IL GEOMETRA BRESCIANO Rivista bimestrale d'informazione del Collegio Geometri della provincia di Brescia

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1 IL GEOMETRA BRESCIANO Rivista bimestrale d'informazione del Collegio Geometri della provincia di Brescia Il quadro della pittrice prof. Livia Cavicchi, esposto nella sede del Collegio Geometri di Brescia, sintetizza con efficacia la multiforme attività del geometra nei secoli. Direttore responsabile Bruno Bossini Segretaria di redazione Carla Comincini Redazione Raffaella Annovazzi, Manuel Antonini, Giuseppe Battaglia, Nadia Bettari, Laura Cinelli, Alessandro Colonna, Mario Comincini, Stefania Confeggi, Alfredo Dellaglio, Piero Fiaccavento, Stefano Fracascio, Francesco Ganda, Francesco Lonati, Guido Maffioletti, Franco Manfredini, Giuseppe Mori, Lorenzo Negrini, Patrizia Pinciroli, Giovanni Platto, Mariangela Scotti, Valeria Sonvico, Marco Tognolatti, Giuseppe Zipponi Hanno collaborato a questo numero Beppe Battaglia, Andrea Botti, Agostino Cervi, Claudio Colombi, Francesco Cuzzetti, Emanuela Farisoglio, Simona Ferreri, Enrico Marro, Carlo Piotti, Ines Tonsi, Franco Robecchi Direzione, redazione e amministrazione Brescia - P.le Cesare Battisti 12 Tel. 030/ Editing, grafica e impaginazione Francesco Lonati Fotografie Studio Eden e Francesco Lonati Concessionario della pubblicità Emmedigi Pubblicità Via Malta 6/b Brescia Tel. 030/ Fax: 030/ Stampa IGB Group/Grafo Via A. Volta 21/A S. Zeno Naviglio (Brescia) Tel Fax: Di questa rivista sono state stampate????? copie, che vengono inviate a tutti gli iscritti dei Collegi di Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Sondrio. N luglio-agosto Pubblicazione iscritta al n. 9/75 del registro Giornali e periodici del Tribunale di Brescia il Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB Brescia Sommario INTERVISTA - La Cassa sceglie un fondo per gestire al meglio il suo patrimonio immobiliare 2 SCUOLA - Considerazioni sul rapporto scuola-professione in vista del Convegno di Remedello 8 L esperienza di una studentessa in uno studio professionale: sensazioni e proposte 10 LEGISLAZIONE - Interventi di lieve entità per i quali non è necessaria l autorizzazione paesaggistica 12 Attività edilizia libera. Art. 6 della legge 73/ LEGALE - Il codice del processo amministrativo 18 DAL COLLEGIO DI BRESCIA - Cena sociale 2010: premi di fedeltà agli iscritti anziani, borse di studio ai giovani 20 Geometri di Valle Camonica: gli incoraggianti risultati di un anno di lavoro 38 A Cagliari il convegno SIFET Il catasto nel 2010: dalla topografia alla geomatica 40 Il miracolo della generosità di Gratacasolo e della matita di una geometra in Abruzzo44 FORMAZIONE CONTINUA - Nuovi corsi organizzati dalla Commissione ambiente e bioedilizia 50 Classificazione acustica delle unità immobiliari. Procedure di valutazione 52 AGRICOLTURA & FORESTE - Energie rinnovabili: quali filiera e opportunità 56 DAL COLLEGIO DI LODI - Governo del territorio tra rinnovamento e sostenibilità60 AMBIENTE & BIOEDILIZIA - Il recupero delle acque meteoriche 64 GEOLOGIA - Tutela della salute e sicurezza nel settore estrattivo 72 TECNICA - Il consolidamento di strutture e- sistenti in calcestruzzo armato: un caso pratico 82 Sublimi rivestimenti di pietra 92 CONDOMINIO - Validità delle delibere96 Cedolare secca: previsti effetti positivi sui redditi alti e più tasse per i calmierati 102 CATASTO - In Italia due milioni di case non denunciate scoperte con le foto aeree104 CULTURA - La grande pietra verticale 106 Festa delle meridiane ad Aiello del Friuli 114 ETICA PROFESSIONALE - Indagini finanziarie elementari 120 Novità di legge 124 La parola agli esperti 126 Aggiornamento Albo 130 Associato ali USPI Gli articoli firmati o siglati rispecchiano soltanto il pensiero dell'autore e non impegnano né la rivista né il Collegio Geometri. È concessa la facoltà di riproduzione degli articoli e delle illustrazioni citando la fonte. Gli articoli e le fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono. IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/1 2010/4-1

2 INTERVISTA La Cassa sceglie un fondo per gestire al meglio il suo patrimonio immobiliare Crisi economica, manovra finanziaria, progetti annunciati e poi smentiti di nuova riforma delle pensioni: prima dell estate dal Parlamento sono arrivate voci discordanti che, soprattutto in tema di previdenza, hanno finito per preoccupare anche molti colleghi. Dai medesimi palazzi sono arrivate a più riprese bordate contro l attesa riforma delle norme sulle professioni tecniche che, dopo decenni, pareva ormai in vista della dirittura d arrivo, attacchi neppure troppo velati al ruolo dei geometri nella società italiana di oggi e di domani. Temi caldissimi, roventi dei quali abbiamo parlato nello scorso numero del Geometra bresciano con il Presidente Savoldi, ma che, visto l inevitabile impatto anche sul versante previdenziale, abbiamo pensato di affrontare anche con il Presidente della nostra Cassa, il geometra Fausto Amadasi. Anche perché in questi ultimi tempi si è discusso parecchio in periferia su una serie di iniziative assunte appunto dalla Cassa, ad esempio sulla gestione del proprio patrimonio immobiliare o sull invio di migliaia di lettere e sanzioni sui versamenti degli ultimi cinque anni. Tutte questioni sulle quali il Presidente Amadasi ha accettato di rispondere, come sempre, con grande cortesia e disponibilità alle domande del nostro Direttore. 2 - IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4 Caro Presidente, approfittando della tua disponibilità torniamo ad incontrarti ad un anno dalla tua elezione per un mandato completo al vertice della nostra Cassa. E guardando a questi dodici mesi la prima sensazione è che siano stati straordinariamente intensi con l avvio di importanti novità sul fronte Cassa, ad e- sempio per la gestione futura del nostro patrimonio; ecco perché ti chiediamo innanzitutto di fare il punto della situazione, di dirci insomma cosa bolle in pentola. «Hai ragione, è stato davvero un anno terribilmente intenso, ma non tanto per la Cassa quanto per la professione, ovvero per i geometri italiani. Non occorre che ne parli a lungo perché leggiamo tutti i giornali ed abbiamo assistito tutti, penso con crescente fastidio e sorpresa in quest ultimo periodo, ad una serie di durissimi attacchi alla nostra categoria, al nostro lavoro, al nostro stesso ruolo nella società. In ogni sede, professionale e politica, da più parti ma in particolare dalle altre categorie, abbiamo visto attacchi senza precedenti con l intento preciso di impedire un adeguato riconoscimento del lavoro che i geometri svolgono. È il caso ad esempio del cammino travagliatissimo delle ipotesi di riforma della legge sulle professioni tecniche o della valutazione delle competenze di ogni professionista, della gestione degli albi con la possibile riunificazione delle professioni dei cosiddetti tecnici intermedi, e di tutte le altre questioni che il mercato prima ancora dell Unione europea richiedono. Sono battaglie di retroguardia che sappiamo di poter vincere, ma che, proprio per questa ragione, impongono ai geometri, a ciascuno di noi ed alla nostra organizzazione dimostrazione di quella forza di categoria sinora poco avvertita». Per la Cassa in particolare cosa significa? «Per noi della Cassa, e non è superfluo ricordarlo, c è innanzitutto l obbligo prioritario e statutario della difesa della previdenza autonoma e privatizzata che ci siamo dati fin dal Un impegno che significa oggi non solo la miglior gestione possibile del patrimonio e un efficienza sempre più avvertita nella fornitura dei servizi ai geometri, ma anche su un piano forse più generale e strategico, nella difesa e nella promozione stessa della categoria. Che passa ad esempio nel mostrare senza modestia tutta la nostra solidità economica, la nostra forza, la nostra capacità di metter in campo peso economico e peso politico di fronte agli attacchi, da qualunque parte arrivino. In buona sostanza la nostra ferma convinzione, anche da amministratori della Cassa, è che si salvaguarda la previdenza se si riesce a salvaguardare la professione, il lavoro ed il ruolo dei geometri nella società italiana ed in quella aperta all Europa ed al mondo». Intenti che non sono diversi da quelli del Consiglio Nazionale. «Proprio così ed infatti con il Presidente Fausto Savoldi ed i suoi consiglieri e collaboratori il rapporto è molto stretto, giacché gli obiettivi sono sostanzialmente i medesimi, pur se, ovviamente, ciascuno ha la sua specificità operativa. Le occasioni di collaborazione, meglio di concreta possibilità di muovere in perfetta sintonia in ogni ambito, sono moltis-

3 INTERVISTA Il Presidente della Cassa geometri Fausto Amadasi durante l intervista concessa al nostro direttore Bruno Bossini sime e rappresentano davvero una delle peculiarità e delle ricchezze che altre categorie ci invidiano e che dobbiamo sempre salvaguardare». bito dove questa collaborazione è più evidente? «Lo ripeto, praticamente non c è tema d interesse comune sul quale non ci si confronti e che non preveda iniziative concordate e di attiva integrazione operativa. È il caso ad esempio della formazione, uno dei capitoli che saranno sempre più decisivi per riaffermare il valore della nostra professione e del contributo dei geometri allo sviluppo del Paese. In questo ambito spetta certamente al Consiglio Nazionale nella sua piena autonomia un ruolo di indirizzo generale, di definizione strategica degli obiettivi e dei percorsi, così come In effetti anche in periferia si intuisce il valore di questo lavoro comune, di questa unità d intenti tra Consiglio Nazionale e Cassa. Ma c è un amspetta massimamente ai Collegi diffusi capillarmente sul territorio la traduzione o- perativa di queste indicazioni. Ma anche la Cassa fa la sua parte, ad esempio con una funzione di stimolo e soprattutto di sostegno anche economico alle diverse iniziative». IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4-3

4 INTERVISTA Sono affermazioni importanti, che credo riempiano di fiducia tutti i colleghi che peraltro, in molti casi, già vedono i frutti di questa collaborazione. Passiamo ora ai temi più propri della gestione Cassa: che stagione sta vivendo la nostra previdenza? «Nel complesso direi una stagione positiva, di confortante solidità dei nostri conti e del nostro patrimonio, segnata dallo sforzo continuo per migliorare il servizio e per rispondere con la massima efficienza alle richieste degli iscritti». varato e che riserva qualche nuova limitazione anche alla gestione dei patrimoni degli enti previdenziali». Tu parli di eventualità criticità all esame del Consiglio e di interventi del Governo, puoi dirci qualcosa di più? vanti per ogni acquisto o per ogni cessione di immobile l ente dovrà essere sottoposto al parere preventivo del Ministero di controllo. Già prima l iter non era facile e passava attraverso criteri e procedure difficilmente Cassa è stata privatizzata ed ha autonomia gestionale, ma la previdenza è un obbligo previsto costituzionalmente in capo allo Stato e il patrimonio è considerato un bene pubblico perché deve garantire la pensione per un Non sono pertanto alle viste, né sono necessari interventi particolari per garantire la sostenibilità della Cassa nei prossimi anni? «Nel primo anno di attività del nuovo Consiglio della Cassa è stato approvato un nuovo provvedimento che porta gradualmente a 67 anni l'età per l'accesso alla pensione di vecchiaia calcolata con il retributivo. Sul fronte della previdenza non sono previsti altri interventi sino a che non siano a regime ovvero nel 2015 i provvedimenti già deliberati. In questo contesto di generale preoccupazione sulla sostenibilità economica e attuariale della previdenza, il Consiglio è naturalmente impegnato ad affrontare ogni eventuale criticità, specialmente sul versante della diminuzione delle nuove iscrizioni, ed ha ben presente la crisi generale del Paese, che impatta direttamente sul lavoro e sul reddito dei colleghi. Molta attenzione si deve inoltre porre altresì alla manovra e- conomica che il Governo ha «Certamente, anche perché non è un segreto che uno dei punti più delicati e più critici per un ente previdenziale come il nostro che è privatizzato, ma resta sempre sotto il controllo del Ministero, è la gestione dei patrimoni immobiliari. Si tratta di un punto che rischia di divenire tremendamente dolente, giacché i tempi della burocrazia non si accordano assolutamente più con quelli del mercato, visto che d ora in a- comprensibili per i nostri interlocutori sul mercato, ma oggi rischia di ingessare totalmente il patrimonio rendendo sempre più difficile la sua gestione e, dunque, la possibilità di ricavarne reddito». Ma, scusa Presidente, molti colleghi si chiedono cosa significhi avere una Cassa privatizzata da ormai 15 anni se non vi è autonomia di gestione. «A questo proposito bisogna essere chiari: la nostra congruo numero di anni. Pensione che se l ente non riuscisse più a pagare sarebbe lo Stato comunque a dover erogare; per questa ragione ogni variazione del patrimonio è sottoposta al controllo del Ministero competente e da quest anno questo controllo è ancor più paralizzante». Ed è da questa novità normativa che nasce la decisione di conferire una buona parte del nostro patrimonio 4 - IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4

5 INTERVISTA Resta pur sempre un operazione molto complessa che si immagina a- vrete discusso in Consiglio e in Comitato, ma per la periferia conviene saperne di più anche per fugare alcune perplessità che innegabilmente sono emerse. Chi sono gli altri soci di Polaris? E vero che è una società lussemburghese? «Questo progetto, come ti a- vevo accennato, ha già una lunga storia ed è coerente con le scelte operate da molti altri enti e Casse, Compagnie di Assicurazioni (vedi il Fondo delle Genead un Fondo immobiliare? «Questa novità della Finanziaria ci ha ancor più convinti della bontà di quella scelta che avremmo dovuto attuare già nel 2006 e che era stata sospesa per le preoccupazioni emerse sul trattamento fiscale dei Fondi dopo l elezione del governo Prodi. Il problema della gestione dei nostri immobili è infatti annoso, direi strutturale. Basti dire che un ente di previdenza come il nostro che gestisce centinaia di immobili, essendo classificato come Ente non Commerciale ha lo stesso trattamento fiscale di un semplice cittadino che non recupera l Iva e non porta in deduzione dal reddito come costo aziendale gli interventi di manutenzione o di ristrutturazione che compie ogni anno finendo così per pagare una quantità assurda di tasse sul reddito derivante dagli affitti. (N.B. Cassa non paga tasse sulle plusvalenze). A suggerirci il conferimento ad un Fondo immobiliare di una parte consistente del nostro patrimonio sono state quindi molteplici ragioni di natura gestionale e fiscale, a cominciare dal regime che agevola chi sovrintende alla stessa operazione di conferimento, tassato in esenzione di imposte catastali e ipotecarie a tassa fissa, ed alla messa a reddito di questi immobili ormai datati e da assoggettare nei prossimi anni a notevoli interventi di adeguamento e ristrutturazione». pensare quella che può passare per una cessione del controllo diretto sul nostro patrimonio? «Non è così e voglio tranquillizzare chi pone questioni non pertinenti: gli immobili della Cassa restano e resteranno nel pieno controllo della Cassa attraverso il Comitato Tecnico del Fondo nominato dalla Cassa con il compito di valutare preventivamente le scelte gestionali e verificare l attività del Fondo. Si tratta di guardare laicamente ad una formula giuridica nuova e diversa che consente maggiore dinamicità gestionale e dunque maggiore opportunità di reddito, nonché un consistente risparmio fiscale. Secondo i calcoli, che stiamo verificando anche alla luce delle novità introdotte dalla manovra Tremonti, passeremmo da un 20/25 per cento medio di tassazione annuale del nostro reddito immobiliare alla tassazione del 20 per cento da pagare solo al momento della distribuzione degli u- tili o della liquidazione del Fondo; quindi tendenzialmente tra decenni giacché tutte le operazioni di gestione positiva del Fondo non si tradurranno obbligatoriamente in un disinvestimento immediato e quindi immediatamente tassato. L incremento delle quote e del valore del Fondo stesso sarà tassato solo al momento del disinvestimento, il che potrebbe avvenire dopo trenta anni (durata prevista per il Fondo) e corrisponde a meno dell 1 per cento annuale (ripeto 1%)». La Cassa dunque continuerà a controllare direttamente il suo patrimonio immobiliare? «Sì, in quanto la Cassa conferisce gli immobili ad un Fondo immobiliare, che controlla al 100 % e che sarà gestito, come prevede la normativa di Banca d Italia sui Fondi immobiliari, da una Società di gestione del risparmio (Sgr), nel nostro caso costituita da Polaris Sgr che gestisce principalmente i patrimoni dei propri soci (fondazioni bancarie ed enti previdenziali, tra cui la Cassa Geometri che detiene una partecipazione del 23%). Come vedi la formula giuridica è diversa, ma nei fatti la nostra Cassa continua ad avere il pieno controllo del proprio patrimonio; l obiettivo è di gestire al meglio i nostri patrimoni senza subire inutili vessazioni fiscali ma sfruttando le agevolazioni che ci consentono di cogliere migliori opportunità di mercato e pagare nel contempo un po meno tasse». Ma basta il risparmio fiscale a comrali) e di Fondazioni Bancarie ed è una decisione strategica della Cassa e dell Assemblea dei delegati. Ora il Consiglio della Cassa si sta muovendo sul piano della operatività senza forzature da parte dei vertici della Cassa ed attraverso decisioni molto meditate e condivise, convinto della validità di questa scelta strategica». Quanto a Polaris invece? «Polaris è semplicemente una Sgr di diritto lussemburghese che gestisce decine di Fondi autonomi diversi e che ha mantenuto la capogruppo in Lussemburgo ma, avendo sede a Milano, di fronte alla sede della Banca D Italia, ed operando stabilmente in Italia è, a tutti gli effetti, assoggettata alla normativa italiana e paga le tasse in Italia. In buona sostanza si tratta di una società che si sottopone ad una doppia sorveglianza: quella lussemburghese per quel che riguarda la SA, mentre in Italia le Sgr sono sotto l occhio vigile di Banca d Italia. Nel complesso Polaris Sgr amministra 6,5 miliardi di euro, 5,2 dei quali conferiti dalla Fondazione Cariplo, che esprime anche il Presidente nella figura del Prof. Francesco Cesarini. Quanto ai soci, oltre alla Fondazione Cariplo che detiene circa il 48% delle azioni, Cassa Geometri un 23%, il 20% è detenuto da un Istituto Religioso, L Opera di Don Bosco e il resto dalla Fondazione della Cassa di Forlì». IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4-5

6 INTERVISTA Dunque tutto tranquillo e deciso? «Tutto tranquillo direi di sì; che sia deciso in via definitiva invece no, perché stiamo verificando le problematiche che ci derivano dalla manovra finanziaria di luglio. Certo sul piano della scelta strategica la volontà di avere maggiore flessibilità nella gestione e contare su un consistente risparmio fiscale sono elementi pesanti che ci confortano nel continuare a portare avanti con determinazione questa scelta». zazione, in una parola che meritano una gestione dinamica e professionale. Dando qualche valore un po più preciso a queste parole io credo che dei nostri circa 700 milioni di euro di immobili solo 400 milioni è previsto confluiscano nel Fondo mentre gli altri resteranno direttamente in carico alla Cassa». Ma proprio sul tema dell affidamento degli immobili ad una gestione esterna ci si chiede ad esempio se abbia un senso per i geometri, ovvero dei professionisti nella gestione degli immobili, affidare ad altri proprio la gestione degli appartamenti e dei palazzi di cui dispongono: non è una contraddizione anche negativa sul piano della presentazione della nostra professionalità? «La questione così è mal posta. Le difficoltà della gestione di masse amministrate tanto importanti comportano problemi molto più vicini agli scenari della finanzia che non a quelli della semplice gestione di immobili. Detto questo, il nostro obiettivo non è certamente quello di disperdere le competenze e le professionalità di assoluto valore che ha acquisito la Groma, la società di gestione e servizi integrati per il patrimonio immobiliare diretta emanazione dei geometri italiani. Puoi essere più chiaro? Sì, perché è un aspetto questo di grande significato anche sul versante della possibilità di creare opportunità di lavoro per i nostri i- scritti. La Groma infatti ha sviluppato in questi anni una piattaforma informatica peculiare per la gestione della quotidiana amministrazione dei patrimoni immobiliari, denominata Greta, che è considerata attualmente una delle più avanzate. Ebbene, è già stabilito che sarà Groma a gestire con l ausilio dei geometri liberi professionisti che già collaborano con la nostra società gli immobili del Fondo dei geometri conferito a Polaris (che avrà in portafoglio non meno di 800 contrati d affitto, decine di immobili in giro per l Italia, negozi, appartamenti, uffici). L obiettivo vero è però di specializzare i nostri iscritti nella gestione in modo che Groma possa candidarsi, e quindi poter candidare i geometri i- taliani, per la gestione dei patrimoni immobiliari affidati a Polaris da altri investitori e di quelli di altre Casse di previdenza. Ed è su quest ultimo versante che stiamo lavorando per stringere accordi importanti che spero potremo annunciare presto». Sono orizzonti di ampio respiro che non sempre gli iscritti riescono a leggere. «È vero, ma è un bene per la categoria e la Cassa vedere ogni iscritto, ed ancor di più ogni delegato, impegnato a conoscere, verificare, valutare e giudicare ogni scelta che il nostro Consiglio d amministrazione compie. Gli sforzi di questi mesi ed anche l opzione del Fondo immobiliare sono tutti tesi a dare la necessaria evoluzione alla privatizzazione del Era questo un salto Concretamente, quanta parte del nostro patrimonio immobiliare verrebbe conferito? «La scelta della parte di patrimonio da conferire è direttamente conseguente alle esigenze ed alle convenienze che ho già richiamato. Mi spiego: non abbiamo alcuna necessità di passare al Fondo i nostri gioielli, ovvero quegli immobili di pregio che abbiamo già restaurato e affittato a canoni di piena soddisfazione. Penso ad esempio alle sedi dei nostri Collegi (che sono oltre una cinquantina) o ai palazzi nei centri storici di Milano, Torino o Roma che ospitano enti e i- stituzioni e che sono già collocati al meglio dando un reddito che apprezziamo. Al Fondo conferiremo quella parte di patrimonio che è costituita da immobili per i quali sono necessarie importanti manutenzioni o che, non essendo strategici per alcun progetto, possono rientrare in un disegno di dismissione o di diversa utilizdi qualità necessario anche per rispondere a quegli attacchi che ricordavo in apertura». Lasciamo per un momento gli scenari più alti per venire alle domande che molti iscritti si sono posti alla fine dello scorso anno quando dalla Cassa sono arrivate le lettere con contestazioni e sanzioni, spesso per importi errati di pochi euro. (Le contestazioni sono state inviate ai primi di novembre e la scadenza era il 31 dicembre). «Anche questa è una questione che merita di essere conosciuta fino in fondo. Va ricordato così che fino ad un anno fa la verifica della posizione contributiva dell iscritto si faceva solo alla fine della sua carriera lavorativa ed accadeva che, al momento di tirare le somme, se qualche annata mancava o se emergevano difformità rispetto alle dichiarazioni prodotte in sede di denuncia al fisco le soluzioni possibili erano due: una pensione decurtata oppure, e non sempre in verità, la possibilità di adempiere con un onere non indifferente alle mancanze riscontrate dagli uffici. Avremmo potuto continuare così senza grossi problemi, spesso con vantaggio della Cassa, nel senso che l iscritto, per parte sua, in caso di prescrizione dell anno correva il rischio di ritrovarsi con una pensione ridotta o da fame senza poter rimediare ai mancati versamenti». Apparentemente tutto a posto, dunque, ma niente in ordine. 6 - IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4

7 INTERVISTA «Proprio così. L anno scorso, invece, visto che l elenco delle inadempienze e delle difformità c era ed era a nostra disposizione, il Consiglio della Cassa ha ritenuto doveroso attivare le verifiche inviando le lettere e le gior parte composta da galantuomini e proprio a loro tutela è necessario fare le verifiche, e se si fanno le verifiche purtroppo i primi ad avere i problemi sono quelli che hanno commesso errori banali. Anche se non man- sere ad esempio il pagamento d un articolo per una rivista, l emolumento da sindaco d una società, persino il cachet per una serata di cabaret o una performance da cubista in una discoteca, insomma qualcosa di diverso è un problema serio e se si decide di intervenire, lo si sa, lo si deve fare rispettando le regole e non si possono introdurre salvaguardie e casistiche speciose. La verifica è stata condotta su 94 mila posizioni ed ha consentito di individuare 15 milioni di contribuzioni e- vase per le quali sono state emesse sanzioni per 7 milioni di euro a carico di 28 mila iscritti. A tutt oggi restano 12 mila contestazioni alle quali gli interessati non hanno data risposta alcuna ed a questi sarà emessa la cartella esattoriale». sanzioni previste consentendo a tutti di potersi mettere in regola evitando la prescrizione». Ma era proprio necessario? Erano davvero così tante e così significative le inadempienze? «Non sono sicuramente io il miglior giudice per valutare una iniziativa della Cassa che certamente condivido ma che ci è imposta dal Regolamento, ma ti assicuro che la categoria è per la mag- cano neppure coloro che sistematicamente si comportano in modo poco corretto come ad esempio un collega che ha incassato somme importanti ogni anno, tutte considerate prestazioni occasionali sulle quali non versare la contribuzione integrativa alla Cassa. Dovrebbe esser chiaro a tutti che per un geometra libero professionista la prestazione occasionale estranea ai versamenti previdenziali può es- dalla libera professione che ha scelto e che lo vede i- scritto ad un albo. Non è una novità che qualche collega cerchi nelle maglie della legge la scappatoia per non pagare il dovuto; ed io ritengo che glielo si debba contestare». Sì, d accordo, però a qualcuno sono state contestate poche decine di euro, talvolta persino versamenti in eccesso «Il problema delle verifiche Ed ora dobbiamo attenderci un altra salva di ingiunzioni? «Le verifiche stanno continuando solo sull ultimo anno, ma io spero di poter presto annunciare che dall anno prossimo il modello 17 non ci sarà più e che la dichiarazione sarà sostituita dall Unico fiscale così come il versamento potrà passare attraverso il modello F24. Addio dunque a discrepanze, dichiarazioni mancanti o difformi, tutto sarà più facile e immediato». Un bel passo avanti «E non sarà il solo: aspettatevi a novembre qualche altro fuoco d artificio, in particolare in tema di previdenza integrativa con il via definitivo a quel progetto di versamento indolore legato agli acquisti che dovrebbe aiutare soprattutto i più giovani. Ne riparleremo presto». IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4-7

8 SCUOLA Bruno Bossini Considerazioni sul rapporto scuola-professione in vista del Convegno di Remedello laborazione che da un lato dovrebbe fornire alla nostra categoria la garanzia di un continuo rinnovamento culturale e tecnico, come a dire la certezza del suo futuro e alla scuola il raggiungimento del suo precipuo scopo, dare ai giovani gli strumenti adatti per intraprendere con successo la vita lavorativa. Viene allora da pensare: siamo sicuri che l approccio tra le due realtà (la Scuola e il lavoro) sia impostato nel modo più congeniale alle finalità richieste? Esistono altri modelli di collaborazione più percorribili? Siamo certi, per venire a noi geometri, che le proposte con le quali presentiamo ai giovani la nostra professione e i messaggi che le accompagnano rispecchino le aspettative dei nostri interlocutori? E dalla parte della scuola siamo sicuri che i giovani abbiano l effettiva coscienza e volontà di voler accedere alla nostra professione o invece, avendo idee molto approssimative in proposito ed essendo perciò indecisi, pensano, in attesa di eventi, di rivolgere la loro attenzione all Università? O, ancora peggio, mal consigliati dalla famiglia poco informata e dalla scuola tirano a campare aspettando senza entusiasmo l incerto futuro, cullandosi nell idea che pur sempre ci sarà la famiglia a sostenerli? Interrogativi, questi, di non facile risposta per vari mo- La giornata di studio che il nostro Collegio ha organizzato per gli studenti geometri dell Istituto Bonsignori di Remedello (della quale pubblichiamo la locandina) e l interessante articolo (vedere a pag. 10) di Simona Ferreri, studentessa del Tartaglia di Brescia sulla sua esperienza lavorativa estiva presso lo studio di una collega, suggeriscono alcune considerazioni sul rapporto non facile esistente tra lavoro e Scuola. Una relazione che denuncia una incomunicabilità di fondo che ostacola l integrazione che invece dovrebbe realizzarsi tra didattica e professione. In pratica, quella fattiva coltivi. Anzitutto, perché la nostra categoria, impostata sull individualismo professionale, e composta da geometri impegnati nel proprio aggiornamento tecnico e preoccupati della continuità del proprio lavoro specialmente in periodi di crisi come quelli che stiamo vivendo, mal si adatta a dedicare parte del proprio tempo per rimediare alle carenze formative scolastiche dei giovani diplomati, destinati in futuro a sostituirli nella professione. La scuola, d altro canto, presa anch essa da una perdurante carenza di risorse e- conomiche, impegnata nella realizzazione della riforma Gelmini che intende modificare la tendenza alla liceizzazione verificatasi negli ultimi lustri, fatica non poco ad a- deguarsi a una nuova prospettiva educativa che favorisca l accesso degli studenti al mondo del lavoro. Non siamo solo noi professionisti a rilevare le incongruenze e le manchevolezze formative della scuola: sono gli stessi studenti che le denunciano, come fa Simona Ferreri nel suo intervento a cui accennavamo in apertura. Cosa possiamo fare per superare queste impasse? Da parte 8 - IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4

9 SCUOLA vito della nostra categoria rivolto ai giovani a valutare nelle loro scelte future le molteplici opportunità offerte dall agricoltura moderna (per esempio, installazioni per la produzione di energia dalle biomasse) in ambito professionale da cui trarre certezze e soddisfazioni. Sarebbe buona cosa è la proposta che giro al Consiglio del nostro Collegio riproporre l iniziativa almeno una volta all anno in settori territoriali diversi e su diverse specificità professionali, al fine di rinsaldare sempre più il rapporto con la scuola per renderlo fruttuoso. 2) Garantirsi una presenza qualificata nei Comitati Scientifici che si vanno costituendo in ogni plesso scolastico di istruzione superiore per geometri. A questa nuova struttura scolastica, prevista dalla riforma Gelmini, è demandata la pianificazione dei cicli di studio, tenuto conto delle possibili deroghe e dell istituzione dei nuovi Istituti Tecnici Superiori (ITS) laddove sarà possibile organizzarli. In questo contesto l apporto della nostra categoria sarà nostra almeno due cose. 1) Incrementare e favorire con sempre maggiore frequenza le occasioni di incontro con la Scuola per affiancarla e sostenerla nelle scelte strategiche che la avvicinino al mondo del lavoro. Ben venga, in quest ottica, il Convegno all Istituto Bonsignori del prossimo 23 ottobre organizzato dal Collegio geometri di Brescia insieme alla Fondazione Civiltà Bresciana, rivolto agli studenti di Remedello per indagare gli sbocchi professionali del geometra in agricoltura. Sarà un messaggio e un inindispensabile, rappresentando il raccordo ideale tra scuola e lavoro. Cosa invece dovrebbe fare la scuola è bene lo dicano i suoi addetti che abbiamo inteso stimolare. Ci attendiamo dagli insegnanti che amano la loro missione e, perchè no, dagli studenti-geometri come Simona Ferreri, indicazioni sui mezzi e i modi più idonei per risolvere il problema del quale ci siamo occupati. La nostra rivista è aperta a o- spitare i loro interventi, pareri e opinioni. La nota del Presidente Premiazioni e riconoscenze Il 18 giugno scorso, in una rilassante oasi di verde, abbiamo festeggiato e premiato i nostri colleghi con anzianità d iscrizione all Albo di 40-5o e 60 anni. È commovente vedere con quanto entusiasmo i premiati ricevono dalle mani di colleghi o di personalità presenti l attestato con una bella e preziosa medaglia d oro offerta dal Collegio. Il riconoscimento è dovuto a questi nostri colleghi che negli anni della loro professione con la loro corretta deontologia e professionalità hanno sostenuto e onorato la categoria, erigendosi a poli di riferimento per i colleghi giovani e per quanti, praticanti o di fresca iscrizione all Albo, si cimentano nella libera professione. Abbiamo visto con quanto entusiasmo e commozione ex compagni di scuola fra i colleghi presenti si sono ritrovati dopo tanti anni dal conseguimento del diploma di geometra, sciorinando fra i loro vari ricordi episodi, commenti e riconoscimenti per i loro insegnanti, stimati e valutati più ora di quanto non avvenisse nel periodo degli studi. La presenza di personalità politiche e accademiche, di dirigenti scolastici e docenti dei nostri Istituti tecnici ha apportato ai nostri iscritti presenti la consapevolezza di non essere abbandonati e la certezza che la nostra categoria è tenuta in seria considerazione nell ambito professionale e lavorativo. La presenza di alcuni politici è un ottima occasione per avvicinarli e farli conoscere ai nostri iscritti tutti dotati di buona memoria che in occasione di elezioni politiche e amministrative sanno distinguere l amico da chi snobba la categoria o, peggio ancora, da chi la vorrebbe relegare a professione di serie B. L aria di festa fa bene a tutti, rende partecipi i giovani premiati con borse di studio per il buon esito conseguito negli esami di abilitazione alla professione e soprattutto dà sostegno ed entusiasmo ai dirigenti della categoria che a qualsiasi livello operano a sostegno dei geometri. L occasione è propizia per far giungere un saluto cordiale all intera categoria e per ringraziare quanti hanno partecipato alla cerimonia di premiazione, augurando a loro e a noi di ritrovarci per la festa del prossimo anno. Il Presidente Giovanni Platto IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4-9

10 SCUOLA Simona Ferreri L esperienza di una studentessa in uno studio professionale: sensazioni e proposte nico, di progettazione architettonica tramite computer e in futuro, di dedicarmi alla progettazione nell ambito del territorio. Oggi, alla vigilia del quinto anno di frequenza, mi sorgono tanti dubbi sul mio futuro lavorativo, perché mi sembra di essere impreparata riguardo alle materie nelle quali la scuola avrebbe dovuto fornirmi basi solide e profonde. Delle numerose aspettative immaginate al momento della scelta scolastica ben poche sono state effettivamente mantenute: che ciò dipenda dal corso degli studi scelto, dalla sezione frequentata, dagli insegnanti o da altro non sono in grado di giudicare. Ma questi quattro anni di studio mi hanno molto delusa, suscitandomi timori e incertezze nella scelta della professione di geometra. Mi si è presentata, durante le vacanze, l occasione di partecipare a uno stage presso uno studio tecnico, che ho colto al volo, per rendermi conto se quanto ho imparato a scuola potrà veramente tornarmi utile nella pratica lavorativa e capire visto che la scuola non riesce a darmi gli stimoli necessari se la professione di geometra sia per me la strada giusta. Per tre settimane ho così potuto vivere la professione nello studio tecnico che mi ha accolta, a contatto di diverse esperienze, dal lavoro di cantiere ai contatti con gli uffici comunali per il disbrigo delle pratiche tecniche, dall incontro con il cliente al lavoro d ufficio di carattere amministrativo. Questa esperienza mi ha mostrato l enorme differenza tra lo studio teorico e il lavoro: ho imparato, per e- Mi chiamo Simona Ferreri e sono una studentessa che dal prossimo settembre frequenterà il quinto anno dell Istituto tecnico per geometri Tartaglia di Brescia. Alla fine delle scuole medie mi posi il problema della scelta della scuola secondaria, decidendo di orientarmi su un corso di studi che mi consentisse di esaltare le mie propensioni personali per il disegno. Dopo una visita all Istituto Tecnico per geometri di via Oberdan, mi sono convinta che un tal genere di studio mi avrebbe garantito molte ore di disegno a mano libera e tecsempio, a usare le procedure basilari di Autocad, a seguire sommariamente la gestione di un progetto reale per un cliente, a conoscere i materiali da costruzione a minor impatto ambientale, le certificazioni e- nergetiche e le norme che le regolano. Ho avuto inoltre l occasione di visitare la sede del Collegio geometri, un ambiente inaspettatamente ricco di persone disponibili a darmi consigli, e ad ascoltare le mie impressioni sulle tre settimane di esperienza nello studio professionale. Ora,concluso lo stage, si stanno esaurendo anche le vacanze scolastiche. Ho la sensazione di aver acquisito una consapevolezza nuova di ciò che mi aspetta. Lavorare a fianco di Raffaella Annovazzi, la geometra che mi ha accolto nel suo studio e che ringrazio infinitamente, mi ha fatto maturare. L esperienza acquisita mi aiuterà a scegliere le specialità professionali sulle quali orientare il mio lavoro. Anche altri giovani studenti dovrebbero decidere di fare la mia stessa esperienza per crescere e responsabilizzarsi. Anzi, vorrei che fosse la scuola, durante il corso degli studi, a promuovere stage, anche brevi, anche di soli pochi giorni, in sostituzione di corsi un po noiosi e talvolta mal gestiti. I giovani studenti potrebbero sentirsi coinvolti e vedere il frutto dei propri studi applicati alla realtà del mondo professionale IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4

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12 LEGISLAZIONE Giuseppe Zipponi Interventi di lieve entità per i quali non è necessaria l autorizzazione paesaggistica Èstato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 agosto 2010 il Decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 139 Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, a norma dell'articolo 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni Prevede importanti novità che semplificano le procedure per l esame e il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche che, ricordiamo, sono necessarie per gli intervento edilizi sottoposti a vincolo paesaggistico (boschi, fiumi, laghi, bellezze d insieme ecc.). In sostanza vengono individuati ben 39 tipi di intervento, definiti di lieve entità, per i quali le principali novità sono: 1) La relazione paesaggistica potrà essere più semplice; 2) I termini per la conclusione del procedimento sono ridotti da 105 a 60 giorni; 3) Non è obbligatorio il parere della locale commissione del paesaggio; 4) In caso di valutazione negativa da parte dell Amministrazione la domanda viene rigettata direttamente dalla stessa Amministrazione senza necessità di acquisire il parere della Soprintendenza (salva la facoltà dell interessato di richiedere motivatamente l autorizzazione direttamente alla Soprintendenza); 5) In caso di valutazione favorevole dell Amministrazione, questa potrà richiede il parere alla Soprintendenza che ha 25 giorni di tempo per esprimerlo; decorso tale termine l Amministrazione rilascia comunque l autorizzazione che diventa immediatamente valido e non dopo 30 gg. come previsto dalla legge 42; 6) In caso di parere non favorevole della Soprintendenza il provvedimento di rigetto viene adottato dalla Soprintendenza stessa. Ecco l elenco dei 39 interventi di lieve entità 1. Incremento di volume non superiore al 10 per cento della volumetria della costruzione originaria e comunque non superiore a 100 mc (la presente voce non si applica nelle zone territoriali omogenee "A" di cui all'articolo 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, e ad esse assimilabili e agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice). Ogni successivo incremento sullo stesso immobile è sottoposto a procedura autorizzatoria ordinaria; 2. interventi di demolizione e ricostruzione con il rispetto di volumetria e sagoma preesistenti. La presente voce non si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice; 3. interventi di demolizione senza ricostruzione o demolizione di superfetazioni (la presente voce non si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice); 4. interventi sui prospetti degli edifici esistenti, quali: aperture di porte e finestre o modifica delle a- perture esistenti per dimensione e posizione; interventi sulle finiture esterne, con rifacimento di intonaci, tinteggiature o rivestimenti e- sterni, modificativi di quelli preesistenti; realizzazione o modifica di balconi o terrazze; inserimento o modifica di cornicioni, ringhiere, parapetti; chiusura di terrazze o di balconi già chiusi su tre lati mediante installazione di infissi; realizzazione, modifica o sostituzione di scale e- sterne (la presente voce non si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice); 5. interventi sulle coperture degli edifici esistenti, quali: rifacimento del manto del tetto e delle lattonerie con materiale diverso; modifiche indispensabili per l'installazione di impianti tecnologici; modifiche alla inclinazione o alla configura- zione delle falde; realizzazione di lastrici solari o terrazze a tasca di piccole dimensioni; inserimento di canne fumarie o comignoli; realizzazione o modifica di finestre a tetto e lucernari; realizzazione di abbaini o elementi consimili (la presente voce non si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice); 6. modifiche che si rendono necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica ovvero per il contenimento dei consumi e- nergetici degli edifici; 7. realizzazione o modifica di autorimesse pertinenziali, collocate fuori terra ovvero parzialmente o totalmente interrate, con volume non superiore a 50 mc, compresi percorsi di accesso ed eventuali rampe. Ogni successivo intervento di realizzazione o modifica di autorimesse pertinenziale allo stesso immobile è sottoposto a procedura autorizzatoria ordinaria; 8. realizzazione di tettoie, porticati, chioschi da giardino e manufatti consimili aperti su più lati, aventi una superficie non superiore a 30 mq; 9. realizzazione di manufatti accessori o volumi tecnici di piccole dimensioni (volume non superiore a 10 mc); 10. interventi necessari al superamento delle bar IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4

13 LEGISLAZIONE aree verdi; 18. interventi di allaccio alle infrastrutture a rete, ove comportanti la realizzazione di opere in soprasuolo; 19. linee elettriche e telefoniche su palo a servizio di singole utenze di altezza non superiore, rispettivamente, a metri 10 e a metri 6,30; 20. adeguamento di cabine elettriche o del gas, ovvero sostituzione delle medesime con altre di tipologia e dimensioni analoghe; 21. interventi sistematici di arredo urbano comportanti l'installazione di manufatti e componenti, compresi gli impianti di pubblica illuminazione; 22. installazione di impianti tecnologici esterni per uso domestico autonomo, quali condizionatori e imriere architettoniche, anche comportanti modifica dei prospetti o delle pertinenze esterne degli edifici, ovvero realizzazione o modifica di volumi tecnici. Sono fatte salve le procedure semplificate ai sensi delle leggi speciali di settore (la presente voce non si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice); 11. realizzazione o modifica di cancelli, recinzioni, o muri di contenimento del terreno (la presente voce non si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice); 12. interventi di modifica di muri di cinta esistenti senza incrementi di altezza; 13. interventi sistematici nelle aree di pertinenza di edifici esistenti, quali: pavimentazioni, accessi pedonali e carrabili di larghezza non superiore a 4 m, modellazioni del suolo, rampe o arredi fissi (la presente voce non si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice); 14. realizzazione di monumenti ed edicole funerarie all'interno delle zone cimiteriali; 15. posa in opera di cartelli e altri mezzi pubblicitari non temporanei di cui all'art. 153, comma 1 del Codice, di dimensioni inferiori a 18 mq, ivi comprese le insegne per le attività commerciali o pubblici e- sercizi (la presente voce non si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice); 16. collocazione di tende da sole sulle facciate degli e- difici per locali destinati ad attività commerciali e pubblici esercizi; 17. interventi puntuali di a- deguamento della viabilità esistente, quali: adeguamento di rotatorie, riconfigurazione di incroci stradali, realizzazione di banchine e marciapiedi, manufatti necessari per la sicurezza della circolazione, nonché quelli relativi alla realizzazione di parcheggi a raso a condizione che assicurino la permeabilità del suolo, sistemazione e arredo di pianti di climatizzazione dotati di unità esterna, caldaie, parabole, antenne (la presente voce non si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice); 23. parabole satellitari condominiali e impianti di condizionamento esterni centralizzati, nonché impianti per l'accesso alle reti di comunicazione elettronica di piccole dimensioni con superficie non superiore ad 1 mq o volume non superiore ad 1 mc (la presente voce non si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice); 24. Installazione di impianti di radiocomunicazioni e- lettroniche mobili, di cui all'articolo 87 del decreto legislativo 1 agosto 2003, IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4-13

14 LEGISLAZIONE n. 259, che comportino la realizzazione di supporti di antenne non superiori a 6 metri se collocati su edifici esistenti, e/o la realizzazione di sopralzi di infrastrutture esistenti come pali o tralicci, non superiori a 6 metri, e/o la realizzazione di apparati di telecomunicazioni a servizio delle antenne, costituenti volumi tecnici, tali comunque da non superare l'altezza di metri 3 se collocati su edifici esistenti e di metri 4 se posati direttamente a terra; 25. installazione in soprasuolo di serbatoi di GPL di dimensione non superiore a 13 mc, e opere di recinzione e sistemazione correlate; 26. impianti tecnici esterni al servizio di edifici esistenti a destinazione produttiva, quali sistemi per la canalizzazione dei fluidi mediante tubazioni esterne, lo stoccaggio dei prodotti e canne fumarie; 27. posa in opera di manufatti completamente interrati (serbatoi, cisterne etc.), che comportino la modifica della morfologia del terreno, comprese o- pere di recinzione o sistemazione correlate; 28. pannelli solari, termici e fotovoltaici fino ad una superficie di 25 mq (la presente voce non si applica nelle zone territoriali o- mogenee "A" di cui all'articolo 2 del decreto ministeriale n del 1968, e ad esse assimilabili, e nelle aree vincolate ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del Codice), ferme restando le diverse e più favorevoli previsioni del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115, recante "Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE", e dell'articolo 1, comma 289, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)"; 29. nuovi pozzi, opere di presa e prelievo da falda per uso domestico, preventivamente assentiti dalle Amministrazioni competenti, comportanti la realizzazione di manufatti in soprasuolo; 30. tombinamento parziale di corsi d'acqua per tratti fino a 4 m ed esclusivamente per dare accesso ad abitazioni esistenti e/o a fondi agricoli interclusi, nonché la riapertura di tratti tombinati di corsi d'acqua; 31. interventi di ripascimento localizzato di tratti di arenile in erosione, manutenzione di dune artificiali in funzione antierosiva, ripristino di opere di difesa esistenti sulla costa; 32. ripristino e adeguamento funzionale di manufatti di difesa dalle acque delle sponde dei corsi d'acqua e dei laghi; 33. taglio selettivo di vegetazione ripariale presente sulle sponde o sulle isole fluviali; 34. riduzione di superfici boscate in aree di pertinenza di immobili esistenti, per superfici non superiori a 100 mq, preventivamente assentita dalle amministrazioni competenti; 35. ripristino di prati stabili, prati pascolo, coltivazioni agrarie tipiche, mediante riduzione di aree boscate di recente formazione per superfici non superiori a 5000 mq, preventivamente assentiti dalle amministrazioni competenti; 36. taglio di alberi isolati o in gruppi, ove ricompresi nelle aree di cui all'articolo 136, comma 1, lettere c) e d), del Codice, preventivamente assentito dalle amministrazioni competenti; 37. manufatti realizzati in legno per ricovero attrezzi agricoli, con superficie non superiore a 10 mq; 38. occupazione temporanea di suolo privato, pubblico, o di uso pubblico, con strutture mobili, chioschi e simili, per un periodo superiore a 120 giorni; 39. strutture stagionali non permanenti collegate ad attività turistiche, sportive o del tempo libero, da considerare come attrezzature amovibili IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4

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16 LEGISLAZIONE Giuseppe Zipponi Attività edilizia libera Art. 6 della legge 73/2010 Dal 26 maggio 2010 è in vigore la Legge 73/2010 che ha modificato l art. 6 del Dpr 380 del 6 giugno 2001 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. Di particolare rilievo il comma 2 che estende gli interventi che possono essere eseguiti senza ancun titolo abilitativo. In particolare viene aggiunta la manutenzione straordinaria (lettera a) soggetta però a una particolare procedura che necessita comunque di elaborati redatti da un tecnico abilitato. Art. 6 - Attività edilizia libera 1. Fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienicosanitarie, di quelle relative all efficienza 16 - IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4 energetica nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo: a) gli interventi di manutenzione ordinaria; b) gli interventi volti all eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell edificio; c) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad e- sclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree e- sterne al centro edificato; d) i movimenti di terra strettamente pertinenti all esercizio dell attività agricola e le pratiche agrosilvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti i- draulici agrari; e) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell attività agricola. 2. Nel rispetto dei medesimi presupposti di cui al comma 1, previa comunicazione, anche per via telematica, dell inizio dei lavori da parte dell interessato all amministrazione comunale, possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo i seguenti interventi: a) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all articolo 3, comma 1, lettera b), ivi compresa l apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici; b) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni; c) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;

17 LEGISLAZIONE d) i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo e- sterno, a servizio degli e- difici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444; e) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici. 3. L interessato agli interventi di cui al comma 2 allega alla comunicazione di i- nizio dei lavori le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore e, limitatamente agli interventi di cui alla lettera a) del medesimo comma 2, i dati identificativi dell impresa alla quale intende affidare la realizzazione dei lavori. 5. Riguardo agli interventi di cui al presente articolo, l interessato provvede, nei casi previsti dalle vigenti disposizioni, alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale nel termine di cui all articolo 34-quinquies, comma 2, lettera b), del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n Le regioni a statuto ordinario: a) possono estendere la disciplina di cui al presente articolo a interventi edilizi ulteriori rispetto a quelli previsti dai commi 1 e 2; b) possono individuare ulteriori interventi edilizi, tra quelli indicati nel comma 2, per i quali è fatto obbligo all interessato di trasmettere la relazione tecnica di cui al comma 4; c) possono stabilire ulteriori contenuti per la relazione tecnica di cui al comma 4, nel rispetto di quello minimo fissato dal medesimo comma. 7. La mancata comunicazione dell inizio dei lavori ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica, di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo, comportano la sanzione pecuniaria pari a 258 euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l intervento è in corso di esecuzione. 8. Al fine di semplificare il rilascio del certificato di prevenzione incendi per le attività di cui ai commi 1 e 2, il certificato stesso, ove previsto, è rilasciato in via ordinaria con l esame a vista. Per le medesime attività, il termine previsto dal primo periodo del comma 2 dell articolo 2 del regolamento di cui al Dpr 12 gennaio 1998, n. 37, è ridotto a trenta giorni. 4. Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettera a), l interessato, unitamente alla comunicazione di inizio dei lavori, trasmette all amministrazione comunale una relazione tecnica provvista di data certa e corredata degli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiari preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l impresa né con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo. IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4-17

18 LEGALE Avv. Francesco Cuzzetti Il codice del processo amministrativo Oper sé o per i clienti anche i geometri hanno avuto e avranno a che fare con il processo amministrativo davanti al T.A.R. o al Consiglio di Stato e, anche se si tratta di materia avvocatesca, penso possano essere interessati ad apprendere che con il 16 settembre si verificherà un cambiamento, in quanto il Decreto Legislativo 104 del 2 luglio 2010 (G.U. n. 150 del 7 luglio 2010 supplemento ordinario 148/1) ha emanato un apposito codice che da tale data entrerà in vigore. Un codice, nel linguaggio giuridico, è la raccolta di leggi e di norme relative a una vasta materia giuridica, rispondente a criteri di organicità e sistematicità, per cui il fatto che il governo su delega del parlamento lo abbia varato per realizzare un rito snello ma garantista, che rispettasse i tempi del giusto processo e consentisse lo smaltimento del pesante arretrato, è certamente una novità di rilievo che va segnalata. La mia è necessariamente, non avendo ancora visto il testo, una informativa generica, per accenni, proprio perchè ritengo che la novità possa interessare non solo avvocati e magistrati, ma tutti i potenziali fruitori del servizio giudiziario amministrativo, posto proprio a tutela dei cittadini, nei confronti dell attività della pubblica amministrazione che può ledere i loro interessi legittimi. Diciamo subito che è deludente non avere trovato accolta nel codice la soluzione del problema di grande interesse per i cittadini, che ha formato oggetto d un contrasto annale tra la Cassazione e il Consiglio di Stato, nel senso di poter accedere all azione di risarcimento dei danni senza la pregiudiziale dell annullamento dell atto, che viene purtroppo confermata. Sotto l aspetto pratico, non è stata poi accolta la proposta di creare delle sezioni stralcio presso i T.A.R. con maggior carico di arretrati al fine di una ripartenza, che sarebbe stata coerente con il proposito del delegante. Essendo ovvio che non posso entrare nel dettaglio delle disposizioni codicistiche, mi soffermo su un i- stituto sul quale si conta molto, che è quello della sospensione dell efficacia dell atto impugnato come mezzo di cautela. Viene imposto un maggior contradditorio stabilendo i termini per la discussione non prima di venti giorni dalla notifica del ricorso e di dieci giorni dal deposito del ricorso, con la possibilità di presentare memorie e documenti fino a due giorni prima della discussione. L appello cautelare poi, passa a trenta giorni dalla notifica dell ordinanza che rigetta l istanza o sessanta giorni dalla pubblicazione della stessa. Posso fare, sempre de relato, anche un accenno sulle azioni di cognizione, di cui parla il nuovo codice in quattro articoli, in linea con il dettato costituzionale che garantisce il diritto di agire a tutela dei diritti e degli interessi legittimi. Anzitutto l azione di annullamento dell atto impugnato per contestarne l illegittimità (violazione di legge o eccesso di potere) proponibile nei termini di decadenza. Ho già detto che solo a seguito dell annullamento potrà seguire la causa di risarcimento del danno, che non è concesso per quei danni che si sarebbero potuti evitare usando le ordinarie diligenze con l esperimento degli strumenti di tutela previsti. Viene ribadita l azione contro il silenzio rifiuto secondo le regole consolidate; e viene aggiunto un articolo che dà al giudice il potere di adottare misure idonee per tutelare la situazione giuridica soggettiva dedotta in giudizio. Uno spiraglio per misure atipiche a tutela del cittadino? Aggiungiamo quindi nel nostro scaffale questo nuovo codice, accanto a quelli che riguardano altre materie, e impariamo a usarlo IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4

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20 DAL COLLEGIO DI BRESCIA Bruno Bossini Cena sociale 2010: premi di fedeltà agli iscritti anziani borse di studio ai giovani taccamento al lavoro e dell intensità con la quale hanno affrontato e superato problemi professionali e vicende di vita che li hanno segnati e a cui la presenza dei familiari spesso anche dei nipotini ha risvegliato note di gioia e di intima tenerezza. Ma chi sono questi nostri a- mici premiati? Per i quarant anni di professione sono i geometri: Paolo Vittorio Angoscini, Battista Belotti, Ruggero Bignardi, Alessandro Bontempi, Timoteo Umberto Cadeo, Giancarlo Cancarini, Carlo Castagna, Mario Cicu, Giuseppe Cossandi, Renzo Faitini, Mario Finocchio, Dionello Frà, Giovanni Gabrieli, Adriano Lorenzi, Ugo Martinelli, Guglielmina Masperoni, Gianpietro Messali, Silvio Giuseppe Minici, Efrem Panelli, Cristoforo Paterlini, Piergiulio Pea, Bartolomea Pedretti, Luciano Perlotti, Antonio Pirlo, Alberto Posabella, Franco Querini, Flaviano Rizzardi, Alfonso Rosoli, Giovanni Rossi, Glisente Scalvinoni, Egidio Scattini, Attilio Giuseppe Solfrini, Pierino Zanetti, Eugenio Battista Zanni, Franco Zanotti, Alfredo Zatti. Per i cinquanta: Amedeo Azzali, Rocco Breggia, Bortolo Fiora, Dario Furlan, A- lessandro Jannon, Silvio Maruffi, Nicola Moretti, Bruno Raza, Mario Giovanni Rossetti, Lucio Scalvini. Per i sessanta: Giovanni Nassini. Anche i giovani geometri presenti hanno avuto il loro spazio: sono state infatti Anche quest anno, il 18 giugno scorso, si è svolto il tradizionale incontro conviviale dei nostri iscritti nella elegante cornice del ristorante Corte Francesco di Montichiari circondato dal suo splendido parco. L incontro ha a- vuto il merito di riunire in gioiosa e brillante compagnia numerosissimi colleghi, i loro familiari, autorità di categoria e personalità della cultura e delle Amministrazioni locali. Momento culminante della manifestazione è stata come sempre la premiazione degli i- scritti anziani, quelli cioè che nell anno in corso hanno raggiunto il traguardo dei quaranta, cinquanta e sessant anni di professione. A loro, come doveroso riconoscimento dell attività svolta, è stata consegnata direttamente dalle mani del presidente del Collegio, Giovanni Platto, e di altri eminenti personaggi della categoria, tra cui molti presidenti di Collegi lombardi, una pergamena-ricordo e una medaglia d oro. La cerimonia, sobria e familiare come è abitudine del Collegio di Brescia, ha suscitato tra i premiati momenti di intensa commozione, mal celati dalla tipica ritrosia ad apparire dei bresciani. Fa piacere e scalda il cuore vedere persone ormai mature avvertire nell animo l improvviso agitarsi di sentimenti profondi; dà il segno dell atconsegnate, come è abitudine da alcuni anni, le borse di studio Tedoldi Zatti riservate ai neo-iscritti che hanno conseguito le migliori votazioni all esame di Stato. I premiati sono: Alessandro Beltrami, Matteo Ghidinelli, Paolo Marzadri, Stefania Rodondi. Le borse sono la dimostrazione di quanta fiducia il Collegio riponga nei propri giovani destinati a subentrare agli anziani nella professione e di quanto quest ultima sia sempre appetita e richiesta dal mercato del lavoro. A questi concetti si è richiamato nel suo saluto il Magnifico Rettore dell Università di Brescia, prof. Augusto Preti, che con la sua presenza alla festa ha voluto sottolineare quanto l Istituzione accademica bresciana e la professione del geometra siano in grande sintonia. Dopo il pranzo trascorso in serena e allegra compagnia di antichi compagni di scuola evocando vicende giovanili, o di colleghi-amici rinfrescando ricordi di comuni iniziali esperienze di lavoro, le efficientissime (ed elegantissime) collaboratrici d ufficio del Collegio hanno offerto alle signore presenti un bouquet de fleurs a grazioso ricordo della serata e come promessa d arrivederci per l anno venturo IL GEOMETRA BRESCIANO 2010/4

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