Matteo 10, LETTURA (=leggere con intelligenza e comprendere con sapienza)

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1 Matteo 10, Rinnegarsi per seguire Gesù 37 In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; 38 chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. 39 Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. 40 Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41 Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. 42 Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». ( Bibbia Cei : versione 2008 ) LETTURA (=leggere con intelligenza e comprendere con sapienza) Matteo 10, Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». ( Bibbia Cei : versione 1971 )

2 Esegesi Il brano scelto per la liturgia della 13 domenica si trova in Matteo in continuazione con la pericope della domenica precedente, al termine del discorso sulla missione della chiesa. Rappresenta una raccolta di singole affermazioni di Gesù, raggruppate intorno a due temi: la sequela di Gesù e le sue esigenze ( 10, ) e la promessa di una ricompensa speciale per coloro che accolgono i messaggeri di Gesù. ( 10, ) NON CREDIATE CHE IO SIA VENUTO (33) Prima del brano odierno, leggiamo in Matteo la seguente dichiarazione di Gesù : Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera e la suocera dalla nuora ( 10, ). Gesù asserisce che la pace che è venuto a portare non ha nulla a che vedere con una tranquillità acquisita a qualsiasi prezzo e la parola del Vangelo taglia, separa la verità dalla menzogna. Egli è segno di contraddizione. I missionari devono sapere che nemmeno davanti ai parenti possono sentirsi sicuri; anche da loro può venire l opposizione e anche davanti a loro dovranno prendere posizione per Gesù e per la verità e allora sorgeranno inevitabilmente divisioni anche nelle famiglie. CHI AMA IL PADRE (37 ) Segue l asserzione di questo versetto che nel passo parallelo di Luca è anche più tagliente: e non odia suo padre, sua madre, i fratelli e le sorelle e persino la propria vita, non può essere mio discepolo ( Lc 14, 26 ), ma che anche la forma di Matteo manifesta chiaramente fino a quale profondità Cristo coinvolge tutte le relazioni tra gli uomini. Certamente il discepolo deve amare i genitori, ma più ancora deve amare Gesù, che è Figlio di Dio e come Dio è esigente e chiede un adesione totale ed indivisibile alla sua persona. CHI NON PRENDE LA SUA CROCE (38 ) Questa frase va vista come una spiegazione della precedente. Amare di più non significa avere una devozione particolare a qualche sua immagine, bensì prendere la croce data ad ogni discepolo, ossia prendere la vita come dono e come compito e non sottrarsi ad essa, ma essere disposti a seguire il Maestro fino al Calvario, imitandolo nel dolore e nella morte. CHI AVRA TROVATO LA VITA ( 39 ) Viene ancora sottolineata la radicalità delle esigenze poste da Cristo. Seguirlo significa perdere la propria vita e dare tutto; chi agisce così trova la vita. Chi invece avrà conservato ( trovato ) la vita, rinnegando Cristo, l avrà persa. Di quale vita si tratta? Se si parla del perdere la vita col martirio, allora la vita che si trova è quella autentica. Se però si pone l accento sul perdere e trovare allora il significato è che solo quando per amore di Gesù non ci tiriamo indietro di fronte a nessuna situazione, allora guadagniamo veramente noi stessi. Leggendo questi versetti vediamo chiaramente quanto Gesù è diverso da quelle rappresentazioni che lo adattano Gesù a certe visioni borghesi, anziché porre noi stessi e le nostre situazioni sotto il giudizio delle sue parole. CHI ACCOGLIE VOI (40 ) Questi ultimi versetti di chiusura si riallacciano alla prima parte del discorso riguardante la missione degli Apostoli e più esattamente al v. 14 dove si parla dell accoglienza del messaggero del Vangelo ( Se qualcuno poi non vi accoglierà). Secondo il Giudaismo, il mandato incarna la stessa persona del mandante. Il discepolo di Gesù è dunque come Gesù che lo ha inviato; e Gesù è come il Padre che lo ha mandato. I discepoli predicano e agiscono per incarico di Gesù, cioè prendono parte al suo destino. Chi ha da fare con gli inviati di Gesù ha da fare con lui stesso e in fondo con Dio. CHI ACCOGLIE UN PROFETA ( 41 ) Il motivo dell accoglienza del v. 40 viene ulteriormente sviluppato. Chi accoglie un discepolo di Gesù, che predica per suo incarico, riceve il premio che gli spetta. Profeta, giusto, discepolo, sono tre variazioni di una stessa realtà. E CHI AVRA DATO ( 42 ) Il pensiero dell accoglienza remunerata trova un altra applicazione in questo versetto in cui di discepoli sono chiamati i piccoli. I discepoli di Gesù infatti sono e

3 debbono rimanere piccoli, perché solo di quelli come loro è il regno dei cieli ( Mt 19, 14). Già la semplice offerta di un bicchiere d acqua non rimarrà senza ricompensa. MEDITAZIONE (=meditare con attenzione e ascoltare con amore) I DIRITTI ESCLUSIVI DI GESU "Chi ama il padre o la madre piú di me, non è degno di me; e chi ama il figlio o la figlia piú di me, non è degno di me. E chi non prende la sua croce e viene dietro a me, non è degno di me" (Mt 10,37-38). Notate la dignità e l`autorità del Maestro. Vedete come egli dimostra di essere il Figlio unico e legittimo del Padre, ordinando agli uomini di rinunziare a tutto e di anteporre l`amore per lui a ogni cosa. Non vi ordino soltanto -egli dice in sostanza - di preferire me ai vostri amici o ai vostri parenti. Vi ordino qualcosa di piú, vi dico cioè che se preferite la vostra anima, la vostra vita all`amore che mi dovete, siete ben lontani dall`essere miei discepoli E se Paolo raccomanda con tanta cura ai figli di essere sottomessi ai genitori, non stupitevene. Egli ordina di obbedire ai genitori solo in quelle cose che non offendono l`amore di Dio. E` santo rendere ai genitori tutto l`onore e la deferenza che loro è dovuta. Ma se essi esigono da noi quanto non è loro dovuto, non si deve obbedir loro. Ecco perché Luca, citando le parole di Gesú, scrive: "Se uno viene a me senza disamare il proprio padre e la madre, la moglie e i figli, i fratelli, e persino la propria vita, non può essere mio discepolo" (Lc 14,26)..Cristo non comanda di non amare in senso assoluto, perché ciò sarebbe del tutto ingiusto; ma se i genitori e i parenti esigessero per sé un amore piú grande di quello che nutriamo per lui, egli dice di detestarli per tale motivo. Questo amore non ordinato, infatti, perderebbe sia colui che ama sia coloro che sono cosí amati..e non chiede ai suoi discepoli solo di disprezzare la propria vita, ma ingiunge loro di esporla alla guerra, alle lotte, all`uccisione, al sangue. "Chi non porta la sua croce e viene dietro a me, non può essere mio discepolo" (Lc 14,27). Vuole insomma che noi siamo pronti non solo alla morte, ma anche a una morte violenta e persino alla piú ignominiosa di tutte le morti. Poiché Cristo comanda ai suoi apostoli cose tanto difficili, come la rinunzia ai genitori, ai figli, alla natura, alla parentela, a tutti i beni, a tutti gli affetti terreni e alla vita stessa, stabilisce anche una ricompensa, che è grandissima. Ciò a cui vi sottoponete - egli dice - non solo non vi danneggerà ma, al contrario, vi arrecherà un immenso vantaggio tanto che il peggior male che potrebbe capitarvi sarebbe proprio rinunziare a soffrire tutte queste tribolazioni. Ripetendo un`argomentazione che gli è familiare, si serve dei loro desideri per persuaderli e stimolarli. Perché non volete rinunziare alla vostra vita? No è

4 forse perché l`amate? Ebbene, egli conclude, se l`amate, disprezzatela, perché allora le gioverete immensamente e dimostrerete veramente di amarla. (Giovanni Crisostomo,) CIO CHE DIO PREPARA PER CHI LO AMA Lo stesso Nostro Signore ha detto agli apostoli: Non solo voi, ma colui che abbandona le sue case, o la sua famiglia, o i suoi fratelli, o le sue sorelle, o i parenti, o i figli per causa mia e del mio Vangelo, riceverà il centuplo in questo mondo e la vita eterna in quello venturo (cf. Mt 19,29)...E chi non vorrà compiacersi di scambiare le cose presenti che sono temporali con quelle future che sono eterne?.. Chi non correrà al mercato dove si effettua un tale scambio? In effetti, ecco che si scambiano stracci contro porpora, vili ciottoli contro perle, volgari pietre contro berillo, una povertà senza fine contro una smisurata ricchezza, spregevoli falsi contro oro fino, le tenebre contro la luce, la morte contro la vita, l`amaro contro il dolce, la malattia contro la salute, il disprezzo contro l`autorità, la volgarità contro la grandezza, la corruzione contro l`incorruttibilità, ciò che passa contro ciò che resta, le ombre contro il corpo, la fame contro la sazietà, l`ignoranza contro la scienza, la norma degli animali contro la norma degli angeli, lo stato corporale contro lo stato spirituale, l`infelicità senza fine contro la felicità senza misura, e ancor piú, senza interruzione, seppure disponiamo di parole per parlare di tali cose come esse meritano. Chi è colui che non cambierebbe quelle con queste, e non cederebbe tutta quella indigenza per questa pienezza? E poiché la parola dello Spirito, anche se detta con semplicità, è piú elevata di tutta la sapienza del mondo, Paolo ci ha rivelato la grandezza di questo scambio con una sola parolina, e ci ha svelato con un solo piccolo termine quanto sono basse le nostre cose e quanto sono invece grandi quelle di Dio: "Ciò che si vede è temporale e ciò che non si vede è eterno" (2Cor 4,18)...E per insegnarci a rinunciare non solo ai nostri beni per glorificarlo e al mondo per confessarlo, ma altresí alla nostra vita passeggera, egli ha ancora detto: "Se uno non rinuncia a se stesso, non può essere mio discepolo" (Lc 14,26). Ed ha detto inoltre: "Chi vuol salvare la propria vita la perderà, e colui che perderà la propria vita per me la salverà" (Mt 16,25). Ed ha aggiunto ancora: "Chi perde la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita. Se uno mi serve, il Padre mio lo onorerà" (Gv 12,25-26). (Filosseno di Mabbug, Hom. 9, ) IMITARE CRISTO Offrire un figlio, una figlia, degli animali, delle ricchezze fondiarie: tutto ciò è del tutto esterno a noi. Offrire sé stessi a Dio e piacere a lui non per merito di un altro essere, ma per il proprio: questo sorpassa in perfezione ed in sublimità ogni altro voto. Chi fa questo, è un imitatore del Cristo. E` Dio, infatti, ad aver donato all`uomo, perché gli fossero d`utilità, la terra, il mare e tutto ciò ch`essi contengono. E` Dio che ha messo a disposizione dell`uomo il cielo, il sole stesso, la luna insieme con le stelle. E` lui ad aver elargito agli uomini le piogge, i venti e tutto quanto l`universo contiene. E, come se ciò non bastasse, alla fine egli ha donato se stesso. "Dio, infatti, ha talmente amato il mondo, da donare il suo unico Figlio" (Gv 3,16) per la vita di questo mondo. Qual mai gran merito avrà dunque l`uomo ad offrire qualsiasi cosa a Dio che, per primo, «si è sacrificato» per lui? Se perciò tu prendi la tua croce e segui il Cristo (cf. Mt 10,38); se sei in grado di dire: "Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me" (Gal 2,20); se l`anima nostra nutre "il desiderio, la sete di raggiungere e di rimanere con il Cristo " (Fil 1,23), soltanto allora si potrà dire che essa offre se stessa in sacrificio a Dio. (Origene, Hom. in Num. 24, 2) AMARE DIO SEMPRE "Chi ama suo figlio o sua figlia piú di me non è degno di me" (Mt 10,37). Questo detto, i fedeli piú tiepidi e negligenti pensano che lo si debba attuare solo nel tempo della persecuzione: quasi esistesse un qualche tempo in cui si possa preferire a Dio qualcos`altro o quasi che chi nel tempo della persecuzione ritiene come suo bene piú prezioso di tutti Cristo, in ogni altro tempo lo possa considerare un bene piú vile. Se le cose stessero cosí, il nostro amore per Dio lo dovremmo alla persecuzione, non alla fede; e solo allora potremmo qualcosa, quando gli empi ci perseguitano, mentre dobbiamo a Dio un affetto maggiore, o certamente non minore, nella tranquillità che nelle avversità. Dobbiamo infatti amarlo di piú per il fatto stesso che non permette che noi siamo afflitti dai mali, mostrando cioè verso di

5 noi l`indulgenza di un padre dolcissimo e tenerissimo, preferendo che nella pace e nella quiete noi mostriamo con opere di bene la nostra fede, piuttosto di farcene dar prova nella persecuzione, con le pene del nostro corpo. Perciò, se nulla si deve a lui preferire quando ci tratta con asprezza, certo non si deve nulla a lui preferire quando, con la sua bontà, piú a sé ci lega. (Salviano di Marsiglia, Epist. 9) SCELTA RADICALE Il Signore si rivolge ai suoi discepoli di tutti i luoghi e di tutti i tempi ed esige da loro una scelta radicale per lui come Signore, di modo che essi tutti pospongano a lui, anche gli affetti più cari e persino la vita. La vita del discepolo come sequela di Cristo Maestro è risposta convinta e decisa a tale appello: è essere degni di Cristo confessato e testimoniato veramente come valore assoluto, amore supremo, tesoro, perla preziosa per i quali vale la pena di vendere tutto. ( cf. Mt 13, 44 ). Il me che insistentemente risuona, richiama la dimensione personale e di assolutezza del rapporto e della comunione di destino che Gesù intende stabilire con colui che si è deciso per lui nella propria vita. Non c è vero discepolato cristiano senza queste caratteristiche, che superano essenzialmente quelle che vigevano nel rapporto maestro-discepolo del rabbinato dei tempi di Gesù. Esse sono l espressione della trascendenza e singolarità della personalità di lui da parte del discepolo. ( Giovanni Iannarone ) PRENDERE LA CROCE Gesù ci chiede di passare all amore dono, dall amore come esperienza di gratuità, che trova in se stesso la propria gratifica: sono contento perché amo e dono, e basta. Pare proprio che se non educhiamo in noi questa disponibilità difficilmente possiamo dirci discepoli di Gesù. E questo il senso di prendere la croce, perché la croce è proprio il segno della massima disponibilità di Gesù, il segno di un amore che sta anche se sono crollate tutte le posizioni, un amore che nell immediato non ha alcuna gratifica, nessun guadagno, eppure non si spegne. Nel linguaggio di Gesù questo tipo di amore è un perdere la vita. Occorre abbattere il tronco della nostra tendenza al profitto e al guadagno, la nostra sete di affermazione e di successo, il nostro bisogno dell applauso e della lode, l istinto di insicurezza superato attraverso la tracotanza e la violenza, appagato nel soggiogare gli altri per sentirci più forti della loro debolezza. (Domenico Pezzini ) AMORE IL SIGNORE SOPRA TUTTO Renditi conto di quanto il Signore meriti di essere amato al di sopra di tutto il creato. Avvertire il bisogno concreto di corrispondervi pienamente col cuore, la mente e tutto l essere è il più grande dono che tu possa ricevere su questa terra. L amore offerto dalle creature è spesso ingannevole. Anche quando è buono e sincero, resta imperfetto, limitato, facilmente può venir meno. Solo Gesù è in grado di amarti immensamente, con fedeltà sicura e assoluto disinteresse. Solo Gesù non ti abbandonerà mai. Egli solo ti salva e ti guida per mano fin dove continuerà ad amarti e renderti felice per sempre. Che voglia o no, domani dovrai separati da tutti. Solo Gesù ti resta vicino in vita, in morte, nell eternità. Sia in vita che in morte tieniti quindi stretto a lui e poni in lui la tua speranza. Se farai la scelta radicale per Gesù, troverai sicuramente Gesù, t intratterrai con lui, resterai nel suo amore e col suo amore troverai la pienezza della gioia e dalla pace interiori. (Dall Imitazione di Cristo ) AMARE GESU CON TUTTO IL CUORE Amiamo con tutto il cuore e con tutta l anima, con tutta la mente, con tutta la capacità e la fortezza, con tutta l intelligenza, con tutte le forze, con tutto lo slancio, con tutto l affetto, con tutti i sentimenti più profondi, con tutto il desiderio e la volontà il Signore Dio, il quale a noi ha dato e dà tutto il corpo e tutta l anima, tutta la vita; che tutti ci ha creato e redento, e che ci salverà per la sua sola misericordia. Lui che ogni bene fece e fa a noi miserevoli e poveri. Nient altro dunque si desideri, nient altro si voglia, nient altro ci piaccia e ci soddisfi se non il Creatore e Redentore e Salvatore nostro, solo vero Dio, che è

6 pienezza di bene, totalità di bene, completezza di bene, vero e sommo bene. ( S. Francesco d Assisi ) ACCOGLIENZA O RIFIUTO L incontro con una persona può provocare un istintiva difesa: il fratello è una novità che minaccia,. Viene a noi con l imprevisto e il mistero della sua persona. Cosa porterà? Forse le richieste, i bisogni profondi. Accogliere è un po' sempre un avventura. Così ci sono persone che penano a difendersi, che si chiudono in se stesse come in un bozzolo. Hanno paura di essere invase dai fratelli, che arrivano con il bagaglio ingombrante delle loro miserie, con il grido tacito di loro bisogni. Ad aprire la porta si sentirebbero perdute, come chi non ha più una casa propria, non si appartiene. L incontro con la persona può al contrario provocare un fervido assenso. Si ha l impressione che colui che bussa alla porta può essere importante, può venire con la ricchezza della sua vita interiore, può arricchire chi lo accetta. Allora si diventa disponibili verso il fratello e l incontro si fa accoglienza. ( M. Magrassi ) ACCOGLIENZA DEL FRATELLO, ACCOGLIENZA DI CRISTO Il cristiano sa che quando incontra il fratello incontra Cristo. Chi accoglie voi, accoglie me. Un bicchiere d acqua fresca dato al più piccolo, è offerto personalmente a Cristo. Questa identificazione di Cristo con il fratello è un cardine del messaggio evangelico, uno degli elementi più qualificanti. La prova migliore sta nel fatto che alla fine della vita saremo giudicati sull amore ( Giovanni della Croce) e precisamente su atti concreti di bontà che fatti a uno dei più piccoli sono presi da Cristo sul suo conto: l avete fatto a me. Se vesti un fratello nudo, visiti un povero ammalato, spezzi il tuo pane con l affamato, tutto questo tu l hai fatto a Cristo. Il fondamento di questa identificazione ce la mostra chiaramente Paolo. Il battesimo s inserisce nella Pasqua di Cristo: siamo sepolti con Lui per risorgere con Lui. Tra noi e Lui si crea una solidarietà totale. Tutto quello che è accaduto a Lui accade a noi ( 2 lettura ). E questo perché diventiamo membra del Cristo totale. Cristo più noi, un solo corpo. Di conseguenza nessuno può più separare Cristo dall uomo. L Incarnazione è senza pentimenti. ( M. Magrassi). OSPITALITA MISURA DEL NOSTRO CRISTIANESIMO Presso gli antichi l ospitalità era sacra. Ancora oggi, presso i popoli poveri, l ospite è accolto e rispettato, con spontaneità ed umanità. I poveri si aiutano e spartiscono volentieri il poco che hanno. Ma nei paesi ricchi ed opulenti dell Occidente, lo straniero è considerato come un intruso: l ospitalità si pratica ancora, ma condizionata all interesse; è diventata un industria, una sorgente di guadagno. Il turista è ricevuto perché porta valuta pregiata e quindi ricchezza. I lavoratori stranieri sono accolti perché forniscono mano d opera necessaria. Gli emigrati sono con difficoltà tollerati e spesso serpeggia il razzismo e l intolleranza. Comunque resta vero che l ospitalità, il senso dell accoglienza, è uno dei segni per misurare la reale fedeltà al Vangelo delle nostre comunità cristiane. ( Messalino LDC ) SCELTE CHE COSTANO MA DANNO LA VITA Nel vangelo di oggi Gesù si presenta a noi come una persona che non ammette mezze misure né compromessi in chi accetta di seguirlo. Quando la scelta è inevitabile, il Maestro deve essere preferito anche ai vincoli umani più sacri. La storia della Chiesa è disseminata di commoventi e talvolta drammatici episodi di questo genere. Il beato Camboni dovette passare sopra la volontà della madre per andare a evangelizzare l Africa. Il giorno dell addio nella chiesa del suo paese all ingresso lei dava acqua santa ai suoi compaesani e chiedeva una preghiera perché il Signore cambiasse la testa a suo figlio. Tra i 23 compagni ugandesi di S. Carlo Luanga c era un ragazzo di 13 anni, era figlio del boia; suo padre fece di tutto per dissuaderlo dalla professione di fede e salvargli la vita, ma senza risultato. ( G. Nervo ) AGIRE SECONDO UNA RETTA COSCIENZA

7 Le parole di Cristo ci dicono che agire secondo coscienza può portarci a scelte dolorose. La storia della Chiesa è disseminata di obiezioni di coscienza. Ma anche la vita di ogni cristiano è disseminato di obiezioni di coscienza, piccole o grandi, conosciute o segrete. Queste obiezioni possono portare a perdite negli affari, nella carriera, a rinunzie dolorose ma doverose. Ma il cristiano non è un condannato al sacrificio e alla rinunzia senza senso. La parola conclusiva di Gesù è piena di speranza: Chi vuol conservare la propria vita la perderà; chi invece la perde per me la troverà. ( G. Nervo) CHI AMA IL PADRE E LA MADRE PIU DI ME Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me. E un asserzione radicale. Gesù chiede di porre lui e la sua volontà prima dei familiari al vertice della gerarchia dei valori quando si fanno le scelte; chiede di preferire la sua volontà a qualsiasi altra motivazione pur sentita. E nel far questo il credente è convinto di non far torto alcuno ai genitori e ai figli. Forse che ama davvero i genitori chi, per farli contenti, diventasse ladro o bugiardo? chi, per compiacerli, tradisse la verità o l amore? Non sarebbe proprio il modo di disprezzare quella vita e quella dignità che i genitori ci hanno dato come un valore da custodire. Mettere Gesù al di sopra di ogni cosa è proprio il modo di dare valore alla vita che abbiamo ricevuto o donato. ( L. Monari ) CHI NON PRENDE LA SUA CROCE Il Vangelo esige dal discepolo di prendere la propria croce e di seguire Gesù; l amore per Gesù deve rivelarsi più forte della paura della croce. Questa logica paradossale è espressa così: chi avrà trovato la sua vita (chi avrà posto la sua vita, il suo benessere, il suo successo come traguardo della sua ricerca ) la perderà ( scoprirà che la vita dell uomo., in sé, è effimera, che il benessere è provvisorio, che il successo è ingannevole). Chi dunque spenderà la sua esistenza per raggiungere solo queste cose dovrà provare vergogna, scoprendo di essere vissuto per ciò che è inutile e vano. (S. Sibroni ) SEGUIRE CRISTO E ACCETTARE LA CROCE (2 Lettura ) Il cristiano prolunga in ogni momento della sua vita il significato e la realtà del Battesimo, nel dinamismo pasquale di morte-risurrezione. Egli muore ogni momento, al peccato, all egoismo, alla carne, all uomo vecchio, per risorgere alla vita nuova di amore e di grazia, allo Spirito, all uomo nuovo. Alla base dell esistenza cristiana c è quindi una tensione, un conflitto tra un si alle esigenze della grazia, agli appelli interessanti dello Spirito, e un no alle seduzioni della carne, al peso dell egoismo e della pigrizia. E tutto questo è croce. Prendere la croce, operare dolorosi distacchi, perdere la propria vita (vangelo), sono sinonimi di morte al peccato e di apertura agli appelli della grazia. Il cristianesimo pasquale non è sinonimo di facilità e di fuga dalla sofferenza. Lo splendore del mattino di Pasqua è sempre preceduto dalle tenebre del Venerdì santo. (Messalino L.D.C. ) PREGHIERA (=pregare la parola )

8 Insegnami, Gesù, a essere tuo discepolo, a sceglierti prima di tutti: di mio padre, di mia madre, dei miei fratelli, delle mie sorelle. Indicami, Gesù, la mia croce e portala con me: solo così ne sono degno. Guidami nel dono incondizionato di me e di tutto ciò che ho. So che è perdita apparente, ma vero guadagno di te.. Fa che non abbia paura di donare con totalità il poco che ho; la certezza della tua sovrabbondanza mi sostenga. ( Suore dorotee di Cemmo ) Troppo tardi ti ho conosciuto. Signore. Troppo tardi ti ho amato. Il tempo che mi rimane voglio dedicarlo tutto a te, rinvigorendo e santificando i miei affetti familiari e tutti i rapporti interpersonali, trasfigurando con amore i miei doveri, anche più umili e più penosi, in ogni istante della mia esistenza. ( Imitazione di Cristo ) Per amore, Signore, voglio distaccarmi da quanto possa allontanarmi da te. Nessuna creatura mi sia d inciampo; tutto invece diventi incentivo per unirmi più intimamente a te. Voglio abbeverami alla tua Parola, saziarmi di te nel Sacramento, conservami alla tua presenza per colloquiare con te, rispecchiami nelle beatitudini del tuo Vangelo, testimoniarti col la vita. ( Imitazione di Cristo ) Concedici, Signore, di seguire questa divina regola di vita: volere quello che tu vuoi. Tendi la mano a coloro che vogliono correre, ma sono costretti a zoppicare. La nostra anima ha le ali, ma la carne le è di aggravio. Tesa alle cose celesti si trova piegata verso le terrestri. Assistici con il tuo aiuto e quel che parrebbe impossibile diventerà facile. ( Giovanni Crisostomo) Sia santificato il tuo nome, non il mio. Venga il tuo Regno, non il mio. Sia fatta la tua volontà, non la mia. Donaci pace con te, pace con gli uomini, pace con noi stessi e liberaci dalla paura. ( Dag Hammarkiold ) Signore, rendici capaci di vivere con amore la nostra vocazione, di veri innamorati della bellezza spirituale, rapiti dal profumo di Cristo, che esala da una vita di conversione al bene, stabiliti non come schiavi sotto la legge, ma come uomini liberi guidati dalla grazia. (Agostino d'ippona ) Infondi in noi, o Padre, la sapienza e la forza del tuo Spirito, perché camminiamo con Cristo sulla via della croce, pronti a far dono della nostra vita per manifestare al mondo la speranza dl tuo regno. (Colletta 13 perannum A) Sii benedetto, Padre, perché Cristo ci ha insegnato la via che attraverso la morte porta alla vita. Con il suo esempio ci ha mostrato la via della sequela, essendo il primo nella scelta totale del Regno a farsi avanti dando la vita per guadagnarla. Signore, rendici discepoli degni di Cristo, Aiutaci a fare nostri i suoi criteri e atteggiamenti per liberarci del nostro il meschino e sterile. (Basilio Caballero )

9 O Madre di misericordia, aiutaci a vivere il Vangelo con la follia della Croce, dando testimonianza a Gesù che è morto su di essa, cosicché possiamo risorgere con il tuo Figlio alla vera vita del Padre nell unità dello Spirito Santo. ( Giovanni Paolo II ) CONTEMPLAZIONE (=silenziosa accoglienza della parola di Dio) AZIONE (=assunzione di impegni concreti) Facciamo una scelta radicale per il Signore. Possiamo farla perché siamo stati trasformati dal battesimo e siamo sostenuti dalla grazia di Dio. 13 Domenica durante anno: A

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