Conflitti di interesse e inducements: le scelte di Intesa Sanpaolo

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1 Conflitti di interesse e inducements: le scelte di Intesa Sanpaolo Milano, 16 aprile 2008 Paolo Scotti 1 Agenda Conflitti di interesse Inquadramento normativo: sintesi e ambito di applicazione Tipologie di conflitti di interesse Le scelte di Intesa Sanpaolo 2

2 CONFLITTI DI INTERESSE Inquadramento normativo: sintesi e ambito di applicazione La normativa parte dal presupposto che è impossibile eliminare i conflitti, a causa dell intensificarsi delle attività delle imprese. L articolo 21 del Testo Unico della Finanza richiede agli intermediari di identificare i conflitti di interesse che possono insorgere con il cliente o tra i clienti nella fornitura di servizi di investimento e accessori o di una combinazione di tali servizi la cui esistenza può danneggiare gli interessi di un cliente. 3 CONFLITTI DI INTERESSE Inquadramento normativo: sintesi e ambito di applicazione La Banca è tenuta a definire le procedure da seguire e le misure organizzative da adottare per gestire tali conflitti, quali ad esempio l'adozione di misure di separatezza organizzativa tra i vari uffici (c.d. Chinese Walls). Qualora le misure adottate non siano sufficienti per assicurare con ragionevole certezza che il rischio di nuocere agli interessi del cliente sia evitato, la Banca è tenuta ad informare chiaramente i clienti, prima di agire per loro conto, della natura e delle fonti di tali conflitti. 4

3 CONFLITTI DI INTERESSE Inquadramento normativo: sintesi e ambito di applicazione A differenza della situazione antecedente il 1 novembre 2007 la disciplina è chiara nell attribuire valore determinante all esistenza di efficaci misure Organizzative, quindi: la disclosure non è più da solo sufficiente ad adempiere agli obblighi imposti dalla normativa; la necessità della disclosure non si applica solo alla clientela retail, ma anche ai clienti professionali e alle controparti qualificate seppur con un grado di dettaglio diversificato; la normativa sui conflitti si applica a tutti e sussiste l obbligo di consegna della policy ai clienti al dettaglio. 5 CONFLITTI DI INTERESSE Tipologie di conflitti di interesse Intesa Sanpaolo ha identificato le tipologie di conflitti di interesse la cui esistenza può danneggiare gli interessi di un cliente e che riguardano sia la Banca sia le altre Società del Gruppo in ragione delle specifiche attività svolte. In particolare, le principali tipologie di conflitti sono riconducibili: alla prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti, in relazione a strumenti/prodotti finanziari (compresi quelli emessi da imprese di assicurazione) e a servizi di investimento emessi, gestiti, collocati/distribuiti dal Gruppo; alla produzione e diffusione di ricerche aventi ad oggetto strumenti finanziari emessi da società con le quali il Gruppo intrattiene rapporti partecipativi o di finanziamento o alle quali il Gruppo presta servizi di finanza aziendale; 6

4 CONFLITTI DI INTERESSE Tipologie di conflitti di interesse alla prestazione del servizio di gestione di portafogli nel caso in cui gli strumenti finanziari inseriti nel patrimonio gestito siano emessi o gestiti dal Gruppo o qualora siano inseriti nei portafogli gestiti strumenti finanziari emessi da società con le quali il Gruppo intrattiene rapporti creditizi o partecipativi o alle quali il Gruppo presta servizi di finanza aziendale; al collocamento (con o senza assunzione a fermo o impegno irrevocabile) di strumenti finanziari emessi da società con le quali il Gruppo intrattiene rapporti creditizi o partecipativi o alle quali il Gruppo presta servizi di finanza aziendale; assunzione di ruoli confliggenti nella prestazione dei servizi di finanza aziendale (ad esempio, advisor del compratore e lender del venditore). 7 CONFLITTI DI INTERESSE Le scelte di Intesa Sanpaolo La Banca ha posto in essere una serie di procedure e misure organizzative al fine di gestire i conflitti di interessi, tra le quali: la separazione funzionale e logistica (c.d. Chinese Walls ) tra le strutture organizzative che prestano servizi di finanza aziendale alle imprese (c.d. lato Corporate) e quelle che prestano servizi e attività nei confronti degli investitori retail ovvero dei mercati finanziari (c.d. lato Market), affinché: le strutture appartenenti al lato market non vengano a conoscenza delle informazioni privilegiate conosciute dalle strutture del lato corporate; le strutture del lato market non rispondano gerarchicamente alle strutture del lato corporate; un meccanismo di censimento e di analisi preventiva delle situazioni sensibili (c.d. Watch List), cioè di quelle situazioni operative che possono dare luogo a situazioni di potenziale conflitto di interesse, al fine di individuare eventuali cautele o limitazioni operative volte a mitigare tali conflitti; 8

5 CONFLITTI DI INTERESSE Le scelte di Intesa Sanpaolo (segue) la tenuta di un registro delle persone che hanno accesso a informazioni privilegiate relative alla Banca e/o alle società quotate clienti della Banca e del Gruppo (c.d. Insider List ); una policy per garantire l indipendenza della funzione di analisi e ricerca; una policy volta a garantire che gli incentivi percepiti o pagati dalla Banca non confliggano con il dovere di agire in modo onesto, equo e professionale, per servire al meglio gli interessi dei clienti; una serie di regole volte ad assicurare che la Banca raccomandi solo i servizi di investimento e gli strumenti finanziari adeguati al cliente o al potenziale cliente. Laddove le misure organizzative e amministrative adottate per gestire i conflitti non siano sufficienti per assicurare, con ragionevole certezza, che il rischio di nuocere agli interessi del cliente sia evitato, la Banca informa chiaramente i clienti della natura generale e delle fonti dei conflitti di interesse secondo quanto definito nelle proprie procedure interne. 9 Agenda Incentivi Inquadramento normativo: sintesi e ambito di applicazione Gli incentivi di cui alla lettera b): il significato delle condizioni di legittimità Le scelte di Intesa Sanpaolo 10

6 Incentivi Inquadramento normativo: sintesi e ambito di applicazione Articolo 52 Regolamento CONSOB n del 29 ottobre 2007, rubricato Incentivi, prevede che gli intermediari non possono, in relazione alla prestazione di un servizio di investimento o accessorio ad un cliente, versare o percepire compensi o commissioni oppure fornire o ricevere prestazioni non monetarie ad eccezione di: a) compensi, commissioni o prestazioni non monetarie pagati o forniti a o da un cliente o da chi agisca per conto di questi; b) compensi, commissioni o prestazioni non monetarie pagati o forniti a o da un terzo o da chi agisca per conto di questi, qualora siano soddisfatte le seguenti condizioni: b1) l esistenza, la natura e l importo o comunque il metodo di calcolo di tale importo sono comunicati chiaramente al cliente in modo completo, accurato e comprensibile; b2) il pagamento di compensi o commissioni o la fornitura di prestazioni non monetarie è volta ad accrescere la qualità del servizio fornito al cliente e non deve ostacolare l obbligo dell intermediario di servire al meglio gli interessi del cliente; 11 Incentivi Inquadramento normativo: sintesi e ambito di applicazione (segue) c) compensi adeguati che rendano possibile la prestazione dei servizi o siano necessari a tal fine, come ad esempio i costi di custodia, le commissioni di regolamento e cambio, i prelievi obbligatori o le spese legali e che, per loro natura, non possono entrare in conflitto con il dovere dell intermediario di agire in modo onesto, equo e professionale per servire al meglio gli interessi dei suoi clienti. 12

7 Gli incentivi di cui alla lettera b): il significato delle condizioni di legittimità della lettera b2). I requisiti di legittimità di cui alla lettera b2), relativi a retrocessioni ricevute (pagate) da (a) terzi, richiedono che gli incentivi siano volti ad accrescere la qualità del servizio fornito al cliente e non ostacolino il dovere dell intermediario di servire al meglio gli interessi dei clienti Accrescimento della qualità del servizio reso al cliente Affinché un incentivo possa dirsi volto ad aumentare la qualità del servizio fornito, occorre che la prestazione dell intermediario nei confronti del cliente ed i relativi obblighi contrattuali abbiano un contenuto utile a massimizzare l interesse del cliente. L'ammissibilità di eventuali pagamenti effettuati da terzi dovrà quindi essere valutata sulla base di una serie di indici, tra i quali assumono rilievo: le maggiori prestazioni rese dall intermediario al cliente, individuabili in specifici obblighi contrattuali, volte ad arricchire e migliorare il contenuto tipico e necessario di un servizio; l effettiva destinazione dei pagamenti di terzi; l impegno dell intermediario nella ricerca di un più ampio novero di prodotti da mettere a disposizione del cliente, anche sulla base di accordi di collocamento con una pluralità di emittenti. 14

8 2. Dovere di servire al meglio gli interessi del cliente La presenza dell incentivo non deve indurre l intermediario a non rispettare l obbligo di agire nel miglior interesse per il cliente; vale a dire che il beneficio dell'intermediario non deve essere eccessivo rispetto al beneficio/servizio prestato al cliente. L an e il quantum degli incentivi legittimamente percepiti vengono così a essere condizionati dalla presenza, ampiezza e controvalore degli ulteriori contenuti pattuiti tra cliente e intermediario. L intermediario deve rispettare gli obblighi di diligenza, correttezza e trasparenza. La percezione di incentivi deve essere neutrale rispetto all osservanza degli obblighi di comportamento previsti a carico degli intermediari (ad esempio gli obblighi relativi alle informazioni sugli strumenti finanziari, alla profilatura del cliente, alla classificazione degli strumenti finanziari, alla valutazione di adeguatezza / appropriatezza, alla best execution, ecc.) La valutazione di legittimità 3.1. I requisiti della valutazione In particolare, la valutazione di legittimità deve essere effettuata: in modo unitario, in quanto entrambe le condizioni previste dalla norma devono essere soddisfatte; in epoca anteriore rispetto alla erogazione del servizio e quindi al momento in cui l accordo - che prevede tali pagamenti - è proposto; sulla base dei seguenti elementi (elencati nella slide successiva): 16

9 3. La valutazione di legittimità 3.1. I requisiti della valutazione (segue) il tipo di servizio di investimento o accessorio reso dall intermediario al cliente e l estensione delle obbligazioni dell intermediario risultanti dal contratto con il cliente; il beneficio atteso per il cliente (in termini di natura ed estensione); tale valutazione va effettuata con riferimento al servizio reso al cliente; i benefici attesi per l intermediario; l incentivo non deve indurre l intermediario a non agire nel miglior interesse per il cliente; eventuali misure per gestire i conflitti di interesse possono mitigare tale potenziale effetto; tuttavia le misure per gestire i conflitti di interesse sono complementari (e non già sostitutive o alternative) rispetto a quelle sugli incentivi; la relazione esistente tra l intermediario e l entità terza che effettua/riceve la prestazione; la natura della retrocessione, le circostanze nelle quali interviene e qualsiasi altra condizione (ad es. il criterio di calcolo della retrocessione) ad essa collegata La valutazione di legittimità 3.2. I fattori di legittimità Accrescimento della qualità del servizio reso al cliente Qual è il beneficio per il cliente, per il quale rileva: il tipo di servizio reso al cliente, la natura della retrocessione, le specifiche obbligazioni assunte dall intermediario. 18

10 3.2. I fattori di legittimità Accrescimento della qualità del servizio reso al cliente Con l introduzione della MiFID sono ipotizzabili i seguenti modelli di servizio: Consulenza + Distribuzione in senso atecnico: abbinando la consulenza alla distribuzione, il modello permette in assoluto di garantire l accrescimento della qualità del servizio reso rispetto agli altri modelli. Mera Distribuzione: permetterebbe di garantire l accrescimento della qualità del servizio reso qualora ci sia un effettivo ampliamento della gamma dei prodotti e un attività di supporto alla vendita. Modalità execution only: in tale ipotesi gli incentivi non trovano legittimità I fattori di legittimità Dovere di servire al meglio gli interessi del cliente Il beneficio per l intermediario La presenza dell incentivo non deve condizionare l intermediario ad agire in modo difforme dal miglior interesse per il cliente. Al fine di poter legittimare gli incentivi è quindi necessario adottare soluzioni organizzative/procedurali formalizzate volte a prevenire che l attività dell intermediario sia condizionata dal diverso ammontare degli incentivi percepiti dagli emittenti/società prodotto a fronte dei servizi prestati. Approntamento criteri per la strutturazione di propri prodotti e per l individuazione di prodotti di terzi. Regole di comportamento non discrezionali. 20

11 3.2. I fattori di legittimità Disclosure Con riferimento alle modalità attraverso le quali l intermediario fornisce la disclosure ai clienti, è necessario: fornire l informativa per tutti gli incentivi che abbiano soddisfatto le altre condizioni di legittimità; garantire che il contenuto dell informativa sia conforme alla norma (esistenza, natura e importo o metodo di calcolo di competenze, commissioni o prestazioni pagati o forniti a o da un terzo); garantire che l esposizione del contenuto sia conforme alle norme (chiaro, completo, accurato e comprensibile); eventualmente differenziando il grado di dettaglio in relazione alla natura del cliente (professionale, al dettaglio) e in termini di sede in cui è resa l informativa (nel contratto ovvero in documento separato); garantire che il momento in cui viene fornita l informativa sia conforme alle norme (prima della prestazione di un servizio di investimento o accessorio); prevedere, in caso di comunicazione sintetica, la disponibilità di ulteriori dettagli da fornire al cliente su sua richiesta. 21 Le scelte di Intesa Sanpaolo La disclosure è contenuta nella scheda prodotto, documento fornito al cliente prima del perfezionamento delle operazioni. Per i prodotti del mercato primario le schede sono specifiche per ogni prodotto e predisposte in occasione di ogni nuova operazione di collocamento e distribuzione. Sono previste schede anche con riferimento alle gestioni di portafogli. Per gli strumenti finanziari negoziati sul mercato secondario sono previste schede per i titoli maggiormente richiesti. 22

12 Le scelte di Intesa Sanpaolo (segue) La Banca ha effettuato la mappatura delle fattispecie di prodotto e contrattuali che prevedono la retrocessione di commissioni ed ha effettuato una valutazione della loro legittimità ai sensi dei criteri indicati in precedenza. Sono state identificate le fattispecie considerate non rispondenti ai requisiti previsti dalla normativa: in particolare le retrocessioni di commissioni di gestione da parte dei fund manager al gestore di GPF/GPM. A decorrere dal 1 novembre 2007 non sono più collocate gestioni patrimoniali (o altri prodotti analoghi quali polizze unit linked) che prevedano retrocessioni da parte degli OICR target (sia del Gruppo sia di terzi). I prodotti o servizi già distribuiti continuano a essere collocati in conformità a quanto previsto dai vigenti contratti i quali tuttavia che, ove non sia prevista una scadenza precedente, saranno comunque sostituiti entro il 30 giugno Le scelte di Intesa Sanpaolo (segue) In relazione invece alle restanti strutture commissionali, che si ritengono rispondenti ai requisiti previsti dalla normativa in quanto volte a remunerare i servizi di consulenza e post vendita, sono state contrattualizzate le obbligazioni della Banca al fine di formalizzare il contenuto dei servizi resi ai clienti. Ciò è avvenuto sia nei contratti con gli investitori sia nei contratti con le società prodotto. Gli incentivi della specie sono rappresentati nelle schede prodotto ove è altresì esplicitato il servizio remunerato. La struttura dei nuovi prodotti finanziari e dei servizi di investimento è oggetto di verifica, anche per quanto riguarda le modalità di remunerazione, nell ambito delle procedure interne della banca. 24

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