L evoluzione felina di OS X

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1 L evoluzione felina di OS X Da Cheetah a Lion, passando per NeXTSTEP e Rhapsody

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3 Indice Prefazione 5 Le origini e la Public Beta 7 Mac OS X 10.0 Cheetah 12 Mac OS X 10.1 Puma 15 Mac OS X 10.2 Jaguar 18 Mac OS X 10.3 Panther 21 Mac OS X 10.4 Tiger 24 Mac OS X 10.5 Leopard 29 Mac OS X 10.6 Snow Leopard 33 OS X 10.7 Lion 37 itunes, Safari, ilife e iwork 43 Da itools a icloud 56 Tabella temporale NeXT/Apple/Microsoft 59 Bibliografia e note legali 61 Versione 1.0 Pubblicata il 3 agosto 2011

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5 Prefazione Una serie davvero lunga, quella di OS X, conosciuto ancor meglio prima di Lion come Mac OS X. Il sistema operativo di Apple ne ha fatta di strada, da quel lontano 24 marzo 2001, quando venne rilasciata la prima versione, la 10.0, nome in codice Cheetah. Lo scopo di questo ebook è appunto di fare un viaggio a ritroso, partendo dagli albori di NeXTSTEP per arrivare fino a Lion stesso. Questo ebook rappresenta una versione leggermente estesa di quanto è disponibile sul sito di SaggiaMente: contiene alcune immagini in più e soprattutto alcuni articoli in più, precisamente quello dedicato a Lion, che è stato inserito per completezza nella collana e quello dedicato a storici companion che hanno affiancato OS X in tutta la sua storia, come Safari, itunes, ilife, iwork e i servizi online offerti da Apple. Prima di incominciare, desidererei fare un ringraziamento a Maurizio Natali, il grande autore di SaggiaMente, il sito su cui scrivo per quanto riguarda il mondo Apple, che ha sostenuto l idea, pur rimanendo all oscuro quasi fino all ultimo di questo libro. In effetti, sembra strutturato davvero come un libro, questo perché ho voluto divertirmi a farlo somigliare il più possibile a un libro stampato. Com è nata questa idea? Quasi per caso: in realtà, avevo pensato a una cosa del genere inizialmente per la sezione Apple del forum di Tom s Hardware Italia, del quale sono utente. Non era per celebrare Lion, ma più per festeggiare appunto i dieci anni di OS X, che ricorrono proprio quest anno. Una simile iniziativa era stata fatta sempre da me lo scorso anno nella sezione Windows per i venticinque anni del sistema operativo Microsoft. Purtroppo mi sono perso in altre cose e non ci ho più pensato, fino a qualche settimana fa. Le vacanze incombevano e mi spiaceva lasciare SaggiaMente senza articoli per quindici giorni, lasciando tutto il carico al solo Maurizio. Così gli ho lanciato la proposta. Da proposta l ho tramutata in realtà. Anche fin troppo: l ebook non era previsto, avrei dovuto fermarmi a otto articoli sul sito già programmati per la pubblicazione e basta. Se però decido di voler fare una cosa è difficile che mi fermi. Così è stato ed è nato questo ebook. Il libro è una vera e propria one more thing, da conservare, ovviamente se si vuole. La disposizione delle pagine è stata studiata anche per la stampa fronte-retro, proprio come un libro. Nel crearlo ho cercato di farlo il meglio possibile, non eccedendo con termini tecnici e tenendo sotto controllo ortografia e grammatica anche grazie al correttore dell elaboratore di testi. Inoltre, non è certamente completo, delle cose mi possono essere sfuggite o state volontariamente saltate perché poco influenti. Spero sia di gradimento per il lettore, almeno quanto ho gradito io a crearlo e curarlo. Qualora non fosse così, me ne dispiace ma la vita, in fondo, continua lo stesso. Terrò conto delle critiche per eventuali iniziative successive. Buona lettura. Razziatore 5

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7 Le origini e la Public Beta Eccoci dunque all inizio di questa serie, che in contemporanea col lancio di Lion ci porterà a fare un viaggio nel tempo tra i vari Mac-felini, partendo dagli inizi per arrivare fino a Snow Leopard. Come direbbe Roberto Giacobbo di Voyager: Spero siate comodi, il viaggio sta per cominciare! NeXTSTEP in azione Come iniziare senza fare una breve citazione degli antenati di OS X? Il primo tra tutti è sicuramente NeXTSTEP. Creatura della NeXT Computer di Steve Jobs, già esiliato 7

8 da Apple alcuni anni prima, mostrò subito una notevole modernità ai tempi del suo lancio. Correva l anno 1988, anno in cui il must in ambito Apple era il System 6 mentre in ambito Microsoft il sistema di riferimento era Windows 2.0, che mandò su tutte le furie l azienda di Cupertino al punto che si aprì una vera e propria battaglia legale che si chiuderà solo molti anni dopo. A Jobs tutto questo poco interessava, adesso era a tutti gli effetti competitor dell azienda che egli stesso aveva contribuito a fondare. Il nuovo sistema operativo fu lanciato il 12 ottobre di quell anno in una versione preliminare, la 0.8. Il rilascio stabile, 1.0, arrivò il 18 settembre NeXTSTEP presentava molte delle caratteristiche che ancora oggi sono ben visibili in OS X: fondamenta UNIX, basato sul microkernel Mach, un linguaggio di programmazione chiamato Objective-C e un elemento peculiare e davvero distintivo della sua interfaccia grafica, chiamato Dock. Suona tutto alquanto familiare, vero? NeXTSTEP, che ai tempi girava sui processori Motorola 68000, esattamente come faceva Apple con i Macintosh, era un sistema davvero molto avanzato: quell interfaccia con elementi tridimensionali e in full color era qualcosa di nuovo nel panorama dei sistemi operativi, sino a allora più funzionali che belli. Il sistema di Jobs mirava a un ambiente operativo funzionale e bello, cosa che gli riuscì piuttosto bene: forniva ottime basi per la programmazione, la tipografia e anche per la produzione audio/video. NeXTSTEP ha avuto anche un importante ruolo nella formazione di Internet come lo conosciamo oggi: il primo browser, WorldWideWeb, fu sviluppato dal CERN proprio sul sistema di Jobs. WorldWideWeb, il primo browser La vita di NeXTSTEP andò formalmente verso la conclusione nel 1995 con la release 3.3, in grado di girare sia sui computer NeXT basati sui Motorola sia sui PC 8

9 Intel x86. Jobs aveva già altri piani: collaborava con altre aziende, tra cui Sun Microsystems, alla creazione di un sistema operativo ancor più raffinato del precedente, che potesse addirittura diventare un punto di riferimento anche per le altre piattaforme esistenti, grazie a librerie utilizzabili su sistemi come Solaris e Windows NT. Nacque così OpenSTEP, quello che doveva essere, negli intenti di NeXT, il successore di NeXTSTEP. Vi fu il tempo di una Beta per la versione 4.0, poi la vita fece una svolta improvvisa: un Apple sempre più a rischio fallimento decise di giocarsi il tutto per tutto, annunciando il 20 dicembre 1996 e perfezionando il 24 febbraio 1997 l acquisizione di NeXT Computers con conseguente reintegro di Jobs nell organico di Cupertino. Nel giro di pochi mesi Steve tornò al timone di Apple, come CEO. Curioso notare come la carica doveva essere ad interim, quando oggi ormai è una certezza assoluta di Apple. Finisce così commercialmente la vita di NeXTSTEP e OpenSTEP, ma la fine commerciale non corrispose anche alla fine tecnica. Nel 1998, infatti, sulle ceneri di OpenSTEP nacque Rhapsody, che si potrebbe definire il primo vero progenitore di OS X. Il sistema era infatti a marchio Apple, basato sul look n feel del contemporaneo Mac OS 8 ma con il cuore derivato direttamente dal nuovo knowhow portato in dote dal ritorno di Jobs. Il parco applicativo era invece costituito da un mix dei due sistemi, con alcuni come Mail e TextEdit portati direttamente da OpenSTEP, altri come QuickTime portati da Mac OS e altri ancora che provenivano da un meglio di, come il nuovo Finder che era basato sul collega Workspace Manager proveniente da OpenSTEP. La prima dimostrazione di Rhapsody avvenne al WWDC del 1997, seguita da ben cinque Developer Preview, di cui le prime due disponibili non solo per i PowerPC, da qualche anno adottati da Apple, ma anche per i normali PC Intel x86. Era un mondo tutto nuovo, che si distaccava nettamente dal vecchio Mac OS. A far da ponte tra il vecchio e il nuovo c era la Blue Box, una copia virtualizzata di Mac OS 8 per PowerPC che consentiva l uso in emulazione di programmi nati per il vecchio sistema operativo. Per chi intendesse sfruttare tutte le nuove potenzialità offerte da Rhapsody, c era Yellow Box, un set di librerie. Pensato anche per il mercato consumer, Rhapsody ottenne un interesse alquanto tiepido, al punto che Jobs decise di mettere temporaneamente nel cassetto le intenzioni in ambito consumer per concentrarsi sui server. Da questa decisione, nel 1999 nacquero sul lato consumer Mac OS 9, che proseguiva sul tradizionale filone e sul lato server Mac OS X Server 1.0, che invece godeva dei benefici di Rhapsody. La resa di Steve sul lato consumer fu solo temporanea. I lavori per un nuovo Mac OS, completamente basato sulle solide fondamenta portate da NeXT e affinate da Rhapsody, erano già in corso. Il cuore del nuovo sistema fu chiamato nel 2000 Darwin, nome che porta ancora adesso. Nel frattempo, iniziarono a essere distribuite internamente le Developer Preview, che furono quattro in tutto. A giugno dello stesso anno Jobs sul palco del MacWorld Expo presentò una versione dimostrativa pienamente funzionante di Mac OS X, il nuovo sistema operativo consumer di Apple, previsto per l uscita nel corso del La presentazione fu particolare, perché per dimostrare al meglio le capacità del nuovo sistema operativo Jobs avviò una applicazione appositamente difettata chiamata Bomb. Al contrario di 9

10 quanto faceva Mac OS 9, che in caso di crash di una applicazione costringeva al riavvio di tutto il sistema, Mac OS X chiudeva semplicemente l applicazione andata in crash, lasciando inalterate le altre già in esecuzione grazie alle tecnologie per la memoria protetta incluse nelle sue fondamenta. Oltre a questo, Mac OS X presentava finalmente un multitasking moderno, di tipo a pre-rilascio, cosa non disponibile nei precedenti sistemi operativi Apple. Anche l interfaccia era cambiata, presentandosi com è in parte conosciuta ancora oggi: Aqua. Icone nuove, finestre totalmente rifatte nel look, animazioni e trasparenze. Ancor più importante di ciò era la presenza della Dock, grande eredità di NeXTSTEP e OpenSTEP, che adesso sfoggiava un aspetto moderno e ancor più funzionale di prima. Tutto ciò dava un pesante sapore di antico al principale concorrente, Windows, che solo con XP iniziò a rimodernarsi nel look, ma non allo stesso livello di profondità cui è giunto Mac OS X. Il 13 settembre venne rilasciata finalmente la Public Beta, la prima versione di test di Mac OS X disponibile al pubblico. Mac OS X Public Beta Bisogna proprio dire che era alquanto da coraggiosi spendere 29,95 $ con la consapevolezza che i bug erano all ordine del giorno e che il sistema era ben lungi dall essere completo. Non si poteva stampare, gli ambienti di sviluppo per le applicazioni non Cocoa, sia Classic sia Carbon, erano ancora in uno stato primitivo e per navigare in Rete bisognava affidarsi a delle Beta di Internet Explorer, che ai tempi era il browser predefinito dei sistemi Apple in virtù di famosi accordi con 10

11 Microsoft stabiliti nel 1997, oppure a OmniWeb di OmniGroup, l unica variazione concessa rispetto al browser di Redmond per la Public Beta di Mac OS X. Anche alcuni aspetti dell interfaccia grafica furono piuttosto criticati, come il menu Apple al centro, che fu riposizionato per il rilascio finale nel suo posto usuale, alla sinistra prima dei menu. Per il resto, la dotazione comprendeva varie applicazioni che ancora oggi sono conosciute e utilizzate: Anteprima, Mail, Rubrica Indirizzi, Stickies, TextEdit e altre ancora. Ancora sconosciuto, per un po di mesi, sarà itunes, che viene temporaneamente anticipato da un più generico e scarno Music Player. I lavori proseguirono sempre più alacremente, portando più maturità al sistema e alle sue applicazioni. Il 24 marzo 2001, mentre la Public Beta si avvicinava alla scadenza prevista da Apple, fu rilasciato finalmente Cheetah, la versione 10.0 di Mac OS X. Ma di questo si parlerà nel prossimo capitolo. 11

12 Mac OS X 10.0 Cheetah Ecco il primo felino della nuova serie Apple. Cheetah, in italiano ghepardo, fu rilasciato il 24 marzo La prima versione di Mac OS X, la Al prezzo di 129 $, Cheetah rappresentava un notevole aggiornamento rispetto alla Public Beta, i cui utenti erano stati ricompensati del testing con uno sconto sul sistema in versione definitiva pari al prezzo pagato per la Beta, ossia 29,95 $. A onor del vero, va detto come agli inizi Apple usasse i felini solo come nome in codice per i sistemi in fase di sviluppo, senza poi riutilizzarli anche per il rilascio commerciale. Questa tradizione sarà utilizzata a livello di marketing solo da Jaguar in poi. I requisiti minimi ufficiali di sistema per l epoca erano discretamente equilibrati: si partiva da un processore G3 con 128 MB di RAM e 800 MB di spazio libero su hard disk. In realtà c erano alcune cose cui prestare attenzione. La prima era lo spazio su disco richiesto: 800 MB sì, ma solo per l installazione minimale! Il requisito per 12

13 un installazione completa di Mac OS X era di 1,5 GB. L altro aspetto critico era la RAM. In media, la memoria installata di default sui Mac dell epoca era di 64 MB, contro i 128 richiesti da Cheetah. Ciò provocò un po di mugugni tra gli utenti, che si sentivano in parte presi in giro da questo requisito. In realtà, Apple era conscia che molti dei suoi Mac rischiavano di essere tagliati fuori e se da un lato dichiarava come requisito 128 MB di RAM dall altro permetteva tranquillamente l installazione e l uso del sistema anche con 64 MB. Mac OS X 10.0 Cheetah Come scritto in precedenza, Cheetah si basava sui feedback della Public Beta e presentava vari miglioramenti. Oltre alle caratteristiche già viste con la Beta, tra cui l interfaccia Aqua, la Dock e applicazioni come Mail e TextEdit fu introdotto il supporto ai PDF e AppleScript. Non fu solo NeXTSTEP a contribuire al sistema operativo: molti contributi arrivarono anche da Mac OS Classic, come il file system HFS+, Aggiornamento Software e il sistema di ricerca Sherlock, antenato di Spotlight. L esecuzione delle applicazioni compilate per i vecchi sistemi Apple era garantita da Classic, in sostanza una macchina virtuale con Mac OS 9. 13

14 Sherlock Tuttavia, il fatto che si trattava di una prima release era ben visibile, al punto che Apple non si fidò a mandarlo allo sbaraglio e fu affiancato in dual boot dal più collaudato Mac OS 9.1. Scelta saggia: il sistema si rivelò piuttosto instabile, con kernel panic e problemi di performance soprattutto relativi all interfaccia grafica, ma soprattutto mancante di moltissime funzionalità presenti nella precedente versione. La riproduzione dei DVD e la masterizzazione dei CD, ad esempio, erano possibili con Mac OS 9.1 ma non con Mac OS X Per quanto riguarda la masterizzazione, il problema fu parzialmente risolto con la , anche se si trattiva solamente di un supporto minimo alla masterizzazione di CD audio da fare tramite l appena nato itunes. Anche l uso in ambiti aziendali era di fatto impossibile: non dialogava con i vecchi Mac OS poiché era sprovvisto del protocollo AppleTalk e non dialogava nemmeno con i sistemi Windows giacché non supportava ancora il protocollo SMB. A tutto ciò si aggiungevano dei grossi problemi di compatibilità con l hardware dell epoca, soprattutto stampanti. Insomma, un debutto alquanto disastroso. Mac OS X 10.0 fu rilasciato in due versioni: 1Z e 2Z. A livello funzionale erano identiche, cambiavano le lingue presenti. Il primo CD, 1Z, conteneva solo le otto lingue principali, tra cui l italiano. Il supporto a molte lingue asiatiche, come il cinese e il coreano, fu delegato al secondo CD, 2Z. Anche quest aspetto rese il sistema operativo piuttosto confusionario, al punto che già dalla versione successiva si decise di evitare questi problemi e di includere tutte le quindici lingue previste in un unico supporto. Per quanto riguarda gli aggiornamenti, ve ne furono in totale quattro. Si partì con la il 14 aprile 2001 e si terminò con la appena due mesi dopo, il 21 giugno. L impatto disastroso del sistema portò Apple a creare un aggiornamento molto più corposo, che alla fine divenne una nuova versione del sistema operativo. Si trattava di Puma, Mac OS X 10.1, di cui si parlerà nel prossimo capitolo. Canzone del welcome video: Sofa Surfers Sofa Rockers (Richard Dorfmeister Remix), in uso fino a Mac OS X 10.2 incluso 14

15 Mac OS X 10.1 Puma Al contrario di Cheetah, Puma si rivelò una versione di Mac OS X molto più matura. La 10.1 fu rilasciata il 25 settembre 2001 e, per farsi perdonare per le delusioni della 10.0, Apple decise di rilasciarla come aggiornamento completamente gratuito per la versione precedente. In realtà il rilascio del 25 settembre fu una sorta di anteprima poiché gli impiegati Apple distribuirono le prime copie ai partecipanti del keynote di presentazione tenuto da Jobs alla conferenza Seybold tenutasi a San Francisco. Il vero debutto avvenne un mese dopo, il 25 ottobre, quando finalmente fu distribuita presso gli Apple Store e preinstallata sui nuovi Mac di fabbrica. I requisiti minimi erano gli stessi di Cheetah: processore G3 e 128 MB di RAM. L unica mezza variazione avvenne riguardo allo spazio su disco richiesto: essendo gli 800 MB indicati in precedenza piuttosto ingannevoli poiché erano per un installazione minimale, ora il minimo era diventato lo stesso che in precedenza era indicato per l installazione completa, ossia 1,5 GB. Esattamente come la precedente versione era anche la possibilità di installare il sistema avendo soli 64 MB di RAM invece che i 128 ufficialmente richiesti. 15

16 Mac OS X 10.1 Puma La nuova versione risolse molti dei problemi che avevano afflitto la Finalmente le prestazioni erano migliorate di netto, soprattutto in ambito grafico. Ora è presente anche un migliore supporto a CD e DVD grazie a nuovi strumenti per la masterizzazione e la riproduzione integrati nel sistema operativo. Anche la scarsità di driver per stampanti fu presa di petto, con nuovi driver per oltre 200 prodotti. A tutto ciò si aggiunse una nuova versione di ColorSync, un sistema di strumenti e librerie per la gestione dei colori e Acquisizione Immagine, strumento per acquisire da scanner e fotocamere digitali. AppleScript Studio garantiva invece un ambiente grafico più confortevole per la creazione di script nel nuovo linguaggio messo a disposizione con Mac OS X. 16

17 Ancora Puma in azione Puma non fu però esente da critiche: le principali lamentele riguardavano ancora una volta i settori in cui già era debole la Le prestazioni non erano ancora ritenute all altezza di quanto il sistema prometteva e il supporto hardware rimaneva sotto la media. Tuttavia Apple decise di dare molta più fiducia al suo nuovo sistema operativo, eleggendolo dalla come ambiente di default in cui si avviavano i Mac, pur mantenendo anche Mac OS 9.2 in dual boot. Gli aggiornamenti per Puma furono in totale cinque. Il primo, , fu rilasciato il 12 novembre 2001, mentre l ultimo, , arrivò il 5 giugno A quel punto non c era più bisogno di proseguire con aggiornamenti. I pensieri erano ora rivolti a Jaguar, oggetto del prossimo capitolo. Canzone del welcome video: come Mac OS X

18 Mac OS X 10.2 Jaguar Mac OS X 10.2, nome in codice Jaguar, giaguaro, fu rilasciato il 24 agosto del 2002, dopo essere stato presentato al WWDC dello stesso anno. Fu la versione della svolta, per Mac OS X. Apple riteneva infatti il sistema sufficientemente maturo per potersi sbarazzare del vecchio Mac OS 9.2.2, giunto ormai al limite delle sue possibilità. Per celebrare il cambiamento di rotta definitivo, Steve Jobs simulò un funerale per il vecchio Mac OS 9, con tanto di bara, fiori, musica funebre e commiato! Jaguar fu inoltre la prima versione a introdurre varie novità arrivate sino ai tempi più recenti. La prima fu il Family Pack, una edizione a prezzo maggiorato del sistema operativo che consentiva l installazione del prodotto su un massimo di cinque Mac. La seconda, in uso tutt oggi, fu la trasformazione del nome in codice felino da semplice identificativo in fase di sviluppo a vero e proprio nome commerciale. Stavolta niente aggiornamento gratis: come dimostrato anche dall esistenza del 18

19 Family Pack, Apple decise che le nuove versioni di Mac OS X dovevano tornare a essere a pagamento. Un altro segno che a Cupertino si credeva fortemente nella sua maturità. I requisiti minimi di sistema non erano cambiati poi più di tanto rispetto ai precedenti sistemi: il processore richiesto era un G3 da 233 MHz, affiancato da 128 MB di RAM. Il consiglio di Apple era però quello di fornire maggiore memoria al sistema operativo: l ideale erano 256 o addirittura 512 MB. I più coraggiosi potevano anche utilizzarlo con soli 96 MB di RAM, ma i risultati non erano certo dei più soddisfacenti. Mac OS X 10.2 Jaguar Tante furono le novità introdotte con Jaguar. Vi furono netti miglioramenti prestazionali e nuove funzionalità per gli applicativi già esistenti. I contatti di Rubrica Indirizzi erano ora utilizzabili per qualsiasi applicazione ne facesse richiesta, mentre Mail fu dotato di un filtro anti-spam. Anche il Finder ebbe dei miglioramenti, con una barra di ricerca direttamente integrata nella sua finestra. Tanto per rimanere in tema di ricerche, la nuova versione 3 di Sherlock era in grado di cercare contenuti in Rete attraverso vari canali di riferimento, inclusi ebay e molti altri. Per ciò che concerne invece le novità assolute, quanto fu introdotto servì a 19

20 risolvere in modo definitivo, almeno nelle speranze di Apple, i problemi che avevano afflitto le versioni precedenti di Mac OS X. Per l annoso problema delle poche stampanti si decise di effettuare un altro prestito dalla base UNIX che accomunava almeno in parte Mac OS X ad altri sistemi. Il prestito fu un vero successo: il modulo di stampa CUPS si rivelò molto più efficiente dei precedenti tentativi di Apple, al punto che l azienda di Jobs nel 2007 assunse il suo sviluppatore Michael Sweet e acquistò anche il codice, mantenendolo comunque Open Source. Per quanto riguarda il supporto alle reti Windows, Jaguar beneficiò di decise migliorie, con tutti i nuovi strumenti offerti da Samba, l implementazione Open Source del protocollo SMB utilizzato da Microsoft. Furono poi risolti definitivamente i problemi di performance dell interfaccia grafica grazie a Quartz Extreme, che consentì di spostare l onere di disegnare le finestre e i vari elementi dell interfaccia dal processore alla scheda grafica. Per terminare il paragrafo riguardante le novità, due nuove applicazioni fecero il loro debutto con Jaguar: ichat, l applicazione per la messaggistica istantanea inizialmente pensata per il circuito di America On Line e poi espansa a molti altri usi e Inkwell, un sistema di riconoscimento della scrittura a mano libera. Anche la schermata di boot cambiò, assumendo il logo grigio Apple presente ancora tutt oggi. Jaguar rappresentò un rilascio sicuramente fortunato per Apple, che ebbe recensioni molto più favorevoli rispetto alle precedenti versioni. Rimasero tuttavia delle critiche concernenti le performance del sistema, che ancora non convincevano tutti. Per quanto riguarda gli aggiornamenti, il sistema operativo ne ebbe in totale otto, anche se uno, , fu riservato solo a determinati Mac e mai distribuito per gli altri. Il primo, , fu rilasciato il 24 agosto 2002, mentre l ultimo, , arrivò il 3 ottobre Molte cose in quell anno stavano cambiando: Apple aveva deciso di alzare il livello della sfida con Microsoft, smarcandosi definitivamente da Internet Explorer per lanciare il suo browser proprietario, Safari. Disponibile anche per Mac OS X 10.2, vedrà la sua consacrazione solo con Panther, oggetto del capitolo successivo. Canzone del welcome video: come Mac OS X

21 Mac OS X 10.3 Panther Mac OS X Panther, versione 10.3, fu presentato al WWDC 2003 e rilasciato il 24 ottobre dello stesso anno. Il nome del felino scelto è piuttosto curioso: non molti sanno, infatti, che la pantera, come animale Non esiste! Il termine pantera è solo un sinonimo comune per diversi altri tipi di felini nelle varie zone del mondo: in Africa e Asia, la pantera è sinonimo di leopardo, mentre nell America settentrionale la pantera è il puma e in quella centro-meridionale è il giaguaro. Quella in foto è una pantera nera: più specificatamente, l esemplare della foto non è altro che un giaguaro con il pelo nero. Insomma, probabilmente Apple è stata poco attenta nella scelta del nome, poiché pantera può essere sinonimo valido per più felini, secondo la zona della Terra in cui ci si trova. Terminando la digressione zoologica e tornando in territorio Apple, i requisiti minimi di Panther erano, di fatto, gli stessi di Jaguar: processore G3 da almeno 233 MHz, 128 MB di RAM, 1,5 GB di spazio su disco. Sempre come Jaguar, la RAM consigliata per far girare al meglio il sistema era di 512 MB. Alcune caratteristiche aggiuntive richiedevano altri requisiti minimi, come una webcam e una connessione a Internet sempre attiva. Da segnalare inoltre che Panther richiedeva un nuovo tipo di firmware ROM presente nei Mac, chiamato New World. Tuttavia, con alcuni trucchi il sistema funzionava anche sui vecchi Mac con la cosiddetta Old World ROM. 21

22 Mac OS X 10.3 Panther Apple affermò di avere introdotto con Jaguar oltre 150 nuove funzionalità. Naturalmente, non si possono riportare tutte quante, perciò saranno descritte quelle principali, che comunque non sono per niente poche. L interfaccia in primis ebbe numerosi ritocchi, che coinvolsero soprattutto l aspetto delle finestre, diventate ora di metallo spazzolato rispetto alle trasparenze mostrate nelle precedenti versioni. Il Finder si arricchì di nuovi elementi, come la cancellazione sicura, le etichette per i file e il supporto agli archivi ZIP. TextEdit guadagnò il supporto ai file di Microsoft Word, mentre Anteprima migliorò molto le sue prestazioni con il rendering dei PDF. ichat, lanciato con Jaguar, ora aveva il supporto audio/video, consentendo agli utenti di effettuare conversazioni non più solo testuali. Non sono state arricchite le features già esistenti: tante altre ne sono state aggiunte. La prima diverrà un must di Mac OS X: Exposé, che forniva all utente un quadro d insieme di tutte le finestre e le applicazioni aperte presentandole sotto forma di piccole anteprime cliccabili. Altra applicazione ufficialmente introdotta con Panther fu Safari, il nuovo browser di Apple basato su WebKit che sostituì definitivamente Internet Explorer. Anche FileVault, applicazione per proteggere con crittografia la cartella home dell utente, è una novità di Panther. Per finire, si segnalano miglioramenti all interoperabilità con Windows, tra cui il supporto per le VPN con SecurID e la possibilità di inviare e ricevere fax con le applicazioni incluse 22

23 nel sistema operativo. Exposé Mac OS X 10.3 ebbe nove aggiornamenti. Il primo, , fu rilasciato il 10 novembre 2003, a poche settimane dalla messa in vendita del prodotto. L ultimo, , arrivò il 15 aprile 2005, a ridosso della nuova versione di Mac OS X, Tiger. Se Panther, come testimoniato dalle nuove funzionalità presenti, ha dimostrato di essere un rilascio di notevole consolidamento per Mac OS X, Tiger si rivelerà un progetto molto più ambizioso, che cambierà radicalmente Apple e i suoi utenti. Di questo però si occuperà il prossimo capitolo. Canzone del welcome video: Röyksopp Eple; in norvegese, lingua nativa del gruppo musicale, eple significa proprio apple, mela 23

24 Mac OS X 10.4 Tiger Mac OS X Tiger, versione 10.4, è un sistema operativo che merita di essere approfondito leggermente di più rispetto agli altri, perché è stato protagonista di un cambiamento davvero forte che ancora oggi si riflette nel mondo Mac. La tigre, annunciata al WWDC 2004 sotto forma di Developer Preview e rilasciata il 29 aprile 2005, poco tempo dopo la sua uscita diverrà protagonista di un vero e proprio cambio di architettura e di piattaforma. Il teatro dell annuncio è il WWDC 2005, svoltosi tra il 6 e il 10 giugno. Nessuno sembrava sapere cosa sarebbe stato presentato durante il consueto keynote inaugurale di Steve Jobs. Non c erano molti indizi su qualcosa di veramente nuovo in arrivo a tal punto da meritare il palcoscenico del Moscone West, lo storico teatro di tutti i WWDC degli ultimi anni, compreso quello del 2011 passato da appena un mese. Alcune indiscrezioni che parlavano di un imminente transizione ai processori Intel da parte di Apple già circolavano, ma ben pochi ci davano peso, poiché i PowerPC sembravano ancora soddisfare nonostante qualche mugugno riguardante i processori a 64-bit ancora non disponibili per i portatili e la roadmap futura non del tutto chiara di IBM. Nessuno immaginava che quei rumors erano veri. Quel mattino, ora di San Francisco, del 6 giugno, Jobs prese la parola e dopo i soliti dati statistici e finanziari di rito, sganciò la bomba: Mac OS X, sin dalla sua prima versione, aveva una doppia vita. Accanto alle compilazioni ufficiali per i Mac con PowerPC, vi erano delle build fatte per processori Intel x86. Dopo avere annunciato questa doppia vita 24

25 di Mac OS X, Steve ruppe gli indugi: per Apple era ora di cambiare. Da PowerPC si passava a Intel, la stessa piattaforma alla base dei PC con Windows e tenuta lontana da Apple per tanto tempo. Il passaggio fu spiegato da Jobs come necessario: la roadmap di IBM per PowerPC in ambito consumer era troppo fumosa, piena di promesse mai mantenute, quali i già citati processori a 64-bit per i portatili e il raggiungimento dei 3 GHz. Gli approcci con Intel avevano fatto inoltre emergere come il rapporto prestazioni/consumi dei processori di Santa Clara fosse nettamente superiori rispetto alle controparti per PowerPC, garantendo anche uno sviluppo costante e duraturo. La transizione sarebbe iniziata da quello stesso giorno per gli sviluppatori e si sarebbe completata nell arco di due anni. In aiuto, Apple offrì un Developer Transition Kit che comprendeva un PowerMac modificato dotato di processore Intel, alla modica cifra di 999 $. Per gli utenti, la transizione iniziò ufficialmente a gennaio 2006 con i primi MacBook e MacBook Pro basati sulla piattaforma Core Duo e terminò piuttosto rapidamente con l arrivo di Xserve a ottobre dello stesso anno. Tiger fu il primo sistema operativo Apple ufficialmente disponibile per PowerPC e x86, onorando la promessa dell azienda di supportare la vecchia piattaforma ancora per molti anni. Analizzando il tutto con lucidità come tanti anni possono dare, non doveva poi così essere una sorpresa, comunque, che Mac OS X fosse già pronto per sbarcare su Intel: è una eredita diretta dei suoi antenati, NeXTSTEP prima e Rhapsody dopo, perfettamente in grado di girare anche sull architettura x86. Transizione a parte, il focus iniziale di Tiger era sicuramente sui PowerPC già esistenti. I requisiti minimi di sistema erano più pretenziosi rispetto a Panther: il processore minimo richiesto era un G3 da 300 MHz, mentre la RAM doveva essere di 256 MB. Anche qui, come altre volte, ciò che Apple consigliava era notevolmente di più: 512 MB o addirittura 1 GB. Come altre volte, poi, c era la possibilità di eseguirlo con una quantità di memoria minore rispetto a quello indicato come minimo e Tiger poteva girare anche con soli 128 MB, seppur non fosse un fulmine di guerra. Per quanto riguarda lo spazio su disco, tre erano le scelte: un installazione minimale da 2 GB, una installazione completa da 3 GB, un installazione ancor più completa da 4 GB comprendente gli strumenti di programmazione forniti da Xtools. Mac OS X 10.4 fu la prima versione a richiedere il DVD come supporto d installazione. Dalla data di rilascio fino al 20 marzo 2007 fu comunque offerta la possibilità di ottenere i CD al posto dei DVD, nel caso il proprio Mac non supportasse questi ultimi. Tale possibilità non fu più replicata in futuro, poiché ormai il CD per Apple era questione del passato. Alcuni anni dopo la sorte sta toccando anche ai DVD, come in un ciclo continuo di arrivi e partenze. 25

26 Mac OS X 10.4 Tiger Come per Panther, anche qui Apple dichiara oltre 150 novità. Le innovazioni portate alle applicazioni preesistenti sono veramente tante. Safari 2 introdusse molte migliorie tra cui il supporto ai feed RSS. ichat AV era ora in grado di gestire videoconferenze fino a quattro partecipanti e conferenze solo audio fino a 10, introducendo inoltre il supporto al protocollo XMPP utilizzato inizialmente da GTalk e poi anche dall allora emergente Facebook. Anche Mail fu rinnovato, con una nuova interfaccia grafica e l uso delle Smart Mailbox, che organizzavano i contenuti delle proprie caselle di posta basandosi su parametri di ricerca e controlli parentali. La nuova versione 7 di QuickTime supportava il codec H.264/AVC, assieme a numerosi accorgimenti per il Player di sistema. Esattamente come fu per Panther, ancor più numerose furono le nuove applicazioni introdotte. La più famosa fu sicuramente Spotlight, il sistema di ricerca e indicizzazione basato su metadati, molto più performante rispetto all appena deprecato Sherlock. Altra peculiarità di Tiger fu la Dashboard, un nuovo sistema di widget basato sull uso di HTML, CSS e JavaScript per la creazione di queste mini-applicazioni. Altre novità da ricordare furono inoltre VoiceOver, un sistema completo di strumenti per l accessibilità, Automator, un applicazione per creare script automatizzati e Dizionario, software per cercare termini presso vari dizionari ed enciclopedie in lingua inglese. Così tanti, in generale, furono i miglioramenti funzionali e anche prestazionali che è impossibile poterli elencare tutti. 26

27 Non si possono però evitare di elencare i due cambiamenti che hanno riguardato le sole edizioni per Intel. Il primo è Rosetta, un sistema di emulazione per le applicazioni sviluppate per PowerPC, che in questo modo potevano essere eseguite su Intel pur con qualche perdita di prestazioni. Il secondo è Boot Camp, un assistente al partizionamento e al dual boot con Windows. Poiché i Mac avevano, di fatto, la medesima componentistica di un PC, Apple capì subito che molti avrebbero sfruttato questa peculiarità per usare il sistema operativo di Microsoft anche sul Mac, che tornava utile in caso di applicazioni disponibili solo per Windows, oppure per i giochi, terreno storicamente difficile per i Mac. Boot Camp fu però una feature temporanea: per Tiger era disponibile solo una Beta, che scadde il 31 dicembre La feature in pianta stabile arrivò solo con il successore di Tiger. Da segnalare, oltre alle aggiunte, anche una rimozione: Classic, l ambiente virtuale che consentiva di eseguire applicazioni pensate per Mac OS 9, non fu disponibile per Intel. La stessa sorte sarebbe toccata ai PowerPC con Leopard. La Dashboard di Tiger Mac OS X 10.4 fu un rilascio davvero ben riuscito da parte di Apple, anche sotto il punto di vista delle recensioni. Non tutti sanno inoltre che il sistema fu alla base della prima Apple TV, nascosto sotto un layer grafico semplificato. In totale ha avuto undici aggiornamenti. Ancora oggi è l unico Mac OS X ad aver superato la barriera dei nove aggiornamenti ricevuti. Il primo, , arrivò il 16 maggio 2005, a quasi un mese di distanza dal rilascio iniziale. L ultimo, , fu rilasciato il 14 novembre La cosa curiosa di quest aggiornamento è che arrivò dopo il rilascio della nuova versione di Mac OS X, Leopard. Anche qui, dunque, un primato 27

28 per Tiger, che a oggi è l unico ad aver ricevuto un rilascio di aggiornamento anche dopo l arrivo della nuova versione di Mac OS X. Se questi primati non bastavano, ve ne fu persino uno di durata: Tiger fu sul mercato per ben 30 mesi, cosa mai riuscita a nessun altra versione del sistema operativo Apple giacché il ciclo medio di sostituzione è tra i 18 e i 24 mesi. Insomma, Tiger fu un po una sorta di XP di Apple. Quei trenta mesi di attesa però valsero la pena. Il loro frutto sarà trattato nel prossimo capitolo. Canzone del welcome video: Weevil - Bytecry 28

29 Mac OS X 10.5 Leopard Un attesa veramente lunga, quella tra Tiger e Leopard. La versione 10.5 del sistema operativo Apple uscì il 20 ottobre 2007, dopo vari rinvii. Annunciato brevemente nel corso del WWDC 2005 e presentato nel dettaglio l anno successivo, il leopardo era previsto per l uscita tra fine 2006 e inizio Un nuovo dispositivo Apple, però, concentrò tutta l attenzione dell azienda su di sé: l iphone. La new entry della famiglia di Cupertino richiese, infatti, molta manodopera, che portò inevitabilmente a rimandare Leopard molto più in là rispetto ai piani previsti. Riprendendo un paragone fatto in precedenza, se Tiger si può considerare in piccolo una sorta di XP per Apple, Leopard fu, sempre nel suo piccolo, una sorta di Vista. Ovviamente si parla solo dal punto di vista temporale e non da quello qualitativo, dove vi furono ben note differenze tra i percorsi di Apple e Microsoft. Se già Tiger rappresentò un notevole salto in avanti rispetto ai suoi predecessori, Leopard era ancor più ambizioso e primi testimoni di ciò erano i suoi requisiti minimi di sistema. Unica versione di Mac OS X disponibile in vendita sia per PowerPC sia per Intel, poiché per Tiger il DVD della scatola era solo per i PowerPC, richiedeva almeno un processore G4 da 867 MHz, 512 MB di RAM e nove GB di spazio su disco. Per chi intendesse sviluppare con Leopard, il requisito RAM consigliato era di un GB. Al contrario di Tiger, inoltre, era necessario il lettore DVD: il programma di scambio per ottenere i CD d installazione al posto dei DVD non fu replicato per il nuovo sistema operativo. Come accaduto anche per le versioni precedenti, Leopard poteva essere eseguito su hardware differente rispetto a quello per cui era stato progettato. 29

30 In ambito PowerPC, tramite alcuni trucchi era possibile installare e utilizzare il sistema anche alla presenza di un processore G4 inferiore a 867 MHz. In sostanza, questi trucchi facevano credere al processo d installazione di Leopard che il processore in uso fosse più veloce di quanto effettivamente risultasse. Pollice verso, invece, per i G3: con Leopard non c era verso di poterli utilizzare. I pochi Mac con G3 che poterono usufruire del nuovo sistema operativo erano in realtà stati aggiornati con un G4. Andando invece in ambito Intel, principalmente l uso su hardware non supportato riguardava i cosiddetti hackintosh. Pratica iniziata già con Tiger, solo con Leopard conobbe una vera e propria esplosione, con un botta e risposta tra Apple e le communities dedite all hackintosh. Nonostante gli sforzi fatti dall azienda di Cupertino, l installazione di Leopard è pienamente possibile su una vasta gamma di PC non Apple, grazie ai contro-sforzi fatti dagli utenti di hackintosh e dalle varie distribuzioni nate per far girare Mac OS X al di fuori dei Mac. Ancora gli utenti di Mac PowerPC ignoravano il futuro fato, ma Leopard sarebbe stato il canto del cigno per i loro computer: a partire dalla versione successiva, Mac OS X sarà compilato solo per processori Intel. Mac OS X 10.5 Leopard Non erano solo i robusti requisiti di sistema a far capire l importanza del passaggio da Tiger a Leopard: Apple pubblicizzò oltre 300 nuove funzioni implementate. L interfaccia, in primis, aveva subito numerosi ritocchi: le finestre persero l aspetto di metallo satinato a favore di un grigio chiaro più plasticoso. Introdotto, a dire il vero, già ai tempi di Tiger, solo con Leopard divenne l aspetto predefinito. La barra del menu divenne trasparente, mentre la Dock assunse un aspetto tridimensionale e 30

31 introdusse le Pile, un nuovo modo per aprire le cartelle direttamente dalla Dock quando aggiunte a essa. Il Finder si concesse numerosi ritocchi estetici, ispirandosi a itunes, la cui versione era in quel periodo la 7. Presa da itunes era anche la nuova modalità di visualizzazione Cover Flow, che presentava grandi anteprime degli elementi di una posizione in orizzontale e con un effetto tridimensionale. Novità assoluta era invece Time Machine, una nuova applicazione di backup automatizzato che consentiva il recupero di file persi o sostituiti tramite un interfaccia grafica di alto impatto. Anche Spaces fece il suo debutto con Leopard, portando su Mac OS X un applicazione integrata per la gestione e l uso di desktop virtuali, con la possibilità di spostare e assegnare le applicazioni tra i vari desktop. QuickLook, invece, si propose come sistema di anteprima rapida per moltissimi file, evitando l apertura dei programmi cui sono associati in caso di consultazioni veloci. Non erano delle vere e proprie novità, poiché già viste come parti opzionali, ma per la prima volta integrate nel sistema operativo furono Front Row, un media center modellato sull interfaccia dell Apple TV e Photo Booth, una applicazione per la cattura di foto e filmati tramite la webcam isight integrata nei Mac. Anche Boot Camp, di cui si è parlato già nel capitolo riguardante Tiger, fu ufficializzato con Leopard. Una serie di miglioramenti coinvolse poi le applicazioni preesistenti: Mail guadagnò il supporto ai feed RSS e la creazione di note e to-do, mentre ichat si arricchiva con funzioni quale il login multiplo e Theater, che consentiva di condividere tra i partecipanti alla chat moltissimi contenuti come file multimediali e documenti. Per quanto riguarda le parti fondamentali, fu posto l accento sul supporto alle applicazioni a 64-bit sviluppate in Cocoa, che consentì a Leopard di iniziare un percorso che sarebbe stato completato solo con la versione successiva. La sicurezza fu migliorata con l introduzione della casualizzazione parziale delle librerie usate dal sistema nella memoria, delle sandbox e di un nuovo firewall operante in base alle applicazioni, le quali potevano ricevere o no dati secondo le impostazioni dell utente. Le migliorie incluse furono così tante che ci vorrebbero troppe pagine per scriverle: quelle riportate sono solo una piccola selezione. Cover Flow e QuickLook in azione L accoglienza di Leopard fu piuttosto buona, anche se non mancarono le critiche su alcuni aspetti del sistema. L interfaccia rivisitata non fu gradita da tutti: i più critici ritennero come fosse un netto passo indietro rispetto alla precedente. Nemmeno 31

32 Time Machine sfuggì a recensioni negative: l applicazione era priva di molte funzionalità presenti in software alternativi e non era in grado di salvare backup su dischi collegati alle postazioni AirPort. Questa limitazione fu superata in un aggiornamento successivo al rilascio di Leopard. Anche la sicurezza fu un aspetto piuttosto criticato, su cui si sostenne come gli sforzi di Apple non fossero per nulla adeguati e il nuovo firewall fosse notevolmente peggiore di quello precedente. Un altro punto critico, infine, fu il file system ZFS. Sviluppato da Sun, sembrava essere il candidato ideale per sostituire HFS+, considerato meno efficiente rispetto al nuovo file system. Apple, dopo alcuni approcci iniziali, decise di abbandonare gran parte dei piani riguardanti ZFS, limitandosi solo a un supporto in lettura nella versione Server. Gli aggiornamenti rilasciati per Leopard furono in totale otto. Il primo, , arrivò il 15 novembre 2007, mentre l ultimo, , fu rilasciato il 5 agosto Alla data di pubblicazione di questo libro, Leopard riceve ancora periodici piccoli aggiornamenti riguardanti la sicurezza da parte di Apple. Il fu l ultimo dei grossi aggiornamenti per Leopard anche perché il successore era in arrivo. Il leopardo stava per evolversi. Canzone del welcome video: Honeycut Exhodus Honey, riutilizzata anche per Mac OS X

33 Mac OS X 10.6 Snow Leopard Eccola, l evoluzione di Leopard. Snow Leopard. Ovviamente, in natura il leopardo delle nevi è solo una variante e non un evoluzione del leopardo, ma per Apple si tratta di un importante avanzamento tecnico, necessario per proiettare Mac OS X su un nuovo livello. Mac OS X 10.6 Snow Leopard, rilasciato il 28 agosto 2009, ha avuto il compito di svecchiare il sistema operativo e al contempo innovarlo con novità di rilievo. Sebbene il tutto fosse quasi invisibile agli occhi dell utente, questa versione di Mac OS X fu un autentica ristrutturazione, le cui fondamenta saranno illustrate nel corso di questo capitolo. Una ristrutturazione che durò parecchi mesi, partendo dal WWDC 2008 e passando per varie Developer Preview, fino a quel 28 agosto. Mac OS X 10.6 ha segnato un punto di svolta definitivo nella transizione verso i processori Intel: è stata la prima versione di Mac OS X a non essere compilata per PowerPC. Snow Leopard ha così terminato un supporto che durava dal marzo 1994, 33

34 con il rilascio del System E dire che agli inizi, cioè ai tempi del WWDC 2008, sembravano ancora esserci speranze: si rincorrevano voci secondo cui Apple non avrebbe mollato i PowerPC con Snow Leopard. Queste speranze durarono ancora per parecchi mesi, finché non diventò chiaro che erano speranze vane. I requisiti minimi di sistema erano stavolta rivolti ai soli processori Intel: qualsiasi Mac con x86 andava bene, accompagnato da un GB di RAM e da cinque GB di spazio libero su disco. Altri requisiti, in particolare relativi alla scheda grafica, erano richiesti per l uso di determinate funzionalità. Esattamente come Leopard, anche il nuovo sistema è stato oggetto d interesse da parte del mondo hackintosh. Un interesse che Apple ha tentato di spezzare in tutti i modi, soprattutto con l aggiornamento , che ha tagliato ufficialmente qualsiasi supporto di sistema ai processori Intel Atom, cercando così di evitare la trasformazione di netbook in Mac a basso costo. Tentativi infruttuosi, perché non solo le limitazioni sono state aggirate in poco tempo, ma addirittura la tecnica si è così evoluta al punto che ormai oggi è pratica quasi comune con i giusti accorgimenti poter installare in maniera stabile una qualsiasi copia originale di Mac OS X Snow Leopard su un PC ben compatibile, al punto che la differenza prestazionale rispetto a un Mac reale diventa in vari casi nulla o addirittura a vantaggio dell hackintosh. Mac OS X 10.6 Snow Leopard Snow Leopard fu presentato da Apple come un sistema con zero nuove funzionalità. Tale annuncio, al WWDC 2008, generò molte sorprese e anche qualche malumore, essendo in molti abituati alle centinaia di novità che ogni nuova versione di Mac OS X portava. Le intenzioni di Apple erano di rimuovere il vecchio, cioè i rimasugli 34

35 dell era PowerPC, snellire il sistema e dotare le fondamenta di consistenti innovazioni, in modo che Snow Leopard fosse una buona base per le versioni future. Per invogliare gli utenti al passaggio al nuovo sistema, Apple decise di far leva sul basso prezzo: 29 invogliano certamente più al passaggio rispetto ai 129 che richiedeva Leopard. Nonostante il buon successo dell iniziativa, Snow Leopard ha comunque mantenuto un po una nomea da piccolo aggiornamento, al punto che da alcuni, non solo vicini all area Microsoft ma anche nello stesso mondo Apple, è stato canzonato paragonandolo a una riedizione a pagamento dell aggiornamento tipico del mondo Windows, il Service Pack. Le nuove funzionalità introdotte, però, non erano proprio zero e non erano nemmeno da semplice Service Pack. Snow Leopard ha segnato l introduzione definitiva dei 64-bit in Mac OS X, terminando il percorso che aveva lasciato in sospeso Leopard, il quale a sua volta partì dalle prime basi poste da Tiger. Altra grande novità della 10.6 è stata Grand Central Dispatch, una tecnologia che ottimizza l uso dei processori a più core, ormai standard da diverso tempo sui Mac. Sempre nella ricerca di maggiore efficienza e maggiori prestazioni, Snow Leopard introduce il supporto a OpenCL, un set di librerie che consentono di sfruttare la scheda video anche per i cosiddetti calcoli general purpose, quelli che solitamente sono compito esclusivo del processore. Il rinnovamento ha riguardato non solo le fondamenta ma anche le applicazioni. Il più toccato è stato QuickTime, che con la versione X ora sfrutta appieno le tecnologie di Mac OS X e le schede grafiche supportate, principalmente nvidia, per ottenere maggiori prestazioni nella riproduzione e nella decodifica dei video. Anche il Finder ha subito profondi cambiamenti ed è stato riscritto in Cocoa a 64-bit per usufruire delle innovazioni portate da Snow Leopard. Per Mail è stato introdotto il supporto a Microsoft Exchange ed è stato implementato un sistema di controllo basato su definizioni aggiornate periodicamente per la rimozione dei malware conosciuti e disponibili per Mac OS X. 35

36 Snow Leopard in azione Mac OS X Snow Leopard ha avuto comunque un buon riscontro anche nelle recensioni, nonostante alcuni bugs fastidiosi abbiano minato il sistema operativo agli inizi. In particolare, quello che fu rinvenuto nella gestione dell account Ospite, che poteva portare a perdite di dati per gli altri utenti, ebbe molta risonanza. Fortunatamente, il baco fu sistemato con l aggiornamento In totale Snow Leopard ha ricevuto a oggi otto aggiornamenti. Il primo, , è arrivato davvero rapidamente, il 10 settembre L ultimo, , è stato rilasciato non molto tempo fa, il 23 giugno Snow Leopard è ancora pienamente supportato, dunque benché sia poco probabile che escano grosse novità, l aggiornamento è da considerarsi per ora ultimo solo in senso temporale e non tecnico. Di particolare interesse è stato l aggiornamento del 6 gennaio di quest anno, che ha introdotto il nuovo Mac App Store, di cui si parlerà anche nel prossimo capitolo, quello che porterà alla conclusione di questo lungo percorso: Lion. Canzone del welcome video: come Mac OS X

37 OS X 10.7 Lion Ottenuta una solida base per proseguire il cammino di Mac OS X con Snow Leopard, per Apple è tornato il momento di concentrarsi sull introduzione di nuove funzionalità nel suo sistema operativo. Lion, versione 10.7, è il frutto di questo lavoro, volto a tornare a preferire l innovazione visibile all occhio dell utente e non solo quella più nascosta. Presentato all evento Back to the Mac del 20 ottobre 2010, il leone ha fatto capire subito che non sarebbe stata la solita edizione di Mac OS X. Infatti, non ha tratto lezioni solo da Snow Leopard ma anche da ios, il sistema cugino dedicati ai dispositivi mobile di Apple come iphone e ipad. Dopo quattro Developer Preview e vari aggiornamenti per esse, il sistema ha raggiunto lo stato di Gold Master, ossia uno stato praticamente definitivo, il 1 luglio Il rilascio è avvenuto il 20 dello stesso mese, portando due importanti novità: la prima è la perdita del prefisso Mac, rinominandosi commercialmente solo OS X; la seconda è il metodo di distribuzione, tramite il nuovo Mac App Store. Presentato nello stesso evento di ottobre scorso insieme a Lion e rilasciato per Snow Leopard il 6 gennaio di quest anno con l aggiornamento , il Mac App Store consente, come il cugino per ios, l acquisto e l installazione di nuovo software per il Mac. Software tra cui c è anche Lion, distribuito tramite il nuovo metodo in via esclusiva, almeno inizialmente, al prezzo di 23,99. Prossimamente arriverà anche su drive USB. 37

38 I requisiti minimi di sistema di Lion sono ben definiti: processore Core 2 Duo, 2 GB di RAM, 4 GB di spazio su disco e Snow Leopard. Arrivando dal Mac App Store, disponibile appunto solo per Snow Leopard, è necessario partire da lì per acquistarlo, scaricarlo e poi eseguire l aggiornamento. In particolare, Lion richiede Mac OS X , ossia l ultimo aggiornamento a disposizione per il leopardo delle nevi, poiché porta alcuni accorgimenti specifici per Lion riguardanti il Mac App Store. Ne consegue che l aggiornamento diretto da sistemi precedenti come Tiger o Leopard non è possibile: bisogna passare da Snow Leopard e dal Mac App Store. Volendo, è comunque possibile fare un installazione pulita, masterizzando l immagine DMG di Lion su un DVD, tuttavia rimarrebbe il problema di come acquistarlo e ciò significherebbe che le operazioni di acquisto, download e masterizzazione andrebbero svolte su un altro Mac. Pollice verso per i primi Mac con processori Intel, quelli dotati di Core Solo e Core Duo: Lion è un sistema operativo puramente a 64-bit. Volendo, con alcuni accorgimenti è possibile eseguirlo su sistemi non supportati, ma i risultati sono poco efficienti e anche incompleti. I migliori risultati si possono ottenere solo su macchine passate a un processore Core 2 dal Core originale, ma anche qui nessuna certezza di riuscita. Nessun problema invece per gli hackintosh, che ci hanno messo ancor meno tempo delle altre volte a far girare Lion su computer non Apple. OS X 10.7 Lion Lion porta oltre 250 nuove funzionalità, in gran parte piuttosto interessanti. Soffermandosi su quelle illustrate più dettagliatamente da Apple, non si può non iniziare dal lavoro svolto sull interfaccia grafica, che presenta nuovi elementi visivi, animazioni rinnovate e la sostituzione delle classiche barre di scorrimento con un nuovo tipo grigio dal funzionamento simile a quello riscontrabile su ios. 38

39 L attenzione è stata posta su un utilizzo del sistema con elementi d input multitouch: non si tratta però di schermi, come nel caso di ios, bensì di dispositivi come il Magic Trackpad, che consente l esecuzione di gesti con più dita contemporaneamente. L ispirazione di ios si fa notare anche su altri aspetti del sistema, come nell aspetto di alcune applicazioni, ricalcanti le loro omologhe sul sistema operativo mobile e nella possibilità di ingrandirle a tutto schermo, ottenendo così una visuale non molto dissimile da quella dell ipad e offrendo una maggiore concentrazione sul lavoro o sulla navigazione in corso. Un altra ispirazione è visibile anche nel Launchpad, un nuovo lanciatore di applicazioni a tutto schermo con funzionalità simili a quelle offerte dalla schermata home di ios, con gestione, installazione e rimozione di applicazioni e organizzazione in Cartelle. Al fine di offrire una migliore gestione di finestre e applicazioni aperte, sia full screen sia non, è stato implementato Mission Control, un sostituto per Exposé e Spaces, che li racchiude in un unico posto, insieme alla Dashboard e ai suoi widget. Le novità, però, non si limitano ai soli aspetti grafici del sistema. Riprendi, Autosave e Versioni fanno parte di un pacchetto di funzioni legate tra loro: la prima consente di ricominciare il lavoro dal punto in cui si era interrotto, in caso di spegnimenti del Mac o di riavvii per aggiornamento; la seconda e la terza offrono rispettivamente un salvataggio automatico continuo dello stato dei file aperti e la navigazione tra i vari salvataggi, per ripescare eventualmente informazioni scritte in precedenza. Di tutt altro tipo è AirDrop, un pratico sistema per lo scambio di file tra Mac totalmente senza fili. La nuova versione di Mail, 5, offre invece, oltre a un aspetto ottimizzato per le novità di Lion, anche interessanti accorgimenti come la vista Conversazioni e miglioramenti come il supporto a Exchange Le nuove funzioni introdotte da Lion sono davvero tante, però: Safari 5.1 con il motore di rendering WebKit 2, FileValut 2 con crittografia estesa all intero hard disk e anche a supporti esterni, QuickTime X arricchito di funzionalità non presenti in Snow Leopard e disponibili invece nelle precedenti versioni, le nuove voci di sistema ad alta qualità firmate da Nuance, una nuova partizione di ripristino da cui avviare il sistema in caso di problemi, la tecnologia di sicurezza ASLR, FaceTime incluso nel sistema... L elenco potrebbe durare ancora per tante pagine ma è meglio fermarsi. La certezza è che, per i 23,99 richiesti, Lion fornisce un set completo di novità che in passato si doveva pagare 129. Anche la versione Server, in passato molto costosa, ha ora un prezzo notevolmente più politico: 39,99, in aggiunta al prezzo base di Lion. 39

40 Mail 5 in azione Per tante funzioni che arrivano, però, alcune sono state rimosse. Front Row, presentato su alcuni Mac già dai tempi di Tiger e incluso nel sistema da Leopard, è stato definitivamente rimosso dopo un agonia durata per parecchio tempo, senza veri e propri aggiornamenti. Anche Java, presenza storica in Mac OS X sin dalla prima versione, è stato rimosso: Apple non si occuperà più del suo mantenimento, affidandolo nelle mani dell azienda titolare di Java, Oracle, che ha acquisito Sun assieme ai suoi prodotti. Infine, se Snow Leopard aveva già dato una svolta definitiva alla transizione PowerPC-Intel, Lion si può dire assesti il colpo di grazia finale tramite la rimozione di Rosetta. Termina così in maniera quasi totale l esperienza di Apple con i PowerPC: Safari 5 e itunes 10 sono ancora supportati sulla vecchia architettura poiché disponibili anche per Leopard. Con le prossime versioni, probabilmente, finirà anche quest ultimo supporto concesso da Apple ai PowerPC. Per finire, un altra rimozione è stata fatta: quella del welcome video, una tradizione che andava avanti ormai dai tempi di Mac OS 8. Tale motivo spiega dunque la mancanza del consueto Canzone del welcome video presente alla conclusione di tutti i precedenti capitoli riguardanti le varie versioni di Mac OS X. Con questa rimozione termina anche il lungo viaggio temporale proposto da questa serie. Mac OS X, da quella Public Beta, ne ha fatta tanta, di strada. Oggi è un sistema apprezzato e usato da molti, che nonostante l incedere di nuove tecnologie provenienti dalla stessa Apple come l ipad continuerà a essere per lungo tempo il sistema di riferimento dei Mac e anche di qualche PC che vuole giocare a fare il Mac. Ed è certo che la storia di OS X non finirà con qualche ruggito. Di certo, se termina qui il viaggio temporale tra le varie versioni di Mac OS X, lo stesso non vale per questo libro: ci sono ancora alcuni piccoli capitoli aggiuntivi, dedicati ad applicazioni e servizi che sono diventati aggiunte storiche per il sistema operativo di Cupertino. 40

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