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1 qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwerty uiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasd fghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzx MASTER I LIVELLO DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO cvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyui STUDENTI DSA E opasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg INSEGNAMENTO DELLE LINGUE STRANIERE hjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxc vbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq 22/12/2012 Annalisa Scardanzan wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyui opasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg hjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxc vbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyui opasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg hjklzxcvbnmrtyuiopasdfghjklzxcvbn mqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwert yuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopas

2 Presentazione La scelta di affidare questo lavoro al sito dello Ski College di Falcade può sembrare particolare ma non è casuale. A volte la scuola non è una bella esperienza e c è bisogno di qualcosa di diverso che ci faccia sentire bravi, che ricarichi la nostra autostima, una valvola di sfogo che permetta di trovare le gratificazioni che stiamo cercando. Ritengo che lo sport sia una delle attività che più si prestano a questo scopo, risponde al bisogno di sentirsi bravi, capaci, permette di accettare la vittoria come anche la sconfitta, è la vera scuola che prepara alla vita, con fatica e sacrifici spesso non riconosciuti che possono aiutare anche ad affrontare le difficoltà scolastiche con più motivazione. E grazie ai ragazzi (fantastici) conosciuti in questi anni che ho intrapreso questo percorso di studi perché sinceramente la prima volta che mi sono trovata davanti uno studente dislessico sono andata nel pallone e ho pensato e adesso come mi comporto? e la risposta è stata studio così saprò cosa fare e come essergli di aiuto. Affrontare qualcosa di sconosciuto fa sempre paura: o ci si tira indietro o ci si rimbocca le maniche e si va avanti. Davanti ad un ostacolo mi hanno insegnato ad abbassare i talloni, stringere le gambe ed incitare il cavallo ma soprattutto guardare sempre avanti! (chiaro io facevo equitazione) Questo lavoro può essere, se non una risposta a chi non crede ai disturbi specifici di apprendimento, almeno un punto di partenza per rifletterci. Per critiche o commenti : Annalisa p.s. Rispetto alla versione originale sono state omesse alcune parti. 2

3 INDICE: Premessa pag Introduzione alla dislessia pag Punti fermi: Definizione di dislessia e La legge 170 pag Definizione di dislessia pag La legge 170 pag Legge 170 e lingue straniere pag. 9 3.PDP Misure compensative e dispensative pag Strumenti compensativi pag Misure dispensative pag Forme di verifica e valutazione personalizzate pag Dispensa dal prendere appunti e dopo? pag Difficoltà inerenti le lingue straniere pag Didattica delle lingue straniere pag La valutazione orale pag Strumenti per le lingue straniere pag Conclusioni pag. 45 Bibliografia pag. 46 Appendice: o Schede rilevazione stili di apprendimento o Lista di controllo per l accessibilità di un test linguistico o Modelli di prompt e di mappe per la produzione linguistica in lingua francese e tedesca 3

4 PREMESSA Quando si ha a che fare con quelli che vengono ora definiti studenti DSA e che fino a qualche anno fa erano invece classificati come incapaci o svogliati, una delle difficoltà maggiori è senza dubbio quella dell insegnamento delle lingue straniere. Sempre più spesso arrivano nelle nostre mani certificazioni di dislessia, i genitori pretendono la dispensa per i loro figli da queste materie, durante i consigli di classe si fanno lunghe discussioni sulle modalità di compilazione del PDP, sulle valutazioni, sulle problematiche legate agli esami di stato. Non va però trascurato, accanto alle competenze acquisite, il benessere degli studenti, che devono sempre essere al centro del nostro lavoro. I loro bisogni vanno al di là della conoscenza: riguardano l essere capiti, non essere compianti, aiutati semmai ad affrontale l impegno scolastico, guidati ad affrontare le difficoltà che si presentano parlando con loro, discutendo delle modalità più opportune per giungere a risultati positivi. Le lingue straniere non sono uno scoglio insormontabile, semmai una montagna da scalare con degli strumenti che permettano un ascesa più agevole. Una volta in cima, guardandosi attorno si vede il mondo in discesa, ci si sente più forti, l autostima rafforzata dalla conquista dà più forza per andare avanti. 4

5 All asilo i miei disegni erano indecifrabili, così dice il mio papà. Ma i grossi problemi sono iniziati con la scuola elementare. Scrivevo male e leggevo peggio. Ero continuamente sollecitato a fare meglio e, siccome la cosa non avveniva, sono arrivate le brontolate, poi i brutti voti e la costrizione a riscrivere il compito dopo aver strappato la pagina. Questa punizione mi gettava nella disperazione più violenta perché per me aver scritto quella pagina aveva voluto dire una grande fatica fisica e mentale. Purtroppo mia mamma credeva fosse svogliatezza (non sapeva nulla della dislessia) e a casa si metteva a fare l aguzzina come facevano in classe i miei insegnanti: mi faceva piangere e qualche volta scappava la pacca o il pizzicotto. A scuola non riuscivo a stare attento, ero sempre distratto e sul mio viso calava una maschera inespressiva. (Mattia, 19 anni) INTRODUZIONE ALLA DISLESSIA Molti studi sulla dislessia si aprono con questo passo, che è significativo per inquadrare il problema soprattutto dal punto di vista educativo, relazionale, emotivomotivazionale. Scomponendo questo breve racconto si possono mettere in evidenza alcuni concetti fondamentali che meritano senza dubbio attenzione da parte di chi si torva nella funzione di docente ed educatore. 1.1 Le difficoltà di apprendimento possono essere scoperte già negli anni della scuola dell infanzia, quando si può individuare un ritardo da parte del bambino nell esprimersi verbalmente, nel riconoscere le prime letterine durante i giochi, nell imparare poesie, filastrocche e canzoncine, nel produrre disegni. 1.2 I problemi aumentano con l ingresso alla primaria, in un mondo fatto quasi esclusivamente di lettere, numeri, dove si è valutati per le abilità e le competenze legate proprio alla letto-scrittura. Arrivano a questo punto le prime delusioni: si perde fiducia negli insegnanti che non riescono a capire le difficoltà dell alunno e continuano 1 Stella, 2002, p. 95 5

6 ad incitare a fare meglio, concentrarsi, impegnarsi di più; nei genitori che appaiono alleati al nemico e accusano di svogliatezza, alzano la voce, puniscono; in se stessi e nelle proprie capacità perché non si riesce a capire la ragione per la quale non si è in grado di fare ciò che per gli altri sembra così facile. 1.3 L affaticamento e la mancata identificazione da parte degli altri dell impegno, la frustrazione nel veder distrutto il frutto di tanto sforzo porta a demotivazione, a rabbia che può essere rivolta verso se stessi o verso gli altri. La stanchezza dovuta alla fatica di doversi concentrare per compiere ogni azione che per gli altri è automatizzata ha come causa la necessità di dover, ti tanto in tanto staccare la spina e volgere il pensiero altrove, per essere poi accusati di distrarsi facilmente e non seguire quanto si sta facendo oppure a chiedere spesso di uscire per rilassarsi. Questo ha come conseguenza il fatto che il bambino perde parte della lezione e non riesce a recuperare. 1.4 La consapevolezza che nonostante il continuo esercizio non arrivano i progressi sperati, ma aumenta solo la frustrazione porta l alunno ad arrendersi perché ritiene inutile continuare ad impegnarsi in ciò che non riuscirà mai a fare. 1.5 L aspetto più preoccupante è però quello legato alla maschera inespressiva di cui parla Marco: è questo quanto accade quando gli altri non riescono a rispondere ai bisogni: l alunno continua ad inviare segnali di aiuto in modo diretto o indiretto; se questi sono disattesi si perde la capacità di esprimere le proprie necessità annullandole ed annullandosi fino a non riuscire più ad esprimerle. 6

7 2. PUNTI FERMI: ORIGINE, DEFINIZIONE E LEGGE ORIGINE E DEFINIZIONE Grazie agli studi effettuati negli ultimi anni sono stati compiuti grandi passi in avanti per quel che riguarda la ricerca delle cause che portano ad avere disturbi specifici di apprendimento. Sono cambiate altresì le definizioni di dislessia condivise dalla comunità scientifica. La dislessia evolutiva è un disturbo che si manifesta in quei bambini che nonostante un istruzione convenzionale non riescono a sviluppare abilità di lettura, scrittura e spelling commisurate alle loro capacità intellettive 2 La dislessia evolutiva è un disturbo specifico del linguaggio di origine costituzionale, caratterizzato da difficoltà nella decodifica delle singole parole, di norma causato da abilità di processa mento fonologico insufficienti. La dislessia si manifesta con una difficoltà variabile in svariati aspetti del linguaggio, includendo spesso, oltre a problemi di lettura, anche difficoltà consistenti nel pieno sviluppo delle abilità di scrittura e spelling 3 La dislessia è un disturbo specifico dell apprendimento di origine neurologica. E contraddistinto da difficoltà di riconoscimento di parole a livello di accuratezza e/o fluenza, e da scarse abilità di spelling e decodifica. Queste difficoltà sono tipicamente il risultato di un deficit nella componente fonologica del linguaggio, che spesso risulta inaspettato in relazione alle altre abilità cognitive e alla qualità dell istruzione scolastica. Tra le conseguenze secondarie si possono riscontrare problemi nella 2 World Federation of Neurology, Waites, Orton Society, Red Layon,

8 comprensione scritta e un contatto ridotto con i testi scritti che impediscono l espansione del bagaglio lessicale e delle conoscenze sul mondo. 4 Queste definizioni dimostrano un approfondimento graduale degli aspetti legati al disturbo, puntando l attenzione sull origine neurobiologica e quindi costitutiva dell individuo, evidenziando gli aspetti legati alle difficoltà di consapevolezza fonologica e di automatizzazione dei processi che portano ad avere una lettura (e scrittura) veloce, fluente e corretta. Gli studi sopra riportati sono di origine anglosassone, lingua che per le sue caratteristiche di opacità porta ad avere un numero maggiore di studenti DSA rispetto all italiano (per il quale la percentuale si assesta sul 4-5%) e pongono molta attenzione allo spelling, elemento fondamentale in tale contesto. Non intendo qui soffermarmi sulle cause del disturbo che sono ancora al vaglio della comunità scientifica e non sono ancora pienamente condivise, quanto piuttosto prendere in esame alcuni elementi che possono far chiarezza sulle complicazioni legate soprattutto all apprendimento delle lingue straniere. Occorre tenere ben presenti i problemi di decodifica che portano ad avere una lettura lenta o scorretta, la complessità di effettuazione dello spelling, la mancanza di automatizzazione nei processi, correlati a difficoltà di memorizzazione e reperimento delle informazioni. In molti casi inoltre ci possono essere delle comorbilità che portano a discalculia, disgrafia e disortografia proprio perché non scattano gli automatismi necessari alla codifica e decodifica dei dati. 4 International Dyslexia Association,

9 2.2 LA LEGGE 170/2010 La legge 170/2010 e le linee guida ministeriali del MIUR del luglio 2011 hanno contribuito a fare chiarezza legiferando in un settore dove c erano molte lacune normative ponendo delle regole chiare e precise su come agire in ambito scolastico specificando misure dispensative e compensative, modalità di attuazione degli esami, la specificità dell insegnamento delle lingue straniere. Le finalità sono quelle di garantire il diritto all istruzione anche per chi si trova in difficoltà e quindi offrire pari opportunità agli studenti con disturbi specifici di apprendimento consentendo l utilizzo di strumenti che siano di aiuto in ambito scolastico, invitando inoltre ad una didattica il più possibile adeguata e personalizzata in funzione proprio della specificità di ogni alunno dislessico. L intenzione del legislatore è inoltre quella di formare i docenti che si trovano altrimenti impreparati ad affrontare i nuovi scenari che si stanno presentando, sensibilizzare i genitori verso le problematiche riguardanti l apprendimento e creare una sinergia scuola-famiglia-servizi che possa essere la base di ogni iniziativa glottodidattica per ciò che riguarda la formazione ma innanzitutto educativa e volta al benessere psicologico riducendo i disagi e possibilmente eliminando le barriere che portano a perdere stima in se stessi e a perdere l autostima e la motivazione allo studio. 2.3 LEGGE 170 E LINGUE STRANIERE L Articolo 5 della legge 170 fa specifico riferimento alla didattica delle lingue straniere, essendo queste un grosso scoglio per i DSA. Si prevede l uso di strumenti 9

10 compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell esonero. 5 Se gli strumenti compensativi e la didattica personalizzata sono comuni a tutte le discipline e non solo alle lingue straniere e quindi non sarebbe stato necessario una ulteriore specifica in merito, appaiono invece importanti le diciture comunicazione verbale e possibilità di esonero, questioni che meritano un approfondimento. Per quanto riguarda la comunicazione verbale, le indicazioni sono quelle di puntare sull aspetto comunicativo, privilegiando le abilità di produzione e comprensione orale. La produzione scritta non deve essere esclusa come attività in quanto utile per l apprendimento della lingua stessa; vanno piuttosto messi in atto degli accorgimenti che consentano di non penalizzare lo studente a causa degli errori grammaticali, lessicali ed ortografici: la valutazione dello scritto deve quindi avvenire prescindendo da tali imprecisioni strettamente legate al tipo di disturbo in particolare in caso di disgrafia e disortografia tenendo in maggiore considerazione il contenuto rispetto alla forma. Ad esempio nelle prove di comprensione del testo, si valuta la completezza e la coerenza della risposta anche se sono presenti errori formali che possono talvolta pregiudicare anche la comprensione generale. Nel caso di prove non ritenute all altezza, si procede con l integrazione della verifica scritta con una interrogazione che consenta di verificare le stesse competenze richieste in precedenza. La prova orale compensativa non è tuttavia così semplice, anzi rappresenta talvolta un ostacolo ancora più arduo in particolare per ragazzi che hanno difficoltà nel reperire nel proprio bagaglio lessicale termini specifici, assonanti, astratti e non riescono quindi ad avere una buona fluidità verbale; oltre a questo bisogna mettere in conto lo 5 Legge 170 Art. 5 10

11 stato emotivo che nel momento dell interrogazione è spesso compromesso. L ansia da prestazione, il doversi esprimere di fronte all insegnante e di fronte ai compagni, dover dare risposte in tempi rapidi creano una ulteriore barriera che può complicare le cose anziché risolverle. Per evitare questo sono necessari degli accorgimenti particolari anche in questo caso. Il clima deve essere sereno, lo studente deve essere il più possibile a suo agio, le domande non devono essere incalzanti perché a volte il tempo necessario per reperire le informazioni si dilata, devono essere concesse mappe concettuali che siano di aiuto all esposizione e prompt utilizzati come scaletta, come guida per il discorso. Altra problematica importante è l esonero previsto per i casi più gravi: nel momento in cui la legge è stata emanata, questo è stata visto da molti genitori come la soluzione ideale per evitare tutte le problematiche legate alle lingue straniere. In realtà la questione è molto controversa e implica delle conseguenze da tenere ben presenti per la carriera scolastica. Il decreto attuativo precisa che con l esonero si non ottiene alla fine del ciclo di studi il diploma, bensì un attestazione di frequenza come previsto per gli alunni disabili che hanno seguito percorsi scolastici non completi 6 precludendo la possibilità di frequentare l università. Per questa ragione è stato successivamente specificato che l esonero va confinato a casi di dislessia veramente severa e va accordato nella piena consapevolezza da parte della scuola, della famiglia e dell alunno che tale decisione inciderà sulle possibilità di accesso alla formazione universitaria PDP: MISURE COMPENSATIVE E DISPENSATIVE La legge 170 e le linee guida ministeriali forniscono indicazioni su quelle che sono le misure che vanno adottate per consentire un apprendimento efficace. Si tratta di 6 DPR 323/ M. DALOISO, cit. p

12 misure volte a dispensare lo studente da alcune attività tipiche della vita scolastica, e a supportarlo con degli strumenti che lo agevolino. Le misure concesse vanno analizzate di volta in volta a seconda dei bisogni del soggetto interessato, vengono discusse dall intero consiglio di classe tenendo conto delle indicazioni presenti nella diagnosi funzionale e delle osservazioni dei docenti durante l attività didattica; si procede quindi alla presentazione del Piano Didattico Personalizzato alla famiglia eventualmente con la presenza dello specialista che ha in carico lo studente e, nel caso di un ragazzo maggiorenne, anche con questi. La collegialità, la collaborazione, il lavoro di equipe sono in questi casi fondamentali per i proseguo del lavoro e per l attuazione del piano stesso, perché questo non rimanga solo cartaceo ma sia attuato fino in fondo. Il PDP deve riportare oltre ai dati della scuola, quelli dello studente, le indicazioni riguardanti la certificazione con l indicazione dell istituzione che l ha redatta, la data del rilascio, lo specialista che ha formulato la diagnosi, la tipologia di disturbo, la gravità, eventuali comorbilità, gli interventi riabilitativi effettuati o previsti. Vengono altresì riportate le indicazioni su lettura strumentale (velocità e correttezza), comprensione della lettura e dell ascolto, tipo di scrittura (carattere utilizzato, grafia, tipologia di errori, caratteristiche nella produzione della frase), oltre che aspetti importanti come difficoltà a copiare dalla lavagna, a scrivere sotto dettatura, a prendere appunti. Nel caso di discalculia si riportano le caratteristiche rilevanti del processo di apprendimento, relativamente a processi lessicali (nell attribuire il nome ai numeri), processi semantici (comprendere il significato dei numeri attraverso una rappresentazione mentale di tipo quantitativo), processi sintattici (capacità di comprendere le relazioni spaziali tra le cifre che costituiscono i numeri ovvero il valore posizionale delle cifre), counting (ovvero capacità di conteggio e calcolo orale e scritto). 12

13 Le osservazioni riguardano inoltre le capacità di studio: si osserva se lo studente è in grado di seguire quanto esposto in classe sottolineando, prendendo appunti, creando mappe oppure se è necessario per lo studio l utilizzo del computer e della sintesi vocale. Importanti sono inoltre le segnalazioni riguardanti i punti di forza dell alunno, indicando interessi particolari, abilità in determinate aree disciplinari, predisposizioni personali. Di notevole rilevanza è senza dubbio l analisi degli aspetti correlati e cioè dell autostima, dei rapporti con gli adulti (insegnanti, familiari e specialisti) e con i compagni, l impegno e l autonomia scolastica, i tempi di attenzione, la consapevolezza dei propri problemi e del proprio modo di apprendere. Attraverso la diagnosi e le osservazioni di docenti e familiari è inoltre possibile identificare le caratteristiche del processo di apprendimento. Le difficoltà che più di frequente è possibile individuare sono: lentezza esecutiva, facile affaticabilità, difficoltà nei processi di automatizzazione che rende difficile eseguire contemporaneamente due attività contemporaneamente ad es. ascoltare e scrivere o ascoltare e seguire sul testo; difficoltà di memorizzazione di filastrocche, poesie, date, definizioni, termini specifici delle discipline, strutture grammaticali, regole che governano la lingua italiana e straniera, tabelline, formule; difficoltà a recuperare nella memoria nozioni già acquisite e comprese cui consegue difficoltà e lentezza nell esposizione durante le interrogazioni, difficoltà ad integrare le informazioni. Sarebbe opportuno adeguare il modello di PDP a seconda dei differenti cicli scolastici considerando che i bisogni formativi dalla scuola primaria alla secondaria di prima e poi di secondo grado sono notevolmente differenti. 13

14 A seconda delle problematiche evidenziate si procede quindi alla stesura del piano di lavoro individuando innanzitutto le eventuali modifiche da apportare all interno degli obiettivi disciplinari ovvero se sia necessario seguire una programmazione per obiettivi minimi nelle materie nelle quali si ravvisino particolari difficoltà. Gli interventi metodologici che si possono attuare sono molteplici. Innanzitutto è indispensabile creare un clima di apprendimento sereno, favorendo anche il lavoro a coppie, con tutoring o in modo cooperativo, attraverso esperienze laboratoriali creando inoltre attività di recupero individualizzate per l alunno DSA in modo da agevolare lo stesso. Per poter procedere in questo tipo di lavoro è opportuno precedentemente occuparsi di azioni volte alla promozione della consapevolezza del proprio modo di apprendere dello studente, sviluppando processi di autovalutazione e autocontrollo delle proprie strategie. Il docente deve inoltre prestare attenzione ad alcuni particolari che possono apparire irrilevanti ma che hanno un importanza fondamentale come aiuto sia allo studio che all organizzazione del lavoro sia in classe che domestico. E buona norma controllare la corretta trascrizione dei compiti e degli avvisi sul diario, verificare la comprensione delle consegne orali e scritte. La corretta applicazione inoltre di quelle che sono le buone prassi agevola senza dubbio il lavoro non solo degli studenti DSA ma di tutta la classe. Sollecitare le conoscenze precedenti per introdurre nuovi argomenti e creare aspettative, utilizzare la videoscrittura, utilizzare differenti modalità comunicative per attivare più canali 14

15 sensoriali nelle spiegazioni (ideale in questo senso la presenza della LIM in classe), promuovere la conoscenza e l utilizzo dei mediatori didattici come immagini, schemi, mappe, evitare di fornire materiale e consegne scritte a mano dall insegnante, scrivere a stampatello maiuscolo alla lavagna sono solo il primo passo. Per quanto riguarda poi la valutazione e l aspetto psicologico utili sono in questo senso accortezze quali limitare le correzioni a penna rossa eventualmente facendo solo un puntino sotto l errore, gratificare l alunno e sostenerlo nei momenti di difficoltà, incoraggiarlo e premiarlo per i successi. Solo attuando queste prime necessarie azioni si può poi passare ad elaborare un piano di studio personale ricorrendo agli strumenti compensativi e dispensativi più idonei. 3.1 STRUMENTI COMPENSATIVI Come sopra specificato, gli strumenti compensativi devono essere attentamente presi in considerazione valutando le effettive necessità dello studente, tenendo in considerazione la diagnosi e le indicazioni in essa fornite, le osservazioni dei docenti e della famiglia ed eventualmente dell interessato nel caso sia maggiorenne o anche nel caso in cui questi, in relazione all età, abbia una buona consapevolezza dei propri bisogni e del proprio modo di apprendere e sappia indicare quelli che sono gli ausili di cui ha bisogno, attraverso i quali si sente più sicuro e che meglio padroneggia. Inutile infatti mettere a disposizione il computer per eseguire il lavoro in classe se poi non 15

16 viene utilizzato volentieri in quanto ritenuto fonte di imbarazzo perché considerato un ostacolo all integrazione con i compagni proprio da parte di chi dovrebbe usarlo. 8 Anche in questo caso a seconda delle problematiche diverse vengono consigliati strumenti diversi. Se per la discalculia si punta soprattutto su tabelle e formulari, calcolatrice e tavola pitagorica, in caso di dislessia e difficoltà di memorizzazione si forniscono prevalentemente dispositivi che possano agevolare la lettura evitando un affaticamento eccessivo durante tale attività. Indispensabile diventa quindi il computer per videoscrittura con correttore ortografico, software didattici compensativi, dizionario digitale, stampante, scanner con OCR per digitalizzare i testi cartacei, sintesi vocale, audio libri o libri parlati, registratore audio digitale, programmi come C-Maps per la creazione e l espansione delle mappe concettuali, elaborazioni grafiche e diagrammi di flusso. L intervento compensativo da parte del docente può essere invece rivolto alla rielaborazione e la riduzione di testi senza modificare l obiettivo preposto ma riducendo la quantità di materiale da studiare o da analizzare, fornitura di fotocopie adattate per utilizzo di font e dimensione del carattere più consona, utilizzo di video o video presentazioni, testi con immagini che siano strettamente aderenti al testo in modo da creare un legame immagine-parola che sia di aiuto alla memorizzazione. In particolare per la scuola primaria possono essere utili quaderni con righe speciali e penne con impugnatura particolare che favoriscano la corretta scrittura. 3.2 MISURE DISPENSATIVE 8 Questo accade non tanto durante gli anni della scuola primaria dove in generale diagnosi e strumenti sono accettati dai ragazzi con più curiosità che vergogna; più complicata è la situazione durante gli anni della scuola secondaria sia di primo che di secondo grado, in particolare se la diagnosi è stata tardiva e arriva proprio quando si cerca più che in altri periodi l accettazione e il sentirsi uguali agli altri. In questi casi spesso lo strumento che fa sentire diversi non è accettato per l utilizzo in classe, mentre più facile è l uso casalingo per videoscrittura o per la sintesi vocale che è di aiuto per lo studio. 16

17 Se gli strumenti compensativi sono volti a favorire l apprendimento, le misure dispensative sono volte soprattutto a mettere a proprio agio lo studente durante le attività scolastiche. Anche queste vanno attentamente studiate e valutate a seconda dei casi. Si dispensano i DSA dalla lettura ad alta voce, dal prendere appunti a mano, dal rispetto dei tempi standard, dalla copiatura dalla lavagna, dallo studio mnemonico di formule, termini assonanti, poesie, definizioni, forme verbali, dalla scrittura veloce sotto dettatura, dall uso del dizionario cartaceo, dallo scrivere in corsivo, dall utilizzo di materiali di studio scritti a mano. 9 Per quel che riguarda la lingua straniera, ci può essere una parziale dispensa dall esecuzione di attività in forma scritta privilegiando l orale fermo restando che la scrittura è in ogni caso un mezzo per l apprendimento anche verbale e non va quindi del tutto esclusa. 10 Leggendo la lista di quelle che sono le attività che andrebbero evitate, si potrebbe pensare che lo studente DSA venga esonerato da tutto ciò che è l attività scolastica ma bisogna invece tenere in considerazione che queste sono disposizioni generali che vanno adattate ad ognuno a seconda dei bisogni e della gravità del disturbo, selezionando di volta in volta quelle che sono le necessità ed adeguandole al tipo di azione che si sta intraprendendo. Si tratta di una serie di attrezzi a disposizione per cui per ogni intervento bisogna prediligere quello più indicato. Non è detto che un dislessico dispensato dalla lettura a voce alta non debba mai leggere e non possa 9 Naturalmente la dispensa riguarda alcuni tipi di attività in particolare durante gli anni della scuola secondaria, mentre in molti casi ed in particolare durante la primaria c è la necessità di eseguire tali compiti senza valutazioni, senza pressioni eccessive da parte degli insegnanti e dando all alunno tutto il tempo di cui necessita. Ad esempio la lettura ad alta voce in classe può essere motivo di imbarazzo per un dislessico ma va comunque invitato a non tralasciarla completamente se si vuole arrivare a un miglioramento delle prestazioni. 10 Diversa è la valutazione della forma scritta alla quale si rimanda in seguito. 17

18 intervenire nelle attività didattiche, piuttosto va coinvolto con alcuni accorgimenti come ad esempio anticipandogli che si lavorerà su quel testo così da permettergli di prepararsi e sentirsi pronto ad intervenire e interagire con i compagni. Più ancora della normativa e delle disposizioni bisogna mettere davanti a tutto la sensibilità del docente che con semplici azioni può riuscire veramente a compensare le difficoltà di apprendimento attraverso trucchetti a volte impercettibili dagli alunni stessi ma che creano l ambiente ideale per poter sviluppare nel migliore dei modi le proprie potenzialità. Compensare con la conoscenza e la comprensione da parte del docente del disturbo e dispensare con un po di attenzione in più vanno al di là della legge FORME DI VERIFICA E VALUTAZIONE PERSONALIZZATE La verifica e la valutazione da parte dell insegnante rappresentano sempre un momento di tensione e di agitazione; nel caso di studenti DSA questo è vero in misura ancora maggiore. Le lettere si mescolano e girano sul foglio, la lavagna diventa ancora più nera, la confusione è totale. I termini specifici e le parole simili ronzano in testa senza che si riescano ad afferrare, nomi assonanti si sovrappongono e non si riesce a distinguerli. Questo è solo un esempio di quanto accade nel momento fatidico che porta a fornire una prestazione di per se difficile e ad ottenerne un voto che può talvolta pregiudicare la propria autostima prima ancora dell anno scolastico. Anche in questo caso alcuni accorgimenti consentono di limitare il disagio e favorire un rapporto più sereno con il compito in classe o con l interrogazione. Innanzitutto le prove (scritte o orali) andrebbero programmate con anticipo fornendo indicazioni specifiche su ciò che viene richiesto, sulle competenze che saranno 18

19 oggetto di valutazione. Questo consente allo studente uno studio più sereno e accorto. Bisogna sempre tenere in considerazione il maggiore sforzo cognitivo del DSA sia nel momento della preparazione che della verifica e per questo è opportuno non fissare più di una prova al giorno. Per fare questo è sufficiente che ogni docente segni sul registro di classe con anticipo la data di effettuazione del compito in classe evitando settimane nelle quali sono concentrate tutte le prove; la creazione inoltre di un calendario delle interrogazioni consente a tutti gli studenti una preparazione più accurata, e una minore tensione giornaliera in classe tutti i giorni con il timore di essere chiamati e risultare impreparati. 11 Nel caso in cui una prova non sia ritenuta all altezza dovrebbe sempre essere possibile compensare con l orale puntando a verificare le stesse competenze richieste allo scritto. Nella correzione andrebbe valutata più il contenuto che la forma non considerando gli errori sintattici e ortografici per gli alunni con disgrafia e disortografia. In considerazione dello sforzo mentale e la conseguente facile affaticabilità del soggetto DSA, della lentezza di lettura ed esecutiva conseguente alle difficoltà di automatizzazione dei processi di codifica e decodifica, le prove andrebbero ridotte, ad esempio inserendo meno esercizi o meno elementi per ogni esercizio senza per questo modificare gli obiettivi, oppure per alcune tipologie di prove consentire tempi più lunghi di esecuzione (indicativamente 30%): questo è peraltro previsto anche nel corso di test INVALSI e prove d esame. Deve essere data la possibilità di utilizzare strumenti informatici necessari sia alla scrittura che al calcolo come anche tabelle, formulari, grafici stabiliti dal PDP. 11 Bisognerebbe tenere sempre presente che si interroga per valutare le competenze acquisite e non per mettere in difficoltà lo studente. 19

20 Per quanto riguarda la grammatica, questa non dovrebbe di per se costituire una prova a se stante ma si dovrebbe privilegiare il suo uso corretto piuttosto che le definizioni e le acquisizioni teoriche che costituiscono un grosso scoglio perché sono necessari automatizzazione delle procedure, memorizzazione di tabelle ed elementi estremamente difficoltosi per lo studente DSA. Nel caso in cui si tratti di esercizi di comprensione del testo o con consegne molto lunghe, queste andrebbero lette ad alta voce dal docente oppure si dovrebbe fornire un file MP3 in modo che lo studente possa agevolmente svolgere quanto richiesto. Per le lingue straniere si suggerisce di tenere maggiormente conto dell orale utilizzando per lo scritto prove a risposta multipla o che privilegino la corrispondenza tra parola e immagini in particolare per la scuola primaria. E necessario altresì modificare le prove di ascolto che in alcuni casi possono risultare problematiche a causa della velocità del parlato e del fatto che si tratta di una prova le cui risposte vanno date in tempi molto stretti costringendo ad uno sforzo cognitivo notevole. Anche in questo caso per le prove di comprensione, il testo andrebbe letto dal docente almeno una volta per agevolare il primo approccio (oppure in file audio MP3). Per quanto riguarda le risposte queste dovrebbero essere chiuse con vero o falso, scelta multipla oppure nel caso di quesiti aperti, si dovrebbe considerare il contenuto prescindendo dagli errori ortografici e sintattici. Se il PDP lo prevede è concesso l uso di PC, dizionario digitale, compensazione dello scritto non ritenuto adeguato con prova orale. 20

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