Mobilità di studenti e ricercatori: analisi di modelli organizzativi e processi di internazionalizzazione

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1 Mobilità di studenti e ricercatori: analisi di modelli organizzativi e processi di internazionalizzazione

2 a cura di Ciro Franco Consorzio per l AREA di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste Dora Longoni Politecnico di Milano

3 Indice 1. Introduzione a cura di Giuseppe Colpani Obiettivi Metodologia di lavoro Analisi del contesto a livello macro: approfondimento delle strategie UE per migliorare l attrattività dello Spazio Europeo della Ricerca e dell Istruzione superiore Analisi dei processi di internazionalizzazione e dei modelli organizzativi per l attrattività internazionale nelle università e negli enti di ricerca italiani Individuazione delle aree strategiche per l internazionalizzazione e illustrazione dello strumento di rilevazione utilizzato I risultati relativi al Sistema della Ricerca del Friuli Venezia Giulia I risultati relativi all indagine nazionale sugli atenei Conclusioni: sintesi dei risultati raggiunti e possibili modelli di attrattività internazionale Bibliografia Analysis of organisational models and internationalisation processes to improve the ability to attract post-graduate students and young foreign researchers Short English version... 27

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5 1. Introduzione a cura di Giuseppe Colpani Direttore Generale del Consorzio per l AREA di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste A partire dagli anni 80 il contesto dell Istruzione superiore e quello della Ricerca hanno subìto cambiamenti decisivi, sotto la spinta del fenomeno della globalizzazione e del verificarsi di alcuni fattori quali il decremento costante delle risorse finanziarie, la maggiore autonomia gestionale delle istituzioni scientifiche, l aumento della competizione tra gli atenei per attrarre risorse pubbliche e nuovi segmenti di domanda, la diffusione di nuove tipologie di servizi a livello internazionale. Si ricordano in particolare i branch campuses, gli accordi internazionali finalizzati al rilascio di titoli congiunti, i dottorati in co-tutela, i network per la mobilità, la formazione manageriale per la ricerca, i servizi mirati di accoglienza, i programmi di scambio docenti-ricercatori con istituzioni di ricerca estere, etc. Di fronte a tale scenario, il processo di internazionalizzazione delle università e, più in generale, delle istituzioni scientifiche appare ormai come una esigenza politica strutturale. Inoltre, le politiche dell education vengono sempre più considerate fondamentali ai fini del raggiungimento degli obiettivi di Lisbona. Per questo, a partire dal Consiglio Europeo di Lisbona, la Commissione Europea ha reso più stretti i legami tra l Area Europea dell Istruzione Superiore (EHEA 1. ) e lo Spazio Europeo della Ricerca (ERA 2 ), accomunandoli in un unico obiettivo, ovvero il perseguimento di more abundant and mobile human resources. Le istituzioni universitarie e di ricerca del Friuli Venezia Giulia hanno da tempo fatto propri gli indirizzi europei, rafforzando, tra l altro, le sinergie territoriali e creando un Coordinamento che coinvolge oggi oltre quaranta Centri di ricerca pubblici e privati, nazionali ed internazionali e che gode di un sostegno finanziario da parte della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il Sistema scientifico regionale, in particolare, ha puntato in questi anni su internazionalizzazione ed eccellenza delle risorse umane. Tutto ciò implica la realizzazione di condizioni organizzative, interne ed esterne, più conformi a questa realtà. Si rende dunque indispensabile, in tale contesto, osservare come gli atenei e gli enti di ricerca si stiano adeguando alla importante sfida di attirare e formare un numero sempre maggiore di studenti e ricercatori provenienti da ogni parte del mondo. Per tale ragione, ogni anno il Coordinamento degli Enti di Ricerca realizza una indagine volta a monitorare il grado di attrattività delle istituzioni scientifiche regionali. L analisi consente anche di osservare i flussi di studenti e ricercatori stranieri in entrata annualmente in Friuli Venezia Giulia. Il presente studio rappresenta il risultato dell indagine Questa edizione peraltro si inserisce nel quadro di un lavoro, realizzato a livello nazionale per il Master di Management dell Università e della Ricerca (Scuola SUM, MIP - Politecnico di Milano), sul tema dell analisi dei processi di internazionalizzazione messi a punto dalle istituzioni scientifiche italiane per migliorare la propria capacità di attrazione. L indagine, curata da Ciro Franco (AREA Science Park) e Dora Longoni (Politecnico di Milano), con il supporto di Nicola Spiller (Politecnico di Milano), ha consentito di approfondire ulteriormente la tematica dell attrattività internazionale, includendo anche un confronto tra istituzioni scientifiche e universitarie presenti sul panorama nazionale. Lo studio si pone dunque l obiettivo di fornire spunti di riflessione ai fini del potenziamento dell attrattività internazionale di università e enti di ricerca italiani tramite l analisi degli attuali processi di internazionalizzazione e l individuazione di modelli organizzativi più funzionali all attrattività internazionale. 1 European Higher Education Area. 2 European Research Area. 3

6 2. Obiettivi Il presente lavoro è in primo luogo volto ad esaminare il macrocontesto, a livello di politiche e strumenti UE in tema di competitività internazionale nell ambito dell Istruzione e della Ricerca. Si intende poi osservare la tematica a livello micro, ovvero di singola istituzione scientifica. Pertanto si procederà all analisi delle strategie, ovvero della mission con particolare riferimento alle scelte di internazionalizzazione, e di eventuali strategie di attrazione messe a punto dagli organi politici delle istituzioni scientifiche italiane. Una volta individuate tali strategie di internazionalizzazione, obiettivo del lavoro sarà quello di esaminare i relativi processi per l attrattività. In particolare, verrà posta attenzione al grado di diffusione di una cultura volutamente internazionale nelle istituzioni scientifiche considerate, così come alla individuazione di eventuali modelli di collaborazione tra atenei, enti di ricerca, imprese, istituzioni locali, organizzazioni internazionali, volti a fare dell attrattività uno strumento di sviluppo socio-economico di un territorio. Al fine di circoscrivere l ambito dell analisi, si è deciso di focalizzarsi sui seguenti aspetti: analisi di processi di internazionalizzazione, riferiti in particolare all incoming, ovvero al potenziamento della capacità di attrazione dall estero; studenti post-graduate, dottorandi e giovani ricercatori. In sintesi dunque gli obiettivi operativi dello studio comprendono: 1. Analisi del contesto a livello macro e approfondimento delle strategie UE per il rafforzamento della capacità di attrazione e della competitività internazionale dello Spazio Europeo dell Istruzione Superiore e della Ricerca; 2. predisposizione di uno strumento di rilevazione, ad uso di atenei ed enti di ricerca, per analizzare il loro potenziale strategico internazionale; 3. individuazione di modelli organizzativi e dei relativi processi volti a potenziare la capacità di attirare e trattenere studenti post-graduate e giovani ricercatori, da parte di università ed enti di ricerca italiani. 4

7 3. Metodologia di lavoro Per il suo svolgimento, il lavoro ha utilizzato una serie di strumenti conoscitivi, di seguito illustrati. Innanzitutto ci si è avvalsi di un approfondimento bibliografico. Questo studio è stato condotto con riferimento alle più recenti strategie e politiche della UE volte a potenziare la competitività internazionale dello Spazio Europeo della Ricerca e dell Istruzione Superiore. Inoltre sono state effettuate, presso alcune istituzioni scientifiche italiane, visite di approfondimento sia al fine di avvalersi di un contributo qualificato nella predisposizione di un questionario sia, successivamente, per approfondire aspetti di particolare interesse emersi dalla compilazione dei questionari stessi, con riferimento a modelli di internazionalizzazione tuttora esistenti a livello nazionale. La rilevazione sul grado di internazionalizzazione delle istituzioni universitarie e di ricerca italiane si è avvalsa di un questionario, basato prevalentemente su variabili di input e mirato ad individuare punti di forza, criticità, organizzazione e risorse riferite ai processi di internazionalizzazione. In particolare, sono stati predisposti due modelli di questionario da inoltrare rispettivamente a università e enti di ricerca. L originalità della metodologia sta nel tentativo di realizzare un effettivo collegamento tra il mondo universitario e quello degli enti di ricerca, partendo da un unico obiettivo: far emergere l internazionalizzazione quale elemento distintivo di una organizzazione, in modo trasversale sia rispetto alla didattica che alla ricerca. Questo ambizioso tentativo ha però, al tempo stesso, rappresentato la principale difficoltà riscontrata nel lavoro. In altre parole, è risultato molto difficoltoso individuare processi di internazionalizzazione e modelli organizzativi riferiti contemporaneamente alla didattica e alla ricerca. Ne è conseguita la necessità di strutturare due differenti strumenti di rilevazione che potessero essere utilizzati nell ambito di una stessa indagine e che, al tempo stesso, evidenziassero le peculiarità delle due tipologie di istituzioni considerate. Inoltre, ne è scaturita l opportunità di concentrarsi, più che sulla individuazione di specifici modelli organizzativi, sull analisi del livello politico-strategico, cercando cioè di comprendere se le istituzioni scientifiche italiane, siano esse università o enti di ricerca, si siano poste strategicamente l obiettivo dell attrattività internazionale e se a tali dichiarazioni di intento siano seguite nei fatti scelte precise in termini di risorse, organizzazione e attività. 5

8 4. Analisi del contesto a livello macro: approfondimento delle strategie UE per migliorare l attrattività dello Spazio Europeo della Ricerca e dell Istruzione superiore L obiettivo di puntare in modo deciso sulla capacità di attrazione da parte di università e di enti di ricerca rientra a pieno titolo nel contributo richiesto alle istituzioni scientifiche per il raggiungimento della Strategia di Lisbona. D altronde, le università e gli organismi pubblici di ricerca svolgono oltre il 35% delle attività di ricerca realizzate in Europa. In particolare, le università europee costituiscono un potenziale enorme, rappresentato da istituzioni, più di 1.7 milioni di studenti e circa 1.,5 milioni di personale addetto, di cui ricercatori. Riconoscendone dunque il ruolo essenziale sia nella Ricerca, sia nella Formazione sia nell Innovazione, la Commissione Europea insiste sempre più negli ultimi anni sulla necessità di puntare sulla modernizzazione e sulla qualità delle università, quale investimento sul futuro dell Europa 3. Tuttavia il potenziale delle istituzioni pubbliche universitarie e di ricerca non viene attualmente del tutto valorizzato e non viene usato efficacemente per coadiuvare l Europa nella sua aspirazione di perseguire una maggiore crescita. Per rafforzare il loro ruolo a livello globale, le istituzioni scientifiche devono adeguarsi ad un contesto in costante trasformazione, all interno del quale, ad esempio, la concorrenza per i finanziamenti e per i talenti è sempre più agguerrita sul panorama internazionale 4. L Europa è dunque chiamata a compiere un notevole sforzo per promuovere la qualità delle proprie istituzioni scientifiche e per accrescerne l attrattiva e la visibilità nel mondo 5. Ciò rende indispensabile anzitutto una maggiore concentrazione e specializzazione per consentire lo sviluppo di poli europei di eccellenza competitivi a livello mondiale e di una ricca rete di università e organismi pubblici di ricerca dell intero territorio comunitario. Ad ogni modo, la Commissione riconosce che tutto ciò sarebbe davvero possibile solo se le istituzioni scientifiche ricevessero finanziamenti più per quanto fanno che per quello che sono, ovvero se i finanziamenti dei Governi nazionali tenessero realmente conto dei risultati prodotti, piuttosto che degli input 6. Accanto ad un arricchimento nella dotazione di strutture e beni strumentali, un reale processo di sviluppo coinvolge il capitale cognitivo che rappresenta il fattore determinante per la qualità dell insegnamento superiore e della ricerca. Le università devono quindi cercare di rafforzare il proprio potenziale umano, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Per tale ragione, una maggiore apertura, una maggiore mobilità, sistemi di reclutamento più flessibili, così come procedure di selezione aperte, 3 Communication from the Commission Mobilising the brain power of Europe: enabling universities to make their full contribution to the Lisbon Strategy, Brussels, , COM (2005) 152 final. 4 Libro Verde Nuove prospettive per lo Spazio Europeo della Ricerca, COM (2007) 161 def., Bruxelles, Communication from the Commission to the Council and the European Parliament Delivering on the Modernisation Agenda for Universities: Education, Research and Innovation, Brussels, COM (2006) 208 Final. 6 Comunicazione della Commissione del 12 ottobre 2005 Potenziare la ricerca e l innovazione - Investire per la crescita e l occupazione: una strategia comune, COM(2005) Comunicato dei Ministri, Berlino, 19 settembre 2003, trasparenti e concorrenziali andrebbero tenuti in debita considerazione presso le istituzioni scientifiche europee. In questa ottica si pongono i recenti interventi dell UE, tra cui in particolare vale la pena di ricordare la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 1.8 dicembre 2006 (2006/961./CE), relativa alla Carta Europea di qualità per la mobilità. Potenziare la capacità di attrazione implica anche il miglioramento della comunicazione: le università devono migliorare la propria comunicazione verso la società riguardo al valore del proprio prodotto rafforzando gli investimenti in presenza e marketing, sul piano nazionale ed internazionale. Inoltre, per conferire alle università europee un immagine attraente agli occhi del mondo è indispensabile assicurare un adeguata compatibilità tra le diverse normative nazionali e impegnarsi per garantire un più facile riconoscimento dei titoli europei al di fuori dell Europa. Ciò rientra in uno dei principali obiettivi del processo di Bologna, ovvero l elaborazione di un quadro europeo delle qualifiche per l insegnamento superiore 7. Preso atto della sempre crescente importanza della multidisciplinarierà in ogni ambito scientifico, le università dovrebbero fornire agli studenti non soltanto conoscenze in settori specialistici, ma anche competenze trasversali, le cosiddette soft skill, e in modo da garantire l integrazione dei laureati nella vita professionale. Tra l altro, la capacità di placement di una istituzione universitaria è riconosciuta quale elemento fondamentale per il suo posizionamento nei ranking internazionali. Anche gli aspetti europei ed interdisciplinari dell insegnamento 6

9 andrebbero rafforzati. Ad esempio, l esistenza di un maggior numero di corsi europei, offerti congiuntamente da consorzi di università e che conducono a una laurea comune o ad una doppia laurea a livello di master o di dottorato, contribuisce a rendere più attrattiva l Europa per gli studenti e i ricercatori del resto del mondo 8. I corsi di Master Erasmus Mundus rappresentano un positivo esempio in tal senso 9. Alla luce dell evoluzione della popolazione di studenti è sempre più importante assicurare politiche d ammissione flessibili e percorsi d apprendimento personalizzati. Oltre a ciò, sistemi di accoglienza adeguati e minore burocrazia rappresentano importanti elementi per rendere le università accessibili ad una popolazione di studenti più ampia. Un punto essenziale è costituito dalla semplificazione e dallo snellimento delle procedure legali ed amministrative per l accesso al territorio dell UE di ricercatori di Paesi terzi. Pertanto l Unione Europea ha adottato il cosiddetto Pacchetto visti per i ricercatori non europei 1.0. Inoltre, la Commissione negli ultimi anni ha reso disponibile una serie di strumenti operativi volti a fornire servizi mirati a ricercatori non europei nell ottica di rendere più attrattivo lo Spazio Europeo della Ricerca. Tra questi si ricorda il progetto ERA- MORE - Rete Europea dei Centri di Mobilità Il Progetto, avviato nel 2004, ha consentito l istituzione di circa 200 Centri di Mobilità in tutta Europa, aventi il compito di fornire assistenza personalizzata circa le procedure di ingresso e soggiorno e informazioni relative ad opportunità di ricerca e lavoro nello Spazio Europeo della Ricerca. La Commissione, a partire dal giugno 2008, ha rilanciato e rafforzato ulteriormente tale Rete, rinominandola EURAXESS SERVICES Network. L iniziativa si accompagna ad un altro strumento messo a punto dalla Commissione, il Portale Europeo della mobilità (http://ec.europa.eu/euraxess/index en.cfm), volto a guidare i ricercatori stranieri, prima o dopo il loro arrivo in Europa. Si ricorda poi la Raccomandazione della Commissione relativa alla Carta europea dei Ricercatori e al Codice di condotta per l assunzione dei ricercatori In sintesi, il documento punta alla creazione di un mercato Europeo del lavoro attrattivo, aperto e sostenibile per i ricercatori. La Commissione ha recentemente individuato una procedura cui le isitituzioni firmatarie della Carta e del Codice di Condotta sono invitate ad attenersi per garantire l effettiva applicazione dei principi sottoscritti ( Charter and Code Label Working Group, European Commission, European Research Area, Unit: Universities and Researchers). I concetti di brain circulation e di attrattività sono anche alla base dei nuovi orientamenti tracciati dal Libro Verde Nuove prospettive per lo Spazio Europeo della Ricerca. Il Libro Verde ( Nuove prospettive per lo Spazio Europeo della Ricerca, COM (2007) def., Bruxelles, ) si concentra, in particolare, su sei priorità strategiche: garantire flussi adeguati di ricercatori qualificati, con elevati livelli di mobilità tra istituzioni, discipline, settori e Paesi; realizzare infrastrutture di ricerca di livello mondiale, integrate tra loro ed accessibili a team di ricerca di tutta l Europa e del mondo; puntare su organismi di ricerca di eccellente livello, in grado di attrarre una massa critica di risorse umane e finanziarie; aumentare la condivisione della conoscenza, in particolare tra la ricerca pubblica e il settore privato/industriale; stabilire congiuntamente priorità e programmi di ricerca adeguatamente coordinati a livello europeo; realizzare un ampia apertura dello Spazio Europeo della Ricerca al mondo. Seguendo questa linea, la Commissione ha adottato, nel maggio 2008, la Comunicazione Better Careers and more mobility: a European Partnership for Researchers (COM def ). Scopo della partnership è omogeneizzare i processi e concentrare gli sforzi sulle strategie più efficaci per miglioreare la carriera dei ricercatori. Tra gli impegni concreti da assumere, l Unione europea indica come prioritarie le seguenti azioni: istituire ovunque procedure di assunzione aperte e garantire la portabilità delle borse; soddisfare le esigenze in materia di sicurezza sociale e pensioni complementari dei ricercatori in mobilità; offrire condizioni di assunzione e di lavoro attrattive; migliorare la formazione, le competenze e l esperienza dei ricercatori. Le azioni intraprese dai singoli stati saranno soggette a verifica da parte del Consiglio Competitività a partire dal Communication from the Commission to the Council and the European Parliament Delivering on the Modernisation Agenda for Universities: Education, Research and Innovation, Brussels, COM (2006) 208 Final. 9 Decisione 2317/2003/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 dicembre 2003 che istituisce un programma per il miglioramento della qualità nella istruzione superiore e la promozione della comprensione interculturale mediante la cooperazione con i Paesi terzi (Erasmus Mundus ). 10 Direttiva 2005/71/CE del Consiglio del 12 ottobre 2005 relativa a una procedura specificamente concepita per l ammissione di cittadini di Paesi terzi a fini di ricerca scientifica; Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 28 settembre 2005 diretta a facilitare il rilascio, da parte degli stati membri, di visti uniformi di soggiorno di breve durata per i ricercatori di Paesi terzi che si spostano nella Comunità a fini di ricerca scientifica (2005/761/CE); Raccomandazione del Consiglio del 12 ottobre 2005 volta ad agevolare l ammissione dei cittadini di Paesi terzi a fini di ricerca scientifica nella Comunità europea (2005/761/CE). I tre strumenti sono stati pubblicati il 3 novembre 2005 sulla Gazzetta ufficiale G.U. L 289 del 3 novembre L Italia ha recepito la Direttiva comunitaria tramite Decreto legislativo 9 gennaio 2008 n. 17. Ciò avrà sicuramente riflessi positivi in termini di attrazione di un maggior numero di ricercatori e competenze non europee anche da parte del nostro Paese. 11 Raccomandazione della Commissione C(2005) 576 final. 7

10 5. Analisi dei processi di internazionalizzazione e dei modelli organizzativi per l attrattività internazionale nelle università e negli enti di ricerca italiani Dopo aver esaminato le più recenti politiche europee in tema di attrattività e competitività a livello internazione, si intende analizzare l attuale potenziale strategico internazionale delle istituzioni italiane al fine di valutarne il grado di internazionalizzazione. Pertanto, nelle sezioni seguenti si è inteso procedere alla individuazione ed alla analisi di attività e processi ritenuti strategici per potenziare la capacità di attrazione delle istituzioni scientifiche italiane nei confronti di studenti postgraduate/giovani ricercatori. 5.1 Individuazione delle aree strategiche per l internazionalizzazione e illustrazione dello strumento di rilevazione utilizzato Nell ambito dell analisi dei processi, sono state innanzitutto individuate le macro aree prioritarie per avviare delle strategie di internazionalizzazione efficaci. A tal fine, si è partiti da alcuni concetti base che hanno animato tutta l analisi: l incoming quale fenomeno legato alla creazione di servizi e luoghi culturalmente favorevoli allo scambio di conoscenze e l internazionalizzazione quale macroprocesso di sistema, che si articola in programmi istituzionali flessibili e integrati, in grado di coinvolgere non solo diversi settori di una stessa organizzazione, ma anche soggetti esterni, a livello locale, nazionale ed internazionale. Da questo punto di vista, il potenziamento della capacità di attrazione va considerato quale fondamentale strumento per internazionalizzare l organizzazione e le attività di una istituzione nel suo complesso 1.2. Prima di individuare degli indicatori, ci si è concentrati su un percorso tipico che caratterizza il processo di internazionalizzazione 1.3, ovvero: definizione degli obiettivi di internazionalizzazione, sviluppo di una strategia coerente di internazionalizzazione, compilazione di un elenco di misure di lungo, medio e breve termine in grado di implementare e perseguire la strategia di internazionalizzazione, sviluppo di un sistema di gestione della qualità che: - effettivamente accompagni l implementazione, e l eventuale aggiustamento, delle misure, - che analizzi ed influenzi il perseguimento degli obiettivi della internazionalizzazione. Si è scesi poi nella individuazione di misure e attività determinanti ai fini del potenziamento della capacità di attrazione. Oltre alla qualità dell offerta didattica, infatti, esistono alcuni aspetti che possono contribuire ad incentivare l arrivo di studenti dall estero, in particolare l erogazione e l attivazione di percorsi formativi ad hoc, in collaborazione con istituzioni internazionali. Una leva fondamentale è poi l offerta di servizi: agli studenti, così come ai ricercatori stranieri, deve essere offerto un paniere articolato di beni e servizi, da quelli fondamentali (l alloggio, il servizio sanitario, etc.), a quelli legati al tempo libero (offerta culturale, possibilità relazionali, etc.) 1.4. Anche l internazionalizzazione delle attività di ricerca, la mobilità di docenti e ricercatori, la rimozione di quelle condizioni strutturali, che complicano l accesso di ricercatori provenienti dall esterno, rappresentano aspetti fondamentali esaminati nel presente studio. Sono state dunque identificate le seguenti macro aree di attività di internazionalizzazione che costituiscono l oggetto di analisi: Definizione di strategie Accordi a supporto della internazionalizzazione Offerta formativa Procedure di reclutamento Promozione internazionale Servizi di accoglienza Monitoraggio e valutazione. Una volta identificate le aree strategiche oggetto dell analisi, la rilevazione sul grado di internazionalizzazione delle istituzioni universitarie e di ricerca italiane si è avvalsa di un questionario, basato prevalentemente su domande chiuse e su indicatori di input, nell intento di individuare punti di forza, criticità, organizzazione e risorse riferite ai processi di internazionalizzazione. 12 EAIE Professional Development Series for International Educators 2. Implementing Internationalisation at Home, Edited Jos Beelen (EAIE 2007). 13 CHE - Centre for Higher Education Development How to measure internationality and internationalisation of higher education institutions! Indicators and key figures, Uwe Brandenburg, Gero Federkeil, Working paper n. 92, July Una università internazionale per il territorio, Piano strategico Politecnico di Torino, giugno

11 In particolare, sono stati predisposti due modelli di questionario destinati rispettivamente a università e enti di ricerca. Tramite il questionario, è stata condotta una rilevazione a campione presso atenei italiani maggiormente rappresentativi sotto il profilo della capacità di internazionalizzazione. Al tempo stesso, la scelta è dipesa dalla esigenza di rispettare una rappresentatività in termini dimensionali, di area geografica italiana e di tipologia di istituzione (politecnici, università, scuole superiori, istituzioni pubbliche e private). Per quanto riguarda invece gli enti di ricerca, l analisi si è concentrata sul Sistema regionale del Friuli Venezia Giulia, che rappresenta un modello di polo scientifico regionale caratterizzato da un alta concentrazione di istituzioni scientifiche con strette interazioni tra loro e dotato di una forte capacità di attrazione internazionale. Tali istituzioni, nel 2004, hanno sottoscritto l Accordo per il Coordinamento degli Enti di Ricerca situati in Friuli Venezia Giulia nell intento di rafforzare il potenziale di ricerca della regione, puntando su più strette sinergie territoriali e sul potenziamento dell attrattività internazionale di capitale umano qualificato. Per tale ragione, l analisi dei processi di internazionalizzazione relativa alla SISSA 1.5 (Trieste), all Università di Trieste e all Università di Udine è stata inclusa nella sezione riguardante il Sistema della Ricerca del Friuli Venezia Giulia, rappresentando tali atenei parte integrante di questo Sistema. 15 Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Trieste). 16 Questa sezione è presente solo nel questionario indirizzato agli atenei. I questionari sono stati strutturati con il contributo qualificato di alcune istituzioni scientifiche quali il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, l Università degli Studi di Catania, la SISSA, AREA Science Park e Sincrotrone Elettra di Trieste. Altresì fondamentali sono stati i contributi forniti dall Ufficio Erasmus dell Agenzia Nazionale LLP Italia e dal Punto Nazionale di Contatto (Italia) Erasmus Mundus. L obiettivo centrale dei questionari consiste nell acquisire informazioni sull attuale organizzazione delle strutture addette a gestire le attività di internazionalizzazione, con un focus sulle attività volte ad attrarre dall estero studenti di corsi di laurea, studenti di corsi di master, dottorandi e ricercatori stranieri. Il periodo di riferimento è l anno accademico 2006/07. I questionari - i cui modelli sono riportati nella scheda allegata - sono suddivisi in nove sezioni: Analisi quantitativa dei flussi di mobilità Definizione delle strategie di internazionalizzazione Attivazione e gestione di convenzioni/accordi per promuovere l internazionalizzazione Offerta formativa degli atenei 1.6 Processo di reclutamento Promozione diretta: gestione di attività promozionali, marketing e comunicazione internazionale Gestione dei servizi di accoglienza (tutoraggio, assistenza e logistica, sostegno finanziario) Monitoraggio e valutazione dei flussi di mobilità incoming Gestione amministrativa delle attività di internazionalizzazione. È stata inoltre prevista una sezione dedicata a commenti liberi e alla descrizione di eventuali buone prassi di internazionalizzazione. Per scendere nel dettaglio del questionario, in primo luogo si è chiesto all Istituzione di spiegare quali fossero le proprie strategie di internazionalizzazione e di indicare le aree geografiche strategiche allo scopo di inquadrare i flussi di mobilità in entrata ed in uscita di studenti e ricercatori. In seguito, agli enti ed agli atenei è stato chiesto di specificare se rientrasse nella loro politica anche la conclusione di accordi e convenzioni per promuovere l internazionalizzazione, sia a livello locale/nazionale (con Istituzioni di governo, Istituzioni finanziarie, Imprese e Sistema produttivo, Sistema Camerale e Fondazioni) che a livello internazionale (con enti di ricerca ed università estere). Con tale quesito si intendeva, in particolare, ribadire l importanza del rafforzamento del rapporto tra pubblico e privato, insistendo sul fatto che il ruolo del privato è determinante ai fini del consolidamento della competitività internazionale. Inoltre, con specifico riferimento agli atenei, si è scelto di elaborare un questionario differenziato che includesse anche una sezione dedicata all offerta formativa. Gli atenei si trovano oggi ad affrontare situazioni caratterizzate dal crescente confronto internazionale e dalla conseguente necessità di offrire nuovi servizi formativi. La domanda si è dunque articolata in più sottosezioni riguardanti nello specifico: l attivazione di corsi di studio che prevedano unicamente insegnamenti in lingua inglese, l attivazione di percorsi formativi internazionali che prevedano il rilascio di un titolo (doppie lauree; lauree congiunte, master congiunti, Dottorati in cotutela etc ), l istituzione di Master nell ambito del Programma Erasmus Mundus e l organizzazione di Summer School Internazionali. Allo scopo di comprendere l importanza che le istituzioni dedicano alla visibilità nazionale ed internazionale ed alle attività ad essa connesse, largo spazio è stato dato, nel questionario, alle domande relative alla divulgazione scientifica ed alle azioni di promozione diretta legate al marketing ed alla comunicazione internazionale. Diversi sono gli strumenti che possono essere impiegati 9

12 a tal riguardo: la partecipazione degli enti a fiere estere, la presenza di un ufficio di rappresentanza all estero, l impiego di agenti locali e di ex allievi, la realizzazione di pubblicità su riviste/ quotidiani stranieri, il sito internet dell Istituzione, il materiale informativo per le campagne di marketing, la creazione di un Ufficio ad hoc responsabile della promozione diretta ed, infine, il budget dedicato a questo tipo di attività. Per quanto concerne, invece, il processo di reclutamento di studenti e ricercatori da parte degli enti e degli atenei, si fa esplicito riferimento alla Circolare MiUR - relativa alle procedure di immatricolazione degli studenti non facenti parte dell Unione Europea - ed alle modalità con cui gli stranieri possono accedere alle istituzioni (pre-iscrizione, scadenze, prove di valutazione a distanza). L intento è qui di valutare il livello di attenzione delle istituzioni verso soluzioni in grado di abbattere barriere burocratiche e rigidità che, in qualche modo, possano frenare l incoming di potenziali studenti stranieri. Una delle parti più significative del questionario riguarda la gestione dei servizi di accoglienza. Le risposte forniteci permettono di analizzare l adeguatezza di tali servizi e la capacità organizzativa interna di ogni singola istituzione. I punti focali di questa parte sono relativi alla presenza di attività di tutoraggio dedicato agli studenti stranieri, alla gestione della logistica (eventuale creazione di un servizio di supporto per l espletamento di pratiche amministrative, attivazione di corsi di lingua italiana per gli stranieri, concessione di agevolazioni anche per quanto riguarda l alloggio, implementazione di un Ufficio di Accoglienza per gli stranieri etc ) ed, infine, all eventuale erogazione di borse di studio a carico dell Istituzione e/o in co-finanziamento con enti esterni. Per completare l analisi relativa ai processi di internazionalizzazione, è sembrato opportuno chiedersi se fossero previste azioni strutturate di monitoraggio dei flussi di mobilità in entrata e di valutazione del grado di soddisfazione sul soggiorno presso l istituzione ospitante. Riguardo all ultima parte del questionario, quella relativa alla gestione amministrativa delle attività di internazionalizzazione, è stato chiesto agli enti ed agli atenei se esistesse una struttura centralizzata dedicata specificamente a gestire le attività di internazionalizzazione e, in caso di risposta affermativa, quante persone vi lavorano e che tipo di formazione abbiano ricevuto per svolgere tale attività. Sono 19 gli enti di ricerca e 17 gli atenei che hanno aderito all indagine fornendo i dati richiesti. La tabella 1. riporta le istituzioni scientifiche selezionate ai fini della indagine. Nella sezione seguente sono illustrati i risultati emersi. 1.0

13 Tabella 1 - Atenei ed enti di ricerca selezionati ai fini dell analisi dei processi di internazionalizzazione Atenei Alma mater Studiorum Università di Bologna IMT (Istituzioni, Mercati, Tecnologie) Alti Studi, Lucca Libera Università Maria Ss. Assunta (LUMSA) LUISS - Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli Politecnico di Milano Politecnico di Torino Sapienza Università di Roma Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) Scuola Superiore di Catania Università degli Studi di Cagliari Università degli Studi di Camerino Università degli Studi di Catania Università degli Studi di Milano Bicocca Università degli Studi di Roma Tor Vergata Università degli Studi di Trento Università degli Studi di Trieste Università degli Studi di Udine Enti di Ricerca (Sistema Ricerca del Friuli Venezia Giulia) Agemont, Agenzia per lo sviluppo della montagna, Amaro, Udine AREA Science Park, Trieste CBM, Consorzio per il Centro di Biomedicina Molecolare, Trieste CETA, Centro di Ecologia Teorica ed Applicata, Gorizia CISM, Centro Internazionale di Scienze Meccaniche di Udine CNR - ISM, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Struttura della Materia, sez. di Trieste CFI - Consorzio Friuli Innovazione, Centro di Ricerca e Trasferimento Tecnologico, Udine CSF, Centro Studi Fegato, Fondo per lo studio delle Malattie del Fegato ONLUS di Trieste CRO, Centro di Riferimento Oncologico, Aviano, Pordenone Fondazione Carlo e Dirce Callerio ONLUS, Trieste ICGEB, Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia, Trieste ICS/UNIDO International Centre for Science and High Technology, Trieste ICTP - The Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics, Trieste INAF/OAT, Istituto Nazionale di Astrofisica Osservatorio Astronomico di Trieste INFM TASC, Istituto Nazionale di Fisica della Materia,Tecnologie Avanzate e NanoSCienze, Trieste INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sez. di Trieste IRCCS Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Burlo Garofolo, Trieste ISDEE - Istituto di Studi e Documentazione sull Europa comunitaria e l Europa orientale, Trieste OGS, Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, Trieste 5.2 I risultati relativi al Sistema della Ricerca del Friuli Venezia Giulia Analisi dei flussi di mobilità: risorse umane in entrata ed aree geografiche di interesse A livello generale, i risultati emersi confermano una sempre maggiore propensione delle Istituzioni del Friuli Venezia Giulia verso i Paesi emergenti, con particolare riferimento agli Stati africani e del continente asiatico (India e Cina in primis). Questo aspetto riguarda non solo i centri internazionali istituzionalmente rivolti a tali aree ma anche i tre atenei della regione (Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine, SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati), che negli ultimi anni hanno sempre più intensificato con tali Paesi le collaborazioni scientifiche e le iniziative di alta formazione. In termini assoluti, l area di provenienza principale resta comunque quella corrispondente ai Paesi dell Unione Europea. A questa seguono il Sud-Est asiatico ed il continente africano, come già accennato. Notevoli flussi di ricercatori e di dottorandi hanno poi origine nel continente americano, con particolare riferimento ai Paesi dell America Latina. Alcune collaborazioni scientifiche sono state segnalate con l Australia ed il Nord America. Le istituzioni del Friuli Venezia Giulia che hanno attirato risorse umane da un maggior numero di aree del Mondo sono l ICTP (International Centre for Theoretical Physics), il CISM (Centro Internazionale di Scienze Meccaniche di Udine) e l ICGEB (Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia di Trieste), oltre ai tre atenei regionali. 1.1.

14 17 Una laurea di primo livello, due lauree di secondo livello, due Master universitari e cinque Dottorati di Ricerca. I dati relativi ai ricercatori in entrata presso le Università di Udine e di Trieste risultano probabilmente approssimati per difetto, in quanto questi sono monitorati da parte dei singoli dipartimenti e non tramite un sistema centralizzato. Il totale delle risorse umane in entrata dall estero corrisponde a unità relativamente all anno accademico 2006/2007. Si specifica inoltre, che i dati dell ICTP devono essere letti alla luce di due importanti considerazioni: il numero dei ricercatori comprende sia persone che si trattengono presso il Centro per un periodo di tempo medio-lungo (3-6 mesi) sia ricercatori che frequentano corsi di formazione di durata non superiore ai due mesi. Allo stesso modo, tra i docenti rientrano sia il personale straniero stabile sia i visiting professor. Si segnala, inoltre, che istituzioni quali AREA Science Park, Agemont (Agenzia per lo sviluppo Economico della Montagna) e Friuli Innovazione, pur avendo partecipato all indagine, non reclutano direttamente ricercatori e dottorandi presso le proprie strutture. Essi hanno piuttosto il compito istituzionale di promuovere il trasferimento tecnologico e la valorizzazione della ricerca a beneficio del territorio regionale e, dunque, la loro azione ha un impatto indiretto sulle attività di internazionalizzazione degli enti di ricerca e delle aziende qui localizzate. Le strategie di internazionalizzazione dell Ente Per quanto riguarda l analisi delle strategie di internazionalizzazione dei singoli enti, le aree geografiche individuate sono soprattutto l Europa UE, l Europa non UE, la Cina e l India anche se sussistono rapporti di collaborazione e di scambio molto efficaci con il continente africano e con l America centro-meridionale. Un importanza minore è riservata al Resto dell Asia ed all Australia. In questo panorama si distingue AREA Science Park, l unica istituzione regionale le cui strategie di internazionalizzazione sono rivolte anche agli Stati Uniti, infatti, con MIT di Boston, la Stanford University e, più recentemente, con la Case Western Reserve University, AREA ha attivato collaborazioni volte a migliorare la competitività delle aziende regionali ed a favorire lo scambio di esperienze in tema di innovatività, attraverso meccanismi di mobilità delle risorse umane. Convenzioni ed Accordi per promuovere l internazionalizzazione Dai risultati emersi si evince che la quasi totalità degli enti di ricerca regionali ha sottoscritto accordi e convenzioni con Istituzioni di governo locale e regionale e con istituzioni nazionali, nonché con il sistema produttivo del territorio regionale. Lo stesso hanno fatto i tre atenei regionali che, tra l altro, dispongono di accordi internazionali con altre università e centri di ricerca stranieri, finalizzati a favorire l attrattività di studenti, ricercatori, dottorandi e docenti. Offerta formativa Sotto questo aspetto, si rileva un panorama decisamente dinamico, che dimostra un crescente orientamento dei tre atenei regionali verso una offerta didattica di carattere internazionale. In particolare, la SISSA ha attivato corsi di studio con diversi insegnamenti in lingua inglese, al termine dei quali viene rilasciato il titolo di Dottorato in cotutela. Per quanto riguarda gli atenei di Udine e Trieste, sono stati attivati sia diversi corsi, che rilasciano il titolo di doppia laurea, laurea congiunta e dottorato in cotutela, sia Summer School Internazionali. Non sono stati attivati, invece, Master Erasmus Mundus. Inoltre, l Università di Trieste ha istituito diversi corsi di studio unicamente in lingua inglese 1.7. Attività di divulgazione scientifica Rispetto all indagine nazionale, quella relativa al Sistema Friuli Venezia Giulia contiene anche una sezione specificamente dedicata alle attività di divulgazione scientifica, trattandosi di una priorità rilevante per le istituzioni scientifiche regionali. Infatti, al fine di promuovere la visibilità internazionale, quasi tutti gli enti di ricerca del Friuli Venezia Giulia realizzano collane monografiche e pubblicazioni scientifiche dedicate ai temi della ricerca e dell innovazione e diffuse all estero. Esse, inoltre, organizzano conferenze ed open day soprattutto a 1.2

15 livello internazionale. Tra gli atenei, la SISSA si distingue per questo tipo di attività. Ad ogni modo, gli enti di ricerca e gli atenei del Friuli Venezia Giulia non hanno istituito un Ufficio preposto alle attività di divulgazione scientifica. Infatti, tali attività vengono svolte da Unità impegnate anche in altre funzioni, quali, ad esempio, quelle di promozione diretta (vedi sezione successiva). Fanno eccezione AREA Science Park e OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale), che dispongono di un Ufficio Stampa incaricato di svolgere nello specifico questo tipo di attività. Promozione diretta: attività promozionali, marketing e comunicazione internazionale La maggior parte degli enti di ricerca del Friuli Venezia Giulia svolge intensa attività di promozione diretta. Tutti gli Enti dispongono di un sito Internet in inglese (ad eccezione di Agemont che ha curato il proprio sito anche in sloveno e tedesco), di brochure, poster, banner e volantini per le proprie campagne di marketing. Alcune istituzioni regionali partecipano a fiere estere, a convegni ed incontri internazionali e realizzano periodicamente pubblicità su riviste e quotidiani stranieri. Tra queste, AREA, che ha recentemente aperto un Ufficio di rappresentanza a Pechino (Progetto ITI), volto a gestire servizi all estero di internazionalizzazione delle PMI italiane ad alto contenuto tecnologico (l iniziativa avrà indubbiamente risvolti positivi in termini di attrazione di risorse umane, oltre che finanziarie, in settori high-tech) il CBM, il CISM, Friuli Innovazione, il CRO di Aviano e l ICTP. Per quanto riguarda gli atenei, sono gli stessi docenti della SISSA ad occuparsi della promozione diretta nel momento in cui si recano presso università ed istituzioni scientifiche estere. In questa sede, essi colgono l occasione per prendere contatti, instaurare rapporti di collaborazione con docenti, studiosi, ricercatori, nonché con potenziali futuri dottorandi stranieri. Inoltre, la Scuola realizza pubblicità su riviste e quotidiani stranieri e dispone di brochure, poster e leaflet per le campagne di marketing. Anche gli Atenei di Trieste e di Udine svolgono un intensa attività di promozione diretta partecipando a fiere estere e pubblicando guide, brochure e depliant per le campagne di marketing. L ateneo triestino realizza, inoltre, pubblicità su riviste e quotidiani stranieri. La problematica di maggior rilievo è data dal fatto che nessun Ente ha pensato di creare un Ufficio ad hoc che si occupi in forma mirata delle campagne di marketing. Questa attività, infatti, viene affidata ad alcuni dipendenti dell Istituzione che vi lavorano solitamente a tempo parziale e che fanno parte di altri Uffici. Solo due enti hanno istituito Unità dedite a queste attività: Friuli Innovazione - che ha previsto che le attività di promozione diretta vengano svolte dall Ufficio Marketing e Comunicazione, con due dipendenti impiegati a tempo pieno - e AREA Science Park dove queste attività sono gestite e coordinate da tre dipendenti che lavorano a tempo pieno nell Ufficio Comunicazione Istituzionale e Promozione. Processo di reclutamento Non tutti gli Enti di ricerca regionali hanno attivato bandi specificamente riservati al reclutamento di ricercatori stranieri né, in genere, concedono agli studenti la possibilità di sostenere prove di valutazione a distanza. Fanno eccezione l ICS-UNIDO, il CRO di Aviano ed il CSF. Inoltre, dai dati ottenuti dai questionari, risulta che soltanto il CNR-ISM (Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Struttura della Materia), l INAF-OAT e l Università degli Studi di Udine hanno utilizzato la normativa prevista dal MiUR per il rientro di ricercatori italiani residenti all estero. Informazioni interessanti provengono dall Università di Trieste e dalla SISSA che hanno previsto una procedura specifica per la pre-iscrizione di studenti stranieri extra UE rispettivamente a corsi di laurea di primo/secondo livello ed a corsi di dottorato, offrendo agli studenti la possibilità di sostenere prove di valutazione a distanza. Anche a seguito di queste azioni mirate, l Ateneo di Trieste si conferma come una istituzione con straordinaria capacità di attrazione nei confronti di studenti stranieri. Servizi di accoglienza mirati a ricercatori stranieri (front-office) Per quanto riguarda i servizi di accoglienza rivolti ai ricercatori stranieri, si può affermare che, in linea generale, la quasi totalità degli Enti di ricerca della regione non dispone di strutture di accoglienza adeguate, benché si stia impegnando di recente nel miglioramento delle proprie potenzialità in materia di servizi. Ad oggi, infatti, solamente AREA, il CISM, l ICGEB, l INFN e l ICTP dispongono di un Ufficio di Accoglienza e di adeguate strutture volte ad agevolare il soggiorno dei ricercatori stranieri. In particolare, l ICTP non dispone di un ufficio unico ma è dotato di un Visa Office (http://users.ictp.it/~visa/), con tre unità di personale che si occupano delle informazioni e dell assistenza per le questioni legate alle procedure di ingresso (permessi, visti etc ). A quest ufficio si aggiungono le Segreterie dei cinque Dipartimenti incaricati dell assistenza logistica e scientifica dei ricercatori. Allo stato attuale, inoltre, non sembra che gli Enti, in cui mancano o sono scarse le prestazioni offerte, si stiano attivando per migliorare le proprie potenzialità in materia di servizi. Per quanto riguarda gli atenei del Friuli Venezia Giulia, si può affermare che l Università degli Studi di Udine è quella più attiva, avendo istituito un Ufficio di Accoglienza e un servizio di tutoraggio per ricercatori stranieri. Inoltre, l Ateneo, così come AREA, ha istituito sportelli ad hoc, denominati Centri di Mobilità ERA-MORE. Un altro aspetto positivo da considerare è l assegnazione di borse di studio per i ricercatori stranieri allo scopo di favorirne l attrattività, per lo più erogate dalle varie istituzioni con fondi propri. 1.3

16 Monitoraggio e valutazione Per quanto concerne le attività di monitoraggio e di valutazione, si rileva che sono soltanto otto gli Enti che svolgono una costante analisi del numero di dottorandi/ricercatori stranieri in entrata. Alcuni di questi però dispongono anche di un Ufficio volto a gestire le attività di monitoraggio quantitativo e qualitativo sul grado di soddisfazione dei dottorandi e dei ricercatori stranieri ospiti dell ente. Un esempio è costituito da AREA Science Park la cui Unità di Coordinamento della Ricerca (UCR) effettua annualmente, per conto di tutte le istituzioni scientifiche regionali, una indagine ( Mobilità della Conoscenza ) volta ad analizzare i flussi di ricercatori stranieri in entrata sull intero territorio regionale ed i servizi di supporto resi disponibili dalle varie istituzioni scientifiche. Nei rimanenti enti regionali non sono stati istituiti Uffici ad hoc per questo tipo di attività che, quindi, vengono gestite da altri uffici 1.8. Per quanto attiene agli atenei, le attività di monitoraggio e di valutazione vengono gestite da Uffici istituiti appositamente. Si tratta, nel caso dell Università di Trieste, dell Ufficio Studi per la Valutazione e, nel caso dell Università di Udine, del Centro Programmazione, Sviluppo e Valutazione coadiuvato dal Centro Rapporti Internazionali. La gestione amministrativa delle attività di internazionalizzazione Dalle risposte fornite ai questionari emerge che, laddove gli enti di ricerca del Friuli Venezia Giulia abbiano provveduto a centralizzare la gestione amministrativa delle attività di internazionalizzazione, il personale dipendente è stato formato ad hoc. In particolare, AREA Science Park possiede sia una struttura centralizzata dedita a gestire le attività di internazionalizzazione ( Servizio Relazioni Istituzionali e Reti ) sia una struttura che si occupa di servizi di supporto ai ricercatori stranieri ( Unità di Coordinamento della Ricerca ). Per quanto riguarda gli atenei, la SISSA dispone di un unica struttura centralizzata che gestisce le attività di internazionalizzazione, mentre presso gli Atenei di Trieste e di Udine, le competenze in materia di mobilità internazionale risultano affidate a più Uffici in base alla classica ripartizione tra Didattica, Ricerca e Servizi. 5.3 I risultati relativi all indagine nazionale sugli atenei Analisi dei flussi di mobilità: risorse umane in entrata ed aree geografiche di interesse Il primo dato univoco che emerge dai questionari compilati dalle quattordici università in esame è che l internazionalizzazione rientra nel piano strategico di tutti gli atenei che hanno risposto al questionario, anche se i risultati non sempre coincidono con le linee strategiche indicate. Per quanto riguarda le aree di provenienza degli stranieri iscritti, per dieci atenei su quattordici, fatta eccezione per la Scuola di Studi Superiore di Catania, l Università di Roma Tor Vergata e il Politecnico di Milano 1.9, l Europa risulta essere la prima area di provenienza degli stranieri. Nel caso dei tre atenei che invece si differenziano, per la Scuola di Studi Superiore di Catania, l area di provenienza principale è l Africa, mentre per l Università di Roma Tor Vergata la prima area è costituita dall Europa non- UE. Per il Politecnico di Milano, infine, la prima area di provenienza degli stranieri iscritti è l Asia, escluse Cina e India. Anche la seconda area di provenienza è comune a molti atenei. Per otto università su quattordici la maggior parte degli iscritti proviene da paesi europei non appartenenti alla UE. Fanno eccezione l Università degli Studi di Catania, per la quale l Asia, escluse Cina e India è la seconda area geografica, LUMSA e la Scuola di Studi Superiore di Catania, per le quali la seconda area è l Africa, l Università di Roma Tor Vergata, per la quale la seconda area è l Europa e il Politecnico di Torino, la cui seconda area è il Centro e Sud America. 18 L Ufficio di Alta formazione, nel caso dell INAF-OAT, l Ufficio Risorse Umane nel caso dell ICGEB, l Ufficio Managing Director nel caso dell ICS-UNIDO, l Ufficio di Segreteria dell ente nel caso del CISM e la Direzione Scientifica nel caso del CRO di Aviano. 19 L IMT di Lucca non ha fornito una distinzione degli stranieri in base alle aree geografiche. Dal quadro che emerge si può affermare che il campione di università italiane intervistate risulta essere attrattivo principalmente per gli studenti provenienti dai paesi dell Unione Europea e in secondo luogo da paesi europei non appartenenti alla UE. È interessante notare, tuttavia, che solo in pochi casi vi è una concordanza fra le aree geografiche individuate come strategiche dall ateneo e l effettiva area di provenienza degli studenti stranieri iscritti. Un altro aspetto che non sorprende, ma che merita di essere menzionato, è l interesse rilevato per la Cina, dichiarata prioritaria da dieci atenei, per il Centro e Sud America (nove atenei) e per l India (otto atenei). Tuttavia, nonostante l importanza strategica attribuita a queste aree, solo pochi atenei risultano avere un numero elevato di studenti da queste aree, eccezione fatta per i Politecnici di Milano e Torino dove i numeri degli studenti provenienti dalla Cina e Centro e Sud America sono significativi. Per quanto riguarda invece l individuazione dei soggetti target da parte delle università, anche in questo caso vi sono alcuni scostamenti fra la tipologia di studenti stranieri che si desidera attrarre e gli stranieri che effettivamente si iscrivono agli atenei intervistati. Solo tre istituzioni, la Scuola Superiore degli Studi di Catania, l Università di Cagliari e la LUISS, individuano gli studenti di I livello come studenti target. Per la maggior parte degli atenei l obbiettivo è quello di attrarre prioritariamente studenti di Dottorato (dieci atenei), studenti di 1.4

17 20 Dati ricavati dall Anagrafe Nazionale Studenti, pubblicata sul sito Internet 21 Con circa il 30% degli insegnamenti in lingua inglese. Master (nove atenei) e studenti di II livello (sette atenei). Ciononostante, se confrontiamo la percentuale degli studenti stranieri iscritti alle lauree triennali con la percentuale degli stranieri iscritti alle lauree specialistiche nell a.a. 2006/07 20, solo nel caso del Politecnico di Milano, del Politecnico di Torino e dell Università di Trento il numero di stranieri iscritti al secondo livello è superiore in percentuale a quello degli stranieri iscritti al primo livello e, pertanto, in linea con le priorità di attrazione espresse nella strategia di internazionalizzazione delle università. Anche se nel caso del Politecnico di Torino, la priorità è in primo luogo per Dottorandi, poi per Ricercatori stranieri e solo in terzo luogo per studenti di II livello. Questa discrepanza può portare alla seguente considerazione: se la domanda non viene gestita tramite una politica fatta di azioni mirate di promozione, comunicazione, etc., difficilmente l istituzione si orienta verso le priorità espresse nelle strategie di internazionalizzazione. Convenzioni e accordi per promuovere l internazionalizzazione Dal questionario emerge che le università intervistate hanno convenzioni attive per promuovere l internazionalizzazione con istituzioni di governo locale e regionale (nove atenei), con istituzioni nazionali, Fondazioni e con imprese e sistema produttivo (sette atenei). Quattro atenei hanno anche accordi con il sistema camerale e con istituzioni finanziarie. Questo sembra dimostrare che esistono importanti sinergie fra le università, il mondo imprenditoriale e le istituzioni nazionali e locali. Non vi sono inoltre distinzioni fra università pubbliche e private anche se non sorprende che la LUISS annoveri intese con istituzioni finanziarie, imprese, sistema camerale e fondazioni, mentre gli atenei pubblici si rivolgono maggiormente alle istituzioni di governo locale, regionale e nazionale, ad eccezione del Politecnico di Milano e Torino che hanno accordi con tutte o quasi tutte le istituzioni in elenco. Nove atenei dichiarano inoltre di disporre anche di accordi internazionali con istituzioni straniere. L Offerta Formativa Per quanto riguarda l offerta formativa, ambito in cui gli atenei possono concretamente tradurre le loro politiche di internazionalizzazione, tutti gli atenei tranne due (l Università di Cagliari e l Università di Catania) hanno dichiarato di aver attivato corsi di studio in lingua inglese. La tipologia dei corsi di studio in inglese è di livello avanzato: dieci atenei hanno attivato corsi di Dottorato in inglese, in numero variabile a seconda dell entità dell istituzione, ma non solo. Accanto al Politecnico di Torino e all Università di Bologna dove sono stati attivati rispettivamente ventisette 21. e dieci corsi di Dottorato in lingua inglese, anche l Università di Camerino e l Università di Roma Tor Vergata dimostrano una forte coerenza con le strategie espresse avendo attivato entrambe otto corsi di Dottorato in inglese. Sono dieci gli atenei che hanno attivato Master specialistici in lingua inglese. Questa tipologia di corso si presta particolarmente ad essere utilizzata come uno strumento di formazione per stranieri sia per la durata del programma, sia perché Master specialistici come l MBA sono stati i primi prodotti di formazione a diventare internazionali e ad attrarre studenti da tutto il mondo. Inoltre, accanto alla creazione di nuovi percorsi di studio in lingua inglese vi sono i percorsi internazionali che prevedono il rilascio di un titolo, ovvero le doppie lauree, le lauree o i master congiunti e i dottorati in cotutela. In questo ambito le università italiane si sono da anni adoperate per concludere accordi dapprima con università partner in Europa e poi con il resto del mondo. I risultati sono che la quasi totalità delle università ha dichiarato di aver attivato percorsi formativi delle seguenti tipologie: nove atenei hanno concluso accordi di doppia laurea, tra i quali si distinguono il Politecnico di Milano, che ha 59 accordi di doppia laurea attivi, l Università di Trento (25 accordi) e l Università di Bologna (1.0 accordi); ben nove atenei hanno inoltre programmi di dottorato in cotutela, fra tutti ancora una volta l Università di Bologna e il Politecnico di Torino con rispettivamente 40 e 30 accordi, mentre sei atenei hanno attivato Master congiunti. Anche la partecipazione a Master Erasmus Mundus coinvolge più della metà del campione intervistato, così come l organizzazione di summer school internazionali. 1.5

18 Si può dunque concludere che la maggior parte delle università intervistate abbia chiaramente compreso la necessità, da un lato, di creare una nuova offerta formativa in lingua inglese a beneficio principalmente degli studenti stranieri, dall altro, la necessità di formulare percorsi internazionali che possano risultare attrattivi sia per gli studenti iscritti, sia per studenti stranieri provenienti da università partner. Promozione diretta Tutte le università del campione, eccetto Roma La Sapienza, hanno affermato di svolgere attività di promozione diretta. Bisogna tuttavia subito chiarire che in realtà La Sapienza è fortemente impegnata in attività di comunicazione e promozione internazionale, ma che queste attività, visto il prestigio e l attrattività storica dell università, si sono articolate in una maniera differente, unica nel suo genere. La Sapienza organizza infatti, con il supporto delle Rappresentanze Diplomatiche e degli Istituti Italiani di Cultura, le Giornate della Sapienza nel mondo in paesi quali l Argentina, l Australia, Cuba, l India, l Iran e lo Yemen, con lo scopo precipuo di fare branding, ovvero promuovere il nome dell istituzione, presentare le attività scientifiche e culturali dell università e concludere accordi. Gli altri atenei utilizzano principalmente come strumento di promozione la partecipazione a fiere all estero al fine di reclutare direttamente studenti stranieri; la LUISS, la LUMSA, l Università di Catania, l Università di Cagliari utilizzano ex allievi. Queste ultime due, insieme all Università di Milano Bicocca, impiegano anche degli agenti locali. I Politecnici di Milano e Torino utilizzano tutti questi strumenti ed inoltre hanno aperto un ufficio di rappresentanza all estero. Nonostante il numero esiguo, il fatto che ci siano già delle università orientate verso strumenti promozionali insoliti per le università pubbliche italiane, che a differenza degli atenei anglosassoni non hanno una tradizione pluriennale di reclutamento degli studenti stranieri, è un segnale interessante che dimostra una nuova sensibilità negli atenei italiani nei confronti di un mercato globale dell istruzione superiore che è in forte espansione 22. Questa attenzione è parzialmente confermata dal fatto che quattro atenei, l Università di Camerino, l IMT di Lucca, la LUISS, la LUMSA hanno dichiarato di realizzare pubblicità su quotidiani e/o riviste straniere. LUISS, LUMSA e l Università di Bologna e il Politecnico di Milano utilizzano anche banner su siti web di quotidiani e/o istituzioni straniere. Il canale principale di promozione è naturalmente il sito web di ateneo, la cui versione in lingua inglese è disponibile presso tutti gli atenei del campione. Inoltre le università di Bologna, Cagliari, Milano Bicocca e Trento dispongono di una versione cinese del sito web. Il Politecnico di Milano ha invece creato, accanto a quella inglese, una versione spagnola, mentre quella cinese è in via di realizzazione. Il Politecnico di Torino dispone oltre alla versione inglese, cinese e spagnola, anche di una versione in lingua francese. Dal punto di vista amministrativogestionale, le strutture organizzative responsabili della realizzazione delle attività di promozione sono le seguenti: l Ufficio Relazioni Internazionali 23, insieme all Ufficio Comunicazione o all Ufficio Stampa, nella maggioranza dei casi; solo l Ufficio Relazioni Internazionali/Mobilità Studenti/ Internazionalizzazione nel caso rispettivamente di LUMSA, Università di Cagliari, S.S.S. Catania; solo l Ufficio Comunicazione, nel caso dell Università degli Studi di Trento; l Ufficio Relazioni Internazionali insieme all Ufficio Orientamento, nel caso dell Università di Bologna e dell Università di Milano Bicocca. Sono inoltre nove gli atenei che dichiarano di aver dedicato personale alle attività di promozione diretta, normalmente personale a tempo parziale. L investimento più forte in 22 Cfr. OECD, Education at a Glance, Nel caso del Politecnico di Milano, il Servizio Progetti Internazionali. 1.6

19 termini di personale risulta essere quello del Politecnico di Torino che utilizza dieci persone a tempo parziale. I dati che emergono da questa analisi sulla promozione diretta dimostrano come vi sia ormai la percezione dell importanza di attivare una politica di internazionalizzazione che non riguarda solo la conclusione di accordi tra università finalizzati alla mobilità degli studenti, ma anche la necessità di promuovere il proprio ateneo, comunicando la propria offerta formativa a studenti stranieri, facendo sì che scelgano l Italia come paese dove proseguire i loro studi. Ciononostante, l investimento in termini economici e di risorse umane è ancora piuttosto limitato e riguarda solo pochi atenei. Processo di Reclutamento Le procedure di accesso al sistema universitario italiano sono regolate da disposizioni emanate dal MIUR in accordo con il Ministero Affari Esteri e il Ministero degli Interni e prevedono che siano le Rappresentanze Diplomatiche ad inviare le domande degli studenti stranieri agli atenei italiani, con una tempistica che consente agli atenei di dare risposta definitiva agli studenti solo dopo l estate. Queste modalità, necessarie per il controllo sul rilascio dei visti, non sono funzionali all obiettivo di attrarre studenti di qualità nel nostro sistema universitario. Nelle nuove disposizioni triennali, il MIUR, su richiesta di alcune università, ha ufficializzato la possibilità da parte delle università di valutare le domande degli studenti stranieri con anticipo rispetto alle scadenze ministeriali in modo da poter dare risposta agli studenti prima dell estate. Tuttavia, tra gli atenei del campione, sono solo sei quelli che dichiarano di avere una procedura specifica gestita dall ateneo per la pre-iscrizione di studenti stranieri a corsi di laurea di I e II livello, ovvero LUISS, LUMSA, Politecnico di Milano 24, Politecnico di Torino, Università di Camerino e Università di Trento. Le scadenze sono comprese tra marzo e maggio. Per l accesso ai Dottorati di Ricerca, le Università di Bologna, Cagliari, Camerino, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata hanno previsto dei bandi riservati agli stranieri con la possibilità di sostenere prove di valutazione a distanza. Nel caso del Politecnico di Milano, non esistono bandi specifici per stranieri, ma tutti gli stranieri possono essere valutati a distanza in base ai titoli in loro possesso. Accoglienza Il servizio di accoglienza può essere articolato su vari livelli. Per quanto riguarda l attività di tutoraggio, undici atenei su quattordici hanno previsto un tutoraggio specifico per studenti stranieri. Lo stesso numero di atenei ha istituito un servizio di supporto per l espletamento di pratiche amministrative, servizio che si rivolge principalmente agli studenti non europei e ben undici atenei organizzano corsi di lingua italiana gratuiti per studenti stranieri. È molto probabile che questi servizi siano nati dalla pluriennale esperienza nella gestione di programmi di scambio, dove tutoraggio, supporto amministrativo e insegnamento della lingua italiana sono imprescindibili per il buon successo degli scambi, e siano stati estesi agli immatricolati stranieri. Per servizi quali l accesso alla mensa, la partecipazione ad attività culturali e sportive, le agevolazioni per l utilizzo dei trasporti urbani, etc., gli atenei intervistati mettono a disposizione degli studenti stranieri gli stessi servizi che sono disponibili per gli studenti italiani. Un altro dato positivo è che otto atenei dichiarano di disporre di strutture residenziali riservate a studenti stranieri 25. Se si considerano le difficoltà degli atenei italiani nel reperimento di alloggi per studenti fuori sede, per note ragioni storiche, l attenzione verso gli stranieri su questo punto è sicuramente un segnale di un cambiamento culturale in atto nell università italiana. Dal punto di vista organizzativo, dodici atenei hanno istituito un ufficio accoglienza per studenti stranieri. I rimanenti due, La Sapienza e la LUISS, 24 Il Politecnico di Milano solo per gli studenti che intendono iscriversi alle lauree di II livello. 25 L Università di Camerino, Catania, Milano-Bicocca, Roma Tor Vergata, Trento, la LUMSA, il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l IMT (che fornisce un servizio residenziale a tutti i suoi iscritti). hanno dichiarato di aver pianificato di attivarlo a breve. Il numero di unità di personale impiegate varia da una a sei unità, nel caso del Politecnico di Torino. Infine, è stato richiesto se sono state previste borse di studio, a carico dell Università (anche con il cofinanziamento di enti esterni), riservate a studenti stranieri, ed anche in questo caso i dati sorprendono in senso positivo. Ben dieci istituzioni hanno infatti dichiarato di avere borse riservate a studenti stranieri. Tra queste sono da menzionare, in particolare, l Università di Bologna che offre 1.06 borse di cui 99 agli studenti di primo livello, l Università di Trento, che dispone 1.23 borse, di cui 1.04 per dottorandi stranieri, il Politecnico di Torino che ha assegnato un totale di 1.59 sui quattro livelli e il Politecnico di Milano, che ha assegnato nel 2006/07 ben 240 borse a studenti stranieri, di cui 21.4 a studenti iscritti a corsi di laurea magistrale. Il quadro fornito da questi dati conferma che il campione delle università è consapevole della necessità di dare agli studenti stranieri un servizio di qualità che comporta una dimensione più ampia, talvolta non disponibile per gli studenti italiani, ma che va ad innescare un processo di miglioramento dei servizi amministrativi dell intero ateneo, di cui nel breve beneficeranno anche gli studenti nazionali. Inoltre, l offerta di borse di studio riservata a studenti stranieri, che gravano almeno in parte sui bilanci degli atenei, conferma l importanza attribuita all attrazione di giovani talenti dall estero. 1.7

20 Monitoraggio e Valutazione La quasi totalità degli atenei, undici su quattordici, svolge un monitoraggio periodico del numero degli studenti stranieri, con cadenza annuale, eccetto la LUMSA, l Università di Roma Tor Vergata e il Politecnico di Torino che lo svolgono semestralmente. I numeri sono leggermente inferiori per quel che riguarda il monitoraggio sul grado di soddisfazione degli stranieri, poiché solo otto atenei lo effettuano, tra cui LUMSA con scadenza trimestrale, LUISS e l Università di Cagliari semestralmente, mentre il resto degli atenei con cadenza annuale. Le analisi sono effettuate nella quasi totalità dei casi dagli Uffici Relazioni Internazionali o uffici affini (Mobilità Studenti, Internazionalizzazione). Per quanto invece riguarda l esistenza di sistemi di tracciabilità riferiti a studenti stranieri che hanno conseguito un titolo rilasciato dall Istituzione, sono solo tre gli atenei che realizzano un indagine sugli ex-allievi, (l Università di Milano-Bicocca, Camerino, LUMSA), mentre i Politecnici di Milano e Torino la effettuano solo parzialmente per progetti finanziati da enti esterni. Gestione amministrativa delle attività di internazionalizzazione Le attività illustrate nel questionario sono gestite in quasi tutti i casi da un ufficio ad hoc, tranne che nelle Università di Bologna e Camerino. Nel caso del Politecnico di Milano le attività di promozione e reclutamento sono accentrate in un unico servizio mentre le attività legate all accoglienza sono affidate al servizio che si occupa della mobilità studenti. Le unità di personale variano a seconda della dimensione dell ateneo, da un lato, e dell investimento in termini di risorse, dall altro. È significativo pertanto citare che università private di piccole dimensioni, quali la LUISS e la LUMSA, impiegano per attività di internazionalizzazione rispettivamente cinque e nove unità di personale, mentre università di medie dimensioni come l Università di Camerino e Trento rispettivamente dodici e tredici, infine i Politecnici di Milano e Torino rispettivamente nove e trentatrè. Per tutte le istituzioni infine è un Prorettore/Delegato del Rettore che garantisce il legame tra l ufficio che si occupa di internazionalizzazione e la componente accademica. 1.8

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