SISTEMI DI BARRIERE TAGLIAFIAMMA PER LA PROTEZIONE PASSIVA 2012

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1 SISTEMI DI BARRIERE TAGLIAFIAMMA PER LA PROTEZIONE PASSIVA 2012

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3 informa Il nostro programma di comunicazione digitale prevede una serie di newsletter inviate a tutta la clientela inserita nella banca dati. Con Progresso Elettrico, notiziario on-line del Gruppo Carpaneto Sati, cerchiamo di mantenere un costante dialogo con tutti gli utenti che hanno dimostrato di gradire questa iniziativa attraverso: informazioni tecnico-commerciali sulle nostre gamme prodotto, novità, promozioni, meeting e fiere. assiste Il Gruppo Carpaneto Sati, con oltre 70 professionisti della vendita distribuiti su tutto il territorio nazionale, offre assistenza tecnico-commerciale gratuita a tutta la clientela che ne facesse espressamente richiesta anche per via telematica. Il sito Internet dispone di un servizio di assistenza tecnica via che mette in contatto l utente con personale di sede qualificato a fornire informazioni sulle varie tipologie di prodotto. documenta La documentazione commerciale e tecnica, oltre ad essere disponibile in formato tradizionale è sempre disponibile on-line attraverso l area di download che permette di scaricare qualsiasi tipo di documento pubblicato dal Gruppo Carpaneto Sati. Il facile utilizzo di questo strumento permette di selezionare anche solo parte del catalogo al quale si è interessati, rendendo ancora più flessibile e rapida la selezione della documentazione ricercata dall utente. web Tramite i servizi offerti dal sito Internet, la nostra clientela ha la possibilità di contattare tutte le aziende e le sedi del Gruppo Carpaneto Sati, consultare molto rapidamente diverse aree tecnico commerciali, registrarsi per le newsletter, scaricare documentazione, ecc.. Inoltre attraverso il servizio METEL, i clienti abilitati possono emettere ordini e ricevere: conferme d ordine, avvisi di spedizione e fatture. documentazione commerciale e tecnica Il Gruppo Carpaneto Sati propone una vasta gamma di sistemi, componenti e servizi dedicati al settore dell installazione elettrica. Tutti i prodotti vengono presentati in rubriche. Ogni pubblicazione è illustrata in modo funzionale con tutte le caratteristiche tecniche per risolvere, in modo esauriente, i problemi di progettazione, installazione e montaggio nei vari campi di applicazione. Tutte le pubblicazioni sono consultabili in linea sul sito del Gruppo Carpaneto Sati e disponibili presso le rispettive sedi della Sati Italia S.p.A., nonché presso tutte le Filiali ed Agenzie. -

4 LE ATTIVITA DELLA SATI ITALIA Sati Italia S.p.A. - Sede di SIZIANO (PV) Sati Italia S.p.A. - Filiale di PADOVA Sati Italia S.p.A. - Filiale di LATINA Stabilimento di produzione - LATINA Stabilimento di produzione - SIZIANO Stabilimento di produzione - Tunisia Stabilimento di produzione - Tunisia 2

5 ORGANIZZAZIONE COMMERCIALE Via Monviso, SIZIANO (PV) Tel Fax Commerciale Fax Amministrazione FILIALI CON DEPOSITO RIVOLI - CASCINE VICA PADOVA LATINA Via Ferrero, RIVOLI - CASCINE VICA (TO) Tel Fax Commerciale Fax Amministrazione Viale dell Industria, PADOVA Tel Fax Fax S.S. 148 Pontina Km 81,400 n BORGO GRAPPA (LT) Tel Fax AGENZIE SENZA DEPOSITO LIGURIA S.EL.L. S.a.s. di S. Monteleone e C. Via Almeria, 5R GENOVA Tel Fax LOMBARDIA - Novara - Verbania Province PV - NO - VB - VA - CO - LC - SO ADMAR Rappresentanze S.n.c. Via C. Colombo, ROVELLASCA (CO) Tel Fax Province MI - LO A. Cazzaniga Via A. Grandi, BARZANÒ (LC) Tel Fax Province BG - BS - MN - CR ESSEVI Elettrorappresentanze S.n.c. Via F. Baracca, BRESCIA Tel Tel Fax FRIULI VENEZIA GIULIA TRENTINO ALTO ADIGE - Verona RELET S.n.c. Rappresentanze Industriali di Falcomer, Rossi e Trevisan Via G. Gola, PADOVA Tel Fax EMILIA ROMAGNA EMMELLE Rappresentanze S.n.c. di M. Nerozzi & L. Tartari Via Don L. Sturzo, 14/ MONTE SAN PIETRO (BO) Tel Fax TOSCANA e UMBRIA F. Viciani Via delle Cascine, SCANDICCI (FI) Tel Fax MARCHE BOMPREZZI & C. S.r.l. Gross Ancona Via Albertini, 36 - Edificio E ANCONA Tel Tel Fax LAZIO MDS Rappresentanze S.n.c. Via della Tecnica, POMEZIA (RM) Tel r.a. Fax CAMPANIA M.D.M. S.a.s. Via S. Salvatore, CASORIA (NA) Tel Fax ABRUZZO e MOLISE E.T.A. S.r.l. Electric Technology Agency Loc. Casale, PENNE (PE) Tel Fax PUGLIA - Matera SERVIM di L. Salamida Vico Due Macelli, ALBEROBELLO (BA) Tel Fax CALABRIA RA.EL.TE. S.n.c. di Santire & C. Via Carcara, SOVERATO (CZ) Tel Fax SICILIA R. Zummo Via Colle del Pino, 1/H-G CATANIA Tel Fax SARDEGNA Sati Italia S.p.A. Via Monviso, SIZIANO (PV) Tel Fax

6 CERTIFICAZIONI DEL SISTEMA QUALITÀ AZIENDALE La Qualità come fattore di miglioramento strategico della Sati Italia S.p.A.. La Gestione della Qualità è, da sempre, un impegno costante della politica aziendale della Sati Italia S.p.A.. Impegno che, certificato dal CSQ già dal 1997, si è ulteriormente ampliato con la certificazione ottenuta a novembre 2002 in conformità alla norma UNI EN ISO 9001:2000 che mette in risalto: la soddisfazione del cliente rivolta ai prodotti e servizi della Sati Italia S.p.A. la rispondenza dei nostri prodotti alle Direttive CEE per la marcatura la qualità costante dei prodotti, nel rispetto delle norme e specifiche tecniche applicabili. ad Ottobre 2011 Sati Italia S.p.A. ha ottenuto il rinnovo della certificazione del Sistema di Qualità Aziendale per il triennio Questo risultato è stato possibile grazie alle disposizioni della direzione aziendale ed all impegno costante e responsabile delle risorse umane della Sati Italia S.p.A., operando nell ambito di una strategia fatta di obiettivi, strutture organizzative e mezzi tecnici d avanguardia. 4

7 SOMMARIO NOTE TECNICHE Introduzione. da pag. 8 L incendio e la prevenzione incendi. da pag. 8 Normativa applicativa. da pag. 9 Resistenza al fuoco. Dichiarazioni e certificazioni. da pag. 12 La propagazione dell incendio. da pag. 14 Prevenzione incendi negli impianti elettrici. da pag. 16 Protezione passiva: cosa fare? Alcune regole generali. da pag. 17 Prescrizioni Normative CEI. da pag. 19 Protezione passiva: cosa fare? Qualche consiglio pratico. da pag. 22 PRODOTTI KBS MORTAR. da pag. 26 KBS SEALBAGS. da pag. 29 KBS ABLATIVE PANEL. da pag. 33 KBS COATING. da pag. 36 KBS FOAMCOAT C11. da pag. 38 KBS PIPE SEAL FB. da pag. 39 KBS PIPE SEAL C. da pag. 41 KBS FOAM. da pag. 43 KBS FIR-A-FLEX. da pag. 44 COPRIPLAFONIERA. da pag. 45 PROTEZIONE PER SCATOLE ELETTRICHE. da pag. 45 LANA DI ROCCIA. da pag. 46 Cerificazioni REI. da pag. 47 Cerificazioni e garanzie. da pag. 48 GUIDA DI PROGETTO Guida di progetto. da pag. 50 Descrizione per capitolati. da pag. 53 INDICE ALFANUMERICO Indice dei codici SATI ITALIA S.p.A.. da pag. 56 5

8 6 NOTE

9 PRODOTTI & SERVIZI PER IL MONDO ELETTRICO BARRIERE TAGLIAFIAMMA Note tecniche Introduzione...pag. 8 L incendio e la prevenzione incendi...pag. 8 Normativa applicativa...pag. 9 Resistenza al fuoco. Dichiarazioni e certificazioni...pag. 12 La propagazione dell incendio...pag. 14 Prevenzione incendi negli impianti elettrici...pag. 16 Protezione passiva: cosa fare? Alcune regole generali...pag. 17 Prescrizioni Normative CEI...pag. 19 Protezione passiva: cosa fare? Qualche consiglio pratico...pag. 22

10 INTRODUZIONE Con la pubblicazione della GUIDA CEI EN (Prima edizione) Parte 1: Guida per la valutazione dei rischi da fuoco dei prodotti elettrotecnici si accentua l attenzione del normatore sui rischi di incendio causati e/o alimentanti e/o propagati dai prodotti che compongono l impianto elettrico. I principi cardine che hanno ispirato i redattori della guida, alla quale rimandiamo per i necessari approfondimenti e che citiamo solo parzialmente, sono i seguenti: Il rischio di incendio va considerato in ogni circuito elettrico. Per quanto riguarda tale rischio, la progettazione delle apparecchiature, dei componenti e la scelta dei materiali è fatta in modo da ridurre la probabilità di incendio, specie nel caso di prevedibile uso improprio, di cattivo funzionamento o guasto. Lo scopo primario è prevenire l insorgere del fuoco (innesco) causato dalle parti sotto tensione ma, se si manifesta accensione o fuoco, l obiettivo deve essere quello di contenere il fuoco preferibilmente all interno dell involucro del prodotto elettrotecnico. Nel caso in cui le pareti dei prodotti elettrotecnici siano esposti al fuoco esterno, occorre assicurare che queste pareti non contribuiscano allo sviluppo dell incendio di più dei prodotti di costruzione o delle strutture situate nelle immediate vicinanze.... Si deve anche considerare lo sviluppo di calore e l opacità, la tossicità e la corrosività dei fumi emessi da un prodotto nella combustione, e ogni eventuale attitudine richiesta per funzionare nelle condizioni di incendio.... Certi prodotti elettrotecnici, come le custodie di grandi dimensioni, i cavi e le canalizzazioni isolanti, possono coprire di fatto una grande porzione di superfici e di materiali di finiture degli edifici o possono attraversare pareti resistenti al fuoco. In queste condizioni i prodotti elettrotecnici, in caso di esposizione al fuoco esterno, devono essere valutati dal punto di vista del loro contributo ai pericoli da incendio elettrotecnici, confrontato con quello dei materiali da costruzione o della struttura su cui non sono installati prodotti elettrici.... Se si precisa che con le parole prodotto elettrotecnico, oltre che un componente (es. elettromagnete) od un apparecchio (es. contatore, interruttore), si intende anche apparecchiatura ed installazione (es. sistema di installazione elettrica all interno di un edificio) i concetti sopra esposti devono diventare un importante riferimento guida per tutti gli operatori nel settore elettrico dal fornitore di materie prime all installatore finale. L INCENDIO Prima di entrare nel merito degli specifici requisiti normativi antincendio riguardanti l impiantistica riteniamo utile richiamare l attenzione sui concetti teorici, sulle regole di base e sulle normative di protezione contro gli incendi riguardanti gli edifici in generale. Parliamo tecnicamente d incendio L incendio si può definire una reazione di combustione che avviene in modo violento ed incontrollabile; più precisamente si può parlare di incendio nel caso di una combustione non voluta ne controllata che si svolge in luoghi non predisposti a questo fine e che coinvolge combustibili non destinati a tale scopo. La scienza moderna studia l evento incendio analizzandone i singoli fattori quali: - origine, - alimentazione, - propagazione, - estinzione, - esame dei danni causati. L origine del fuoco, e dell incendio che da esso ne deriva, è dovuto alla contemporanea presenza di tre elementi: - combustibile, - comburente, - causa di innesco. Una volta innescato, le fasi dell incendio avranno una durata e uno sviluppo in funzione di: - quantità e caratteristiche dei materiali combustibili coinvolti, - distanza fra i vari materiali combustibili, - quantità di comburente presente. La frequenza e le probabilità di incendio di un fabbricato dipendono invece da: - tipo di edificio, - destinazione d uso, - manutenzione degli impianti, - quantitativo di combustibile presente (carico d incendio). Per la precisione si ricorda che il carico d incendio è un indice del grado di pericolosità e di intensità dei possibili incendi e che fanno parte del carico d incendio, oltre al contenuto, anche i materiali infrastrutturali e di finitura dell edificio. 8

11 PREVENZIONE INCENDI I principi della prevenzione incendi Per limitare le cause e gli effetti della drammatica sequenza di un incendio, sono stati individuati degli accorgimenti e delle azioni che nel loro assieme vengono chiamati provvedimenti di prevenzione incendi. I principali obiettivi perseguiti dalla prevenzione incendi sono: - la salvaguardia della vita umana, - la conservazione dei beni materiali, sia direttamente esposti alle fiamme, che nelle loro vicinanze. Per raggiungere questi importanti obiettivi la prevenzione incendi prevede l adempimento e l esecuzione delle seguenti attività fondamentali: - istruzione (addestramento, cultura del rischio e della sicurezza, abitudine all uso di sistemi protettivi), - protezione passiva (scelta di materiali con note caratteristiche di comportamento al fuoco e loro applicazione nei limiti prescritti, compartimentazione, collaudi e manutenzione), - protezione attiva (impianti di rilevamento e spegnimento), - estinzione (piani di intervento e mezzi di estinzione). Le norme scritte di prevenzione incendi prevedono una serie di provvedimenti basati sul fatto che l edificio ed il suo contenuto saranno meglio salvaguardati se si provvede a: - ridurre la frequenza dei casi di incendio, - limitare la produzione di fumo e di fiamme, - ottenere lo sfollamento ordinato e sicuro degli occupanti, - impedire la propagazione del fuoco a zone o edifici adiacenti, - evitare collassi strutturali e danneggiamenti agli elementi costruttivi, - installare efficaci sistemi di difesa (impianti di spegnimento e squadre antincendio). La normativa di prevenzione incendi Da tempo esistono diverse prescrizioni per ridurre il rischio d incendio definite nel loro assieme norme di prevenzione incendi, questi numerosi documenti scritti si trovano nella forma di: - leggi, decreti e circolari Ministeriali che impongono requisiti costruttivi e strutturali degli edifici, caratteristiche di sicurezza degli impianti e requisiti dei materiali da utilizzare secondo la diversa tipologia dell edificio. - norme di buona tecnica nelle quali sono precisati i requisiti minimi della regola dell arte nei diversi settori come le: - norme UNI per la componentistica normalizzata ed il relativo uso, - norme UNIGAS per componenti ed impianti del gas, - norme CEI per componenti ed impianti elettrici. NORMATIVA APPLICATA Leggi, decreti e circolari ministeriali Escludendo quelle di carattere prevalentemente amministrativo, le molte disposizioni legislative di prevenzione incendi scritte nei diversi anni, possono essere grossolanamente suddivise dal punto di vista tecnico in: - Normativa applicativa costituita da un insieme di più Leggi, D.M. e Circ. Minist. che si applicano secondo il tipo di fabbricato e la sua destinazione d uso. - Normativa di collaudo costituita da un insieme di D.M. e Circ. Minist. che regolamentano le prove dei materiali e delle strutture. Normativa applicativa Nella normativa applicativa sono imposti requisiti relativi alla separazione, alla compartimentazione, alla resistenza al fuoco delle strutture, agli spazi a rischio specifico, alle scale, agli ascensori, alle condotte, agli impianti elettrici, ecc. Per dare ai lettori alcuni riferimenti sulle leggi fondamentali di prevenzione incendi, considerate norme applicative di riferimento, citiamo, a titolo puramente bibliografico, le seguenti disposizioni legislative con la raccomandazione di consultare i testi originali, i relativi regolamenti, le modifiche, le Circolari Ministeriali ed i chiarimenti esplicativi. 9

12 NORMATIVA APPLICATA TERMINI E DEFINIZIONI DI PREVENZIONE INCENDI - D.M. del DIRETTIVE GENERALI DI PREVENZIONE INCENDI - D.P.R. nr. 689 del Legge nr. 469 del Circ. nr. 91 del Legge nr. 966 del D.M. del Legge nr. 406 del D.M. del D.P.R. nr. 577 del Circ. nr. 46 del Circ. nr. 52 del D.M. nr. del Legge nr. 818 del D.M. del D.M. del D.M. del D.M. del D.M. del D.P.R. nr. 37 del D.M. del D.M. del Circ. del Circ. nr. 9 del D.P.R. nr. 200 del D.M. del D.M. del D.M. del D.M. del ) - PREVENZIONE INCENDI NELLE ATTIVITÀ ALBERGHIERE - Circ. nr /4122/1 del Legge nr. 406 del D.M Circ. nr. 23 del Lettera Circ. del D.M. del Circ. nr. P1177/4122/1 del D.M. del Circ. del ) - NORME DI SICUREZZA ANTINCENDIO DEGLI ASCENSORI - D.M. del ) - NORME DI SICUREZZA ANTINCENDIO NELLE AUTORIMESSE - D.M. del D.M. del Circ. nr. 1800/4108 del C.M. n.17650/4108 del Circ. nr. 1563/4108 del Circ. nr. 6 del D.M. del ) - NORME DI PREVENZIONE INCENDI DEI PRODOTTI DA COSTRUZIONE - D.M. del D.M. del Circ. nr. 9 del Circ. nr. 10 del Circ. nr. 11 del Circ. del ) - NORME DI PREVENZIONE INCENDI NEGLI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE - Circ. nr. 6140/4122 del D.M.I. nr. 246 del Circ. del ) - PREVENZIONE INCENDI NEI GRANDI MAGAZZINI - Circ. nr. 75 del Circ. nr. 5210/4118/4 del Circ. nr /4147 del Circ. nr. 42 del D.M. nr. 248 del Circ. del ) - NORME DI PREVENZIONE INCENDI PER LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO - Regio Decreto nr. 635 del Circ. nr. 16 del Circ. nr. 79 del D.M. del D.M. del D.M. del C.M. del C.M. del D.M. del D.M. del Circ. nr. 15 del Circ. nr. 1 del D.M. del D.M. del D.P.R. nr. 293 del D.M. del D.M. del D.M. del ) - NORME DI PREVENZIONE INCENDI NELL INDUSTRIA E SICUREZZA SUL LAVORO - D.P.R. nr. 547 del D.P.R. nr. 303 del D.M. del D.P.R. nr. 689 del Circ. nr. 538 del Circ. nr. 15 del Circ. nr. 37 del D.P.R. nr. 524 del D.P.C.M. del D. Legge nr. 475 del D.P.R. nr. 246 del D. Legge nr. 626 del D. Legge nr. 242 del Circ. nr. 89 del D. Legge nr. 493 del Legge nr. 137 del D.M. del D. Legge nr. 334 del D.M. del D.M. del Circ. del ) - NORME DI SICUREZZA NEGLI IMPIANTI SPORTIVI - D.M. del D.M. del D.M. del D.M. del ) - NORME DI PREVENZIONE INCENDI NELLE METROPOLITANE - D.M. del G.U. nr. 51 del ) - PREVENZIONE INCENDI NEGLI EDIFICI PREGEVOLI E DI INTERESSE STORICO - Regio Decreto nr del Circ. nr. 36 del D.M. nr. 569 del D.P.R. nr. 418 del ) - NORME DI PREVENZIONE INCENDI NEGLI EDIFICI SCOLASTICI - D.M. del D.M. del Legge nr. 265 del ) - NORME DI PREVENZIONE INCENDI NEGLI OSPEDALI - D.D.F. del Circ. nr. 315 del Circ. nr del D.M. del Circ. M.I del D.M. del ) - IMPIANTI TERMICI - Circ. nr. 68 del Circ. nr. 26 del Circ. nr. 73 del D.M. del D.M. del D.M. del

13 MODULISTICA DI PREVENZIONE INCENDI Dichiarazione inerente i prodotti impiegati ai fini della reazione e della resistenza al fuoco ed i dispositivi di apertura delle porte. Il nuovo modello deve essere sottoscritto esclusivamente da un professionista iscritto negli elenchi del Ministero dell Interno di cui alla legge n. 818/1984 e non più dagli installatori come previsto nella versione del Il professionista redige la dichiarazione dopo aver, in successione: - accertato che i prodotti impiegati in opera rispondono alle prestazioni richieste nel progetto approvato; - preso visione delle informazioni e delle procedure fornite dal fornitore/produttore; - verificato la corretta posa in opera degli stessi o direttamente o tramite l acquisizione di dichiarazioni di corretta posa redatte dagli installatori. Mod. DICH.PROD contenente la Dichiarazione inerente i prodotti impiegati ai fini della reazione e della resistenza al fuoco ed i dispositivi di apertura delle porte con la precisazione che i precedenti modelli DICH.RIV.PROT e DICH.POSA IN OPERA-2004 non dovranno essere consegnati ai Comandi VV.F. ma potranno, tuttavia, essere utilizzati dagli installatori a loro scelta per essere consegnati al titolare dell attività. Dichiarazione di corretta posa in opera dei materiali Mod. DICH.POSA IN OPERA

14 RESISTENZA AL FUOCO - DICHIARAZIONI E CERTIFICAZIONI Resistenza al fuoco - Dichiarazioni e certificazioni D.M. del 16/02/2007: - Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione. D.M. del 09/03/2007: - Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 29 marzo 2007, di entrambi i decreti, vengono abrogate la C.M. n. 91 del 14 settembre 1961 e il D.M. n. 60 del 13 marzo Il decreto del 16 febbraio 2007 si applica ai prodotti e agli elementi costruttivi per i quali è prescritto il requisito di resistenza al fuoco ai fini della sicurezza in caso di incendio delle opere in cui sono inseriti. Indica, i criteri secondo cui classificare la resistenza al fuoco dei prodotti e degli elementi costruttivi; le prestazioni di resistenza al fuoco possono essere determinate in base ai risultati di prove, calcoli e confronti con tabelle. Gli allegati al decreto descrivono le modalità per utilizzare tali risultati ai fini delle classificazioni. Vengono definite i prodotti e gli elementi costruttivi per i quali è prescritta la classificazione di resistenza al fuoco commercializzati nell Unione Europea e provenienti dagli Stati aderenti all accordo SEE e dalla Turchia, di quelli muniti di certificazione CE e di quelli per i quali non è ancora stata applicata la procedura CE, in assenza delle specificazioni tecniche. Stabilisce inoltre, i limiti temporali entro cui sono validi i rapporti di prova di resistenza al fuoco, rilasciati dai Vigili del Fuoco o da laboratori autorizzati. Il decreto 9 marzo 2007, stabilisce i criteri per determinare le prestazioni di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere di costruzione nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, ad esclusione delle attività per le quali le prestazioni di resistenza al fuoco, sono espressamente stabilite da specifiche regole tecniche di prevenzione incendi. Le disposizioni del decreto, si applicano alle attività i cui progetti vengono presentati ai Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco competenti per territorio, per l acquisizione del parere di conformità di cui all art. 2 del D.P.R. 12 gennaio 1998 nr. 37, in data successiva all entrata in vigore del presente decreto. Il nuovo metodo per calcolare il carico d incendio ed il superamento della Circolare 14/09/1961 n. 91, anche per quanto riguarda gli aspetti di verifica sperimentale e tabellare, segna indubbiamente la fine di un epoca. 1) Al fine di limitare i rischi derivanti dagli incendi, le costruzioni devono essere progettate, realizzate e gestite in modo da garantire: - la stabilità degli elementi portanti per un tempo utile ad assicurare il soccorso degli occupanti; - la limitata propagazione del fuoco e dei fumi, anche riguardo alle opere vicine; - la possibilità che gli occupanti lascino l opera indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo; - la possibilità che le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza. 2) I requisiti di protezione delle costruzioni degli incendi, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi suddetti, sono garantiti attraverso l adozione di misure e sistemi di protezione attiva e passiva. Tutte le misure e i sistemi di protezione, devono essere adeguatamente progettati, realizzati e mantenuti secondo quanto prescritto dalle specifiche normative tecniche o dalle indicazioni fornite dal produttore al fine di garantire le prestazioni nel tempo. Nell ambito della normativa di prevenzioni incendi, nei procedimenti finalizzati al rilascio o al rinnovo del C.P.I. - CERTIFICATO DI PREVENZIONI INCENDI, ogni intervento di protezione realizzato nell attività per le quali è previsto il controllo dei Vigili del Fuoco, deve essere certificato. Nell allegato A.4.5 del Decreto 16/02/07, vengono definiti i simboli e le classi per i sistemi di sigillatura di fori passanti e di giunti lineari. SIMBOLI R E I Capacità portante Tenuta Isolamento P o PH G K Continuità di corrente o capacità di segnalazione Resistenza all incendio della fuliggine Capacità di protezione al fuoco W Irraggiamento D Durata della stabilità a temperatura costante M Azione meccanica DH Durata della stabilità lungo la curva standard tempo-temperatura C Dispositivo automatico di chiusura F Funzionalità degli evacuatori motorizzati di fumo e calore S Tenuta al fumo B Funzionalità degli evacuatori naturali di fumo e calore CLASSI A Si applica a Sistemi di sigillatura di fori passanti e di giunti lineari Norme EN ; EN ,4 Classificazione: E EI Le classificazioni sono espresse in minuti, a meno che non sia indicato altrimenti. 12

15 RESISTENZA AL FUOCO - DICHIARAZIONI E CERTIFICAZIONI Reazione al fuoco Il D.M (integrato e modificato dal D.M ) è il decreto che ancora oggi, a distanza di più di 20 anni dalla sua emanazione costituisce un punto di riferimento nel settore della reazione al fuoco. Le combinazioni delle classi di reazione al fuoco sono riportate nell elenco dell allegato B della Norma EN Nelle norme dell emanazione delle specificazioni tecniche di prodotto e per l intero periodo di coesistenza con tali specificazioni, è consentita la classificazione di reazione al fuoco ai sensi del Decreto del Ministero dell Interno del 26 Giugno 1984 e successive modifiche ed integrazioni. Il D.M. 26 Giugno 1984 definisce la Reazione al Fuoco: il grado di partecipazione di un materiale combustibile al fuoco al quale è sottoposto ; per la classificazione si considerano: - combustibilità, - infiammabilità, - velocità di propagazione delle fiamme, - gocciolamento, - danneggiamento, (non si fa riferimento alla tossicità ed alla opacità dei fumi). La commercializzazione e l impiego di questi prodotti è regolamentata dal D.M. del I rapporti di prova di resistenza al fuoco rilasciati ai sensi della Circolare Ministeriale del 14 settembre 1961 nr. 91, dai laboratori autorizzati ai sensi del Decreto del Ministero dell interno 26 Marzo 1985: - antecedente al 31 dicembre 1985 decadono dopo 1 anno dall entrata in vigore del presente decreto; - quelli emessi dal 1 gennaio 1986 al 31 dicembre 1995 inclusi, decadono dopo 3 anni dall entrata in vigore del decreto; - quelli emessi dal 1 gennaio 1996 decadono dopo 5 anni dall entrata in vigore del decreto. MATERIALI INCOMBUSTIBILI I materiali incombustibili, così come sono definiti nel D.M , non contribuiscono nè alla nascita nè allo sviluppo di un incendio, ad essi è attribuita la classe 0 di reazione al fuoco perché superano il test di non combustibilità previsto con il metodo di prova UNI ISO 1182:1995. MATERIALI COMBUSTIBILI Tutti i materiali che non superano il test di non combustibilità vengono considerati combustibili. La loro classificazione è effettuata conformemente ad appositi metodi di prova (UNI 8456 del 1987; UNI UNI 8457/A1 del 1996; UNI 9174 del 1987 e UNI 9174/A1 del 1996; UNI 9175 del 1987 e UNI 9175/FA1 del 1994) che ai fini della reazione al fuoco li classifica da 1 a 5 secondi il loro crescente grado di pericolo d incendio. Resistenza al fuoco È una misura dell attitudine degli elementi costruttivi, componenti o strutture, a conservare la propria funzionalità sotto l azione del fuoco per un tempo prestabilito. Norme EN recepite UNI EN UNI EN Prove di resistenza al fuoco per impianti di fornitura servizi - Parte 3: Sigillatura degli attraversamenti Prove di resistenza al fuoco per impianti di fornitura servizi - Parte 4: Sigillature dei giunti lineari Dicembre 2004 Luglio 2006 Comportamento all incendio. Titolo inglese: Fire resistance tests for service installations. - Part 3: Penetration seals. Norma EN recepita: EN :2004. Titolo Italiano: Prove di resistenza al fuoco per impianti di fornitura servizi. - Parte 3: Sigillatura degli attraversamenti. Numero norma UNI: UNI EN Data di pubblicazione UNI: 17/12/2004. Norma EN recepita: UNI EN :2006. Titolo Italiano: Prove di resistenza al fuoco per impianti di fornitura servizi - Parte 4: Sigillature dei giunti lineari. La norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN (edizione maggio 2006). La norma specifica un metodo per determinare la resistenza al fuoco delle sigillature dei giunti lineari basata sul loro utilizzo finale previsto. La norma si applica congiuntamente alla UNI EN (Prove di resistenza al fuoco. Requisiti generali 15/11/1999). 13

16 LA PROPAGAZIONE DELL INCENDIO Stupisce sempre vedere come industrie, alberghi, supermercati, centri direzionali ed ospedali costruiti prevalentemente in acciaio e cemento brucino così facilmente e velocemente. È evidente che i materiali incombustibili come l acciaio ed il cemento non sono la causa del fuoco pertanto l origine dell incendio va ricercata nelle attività e nei materiali combustibili esistenti all interno del fabbricato. La velocità di propagazione del fuoco è la prevedibile conseguenza del carico d incendio (quantità ed infiammabilità dei materiali combustibili contenuti) favorita dall esistenza di aperture tra i diversi locali dove passa la complessa e ramificata estensione degli impianti tecnologici quali impianti elettrici, idraulici, di climatizzazione, videocitofonia, allarme, ecc. La compartimentazione Il più semplice provvedimento per impedire il propagarsi dell incendio tra varie zone dello stesso fabbricato è la compartimentazione con la quale si provvede a delimitare le aree a maggior rischio di incendio con pareti, pavimenti e soffitti resistenti al fuoco per un certo tempo. Costruire edifici compartimentati REI 90 con materiali incombustibili quali pietra, mattoni o conglomerati cementizi sarebbe facile se i locali dell edificio fossero delle scatole incombustibili totalmente chiuse ma nella realtà, anche le pareti e le solette di compartimentazione hanno delle aperture, porte finestre, cunicoli, condotti di aerazione, tubi di scarico, che sono attraversate da tubi in plastica, cavi elettrici di vario tipo, passerelle portacavi, tubi metallici, ecc. L esistenza di questi passaggi, che spesso sono richiusi con tradizionali malte cementizie o con l errato utilizzo di prodotti dalle inadeguate caratteristiche di resistenza al fuoco causa la propagazione dell incendio o di una elevata temperatura dalla parte opposta della parete in un tempo molto breve, declassando la caratteristica REI 90 che il compartimento aveva in origine. Effetto della temperatura Come visto in precedenza durante l incendio la temperatura cresce velocemente, si raggiungono temperature di circa 700 C dopo 15 minuti, 850 C dopo 30 minuti, quasi 1000 C dopo 90 minuti ed addirittura sopra i 1050 C dopo 180 minuti. Ricordare il comportamento di alcuni materiali alle temperature attorno ai 1000 C fa capire cosa può provocare la propagazione dell incendio e la riduzione della resistenza della compartimentazione negli attraversamenti. Curva di incremento temperatura nella prova di Resistenza al fuoco Temperatura T: C Tempo di prova t: minuti t [Min.] T [ C]

17 LA PROPAGAZIONE DELL INCENDIO a) I cavi elettrici costruiti con materiali isolanti termoplastici, diventano combustibili alle alte temperature quindi, anche i cavi elettrici di qualità, classificati non propaganti l incendio secondo la norma CEI 20-22, bruciano propagando il fuoco. b) I tubi in plastica per uso elettrico od idraulico diventano combustibili come i cavi elettrici, inoltre, dopo la loro combustione lasciano aperti nelle pareti grossi fori dai quali il fuoco passa direttamente; lo stesso fatto accade quando si utilizzano le canalette in plastica per impianti elettrici. c) Le passerelle, i canali, i tubi in metallo ed i cavi ad isolamento minerale non sono combustibili ma sono degli ottimi conduttori di calore che portano all esterno delle pareti di compartimentazione alte temperature che possono incendiare polveri od altri materiali combustibili eventualmente in contatto con loro. d) Le strutture portacavi e portatubi in metallo diminuiscono la loro resistenza meccanica con il crescere della temperatura e quando si deformano o collassano alle alte temperature rompono il materiale di ripristino della parete di compartimentazione se non sono adeguatamente fissate nelle vicinanze della parete stessa. e) L utilizzo di prodotti non specifici per il ripristino della compartimentazione e pertanto inadeguati a mantenere alle alte temperature una buona aderenza con metalli, plastica di vario tipo, gomma, laterizi, malte cementizie ecc., causa delle fessurazioni dalle quali possono passare fumi caldi che incendiano polveri o altri prodotti infiammabili dall altra parte della parete. 15

18 PREVENZIONE INCENDI NEGLI IMPIANTI ELETTRICI In generale le garanzie di sicurezza dei materiali e degli impianti elettrici sono imposte con leggi che, sempre più frequentemente, sono il recepimento di Direttive Europee, come ad esempio: - Legge nr. 791 del D.P.R. nr. 675 del D.P.R. nr. 727 del Legge nr. 46 del D.P.R. nr. 447 del D.P.R. nr. 246 del D.L. nr. 615 del D.L. nr. 626 del In dettaglio i provvedimenti legislativi di prevenzione incendi negli impianti elettrici possono essere: - gli ambienti ad alto rischio hanno leggi specifiche relative agli impianti elettrici a rischio di incendio e di esplosione quali: - D.P.R. del 21 Luglio 1982 nr D.P.R. del 21 Luglio 1982 nr Legge nr. 150 del D.P.R. del 23 Marzo 1998 nr gli ambienti normali o a maggior rischio in caso di incendio hanno, all interno delle disposizioni di legge della normativa applicativa elencata nelle pagine precedenti, delle prescrizioni che prevedono, secondo la tipologia del fabbricato, specifici requisiti degli impianti elettrici. Facciamo notare che tutte le Leggi, D.M. e Circ. Min. della normativa applicativa prevedono sempre in tutti i casi il ripristino della compartimentazione negli attraversamenti di pareti REI, la separazione delle aree di maggior pericolo ed opportuni provvedimenti per non alimentare e non propagare l incendio. Le norme CEI Le norme CEI compilate dal Comitato Elettrotecnico Italiano in base al riconoscimento di cui alle Leggi nr. 186 del 1 Marzo 1968 e D.M. nr. 37 del (ex 46 del ), rappresentano le norme di buona tecnica nelle quali sono precisati i requisiti minimi della regola dell arte per i componenti e gli impianti elettrici. Le norme CEI di componente impongono alcuni requisiti per evitare che il componente elettrico possa diventare origine di innesco dell incendio e le norme CEI di impianto prevedono una serie di accorgimenti per evitare che l impianto elettrico, oltre che origine di innesco, possa diventare veicolo di alimentazione e di propagazione dell incendio. Dal punto di vista della prevenzione incendi si ritiene fondamentale ricordare le seguenti norme CEI (e le relative varianti): - Norma CEI linee in cavo. - Norma CEI impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione. - Norma CEI 64-8 var. V2 - impianti elettrici per locali ad uso medico. - Norma CEI impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata ed a 1500 V in corrente continua in particolare nelle parti seguenti: - CEI 64-8/4 sez CEI 64-8/5 sez CEI 64-8/7 sez Norma CEI guida alla Norma CEI 64-4 impianti elettrici in locali adibiti ad uso medico. - Norma CEI guida alla verifica degli impianti elettrici utilizzatori. - Guide CEI - alla esecuzione degli impianti elettrici. - Guide CEI alla esecuzione di criteri generali. - Guide CEI alla esecuzione di centri commerciali. - Guide CEI alla esecuzione di edifici scolastici. - Guide CEI alla esecuzione di edifici ad uso residenziale. - Guide CEI alla esecuzione di locali di pubblico spettacolo. - Guide CEI alla esecuzione di strutture alberghiere. Le Norme CEI citate sopra, recepiscono alcune prescrizioni delle leggi di prevenzione incendi, in particolare nelle sezioni occulate valutando con attenzione quanto segue: a) Molti usuali ambienti sono classificati a maggior rischio in caso d incendio (vedi Norma CEI 64-8 sez. 751). b) I cavi sono classificati secondo il loro comportamento al fuoco (vedere le Norme: CEI 20-35, CEI 20-22, CEI 20-36). c) L utilizzo di componenti elettrici fabbricati con materiali termoplastici dipende dalla loro attitudine a non innescare incendi ed a non propagare la fiamma (prova del filo incandescente prevista nelle Norme CEI di componente e nella CEI 64-8 sez. 422 e sez. 751). d) Il grado di protezione IP delle condutture, a volte è imposto dalla Normativa applicativa (Leggi, D.M. ecc.) e non dalla qualità e dalla quantità dei cavi contenuti. e) I circuiti di alimentazione dei servizi di sicurezza devono essere indipendenti, non devono attraversare luoghi con pericolo di incendio e devono avere una resistenza al fuoco di durata adeguata (vedere Norma CEI 64-8 sez. 561 e sez. 563). f) Lungo le condutture con elevate quantità di cavi devono essere previsti opportuni sbarramenti tagliafiamma per impedire la propagazione del fuoco (vedere le Norme: CEI sez.7 e CEI 64-8 sez. 751). g) Negli attraversamenti di pareti, pavimenti e soffitti di compartimentazione con caratteristiche REI si devono installare adeguate barriere tagliafiamma. (vedere le Norme: CEI sez. 7 e CEI 64-8 sez. 527 e sez. 751). h) La dichiarazione di corretta posa rilasciata dall installatore a fine lavori attesta che tutto quanto richiesto nei precedenti punti normati è stato scelto ed eseguito a regola d arte. - Legge nr. 46 del

19 PREVENZIONE INCENDI NEGLI IMPIANTI ELETTRICI Ambienti a maggior rischio in caso di incendio Con le Varianti V3 e V4 sono state introdotte, nel 2006, due importanti modifiche delle prescrizioni riguardanti gli impianti elettrici in locali a maggior rischio in caso di incendio. Le prescrizioni riportate nell art della precedente edizione sono state modificate allo scopo di migliorare i provvedimenti da prevedere per evitare o comunque per limitare i danni che potrebbero essere provocati a persone e, oppure, a cose in caso di incendio negli ambienti a maggior rischio per l elevata densità di affollamento o per l elevato tempo di sfollamento. E stato richiesto che per i cavi delle condutture che non siano incassate in strutture non combustibili, che non siano realizzate con cavi in tubi protettivi od in altri involucri metallici aventi grado di protezione almeno IP4X, o che siano neppure realizzate con cavi ad isolamento minerale sprovvisti di guaina non metallica, sia valutato adeguatamente il rischio nei riguardi dei fumi, gas tossici e corrosivi (vedi Figura 14). Nello stesso articolo vengono indicati i cavi, del tipo senza alogeni LS0H, che sono considerati adatti al precedente scopo, a condizioni tuttavia che essi siano installati in quantità tale da non superare determinati volumi di materiale non metallico, con la precisazione che, qualora questi volumi vengano superati, devono essere adottati adeguati provvedimenti, quali sbarramenti o barriere. Nel commento allo stesso articolo si informa che nella Guida CEI sono riportate tabelle che indicano il numero massimo di cavi che si consiglia di installare per non superare tali volumi. Si precisa anche che nell articolo di questa stessa Sezione 751 è stata introdotta la possibilità, quando nei sistemi TT e TN sia richiesta per determinati circuiti la protezione mediante dispositivi a corrente differenziale aventi corrente nominale di intervento non superiore a 300 ma anche ad intervento ritardato, di ricorrere, limitatamente ai circuiti di distribuzione per i quali non sia possibile evitare scatti intempestivi, all uso di dispositivi di protezione a corrente differenziale con corrente differenziale nominale non superiore ad 1A, ammettendo anche per questo caso l intervento ritardato. GUIDA ALLE NOVITA DELLA NORMA TECNICA CEI 64-8 Sesta Edizione (ed. 2007) pag PROTEZIONE PASSIVA: COSA FARE? Alcune regole generali Soddisfare la complessa normativa, di vario tipo, relativa alla prevenzione incendi non è cosa facile, ma per agevolare il soddisfacimento dei principali requisiti di protezione passiva richiesti suggeriamo, sin dalla fase di progetto, di verificare quanto segue: 01) Verificare se esistono leggi e/o norme specifiche al fabbricato oggetto dei lavori. 02) Accertarsi quali sono le pareti di compartimentazione e quale resistenza al fuoco REI deve essere garantita. 03) Accertarsi che la natura e lo spessore delle pareti REI permetta un valido ripristino della compartimentazione negli attraversamenti ed evitare di incassare gli impianti nella parete. 04) Limitare il più possibile il numero degli attraversamenti di pareti e solette di compartimentazione concentrando più impianti in pochi punti di attraversamento, senza mescolare tra di loro l impianto elettrico, idraulico e gas, ecc. 05) Accertarsi se esistano aree di maggior pericolo che devono rimanere separate da talune tipologie di impianto. 17

20 PROTEZIONE PASSIVA: COSA FARE? 06) Scegliere materiali e grado di protezione IP delle condutture elettriche adeguati oltre che alla sicurezza elettrica anche al livello di prevenzione incendi richiesto. 07) Preferire più vie cavo di dimensioni limitate e verificare sempre se il tipo e la quantità di cavi elettrici con il relativo contenitore hanno caratteristiche che non impongono l applicazione degli sbarramenti tagliafiamma lungo il loro percorso. 08) Quando la quantità di cavi è elevata o le condutture sono inadeguate, si deve prevedere l applicazione degli sbarramenti tagliafiamma, oltre che nei tratti rettilinei, anche nelle deviazioni e negli incroci tra le condutture per evitare il proliferare delle vie di propagazione del fuoco. 09) Prevedere adeguati sostegni delle condutture nelle vicinanze delle pareti di compartimentazione attraversate dall impianto. 10) Quando le condutture metalliche hanno lunghi percorsi rettilinei, oltre che della propagazione del calore, preoccuparsi anche di compensare le elevate dilatazioni termiche. 11) Ricordare che le aperture per il passaggio degli impianti non devono essere troppo strette, per permettere la posa di prodotti resistenti al fuoco e che i tubi ed i canali devono essere chiusi all interno, nel punto di attraversamento della parete REI con barriere e/o serrande tagliafiamma. 12) Prevedere quali attraversamenti possono avere una barriera tagliafiamma fissa e quali devono avere una barriera tagliafiamma smontabile per frequenti manutenzioni all impianto. 13) Per la corretta installazione di barriere e sbarramenti tagliafiamma imporre l utilizzo di prodotti con caratteristiche adatte ad evitare la propagazione dell incendio a secondo della tipologia dell impianto, la natura dei materiali e la forma degli oggetti coinvolti. 14) Accertarsi accuratamente che i prodotti scelti siano stati certificati in condizioni simili a quelle di utilizzo da un laboratorio autorizzato dal Ministero dell Interno e che siano forniti in confezioni sigillate con il marchio del fabbricante. 15) Accertarsi che i prodotti scelti non si deteriorino nel tempo a causa di umidità e/o sostanze corrosive contenute nell ambiente. 16) Ricordare che la corretta scelta dei materiali e l installazione secondo le istruzioni del fabbricante di barriere, sbarramenti e serrande tagliafuoco, previsti da norme impiantistiche, è attestata dalle aziende che hanno i requisiti richiesti dalla Legge 46/90 e rilasciano l obbligatoria dichiarazione di corretta posa a fine lavori. La protezione passiva imposta dalle norme CEI L impianto elettrico, in alcune sue parti, deve essere diverso a seconda della tipologia del fabbricato e della sua destinazione d uso; consultando più Norme CEI e/o più paragrafi della stessa norma è possibile identificare quali sono le diverse esigenze da soddisfare. Per semplificare la consultazione delle Norme CEI dove più si parla di origine e di propagazione di incendio abbiamo illustrato, nelle pagine seguenti, in due diagrammi di flusso (uno per ambienti ordinari ed uno per ambienti a maggior rischio in caso di incendio) quali sono i riferimenti normativi più utili, nella maggior parte dei casi, per capire i requisiti minimi della componentistica da usare e quando, lungo i percorsi degli impianti elettrici, sono obbligatori gli sbarramenti tagliafiamma e le barriere tagliafiamma. I due diagrammi di flusso evidenziano anche che la componentistica elettrica a norma diventa combustibile oltre certe temperature (rappresentate dai fuocherelli), e che pertanto è obbligatorio, per evitare la propagazione dell incendio, provvedere ad una adeguata protezione passiva (rappresentata dagli stop). 18

GRUPPO 3 GRUPPO 3A. Figura 1.16 Conduttura con guaina esterna isolante, posata in vista a parete su mensole o passerelle di materiale isolante.

GRUPPO 3 GRUPPO 3A. Figura 1.16 Conduttura con guaina esterna isolante, posata in vista a parete su mensole o passerelle di materiale isolante. GRUPPO 3 GRUPPO 3A Figura 1.16 Conduttura con guaina esterna isolante, posata in vista a parete su mensole o passerelle di materiale isolante. Conduttura Posa: in vista a parete su mensole, passerelle

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