LE DONNE AVVOCATO. Avv. Paolo Rosa Presidente Cassa Forense

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1 Avv. Paolo Rosa Presidente Cassa Forense Bologna, 16 marzo 2009

2 Le donne trovano maggiori ostacoli a svolgere la professione di avvocato LE DONNE AVVOCATO abbandonano la professione più facilmente dei loro colleghi uomini ANZIANITA PROFESSIONALE da 0 a 5 anni da 6 a 10 anni da 11 a 15 anni da 16 a 20 anni da 21 a 25 anni da 26 a 30 anni TOTALE NUMERO ABBANDONI PER UNA GENERAZIONE DI MILLE AVVOCATI DONNE UOMINI

3 guadagnano molto meno dei loro colleghi uom ini CLASSE DI ETA minore di >= 65 anni TOTALE REDDITO PROFESSIONALE MEDIO DONNE UOMINI LE DONNE AVVOCATO uno sguardo oltre i confini nazionali U.S.A. il 31% delle donne avvocato abbandona la professione contro il 18% dei colleghi uomini le donne guadagnano il 50% in meno dei loro colleghi uomini

4 come intervenire per equilibrare le opportunità tra uomini e donne? Cambiamento mentalità M aggiore flessibilità nell organizzazione degli studi professionali M aggiore e più funzionale offerta di servizi sociali di sostegno alla famiglia e tutela della maternità Nuovi interventi, anche di natura economica, in favore della madri avvocato da parte del proprio ente previdenziale Sul numero di novembre della rivista Il lavoro nella giurisprudenza, pag , è stato pubblicato un interessate fondo della Prof. Piera Fabris, professore di diritto del lavoro all Università di Ferrara, la quale affronta la medesima tematica. Ivi si legge che l azione positiva verso la donna per incentivarne la partecipazione alla vita lavorativa appare abbastanza deludente e, in ogni caso, il risultato è perverso: il tasso di occupazione delle donne aumenta, a prezzo però di condannarle, il più delle volte, a dividersi tra casa e lavoro, utilizzando appunto contratti ed orari flessibili quando non sommersi con conseguente emarginazione e segregazione in qualifiche si scarso contenuto professionale. È ovvio che queste conseguenze colpiscono prevalentemente i ceti meno abbienti della società perché le donne appartenenti a classi sociali medio alte possono giovarsi, almeno entro certi limiti ed in proporzione al grado di disponibilità

5 economiche di aiuti esterni, a pagamento, che ne agevolano sostanzialmente la gestione. Secondo l illustre docente occorre veramente un cambio di passo per affrontare efficacemente il problema della conciliazione tra vita professionale e vita familiare dei lavoratori, ma non nell impostazione asfittica accolta dalla comunità europea e dalle diversi leggi nazionali di attuazione delle direttive e programmi della medesima (rapporto sullo stato di attuazione del piano nazionale di riforma presentato dal Governo italiano secondo le procedure delle strategie di Lisbona alla Commissione europea per l anno 2008): è necessario infatti affrontare il problema nella sua essenziale complessità della quale la disuguaglianza di fatto della donna rispetto all uomo è soltanto una delle componenti che, in quanto tale, non ne esaurisce la portata. Il Cnel nel suo recente rapporto sulle politiche familiari: bisogni sociali, servizi innovati, modelli di sostegno, osservazioni e proposte, 2007 considera la posizione della famiglia nella società e nella legislazione a larghissimo raggio, con riferimento al sistema di fiscalità della politica della casa, delle misure a sostegno della famiglia e dei servizi soprattutto dopo i recenti mutamenti costituzionali ed i più recenti mutamenti del Legislatore (legge 328/2000 sui servizi integrati, legge n. 53/2000 e Finanziaria 2007). La scarsità delle politiche di sostegno in Italia il 4,4% della spesa sociale contro una media UE del 7,8% - testimonia che la famiglia è ancora pensata nella funzione di supplenza piuttosto che di investimento e di risorsa imprescindibile e punto di riferimento attivo e promozionale di politiche sociali innovative improntante sulla sussidiarietà orizzontale.

6 Tale carenza è aggravata inoltre dalla confusione, in termini culturali, tra politiche specifiche per la famiglia e politiche di contrasto alla povertà che rimangono, peraltro, carenti. Più in generale, ed in estrema sintesi, il Cnel auspica la promozione delle risorse negli aspetti fondamentali dell essere famiglia: l assunzione di responsabilità, l affermazione del ruolo genitoriale, la cura e l accudimento dei figli, ritenendo che anche i pur significativi provvedimenti introdotti recentemente dalla Finanziaria 2007, potenziati poi dalla Finanziaria 2008 rappresentino soltanto un inizio, soprattutto se rapportati al rilevante costo economico dei figli in relazione agli investimenti che la famiglia fa in formazione, studi, ecc... per renderli competiti sul mercato del lavoro comunitario e internazionale. Se la donna non deve essere l unica figura sulla quale caricare il peso di cura familiare occorre predisporre un sistema di Welfare avanzato che affianchi alla famiglia tutta una completa rete di servizi idonei a creare un efficiente sistema di protezione sociale che consenta, però, di distribuire il carico equamente tra i soggetti coinvolti e la società. Il 2007 è stato l anno europeo delle pari opportunità per tutti. Sarà necessario eliminare gli stereotipi di genere nell istruzione, nella formazione, nella cultura, nel mercato del lavoro, nei mezzi di comunicazione promuovendo orari di lavoro più flessibili per donne e uomini, aumentare i servizi di custodia dei figli minori, perseguire migliori politiche di conciliazione tra lavoro e vita familiare per donne e uomini. Cassa Forense potrà considerare e studiare come rendere il regime previdenziale più favorevole all occupazione della donna avvocato.

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