamente nello schema seguente:

4 I punti chiave dell analisi target bisogni di orientamento azioni e modalità di attuazione metodologie/strumenti monitoraggio e verifica professionalità coinvolte rete territoriale punti di forza /criticità Attraverso la rilevazione delle esperienze compiute dalle scuole si è cercato anche di leggere: quanto è presente una visione dell orientamento come strumento per la valorizzazione di sé e per affrontare il mondo esterno se i percorsi orientativi sono sviluppati all interno delle discipline oppure sono supportati da risorse formative esterne se le attività annoverano tipologie diverse di destinatari accanto agli alunni, come ad esempio le famiglie il grado di utilizzo da parte della scuola di risorse locali e le modalità attraverso le quali realizza le collaborazioni il ruolo assunto dal docente nell ambito dei progetti che si avvalgono di risorse esterne il livello di innovazione degli strumenti pensati per le azioni orientative a favore dei ragazzi La mappatura è stata realizzata attraverso i seguenti strumenti di indagine : questionario per una prima raccolta di informazioni; una griglia semistrutturata di analisi sulle iniziative di orientamento condotte nelle scuole, messa a punto sulla base dei punti chiave (in allegato); interviste ai dirigenti scolastici e/o ai referenti dell orientamento realizzate prevalentemente attraverso la grigia semistruttrata, ma anche attraverso focus group composto da più scuole dello stesso comune; raccolta ed elaborazione dei dati per la conoscenza del contesto e il recupero di elementi di scenario; 4

5 l elaborazione delle interviste è stata effettuata con la matrice a grappolo, strumento di sintesi che consente di rappresentare il panorama di attività delle scuole. Con lo strumento della matrice a grappolo, è stato possibile visualizzare in seguito alla fase di rilevazione le funzioni orientative presidiate, illuminando le aree presidiate e spegnendo le altre, in relazione ai bisogni di orientamento che si presentano nell arco del ciclo di studi, e alle azioni attivate in risposta ai bisogni. In particolare sono stati distinte in entrata le attività orientative del primo e del secondo anno, in uscita le attività del terzo anno produzione del report di ricerca Il gruppo di ricerca Il gruppo di ricerca è stato composto da persone con caratteristiche diverse come formazione (psicologica, pedagogica, sociologica) e come esperienza (attività di orientamento e di ricerca) ma con un approccio di analisi comune e condiviso. La ricerca ha potuto beneficiare dell esperienza e della supervisione metodologica di Marta Consolini, che ha sviluppato un ruolo di Project Manager supportata da Loredana Urbini, esperta di servizi di orientamento, e Cinzia Bertuccioli con competenze nell area della psicologia scolastica. I luoghi Le interviste sono state realizzate e condotte direttamente presso le scuole. Tale scelta ha consentito di raccogliere molti elementi sulle pratiche realizzate, con un attenzione alle pratiche migliori, contestualizzandole nell area geografica e nella struttura organizzativa delle scuole. Il focus group con le scuole del comune di Rimini è stato realizzato presso l aula magna della Scuola Media Statale Panzini Borghese nel centro storico di Rimini. I tempi e l articolazione del progetto Questa fase del progetto si è raccordata con le altre fasi, la sua programmazione è stata infatti arricchita dai contributi del primo focus group realizzato il 21 aprile 2004, successivamente la mappatura ha avuto la precedenza sulle altre attività e si è concentrata nel periodo maggio - giugno Le interviste sono state realizzate entro la fine dell anno scolastico Ogni intervista è stata preceduta da contatti telefonici, comunicazioni via fax e posta elettronica, al fine di informare, promuovere e condividere le finalità dell azione. Ai dirigenti scolastici sono state inviate schede informative riguardanti il progetto, una breve presentazione del gruppo di ricerca e del ruolo dei soggetti coinvolti nel progetto. 5

6 L intervista individuale è stata proposta ai dirigenti scolastici o ai referenti per l orientamento per avere il quadro più completo e una raccolta di informazioni utili alla mappatura dei progetti e delle attività di orientamento attivate nella scuola media secondaria di I grado della provincia. Hanno risposto 20 scuole su 21 contattate, poiché l organizzazione e la configurazione territoriale di alcune strutture prevedono un dirigente scolastico per Istituto Comprensivo o per più complessi scolastici, sono state condotte 17 interviste. L organizzazione del report Dopo una visione d insieme sulle caratteristiche quantitative, numero di scuole e di alunni, finalizzata a mettere a fuoco l oggetto di indagine, il report descrive punto per punto i risultati relativi agli elementi chiave, che hanno costituito la griglia di analisi e la base delle interviste qualitative: i target delle azioni di orientamento, i bisogni, le modalità attuative, metodologie e strumenti di azione, il monitoraggio e la verifica delle azioni svolte, le professionalità coinvolte, le collaborazioni con il territorio. Al fine di far comprendere immediatamente il modo di fare orientamento nelle scuole sono state inserite alcune schede sintetiche sui principali progetti realizzati in prevalenza nella terza classe, che oltre la didattica orientativa costituiscono il core orientativo specifico. Seguono le mappe delle scuole, descritte secondo la matrice a grappolo, distinguendo in entrata le attività orientative del primo e del secondo anno, in uscita le attività del terzo anno. Completano il rapporto le interviste fatte, che meglio del nostro commento, presentano e fanno vivere con molto calore la realtà della provincia di Rimini. 6

7 Analisi delle attività di orientamento Le scuole e gli alunni Le seguenti tabelle, costruite sulla base della ricerca documentaria, sono finalizzate a dare in modo sintetico una visione d insieme dell oggetto di indagine. Le scuole medie secondarie di I grado sono presenti in 14 comuni della provincia di Rimini. Rispetto alle tipologie di gestione le Scuole Secondarie di 1 grado si dividono in due grandi gruppi: A gestione statale 10 Istituti Comprensivi con 146 classi, 5 Scuole Secondarie di 1 grado con 171 classi A gestione non statale 3 Scuole con 21 classi Complessivamente nell anno 2003/04 le classi sono 338, gli alunni sono Sono inseriti in scuole a gestione statale alunni ( il 94%) e in scuole a gestione non statale 449 (il 6%) Comune Nome Scuola Classi Classi II I anno Alunni anno Alunni Classi III anno Alunni Totale Totale Classi Alunni Bellaria Panzini Cattolica Filippini Coriano Gabellini Montescudo Gabellini Rimini Marvelli Rimini Miramare Di Duccio Rimini Bertola Rimini Alighieri Fermi Rimini Panzini Borghese Rimini Maestre Pie Rimini Spallanzani Santarcangelo Franchini Riccione Manfroni Cervi Pascoli Verucchio Pazzini S. Giovanni in M. S. Giovanni S. Giovanni in M. S. Filomena Morciano Broccoli S. Clemente Villa Mondaino F.lli Cervi Saludecio Albini Misano Giovanni XXIII TOTALE

8 Dei alunni totali risultano ragazze e ragazzi iscritti nelle scuole secondarie di I grado nella provincia di Rimini. Ragazze 45% Alunni per genere Ragazzi 55% Ragazzi Ragazze La distribuzione geografica degli alunni segue la concentrazione demografica della popolazione, la stragrande maggioranza si concentra nel comune di Rimini. Alunni per comune Alunni I anno Alunni II anno Alunni III anno Misano Saludecio Mondaino S. Clemente Morciano S. Giovanni in M. Verucchio Riccione Santarcangelo Rimini Montescudo Coriano Cattolica Bellaria

9 I target delle azioni di orientamento Fatta questa visione d insieme prendiamo ora in esame i diversi target delle azioni di orientamento, alunni e genitori, con una particolare attenzione agli immigrati e ai diversamente abili. Tutti gli alunni sono coinvolti nel processo di orientamento fin dal primo anno, come per altro prevede il Decreto Legislativo che definisce le norme generali relative alla scuola dell infanzia e al primo ciclo dell istruzione nonché le indicazioni nazionali per i Piani di Studio personalizzati nella Scuola Secondaria di 1 grado1. All'interno di ciascun ciclo trovano spazio le attività di orientamento, inteso come attività istituzionale processuale presente in ogni ordine e grado scolastico, che "costituisce parte integrante dei curricoli di studio e del processo educativo e formativo fin dalla scuola dell'infanzia" e si realizza con due modalità: 1) attività di orientamento integrate con gli insegnamenti disciplinari (competenze orientative generali attraverso l'orientamento formativo o la didattica orientativa); 2) specifiche azioni in attività aggiuntive di gruppo e individuali (competenze orientative specifiche) anche in integrazione con i soggetti istituzionali competenti. In modo specifico il decreto riporta che.il Primo Ciclo di istruzione, dai 6 ai 14 anni, è un passaggio fondamentale per la costruzione del progetto di vita di ogni persona perché fornisce le basi che permettono ad ogni ragazzo di affrontare in modo positivo le esperienze successive proprie del Secondo Ciclo di istruzione e di formazione e, in particolare, i problemi del vivere quotidiano e del responsabile inserimento nella vita familiare, sociale e civile in questa particolare fase dell età evolutiva. Per quanto concerne l'orientamento,a conclusione del Primo Ciclo di istruzione, il ragazzo è in grado di pensare al proprio futuro, dal punto di vista umano, sociale e professionale. Per questo, elabora, esprime e argomenta un proprio progetto di vita che tiene conto del percorso svolto e si integra nel mondo reale in modo dinamico ed evolutivo. A questo scopo, egli collabora responsabilmente e intenzionalmente con la scuola e con la famiglia nella preparazione del Portfolio delle competenze personali; riconosce e interagisce con i singoli individui e con le organizzazioni sociali e territoriali che possono partecipare alla definizione e alla attuazione del proprio progetto di vita; infine, dimostra disponibilità a verificare con costanza l'adeguatezza delle decisioni sul proprio futuro scolastico e professionale. Secondo le raccomandazioni del Miur quindi le azioni di orientamento attivate dalle Scuole Secondarie di 1 grado devono vedere gli alunni non solo come destinatari 1 Decreto Legislativo 19 febbraio 2004, n. 59 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 2 marzo Suppl. Ord. n. 31) All. A - Indicazioni Nazionali Piani di studio Scuola dell'infanzia All. B - Indicazioni Nazionali Piani di Studio Scuola Primaria All. C - Indicazioni nazionali Piani di studio Scuola Secondaria di 1 grado 9

10 principali, ma come protagonisti, i soggetti al centro dell azione orientativa in particolare e dell azione educativa in generale. Alunni Dall indagine condotta risulta che, nell anno scolastico , tutti i studenti della provincia hanno sviluppato il seguente percorso: nel primo anno sono stati coinvolti studenti in attività di accoglienza e di conoscenza di sé nel secondo anno sono stati coinvolti studenti con attività finalizzate ad aiutare gli studenti ad acquisire una immagine sempre più chiara ed approfondita della realtà sociale e del territorio, anche attraverso laboratori e percorsi formativi, nel terzo anno sono gli studenti che hanno svolto attività di conoscenza delle opportunità per proseguire gli studi e la formazione dopo l esame di stato. A queste attività comuni a tutte le scuole, previste dalla normativa e che utilizzano soprattutto le modalità della didattica orientante, si aggiungono progetti specifici di orientamento in terza media, realizzati in collaborazione con esperti e soggetti esterni (alcuni di questi sono descritti in seguito). Questi progetti specifici riguardano 59 classi su 114, con una copertura che rappresenta il 52 % circa. Da segnalare inoltre che fra le 59 classi terze, che hanno seguito progetti specifici, 5 classi ne hanno seguito più di uno. Quasi tutte le scuole hanno attivato uno sportello (psico-pedagogico e/o didattico) rivolto agli alunni per consulenze individuali, per nuclei familiari o per gruppi di studenti. La Scuola Pazzini di Verucchio ha attivato uno sportello dedicato alle classi terze. Genitori Tutte le scuole hanno realizzato incontri con le famiglie, nella maggioranza dei casi tenuti dai docenti della Scuola secondaria di 1 grado e di quelle di grado successivo, in taluni casi condotti anche da esperti (psicologi, sociologi ecc). In Terza media, i genitori sono direttamente coinvolti nel processo quali facilitatori del processo decisionale dei propri figli. Tale coinvolgimento dei familiari nelle azioni di orientamento in Terza Media avviene prevalentemente attraverso l invito alla partecipazione agli incontri informativi che ogni scuola organizza. Tali incontri hanno lo scopo di illustrare loro la nuova riforma scolastica, e, in un secondo tempo, di presentare i vari Istituti Scolastici Superiori, descrivendone l offerta formativa, le caratteristiche distintive e gli sbocchi futuri. Inoltre sono stati attivati specifici incontri sulla scelta dopo la terza media per i genitori delle classi terze dalla Provincia di Rimini in collaborazione con il Centro per l impiego. Ai servizi di sportello attivati nelle scuole possono accedere anche i genitori. 10

11 Ragazzi diversamente abili Gli alunni diversamente abili iscritti alla Scuola Secondaria di 1 grado nella provincia sono 188 e rappresentano il 2,4% della popolazione studentesca; nella stragrande maggioranza si tratta di inabilità psicofisica. Per questi studenti si è consolidato un modello di intervento molto attento alle specificità dei singoli soggetti, alla continuità educativa e didattica: seguono il percorso di orientamento della classe ma sono previste anche attività mirate e, a volte, del tutto individualizzate, rapportate alle capacità del soggetto. In questa funzione gli insegnanti di sostegno svolgono un ruolo importante, mettendo in atto un percorso di accompagnamento in entrata e in uscita. Le attività sono definite in accordo con la famiglia e la struttura scolastica, che li accoglierà al termine della scuola Media. Tali attività sono presidiate dal docente di sostegno della scuola di appartenenza e dal docente di sostegno futuro: le linee programmatiche del venturo anno scolastico si definiscono insieme. Alunni stranieri Il sistema scolastico italiano è influenzato da diversi fenomeni tra questi, quello della presenza di alunni non italiani ha assunto, specialmente negli ultimi anni dimensioni notevoli. A livello nazionale nell anno sono gli alunni stranieri a scuola, rappresentano una percentuale del 2,96 % sul totale della popolazione scolastica, con una concentrazione maggiore sulle coste. Nella nostra provincia sono in forte crescita gli studenti con cittadinanza non italiana, nel sono complessivamente e rappresentano il 6,65 % sul totale degli alunni iscritti nelle istituzioni scolastiche, di cui nelle Scuole Secondarie di 1 grado sono 545 e rappresentano circa il 7% del totale iscritti. Di questi il 47% sono ragazze e il 53% ragazzi, hanno una provenienza molto eterogenea, con una forte prevalenza di albanesi. L inserimento di alunni stranieri nelle classi avviene durante tutto l arco dell anno scolastico in corrispondenza dell età anagrafica, si inseriscono quindi nel percorso di orientamento della classe. Questo richiede una forte flessibilità da parte della scuola e dei ragazzi sia sul piano didattico che su quello sociale e relazionale talvolta con non pochi disagi per entrambi. E difficoltosa anche la relazione con la famiglia sia per la lingua che per la difficile comprensione della Legge sull obbligo scolastico. In qualche caso sono stati attivati laboratori di educazione interculturale che hanno facilitato l integrazione. La Scuola Alighieri Fermi di Rimini ha attivato il progetto S.O.S. rivolto agli alunni stranieri che sono stati inseriti nelle classi terze, si tratta di un sostegno in funzione della preparazione all esame di stato, gestito da docenti in pensione che fanno questo servizio alla scuola. 11

12 La molteplicità dei bisogni di orientamento: In questo capitolo sono descritte le azioni attivate per rispondere ai principali bisogni orientativi, che vanno dalla fase di inserimento e dall esigenza di capire la nuova scuola nel primo anno, all uscita verso la scelta di un percorso formativo, attraverso esperienze di analisi delle proprie risorse e di miglior conoscenza del mondo esterno. Accoglienza Ai fini dell inserimento in una nuova realtà formativa e nell ottica della gradualità e continuità, tutte le scuole realizzano attività di accoglienza nel primo anno di Scuola Media. Alcune scuole, in particolare gli Istituti Comprensivi, attivano progetti di orientamento a partire dalla Quinta Elementare (per l inserimento in Prima Media). Nel corso dell anno scolastico, i bambini di Quinta Elementare entrano nella Scuola Secondaria di 1 grado, nelle classi Prime, per uno stage nella futura scuola di appartenenza. Talvolta questo percorso di conoscenza non si limita alle strutture e agli insegnanti ma si sviluppa anche attraverso relazioni con gli alunni, con i quali vengono attivati scambi epistolari, utili per superare dubbi e ansie. In altre Scuole (come nel caso della W. Spallanzani di Rimini) l attività di accoglienza prevede anche viaggi e convivenze a cui partecipano volentieri anche i genitori. Analisi delle risorse individuali Terminata la fase di accoglienza relativa all inserimento nella nuova realtà formativa, si prosegue con l analisi delle risorse individuali. Per queste attività si utilizzano schede strutturate, già incluse nelle Antologie oppure ci si serve di schede specifiche contenute nel materiale consegnato ai referenti per l orientamento nei corsi di formazione. Tali schede riguardano la conoscenza di sé, la scoperta delle proprie attitudini, le inclinazioni, gli interessi e i punti di forza degli allievi. Infine, si evidenziano i limiti e i punti critici di ognuno. Con l ausilio delle schede si affrontano anche i temi relativi alle scelte future e il processo decisionale. L allievo viene posto al centro dell azione educativa per poter riconoscere e valorizzare la propria emotività, razionalità, creatività e progettualità. L orientamento è essenzialmente inteso come formativo; veicolato attraverso le attività didattiche di tutti i giorni e da tutti gli insegnanti, in particolar modo dagli insegnanti di Lettere, che spesso sono anche i referenti di tutta l attività di orientamento della scuola. L aspetto formativo e l educazione alla scelta si inserisce nell ottica della didattica orientativa, in cui tutte le discipline scolastiche sono coinvolte. Ciascuna ora di 12

13 lezione, in questo modo, può diventare luogo di confronto e di educazione alla scelta per tutti gli alunni. L aspetto formativo prosegue nella classe Seconda con attività di conoscenza degli altri e del territorio, il passaggio dal sé agli altri e l attenzione verso i problemi più rilevanti dell adolescenza. Sono attivati anche progetti specifici che aiutano i ragazzi a porre attenzione al mondo circostante. Maturano così diversi progetti dedicati all educazione: ambientale, alimentare, stradale, musicale, interculturale affettiva artistica che hanno anche una valenza orientativa facilitata dalla scoperta/conoscenza di aree e competenze e dallo sviluppo di abilità operative. Definizione della scelta post terza media In generale il percorso di orientamento informativo sulle opportunità di studio dopo la terza media viene articolato attraverso incontri con gli insegnanti delle Scuole Superiori rivolti ai ragazzi e in molti casi rivolti anche ai genitori, durante i quali vengono presentati i curricula di tutte le materie previste dai diversi programmi scolastici. Viene distribuito il materiale informativo e promozionale delle Scuole Superiori ai ragazzi e genitori ma viene anche analizzato in classe con gli insegnanti così come la Guida Avviso ai naviganti della Provincia di Rimini. Infine gli alunni prendono parte all Open Day in cui, ognuno, ha la possibilità di seguire una lezione nelle Scuole Superiori di proprio interesse. Al termine di questo percorso, che si sviluppa nei mesi di ottobre- dicembre, i ragazzi effettuano la prescrizione. Conoscenza della realtà formativa e lavorativa Contestualmente agli incontri e alle attività di conoscenza delle Scuole Superiori vengono proposti anche incontri informativi con Centri di formazione professionale e incontri sulla realtà occupazionale e sull obbligo formativo anche in collaborazione con il sistema della formazione professionale: l Assessorato alla formazione e politiche del lavoro della Provincia di Rimini, il Centro per l impiego e alcuni enti di formazione. Nei progetti specifici di orientamento inoltre vengono realizzate attività informative sia sulle professioni sia sulle opportunità formative. 13

14 Metodologie e strumenti L analisi dal punto di vista metodologico evidenzia il forte ruolo che ha nella scuola media la didattica orientativa. L orientamento è ricondotto all interno delle tematiche disciplinari, come testimoniano i numerosi laboratori, attraverso i quali viene affrontata anche la cultura del lavoro A titolo di esempio citiamo l esperienza della Scuola Media Broccoli- Villa di Morciano e San Clemente che realizza, attraverso il laboratorio di cucina del Medioevo, il collegamento con la storia e il lavoro con l Istituto Alberghiero di Riccione Savioli, dove vengono proposte anche le figure professionali che operano nella ristorazione e ricezione. Altri esempi sono i laboratori di cucina della Scuola Media Panzini di Bellaria Igea Marina in collaborazione con l Istituto Alberghiero di Cervia o gli incontri di educazione stradale (il caso della Scuola Media Alighieri Fermi con le testimonianze degli autisti della TRAM che raccontano la loro professione spiegando il servizio e l uso corretto del mezzo pubblico). In secondo luogo però il mondo della scuola considera con attenzione la collaborazione con gli attori sociali, come testimoniano il gradimento del progetto Impresa didattica, le visite in azienda e i progetti specifici, realizzati con il contributo di esperti/ soggetti esterni. Dall analisi di questi progetti emerge che il modello teorico di riferimento attraverso il quale le diverse attività vengono sviluppate, è il modello psico-sociale, che considera la scelta come l esito dell interazione di più fattori: risorse e caratteristiche personali, vincoli e opportunità del contesto. Dal punto di vista metodologico, il modello di riferimento è riconducibile all A.D.V.P. francese, che ha influenzato molte azioni orientative in Italia, pur con diversi adattamenti. In tutti i progetti, infatti, si rilevano almeno alcune delle seguenti caratteristiche: - la centralità dell individuo nel percorso di orientamento - il gruppo come strumento per l allargamento delle rappresentazioni sociali - il conduttore come animatore del gruppo - l esplorazione delle caratteristiche personali e della realtà esterna Non sono invece state rilevate nella ricerca metodologie con una decisa caratterizzazione sulle differenze di genere, tuttavia i metodi adottati di ispirazione psico-sociale pongono al centro il soggetto con la valorizzazione delle risorse e delle caratteristiche soggettive, inoltre le attività proposte in seconda lavorano sulla percezione dell identità. Gli strumenti utilizzati sono principalmente di tre tipi: Schede e griglie per attività individuali e di gruppo sulla conoscenza di sé (vedi edizioni Lattes schede per insegnanti sull orientamento o testi di antologia) Materiali e guide informative sulle Scuole Superiori. 14

15 Strumenti didattici e formativi, che realizzati parallelamente al percorso di orientamento, consentono ai ragazzi di sperimentarsi e di conoscere attività in ambiti e aree di competenza specifiche. Modalità di attuazione Dal punto di vista delle azioni, sono presenti : azioni formative di educazione alla scelta; azioni informative azioni di consulenza, in particolare attraverso gli sportelli. Tutte le attività in materia di orientamento sono deliberate dal Collegio Docenti e riguardano tutte le classi, il percorso inizia in prima media e si conclude in terza. Le azioni formative di educazione alla scelta e per una miglior conoscenza di sé sono realizzate in classe soprattutto attraverso la didattica di gruppo e l uso di dispositivi di lavoro (schede, materiale didattico strutturato, test e griglie presenti nelle antologie ecc), che danno spazio alla dimensione affettiva ed emotiva di ognuno, che insegnano a vedersi e a valutarsi in un ottica di gruppo e di rapporti. Contemporaneamente, si impiegano giochi didattici per la rappresentazione spontanea del mondo del lavoro e si organizzano visite e testimonianze di imprenditori, attraverso cui sviluppare la conoscenza del mondo del lavoro locale. Un esempio in tal senso è il progetto Impresa didattica, il percorso maggiormente centrato sulla cultura del lavoro, che si propone di far conoscere il sistema delle imprese artigiane attraverso l incontro con l imprenditore in classe e la visita alla sua azienda, facendo lavorare i ragazzi con materiali didattici semistrutturati. Le iniziative di informazione occupano un periodo di tempo relativamente breve, da settembre a gennaio, e coinvolgono anche le famiglie. Questa attività si incentra soprattutto sulla conoscenza dei percorsi scolastici che si potranno scegliere al termine della scuola media. Si organizzano incontri, aperti anche ai genitori, in cui i docenti delle Superiori illustrano le caratteristiche dei propri Istituti. Alcune scuole li attuano in tre mattinate: una per i Licei, una per gli Istituti Professionali, una per gli Istituti Tecnici e i ragazzi, volendo, possono assistere a tutte e tre le presentazioni. Si organizzano, quindi, visite nelle diverse scuole del territorio proseguendo poi, con incontri della durata variabile di 2/4 ore circa, con docenti delle Superiori. Tali incontri, aperti a tutti i ragazzi di Terza Media e ai loro genitori, comprendono la presentazione di una lezione tipo e le potenzialità formative degli Istituti Superiori. In quasi tutte le scuole, inoltre, i ragazzi possono diventare alunni per un giorno partecipando ad alcune lezioni nelle classi delle Scuole Superiori di loro interesse. Le attività di accoglienza, da parte delle Scuole Superiori, prevedono una rivisitazione delle 15

16 lezione per permettere un facile inserimento agli studenti più giovani. In questo modo i ragazzi possono confermare o disdire la scelta iniziale. Viene utilizzato inoltre tantissimo il materiale inviato dalle scuole superiori, che è ben distribuito. Innanzi tutto è dato individualmente ai ragazzi, poi alle classi, dove ci sono cartelloni e cartelle, e a volte si organizza un tavolo per raccogliere il materiale. Con il contributo degli insegnanti i ragazzi leggono in classe diversi materiali informativi sulle Scuole Superiori, tra cui l opuscolo distribuito dalla Provincia. Servizi di Sportello Servizi di sportello, inoltre, sono stati attivati nella maggior parte delle scuole, con una funzione prevalentemente informativa, sono denominati sportello didattico e sono gestiti da insegnanti. A volte sono forniti anche servizi consulenziali, con il contributo di psicologi, come nel caso delle Scuole Panzini- Borghese e Bertola di Rimini che lo hanno attivato con il progetto Servizio di consulenza orientativa gestito da Enaip, o come nel caso della scuola Franchini di Santarcangelo che lo ha attivato con il Comune. Si tratta di servizi che camminano al fianco delle altre attività di orientamento, vengono fruiti anche dai genitori e dai nuclei famigliari, in quanto è in questo contesto in particolare che vengono portati i dubbi e le domande relative al processo di scelta. 16

17 Progetti specifici Tra i progetti specifici di orientamento, realizzati anche con il contributo di esperti esterni, di cui in allegato sono fornite alcune schede descrittive, citiamo: Il Bruco e La farfalla che ha coinvolto le 12 classi della Scuola Alighieri Fermi di Rimini, Il Timone della vita che ha coinvolto 12 classi della Scuola Manfroni Cervi Pascoli di Riccione, Progetto triennale di orientamento a cura della Scuola Broccoli di Morciano che coinvolge tutte le classi di cui 5 terze Impresa Didattica che ha coinvolto 20 classi, rispettivamente 4 della Scuola Panzini di Bellaria, 2 classi della Scuola Alighieri Fermi di Rimini, Scuola Manfroni Cervi Pascoli di Riccione 3 classi, Scuola Pazzini di Verucchio con 5 classi, Scuola Franchini di Santarcangelo con 6 classi. Per non perdere la bussola che ha coinvolto 3 classi della Scuola San Giovanni di San Giovanni in Marignano. Progetto Cooperativa Alter.Op ha coinvolto 5 classi della Scuola Franchini di Santarcangelo Come cerchi nell acqua 5 classi terze della Scuola Marvelli di Rimini, questo progetto coinvolge anche le scuole di Rimini (Bertola, Alighieri- Fermi, Panzini- Borghese e Istituto Comprensivo di Miramare) Specchio mi rifletto e mi riscopro che ha coinvolto 2 classi terze rispettivamente della Scuola F.lli Cervi di Mondaino e della Scuola Albini di Saludecio Monitoraggio e verifica L impianto di monitoraggio e valutazione dell efficacia delle azioni di orientamento più strutturato è quello della Scuola Media Broccoli di Marciano che ha messo a punto un questionario sui seguenti punti che viene somministrato agli ex alunni delle classi terze medie: - il livello di soddisfazione rispetto al percorso orientativo seguito nella scuola media e la corrispondenza alle attitudini, conoscenze e competenze - l utilità del percorso di orientamento svolto - l inserimento nella nuova scuola - eventuali ricorsi ad attività di ri- orientamento Successivamente i dati vengono elaborati e raccolti in una matrice suddivisa per Scuola Superiore. 17

18 Quasi tutte le azioni di orientamento non sono corredate da strumenti di monitoraggio strutturati, in tutte le scuole questo aspetto viene evidenziato come opportunità di sviluppo futuro, la valutazione delle attività si basa sul confronto degli insegnanti, che generalmente in sede di Consiglio di Classe da un anno all altro adattano le modalità e gli strumenti. Le professionalità coinvolte Gli insegnanti referenti dell orientamento sono nella stragrande maggioranza gli insegnanti di Lettere a cui seguono gli insegnanti di Scienze e Matematica. Gli insegnanti coinvolti nell orientamento sono ancora in ordine gli insegnanti di Lettere e poi gli insegnanti di sostegno, nelle classi terze però sono coinvolti tutti gli insegnanti della classe nei processi di orientamento coordinati dall insegnante Referente dell orientamento. Insegnanti referenti orientamento Sostegno 6% Matematica Scienze 18% Lettere 76% Lettere Matematica Scienze Sostegno La formazione degli insegnanti I percorsi di aggiornamento e di formazione sui processi di orientamento sono attivati direttamente dalle scuole. I percorsi di aggiornamento specifici sull orientamento sono stati attivati a carico della Provincia diversi anni indietro, altri si sono svolti fuori dal territorio provinciale. L attività di confronto e di arricchimento professionale degli insegnanti avviene prevalentemente nel momento di avvio dell anno scolastico, nell ambito del Consiglio di Classe. 18

19 Una significativa differenza si evidenzia tra le scuole dei comuni periferici rispetto al comune di Rimini, in quest ultimo infatti sono molto più presenti occasioni di incontro e scambio interscuola. Il consolidamento delle esperienze Rispetto alle informazioni raccolte tutte le scuole sviluppano attività di orientamento da diversi anni le più consolidate sono quelle della Scuola Media Alighieri Fermi di Rimini e la Scuola Media W. Spallanzani di Rimini che svolgono attività di orientamento da oltre 20 anni, sono 6 le Scuole che sviluppano attività di orientamento da oltre 10 anni: Scuola Media Panzini di Bellaria Igea Marina, Scuola Media Franchini di Santarcangelo, Scuola Media Manfroni - Cervi- Pascoli di Riccione, Scuola Media Pazzini di Verucchio, Scuola Media Di Duccio Rimini (Diramare), Scuola Media Panzini Borghese di Rimini, Scuola. Mentre le altre scuole svolgono attività di orientamento per un periodo dichiarato fra 4 a 8 anni, la Scuola Media Marvelli di Rimini ha attivato iniziative negli ultimi 3 anni. 19

20 Conclusioni I punti di forza e le criticità Tutte le scuole hanno attivato e consolidato progetti ed attività di orientamento capitalizzando le risorse e le competenze maturate nel tempo. Hanno mirato alla continuità come strategia dell intero processo nel ciclo di studio. In Terza media è considerato di notevole efficacia il progetto Open day, reso fruibile per l impegno organizzativo delle Scuole. Grazie ad esso i ragazzi delle scuole medie partecipano per un giorno alle lezioni nelle prime classi delle Scuole Superiori. Le attività e le risorse per ragazzi diversamente abili sono ritenute adeguate al bisogno, tali azioni si sono consolidate negli anni apportando molti miglioramenti con uniformità di interventi sul territorio e con un presidio degli enti pubblici preposti. La situazione presentata dalle scuole come più critica e deficitaria è quella riguardante i ragazzi stranieri, i quali vengono inseriti nei gruppi classe a percorso scolastico avviato durante tutto l arco dell anno, con forti difficoltà sia per i ragazzi che hanno difficoltà di inserimento, sia per la struttura scolastica ospitante che deve mettere a disposizione strumenti, competenze e risorse adeguate. Le scuole hanno consolidato i rapporti con altri soggetti sul territorio per la realizzazione di progetti di orientamento nelle classi terze, in generale collaborano in modo prevalente con la Provincia per l organizzazione di incontri con le famiglie, per il materiale informativo e per progetti di diritto allo studio. La collaborazione con gli altri enti locali riguarda i progetti di Educazione Ambientale, Alimentare, Stradale. In alcune scuole il rapporto con il Comune si concretizza attraverso piccoli finanziamenti per la realizzazione di piccoli progetti di orientamento (è il caso di Verucchio, Bellaria Igea Marina, Riccione, Santarcangelo). In alternativa la collaborazione si realizza attraverso la messa a disposizione di risorse professionali qualificate, è il caso ad esempio di Santarcangelo e di Cattolica con la messa in opera di attività di sportello. Il distretto scolastico interviene in taluni casi con lo stesso tipo di interventi dei comuni. I soggetti esterni che hanno collaborato con le scuole per attività di orientamento, nell anno , sono la Cooperativa Sociale Alter.Op costituita da psicologi, BuonLavoro CNA con Ecipar, Enaip. Emergono tuttavia delle criticità che rimandano ad una visione di prospettiva dei servizi di orientamento nella scuola: non emerge, infatti, una regia uniforme, una rete reale di 20

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