I COMPORTAMENTI RESPONSABILI DELLE IMPRESE IN MATERIA DI ICT LINEE GUIDA

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1 I COMPORTAMENTI RESPONSABILI DELLE IMPRESE IN MATERIA DI ICT LINEE GUIDA LA RICERCA È STATA REALIZZATA DALLA FONDAZIONE PER LA DIFFUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE ICSR HANNO COLLABORATO ALLA REALIZZAZIONE DELLA RICERCA: Alessandro Bressan Davide Gorini Davide Lamanna Alessandro Messina Norberto Patrignani Fondazione I-CSR Incubatore di Imprese Open Source Software - Comune di Roma Binario Etico Referente scientifico Fondazione I-CSR Politeia, Milano

2 Indice 1 INTRODUZIONE SCENARIO LA DOMANDA DI ICT (PROFILI DI CONSUMO) L'OFFERTA TECNOLOGICA IN ITALIA (IL MERCATO ICT IN ITALIA) PIANO DECISIONALE STRUMENTI DELL'ETICA INFORMATICA AMBIENTE DI LAVORO HARDWARE SOFTWARE CONTENUTI/FORMATI DATI SENSIBILI PROMOZIONE ATTRAVERSO L'INFORMATICA SICUREZZA/AFFIDABILITÀ ACCESSIBILITÀ E-PARTECIPATION FORMAZIONE/AGGIORNAMENTO CONSIDERAZIONI FINALI LINEE GUIDA PER UN COMPORTAMENTO SOCIALMENTE RESPONSABILE DELLE IMPRESE IN MATERIA DI ICT EVOLUZIONE DELLE ICT E SCENARIO FUTURO GLI AUTORI BIBLIOGRAFIA Questo testo è rilasciato nei termini della licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.5 License

3 1 Introduzione Gli attuali processi produttivi sono profondamente legati alle Tecnologie dell'informazione e della Comunicazione (ICT). Oggi, in Italia, non esiste praticamente alcuna attività industriale o di servizi che non faccia uso di informatica. Ormai l'ict non è più un investimento che permette di avere un vantaggio competitivo, ma è quasi diventato un costo inevitabile (un cost-of-doingbusiness ), come è accaduto qualche anno fa per il telefono o il fax [Carr, 2003]. La capacità di un'impresa di ragionare sul proprio fabbisogno tecnologico e di decidere, di conseguenza, come si deve caratterizzare la sua spesa informatica, è certamente un elemento fondamentale per il suo successo imprenditoriale. Un'impresa che intende, inoltre, essere socialmente responsabile si trova di fronte a scelte che hanno ripercussioni su ambiente, società e mondo del lavoro. L'obiettivo del progetto di ricerca che ha portato alla stesura del presente rapporto è quello fornire consapevolezza su tali scelte e strumenti per operarle in modo responsabile, coerentemente con la disciplina della responsabilità sociale di impresa (nel seguito indicata con l'acronimo CSR, dall'inglese Corporate Social Responsibility). Il principale risultato che viene presentato è un elenco di linee guida, che non vanno però viste semplicemente come consigli per gli acquisti. L'informatica è un ottimo strumento per mettere in funzione i processi dopo averli concepiti. Una scelta non basata su un'analisi accurata delle caratteristiche dei processi aziendali (da farsi a monte della loro informatizzazione o automazione) rischia concretamente di essere inutile e in certi casi dannosa, oltre che per il proprio business e per le persone che lavorano in azienda, anche e soprattutto per l'ambiente e la società. Per questa ragione, le indicazioni fornite non sono di natura prescrittiva, ma tendono a formare un approccio critico rispetto ai bisogni e al modo di soddisfarli tramite un corretto approccio alla spesa informatica. In questo senso, la linea guida numero zero è: soffermarsi ad analizzare i propri processi interni, prima di dedicarsi alla scelta della soluzione informatica più adeguata. Ancora prima di indicare quale tra le soluzioni possibili sia quella che più di altre risulta socialmente responsabile, è importante chiedersi se il bisogno a cui la soluzione dovrebbe rispondere è reale e se è stato sufficientemente analizzato in ogni suo aspetto. Se l'acquisto non corrisponde ad una reale esigenza, è preferibile che la decisione non abbia luogo. Un approccio decisamente legato al concetto di consumo responsabile o decrescita [Latouche, 2006]. 3 La ricerca Questo rapporto raccoglie i principali risultati di una ricerca svolta dagli stessi autori, volta a descrivere i comportamenti responsabili delle imprese in materia di ICT. La ricerca ha preso le mosse dall'analisi dei consumi delle imprese italiane, sono state utilizzate fonti statistiche italiane [ISTAT, ASSINFORM], internazionali [EITO] e studi già esistenti. Sono stati presi in considerazione sia aspetti quantitativi (es.: quanta spesa, quante apparecchiature, quanti prodotti, quanti servizi, ecc.), sia aspetti qualitativi (es.: quali criteri di scelta, quali differenze settoriali e di dimensione d'impresa, quale rilevanza delle tendenze generali sulla determinazione dei fabbisogni individuali, ecc.). Il primo obiettivo era capire come e quanta ICT consumano le aziende, al fine di ottenere un quadro complessivo dei consumi di hardware, software e servizi da parte del sistema delle imprese e, partendo da questo, delineare i tipi di consumatori aziendali di ICT. Questo ha portato al disegno di profili di consumo, che identificano le tipologie imprenditoriali che possono rappresentare significativamente i diversi comportamenti in fatto di spesa ICT. I profili di consumo sono stati riscontrati conducendo studi di caso nelle imprese italiane (piccole, medie e grandi imprese; nell industria, nella finanza, nel commercio, ecc.) volti a definire il ruolo delle nuove tecnologie nei diversi cicli produttivi. E' stata poi analizzata l'offerta ICT [cit. Assinform, ecc.] e le sue evoluzioni, cercando di definire categorie generali di tipologia di prodotto e servizio, per fare chiarezza sull'oggetto del consumo e poter quindi fissare le caratteristiche da tenere in considerazione per ogni categoria in fase di scelta. Quanto

4 al processo di valutazione utilizzato dalle imprese negli investimenti in ICT, si è cercato di comprenderne la struttura decisionale e i parametri in gioco (rischio, tipologia aziendale, categoria di prodotto) verificando per ognuno i diversi comportamenti possibili. Conclusa questa fase analitica, si è passati a valutare l impatto delle diverse forme di consumo ICT sull azienda, l ambiente, l organizzazione del lavoro, la società, ad esempio confrontando il modello del software libero con quello del software proprietario, o ancora, un sistema di forte consumo di nuove apparecchiature con uno caratterizzato dall'attenzione al riuso e al riciclo di hardware. Si è cercato anche di indicare come dovrebbe evolvere l'offerta di informatica nell'ottica della sostenibilità tecnologica e quindi mentre si danno indicazioni agli utilizzatori, ci si sofferma anche sulle linee di sviluppo dei fornitori, in modo che si incontrino con le richieste delle aziende responsabili. Del resto, specialmente in un'economia locale, il potere della domanda può condizionare significativamente l'offerta. Il culmine della ricerca è stato l'individuazione delle linee guida, da proporre al mondo imprenditoriale ed alle organizzazioni, per assumere comportamenti responsabili in materia di gestione, programmazione e investimento in ICT, per le imprese utilizzatrici da un lato e produttrici dall altro. Struttura del documento Il rapporto è stato organizzato in maniera tale da fornire una panoramica sullo scenario attuale, suddiviso in: domanda di ICT, offerta tecnologica e aspetti decisionali (Capitolo 2), una descrizione delle questioni etiche che sollevano i diversi modelli di consumo di ICT (Capitolo 3), le linee guida come risultato dei ragionamenti sui loro effetti positivi e negativi (Capitolo 4) e infine una visione sulle possibili evoluzioni delle ICT che consenta di arrivare preparati alle sfide che la CSR dovrà affrontare in futuro (Capitolo 5). Sulla base dei dati disponibili, sono stati identificati una serie di profili di consumo, che intendono rappresentare tipologie imprenditoriali in relazione al consumo di ICT (Capitolo 2.1) e una serie di prodotti e i servizi disponibili sul mercato, passati in rassegna in base alla loro incidenza assoluta e relativa sulla spesa (Capitolo 2.2). Queste due categorie vengono utilizzate nel Capitolo 3 in relazione all'importanza che ricoprono in ogni singolo aspetto ivi analizzato. Viene proposta una lettura dei concetti dell'etica informatica in chiave CSR, valutando l impatto aziendale, ambientale, lavorativo e sociale delle scelte strategiche delle imprese. Vengono presi in considerazione i portatori di interesse ( stakeholders ) in ogni questione sollevata e, parallelamente, vengono indicati i profili di consumo e i prodotti e servizi che più sono coinvolti nelle varie questioni. Questi ragionamenti conducono al Capitolo 4, dove vengono sintetizzate le linee guida utili per un consumo socialmente responsabile. Esse discendono dalla fotografia del Capitolo 2, analizzata attraverso gli strumenti di cui al Capitolo 3. I processi e i criteri di valutazione, che sono (o dovrebbero) essere utilizzati dalle imprese per prendere decisioni di investimento in ICT, sono quelli descritti nel Capitolo 2.3. Il Capitolo 3 intende fornire ulteriori strumenti di analisi, utili a chi intende essere socialmente responsabile, che vanno ad analizzare criticamente anche il modello organizzativo stesso, vale a dire che danno indicazioni su chi è che dovrebbe prendere certe decisioni. Infine, nel Capitolo 5 sullo scenario futuro dell'informatica, vengono evidenziati punti di attenzione utili per delineare le nuove questioni che la CSR si troverà ad affrontare in un futuro neanche troppo lontano. 4 2 Scenario L'attuale scenario del mercato delle ICT è riconducibile, ai fini della ricerca, a tre componenti fondamentali: la domanda, l'offerta e i criteri decisionali negli investimenti. In questo capitolo

5 vengono illustrate le tre componenti, descrivendo, per ciascuna di esse, l'impostazione metodologica usata per una loro definizione schematica. Tale definizione intende individuare in modo sintetico, e il meno riduttivo possibile, le caratteristiche principali delle componenti del mercato, utili nella trattazione degli argomenti dei capitoli successivi. 2.1 La domanda di ICT (profili di consumo) Il quadro sintetico della domanda di ICT è stato concentrato all'interno della definizione di quattro profili di consumo, ovvero quattro insiemi di caratteristiche di consumatore aziendale ben distinti fra loro e con una valenza significativa nella schematizzazione delle questioni sollevate dalla CSR. L'impostazione seguita è partita dalla costruzione di panieri di consumo ICT delle imprese italiane. In statistica, il paniere è un insieme di beni e servizi rappresentativo degli effettivi consumi in uno specifico anno. I beni e servizi componenti un paniere vengono ponderati ciascuno secondo un peso proporzionale al grado di importanza che il prodotto rappresenta nell'ambito dell'intero paniere e quindi in quello dei consumi del gruppo oggetto della statistica. Il paniere di consumo viene utilizzato dall'istat per le indagini sulle famiglie italiane e costituisce la base per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo. Per gli scopi della ricerca, il paniere di consumo è stato usato sulle imprese italiane, cambiando quindi l'oggetto dell'osservazione statistica per il quale di solito è utilizzato, e considerando le sole ICT tra i consumi. I prodotti e servizi ICT che abbiamo considerato per la costruzione del paniere di consumo delle imprese possono essere classificati in tre categorie: hardware, software e servizi. Nell'hardware troviamo dai prodotti per l'utente finale, quali i PC da scrivania (desktop) e quelli portatili (laptop), a quelli più specialistici, quali server, apparati di rete e componentistica. Le spese nel software sono individuate tra quelle per le licenze d'uso dei sistemi operativi e dei programmi applicativi, quelle per lo sviluppo di software personalizzato (custom), quelle per lo sviluppo e l'adattamento di software all'interno della struttura produttiva, fino ad arrivare alla manutenzione del software e dei sistemi. Tra i servizi considerati vi sono: le assistenze informatiche, i servizi in remoto e la formazione. Per una rassegna più puntuale e dettagliata dei prodotti e servizi considerati, si veda il Capitolo 2.2 sull'offerta tecnologica. Le imprese italiane sono state suddivise in base alla dimensione e al settore produttivo. La definizione di dimensione può variare, seppur leggermente, nelle specifiche, in base ai contesti in cui viene utilizzata. Se ne incontrano in letteratura tre o quattro diverse. Per questa fase della ricerca, è stata usata la seguente: Piccola impresa, per imprese con meno di 50 dipendenti; Media impresa, per imprese con un numero di dipendenti compreso tra 50 e 250; Grande impresa, per imprese con più di 250 dipendenti. Sono stati, poi, definiti nove settori produttivi, a partire dalla classificazione delle attività economiche della ATECO, che sono stati usati per il confronto dei dati. Per l'industria sono stati considerate le attività che ricadono nei codici ATECOFIN D ed F. ovvero manifattura e costruzioni. In particolare, per la manifattura sono state considerate le seguenti industrie: Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco Industrie tessili e dell'abbigliamento Industrie conciarie, fabbricazione di prodotti in cuoio, pelle e similari Industria del legno e dei prodotti in legno Fabbricazione della pasta-carta, della carta e del cartone, dei prodotti di carta; stampa ed editoria Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio, trattamento dei combustibili nucleari Fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche 5

6 Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in metallo Fabbricazione di macchine ed apparati meccanici, installazione, montaggio, riparazione e manutenzione Fabbricazione di macchine elettriche e apparecchiature elettriche ed ottiche Fabbricazione di mezzi di trasporto Altre industrie manifatturiere Per quanto riguarda i servizi sono state considerate alcune delle attività definite dai codici ATECOFIN G, H, I, J K e O, che poi sono state suddivise e accorpate in base alle esigenze della ricerca nel seguente modo: commercio, ricezione turistica, logistica, intermediazione finanziaria, intermediazione immobiliare, informatica e audiovisivo. In particolare, le imprese considerate per ognuno di questi settori sono quelle elencate nel seguito. Commercio: Commercio, manutenzione e riparazione autoveicoli e motocicli, vendita al dettaglio di carburante per autotrazione Commercio all'ingrosso e intermediari del commercio, autoveicoli e motocicli esclusi Commercio al dettaglio, escluso autoveicoli e motocicli; riparazione di beni personali e per la casa Ricezione turistica: Alberghi, campeggi ed altri alloggi per brevi soggiorni Logistica: Trasporti Magazzinaggio Poste e telecomunicazioni Intermediazione finanziaria: Intermediazioni monetarie Assicurazioni sulla vita; assicurazioni diverse da quelle sulla vita Attività ausiliarie della intermediazione finanziaria n.c.a. 6 Intermediazione immobiliare: Attività immobiliari, noleggio, ricerca, altre attività professionali Informatica: Attività connesse all'informatica Audiovisivo: Servizi audiovisivi Produzione e distribuzione cinematografica e di video, proiezione cinematografica, attività radiotelevisiva. Partendo da paniere di consumo, dimensioni e settori così definiti, sono stati inseriti in tabella i dati provenienti da studi di ISTAT, ASSINFORM e EITO (vedi Bibliografia) e sono stati quindi eseguiti confronti ed analisi sui valori significativi emersi. Tra i vari procedimenti utilizzati per l'analisi del paniere di consumo, due sono risultati quelli più utili ai fini dell'individuazione dei profili di consumo delle imprese italiane: 1) Valutazione della percentuale di imprese che adottano un dato prodotto/servizio 2) Valutazione dell'incidenza della spesa in ICT sulla spesa complessiva dell'impresa. Il primo procedimento è stato eseguito ponderando il peso economico di una voce all'interno del paniere di consumo ICT per ogni tipologia e dimensione di impresa. Il secondo, ponderando

7 il peso economico del paniere di consumo ICT all'interno delle spese totali delle imprese. Incrociando i risultati di queste valutazioni e considerando i valori maggiormente significativi, abbiamo costruito i seguenti profili di consumo di ICT delle imprese italiane: Profilo 1: Office & Internet Impresa che usa prodotti di automazione per l'ufficio ed una connessione ad Internet per la navigazione Web e la posta elettronica. Specialmente piccole imprese nei servizi, in particolare commercio, ospitalità, intermediazione immobiliare. Spese in hardware, licenze e servizi di trasmissione. Profilo 2: Intranet Impresa di medie-grandi dimensioni che usa reti locali fisiche e virtuali per il coordinamento delle attività, la condivisione di strumenti e servizi aziendali tra i lavoratori, l'ottimizzazione delle risorse. Diffuso nei settori: logistica, intermediazione finanziaria, informatica e audiovisivo. Grosse spese in hardware, licenze e servizi di trasmissione. Grosse spese in servizi di assistenza e supporto. Spese in strumenti software di gestione aziendali. Spese per sito Web e servizi connessi. Profilo 3: Software specifici Impresa che per la propria attività consuma molto software specifico o custom (grosse spese in licenze e hardware, spese in sviluppo). Diffuso nell'industria: Costruzioni, Manifattura e nei servizi Audiovisivo e parzialmente nell'informatica (di natura consulenziale, GIS, clustering o di fornitura application service, database management), sia di piccole che grandi dimensioni. Profilo 4: Servizi integrati su Internet Aziende di grandi dimensioni, che usano servizi Business to Business e Business to Customer. Alcune (poche) anche e-commerce. Specialmente nei settori manifattura (industria), turismo e commercio (servizi) su vasta scala. Grosse spese in servizi informatici. Spese in licenze. Spese per sito Web e servizi connessi. 7 Per riassumere, possiamo disegnare una Architettura IT utile per mappare i servizi ed applicazioni presenti in una organizzazione. Ad esempio la fig.1 rappresenta una tipica architettura IT completa per una azienda, dalla rete fino al browser. [Patrignani, 2004].

8 fig L'offerta tecnologica in Italia (il mercato ICT in Italia) L'offerta di ICT è stata schematizzata in diversi modi da ISTAT e ASSINFORM in categorie di prodotti/servizi. Per gli scopi della ricerca, i due approcci sono stati incrociati fino ad arrivare per accorpamenti e suddivisioni successive ad uno schema funzionale tanto alla costruzione dei profili di consumo, quanto alla individuazione delle criticità etiche discussa nel Capitolo 3. In effetti, l'elenco di prodotti/servizi, appartenenti alle varie categorie qui definite, coincide con il paniere di consumo di cui al Capitolo 2.1. Allo stesso tempo, tale elenco rappresenta il contenuto della vetrina che un'impresa si trova di fronte quando decide di fare acquisti di ICT e nel Capitolo 3 vengono forniti gli strumenti per valutare criticamente, in chiave CSR, ogni singolo prodotto/servizio. Quanto qui descritto presenta uno scenario che va mutando rapidamente. Nel Capitolo 5, verranno introdotti gli elementi per comprendere come l'offerta di ICT cambierà nel prossimo futuro. I prodotti e servizi presentati appartengono essenzialmente a 3 categorie: hardware, software, e servizi. Nei servizi sono inclusi i servizi di trasmissione dati. Il mercato del mobile viene trattato da ASSINFORM come capitolo a parte. In realtà, rientra all'interno di tutte e tre le categorie. Il mobile, ad esempio, può essere collocato anche nello strato presentation della mappa in fig.1. Basti pensare ai palmari e al software che su di essi gira. Inoltre, parallelamente all'esplosione del mercato dei portatili, si nota un incremento dei telefoni cellulari UMTS nella dotazione hardware che l'azienda fornisce ai propri dipendenti, che in questo modo possono connettersi ad Internet anche fuori dall'ufficio e durante gli spostamenti. Nel capitolo 3 verranno affrontate

9 anche le criticità specifiche del mobile. Nel seguito, il focus verrà dato ad hardware, software e servizi. Hardware Con il termine hardware si intende, in ambito ICT, l'insieme delle componenti tangibili degli apparati di elaborazione, archiviazione e trasmissione di dati. Tale insieme comprende dunque i componenti interni dei computer (alimentatori, processori, ventole, schede madri, schede varie, connettori interni ed esterni, ecc.), le periferiche di input e output (tastiere, mouse, schermi, ecc.), i dispositivi di archiviazione fissi e rimovibili (hard disk, CD e DVD e relativi drive e masterizzatori, penne USB, ecc.), gli apparati di rete (modem, cavi Ethernet, router, switch, schede di rete fissa e wireless, dispositivi wireless, terminali, ecc.). Il mercato della vendita di hardware in Italia nel 2007 ammonta a 5733 Mln, con un incremento del 4,8% rispetto al 2006, (quello registrato tra il 2005 e il 2006 era del +3,7%); il mercato dell'hardware pesa dunque per il 28,4% sul totale del mercato IT italiano (20190 Mln, dati 2007 (fig.2). 9 fig.2 Di fatto la domanda di hardware svolge una funzione di traino per tutto il mercato IT ed è caratterizzata soprattutto da un alto tasso di sostituzione dei computer desktop e da una crescita esponenziale dei computer laptop. In effetti i personal computer (desktop e laptop) rappresentavano nel 2006 il 55,3 % del valore di mercato dell'intero settore hardware, seguiti a considerevole distanza dalla vendita di stampanti (10 %). Anche sulla base delle dinamiche complessive appena esposte, l'hardware è la componente dell'offerta ICT che pesa maggiormente sugli aspetti ambientali legati all'impiego delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione: da un lato i processi produttivi relativi all'hardware richiedono un significativo consumo di risorse (energia, acqua, ecc.), dall'altro i

10 rapidi e forzati ritmi di obsolescenza dell'hardware producono un ingente e crescente accumulo di e-waste (rifiuti elettronici, soggetti alla normativa EU RAEE/WEEE), di difficile smaltimento e ad alto rischio ambientale, date le sostanze chimiche e tossiche contenute in una gran parte dei componenti hardware. 10 fig.3 Computer Desktop Un computer desktop (o semplicemente desktop) è un personal computer pensato per un impiego regolare e da una postazione fissa. La configurazione standard di un desktop è composta da un case contenente i componenti di base (processore, scheda madre, schede varie, connessioni e porte, hard disk e drive CD e DVD, ecc.) più alcune periferiche esterne di input (mouse, tastiera, scanner, ecc.) e di output (schermo, stampante, casse audio, ecc.). Esistono sul mercato computer desktop all-in-one, che includono lo schermo nello stesso contenitore (case) del processore e degli altri componenti di base. Le vendite di computer desktop hanno subito negli ultimi anni un'erosione a favore dei computer laptop (vedi paragrafo seguente), passando dal 74% dei personal computer venduti in Italia nel 2001 al 40% di quelli venduti nel Nel 2007 ne sono stati venduti in Italia , con un aumento del 2,9% rispetto al 2006, e con un peso sull'intero parco computer (desktop, portatili, server) venduto nel 2007 pari al 41% (vedi fig.3). Computer Laptop Un computer laptop (o semplicemente laptop, ma anche notebook e portatile) è un computer dotato di batteria ricaricabile, che in una scocca di dimensioni e peso ridotte include tutti i componenti interni (ottimizzati e miniaturizzati) e le principali periferiche (tastiera, mousetouchpad, schermo, casse audio, webcam, ecc.). Tali caratteristiche lo rendono particolarmente adatto ad un impiego slegato da una postazione fissa e in mobilità.

11 Le dimensioni e il peso dei laptop possono variare sensibilmente e sono legate principalmente alle misure dello schermo LCD in dotazione (mediamente comprese tra i 12'' e i 17''). Sono da qualche mese in commercio computer ultra-portatili con schermi tra i 7'' e i 10'' e sistemi di archiviazione quali i dischi allo stato solido, dispositivi simili ad hard-disk ma più leggeri e privi di parti mobili, che rendono più agevole e sicuro il trasporto e l'uso in mobilità, oltre a comportare una riduzione dei consumi elettrici. Tale miniaturizzazione dei laptop ha significato un ulteriore avvicinamento ai computer palmari (tablet, palmtop, PDA, handheld, smartphone), che già condividono alcune caratteristiche con i laptop. A differenza del caso dei computer desktop, l'hardware dei laptop non è facilmente aggiornabile, sia a causa della minore facilità di accesso ai componenti interni, sia a causa di una minore standardizzazione delle architetture hardware. L'impatto di questo aspetto sulle valutazioni riguardanti l'impiego responsabile delle ICT da parte delle imprese sarà oggetto di analisi nel capitolo 3.2 dove parleremo dell'impatto dell'hardware sull'ambiente. Parallelamente alla diminuzione dei computer desktop, si è assistito negli ultimi anni ad un progressivo aumento della quota dei computer laptop, passata dal 2001 al 2007 dal 26% al 60% del totale dei personal computer venduti in Italia, con un incremento medio del 28% annuo. Il numero dei laptop venduti in Italia nel 2007 ammontava a , con un incremento di ben il 22% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Come vedremo, questo aumento dell'informatica mobile (mobile computing) è strettamente legato al grandi cambiamenti organizzativi del mondo del lavoro, in particolare dei cosiddetti lavoratori della conoscenza che, appunto, lavorano spesso in modo precario per diverse organizzazioni e senza un posto di lavoro fisico ben definito (i nomadi del XXI secolo). Computer Server Un computer server è un computer destinato ad ospitare applicazioni server, ossia programmi in grado fornire servizi in risposta a specifiche richieste inoltrate tramite connessioni di rete. Nonostante qualsiasi tipo di computer possa ospitare applicazioni server, la particolare destinazione d'uso comporta la presenza di alcune caratteristiche hardware che differenziano i computer server dai desktop e ancor più dai laptop, la cui fruizione prevede ad esempio un'interazione costante con l'utente che non è richiesta invece nel caso dei computer server. Ciò vuol dire spesso, ad esempio, l'assenza di periferiche di input e output e la destinazione di risorse di calcolo normalmente utilizzate per l'interfaccia grafica ad altre funzioni più essenziali; o la minore attenzione prestata alla dimensione estetica del computer a favore di quella funzionale (ad esempio la forma dei computer server è spesso piatta e allungata, pensata per l'inserimento di più server nei cosiddetti armadi rack). Per quanto i computer desktop di fascia alta presentino ormai prestazioni assai elevate, molte delle quali del tutto analoghe ai computer server, questi sono di frequente caratterizzati da prestazioni ancor più elevate per quanto riguarda alcune specifiche funzionalità particolarmente adatte all'uso, come connessioni di rete e di input e output e sistemi di ridondanza per evitare perdite di dati. Nonostante un incremento del 15,8% dell'ammontare dei computer server venduti dal 2006 al 2007, la quota dei server ( ) sul totale dei computer venduti nel 2007 è limitata al 3,8%, segnalando una stagnazione della domanda di computer server, fatta salva la modesta crescita dei server dedicati allo storage (archiviazione e backup) di dati e una più accentuata crescita per quanto riguarda la fascia di computer server dalle prestazioni più elevate. I principali produttori di computer dedicati a svolgere funzionalità di server sono IBM, Sun Microsystems, HP Apple Inc., Intel, Dell, Fujitsu Siemens. 11 Periferiche Con il termine periferiche si intende l'insieme di apparati che possono essere collegati ad un computer per svolgere funzionalità di input (tastiera, mouse, tavoletta grafica, scanner, ecc.), output (monitor e stampanti) e archiviazione (usb drive pen, hard disk esterni, lettori e masterizzatori CD e DVD esterni) di dati. Particolarmente interessanti i numeri relativi al mercato delle stampanti, anche considerate le criticità in materia di responsabilità sociale che verranno analizzate nel Capitolo 3. Il mercato delle stampanti ha infatti accentuato nel 2006

12 l'andamento negativo evidenziatosi negli ultimi anni (-8,1 % in unità, -12,3 % in valore); l'erosione del settore delle stampanti classiche è andata appannaggio in primo luogo delle multifunzione, che includono in un unico apparato funzionalità di stampante, scanner, fotocopiatrice e a volte anche fax. Tale sostituzione è in corso soprattutto ai danni del segmento ink-jet (stampanti a getto d'inchiostro), in calo nel 2006 del 17% rispetto all'anno precedente, pur costituendo ancora quasi il 60% delle stampanti vendute. Minore l'impatto della crescita del mercato multifunzione sul mercato delle stampanti laser, le cui vendite sono cresciute nel 2006 del 10% (crescita quasi interamente dovuta al segmento colore) e costituiscono circa il 40% del totale dell'intero settore. Apparati e infrastrutture di telecomunicazione In questo settore rientrano i dispositivi (sistemi e terminali) e le infrastrutture (reti fisse e mobili) destinate all'erogazione di servizi di trasmissione di voce e dati. Il settore ha generato nel 2006 un giro d'affari di circa 9,7 Miliardi di euro, contando per un 22% del fatturato complessivo del settore telecomunicazioni. Il tasso di crescita del settore tra il 2005 e il 2006 (+2,2%) mostra un rallentamento rispetto all'anno precedente (+5,2%), che incide in misura preponderante sul rallentamento complessivo della crescita dell'intero settore telecomunicazioni. I due segmenti (dispositivi e infrastrutture) si dividono all'incirca a metà il fatturato dell'intero settore apparati, ma presentano tendenze diversificate. Il segmento sistemi e terminali ha mantenuto fino al 2006 ritmi costanti di crescita (intorno all'8%), in gran parte trainati dalla vendita dei telefoni cellulari, il cui mercato in volume ha raggiunto i 20 Milioni di unità. In questo segmento gli incrementi più consistenti tra il 2005 e il 2006 sono stati registrati dagli apparati di rete, soggetti a dinamiche di up-grade in ambito aziendale, spinto dal passaggio a servizi di fonia VOIP (Voice over IP), e dai terminali per le reti mobili, caratterizzati da un ciclo di vita sempre più breve e interessati soprattutto da un vivace processo di sostituzione di terminali GSM e GPRS con terminali 3G (tra cui smart-phone, palmtop, PDA), trainato a sua volta dalla crescita nella fornitura di servizi in mobilità (in ambito aziendale: Personal Information Management e Sales Foce Automation; in ambito consumer: Internet mobile, messaging e sistemi di navigazione). Il segmento infrastrutture, d'altra parte, ha segnato tra il 2005 e il 2006 una considerevole battuta d'arresto, passando da una crescita del 2,7% ad una flessione del 3,1 %, in parte fisiologica se si tiene conto dei massicci investimenti in reti a banda larga e reti 3G sostenuti dagli operatori negli anni precedenti e della progressiva discesa dei prezzi. Tra i due comparti, reti fisse e reti mobile, è quest'ultimo a segnare maggiormente il passo nel 2006 (-4,4% contro un -2,8% nella rete fissa), soprattutto a causa del fatto che gli investimenti legati all introduzione di componenti per abilitare la banda larga su reti mobili (HSDPA) e l avvio di servizi di televisione sul cellulare (DVB-H) sono stati controbilanciati dalla consistente riduzione della spesa in apparati 2G (GSM e GPRS). Come per i dispositivi bisogna tener conto del ruolo giocato in queste dinamiche dall'abbassamento dei prezzi. Il 2007 ha evidenziato infine un ulteriore sensibile contrazione del segmento infrastrutture (- 9,2%) e un rallentamento della crescita del segmento terminali (+3,2%). 12

13 fig.4 Software Con il termine software si intende un programma o un insieme di programmi, procedure e documentazione in grado di far svolgere operazioni ad un computer. Di fatto il software non è altro che un insieme di informazioni correlate che consistono in istruzioni più o meno complesse in grado di essere seguite da un calcolatore. Il software si suddivide normalmente in tre categorie, per quanto in realtà la suddivisione sia arbitraria e non così netta: software di sistema, che si occupa di far funzionare l'hardware e il sistema di un elaboratore e include sistemi operativi, driver dei dispositivi, strumenti di diagnostica, funzionalità di server, sistemi di interfaccia; in questa categoria si può anche far rientrare il software per la programmazione, che include editor di testo specializzati, compilatori, interpreti, strumenti di debugging, ecc. il cosiddetto middleware, cioè software che serve a mettere in comunicazione componenti software e applicazioni e include strumenti complessi come i sistemi di interfacciamento con database, servizi di integrazione sistemistica, servizi di virtualizzazione, Web e application server, ecc. software applicativi, utilizzati direttamente dall'utente finale per svolgere attività non relative all'informatica (scrivere, disegnare, ascoltare musica, fare conti, ecc.); al giorno d'oggi in questo ambito rientra un'enorme quantità di programmi destinati a svolgere compiti in quasi tutti gli ambiti di attività (dal business all'intrattenimento). Il mercato del software in Italia (vedi fig.4) ammontava nel 2006 a circa 4,2 Miliardi di euro con un incremento del 2,7 % rispetto al 2005 mentre nel 2007 contava per circa 4,325 Miliardi di Euro e registrava una crescita del 3,2% rispetto all'anno precedente. Nel complesso, nel mercato del software e dei servizi si assiste ad una progressiva concentrazione dell'offerta nelle 13

14 mani di pochi grandi operatori; nel 2006 le prime trenta aziende detenevano una quota di più del 70% dell'intero mercato. Integrazione verticale dell'offerta e crescita delle dimensioni medie dei fornitori accompagnano questa dinamica di concentrazione del mercato. Un altro elemento di trasformazione delle soluzioni è rappresentato da un processo che può essere identificato come il tentativo di virtualizzare il software, attraverso piattaforme SOA (Service Oriented Architecture) e modelli di adozione basati su una logica SaaS (Software as a Service): molte aziende fornitrici stanno infatti rivedendo la propria offerta in questa chiave. Il sistema dei fornitori sembra quindi voler passare da un approccio per singolo prodotto a uno costruito sulle soluzioni, con un portafoglio riorganizzato in risposta a specifiche esigenze del cliente e secondo nuove modalità. Vengono identificati differenti percorsi, cui corrispondono modelli di adozione e configurazioni delle offerte differenti, ma che si propongono l obiettivo di guardare non alla singola tecnologia venduta, quanto piuttosto di guidare il cliente nella scelta. In un certo senso, un modello di questo tipo presuppone degli assessment preconfigurati, che richiedono da parte dei fornitori anche la capacità (o comunque la volontà di proporsi sul mercato in tale veste) di essere consulenti dei propri clienti, ma seguendo delle direttive comuni e replicabili. Software di sistema Il mercato del software di sistema è trainato oramai da alcuni anni dalle vendite dei sistemi hardware e dal rilascio di nuove versioni e ammontava nel 2006 a 581 Mln di euro, segnando un incremento del 2,3% rispetto all'anno precedente. Nel 2007 il software di sistema contava 600 Mln di Euro con un aumento di +3,3,%. Nel settore è in atto una trasformazione del ruolo del sistema operativo, che diventa una piattaforma che abilita servizi (soprattutto virtualizzazione e consolidamento) e progetti. Questa sembra poter essere la leva per una crescita del settore, che possa diventare indipendente dalle vendite dell hardware e al contempo sopportare la pressione crescente del downpricing correlato a nuovi modelli di licencing e, soprattutto, ai modelli di business legati al software libero e open source. Il vero elemento di novità, che di fatto supera il vecchio modello di adozione dei sistemi operativi tradizionali, è rappresentato dal ruolo ricoperto dai fornitori di system integration, che si trasformano da implementatori delle infrastrutture a veri e propri abilitatori delle nuove piattaforme, che diventano la base per sviluppare nuovi sistemi. 14 Middleware Il settore del middleware è quello con i più alti ritmi di crescita: nel 2006 ammontava infatti a 987 Mln di euro e cresceva del 5,5 % rispetto al Nel 2007 ammontata a 1047 Mln di Euro con un aumento del 6,1% rispetto al La crescita della domanda di software middleware è trainata da esigenze di virtualizzazione, sicurezza, di SOA (Service Oriented Architecture) e integrazione applicativa. Notevole diffusione e sviluppo stanno registrando i DBMS (Database Management System), come strumenti abilitanti il processo di trasformazione della gestione dei dati e delle conoscenze interni alle organizzazioni, in un'ottica di impiego strategico delle informazioni a supporto delle decisioni. Parallelamente il mercato del middleware è trainato dai bisogni delle imprese di informare le proprie infrastrutture IT sulla base di una logica SOA, ovverosia in un'ottica di integrazione applicativa e interoperabilità a partire da specifici processi ed esigenze di business. Le esigenze della domanda diventano quindi molteplici e riguardano non solo la tecnologia, le cui offerte forniscono ormai garanzie di affidabilità elevate, ma soprattutto si rivolgono alla ricerca di fornitori e system integrator in grado di comprendere i bisogni dell azienda a partire dal processo, e di trasformare queste necessità in una piattaforma tecnologica usabile. Una domanda di questo tipo richiede fornitori con competenze di business e di processo, ed è anche per questa ragione che il profilo stesso dei fornitori che implementano applicazioni si sta trasformando per diventare più consulenziale, spostando il focus dal prodotto alla soluzione integrata e favorendo processi di integrazione dell'offerta, anche attraverso acquisizioni e fusioni tra aziende.

15 Software applicativi Il mercato del software applicativo è cresciuto tra il 2005 e il 2006 meno degli altri settori (+1,7%), scontando da un lato una quota di partenza maggiore (2.624 Mln di euro) e dall'altro la crescita degli altri due settori. Un leggero recupero vi è stato nel passaggio dal 2006 al 2007 con Mln di Euro (+2,1%). L'incremento ha seguito tre dinamiche differenti. Le piattaforme applicative, infatti: stanno attraversando la fase di aggiornamento presso le aziende di grandi dimensioni, dove esiste già una piattaforma consolidata; sono in forte rinnovamento presso le medie aziende, dove è possibile parlare di una seconda fase di adozione, che guarda all incremento delle funzionalità e all innovazione delle tecnologie; stanno evolvendo da semplice supporto amministrativo a supporto di alcuni processi nelle PMI di fascia alta. FLOSS Un capitolo a parte merita il mercato sorto intorno allo sviluppo di sistemi operativi e software open source e liberi. Il riferimento alla categoria FLOSS (Free/Libre/Open Source Software) cerca di superare la difficile e, per alcuni versi, controversa distinzione tra open source e software libero per abbracciarle entrambe, secondo la definizione coniata da Rishab Ghosh e ormai adottata a livello europeo. L adozione di software libero e open source interessa ormai diversi ambiti, e non solo il software di sistema, cui la tematica è sempre stata naturalmente associata. Tuttavia, sembra non esistere ancora un approccio sistemico allo sviluppo dei prodotti, se è vero, come è stato stimato (MERIT, novembre 2006), che quasi i due terzi dei sistemi FLOSS sono ancora scritti da singoli individui, contro un contributo di imprese e istituzioni pari rispettivamente a circa il 15% e 20%. Questo di fatto rappresenta ancora un fattore ostativo alla diffusione da parte delle aziende, che invece cercano garanzie di continuità dei propri sistemi. L adozione di strumenti FLOSS, almeno in Europa, riguarda ancora prevalentemente tecnologie software, piuttosto che applicazioni, anche perché tipicamente piattaforme open e free vengono utilizzate a integrazione di altre soluzioni proprietarie. La scelta di un applicazione open source richiederebbe invece una scelta di campo definitiva sulle componenti considerate più critiche per l azienda, e questo sta alla base della minore propensione all adozione, se non per strumenti di produttività individuale. In Italia, soprattutto nelle imprese che dispongono di limitate risorse da investire nell evoluzione delle competenze e quindi delle piattaforme, restano ancora delle diffidenze, legate a diversi fattori. Il primo, principale, è proprio la mancanza di risorse (economiche, ma non solo) da allocare per la migrazione dei sistemi. Elemento, questo, che caratterizza una generale resistenza al cambiamento che non riguarda solo l open source, nonostante sia stato stimato (Economic Impact of FLOSS on innovation and competitiveness of the EU ICT sector, 2006) che l adozione di piattaforme di software libero potrebbe ridurre gli investimenti in R&D per il software presso le imprese fino al 36%. L integrazione tra base di dati e applicazioni è un altra criticità che interviene nel cambiamento di tecnologie, che frena di fatto l adozione di nuovi strumenti. Un altro fattore ostativo è legato all inerzia con cui le imprese reagiscono alle novità di mercato, indotto anche dai messaggi contrastanti provenienti dal mercato sulla certificazione delle soluzioni e sulle questioni, non ancora del tutto risolte, su come dovrebbe essere gestita la proprietà di eventuali nuovi sviluppi effettuati su piattaforme open. I segnali forti che provengono dagli Stati Uniti e dall Europa, tuttavia, sembrano semplicemente anticipare una probabile linea di tendenza nel nostro Paese, volta all adozione di piattaforme FLOSS che vanno ad affiancare e consolidano le piattaforme già esistenti, con una 15

16 lenta ma tutto sommato significativa adozione di soluzioni più complesse, fino alle applicazioni critiche, almeno nelle imprese con ridotta complessità di gestione. Crescita del mercato Il mercato del software è in costante crescita. Le richieste di aggiornamento delle infrastrutture, di Content Management System (CMS), di software di business intelligence danno un impulso anche allo sviluppo di applicazioni. La forte domanda in sicurezza si traduce anche in crescita sostenuta nei sistemi software, nel software applicativo e nel deployment di componenti software. Tutto questo contribuisce alla dinamica positiva del software nel mercato italiano (EITO). In realtà i dati ASSINFORM evidenziano che la dinamica è solo leggermente positiva. La derivata è ben più grande per l'hardware, con tutto quello che ne consegue in termini di impatto ambientale (capitolo 3.2). Nel passaggio dal 2006 al 2007, si è avuto un +4,8% per l'hardware (trainato dai portatili), mentre per il software un più modesto +3,2%. Se si considerano le serie storiche, dal 2002 al 2007, non si nota una forte crescita, ma una costante dinamica positiva. E' un po' tutto il mercato ICT italiano a non presentare grandi dinamiche, facendo registrare nel suo complesso una crescita del 2%, modesta se paragonata al 7% della Spagna. Servizi Nel corso del 2006 il comparto dei servizi IT ha proseguito sulla strada del miglioramento guadagnando il segno positivo, seppure in misura ancora modesta (+0,4%). Il mercato vale complessivamente milioni di euro (fig. 5) 16 fig. 5 Il mercato dei servizi in informatica, , valori in milioni di euro, variazioni in percentuale Si tratta di un mercato in lieve crescita, con modalità operative di outsourcing a farla da padrone. Le compagnie italiane, infatti, specialmente quelle che hanno una forte dipendenza dal mercato internazionale, come meccanica, automobili, tessile e mobilia, cercano di tagliare i costi guardando alle grandi economie della UE. I servizi di fonia fissa sono in declino, mentre i servizi di dati fissi sono in crescita. Gli utenti di banda larga sono in forte crescita, generando un mercato fiorente dei grossi gruppi, incluso l'ex-monopolista Telecom Italia. L'UMTS (Universal Mobile Telecommunications System), la tecnologia di telefonia mobile di terza generazione (3G), successore del GSM, cresce molto, in attesa di vedere alla prova sistemi HSDPA (High Speed Downlink Packet Access), un protocollo introdotto nello standard UMTS per migliorarne le prestazioni, aumentando la capacità delle reti, ed ampliando la larghezza di banda (fonte: EITO).

17 Passando all analisi dei diversi segmenti che compongono il comparto, si evidenzia subito un andamento anche molto divergente nelle dinamiche. In sintesi, il mercato ha visto: la maturità dei servizi di elaborazione; l andamento ancora negativo della formazione e dei servizi di sviluppo e manutenzione; l andamento sostanzialmente flat dei sistemi embedded; l andamento positivo dei servizi di consulenza, system integration e outsourcing. Servizi di elaborazione dati Procedendo all analisi dei singoli segmenti, i servizi di elaborazione evidenziano anche nel 2006 un andamento particolarmente negativo, pari a -2,3%. A giustificazione della dinamica occorre fare riferimento al buon andamento di altri comparti dei servizi, in particolare dell outsourcing e, al suo interno, dell application management e del BPO (Business process outsourcing). Infatti, spesso il puro e semplice servizio di elaborazione dei dati si è nel tempo sviluppato in logica di gestione dell applicativo o, in modo più spinto, dell intero processo, con il conseguente impatto sull evoluzione del modello di business delle aziende di elaborazione dati. Permangono comunque alcune aree privilegiate, in cui i servizi di elaborazione dati mantengono il proprio presidio, in primo luogo in relazione alla gestione amministrativa del personale (paghe e stipendi, a volte le trasferte e note spese) soprattutto da parte delle piccole e medie imprese, che mantengono l esternalizzazione di questa attività. Anche nella Pubblica Amministrazione locale e, in parte, nelle Banche, i servizi di elaborazione mantengono un buon presidio, anche se gli operatori in questi ambiti sono sempre più attrezzati per la gestione dell intero flusso informativo e documentale. Sistemi embedded Con sistema embedded (sistema incapsulato, dedicato) si identificano genericamente dei sistemi elettronici a microprocessore progettati appositamente per una determinata applicazione, spesso con una piattaforma hardware ad hoc, integrati nel sistema che controllano e in grado di gestirne tutte o parte delle funzionalità. Esempi diffusi di sistema embedded sono gli sportelli Bancomat e gli apparecchi POS, i centralini telefonici, le centraline di controllo dei motori automobilistici e degli ABS, ecc.. I sistemi embedded hanno registrato un andamento molto contenuto (+0,3% rispetto al 2005), a causa soprattutto dell andamento incerto del principale mercato di sbocco, rappresentato dalla Difesa, il cui budget ha ricevuto contrazioni con punte del 30%, ma solo sulle aree non core. Altri comparti interessati dai sistemi embedded sono quelli dei POS e ATM, della biometria legata in particolare ai controlli degli accessi negli edifici (vedi Capitolo 3.5), dei bagagli e dei passeggeri negli scali aeroportuali, dei PDA e palmari a supporto dell attività di alcune categorie di operatori professionali, quali corrieri della logistica e operatori sanitari. Un ulteriore ambito emergente che, se non ha ancora avuto impatti evidenti sulla crescita del segmento, sicuramente in futuro ne rilancerà lo sviluppo, è rappresentato dalla domotica. Ancora una volta, l elettronica presente nei classici strumenti casalinghi, se gestita in modo intelligente da software e piattaforme di integrazione, permette di controllare e programmare gli elettrodomestici anche in assenza degli abitanti. 17 Servizi di manutenzione e sviluppo I servizi di manutenzione e sviluppo proseguono la loro permanenza in segno negativo (-0,7%), seppure in lieve miglioramento rispetto al 2005 (-1%). In generale, anche questo segmento risente del buon andamento di altri servizi IT, quali l outsourcing e soprattutto l application management e, per le restanti attività, sfrutta spesso le risorse interne, come nel caso di applicativi maturi o sviluppati in modo custom. Il segmento potrebbe ricevere una forte rivitalizzazione da quelle aziende che, non facendo una scelta drastica di esternalizzazione della piattaforma, avranno però necessità di supporto in fase di sviluppo e di manutenzione dell architettura. È sensato, infatti, ipotizzare che in questo ambito anche la manutenzione e lo sviluppo assumeranno una veste più strategica per l IT aziendale, in quanto la progettazione e lo sviluppo di un architettura SOA presuppongono un elevata conoscenza dei processi di business

18 dell azienda. Il fornitore IT sarà quindi chiamato a gestire il ciclo di vita della SOA a partire dalle evoluzioni dei processi. Consulenza e system integration Strettamente legati all evoluzione delle tecnologie delle piattaforme IT si ritrovano anche gli andamenti di due segmenti che risultano sempre più compenetrati tra di loro, tanto da influire sugli stessi modelli di business dei fornitori IT, ovvero la consulenza e la system integration. A conferma di questo, l andamento dei due mercati nel 2006 è perfettamente allineato, e pari a una crescita più sostenuta di quella del 2005 (+1,2%). Anche in questo caso, sono le nuove tecnologie e le evoluzioni che stanno coinvolgendo i Sistemi Informativi ad avere un forte impatto sulle dinamiche dei servizi. In particolare, lo sviluppo crescente delle già citate architetture SOA sta avendo e avrà un impatto molto forte sia sulla consulenza, sia sui servizi di system integration: sulla consulenza, perché nel disegnare un architettura applicativa basata sui servizi è fondamentale partire dall analisi dei processi in chiave di ottimizzazione e di comprensione profonda di tutte le dinamiche aziendali, analizzando anche le funzionalità di business; sulla system integration, in quanto occorre operare su diversi livelli tecnologici, dall infrastruttura hardware al middleware, fino ai servizi di comunicazione. Molto interessante è stata l evoluzione delle applicazioni nella logica dell impresa estesa o Extended Enterprise. In effetti, il mondo dei servizi legati alla componente applicativa si sta sviluppando con forza proprio verso la trasformazione delle applicazioni in logica di piattaforma software estesa, onnicomprensiva. Dal punto di vista dell azienda utente, ragionare in una logica di impresa estesa significa sviluppare l integrazione delle componenti applicative aziendali, per coprire tutta la filiera dei processi di business, dalla progettazione del prodotto fino alla produzione, dall amministrazione fino alla gestione del rapporto con i fornitori e con i clienti. Probabilmente quest ambito è quello in cui si giocano oggi le principali attività di system integration e di consulenza, in una logica che cerca di permettere alle informazioni di circolare all interno e all esterno dell azienda attraverso un modello sempre più collaborativo, basato sulla multicanalità a sostegno della mobilità dei lavoratori, sullo sviluppo della comunicazione tramite tutte le forme di collaboration possibili, quali l instant messaging e i blog, sull adozione di nuove tecnologie quali il Web 2.0 e lo sviluppo dei portali. 18 Desktop, network e system management Desktop and network management e system management sono segmenti ormai maturi e con ridotta crescita evidenziata anche nel corso del 2006, anche se una nuova domanda potrebbe derivare dalle medie e piccole imprese che, guidate dall esigenza di contenere i costi di gestione, potrebbero attivare contratti di questo tipo. Inoltre, si dovrà considerare l impatto sul segmento delle nuove tecnologie e la gestione del parco dei nuovi device (palm, smartphone, tablet), nonché delle reti. Anche il comparto della sicurezza, ovvero la gestione delle infrastrutture e delle reti di sicurezza perimetrale e logica, potranno avere il loro ruolo nella rivitalizzazione del settore, anche con riferimento alla crescita del mercato dei sistemi biometrici, e della sicurezza applicata al territorio e agli edifici (banche, uffici e luoghi di rappresentanza, aeroporti e porti). Application management e BPO Le componenti dell outsourcing che hanno registrato le migliori performance sono, anche nel 2006, l application management e il BPO. Per quanto riguarda la prima modalità, il mercato si è caratterizzato all interno di tutti i settori per progetti sia incrementali sia di tipo evolutivo e per un numero sempre maggiore di applicazioni. Accanto alle modalità più tradizionali di application management, ovvero gestione di applicazioni sviluppate ad hoc o customizzate, si stanno strutturando diverse altre declinazioni. Una forma di application management in nuce è quella relativa alla gestione delle architetture SOA, che riguarderà sempre di più anche i processi di business. Un altra forma di erogazione e gestione delle applicazioni, a cavallo tra

19 l application management e l ASP, é l erogazione di software in modalità hosted o on demand, il SaaS, ovvero il Software as a Service (vedi Capitolo 5). Questa modalità di servizio potrebbe in futuro affermarsi superando i limiti del vecchio application service provisioning, in quanto basata su una piattaforma stabile (sia per la maggiore disponibilità di banda sia per le maggiori garanzie di performance e sicurezza di rete), applicazioni più standard e con ridotte customizzazioni e su un offerta realmente pensata per essere erogata in tale modo. Il BPO è un mercato ancora contenuto in valore ma, anche nel corso del 2006, ha evidenziato un forte potenziale di crescita. La gestione di interi processi o rami aziendali si sta affermando in logica di filiera e sta lentamente allargando i propri ambiti di applicazione: da attività puramente amministrative o di gestione del personale si sta passando infatti al documentale, alla logistica. Il BPO sta quindi evolvendo verso attività via via più strategiche per trasformarsi in BTO, ovvero Business Transformation Outsourcing, sostenendo in questo senso l ottimizzazione del processo e la sua aderenza all evoluzione dell azienda nel tempo. A valle di queste evoluzioni, anche nell outsourcing si inizia a parlare di approccio a filiera, intendendo con questo termine il fatto che, operando i fornitori sempre più a ridosso del business delle aziende utenti e toccando ambiti sempre più strategici, l offerta di servizi deve strutturarsi in modo verticale sulle specifiche industry o in modo orizzontale, coprendo l intera catena del processo (come quello della sicurezza o della gestione documentale). Internet e telefonia Nel corso del 2006, il mercato italiano delle telecomunicazioni registra una crescita del 2,1%, leggermente inferiore rispetto al 2005, ma che contribuisce con 925 milioni di euro a far oltrepassare al mercato complessivo la soglia dei 44 miliardi di euro (fig. 6). 19 Fig. 6 Andamento del mercato italiano delle telecomunicazioni in Italia distinto tra telefonia di rete fissa e mobile ( ), Valori in milioni di euro e variazioni in percentuale (Fonte: AITech- Assinform/NetConsulting)

20 Il trend dell anno è comunque contraddistinto da due andamenti opposti: la componente di rete fissa segna un calo dello 0,4%, dovendo contrastare un duplice fenomeno, di downpricing da un lato e di calo dei volumi di traffico dall altro; la componente mobile risulta molto dinamica e, con una crescita del 4,5%, arriva a detenere una quota del 53,7% sui 44 miliardi del mercato totale. Il mercato dei servizi di telecomunicazione Nell ambito dei servizi di telecomunicazione si registra un allargamento della forbice di crescita tra servizi di rete fissa e servizi di rete mobile. Questi ultimi crescono del 5,1% nel 2006, in forte incremento rispetto al 2005, grazie all offerta di nuovi servizi che compensano la minor crescita della componente voce. I servizi di rete fissa, invece, continuano a registrare un trend altalenante e, dopo la leggera crescita del 2006, tornano al segno negativo, con un calo dello 0,9%. In entrambi i settori si assiste a un cambiamento del mix di ricavi da parte degli operatori di TLC, che allargano il portafoglio di offerta inserendo servizi sempre più innovativi, in grado di generare nuove voci di ricavo e sostenere i consumi degli utenti. I servizi di rete fissa Il mercato dei servizi di rete fissa rileva una dinamica caratterizzata da trend contrapposti. In particolare sono i servizi più tradizionali a mostrare variazioni di segno negativo. La fonia di rete fissa continua a perdere terreno scendendo al di sotto dei milioni di euro (-4,6%). La Trasmissione dati genera ormai la metà dei ricavi portati dalla connettività Internet e nelle componenti tradizionali cala del 20% all anno. Le voci innovative (IP VPN e MPLS in particolare) registrano crescite molto inferiori rispetto al passato, a causa di un primo effetto di saturazione presso le grandi imprese, e non riescono più a compensare il costo delle voci tradizionali. 20 Fig. 7 Il mercato dei servizi TLC di rete fissa in Italia ( ), valori in milioni di euro e variazioni in percentuale (Fonte: AITech-Assinform/NetConsulting) Nei servizi Internet la crescita legata agli accessi always on sta rallentando, anche perché questa

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