Il Ministro saudita del ASPETTI ETICI, ECONOMICI, POLITICI DEI PREZZI DEL PETROLIO SCENARI

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1 SCENARI di Ali Aissaoui* ASPETTI ETICI, ECONOMICI, POLITICI DEI PREZZI DEL PETROLIO Policy makers, not only in the Western world, have recognized since long time that moral philosophy can provide guidance on issues of public policy. This article revisits the notion of a «fair price» for oil and explores the extent to which such a price can be better determined by integrating social ethics with economics and politics. Da tempo i policy makers, non solo del mondo occidentale, hanno riconosciuto il ruolo della filosofia morale nel fornire una guida alle questioni di carattere politico. Questo articolo cerca di rivisitare il concetto di «prezzo equo» applicato al caso del petrolio e di esaminare come un simile prezzo può essere determinato al meglio integrando aspetti di etica sociale con aspetti economici e politici. * Senior Consultant, Arab Petroleum Investments Corporation (APICORP), Arabia Saudita Il Ministro saudita del Petrolio e delle Risorse Minerarie Ali al-naimi ha recentemente definito «bellissimi» gli attuali prezzi del petrolio ( 1 ). È accaduto all apertura del meeting OPEC di metà marzo, quando i prezzi si aggiravano sugli 80 doll./bbl. Più di recente, a Cancun in occasione dell International Energy Forum (un momento di dialogo tra produttori e consumatori), ha sostenuto che i prezzi sono «prossimi alla perfezione». Le dichiarazioni del Ministro Naimi sulla bellezza e quasi perfezione dei prezzi del petrolio riflettono la sua soddisfazione nei confronti di un mercato che converge verso quotazioni che i sauditi ritengono «adeguate». Chi ci legge forse ricorda che a dicembre 2008, quando l OPEC si trovava nel bel mezzo di una crisi gestionale, il Re saudita Abd Allah auspicava che i prezzi del petrolio «aumentassero e si stabilizzassero intorno ai 75 doll./bbl». Aggiungeva anche: «Dal nostro punto di vista, 75 doll./bbl rappresentano un prezzo giusto» ( 2 ). Da quel momento, le quotazioni sono significativamente aumentate e in un certo senso si sono stabilizzate: dal minimo di 40 doll./bbl risalente alla citata dichiarazione del Re saudita ai circa 80 di marzo-aprile Dimostrando leadership e fiducia, il Re e il Ministro del Petrolio sauditi hanno assunto una posizione etica che vale la pena di esaminare. Dai tempi di Aristotele, i policy makers non solo del mondo occidentale (anche i pensatori arabi, nei quali si ritrova una forte impronta dei lavori del filosofo greco, ne sono stati profondamente influenzati) hanno riconosciuto il ruolo dell etica (filosofia morale) nel fornire una guida alle questioni di carattere politico. In questo articolo ( 3 ) cercherò di rivisitare il concetto di «prezzo giusto» applicato al caso del petrolio e di esaminare in che misura un simile prezzo può essere determinato al meglio integrando aspetti di etica sociale con aspetti economici e politici. Concluderò la mia analisi offrendo la mia opinio- 14

2 ne su ciò che l equità dovrebbe significare per i Paesi esportatori di petrolio. 1. IL «PREZZO GIUSTO»: UN CONCETTO NON NUOVO Nonostante il crescente interesse per il ruolo svolto dal principio di equità nelle decisioni economiche, le principali scuole di pensiero tendono ad evitare i dibattiti sul prezzo ritenuto equo. Di recente ho avuto la preziosa opportunità di parlare con Martin Feldstein, Professore di economia di Harvard, presente alla Robeco Middle East Investor Conference tenutasi ad Abu Dhabi; in questa occasione, il Professore ha condiviso con i partecipanti la sua visione in merito alla «nuova normalità» dell economia statunitense. Una delle domande che gli sono state poste riguardava gli effetti sulla leadership mondiale americana del crescente riallineamento dei poteri e delle sfere di influenza a favore dei principali Paesi emergenti. La domanda postagli successivamente si riferiva invece alla capacità dell Arabia Saudita di ancorare le aspettative del mercato petrolifero attorno ad un prezzo che la stessa riconosce come equo e a come questa condizione potesse mettere in discussione il concetto di mercato che hanno gli Stati Uniti. In altre circostanze, il Professor Feldstein si sarebbe soffermato sulla politica del petrolio, ma non questa volta ( 4 ). Dopo aver brevemente riconosciuto il recuperato potere di mercato dell OPEC e il ruolo stabilizzatore del suo Paese leader, si è focalizzato sul concetto di «prezzo equo» da cui ha tuttavia preso le distanze. Quel che interessa agli economisti questo è quello che sembrava suggerire il Professore nel suo discorso non è se un prezzo è equo o meno, bensì se è un prezzo efficiente. Secondo i testi di economia, il prezzo efficiente è quello che mantiene in equilibrio il mercato bilanciando domanda e offerta e trasmette segnali corretti per investire e disinvestire. Non tutti gli economisti si dissociano da questo concetto «non-economico» di prezzo. Nel tanto acclamato Animal Spirit, Akerlof e Shiller si appellano all economia comportamentale (e al dimenticato concetto della Teoria Generale di Keynes da cui il loro libro mutua il titolo) per dedicare un capitolo intero all importanza, alle esperienze pratiche e alle teorie dell equità ( 5 ). Gli autori osservano che gli studi economici recenti hanno un punto di vista ambiguo circa il concetto di equità dal momento che «se da un lato esiste un ampia letteratura su ciò che è giusto e ciò che non lo è, dall altro esiste anche una lunga tradizione secondo la quale simili considerazioni hanno un ruolo secondario nello spiegare gli eventi economici». Per Akerlof e Shiller giustizia significa chiamare in causa argomenti di etica economica basati sulla teoria dell equità e più in generale su norme sociologiche. Sottolineando che «le considerazioni sull equità sono uno dei principali motori di molte decisioni economiche», incluse quelle relative ai prezzi, affermano che i decision makers possono essere influenzati secondo modalità che esulano dai metodi e dalle assunzioni proprie della teoria economica convenzionale. 2. MERCATI CHE NON FUNZIONANO BENE NON POSSONO PRODURRE UN PREZZO EQUO Per essere corretti nei confronti degli economisti tradizionali, bisognerebbe riconoscere i loro sforzi per allontanarsi dagli ideali di mercati efficienti e aspettative razionali. Nonostante un simile impegno, tuttavia, possono trovarsi alle prese con le imperfezioni del mercato. Nel caso di quello petrolifero, queste imperfezioni sono numerosissime. E ciò non sorprende data la natura strategica delle risorse naturali, la complessità delle attrezzature usate per la loro estrazione, la loro commercializzazione come commodities da un lato e i comportamenti e gli interessi dei principali attori del mercato dall altro. Questi ultimi comprendono l impatto dei regimi fiscali nei Paesi ospiti, le politiche produttive dell OPEC, le scorte strategiche e commerciali, la concentrazione del comparto raffinazione, la tassazione sui consumi finali, le esternalità di carattere sociale ed ambientale, la copertura e la speculazione nei mercati dei futures, nonché la velocità di elaborazione dell informazione e della comunicazione. In queste condizioni il mercato può raggiungere una posizione di equilibrio a qualsiasi livello di prezzo, molto probabilmente collocandosi tra il costo marginale di produzione e il prezzo di un bene sostituto; e i prezzi di oggi possono differire da quelli di domani. La Fig. 1 illustra l andamento erratico del mercato petrolifero degli ultimi anni riportando l evoluzione di due serie di indici di prezzo del West Texas Intermediate (WTI) scambiato sul più grande mercato mondiale dei futures petroliferi, il New York Mercantile Exchange (Nymex). Il primo indice è il prezzo futures per consegne ravvicinate nel tempo, mentre il secondo è il differenziale tra i contratti di prima e quarta scadenza, considerato come proxy dei futures 15

3 Fig. 1 - WTI: PREZZI SPOT E FUTURES (doll./bbl) Futures 1 a scadenza (sc. sn) Max giornaliero 125 Differenz. tra futures 1 a scadenza e 4 a scadenza 145,18 doll./bbl (sc. dx) il 14/7/ a scadenza Fonte: APICORP Research su dati DOE-IEA. Min giornaliero 33,87 doll./bbl il 19/12/ (per coerenza statistica, il contratto a un mese viene considerato come proxy del prezzo spot). Il diverso andamento seguito dai due indici è evidente. Per il primo, colpisce non tanto la normale volatilità inter-day dei prezzi quanto piuttosto le loro brusche oscillazioni. Nel secondo caso, spicca non tanto la normale alternanza tra backwardation (basi positive) e contango (basi negative) quanto la loro profondità. Molte sono state le spiegazioni proposte per chiarire i fattori alla base di questi atipici andamenti. Tra queste, l evoluzione della domanda e dell offerta e come su di esse agiscano parametri quali l anelasticità al prezzo, variabili macroeconomiche, incertezze di natura geopolitica, politiche dei Paesi produttori. Queste spiegazioni si sono estese a includere il significativo aumento delle attività di trading sui mercati dei futures e gli effetti di un eccessiva speculazione ( 6 ). Anche se nel complesso persuasive, queste motivazioni non sono risultate a posteriori del tutto convincenti. Semplicemente osservando la Fig. 1 si evince come le oscillazioni verificatesi negli ultimi anni nei prezzi a pronti siano state troppo forti per essere ascrivibili allo slittamento delle curve di domanda e di offerta e come i differenziali tra i futures siano stati troppo ampi per essere unicamente il riflesso di un cambiamento nel livello delle scorte di petrolio. Questo ci porta a ritenere che i mercati petroliferi non abbiano funzionato in modo corretto, in quanto hanno fallito nel riflettere i fondamentali reali. Ed è difficile che un mercato mal funzionante possa portare ad un prezzo equo. 3. L INCONTRO DI ETICA, ECONOMIA E POLITICA Se il mercato non è in grado di pervenire ad un prezzo equo, dobbiamo guardare oltre. Esattamente un anno fa, Fig. 2 - LA CONVERGENZA DI ETICA, ECONOMIA E POLITICA Fonte: APICORP Research. POLITICA sostenibilità fiscale) Differenziale ETICA equità) nell aprile 2009, tentavo di dimostrare che i prezzi del petrolio probabilmente si formano dall incontro di tecnologia, economia e politica ( 7 ). Ipotizzando che la tecnologia sia un fattore implicito dell economia, possiamo ricomporre la triade di cui sopra sostituendo l etica alla tecnologia (Fig. 2). Coerentemente con il nostro precedente processo di valutazione, il livello di prezzo del petrolio che dovrebbe considerarsi equo poggia su tre interrelati elementi che agiscono direttamente sulle quotazioni petrolifere: economia, politica ed etica. L economia è la parte relativamente più semplice di questa analisi. Fa riferimento alla fattibilità dei progetti upstream sotto predefinite condizioni geologiche, tecnologiche, ambientali e di rischio di mercato. Per ogni dato progetto, l attenzione è rivolta al ritorno atteso necessario a giustificare l investimento stesso. Questo dovrebbe riflettersi nei costi di esplorazione, sviluppo e produzione, così come nel costo del capitale e nel premio per il rischio. In questo caso, la determinante principale del prezzo è il costo ex-ante di un barile di petrolio ottenuto dal progetto. L elemento politico fa riferimento alla sovranità dei governi e include la definizione ECONOMIA fattibilità del progetto) 16

4 degli obiettivi, i processi decisionali e gli interventi in materia di legislazione, regolazione e questioni fiscali. L arena politica può arrivare a comprendere istituzioni come l OPEC. L attenzione è posta sulle politiche fiscali dei Paesi produttori. In questo caso, la determinante principale del prezzo è il valore fiscale delle risorse petrolifere che può essere facilmente stimato usando adeguati strumenti di analisi. Per contro, il terzo ed ultimo elemento è piuttosto elusivo. Trattandosi di un sotto-settore dell etica applicata, l etica sociale ha a che fare con gli obblighi morali delle istituzioni. Si discosta dall etica normativa (ovvero cosa gli individui pensano o credono sia giusto o sbagliato) e dalla meta-etica (ovvero la natura e il significato delle affermazioni morali e dei giudizi). Sfortunatamente questo elemento, che dovrebbe fornire una base concreta per presumere l equità, mette in dubbio l efficacia del contesto proposto. Qualunque sia la sua base filosofica, sociologica e religiosa, difficilmente può venire rappresentato con misure e specifiche precise. Il nostro contesto soffre anche di altri limiti. Da quando nel 2007 i prezzi sono entrati per la prima volta nella banda di oscillazione dei doll./ bbl, ne abbiamo valorizzato e migliorato considerevolmente i suoi principali elementi costitutivi ( 8 ). Tuttavia l approccio, nel suo complesso, rimane parziale nei confronti dei produttori, vale a dire sia delle compagnie coinvolte nella fattibilità dei progetti che dei governi preoccupati della sostenibilità fiscale. Un quadro più esaustivo comporterebbe inevitabilmente molte diverse percezioni di equità e, pertanto, difficilmente potrebbe portare ad una soluzione appropriata. 3. ALLA RICERCA DI UN PREZZO ACCETTABILE Al centro della questione vi è la dicotomia tra Paesi esportatori e Paesi importatori, ben rappresentata dall estrema differenza tra le rispettive strutture di commercio, PIL, introiti governativi. Ad esempio, secondo le statistiche più recenti, nei Paesi dell International Energy Agency (IEA) le importazioni di energia rappresentano circa il 21% delle importazioni complessive mentre il commercio di energia (sia import che export) rappresenta circa il 7% del PIL aggregato. Per contro, nei Paesi esportatori di petrolio dell OPEC, greggio, prodotti petroliferi, gas naturale e GNL rappresentano circa l 85% delle esportazioni totali e il commercio di petrolio contribuisce al 44% circa del PIL aggregato. Similmente, nonostante il fatto che da un barile di petrolio i Paesi IEA ottengano più ricavi grazie alla tassazione dei prodotti petroliferi consumati di quanto quelli OPEC ottengano dalla tassazione della produzione del greggio, la quota di queste rispettive entrate sul totale dei budget governativi è del 7% per l IEA e del 72% per l OPEC. Di conseguenza, i Paesi esportatori di petrolio che hanno un modello macroeconomico più costante risultano molto più vulnerabili a una riduzione dei prezzi del petrolio di quanto non lo siano i Paesi importatori di energia ad un aumento degli stessi. È importante notare a tale proposito che nel riesaminare la letteratura relativa all impatto delle quotazioni petrolifere nei Paesi consumatori, alcuni accademici di Oxford hanno recentemente reinterpretato le analisi che ne risultavano al fine di indagare l ampiezza dell impatto e spiegare il modesto contraccolpo che oggi provocano prezzi del petrolio relativamente più alti. A sostegno delle loro argomentazioni, hanno osservato che fino a metà 2008 si è verificato «un aumento stabile dei prezzi del petrolio sino al raggiungimento di record storici senza che ciò abbia comportato alcun impatto negativo osservabile sugli indicatori macroeconomici» ( 9 ). La recessione globale è stata causata dagli squilibri mondiali di parte corrente piuttosto che dai prezzi del greggio. Secondo le analisi empiriche convenzionali, questi autori hanno voluto fare una provocazione: i prezzi del petrolio sono la determinante del ciclo macroeconomico ed il protrarsi nel tempo di un loro alto livello influenza in modo significativo la bilancia dei pagamenti, la crescita, l inflazione e, da ultimo, la disoccupazione. È innegabile, tuttavia, che i Paesi in via di sviluppo che importano energia risentano negativamente degli effetti distributivi dei prezzi del petrolio e che dispongano di limitate capacità fiscali per moderare tali effetti. Nonostante queste grandi differenze in termini di vulnerabilità dei diversi Paesi, i prezzi attuali (sugli 80 doll./bbl al momento in cui scrivo) sembrano accettabili per tutti. «È un prezzo dolce», come lo definisce Kenneth S. Rogoff, Professore di finanzia internazionale ad Harvard. «Non è troppo basso da ostacolare la domanda di fonti energetiche rinnovabili o da provocare debiti o crisi di natura fiscale nei Paesi esportatori di petrolio. E non è così alto da impoverire ulteriormente i Paesi africani e da minacciare la ripresa economica negli Stati Uniti e in Europa» ( 10 ). Ma bisognerebbe fidarsi ciecamente di Rogoff per inferire che la definizione di «prezzo dolce» sia una metafora per intendere «prezzo equo». 17

5 4. CONCLUSIONI L introduzione dell etica nei discorsi sui prezzi del petrolio può essere interpretata come sintomo di fallimento sia del mercato che della politica basati sull economia tradizionale. Nell ambito degli sforzi compiuti dagli economisti comportamentali nel fornire un solido fondamento intellettuale ai principi etici, la caratterizzazione dei prezzi del petrolio in termini di equità può essere interpretata come esito di una sincera preoccupazione per i loro effetti economici negativi sui Paesi sia esportatori che importatori. Equità, tuttavia, non significa redistribuzione della ricchezza. Dal punto di vista dei Paesi produttori, ciò che interessa è la rendita petrolifera, vale a dire quella parte delle entrate, al netto dei costi degli input e di un normale tasso di ritorno, che potrebbe essere catturata attraverso un appropriato regime fiscale. In questo caso, un prezzo equo del petrolio dovrebbe scaturire dalla convergenza tra fattibilità dei progetti per le compagnie e sostenibilità fiscale per i governi. Fin quando avranno sufficiente potere di mercato, i Paesi produttori cercheranno e riusciranno ad influenzare il mercato per soddisfare le loro aspettative. Equità potrebbe ulteriormente significare che nessuna misura politica venga adottata senza tener in debito conto il suo impatto sui Paesi importatori di energia economicamente più vulnerabili. Questo articolo, pubblicato col titolo On Being Fair, Beautiful and Nearly Perfect: A Reflection On The Ethics, Economics And Politics Of Oil Prices sul numero di aprile 2010 di «Economic Commentary» di APICORP Research e sul «Middle East Economic Survey» del 12 aprile 2010, è qui riprodotto per gentile concessione dell Autore. NOTE ( 1 ) La citazione completa riportata dalla stampa è: «Domanda buona, offerta affidabile, prezzi bellissimi siamo molto felici». ( 2 ) Intervista del Re Abd Allah al quotidiano kuwaitiano «Al-Seyassah» del 29 novembre ( 3 ) Questo articolo riprende l argomento che ho sviluppato nel paper GCC Oil Price Preferences: At the Confluence of Global Energy Security and Local Fiscal Sustainability, di prossima pubblicazione in Emirates Centre for Strategic Studies and Research (ECSSR), Energy Security in the Gulf: Challenges and Prospects, Atti della XV Annual Energy Conference dell ECSSR svoltasi ad Adu Dhabi il novembre ( 4 ) Di solito gli argomenti politici vengono adattati all uditorio. Cfr. KISSINGER H.A. e FELDSTEIN M., The Power of Oil Consumers, in «The Washington Post», 18 settembre 2008, http//www.washingtonpost.com/wpdyn/content/article/2008/ 09/17/AR html ( 5 ) AKERLOF G.A. e SHILLER R.J. (2009), Animal Spirits: How Human Psychology Drives the Economy and Why It Matters for Global Capitalism, Princeton University Press, Princeton e Oxford. ( 6 ) Sul funzionamento dell attuale sistema di prezzi del petrolio, cfr. per esempio FATTOUH B. (2006), The Origins and Evolution of the Current International Oil Pricing System: A Critical Assessment, in MABRO R. (a cura di), Oil in the 21 st Century: Issues, Challenges, and Opportunities, Oxford University Press, Oxford, p Per i fattori responsabili delle variazioni dei prezzi, cfr. HAMILTON J.D. (2008), Understanding Crude Oil Prices, mimeo, University of California, San Diego, dicembre. ( 7 ) AISSAOUI A., What is a Fair Price for Oil and What Makes $ 75 a Barrel Seem Fair?, Op-Ed, in «MEES» del 6 aprile ( 8 ) AISSAOUI A., OPEC: Today s Market Dilemma and Tomorrow s Investment Challenge, relazione di presentazione al III Summit OPEC, Riyadh, novembre 2007; e successivi paper (ibid.). ( 9 ) SEGAL P. (2007), Why Do Oil Price Shocks No Longer Shock?, Working Paper 35, Oxford Institute for Energy Studies, ottobre, p. 2. Le argomentazioni di Segal sono state aggiornate in un articolo di commento sul «Financial Times» del 1 settembre 2009 intitolato Searching in Vain for the Oil Shock Effect, 09/01/comment-searching-in-vain-for-the-oil-shock-effect/ ( 10 ) KRAUS C., Oil Prices Find a Sweet Spot for World Economy, in «The New York Times», 31 marzo 2010, 18

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