Mensile Materie Prime

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1 Cautela sulle commodity, in recupero grazie a Energia e Preziosi Energia: Outlook Neutrale nel breve, Moderatamente Positivo nel medio-lungo. Come già detto il mese scorso, paiono migliorare le stime di fondo sul medio-lungo termine: lo si evince dai report dei principali istituti di analisi sul mercato dell Energia, visto il ridimensionamento in atto degli investimenti in esplorazioni e trivelle da parte delle maggiori società petrolifere. Pur con una breve pausa nel trend i rialzo delle scorte americane, l offerta supera ancora i consumi e l'opec, settimana prossima, non ridurrà la propria offerta produttiva. La ripresa delle quotazioni petrolifere potrebbe incoraggiare il riavvio di alcuni produttori americani (visto lo stop all estrazione dello shale oil) solo nel caso in cui si concretizzasse un ulteriore rialzo delle quotazioni - non certo agli attuali livelli, ancora insufficienti. Alla luce di questo scenario, l Outlook resta Neutrale nel breve. Dopo il rimbalzo in atto, la prudenza appare obbligata: non escludiamo infatti possibili prese di profitto. In un ottica più strutturale, lo stop a molti progetti di sviluppo estrattivi di più ampio orizzonte rafforza invece il nostro atteggiamento Moderatamente Positivo nel medio-lungo termine. Metalli Preziosi: l Outlook resta Neutrale nel breve e nel medio-lungo termine. I Preziosi confermano il legame a doppio filo agli eventi geopolitici e macroeconomici in atto. Il recupero delle ultime settimane, che appare più un consolidamento che un vero e proprio rialzo, è originato dall incertezza sulla situazione della Grecia e dall aumento delle tensioni mediorientali. Oro e argento (e i Preziosi in generale) non reagiscono con forza perché i mercati sono ancora caratterizzati da una scarsa avversione al rischio degli operatori, nonostante le turbolenze su valute e petrolio (quest ultimo in recupero). In questo scenario è difficile che investimenti conservativi come i Metalli Preziosi possano essere preferiti rispetto, ad esempio, a listini azionari in costante rialzo. Sulla scia di questa considerazione ribadiamo la nostra Neutralità sia nel breve che nel medio-lungo termine. Metalli Industriali: Outlook Neutrale nel breve, permangono i rischi al ribasso. Rafforziamo il giudizio negativo per questa prima parte del 2015, complice il rallentamento del mercato immobiliare. La Cina appare ancora in una fase di forte tensione per la propria economia. La richiesta di commodity è stata ragionevolmente solida dall'inizio dell'anno, con la domanda di petrolio in rialzo del 7,2% e quella del rame che ha toccato +4% nel primo trimestre. Questi dati contrastano con i risultati negativi della produzione industriale, considerando che le importazioni paiono in progresso solo grazie allo stoccaggio, in particolare delle materie prime strategiche come petrolio e rame. Il rischio è che la domanda locale e le importazioni di materie prime possano scendere con l'avanzare della seconda parte del Il nostro Outlook resta pertanto Neutrale, ma con forti rischi di un ulteriore peggioramento del comparto. Prodotti Agricoli: Outlook riconfermato Neutrale. Gli Agricoli aggravano in maggio i minimi di aprile, ampiamente sotto area 500, anche a causa dell ennesimo WASDE negativo. Il rapporto riconferma un surplus costante di offerta e un conseguente rialzo delle scorte, che non mutano il quadro Neutrale sul comparto. I prezzi delle granaglie, scesi molto in questa prima metà dell anno, potranno concretizzare un leggero recupero del comparto solo alla fine del 2015 e solo se le rese dei raccolti saranno inferiori alle attese, riducendo l offerta e le scorte, anche a causa dell impatto che potrebbe avere El Niño sulle colture. Performance degli indici commodity Valore Var. % Var. % Var. % anni 5 anni GSCI 3.181,9-1,6-32,0-21,3 GSCI Energia 647,2 2,7-38,1-28,0 GSCI Met. Preziosi 1.472,2 0,8-16,6-6,3 GSCI Met.Industriali 1.204,3-4,8-13,6-23,0 GSCI Prod. Agricoli 468,9-13,4-33,3-7,0 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Thomson Reuters Datastream, Bloomberg e previsioni di consenso al Andamento dei principali indici commodity Nota: media mobile a 30 giorni, serie storiche dei principali indici dei prezzi delle materie prime; = 100. Fonte: Bloomberg, elaborazioni Intesa Sanpaolo I prezzi del presente documento sono aggiornati alla chiusura del mercato del (salvo diversa indicazione). Per la certificazione degli analisti e per importanti comunicazioni si rimanda all Avvertenza Generale. Nota mensile Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche Ricerca per investitori privati e PMI Mario Romani Analista Finanziario Outlook Settoriale* Mag. Apr. WTI = = Brent = = Gas Naturale = = Gasolio = = Oro = = Argento = = Rame = = Alluminio + + Zinco = = Nickel = = Mais = = Frumento = = Soia = = Cotone = = Nota: (*) nel breve termine; +: Positivo o Mod. Positivo; -: Negativo; =: Neutrale. Fonte: Thomson Reuters-Datastream Performance commodity (%) WTI 8,9-45,9 Brent 11,1-48,3 Gas Naturale -2,3-31,7 Gasolio 14,3-45,8 Oro 0,0-1,4 Argento 6,8-19,3 Rame -3,1-14,4 Alluminio -5,4 2,9 Zinco 0,0 5,6 Nickel -16,3 9,0 Mais -10,6-5,9 Frumento -16,3-2,6 Soia -9,5-22,3 Cacao 8,2-11,5 Zucchero -16,8 7,4 Cotone 5,0 50,5 Fonte: Bloomberg; Thomson Reuters- Datastream. Dati al

2 Energia: i prezzi consolidano il recuperano in attesa dell OPEC di giugno Il recupero dell Energia favorisce la ripresa delle Commodity. Commodity che migliorano la propria performance, in questo 2015, tornando intorno alla parità. Il rimbalzo dell Energia dell ultimo mese è il principale artefice di questo recupero delle risorse di base. Il 2015 resta però all insegna della prudenza: i prezzi delle materie prime nel 2 trimestre sono saliti grazie al miglioramento dei fondamentali sottostanti, ma non si esclude una seconda parte dell anno caratterizzata da elevata volatilità. Il prezzo del petrolio Brent è salito del 24% nel secondo trimestre (dopo un 1 trimestre piatto), il rame è aumentato del 12% e l'oro è salito ma solo in modo lieve. Il pericolo potrebbe essere rappresentato da una eccessiva solidità nella ripresa delle materie prime che influenzi negativamente le aspettative sulla crescita globale. Anche nelle stime dell FMI, il ruolo dei bassi costi energetici (e, in generale, di tutte le risorse di base) appare centrale per giustificare una ripresa più consistente nel 2 semestre Anche la svalutazione dell euro sul dollaro (che riflette soprattutto la divergenza nella politica monetaria della Fed e della BCE) di certo non aiuta il recupero delle commodity, i cui derivati sono tutti espressi nella divisa statunitense, instradata in un trend di strutturale rafforzamento. Infine confermiamo come il calo del prezzo del petrolio ha favorito lo stop degli investimenti nel settore petrolifero, specie negli Stati Uniti e sullo shale-oil (tecnica ad alto impatto): questo sembra essere l unico effetto tangibile del ribasso delle quotazioni, con possibili riflessi sul futuro del settore petrolifero. Di contro, riconfermiamo in modo assoluto come stentino a vedersi gli effetti della contrazione dei costi dell energia, che non sembra favorire la ripresa delle economie avanzate né di quelle emergenti. Il 2015 vede l Energia registrare +2,7% da +1,1%, meglio del GSCI generale, che recupera ma resta negativo a -1,6%, dal precedente -2,4%. OPEC: senza un taglio di produzione difficilmente il mercato recupererà ulteriormente. Cresce l'attesa per la riunione del 5 giugno dell'opec, che ora produce circa 30 milioni di barili al giorno. Senza un taglio di produzione, il prezzo del petrolio difficilmente potrà salire ulteriormente: è anzi probabile che possa stornare nonostante le revisioni tendenzialmente positive che IEA, EIA e OPEC stessa possono (e potranno) fare in futuro sulla dinamica domanda/offerta di petrolio. Gli appelli all OPEC affinché diminuisca la produzione vengono sollevati fin dal novembre 2014: il voto dell organizzazione è stato però chiaro già allora e rischia di venir ribadito anche a giugno. L Arabia Saudita ha già detto in modo esplicito che non è disposta a tagliare la propria produzione nonostante il calo dei prezzi, e che preferisce piuttosto mantenere la quota di mercato inalterata, provando a costringere altri Paesi produttori a diminuire l attività di estrazione, lavorazione e commercializzazione. OPEC: sale la domanda mondiale nel 2015; shale oil USA forse ai massimi. Secondo il report mensile dell OPEC (Monthly Oil Market Report di maggio), la domanda mondiale di greggio dovrebbe accelerare a 92,5 milioni di barili al giorno (mb/g) nel 2015 (+1,2 mb/g a/a, invariata dalla stima di aprile). L offerta non-opec dovrebbe salire a 57,2 mb/g nel 2015 (+0,7 mb/g a/a, invariata). La produzione di shale in USA ha probabilmente toccato un picco nel 2014 e calerà gradualmente. La quantità di petrolio che l OPEC dovrebbe fornire per bilanciare i mercati ( call on OPEC crude ) è stimata a 29,3 nel 2015 (+0,3 mb/g a/a, invariata), ancora di 0,7 mb/g al di sotto del target ufficiale e inferiore alla produzione attuale. Secondo fonti secondarie, l offerta OPEC in aprile è stata di 30,84 mb/g, da 30,83 in marzo. IEA: offerta di petrolio ancora in rialzo. Nell ultimo report mensile Oil Market Report, l IEA stima che in aprile l offerta di petrolio sia salita di +3,2 mb/g a 95,7 mb/g, guidata da un aumento nell offerta OPEC, salita a 31,21 mb/g, ai massimi da settembre Le previsioni sul consumo mondiale sono invariate per il 2015 a 93,6 mb/g nel 2015 (+1,1 mb/g a/a), guidate dal clima rigido del 1 trimestre e dal miglioramento nel ciclo economico globale. La stima della call on OPEC crude è ribassata a 29,3 mb/g per l intero 2015 e a 30,0 mb/g per il secondo semestre, sulla scia di una maggiore offerta non-opec (al rialzo di 0,2 mb/g nel 2015). EIA: domanda mondiale in leggero rialzo. Nello Short-Term Energy Outlook mensile, l EIA stima che il Brent si attesterà in media a 60,8 USD nel 2015 (in rialzo dalla precedente stima di 59,3) e 70,5 nel 2016 (in calo dal precedente 75,0). Il WTI dovrebbe scambiare in media a 54,3 USD nel 2015 (in rialzo da 52,5) e 65,6 nel 2016 (da 70,0). La domanda mondiale è rivista al rialzo a 93,3 mb/g nel 2015 (da 93,1; +1,2 mb/g a/a), e a 94,6 nel 2016 (da 94,2; +1,3 mb/g a/a). L offerta non- OPEC è stimata a 57,6 mb/g nel 2015 (rivista al rialzo da 57,4; +0,8 mb/g a/a) e a 57,9 nel 2016 (rivista al rialzo da 57,7; +0,4 mb/g a/a). La produzione negli Stati Uniti dovrebbe rallentare a 9,2 mb/g in media nel 2015 (stima confermata da aprile) e rimanere invariata nel 2016 (in ribasso da 9,3 mb/g). WTI: scorte DoE Nota: dati a cura dell EIA (Energy Information Administration) del Department of Energy (DoE) statunitense. Fonte: Bloomberg Outlook Neutrale nel breve, Moderatamente Positivo nel medio-lungo. Come già detto il mese scorso, paiono migliorare le stime di fondo sul medio-lungo termine: lo si evince dai Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 2

3 report dei principali istituti di analisi sul mercato dell Energia, visto il ridimensionamento in atto su investimenti in esplorazioni e trivelle da parte delle maggiori società petrolifere. Pur con una breve pausa nel trend di rialzo delle scorte americane (vedi grafico pagina precedente), l offerta supera ancora i consumi. In particolare non sembra che le riduzioni dell'offerta necessarie a riequilibrare il mercato del petrolio siano state effettuate in modo efficace. La ripresa delle quotazioni petrolifere potrebbe incoraggiare il riavvio di alcuni produttori americani (visto lo stop all estrazione dello shale oil) solo nel caso in cui si concretizzasse un ulteriore rialzo delle quotazioni - non certo agli attuali livelli, ancora insufficienti. Infine c'è un'ampia divergenza tra l andamento dei prezzi nei mercati fisici (dove i differenziali segnalano un eccesso di offerta) e i mercati dei futures (dove tutto appare positivo, forse in maniera eccessiva, visto anche il rialzo delle ultime settimane). Alla luce di questo scenario, l Outlook resta Neutrale nel breve. Dopo il rimbalzo in atto la prudenza appare obbligata: non escludiamo infatti una serie di possibili prese di profitto. In un ottica più strutturale, lo stop a molti progetti di sviluppo estrattivi di più ampio orizzonte rafforza invece il nostro atteggiamento Moderatamente Positivo nel mediolungo termine. I nostri livelli di stima su WTI e Brent sono: 58 e 62 dollari al barile nel 3 e 4 trimestre 2015 per il primo e 60 e 65 dollari al barile nel 3 e 4 trimestre 2015 per il secondo. Per il 2016: WTI in area 66,5 dollari e Brent in area 69 dollari al barile (stime Intesa Sanpaolo). La stima di consenso sul Brent nel 2 trimestre 2015 è invece pari a 60 dollari, in rialzo dai 57,5 dollari al barile previsti a aprile; il WTI dovrebbe attestarsi a 54 dollari, in rialzo dalla precedente stima di 52. La stima per l intero 2015 vede il Brent a 61,4 dollari da 60 e il WTI a 55 dollari (confermata). Le stime per il 2016 vedono un WTI a 69,5 dollari al barile (da 69) e il Brent a 75 dollari (confermato). GSCI Energia vs. GSCI (da gennaio 2008) Performance di lungo termine Valore Performance (%) Var. (%) Var. (%) da inizio anni 5 anni GSCI Energia 647,2 2,7-38,1-28,0 WTI ($) 58,0 8,9-38,4-22,2 Brent ($) 64,0 9,4-37,5-28,1 Gas N. ($) 2,8-2,3-33,4-34,3 GSCI Energia vs. WTI, Brent e Gas Naturale (da gennaio 2008) Performance di medio termine M (%) 6M (%) 12M (%) YTD (%) GSCI Energia 647,2 1,4-20,4-36,9 2,7 WTI ($) 58,0 16,6-21,3-44,3 8,9 Gas Naturale ($) 2,8 3,2-35,2-37,4-2,3 Gasolio ($) 585,3-1,4-9,0-35,8 14,3 Previsioni di prezzo per i singoli componenti dell Energia Valore 2 trim. 3 trim. 4 trim. Anno Anno WTI ($) 58,0 54,0 59,0 65,0 55,0 69,5 Brent ($ cent.) 64,3 60,0 65,0 69,4 61,4 75,0 Gas Nat. ($) 2,8 2,7 3,0 3,4 3,0 3,7 Fonte: consenso Bloomberg Performance di lungo termine Valore Performance (%) Var. % Var. % da inizio anni 5 anni GSCI 3.181,9-1,6-32,0-21,3 GSCI Energia 647,2 2,7-38,1-28,0 Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 3

4 Metalli Preziosi: movimento di consolidamento, il comparto è meno fragile Dopo i minimi 2015 in marzo, il blando recupero arriva a Lasciato alle spalle il forte ribasso del 2014 ed il minimo di marzo in area 1.400, le spinte rialziste generate dalle tensioni sui mercati hanno favorito un blando recupero del comparto fino a anche in maggio, dopo il test fallito al medesimo livello in aprile. Dopo una pausa valutativa da parte della Fed, non muta il quadro di fondo: l avvio del percorso di rialzo dei tassi americani (certo nel 2015) e il varo (il 9 marzo scorso) del piano di acquisto di titoli nell Eurozona stanno lentamente modificando le aspettative di inflazione. Sul fronte geopolitico, le turbolenze legate al prezzo del petrolio, il problema Grecia e le tensioni in Libia e Medioriente non hanno stimolato l avversione al rischio né favorito, in maniera decisiva, la ricerca di asset difensivi. Alla luce di questo quadro, il comparto dei Preziosi ha registrato solo un blando recupero, limitando qualsiasi rialzo dei prezzi delle singole componenti. Il 2015 dei Preziosi registra un +0,8% dal precedente +0,2%, in linea con il recupero del GSCI generale (che rimane però negativo) a -1,6%, dal precedente -2,4%. Non mutano i fattori di influenza: quadro geopolitico, dollaro e Fed. I Metalli Preziosi sono stati spinti al recupero dal ripresentarsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente (Yemen e Libia) e dalle indiscrezioni sulla capacità della Grecia di onorare i propri debiti, che stanno alimentando la volatilità all interno dell Eurozona. In questa fase, l oro e tutti i Preziosi continuano a non rappresentare asset appetibili: il dollaro resta tonico (al di là della marginale correzione delle ultime settimane) e una ripresa dell inflazione globale appare ancora troppo ipotetica e non in grado di creare tensione reale. Proprio in virtù di quest ultima considerazione, gli investitori non sembrano incentivati a dirigersi verso strumenti a protezione del capitale come copertura dall aumento dei prezzi al consumo. Il ruolo attivo delle Banche centrali alimenta la rinnovata propensione al rischio sui mercati e sta spingendo oltre ogni aspettativa i principali listini azionari. Il programma di quantitive easing della BCE, avviato il 9 marzo, non spingerà il comparto. Anche l inaspettato taglio dei tassi da parte della Reserve Bank of India, lo scorso 4 marzo, non ha dato una svolta positiva al quadro del principale consumatore di oro al mondo: anzi, il mercato attende ora un ulteriore taglio di 0,25% a giugno. Il quadro sui Preziosi. Parziale risalita di oro e argento sulla scia delle tensioni in atto sui mercati. L oro continuerà a soffrire dell aumento dei tassi di interesse negli USA, ormai prossimo: il ribasso delle quotazioni, ormai ai minimi da mesi, appare peraltro eccessivo rispetto al ritmo di risalita dei tassi. La stretta correlazione dell argento con l oro attenuerà il rialzo dei prezzi, sui quali continuerà a pesare l eccessivo surplus. Circa platino/palladio (maggiormente coinvolti nei processi industriali) riteniamo che la domanda possa beneficiare della ripresa ciclica generata auspicabilmente dalle politiche di stimolo delle Banche centrali, col palladio che potrebbe proseguire nel sovra-performare il platino. Il prezzo di quest ultimo, grazie alla ripresa della domanda cinese e al recupero del settore auto nell Eurozona, è tornato ad essere un po più tonico. Il palladio sembra però meglio posizionato per trarre beneficio dalla ripresa economica in Cina e negli Stati Uniti, i due maggiori mercati dell auto, riportandosi così in area 800 dollari l oncia. L Outlook è ancora Neutrale nel breve e nel medio-lungo termine. I Preziosi confermano il legame a doppio filo agli eventi geopolitici e macroeconomici in atto. Il recupero delle ultime settimane, che appare più un consolidamento che un vero e proprio rialzo, è originato dall incertezza sulla situazione della Grecia e dall aumento delle tensioni mediorientali. Oro e argento (e i Preziosi in generale) non reagiscono tuttavia con forza, perché i mercati sono ancora caratterizzati da una scarsa avversione al rischio da parte degli operatori, nonostante le turbolenze su valute e petrolio (quest ultimo in recupero). In questo scenario è difficile che investimenti conservativi come i Metalli Preziosi possano essere preferiti rispetto, ad esempio, a listini azionari in costante rialzo. L insieme degli elementi descritti, se da un lato ci spinge a confermare il nostro Outlook Neutrale di breve termine, dall altro pone ancora delle perplessità sulla reattività di un comparto che appare fortemente marginale nelle scelte degli investitori. Ribadiamo con forza come i Preziosi non sembrino in grado di competere con investimenti a più alto rendimento (specie quando i tassi americani inizieranno la fase di risalita), in un quadro di assenza di inflazione. Sulla scia di questa considerazione ribadiamo la Neutralità anche nel medio-lungo termine. GSCI Metalli Preziosi vs. GSCI (da gennaio 2008) Performance di lungo termine Valore Performance (%) Var. % Var. % da inizio anni 5 anni GSCI 3.181,9-1,6-32,0-21,3 GSCI Preziosi 1.472,2 0,8-16,6-6,3 Oro ($) 1.187,4 0,0-14,9-2,0 Argento ($) 16,8 6,8-26,1-9,1 Platino ($) 1.125,2-7,4-22,4-27,5 Palladio ($) 782,4-1,8 5,9 69,1 Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 4

5 GSCI Preziosi vs. tutti (da gennaio 2008) Performance di medio termine M (%) 6M (%) 12M (%) YTD (%) GSCI Preziosi 1.472,2-1,9-0,9-7,3 0,8 Oro ($) 1.187,4-2,2-0,3-6,2 0,0 Argento ($) 16,8 0,9 3,2-12,1 6,8 Platino ($) 1.125,2-5,1-7,5-23,0-7,4 Palladio ($) 782,4-4,5-3,0-5,8-1,8 Previsioni di prezzo per i singoli componenti dei Preziosi Valore 2 trim. 3 trim. 4 trim. Anno Anno Oro ($) 1.187, , , , , ,0 Argento ($) 16,8 16,6 17,0 17,3 17,0 18,1 Platino ($) 1.125, , , , , ,0 Palladio ($) 782,4 815,0 845,0 855,0 839,5 900,0 Fonte: consenso Bloomberg Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 5

6 Metalli Industriali: falso segnale rialzista, incide il rallentamento in Cina Falso rialzo sopra e rientro a 1.200: il quadro sui fondamentali resta critico. Il quadro dei fondamentali si basa su due fattori negativi ormai strutturali. Da un lato appaiono totalmente fugati i timori derivanti dalle tensioni geopolitiche sulle esportazioni di metalli; dall altro lato si aggiunge (ora in modo più preoccupante) l oggettivo rallentamento cinese, che provoca una riduzione della domanda da parte del Paese. Il mancato varo di nuovi piani di stimolo legati alle infrastrutture cinesi, che furono un fattore determinante per la crescita della domanda di metalli nel passato, non genera alcun supporto al comparto. Questo scenario è coerente col nuovo corso cinese, volto alla regolamentazione della crescita economica, sancito dal premier Li Keqiang. Le misure varate da Pechino a sostegno del mercato immobiliare, il taglio dei tassi (multiplo) e delle riserve obbligatorie delle banche (RRR) non sembrano sortire particolari effetti sulla ripresa del ciclo. La difficile situazione del comparto delle costruzioni, che restano il settore a più alto assorbimento di metalli, ha finito per essere determinante nel ribasso del comparto. Il 2015 degli Industriali registra un -4,8% dal precedente -4,2%; l andamento non appare in linea col blando recupero del GSCI generale, passato a -1,6% da un precedente -2,4%. L economia cinese in affanno rallenta il comparto. Come già detto, gli operatori hanno ormai metabolizzato il dato sul PIL cinese che si è ampliato, in tutto il 2014, al ritmo più lento degli ultimi 24 anni (+7,4%, sotto il target fissato dal Governo a 7,5%). Nel 1 trimestre 2015 il prodotto interno lordo ha fatto registrare una crescita del 7% rispetto al medesimo trimestre del 2014, il ritmo più lento degli ultimi sei anni. Le autorità di Pechino si sono affrettate però a confermare l obiettivo di crescita per il 2015, fissato al 7%. In aprile la produzione industriale, secondo i dati diffusi dall'ufficio nazionale di statistica, è cresciuta su base annua leggermente meno delle aspettative, segnando un progresso del 5,9% contro il 6% atteso, e a fronte dell'incremento del 5,6% registrato in marzo (dopo il 6,8% del periodo gennaiofebbraio: Pechino ha accorpato i dati dei primi due mesi del 2015 a causa della distorsione dovuta alla celebrazione del Capodanno lunare, con il Paese che si è di fatto fermato dal 18 al 24 febbraio). Le vendite al dettaglio sono cresciute ad aprile del 10%, contro il +10,2% di marzo (consenso a +10,5%). Gli investimenti in capitale fisso nelle aree urbane, un indicatore dell'attività nel settore delle costruzioni, sono aumentati nel periodo gennaio-aprile del 12%. Anche questo dato è inferiore alle previsioni, che erano ferme a +13,5%. I prezzi delle case sono calati significativamente anche in aprile in quasi tutte le maggiori città della Cina, totalizzando l'ottavo mese consecutivo di declino causato da un eccesso d'offerta. In 69 delle 70 città monitorate dall'ufficio nazionale di statistica cinese, i prezzi delle case sono calati in aprile del 6,3% a/a, contro il -6,1% di marzo (-5,7% in febbraio). Su base mensile, però, il dato segna un miglioramento: la flessione si è infatti ridotta allo 0,12% dallo 0,16% di marzo e i prezzi sono scesi in "solo" 48 delle 70 città prese in esame. I prezzi al consumo (CPI CPI) di aprile segnano un progresso dell'1,5% a/a dopo l'1,4% di febbraio e marzo (+0,8% in gennaio, il dato più basso dal novembre 2009) e a fronte di attese all'1,6%. Su base mensile l'indice dei prezzi al consumo segna una flessione dello 0,2% contro lo 0,0% atteso e dopo il calo dello 0,5% di marzo (+1,2% in febbraio). I prezzi alla produzione (PPI PPI) sono calati anche in aprile, 38esimo mese consecutivo di declino, confermando la lettura del -4,6% a/a di marzo (dopo il -4,8% di febbraio, il dato più basso dall'ottobre 2009), rispetto al -4,4% atteso dagli economisti. Su base mensile in aprile si è registrato un declino dello 0,3% dopo il -0,1% di marzo (-0,7% in febbraio). Secondo i dati diffusi dalla General Administration of Custom (l'autorità delle dogane cinesi), in marzo il surplus della bilancia commerciale è tornato a salire da 18,16 a 210,21 miliardi di yuan (è evidente l impatto del Capodanno lunare). L'export è calato del 6,2% su base annua, dopo il crollo del 15% registrato in marzo e contro il +2% atteso. Cade invece del 16,1% l'import import, dopo la flessione del 12,7% di marzo e contro attese per un declino del 12%. L'attività del settore manifatturiero cinese a maggio si è contratta per il terzo mese consecutivo, a conferma della persistente debolezza della seconda economia mondiale. L indice PMI Manifatturiero a cura di HSBC, sulla base di un'indagine congiunturale tra i direttori acquisti, a maggio è risultato 49,1 da 48,9 di febbraio, confermandosi per il terzo mese di fila sotto la soglia dei 50 punti, spartiacque tra crescita e contrazione. Pechino ha tagliato le riserve obbligatorie richieste alle banche; è il secondo taglio in due mesi. Domenica 10 maggio la People's Bank of China (PBoC) ha annunciato il terzo taglio dei tassi d'interesse in sei mesi, nel tentativo di rilanciare l'economia del Paese avviata verso la crescita del PIL più bassa degli ultimi 25 anni. L'istituto centrale ha ridotto il tasso d'interesse sui prestiti a un anno di 25 punti base al 5,1% e dello stesso ammontare quelli sui depositi, il cui tasso è stato portato al 2,25%. Nei giorni a seguire, la PBoC avrebbe raccomandato alle banche commerciali di mantenere i tassi di deposito al di sotto della soglia stabilita (1,5 volte il tasso benchmark). La raccomandazione sarebbe dettata dalla preoccupazione che tassi elevati possano pesare sui bilanci in un momento di rallentamento dell'economia. Outlook k Neutrale nel breve, permangono i rischi al ribasso. Rafforziamo il giudizio negativo per questa prima parte del 2015, complice il rallentamento del mercato immobiliare. La Cina appare ancora in una fase di forte tensione per la propria economia. La richiesta di commodity è stata ragionevolmente solida dall'inizio dell'anno, con la domanda di petrolio in rialzo del 7,2% e quella di rame che ha toccato +4% nel primo trimestre. Questi dati contrastano con i risultati negativi della produzione industriale, considerando che le importazioni paiono in progresso solo grazie allo stoccaggio, in particolare delle materie prime strategiche come petrolio e rame. Il rischio Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 6

7 è che la domanda locale e le importazioni di materie prime possano scendere con l'avanzare della seconda parte del Quel che maggiormente preoccupa della Cina è l eccessiva crescita di alcuni settori (come ad esempio quello immobiliare), che rischiano di veder scoppiare l evidente bolla in essere, frutto di un offerta eccessivamente superiore alla domanda. Il nostro Outlook resta pertanto Neutrale, ma con forti rischi di ulteriore peggioramento del comparto. GSCI Industriali vs. GSCI (da gennaio 2008) Performance di medio termine M (%) 6M (%) 12M (%) YTD (%) GSCI Industriali 1.204,3 0,2-11,5-11,5-4,8 Rame ($) 6.106,5 3,6-6,9-11,9-3,1 Alluminio ($) 1.752,0-3,5-14,3-4,2-5,4 Zinco ($) 2.168,0 5,5-4,5 4,3 0,0 Nickel ($) ,0-10,1-22,5-35,2-16,3 Previsioni di prezzo per i singoli componenti degli Industriali Valore 2 trim. 3 trim. 4 trim. Anno Anno Rame ($) 6.106, , , , , ,0 Alluminio ($) 1.752, , , , , ,5 Zinco ($) 2.168, , , , , ,0 Nickel ($) , , , , , ,4 Fonte: consenso Bloomberg Performance di lungo termine Valore Performance (%) Var. % Var. % da inizio anni 5 anni GSCI 3.181,9-1,6-32,0-21,3 GSCI Industriali 1.204,3-4,8-13,6-23,0 Rame ($) 6.106,5-3,1-16,3-12,6 Alluminio ($) 1.752,0-5,4-4,8-15,2 Zinco ($) 2.168,0 0,0 19,0 16,7 Nickel ($) ,0-16,3-14,4-41,9 GSCI Industriali vs. Rame, Alluminio, Zinco, Nickel (da ) Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 7

8 Prodotti Agricoli: scorte in rialzo e quotazioni deboli, attenzione a El Niño Riconfermati ad aprile i minimi di marzo. Nel mese di maggio, il deterioramento delle quotazioni ha portato il comparto peggiorare i minimi di aprile spingendo le quotazioni in area livello inferiore a quello raggiunto nel settembre/ottobre del 2014, in occasione della precedente accelerazione ribassista. Il tema energetico grava sugli Agricoli: il recupero del petrolio degli ultimi giorni accentua i costi dei carburanti per i macchinari ma non genera alcuna tensione sulla domanda di biocombustibili, visto l incredibile surplus di combustibili fossili. Un incremento della domanda di biocombustibili avrebbe conseguenze positive sulla produzione delle granaglie atte a crearlo. Il 2015 vede gli Agricoli perdere il -13,4% dal -10,1% precedente, in linea rispetto al GSCI generale, che tuttavia riduce la perdita a -1,6% dal precedente -2,4%. WASDE di maggio: confermato il surplus di offerta. Il 12 maggio scorso è stato pubblicato il rapporto mensile WASDE (World Agricultural Supply and Demand Estimates) a cura del Dipartimento dell'agricoltura statunitense (USDA, United States Department of Agriculture). Il Dipartimento ha rivisto le stime per il mercato dei cereali nella stagione 2014/15 e formulato le prime ipotesi per la stagione 2015/16. Le riserve mondiali di frumento raggiungeranno le 203,32 milioni di tonnellate (mt) nel 2015/16, da 200,97 mt stimate per il 2014/15 (revisione positiva da 197,21 mt). La produzione diminuirà a 718,93 mt da 726,45 mt (invariato). I consumi dovrebbero salire a 716,59 mt da 716,59 mt stimate per il 2014/15 (all incirca stabili dalla precedente stima di 715,82 mt). Le scorte finali di mais raggiungeranno le 191,94 mt nel 2015/16, da 192,50 mt stimate per il 2014/15 (riviste al rialzo da 188,46 mt). La produzione diminuirà a 989,83 mt da 996,12 mt (in rialzo da 991,92 mt). I consumi dovrebbero salire a 990,40 mt da 977,42 mt (rivisti in rialzo da 974,31 mt). Le scorte finali di soia saliranno a 96,22 mt nel 2015/16, da 85,54 mt nel 2014/15 (riviste al ribasso dalla precedente stima di 89,55 mt). La produzione rimarrà all incirca stabile a 317,30 mt, da 317,25 mt nella precedente stagione (rivista al rialzo da 315,46 mt). I consumi dovrebbero salire a 304,28 mt, da 291,76 mt nel 2014/15 (rivisti al rialzo da 288,92 mt). FAO: prezzi alimentari ancora in discesa. L'Indice FAO dei prezzi alimentari è diminuito dell 1,2% ad aprile rispetto a marzo, raggiungendo 171 punti, il suo livello più basso da giugno 2010 e il 19,2% in meno rispetto a un anno fa. I prezzi alimentari mondiali continueranno presumibilmente a subire pressioni al ribasso per via delle abbondanti scorte e del dollaro americano in rialzo, secondo il Food Outlook, che ha ribadito in modo esplicito come i movimenti valutari e gli sviluppi macroeconomici potrebbero impattare ancora sui mercati nel finale di 2015 e nel Una serie di raccolti consistenti e un conseguente accumulo di scorte hanno generato una situazione di surplus strutturale per molti dei principali generi alimentari. Di conseguenza, l atteso calo della produzione di cereali sembra avere un impatto limitato sulla disponibilità di derrate alimentari a scopo nutritivo. Stime FAO sul mercato dei cereali. La produzione mondiale di cereali scenderà probabilmente dell 1,5% rispetto al record dell anno precedente, a causa della riduzione dei terreni seminati a mais; l effetto di questa rotazione nelle colture sarà ammortizzato dagli alti livelli delle scorte, secondo le ultime stime del rapporto semestrale della FAO (Food Outlook). La prima stima per la produzione globale di cereali nel 2015, fatte salve condizioni meteo regolari per il resto della stagione, è di miliardi di tonnellate, al di sotto del livello record dell anno scorso, ma il 5% in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni. La contrazione marginale della produzione ridurrà le scorte correnti di circa il 3% nella prossima stagione (2015/16), con un più rapido calo registrato da cereali secondari e riso, meno per il grano. Secondo il rapporto FAO, il costo mondiale delle importazioni alimentari nel 2015 è stimato al minimo degli ultimi 5 anni, sostanzialmente per via del declino delle quotazioni, dei bassi costi di trasporto e dell apprezzamento del dollaro americano. Meteo: occhi puntati su El Niño. Il settore agricolo vive un momento di forte attenzione alle previsioni metereologiche mondiali. Un bollettino diffuso dall Australian Bureau of Meteorology evidenzia come il Pacifico Tropicale sia attualmente nelle prime fasi di El Niño. Gli sconvolgimenti meteorologici conseguenti a questo fenomeno sono molteplici e vanno dalle possibili alluvioni (Sud America) alla forte siccità (Sud Est Asiatico); pertanto, proprio in queste settimane, si susseguono i bollettini meteo delle agenzie specializzate. Negli Stati Uniti, il fenomeno de El Niño è associato a temperature relativamente basse ed a piogge in molte regioni della cosiddetta corn belt. In questo caso, però, il fenomeno avrà un effetto benefico: spazzando via la siccità negli stati meridionali USA, potrebbe aumentarne la resa, specie nel Midwest. Gli effetti dell attesa condizione climatica potrebbero espandersi anche al Sud America (deterioramento del raccolto di caffè colombiano e contrazione nel raccolto di zucchero brasiliano) per estendersi infine all Africa Occidentale dove, ad essere danneggiato, potrebbe essere il raccolto di cacao. Infine, venendo al cotone ed all India, se il raccolto venisse minacciato da El Niño, i prezzi sarebbero pronti a trarre beneficio (insieme a soia e cacao), specie se l influenza sui monsoni li rendesse particolarmente deboli. Outlook riconfermato Neutrale. Temi sostanzialmente immutati sugli Agricoli che aggravano in maggio i minimi di aprile, ampiamente sotto area 500, anche a causa dell ennesimo WASDE negativo. Il rapporto (a cura del Dipartimento dell Agricoltura USA) riconferma un surplus costante di offerta e un conseguente rialzo delle scorte, che Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 8

9 non mutano il quadro Neutrale sul comparto. I prezzi delle granaglie, scesi molto in questa prima metà dell anno, potranno concretizzare un leggero recupero del comparto solo alla fine del e solo se le rese dei raccolti saranno inferiori alle attese, riducendo l offerta e le scorte - anche a causa dell impatto che potrebbe avere El Niño sulle colture. La FAO ha alzato ancora la propria stima sulla produzione cerealicola mondiale nel 2015 e nel 2016, confermando uno scenario di deciso surplus produttivo. In questo contesto, riconfermiamo il nostro Outlook Neutrale nel breve termine: appare infatti inutile assumere una posizione estremamente negativa, visti bassi livelli raggiunti. Manteniamo però un approccio prudente alla luce della volatilità sui mercati generata da altre problematiche, spesso geopolitiche o finanziarie (rialzo del dollaro e del petrolio), ma che finiscono per impattare sul comparto Agricoli. Riconfermiamo un Outlook Neutrale anche nel medio-lungo, in virtù dell abbondante produzione cerealicola che favorisce l accumulo delle riserve. Performance di lungo termine Valore Performance (%) Var. % Var. % da inizio anni 5 anni GSCI 3.181,9-1,6-32,0-21,3 GSCI Agricoli 468,9-13,4-33,3-7,0 Mais ($ cent) 355,0-10,6-46,0-4,9 Frumento ($ cent.) 493,5-16,3-29,2 5,5 Soia ($ cent) 922,5-9,5-37,5-3,1 Cotone ($ cent) 63,3 5,0-22,3-22,1 GSCI Agricoli vs. Mais, Frumento e Soia (da gennaio 2008) FAO Food Index dal gennaio 2006 Performance di medio termine M (%) 6M (%) 12M (%) YTD (%) GSCI Agricoli 468,9-8,3-14,4-29,6-13,4 Mais ($ cent.) 355,0-7,7-6,1-24,4-10,6 Frumento ($ cent.) 493,5-4,6-12,2-23,0-16,3 Soia ($ cent.) 922,5-10,5-11,9-38,0-9,5 Cotone ($) 63,3-2,2 3,1-25,5 5,0 GSCI Agricoli vs. GSCI (da gennaio 2008) Previsioni di prezzo per i singoli componenti degli Agricoli Valore 2 trim. 3 trim. 4 trim. Anno Anno Mais ($ cent.) 355,0 373,0 385,5 402,5 391,0 420,0 Frumento ($ cent.) 493,5 520,0 540,0 540,5 530,0 561,0 Soia ($ cent.) 922,5 960,0 926,5 950,0 969,0 980,0 Cotone ($) 63,3 63,0 63,0 65,0 63,8 68,0 Fonte: consenso Bloomberg Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 9

10 Legenda Barrel Barile Bilancia commerciale Differenza fra esportazioni ed importazioni di merci (quindi non le attività finanziarie) Bilancia dei pagamenti Differenza fra esportazioni ed importazioni di tutte le transazioni internazionali (anche le attività finanziarie) Bilancia delle partite correnti Registra tutte le transazioni che hanno ad oggetto attività non finanziarie, ossia scambi di merci (bilancia commerciale), prestazioni di servizi, trasferimenti di redditi (da capitale e da lavoro) e trasferimenti unilaterali (pubblici e privati). BTU British Thermal Unit - Unità termica inglese Bushel Unità di misura delle granaglie, circa 60 libbre CAGR Compound Average Growth Rate: tasso CFTC CFTC (U.S. Commodity Futures Trading Commission) COMEX Commodities Exchange: borsa delle materie prime di Chicago CONAB Companhia Nacional De Abastecimento: Compagnia Nazionale dell'approvvigionamento, dipendente dal Ministero dell'agricoltura brasiliano CRB Commodities Research Bureau Index: indice di riferimento per i prezzi delle materie prime, pubblicato da Reuters, anche se storicamente era il Commodities Research Bureau a fornirlo. Debito pubblico Consistenza delle passività (titoli emessi, debiti interni ed esteri) del settore pubblico (ovvero la somma algebrica di tutti i deficit passati) Debito estero Emissioni di titoli in valuta Default Insolvenza Disavanzo (o fabbisogno) pubblico Indebitamento netto, corrisponde alla differenza fra le entrate e le spese totali delle amministrazioni pubbliche Disavanzo (o fabbisogno o saldo) Deficit al netto degli interessi sul debito primario DJPM Dow Jones Previous Metal Index EPA Enrivonmental Protection Agency USA: Agenzia statunitense per l Ambiente Fenabrave Federação Nacional da Distribuição de Veículos Automotores GSCI Goldman Sachs Commodity Index: è un indice pesato della produzione mondiale di materie prime, composto da 24 contratti future; l'indice GSCI serve principalmente come benchmark per investire sul mercato delle commodity e come indicatore delle performance delle commodity nel tempo. GFMS Ltd Gold Fields Mineral Services: è una società indipendente inglese formatasi nel 1989 specializzata in analisi e previsioni su: oro, argento, platino e palladio. Hedge funds Fondi comuni speculativi Investitori istituzionali Comprendono: assicurazioni, fondi pensione, OICVM e gestioni di patrimoni mobiliari LBMA Il London Bullion Market Association raggruppa gli operatori professionali dei mercati dei metalli preziosi con sede a Londra Libbra Unita di peso, circa 453 grammi LME London Metal Exchange: borsa dei metalli non ferrosi più importante del mondo NOPA National Oilseed Processors Association: rappresenta le imprese impegnate nel settore della trasformazione e raffinazione di semi oleosi e dei prodotti derivanti dalla soia. NYMEX New York Mercantile Exchange: e il principale mercato mondiale per future ed opzioni sui prodotti energetici, come petrolio e gas naturale; su metalli preziosi, come argento, oro, palladio e platino; e su metalli industriali, come alluminio e rame Oncia Unita di peso, circa 27 grammi Paesi emergenti Paesi in via di sviluppo (PVS), paesi dell Europa centrale e orientale, Paesi dell ex URSS, Economie di recente industrializzazione asiatiche, Israele Prodotto interno lordo (PIL) Valore dei beni e dei servizi finali (cioè non utilizzati nei processi produttivi) prodotti nel territorio nazionale Produzione industriale Volume di ciò che viene prodotto dall industria, da miniere e dal settore pubblico di un paese. Saldo partite correnti Differenza tra le transazioni di natura corrente fra residenti e non residenti Saldo in conto capitale Differenza tra le transazioni di natura finanziaria fra residenti e non residenti USDA United States Department of Agricolture: Dipartimento dell Agricoltura degli Stati Uniti Vulnerabilità esterna (indice di) (Debito estero a breve + debito estero a lunga in scadenza + depositi di non residenti in valuta estera oltre l anno)/riserve in valuta estera WASDE World Agricultural Supply and Demand Estimates: report mensile del Dipartimento dell Agricoltura degli Stati Uniti WTI Crude Oil West Texas Intermediate (Crude Oil): derivato sul greggio americano trattato sul NYMEX $/bbl USD per Barrel (dollari al barile) $/MMBtu dollari per 1 milione di Unità termiche inglesi $/MT USD per Metric Tone dollari per tonnellata cubica e metrica Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 10

11 Avvertenza generale Il presente documento è una ricerca in materia di investimenti preparata e distribuita da Intesa Sanpaolo SpA, banca di diritto italiano autorizzata alla prestazione dei servizi di investimento dalla Banca d Italia, appartenente al Gruppo Intesa Sanpaolo. Il presente documento è anche distribuito da Banca IMI, banca autorizzata in Italia e soggetta al controllo di Banca d Italia e Consob per lo svolgimento dell attività di investimento, appartenente al Gruppo Intesa Sanpaolo. Le informazioni fornite e le opinioni contenute nel presente documento si basano su fonti ritenute affidabili e in buona fede, tuttavia nessuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, è fornita da Intesa Sanpaolo relativamente all accuratezza, completezza e correttezza delle stesse. Le opinioni, previsioni o stime contenute nel presente documento sono formulate con esclusivo riferimento alla data di redazione del presente documento, e non vi è alcuna garanzia che i futuri risultati o qualsiasi altro evento futuro saranno coerenti con le opinioni, previsioni o stime qui contenute. Qualsiasi informazione contenuta nel presente documento potrà, successivamente alla data di redazione del medesimo, essere oggetto di qualsiasi modifica o aggiornamento da parte di Intesa Sanpaolo, senza alcun obbligo da parte di Intesa Sanpaolo di comunicare tali modifiche o aggiornamenti a coloro ai quali tale documento sia stato in precedenza distribuito. Le stime di consenso indicate nel presente documento si riferiscono alla media o la mediana di previsioni o valutazioni di analisti raccolte da fornitori di dati quali Bloomberg, Thomson Reuters, FactSet (JCF), o IBES. Nessuna garanzia, espressa o implicita, è fornita da Intesa Sanpaolo relativamente all accuratezza, completezza e correttezza delle stesse. Lo scopo del presente documento è esclusivamente informativo. In particolare, il presente documento non è, né intende costituire, né potrà essere interpretato, come un documento d offerta di vendita o sottoscrizione, ovvero come un documento per la sollecitazione di richieste d acquisto o sottoscrizione, di alcun tipo di strumento finanziario. Nessuna società del Gruppo Intesa Sanpaolo, né alcuno dei suoi amministratori, rappresentanti o dipendenti assume alcun tipo di responsabilità (per colpa o diversamente) derivante da danni indiretti eventualmente determinati dall utilizzo del presente documento o dal suo contenuto o comunque derivante in relazione con il presente documento e nessuna responsabilità in riferimento a quanto sopra potrà conseguentemente essere attribuita agli stessi. Le società del Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo, i loro amministratori, rappresentanti o dipendenti (ad eccezione degli Analisti Finanziari e di coloro che collaborano alla predisposizione della ricerca) e/o le rispettive famiglie possono detenere posizioni lunghe o corte in qualsiasi strumento finanziario menzionato nel presente documento ed effettuare, in qualsiasi momento, vendite o acquisti sul mercato aperto o altrimenti. I suddetti possono inoltre effettuare, aver effettuato, o essere in procinto di effettuare vendite e/o acquisti, ovvero offerte di compravendita relative a qualsiasi strumento di volta in volta disponibile sul mercato aperto o altrimenti. Il presente documento è pubblicato con cadenza mensile. Il precedente report di questo tipo è stato distribuito in data Il presente documento è distribuito da Banca IMI e Intesa Sanpaolo, a partire dallo stesso giorno del suo deposito presso Consob, esclusivamente a soggetti residenti in Italia, e verrà messo a disposizione della rete di Intesa Sanpaolo attraverso la intranet aziendale e potrà essere consegnato ai clienti interessati. Il presente documento sarà disponibile per i clienti di Banca IMI nella sezione Market Hub del sito internet di Banca IMI (https://markethub.bancaimi.com/home_public.html). Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 11

12 Note Metodologiche Il presente documento è stato preparato sulla base della seguente metodologia. Dati Macroeconomici I commenti sui dati macroeconomici vengono elaborati sulla base di notizie e dati macroeconomici e di mercato disponibili tramite strumenti informativi quali Bloomberg e Reuters. Le previsioni macroeconomiche e sui tassi d interesse sono realizzate dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, tramite modelli econometrici dedicati. Le previsioni sono ottenute mediante l analisi delle serie storico-statistiche rese disponibili dai maggiori data provider ed elaborate sulla base anche dei dati di consensus tenendo conto delle opportune correlazioni fra le stesse. Previsioni Comparto Energetico I commenti sul comparto energetico vengono elaborati sulla base di notizie e dati macroeconomici e di mercato disponibili tramite strumenti informativi quali Bloomberg e Reuters. Le stime di consensus provengono dalle principali Agenzie internazionali sull energia, su tutte l IEA (International Energy Agency che si occupa del settore a livello mondiale) e l EIA (Energy Information Administration istituto che si occupa specificatamente del settore energetico USA). Le previsioni sono realizzate dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo tramite modelli dedicati. Previsioni Comparto Metalli I commenti sul comparto metalli vengono elaborati sulla base di notizie e dati macroeconomici e di mercato disponibili tramite strumenti informativi quali Bloomberg e Reuters. Le stime di consenso sui metalli preziosi provengono principalmente dalla GFMS, la storica agenzia di previsioni basata a Londra. Le previsioni riguardano: oro, argento, platino e palladio. Le stime di consenso sui metalli industriali provengono principalmente dalla Brook Hunt, agenzia di previsioni indipendente che dal 1975 redige statistiche e previsioni su metalli e minerali, oltre al World Bureau of Metal Statistics (WBMS), una struttura indipendente di ricerca sul mercato globale dei metalli industriali che pubblica una serie di analisi statistiche con cadenza mensile, trimestrale ed annuale. Previsioni Comparto Agricolo I commenti sul comparto agricolo vengono elaborati sulla base di notizie e dati macroeconomici e di mercato disponibili tramite strumenti informativi quali Bloomberg e Reuters. Le stime di consenso sui prodotti agricoli sono molteplici. Ogni singolo paese ha la propria agenzia interna di statistica che stima e prevede i raccolti, la capacità produttiva, la quantità di offerta di prodotti e soprattutto la quantità (assoluta e percentuale) di terra disponibile per la messa a coltura di un determinato prodotto. A livello internazionale le principali agenzie sono: l USDA (United States Department of Agricolture) che, oltre a fornire i dati relativi al territorio americano, si occupa in generale anche del settore granaglie a livello mondiale mediante il sottocomparto della FAS (Foreign Agricultural Service); l Economist Intelligence Unit, del Gruppo Economist, che si occupa trasversalmente di tutti i prodotti agricoli a livello mondiale; e la CONAB (Companhia Naciònàl de Abastecimento), l agenzia del Governo brasiliano che si occupa di agricoltura (con un occhio di riguardo per il caffè) e che fornisce anche uno sguardo su tutto il continente sudamericano. Livelli tecnici I commenti sui livelli tecnici si basano sulle notizie e i dati di mercato disponibili tramite strumenti informativi quali Bloomberg e Reuters. Le previsioni sui livelli tecnici di interesse sono realizzate dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo tramite modelli tecnici dedicati. Le previsioni sono ottenute mediante l analisi delle serie storico-statistiche rese disponibili dai maggiori data provider ed elaborate sulla base anche dei dati di consenso tenendo conto delle opportune correlazioni fra le stesse. Vi è inoltre un approfondimento legato alla scelta degli opportuni strumenti derivati che meglio rappresentano il comparto o la specifica commodity su cui si vuole investire. Raccomandazioni Outlook Negativo: la raccomandazione di outlook Negativo per un settore è un indicazione di ampio respiro. Essa indica non solo il deteriorarsi delle condizioni di prezzo degli indici o dei future che meglio rappresentano la materia prima in questione (quindi il ridursi di una performance di prezzo), ma implica anche la riduzione delle previsioni produttive, climatiche e di approvvigionamento (energetico o idrico) che caratterizzano, più di altri strumenti finanziari, questi comparti. Outlook Neutrale: la raccomandazione di outlook Neutrale per un settore è un indicazione che abbraccia molti aspetti. Essa indica che la combinazione delle previsioni di prezzo per gli indici e i future e l'insieme delle condizioni produttive, climatiche e di approvvigionamento (energetico o idrico) porteranno ad un movimento laterale dei prezzi o delle scorte o della capacità produttiva, registrando perciò performance nulle o minime per il comparto in esame. Outlook Positivo: la raccomandazione di outlook Positivo per un settore è un indicazione di ampio spettro. Essa indica non solo il miglioramento netto delle condizioni di prezzo degli indici o dei future che meglio rappresentano la materia prima in questione (quindi una performance positiva di prezzo), ma implica anche il miglioramento delle previsioni produttive, climatiche e di approvvigionamento (energetico o idrico) che caratterizzano, più di altri strumenti finanziari, questi comparti. Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 12

13 Comunicazione dei potenziali conflitti di interesse Ai sensi del Regolamento adottato con delibera Consob n del e successive modificazioni ed integrazioni, Intesa Sanpaolo ha posto in essere idonei meccanismi organizzativi e amministrativi (information barriers), al fine di prevenire ed evitare conflitti di interesse in rapporto alle raccomandazioni prodotte. Per maggiori informazioni si rinvia al documento Policy per studi e ricerche e all estratto del Modello aziendale per la gestione delle informazioni privilegiate e dei conflitti di interesse a disposizione sul sito internet di Intesa Sanpaolo (www.intesasanpaolo.com). Certificazione dell analista L analista che ha predisposto la presente ricerca in materia di investimenti, il cui nome e ruolo è riportato nella prima pagina del documento, dichiara che: (a) le opinioni espresse nel documento riflettono accuratamente l opinione personale, obiettiva, indipendente, equa ed equilibrata dell analista; (b) non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse; (c) l analista citato nel presente documento è socio AIAF. Il presente documento è per esclusivo uso del soggetto cui esso è consegnato da Banca IMI e Intesa Sanpaolo e non potrà essere riprodotto, ridistribuito, direttamente o indirettamente, a terzi o pubblicato, in tutto o in parte, per qualsiasi motivo, senza il preventivo consenso espresso da parte di Banca IMI e/o Intesa Sanpaolo. Il copyright ed ogni diritto di proprietà intellettuale sui dati, informazioni, opinioni e valutazioni di cui alla presente scheda informativa è di esclusiva pertinenza del Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo, salvo diversamente indicato. Tali dati, informazioni, opinioni e valutazioni non possono essere oggetto di ulteriore distribuzione ovvero riproduzione, in qualsiasi forma e secondo qualsiasi tecnica ed anche parzialmente, se non con espresso consenso per iscritto da parte di Banca IMI e/o Intesa Sanpaolo. Chi riceve il presente documento è obbligato a uniformarsi alle indicazioni sopra riportate. Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche - Responsabile Gregorio De Felice Responsabile Retail Research Paolo Guida Analista Azionario Ester Brizzolara Laura Carozza Piero Toia Analista Obbligazionario Serena Marchesi Fulvia Risso Cecilia Barazzetta Analista Valute e Materie prime Mario Romani Editing: Team Nucleo Editoriale Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche 13

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