Move Your Future. Laboratorio di Orientamento e Scoperta dell imprenditorialità e della cultura d impresa

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1 Move Your Future Laboratorio di Orientamento e Scoperta dell imprenditorialità e della cultura d impresa

2 Progetto corso sperimentale indirizzo imprenditorialità L attuale situazione di mercato pone la necessità di nuove riflessioni sul sistema educativo e sul sistema imprenditoriale del territorio, sulla necessità di fare uscire la relazione tra scuola e impresa dal carattere di episodicità per strutturare una visione sistemica e continuativa che garantisca una contaminazione efficace e innovi le competenze in uscita dal percorso di studi in sintonia con le caratteristiche di un mercato del lavoro mutato nelle opportunità e nei fabbisogni fino ad oggi espressi. Se ci affidiamo ai numeri della crisi emergono alcune considerazioni: Secondo i dati della Camera di Commercio di Bologna sul 2013 il perdurare della crisi sta fiaccando sempre più la capacità di tenuta delle imprese che operano sul mercato. Il bilancio delle dinamiche imprenditoriali evidenzia un saldo anagrafico di fine 2013 ancora negativo, con 117 unità in meno tra gennaio e dicembre, ed un tasso di variazione del -0,12%. Tuttavia sembra che la cosiddetta voglia di impresa nel nostro territorio non venga meno. In questo scenario le imprese più strutturate almeno dal punto di vista della conformazione societaria mantengono infatti un saldo positivo e le imprese artigiane conservano una certa vivacità che si articola in un aumento delle nuove imprese rispetto al 2012 pur in presenza di un saldo negativo rispetto alle cessazioni che configura un tasso di crescita al -1,20%. Detta vitalità nel mondo artigiano è rappresentata dal fenomeno delle aggregazioni e delle reti tra piccole imprese, a cui l aumento della nascita di imprese più strutturate, sarebbe da attribuire. I dati della Provincia di Bologna evidenziano una situazione di contrazione del PIL al -0,6% rispetto al 2012 ma con una previsione di leggero ritorno ad un tasso positivo nel 2104 (+ 1,5%) Se volgiamo lo sguardo allo scenario preoccupante della situazione del mercato del lavoro in provincia dal 2008 al 2013, che per quanto riguarda la disoccupazione, è passato dal 2,2% all 8,1 % ( al 17,8% se si considerano coloro che non cercano attivamente lavoro) e dove, dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni, il 45,7% non ha un lavoro, se ne deriva una situazione drammatica in cui il mercato del lavoro non riesce ad assorbire, soprattutto, i giovani.

3 Il saldo tra avvii di nuovi contratti e cessazioni è pertanto negativo (-2,9%). I contratti che vengono fatti sono sempre più precari o brevi o a tempo parziale e per i nuovi avvii praticamente scompare il contratto a tempo indeterminato. Si riduce anche l apprendistato del 16,2% per ricorrere sempre di più al contratto interinale per i giovani tra i 24 e i 35 anni di età. Sembra, pertanto, evidente che la soluzione non può essere ricercata nell assorbimento della disoccupazione da parte del sistema imprenditoriale locale e conseguentemente, mai come ora, è necessario ricorrere all autoimprenditorialità e alla creazione di nuove imprese. Obiettivo complesso nell attuale situazione di mercato ma ancor più in un contesto culturale nazionale dove assai poco si investe sull avvio d impresa. Lo sviluppo imprenditoriale si presenta come una opportunità concreta quando alle competenze tecniche sono coniugate capacità creativa, progettualità, propensione al rischio e competenze manageriali. Il connubio di competenze tecniche e cultura dell imprenditorialità potrebbero, se integrate, offrire un futuro ai giovani ove disponibili a mettersi veramente in gioco dove fossero adeguatamente preparati a sviluppare progettualità tecnica, manageriale e facilitati dal sistema locale ad agganciare processi di innovazione ed internazionalizzazione. La scuola dovrebbe essere il luogo in cui i giovani possono acquisire le competenze necessarie a garantire queste potenzialità. Tuttavia, nonostante gli istituti professionali adempiano sul piano curricolare al compito di fornire le competenze tecniche per accedere potenzialmente al mercato del lavoro è innegabile che non esistano percorsi formativi che istruiscano all imprenditività o all imprenditorialità quasi fosse scontato che l unico esito possibile ai percorsi tecnici per l inserimento nel mercato del lavoro sia un rapporto di lavoro dipendente o che le competenze manageriali proprie dell imprenditore siano predisposizioni naturali non adatte ad essere trasmesse con l insegnamento. E se è vero che le linee di indirizzo degli istituti professionali dovrebbero concorrere in linea con le indicazioni dell Unione Europea ad educare all imprenditorialità e consentire agli studenti di sviluppare una visione orientata al cambiamento, all iniziativa, alla creatività, alla mobilità geografica e professionale, nonché all assunzione di comportamenti socialmente responsabili, che li mettano in grado di organizzare il proprio progetto di vita e di lavoro è altrettanto vero che questo obiettivo sia realizzato in minima parte nel sistema

4 educativo degli istituti tecnici e sempre marginalizzato in percorsi straordinari ed extra- curricolari. Sembra inverosimile che questo avvenga nel nostro contesto economico conosciuto in tutto il mondo per un modello economico unico caratterizzato dalla presenza spontanea e non generata da politiche facilitanti, di un altissima densità di piccole imprese. Le linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento degli istituti professionali individuano un strumento importante per il conseguimento di questo obiettivo negli spazi di Flessibilità intesi come possibilità per gli istituti tecnici di articolare le aree di indirizzo in opzioni per offrire risposte efficaci e mirate alle esigenze del territorio e ai fabbisogni formativi espressi dal mondo del lavoro e dalle professioni. Questo strumento potrebbe facilitare il sorgere di corsi orientati all imprenditorialità, in cui, superato il biennio propedeutico, sarebbe possibile aggiungere ore di formazione al management dell imprenditorialità favorendo negli allievi l acquisizione di competenze gestionali e le conoscenze utili a realizzare un proprio progetto professionale in chiave imprenditoriale abituando gli allievi alla progettualità e all imprenditività, strumenti utili per la realizzazione personale, lo sviluppo di nuove realtà imprenditoriali nel territorio e la rivitalizzazione del mercato del lavoro. Questa integrazione curricolare consegnerebbe al sistema economico territoriale diplomati caratterizzati dal possesso di competenze tecniche e capacità progettuali, connubio prezioso per qualunque organizzazione che si trovi a competere nell attuale caratterizzazione del mercato. L istituto della Flessibilità prevede che gli istituti realizzino alleanze formative sul territorio con il mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca. In questo frangente scuola e impresa possono interagire in maniera sistemica trasformando la scuola concretamente in una fabbrica della conoscenza e della cittadinanza. Sono questi gli obiettivi che orientano la CNA di Bologna come Associazione imprenditoriale a proporre alle Scuole Secondarie Superiori una collaborazione formativa con Ecipar di Bologna, propria società di formazione, per la realizzazione di un progetto di sperimentazione.

5 La proposta di progetto prefigura un integrazione al piano dell offerta formativa delle Scuole Secondarie Superiori che nel tentativo di corrispondere pienamente alle esigenze del territorio e ai fabbisogni formativi espressi dal mondo del lavoro, anche in relazione ai settori produttivi di riferimento favorisca la creazione di nuove imprese e offra nuove opportunità di lavoro soddisfacendo le necessità di sviluppo del territorio. Il progetto si presenta nella sua forma possibile, come un percorso extracurricolare in cui agli allievi si propone di reinterpretare il percorso curricolare alla luce di una progettualità imprenditoriale proponendo la conoscenza delle dinamiche organizzative, gestionali e di mercato proprie del modo aziendale e l acquisizione delle competenze manageriali necessarie a generare opportunità di business trasformando il possesso delle competenze tecniche in un progetto d impresa sostenibile. Abituare gli allievi a considerare che ogni innovazione tecnica deve poter contemplare la propria fattibilità, sostenibilità e spendibilità sul mercato li aiuta a uscire da una autoreferenzialità della specifica competenza e li rende autonomi nella costruzione del proprio futuro e potenziali operatori di sviluppo del territorio realizzando contemporaneamente una delle più alte forme di libertà personale e responsabilità di cittadinanza. Il progetto si rivolge agli studenti di 10 Scuole Secondarie Superiori Provincia di Bologna. della Per ogni scuola aderente al progetto è previsto un percorso formativo triennale rivolto ad un gruppo di 25/30 studenti. Il progetto avrà durata triennale e sarà così strutturato: 80 ore annue di aula per un totale di 240 nei tre anni 80 ore annue di tirocini estivi Verrà istituito il premio Giovanissimi: idee d impresa che vuole valorizzare i tre migliori progetti presentati alla fine del triennio.

6 Percorso formativo Destinatari: allievi dei percorsi curricolari diurni delle Scuole Secondarie Superiori della Provincia di Bologna ( un gruppo aula per ogni scuola) Obiettivo: Orientare gli allievi all imprenditorialità trasferendo conoscenze e competenze idonee a mettere le competenze tecniche acquisite al servizio di un idea di business sostenibile da intraprendere in esito agli studi. Durata: 240 ore ca di aula da realizzarsi nel 3, 4 e 5 anno e 240 ore di tirocini estivi da realizzarsi nelle aziende del territorio in affiancamento agli imprenditori al fine di osservare, sperimentare e acquisire pratica di fattibilità di realizzazione di un progetto imprenditoriale

7 Programma: Attività di orientamento per allievi e famiglie Testimonianze e Mentoring di giovani imprenditori del territorio Modelli di organizzazione aziendale: strutture, ruoli e processi Orientamento al mercato: marketing- mercato, cliente, prodotto, concorrenti Basi di gestione economico-finanziaria Business plan Project management Comunicazione: saper comunicare il proprio progetto Tirocini estivi: proponiamo lo sviluppo dei tirocini in 3 fasi 1) Affiancamento per conoscere una realtà aziendale del territorio nelle sue componenti organizzative e di processo 2) Lavorare in affiancamento su l analisi di mercato dell azienda ospitante su un prodotto o su un area di mercato da scegliersi con l imprenditore. 3) Lavorare in affiancamento sull analisi delle risorse (finanziarie, risorse umane e tecniche) dell azienda ospitante. Si prevede che al termine di ogni periodo di tirocinio gli studenti preparino una relazione finale sul modello della TESINA, che li permetta di consolidare quanto sperimentato durante il tirocinio. A chiusura del percorso triennale è possibile prevedere una simulazione: agli allievi è richiesta di ipotizzare una business idea (reale o inventata) su cui formulare un business plan. Sarà poi istituita una commissione di valutazione composta da docenti, allievi, e un reale funzionario di banca che nel valutare il progetto illustrerà i principali criteri di bancabilità che ne rendono possibile il finanziamento. L esercitazione servirà a fare apprendere agli allievi la capacità di presentare una proprio progetto imprenditoriale ai possibili portatori di interesse.

8 Business plan Testimonial e tirocini estivi Schema del percorso triennale Attività di orientamento per allievi e famiglie Modelli di organizzazione aziendale: strutture, ruoli, processi Orientamento al marketing: mercato, cliente, prodotto, concorrenti Basi di gestione economico finanziaria Project management Comunicazione: saper comunicare il proprio progetto

9 CONTENUTI DA SVILUPPARE PRIMO ANNO Come funziona l impresa? Competenze manageriali e personali di base Orientare al ruolo imprenditoriale Aumentare capacità di comunicare e cooperare in attività di gruppo Sviluppare creatività La mentalità imprenditiva Problem solving Le condizioni di sviluppo e avvio dell impresa Analizzare il mercato Analizzare la catena del valore e le competenze interne le basi dell organizzazione La strategia come mix tra interno e esterno Basi di project management

10 SECONDO ANNO Apriamoci al mondo : interpretiamo interlocutori, modelli e tendenze Leggere il contesto macroeconomico Modelli organizzativi Modelli di business Progettare le dinamiche economiche: costi e ricavi e punto di pareggio Modelli di approccio al mercato e networking Relazioni con le banche e nuove forme di finanziamento Project Management avanzato Il contesto normativo dell impresa L idea di impresa: da dove partiamo Testimonianze guidate dal mondo delle imprese

11 TERZO ANNO Affinamento manageriale, Business Planning & orientamento alle scelte Strategie di base: Diversificazione Crescita Internazionalizzazione Comunicazione: Nuovi media e comunicazione social Saper comunicare il proprio progetto Business Planning in action Orientamento alla scelta MODALITÀ REALIZZAZIONE 1 incontro alla settimana, da ottobre a maggio, dalle alle Per ogni modulo saranno previsti momenti di valutazione e di stimolo all apprendimento, ad es. chiedendo ai ragazzi la realizzazione di brevi relazioni Verrà creato un portale con accesso dedicato ai singoli partecipanti dove sarà possibile oltre a scaricare i materiali del progetto, una interazione tra i partecipanti che potranno confrontarsi su idee progettuali ed eventualmente aderire ad una idea progettuale dei colleghi qualora fosse di loro interesse Alla fine del percorso sarà prevista una valutazione sulla validità dei progetti. Verrà istituito il premio Giovanissimi: idee d impresa che vuole valorizzare i tre migliori progetti presentati.

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