Interpretazione o manipolazione? La Corte di giustizia definisce un nuovo diritto alla privacy digitale

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Interpretazione o manipolazione? La Corte di giustizia definisce un nuovo diritto alla privacy digitale"

Transcript

1 F O C U S T M T 24 N O V E M B R E 2014 Interpretazione o manipolazione? La Corte di giustizia definisce un nuovo diritto alla privacy digitale di Oreste Pollicino Professore associato di Diritto pubblico comparato Università Bocconi di Milano

2 Interpretazione o manipolazione? La Corte di giustizia definisce un nuovo diritto alla privacy digitale * di Oreste Pollicino Professore associato di Diritto pubblico comparato Università Bocconi di Milano Sommario: 1. Introduzione. Le nuove frontiere interpretative della Corte di giustizia. 2. Un parametro di giudizio composito. 3. Il caso Digital Ireland. 4. Il caso Google Spain. 5. Conclusioni. 1. Introduzione. Le nuove frontiere interpretative della Corte di giustizia «As legislative inertia and European democratic failings are good reasons for judicial activism, by contrast, when democracy advances and politics assert its claims, judges are bound to take a step back» 1. Si scriveva cosi dieci anni fa, a proposito di un ambito di esperienza (apparentemente) distante da quello della tutela dei diritti fondamentali nell era digitale. Ma, né il tempo, né la distanza tematica sembrano in grado di far venir meno l assunto di base che caratterizza, tra l altro, portata e limiti dell attitudine creativa della Corte di giustizia in grado di elaborare, come è stato acutamente osservato, «a constitutional doctrine by a common law method» 2. Tutte le volte in cui gli stati membri dimostrano di non voler progredire nel percorso di arricchimento dell acquis comunitario per via legislativa, ecco * Articolo sottoposto a referaggio. Esso costituisce il testo rielaborato della relazione tenuta in occasione del convegno Governance di Internet ed efficienza delle regole: verso il nuovo regolamento europeo sulla privacy, 13 Novembre, 2014, Roma. Il testo riprende solo parzialmente, ampliandoli, contestualizzandoli e riaggiornandoli, alcuni spunti presenti in Il ruolo degli articoli 7 e 8 della Carta di Nizza nella decisione Google Spain, in Diritto dell informazione e dell informatica, numero monografico, curato da G. RESTA e V. ZENO ZENCOVICH, dedicato alla decisione appena richiamata, con contributi di G. CAGGIANO, C. COMELLA, R. FLOR, G. FINOCCHIARO, A. MANTELERO, F. PIZZETTI, G.M. RICCIO, G. SARTOR, S. SICA, nonché in La Corte di giustizia a piedi uniti, in corso di pubblicazione in Giurisprudenza costituzionale. 1 O. POLLICINO, Legal reasoning of the Court of Justice in the Context of Principle of Equality Between Judicial Activism and self-restraint, in German Law Journal, 2004, 283 ss. 2 R. POSNER, Law and Legal Theory in England and America, Oxford federalismi.it focus TMT n. 3/2014

3 che la Corte di giustizia indossa, con una certa disinvoltura, va detto, i panni del judge made law e accelera per via giurisprudenziale. Non sembra qualcosa di assai dissimile sia accaduto rispetto alle ultime evoluzioni relative ai meccanismi di protezione dei dati personali presenti nell ordinamento comunitario. Oramai da anni, a livello intergovernativo, si era deciso che fosse necessario uno scatto in avanti riguardo il livello di tutela della privacy europea, e che fosse indispensabile un atto di portata generale immediatamente vincolante ed obbligatorio in tutti i suoi elementi che portasse ad una maggiore uniformazione del dato normativo degli stati membri e che adeguasse i meccanismi di protezione dei dati al contesto digitale che, ovviamente, non era l ambito elettivo di riferimento quando si è adottata la direttiva del 46/95. Ciò nonostante, il destino del regolamento generale a protezione dei dati personali, la cui approvazione, non a caso, ha subito un accelerazione a seguito dell intervento, a piedi uniti, della Corte di giustizia nelle due decisioni che qui si commentano, sembrava vincolato al superamento di veti incrociati di difficile risoluzione. Una situazione di stagnazione cui i giudici comunitari rispondono in maniera decisa, con le due decisioni tra aprile e maggi del 2014, in cui sembra emergere la chiara volontà, da parte degli stessi giudici, di prendere molto (forse troppo?) sul serio la protezione di un nuovo digital right to privacy. Un tentativo, in altre parole, da parte della Corte di giustizia, di adeguare, a legislazione invariata, alle caratteristiche tecniche del mondo dei bit quel Right to Privacy che Warren e Brandeis, per primi, nel 1890, avevano teorizzato sulla Harvard Law Review, pensando, ovviamente, ad un mondo di atomi. Un diritto alla privacy digitale che, seppure mai esplicitamente, i giudici di Lussemburgo enucleano fondandolo sulle due colonne portanti costituite dai diritti al rispetto della vita privata ed al trattamento dei propri dati personali, previsti, rispettivamente, dagli artt. 7 3 ed 8 4 della Carta dei diritti fondamentali dell Unione europea. 5 3 Ai sensi dell art. 7: «Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e delle proprie comunicazioni». 4 Ai sensi dell art. 8: «1. Ogni persona ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che la riguardano. 2. Tali dati devono essere trattati secondo il principio di lealtà, per finalità determinate e in base al consenso della persona interessata o a un altro fondamento legittimo previsto dalla legge. Ogni persona ha il diritto di accedere ai dati raccolti che la riguardano e di ottenerne la rettifica. Il rispetto di tali regole è soggetto al controllo di un'autorità indipendente». 5 Corte di giustizia dell Unione europea, 8 aprile 2014, cause riunite C-293/12 e C-594/12, Digital Right Ireland e Seitlinger e a., 13 maggio 2014, C-131/12, Google Spain SL e Google Inc. c. Agencia Española de Protectión de Datos (AEPD) e Mario Costeja Conzález. 3 federalismi.it focus TMT n. 3/2014

4 Nella prima pronuncia i giudici di Lussemburgo hanno annullato, perché in contrasto con alcune previsioni della Carta dei diritti fondamentali dell Unione europea, la direttiva del in materia di conservazione dati (c.d. data retention) 7, nella seconda hanno invece posto a carico dei motori di ricerca l obbligo, a certe condizioni, di rimuovere, su espressa richiesta del ricorrente, link a pagine Internet contenenti informazioni in grado di poter ledere il cd. diritto all oblio 8 del soggetto i cui dati personali, e spesso sensibili, permangono per un periodo significativo in rete. In entrambe le decisioni in esame il terreno di gioco è quello caratterizzato dai processi di deterritorializzazione, destatualizzazione e dematerializzazione che costituiscono, forse, il portato più immediato e, paradossalmente, più tangibile della rivoluzione digitale 9. E, in entrambe le pronunce, la prospettiva privilegiata attraverso cui la Corte di Lussemburgo esplora tale terreno è 6 Direttiva 2006/24/CE del Parlamento e del Consiglio del 15 marzo 2006 riguardante la conservazione di dati generate o trattati nell ambito della fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o di reti pubbliche di comunicazione e che modifica la direttiva 2002/58/CE 7 Per una ricostruzione della vicenda v. F. BOEHM, M. D. COLE, Data retention after the Judgement of the Court of Juistice of the European Union, studio supportato da Greens/EFA all interno del Parlamento europeo, giugno 2014, reperibile in A. VEDASCHI, V. LUBELLO, Data retention and its implications for the fundamental right to privacy: a European perspective, in Tilburg Law Review, in corso di pubblicazione; F. FABBRINI, The European Court of Justice Ruling in the Data Retention Case and its Lessons for Privacy and Surveillance in the U.S., 28 Harvard Human Right Journal (2015) in corso di pubblicazione; J. RAUHOFER, D. M. SITHIGH, The Data Retention Directive Never Existed, in 11:1 SCRIPTed, 2014, reperibile all url I. PELIN-RADUCUM, Deferential Dialogues between the Court of Justice and domestic courts regarding the compatibility of the EU Data Retention Directive with (Higer?) National Fundamental Rights Standards, Law Working Paper Series, University of Luxemburg, No , reperibile in papers.ssrn.com.; F. BOEHM, D. COLE, Data Retention after the Judgment of the Court of Justice of the European Union, The Greens, European Free Alliance in the European Parliament, 30 giugno 2014, reperibile in 8 Per alcune osservazioni critiche sulla decisione in esame si v. T.E. FROSINI, Diritto all oblio e Internet e F. PIZZETTI, La decisione della Corte di giustizia sul caso Google Spain: più problemi che soluzioni, entrambi in focus comunicazioni, nuove tecnologie e media, 10 giugno Si vv. anche i commenti a caldo di O. POLLICINO, M. BASSINI, Reconciling Right to Be Forgotten and Freedom of Information: Past and Future of Personal Data Protection in Europe, in Diritto pubblico comparato ed europeo, 2014, 641 ss.; C. BLENGINO, La Corte di giustizia e i motori di ricerca: una sentenza sbagliata, in 19 maggio 2014; G. CORRIAS LUCENTE, Ancora su Google e il diritto all oblio, in 24 giugno 2014; M. BASSINI, Google e diritto all oblio: cosa accade ora?, in ID., Il diritto all oblio ai tempi di Internet: la Corte di giustizia sui motori di ricerca, in, in Quad. cost., 2014, 3, 730 ss.. V. da ultimo, a seguito dell adozione da parte della Commissione Ue di alcune brevi linee guida, v. M. CASTELLANETA, Diritto all oblio: la Commissione Ue prova a chiarire il contenuto della sentenza Google, in 20 settembre Per tematiche strettamente connesse, ancorché non del tutto sovrapponibili al c.d. diritto all oblio, può essere utile rimandare a quanto esposto con riferimento al caso Google vs. Vivi Down in E. APA, O. POLLICINO, Modeling the Liability of Internet Service Providers: Google vs. Vivi Down, Milano, 2013 nonché, con riferimento alla sola sentenza di primo grado, O. POLLICINO, G. CAMERA, La legge è uguale anche sul web, Milano, Su quest ultimo aspetto v. altresì A. MANNA, La prima affermazione, a livello giurisprudenziale, della responsabilità penale dell internet provider: spunti di riflessione tra diritto e tecnica, in questa Rivista, 2010, 1856 s. 9 Si v. G. PASCUZZI, Il diritto dell'era digitale, Bologna, 2002, 185 ss. 4 federalismi.it focus TMT n. 3/2014

5 quella relativa all impatto del fattore tecnologico 10 sul livello di protezione dei diritti fondamentali in gioco, in cui la partita si gioca sull an e sul quomodo la previsione delle possibili limitazioni che questi ultimi possono subire attraverso le nuove modalità di sorveglianza ed indicizzazione fornite dallo sviluppo della tecnologia digitale. Il riferimento, appena fatto, ai processi di sorveglianza e indicizzazione fa subito emergere un terzo profilo di comunanza tra le due decisioni che consiglia un commento unitario. In questa sede, dopo un sintetico riferimento al portato degli artt. 7 e 8 della Carta e all interpretazione che a quest ultimi è stata data in una prima fase della giurisprudenza rilevante della Corte di Lussemburgo antecedente alle due decisioni oggetto di analisi, si concentrerà sul reasoning di tali pronunce, facendo emergere, in particolare, il ruolo giocato dalle disposizioni della Carta appena citate nel processo argomentativo e nel portato finali delle decisioni. Le riflessioni conclusive si appunteranno invece sulle conseguenze che sembrano discendere, nei termini di un abbassamento del livello di protezione di alcuni diritti in gioco, dalle operazioni di bilanciamento operate dalla Corte di giustizia quando il campo di gioco rilevante muta dal contesto analogico a quello digitale 2. Un parametro di giudizio composito Se si volesse identificare quale, tra la disposizioni previste dagli artt. 7 e 8, sia dotata di maggiore portato innovativo, non vi sarebbero dubbi nell indicare, a questo proposito, la previsione di un diritto al dato personale sancita dall art Nonostante, infatti, il tentativo da parte delle Spiegazioni allegate alla Carta 12 di restringerne la portata a una mera riproposizione dell acquis esistente 13, in realtà, il margine di innovazione dell art. 8 è piuttosto significativo. E non consiste 10 P. COSTANZO, Il fattore tecnologico e le sue conseguenze, relazione al Convegno annuale AIC, Costituzionalismo e Globalizzazione, Salerno, novembre 2012, reperibile in 11 Il che è peraltro confermato dalle Spiegazioni all articolo 7 in cui si legge che «I diritti di cui all'articolo 7 corrispondono a quelli garantiti dall'articolo 8 della CEDU. Per tener conto dell'evoluzione tecnica, il termine comunicazioni è stato sostituito a corrispondenza. Conformemente all'articolo 52, paragrafo 3, il significato e la portata di questi diritti sono identici a quelli del corrispondente articolo della CEDU. Le limitazioni che vi possono legittimamente essere apportate sono pertanto quelle autorizzate ai sensi del suddetto articolo 8». 12 V. le Spiegazioni relative alla Carta dei diritti fondamentali, 2007/C 303/02, in GUUE, C 303/17 del 14/12/ Ai sensi delle Spiegazioni: «Questo articolo si fonda sull'articolo 286 del trattato che istituisce la Comunità europea, sulla direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali nonché alla libera circolazione di tali dati (GU L 281 del ), nonché sull'articolo 8 della CEDU e sulla convenzione del Consiglio d'europa sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati di carattere personale 5 federalismi.it focus TMT n. 3/2014

6 soltanto nel costituzionalizzare il diritto alla protezione dei dati personali, ma anche, e forse specialmente, nell emancipare definitivamente quest ultimo da quella connessione alla dimensione economica propria del consolidamento del mercato interno che invece caratterizzava, almeno ab origine, il portato normativo della direttiva 95/ È vero, a partire dall entrata in vigore del Trattato di Lisbona che, come è notissimo, è coinciso con l attribuzione di un carattere vincolante alla Carta di Nizza, tale tutela para-costituzionale del diritto alla protezione dei dati personali è condivisa anche dal primo comma dell art. 16 TFUE 15, ma non può non essere sottolineato come un ruolo pioneristico a questo riguardo, sin dal 2001, sia stato giocato proprio dall art. 8 della Carta 16 che, tra l altro, costituzionalizza anche, unica tra le autorità indipendenti, il ruolo del Garante per la protezione dei dati personali. Nella giurisprudenza precedente della Corte di giustizia al terribile uno/due di Lussemburgo costituito dalle decisioni in tema di data retention e diritto all oblio, può identificarsi una duplice caratterizzazione con riguardo all oggetto di questa indagine. Da una parte, la giurisprudenza rilevante si caratterizza per un approccio per cosi dire omnicomprensivo alla protezione della privacy che si concretizza, a sua volta, in un riferimento spesso cumulativo agli artt. 7 e 8 della Carta, senza fare emergere con chiarezza l autonomia concettuale del diritto alla protezione dei dati personali rispetto al classico diritto al rispetto della vita privata. Dall altra parte, quando è emerso il tema delle limitazioni consentite ai diritti previsti del 28 gennaio 1981, ratificata da tutti gli Stati membri. Il diritto alla protezione dei dati personali si esercita alle condizioni previste dalla suddetta direttiva e può essere limitato alle condizioni previste dall'articolo 53 della Carta». Come però è stato recentemente osservato, i redattori della Carta non sono riusciti nell intento di attribuire una giustificazione esauriente alla codificazione, ai sensi dell art. 8 della stessa, di un vero e proprio diritto fondamentale alla protezione dei dati, il che ha aperto le porte ad una serie di speculazioni sul punto, non sempre tutti convincenti, da parte della dottrina. V. ORLA LYNSKEY, Deconstructing Data Protection: The Added-value of a Right to Data Protection in The EU Legal Order, in 63 International and Comparative Law Quarterly 569 (2014), Come è tra le altre cose confermato, inter alia, in primo luogo, dalla circostanza, di per sé cruciale, che la base giuridica identificata per l adozione della direttiva è stata l ex art. 100 A, introdotto con l Atto Unico Europeo e poi divenuto art 95 TCE, che è per l appunto il fondamento di tutti gli atti dell UE che hanno per oggetto l armonizzazione delle misure nazionali relativi all instaurazione ed al funzionamento del mercato interno. In secondo luogo da quanto si legge nel terzo considerando della direttiva, ai sensi del quale, «l'instaurazione e il funzionamento del mercato interno, nel quale, conformemente all'articolo 7 A del Trattato, è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali, esigono non solo che i dati personali possano circolare liberamente da uno Stato membro all'altro, ma che siano altresì salvaguardati i diritti fondamentali della persona». 15 Ai sensi del quale «ogni persona ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che la riguardano». 16 Ruolo pioneristico che non è limitato, peraltro, al settore della legislazione comunitaria rilevante, visto che il primo riconoscimento giurisprudenziale di un diritto alla protezione dati è successivo al periodo della redazione della Carta e fa fatto risalire alla decisione della Corte di giustizia nel caso Promusicae c. Telefónica de España SAU, C-275/06 del 29 gennaio federalismi.it focus TMT n. 3/2014

7 dagli artt. 7 e 8 e, in particolare, dunque, in riferimento all applicazione dell art della Carta, i giudici comunitari non avevano mai distinto, fino alle decisioni di questi ultimi mesi, i due profili presenti nella previsione ora richiamata: da un lato, quello relativo all applicazione del principio di proporzionalità, dall altro lato quello riguardante la violazione del contenuto essenziale dei diritti in gioco. Con riguardo, in particolare, alla prima delle due attitudini appena descritte, un esempio abbastanza emblematico può essere rintracciato nella sentenza Shelcke del 2010, 18 in cui i giudici comunitari testualmente affermano che «si deve ritenere, da un lato, che il rispetto del diritto alla vita privata con riguardo al trattamento dei dati personali, riconosciuto dagli artt. 7 e 8 della Carta, sia riferito ad ogni informazione relativa ad una persona fisica identificata o identificabile [ ] e, dall altro, che le limitazioni che possono essere legittimamente apportate al diritto alla protezione dei dati personali corrispondano a quelle tollerate nell ambito dell art. 8 della CEDU (par. 52)». A ben vedere, lo stesso riferimento, nella decisione per ultimo richiamata, all art. 8 della CEDU fa emergere come il diritto alla protezione dati sia considerato semplicemente quale una appendice accessoria rispetto al diritto al rispetto alla vita privata previsto dall art. 7 della Carta e, in particolare, esso sia inteso quale diritto alla predeterminazione informativa che non può non rievocare l Informationelle Selbsbestimmung di matrice tedesca. 19 Il che, però, non sembra del tutto corrispondere alle intenzioni dei redattori della Carta di Nizza. Mentre, infatti, come è noto, il concetto di predeterminazione informativa ruota intorno al meccanismo di richiesta di consenso al trattamento, quando si è concepita la formulazione dell art. 8, si è voluto emancipare, almeno in alcuni casi, il trattamento dei dati dal consenso iniziale dell avente diritto. 20 Come infatti è stato acutamente rilevato, l art. 8 riflette un acquis 17 Ai sensi del quale «Eventuali limitazioni all esercizio dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla presente Carta devono essere previste dalla legge e rispettare il contenuto essenziale di detti diritti e libertà. Nel rispetto del principio di proporzionalità, possono essere apportate limitazioni solo laddove siano necessarie e rispondano effettivamente a finalità di interesse generale riconosciute dall Unione o all esigenza di proteggere i diritti e le libertà altrui». 18 Corte di giustizia dell Unione europea, 9 novembre 2010, cause riunite C-92/09 e C-93/09, Volker and Markus Schelke, par. 52. Altro passaggio che testimonia l attitudine della Corte di giustizia ad una piuttosto indifferenziata lettura degli artt. 7 ed 8 è quello in cui, nella pronuncia appena richiamata si legge espressamente che gli articoli 7 e 8 della Carta sono strettamente legati al punto da poter essere considerati come integranti un «diritto alla vita privata con riguardo al trattamento dei dati personali» (par.52). 19 Come è noto formulata per la prima volta nel 1984 dal BVerfG nel caso Volkszählung (Microcensus). 20 Come è chiaro dal riferimento che le Spiegazioni fanno (anche) alla Convenzione n. 108 del 1981 del Consiglio d Europa che non fa del consenso dell avente diritto un principio fondante. 7 federalismi.it focus TMT n. 3/2014

8 comunitario in materia di protezione dati che «looks beyond consent only and create a system of checks and balances which ensures lawful processing also without asking the consent of the person involved» Il caso Digital Ireland Ebbene, in ordine cronologico, è in primo luogo nella decisione in materia di data retention che i giudici comunitari, innovando rispetto alla giurisprudenza precedente, da una parte sembrano più inclini a considerare la rilevanza autonoma dei due diritti previsti dagli artt. 7 e 8 della Carta 22, e dall altra parte, fanno emergere una distinzione piuttosto netta tra, per un verso, il profilo connesso alla violazione, da parte dell atto di diritto derivato oggetto d esame, del contenuto essenziale di tali diritti 23 e, per altro verso, quello relativo all accertamento della proporzionalità delle misure identificate dalla stessa direttiva per realizzare gli obiettivi previsti di tutela dell ordine pubblico e lotta contro il terrorismo. Misure, quest ultime, invece considerate dalla Corte di Lussemburgo eccessivamente intrusive nei confronti dei diritti al rispetto alla vita privata e alla protezione dei dati personali. Prima di guardare nello specifico ai due profili considerati, è importante sottolineare il nucleo duro di rilevanza costituzionale che caratterizza il caso in esame e che viene magistralmente catturato nelle parole dell Avvocato generale Cruz Villalón, allorchè quest ultimo osservava che «nelle cause in esame la Corte è adita due volte 24 in via pregiudiziale di una questione vertente 21 H. KRANENBORG, Article 8, in S. PEERS, T. HARVEY, J. KENNER, A. WARD (a cura di), The EU Charter of Fundamental Rights : a Commentary, Oxford-Portland, Oregon, 2014, 224 s., spec Anche se emerge ancora la tendenza ad una tutela indifferenziata, laddove, nella sentenza Google Spain, al par. 53, testualmente si dice che occorre ricordare che la tutela dei dati personali, risultante dall obbligo esplicito previsto all articolo 8, paragrafo 1, della Carta, riveste un importanza particolare per il diritto al rispetto della vita provata sancito dall articolo 7 della stessa. 23 Chiarissimi, in questo senso, i parr. 39 e 40 della pronuncia, in cui si legge che «per quanto riguarda il contenuto essenziale del diritto fondamentale al rispetto della vita privata e degli altri diritti sanciti all articolo 7 della Carta, si deve rilevare che, sebbene la conservazione dei dati imposta dalla direttiva 2006/24 costituisca un ingerenza particolarmente grave in tali diritti, essa non è tale da pregiudicare il suddetto contenuto poiché, come deriva dall articolo 1, paragrafo 2, della stessa direttiva, quest ultima non permette di venire a conoscenza del contenuto delle comunicazioni elettroniche in quanto tale. Tale conservazione dei dati non è neppure idonea a pregiudicare il contenuto essenziale del diritto fondamentale alla protezione dei dati personali, sancito all articolo 8 della Carta, considerato che la direttiva 2006/24 prevede, all articolo 7, una regola relativa alla protezione e alla sicurezza dei dati ai sensi della quale, fatte salve le disposizioni adottate in conformità delle direttive 95/46 e 2002/58, i fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o di una rete pubblica di comunicazione sono tenuti a rispettare taluni principi di protezione e di sicurezza dei dati, principi in base ai quali gli Stati membri assicurano l adozione di adeguate misure tecniche e organizzative contro la distruzione accidentale o illecita, la perdita o l alterazione accidentale dei dati». 24 In particolare, la prima questione pregiudiziale è posta dalla High Court irlandese che si chiedeva se la disciplina prevista dalla direttiva, fosse compatibile con il principio di proporzionalità, previsto dall art. 52, par 1 della Carta e non si ponesse in contrasto con il diritto al rispetto della vita privata, il diritto alla 8 federalismi.it focus TMT n. 3/2014

9 sulla validità della direttiva 2006/24/CE, che le offre l occasione di pronunciarsi sulle condizioni alle quali è costituzionalmente possibile per l Unione europea prevedere una limitazione all esercizio dei diritti fondamentali nel senso particolare di cui all articolo 52, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell Unione europea, mediante una direttiva e i relativi provvedimenti nazionali di recepimento» 25. E i giudici di Lussemburgo non si lasciano sfuggire la ghiotta occasione e decidono, prima volta nella storia del processo di integrazione europea, di annullare, come si anticipava, un atto di diritto derivato dell Unione perché in contrasto con il bill of rights europeo, quella Carta dei diritti fondamentali che è, nel caso di specie, utilizzata (anche, ma non solo, come si dirà in conclusione) quale parametro di costituzionalità da parte di una Corte che, non potendo abiurare al suo DNA internazionalistico, con il tempo integrato con un iniezione di una dose massiccia di sovranazionalità, mette ciononostante in bella evidenza la sua mal celata vocazione di giudice para-costituzionale e quindi di custode della legalità, per l appunto costituzionale, in Europa. A guardar bene, non è un caso che un capitolo storico della giurisprudenza di matrice costituzionale della Corte di giustizia sia stato scritto in riferimento a una disciplina sostanziale come quella prevista della direttiva 2006/24, che già una volta aveva evitato le mannaie della Corte stessa, perché il petitum, in quel caso, si appuntava sulla pretesa erroneità della base giuridica e non sul profilo relativo alla non sufficiente tutela dei diritti fondamentali in gioco 26. Una disciplina, quella prevista dalla direttiva in questione che, se è vero che ha la sua discendenza diretta in quel securization ethos che fu reazione immediata attacchi dell 11 settembre 2001, trova le protezione dei dati di carattere personale, il diritto alla libertà di espressione ed il diritto alla buona amministrazione, rispettivamente previsti dagli articoli 7, 8 e 11 della Carta. In secondo luogo è stato il giudice delle leggi austriaco, sollecitato dai ricorsi diretti di costituzionalità di privati (a cui va aggiunto quello del governo della Carinzia) in cui si chiedeva l annullamento della legge interna di recepimento della Direttiva, a porre un quesito in pregiudiziale chiedendosi se le modalità di raccolta di dati prevista dalla direttiva fosse compatibile con il diritto al rispetto della vita privata, con il diritto alla protezione dei dati personali e con il diritto alla libertà di espressione tutelati dalla Carta dei diritti fondamentali. Inoltre, la stessa Corte costituzionale austriaca ha domandato alcuni chiarimenti in merito all applicazione dell art. 52, par. 1 della Carta dei diritti e, in particolare, ha chiesto alla Corte del Lussemburgo di verificare se il quadro normativo europeo rispettasse il contenuto essenziale del diritto alla protezione dei dati personali e se la conservazione dei dati fosse compatibile con le tradizioni costituzionali comuni e con l art. 8 della Convenzione europea. 25 Conclusioni dell Avvocato Generale Cruz Villalòn, 12 dicembre 2013, C-293/12, cit. 26 Si v. Corte di giustizia dell Unione europea, C-301/06, Irlanda c. Parlamento e Consiglio, 10 febbraio A tal proposito, si deve ricordare che, nella decisione appena citata, la Corte era stata investita di un ricorso diretto d annullamento della direttiva 2006/24 nell ambito del quale era stato sostenuto unicamente che essa fosse basata su un fondamento normativo errato. Di conseguenza la Corte, ha espressamente indicato, al p.to 57 della sentenza, che «il ricorso proposto dall Irlanda verte[va] unicamente sulla scelta del fondamento normativo e non già su un eventuale violazione dei diritti fondamentali derivanti dalle ingerenze nell esercizio del diritto al rispetto della vita privata, che la direttiva 2006/24». 9 federalismi.it focus TMT n. 3/2014

10 sue radici originarie in quel progressivo emergere, nell ordinamento dell Unione, delle ragioni attinenti alla tutela della sicurezza europea. Emersione, quest ultima, che è si è affermata, in un primo tempo, quale esigenza funzionale alla migliore realizzazione delle quattro libertà fondamentali e poi, a partire dal Trattato di Maastricht, quale telos autonomo dell'unione europea. Una disciplina, quella oggetto di esame da parte della Corte che, imbevuta della logica del controllo preventivo e del sospetto diffuso 27, deroga, come ricorda lo stesso Avvocato Generale nelle sue Conclusioni 28, al regime di tutela del diritto al rispetto della vita privata, istituito dalle direttive 95/46 e 2002/58, con riferimento al trattamento dei dati personali nel settore delle comunicazioni elettroniche. Se infatti le suddette direttive hanno previsto la riservatezza delle comunicazioni e dei dati relativi al traffico nonché l obbligo di cancellare o di rendere anonimi i dati stessi quando non siano più necessari alla trasmissione di una comunicazione, salvo che per esigenze di fatturazione e solo fintanto che tali esigenze perdurino, la direttiva del dispone, derogando, per l appunto, al principio generale appena esposto, che gli Stati membri prevedano, «for the purposes of the investigation, detection and prosecution of serious crime» 30 un obbligo di conservazione dei dati stessi per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a due anni. Il punto non è passato inosservato alle Corti costituzionali e supreme 31 degli Stati membri che dovevano valutare la conformità delle normative nazionali di recepimento e che, a partire dal 2008, hanno sollevato delle obiezioni relative alla non sufficiente tutela, da parte della disciplina 27 La stessa Corte di giustizia si sofferma su questo aspetto al p.to 37 del reasoning sottolineando come «il fatto che la conservazione dei dati e l utilizzo ulteriore degli stessi siano effettuati senza che l abbonato o l utente registrato ne siano informati può ingenerare nelle persone interessate, come rilevato dall avvocato generale ai paragrafi 52 e 72 delle sue conclusioni, la sensazione che la loro vita privata sia oggetto di costante sorveglianza». 28 Si vv. i p.ti 39 e 40 delle Conclusioni dell Avvocato Generale, C-293/12, cit. 29 La natura ambivalente della direttiva che da una parte armonizza, dall altra stabilisce, non p sfuggita all Avvocato generale che al p.to 46 ha notato come «la direttiva 2006/24 si caratterizza per la sua duplice funzione. Si tratta, da una parte, di una classica direttiva che mira ad armonizzare le legislazioni nazionali divergenti o che possono diventare tali, adottata nell interesse del funzionamento del mercato interno e precisamente concepita per tale scopo, come ha stabilito la Corte nella sentenza Irlanda/Parlamento e Consiglio. Dall altra, essa è altresì una direttiva che, anche nella sua funzione armonizzatrice, cerca di stabilire, se del caso, obblighi, in particolare di conservazione dei dati, che integrano, come mostrerò nel prosieguo, gravi ingerenze nel godimento dei diritti fondamentali garantiti ai cittadini europei dalla Carta, soprattutto del diritto al rispetto della vita privata e del diritto alla protezione dei dati personali». 30 Cfr. Art. 1, dir. 2006/24/CE. 31 Cfr. Corte suprema amministrativa bulgara, 11 dicembre 2008, n , reperibile in Corte suprema cipriota, 1 febbraio 2010, ric. n. 65/2009, 78/2009, 82/2009 e 15/ /2010, reperibile in Corte costituzionale rumena, n. 1258, 8 ottobre 2009, reperibile in Corte costituzionale tedesca, 2 marzo 2010, 1 BvR 256/08, reperibile in commentata da A. DI MARTINO, Il Bundesverfassungsgericht dichiara l incostituzionalità della data retention sul rapporto tra libertà e sicurezza, in Giurisprudenza costituzionale, 2010, 5149 ss.; Corte costituzionale ceca, 22 marzo 2011, PI US 24/2010, reperibile in 10 federalismi.it focus TMT n. 3/2014

11 appena ricordata, dei diritti di privacy e di protezione dati, identificando quale diretto bersaglio, la legislazione nazionale di recepimento e, indirettamente, ma allo stesso tempo evidentemente, la direttiva europea in materia di data retention. A riguardo, particolare menzione va fatta per i casi pendenti di fronte alle corti slovacca e slovena. La prima, infatti, a seguito della sentenza della Corte di giustizia, ha preferito in pendenza di un giudizio di legittimità riguardante la legge di recepimento sospendere l efficacia delle norme di attuazione della direttiva stessa. Anticipando in tal modo gli effetti della sua stessa decisione sul punto. Diverso è invece il caso della Slovenia, la cui Corte costituzionale ha sospeso il proprio giudizio in attesa della pronuncia della Corte di giustizia per poi riprenderlo, insieme agli indirizzi interpretativi provenienti da Lussemburgo, dichiarando illegittima la norma di recepimento 32. Come si diceva poc anzi, il primo dei due aspetti che, in questa sede, sembra meritare di essere posto in particolare rilievo è dato dalla rilevanza autonoma attribuita, nel caso di specie, assai innovativamente, agli artt. 7 e 8 della Carta, fino a quel momento, come anticipato, considerati semplicemente elementi di un binomio inscindibile. In particolare l Avvocato generale Cruz Villalón scinde abbastanza chiaramente, nelle sue Conclusioni, i due profili, facendo notare come «l art. 8 della Carta sancisce il diritto alla protezione dei dati di carattere personale come diritto distinto dal diritto al rispetto della vita privata. Pur se la protezione dei dati è volta a garantire il rispetto della vita privata, essa è soprattutto soggetta a un regime autonomo» 33. Il ragionamento dell Avvocato è tutto volto a fare emergere come ci possano essere dei casi, come quello di specie, in cui una normativa che restringe il diritto alla protezione dei dati di carattere personale in conformità dell art. 8 della Carta possa nondimeno essere considerata come recante una lesione sproporzionata dell art. 7 della stessa. E per raggiungere tale scopo, lo stesso Avvocato generale ha bisogno di tracciare una differenza, mai fatta in passato, e non sprovvista di una certa dose di artificialità, tra dati personali tout court e dati più che personali 34. I primi avrebbero come esclusiva funzione quella di individuare una persona e, dotati di una certa permanenza e spesso anche di un certo carattere neutro sarebbero «dati personali e nulla più, e, in generale, si può dire che sono quelli per i quali 32 Si v. la sentenza 3 luglio 2014, I-65/ Per una puntuale sintesi v. S. BARDUTZKY, The Timing of Dialogue: Slovenian Constitutional Court and the Data Retention Directive, in 10 settembre ( 32 ) Conclusioni avvocato generale, C-293/12, p Conclusioni avvocato generale, C-293/12, p Ivi, par federalismi.it focus TMT n. 3/2014

12 la struttura e le garanzie dell articolo 8 della Carta sono le più adeguate» 35. I secondi, invece, si riferirebbero sotto il profilo qualitativo, alla riservatezza della vita privata, compresa la sfera intima. In tali casi le problematiche sollevate dai dati personali iniziano, per così dire, già «a monte» 36 e la questione che si porrebbe in questo caso non sarebbe «quella delle garanzie afferenti al trattamento dei dati, ma più a monte, quella dei dati in quanto tali, vale a dire il fatto che le circostanze della vita privata di una persona abbiano potuto cristallizzarsi in forma di dati, ossia in una forma che può essere assoggettata a trattamento informatico» 37. La seconda distinzione che emerge chiaramente, e ancora una volta innovativamente rispetto all acquis giurisprudenziale precedente, dall analisi del caso in esame, e specificatamente, questa volta, dal reasoning dei giudici comunitari è, come si accennava, quella, che ritrova un riscontro testuale nel par. 1 dell art. 52 della Carta 38, tra il profilo connesso all accertamento della possibile violazione, da parte della direttiva, del contenuto essenziale dei diritti previsti dagli artt. 7 e 8 e quello relativo alla valutazione della proporzionalità delle misure identificate dalla stessa direttiva per realizzare gli obiettivi previsti, e considerati legittimi dalla Corte, di tutela dell ordine pubblico e lotta contro il terrorismo. Fino alla decisione in commento, la giurisprudenza comunitaria aveva sempre dimostrato la tendenza a considerare quale una sorta di blocco unico il par. 1 dell art. 52 della Carta, senza soffermarsi in modo analitico sulla possibilità che una limitazione dei diritti fondamentali in gioco, pur non andando a intaccare il contenuto essenziale di questi ultimi, potesse essere valutata non proporzionata rispetto agli obiettivi prefissati dalla disciplina sostanziale oggetto di esame. Nel reasoning della decisione in esame, al contrario, i giudici di Lussemburgo, dopo aver accertato che «l ingerenza che la direttiva 2006/24 nei confronti degli artt. 7 ed 8 è di vasta portata», affrontano in modo distinto l esame dei due profili previsti dall art. 52, par. 1, appena evidenziati. Con riguardo al primo, la Corte esclude una violazione del nucleo essenziale con riferimento alla tutela tanto del diritto alla vita privata quando a quello relativo alla protezione dati. Nel primo caso perché la direttiva, ai sensi dell art. 5, c. 2, vieta di venire a conoscenza del contenuto delle 35 Ivi, par Ivi, par Ibidem. 38 Ai sensi di detta previsione, infatti da una parte «Eventuali limitazioni all esercizio dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla presente Carta devono essere previste dalla legge e rispettare il contenuto essenziale di detti diritti e libertà, dall altra «Nel rispetto del principio di proporzionalità, possono essere apportate limitazioni solo laddove siano necessarie e rispondano effettivamente a finalità di interesse generale riconosciute dall Unione o all esigenza di proteggere i diritti e le libertà altrui. 12 federalismi.it focus TMT n. 3/2014

13 comunicazioni elettroniche, il che consente, a seguire il ragionamento dei giudici, di pervenire quantomeno a una protezione dell oggetto delle stesse comunicazioni, ovviamente il dato più sensibile con riguardo alla protezione della privacy degli utenti. Nel secondo caso in quanto, a detta delle Corte, la espressa previsione, da parte della direttiva stessa, di alcuni principi in materia di protezione e sicurezza dei dati, fornirebbe l assicurazione necessaria affinché, a livello nazionale di ciascuno Stato membro, sia prevista «l adozione di adeguate misure tecniche e organizzative contro la distruzione accidentale o illecita, la perdita o l alterazione accidentale dei dati» 39. Sancendo di fatto l ammissibilità di meccanismi di data retention e conseguente messa a disposizione delle autorità naturali, la Corte afferma altresì che tali meccanismi rispondono a obiettivi di interesse generale dell Unione europea come la lotta la terrorismo finalizzata al mantenimento della pace della sicurezza internazionali, nonché, più in generale, all obiettivo di contribuire al contrasto della criminalità grave e, con essa, alla sicurezza pubblica. È invece in relazione al profilo inerente alla valutazione della proporzionalità della raccolta e conservazione dei dati, cosi come previste dalla direttiva, che la Corte di giustizia esprime una valutazione negativa 40. Dopo aver prospettato un ingerenza di vasta portata nei confronti dei diritti tutelati dagli articoli 7 e 8 della Carta, la Corte si interroga, infatti, sulla proporzionalità di tale ingerenza con riferimento agli obiettivi perseguiti dalla direttiva. Sicché il reasoning dei giudici è orientato a valutare l esistenza di garanzie sufficienti e necessarie capaci di giustificare le prospettate limitazioni ai diritti fondamentali tutelati e garantiti dalla Carta. Da questa impostazione, deriva un analisi puntuale di ciascuna delle criticità della direttiva. La Corte muove allora le sue argomentazioni dal presupposto che l ingerenza nella vita privata degli individui riguardi la «totalità della popolazione europea» (p.to 56), senza limitazione alcuna. In tale ottica, la Corte specifica come la stessa raccolta sia rivolta nei confronti di persone su cui non grava alcun indizio di reato e sia disposta in maniera del tutto indipendente da qualsiasi connessione diretta o indiretta con la commissione di un reato grave. In sintesi, la raccolta dei dati non è limitata né a una determinata cerchia di persone, né a una particolare area geografica, né circoscritta ad un limitato periodo di tempo. Lacunoso e generico, o comunque non rispettoso del principio di proporzionalità, è altresì il riferimento alla nozione di reati gravi. Secondo i giudici infatti la direttiva nel permettere a 39 Corte giust., C-293/12, p Le criticità della direttiva erano in vero già state fatte emergere dalla dottrina. Si v. F. BIGNAMI, Protecting Privacy Against the Police in the European Union: The Data Retention Directive, in GWU Legal Studies Paper, No , 2006, nonché E. KOSTA, The Way to Luxembourg: National Court Decisions on the Compatibility of the Data Retention Directive with the Right to Privacy and Data Protection, in 10:3 SCRIPTed, federalismi.it focus TMT n. 3/2014

14 ciascuno Stato membro di dare una propria definizione di reato grave rende la stessa nozione non facilmente determinabile e circoscrivibile. La Corte sottolinea poi l assenza di specifiche garanzie, sostanziali e procedurali, idonee a garantire un accesso controllato alle autorità degli Stati membri. Il numero di persone nell ambito delle autorità di ciascuno Stato membro che può accedere ai dati raccolti risulta infatti ancora una volta indefinito 41. Né tantomeno lo stesso accesso ai dati risulta subordinato ad un controllo preventivo da parte di un giudice o di un autorità amministrativa indipendente. Al vaglio della Corte passa poi la durata del periodo di conservazione dei dati. Su questo aspetto le criticità sono legate al fatto che non sussiste alcuna distinzione tra tipologie di dati e la relativa durata di conservazione che in ogni caso deve essere limitata allo stretto necessario. Questi sono dunque i presupposti in base ai quali la Corte ritiene che la direttiva 2006/24 non preveda norme chiare e precise capaci di regolare la portata dell ingerenza nei diritti fondamentali sanciti dagli articoli 7 e 8 della Carta. Constatando come la prospettata ingerenza di vasta portata non sia supportata dal principio di necessità, ancillare e integrativo del più generale principio di proporzionalità (p.to 65) Il caso Google Spain Il percorso avviato in occasione della pronuncia appena esaminata che ha annullato la direttiva in materia di data retention, e che tende alla identificazione di un digital (Internet based) right to data protection trova la sua apoteosi nel reasoning dei giudice che caratterizza la decisione nel caso Google Spain, di qualche settimana successiva, in materia di diritto all oblio, in cui i giudici comunitari, come si vedrà nel prossimo paragrafo, enfatizzano ulteriormente il carattere assoluto della protezione della privacy in era digitale attraverso una lettura estensiva, meglio manipolativa, e assiologicamente orientata, alla luce delle disposizioni degli artt. 7 e 8 Carta di Nizza, della direttiva 95/46 (entrata in vigore in momento di transizione dall analogico al digitale e sicuramente non redatta pensando ad Internet quale ambiente tecnologico privilegiato). Più precisamente, il tema sul quale la Corte di giustizia è stata chiamata, con un rinvio sollevato nel 2012 dall Audiencia Nacional spagnola, a pronunciarsi in via pregiudiziale riguarda il rapporto tra la disciplina affidata alla direttiva 95/46/CE, che costituisce la normativa di riferimento tuttora vigente in materia di dati personali a livello dell Unione europea, e gli Internet Service 41 Si v. C. COCQ, F. GALLI, Comparative paper on data retention regulation in a sample of EU Member States, Surveille Project D4.3, 2013, 11 ss. 42 Corte giust., C-293/12, p federalismi.it focus TMT n. 3/2014

15 Provider che gestiscono un motore di ricerca, Google nel caso di specie. Nel caso che ha originato il rinvio pregiudiziale, l Agencia Española de Protección de Datos, l autorità iberica per la protezione dei dati personali, aveva ordinato a Google di rimuovere dai risultati generati attraverso il suo motore di ricerca i collegamenti ad alcune notizie relative a un pignoramento subito dal sig. Costeja González, ricorrente davanti alla stessa Agencia, considerate ormai prive di rilevanza Google rifiutava di ottemperare al provvedimento allegando la sua presunta estraneità alla disciplina europea sui dati personali (e, di conseguenza, a quella spagnola) e rilevando come un intervento come quello imposto dall Autorità potesse configurare un indebita compromissione della libertà di espressione dei gestori di siti Internet. Piuttosto, ad avviso del motore di ricerca, solo un intervento sui siti soggetti a indicizzazione avrebbe garantito soddisfazione alla pretesa di ritorno all anonimato da parte degli interessati. L Audiencia Nacional, investita dell appello contro il provvedimento dell AEPD, sollevava pertanto un rinvio pregiudiziale, formulando tre complessi quesiti volti a verificare, in sostanza l applicabilità a un provider come Google della Direttiva 95/46 e la possibilità di garantire l enforcement del diritto all oblio da parte dei soggetti cui i dati personali si riferiscono. «La costellazione particolarmente complessa e difficile di diritti fondamentali che questo caso presenta osta alla possibilità di rafforzare la posizione giuridica della persona interessata ai sensi della direttiva riconoscendole un diritto all oblio. Ciò vorrebbe dire sacrificare diritti primari come la libertà di espressione e di informazione. Inoltre, inviterei la Corte a non concludere che questi interessi concorrenti possono essere ponderati in modo soddisfacente in situazioni individuali sulla base di una valutazione caso per caso, lasciando la decisione ai fornitori di servizi di motore di ricerca su Internet» 43. Questo è quanto l Avvocato generale Jääskinen, nelle sue conclusioni, proponeva alla Corte di Lussemburgo in merito al bilanciamento tra i diritti coinvolti, nella sua bella immagine, in una costellazione particolarmente complessa alla base del caso in esame. Si fa fatica a ricordare dei precedenti a Lussemburgo in cui la Corte di giustizia abbia raggiunto non soltanto una conclusione opposta a quella caldeggiata dall Avvocato generale, ma anche un percorso argomentativo radicalmente differente da quello proposto da quest ultimo. Sarebbe sufficiente riformulare, a contrario, il passaggio dell Avvocato generale appena citato che, ben vedere, si compone di due elementi portanti, per identificare, scontando, ovviamente, un inevitabile tasso di semplificazione e approssimazione, i due (uguali e contrari) punti cardinali 43 Conclusioni dell Avvocato Generale Jääskinen, 25 giugno 2013, C-131/ federalismi.it focus TMT n. 3/2014

16 emergenti dall operazione di (non) bilanciamento operata dalla Corte di giustizia nel caso di specie. Infatti, con riguardo al primo elemento portante che sembra caratterizzare detto passaggio, i giudici di Lussemburgo, esattamente (e letteralmente) al contrario di quanto si legge nelle riflessioni dell Avvocato generale prima richiamate, rafforzano decisamente la posizione giuridica della persona interessata (ai sensi della direttiva 95/46) riconoscendole, in sostanza, e forse atecnicamente, quel diritto all oblio 44 che l Avvocato generale invece negava, come si è appena letto, fosse possibile identificare alla luce dell esistente acquis comunitario. E lo fanno, sacrificando, come si vedrà più avanti, proprio quelle libertà di informazione e di espressione che lo stesso Avvocato generale definisce, sempre nello stesso passaggio, diritti primari. Con riferimento al secondo elemento portante della riflessione di Jääskinen non sembra essere così lontano dal vero affermare, salvo poi integrare e precisare nel prosieguo che, nuovamente, esattamente e (letteralmente) all opposto di quanto proposto dallo stesso Jääskinen, i giudici concludono, in sostanza, e con implicazioni non di poco conto, che il bilanciamento tra i diritti confliggenti prima evocati (da una parte diritto all oblio, dall altra libertà di informazione e espressione) può essere operato in modo soddisfacente in situazioni individuali sulla base di una valutazione caso per caso, lasciando, di fatto, contrariamente a quanto caldamente consigliato dall Avvocato generale, la decisione ai fornitori di servizi di motore di ricerca su Internet. Forse è il par. 69 della pronuncia quello che illustra meglio di altri la dichiarazione di intenti dei giudici comunitari in merito alla volontà di leggere le disposizioni rilevanti della direttiva alla luce delle previsioni della Carta a tutela della c.d. privacy digitale. I giudici comunitari, in particolare, notano che «l articolo 7 della Carta garantisce il diritto al rispetto della vita privata, mentre l articolo 8 della Carta proclama espressamente il diritto alla protezione dei dati personali. I paragrafi 2 e 3 di quest ultimo articolo precisano che i dati suddetti devono essere trattati secondo il principio di lealtà, per finalità determinate e in base al consenso della persona interessata o a un altro fondamento legittimo previsto dalla legge, che ogni persona ha il diritto di accedere ai dati raccolti che la riguardano e di ottenerne la rettifica, e che il rispetto di tali regole è soggetto al controllo di un autorità indipendente. Tali prescrizioni ricevono attuazione in particolare mediante gli articoli 6, 7, 12, 14 e 28 della direttiva 95/46». 44 Per alcune osservazioni critiche, si veda T.E. FROSINI, Diritto all oblio e Internet e F. PIZZETTI, La decisione della Corte di giustizia sul caso Google Spain: più problemi che soluzioni, entrambi in focus comunicazioni, nuove tecnologie e media, 10 giugno Si vedano anche i commenti a caldo di C. BLENGINO, La Corte di giustizia e i motori di ricerca: una sentenza sbagliata, in 19 maggio 2014; G. CORRIAS LUCENTE, Ancora su Google e il diritto all oblio, in 24 giugno 2014; M. BASSINI, Google e diritto all oblio, cit.; ID., Il diritto all oblio ai tempi di Internet: la Corte di giustizia sui motori di ricerca, cit. 16 federalismi.it focus TMT n. 3/2014

17 Non si fa fatica a rilevare come la lettura in questione sia talmente orientata da portare ad una sorta di capovolgimento temporale: nel reasoning della Corte sono gli artt. 7 e 8, pensati all inizio di questo millennio, a ricevere attuazione da parte di disposizioni di diritto derivato certamente più recenti. Partendo da queste premesse, le riflessioni che seguiranno tenteranno di fare emergere le distorsioni, le anomalie o, semplicemente, le rimodulazioni argomentative che sembrano conseguire dalla scelta, da parte dei giudici comunitari, di concentrarsi quasi esclusivamente, nella soluzione del caso, sui parametri forniti dagli artt. 7 e 8 della Carta di Nizza. La prima anomalia argomentativa è forse la più evidente. A differenza di quanto fatto dall Avvocato generale, che aveva operato un riferimento numericamente quasi equivalente tra, da una parte, gli articoli appena citati e, dall altra parte, le disposizioni della Carta rilevanti in tema di libertà di espressione (e accesso all informazione) art e di libertà di iniziativa economica - art. 16 -, nell apparato argomentativo della Corte entrambe le previsioni normative appena richiamate scompaiono. Nessun riferimento agli artt. 11 e 16 è rinvenibile e il campo è lasciato interamente libero alle numerosissime citazioni presenti, invece, degli artt. 7 e 8 della Carta. Non è difficile cogliere un indizio piuttosto serio di un bilanciamento tra diritti contrastanti che non può non nascere asimmetrico, del tutto sbilanciato, già in partenza, a favore delle ragioni di tutela della privacy digitale. Il che, peraltro, è confermato dal passaggio che la Corte ripete più volte 45, in cui, dopo aver ragionevolmente affermato che la soppressione di link dall elenco di risultati potrebbe, a seconda dell informazione in questione, avere ripercussioni sul legittimo interesse degli utenti di Internet potenzialmente interessati ad avere accesso a quest ultima occorre ricercare, in situazioni quali quelle oggetto del procedimento principale, «un giusto equilibrio segnatamente tra tale interesse e i diritti fondamentali della persona di cui trattasi derivanti dagli articoli 7 e 8 della Carta», conclude il ragionamento con una presunzione di prevalenza assai poco comprensibile. In particolare, rilevando che se «indubbiamente, i diritti della persona interessata tutelati dagli articoli da ultimo citati, prevalgono di norma, anche sull interesse degli utenti di Internet, tale equilibrio può nondimeno dipendere, in casi particolari, dalla natura dell informazione di cui trattasi e dal suo carattere sensibile per la vita privata della persona suddetta, nonché dall interesse del pubblico a disporre di tale informazione, il quale può variare, in particolare, a seconda del ruolo che tale persona riveste nella vita pubblica». 45 Corte giust., C-131/12, pp. 81 e federalismi.it focus TMT n. 3/2014

18 In altre parole, la regola è la soccombenza del diritto (derubricato in mero interesse) all accesso all informazione a favore dei diritti che riguardano la protezione della sfera privata e dei dati personali degli utenti, l eccezione è la possibile prevalenza, in determinati casi ed a certe condizioni, del primo sui secondi. A ben vedere, però questo rapporto regola/eccezione non solo non figura minimamente nel bilanciamento tra diritti contrastanti proposto dall Avvocato generale Jääskinen ed era stato già tempo fa esplicitamente escluso dall Avvocato generale Kokott 46 nel caso Satamedia 47, ma è anche agli antipodi rispetto a quanto emerge piuttosto univocamente dalla giurisprudenza rilevante della Corte europea dei diritti dell uomo. A cominciare dalla recente decisione Węgrzynowski e Smolczewski 48 in cui, come è stato sottolineato 49, la Corte di Strasburgo, ribadendo un impostazione presente fin dalle sue prime grandi decisioni in materia di libertà di espressione, fa chiaramente intendere come la prevalenza di quest ultima sia la regola e le restrizioni a tale libertà siano eccezioni, che debbono essere interpretate in modo restrittivo. E ciò anche nel caso in cui il conflitto, come nella fattispecie, sia tra accesso all informazione sul web e interesse del soggetto ricorrente a fare in modo che informazioni pregiudizievoli per la sua reputazione non siano rintracciabili sul web 50. Se l enfatizzazione del ruolo giocato degli artt. 7 e 8 della Carta riveste un importanza cruciale in riferimento al preorientamento assiologico con cui la Corte imposta il bilanciamento tra i diritti in conflitto, importanza non minore è assunta dagli stessi parametri quando la Corte, come si diceva, ha proceduto all applicazione delle disposizioni rilevanti della direttiva 95/46 al caso di specie. 46 Conclusioni dell Avvocato generale Kokott, 8 maggio 2008, C-73/07, p. 43, in cui si legge che «Una rigida applicazione della tutela dei dati potrebbe limitare sensibilmente la libertà di espressione. Così, se i media potessero elaborare e pubblicare informazioni personali solo su consenso o dopo aver avvisato le persone coinvolte, il giornalismo investigativo sarebbe ampiamente escluso. D altra parte, è evidente che i media possono violare il diritto alla vita privata dei singoli. È pertanto necessario raggiungere un equilibrio». 47 Si v. Corte di giustizia dell Unione europea, 16 dicembre 2008, C-73/07, Tietosuojavaltuutettu c. Satakunnan Markkinapörssi Oy e Satamedia Oy. 48 Corte europea dei diritti dell uomo, 16 luglio 2013, ric. n /07, Węgrzynowski e Smolczewski c. Polonia. 49 Si v. G.E. VIGEVANI, Identità, oblio, informazione e memoria in viaggio da Strasburgo a Lussemburgo, passando per Milano, in Danno e responsabilità, 2014, 7, 707 s. 50 Nelle riflessioni conclusive si aggiungerà, però, come un trend giurisprudenziale che sembra recentemente accomunare i percorsi interpretativi delle due Corti europee pare portare, attraverso modalità argomentative differenti, all analogo risultato consistente in una rimodulazione dell ambito di protezione riconosciuto alla libertà di espressione quando esercitata sul web, rispetto agli standard di tutela ad essa riconosciuta allorché il suo esercizio si esplica nel mondo degli atomi. 18 federalismi.it focus TMT n. 3/2014

19 Quattro sembrano, in particolare, gli ambiti applicativi in cui maggiore è stato, per così dire, l effetto manipolativo derivante dalla interpretazione che i giudici comunitari fanno della direttiva alla luce dei più volti richiamati artt. 7 e 8 della Carta. In primo luogo, la rilevanza, nel caso di specie, della disciplina dell Unione europea; in secondo luogo, l identificazione del motore di ricerca quale controller, titolare del trattamento e dunque responsabile dello stesso; in terzo luogo l applicazione al caso di specie di quanto previsto, da una parte, dall art. 12, lett. b) della direttiva che disciplina modalità e ipotesi, inter alia, del diritto di ottenere cancellazione, rettifica e congelamento dei dati personali e, dall altra, dall art. 9 della stessa direttiva in materia di deroghe alla disciplina generale in caso di trattamento di dati relativo all attività giornalistica. Innanzitutto, con riguardo al primo punto evidenziato, è vero che l Avvocato generale aveva raggiunto la stessa conclusione dei giudici comunitari in merito alla applicabilità delle disciplina europea ad un motore di ricerca che abbia aperto in uno Stato membro, per la promozione e la vendita di spazi pubblicitari, un ufficio che rivolga la sua attività ai cittadini di tale Stato. I giudici di Lussemburgo danno però una giustificazione ultronea rispetto a quella a fondamento del reasoning dell Avvocato generale, argomentando come una interpretazione estensiva della locuzione, prevista dall art. 4 lett. a), «nel contesto delle attività» 51 in modo da consentire l applicazione della disciplina europea anche nei confronti di Google Spain (che la Corte ammette, «non tratta tecnicamente dati») sarebbe necessaria in quanto «alla luce dell obiettivo della direttiva 95/46 di garantire una tutela efficace e completa delle libertà e dei diritti fondamentali delle persone fisiche, segnatamente del diritto alla vita privata, con riguardo al trattamento dei dati personali, l espressione suddetta non può ricevere un interpretazione restrittiva» 52. Di nuovo, il diritto alla vita privata diviene prisma esclusivo di modulazione della tutela, senza che si faccia riferimento alla necessaria protezione degli interessi contrastanti. Non solo, ma la Corte, nel tentativo di giustificare tale affermazione, cita, per analogia, nelle sue stesse parole, i punti 62 e 63 della sua precedente pronuncia nel caso L Oréal 53. Passaggi che, però, a ben vedere, hanno una limitatissima rilevanza per il caso di specie. Si fa riferimento, infatti, a norme differenti di diritto derivato, in cui è cruciale la protezione, e i limiti di essa, accordata ai diritti di proprietà 51 L articolo 4 della direttiva 95/46, intitolato diritto nazionale applicabile, prevede, in particolare, alla lettera a), che ciascuno Stato membro applica le disposizioni nazionali adottate per l attuazione della presente direttiva al trattamento di dati personali effettuato «nel contesto delle attività di uno stabilimento del responsabile del trattamento nel territorio dello Stato membro». 52 Corte giust., C-131/12, p Corte di giustizia dell Unione europea, 12 luglio 2011, C-324/09, L Oréal e a., citato al p. 53 della sentenza Google Spain. 19 federalismi.it focus TMT n. 3/2014

20 industriale e non alla tutela dei dati personali, con un unico riferimento rilevante relativo alla ubicazione extraeuropea dei server 54. In secondo luogo, con riferimento alla identificazione del motore di ricerca quale controller del trattamento, in questa sede l unico aspetto rilevante è quello in cui emerge il peso giocato dal preorientamento assiologico della Corte fondato sull identificazione degli artt. 7 e 8 quali (quasi) esclusivi parametri di riferimento. E tale peso sembra manifestarsi chiaramente allorché i giudici comunitari, trovandosi a interpretare l ambito di applicazione dell art. 2 lett. d) della direttiva che definisce la figura del controller, aggiungono che «inoltre, occorre constatare che sarebbe contrario non soltanto al chiaro tenore letterale di tale disposizione, ma anche alla sua finalità consistente nel garantire, mediante un ampia definizione della nozione di responsabile, una tutela efficace e completa delle persone interessate il fatto di escludere dalla nozione di cui sopra il gestore di un motore di ricerca per il motivo che egli non esercita alcun controllo sui dati personali pubblicati sulle pagine web di terzi (par. 34)». Qui, l interpretazione della disciplina rilevante alla luce delle previsioni contenute negli artt. 7 e 8 della Carta ha l effetto, lungi dall illuminare il ragionamento della Corte di giustizia, di renderlo più oscuro e debole. Si tratta, infatti, come si è avuto modo di evidenziare altrove 55, di un evidente excusatio non petita. La Corte cerca di recuperare un ampia definizione di responsabile dietro una giustificazione, quella di assicurare ampia tutela degli interessati, inconferente. Questo inquadramento trascura che alla posizione di titolare del trattamento, infatti, si collegano gli obblighi che a detta figura fanno capo in base alla direttiva, e che rischiano, se applicati al gestore di un motore di ricerca, di snaturare profondamente il modello di business di questi operatori. Oltretutto la Corte non chiarisce un aspetto dirimente: per quale fine il titolare del trattamento stabilisce finalità e strumenti? Se, come i giudici comunitari sostengono, tanto è trattamento quello di chi pubblica dati sulle proprie pagine web quanto lo è quello di chi le indicizza e le riformula in risultati di ricerca, verrebbe da chiedersi allora se anche il gestore del motore di 54 Ivi, p. 53 in cui si legge che «come hanno osservato l avvocato generale al paragrafo 127 delle sue conclusioni e la Commissione nelle sue osservazioni scritte, sarebbe pregiudicata l efficacia di tali norme qualora l uso, in un offerta in vendita o in una pubblicità su Internet destinata a consumatori che si trovano nell Unione, di un segno identico o simile a un marchio registrato nell Unione fosse sottratto all applicazione di tali norme per il solo fatto che il terzo all origine di detta offerta o pubblicità sia stabilito in uno Stato terzo, che il server del sito Internet da lui utilizzato si trovi in tale Stato o ancora che il prodotto oggetto di detta offerta o pubblicità si trovi in uno Stato terzo». 55 M. BASSINI, O. POLLICINO, Bowling for Columbine. La Corte di giustizia sul caso Google Spain: l'oblio (quasi) prima di tutto?, in 13 maggio federalismi.it focus TMT n. 3/2014

OSSERVATORIO SULLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA N. 2/2014

OSSERVATORIO SULLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA N. 2/2014 OSSERVATORIO SULLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA N. 2/2014 3. LA CORTE DI GIUSTIZIA UE SI PRONUNCIA SULLA PROPORZIONALITÀ DELLE MISURE IN MATERIA DI CONSERVAZIONE DI DATI GENERATI O TRATTATI NELL

Dettagli

Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14

Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Lussemburgo, 18 dicembre 2014 Stampa e Informazione Parere 2/13 La Corte si pronuncia sul progetto di accordo sull adesione dell Unione

Dettagli

IL DIRITTO ALL OBLIO NELLA PROSPETTIVA EUROPEA

IL DIRITTO ALL OBLIO NELLA PROSPETTIVA EUROPEA IL DIRITTO ALL OBLIO NELLA PROSPETTIVA EUROPEA Ad uso di ricerca e studio - Non divulgabile - Tutti i diritti riservati RIGHT TO BE FORGOTTEN OVVERO IL DIRITTO ALL OBLIO NELLA PROSPETTIVA EUROPEA Il diritto

Dettagli

Corte di Giustizia UE, Quarta Sezione, sentenza 11 dicembre 2014, causa C-212/13

Corte di Giustizia UE, Quarta Sezione, sentenza 11 dicembre 2014, causa C-212/13 Corte di Giustizia UE, Quarta Sezione, sentenza 11 dicembre 2014, causa C-212/13 Corte di Giustizia UE, Quarta Sezione, sentenza 11 dicembre 2014, causa C-212/13 (*) «Rinvio pregiudiziale Direttiva 95/46/CE

Dettagli

LA DECISIONE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA SUL CASO GOOGLE SPAIN:

LA DECISIONE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA SUL CASO GOOGLE SPAIN: LA DECISIONE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA SUL CASO GOOGLE SPAIN: PIÙ PROBLEMI CHE SOLUZIONI * di Franco Pizzetti (Professore ordinario di Diritto costituzionale Università di Torino) 10 giugno 2014 1. La decisione

Dettagli

fondamenti giurisprudenziali sono stati posti più di quarant anni fa 2, viene riaffermata e rafforzata.

fondamenti giurisprudenziali sono stati posti più di quarant anni fa 2, viene riaffermata e rafforzata. Documento di riflessione della Corte di giustizia dell Unione europea su taluni aspetti dell adesione dell Unione europea alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell uomo e delle libertà

Dettagli

Conclusioni del Garante europeo per la protezione dei dati innanzi al Tribunale dell Unione Europea Caso T-343/13 Lussemburgo, 24 Marzo 2015

Conclusioni del Garante europeo per la protezione dei dati innanzi al Tribunale dell Unione Europea Caso T-343/13 Lussemburgo, 24 Marzo 2015 Conclusioni del Garante europeo per la protezione dei dati innanzi al Tribunale dell Unione Europea Caso T-343/13 Lussemburgo, 24 Marzo 2015 Signori Giudici del Tribunale, Nelle conclusioni di questa mattina,

Dettagli

B C sulla TUTELA della PRIVACY Manuale ad uso degli incaricati del trattamento dei dati personali

B C sulla TUTELA della PRIVACY Manuale ad uso degli incaricati del trattamento dei dati personali ADALBERTO BIASIOTTI A B C sulla TUTELA della PRIVACY Manuale ad uso degli incaricati del trattamento dei dati personali Aggiornato con il D.Lgs. 196/2003 e s.m.i. e con la più recente giurisprudenza 1

Dettagli

PRINCIPIO DI RESIDENZA E DIMORA NELLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI Sentenza della Corte di Giustizia UE.

PRINCIPIO DI RESIDENZA E DIMORA NELLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI Sentenza della Corte di Giustizia UE. Modena, 15 settembre 2014 PRINCIPIO DI RESIDENZA E DIMORA NELLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI Sentenza della Corte di Giustizia UE. La Corte di Giustizia UE, con Sentenza relativa alla causa C- 255/13 del

Dettagli

La Corte costituzionale e il diritto fondamentale di contrarre liberamente matrimonio

La Corte costituzionale e il diritto fondamentale di contrarre liberamente matrimonio La Corte costituzionale e il diritto fondamentale di contrarre liberamente matrimonio È illegittima una norma che limita la facoltà dello straniero di contrarre matrimonio in Italia per carenza del permesso

Dettagli

IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE

IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE Nel corso del 2009 sono state pubblicate numerose sentenze delle Sezioni Unite della Suprema

Dettagli

Raccolta della giurisprudenza

Raccolta della giurisprudenza Raccolta della giurisprudenza SENTENZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 13 marzo 2014 * «Rinvio pregiudiziale Direttiva 2006/114/CE Nozioni di pubblicità ingannevole e di pubblicità comparativa Normativa nazionale

Dettagli

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale Circolare n. 4/2012 del 22 novembre 2012 I REDDITI PER ATTIVITA PROFESSIONALI TRA OBBLIGO CONTRIBUTIVO INARCASSA E RIFORMA FORNERO DELLE COLLABORAZIONI: SPUNTI DA UNA RECENTE SENTENZA L obbligo di pagamento

Dettagli

6 L art. 3 della direttiva IPPC fa riferimento agli obblighi fondamentali del gestore.

6 L art. 3 della direttiva IPPC fa riferimento agli obblighi fondamentali del gestore. Pagina 1 di 6 SENTENZA DELLA CORTE (Settima Sezione) 31 marzo 2011 (*) «Inadempimento di uno Stato Ambiente Direttiva 2008/1/CE Prevenzione e riduzione integrate dell inquinamento Condizioni di autorizzazione

Dettagli

DIRITTI CIVILI E POLITICI

DIRITTI CIVILI E POLITICI Diritti umani e diritto internazionale, vol. 3 n. 3 2009 DIRITTI CIVILI E POLITICI Ancora sui rapporti tra ONU e CE in materia di lotta al terrorismo e tutela dei diritti fondamentali: la sentenza del

Dettagli

Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo

Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo La problematica. L introduzione dell informatica in azienda, in particolare nei processi produttivi modifica i rapporti

Dettagli

Si richiama l attenzione sulle seguenti sentenze del Consiglio di Stato,relative a questioni inerenti i concorsi pubblici e gli esami di maturita.

Si richiama l attenzione sulle seguenti sentenze del Consiglio di Stato,relative a questioni inerenti i concorsi pubblici e gli esami di maturita. PILLOLE DI GIURISPRUDENZA Colaci.it Si richiama l attenzione sulle seguenti sentenze del Consiglio di Stato,relative a questioni inerenti i concorsi pubblici e gli esami di maturita. Sentenza n.1740 del

Dettagli

IL DIRITTO COMUNITARIO DELL AMBIENTE NELL EVOLUZIONE DEL TRATTATO UE

IL DIRITTO COMUNITARIO DELL AMBIENTE NELL EVOLUZIONE DEL TRATTATO UE IL DIRITTO COMUNITARIO DELL AMBIENTE NELL EVOLUZIONE DEL TRATTATO UE Il Trattato di Roma del 1957 non conteneva alcuna esplicita menzione di competenze comunitarie nel settore ambientale. La crescente

Dettagli

SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione) 10 dicembre 2015 (*)

SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione) 10 dicembre 2015 (*) SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione) 10 dicembre 2015 (*) «Rinvio pregiudiziale Spazio di libertà, sicurezza e giustizia Cooperazione giudiziaria in materia civile Regolamento (CE) n. 864/2007 Articolo

Dettagli

Questo volume è stato realizzato nel quadro di una ricerca coordinata dalla Fondazione Centro di iniziativa giuridica Piero Calamandrei sui temi del

Questo volume è stato realizzato nel quadro di una ricerca coordinata dalla Fondazione Centro di iniziativa giuridica Piero Calamandrei sui temi del Questo volume è stato realizzato nel quadro di una ricerca coordinata dalla Fondazione Centro di iniziativa giuridica Piero Calamandrei sui temi del diritto all anonimato e all oblio su Internet, e la

Dettagli

DEROGHE ALL ORDINARIO REGIME DI RESPONSABILITÀ DEL PROVIDER, E DUBBI ALLA LUCE DELL ORIENTAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA. di NICOLA LOFRANCO

DEROGHE ALL ORDINARIO REGIME DI RESPONSABILITÀ DEL PROVIDER, E DUBBI ALLA LUCE DELL ORIENTAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA. di NICOLA LOFRANCO DEROGHE ALL ORDINARIO REGIME DI RESPONSABILITÀ DEL PROVIDER, E DUBBI ALLA LUCE DELL ORIENTAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA di NICOLA LOFRANCO Con la sentenza n. 29/2015 del 7 gennaio 2015 la Corte d Appello

Dettagli

Nome modulo: VIGENTI DISPOSIZIONI DI LEGGE IN MATERIA DI TUTELA DEI DATI E DI CRIMINALITÀ INFORMATICA ANCHE EUROPEE

Nome modulo: VIGENTI DISPOSIZIONI DI LEGGE IN MATERIA DI TUTELA DEI DATI E DI CRIMINALITÀ INFORMATICA ANCHE EUROPEE NOME LEZIONE: INTRODUZIONE Il Codice privacy è entrato in vigore il 1 gennaio 2004 e riunisce in un unico contesto la legge 675/1996 e gli altri decreti legislativi in materia, i regolamenti e i codici

Dettagli

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c.

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi

Dettagli

RISOLUZIONE N. 60/E. Roma, 16 maggio 2005. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso

RISOLUZIONE N. 60/E. Roma, 16 maggio 2005. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso RR RISOLUZIONE N. 60/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2005 OGGETTO: Istanza di interpello. X S.r.l. Trasformazione di società di capitali in società di persone e deducibilità

Dettagli

Procedimenti per l adozione di atti di regolazione

Procedimenti per l adozione di atti di regolazione Procedimenti per l adozione di atti di regolazione Risposta alla consultazione Consob sul progetto di regolamento di attuazione dell articolo 23 della legge n. 262/2005 1. Introduzione La Consob ha sottoposto

Dettagli

SENTENZA DELLA CORTE (GRANDE SEZIONE) DEL 27 GIUGNO 2006, CAUSA C-540/03

SENTENZA DELLA CORTE (GRANDE SEZIONE) DEL 27 GIUGNO 2006, CAUSA C-540/03 SENTENZA DELLA CORTE (GRANDE SEZIONE) DEL 27 GIUGNO 2006, CAUSA C-540/03 «Politica di immigrazione Diritto al ricongiungimento familiare dei figli minori di cittadini di paesi terzi Tutela dei diritti

Dettagli

ANALISI TECNICO-NORMATIVA

ANALISI TECNICO-NORMATIVA ANALISI TECNICO-NORMATIVA Amministrazione proponente: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Titolo del provvedimento: Schema di decreto legislativo recante disposizioni sanzionatorie

Dettagli

Rilevanza di macchinari ed impianti situati all interno degli immobili ai fini della determinazione della rendita catastale degli immobili industriali

Rilevanza di macchinari ed impianti situati all interno degli immobili ai fini della determinazione della rendita catastale degli immobili industriali Rilevanza di macchinari ed impianti situati all interno degli immobili ai fini della determinazione della rendita catastale degli immobili industriali Come indicato nella breve scheda tecnica allegata,

Dettagli

La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.

La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex. La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.com La Corte Costituzionale, nell ormai lontano 1965, fu chiamata a pronunciarsi

Dettagli

Servizi di Staff della Direzione Generale Servizio Affari Generali e Normativa Istituzionale

Servizi di Staff della Direzione Generale Servizio Affari Generali e Normativa Istituzionale Servizi di Staff della Direzione Generale Servizio Affari Generali e Normativa Istituzionale AGGIORNAMENTO IN MATERIA DI TRATTAMENTO DI DATI PERSONALI CONTENUTI ANCHE IN ATTI E DOCUMENTI AMMINISTRATIVI,

Dettagli

Esame delle proposte di legge C.5 ed abb. (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale)

Esame delle proposte di legge C.5 ed abb. (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale) CAMERA DEI DEPUTATI XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale) 27 novembre 2013 AUDIZIONI ABI 2013 AUDIZIONI ABI - 2013 Le proposte

Dettagli

OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione.

OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione. Dipartimento della funzione pubblica Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni Prot. n. 23/11 Roma, Parere n. 196/04 Al Ministero dell interno Dipartimento per gli affari interni e territoriali

Dettagli

Ufficio Legislativo. Prot. n.741 Roma,16/01/2009

Ufficio Legislativo. Prot. n.741 Roma,16/01/2009 Ufficio Legislativo Prot. n.741 Roma,16/01/2009 Alla Direzione Generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l architettura e l arte contemporanee e per conoscenza al Segretariato Generale Oggetto:

Dettagli

RISOLUZIONE N. 234/E

RISOLUZIONE N. 234/E RISOLUZIONE N. 234/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 24 agosto 2009 provinciali OGGETTO:Istanza di interpello - trasmissione delazione ereditaria obbligo di presentazione della dichiarazione

Dettagli

OGGETTO: IL RILANCIO DEL REDDITOMETRO: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE

OGGETTO: IL RILANCIO DEL REDDITOMETRO: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE OGGETTO: IL RILANCIO DEL REDDITOMETRO: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE Nell ambito del sistema di accertamento nei confronti delle persone fisiche, trovano nuova linfa le disposizioni che definiscono

Dettagli

CIRCOLARE N. 34/E. Roma, 21 novembre 2013

CIRCOLARE N. 34/E. Roma, 21 novembre 2013 CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Normativa Roma, 21 novembre 2013 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi erogati da amministrazioni pubbliche - Criteri generali per la definizione

Dettagli

L accertamento tributario e procedimento penale

L accertamento tributario e procedimento penale L accertamento tributario e procedimento penale a cura di: Rosario Fortino Avvocato Tributarista in Cosenza fortinoepartners@libero.it Riflessione critica sulla utilizzabilità degli atti di polizia tributaria,

Dettagli

I rapporti tra ordinamento interno e CEDU Dott. Francesco Vittorio Rinaldi

I rapporti tra ordinamento interno e CEDU Dott. Francesco Vittorio Rinaldi I rapporti tra ordinamento interno e CEDU Dott. Francesco Vittorio Rinaldi 1. Il rango della CEDU nell ordinamento interno. Il tema dei rapporti tra CEDU e ordinamento interno e dunque, del rango della

Dettagli

L aggiornamento del canone nelle locazioni di immobili urbani ad uso non abitativo

L aggiornamento del canone nelle locazioni di immobili urbani ad uso non abitativo L aggiornamento del canone nelle locazioni di immobili urbani ad uso non abitativo Con la sentenza della Corte di Cassazione Sez. III, del 15 aprile 2011, n. 8733, la Corte di Cassazione si è pronunciata

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

Circolare n.9 / 2010 del 13 ottobre 2010 CONTROLLO SUL LAVORO E PRIVACY: LE ULTIME NOVITA

Circolare n.9 / 2010 del 13 ottobre 2010 CONTROLLO SUL LAVORO E PRIVACY: LE ULTIME NOVITA Circolare n.9 / 2010 del 13 ottobre 2010 CONTROLLO SUL LAVORO E PRIVACY: LE ULTIME NOVITA La tutela della riservatezza nella gestione del rapporto di lavoro è una tematica particolarmente complessa e delicata

Dettagli

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009 CIRCOLARE N. 46/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 3 novembre 2009 OGGETTO: Deducibilità dei costi derivanti da operazioni intercorse tra imprese residenti ed imprese domiciliate fiscalmente

Dettagli

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO RISOLUZIONE N. 32/E Roma, 11 marzo 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Chiarimenti in ordine al trattamento fiscale delle operazioni di factoring e di recupero crediti QUESITO È pervenuta a questa

Dettagli

La fissazione dei criteri soggettivi d accesso alla P.M.A. tra Stato e Regioni

La fissazione dei criteri soggettivi d accesso alla P.M.A. tra Stato e Regioni O S S E R V A T O R I O D I D I R I T T O S A N I T A R I O 5 A G O S T O 2015 La fissazione dei criteri soggettivi d accesso alla P.M.A. tra Stato e Regioni La fissazione dei criteri soggettivi d accesso

Dettagli

La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato

La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta L art. 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689 disciplina la connessione obiettiva

Dettagli

Quadro di riferimento sull attuale sistema di esercizio della libera professione in ambito sanitario.

Quadro di riferimento sull attuale sistema di esercizio della libera professione in ambito sanitario. Quadro di riferimento sull attuale sistema di esercizio della libera professione in ambito sanitario. L attuale quadro normativo sulla libera professione prevede la possibilità di esercizio dell attività

Dettagli

INDICE-SOMMARIO INTRODUZIONE

INDICE-SOMMARIO INTRODUZIONE INDICE-SOMMARIO INTRODUZIONE 1. Una dichiarazione di intenti 1 2. Alla riscoperta del carattere dinamico e prospettico dell allargamento 7 3. Struttura ed articolazione dell indagine 10 Parte prima LA

Dettagli

Corte di Giustizia UE, Seconda Sezione, sentenza 7 aprile 2016, causa C-546/14 (*) «Rinvio pregiudiziale Fiscalità IVA Articolo 4, paragrafo 3, TUE

Corte di Giustizia UE, Seconda Sezione, sentenza 7 aprile 2016, causa C-546/14 (*) «Rinvio pregiudiziale Fiscalità IVA Articolo 4, paragrafo 3, TUE Corte di Giustizia UE, Seconda Sezione, sentenza 7 aprile 2016, causa C-546/14 (*) «Rinvio pregiudiziale Fiscalità IVA Articolo 4, paragrafo 3, TUE Direttiva 2006/112/CE Insolvenza Procedura di concordato

Dettagli

La privacy è un diritto fondamentale oggi riconosciuto dall ordinamento giuridico di tutti i paesi europei e delle principali nazioni del mondo.

La privacy è un diritto fondamentale oggi riconosciuto dall ordinamento giuridico di tutti i paesi europei e delle principali nazioni del mondo. LUCERNA IURIS LEGAL EUROPEAN NETWORK STUDIO LEGALE MAGLIO E ASSOCIATI - Cosa è la privacy - Cosa sono i dati personali - I principi fondamentali da conoscere per proteggere i dati personali a. Cosa è la

Dettagli

Guardie volontarie e funzioni di PG: nota alla circolare del 15 ottobre 2005 del Ministero dell Interno

Guardie volontarie e funzioni di PG: nota alla circolare del 15 ottobre 2005 del Ministero dell Interno Guardie volontarie e funzioni di PG: nota alla circolare del 15 ottobre 2005 del Ministero dell Interno a cura dell Avv. Valentina Stefutti Il Ministero dell Interno, con nota circolare prot. 1795 del

Dettagli

La revoca del licenziamento

La revoca del licenziamento La revoca del licenziamento di Irene Corso L art. 5 del d.lgs. n. 23/2015 disciplina gli effetti della revoca disposta dal datore di lavoro rispetto ad un licenziamento cui, se illegittimo, troverebbero

Dettagli

ANTICIPATA VIA FAX. All Avvocatura Regionale SEDE. All Assessore alle Politiche dei Lavori Pubblici e Sport Massimo Giorgetti SEDE

ANTICIPATA VIA FAX. All Avvocatura Regionale SEDE. All Assessore alle Politiche dei Lavori Pubblici e Sport Massimo Giorgetti SEDE Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Circolare 5 agosto 2009 (in G.U. n. 187 del 13 agosto 2009) Nuove norme tecniche per le costruzioni approvate con decreto del Ministro delle infrastrutture

Dettagli

Dati e informazioni in azienda: sicurezza, vincoli legali e novità legislative. Gabriele Faggioli

Dati e informazioni in azienda: sicurezza, vincoli legali e novità legislative. Gabriele Faggioli Dati e informazioni in azienda: sicurezza, vincoli legali e novità legislative Gabriele Faggioli La Tutela dei dati personali: il D.lgs 196 del 2003 Concetti fondamentali: - Dati personali: Dati comuni

Dettagli

Informativa n. 3/2014

Informativa n. 3/2014 Informativa n. 3/2014 Sommario Premessa 2 Sospesa la ritenuta del 20% sui redditi esteri 2 Studi di settore ridotti se la professione è part-time 2 Al via il nuovo reclamo 3 San Marino esce dalla Black

Dettagli

Diritto all informazione e accesso ai documenti delle Istituzioni, degli organi e agenzie dell UE

Diritto all informazione e accesso ai documenti delle Istituzioni, degli organi e agenzie dell UE Diritto all informazione e accesso ai documenti delle Istituzioni, degli organi e agenzie dell UE Isolde Quadranti Università degli Studi di Verona Centro di documentazione europea Diritto all informazione

Dettagli

REVISIONE DELLA DISCIPLINA SECONDARIA IN MATERIA DI GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO

REVISIONE DELLA DISCIPLINA SECONDARIA IN MATERIA DI GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO Vigilanza bancaria e finanziaria REVISIONE DELLA DISCIPLINA SECONDARIA IN MATERIA DI GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO MODIFICHE AL REGOLAMENTO SULLA GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO IN MATERIA DI APPROVAZIONE

Dettagli

SPAMMING: E ILLECITO INVIARE E-MAIL COMMERCIALI SENZA CONSENSO

SPAMMING: E ILLECITO INVIARE E-MAIL COMMERCIALI SENZA CONSENSO SPAMMING: E ILLECITO INVIARE E-MAIL COMMERCIALI SENZA CONSENSO SOMMARIO: 1. Introduzione 2. Primo periodo: opting out; 3. Primi provvedimenti: passaggio all opting in; 4. li provvedimento del Garante per

Dettagli

La normativa antiriciclaggio per gli avvocati. di Maurizio Arena

La normativa antiriciclaggio per gli avvocati. di Maurizio Arena La normativa antiriciclaggio per gli avvocati di Maurizio Arena Parte Prima Con la pubblicazione del Decreto n. 141 del 3 febbraio 2006 del Ministero dell Economia e delle Finanze e del Provvedimento 24

Dettagli

LA VERA STORIA( ASSURDA E INFINITA) DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA EX DIPENDENTI DEGLI EE.LL.

LA VERA STORIA( ASSURDA E INFINITA) DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA EX DIPENDENTI DEGLI EE.LL. LA VERA STORIA( ASSURDA E INFINITA) DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA EX DIPENDENTI DEGLI EE.LL. ( OVVERO UGUAGLIANZA NELLA DISUGUAGLIANZA), LEGGE 124/99 - ART.8 TRASFERIMENTO DI PERSONALE SCOLASTICO A.T.A.

Dettagli

Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci. occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due

Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci. occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due società, regolamentata dell art. 2564 c.c., che prevede l integrazione

Dettagli

IL CONSIGLIO DELL AGENZIA PER LE ONLUS

IL CONSIGLIO DELL AGENZIA PER LE ONLUS DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO N. 60 del 11/02/2009 Approvazione, ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329 dell Atto di Indirizzo di carattere generale contenente chiarimenti

Dettagli

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni IMMIGRAZIONE La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni Regione Campania Legge della Regione Campania 8 febbraio 2010, n. 6 recante Norme per l inclusione sociale, economica e culturale

Dettagli

CONCLUSIONI DELL AVVOCATO GENERALE M. POIARES MADURO presentate il 14 dicembre 2006. Causa C-134/05

CONCLUSIONI DELL AVVOCATO GENERALE M. POIARES MADURO presentate il 14 dicembre 2006. Causa C-134/05 CONCLUSIONI DELL AVVOCATO GENERALE M. POIARES MADURO presentate il 14 dicembre 2006 Causa C-134/05 Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana «Inadempimento di uno Stato Artt. 43 CE

Dettagli

11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI

11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI DEFINIZIONE DEFINIZIONE 11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI DEFINIZIONE CASISTICA RIFERIMENTI Quando il lavoratore matura i requisiti anagrafici e contributivi per accedere

Dettagli

1. Analisi della disciplina vigente: La legge Nazionale

1. Analisi della disciplina vigente: La legge Nazionale Parere sulla Proposta di Legge Regionale n. 673 relativa al trasporto pubblico non di linea (servizio di taxi e di autonoleggio con conducente) approvata dal Consiglio regionale del Lazio il 24 novembre

Dettagli

comma 1 sono ricompresi anche i contratti pubblici disciplina apposita

comma 1 sono ricompresi anche i contratti pubblici disciplina apposita Articolo 22 (Norme di interpretazione e modifiche al D.Lgs. 231/2002, recante attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali Caso

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA LOMBARDIA/730/2009/REG REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Antonio Caruso dott. Giuliano Sala dott. Giancarlo Penco dott.

Dettagli

CODICE PRIVACY & CAD:

CODICE PRIVACY & CAD: DR. ERIC FALZONE PADOVA 04 Dicembre 2006 CODICE PRIVACY & CAD: La Privacy nel Codice dell Amministrazione Digitale INDICE INTRODUZIONE I IL RUOLO DELLA DISCIPLINA PRIVACY NEL CAD II RICHIAMI E RIFERIMENTI

Dettagli

Il caso Segi: verso l interpretazione estensiva delle competenze della Corte di giustizia nel terzo pilastro dell Unione europea

Il caso Segi: verso l interpretazione estensiva delle competenze della Corte di giustizia nel terzo pilastro dell Unione europea Il caso Segi: verso l interpretazione estensiva delle competenze della Corte di giustizia nel terzo pilastro dell Unione europea di Valentina Bazzocchi Dopo la celebre sentenza Pupino 1, la Corte di giustizia

Dettagli

consumatori; in prosieguo: il «BVV»), in merito alla legalità delle modalità di commercializzazione di tali voli. Contesto normativo 3 A termini del

consumatori; in prosieguo: il «BVV»), in merito alla legalità delle modalità di commercializzazione di tali voli. Contesto normativo 3 A termini del Biglietti aerei online: è il cliente a scegliere se assicurarsi contro l annullamento del volo Corte di Giustizia UE, nella causa C 112/11. commento e testo Avvocati.it Chi vende biglietti aerei su internet

Dettagli

NEWSLETTER DI DIRITTO DEI CONSUMATORI E CONTENZIOSO n. 3 del 26 settembre2014

NEWSLETTER DI DIRITTO DEI CONSUMATORI E CONTENZIOSO n. 3 del 26 settembre2014 NEWSLETTER DI DIRITTO DEI CONSUMATORI E CONTENZIOSO n. 3 del 26 settembre2014 : I DIRITTI DEI PASSEGGERI NELL ESPERIENZA ITALIANA SOMMARIO (I) Premessa... 1 (II) Il giudice competente per territorio...

Dettagli

RISOLUZIONE N. 212/E

RISOLUZIONE N. 212/E RISOLUZIONE N. 212/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso ROMA 22 maggio 2008 Oggetto: Consulenza giuridica Interpello IVA Fornitura di energia elettrica ai consorzi per uso irriguo, di sollevamento

Dettagli

CYBERCRIME E CLOUD COMPUTING

CYBERCRIME E CLOUD COMPUTING CYBERCRIME E CLOUD COMPUTING UN RECENTE STUDIO COMUNITARIO TRA EVOLUZIONE NORMATIVA E PROSPETTIVE Luca Di Majo La Direzione Generale sulle politiche interne in seno al Parlamento Europeo ha recentemente

Dettagli

La riforma forense: Il tirocinio professionale

La riforma forense: Il tirocinio professionale La riforma forense: Il tirocinio professionale A cura di Francesco Zigrino Premessa In data 2 febbraio 2013 è entrata ufficialmente in vigore la tanto attesa Legge 31 dicembre 2012 n. 247 rubricata: Nuova

Dettagli

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI IN INTERNET

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI IN INTERNET DICHIARAZIONE DEI DIRITTI IN INTERNET Testo elaborato dalla Commissione per i diritti e i doveri in Internet costituita presso la Camera dei deputati (Bozza) PREAMBOLO Internet ha contribuito in maniera

Dettagli

COMUNICAZIONE AI MEMBRI

COMUNICAZIONE AI MEMBRI PARLAMENTO EUROPEO 2009-204 Commissione per le petizioni 25.9.2009 COMUNICAZIONE AI MEMBRI Oggetto: Petizione 925/2007, presentata da Joachim Weber, cittadino tedesco, concernente la direttiva sull orario

Dettagli

Unione europea. Unione europea, Corte di giustizia, Parlamento c. Consiglio, causa C-130/10, sentenza del 19 luglio 2012 (www.curia.europa.

Unione europea. Unione europea, Corte di giustizia, Parlamento c. Consiglio, causa C-130/10, sentenza del 19 luglio 2012 (www.curia.europa. Unione europea Tutela dei diritti fondamentali e basi giuridiche di sanzioni UE nei confronti di persone, o enti non statali, collegati con attività terroristiche Sommario: 1. Il problema della scelta

Dettagli

Deliberazione n. 18/2010/PAR REPUBBLICA ITALIANA. Corte dei conti. Sezione regionale del controllo. per l Emilia - Romagna. composta dai Magistrati

Deliberazione n. 18/2010/PAR REPUBBLICA ITALIANA. Corte dei conti. Sezione regionale del controllo. per l Emilia - Romagna. composta dai Magistrati Deliberazione n. 18/2010/PAR REPUBBLICA ITALIANA la Corte dei conti in Sezione regionale del controllo per l Emilia - Romagna composta dai Magistrati dr. Mario Donno dr.ssa Rosa Fruguglietti Lomastro dr.

Dettagli

COMUNE DI CAMPORGIANO Provincia di Lucca

COMUNE DI CAMPORGIANO Provincia di Lucca COMUNE DI CAMPORGIANO Provincia di Lucca Piazza Roma, 1 55031 CAMPORGIANO (Lucca) Telefono (0583) 618888/9 Fax n. (0583) 618433 Questa guida vuole essere d aiuto ai tanti cittadini comunitari che, alle

Dettagli

TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA lavoro, previdenza ed assistenza obbligatoria Nella causa civile iscritta al n. r.g. 435/2015 ORDINANZA

TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA lavoro, previdenza ed assistenza obbligatoria Nella causa civile iscritta al n. r.g. 435/2015 ORDINANZA N. R.G. 2015/435 TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA lavoro, previdenza ed assistenza obbligatoria Nella causa civile iscritta al n. r.g. 435/2015 Il Giudice del Lavoro dott. Mariarosa Pipponzi, a scioglimento

Dettagli

CircolariABI 27.2. 2001 1. serie Legale n. 12. BILANCI BANCARI (pos. 1205)

CircolariABI 27.2. 2001 1. serie Legale n. 12. BILANCI BANCARI (pos. 1205) BILANCI BANCARI (pos. 1205) Bilanci delle banche con strumenti finanziari quotati sui mercati regolamentati Richiesta di informazioni ai sensi dell art. 114 del d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 Premessa La

Dettagli

RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014

RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014 Nucleo di Valutazione RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014 (ex art. 5, comma 21 della Legge 24 dicembre 1993 n. 537) - GIUGNO 2015 - DOC 07/15 Sommario: 1. Obiettivi e struttura

Dettagli

INDAGINI DIFENSIVE e GIUDIZIO ABBREVIATO

INDAGINI DIFENSIVE e GIUDIZIO ABBREVIATO INDAGINI DIFENSIVE e GIUDIZIO ABBREVIATO La Corte costituzionale riaffronta il tema delle indagini difensive nel rito abbreviato. Con l ordinanza n. 245 del 2005 la Corte aveva dichiarato manifestamente

Dettagli

competenza legislativa concorrente in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario,

competenza legislativa concorrente in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, Consulta OnLine composta dai Signori: SENTENZA ANNO 2005 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE Valerio ONIDA Presidente Carlo MEZZANOTTE Giudice Guido NEPPI MODONA " Piero

Dettagli

L 343/10 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 29.12.2010

L 343/10 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 29.12.2010 L 343/10 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 29.12.2010 REGOLAMENTO (UE) N. 1259/2010 DEL CONSIGLIO del 20 dicembre 2010 relativo all attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge

Dettagli

Testo del parere dell'ufficio del Garante per la protezione dei dati personali sulle proposte del Consiglio Nazionale Forense

Testo del parere dell'ufficio del Garante per la protezione dei dati personali sulle proposte del Consiglio Nazionale Forense Testo del parere dell'ufficio del Garante per la protezione dei dati personali sulle proposte del Consiglio Nazionale Forense Roma, 3 giugno 2004 Prot. N. 22457 Consiglio nazionale forense Via del Governo

Dettagli

EROGAZIONI DI CONTRIBUTI CON FATTURE INTESTATE AD ALTRI

EROGAZIONI DI CONTRIBUTI CON FATTURE INTESTATE AD ALTRI I pareri di Assifero EROGAZIONI DI CONTRIBUTI CON FATTURE INTESTATE AD ALTRI Motivazioni del parere Accade che, benché l erogazione sia fatta a favore di un soggetto, per diverse ragioni, le fatture vengono

Dettagli

RISOLUZIONE N. 56/E. OGGETTO: Trattamento IVA delle attività di riscossione e pagamento di imposte

RISOLUZIONE N. 56/E. OGGETTO: Trattamento IVA delle attività di riscossione e pagamento di imposte RISOLUZIONE N. 56/E Roma, 30 maggio 2014 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Trattamento IVA delle attività di riscossione e pagamento di imposte Pervengono alla scrivente quesiti circa il trattamento

Dettagli

Università degli studi Roma tre Facoltà di giurisprudenza Dottorato di diritto amministrativo XX ciclo Tesi di dottorato Sommario

Università degli studi Roma tre Facoltà di giurisprudenza Dottorato di diritto amministrativo XX ciclo Tesi di dottorato Sommario Università degli studi Roma tre Facoltà di giurisprudenza Dottorato di diritto amministrativo XX ciclo Tesi di dottorato Sommario L organizzazione delle pubbliche amministrazioni dopo la riforma del Titolo

Dettagli

Notiziario settimanale 3-9 aprile 2000. Banche dati, anagrafe e privacy. Confessioni non riconosciute e uso di dati sensibili

Notiziario settimanale 3-9 aprile 2000. Banche dati, anagrafe e privacy. Confessioni non riconosciute e uso di dati sensibili Newsletter Notiziario settimanale Banche dati, anagrafe e privacy Confessioni non riconosciute e uso di dati sensibili Videosorveglianza in mare e tutela della riservatezza La risoluzione dei Garanti tedeschi

Dettagli

Corte di giustizia europea, Grande Sezione, 21/7/2005 n. C- 231/03

Corte di giustizia europea, Grande Sezione, 21/7/2005 n. C- 231/03 Corte di giustizia europea, Grande Sezione, 21/7/2005 n. C- 231/03 SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione) «Artt. 43 CE, 49 CE e 81 CE Concessione relativa alla gestione del servizio pubblico di distribuzione

Dettagli

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

RELAZIONE ILLUSTRATIVA RELAZIONE ILLUSTRATIVA Il presente provvedimento reca misure urgenti per far fronte alle criticità derivanti, sotto il profilo della tutela della salute, dall emanazione della sentenza n. 32/2014 della

Dettagli

- 17 marzo 2005 - GLI ^IDENTIFICATORI OCCULTI^ E LA DISCIPLINA SULLA PRIVACY. Premessa

- 17 marzo 2005 - GLI ^IDENTIFICATORI OCCULTI^ E LA DISCIPLINA SULLA PRIVACY. Premessa - 17 marzo 2005 - GLI ^IDENTIFICATORI OCCULTI^ E LA DISCIPLINA SULLA PRIVACY Premessa I cookies sono informazioni per il riconoscimento dell utente che vengono scritte in un file di testo usato per visualizzare

Dettagli

STYLE DA GUERRINO srl Via Roma, 41 62010 Montecosaro Scalo (MC) PI: 00152300430 www.guerrinostyle.it WWW.GUERINOSTYLE.IT

STYLE DA GUERRINO srl Via Roma, 41 62010 Montecosaro Scalo (MC) PI: 00152300430 www.guerrinostyle.it WWW.GUERINOSTYLE.IT WWW.GUERINOSTYLE.IT NOTE LEGALI E PRIVACY POLICY Versione aggiornata alla Dichiarazione dei diritti in internet 14 luglio 2015 Vers.1.0 INTRODUZIONE Lo scopo delle Note Legali e della Privacy Policy è

Dettagli

Corte di Giustizia UE, sez. V, sentenza 9 ottobre 2014, C-299/13

Corte di Giustizia UE, sez. V, sentenza 9 ottobre 2014, C-299/13 Corte di Giustizia UE, sez. V, sentenza 9 ottobre 2014, C-299/13 Sentenza 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull interpretazione degli articoli 5, paragrafo 2, e 6 della direttiva 2008/7/CE

Dettagli

www.ildirittoamministrativo.it OSSERVATORIO SUL DIRITTO DELL AMBIENTE AGGIORNATO AL 31 GENNAIO 2013 ANGELA OZZI BELLEZZE NATURALI

www.ildirittoamministrativo.it OSSERVATORIO SUL DIRITTO DELL AMBIENTE AGGIORNATO AL 31 GENNAIO 2013 ANGELA OZZI BELLEZZE NATURALI OSSERVATORIO SUL DIRITTO DELL AMBIENTE AGGIORNATO AL 31 GENNAIO 2013 ANGELA OZZI BELLEZZE NATURALI T.A.R. Campania Salerno, 28 gennaio 2013, n. 235 Il mutato senso estetico consente oggi di considerare

Dettagli

Il provvedimento e le linee guida del Garante privacy in materia di biometria

Il provvedimento e le linee guida del Garante privacy in materia di biometria Il provvedimento e le linee guida del Garante privacy in materia di biometria di Valentina Fiorillo * Lo scorso novembre il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato un provvedimento prescrittivo

Dettagli

Studio Legale Avv. Vania Valori

Studio Legale Avv. Vania Valori Studio Legale Avv. Vania Valori Piazza Martiri della Libertà n. 37-56025 Pontedera (Pi) tel. 0587.56350-0587.56776 fax 0587.56776 cell: 3496054946 e-mail avv.vaniavalori@email.it Pontedera, 15/04/2010

Dettagli

OGGETTO:Sanzioni amministrative non tributarie irrogate da AAMS Devoluzione al giudice tributario - Istruzioni operative.

OGGETTO:Sanzioni amministrative non tributarie irrogate da AAMS Devoluzione al giudice tributario - Istruzioni operative. Agli Uffici regionali AAMS Loro Sedi Prot. 198/Strategie/UPN e, p.c. Al Direttore della Direzione per i Giochi c.a. Dott. Antonio Tagliaferri Al Direttore della Direzione per le Accise c.a. Dott. Diego

Dettagli

Nuova disciplina in tema di notifica di atti giudiziari a mezzo posta

Nuova disciplina in tema di notifica di atti giudiziari a mezzo posta Parere sul disegno di legge recante: Nuova disciplina in tema di notifica di atti giudiziari a mezzo posta Il Consiglio Superiore della Magistratura, nella sedute del 10 febbraio 1999, ha deliberato di

Dettagli