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1 Università degli Studi di Siena Facoltà di Economia Richard M. Goodwin Dipartimento Studi Aziendali e Giuridici FLUTTUAZIONI DEL PREZZO DEL PETROLIO E INFLUENZA SUL PIL Prof relatore: Paolo Pin Candidata: Jessica Solari Anno Accademico 2012/13 1

2 INDICE Introduzione.Pag. 3 1.Analisi della domanda e dell offerta mondiale di petrolio. Pag domanda dei principali paesi.. Pag l Opec e l offerta mondiale del petrolio..... Pag.8 2.Fluttuazioni dei prezzi del petrolio e fattori determinanti. Pag fattore domanda e offerta.....pag il ruolo della seculazione finanziaria....pag influenza delle tensioni politiche sui prezzi del petrolio... Pag.18 3.Influenza dei prezzi del petrolio sull attività economica Pag le riserve mondiali di petrolio e la dipendenza energetica.. Pag il modello AS-AD ed il fenomeno della stagflazione... Pag gli effetti di un aumento del prezzo del petrolio sulla disoccupazione.. Pag gli effetti sull economia e sui prezzi...pag l impatto sui prezzi.. Pag.29 Conclusioni..Pag.33 2

3 Introduzione L idea di questo lavoro viene da una riflessione riguardante la profonda crisi economica ed il grande malcontento che sta colpendo il nostro paese. Un tema molto discusso è stato in questi anni il costo della benzina ed è proprio da questo fattore che nasce il desiderio di analizzare il modo in cui il petrolio, in particolare la variazione del prezzo petrolifero, incide sulla nostra economia. Molto spesso non ci accorgiamo come fatti che accadono a molta distanza da noi possano incidere sulla nostra economia e, più in generale, sulla nostra qualità di vita. Il petrolio, il cui utilizzo è antichissimo, prende il nome dal termine classico petra oleum cioè olio della pietra. Nella società attuale ha assunto una importanza fondamentale sia come materia prima sia come fonte energetica, ciò ha determinato la creazione di un mercato del petrolio con risvolti finanziari che toccano tutti i paesi e tutti i settori produttivi. Quello che propongo in questo lavoro è un analisi della domanda e dell offerta mondiale di petrolio, affrontata nel primo capitolo; nel secondo capitolo mi occuperò dei prezzi del petrolio e delle fluttuazioni che si sono susseguite a partire dagli anni 70 fino ai giorni nostri e cercherò di spiegare da cosa è determinato il prezzo e quali sono i fattori che ne influenzano l andamento. Infine, nell ultimo capitolo, interpreterò gli effetti che un rincaro petrolifero, a partire dal modello di domanda ed offerta aggregata, ha sull economia; in particolare analizzerò, in linea con le fluttuazioni del prezzo del petrolio, l andamento della produzione, disoccupazione, inflazione e quindi del PIL. 3

4 CAPITOLO 1. ANALISI DELLA DOMANDA E DELL OFFERTA MONDIALE DI PETROLIO Il petrolio rappresenta la principale fonte energetica a livello mondiale ed è difficilmente sostituibile sia nel breve che nel lungo periodo. La domanda di petrolio dipende da vari fattori: primo fondamentale è il reddito. Più reddito disponibile incoraggia i consumi facendo così aumentare la domanda di petrolio sia per usi civili (riscaldamento, trasporti ecc..) e sia per usi produttivi di beni e prodotti industriali. Recentemente diversi studi economici hanno però constatato la non rispondenza lineare tra reddito e domanda di petrolio; secondo un rapporto dell Agenzia Internazionale dell Energia la domanda di petrolio dei Paesi in via di sviluppo ha superato per la prima volta quella delle nazioni a larga industrializzazione in quanto nei Paesi emergenti è più elevata la crescita di settori ad alta intensità energetica. 1 In secondo luogo la domanda di petrolio varia in funzione del prezzo dello stesso. La legge di domanda ci dice che quando il prezzo di un bene aumenta la sua domanda diminuisce ;questo risultato dipende da due elementi: Effetto reddito; 2 Effetto sostituzione; 3 La curva di domanda individua per ogni livello di prezzo di un bene la quantità dello stesso che un consumatore è disposto ad acquistare. Essa è inclinata negativamente ed individua una relazione inversa tra la quantità desiderata di un bene ed il suo prezzo. 1 Fonte: Il Sole 24 Ore,10 settembre Effetto reddito: per effetto di un incremento del prezzo si riduce il potere di acquisto dei consumatori. 3 Effetto sostituzione: un aumento del prezzo di un bene rende più conveniente l acquisto dei suoi stretti sostituti. 4

5 Nel caso del petrolio questa dipendenza non è diretta in quanto il passaggio a tecnologie più efficienti dal punto di vista energetico è estremamente complesso. La non esistenza di beni perfettamente sostitutivi 4 fa sì che l elasticità 5 della domanda di petrolio alla variazione del prezzo è, almeno nel breve periodo, in valore assoluto piuttosto bassa. Questo varia però nel lungo periodo: i costosi impianti possono essere sostituiti e così anche le abitudini quotidiane dei consumatori 6 i quali si adeguano ad uno stile vita che vede ridotto, ad esempio, il consumo della benzina ( comprare auto piccole, utilizzare mezzi di trasporto pubblico, andare in bicicletta..). Infine, la determinazione della domanda di petrolio può essere riconducibile agli interessi politici ed alle decisioni politico-militari di un Paese, tenuto conto che interi settori civili, militari e industriali sono legati all utilizzo di questa fonte energetica. 4 Beni sostitutivi: sono beni che possono soddisfare il medesimo bisogno del bene in questione 5 Elasticità: indice utilizzato per misurare la sensibilità della domanda di un bene alla variazione del prezzo. 6 Fonte: agienergia.it 5

6 1.1 la domanda dei principali Paesi E comprensibile che i principali consumatori di petrolio sono da sempre le grandi economie mondiali : Stati Uniti, Europa, Cina, Giappone. Per analizzare la domanda di questi Paesi è necessario partire da un analisi degli ultimi anni dei consumi mondiali di benzina, gasolio, carburante, olio combustibile e altri prodotti petroliferi. Fonte Agenzia Internazionale dell Energia Nord America. La recessione economica del 2008 ha influenzato i consumi del petrolio; essi hanno avuto un declino durante quegli anni per poi ritrovare una maggiore stabilità nel 2010 a seguito dei miglioramenti delle condizioni economiche. Nel 2012 l aumento dei prezzi del petrolio e una maggiore efficienza del carburante dei veicoli leggeri 7 hanno contribuito alla riduzione del consumo che è stato di 18,6 milioni di barili al giorno ( MMbd).E importante considerare la quota di importazione di petrolio degli Stati Uniti che nel 2012 ha riguardato il 40% del consumo totale; importando petrolio 7 Fonte: mondoelettrico.blogspot.it, 28 agosto

7 grezzo e prodotti raffinati per 11.0 MMbd ed esportandone 3.2 MMbd le importazioni nette sono state infatti equivalenti a 7.4 MMbd. Il petrolio importato proviene dal Canada (28%), Arabia Saudita (13%), Messico (10%), Venezuela (9%) e Russia (5%).La dipendenza degli U.S. dalle importazioni ha iniziato ad inclinarsi a partire dal 2005 come conseguenza di diversi fattori. Un ruolo fondamentale ha giocato la crisi economico-finanziaria del 2008 la quale contribuì ad una riduzione dei consumi grazie a miglioramenti dell efficienza, alle diverse abitudini da parte dei consumatori e a diversi schemi di crescita economica. Inoltre, il crescente uso dei biofuels ( etanolo e biodiesel), i forti guadagni nella produzione domestica di petrolio grezzo e campagne di estrazione legate al gas e al petrolio da roccia hanno permesso di ridurre ulteriormente il bisogno d importazione. 8 Secondo uno studio condotto dall Agenzia Intaernazionale dell Energia, la produzione nord americana crescerà di 3,9 milioni di barili equivalenti al giorno tra la media 2012 e quella Da sola tale produzione riuscirà a ricoprire i due terzi della produzione mondiale dei paesi non Opec pari a circa 6 milioni di barili al giorno. 9 Europa. L utilizzo del petrolio ha iniziato il suo declino a partire dal 2006 e con la crisi economica si è notevolmente ridotto rilevando cali di b/d nel 2009 e di b/d nel E importante analizzare i consumi suddividendo l area in Europa Occidentale ed Europa Orientale. Nella prima il rapporto tra quantità prodotta di petrolio e quantità consumata ( P/C ) è pari a 0,45. Tale indice dimostra che l Europa industrializzata non è in grado di produrre la quantità di petrolio sufficiente a supportarne la domanda ed è quindi totalmente dipendente dalle importazioni estere. Nell Europa Orientale ( Bielorussia, Ucraina, Moldavia e Russia) tale indice sale a 2,5: la quantità prodotta è quindi due volte e mezzo superiore agli effettivi consumi e questo si può spiegare sia perché si tratta di Paesi con una bassa domanda di energia, sia perché l economia ruota intorno alle esportazioni ed alla massimizzazione dei profitti dell industria petrolifera russa. 11 La Russia è il terzo partner commerciale dell Unione 8 Fonte : eia.gov, How dependent are we on foreign oil? 9 Fonte: La Stampa, 14 maggio Fonte: mondoelettrico.blogspot.it, articolo 28 agosto Fonte : ambientediritto.it, Mercato del petrolio, geopolitica e fondamentali: uno scenario in cambiamento. 7

8 europea che, a sua volta, è il primo mercato per le esportazioni russe; nel 2010 il 63% delle importazioni provenienti dalla Russia era costituito dal petrolio 12. Questi rifornimenti sono di fondamentale importanza per l UE la quale, per cercare di risolvere il problema della dipendenza di idrocarburi da un numero limitato di Paesi, sta attuando politiche energetiche che rilancino la produzione interna di energia, in particolare attraverso le fonti rinnovabili. Asia. Il consumo di petrolio in alcune principali economie emergenti ( Cina, India e Medio Oriente) è aumentato notevolmente fino a superare quello degli Stati Uniti nel 2008 e raggiungere nel 2012 una crescita pari a 4,4 MMbd. Tale incremento può essere ricollegabile all industrializzazione, all aumento del reddito pro capite e alla rapida espansione demografica. 13 L Agenzia Internazionale dell Energia ha rilevato che la domanda di petrolio nei paesi in via di sviluppo ha recentemente superato per la prima volta quelle delle nazioni di lunga industrializzazione. Le ragioni di tale fenomeno possono essere attribuite alla produzione dei combustibili fossili degli Stati Uniti la quale ha creato increspature nel mercato mondiale del petrolio riducendone la domanda 14. È opportuno considerare nel particolare il caso della Cina. La crescita della classe media cinese, e quindi dei redditi pro capite, trascinerà in alto i consumi con conseguente aumento della domanda di materia prima per la produzione industriale. La crescita per il periodo è stimata intorno al 13%; il governo di Pechino a fronte di tale stima ha pianificato la sua strategia diversificando le proprie fonti di approvvigionamento e chiudendo un contratto da 270 miliardi di dollari che vede raddoppiate le esportazioni petrolifere russe verso la Cina L OPEC e l offerta mondiale del petrolio L OPEC ( Organization of the Petroleum Exporting Countries ) è un organizzazione fondata nel 1960 attualmente composta da 11membri : Algeria, Indonesia, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Venezuela; nasce con 12 Fonte: linkiesta.it, Gas e petrolio, quanto dipendiamo da Putin 13 Fonte: BCE, Bollettino mensile. Agosto Fonte: La Stampa, 9 settembre Fonte: valori.it, 13 agosto

9 l obiettivo di regolare la produzione petrolifera e di gestire quindi i prezzi del greggio, principalmente stabilendo quote per i suoi membri. Lo statuto dell Opec prevede inoltre che Ogni paese che abbia un alto livello di esportazioni nette di greggio, avendo interessi essenzialmente analoghi a quelli dei paesi membri, può divenire membro a pieno titolo a condizione di essere accettato da una maggioranza di almeno tre quarti dei membri a pieno titolo, inclusi i voti favorevoli di tutti i paesi fondatori. I paesi membri hanno una capacità produttiva molto elevata ;insieme controllano circa il 70% delle riserve mondiali di petrolio e producono il 41% dell offerta mondiale. Le entrate derivanti dal commercio di petrolio sono destinate non soltanto all espansione industriale ed allo sviluppo economico, ma vengono utilizzate anche per creare nuovi posti di lavoro, migliorare la sanità e l istruzione e garantire alla popolazione un tenore di vita dignitoso. La grande influenza dell Opec nel mercato petrolifero è di indubbia importanza e lo conferma il fatto che le sue esportazioni rappresentano il 60% del commercio del petrolio. 16 Un ruolo fondamentale nell offerta viene giocato dalla capacità inutilizzata di produzione 17 che permette di fronteggiare shock improvvisi petroliferi. Nel 2004 e nel 2005, le tensioni geopolitiche, affiancate da una domanda insolitamente alta, hanno sfruttato fino al limite la capacità produttiva dei paesi Opec, facendo decollare i prezzi; è stato solo grazie alla loro capacità inutilizzata che si è potuto ostacolare una possibile caduta globale dell offerta.la maggioranza di tali scorte è detenuta dall Arabia Saudita, la quale, nel 2010 rappresentò il 62% della domanda mondiale di petrolio. 18 L Opec è stata l unica organizzazione, al di fuori dell Occidente, in grado di influenzare la politica e l economia mondiale; nacque dall esigenza di far fronte alla forte riduzione del prezzo del petrolio decisa dalle grandi compagnie produttrici che spinse questi paesi molto differenti tra loro ad una coalizione per controllare la materia prima che producevano. Paesi fino ad allora sotto dominio coloniale, iniziarono quindi ad avere una propria autonomia ed un proprio status politico; l organizzazione iniziò subito ad instaurare rapporti di conflitto con i paesi consumatori, poiché, agendo da monopolista, aumentò i prezzi del petrolio. 16 Fonte : eia.gov Who are the major players supplying the world oil market? 17 La capacità inutilizzata viene definita dall EIA come la differenza tra i livelli annuali di produzione e quelli di capacità produttiva raggiungibili entro 30 giorni e sostenibili per 90 giorni. 18 Fonte: BCE bollettino mensile Agosto

10 La fase di scontro durò a lungo e toccò l apice nel 1973 quando l Oapec ( Organizzazione dei paesi arabi esportatori di petrolio) decise di appoggiare la parte araba nella guerra con Israele. L embargo fallì e da quel momento iniziò una lunga fase che vide salire i prezzi del petrolio costantemente; il controllo produttivo da parte dell Opec perse potere grazie all entrata nel mercato di nuovi concorrenti ( tra cui principale il Mare del Nord) e grazie al fatto che, la produzione dell Arabia Saudita, si contrasse fino a produrre meno del suo potenziale decidendo così di vendere il proprio greggio al prezzo di quello del Mare del Nord. L Opec si riconobbe quindi come un organizzazione volta a massimizzare i profitti ma senza agitare i rapporti con i paesi consumatori. Intanto, L Oapec, in seguito allo smacco dell embargo, organizzò con l Eni un grande convegno nel 1981 a Roma, nel quale venne esplicitato un mercato del greggio dominato dall Opec, con le grandi compagnie nel ruolo di free riders, cioè coloro che traggono benefici dal prezzo alto stabilito dagli altri produttori. Obiettivo da sempre primario dell organizzazione, è stato quello di combattere la volatilità del prezzo del petrolio, per garantire con maggiore chiarezza una previsione dell andamento degli introiti e quindi dell economia dei paesi membri. Per quanto riguarda l Opec futura sembra che non siano previsti profondi mutamenti all interno dell organizzazione: essa non è riuscita ad introdurre all interno della propria rete i paesi occidentale con maggiore produzione quali la Russia e i paesi del Mare del Nord. 10

11 Le previsioni sui consumi di petrolio, e quindi sulla sua domanda mondiale, segnalano andamenti positivi riconducibili ad un miglioramento atteso della crescita economica mondiale. L Agenzia Internazionale dell Energia stima per il 2014 un aumento dei consumi di 1,2 MMbd rispetto al 2013 raggiungendo un livello record di 92 MMbd. Non è solo lo scenario della domanda petrolifera a mutare, bensì anche quello 11

12 dell offerta. A soddisfare la crescita dei consumi mondiali un nuovo attore economico sta avanzando al fianco dei Paesi Opec ridimensionandone la domanda del greggio : gli Stati Uniti. Grazie allo shale oil ( greggio estratto da scisti o formazioni rocciose) gli USA hanno potuto incrementare notevolmente la loro capacità produttiva tanto che la domanda di greggio OPEC stimata dall AIE scenderà nel 2014 a 29,6 MMbd contro i 29,9 MMbd registrati nel Nel giro di un decennio l intero settore si modificherà sensibilmente: la produzione americana salirà di circa un milione di barili al giorno ed ulteriori incrementi verranno registrati anche in Paesi come Brasile e Kazakhstan 19. CAPITOLO 2. FLUTTUAZIONI DEI PREZZI DEL PETROLIO E FATTORI DETERMINANTI. Un elemento chiave che caratterizza il mercato del petrolio è la frequente fluttuazione del prezzo della materia prima attorno ad una media centrale. Tale volatilità influenza il livello di certezza economica creando quindi un clima di instabilità riguardante le previsioni future. Considerando che interi settori industriali basano la propria attività sull utilizzo del petrolio come fonte energetica primaria è plausibile trarre la conclusione che un elevata volatilità del prezzo ostacoli il regolare andamento della produzione, poiché rende impossibile pianificarne i costi. Ad esempio,in un azienda di trasporti o in una compagnia aerea, il petrolio rappresenta il costo principale del servizio e la fluttuazione del prezzo non facilita la determinazione del margine operativo 20 ; così anche per un produttore di automobili tale fenomeno non ha benefici,essendo difficile stimare la domanda futura dei consumatori a causa dell instabilità del costo della benzina. Il prezzo di una commodity 21, quale il petrolio, ha anche una funzione segnaletica riguardante il livello di domanda e offerta; esso indica infatti sia le condizioni di offerta ( costi di estrazione e stoccaggio, cartellizzazione, ecc..) sia le condizioni di domanda ( ad esempio crescita del PIL) prevalenti sul mercato. La volatilità del prezzo petrolifero può avere notevoli ripercussioni sull economia reale derivanti dall elasticità dei costi di produzione rispetto alla variazione dei prezzi; è dunque opportuno attuare una politica economica favorevole alla stabilizzazione dei prezzi e delle loro oscillazioni al fine di favorire un clima economico mondiale fondato 19 Fonte: Il Sole 24 Ore, 10 Agosto Margine operativo: indicatore di redditività di un azienda. 21 Commodity: termine inglese corrispondente ai beni indifferenziati. 12

13 sull equilibrio e sulla certezza. Per capire quali sono le determinanti del prezzo è utile analizzare le fluttuazioni dello stesso a partire dai decenni passati. Fonte: inflationdata.com Nel grafico vengono illustrati i prezzi del petrolio nel periodo andante dal 1946 fino al

14 E molto utile per capire come il petrolio abbia influito sulle spese delle persone poiché mette in evidenza sia i prezzi medi mensili che i prezzi medi mensili aggiustati all inflazione. I prezzi del petrolio al barile hanno sempre subito fluttuazioni a seconda delle fasi storiche che prevedevano periodi di espansione e recessione; negli anni 70 ci furono due crisi che portano i prezzi del petrolio a prezzi mai raggiunti prima registrando nel dicembre 1979 un prezzo medio mensile aggiustato all inflazione di MMbd calcolati in dollari di gennaio Nel giugno 2008 si registrò un ulteriore picco pari a MMbd riferito al prezzo medio mensile aggiustato all inflazione in dollari di gennaio 2010; con il susseguirsi della crisi economica e finanziaria nel dicembre del 2008 il prezzo del petrolio è sceso sotto i 40 dollari al barile per poi assestarsi sui livelli compresi tra 60 e 70 $/barile nei mesi di maggio e giugno La tendenza del lungo periodo prevede comunque un rialzo dei prezzi considerando la scarsità del petrolio e i sempre maggiori costi di estrazione. 22 La dipendenza dell economia mondiale dal petrolio ha posizionato la volatilità del prezzo dello stesso al centro di profondi studi ed osservazioni da parte degli accademici operanti nell economia dell energia, permettendo di individuare diversi fattori che influenzano tali variazioni. Le cause principali sono da attribuirsi sia a fattori deterministici( domanda ed offerta, decisioni geopolitiche ), sia a fattori non prevedibili ( investimenti speculativi); altri elementi possono comunque contribuire alla determinazione del prezzo del petrolio. Tra questi è importante considerare: - la capacità di accumulazione, divenuta pratica comune da circa trent anni. Negli anni 80,in seguito ad un forte innalzamento dei prezzi, la quantità di scorte crebbe notevolmente per far fronte alla previsione di contrazione produttiva. Dopo anni di investimenti la capacità di accumulazione è oggi ridotta ad un livello minimo e le attuali riserve sono stimate per 2mb/d detenute per la maggior parte dall Arabia Saudita. Gli stock commerciali garantiscono un immediata fonte di disponibilità per i venditori e si presume che questi possano influenzare i prezzi di mercato. Questo risulta vero quando le scorte sono ridotte ad un livello minimo e non esiste 22 Fonte: petrolioinborsa.com 14

15 quindi una offerta addizionale che possa mitigare l effetto di un aumento della volatilità del prezzo ; tuttavia, una previsione di una riduzione dell offerta, porta ad un aumento della domanda o dei prezzi che potrebbero conseguentemente incrementare il livello di scorte già esistenti; si può concludere quindi che i prezzi tendono a diminuire quando si costituiscono nuovi stock e viceversa; - i costi marginali; in un contesto economico dominato dall inflazione, l aumento degli investimenti in ricerca o costruzione di nuove raffinerie porta ad un aumento generalizzato dei costi, aiutato anche da un clima altamente competitivo: si basti pensare infatti che in passato i costi marginali di produzione erano vicini allo zero, mentre adesso sono stimati a circa 60-70/bbl $. L aumento dei costi aumenta il rischio e quindi i tempi di produzione; tutto ciò ha sicuramente diminuito la quantità output di greggio da parte delle industrie produttrici ed ha quindi permesso un aumento dei prezzi; - il dollaro; alcune teorie sono favorevoli a ritenere che un dollaro debole potrebbe influenzare negativamente il prezzo del petrolio; se quest ultimo viene determinato individuando il punto d incontro tra domanda ed offerta, il deprezzamento del dollaro dovrebbe allora portare ad un aumento dei prezzi, causando quindi cambiamenti della domanda della materia prima e dei suoi costi di produzione. La variazione del valore della valuta induce anche gli operatori del mercato della commodity a cambiare strategia, incrementando ad esempio il livello di scorte della materia prima in seguito ad un atteso rialzo dei prezzi Il fattore domanda e offerta Il petrolio è un bene, per cui il prezzo di tale materia prima è determinato dalla legge della domanda e dell offerta che ne regola il mercato. Come possiamo notare dal grafico sottostante, il prezzo è dato dal punto di equilibrio, nel quale la quantità domandata è pari alla quantità offerta. 23 Fonte: bankpedia.org 15

16 La curva di offerta rappresenta la quantità di un bene che i produttori sono disposti a vendere ad un dato prezzo, fermi restando tutti gli altri fattori che potrebbero influenzare la quantità offerta. Essa è inclinata positivamente, in quanto a prezzi più alti i produttori incrementano la produzione; La curva di domanda rappresenta la quantità di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare in corrispondenza del prezzo, fermi restando tutti gli altri fattori che potrebbero influenzare la quantità domandata; essa è inclinata negativamente. Può accadere, per varie cause, che il prezzo si allontani da quello stabilito nell equilibrio di mercato e possano verificarsi casi di eccedenza o carenza Nel caso in cui il prezzo di mercato sia al di sopra dell equilibrio siamo in presenza di un eccesso di offerta a seguito del quale i produttori diminuiscono il prezzo; la quantità domandata quindi aumenta e quella offerta diminuisce. - Se il prezzo di mercato è al di sotto di equilibrio c è eccesso di domanda; i produttori aumentano quindi il prezzo causando una riduzione della quantità domandata; il mercato continua così ad adeguarsi sino a che si raggiunge il prezzo di equilibrio. 24 Fonte: Microeconomia, quarta edizione Robert H. Frank 16

17 E importante notare come gli shock petroliferi degli ultimi 50 anni siano stati influenzati da variazioni della domanda e dell offerta che hanno caratterizzato lo scenario del mercato di questa fondamentale materia prima. Gli aumenti dei prezzi del 1973 e del 1979 sono riconducibili ad una riduzione dell offerta e della capacità operativa dell Opec, affiancata da una erosione della capacità inutilizzata degli Stati Uniti i quali, fino ad allora, erano stati il fornitore marginale di petrolio. Tutto questo portò ad una riduzione della quantità domandata e indusse diversi paesi non appartenenti all Opec ad accrescere la propria capacità produttiva. Tale situazione indebolì il controllo dell offerta da parte dei paesi membri del cartello e li incentivò ad un calo progressivo delle quotazioni. I prezzi del greggio sono tornati ad essere più volatili dalla 17

18 seconda metà degli anni novanta e dal 2004 al 2008 hanno registrato aumenti sempre più marcati, principalmente a causa della crescente domanda dei paesi emergenti quali Cina, India e Medio Oriente. Il boom dei prezzi si è poi esaurito a seguito della crisi economica e finanziaria del 2008, la quale ha causato una contrazione della produzione mondiale e quindi della domanda di petrolio Il ruolo della speculazione finanziaria Il prezzo del petrolio non sempre è regolato da fattori deterministici,esso può dipendere anche da elementi imprevedibili,quali la speculazione finanziaria. Gli speculatori tendono ad investire in petrolio attraverso l utilizzo di contratti futures; i futures sono titoli finanziari stipulati da due controparti aventi una visione differente del mercato. Ad esempio, per quanto riguarda il mercato del petrolio, una compagnia area può scommettere su un aumento del prezzo dello stesso; qualora la previsione si rivelasse esatta la compagnia avrà, incassando denaro dalla controparte, un guadagno sul mercato dei futures che andrà a controbilanciare l aumento del costo della benzina. Gli speculatori sono perciò coloro che desiderano investire il proprio capitale di rischio utilizzando derivati finanziari,garantendo quindi al mercato un enorme quantità di liquidità. 26 E facile intuire come i prezzi del petrolio vero siano interamente formati sul mercato finanziario, considerando che il valore delle transazioni dei barili di carta è superiore di circa 40 volte quelle dei barili reali e che l 80% dei futures sui prodotti energetici è posseduto da banche. Vi è però chi sostiene che questa attività finanziaria non sia causa di un rincaro petrolifero; è infatti difficile immaginare una speculazione folle ed incontrollata poiché ogni perdita nel mercato dei futures è controbilanciata da un guadagno della controparte ;più ragionevole è invece credere che nel lungo periodo i prezzi siano regolati dagli aggiustamenti della domanda e dell offerta. 25 Fonte: BCE Bollettino mensile, Agosto Fonte : energisauro.it 18

19 2.3 Influenze delle tensioni politiche sui prezzi del petrolio I prezzi del petrolio hanno un legame diretto con gli andamenti politici dei paesi del mondo arabo; essi svolgono un ruolo cruciale nella fornitura petrolifera producendo il 40% del petrolio commercializzato e possedendo i due terzi dei giacimenti di greggio a livello mondiale. Già agli inizi di gennaio 2011 le quotazioni del greggio sono salite di oltre il 25% a causa dei disordini sfociati in Tunisia raggiungendo livelli elevati sulla scia delle turbolenze in Libia. Il comportamento recente del mercato petrolifero riflette quindi il calo dell offerta causato dalle tensioni politiche dei paesi arabi e dalla costante assenza del greggio libico dal mercato. Analizzando in concreto un caso attuale, quello della Siria, notiamo come la sola ipotesi di intervento militare da parte di Washington è bastata a far schizzare i prezzi del petrolio 27 ;nel mese di agosto hanno toccato infatti un massimo di 116 mdb 28. Ciò che preoccupa maggiormente di una possibile guerra in Siria, non è tanto la sua offerta diretta, quanto la chiusura dello stretto di Hormutz, dal quale transitano 16,5 mbd ed il possibile intervento dei paesi vicini, produttori inestimabili di greggio. Il clima di tensioni si è attenuato a metà settembre, con l accordo russo-americano volto a mettere in sicurezza l arsenale chimico della Siria; tale accordo scongiura un possibile attacco da parte di Washington contro il regime di Assad e fa scendere i prezzi del barile di oltre un dollaro, raggiungendo quasi 110 dollari al barile 29. CAPITOLO 3. INFLUENZA DEI PREZZI DEL PETROLIO SULL ATTIVITA ECONOMICA Avendo in precedenza illustrato il quadro generale del mercato del petrolio, vorrei adesso soffermarmi sugli effetti che un aumento del prezzo petrolifero può causare all attività economica di un paese, riducendone lo sviluppo economico e diffondendo disagi tra la popolazione. 27 Fonte: euronews.it 28 Fonte Repubblica.it 29 Fonte: Il Sole 24 Ore, 16 settembre

20 3.1 le riserve mondiali di petrolio e la dipendenza energetica E chiaro che la misura con cui un aumento del prezzo si riversa nell economia dipenderà dal grado di dipendenza dei vari paesi dalle importazioni di petrolio. La distribuzione di riserve di greggio non è omogenea; si presentano quindi paesi molto ricchi di questa fondamentale materia prima ed altri che ne sono quasi o totalmente privi e sono perciò costretti ad importare petrolio per sopravvivere e svilupparsi sia economicamente che politicamente. Le riserve petrolifere mondiali sono distribuite nel seguente modo : il Medio Oriente ne possiede il 52%, Centro e Sud America circa il 16% ( solamente il Venezuela copre il 14,8% delle riserve mondiali), la Russia e l Asia centrale il 7,4%, l Africa l 8%, l Asia Pacifica il 3% ed infine l Europa, ultima in ordine di importanza nella fornitura mondiale di petrolio, che ne detiene solamente l 1%. 30 La produzione petrolifera è influenzata da molti fattori e non dipende quindi solamente dalla presenza di riserve e giacimenti nel territorio e dalla loro potenzialità. Ad esempio, la produzione degli Stati Uniti d America è molto elevata rispetto alle riserve stimate, mentre il Medio Oriente ha una produzione molto inferiore in rapporto alla enorme quantità di riserve petrolifere possedute. I giacimenti vengono classificati in base alla loro dimensione e alla quantità di idrocarburi che contengono; secondo una stima API ( America Petroleum Institute) fino ad oggi, sono stati scoperti 2 giacimenti megagiant, 40 supergiant e 330 giant. Quello più grande si trova in Arabia Saudita ed è il giacimento di Ghawar ( 83 miliardi di barili ), seguito dal giacimento di Greater Burgan in Kuwait ( 70 miliardi di barili ) e da Costanero Bolivar in Venezuela. Notiamo quindi come l Europa, possedendo solamente l 1% delle riserve petrolifere mondiali, sia totalmente dipendente dalle importazioni estere. Di seguito ho riportato una tabella che illustra la quantità di energia consumata dai vari paesi europei con la percentuale importata di tale energia. 30 Fonte: eniscuola.net 20

21 Fonte : Eurostat 21

22 Nel consumo di energia l Italia dipende per l 81,3% dalle importazioni estere; siamo quindi il sesto Paese come percentuale d importazioni dietro Malta (100,8%), Lussemburgo ( 97,4%), Cipro (92,6%), Irlanda (88,9%) e Lituania (81,8%). Dal grafico si può notare anche come ci sia stato un calo dei consumi registrato nel periodo che va dal 2008 al 2011, in seguito al verificarsi della crisi economica. Nel 2008 il consumo energetico interno lordo dell Ue era di 1800 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio ( Tep) che nel 2011 sono calate a 1700; mentre il tasso di dipendenza energetico è rimasto stabile ad una media del 54% dell Unione europea a 27. L Italia oltre ad essere un grande paese importatore di energia, è anche un gran consumatore, circa 173 milioni di toe. Preceduta dalla Germania 316 milioni toe 31, Francia 260 milioni e Gran Bretagna 199 milioni. I paesi con la minore dipendenza dall estero sono invece Estonia ( 12%), Romania ( 21%), Repubblica Ceca ( 29%), Paesi Bassi ( 30%) e Polonia ( 34%). 3.2 il modello AS-AD e il fenomeno della stagflazione Come già specificato, il petrolio è una fonte primaria di energia non facilmente sostituibile ed è inevitabile che i paesi con un forte grado di industrializzazione non possano che adeguarsi alle conseguenze di un aumento del prezzo, dovuto a vari motivi: la forte domanda, i limiti di capacità estrattiva e di raffinazione, il diffuso clima di incertezza politica che caratterizza l area mediorientale dei paesi arabi, le strategie adottate da alcuni produttori come il Venezuela che, recentemente, hanno nazionalizzato le compagnie petrolifere, la speculazione finanziaria etc.. Storicamente i periodi di recessione o di stagnazione dell attività economica sono stati determinati da shock petroliferi, con conseguente aumento delle quotazioni del petrolio. Il prezzo è una variabile esogena di notevole impatto sul sistema macroeconomico per gli effetti che produce sull attività economica, sull inflazione e quindi sul benessere generale globale. 31 Toe: tonnellate di energia 22

23 Vediamo adesso, nel pratico, che cosa succede all economia in seguito ad un aumento del prezzo del petrolio partendo dall analisi del modello di domanda e offerta aggregata. Il modello AS-AD descrive l andamento della produzione e dei prezzi; tenendo in considerazione l equilibrio sui mercati reali, finanziari e del lavoro. L equazione di offerta aggregata descrive gli effetti della produzione sul livello dei prezzi ed è derivata dall equilibrio nel mercato del lavoro; è una relazione tra il livello attuale dei prezzi, il livello atteso dei prezzi e il livello di produzione; un livello atteso dei prezzi si riflette interamente in un maggior livello effettivo dei prezzi. L equazione della domanda aggregata descrive l effetto dell aumento dei prezzi sul livello di produzione ed è derivata dall equilibrio nei mercati reali finanziari Fonte: Macroeconomia, Olivier Blanchard 23

24 Supponiamo adesso che, prima di un aumento del prezzo del petrolio, nel nostro modello di domanda e offerta aggregata l economia si trovasse nel punto E, con la produzione al suo livello naturale Y e un livello dei prezzi pari a P = P. Un aumento dei prezzi del petrolio può essere rappresentato con un aumento del markup; 33 dati i salari, infatti, i costi di produzione aumentano e le imprese sono costrette ad alzare i prezzi facendo aumentare di conseguenza il livello dei prezzi per ogni dato livello di produzione. La curva di offerta aggregata si sposta nel breve periodo 33 markup: rapporto tra il prezzo di un bene o servizio ed il suo costo. Può essere espresso come un importo fisso o come percentuale del totale del costo o del prezzo di vendita. 24

25 verso l alto; il nuovo punto di equilibrio non si trova più in E bensì in E vedendo un calo della produzione che passa da Y ad Yn ed aumento del livello dei prezzi da P a Pe. Per quanto riguarda la curva AD, curva cioè della domanda di offerta aggregata, supponiamo che essa non subisca spostamenti; un aumento del prezzo del petrolio potrebbe indurre le imprese ad attuare piani differenti di investimento affiancati da una possibile maggiore propensione al risparmio da parte dei consumatori che potrebbe annullare gli effetti dello spostamento della domanda aggregata. Riassumendo: l aumento del prezzo del petrolio induce le imprese ad aumentare i prezzi; a sua volta segue un calo della domanda con conseguente riduzione della produzione. Nel corso del tempo la produzione continua a diminuire ed il livello dei prezzi aumenta ulteriormente; questo fenomeno fu battezzato negli anni 70, a seguito del primo shock petrolifero che causò recessione e forte inflazione, con il termine stagflazione, che conia la parola inflazione con stagnazione economica. Vediamo nel grafico seguente la relazione tra il prezzo del petrolio, la produzione ed il GDP ( Gross Domestic Production), ovvero osserviamo come un aumento del prezzo petrolifero faccia calare la produzione e di conseguenza il GDP nell area dell Euro. La scelta di concentrare l osservazione su tale area sta nel fatto che l Europa è quasi totalmente dipendente dalle importazioni di greggio e quindi la sua crescita economica è maggiormente influenzata da un calo od un aumento del prezzo del petrolio. 25

26 Fonte: Lanxsatura.org grafico costruito con dati Eurostat. E evidente dal grafico che quando il prezzo del petrolio sale eccessivamente il PIL cala; infatti, prima che il prezzo cominciasse a scendere a seguito della crisi economica e finanziaria del 2008, il PIL ha iniziato a diminuire toccando i livelli minimi nel Dopo una ripresa della crescita economica, il picco dei prezzi petroliferi ha danneggiato nuovamente l incremento del PIL, il quale è in continua discesa a partire da maggio 2010 (soprattutto nell'area Euro, totalmente dipendente dalle importazioni). Per quanto riguarda la produzione industriale, un suo aumento richiede un maggiore utilizzo della fonte energetica (nel nostro caso il petrolio); un aumento del consumo comporta una maggiore domanda e di conseguenza il prezzo sale. Ma quando tale prezzo aumenta eccessivamente interviene la recessione e la produzione cala seguita dal prezzo, poiché cala la domanda, e dal PIL. Dal 2009 al 2011 la produzione è tornata a salire e con essa il prezzo del petrolio grazie alla domanda che è tornata ad aumentare, ma oggi siamo nuovamente ad un prezzo che l'economia non è in grado di supportare a lungo e la recessione inizia nuovamente a farsi avanti. La produzione industriale ha nuovamente iniziato a calare e con essa il PIL. 26

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