ORACLE PARTITIONING 11G

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1 ORACLE PARTITIONING 11G Oracle Database e la Business Intelligence: Oracle Partitioning 11g Pagina 1 di 8

2 Indice Indice... 2 Introduzione... 3 Prerequisiti... 3 Criteri di partizionamento... 3 Gestione delle partizioni... 4 Subpartitioning... 4 New Features 11g... 5 Interval Partitioning... 5 Extended Composite Partitioning... 6 Reference Partitioning... 6 System Partitioning:... 7 System-Managed Domain Indexes:... 7 Conclusioni... 8 Pagina 2 di 8

3 Introduzione Oracle Partitioning è una opzione implementata già in Oracle8, con la funzione di gestire volumi importanti di dati, garantendo performance ottimali. Lo scopo primario del Partitioning era di aumentare la disponibilità del dato, semplificandone la gestione. Il risultato implicito che si è ottenuto da tale introduzione è stato un ragguardevole miglioramento delle prestazioni del motore. Tabelle contenenti milioni di righe presentano dei problemi tangibili di estrazione dei dati: concettualmente il Partizionamento le suddivide in unità più maneggevoli, di identica struttura, consentendo al Cost Based Optimizer(CBO), l algoritmo di ricerca del percorso d accesso ai dati ottimale, di isolarne la porzione voluta (concetto di Pruning) e lavorare solo su questa. La filosofia del Partitioning si contrappone alla logica usata in precedenza, che consisteva nell avere delle tabelle identiche con subset di dati separati, il cui accesso in lettura era realizzato utilizzando delle viste definite come union tra diverse tabelle. L evoluzione costituita dal partizionamento consente di escludere l utilizzo delle viste per questo scopo, non sempre ottimali. Un ulteriore vantaggio del partizionamento è dato dal fatto che le porzioni di tabella possono essere dislocate in tablespace diversi, eventualmente su volumi fisici distinti, migliorando quindi anche i tempi di latenza spesi durante tutte le operazioni di I/O derivanti dalla scansione di grandi moli di dati. Una volta che si decide di intraprendere la strada del partizionamento dei dati, è il caso di analizzare con cura la struttura della tabella e la distribuzione dei dati, facendo sempre attenzione alla logica applicativa che si vuole garantire. Il partizionamento è tanto più sensato quanto più le partizioni avranno dimensioni omogenee. Inoltre ha senso isolare le chiavi di accesso più frequenti. Prerequisiti Il partitioning è una option di Oracle acquistabile a parte, installabile solo su versioni Enterprise Edition dalla 8 alla 11g, indipendentemente dalle piattaforme di sistema operativo. Criteri di partizionamento Oracle fornisce una gamma abbastanza varia di criteri di partizionamento, proprio per rispondere a diverse necessità: Range: è indubbiamente il criterio più diffuso, consente di separare i dati sulla base dei valori di una chiave; per esempio per data. Pagina 3 di 8

4 List: Le partizioni sono specificate usando una lista di valori specifici (per esempio i nomi delle regioni). Hash: Viene usato un algoritmo di frammentazione con chiave hash per definire in quale partizione sarà allocata ciascuna riga. Basta definire il numero delle partizioni. Gestione delle partizioni L uso del partizionamento, oltre all accesso ai dati, semplifica la gestione delle tabelle. Le partizioni si possono aggiungere, eliminare, fondere o separare, rinominare. Inoltre è possibile riorganizzare porzioni di tabella, grazie al fatto che è possibile partizionare anche gli indici, e ridurre le attività di manutenzione ad attività locali. Nel dettaglio: Add partition: aggiunge una nuova partizione vuota alla tabella. Drop Partition: rimuove una partizione da una tabella partizionata per range o per list. Truncate Partition: svuota una partizione, è equivalente al truncate table. Move Partition: cambia gli attributi fisici di una partizione, equivalentemente al move table. Split Partition: divide una partizione in due partizioni, ridefinendone il range. Merge Partition: fonde due partizioni in una. Exchange Partition: scambia i contenuti di una partizione con quelli di una tabella. Coalesce Partition: riduce il numero di partizioni hash. Subpartitioning Oracle fornisce uno schema di partizionamento a due livelli, detto partizionamento composto o sottopartizionamento. La struttura delle sottopartizioni viene propagata in modo uniforme a tutte le partizioni. Pagina 4 di 8

5 Esempio di partizionamento Range-Hash New Features 11g Nelle precedenti versioni erano possibili due soluzioni si subpartition: Range-Hash: Ogni partizione, definita per range, è frammentata ulteriormente in sottopartizioni con l algoritmo hash. Unisce i vantaggi del partizionamento per range con quello della suddivisione uniforme del partizionamento hash. Range-List: Le partizioni, individuate da un range di valori, sono frammentate per list. Poiché la definizione delle sottopartizioni è ripetitiva, esiste una clausola subpartition template che si può usare proprio sfruttando il vantaggio dell ereditarietà delle proprietà delle sottopartizioni. Oracle 11g presenta una serie di innovazioni interessanti nel campo del partizionamento. Ai criteri di partizionamento noti si aggiungono: Interval Partitioning Extended Composite Partitioning Reference Partiytioning System Partitioning System-Managed Domain Index Partitioning. Interval Partitioning E una integrazione del range partitioning. Aggiungendo la keyword interval nello statement della tabella, si attiva una sorta di gestione automatica delle partizioni. Esempio: create table Vendite ( articolo_id number not null, cliente_id number not null, data_vendita date not null, quantita number(3) not null, Prezzo_unitario number(10,2)not null, Prezzo_totale number(10,2) not null, Sconto_totale number(10,2) not null) partition by range (data_vendita) interval (numtoyminterval(1,'month')) ( partition p_prima_1_jan_2010 values less than (to_date(' ','dd-mm-yyyy'))); La prima partizione creata è quella relativa a dicembre La partizione più alta è detta Transition Point. Nell esempio l intervallo scelto è di 1 mese. Una volta definito il criterio di partizionamento, Oracle crea le nuove partizioni man mano che servono, in modo autonomo. Se inserissi dei dati Insert into Vendite values (1,100,to_date(' ','mm-ddyyyy'),100,10.00, ,0); Pagina 5 di 8

6 commit; avrei: PARTITION_NAME HIGH_VALUE P_PRIMA_1_JAN_2010 TO_DATE(' :00:00', 'SYYYY-M M-DD HH24:MI:SS', 'NLS_CALENDAR=GREGORIA SYS_P41 TO_DATE(' :00:00', 'SYYYY-M M-DD HH24:MI:SS', 'NLS_CALENDAR=GREGORIA NB: la creazione della partizione avviene comunque, anche se alla fine facessi il rollback della transazione. Per definire gli intervalli si usa la funzione numtoyminterval, ma si può usare anche numtodsinterval per raffinare la frammentazione a livello di giorni, ore e persino secondi. Bisogna tenere conto delle seguenti limitazioni: Una tabella partizionata ad intervalli può avere una sola chiave di partizionamento e deve essere NUMBER o DATE. Le IOT non sono supportate. Non si possono creare Domain Index su tabelle partizionate a intervallo. Non sono è supportato il sub-partitioning, ma lo si può sostituire con il partizionamento composto. Non si usa più la clausola maxvalue, e la chiave di partizionamento non può avere valore Null. Come per gli altri criteri di partizionamento è possibile eseguire le solite operazioni di manutenzione: add, drop, merge, split e rename. E possibile modificare un range partitioning in interval partitioning: alter table vendite set interval (numtoyminterval(1,'month')); NB: Alle viste di sistema dba_part_tables è stata aggiunto il campo interval. Extended Composite Partitioning Le integrazioni effettuate sul subpartitioning sono le seguenti: Range- range: partizionamento per range, e ogni partizione è sottopartizionata per range. List- range: Partizionamento per List e, e ogni partizione è sottopartizionata per range. List-hash: Partizionamento per List e, e ogni partizione è sotto partizionata Hash. List-list: Partizionamento per List e, e ogni partizione è sottopartizionata per list. Reference Partitioning Consente di propagare la logica di partizionamento da una tabella padre ad una tabella figlio legata alla precedente da una foreign key. Prima si crea una tabella padre, si partiziona, si definisce la primary. In secondo luogo si crea una tabella figlio, si definisce la foreign key e si partiziona su quest ultima. Esempio: create table ordini ( customer_id number, order_id number not null, order_date date not null, order_mode varchar2(8), order_status varchar2(1)) partition by range (order_date) ( partition p_before_jan_2007 values less than (to_date('01-jan-2007','dd-mon-yyyy')), partition p_2007_jan values less than (to_date('01-feb-2007','dd-mon-yyyy'))) parallel; alter table ordini Pagina 6 di 8

7 add constraint ordini_pk primary key (order_id); create table articoli ( order_id number not null, product_id number not null, quantity number not null, sales_amount number not null, constraint articoli_fk foreign key (order_id) references ordini(order_id) ) partition by reference (articoli_fk) parallel; In questo modo il partizionamento su order_id viene propagato alla tabella figlio, e tutte le operazioni di manutenzione vanno effettuate solo sulla tabella padre. Non è supportato l interval partitioning. Alla dba_part_tables è aggiunta una ulteriore colonna: select table_name, partitioning_type, ref_ptn_constraint_name from user_part_tables where table_name in ('ORDINI','ARTICOLI'); TABLE_NAME PARTITION REF_PTN_CONSTRAINT_NAME ORDINI RANGE ARTICOLI REFERENCE ARTICOLI_FK E le partizioni create nella tabella figlio non indicano nessun range: TABLE_NAME PARTITION_NAME HIGH_VALUE ORDINI P_BEFORE_JAN_2007 TO_DATE(' ARTICOLI P_BEFORE_JAN_2007 System Partitioning: Fornisce la possibilità di creare una tabella composta da numerose partizioni fisiche, senza specificare la chiave di partizionamento: CREATE TABLE Test (col1 integer, col2 integer) PARTITION BY SYSTEM( PARTITION s1 TABLESPACE tbs_s1, PARTITION s2 TABLESPACE tbs_s2, PARTITION s3 TABLESPACE tbs_s3, PARTITION s4 TABLESPACE tbs_s4); Per poter inserire dei dati, è necessario specificare la partizione: INSERT INTO TestTable PARTITION (s1) VALUES (4,5); Mentre non occorre cambiare la sintassi per update e delete. System-Managed Domain Indexes: A partire da Oracle 11g è possibile partizionare i domain index, che diventeranno local domain index. Segue la sintassi: Alter table ORDINI add (comments varchar2(300) ); create index ORDINI_IDX on ORDINI (comments) indextype is ctxsys.context local (partition tbs_s1, partition tbs_s2); Quindi, come un qualsiasi indice, anche il domain index può essere partizionato seguendo il criterio della tabella di origine. Il pruning di un indice domain dà risultati significativi nelle query contenenti la clausola LIKE. Pagina 7 di 8

8 Conclusioni Oracle 11g propone il partizionamento come una delle più significative innovazioni nel campo della Business Intelligence, affermandosi come un valido strumento per la gestioni di volumi sempre più importanti di dati. E interessante menzionare le altre New Features della 11g per il BI: Colonne Virtuali, Data Pump delle singole partizioni, e aggiunta della opzione partition_options con i valori None, Departition e Merge. Una gesitone più completa delle Materialized Views, con la possibilità di gestire meglio il logging e lo stato durante le refresh. La Clausola di Pivot, usata per normalizzare i valori in una tabella, e di Unpivot. Table Compression anche nelle attività OLTP. Molte delle new features menzionate, in realtà, sono solo una semplificazione di Feature già presenti a partire dalla 10g. Pagina 8 di 8

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