Tribunale di Verona, 28 marzo 2008, ordinanza(1)

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Tribunale di Verona, 28 marzo 2008, ordinanza(1)"

Transcript

1 Tribunale di Verona, 28 marzo 2008, ordinanza(1) Il Giudice, sciogliendo la riserva, osservato che si ha riguardo ad istanza ex art. 675 c.p.c. di inefficacia di sequestro conservativo emesso in corso di causa societaria e, più precisamente durante la fase dei c.d. scambi; ritenuta la pendenza della lite di merito e osservato che ancora non vi è stata pronuncia del Collegio sul reclamo interposto da Caio avverso il predetto sequestro; che, dunque, l istanza odierna colpisce necessariamente la cautela emessa dallo scrivente, l unica allo stato esistente; ritenuto che la lettura coordinata dell art. 669-novies c.p.c. propone, come questione del tutto preliminare, quella della verifica del presupposto processuale di capacità dell odierno giudicante, tenuto conto per le caratteristiche speciali del giudizio societario pendente dell attuale assenza di un giudice designato alla trattazione del merito, non essendovi ancora stata la designazione di cui all art. 12 d.lgs. 5/2003; osservato, ancora, che l art. 669-novies c.p.c. non disciplina espressamente il caso in esame, avendosi qui riguardo si a contestazione dell eccepita inefficacia del provvedimento cautelare, e tuttavia all interno della causa di merito ancora positivamente radicata e pendente; che neppure giova alla definizione della questione l art. 669-decies, comma 1, c.p.c. in tema di revoca della cautela da parte del giudice istruttore della causa del merito, non essendovi nel processo societario detta figura né essendo ancora stato nominato il giudice relatore ex art. 12 d.lgs. 5/2003; che, dunque, non appare innanzitutto idoneo a risolvere la questione preliminare esposta il comma 2 dell art. 669-novies lì dove individua la competenza a provvedere sull istanza di inefficacia il giudice che ha emesso il provvedimento, sul diverso presupposto della mancata proposizione del giudizio di merito ovvero della sua estinzione; che, di contro, utili indicazioni giungono dal comma 3 dell art. 669-novies c.p.c., relativo ad ipotesi di vizi invalidanti (mancata prestazione della cauzione ex art. 669-undecies c.p.c. ovvero declaratoria con sentenza dell inesistenza del diritto di garanzia del quale la misura era stata concessa) inerenti - come nel caso non al processo ma alla cautela stessa; che, del resto, la soluzione prescelta trova positivo conforto proprio nell art. 24, comma 4, dlgs. 5/2003 che parrebbe omogeneizzare la trattazione di tutte le ipotesi di inefficacia della cautela verificatesi in pendenza di lite secondo il rito del comma 3 dell art. 669-novies c.p.c.; osservato così che il comma in questione individua alternativamente la competenza del giudice del merito che ha emesso la sentenza di rigetto della domanda cautelata ovvero in mancanza del giudice che ha emesso la cautela contestata; che, pertanto, non essendosi ancora giunti alla sentenza nella causa di merito di che trattasi, deve ritenersi la competenza residuale dell odierno giudicante - quale giudice che emise la cautela a pronunciare sull istanza con semplice ordinanza, pur in presenza come nel caso di contestazioni; ritenuta la fondatezza dell addotta inefficacia del sequestro conservativo nei confronti di Caio ex art. 675 c.p.c. per radicale mancata esecuzione della misura concessa contro il medesimo; 29

2 osservato che non vi è motivo di ritenere abrogato per regolamento dell intera materia ovvero per incompatibilità il disposto sanzionatorio dell art. 675 c.p.c., la cui specialità non risulta lambita dalla riforma del rito cautelare unificato di cui gli artt. 669-bis ss. c.p.c. e la cui ratio (volta chiaramente a non mantenere a tempo indeterminato il sequestrato sotto minaccia di sequestro) è ancora della massima attualità, ponendosi essa su di un piano diverso e distinto da quello dell inefficacia per mancata instaurazione del giudizio di merito volto ad accertare la fondatezza del diritto soggettivo sottostante. P.Q.M dichiara l inefficacia ex art. 675 c.p.c. del sequestro concesso contro Caio. (1)Inefficacia del sequestro concesso nel corso di giudizio societario per mancata esecuzione nel termine perentorio ex art. 675 c.p.c. SOMMARIO: 1. Premessa. 2. Profili problematici dell art. 675 c.p.c. rispetto al procedimento cautelare uniforme di cui alla novella del Individuazione del giudice competente a pronunciare l inefficacia ex art. 675 c.p.c. nel rito societario e relativo procedimento. 4. Cenni sulle questioni di illegittimità costituzionale dell art. 675 c.p.c. 1. L ordinanza del Tribunale di Verona in commento, pronunciatasi sull inefficacia di un sequestro conservativo concesso nel corso di un giudizio societario per sua mancata esecuzione entro il termine perentorio di trenta giorni offre alcuni interessanti spunti di riflessione, sia con riferimento alla perdurante vigenza nel nostro ordinamento dell art. 675 c.p.c. questione che, peraltro, presenta aspetti alquanto controversi, esaurientemente trattati dalla dottrina sia in tema di giudice competente per la decisione su cause estintive della cautela concessa in corso di causa nel rito societario, sia infine circa il procedimento applicabile alla declaratoria di inefficacia del sequestro per sua mancata tempestiva esecuzione. Da ultimo verranno affrontati brevemente alcuni dubbi di legittimità costituzionale che la norma manifesta. 2. Punto di partenza della nostra indagine è l art. 675 c.p.c. che così recita testualmente il provvedimento che autorizza il sequestro perde efficacia, se non è eseguito entro il termine di trenta giorni dalla pronuncia. Il codice di rito prevede quindi una causa speciale di inefficacia, riferita esclusivamente al provvedimento di sequestro cautelare 1, di cui può senz altro affermarsi la peculiarità: non esiste infatti nel nostro ordinamento altra causa speciale di inefficacia di un provvedimento cautelare, né per il sequestro, né per altre cautele. 1 Sul sequestro cautelare in generale V. ANDRIOLI, Del sequestro conservativo, in AA.VV., Commentario Scialoja, Branca, Tutela dei diritti, Libro IV, Bologna-Roma, 1959, p. 272 ss.; CANTILLO, SANTANGELI, Il sequestro nel processo civile, Milano, 2003; SCAGLIONI, Il sequestro nel processo civile, Milano, 1941; CONIGLIO, Il sequestro giudiziario e conservativo, Milano, 1949; PROTETTI, Il sequestro civile (rassegna di giurisprudenza e dottrina), Napoli, 1982; FERRI, Sequestro, in Dig. disc. priv. sez. civ., XVIII, Torino, 1998, p. 460 ss.; COSTA, Sequestro conservativo, in Noviss. Dig. it., XVII, Torino, 1970, p. 44 ss.; FORTINO, Sequestro conservativo e convenzionale, in Enc. dir., XLII, Milano, 1990, p. 58 ss.; POTOTSCHNIG, Il sequestro conservativo, in Il nuovo processo cautelare, TARZIA (a cura di), Padova, 1993, p. 1 ss.; CONTE, Il sequestro conservativo nel processo civile, Torino,

3 Le cause di inefficacia dei provvedimenti cautelari sono invece elencate all art. 669-novies c.p.c. 2 e sono riferibili indistintamente a tutti i provvedimenti cautelari. Come è noto, infatti, la disciplina dei procedimenti cautelari civili è stata radicalmente modificata ed uniformata con la L. 26 novembre 1990 n. 353, che ha sostituito al previgente sistema, caratterizzato da discipline autonome per ogni singolo procedimento, una nuova disciplina uniforme 3 che regola il rito cautelare dalla sua instaurazione alla sua esecuzione 4 e sino alle sue vicende estintive, e che deve coordinarsi con le disposizioni normative dedicate alle peculiarità delle singole cautele. Proprio in ragione di tale nuovo procedimento cautelare uniforme, alcune norme codicistiche sono state abrogate dalla novella di cui sopra in quanto ritenute incompatibili con il nuovo sistema. Si pensi ad esempio agli artt. 673 e 674 c.p.c. che regolavano il procedimento per sequestro rispettivamente anteriore alla causa ed in corso di causa. Poiché, invece, l art. 675 c.p.c. non fu espunto dal codice è necessario verificare se ciò costituì una espressa volontà del legislatore oppure una sua dimenticanza. Supponendo che tale sopravvivenza corrisponda ad una precisa intenzionalità del legislatore della riforma, viene però da chiedersi se tale norma sia dotata ancora di una sua funzione all interno del sistema dei procedimenti per sequestro. A tal fine è necessario verificare la ratio dell art. 675 c.p.c. nel quadro del sistema previgente, per rendersi conto che la stessa era molto più chiara e coerente con il vecchio contesto dell istituto. Infatti, prima della riforma del 1990, il sequestro richiesto ante causam, ex art. 672 c.p.c., ora abrogato, era sempre concesso inaudita altera parte, cosicché il sequestrante doveva notificare il provvedimento entro quindici giorni dal primo atto esecutivo, promuovendo, al tempo stesso, il giudizio di convalida e di merito. La previsione di un termine perentorio per il compimento degli atti esecutivi del sequestro, ex art. 675 c.p.c., aveva pertanto un ruolo determinante nel passaggio alla successiva fase di convalida e di cognizione, ove si andava a costituire un valido contraddittorio tra sequestrante e sequestrato. Nella normativa previgente, quindi, la fissazione del termine di trenta giorni per l avvio della esecuzione era essenziale per poter accedere, nei quindici giorni successivi al primo atto esecutivo, alla fase di accertamento in ordine alla fondatezza o meno della misura 2 In particolare l art. 669-novies prevede che qualora il procedimento di merito non sia iniziato nel termine perentorio di cui all'articolo 669-octies, ovvero se successivamente al suo inizio si estingue, il provvedimento cautelare perde la sua efficacia. Il provvedimento cautelare perde, altresì, efficacia se non è stata versata la cauzione di cui all'articolo 669-undecies, ovvero se con sentenza, anche non passata in giudicato, è dichiarato inesistente il diritto a cautela del quale era stato concesso. Infine, nel caso in cui la causa di merito sia devoluta alla giurisdizione di un giudice straniero o ad arbitrato italiano o estero, il provvedimento cautelare perde efficacia: 1) se la parte che l'aveva richiesto non presenta domanda di esecutorietà in Italia della sentenza straniera o del lodo arbitrale entro i termini eventualmente previsti a pena di decadenza dalla legge o dalle convenzioni internazionali; 2) se sono pronunciati sentenza straniera, anche non passata in giudicato, o lodo arbitrale che dichiarino inesistente il diritto per il quale il provvedimento era stato concesso. Per la dichiarazione di inefficacia del provvedimento cautelare e per le disposizioni di ripristino si applica il secondo comma del presente articolo. 3 Sul procedimento cautelare uniforme V. SALVANESCHI, Il nuovo processo cautelare, TARZIA (a cura di), Padova, 1993; RECCHIONI, Il processo cautelare uniforme, I procedimenti speciali e sommari, II, Torino, 2005; CECCHELLA, Il processo cautelare, Commentario, Torino, 1997; CONSOLO, Il nuovo processo cautelare. Problemi e casi, Torino, 1998; FRUS, Le riforme del processo civile, CHIARLONI (a cura di), Bologna, In particolare con la L. 26 novembre 1990 n. 353, ha introdotto gli artt. 669-bis 669-quaterdecies c.p.c. 31

4 cautelare concessa. In tal modo il legislatore aveva scongiurato l eventualità che il sequestrato rimanesse in balia dell arbitrio del sequestrante per un tempo indefinito, garantendo l instaurazione, nel più breve tempo possibile, del contraddittorio al fine di consentire al sequestrato di poter svolgere le proprie difese. Ma il sistema normativo attuale, che ha fatto della preventiva instaurazione del contraddittorio una regola generale per tutti i procedimenti cautelari, ha istituito delle forme di tutela ben più vantaggiose rispetto alla previsione di inefficacia di cui si discute, a garanzia della parte più debole del giudizio a cognizione sommaria. Oggi, infatti, è il Giudice della cautela che fissa l udienza di comparizione delle parti nel caso solo eventuale di sequestro concesso con decreto inaudita altera parte - art. 669-sexies - garantendo l instaurazione del contraddittorio 5. Sulla scorta di tali osservazioni, la prevalente dottrina e giurisprudenza affermano che l art. 675 c.p.c. avrebbe attualmente la funzione di assicurare che il soggetto passivo del sequestro non rimanga esposto alla misura restrittiva cautelare per un tempo indefinito, imponendo al sequestrante di eseguirla nel termine perentorio di trenta giorni 6. Al riguardo, tuttavia, non sono mancate e non mancano tutt ora delle voci contrastanti in dottrina, che si sono domandate se la ratio attribuita alla norma di cui si discute dopo la riforma del 1990 sia effettiva o solamente un ipotesi volta a cercare di dare un senso ad una norma vecchia e ormai fuori luogo 7. Basti infatti pensare che secondo orientamento costante della giurisprudenza è sufficiente, per non incorrere nella perenzione del provvedimento cautelare, semplicemente dare inizio agli atti esecutivi del sequestro, e non anche portarli a compimento 8. Tale situazione, però, non offre al soggetto sequestrato la certezza che la fase esecutiva del sequestro si compia nei trenta giorni stabiliti dalla legge. Quindi, da un lato la norma fissa il dies a quo per avviare la fase esecutiva del sequestro, e dall altro fissa un dies ad quem per individuare non tanto l esaurimento della fase esecutiva del sequestro ma per sanzionare l efficacia del provvedimento. A ben guardare, quindi, nessuna particolare tutela è offerta al sequestrato per garantirgli che la fase di esecuzione del 5 L art. 669-sexies c.p.c. prevede infatti che qualora la convocazione della controparte possa pregiudicare l'attuazione del provvedimento, il giudice provvede con decreto motivato, assunte ove occorra sommarie informazioni. In tal caso egli fissa, con lo stesso decreto, l'udienza di comparizione delle parti davanti a sé entro un termine non superiore a quindici giorni assegnando all'istante un termine perentorio non superiore a otto giorni per la notificazione del ricorso e del decreto. A tale udienza il giudice, con ordinanza, conferma, modifica o revoca i provvedimenti emanati con decreto. 6 Cfr. CASSANO, Il sequestro conservativo alla luce del nuovo processo cautelare uniforme, Relazione all incontro del CSM La tutela sommaria cautelare, Frascati marzo Cfr. FARINA, L inefficacia del sequestro per mancata esecuzione fra abrogazione tacita e problemi applicativi, in Giur. mer., 2004, p. 485 ss. il quale sostiene che le tutele offerte al soggetto passivo delle misura cautelare anticipatoria dalla riforma del 1990 ha fatto venire meno ogni ragione per mantenere in vita una norma che anzi si atteggia come sanzionatoria per il creditore. 8 Così Cass. civ., sez. II, 14 aprile 1999, n. 3679, in Giust. civ. Mass., 1999, p. 847 ha statuito che al fine di evitare l inefficacia del sequestro sancita dall art. 675 c.p.c. è sufficiente dare inizio all esecuzione entro il termine di trenta giorni e ciò anche se l esito sia infruttuoso e venga quindi redatto un verbale negativo di sequestro, restando sempre ferma la possibilità di compiere successivamente ulteriori atti di esecuzione, volti a realizzare appieno la cautela. In modo conforme V. anche Cass. civ., sez. I, 29 novembre 1993, n , in Corr. giur., 1994, p. 746 con nota di GUARNIERI, Esecuzione del sequestro e giudizio di convalida. In dottrina Cfr. VERDE, Il sequestro nel diritto processuale civile, Padova, 2006, pp. 538 ss. che riporta altresì l orientamento secondo cui anche il solo compimento dell atto esecutivo infruttuoso, se avvenuto entro trenta giorni, è valido ed efficace ad evitare la perenzione del provvedimento. 32

5 sequestro si esaurisca in un predeterminato periodo di tempo, nonostante l inizio della fase esecutiva debba cadere entro il termine dei trenta giorni. Il sequestrato, pertanto, rimane a tutti gli effetti sottoposto per un tempo indefinito alla misura restrittiva, una volta avviata la sua esecuzione. Ci si è anche domandato quale pregiudizio fattuale possa derivare al sequestrato dalla mancata concretizzazione di un vincolo sui propri beni entro un termine perentorio 9. Se quindi, stando all orientamento giurisprudenziale prevalente, all ordinamento non interessa quando deve concludersi la fase di esecuzione del sequestro, per dare certezza alla nuova situazione giuridica, sembra coerente pensare che nemmeno dovrebbe interessare se il provvedimento di sequestro viene o meno eseguito entro il termine perentorio di cui sopra, dato che il Giudice, con la fissazione dell udienza per l instaurazione del contraddittorio tra le parti, ha già predisposto la massima garanzia offerta dalla legge al sequestrato. Sotto un profilo di interpretazione sistematica, non dovrebbe più potersi accreditare all art. 675 c.p.c. alcuna nuova chiave di lettura dopo la riforma del 1990, in virtù delle modalità di tutela previste dalla più recente e più omogenea normativa e dopo il superamento, per effetto della riforma del 1990, della fase di convalida del sequestro. Alla luce di quanto sinora esposto si potrebbe anche concludere che la norma in questione, ormai priva di ratio, sia stata tacitamente superata e quindi abrogata dall intervento riformatore del 1990, in assenza di coordinamento con gli artt. 669-bis ss. c.p.c. ed alla luce delle già sufficienti garanzie in essi contenute 10. Trattasi comunque di una tesi che, per quanto convincente, rimane minoritaria nel panorama dottrinale, e sino ad ora non è stata mai esaminata dalla giurisprudenza, che continua al contrario a seguire l opinione prevalente 11, nonostante la stessa presenti non poche contraddizioni per le ragioni sopra esaminate. Senz altro l ordinanza in commento coglie un aspetto non ancora sviluppato, ove implicitamente cerca di salvare l art. 675 c.p.c. dai rischi di incoerenza con il sistema e quindi di una sua possibile abrogazione tacita. Il giudice veronese, infatti, sembra voler affermare che l innegabile carattere di specialità della norma - la quale avrebbe contenuto sanzionatorio - rispetto ad altre cause di inefficacia di misure cautelari non fa venir meno l attualità della sua ratio, da identificare non tanto nell offerta al destinatario della misura cautelare di una tutela di carattere temporale 12, quanto nella necessità che il sequestrato non sia mantenuto a tempo indeterminato sotto minaccia di sequestro - per utilizzare le parole del giudice. Questa soluzione è certamente dotata di una logica, ma non sembra fornire una risposta adeguata all interrogativo: perché per i destinatari del sequestro è prevista questa forma 9 Cfr. VERDE, Il sequestro nel processo civile, Padova, 2003, p Il tema è stato diffusamente e compiutamente trattato da DE CRISTOFARO, La consulta fa salvo un frammento della vecchia disciplina procedimentale dei sequestri, nota a Corte Cost., 13 giugno 1995, n. 237, in Resp. civ. prev., 1995, p. 896 ss., e BRUNELLI, Note sull esecuzione del sequestro, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1997, p. 119 ss. 11 Nonostante i problemi applicativi, la dottrina prevalente ritiene, infatti, che l art. 675 c.p.c. sia tutt ora in vigore. In tal senso V. MANDRIOLI, Corso di diritto processuale civile, IV, Torino, 2006, p. 261, spec. nota 21; SANTULLI, Sequestro. I) Sequestro giudiziario e conservativo (dir. proc. civ.), Enc. giur., VIII, Roma, 1991, p. 21 ss.; MONTESANO, ARIETA, Diritto processuale civile, III, Torino, 1999, p. 291; CONTE, Il sequestro conservativo tra competenza del giudice delegato e termine ex art. 675 c.p.c.(anche nel caso di condebitori solidali), in Giur. it., 1999, p. 1205; VULLO, L attuazione dei provvedimenti cautelari, Torino, 2001, p Si è infatti visto che l art. 675 c.p.c. sanziona con l inefficacia il sequestro che non viene iniziato entro trenta giorni ma non quello che, nello stesso termine, seppur iniziato non è ancora concluso. 33

6 di tutela aggiuntiva, e non anche per chi è sottoposto ad altre misure di carattere strumentale o sommario? La sopravvivenza dell art. 675 c.p.c pone, di fatto, il sequestrante, in una posizione decisamente deteriore rispetto a chi abbia richiesto una qualsiasi altra misura cautelare, al punto che si potrebbe come è stato autorevolmente proposto in dottrina 13 considerarne l incompatibilità con gli articoli 3 e 24 Cost. 3. Altro tema di interesse sul quale l ordinanza in commento si è pronunciata è quello dell individuazione del giudice competente a decidere la questione di inefficacia ex art 675 c.p.c., nonché del procedimento da seguire per giungere a siffatta declaratoria. Si consideri innanzitutto che il dato normativo manca di chiarezza e di certo non aiuta lo scioglimento dei dubbi su quale sia il giudice competente a pronunciarsi sull inefficacia di un provvedimento cautelare. L art. 669-novies c.p.c. al comma 2 disciplina il procedimento per la declaratoria di inefficacia della misura cautelare nelle ipotesi di mancata instaurazione della causa di merito nel termine perentorio di 60 giorni e di estinzione della causa di merito dopo il suo inizio. L inefficacia qui sarà dichiarata con ordinanza dal giudice che ha emesso il provvedimento se non vi sono contestazioni, diversamente la declaratoria in oggetto sarà pronunciata con sentenza dall ufficio giudiziario a cui il giudice che ha emesso la cautela appartiene. Il comma terzo dell art. 669-novies c.p.c., invece, stabilisce che l inefficacia della misura cautelare per mancato versamento dell eventuale cauzione disposta dal giudice o per dichiarata inesistenza del diritto a tutela del quale la cautela era stata concessa sia pronunciata con ordinanza dal giudice che ha emesso il provvedimento. Nulla si dice in merito all ipotesi di inefficacia che ci interessa. La costante giurisprudenza di merito 14 ritiene che l art. 669-novies c.p.c. non vada applicato alle sole cause di inefficacia in esso previste ma costituisca una norma di carattere generale, applicabile quindi anche all inefficacia di cui all art. 675 c.p.c. Tuttavia, non viene precisato se andrà applicata la procedura di cui al secondo comma dell art. 669-novies c.p.c. o quella disciplinata dal successivo comma 3. Bisogna osservare, peraltro, che solo per le due ipotesi di inefficacia di cui al primo comma è contemplata un eventuale fase di contestazione che si conclude con sentenza. Quanto poi al giudice competente, dall art. 669-novies c.p.c. la dottrina maggioritaria 15 trae il principio generale secondo cui il giudice che ha emesso la cautela sarà poi competente anche a pronunciarsi sull accertamento delle cause di inefficacia della stessa. Il ricorso dovrebbe essere, perciò, indirizzato al medesimo magistrato che ha emesso il provvedimento, o comunque rimanere ferma la designazione originaria Vedi in proposito DE CRISTOFARO, op.cit., p. 900 ss. 14 V. tra le altre Trib. Verona ord., 19 giugno 2003 in Giur. it., 2003, p. 2067; Trib. Roma, 23 marzo 2007, in Corr. mer., 2007, p. 841; Trib. Ivrea, 8 settembre 2004, in Giur. mer., 2005, p. 55; Trib. Torre Annunziata, 17 marzo 2004, in Giur. mer., 2004, p. 1995; Trib. Reggio Calabria, 8 agosto 2003, in Giur. mer., 2004, p. 483 con nota di FARINA, L inefficacia del sequestro per mancata esecuzione fra abrogazione tacita e problemi applicativi. 15 PICARDI (a cura di), Codice di Procedura Civile commentato, Milano, 1994; PROTO PISANI, Procedimenti Cautelari, Roma, 1991, p. 24; VACCARELLA, CAPPONI, CECCHELLA, in Processo Civile dopo le riforme, Napoli, 1992, p Così MERLIN, in TARZIA, CIPRIANI, Provvedimenti urgenti per il processo civile, in Commentario n.l.c., 1992, p

7 La giurisprudenza di merito 17 si è però posizionata anche su orientamenti differenti, affermando che la declaratoria di inefficacia vada pronunciata dal giudice della causa di merito nel frattempo introdotta anche qualora il provvedimento cautelare sia stato reso ante causam. Da questo punto di vista il procedimento da seguire per la declaratoria di inefficacia della misura cautelare, quando sorgano contestazioni fra le parti, ha sempre la struttura e le caratteristiche di un giudizio ordinario di cognizione 18. Una menzione merita anche l orientamento 19 secondo cui, nella pendenza del provvedimento di reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c., competente a dichiarare l inefficacia del provvedimento autorizzativo del sequestro sarebbe, per ragioni di economia processuale, il giudice del reclamo stesso. In dottrina viene sostenuta tale soluzione considerando che il giudice del reclamo nell esaminare il provvedimento cautelare impugnato, ben dovrà interrogarsi preliminarmente sulla sua validità o sulla sua efficacia, pena l inutilità di tutto il procedimento instaurato davanti a lui 20. La questione poi si complica nel rito societario 21, specialmente nella fase che la dottrina chiama degli scambi, ovverosia la fase antecedente la fissazione dell udienza di discussione di cui all art. 12 D.lgs. 5 del 17 gennaio In tale fase, invero, l art. 24 D.lgs. n. 5/2003 prevede che in seguito alla proposizione di una domanda cautelare 23 in corso di causa il presidente dell ufficio giudiziario competente nomini senza indugio un magistrato al quale venga affidata la trattazione del procedimento 24. Ciò perché non esiste ancora un magistrato designato per la trattazione 17 Trib. Trani, 30 settembre 1996, in Giur. it., 1997, p. 150 ss., con nota di CARRATTA, A proposito dell onere di prendere posizione ; Trib. Verona, 4 agosto 2001, in Giur. mer., 2002, p Così Trib. Trani, 30 settembre 1996, cit. 19 Cfr. Trib. Cagliari, 6 ottobre 1997, in Riv. giur. Sarda, 1998, p Così LOTTI, Il Reclamo, Milano, 2002, p Si evidenzia che a seguito della L. 18 giugno 2009, n. 69 in G.U. 19 giugno 2009, n. 140, in vigore a decorrere dal 04 luglio 2009, il rito societario è stato abrogato. In particolare sono stati abrogati gli articoli da 1 a 33, 41, comma 1, e 42 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5. Gli articoli da 1 a 33, 41, comma 1, e 42 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, continuano ad applicarsi alle controversie pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge. 22 Peraltro, fin dai primi commenti alla disciplina dei processi in materia societaria è stata messa in rilievo la mancanza di raccordo tra l art. 23, che regola le misure cautelari richieste ante causam, ed il successivo art. 24 relativo invece alle cautele in corso di causa. Solo la prima delle due norme, infatti, compie un espresso richiamo alla disciplina codicistica di cui agli artt. 669-bis e seguenti c.p.c. per quanto non espressamente derogato V. CARPI, COLESANTI, TARUFFO, Commentario breve al Codice di Procedura civile e alle disposizioni sul processo societario, Padova, 2006, sub art. 24 D. Lgs. n. 5/2003. Tuttavia, l ostacolo è stato agevolmente aggirato dalla maggioranza degli Autori considerando alcune disposizioni dell art. 23 come aventi portata generale e quindi applicabili a tutte le domande cautelari nel rito societario, a prescindere dal momento in cui sono presentate. Cfr. RUBINO, in La riforma del diritto societario. I procedimenti, LO CASCIO (a cura di), Milano, 2003, sub art. 24, p. 270 ss.; BESSO, CANAVESE, Il nuovo processo societario, CHIARLONI (a cura di), Bologna, 2004, sub art. 24, p. 732; DALMOTTO, Il nuovo diritto societario, COTTINO, BONFANTE, CAGNASSO E MONTALENTI (a cura di), Bologna, 2004, sub artt , p In tema di tutela cautelare nel rito societario V. DE MATTEIS, Il procedimento cautelare in materia commerciale, in Riv. dir. proc., 2006, p. 903 ss.; COSTANTINO, Il nuovo processo commerciale: la tutela cautelare, in Riv. dir. proc., 2003, p. 651 ss.; TISCINI, I nova del procedimento cautelare societario: la c.d. strumentalità attenuata e il c.d. giudizio abbreviato, in Giur. it., 2004, p ss. 24 Che, si ritiene, sarà il medesimo a comporre il collegio giudicante dopo la fissazione dell udienza di discussione. Cfr. CRISTIANO, I nuovi procedimenti in materia di diritto societario (Il procedimento cautelare delineato dagli art. 23 e 24 del D. Lgs. n. 5 del 2003) in Giur. mer., 2004, p ss.; secondo ARIETA, DE SANTIS, Commentario dei processi societari, Torino, 2004, sub art. 24, p. 733, ragioni di economia processuale, derivanti dalla pregressa conoscenza del giudizio da parte del giudice della cautela e l assenza di alcuna incompatibilità endopocessuale fanno propendere per la coincidenza tra le due figure. 35

8 del merito della controversia. E già da sola questa disposizione mal si concilia con il Codice di rito - art. 669-quater c.p.c. -, che concentra nel giudice competente per il merito della causa anche l autorità destinata a decidere sulla domanda cautelare proposta in corso di causa. Il Tribunale di Verona giunge ad affermare la competenza a dichiarare l inefficacia ex art. 675 c.p.c. del giudice che ha disposto la cautela, seguendo tale iter argomentativo: l art. 669-novies c.p.c., che disciplina le ipotesi di inefficacia del provvedimento cautelare ed il relativo procedimento, è norma di natura paradigmatica, utilizzabile anche per risolvere questioni analoghe sempre attinenti alla persistente efficacia della misura cautelare, e pertanto applicabile anche all ipotesi di inefficacia ex art. 675 c.p.c. Non appare, tuttavia, applicabile la norma di cui all art. 669-novies, comma 2, c.p.c. la quale individua il giudice competente a provvedere sull inefficacia della cautela per mancata proposizione del giudizio di merito o di estinzione dello stesso, trattandosi di ipotesi differenti. Possono invece essere tratte utili indicazioni dal comma terzo della norma testé richiamata, che riguarda vizi invalidanti inerenti non al processo di merito ma alla cautela stessa 25. E poiché in queste ultime ipotesi la competenza a pronunciarsi sull inefficacia è attribuita al giudice del merito o, in mancanza, al giudice che ha emesso la cautela, non rimane che attribuire la questione di inefficacia per mancata esecuzione del sequestro ex art. 675 c.p.c. all unico giudice sino ad ora nominato nel corso del procedimento di merito, ovvero il giudice designato ai sensi dell art. 24 D.lgs. 5/2003 a pronunciarsi sulla domanda cautelare. Va da sé, quindi, che il giudice che ha emesso la cautela dovrà pronunciarsi con ordinanza, e non con sentenza, anche per dichiarare l inefficacia del sequestro ai sensi dell art. 675 c.p.c. Invero l art. 669-novies, commi 1 e 2, c.p.c. non è applicabile in via analogica ad ipotesi di vizi invalidanti che non ineriscono al processo di merito bensì alla cautela stessa, e pertanto tali ipotesi di inefficacia non possono essere decise con sentenza ma solo con una ordinanza. La scelta dell ordinanza in luogo della sentenza appare coerente con il carattere di strumentalità proprio del sequestro in corso di causa. Si consideri, infatti, che il provvedimento cautelare è concesso rebus sic stantibus, ossia sulla base, oltre dell esistenza del fumus, di una situazione di periculum esistente in un preciso momento temporale, ma che può naturalmente venir meno. Le parti possono infatti, in un momento successivo all emanazione della misura cautelare, chiedere che il provvedimento sia modificato o revocato. Va poi ricordato che la declaratoria di inefficacia del sequestro non ne precluderebbe la riproposizione e concessione, in aperta contraddizione con il carattere di definitività di una sentenza, qual è il provvedimento di cui all art. 669-novies, commi 1 e 2, c.p.c. L ulteriore conferma dell inadeguatezza di una sentenza in luogo di un ordinanza risiede, a ben vedere, nel fatto che i due soli casi per i quali trova espressa applicazione la procedura ex art 669-novies, commi 1 e 2, c.p.c. sono ipotesi in cui il Giudice deve decidere, in caso di contestazione, su questioni quali l effettiva tardività dell introduzione del giudizio di merito o l accertamento della sua sopravvenuta estinzione - da cui dipende la stessa persistenza/esistenza o meno del giudizio di merito. 25 Nello specifico, si tratta della mancata prestazione della cauzione disposta dal giudice e della declaratoria di inesistenza del diritto a cautela del quale il provvedimento era stato concesso. 36

9 Da qui, pertanto, la giustificata esigenza, od opportunità, di un procedimento che termini non con ordinanza ma con sentenza. Si noti peraltro che nelle suddette ipotesi - mancata instaurazione del procedimento di merito, estinzione del medesimo - non può nemmeno configurarsi la pendenza di un giudizio di merito idoneo a concludersi in maniera definitiva con una sentenza, e che pertanto non si pone nemmeno il problema di una possibile influenza del giudicato sulla questione di inefficacia rispetto al giudicato sul merito della vicenda, problema che invece si porrebbe se si pretendesse di definire con sentenza una questione di inefficacia in pendenza del giudizio di merito. Il dato letterale della norma, che delimita l applicazione del procedimento de quo ai soli due casi citati, trova quindi corrispondenza nella ratio normativa 26, che non estende la decisione con sentenza a quelle cause di inefficacia che non spiegano alcun effetto estintivo sul giudizio di merito già in corso 27. La giurisprudenza di merito 28 ha rilevato, inoltre, che la nomina di un giudice che debba appositamente decidere una questione di inefficacia del sequestro con sentenza non è necessaria ogni qualvolta non sia ancora concluso il procedimento cautelare ovvero sia stato già iniziato il giudizio di merito. In entrambe le situazioni, infatti, il giudice che deve pronunciarsi sul merito o sulla cautela è competente a conoscere di tutti i profili del provvedimento cautelare concesso. 4. Un ultimo aspetto merita di essere sottolineato, nonostante il provvedimento commentato l abbia scansato affermandone l irrilevanza per la decisione in questione. Nelle more dell esecuzione del provvedimento, come è noto, è data facoltà al sequestrato, ai sensi dell art. 669-terdecies c.p.c., di proporre reclamo 29 al collegio entro il breve termine di dieci giorni dalla sua comunicazione di cui all art. 23, comma 5, D.lgs 5 del 17 gennaio Nella prassi, tuttavia, accadrà sovente che il termine assegnato dall art. 675 c.p.c. al ricorrente venga naturalmente ristretto a soli venti giorni ove, per ovvie ragioni di prudenza, il ricorrente attenda il decorso del termine per reclamare prima di dare esecuzione al sequestro. Termine questo che pone non pochi ostacoli allorché si vada a porre in esecuzione, ad esempio, un sequestro all estero. Per limitarsi a quanto avviene in territorio comunitario, si consideri che per il riconoscimento e l esecuzione in un Paese dell Unione Europea di un provvedimento cautelare emesso da un autorità giudiziaria di altro Paese membro devono essere rispettate una serie di formalità previste dal Regolamento CE 44/2001, si parla della c.d. procedura di exequatur. In particolare: a) proposizione dell istanza al giudice competente 26 Cfr. Trib. Ivrea, 8 settembre 2004, in D.&G., 2004, p. 46 ss., con nota di DI MARZIO. 27 V. PICARDI (a cura di), Codice di Proc. civile commentato, Milano, 1994, p. 1689, ove tra i casi in cui la causa di inefficacia si produca senza determinare l estinzione del giudizio si contempla la mancata esecuzione del sequestro entro il termine di trenta giorni ex art. 675 c.p.c., ed ancora l ipotesi di mancato versamento della cauzione. 28 Trib. di Palmi, 9 luglio 1998, in Giur. it., 1999, p. 1212, con nota di GENNARI, Arbitrato internazionale, arbitrato estero, competenza del giudice cautelare in presenza di una clausola compromissoria per «arbitrato estero» e altre questioni sul nuovo processo cautelare. 29 Sul reclamo in generale V. CORSINI, Il reclamo cautelare, Torino, 2002, passim. 30 Si tratta di una peculiarità del rito societario rispetto al termine di quindici giorni previsto dall art terdecies c.p.c. previsto per il processo cautelare uniforme. 37

10 nello Stato richiesto; b) copia della decisione che presenti tutte le condizioni di autenticità, inclusa traduzione asseverata nella lingua dello Stato richiesto (art. 53); c) attestato rilasciato dal giudice o autorità competente in conformità al formulario di cui all allegato V del Regolamento (art. 54). Il rispetto del breve termine previsto dall art. 675 c.p.c. (trenta/venti giorni) verrebbe facilmente vanificato dalla necessità di assolvere alle suindicate formalità, per facilmente comprensibili ragioni legate al funzionamento delle procedure amministrative richieste. Basti pensare come possa essere operazione non esauribile in breve tempo la traduzione in altra lingua - e la sua asseverazione - di un ordinanza di sequestro. Non si può non osservare, pertanto, come la situazione possa presentarsi alquanto anomala, con riferimento da un lato al principio di economia processuale, dall altro al grado di prudenza che necessariamente deve incombere su chi si attiva in sede giudiziaria, determinando conseguenze di particolare rilievo nei confronti dei soggetti destinatari della misura cautelare. Quanto al primo profilo - economia processuale - il mancato rispetto del termine di trenta-venti giorni e la conseguente inefficacia del sequestro che ne deriva determinerebbe la necessità di introdurre un nuovo procedimento cautelare che riproporrebbe, però, lo stesso identico problema una volta concessa la misura cautelare, con il rischio, tra l altro, di vedersi opporre dalla controparte il rilievo della sopravvenuta assenza di un periculum in mora tale da giustificare l emissione del nuovo sequestro, stante il tempo ormai trascorso. Quanto al secondo profilo prudenza - è da sottolineare che se il provvedimento cautelare viene eseguito prontamente e in parallelo il sequestrato propone reclamo, con lo scopo di revocare o modificare il provvedimento concesso, si potrebbe creare la seguente situazione: il ricorrente sequestra i beni per permettere al provvedimento di mantenere i suoi effetti e, successivamente, tale provvedimento, per effetto del reclamo, viene revocato. Il sequestrante in tale ipotesi rischierebbe di esporsi ad una richiesta di danni per azione cautelare temeraria, ma non avrebbe potuto fare altrimenti per evitare la caducazione del provvedimento ottenuto. Ne consegue che la scelta del ricorrente di attendere la definitiva pronuncia del collegio in caso di reclamo ovvero il decorso del termine per la sua proposizione prima di procedere alla esecuzione del sequestro, appare essere la via che meglio soddisfa il principio costituzionale del giusto processo. Si dovrebbe altrimenti concludere che l ordinamento favorisce l esecuzione di misure cautelari generando potenziali situazioni di danno a carico della parte gravata della misura cautelare, ed altresì potenziali azioni di risarcimento danni in caso di revoca del provvedimento. Il ricorrente, quindi, potrebbe vedersi dichiarato inefficace il provvedimento di sequestro a causa del mancato espletamento di formalità il cui tempestivo completamento sfugge alla sua disponibilità. E l impossibilità obiettiva di rispettare il termine di cui all art. 675 c.p.c. vanificherebbe il suo pieno diritto a proteggere il credito, seppur accertato in via sommaria, attraverso l esecuzione della misura cautelare. Ciò costituisce una chiara disparità di trattamento tra chi deve eseguire il provvedimento in Italia e chi lo deve eseguire all estero. Una possibile via d uscita sarebbe far decorrere il termine per l esecuzione del provvedimento cross-border, previo suo riconoscimento, dalla pronuncia di conferma dello stesso da parte del giudice del reclamo, ovvero in assenza di impugnazione, dalla 38

11 scadenza del termine per proporre il reclamo. Ciò consentirebbe di provare avanti l autorità giudiziaria dello Stato richiesto, al di là di ogni dubbio, la vincolatività e definitività, fino alla sentenza di merito, del provvedimento. Non solo: consentirebbe, soprattutto, di porre in esecuzione un provvedimento non più soggetto a impugnazione evitando inutile dispendio di tempo e di costi. In questo modo verrebbe ripristinata la piena parità di trattamento tra chi esegue la misura cautelare entro i confini nazionali e chi la voglia o debba eseguirla all estero 31. Si consideri, inoltre, che in taluni casi il legislatore processuale ha sentito la necessità di compiere una distinzione, concedendo termini più lunghi per compiere determinati atti all estero. Ciò, evidentemente, nella consapevolezza del fatto che una determinata attività processuale, per essere perfezionata in un Paese straniero, richiede ulteriori adempimenti non esauribili nel medesimo arco di tempo concesso per compiere la stessa attività sul territorio nazionale. Si pensi al termine per la notificazione del decreto d ingiunzione ai sensi dell articolo 644 c.p.c. 32, ed ancora, proprio in materia cautelare, al termine per la notifica del decreto inaudita altera parte di cui all art. 669-sexies, commi 2 e 3, c.p.c. 33. In tali casi, il legislatore ha concesso alla parte che ha dato impulso all atto processuale un termine più lungo in vista del fatto che l atto deve portare i suoi effetti in un Paese straniero. La fattispecie di cui all art. 675 c.p.c. dispone che il provvedimento di sequestro perde efficacia se non viene eseguito entro un determinato termine: in modo analogo, l art. 644 c.p.c. prevede che il decreto ingiuntivo perda efficacia se non viene notificato entro un detto termine. Le fattispecie si presentano omogenee; entrambe, infatti, prevedono un atto di impulso ad opera della stessa parte che aveva dato avvio al procedimento, rispettivamente di sequestro e di ingiunzione. Nondimeno, l art. 644 c.p.c. prevede espressamente un diverso termine nel caso in cui l atto di impulso (la richiesta di notifica del provvedimento) debba eseguirsi all estero. Nulla, invece, viene disciplinato dall art. 675 c.p.c. ove l atto di impulso (l esecuzione del provvedimento) debba eseguirsi all estero. Tale disparità di trattamento potrebbe originare un profilo di incostituzionalità della norma in parola 34. L art. 675 c.p.c., invero, non concedendo un termine più lungo nell ipotesi in cui il provvedimento di sequestro debba eseguirsi all estero, pregiudica chi esegue la misura cautelare all estero rispetto a chi la voglia o debba eseguire entro i confini nazionali. Ciò pone la norma di cui all art. 675 c.p.c. in contrasto, in particolare, con l art. 3 della Costituzione che richiede uniformità di trattamento di situazioni omogenee. Non solo: il 31 Si tratta di una situazione per certi versi analoga a quella trattata dalla Corte Costituzionale in materia di notifiche all estero e che ha portato alla declaratoria di incostituzionalità del combinato disposto dell art. 149 c.p.c. e art. 4, comma terzo, L. 20 novembre 1982, n. 890; V. Corte Cost., 22 novembre 2002, n In particolare l art. 644 c.p.c. prevede che il decreto ingiunzione debba essere notificato a pena di inefficacia del provvedimento stesso, nel termine di sessanta giorni, se la notifica debba avvenire in Italia, diversamente nel termine di novanta giorni negli altri casi. 33 In tale ipotesi il termine per la notifica è di otto giorni se in Italia e di ventiquattro giorni se all estero (termine triplicato). 34 La Consulta ha già avuto modo di pronunciarsi, con una sentenza di rigetto, Corte Cost., 13 giugno 1995, n. 237, sulla compatibilità dell art. 675 c.p.c. con gli artt. 3 e 24 della Carta Costituzionale sotto il diverso profilo della decorrenza del termine dei trenta giorni dalla pronuncia del provvedimento anziché dalla sua comunicazione. 39

12 conflitto si palesa anche con l art. 24 e 111 Cost. in quanto viene reso particolarmente difficoltoso se non addirittura frustrata la posizione del creditore nell attuazione del proprio diritto attraverso un processo che dia le necessarie e opportune garanzie. Nella disposizione di cui all art. 675 c.p.c. sarebbe, pertanto, individuabile un omissione legislativa, cioè la mancata previsione di un diverso termine per il caso di esecuzione all estero del provvedimento cautelare, ovvero un termine maggiore a quello di trenta giorni previsto dalla disposizione de qua. Omissione legislativa che porterebbe conseguentemente a valutare le summenzionate ipotesi di incostituzionalità della norma in esame. Nell ordinanza di cui si discute il giudice nel pronunciare l inefficacia della misura cautelare ha ritenuto irrilevante l esame della adeguatezza o meno del termine per l esecuzione all estero della cautela richiesta. Non ci resta, quindi, che attendere nel futuro adeguata risposta della giurisprudenza o, nella migliore delle ipotesi, un intervento adeguatore del legislatore. 40

RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro

RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro N. 1 ANNO 2008 Diritto dei Lavori RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro di Antonio Belsito* 1 Sommario: 1. Introduzione 2. Il procedimento cautelare dinanzi al

Dettagli

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c.

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi

Dettagli

PROCESSO TRIBUTARIO NUOVI TERMINI

PROCESSO TRIBUTARIO NUOVI TERMINI PROCESSO TRIBUTARIO NUOVI TERMINI La riforma del processo civile (Legge n. 69 del 18 giugno 2009, in S.O. n. 95/L alla G.U. del 19 giugno 2009 n. 140), entrata in vigore sabato 04 luglio 2009, ha modificato

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Presidente: dott. Paolo Vittoria; Relatore Consigliere: dott.ssa Roberta Vivaldi IL TERMINE BREVE PER IMPUGNARE DECORRE SOLO

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI VARESE PRIMA SEZIONE CIVILE IN FATTO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI VARESE PRIMA SEZIONE CIVILE IN FATTO REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI VARESE PRIMA SEZIONE CIVILE IN FATTO Con ricorso per decreto ingiuntivo del 2 agosto 2011, la Banca (Omissis) deduceva di avere sottoscritto

Dettagli

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 206 23.07.2013 Sospensione feriale dei termini processuali Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Processo tributario Anche quest anno, come di

Dettagli

Una corsa contro il tempo per decidere in tre gradi (più uno) i ricorsi contro il licenziamento

Una corsa contro il tempo per decidere in tre gradi (più uno) i ricorsi contro il licenziamento Una corsa contro il tempo per decidere in tre gradi (più uno) i ricorsi contro il licenziamento di Pierluigi Rausei * La Sezione III del Capo III del DDL, contenente gli artt. da 16 a 21 del DDL, è interamente

Dettagli

Pluralità di parti nel processo: il litisconsorzio

Pluralità di parti nel processo: il litisconsorzio Pluralità di parti nel processo: il litisconsorzio Prof.ssa Elisa Esposito Obiettivi In questa lezione ci occuperemo del processo con pluralità di parti, in particolare, del litisconsorzio. Definizione

Dettagli

IL PROCESSO AMMINISTRATIVO (aggiornato alla L. 205/2000)

IL PROCESSO AMMINISTRATIVO (aggiornato alla L. 205/2000) IL PROCESSO AMMINISTRATIVO (aggiornato alla L. 205/2000) LA GIURISDIZIONE CFR. CORTE COSTITUZIONALE, 6 LUGLIO 2004, N. 204 (reperibile su www.cortecostituzionale.it ): illegittimità costituzionale dell

Dettagli

CIRCOLARE n. 8/T del 24 settembre 2002

CIRCOLARE n. 8/T del 24 settembre 2002 CIRCOLARE n. 8/T del 24 settembre 2002 ART. 15 DEL D.P.R. 29 SETTEMBRE 1973, N. 601. FATTISPECIE NEGOZIALI CONTENENTI CLAUSOLE CHE INFLUISCONO SULLA DURATA DELL OPERAZIONE DI FINANZIAMENTO. PROBLEMATICHE

Dettagli

Diritto Processuale Civile. Il procedimento Cautelare

Diritto Processuale Civile. Il procedimento Cautelare Diritto Processuale Civile Il procedimento Cautelare L attività cautelare ha una funzione non autonoma, ma strumentale rispetto alla cognizione e all esecuzione. Non ha caratteri strutturali specifici.

Dettagli

Problematiche comuni al recesso e alla esclusione

Problematiche comuni al recesso e alla esclusione 14 Problematiche comuni al recesso e alla esclusione SOMMARIO 14.1. Arbitrato e tutela cautelare dinanzi al Giudice ordinario. Problemi comuni alle ipotesi di recesso e esclusione del socio sono i seguenti:

Dettagli

TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012.

TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012. DIREZIONE SERVIZI TRIBUTARI Anno 2012 Circ. n. 31 28.03.2012-31/GPF/FS/om TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012.

Dettagli

Tribunale Civile e Penale di Bologna. Seconda Sezione Civile

Tribunale Civile e Penale di Bologna. Seconda Sezione Civile Tribunale Civile e Penale di Bologna Seconda Sezione Civile Verbale dell udienza del 20 gennaio 2015 della causa iscritta al numero affari contenziosi del 2013, pendente del ruolo generale degli tra A.

Dettagli

Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale

Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale di Francesco Mingiardi e Luigi Patricelli Sommario: 1. La Giurisdizione - 2. La

Dettagli

Roma, 12 aprile 2012. Prot. n. 2012/55377. OGGETTO: Contenzioso tributario - Giudizi concernenti atti della riscossione - Istruzioni operative

Roma, 12 aprile 2012. Prot. n. 2012/55377. OGGETTO: Contenzioso tributario - Giudizi concernenti atti della riscossione - Istruzioni operative CIRCOLARE N.12/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 aprile 2012 Prot. n. 2012/55377 OGGETTO: Contenzioso tributario - Giudizi concernenti atti della riscossione - Istruzioni operative

Dettagli

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie)

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie) Codice del processo amministrativo - Commissione per l esame dei profili organizzativi ed informatici - PRONTUARIO DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle

Dettagli

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII)

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) CORTE DI CASSAZIONE; sezioni unite civili; sentenza, 22-02-2007, n. 4109

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI TORINO Sezione Terza Civile SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI TORINO Sezione Terza Civile SENTENZA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI TORINO Sezione Terza Civile in funzione di Giudice di Appello in composizione monocratica ha pronunciato la seguente: SENTENZA nella causa

Dettagli

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 febbraio 2014 OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147

Dettagli

Diritto e processo.com. Cassazione, sez. Unite Civili, 1 febbraio 2012, n. 1418. (Estratto da Diritto e Processo formazione n.4/2012) QUESTIO IURIS

Diritto e processo.com. Cassazione, sez. Unite Civili, 1 febbraio 2012, n. 1418. (Estratto da Diritto e Processo formazione n.4/2012) QUESTIO IURIS Il ritiro della notifica è atto processuale? E se coincide con il sabato è prorogato al primo giorno seguente non festivo? notifica e compiuta giacenza di Elena Loghà Diritto e processo.com Cassazione,

Dettagli

Gli arbitrati commerciali. L arbitrato societario: alcuni aspetti problematici

Gli arbitrati commerciali. L arbitrato societario: alcuni aspetti problematici L arbitrato societario: alcuni aspetti problematici Fondazione Forense Modenese Modena 5 ottobre 2012 venerdi 5 ottobre 2012 1 Premessa L arbitrato societario è disciplinato dagli artt. 34 ss. del d. lgs.

Dettagli

INDICE SOMMARIO. pag. Prefazione alla settima edizione... Prefazione alla prima edizione...

INDICE SOMMARIO. pag. Prefazione alla settima edizione... Prefazione alla prima edizione... INDICE SOMMARIO Prefazione alla settima edizione............................ Prefazione alla prima edizione............................. pag. VII IX 1. IL PROCESSO DEL LAVORO: L AMBITO DI APPLICAZIONE

Dettagli

Oggetto: Patrocinio a spese dello Stato nel processo civile. Recupero delle spese nelle ipotesi previste dall art. 134 del D.P.R. n. 115/2002.

Oggetto: Patrocinio a spese dello Stato nel processo civile. Recupero delle spese nelle ipotesi previste dall art. 134 del D.P.R. n. 115/2002. Al Sig. Presidente del Tribunale di Patti Oggetto: Patrocinio a spese dello Stato nel processo civile. Recupero delle spese nelle ipotesi previste dall art. 134 del D.P.R. n. 115/2002. I seguenti quesiti,

Dettagli

CASI E QUESITI IN TEMA DI COMPETENZA E PROCEDIMENTO (ARTT. 669-BIS, TER, QUATER, QUINQUIES, SEXIES, C.P.C.)

CASI E QUESITI IN TEMA DI COMPETENZA E PROCEDIMENTO (ARTT. 669-BIS, TER, QUATER, QUINQUIES, SEXIES, C.P.C.) CASI E QUESITI IN TEMA DI COMPETENZA E PROCEDIMENTO (ARTT. 669-BIS, TER, QUATER, QUINQUIES, SEXIES, C.P.C.) Relatore: dott. Flavio LAPERTOSA presidente di sezione del Tribunale di Monza 1. Premessa. In

Dettagli

IL COLLEGIO DI NAPOLI. - Prof. Avv. Ferruccio Auletta Membro designato dalla Banca d'italia

IL COLLEGIO DI NAPOLI. - Prof. Avv. Ferruccio Auletta Membro designato dalla Banca d'italia IL COLLEGIO DI NAPOLI composto dai signori: - Prof. Avv. Enrico Quadri Presidente - Prof. Avv. Ferruccio Auletta Membro designato dalla Banca d'italia - Dott.Comm. Leopoldo Varriale Membro designato dalla

Dettagli

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Affari legali e Contenzioso Settore Strategie Difensive Ufficio contenzioso imprese e lavoratori autonomi Direzione centrale Accertamento Settore Grandi contribuenti

Dettagli

CONSEGUENZE IN CASO DI APPELLO INAMMISSIBILE

CONSEGUENZE IN CASO DI APPELLO INAMMISSIBILE CONSEGUENZE IN CASO DI APPELLO INAMMISSIBILE 1. Premessa - 2. Il fatto - 3. La nozione di deposito - 4. Le norme di riferimento - 5. La posizione della dottrina. - 6. La prassi - 7. Una problematica giurisprudenziale:

Dettagli

Quando il giudice dimentica di ordinare la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale

Quando il giudice dimentica di ordinare la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale QUESTIONI STRAGIUDIZIALI TRASCRIZIONE / CANCELLAZIONE Quando il giudice dimentica di ordinare la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale Le soluzioni stragiudiziali per ottenere la cancellazione

Dettagli

Diritto antidiscriminatorio

Diritto antidiscriminatorio Diritto antidiscriminatorio Catanzaro aprile 2013 avv. Alberto Guariso www.studiodirittielavoro.it Parte prima : come costruire l azione antidiscriminatoria L applicazione delle nozioni Come costruire

Dettagli

Convocazione dell Assemblea nelle S.p.A. non quotate della Dott.ssa Roberta De Pirro

Convocazione dell Assemblea nelle S.p.A. non quotate della Dott.ssa Roberta De Pirro Convocazione dell Assemblea nelle S.p.A. non quotate della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio Nazionale del Notariato, nello Studio n. 15-2013/I ha illustrato le modalità di pubblicazione

Dettagli

INDICE . INDICAZIONI GENERALI. 1. Scrittura privata avente ad oggetto il conferimento dell incarico professionale

INDICE . INDICAZIONI GENERALI. 1. Scrittura privata avente ad oggetto il conferimento dell incarico professionale INDICE. INDICAZIONI GENERALI Conferimento di incarico professionale e contributo unificato... 3 1. Scrittura privata avente ad oggetto il conferimento dell incarico professionale... 5 2. Dichiarazione

Dettagli

IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO

IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO La Riforma Fornero (L. n. 92/2012) introduce importanti novità in tema di licenziamenti e del processo del lavoro, delineando all art. 1 commi

Dettagli

Fiscal News N. 112. La circolare di aggiornamento professionale. 12.04.2013 Impugnazione cartelle. Natura del credito. Quattro aspetti da valutare

Fiscal News N. 112. La circolare di aggiornamento professionale. 12.04.2013 Impugnazione cartelle. Natura del credito. Quattro aspetti da valutare Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 112 12.04.2013 Impugnazione cartelle. Natura del credito Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Varie Prima di impugnare una cartella esattoriale

Dettagli

Tribunale di Torino 1 febbraio 2008 Pres. Vigone, Est. Di Capua.

Tribunale di Torino 1 febbraio 2008 Pres. Vigone, Est. Di Capua. Tribunale di Torino 1 febbraio 2008 Pres. Vigone, Est. Di Capua. Società di persone Efficacia verso i soci del titolo esecutivo ottenuto nei confronti della società Iscrizione di ipoteca nei confronti

Dettagli

ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE

ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE Paolo Biavati ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE Ag g i o r na m e n t o n. 4 31 luglio 2012 L editore mette a disposizione sul sito nella sezione download i materiali e le schede di aggiornamento

Dettagli

CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 21 giugno 2010

CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 21 giugno 2010 CIRCOLARE N. 37/E Roma, 21 giugno 2010 Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso OGGETTO: Articolo 3 del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010,

Dettagli

Via C.. Portanova Palazzo Campanella 89124 Reggio Calabria - Tel 0965/814984 810227 Fax 0965/810301

Via C.. Portanova Palazzo Campanella 89124 Reggio Calabria - Tel 0965/814984 810227 Fax 0965/810301 Consiglio Regionale della Calabria Co.Re.Com. Cal/Ro DELIBERAZIONE N 249. Oggetto: DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA Primerano xxx c/ Wind Telecomunicazioni xxx. IL COMITATO REGIONALE PER LE COMUNICAZIONI

Dettagli

CIRCOLARE N. 8/2007. DESTINATARI: Direzioni Centrali, Direzioni Regionali, Uffici Provinciali CIRCOLARI DELL ENTE MODIFICATE: nessuna

CIRCOLARE N. 8/2007. DESTINATARI: Direzioni Centrali, Direzioni Regionali, Uffici Provinciali CIRCOLARI DELL ENTE MODIFICATE: nessuna CIRCOLARE N. 8/2007 PROT. n. 49031 ENTE EMITTENTE: Direzione Agenzia del Territorio. OGGETTO: Contenzioso tributario - Riassunzione del giudizio a seguito di sentenze della Corte di Cassazione - Effetti

Dettagli

IL CONCORDATO PREVENTIVO Schema di sintesi

IL CONCORDATO PREVENTIVO Schema di sintesi IL CONCORDATO PREVENTIVO Schema di sintesi Premessa. La pendenza della procedura di concordato preventivo non produce uno spossessamento del debitore ma soltanto una limitazione dei suoi poteri. Tale limitazione

Dettagli

L INTRODUZIONE DEL GIUDIZIO DI IMPUGNAZIONE DELLA DELIBERA ASSEMBLEARE. LA RICHESTA DI SOSPENSIONE DELL ESECUTIVITA DELLA DELIBERA IMPUGNATA.

L INTRODUZIONE DEL GIUDIZIO DI IMPUGNAZIONE DELLA DELIBERA ASSEMBLEARE. LA RICHESTA DI SOSPENSIONE DELL ESECUTIVITA DELLA DELIBERA IMPUGNATA. 1 L INTRODUZIONE DEL GIUDIZIO DI IMPUGNAZIONE DELLA DELIBERA ASSEMBLEARE. LA RICHESTA DI SOSPENSIONE DELL ESECUTIVITA DELLA DELIBERA IMPUGNATA. 1) L INTRODUZIONE DEL GIUDIZIO DI IMPUGNAZIONE DELLA DELIBERA

Dettagli

BREVE GUIDA E TABELLA CONTRIBUTO UNIFICATO AGGIORNATA AL 25/06/2014

BREVE GUIDA E TABELLA CONTRIBUTO UNIFICATO AGGIORNATA AL 25/06/2014 BREVE GUIDA E TABELLA CONTRIBUTO UNIFICATO AGGIORNATA AL 25/06/2014 Gli importi per il calcolo del contributo unificato (di cui al Testo Unico sulle spese di giustizia - D.P.R 30 maggio 2002, n. 115) sono

Dettagli

OSSERVATORIO SULLA GIUSTIZIA CIVILE DI FIRENZE GRUPPO LOCAZIONI PROPOSTA DI REGOLE DI PROTOCOLLO SUL PROCESSO

OSSERVATORIO SULLA GIUSTIZIA CIVILE DI FIRENZE GRUPPO LOCAZIONI PROPOSTA DI REGOLE DI PROTOCOLLO SUL PROCESSO OSSERVATORIO SULLA GIUSTIZIA CIVILE DI FIRENZE GRUPPO LOCAZIONI PROPOSTA DI REGOLE DI PROTOCOLLO SUL PROCESSO IL GIUDIZIO DI COGNIZIONE: 1) L AVVIO DEL PROCEDIMENTO PER CONVALIDA DI SFRATTO LA FASE SOMMARIA

Dettagli

COLLEGIO DEI PERITI AGRARI E DEI PERITI AGRARI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI SALERNO

COLLEGIO DEI PERITI AGRARI E DEI PERITI AGRARI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI SALERNO COLLEGIO DEI PERITI AGRARI E DEI PERITI AGRARI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI SALERNO www.collegioperitiagrarisa.it - e-mail:collegio.salerno@pec.peritiagrari.it - collegio.salerno@peritiagrari.it Prot. n

Dettagli

TRIBUNALE DI PERUGIA

TRIBUNALE DI PERUGIA TRIBUNALE DI PERUGIA Il Giudice designato per la trattazione del procedimento dr. Aldo Criscuolo, letti gli atti, esaminata la documentazione prodotta, a scioglimento della riserva di cui al verbale dell

Dettagli

La nozione di prova e di argomenti di prova

La nozione di prova e di argomenti di prova 1 La nozione di prova e di argomenti di prova SOMMARIO 1. L attività istruttoria nel processo civile. 2. La prova. 3. L oggetto della prova. 4. Classificazione delle prove. 5. L onere della prova. 1. L

Dettagli

ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE

ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE Paolo Biavati ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE Seconda edizione aggiornata Bononia University Press L editore mette a disposizione sul sito www.buponline.com nella sezione download i materiali e

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Parte Prima TUTELA CAUTELARE E GIURISDIZIONE CONTABILE

INDICE SOMMARIO. Parte Prima TUTELA CAUTELARE E GIURISDIZIONE CONTABILE Presentazione.................................. XIII Parte Prima TUTELA CAUTELARE E GIURISDIZIONE CONTABILE CAPITOLO I L INQUADRAMENTO DELLA TUTELA CAUTELARE NELL AMBITO DEI GIUDIZI INNANZI ALLA CORTE

Dettagli

PARERE IN MERITO AL CONDONO TARSU DEL COMUNE DI LECCE

PARERE IN MERITO AL CONDONO TARSU DEL COMUNE DI LECCE PARERE IN MERITO AL CONDONO TARSU DEL COMUNE DI LECCE A) PREMESSA Il Consiglio Comunale di Lecce con la deliberazione n. 56 del 01 agosto 2012 ha approvato il regolamento per la definizione agevolata della

Dettagli

TRIBUNALE VENEZIA 25 agosto 2011 (decreto) Fidanzia Giudice del Registro P. L. ricorrente

TRIBUNALE VENEZIA 25 agosto 2011 (decreto) Fidanzia Giudice del Registro P. L. ricorrente TRIBUNALE VENEZIA 25 agosto 2011 (decreto) Fidanzia Giudice del Registro P. L. ricorrente Arbitrato Arbitrato non rituale Arbitrato societario Disciplina Compatibilità (d.lgs. n. 5/2003 artt. 34, 35; C.p.C

Dettagli

Determinazione n. 6, del 18 dicembre 2013

Determinazione n. 6, del 18 dicembre 2013 Determinazione n. 6, del 18 dicembre 2013 Indicazioni interpretative concernenti le modifiche apportate alla disciplina dell arbitrato nei contratti pubblici dalla legge 6 novembre 2012, n. 190, recante

Dettagli

Considerazioni in ordine alla proposizione della domanda di condanna generica

Considerazioni in ordine alla proposizione della domanda di condanna generica Considerazioni in ordine alla proposizione della domanda di condanna generica SOMMARIO: 1. Premessa. 2. Cenni sui caratteri della sentenza di condanna generica. 3. Modalità di proposizione della domanda

Dettagli

1. Il ruolo e la cartella esattoriale.

1. Il ruolo e la cartella esattoriale. 1. Il ruolo e la cartella esattoriale. 1.1. Natura giuridica del ruolo e il sistema di riscossione. L opposizione al ruolo. La riforma della riscossione coattiva mediante ruolo delle pubbliche entrate

Dettagli

Le fasi iniziali del processo esecutivo

Le fasi iniziali del processo esecutivo Capitolo 4 Le fasi iniziali del processo esecutivo Caso 4.1 Come si procede alla stima dei beni pignorati? A norma dell art. 569, comma 1, c.p.c. il giudice nomina l esperto per procedere alla stima del

Dettagli

Capitolo 14. 1 Nozione e tipologie. 2 Le tutele sommarie non cautelari (artt. 663-669 c.p.c.)

Capitolo 14. 1 Nozione e tipologie. 2 Le tutele sommarie non cautelari (artt. 663-669 c.p.c.) Capitolo 14 Le tutele sommarie 1 Nozione e tipologie Nozione Accanto alla tutela normale generale dei diritti soggettivi, che si attua, per la cognizione, secondo i principi del processo ordinario (artt.

Dettagli

www.ildirittoamministrativo.it NOTA A CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE, 13 marzo 2012, n. 3969 A cura di Michelangelo Principe

www.ildirittoamministrativo.it NOTA A CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE, 13 marzo 2012, n. 3969 A cura di Michelangelo Principe NOTA A CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE, 13 marzo 2012, n. 3969 A cura di Michelangelo Principe In tema di appello incidentale tardivo e di impugnazione del chiamato in garanzia impropria 1. - LA FATTISPECIE

Dettagli

3.1. Chiamata in giudizio e costituzione in giudizio.

3.1. Chiamata in giudizio e costituzione in giudizio. Conseguenze dell istanza Conseguenze dell istanza 3. Conseguenze dell istanza. 3.1. Chiamata in giudizio e costituzione in giudizio. Le conseguenze della presentazione dell istanza di mediazione possono

Dettagli

Fondazione Luca Pacioli

Fondazione Luca Pacioli Fondazione Luca Pacioli LA SOSPENSIONE GIURISDIZIONALE DELL ESECUZIONE DELL ATTO IMPUGNATO Documento n. 7 del 1 marzo 2005 Nel processo tributario è previsto l istituto della sospensione giurisdizionale

Dettagli

Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011

Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011 Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011 Il preliminare espletamento del procedimento di mediazione, disciplinato dal

Dettagli

Recupero crediti dell'avvocato: un bivio e due strade Tribunale Treviso, ordinanza 13.12.2012 commento e testo

Recupero crediti dell'avvocato: un bivio e due strade Tribunale Treviso, ordinanza 13.12.2012 commento e testo Recupero crediti dell'avvocato: un bivio e due strade Tribunale Treviso, ordinanza 13.12.2012 commento e testo (Andrea Bulgarelli) Altalex.it L ordinanza del tribunale di Treviso 13 dicembre 2012 è interessante

Dettagli

L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità

L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità Nelle controversie in materia di invalidità, cecità, sordità civili, nonché di handicap, disabilità,

Dettagli

Delibera n. 2 2014. Oggetto: Definizione della controversia GU14 2/2013 XXX XXX/TELECOM ITALIA XXX.

Delibera n. 2 2014. Oggetto: Definizione della controversia GU14 2/2013 XXX XXX/TELECOM ITALIA XXX. Verbale n. 1 Adunanza del 13/1/2014 L anno duemilaquattordici, il giorno 13 del mese di gennaio, alle ore 15.00, in Torino, presso la sede del Corecom, via Lascaris 10, nell apposita sala delle adunanze,

Dettagli

Cancellazione della segnalazione alla CAI: applicabile la tutela cautelare ex art. 700 c.p.c. anche dopo il d.lgs. 150/2011

Cancellazione della segnalazione alla CAI: applicabile la tutela cautelare ex art. 700 c.p.c. anche dopo il d.lgs. 150/2011 Cancellazione della segnalazione alla CAI: applicabile la tutela cautelare ex art. 700 c.p.c. anche dopo il d.lgs. 150/2011 Trib. Milano, sez. VI, ordinanza 15 ottobre 2014 (es. Silvia Brat) Centrale di

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Capitolo Primo LE FONTI E LE AZIONI

INDICE SOMMARIO. Capitolo Primo LE FONTI E LE AZIONI INDICE SOMMARIO Prefazione... Pag. XXI Capitolo Primo LE FONTI E LE AZIONI 1. Il diritto processuale civile internazionale: multigenesi delle fonti, ibridazione delle regole e flessibilità del sistema...

Dettagli

COLLEGIO DI MILANO. Membro designato dalla Banca d'italia. (MI) SANTORO Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari

COLLEGIO DI MILANO. Membro designato dalla Banca d'italia. (MI) SANTORO Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: (MI) GAMBARO (MI) LUCCHINI GUASTALLA (MI) ORLANDI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (MI) SANTORO Membro designato

Dettagli

* * * * * REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI PERUGIA in persona del Giudice Monocratico dott.ssa C.C.

* * * * * REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI PERUGIA in persona del Giudice Monocratico dott.ssa C.C. Trib. Perugia, 16 giugno 2015, n. 1000. Contratto di permuta - Multiproprietà - Consumatore - Foro del consumatore - Specifica trattativa - Nullità decreto ingiuntivo - Accoglimento della domanda Abstract.

Dettagli

INEFFICACIA, REVOCA E MODIFICA DEL PROVVEDIMENTO CAUTELARE. Relatore: dott.ssa Maria ACIERNO pretore di Bologna

INEFFICACIA, REVOCA E MODIFICA DEL PROVVEDIMENTO CAUTELARE. Relatore: dott.ssa Maria ACIERNO pretore di Bologna INEFFICACIA, REVOCA E MODIFICA DEL PROVVEDIMENTO CAUTELARE Relatore: dott.ssa Maria ACIERNO pretore di Bologna 1. Temporaneità e strumentalità del provvedimento nel nuovo procedimento cautelare uniforme.

Dettagli

Dal punto di vista tecnico, però, la nuova disciplina è subito apparsa mal formulata.

Dal punto di vista tecnico, però, la nuova disciplina è subito apparsa mal formulata. Il decreto del Tribunale per i minorenni che provvede sul mantenimento dei figli naturali è titolo per iscrivere ipoteca. Commento al Decreto del Tribunale di Bologna del 29 giugno 2012. La legge n. 54/20006

Dettagli

NULLITA DEL CONTRATTO PER MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL INTERMEDIARIO FINANZIARIO

NULLITA DEL CONTRATTO PER MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL INTERMEDIARIO FINANZIARIO NULLITA DEL CONTRATTO PER MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL INTERMEDIARIO FINANZIARIO Trib. Rimini 2.2.2012 commento e testo Giovanni FRANCHI P&D.IT Questa volta è stato il Tribunale

Dettagli

Decisione N. 488 del 17 febbraio 2012 IL COLLEGIO DI ROMA. composto dai signori: Dott. Giuseppe Marziale...

Decisione N. 488 del 17 febbraio 2012 IL COLLEGIO DI ROMA. composto dai signori: Dott. Giuseppe Marziale... IL COLLEGIO DI ROMA composto dai signori: Dott. Giuseppe Marziale... Presidente Avv. Bruno De Carolis.. Membro designato dalla Banca d'italia Prof. Avv. Giuliana Scognamiglio... Membro designato dalla

Dettagli

Morte della persona fisica e fallimento della società: le due situazioni non sono assimilabili

Morte della persona fisica e fallimento della società: le due situazioni non sono assimilabili Morte della persona fisica e fallimento della società: le due situazioni non sono assimilabili di Guido Stampanoni Bassi Nota a CASS. PEN., SEZ. V, 19 novembre 2012 (ud. 26 settembre 2012), n. 44824 GRASSI

Dettagli

OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre

OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre Informativa per la clientela di studio N. 131 del 05.09.2012 Ai gentili Clienti Loro sedi OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre Gentile Cliente, con la stesura del presente documento

Dettagli

Controversie relative al licenziamento: applicabilità del rito Fornero

Controversie relative al licenziamento: applicabilità del rito Fornero Controversie relative al licenziamento: applicabilità del rito Fornero A cura di CDL Roberto Cristofaro Lo speciale rito Fornero è istituito dalla riforma del lavoro per l utilizzo nelle controversie relative

Dettagli

L iscrizione di un ipoteca su un immobile a seguito di somme non pagate relative a sanzioni amministrative per violazioni al C.d.

L iscrizione di un ipoteca su un immobile a seguito di somme non pagate relative a sanzioni amministrative per violazioni al C.d. L iscrizione di un ipoteca su un immobile a seguito di somme non pagate relative a sanzioni amministrative per violazioni al C.d.S- problemi procedurali Come è noto l ipoteca è un diritto reale di garanzia

Dettagli

COLLEGATO LAVORO E «MILLEPROROGHE»: NUOVI TERMINI PER IMPUGNARE IL LICENZIAMENTO

COLLEGATO LAVORO E «MILLEPROROGHE»: NUOVI TERMINI PER IMPUGNARE IL LICENZIAMENTO COLLEGATO LAVORO E «MILLEPROROGHE»: NUOVI TERMINI PER IMPUGNARE IL LICENZIAMENTO di Gesuele Bellini - Professore a contratto presso l Università dell Insubria I nuovi termini introdotti dalla legge n.

Dettagli

L accertamento tecnico preventivo obbligatorio nelle cause di invalidità (ex art. 445-bis C.p.c.)

L accertamento tecnico preventivo obbligatorio nelle cause di invalidità (ex art. 445-bis C.p.c.) L accertamento tecnico preventivo obbligatorio nelle cause di invalidità (ex art. 445-bis C.p.c.) - Dall 01.01.2012 è in vigore nel nostro ordinamento giuridico l Accertamento Tecnico Preventivo obbligatorio

Dettagli

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria). Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo

Dettagli

Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione

Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione Edizioni Simone - Vol. 45/1 Compendio di Diritto Internazionale privato e processuale Parte seconda Cenni di parte speciale Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione Sommario Z 1. La filiazione. - 2. L adozione.

Dettagli

Lezione 16 novembre 2015. Modulo di Diritto e Procedura Civile

Lezione 16 novembre 2015. Modulo di Diritto e Procedura Civile Lezione 16 novembre 2015 Modulo di Diritto e Procedura Civile PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE introdotto dalla legge 69/09 (che ha aggiunto nel c.p.c. tre articoli dal 702 bis al quater) Procedimento

Dettagli

STUDIO GAMBINO Studio Legale ed Economico Aziendale

STUDIO GAMBINO Studio Legale ed Economico Aziendale OGGETTO: La sospensione feriale dei termini processuali Gentile Cliente, con la stesura del presente documento informativo intendiamo metterla a conoscenza che, come ogni anno, anche questa estate la giustizia

Dettagli

4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI

4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI 4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI 4 FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI. L ESPERIBILITÀ DELL AZIONE

Dettagli

Domande e risposte sul Decreto Legge n. 34/2014 come convertito dalla Legge n. 78/2014. Sommario

Domande e risposte sul Decreto Legge n. 34/2014 come convertito dalla Legge n. 78/2014. Sommario Domande e risposte sul Decreto Legge n. 34/2014 come convertito dalla Legge n. 78/2014 Sommario Contratto a tempo determinato...2 a) Limite percentuale alle assunzioni (art. 1, comma 1 del D. Lgs. n. 368/2001):...2

Dettagli

Autorità per le Garanzie Consiglio Regionale

Autorità per le Garanzie Consiglio Regionale Co.Re.Com. Cal/Ro DELIBERAZIONE N. 16 Oggetto: DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA Alampi c/ Telecom Italia IL COMITATO REGIONALE PER LE COMUNICAZIONI nella seduta del giorno 28 marzo 2011, svolta presso la

Dettagli

PROTOCOLLO SUL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE ELABORATO DALL OSSERVATORIO DI REGGIO EMILIA

PROTOCOLLO SUL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE ELABORATO DALL OSSERVATORIO DI REGGIO EMILIA PROTOCOLLO SUL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE ELABORATO DALL OSSERVATORIO DI REGGIO EMILIA Il presente protocollo recepisce le indicazioni emerse all interno del gruppo di lavoro istituito all interno

Dettagli

Opponibilità di crediti futuri ed eventuali alla procedura di concordato preventivo

Opponibilità di crediti futuri ed eventuali alla procedura di concordato preventivo Opponibilità di crediti futuri ed eventuali alla procedura di concordato preventivo Tribunale di prato, 30 settembre 2014. Presidente relatore Maria Novella Legnaioli. Concordato preventivo - Cessione

Dettagli

RISPOSTE AL LIBRO VERDE MIGLIORARE L EFFICIENZA NELL ESECUZIONE DELLE DECISIONI NELL UNIONE EUROPEA: IL SEQUESTRO CONSERVATIVO DI DEPOSITI BANCARI

RISPOSTE AL LIBRO VERDE MIGLIORARE L EFFICIENZA NELL ESECUZIONE DELLE DECISIONI NELL UNIONE EUROPEA: IL SEQUESTRO CONSERVATIVO DI DEPOSITI BANCARI RISPOSTE AL LIBRO VERDE MIGLIORARE L EFFICIENZA NELL ESECUZIONE DELLE DECISIONI NELL UNIONE EUROPEA: IL SEQUESTRO CONSERVATIVO DI DEPOSITI BANCARI DOMANDA 1: Preso atto di una realtà giuridica ormai assodata

Dettagli

La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato

La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta L art. 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689 disciplina la connessione obiettiva

Dettagli

Documento di studio e approfondimento.

Documento di studio e approfondimento. Documento di studio e approfondimento. Insufficiente versamento del saldo dovuto con riferimento alla dichiarazione dei redditi; ravvedimento parziale, conseguenze 1. La fattispecie 1.1 Premessa Le disposizioni

Dettagli

Indice sommario Capitolo 1 La domanda

Indice sommario Capitolo 1 La domanda Indice sommario Presentazione............................................. V Struttura e contenuto dell opera................................... XV Abbreviazioni e riferimenti.....................................

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE Il PCT nel decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l efficienza degli uffici giudiziari) Sommario: 1. Premessa. 2. Entrata in vigore

Dettagli

CONNESSIONE * * * CONNESSIONE SOGGETTIVA. riguarda i soggetti connessione tenue identità di soggetti e diversi di petitum e causa petendi

CONNESSIONE * * * CONNESSIONE SOGGETTIVA. riguarda i soggetti connessione tenue identità di soggetti e diversi di petitum e causa petendi CONNESSIONE cosa è? obiettivo Relazione tra rapporti giuridici oggetto di domande diverse Elemento in comune persone petitum causa petendi Non vi è identità, neppure parziale assicurare il simultaneus

Dettagli

Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002

Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002 Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002 OGGETTO: Imposta di registro - agevolazioni fiscali prima casa - Cass. SS.UU. 6-21 ottobre 2000, n. 1196 - termine di decadenza triennale

Dettagli

TRIBUNALE DI PISTOIA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale di Pistoia, sezione lavoro, in persona del dott. Giuseppe De Marzo,

TRIBUNALE DI PISTOIA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale di Pistoia, sezione lavoro, in persona del dott. Giuseppe De Marzo, TRIBUNALE DI PISTOIA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale di Pistoia, sezione lavoro, in persona del dott. Giuseppe De Marzo, ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile

Dettagli

RISOLUZIONE N. 195/E

RISOLUZIONE N. 195/E RISOLUZIONE N. 195/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2008 OGGETTO: Istanza di interpello - ART.11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Modalità di esercizio delle variazioni IVA in

Dettagli

ULTIMISSIMI CODICI di Roberto GAROFOLI

ULTIMISSIMI CODICI di Roberto GAROFOLI ULTIMISSIMI CODICI di Roberto GAROFOLI a cura di Valerio de GIOIA Giovanna SPIRITO CODICE DI PROCEDURA CIVILE annotato con la giurisprudenza più recente e significativa 2014-2015 SOMMARIO CODICE PROCEDURA

Dettagli

Nel procedimento per la sospensione dell esecuzione del provvedimento impugnato (art. 5, L. 742/1969).

Nel procedimento per la sospensione dell esecuzione del provvedimento impugnato (art. 5, L. 742/1969). Il commento 1. Premessa La sospensione feriale dei termini è prevista dall art. 1, co. 1, della L. 07/10/1969, n. 742 1, il quale dispone che: Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni

Dettagli

TRIBUNALE DI NAPOLI. sezione specializzata in materia di impresa ORDINANZA

TRIBUNALE DI NAPOLI. sezione specializzata in materia di impresa ORDINANZA Il giudice designato, Federico Lume, TRIBUNALE DI NAPOLI sezione specializzata in materia di impresa letti gli atti e sciogliendo la riserva assunta all'udienza del 26.3.2013, con termini per note fino

Dettagli

DIRITTI CIVILI E POLITICI

DIRITTI CIVILI E POLITICI Diritti umani e diritto internazionale, vol. 3 n. 3 2009 DIRITTI CIVILI E POLITICI Ancora sui rapporti tra ONU e CE in materia di lotta al terrorismo e tutela dei diritti fondamentali: la sentenza del

Dettagli

Studio Legale Avv. Vania Valori

Studio Legale Avv. Vania Valori Studio Legale Avv. Vania Valori Piazza Martiri della Libertà n. 37-56025 Pontedera (Pi) tel. 0587.56350-0587.56776 fax 0587.56776 cell: 3496054946 e-mail avv.vaniavalori@email.it Pontedera, 15/04/2010

Dettagli

CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale

CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale Alle ipotesi codicistiche originarie del condomino assente o dissenziente la legge di riforma del condominio ha aggiunto la legittimazione

Dettagli