CORSO INTEGRATO DI FISIOPATOLOGIA GENERALE

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1 II anno CORSO INTEGRATO DI FISIOPATOLOGIA GENERALE Settori scientifico-disciplinari: MED/04 Elementi di fisiopatologia, MED/04 Fisiopatologia endocrina e del metabolismo, MED/06 Oncologia medica, MED/11 Malattie dell apparato cardiovascolare, MED/13 Endocrinologia Prof. Francesco Curcio Elementi di fisiopatologia Fisiopatologia del sangue: composizione e funzioni del plasma, caratteristiche, struttura e funzioni delle proteine plasmatiche; metodi di separazione delle proteine plasmatiche; alterazioni delle albumine; apoproteine; lipoproteine; struttura delle lipoproteine; metodi di separazione delle lipoproteine. Fisiopatologia del metabolismo lipoproteico: funzione delle lipoproteine; trasporto dei lipidi endogeni; trasporto dei lipidi esogeni; trasporto inverso del colesterolo; iperlipoproteinemie: ipercolesterolemie, ipertrigliceridemie, iperlipemia familiare combinata; iperlipoproteinemia di tipo III; dislipidemie secondarie. Fisiopatologia degli eritrociti: struttura e funzione degli eritrociti; eritropoiesi; regolazione dell eritropoiesi; metabolismo del ferro: assorbimento, captazione, trasporto, utilizzazione, deposito; metabolismo della vit. B12: assorbimento, trasporto, utilizzazione; metabolismo acido folico; modificazioni morfologiche degli eritrociti; Anemie: struttura funzione e sintesi della emoglobina; metemoglobina e carbossiemoglobina; emocataresi; anemia sideropenica, anemia megaloblastica, anemia sideroblastica. Fisiopatologia del metabolismo purinico e pirimidinico: gotta e iperuricemie; sindrome di Lesch-Nyhan; oroticoaciduria. Fisiopatologia dell apparato Gastro-Intestinale: ormoni gastro-intestinali; assorbimento intestinale; sindromi da malassorbimento: forme primarie, secondarie; malassorbimento globale, selettivo; morbo celiaco, sprue tropicale, sindrome Zollinger-Ellison. Fisiopatologia del fegato: struttura, organizzazione e vascolarizzazione del fegato; composizione della bile, biligenesi; circolo entero-epatico dei sali biliari; funzioni dei sali biliari; regolazione del metabolismo lipidico, protidico, omeostasi glicemica, funzione detossificante del fegato; esplorazione funzionale; lesioni epatiche forme primarie e secondarie; processi degenerativi; necrosi; rigenerazione; fibrosi; morbo di Wilson; aceruloplasminemia congenita; cirrosi. Fisiopatologia endocrina e del metabolismo Fisiopatologia del sistema endocrino. Il sistema endocrino. Meccanismi di controllo e di regolazione delle ghiandole endocrine. Definizione, caratteristiche e classificazione degli ormoni. Rapporti tra struttura e funzione degli ormoni: gli effetti ormonali. Biosintesi. Trasporto, catabolismo ed escrezione degli ormoni. Basi molecolari dell azione ormonale. Struttura e caratteristiche dei recettori presenti sulla membrana plasmatica (recettore di tipo adrenergico, tirosinochinasico, dei fattori di crescita). Meccanismi di trasduzione dell azione ormonale: attivazione delle chinasi (le G proteine e gli inositolo fosfati), fosforilazione di substrati specifici. Coperatività positiva e negativa; concetto di down regulation e di spill over. struttura dei recettori nucleari: caratteristiche dei recettori per gli ormoni steroidei e dei recettori per gli ormoni tiroidei; Meccanismi di regolazione della trascrizione ad opera degli ormoni steroidei e tiroidei. Definizione, classificazione, caratteristiche ed esempi delle sindromi da resistenza ormonale. Etiologia delle alterazioni del sistema endocrino. Infiammazioni acute e croniche (da virus, batteri o miceti). Patologie autoimmunitarie. Tumori benigni (adenomi - feocromocitoma) e maligni (adenocarcinomi). Patogenesi, epidemiologia e caratteristiche delle sindromi polighiandolari (MEN-1 e MEN-2). Il sistema neuroendocrino. I neurotrasmettitori: classificazione, regolazione della sintesi e secrezione. Controllo della sintesi degli ormoni ipofisari: azione stimolante (releasing factors) o inibente. Gli ormoni della neuroipofisi. Sede di sintesi, vie di trasporto diencefalo-ipofisi. Classificazione, struttura, funzioni. La vasopressina: meccanismi di regolazione della sintesi e secrezione (ruolo della ipovolemia e del volume plasmatico). Recettori, meccanismo d azione effetti a livello renale e cardiaco. Classificazione ed etiopatogenesi delle alterazioni del metabolismo idrico-salino. Diabete insipido vasopressina sensibile e forma vasopressina resistente o nefrogenico. Caratteristiche della sindrome da inappropiata secrezione di vasopressina.

2 Meccanismo d azione ed effetti dell ossitocina. L adenoipofisi. Classificazione e caratterizzazione istologica ed istochimica delle cellule dell adenoipofisi. Gli ormoni sintetizzati e secreti dalla adenoipofisi: classificazione. Rapporti tra struttura e funzione degli ormoni glicoproteici (TSH, FSH, LH). Regolazione della sintesi dell ormone della crescita (GH). Rapporti tra struttura e funzione del GH: effetti diretti ed indiretti. Cause genetiche (mutazioni del gene del GH o del gene dei fattori di trascrizione) o acquisite che Danno luogo ad una mancata o alterata sintesi di Gh: il nanismo ipofisario. Resistenza all azione del GH: difetto del recettore del GH, alterata sintesi delle somatomedine (IGF 1), difetto del recettore dell IGF 1. Etiopatogenesi del gigantismo e dell acromegalia: alterazioni metaboliche e scheletriche. La prolattina: struttura, funzione, sistemi di controllo della sintesi e della secrezione. I prolattinomi: classificazione, caratteristiche ed alterazioni funzionali. Fisiopatologia della ghiandola tiroide. Meccanismi di controllo: a) il fattore rilasciante la tireotropina (TRH): struttura e meccanismo d azione; b) sostanze inibenti la sintesi di TSH: feedback ipotalamico ed ipofisario. L ormone tireotropo (TSH): struttura, azione ed effetti sulla cellula tiroidea. La struttura del recettore del TSH e le modificazioni strutturali dovute alle mutazioni del gene. Struttura e sintesi degli ormoni tiroidei: ciclo dello iodio extra ed intratiroideo (la pompa degli ioduri, la formazione dello iodio organico). Biosintesi, iodazione, struttura, meccanismi di deposito e di degradazione della tireoglobulina. Concentrazione sierica degli ormoni liberi e legati: i sistemi di trasporto degli ormoni tiroidei, Alterazioni qualitative e quantitative delle proteine di trasporto. Gli effetti degli ormoni tiroidei: sulla crescita, sullo sviluppo del sistema nervoso, sul trofismo cellulare, sui sistemi cardiocircolatorio, gastrointestinale, sul metabolismo proteico e lipidico ed energetico. Struttura del recettore dell ormone tiroideo e meccanismo d azione. Meccanismi di desiodazione periferica della tiroxina: caratteristiche, sedi di sintesi e sindromi da alterata azione delle desiodasi. Le sindromi di resistenza agli ormoni tiroidei: classificazione etiopatogenetica e conseguenze funzionali. Ipotiroidismo primario o congenito: difetti dell ormonogenesi da alterata sintesi della tireoglobulina, da difetto della perossidasi o delle desiodasi. Ipotiroidismo secondario (gozzo endemico) da difetto di iodio ambientale: cause, epidemiologia, manifestazioni patologiche. Ipertiroidismo primario: classificazione ed etiopatogenesi delle forme. Ipertiroidismo secondario: - da alterato controllo dell asse ipotalamo-ipofisi-tiroide; - da produzione di autoanticorpi (l autoimmunità tiroidea: classificazione e meccanismo d azione degli anticorpi antitiroide) - il morbo di Graves o di Flajani-Basedow. Patogenesi e caratteristiche dell esoftalmo, della tireotossicosi e del gozzo. Etiopatogenesi, caratteristiche istologiche e alterazioni funzionali delle tiroiditi. Classificazione, cancerogenesi dei tumori tiroidei. Fisiopatologia della corticale del surrene. Meccanismi di controllo della sintesi degli ormoni della corticale del surrene: a - fattori ipotalamici che regolano la secrezione della corticotropina (ACTH). Meccanismi che controllano la sintesi dell aldosterone: il sistema renina-angiotensina, sintesi ed effetti delle angiotensine. Il precursore e le tappe della biosintesi degli ormoni steroidei. Classificazione, ereditarietà, incidenza e caratteristiche delle sindromi adiposo-genitali. Gli ormoni mineraloattivi: struttura e funzione. Trasporto e catabolismo dell aldosterone. Effetti dell aldosterone: la regolazione dell equilibrio idrico-salino. Etiopatogenesi dell iperaldosteronismo primario (morbo di Conn). Classificazione etiopatogenetica dell iperaldosteronismo secondario: le alterazioni dell equilibrio idrico-salino. L ipertensione da eccessiva produzione di renina. L ormone corticotropo (ACTH) struttura, azione ed effetti sulla cellula bersaglio. Gli ormoni glicoattivi: struttura e funzione. Trasporto, semivita biologica, organi bersaglio e catabolismo. Effetti: regolazione del metabolismo glicidico, proteico e lipidico. Etiologia dell ipercorticosurrenalismo primario (morbo di Cushing). Patogenesi delle alterazioni metaboliche. Etiopatologia dell ipercorticosurrenalismo secondario. Variazioni dei parametri endocrini e metabolici nella forma primaria e/o secondaria. Sindromi da cortisolo resistenza. L ipocorticosurrenalismo: etiologia della forma cronica (morbo di Addison) e patogenesi delle Alterazioni metaboliche ed endocrine. Etiopatogenesi dell insufficienza corticosurrenele acuta (morbo di Waterhouse-Friderichsen) e caratteristiche.

3 Fisiopatologia della midollare del surrene Tappe della biosintesi delle cate-colamine. L adrenalina e la nor-adrenalina: struttura e funzione. Meccanismi di controllo della secrezione dei due ormoni. Meccanismo d azione dell adrenalina: i recettori alfa e beta. Trasporto e catabolismo delle catecolamine. Effetti delle catecolamine: sul metabolismo glicidico, su organi ed apparati (cardiocircolatorio, gastrointestinale, respiratorio, ecc.). Etiopatogenesi dell alterata secrezione di catecolamine: lo shock. Iperproduzione delle catecolamine: i tumori ipersecernenti (il feocromocitoma), variazioni funzionali e metaboliche. Fisiopatologia della funzione gonadica. Le gonadotropine: classificazione, controllo ipotalamico della sintesi, meccanismo d azione ed effetti dell ormone follicolostimolante e luteinizzante. Gli ormoni gonadici maschili: testosterone, deidrotestosterone ed estradiolo. Meccanismi che controllano la sintesi degli ormoni gonadici maschili: ipotalamici (l ormone rilasciante la gonadotropina GnRH), ipofisari (LH e FSH), del testicolo (inibina, testosterone, deidrotestorone e estradiolo). Etiopatogenesi e caratteristiche dell ipogonadismo maschile primario: anorchia bilaterale, criptorchidismo, aplasia delle cellule del Leydig, Sindrome di Klinefelter, sindrome di Noonan (Turner), blocco della sintesi di ormoni steroidei. Etiopatogenesi e caratteristiche dell ipogonadismo maschile secondario - dovuto ad un alterazione dell asse ipotalamo-ipofisi-gonadi: panipopitituarismo, deficiente secrezione del solo LH o di LH ed anche FSH, atassia cerebellare, ecc. Correlato ad un difetto dell azione degli ormoni androgeni. Deficienza di 5-alfa reduttasi, resistenza agli androgeni, ecc. Definizione ed etiologia dell impotenza e dell infertilità. Classificazione e caratteristiche dei tumori del testicolo. Gli ormoni dell ovaio: meccanismo di regolazione della sintesi,effetti; e metabolismo. Controllo del ciclo mestruale: etiopatogenesi dei disordini del ciclo. etiopatogenesi e caratteristiche dell ipogonadismo femminile primario: agenesia dell ovaio, Disgenesia delle gonadi (sindrome di Turner), difetto di 17-alfa idrossilasi, alterata maturazione sessuale. Etiopatogenesi e caratteristiche dell ipogonadismo femminile secondario: difetto di gonadotropine, tumori del diencefalo, tumori ipofisari (prolattinomi). Etiopatogenesi delle alterazioni correlate ad eccessiva produzione di androgeni: sindrome dell ovaio policistico, l irsutismo. Classificazione e caratteristiche dei tumori ovarici: delle cellule germinali (germinomi, teratomi, gonadoblastomi), mesenchimali (della granulosa, arrenoblastomi e androblastomi, ecc.). Classificazione, etiopatogenesi e caratteristiche delle principali alterazioni della differenziazione sessuale. Fisiopatologia degli ormoni pancreatici. Le cellule che sintetizzano gli ormoni pancreatici. gli ormoni pancreatici: sintesi, meccanismi di controllo della secrezione, rapporti tra struttura e funzione. Meccanismi di secrezione dell insulina e del glucagone. Le proteine trasportatrici il glucosio (GLUT): classificazione caratteristiche e funzioni. Meccanismo d azione dell insulina, del glucagone e della somatostatina. Effetti dell insulina e del glucagone sul metabolismo dei substrati energetici: carboidrati, lipidi, aminoacidi. Gli ormoni iperglicemizzanti: ruolo e meccanismo d azione dei fattori di crescita insulino simili, delle catecolamine, dell ormone della crescita e degli ormoni corticosurrenali glicoattivi nel controllo del metabolismo energetico. Fisiopatologia del metabolismo. Fisiopatologia del metabolismo energetico. Fisiopatologia dell utilizzazione dei principi energetici (carboidrati, proteine e grassi). Modificazioni metaboliche in corso di digiuno e durante la gravidanza. Le ipoglicemie: classificazione e meccanismi patogenetici. La tolleranza al glucosio e l iperglicemia. Classificazione delle forme di alterata tolleranza al glucosio. Il diabete mellito: classificazione. Il diabete di tipo 1: eziologia e patogenesi. Fenomei autoimmuni nel diabete di tipo 1. Il diabete di tipo 2: eziologia e patogenesi. L insulino-resistenza: cause e meccanismi molecolari. La secrezione insulinica nel diabete di tipo 2. Patogenesi delle complicanze croniche del diabete mellito. La retinopatia, la nefropatia, la neuropatia, l arteriosclerosi accelerata. Patogenesi delle complicanze acute del diabete mellito. La chetoacidosi diabetica. Il coma diabetico. Patogenesi e significato fisiopatologico dell intolleranza al glucosio e del diabete gestazionale. sindromi genetiche di estrema insulino-resistenza. L insulino-resistenza in condizioni di normotollerante; l insulino-resistenza nell ipertensione arteriosa sistemica e nell obesità. Il diabete sperimentale. Modelli animali di diabete di tipo 1 e 2. Fisiopatologia del metabolismo dei Lipidi.

4 Dislipidemie. L obesità: definizione e patogenesi. Modelli animali per lo studio dell obesità. L aterosclerosi. Oncologia medica Acquisizione delle conoscenze sui meccanismi biologici alla base delle malattie neoplastiche. Acquisizione delle conoscenze sulla storia naturale dei tumori più frequenti. Acquisizione delle conoscenze sulle misure di prevenzione primaria e secondaria (screening) delle neoplasie. Acquisizione delle conoscenze sull iter diagnostico-terapeutico delle principali neoplasie. Principi di Oncologia generale. Biologia della cellula neoplastica (il modello genetico, basi molecolari della cancerogenesi multifasica, modalità di diffusione dei tumori). Epidemiologia dei tumori. Screening e concetti di prevenzione. Intenti ed obiettivi in oncologia. Management del paziente oncologico. Approccio diagnostico generale al paziente oncologico. Classificazione dei tumori e generalità sui fattori prognostici. Approccio terapeutico al paziente oncologico: principi generali di chirurgia, chemioterapia, endocrinoterapia e radioterapia oncologica. Finalità e benefici dell approccio terapeutico multidisciplinare integrato. Valutazione della risposta terapeutica agli agenti anti-tumorali. Principi di sperimentazione clinica. Effetti collaterali della chemioterapia e presidi di supporto. Aspetti psicologici del paziente neoplastico. Assistenza infermieristica in oncologia medica. Ai diversi obiettivi sono adeguati metodi didattici distinti: - lezioni ed autoapprendimento; - insegnamento tutoriale in aula/ambulatorio/corsia. CASCIATO, LOWITZ, Manuale di oncologia clinica, Masson. Malattie dell apparato cardiovascolare L obiettivo del corso è quello di fornire i mezzi per una adeguata conoscenza dei meccanismi fisiopatologici dei più comuni quadri di patologia cardiovascolare. Lo studio di tale patologia è il presupposto fondamentale per comprendere il razionale degli esami che vengono quotidianamente eseguiti dal Laboratorio di Analisi Chimico-Cliniche. Cenni di Anatomia macro e microscopica e di fisiologia del cuore. Arteriosclerosi, aterosclerosi. Ipertensione arteriosa (primitiva e secondaria). Cardiopatia ischemica (IMA, Angina pectoris): con particolare approfondimento sui nuovi marcatori di danno cardiaco). Insufficienza cardiaca, Marcatori per la diagnosi di laboratorio di Scompenso cardiaco. Edema polmonare acuto. Trapianto cardiaco (con particolare riguardo alle problematiche di laboratorio nel follow-up), shock. Tromboembolia della polmonare (TEP), cenni sulla metodica di analisi del monitoraggio dell Equilibrio acido- Base. Mal. reumatica, valvulopatie (cenni), endocarditi. Mal. del miocardio e del pericardio. (cenni) Dei suddetti quadri patologici lo studente deve conoscere l eziologia e la fisiopatologia, con particolare attenzione alle problematiche inerenti agli esami di Laboratorio. Lezione. PONTIERI, RUSSO, FRATI, Patologia Generale, III ed., Piccin, 2005: II vol., capp ROBBINS, COTRAN, The Pathologic Basis of Disease, 2004 (solo per consultazione, capitoli sulla patologia cardiovascolare: capp. 4, 11-12).

5 Appunti e diapositive dalle Lezioni. Endocrinologia Fisiopatologia degli ormoni. Principi indagini di Laboratorio e relative metodiche. Uso e significato in Medicina delle determinazioni analitiche. Diagnostica Differenziale e cenni di Clinica nei seguenti Organi o Sistemi o Patologie: - Ormoni del Sistema Ipotalamo Ipofisario (cenni); - Ormoni della Tiroide; - Ormoni delle Paratiroidi e metabolismo osseo; - Ormoni del Corticosurrene (glucocorticoidi e androgeni surrenalici); - Ormoni della Midollare del Surrene (catecolamine); - Ormoni e Ipertensione endocrina (mineralcorticoidi, renina, etc.); - Ormoni della Crescita (cenni); - Ormoni del Sistema Riproduttivo e della Gravidanza (cenni); GREENSPAN, STREWLER, Endocrinologia generale e clinica, Piccin, Padova. FAGLIA, Malattie del sistema endocrino e del metabolismo, McGraw-Hill, Milano. PONTIERI, Fisiopatologia Generale, Piccin, Padova. CORSO INTEGRATO DI IGIENE GENERALE ED APPLICATA, MEDICINA LEGALE E NORME DI SICUREZZA E RADIOPROTEZIONE Settori scientifico-disciplinari: MED/42 Igiene generale ed applicata, MED/44 Medicina del lavoro Dott. Paolo Andrian Igiene generale e applicata Epidemiologia. Concetti generali. Tassi, proporzioni, rischio, prevalenza, incidenza. Rischio relativo e odds ratio. Standardizzazione diretta e indiretta. Fonti dei dati. Tipi di studio (sorveglianza epidemiologica, di coorte, caso-controllo). Test di screening (sensibilità, specificità, VPP, VPN). Concetti generali di prevenzione: primaria, secondaria, terziaria. Prevenzione e malattie infettive. Meccanismi di trasmissione e sistemi di controllo delle stesse. Infezioni ospedaliere. Epidemiologia. Fattori di rischio. Sistemi di sorveglianza epidemiologica. Sistemi di prevenzione. Vaccinazioni. Immunoprofilassi attiva e passiva. Tipologie di vaccini. Schedule vaccinali. Approccio alla vaccinazione dal punto di vista della sanità pubblica. Prevenzione e alimentazione. La corretta nutrizione. Le tossinfezioni alimentari. La ristorazione in ospedale. Organizzazione sanitaria. SSN attuale organizzazione ed evoluzione storica. Classificazione delle malattie. Flussi informativi obbligatori. Cenni ai sistemi di misura dei prodotti sanitari. Qualità dell assistenza. Aspetti generali della qualità in ambito sanitario. Accreditamento. Medicina del lavoro Infortuni e Malattie Professionali: definizioni, quadro epidemiologico e statistico.

6 Il Rischio in Sanità: rischio di incidente, di infortunio, di malattia professionale, di evento avverso (definizioni ed esempi). La Prevenzione del Rischio nella normativa attuale. I doveri del datore di lavoro. I diritti e i doveri del dipendente nel campo della prevenzione infortuni e malattie professionali. Il sistema assicurativo nazionale e i comportamenti in caso di infortunio o malattia professionale. I rischi in ambiente ospedaliero. I rischi in laboratorio. Il rischio biologico. Il rischio chimico. Il documento di valutazione dei rischi. I dispositivi di prevenzione collettiva e individuale. CORSO INTEGRATO DI BIOETICA, DEONTOLOGIA ED ETICA PROFESSIONALE Settori scientifico-disciplinari: MED/02 Storia della Medicina di laboratorio, MED/02 Bioetica applicata, M-PED/01 Educazione permanente, SECS-P/07 Economia aziendale Prof. F. Saverio Ambesi Impiombato Storia della medicina di laboratorio Fornire allo studente un quadro organico dell iter storico della medicina di laboratorio. Far acquisire consapevolezza dell importanza dei laboratori medici con particolare riguardo alla figura del tecnico di Laboratorio Biomedico. Far comprendere l importanza delle indagini di laboratorio per la formulazione di diagnosi mediche. Introduzione alla materia. Percorso storico della biologia: da Talete all era moderna. La nascita dei primi laboratori. L evoluzione dei laboratori, del personale e della strumentazione. I laboratori nell era moderna. Rilevanti scoperte in ambito scientifico e tecnologico e loro applicazioni in laboratorio. Responsabilità degli operatori in laboratorio. L istituzione del Servizio sanitario nazionale, confronto con altri servizi sanitari esteri. Lezioni frontali con l utilizzo di tecniche interattive. A. SERENI, Il Servizio sanitario nazionale, Edizione Sanitaria, Firenze. W.R. TREVATHAN ET AL., Evolutionary Medicine, University Press, Oxford. Bioetica applicata Storia e concetto di Bioetica. Bioetica e qualità della vita. Diagnosi prenatale e diagnosi genetiche. Il controllo di fertilità. Il consenso informato e il diritto alla verità. I trapianti d organo, di tessuto e di cellule. Le biotecnologie in Medicina. I problemi dell anziano. L eutanasia. Educazione permanente Il corso ha lo scopo di fornire allo studente i concetti di base sulla formazione degli adulti, sulle modalità di apprendimento, sui processi di cambiamento, su come coltivare l apprendimento nell intero arco della vita e come diventare formatori di se stessi. Lezioni frontali con lavori di gruppo

7 Economia aziendale Il corso mira a fornire le conoscenze di base circa le finalità e le caratteristiche dei sistemi di controllo economico in organizzazioni di servizi ad elevata complessità. In particolare, vengono approfonditi i concetti di responsabilità economica e responsabilità professionale, secondo una cultura organizzativa orientata al risultato. Vengono quindi analizzati i principali strumenti metodologici e tecnici per il controllo di gestione, con riferimento al quadro normativo vigente. Introduzione alle discipline economiche. La logica economica. L attività economica organizzata in aziende di servizi. Il modello azienda in sanità. Il ruolo dei fattori economici nelle riforme del SSN. Criteri di efficienza, efficacia, economicità, equità, appropriatezza. Introduzione ai sistemi di programmazione e controllo. Tipologie di controllo. L articolazione dei controlli interni. Il controllo di gestione. Gli strumenti del controllo di gestione. Correlazione tra responsabilità economiche ed organizzative. Centri di responsabilità e di costo. Il concetto di costo. Configurazioni e tipologie di costo. Criticità nell adozione di sistemi di controllo nelle aziende sanitarie. Evoluzione dei sistemi di controllo. Articoli tratti da libri e riviste del settore. Articoli da: ZANETTI, MONTAGUTTI, Il medico ed il management. E. BORGONOVI, Il controllo economico nelle aziende sanitarie, EGEA. N. DIRINDIN, Elementi di economia sanitaria, Il Mulino. G. MOONEY, Problemi chiave dell economia sanitaria, Il Pensiero Scientifico. Normativa vigente. CORSO INTEGRATO DI MICROBIOLOGIA CLINICA Settori scientifico-disciplinari: MED/07 Microbiologia e microbiologia clinica, MED/07 Microbiologia clinica, MED/07 Analisi e diagnostica microbiologica e virologica, MED/46 Scienze tecniche di microbiologia Prof.ssa aggr. Alessandra Arzese Obiettivi generali del corso Fornire allo studente, ad integrazione di quanto già svolto al 1 anno: - le basi culturali per la comprensione del mondo microbico (batteri, virus, miceti, protozoi, elminti, macroparassiti, prioni) e le relazioni ospite uomo microorganismo; - l inquadramento generale aggiornato dei principali microrganismi di interesse medico, per organo o apparato, correlazione con quadri clinici, con particolare approfondimento dei settori virologia, micologia, protozoologia; - principi e competenze tecniche ed operative specifiche della microbiologia diagnostica dall idoneità di prelievo, principi e modalità di indagine laboratoristiche, interpretazione dei risultati, controlli di qualità, sino all elaborazione del referto clinico; approfondimento del settore diagnostico di virologia, micologia, parassitologia; - la conoscenza delle basi microbiologiche, principi e metodi di prevenzione (basi microbiologiche dei vaccini) e difesa contro le infezioni (antivirali, antimicotici), e meccanismi di resistenza dei microrganismi. Virologia medica: eziopatogenesi delle infezioni virali. Principi e metodi di diagnosi di infezione virale: virologia diagnostica colturale, diretta, indiretta, tecniche di biologia molecolare, determinazione della viremia, nuovi approcci diagnostici-strumentali. Inquadramento dei principali funghi di interesse medico: a practical working taxonomy - lieviti, dermatofiti, muffe dematiacee, ialine, funghi dimorfi. Modalità di trasmissione ed eziopatogenesi delle micosi: micosi esogene, endogene, superficiali, cutanee, sottocutanee, disseminate. Principi e metodi di micologia diagnostica: protocolli di indagine per diagnosi di micosi, metodi colturali, diretti, indiretti, algoritmo diagnostico generale. Basi microbiologiche dei vaccini. Principi e metodi per esecuzione di antimicogramma, antivirogramma: metodi tradizionali colturali ed avanzati di biologia molecolare. Fondamenti di parassitologia medica: protozoi, vermi, macroparassiti. Modalità di trasmissione delle parassitosi, concetti di vettore, serbatoio, habitat, ospite intermedio, ospite definitivo, cicli biologici esemplificativi, epidemiologia. La malaria ed altre parassitosi ematiche: agenti, ciclo biologico, epidemiologia, inquadramento clinico, principi e metodologie per la diagnosi. Inquadramento riassuntivo e correlazione con quadri clinici per i principali agenti di infezione per organo/apparato : cute ed annessi, apparato respiratorio, digerente, genito-urinario, sistema nervoso centrale, materno-fetali, agenti di infezione di interesse pediatrico. Algoritmi diagnostici esemplificativi degli agenti di infezione del SNC, virus epatotropi, HIV, Treponema pallidum, HPV, ed agenti correlati con complesso TORCH.

8 Approfondimento e protocolli specifici di tecniche tradizionali ed avanzate di caratterizzazione e tipizzazione di patogeni noti ed emergenti; controlli di qualità standardizzazione delle pratiche di laboratorio. Dispense delle lezioni (a cura del docente). Protocolli e dispense proposte da AMCLI, disponibili su rivista Microbiologia Medica e sul sito P.R. MURRAY ET AL., Microbiologia, Edises. MIMS ET AL., Medical Microbiology, Mosby ed.. SCHAECHTER, MEDOFF, EISENSTEIN, Microbiologia Medica, Ed. Ambrosiana. Testo per consultazione: P.R. MURRAY, E.J.BARON ET AL., Manual of Clinical Microbiology, VIII ed., ASM Press, Washington, D.C., USA. H.D. ISENBERG, Clinical Microbiology Procedures Handbook, ASM Press, Washington, D.C., USA. CORSO INTEGRATO DI IMMUNOLOGIA ED IMMUNOEMATOLOGIA Settori scientifico-disciplinari: MED/04 Immunologia, MED/05 Immunoematologia e medicina trasfusionale, MED/05 Emostasi, MED/46 Scienze tecniche di immunologia, MED/05 Metodologie in immunometria, MED/46 Scienze tecniche di immunoematologia e centro trasfusionale Prof. Carlo E.M. Pucillo Immunologia Le reazioni di ipersensibilità. Tipo I, II, III, IV. Reazioni di inibizione. Reazioni di stimolazione. Meccanismi, principali manifestazioni, metodi di valutazione. La tolleranza e l autoimmunità. Tolleranza naturale e tolleranza indotta. Meccanismi cellulari e molecolari della tolleranza dei linfociti T e B. Perdita della tolleranza: eziologia, patogenesi e genetica dei fenomeni autoimmunitari. Fondamenti di immunoematologia. Aspetti genetici, biochimici e immunologici dei sistemi gruppo-ematici eritrocitari, leucocitari e piastrinici. La trasfusione di sangue. Le aferesi. Immunologia dei trapianti. Tipizzazione degli antigeni d istocompatibilità. Meccanismi di rigetto. Meccanismi di elusione della reattività immunitaria. L immunità verso i microrganismi. Meccanismi di difesa naturali ed acquisiti. Immunità verso i virus, i batteri, i funghi, i protozoi ed i vermi. Vaccini naturali e sintetici. Principi di sieroterapia e sieroprofilassi. Meccanismi di elusione della reattività immunitaria. Immunologia dei tumori. Gli antigeni tumore-associati. Meccanismi naturali ed acquisiti di immunosorveglianza e di risposta immunitaria. Meccanismi di inibizione della risposta immunitaria anti-tumorale. Tentativi di immmunoterapia. Aspetti metodologici. Immunodeficienze congenite ed acquisite. Concetti fondamentali sulla patologia immunoproliferativa. Metodiche di labratorio per la ricerca di antigeni tumorali Tecniche di analisi della risposta immunitaria nel corso di processi infettivi Tecniche di analisi della risposta immunitaria nel corso di patologie autoimmunitarie. Qualsiasi testo che tratti gli argomenti del corso e che non sia antecedente al 1995 può essere utilizzato. I testi indicati di seguito sono tutti ugualmente validi: G. DORIA, L. ADORINI, Immunologia Generale, Piccin, ROITT, Immunologia, McGraw-Hill, 1997 (copre i concetti fondamentali di riconoscimento antigenico, attivazione e funzione del sistema immunitario in condizioni fisiologiche e patologiche. Sua caratteristica È di utilizzare un elevato numero di illustrazioni per esemplificare concetti complessi). A.E. ABBAS, A.H. LICHTMAN, J.S. POTER, Cellular and Molecular Immunology, Piccin, 1997 (eccellente testo introduttivo. Molto adatto allo studio dell immunologia per la chiarezza dell esposizione. Sufficientemente aggiornato e completo).

9 Immunoematologia e medicina trasfusionale Test di Coombs (diretto e indiretto): principi, reagenti, applicazioni Sistemi gruppoematici eritrocitari. Genetica, biochimica, determinazione (Ag ed Ab), criteri di trasfondibilità dei sistemi: AB0, Rh, Kell, Duffy, Kidd. Cenni su altri gruppi sanguigni clinicamente rilevanti e su Ag eritrocitari ad alta frequenza. Anticorpi antieritrocitari clinicamente significativi: Ab naturali, isoab, autoab. Caratteristiche biologiche, ricerca ed identificazione della specificità. Malattia emolitica del neonato (MEN). Immunoematologia piastrinica. HLA e trapianti. La legislazione inerente la donazione e la trasfusione di sangue. L accreditamento e certificazione delle strutture trasfusionali. Il donatore di sangue: la raccolta di sangue intero, plasma, piastrine e multicomponenti. Validazione biologica delle unità di sangue/emocomponenti. Autodonazione: predeposito, emodiluizione pre operatoria, recupero intra/post operatorio. Emocomponenti (conc. eritrocitari, conc. piastrinici, plasma fresco congelato, colla di fibrina, gel di piastrine): preparazione e conservazione (cenni), indicazioni trasfusionali (il buon uso del sangue). Emoderivati (albumina, antitrombina III, Immunoglobuline e.v., Immunoglobuline anti-d, fattori della coagulaione ): cenni sulle indicazioni terapeutiche. Cellule staminali emopoietiche da sangue periferico e da sangue cordonale: raccolta, manipolazione, conservazione e infusione. Indagini pretrasfusionali: richiesta trasfusionale; campioni di sangue; indagini sierologiche (prova di compatibilità crociata, Type and Screen, Immediate Spin, computer cross match); assegnazione e distribuzione del sangue (emocomponenti/emoderivati). La terapia trasfusionale nei neonati e nei pazienti immunoincompetenti. Complicanze trasfusionali. Emovigilanza. Technical Manual, XII ed., American Association of Blood Banks. Emostasi La bilancia emostatica. Caratteristiche dell endotelio: attività anticoagulamte e procoagulante. Studio della risposta endoteliale: tempo di emorragia. Studio delle piastrine: struttura e loro funzionalità. Cenni sulle patologie legate alla risposta piastrinica: piastrinopenie, piastrinosi, piastrinopatie. Test per lo studio piastrinico: conta piastrinica, test di adesività, aggregazione piastrinica, cenni per Lo studio di altri test (anticorpiantipiastrine, retrazione del coagulo, PF4, betatromboglobulina). Cascata coagulativa: via estrinseca e via intrinseca; caratteristiche dei fattori della coagulazione tra questi in particolare la struttura del fibinogeno e ruolo della trombina. Fattori vitamina K dipendenti, meccanismo della vitamina K ed azione degli anicoagulanti orali. Cenni su patologie emmoragiche per deficit di fattori e patologie acquisite. Meccanismi di controllo della cascata coagulativa: inibitori della coagulazione (antitrombina, proteina C e proteina S) e sistema fibrinolitico, cenni su coagulopatie ereditarie ed acquisite. Trombosi: patogenesi ed evoluzione del trombo. Cenni sulla Coagulazione Intravasale Disseminata. Modalità del prelievo del sangue per lo studio dell emostasi in laboratorio: anticoagulante specifico, centrifugazione, temperatura, conservazione del campione. (variabili preanalitiche). Variabili biologiche correlate ai test per lo studio dei meccanismi della coagulazione. Diversi tipi di coagulometri: foto-ottici e meccanici. Tipi di dosaggi: coagulativi, cromogenici ed immunologici (agglutinazione al lattice, immunodifusione radiale, ELISA). Studio della via estrinseca della coagulazione: tempo di protombina (PT), uso di diverse tromboplastine ñ ISI; modalità di espressione dei risultati ñ INR; cenni sul monitoraggio della terapia anticoagulanti orali. Studio del dosaggio del fibrinogeno: metodiche PT derivato, dosaggio di fibrinogeno di Clauss. Studio della via entrinseca della coagulazione: tempo di tromboplastina parziale attivato (APTT), uso di relativi diversi (acido ellagico, silice Ö). Cenni per i dosaggi dei singoli fattori. Modalità per i dosaggi specifici degli inibitori: antitrombina, proteina C, proteina S ed APC resistance. Cenni per i dosaggi specifici dello studio della fibrinolisi: in particolare t-pa, PAI-1 e Dimero ñ D. Cenni su alcuni marcatori di ipercoagulabilità: frammento 1+2, complesso TAT, FPA, presenza di anticoagulante lupico.

10 Cenni per la valutazione del controllo di qualità in coagulazione. Scienze tecniche di immunologia Obiettivo del corso è quello di fornire allo studente un adeguata conoscenza sulle tecniche diagnostiche nelle diagnosi di ipersensibilità e nelle malattie autoimmuni. Lezioni frontali con lettura critica di articoli scientifici con discussione. Metodologie in immunometria Apprendimento delle principali tecniche immunometriche. Uso della reazione antigene-anticorpo per determinazione di analiti. Grado di legame degli anticorpi e degli antigeni in funzione della loro quantità relativa. Curva di Heidelberger e Kendall. Amplificazione della reazione tramite particelle e loro caratteristiche. Tecnica dell immunonodiffusione radiale semplice. Dosaggi immunometrici in fase liquida:principi generali, distribuzione della luce diffusa(secondo Rayleigh- Debye e secondo Mie), parametri per la misurazione della quantità degli analiti. Turbidimetria:principi generali,esecuzione, fattori di disturbo e limiti del metodo. Nefelometria:principi generali,esecuzione, fattori di disturbo. Dosaggi immunometrici in fase solida. Dosaggio Radioimmunometrico (RIA): principi generali, dosaggio di tipo competitivo, dosaggio di tipo non competitivo, fasi operative, caratteristiche del tracciante, vantaggi e svantaggi del metodo. Dosaggi Immunoenzimatici (EIA): principi generali, tecniche di rilevazione della misura finale dell attività enzimatica, curve di calibrazione, vantaggi e inconvenienti dell uso di enzimi, immunodosaggio enzimatico eterogeneo di tipo competitivo e non competitivo. Esempio di tecnica: dosaggio immunoenzimatico a cattura di microparticelle (MEIA), immunodosaggio enzimatico omogeneo di tipo competitivo e non competitivo, caratteristiche del tracciante ideale. Esempi di tecniche EIA: immunodosaggio dell enzima moltiplicato(emit), immunodosaggio con substrato marcato in fluorescenza (SLFIA), immunodosaggio con donatore di enzima clonato (CEDIA), immunodosaggio omogeneo ad inibizione enzimatica (EIHIA). Immunodosaggio in Fluorescenza (FIA): principi generali, tecniche di tipo eterogenee (tipo indirettocompetitivo-sandwich indiretto-fluoroimmunometrico) e omogenee (dosaggio a smorzamento diretto, dosaggio a smorzamento indiretto, dosaggio immunologico con luce polarizzata (FPIA)). Immunodosaggio in Chemiluminescenza: principi generali, componenti essenziali di un luminometro, esempio di tecnica (immunodosaggio con esteri di acridinio come marcatori). Criteri di valutazione di un Kit immunodiagnostico. Lezioni accademiche. Saranno fornite agli studenti copie dei lucidi. Testo di riferimento COVELLI, SPANDRIO, ZATTI, Medicina di Laboratorio, Sorbona. Scienze tecniche di immunoematologia e centro trasfusionale Obiettivo del corso è quello di orientare lo studente sull organizzazione di un centro trasfusionale e dei suoi laboratori afferenti, fornendo le conoscenze di base sulle tecniche trasfusionali e immunoematologiche applicate. Metodi di raccolta, separazione e conservazione di emocomponenti ed emoderivati. Indagini pre-trasfusionali. Prove di compatibilità crociata e T&S. Modalità utilizzate per la distribuzione del sangue. Tecniche per la determinazione dei gruppi sanguigni. Test di Coombs Diretto ed Indiretto. Test utilizzati per la ricerca degli anticorpi irregolari. Tecniche immunoenzimatiche virus specifiche. Tecniche di biologia molecolare. Tecniche di esecuzione NAT.

11 Lezioni accademiche. Modalità d esame Il profitto sarà ottenuto tramite prova scritta nell ambito di una valutazione complessiva del corso integrato. R. SACHER, R. MCPHERSON, Interpretazione dei dati clinici di laboratorio. Compendio di scienze del laboratorio clinico, Verducci Editore. Technical Manual (American Association of Blood Banks, edizione italiana a cura della Ortho Diagnostic Systems). CORSO INTEGRATO DI ISTOPATOLOGIA E CITOPATOLOGIA Settori scientifico-disciplinari: MED/08 Anatomia ed istologia patologica, MED/08 Citopatologia e colpocitologia, MED/46 Scienze tecniche di istopatologia e citopatologia, MED/46 Scienze tecniche settorie Prof.ssa Carla Di Loreto Anatomia ed istologia patologica Anatomia Patologica. Storia, scopi, significato formativo e professionale, limiti, utilità attuale e linee di sviluppo. Introduzione: istologia e citologia. Uso di tecniche ancillari. Principi diagnostici elementari di patologia cellulare: degenerazione e morte cellulare, flogosi, rigenerazione, tesaurizzazione, iperplasia, atrofia, ipertrofia, lesioni preneoplastiche e neoplasie. Anatomia ed Istologia patologia dell apparato respiratorio: flogosi polmonari acute e croniche, neoplasie del polmone e della pleura. Anatomia ed Istologia patologica dell apparato gastroenterico: carcinoma esofageo, gastriti ed ulcera gastrica, neoplasie gastriche e processi infiammatori cronici dell intestino. Anatomia ed Istologia patologica del fegato: epatiti acute, epatiti croniche, cirrosi epatica, neoplasie del fegato e delle vie biliari. Anatomia ed Istologia patologica dell apparato urinario: neoplasie del rene e del tratto urinario. Anatomia ed Istologia patologica dell apparato cardiocircolatorio: arteriosclerosi, malattia ischemica del cuore, ipertensione. Anatomia ed Istologia patologica dell apparato genitale femminile: neoplasia della cervice uterina, carcinoma dell endometrio, carcinoma della mammella. Anatomia ed Istologia patologica della cute: carcinoma squamocellulare, epitelioma basocellulare, nevi, melanoma. Anatomia ed Istologia patologica della tiroide: tiroiditi, tumori. Citopatologia e colpocitologia Fornire allo studente gli elementi principali per la comprensione delle alterazioni cellulari. Far acquisire la capacità di trattare autonomamente un prelievo citologico, di scegliere il metodo più idoneo di allestimento e di applicare controlli adeguati. Fornire allo studente gli elementi per riconoscere le alterazioni cellulari principali in ambito patologico. Citopatologia. Struttura della cellula al microscopio ottico; divisione cellulare e differenziazione. Matrice cellulare. Alterazioni della cellula: proplasia, retroplasia e neoplasia. Atipia citologica, displasia e criteri di malignita. La citologia nella diagnostica clinica e nei programmi di screening. Valutazione del prelievo cellulare. Organizzazione del laboratorio di citopatologia, carichi di lavoro, controllo di qualità. Tipi di prelievo citologico: citologia esfoliativa (citologia cervicale, espettorato, broncoaspirato, brushing); citologia dei liquidi (urine, liquidi sierosi, liquor, liquidi di lavaggio, sangue e midollo); citologia agoaspirativa. Tecniche ancillari in citologia (M.E., immunoistochimica, citometria a flusso); Citopatologia del tratto respiratorio. Citopatologia del tratto urinario. Citopatologia in citologia agoaspirativa (tiroide, mammella, linfonodi, ghiandole salivari, fegato e pancreas). Citopatologia dei fluidi sierosi. Colpocitologia Anatomia e istologia dell utero e della vagina. Citologia cervico-vaginale normale: cellule squamose, cellule squamose metaplastiche, cellule squamose atrofiche, cellule endocervicali. Nomenclatura per la citologia cervico-vaginale: classificazione di Papanicolau, displasia-cis, CIN, il sistema di Bethesda.

12 Malattie della cervice uterina: infiammazioni, reazioni benigne proliferative, atipia citologica, lesioni intraepiteliali squamose, carcinoma squamocellulare, infezione da Papillomavirus. Lesioni dell epitelio ghiandolare endocervicale e endometriale. Citologia ormonale. Lesioni della vagina e della vulva. J.D. BANCROFT, M. GAMBLE, Theory and practice of histological techniques, V ed., Churchill, Livingstone, R. DEMAY, Pactical principles of cytopathology, ASCP Press, Scienze tecniche di istopatologia e citopatologia Apprendimento delle tecniche e dei processi di allestimento di un preparato istopatologico. Conoscere le varie fasi dell esame citologico, saper adottare le tecniche citologiche più appropriate in base alla natura del materiale da trattare ed essere in grado di valutare la qualità dei preparati allestiti Introduzione. Tutta la parte di attività preanalitica, l allestimento del materiale diagnostico è determinante per l esame al microscopio ottico. Le tecniche adottate portano ad ottenere dei preparati ben preservati, di spessore di 3-5 micron, con le strutture messe in evidenza per l esame al microscopio ottico. La valenza qualitativa della diagnosi finale è direttamente proporzionale alla corretta applicazione delle tecniche isto-patologiche. Contenuti: Il percorso del materiale biologico (campione) dal prelievo al preparato allestito. Accettazione: identificazione, registrazione, codificazione. Campionamento: prelievo bioptico e chirurgico, descrizione macroscopica, foglio di lavoro. La fissazione e fissativi: classificazione, tecniche, meccanismi. Decalcificazione: fisici, chimici, procedure. Conservazione del materiale biologico: tecniche di congelamento, fissazione chimica, mezzi i inclusione conservativi. La processazione e l inclusione: tecniche, apparecchiature, procedure. Il taglio delle sezioni: tecniche, apparecchiature, procedure più comuni. Colorazione e coloranti in istopatologia: principi generali e classificazione istomorfologica ed istochimica. Colorazioni istomorfologiche di routine: ematossilina/eosina, procedure, apparecchiature. Principi colorazioni e tecniche relative: tessuto connettivo, tessuto nervoso, tessuto emopoietico, sostanze inorganiche e pigmenti. Montaggio e consegna dei preparati: procedure, apparecchiature, assegnazione a lettura. L esame intra operatorio: tecniche, apparecchiatura. Tecniche di allestimento delle agobiopsie di pre- e postrapianto in regime di urgenza. Allestimento dei prelievi bioptici e chirurgici speciali: conoscenze di alcuni protocolli applicati in istopatologia. Postanalitica in istopatologia: refertazione, convalidazione, distribuzione del referto analitico. Archiviazione del materiale biologico: normative, procedure. Gestione dei reagenti e dei rifiuti nel laboratorio istopatologico. Rischi specifici e misure di prevenzione nelle varie fasi dell allestimento dei preparati istopatologici. Controllo di qualità e verifica di eventuali errori: i punti critici. Organizzazione nel laboratorio istopatologico: settori, interazione fra vari ruoli professionali. Accenni sulle nuove tecniche innovative in Anatomia Patologica, applicazioni di esse per la diagnosi e nel campo della ricerca: microdissezione con laser, tissue-array, microscopio confocale per analisi dell immagine-morfometria. Esame citologico: Principio, scopo e vantaggi. Iter dell esame citologico. Tecniche di raccolta del materiale. Citologia esfogliativa: Per esfoliazione diretta del campione (urine, liquidi cavitari ed espettorati) e attraverso manovre meccaniche (Brushing, Washing, Scraping, Imprinting). Citologia non esfogliativa (agoaspirativa): Aspirazione mediante ago sottile. Accettazione dei campioni. Tecniche di allestimento dei preparati. Striscio diretto del materiale. Tecniche di concentrazione: Centrifugazione, Citocentrifugazione, Filtrazione (Thin Prep). Citoinclusioni (Cell-blocks). Fissazione: Modalità d azione, scelta ed uso dei principali fissativi in citologia. Colarazioni: Scopo, principi ed utilizzo delle principali colorazioni in citologia (Papanicolaou, May-Gr nwald Giemsa ed Ematossilina Eosina). Monitoraggio e controllo al microscopio: scopo e utilizzo dei mezzi di montaggio e verifica dell idoneità dei preparati allestiti al microscopio ottico. Applicazione delle tecniche citologiche ai diversi campi biologici. Citologia vaginale: Pap-test ed Endometri.

13 Citologia extravaginale: urine, liquidi cavitari (liquor, liquido pleurico ascitico e peritoneale), espettoratibroncoaspirati, aspirati midollari, materiali purulenti ed agoaspirati d organo. Metodiche innovative Citologia endometriale con il sistema Thin Prep Allestimento dei liquidi di versamento mediante l impiego di nuove miscele prefissative, fissative (Cytorich). Controllo di qualità: errori in citologia (falsi positivi, falsi negativi) e procedure di controllo per monitorare la qualità del prodotto allestito. Durante lo svolgimento del corso prove in itinere e una breve relazione finale a scelta dello studente su uno degli argomenti proposti. Le lezioni teoriche in aula saranno alternate a dei seminari didattici in rapporto 4:1. Lezioni frontali con applicazioni in laboratorio. S. DANIEL, T. ZANIN, Manuale di tecnica cito-istologica, Documentazione Scientifica Editrice. M. MELIS, F. CARPINO, U. DI TONDO, Tecniche in Anatomia Patologica, Edi Ermes. C.M. KEEBLER, T.M. SOMRAK, The Manual of Cytotechnology. J.D. BANCROFT, M. GAMBLE, Theory and Practice of Histolgical Techniques, Churchill, Livingstone. Dispensa e copia delle slide. Scienze tecniche settorie Il corso si propone di far acquisire allo studente le conoscenze teorico-pratiche basilari per il corretto svolgimento di un esame autoptico. Lezioni. Generalità sulle autopsie. La sala anatomica e lo strumentario. Esame esterno del cadavere. Esame interno del cadavere. Tecniche autoptiche speciali. Autopsia del feto e del neonato. Metodiche di conservazione degli organi e dei prelievi. Legislazione. Esercitazioni Autopsie in sala anatomica. Lezioni ed esercitazioni. A. BUSINCO, A.M. MANCINI, P. SCARANI, Manuale di tecnica delle autopsie, Patron Editore. CORSO INTEGRATO DI PATOLOGIA CLINICA ED EMATOLOGIA Settori scientifico-disciplinari: MED/05 Citopatologia ematologica, MED/05 Tecniche immunologiche avanzate, MED/15 Malattie del sangue Prof.ssa Daniela Damiani Citopatologia ematologica Gli elementi corpuscolati del sangue. Il midollo osseo come produttore: le varie forme di differenziazione. Gli elementi staminali e la regolazione della produzione. I fattori di crescita ed i fattori di regolazione. Il riconoscimento degli elementi circolanti nel sangue da parte degli strumenti automatici di ematologia. Strategia di misura. I fattori fondamentali nella produzione dei globuli rossi: elementi di patologia clinica del globulo rosso. Il ferro: fabbisogno, assorbimento, utilizzo, eliminazione. Le proteine associate al metabolismo del ferro: ferritina, transferrina, recettore per la transferrina. La regolazione nella produzione in relazione al ferro. La produzione dell eme: sintesi biochimica, tappe importanti. Le alterazioni di alcun assi (le porfirie). La degradazione dell emoglobina, la formazione della bilirubina e le vie di eliminazione. Le biotrasformazioni: utilizzo dell eme nei citocromi P450. La famiglia dei citocromi P450, la inducibilità e le altre regolazioni. Le reazioni catalizzate. L emoglobina come molecola trasportatrice di ossigeno. I gas trasportati nel torente sanguigno e l equilibrio acido base.

14 Tecniche immunologiche avanzate Principi della Citofluorimetria a flusso. Basi biologiche dello studio dell immunofenotipo. Tecniche di marcatura cellulare. Tecniche dell analisi citofluorimetrica. Problematiche analitiche, preanalitiche, preparazione del campione, interferenze. Produzione ed interpretazione dei dati. Applicazioni clinico-diagnostiche. Automazione. Sorting cellulare. Altre applicazioni della citometria a flusso. Malattie del sangue Il Midollo osseo: anatomia, embriologia, microambiente emopoietico. Fisiologia delle cellule emopoietiche. Fattori che regolano la proliferazione delle cellule emopoietiche: stem cell factor, IL 3, eritropoietina, trombopoietina. Eritropoiesi, granulocitopoiesi, piastrinopoiesi, linfocitopoiesi. Le cellule del sangue periferico: globuli rossi, granulociti, linfociti, monociti, piastrine. Le anemie: classificazione cinetica. Approccio laboratoristico alla diagnosi di anemia. Anemie megaloblastiche: fisiologia della vit.b12 e dei folati. Anemie da carenza marziale: fisiologia del ricambio del ferro. Anemie da difettosa sintesi di emoglobina: alfa e beta talassemie. Anemie emolitiche: da difetto enzimatico (deficit di G-6 PDH), da farmaci, da autoanticorpi, malattia emolitica del neonato. Patologia da accumulo di ferro: emocromatosi primitiva e secondaria. Policitemia vera. Patologia dei globuli bianchi: leucemie acute mieloidi, leicemia mieloide cronica. Mielofibrosi idiopatica con metaplasia mieloide spleno-epatica. Patologia dei linfociti: leucemia acuta linfoblastica, leucemia linfatica cronica, leucemia a cellule capellute, linfoma di Hodgkin, Linfomi non Hodgkin. Mieloma multiplo, gammapatie monoclonali benigne. Fisiopatologia della coagulazione. Approccio laboratoristico al paziente emorragico. Patologia delle piastrine: piastrinopenie e piastrinopatie, trombocitemia. Patologia congenita della coagulazione: emofilia, malattia di Von Willebrand. Coagulazione intravascolare disseminata. Aplasia midollare. CORSO INTEGRATO DI BIOCHIMICA CLINICA Settori scientifico-disciplinari: BIO/12 Analisi biochimico cliniche, BIO/12 Biochimica clinica, MED/46 Scienze tecniche di biochimica clinica Prof.ssa Sabina Cauci Analisi biochimico cliniche Obiettivo del corso di Analisi Biochimico Cliniche è quello di fornire allo studente la conoscenza della modalità di esecuzione e dei principi di analisi dei principali parametri biochimici associati alla valutazione della funzionalità e/o delle condizioni patologiche degli organi principali. Al termine del corso lo studente deve dimostrare di conoscere le modalità di esecuzione nonché i valori di riferimento dei principali parametri biochimici impiegati per la valutazione dello stato funzionale e/o stato patologico. Elementi conoscitivi richiesti allo studente Gli elementi conoscitivi che lo studente deve possedere per la comprensione del corso di Analisi Biochimico Cliniche sono le conoscenze di chimica, biologia, biochimica e biochimica clinica del I anno di corso TLB. Principio di analisi, modalità di prelievo, conservazione del campione e intervalli di riferimento dei parametri associati a: profilo epatico:alanina aminotransferasi (ALT), aspartato aminotransferasi (AST), fosfatasi alcalina (ALP), gamma-glutamiltranspeptidasi (GGT), proteine totali, albumina, bilirubina totale e coniugata, latticodeidrogenasi (LDH), alfa1antitripsina, ceruloplasmina, alfafetoproteina, ammonio; profilo cardiaco:creatinfosfochinasi (CPK), CPK-MB, mioglobina, troponine, cenni alla proteina C reattiva, omocisteina; profilo renale: creatinina, creatininuria, clearance della creatinina, azotemia, azoto ureico, acido urico, cistatina C; profilo elettrolitico: calcio, calcio ionizzato, fosforo, sodio, potassio, cloro, magnesio;

15 profilo lipidico: colesterolo, trigliceridi, colesterolo HDL, colesterolo LDL, apolipoproteine, NEFA; profilo tiroideo: ormoni tiroidei T4, FT4, T3, FT3, T3uptake, FTI, TSH, anticorpi antitireoglobulina/perossidasi, tireoglobulina. Saranno fornite agli studenti copie dei lucidi. Testo di riferimento COVELLI, SPANDRIO, ZATTI, Medicina di Laboratorio, ed. Sorbona. Biochimica clinica Obiettivo del corso di Biochimica Clinica è quello di fornire allo studente le conoscenze necessarie per riconoscere le alterazioni biochimiche associate alle patologie degli organi principali. Al termine del corso lo studente deve dimostrare di conoscere quali parametri biochimici siano collegati alle principali funzioni e/o condizioni patologiche cellulari e/o di organo. Elementi conoscitivi richiesti allo studente Gli elementi conoscitivi che lo studente deve possedere per la comprensione del Corso di Biochimica Clinica sono le conoscenze di chimica, biologia, biochimica e biochimica clinica del I anno di corso TLB. Funzionalità epatica. Cenni sulle principali funzioni del fegato, parametri del metabolismo dei carboidrati nel fegato, formazione del pigmento biliare e processamento della bilirubina. Breve descrizione delle condizioni patologiche del fegato e definizione delle alterazioni biochimiche associate. Test di funzionalità epatica: esami di primo livello. Significato della misura ed intervalli di riferimento della bilirubina totale e frazionata; aspartato amminotransferasi (AST); alanina amminotransferasi (ALT); fosfatasi alcalina (ALP); gammaglutamiltranspeptidasi (GGT); 5 nucleotidasi (5 NT). Funzione e significato diagnostico delle proteine presenti nel siero derivate dal fegato. Significato della misura ed intervalli di riferimento della alfa 1 - antitripsina, alfa-fetoproteina (AFP), anticorpi antimitocondrio (AMA). Indicatori di colestasi. Differenze fra ittero intra- ed extra-epatico. Parametri diagnostici di epatopatia acuta e cronica, insufficienza epatica, cirrosi, e cirrosi biliare primitiva. Profilo biochimico in casi clinici di epatopatie. Malattie cardiache. Elenco dei parametri proteici ed enzimatici (incluse isoforme e isoenzimi) che sono abitualmente misurate nel siero per la valutazione delle patologie del cuore. Marcatori biochimici precoci e tardivi di infarto acuto del miocardio: mioglobina, troponine cardiache ctni, ctnt, creatin chinasi, CK-MB, latticodeidrogenasi, e miosina. Combinazioni di parametri biochimici utili per la diagnosi ed il decorso dell infarto acuto del miocardio. Marcatori di rischio di malattie cardiovascolari e di ictus: omocisteina, proteina C reattiva (CRP), significato della misura della CRP ad alta sensibilità (hscrp). Disordini del metabolismo lipidico. Classificazione delle lipoproteine. Significato della misura, intervalli di riferimento e valori di allarme del colesterolo totale, colesterolo HDL, colesterolo LDL, e dei trigliceridi. Implicazioni cliniche delle iper- e dislipidemie. Parametri associati alla formazione delle placche arteriosclerotiche. Funzionalità renale. Breve descrizione delle principali condizioni patologiche del rene e loro relazione con le alterazioni biochimiche misurabili. Marcatori di funzionalità renale. Significato della determinazione della creatinina nel siero e nelle urine, clearance della creatitina. Misura della cistatina C, e della eritropoietina. Disordini metabolici del calcio, fosforo e magnesio. Indicatori nel siero per la valutazione del metabolismo osseo. Calcio totale e calcio libero nel siero. Omeostasi del calcio, funzione e significato del dosaggio del paratormone PTH e della vitamina D. Parametri diagnostici della iper-calcemia. Iper-paratiroidismo. Ipo-calcemia. Diagnosi differenziale della ipo-calcemia. Disordini dell equilibrio del fosfato: iper- ed ipo-fosfatemia. Omestasi del magnesio. Valutazione della ipomagnesemia. Parametri di laboratorio della funzionalità tiroidea. Cenni sul metabolismo dello iodio, sintesi e meccanismi di azione degli ormoni tiroidei. Significato del dosaggio degli ormoni tiroidei totali T4, T3 ed in forma libera FT4 ed FT3 nell ipo- ed iper-tiroidismo. Significato del dosaggio dell ormone tireotropo TSH. Parametri utilizzati per lo screening neonatale di patologie tiroidee. Dosaggio degli anticorpi anti-tiroperossidasi (TPO-Ab) e anti-tireoglobulina (Tg-Ab). Parametri biochimici nella tiroidite di Hashimoto, tiroidite post-partum, tiroidite dolorosa e non, malattia di Graves, cancro tiroideo e resistenza periferica agli ormoni tiroidei. Lezioni accademiche. G. FEDERICI, P. CIPRIANI, C. CORTESE, A. FUSCO, P. IALONGO, C. DILANI, Medicina di Laboratorio, II ed., McGraw-Hill, 2003.

16 Scienze tecniche di biochimica clinca Obiettivo del corso di Tecniche di Biochimica Clinica è quello di fornire allo studente le conoscenze necessarie per praticare e valutare alcune tecniche per il riconoscimento di specifiche alterazioni biochimiche associate alle patologie degli organi principali. Elementi conoscitivi richiesti allo studente Gli elementi conoscitivi che lo studente deve possedere per la comprensione del Corso di Biochimica Clinica sono le conoscenze di chimica, biologia, biochimica e biochimica clinica del I anno di corso TLB. Tecniche di separazione cromatografiche ed elettroforetiche; generalità e panorama delle principali applicazioni, con particolare attenzione ad HPLC ed elettroforesi capillare. L applicazione delle tecniche suddette alla separazione delle proteine sieriche ed il loro valore diagnostico costituisce l esemplificazione di approfondimento. Metabolismo glucidico: determinanti di ipo/iperglicemia. Meccanismi di glicazione proteica e metodi analitici di rilevazione. HbA1c: tecniche di determinazione e significato clinico. Peptidi Natriuretici Cardiaci: biochimica; fisiologia, metodi analitici ed uso clinico di BNP e NT-proBNP Sedimento urinario: fisiopatologia; tecniche microscopiche ed automatizzate di riconoscimento dei sedimenti organizzati; morfologia in rapporto alle principali patologie. Lezioni accademiche. Saranno fornite agli studenti copie delle diapositive e di altro materiale bibliografico selezionato.

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