Marocco: un Paese in movimento

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1 n. 7 Anno 3-17 luglio 2009 ECONOMIA, NORMATIVE, OPPORTUNITÀ E OBIETTIVI ALL ESTERO PER LE IMPRESE ITALIANE Sommario STATI UNITI Chicago al centro della rinascita delle ferrovie pag 3 Marocco: un Paese in movimento Sulle prospettive economiche del Marocco e i rapporti con l'italia, Diplomazia Economica Italiana ha intervistato l'ambasciatore d'italia a Rabat, Umberto Lucchesi Palli SETTORI E AZIENDE Agroalimentare Auto Energia Mercati finanziari Trasporti PAESI E MERCATI Indonesia Russia Turchia Vietnam pag 5 pag 11 DOSSIER MAROCCO Una piattaforma per competere nel Mediterraneo pag 15 Focus sulla competitività pag 17 Piattaforme produttive e opportunità pag 21 Il Marocco di fronte alla crisi internazionale pag 25 Ambasciatore, qual è la situazione attuale del Paese? Il Regno del Marocco sta attraversando una fase di forte movimento che vede una marcata modernizzazione del Paese. Il Re Maometto VI ha operato, dalla sua ascesa al trono, riforme profonde ed incisive indirizzate alla costruzione di un sistema infrastrutturale di tutto rispetto e con l'acquisizione di professionalità e competenze di primissimo ordine da parte di una consistente fascia di quadri e dirigenti di ogni settore. Le riforme economiche incoraggiate dal sovrano negli ultimi anni si sono indirizzate verso una crescente liberalizzazione dei vari settori dell'economia e verso una accentuata internazionalizzazione del Regno a livello economico e commerciale. Ne sono un esempio concreto il partenariato privilegiato con l'unione Europea tramite la firma dello Statuto Avanzato volto all'approfondimento della cooperazione in vari settori tra cui quello economico, il progetto di "Unione per il Mediterraneo" e, a livello più strettamente economico-commerciale, attraverso l'ambizioso progetto relativo alla realizzazione di un grande hub marittimo, potenzialmente il più importante del Mediterraneo, nella località di Tangeri. Nel porto di quella città sono già operativi due terminal che ne fanno uno scalo di primaria importanza ed un vero e proprio volano per la crescita economica del Paese. In questo quadro il Marocco presenta numerose opportunità di investimento - nonostante l'assenza di risorse energetiche endogene - grazie alla dinamica positiva della crescita negli ultimi cinque anni, al processo di riforme economiche di grande importanza generatrici di impiego e attraverso l'instaurazione di un ambiente propizio alla crescita degli affari e degli investimenti. continua a pagina 2 DOSSIER PAESE Una piattaforma per competere nel Mediterraneo Il Paese, finanziariamente solido, mantiene un tasso di crescita sostenuto e si propone come base produttiva in numerosi settori industriali, ma anche nell'offshoring informatico e dei servizi a pagina 15 Marocco - Mercato a Boumalne du Dades Realizzata dal Sole 24Ore in collaborazione con l'ufficio sostegno imprese della Farnesina (DGCE) -

2 dalla prima pagina Come vengono giudicati l'italia e la nostra business community? Gli eccellenti rapporti bilaterali tra Marocco e Italia si nutrono di antichi legami di amicizia e di una naturale simpatia che l'italia suscita in tutti gli strati della popolazione e a tutti i livelli. Il nostro Paese viene percepito come naturale alfiere delle istanze marocchine nei fori comunitari accanto a Francia e Spagna. A differenza di questi due Paesi, tuttavia, non siamo appesantiti da precedenti storici di natura coloniale e questo rende il dialogo con il Marocco potenzialmente più autentico e sgombro da condizionamenti. La Cooperazione italiana è molto attiva in settori vitali come quello sanitario e della lotta alla povertà in generale, ed è particolarmente apprezzata proprio perché disinteressata. Al tempo stesso, però, questo porta ad alcune difficoltà specie a livello di investimenti produttivi, dove l'aggressività di Francia e Spagna rilegano l'italia in secondo piano con oltre due miliardi di euro di merci scambiate, l'italia è il terzo partner commerciale assoluto del Regno del Marocco. Qual è la situazione dell'interscambio? L'andamento è ottimo. Nel 2008 l'italia ha rafforzato in Marocco la propria immagine di partner commerciale affidabile ed in grande crescita, beneficiando di un contesto sicuramente favorevole per quanto concerne il clima degli affari, come evidenziato dall'importante incremento del nostro interscambio. Le nostre esportazioni sono aumentate (+17,3%) rispetto alla già eccellente performance del 2007 (+26,3%). Con una quota di mercato del 5,8%, l'italia ha guadagnato la terza posizione nella classifica dei Paesi fornitori, superando l'arabia Saudita, e viene pre- ceduta solo da Francia e Spagna, mentre si mantiene stabile, al quarto posto, nella graduatoria dei principali clienti del Marocco. Il valore delle merci vendute in Marocco ha raggiunto 1,6 miliardi di euro, mentre i nostri acquisti si attestano a 609 milioni di euro. Complessivamente, l'interscambio è risultato superiore ai 2 miliardi di euro con un saldo notevolmente a nostro vantaggio. Nel dettaglio, di rilievo l'affermazione del settore delle macchine ed apparecchiature industriali, che rappresentano la vera essenza del nostro export verso il Marocco, mentre va rilevata una leggera riduzione del nostro import. I nostri acquisti, nel 2008, sono diminuiti del 2,6% rispetto al 2007, passando dai 625 ai 609 milioni di euro. Il settore dell'abbigliamento è rimasto stabile dopo la notevole crescita degli anni passati, mentre i prodotti alimentari proseguono il trend in aumento che li aveva caratterizzati già nel La crescita dell'interscambio commerciale conferma il solido legame che intercorre tra le imprese italiane e l'imprenditoria marocchina. Peraltro, la struttura del sistema economico del Regno (le PMI rappresentano più del 95% del tessuto economico nazionale e contribuiscono per 1/3 al volume delle esportazioni globali), è analoga al nostro sistema imprenditoriale ed ai nostri distretti industriali (si segnala che l'imposta marocchina sul reddito delle società corrisponde al 30%, sia per le imprese locali che per gli investitori esteri). Inoltre, se si considerano i fattori che rendono oggi attraente il Marocco (vicinanza geografica, basso costo della manodopera, rete di telecomunicazioni funzionante, sistema bancario dinamico, infrastrutture in rapido sviluppo) ed il fatto che il Regno è tra i Paesi più business-friendly della regione maghrebina, le relazioni commerciali tra Italia e Marocco lasciano ancora ampi spazi di crescita per le nostre imprese. MAROCCO Per iscrivervi a questa newsletter compilate il modulo all indirizzo DiplomaziaEconomica/Newsletter/ Diplomazia Economica Italiana - n luglio

3 INFRASTRUTTURE Chicago al centro della rinascita delle ferrovie Sarà l'hub per l'intera regione del Midwest. Alta Velocità ferroviaria solo su alcune tratte. L' intera rete sarà ampliata e ammodernata. Investimenti per 9,6 miliardi di dollari. STATI UNITI Sono state pubblicate il 17 giugno scorso le specifiche tecnico-finanziarie preliminari del pacchetto di incentivi (stimulus package) con cui l'amministrazione statunitense delle Ferrovie (FRA: Federal Railroad Administration) intende avviare il programma di rilancio del trasporto su rotaia annunciato dal Presidente Obama. L'obiettivo è di cominciare ad erogare la prima tranche di finanziamenti e di indire le prime gare per i progetti, entro la fine della prossima estate. Il piano rientra nelle misure di stimolo economico recentemente approvate dall'amministrazione USA e prevede uno stanziamento federale di 8 miliardi di dollari. L'obiettivo è la realizzazione di un nuova rete nazionale di trasporti ferroviari ad alta velocità incentrata su 10 direttrici. Altri 5 miliardi dovrebbero essere distribuiti nei prossimi 5 anni per il miglioramento dell'attuale rete passeggeri. Il disegno complessivo include una serie di corridoi sulle coste Atlantica e Pacifica e nel Sud tra Texas e Florida. Si aggiunge il potenziamento della rete che attraversa le regioni centrali degli Stati Uniti (Midwest) e che prevede come hub la città di Chicago che, storicamente, è il principale punto di snodo di tutte le reti di trasporto e comunicazione nazionali. Da Chicago (Illinois) partiranno una serie di collegamenti ad alta velocità che si estenderanno su 3mila miglia (5mila Km), attraversando 9 Stati del Midwest. I primi collegamenti operativi del nuovo Chicago Hub Network dovrebbero entrare in funzione tra il 2012 ed il 2014, a Chicago - Una banchina alla Union Station Diplomazia Economica Italiana - n luglio

4 nord in direzione di Milwaukee e Madison (Wisconsin) e a sud verso St. Louis (Missouri) e Detroit (Michigan). La fase successiva prevede il prolungamento delle linee a nord-ovest fino a Minneapolis-St. Paul (Minnesota), a sud-ovest verso Kansas City (Kansas) e a sud-est in direzione di Indianapolis (Indiana), Cleveland e Cincinnati (Ohio), Louisville (Kentucky). Il Chicago Hub Network è in realtà basato essenzialmente sulla modernizzazione di tratti ferroviari già esistenti e non sulla costruzione (ritenuta troppo costosa) di nuove linee concepite per l'alta velocità. Ci si accontenterà, in effetti, di raggiungere l'obiettivo di innalzare la velocità dei treni in circolazione sulla rete del Midwest fino a 110 miglia orarie. Al momento, solo attorno alla congestionata regione di Chicago (in un raggio di circa 50 miglia), sarebbe prevista la costruzione di linee interamente nuove dedicate al transito veloce per passeggeri, per sopperire all'attuale problema della promiscuità con l'intenso traffico merci. L'investimento totale previsto è stimato in 9,6 miliardi di dollari, distribuiti su 10 anni. Una prima tranche di 3,4 miliardi dovrebbe essere disponibile all'interno del programma di 8 miliardi approvato dall'amministrazione Obama. In particolare l'illinois Department of Transportation auspica di poter ottenere 1 miliardo di dollari. E questo sia per il ruolo di hub dello Stato e del suo capoluogo sia per il fatto di disporre già di una serie di progetti pronti ("shovel ready"). STATI UNITI Una mappa delle ferrovie degli Stati Uniti Diplomazia Economica Italiana - n luglio

5 AGROALIMENTARE Malaysia: Sime Darby completa mappatura genoma palma olio Il centro studi e ricerche della Sime Darby, conglomerata malese che opera anche nel settore forestale, è riuscito a decifrare il genoma dalle palme da olio. La codifica, iniziata nel 2003, è considerata come il primo passo per effettuare modifiche alla struttura genetica della pianta, con l'obiettivo di prolungarne il ciclo produttivo e aumentarne la resistenza a malattie, siccità e salinità. È ipotizzabile anche un aumento delle dimensioni dei frutti. Il primo ministro Najib Tun Razak ha definito la codifica "una pietra miliare" per il Paese. L'olio di palma è una commodity strategica per la Malesia: i proventi che arrivano dall'esportazione dei suoi derivati hanno totalizzato 13,8 miliardi di euro nel La filiera dell'olio di palma fornisce lavoro a oltre 500mila persone e mezzi di sussistenza a oltre un milione. Senegal: Tozzi Renewable Energies avvierà la produzione di jathropa TRE-Tozzi Renewable Energy, società del gruppo Tozzi Holding, ha dato inizio a un progetto di coltivazione di piante oleaginose (Jatropha Curcas) in Senegal con la costituzione di una società di diritto locale, JTF Senegal SARL. L'iniziativa è sviluppata con l'assistenza dell'agenzia per la Promozione degli Investimenti APIX. Il business plan prevede, per il primo anno, una coltivazione pilota di 500 ettari con l'impiego di qualche decina di famiglie di agricoltori, l'avvio dell'attività di formazione e l' installazione delle infrastrutture. Per il secondo anno è invece prevista l'estensione delle colture su ulteriori ettari fino ad arrivare a 50mila ettari nell'arco di sei anni. I semi della Jatropha contengono tra il 30 e il 38% di olio non commestibile, ma che può essere trattato per produrre un ottimo carburante Biodiesel, ovvero essere usato tale quale, previa semplice filtrazione, in motori opportunamente progettati. SETTORI E AZIENDE Fiore e bacche di Jatropha Curcas Diplomazia Economica Italiana - n luglio

6 AUTO Norvegia: Micro-Vett si aggiudica contratto flotta veicoli elettrici Micro-Vett, specializzata nella trasformazione a trazione elettrica di veicoli tradizionali (Fiat e Piaggio), si è aggiudicata in giugno il contratto per la più grande flotta di veicoli elettrici norvegese: trenta Fiat 500 elettriche destinate a Moving City, una società con sede a Bodo che opera nel campo del leasing di vetture non inquinanti. Il contratto ha un valore di 10 milioni di corone (oltre 1,1 milioni di euro). Poche settimane prima un Fiorino in versione elettrica della stessa Micro-Vett si era aggiudicato il rally Oslo- Stavanger percorrendo l'intero tracciato (586 chilometri) in 12 ore, senza disporre di un'infrastruttura specifica per la ricarica. Il veicolo, alimentato a batterie agli ioni di litio, ha un'autonomia di 200 chilometri. La ricarica richiede 25 minuti con un alimentatore a 225 ampère e trasformatore, e 40 minuti con una presa normale. Micro-Vett era già presente in Norvegia con una fornitura di veicoli alla Municipalità di Oslo effettuata 11 anni fa. Il Paese scandinavo è considerato uno dei mercato più interessanti per i veicoli ecologici. Sulla maggior parte dei mercati esteri, Norvegia inclusa, Micro-Vett è rappresentata dal gruppo francese Newton. ENERGIA Serbia: gruppo Maccaferri sigla intesa con EPS per mini-idro Seci Holding (gruppo Maccaferri) e l'ente elettrico serbo EPS hanno siglato un contratto preliminare per l'avvio di attività congiunte. L'accordo prevede la costituzione di una joint venture per lo sviluppo di progetti idroelettrici, con particolare riguardo alla costruzione di una serie di minicentrali nel bacino del fiume Ibar e una centrale lungo il corso della Sava, a Kupinovo nei pressi di Belgrado. La società dovrebbe diventare operativa non appena saranno conclusi gli studi di fattibilità, che sono finanziati in forma paritetica dai due partner. L'iniziativa rientra tra quelle connesse al protocollo bilaterale di collaborazione energetica tra Italia e Serbia, firmato a marzo scorso dal Ministro Scajola e dal Ministro dell'energia serbo, Skundric. SETTORI E AZIENDE La 500 elettrica vista di fronte e di profilo Diplomazia Economica Italiana - n luglio

7 Usa: il solare californiano guarda all'italia Il boom dell'energia solare in Italia sta attirando consistenti flussi di investimenti dalla California verso il nostro Paese. In giugno Premier Power Renewable Energy, di El Dorado Hills (California), specializzata nella fornitura chiavi in mano e installazione di pannelli solari, ha acquisito la Arco Energy di Campobasso, un team specializzato nella progettazione e installazione di sistemi a terra. Secondo Stephen Clevett, vicepresidente esecutivo di Premier Power, l'italia è in questo momento il mercato più dinamico al mondo nel settore dell'energia solare. Il gruppo californiano, che opera anche in Spagna, prevede di avviare l'attività in Italia su progetti greenfield ma poi intende puntare sulla produzione di moduli integrati da installare a copertura di uffici ed edifici industriali e residenziali. Premier Energy, con filiali anche in Nevada, New Jersey e a Madrid e Pamplona, ha un portafoglio di circa un migliaio di sistemi realizzati. Arco Energy porta in dote un portafoglio ordini di oltre 20 MW di progetti approvati, per un fatturato stimato di circa 114 milioni di dollari di utili. Guarda all'italia anche la Signet Solar, di Menlo Park, che ha siglato recentemente un contratto di fornitura di pannelli fotovoltaici in film sottile con il gruppo Moncada, per poco meno di 8 Megawatt. La fornitura dovrebbe essere replicata anche nel prossimo anno. Signet produce moduli da 80, 170 e 340 Watt a Dresda, in Germania. E' presente anche in India e progetta di aprire uno stabilimento nei prossimi anni anche nel New Mexico. Opera in Italia anche Sun Power Corporation, fondata da un ricercatore della Stanford University, che conta tra i suoi clienti anche la Nasa. Nel 2007 ha acquisito la Solarsolutions di Faenza, che distribuisce pannelli fotovoltaici e convertitori di frequenza. Il primato californiano nel settore deriva sia dall'apporto di ricerca delle università sia da una serie di iniziative pionieristiche (California Solar Initiative, New Solar Home Partenership) promossi dalla Autorità locali nell'ambito di un programma-quadro di incentivazione (Go Solar California). Varato nel gennaio del 2007 il fondo dispone di oltre 2 miliardi di dollari che serviranno per finanziare l'installazione di poco meno di 2mila Megawatt solari nell'arco di 10 anni. Nel 2008 il numero di Megawatt installati è raddoppiato rispetto all'anno precedente. A oggi sono stati istallati 211 MW su oltre siti, di cui circa il 75% per uso non residenziale. Sono stati inoltre approvati altri progetti per ulteriori 145MW. Ad aprile del 2009, la potenza di energia disponibile da impianti fotovoltaici in California era di oltre 500MW. A fronte di investimenti o sussidi statali per quasi 835 milioni di dollari, i capitali privati affluiti nel settore dalla tecnologia solare ammontano a più di 2,8 milioni di dollari. In media per un dollaro speso dalla California Solar Initiative, 3 sono pervenuti da fondi privati. Napa Valley, California - Un tetto solare installato da Premier Power SETTORI E AZIENDE Diplomazia Economica Italiana - n luglio

8 MERCATI FINANZIARI Malaysia: nuove regole in Borsa, nasce mercato per private equity La Security Commission, che presiede al controllo dei mercati finanziari della Malaysia, ha presentato il piano di riforma di Bursa Malaysia e del Mesdaq (Malaysian Exchange of Securities Dealing & Automated Quotation) il mercato creato nel 2004 per le società del settore tecnologico. La riforma di Bursa Malaysia, che sarà operativa ai primi di agosto, prevede la fusione del Main Board e del Second Board che formeranno congiuntamente il Main Market. Verranno semplificate le regole di ammissione alla quotazione con l'obiettivo di accorciare tempi e costi. I poteri della Commissione saranno limitati a funzioni di supervisione e controllo, relativi al rispetto degli standard previsti dal regolamento, ai sistemi di governance, ai conflitti di interesse, alla trasparenza delle comunicazione, ma senza interferire nel merito di operazioni quali ad esempio emissioni di warrant o acquisizioni (tranne casi estremi che comportino un mutamento sostanziale dell'oggetto sociale). Sarà rimosso anche l'attuale requisito minimo di 1 miliardo di ringgit (210 milioni di euro) di capitale sociale e di 60 milioni (12,5 milioni di euro) di profitto annuo al netto delle tasse per le società intenzionate a quotarsi. Bursa Malaysia attualmente quota oltre 1000 società per una capitalizzazione quantificabile in circa 240 miliardi di euro. Anche Mesdaq sarà ampliato e si trasformerà nell'ace Market, mercato alternativo sulla falsariga dell'aim di Londra e del SGX di Singapore. Sarà quindi esteso a società operanti in una gamma più ampia di settori, senza limiti di dimensioni e senza vincoli sulle performance passate. Resta invece operante il meccanismo della sponsorship di un operatore autorizzato, per un periodo iniziale di tre anni. È previsto infine un meccanismo mirato a favorire la quotazione di società di private equity. È basato su strumenti societari chiamati SPAC (Special Purpose Acquisition Companies) che potranno ottenere l'ammissione anche se privi di partecipazioni o asset, in cui confluiranno i capitali raccolti con le emissioni. SETTORI E AZIENDE Kuala Lumpur - Lo skyline della città Leggi gli aggiornamenti su Diplomazia Economica Italiana - n luglio

9 TRASPORTI Austria, Italia e Germania si accordano su interventi Brennero Austria, Italia e Germania hanno sottoscritto un Memorandum of Understanding che definisce le linee guida per la realizzazione della galleria di base del Brennero. Il nuovo traforo, lungo 56 chilometri (il secondo al mondo dopo la galleria di base del Gottardo), dovrebbe eliminare il collo di bottiglia lungo il Corridoio di trasporto europeo Berlino-Monaco-Verona e di qui fino a Palermo. In particolare ridurrà da due ore a 50 minuti i tempi di percorrenza Innsbruck-Bolzano. L'accordo prevede di affidare alla Brenner Corridor Platform (BCP) l'attività di coordinamento. L'intesa siglata verte sul potenziamento delle vie d'accesso a nord e a sud della galleria di base lungo la tratta Monaco-Verona e più in generale sulla sincronizzazione degli interventi di progettazione tecnica e realizzazione delle infrastrutture previsti dagli Stati e dai gestori delle reti ferroviarie nazionali coinvolte (Rfi per l'italia, Obb Ib per l'austria e Db Netz per la Germania). Il documento è stato sottoscritto dal Ministro delle Infrastrutture austriaco e dai suoi omologhi di Italia e Germania, dal Commissario UE ai Trasporti, dai Presidenti delle Provincia autonoma di Bolzano, di Trento, dai Governatori del Tirolo e della Regione Veneto, dal Primo Ministro bavarese. COORDINAMENTO E TEMPI È affidato a Brenner Corridor Platform (BCP), società nella quale sono rappresentati i tre Stati contraenti, i gestori delle reti ferroviarie nazionali, le aziende di trasporto, i gestori delle società autostradali e la Commissione Europea. Il punto di riferimento per l'attività è il piano di azione del Brennero, elaborato dalla stessa BCP che prevede incontri con scadenza almeno annuale per verificare i progressi compiuti e rivedere lo stesso piano. BCP dovrà anche aggiornare le previsioni di traffico e definire le misure per favorire il trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia. La prima scadenza è la progettazione particolareggiata delle linee di accesso. I lavori del traforo, la cui conclusione è prevista per il 2022, dovrebbero iniziare entro il 2013, data fino alla quale il progetto verrà finanziato dalla Ue con 960 milioni di euro. Gli Stati e gli Enti coinvolti, oltre a mettere a disposizione risorse proprie, prevedono di accedere ad ulteriori contributi Ue e a imporre un sovrapprezzo sul collegamento stradale lungo la stessa direttrice. GERMANIA Si impegna ad effettuare entro l'inizio del 2010 lo studio per l'accesso tedesco al Brennero lungo l'asse Monaco-Rosenheim-Kiefersfelden-confine inclusa l'interconnessione "Truderinger Kurve". In base ai risultati stipulerà un accordo con l'austria per un potenziamento coordinato dell'infrastruttura ferroviaria e per presentare delle richieste comuni di cofinanziamento all'unione Europea. AUSTRIA Concorderà con la Germania il valico nell'ambito della definizione del tracciato per le tratte Kundl/Radfeld - Kufstein e affiderà l'incarico relativo agli studi di dettaglio in tempi utili e di concerto con il lato tedesco. ITALIA Realizzerà, insieme all'austria, la galleria di base del Brennero entro il 2022 e intraprenderà tutti i passi necessari a questo fine, in particolare quelli riguardanti il finanziamento. Effettuerà la progettazione dettagliata delle tratte prioritarie della linea di accesso sud, onde permettere l'ottenimento della delibera da parte del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) entro il 2012, avviare i lavori su questa tratta entro il 2014 e metterla in esercizio in tempo utile. Avvierà per tempo la progettazione delle sezioni non prioritarie per evitare colli di bottiglia. Deciderà sull utilizzo del fondo accantonato ai sensi della legge finanziaria del e predisporrà per tempo la gara dell'autostrada del Brennero A22, affinché nel nuovo contratto di concessione possa essere prevista la possibilità di finanziamento incrociato. I GESTORI DB Netz AG per la Germania, ÖBB IB per l'austria e RFI per l'italia si impegnano a: - aggiornare lo studio sulla capacità già eseguito in base all'attuale sviluppo del traffico, in cooperazione con RNE Brenner; - concertare le esigenze a lungo termine in termini di potenziamento dei centri e collegamenti intermodali; - realizzare a medio termine le capacità aggiuntive nei terminal di trasporto combinato; - introdurre nei tempi previsti un sistema unitario di gestione del traffico ferroviario sulla base delle specifiche ERTMS (European Rail Traffic Management System) incluse le componenti ETCS (sistema di comando e controllo europeo) e GSM-R (sistema di telecomunicazioni mobile per ferrovia); - armonizzare tutti gli altri possibili aspetti; - raggiungere un'intesa per un comune modello d'esercizio (ÖBB e RFI) per la Galleria di Base del Brennero. SETTORI E AZIENDE Diplomazia Economica Italiana - n luglio

10 Brasile: gara per treno espresso San Paolo - Aeroporto Guarulhos Lo Stato di San Paolo, attraverso la CPTM (Compagnia Paulista di Treni Metropolitani), ha bandito la gara per la costruzione e gestione di un collegamento ferroviario espresso tra il centro della città (Estacao da Luz) e l'aeroporto di Guarulhos. La linea, lunga 28,3 km, dovrà essere operativa entro il 2012 e prevedere un tempo massimo di percorrenza di 20 minuti. L'impresa che si aggiudicherà la gara dovrà sostenere i costi di costruzione dell'opera, calcolati in circa 1,4 miliardi di Reais (500 milioni di euro), che saranno ripagati mediante lo sfruttamento in concessione della linea per 32 anni. Le stime dello Stato di San Paolo a questo riguardo sono di 20mila passeggeri al giorno ad un costo del biglietto di massimo 35 Reais. SETTORI E AZIENDE San Paolo del Brasile - L aereoporto di Guarulhos Per iscriversi a questa newsletter compilate il modulo all indirizzo DiplomaziaEconomica/Newsletter/ Diplomazia Economica Italiana - n luglio

11 INDONESIA L'economia cresce e migliora l'interscambio con l'italia I primi dati economici del 2009, confermano la buona tenuta dell'economia indonesiana con un tasso di crescita pari al 4,4% su base annua. L'incremento dei consumi interni (+3,4%) ha contribuito a limitare gli impatti dell'attuale crisi internazionale. In Indonesia, con una popolazione di 240 milioni di abitanti, i consumi privati coprono il 62,2% del PIL. Questo fattore ha quindi permesso al Paese di registrare tassi di crescita superiori ai partner ASEAN, malgrado un calo degli scambi commerciali dovuto principalmente alla contrazione della domanda estera: esportazioni ed importazioni sono infatti diminuite del 19% e del 24% dal mese di gennaio Prosegue anche la manovra espansiva del Governo con la realizzazione di un pacchetto anticongiunturale del valore di miliardi di rupie (circa 6,51 miliardi di dollari). Il Governo ha introdotto sussidi per un valore di miliardi di rupie, destinati alle famiglie e alle imprese ad alta intensità di manodopera, mentre la Banca Centrale ha tagliato i tassi d'interesse per consumatori e imprese. Per l'unione Europea, l'indonesia è il maggiore partner commerciale del Sud Est asiatico. L'interscambio commerciale UE-Indonesia è stato pari a 26 miliardi di dollari nel 2008 con un aumento del 24% rispetto al Si segnala altresì un netto surplus a favore dell'arcipelago che esporta nei Paesi UE per un valore di 15,45 miliardi di dollari, con importazioni pari a 10.5 miliardi di dollari. Si ricorda che l'italia è il terzo partner commerciale tra i Paesi UE, dopo Germania e Paesi Bassi, con un interscambio commerciale pari a 2,9 miliardi di dollari. Il dato ha registrato un incremento di circa il 41.6% nell'ultimo anno e ha consentito al nostro Paese di superare Francia e Regno Unito, ormai rispettivamente in quarta e quinta posizione. Nel 2008 le importazioni italiane sono state di milioni di dollari, con un crescita su base annua del 37%, mentre le nostre esportazioni sono state pari ad 1 miliardo di dollari, con un aumento del 49,7%. L'Indonesia registra un surplus commerciale con la maggior parte dei Paesi europei (Paesi Bassi, Regno Unito, Belgio, Polonia, Portogallo, Spagna, Grecia, ecc.). Germania, Francia, Svezia ed Austria invece hanno un saldo attivo.. PAESI E MERCATI Java - Il tempio di Borobudur Diplomazia Economica Italiana - n luglio

12 RUSSIA La crisi rallenta La recente ripresa in atto sul mercato del greggio si è tradotta in un miglioramento delle previsioni sull'andamento dell'economia russa da parte dei maggiori responsabili del Paese. In particolare il consigliere per gli Affari Economici del Presidente, Dvorkovich, ha dichiarato che la Russia potrebbe essere in grado di evitare una 'seconda ondata' della crisi. Non ha comunque tralasciato di sottolineare che i dati relativi a fondamentali settori economici rimangono ancora negativi, menzionando tra questi l'andamento dell'occupazione. Dello stesso tenore sono state le dichiarazioni rese nei giorni scorsi dal viceministro per lo sviluppo economico, Klepach, che ha detto di ritenere probabile l'avvio di una ripresa nella seconda metà del Ha aggiunto che il prossimo anno potrebbe essere registrata una crescita dell'1%, per salire al 3% nel 2011e al 5% nel I settori trainanti dovrebbero essere quello dell'industria dei metalli, delle infrastrutture e quello agricolo, in un quadro generale in cui la crescita non dipenderà soltanto dall'andamento del prezzo del petrolio, che gli analisti comunque non prevedono possa scendere sotto i 50 dollari al barile. Secondo Klepach l'inflazione potrebbe attestarsi nell'anno in corso al di sotto del 13% previsto inizialmente, per scendere al 10% nel In questo contesto la Banca Centrale non esclude la possibilità di una riduzione dei tassi di interesse. Il vice primo ministro Kudrin, che è anche responsabile del dicastero delle Finanze, prevede che la parità del rublo si manterrà stabile e che non ci sarà una caduta del dollaro sotto i 30 rubli. Nel corso del Forum Mondiale di San Pietroburgo, Kudrin ha quindi espresso qualche riserva sulle reali potenzialità del rublo ad assumere il ruolo di valuta di riserva internazionale come ipotizzato - quantomeno nel lungo periodo - dal Cremlino. Secondo Kudrin non sarà facile neanche assumere questo ruolo a livello regionale. Il Ministro ha dichiarato anche che non sono previsti cambiamenti nel ruolo dei due Fondi Sovrani del Paese: quello di "Riserva" e quello di "Benessere Nazionale". PAESI E MERCATI Il Presidente russo Dmitrij Anatol'evic Medvedev (a destra) e il Consigliere per gli Affari Economici Arkady Dvorkovich Diplomazia Economica Italiana - n luglio

13 TURCHIA Ankara vara un piano di rilancio occupazione/economia Il Governo di Ankara ha annunciato un pacchetto di incentivi volti a favorire la ripresa della crescita e dell'occupazione. Il pacchetto è suddiviso nei seguenti capitoli: INCENTIVI AGLI INVESTIMENTI Sono articolati in tre categorie: grandi progetti (superiori ai 120 milioni di euro), investimenti regionali (cui si applicano incentivi distinti su base geografica) e investimenti settoriali (con incentivi diversi a seconda del settore di investimento). Non sono state fornite ancora cifre ufficiali sugli stanziamenti che però dovrebbero essere di circa 60 miliardi di Lire turche (attorno ai 28 miliardi di euro). I grandi progetti dovrebbero essere concentrati su sistema gas e oleodotti, aeronautica, metallurgia, miniere, trasporti, raffinazione petrolifera. Gli incentivi regionali, di durata variabile a seconda della localizzazione dell'investimento, consisteranno in riduzioni fiscali e tagli agli oneri di sicurezza sociale nonché nella libera disponibilità dei terreni. Il territorio nazionale viene diviso in quattro zone di investimento, in funzione del grado di sviluppo socioeconomico. Gli incentivi saranno inversamente proporzionali a tale indicatore e, in ciascuna zona, saranno concentrati su settori specifici. La prima zona, che comprende province ad alta densità industriale quali Istanbul, Izmir ed Ankara, beneficerà di una riduzione dell'imposta sul reddito delle società che dal 20% attuale passerà al 10 per cento. La seconda zona, che comprende la costa meridionale, beneficierà di un imposta che sarà ridotta all'8 per cento. Nella terza (Anatolia centrale, ma anche Hatay e Gaziantep) scenderà al 4 per cento. Nella quarta zona (Anatolia orientale e sud orientale) al 2 per cento. La durata del periodo in cui oneri fiscali e di sicurezza sociale saranno soggetti alle previste riduzioni o esenzioni varierà a seconda della regione e delle dimensioni dell'investimento. La diversificazione delle zone riguarderà anche i settori di attività da incoraggiare. Sono in particolare elettronica e industria dell'auto per la prima zona. Attività ad alto contenuto tecnologico per la seconda. Auto, elettronica, macchinari sanitari e macchine utensili per la terza. Agroindustria, turismo, tessile, industria del pellame, prodotti in plastica e metallo, nonché altre attività ad alto contenuto di manodopera per la quarta. INTERVENTI A SOSTEGNO DELL'OCCUPAZIONE L'investimento previsto è di 1 miliardo di Lire turche (quasi 500 milioni di Euro). L'obiettivo è di creare almeno 500mila nuovi posti di lavoro. Sono previste le seguenti misure: - assunzione temporanea (sei mesi prorogabili) di 120mila disoccupati nel settore pubblico. Saranno impiegati prevalentemente in progetti ambientali, ristrutturazione e manutenzione del verde e degli edifici pubblici; - impiego temporaneo di giovani diplomati e laureati in qualità di tirocinanti; - corsi di formazione professionale per altre 200mila persone che si affacciano al mercato del lavoro; - attività di consulenza a favore di 10mila giovani intenzionati ad avviare un'attività in proprio. MISURE DI SOSTEGNO FINANZIARIO - Anche in questo caso gli stanziamenti dovrebbero ammontare a 1 miliardo di Lire turche. Sono rivolti soprattutto alle piccole e medie imprese, con un giro d'affari inferiore ai 25 milioni di Lire turche (circa 12 milioni di euro). PAESI E MERCATI Diplomazia Economica Italiana - n luglio

14 VIETNAM L'Europa diventa il primo cliente L'Unione Europea (rappresentanza diplomatica di Hanoi) ha pubblicato un rapporto aggiornato sull'evoluzione dei rapporti economici col Vietnam (www.delvnm.ec.europa.eu). Dai dati emerge che le esportazioni vietnamite in direzione dell'ue nel 2008 ammontano a circa 8,3 milioni di euro (12,2 miliardi di USD). Hanno quindi superato quelle in direzione degli Stati Uniti (11,86 miliardi). L'Europa invece, secondo i dati dell'ufficio Generale di Statistica vietnamita, è il quarto fornitore del Vietnam con una quota sull'import totale pari a circa l'8 per cento. È superata da ASEAN, Cina e Giappone. I conti si chiudono con un disavanzo UE pari ad oltre 5 miliardi di euro. In cambio l'unione Europea si colloca decisamente in testa alla classifica degli investitori, con progetti realizzati per 7 miliardi di dollari a fronte di impegni per 11,8 miliardi. Quindi con un 'tasso di realizzazione' pari al 60%, nettamente superiore a quello degli altri partner esteri che in media realizzano invece solo un quarto di quanto dichiarano. Sotto il profilo congiunturale il Vietnam denuncia un rallentamento del tasso di crescita del PIL dal 6,2% del 2008 al 3,1% del primo trimestre di quest'anno. PAESI E MERCATI Hanoi - I vecchi quartieri Diplomazia Economica Italiana - n luglio

15 MAROCCO Marocco: una piattaforma per competere nel Mediterraneo Tangeri punta a diventare il primo porto del Mediterraneo. Massicci investimenti in infrastrutture e nell'edilizia sociale e turistica. Per l'agroindustria si apre una grande sfida DOSSIER PAESE Un grande porto all'ingresso del Mediterraneo capace di movimentare annualmente 8 milioni di container, il gruppo Renault che progetta di costruire un nuovo stabilimento portando la produzione annua a 400mila vetture, un sistema universitario in grado di laureare, a partire dal 2010, diecimila ingegneri ogni anno, Casablanca e Madrid collegate in sole sei ore da un treno ad alta velocità: sono alcuni dei traguardi che il Marocco si prefigge raggiungere nei prossimi anni e riassumono le ambizioni di un Paese che negli ultimi anni è già notevolmente cambiato. Pur non disponendo di risorse petrolifere, è riuscito a mantenere un tasso di crescita reale, stabilmente superiore al 5 per cento, senza appesantire eccessivamente i conti pubblici che, contrariamente ad alcune previsioni, hanno chiu- so il 2008 in leggero attivo, grazie alla forte crescita degli introiti fiscali. Ha un debito in valuta classificato da Fitch come investment grade. È positivo anche il giudizio del Fondo Monetario, sia per quanto riguarda gli equilibri macroeconomici che sotto il profilo della modernizzazione/riforma del sistema produttivo. Associato all'unione Europea dal 2000, il Marocco ha conquistato l'anno scorso uno status di 'partenariato avanzato'. La formula indica la volontà di adeguare le proprie norme e procedure al cosiddetto acquis communautaire ed apre anche la porta a una vasta gamma di programmi e finanziamenti UE. Rabat ha una strategia di sviluppo precisa, che presenta consistenti motivi di interesse per le imprese italiane, e che può essere riassunta in cinque punti. Rabat - La sede dell Ambasciata italiana Diplomazia Economica Italiana - n luglio

16 Piattaforme produttive Sono stati scelti cinque settori in cui il Paese intende offrire agli investitori stranieri, in aggiunta al basso costo di lavoro (240 euro al mese il salario minimo), un mix di incentivi fiscali e di altro tipo: sono componentistica per l'auto e per l'industria aeronautica, servizi informatici e di business process outsourcing, tessile e abbigliamento, elettronica. Infrastrutture Edilizia Il forte sviluppo degli ultimi anni si traduce in un crescente deficit di infrastrutture nel settore dei trasporti (strade/aeroporti), idrico ed energetico. Sull'insieme di questi settori è previsto un raddoppio degli investimenti nei prossimi quattro anni. È uno dei settori trainanti dell'economia grazie a un massiccio programma governativo di edilizia sociale ma anche a nuove iniziative nel settore commerciale e uffici. Turismo È una delle principali fonti di reddito del Marocco, su cui stanno confluendo massicci investimenti anche dai Paesi arabi per la creazione di strutture ricettive integrate (alberghi, centri commerciali, attività sportive). Filiera agroalimentare Il Marocco ha bisogno di modernizzare un sistema agricolo che sostenta una quota pari al 45% della popolazione ma contribuisce solo per il per cento al PIL del Paese. Il piano prevede il consolidamento di un sistema a due velocità. Da una parte lo sviluppo di filiere moderne, ad alta produttività: olio di oliva, latte, agrumi, prodotti ittici e ortofrutta. In parallelo intende risollevare l'agricoltura tradizionale indirizzando i piccoli coltivatori verso attività a maggior valore aggiunto. Nel 2009, in concomitanza con la crisi mondiale, è previsto un rallentamento della crescita; in particolare sta slittando l'avvio di alcuni importanti programmi di investimento privati, ma i numeri restano positivi e non è prevista recessione. Un traino importante è anche esercitato dal programma di investimenti pubblici in infrastrutture: strade, centrali e reti elettriche, ferrovie veloci. Attualmente l'italia gode di una buona posizione nell'interscambio con il Paese. Limitato invece, l'insediamento con investimenti in loco, fatta eccezione da ST Microelectronics e Italcementi. Mentre è rilevante la presenza di Spagna e Francia. Un'eccezione è rappresentata dal settore tessile e dell'abbigliamento con aziende come Miroglio e Diesel che hanno insediato nel Paese consistenti piattaforme di fornitura. DOSSIER PAESE Diplomazia Economica Italiana - n luglio

17 MAROCCO Focus sulla competitività In maggio, il giovane Ministro dell'industria, Ahmed Reda Chami, membro dell'ufsp (Unione Socialista delle Forze Popolari), ex manager del gruppo Microsoft in Asia, ha effettuato un roadshow in Italia, per presentare le opportunità che il Paese offre anche alle imprese italiane. Lo abbiamo intervistato DOSSIER PAESE Quali sono le previsioni per il 2009? Ci sarà un rallentamento ma riteniamo che l'economia continuerà a crescere. Anche il Fondo Monetario Internazionale conferma le cifre che noi diamo, e questa è un'ulteriore, importante garanzia per gli investitori stranieri. Un contributo determinante verrà anche dal programma impegnativo di investimenti che abbiamo avviato per i prossimi quattro anni. Complessivamente ci sarà un raddoppio della spesa rispetto al quadriennio precedente, per un totale equivalente a 36 miliardi di euro. Ricordo poi che fino a oggi siamo sempre riusciti a realizzare gli obiettivi che ci siamo prefissati. Può precisare meglio gli obiettivi e il funzionamento delle piattaforme produttive su cui sta puntando il suo Paese per attrarre anche maggiori investimenti dall'estero? L'obiettivo comune che proponiamo agli investitori e che ci vede impegnati come Sistema Paese è la competitività. Il supporto che intendiamo fornire - ed è questo l'aspetto qualificante - opera su più livelli: le infrastrutture e gli aspetti logistici, il quadro legale e fiscale, lo sviluppo della subfornitura, la formazione e le risorse umane. Rabat - Le mura Diplomazia Economica Italiana - n luglio

18 Può specificare meglio quest'ultimo punto? È un terreno di azione in cui convergono gli interessi del Paese, che ha il dovere di valorizzare i suoi giovani, con quelli delle aziende, che hanno bisogno di personale a costi contenuti ma anche adeguatamente qualificato ai vari livelli: dai quadri e dirigenti, ai capi intermedi, ai tecnici. Per questo è previsto, che ognuna delle nuove piattaforme produttive del Paese abbia la propria scuola di formazione. Stiamo quindi organizzando un Università e una Scuola tecnica dei 'mestieri aereonautici' in collaborazione con l'unione dell'industria Metallurgica Francese, una per l'auto insieme a Renault, e un'altra ancora per l'offshoring. I finanziamenti verranno dallo Stato ma la gestione sarà privata. Inoltre abbiamo adottato un forte sistema di incentivazione per le aziende marocchine e straniere disposte a formare risorse umane sul posto: per un ingegnere i contributi possono arrivare fino a tremila euro. La prima tranche del megaporto e della free-zone di Tangeri è ormai completata. Al momento però non ci sono impegni fermi da parte di operatori portuali per avviare la seconda parte? Aggiungerei che la prima fase è stata un successo. Consente a chi opera in Marocco di raggiungere in poche ore il mercato spagnolo e quello francese. È ormai un asset strategico per l'intero Sistema Paese e per questo motivo siamo intenzionati a procedere comunque, nei lavori di ampliamento. Tanger Med è destinato a diventare, per volumi di container e traffico, il primo porto del Mediterraneo con un'intensa attività di trasbordo in direzione dell'europa, del Nordafrica ma anche di altri mercati. Vorrei infatti chiarire un punto: il Marocco non vuole essere una piattaforma soltanto per l'europa, ma per l'intero mercato mondiale. Negli ultimi anni, in concomitanza con la liberalizzazione dell'economia, abbiamo siglato accordi di libero scambio con gli Stati Uniti, i Paesi Arabi, la Turchia, il Paesi dell'africa Occidentale (Uemoa) e stiamo procedendo anche in Asia. DOSSIER PAESE Tangeri - coni di spezie al mercato Diplomazia Economica Italiana - n luglio

19 A che punto è il programma del nuovo stabilimento di Renault-Nissan? L'iniziativa si farà. Ma l'attuale crisi del mercato mondiale ha imposto un rinvio che ritengo sarà di circa sei mesi. Nel frattempo comunque Somaca, sempre controllata da Renault, ha raggiunto nel 2008 una produzione di 42 mila vetture e il tasso di localizzazione dei componenti sta crescendo. Da parte sua il Governo è impegnato a promuovere la crescita di reti locali di piccole e medie imprese collegate alle diverse piattaforme produttive. Lo strumento utilizzato è quello dei "contratti di crescita" che possono arrivare a coprire fino al 20% dell'investimento con un'ulteriore assistenza di consulenti ed esperti. Il mercato del Nordafrica resta frammentato, con un ridotto interscambio tra Paesi vicini? Le cose stanno cambiando. Nel 2008 Somaca ha iniziato a esportare le prime vetture in Egitto ed è un segnale molto significativo. Ritengo che l'accordo di Agadir che coinvolge in un regime di libero scambio Marocco, Egitto, Giordania e Tunisia, abbia un importante potenziale di sviluppo. Apre a un mercato di 120 milioni di consumatori e consente una gestione molto flessibile del valore aggiunto nei diversi Paesi, ai fini della denominazione di origine. L'Unione Europea infatti, non solo riconosce ma appoggia fortemente la denominazione 'euromediterranea' che è stata concordata tra i Paesi aderenti. E questo è un vantaggio importante in settori quali ad esempio il tessile o l'industria alimentare ed altri ancora. Nei programmi di investimento state dando una grande importanza all'energia? La crescita e il successo economico del Paese ci hanno colto in contropiede con un forte aumento dei consumi ed ora stiamo recuperando il ritardo. Prevediamo di triplicare la spesa in questo settore. Intendiamo aggiungere alla rete mille megawatt di potenza all'anno e per questo stiamo anche semplificando le procedure d'investimento. Ricordo che il settore è aperto agli investimenti stranieri e che il Paese dispone di un forte potenziale di crescita delle energie rinnovabili. La parte orientale del territorio offre ampi spazi per installazioni fotovoltaiche e quella occidentale per sistemi eolici. Al centro del Paese puntiamo invece sul carbone. DOSSIER PAESE Marocco - le montagne dell Atlante Diplomazia Economica Italiana - n luglio

20 Il Marocco è considerato un Paese stabile, me anche le ultime elezioni hanno confermato l'esistenza di un quadro di partiti piuttosto frammentato? Una ruolo determinante nel garantire la stabilità è svolto dal re. Ci tengo a ricordare che il nostro Paese ha la monarchia regnante più antica del mondo dopo quella danese. Mohamed VI in particolare, ha svolto un ruolo fondamentale, guidando un coraggioso e difficile processo di riconciliazione nazionale dopo anni molto difficili. Ha dimostrato molta apertura in quanto, in definitiva, si è trovato a mettere in questione anche l'operato di suo padre. Dopodichè è stato lui a imprimere un forte impulso al processo di riforma chiamando una nuova generazione al Governo del Paese e chiarendo molto bene che lo Stato non ha il compito di gestire le imprese. Ha inoltre sostenuto una coraggiosa politica a favore dei diritti delle donne, per la quale il Marocco ha ottenuto riconoscimenti anche da parte dell'unione Europea. Il Marocco è impegnato in un grande programma di edilizia sociale che però, finora, non ha dato grandi soddisfazioni ai costruttori stranieri? Il motivo sta nel fatto che le nostre imprese di costruzione sono molto capaci e competitive. Operano non soltanto in Marocco ma anche nell'africa subshariana e in Medio Oriente. Possono quindi essere dei partner particolarmente affidabili, anche per i costruttori italiani, nella formazione di consorzi per operare congiuntamente su quei mercati. Sta nascendo quindi un Marocco multinazionale? Non c'è nulla di strano. Nel settore dei fosfati e di tutta la filiera dei derivati, dai fertilizzanti agli acidi, siamo intenzionati ad affermare una leadership a livello mondiale. Ma competiamo, soprattutto nel Nordafrica, anche con le grandi multinazionali, da Edf a Vodafone, in settori come la telefonia e l'energia; spesso sono le nostre aziende a vincere le gare in quanto conosciamo bene il contesto locale. DOSSIER PAESE Marocco - la cittadella fortificata di Ouarzazate Diplomazia Economica Italiana - n luglio

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