MEDICINA TERRITORIALE E PARTECIPAZIONE

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1 MEDICINA TERRITORIALE E PARTECIPAZIONE di Gianni Marchetto della Associazione Esperienza & Mappe Grezze

2 Cosa sai? Come lo sai? Cosa dovresti sapere? Prima di procedere prova a scrivere le cose di cui sopra Ass. Esperienza & Mappe Grezze dopo la pandemia 2

3 PREMESSA Con questa nota si vuole affrontare uno dei problemi della cosiddetta fase 2 : quale medicina territoriale predisporre al tempo del Corona Virus. Medicina territoriale Gianni Marchetto 3

4 Di seguito le informazioni essenziali di un sistema informativo 1. La cartelle clinica del soggetto (comprensiva del suo consumo periodico di medicinali); 2. La scheda sanitaria del suo nucleo familiare; 3. La scheda sanitaria del suo caseggiato (là dove questo esista); 4. La scheda sanitaria del suo gruppo di lavoro. Medicina territoriale Gianni Marchetto 4

5 Quale sistema di controllo sociale e democratico: In ogni territorio dato (Zona, Comune, Provincia, Regione, Stato) dovranno essere previsti appositi Comitati di Gestione così composti: Istituzioni Locali, Tecnici, Sindacati e Datori di Lavoro, Associazioni varie (tra queste quelle che si occupano di assistenza e di Welfare). Medicina territoriale Gianni Marchetto 5

6 Chi deve controllare, tracciare? Questo significa che la organizzazione di tutti i servizi all interno di ogni territorio considerato (Zona, Comune, Provincia, Regione, Stato), devono essere soggetti alla programmazione, indirizzo e controllo del potere pubblico ai vari livelli. Il sistema che qui si propone è quindi un sistema coordinato e collegato di tutti i servizi oggi esistenti in un determinato territorio e non l insieme di istituzioni che forniscono i servizi. No quindi ad ogni forma di volontarietà. Medicina territoriale Gianni Marchetto 6

7 Campo di riferimento Quando parliamo di servizi sociosanitari è necessario sapere con chiarezza che intendiamo riferirci a tutti quei servizi esistenti sul territorio che vanno dagli ospedali, agli ambulatori, dai ricoveri per gli anziani, agli istituti per i minori, dalle assistenti sociali, alle equipe di medicina scolastica e psichiatrica, alle farmacie, ecc. Medicina territoriale Gianni Marchetto 7

8 Caratteristica degli attuali servizi L attuale complesso dei servizi socio-sanitari nato dalla Legge 833/78 con l obiettivo di rendere coerente e governabile non è stato all altezza dei postulati che la Legge 833/78 aveva formulato. Infatti la mano pubblica ha fallito nella programmazione, nell indirizzo, nel controllo. Per non dire del fenomeno abnorme di aver tollerato la privatizzazione del sistema che invece si voleva rendere pubblico e universale. Con l errore di aver introdotto il Capitolo 5 in Costituzione che ha aperto le porte alla cosiddetta autonomia differenziata in conseguenza di aver dato in mano alla Regioni tutto il capitolo della Sanità (e delle sue conseguenze, non ultime quelle della corruzione). Medicina territoriale Gianni Marchetto 8

9 Caratteristica degli attuali servizi Ciò ha fatto sì che questo insieme di servizi si sviluppasse in modo caotico e contraddittorio su tutti i piani: Per le DIMENSIONI = frazionate ed elefantiache nello stesso tempo (es. piccoli e grandi ospedali); Per la DISTRIBUZIONE = territori o zone con grandi disponibilità di strutture e servizi sociosanitarie, e altre quasi sprovviste; Per il GOVERNO = dato alle ASL (Aziende al posto delle Unità Sanitarie Locali con i Direttori scelti dai potentati politici, ecc.); Medicina territoriale Gianni Marchetto 9

10 Prevenzione Cura - Riabilitazione Questo ha fatto sì che l insieme del servizio socio-sanitario sul territorio italiano sia stato da un lato estremamente carente, episodico, frazionato, e dall altro molto costoso per tutta la comunità che spesso è costretta a pagare il servizio due volte (quello collettivo e quello privato). Ha permesso il proliferare di un servizio dove la PREVENZIONE è solo argomento di articoli più o meno interessati, per riviste, per seminari, ecc. mentre la CURA e la RIABILITAZIONE sono scarsi. Un servizio dove la mancanza di educazione sanitaria e farmaceutica, l invadenza delle industrie farmaceutiche, hanno determinato una mentalità consumistica che permette alla stesse industrie e a medici di speculare sulla salute della popolazione, fornendo, nel complesso, prestazioni sempre più scadenti e deprofessionalizzate (oltre che incomprensibili visto le decine e decine di visite specialistiche). Medicina territoriale Gianni Marchetto 10

11 La salute non si vende Nel 1961 in quel di Settimo T.se ci fu un Seminario sulle cosiddette morti bianche (effetto della manipolazione di agenti cancerogeni da parte dei lavoratori) che avvenivano alla Farmitalia (una industria farmaceutica). Tale Seminario era stato promosso dalla Camera del Lavoro CGIL di Torino. Relatore fu Ivar Oddone (padre dell Ambiente di Lavoro in Italia). Presenti al seminario: Sergio Garavini, Bruno Trentin, Angelo Di Gioia, Gastone Marri, Emilio Pugno, lavoratori e sindacalisti della Farmitalia e di altre aziende. La parola d ordine che fu coniata in quella occasione fu sul serio rivoluzionaria : la salute non si vende. Medicina territoriale Gianni Marchetto 11

12 Le paghe di posto = la monetizzazione Ricordiamo che per 26 Lire/ora si vendeva la pelle dei lavoratori. Peccato però che ci volle 10 anni per far sparire dai contratti nazionali la norma che prevedeva la contrattazione a livello dell azienda delle cosiddette paghe di posto (o di rischio). Quand è che ciò avvenne? Quando il movimento dei lavoratori abbandonò le Commissioni Interne (poche e in competizione tra loro) per approdare ai Delegati (eletti su scheda bianca tra iscritti e non, nel proprio Gruppo di lavorazione). Delegati che per la loro diffusione in tutte le imprese e per il loro operare quotidiano di controllo sul rapporto tra volumi produttivi e organico necessario per farlo, acquisirono agli occhi della maggioranza dei lavoratori rispetto ed egemonia che fu foriera della convinzione tra la maggioranza dei lavoratori di spostare l attenzione dalla monetizzazione (allora imperante) alle bonifiche ambientali da richiedere alle direzioni delle aziende: per oltre 10 anni, negli anni 70 e seguenti, queste richieste furono la maggior spesa fatta dalle aziende italiane. Medicina territoriale Gianni Marchetto 12

13 13 LA PROPOSTA Medicina territoriale Gianni Marchetto

14 Quale tracciamento La proposta che qui si vuole formulare nasce da quella intuizione ed esperienza, consci altresì del fatto che a tutt oggi nel comportamento dei cittadini e dei lavoratori siamo tutti ad un passo indietro all altra parola d ordine che allora si confrontava: ma neanche si regala (la nostra salute). È evidente a tutti che il tracciamento a cui siamo quotidianamente sottoposti da parte delle grandi multinazionali quali Google, Amazon, Facebook e quant altri ci lascia del tutto indifesi e portatori a gratis dei nostri sistemi di informazione. Medicina territoriale Gianni Marchetto 14

15 Il catasto, il sindaco, il medico e il cittadino Qualcuno ha scritto che la Rivoluzione Francese ha prodotto, come fatto fondamentale che definiva un nuovo mondo, il catasto della proprietà fondiaria. Noi pensiamo che la costruzione di un catasto delle proprietà nocive delle situazioni produttive e di vita esistenti su ogni territorio concreto, possa rappresentare la pietra miliare di un dominio dell'ambiente in favore delle esigenze degli uomini. Il sistema noi lo vediamo rappresentato dall'insieme degli abitanti di ogni Comune, fra i quali viene a svolgere una funzione specifica il Sindaco, come rappresentante del potere che si esprime oggi nel bloccare la circolazione delle macchine e domani si potrà esprimere nel bloccare e nell'imporre delle trasformazioni fondamentali anche all'interno dei processi produttivi, delle caratteristiche della circolazione ecc... Sempre all'interno dei cittadini una particolare funzione va rivalutata in modo determinante ed è quella dei medici, cioè degli operatori che hanno le possibilità e il compito di valutare il danno, che è l'unico indice reale dell'entità del rischio. La funzione delle organizzazioni sociali in senso lato, cioè di tutte le organizzazioni che esprimono l'attività umana al di fuori dell'attività lavorativa in senso stretto, è quello di modellare le caratteristiche del sistema rappresentato dalle tre figure centrali: cittadino, medico, sindaco. La proposta ai Sindaci 15

16 OCCORRE RENDERE VIRTUOSO IL TRIANGOLO Il sindaco I Lavoratori L ASL L azienda I Sindacati Attraverso una ripresa della contrattazione e del conflitto nei confronti di tutte le controparti La proposta ai Sindaci 16

17 Il catasto dei rischi ambientali Metabolismo umano Metabolismo animali casalinghi Attività e rifiuti domestici Riscaldamento Automobili private ATTIVITÀ ECONOMICHE Droghe e alimenti Ogni Territorio può essere caratterizzato per la presenza di RISCHI PER LA SALUTE. Sulla base della documentazione scientifica e dell esperienza, può essere adottato, per l essere umano il seguente schema di classificazione: Catastrofi di origine naturale (causate dall uomo) Altro...(tutto ciò che non rientra nelle prime 8 classi La proposta ai Sindaci 17

18 TABELLONE COMUNALE DI RISCHIO Nell ambito dei PEPS La proposta ai Sindaci Rischi prioritari Stima delle persone a rischio Allergopatie Asbestosi Bronchiti Croniche Infortuni Tumori Silicosi Sordità Altro (es. le tendiniti) TABELLONE COMUNALE DI RISCHIO N Soggetti a rischio (SIC) Elenco soggetti danneggiati (stima) Elenco soggetti danneggiati (SIC) 18

19 IL PROFILO PATOLOGICO Ai fini della conoscenza dello stato di salute della persona è sempre utile una visione di insieme, questa visione la possiamo chiamare il Profilo Patologico, che prende in esame le seguenti funzioni essenziali, per i quali vale l obiettivo della prevenzione. Scegliamo come esempi la funzione respiratoria, cardiocircolatoria, epatica e renale. Nel disegno ne sono raffigurate altre cinque. le 16 funzioni vitali 1a. Respiratoria 2a. Cardiovascolare 3a. Epatica 4a. Renale 5a. Digestiva 6a. Locomotoria 7a. Pelle e mucose 8a. Immunitaria 9a. Neurovegetativa 10a. Neuroendocrina 11a. Auditiva 12a. Neurosensoriale 13a. Psichica 14a. Metabolica 15a. Riproduttiva 16a. Regolaz. riprod. cellule Tra le 16 funzioni vitali classificate, ve ne sono 9 che sono quelle più attaccabili degli agenti nocivi nei posti di lavoro, in funzione delle quali i disturbi e le malattie cui fare sempre attenzione, sono per es.: Sonnolenza, insonnia, svogliatezza, ansia, mal di testa, vertigini, giramenti di testa, disturbi all udito, agli occhi, tosse, catarro, difficoltà nell orinare, crampi muscolari (es. le tendiniti ), pruriti e macchie sulla pelle, palpitazioni, bronchiti, gastrite, ulcera, silicosi, asbetosi, TBC, caviglie gonfie Livello del COMUNE della Ass. Esp. & M.G. 19

20 I fondamenti per una nuova medicina territoriale Questi devono essere i fondamenti per una nuova medicina territoriale : Prevenzione = prioritaria rispetto a cura e riabilitazione; Territorialità = prioritaria rispetto a categorialità; Governo unico e collegamento = alternativi rispetto a frammentazione, settorialismo, compartimenti stagni; Destituzionalizzazione = alternativa rispetto a segregazione; Partecipazione = alternativa rispetto a verticismo (e a delega ai soli tecnici). Medicina territoriale Gianni Marchetto 20

21 I fondamenti per una nuova medicina territoriale A questo proposito si forniscono le slide di Ivar Oddone in merito alla proposta di un Sistema Informativo coerente e complessivo Medicina territoriale Gianni Marchetto 21

22 MODELLI DI PREVENZIONE PRIMARIA La prevenzione primaria comporta l individuazione e la eliminazione delle cause di danno alla salute. Non sempre queste cause sono note, la prevenzione a livello individuale (anche quella secondaria) può essere allora di aiuto per individuarle ed instaurare una prevenzione primaria. Il modello di prevenzione primaria privilegia l indagine individuale di gruppo, partecipata. Pertanto l intreccio tra indagine individuale e di gruppo, tra definizione degli obiettivi della ricerca medica e criteri di attuazione, tra ricerca ed elaborazione, tra periferia e centri di raccolta, devono essere momenti essenziali di socializzazione. Medicina e Partecipazione Ivar Oddone 22

23 In tutte le istanze del Servizio Sanitario Nazionale le informazioni devono sempre circolare dalla periferia al centro e dal centro alla periferia. Medicina e Partecipazione Ivar Oddone 23

24 Medicina e Partecipazione Ivar Oddone 24

25 Medicina e Partecipazione Ivar Oddone 25

26 Medicina e Partecipazione Ivar Oddone 26

27 La strategia diagnostica preventiva deve poggiare sul gruppo, non sul singolo individuo. Medicina e Partecipazione Ivar Oddone 27

28 Dalla medicina preventiva devono derivare le schede individuali e le schede di gruppo. Medicina e Partecipazione Ivar Oddone 28

29 Medicina e Partecipazione Ivar Oddone 29

30 Medicina e Partecipazione Ivar Oddone 30

31 SAN DONATO (TORINO) UNA ESPERIENZA DI MEDICINA Da Psicologia dell ambiente del Prof. Ivar Oddone TERRITORIALE REALIZZATA 31 Medicina territoriale Gianni Marchetto

32 Descrizione dell'iter legislativo La base legislativa di partenza della riforma sanitaria è l'articolo della Costituzione Italiana che recita: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". I principi fondamentali di un diverso concetto di sanità: salute come bene sovraindividuale, della collettività, quindi uguale per tutti e rispetto della persona umana, sono come si vede già contenuti in queste brevi righe formulate più di 30 anni fa. L'istituzione del servizio sanitaria nazionale che implica il cambiamento dell'ordinamento sanitaria e del dicembre Medicina territoriale Gianni Marchetto 32

33 Descrizione dell'iter legislativo Sarebbe però riduttivo esaminare questo divario di tempo come un lungo periodo di non applicazione del dettato costituzionale. Se questo è vero, e lo è, in rapporto alla volontà e capacità politica dei vari governi di questi trent'anni, non si può dire altrettanto a livello delle organizzazioni formali e informali della democrazia (dalle organizzazioni sindacali ai Consigli di Fabbrica, ai consigli di quartiere spontanei, a gruppi isolati di persone) che in questi anni hanno portato avanti esperienze che hanno reso estremamente più corposa e credibile la realizzazione dell'articolo costituzionale. L'arricchimento è evidente anche se analizziamo l'iter delle leggi che si sono succedute a ritmo sempre più serrato, a partire dal 1970, e non è casuale che sia a partire da questa data. Questo iter legislative si dipana su due grandi filoni: uno di decentramento dei poteri dello Stato, l'altro, quello più strettamente sanitario, assistenziale e contributivo. Medicina territoriale Gianni Marchetto 33

34 Il decentramento Regionale Il primo filone si avvia (anche questo aveva le sue basi nella costituzione (art ) nel 1970 con l'istituzione delle Regioni. Con questa legge vengono formalmente insediati i governi regionali, i consigli regionali. Con successivi decreti presidenziali n. 4 e 9 del 1972 e con la legge n. 382 del 1975 e con i decreti attuativi del 1977, inizia il trasferimento delle funzioni dello Stato alle Regioni, e dalle Regioni ai Comuni. Cioè nell'arco di sette anni si è attuato il processo di decentramento dei poteri degli organi centrali dello stato a quelli periferici delle Regioni e dei Comuni. Questo nuovo assetto non è un mero artificio legislative ma potenzialmente è la base stessa di una democratizzazione reale delle istituzioni. In questo modo viene sottratto, alla struttura sanitaria centralizzata, il potere di operare in termini di medie nazionali cancellando le specificità, le esperienze delle varie comunità regionali, al di fuori di qualsiasi possibilità di controllo e verifica sull'operatività quantitativa e qualitativa dell'istituzione stessa. Medicina territoriale Gianni Marchetto 34

35 Le zone socio-sanitarie in Piemonte Nel 1976 la legge numero 8 appone un altro tassello alla possibilità di partecipare al governo delle comunità locali e al controllo della gestione della cosa pubblica da parte della popolazione, formalizzando i "Consigli di quartiere". Man mano che venivano emanate le leggi nazionali, le Regioni e i Comuni delineavano le modalità di applicazione delle stesse secondo le necessita locali e sulla base delle sollecitazioni delle organizzazioni democratiche delle Regioni e dei Comuni stessi. A partire dal 1975 la Regione Piemonte attuava una importante legge: "la zonizzazione" cioè la suddivisione del territorio in 76 Unita locali dei servizi, delimitava cioè i "contenitori" dell'ulteriore decentramento dei poteri. Medicina territoriale Gianni Marchetto 35

36 I Quartieri di Torino Il Comune di Torino deliberava la suddivisione del proprio territorio in 23 U.L.S. cioè "contenitori" corrispondenti ai suoi 23 quartieri. I confini di questi territori, in particolare per Torino, hanno rispettato quello che rimaneva dei confini storici dei borghi e dei successivi comitati di quartiere spontanei. L'assetto che questo lavorio legislativo nazionale, regionale e comunale ha determinato può essere così riassunto. Dalla base al vertice: governi dell'u.l.s., Comuni, Province, Regioni, Governo centrale. Il governo e quindi ripartito in vari livelli gerarchici di cui per la realtà torinese il Consiglio di Circoscrizione che controlla l'u.l.s. e l'unità elementare. Medicina territoriale Gianni Marchetto 36

37 Le Unità Sanitarie Locali di Torino L'altro filone legislativo, quello sanitario, rappresenta uno dei contenuti che deve andare a riempire i "contenitori" cioè le U.L.S. Uno dei contenuti e, senz'altro, il più importante sia per il valore politico che riveste sia per l'impegno economico. Il primo atto di questo filone e stata la legge del 1974 per il passaggio dell'assistenza ospedaliera alle Regioni, quindi la legge di scioglimento delle mutue (del 1977), in campo nazionale. Successivamente la Regione Piemonte fissava con la legge regionale n. 39 del1977 i criteri di programmazione dei contenuti per le U.L.S. e cioè la riorganizzazione dei servizi sanitari e assistenziali sul proprio territorio. Il Comune di Torino ha approntato le delibere di attuazione di tale riorganizzazione proponendole ai Consigli di Quartiere per eventuali adeguamenti. Infine, abbiamo la legge che istituisce il servizio sanitario nazionale (del dicembre1978). Medicina territoriale Gianni Marchetto 37

38 Adeguamento dei principi generali alla realtà A questo punto emergono due considerazioni. La prima è che il compito dei legislatori e finito, la seconda che esaminando tutto l'iter legislativo si ha l'impressione di una ripetizione burocratica di atti, quasi sproporzionata in rapporto della semplicità incisiva dell'articolo costituzionale. Ad entrambe le considerazioni si può rispondere negativamente. Esattamente come e avvenuto per l'articolo costituzionale anche per le successive leggi si apre adesso la fase di attuazione e verifica cioè la fase in cui, nel confronto con gli uomini, le cose e i problemi reali, si misurerà l'adeguatezza dei principi e delle norme fissate negli articoli di legge. Si apre quindi una nuova fase dialettica di arricchimento tra leggi ed esperienza reale. Tale dialettica va di pari passo con la questione implicita nella seconda considerazione. Quello che appare di primo acchito un iter burocratico complesso e tortuoso altro non è che il processo di adeguamento dei principi generali alla realtà e alla specificità delle situazioni reali dei governi locali. Medicina territoriale Gianni Marchetto 38

39 Equilibrio Esiste equilibrio tra questa legislazione e il comportamento in termini di partecipazione della popolazione sempre più coinvolta (e chiamata a coinvolgersi) nella gestione della cosa pubblica? La risposta è estremamente complessa. Da una parte, rispetto alla situazione in cui è stato formulato l'articolo costituzionale, indubbiamente la capacità e la volontà di partecipare sono cresciute, dall'altra in rapporto alla situazione nuova che si configura tali capacità e volontà rischiano di essere inficiate dall'enormità di conoscenze richieste in rapporto alla povertà degli strumenti conoscitivi messi a disposizione. Ma proprio questo sarà uno degli elementi fondamentali della dialettica tra leggi e situazioni reali. Ovverossia il processo che si avvia ha come suo fondamentale momento la messa a punto di momenti formativi e informativi che permettano realmente di governare e partecipare. Questi momenti non sono a senso unico dal governo e dai legislatori alla popolazione, ma sono di andata e ritorno e quindi di reciproca formazione: sia della popolazione sia del legislatore e/o amministratore. Medicina territoriale Gianni Marchetto 39

40 Il Servizio Sanitario Nazionale E questa considerazione ci rinvia alle leggi, in particolare alla legge sul "Servizio sanitario nazionale" che già contiene elementi di indicazione in questo senso, ma sono elementi che dovranno essere arricchiti proprio nel processo di attuazione e di apprendimento che l'applicazione della legge comporta. La delibera del Comune di Torino sulla sperimentazione ULS delinea in modo più preciso strumenti, metodo e riferimenti comuni che permettono la dialettizzazione del rapporto popolazione-amministrazione, leggi-operatività reale per arrivare ad una soluzione che rappresenti un reale cambiamento ed un cambiamento che sia una soluzione reale. Medicina territoriale Gianni Marchetto 40

41 Risultati della Riforma Sanitaria Con l'entrata in vigore della riforma sanitaria (e delle altre leggi nazionali): 1. vengono unificate in un servizio nazionale le strutture dell'assistenza sanitaria e le varie funzioni; 2. il governo amministrativo e politico (rispetto alle scelte) delle maggior parte di queste strutture viene decentrato a vari livelli sul territorio nazionale. Per le "strutture di assistenza sanitaria" il cambiamento previsto e abbastanza radicale. Per quello che riguarda la gente che usa l'assistenza, la scomparsa delle mutue e la riunificazione del servizio non porta cambiamenti nell'iter malato-sintomo-medico-esami, ecc. Il cambiamento consiste nel fatto che: 1) chi non aveva l'assistenza ora ce l'ha; 2) i tipi di prestazioni delle mutue vengono unificati. Medicina territoriale Gianni Marchetto 41

42 I Piani di Zona socio-sanitari Con le leggi regionali e le delibere comunali si crea per gli amministratori la possibilità di fare piani di zona legati alla realtà territoriale. Per le popolazioni si determina la possibilità di affrontare alcuni rischi in modo diverso rispetto all'iter usuale e di utilizzare in senso preventivo e partecipativo alcune leggi nazionali (legge per la tutela delle lavoratrici madri, scioglimento degli ospedali psichiatrici, tossico-dipendenze). Rispetto ai rischi relativi all età fertile, alla pediatria, all età lavorativa, ai rischi psichiatrici, esistono (oltre alle leggi) consultori e servizi che possono essere un punto di riferimento per la prevenzione, la formazione, l'azione sul territorio. Si rende inoltre possibile che ogni gruppo di cittadini del territorio, attraverso gli organi di governo della ULS possa incidere nella costruzione dei programmi di zona. Medicina territoriale Gianni Marchetto 42

43 L'Unità di base per la tutela della salute dei lavoratori (U.d.B) Gli elementi che caratterizzano il modo con cui il movimento operaio organizzato nella fabbrica affronta i problemi relativi alia salute sul luogo di lavoro sono i seguenti: 1. La scelta di priorità di intervento: cioè l'individuazione in una situazione concreta di che cosa si vuole concretamente cambiare, per quali e per quante persone, rispetto a quale rischio, con quali strumenti, in quanta tempo, in una dimensione non individuale ma collettiva. 2. La definizione di un modello coerente con le letture che fanno i gruppi operai della situazione del proprio ambiente di lavoro rispetto alia salute: questa modello (consiste nei criteri di scelta dei rischi (più gravi e/o frequenti e prevenibili), quindi nella stesura di una griglia di rischi prioritari e nella definizione dei fattori che li favoriscono. 3. II metodo di individuazione e quantificazione dei rischi: si tratta del metodo della mappa grezza dei rischi che, partendo dall'esperienza degli operai di una fabbrica, definisce la presenza o meno di un rischio, valuta l'entità della stessa, individua i gruppi più esposti. 4. II metodo con cui vengono scelte le priorità: cioè quel processo di validazione consensuale che permette l'elaborazione di una strategia in sede sindacale. 5. La trasformazione della strategia elaborata in un piano che permette di essere controllato e verificato nell'ottenimento degli obiettivi. Medicina territoriale Gianni Marchetto 43

44 Quale coscienza e strategia Alla base di questi elementi stanno costantemente due caratteristiche di fondo: 1. la coscienza del ruolo centrale che ha in ogni proposta di cambiamento l'esperienza accumulata da gruppi di operai; 2. la definizione delle strategie nei termini obiettivi diretti al cambiamento di quei fattori che forniscono il rischio individuato. La richiesta delle organizzazioni sindacali all'ente locale e stata quella di un servizio coerente con questa modello; cioè il sindacato non ha richiesto un nuovo servizio che erogasse assistenza o salute rispetto all'ambiente di lavoro ma un servizio che rendesse possibile (fornendo l'apporto tecnico scientifico) lo sviluppo della salute nell'ambiente di lavoro a partire dalle caratteristiche sopraddette. Questa richiesta e stata recepita con l'istituzione delle Unità di Base per la tutela della salute nei luoghi di lavoro. Le U. di B. svolgono il loro lavoro in stretto rapporto con la struttura sindacale nella fabbrica, coni gruppi operai omogenei, fornendo innanzitutto la memoria del cambiamento rispetto ai rischi di lavoro nelle fabbriche. Medicina territoriale Gianni Marchetto 44

45 I Comitati di Partecipazione L'utilizzo del modello operaio prima esposto è garantito dal metodo di lavoro delle U.d.B. (griglie dei rischi, mappe di rischio, piani di intervento coerenti) e dalla presenza del Comitato di Partecipazione, di nomina sindacale, che affianca l'u.d.b. nel suo lavoro. Lo svolgimento dei piani di riduzione dei rischi della U.d.B. richiede l'utilizzo di tecniche di controllo sull'uomo e sull'ambiente. Per questo motivo la Regione Piemonte e il Comune di Torino si sono convenzionati con istituti universitari. Ci si è quindi messi in condizione di rendere confrontabili su obiettivi precisi, il modello operaio e i modelli tecnici esistenti. Si tratta quindi di un confronto di modelli che a partire dai modelli più precisamente codificati (quello operaio sinteticamente descritto, quello tecnico tradizionale della medicina del lavoro) si articola in una serie di ramificazioni che contengono modelli ancora leggermente diversi, o intermedi tra l'uno e l'altro (quello degli operatori dell'u.d.b.) o di altro tipo (come possono essere presenti nei singoli operai di un gruppo omogeneo). Medicina territoriale Gianni Marchetto 45

46 Confronto di modelli Ciò che è in grado di garantire il confronto di modelli diversi e da una parte il riferimento alla fabbrica, letta secondo mappe di rischio e gruppi a più alto rischio. Dall'altra il funzionamento di un servizio che escludendo la delega torna costantemente sull'oggetto di partenza (quel reparto, con quel rischio, con quei fattori che lo favoriscono) ed e in grado costantemente di valutare cosa e quanto e cambiato, se l'obiettivo e raggiunto e va quindi abbandonato o se e necessaria ritornarvi sopra fino al raggiungimento. Medicina territoriale Gianni Marchetto 46

47 SINTESI DEL PROGETTO SAN DONATO (Q. 6) 47 Medicina territoriale Gianni Marchetto

48 Una sperimentazione di massa Il progetto vuol essere una sperimentazione "di massa" con l'obiettivo di costruire un piano partecipato di intervento che sia in grado di produrre salute, intesa come benessere psico-fisico, nella popolazione di una determinata zona. Nella realizzazione del progetto il nostro modello di riferimento e quello con il quale la classe operaia organizza e affronta il problema della nocività nei luoghi di lavoro. Non è scelta ideologica ma essenzialmente scientifica nel metodo e nei suoi momenti operativi. Questa scelta si basa su una considerazione: non c è nessun'altra forza o gruppo che abbia in questi anni maturato tanta esperienza sulla salvaguardia della salute come la classe operaia, esperienza che è riuscita concretamente a creare un modello preventivo adeguato e quindi, sempre molto concretamente, a produrre salute. Si tratta di una metodologia relativa alla lotta per la salvaguardia della salute nell'ambiente di lavora trasferibile nel resto del territorio in quanto non è possibile (o meglio sarebbe falso) definire una linea di demarcazione netta tra ambiente di lavoro e ambiente di vita extra lavorativo, sia perché esiste una corrispondenza tra organizzazione della fabbrica e organizzazione del territorio, sia perché il lavoratore che passa otto ore nella fabbrica e sedici nel territorio e lo stesso e non può affrontare il problema della salute in due modi diversi. Medicina territoriale Gianni Marchetto 48

49 Salute in modo sovraindividuale È opportuno esplicitare quali sono le caratteristiche di questa metodologia e in cosa differiscono da un approccio tradizionale al problema della salute: 1. la salute viene affrontata in modo sovraindividuale: non una persona con dei sintomi, con una malattia che deve essere curata con un dato farmaco, ma un gruppo che attraverso l'esperienza scopre nell'omogeneità della propria condizione la causa del malessere comune e quindi e in grado di ipotizzare delle soluzioni. 2. Questa esperienza richiede la partecipazione di tutti i soggetti, non solo nell'individuazione del danno e del rischio ma anche nella scelta delle priorità legata alle effettive possibilità; tutti i soggetti coinvolti riescono a leggere nello stesso modo lo stato di salute della collettività e a fare delle scelte di priorità funzionali a un miglioramento della salute della collettività stessa. 3. Operando cosi nel preparare un piano di bonifica non si approda ad un elenco indifferenziato di bisogni ma ad obiettivi concreti, precisi, raggiungibili rispetto a gruppi concreti di uomini scelti in modo definito. 4. La scelta delle priorità di intervento e riferita ai gruppi di uomini più esposti, ai rischi prevenibili (su questi e possibile l'intervento), più gravi e/o frequenti. 5. Nello sviluppo concreto previsto dal piano cosi elaborato si ha sempre una verifica (miglioramento o meno della salute nei gruppi considerati a più alto rischio). Medicina territoriale Gianni Marchetto 49

50 Il modello di salute attuale Il modello con cui viene attualmente in generale affrontato il problema della salute e pressoché l'opposto: parte da un rapporto estremamente privatizzato del malato momenti rispetto ai quali questo uomo nasce, cresce, va a scuola, lavora, ecc.; questo processo ha la sua continuità cosi come nel corso dell'anno dopo una stagione ne viene un'altra. Il secondo presupposto della griglia dei rischi proposta nel progetto S. Donato e di identificare un numero definito di rischi che servano da riferimento alla popolazione ed ai tecnici del Quartiere. Il terzo presupposto e che questo uomo, nell'arco della sua vita e caratterizzato da un insieme di funzioni e non di pezzi. In altre parole, lavora, respira, mangia, cammina, ecc. e non e fatto come un puzzle in cui c è il cuore, il fegato, o l'osso tale e l'articolazione talaltra. La vita di questo uomo, che è ognuno di noi, comincia con la nascita e finisce con la morte, o meglio comincia prima della nascita. Medicina territoriale Gianni Marchetto 50

51 Le fasce di età I periodi che caratterizzano la vita dell'uomo noi li abbiamo chiamati fasce d età, più precisamente: 1. età fertile; 2. gravidanza e parto; 3. periodo dello sviluppo (all'incirca sino a 18 anni, questo periodo può essere ulteriormente distinto in prima pediatria, da 7 giorni a 1 anno compiuto, seconda pediatria, da 2 anni a 5 anni compiuti, età scolare, da 6 anni a 12 anni compiuti, adolescenza, da 13 anni sino a 18 anni); 4. età lavorativa, fino a 60 anni; 5. età post lavorativa. Medicina territoriale Gianni Marchetto 51

52 I rischi: + gravi + frequenti e/o diffusi + prevenibili All'interno di queste fasce il nostro uomo può avere dei danni alle sue funzioni. Questi danni, se ad esempio consultiamo l'indice di un testo di medicina, possono essere molti e in apparenza tutti importanti allo stesso modo. Ma sono realmente tutti importanti allo stesso modo? Ce ne sono alcuni che possono essere evitati in quanto ne conosciamo le cause e/o le circostanze che li possono favorire, e queste si possono rimuovere. Ci interessano i danni prevenibili, gravi e/o frequenti. In altri termini ci interessano tra i rischi che si possono prevenire quelli che sono più gravi e frequenti. Con questa griglia di gravità, frequenza e prevedibilità si sono setacciati i rischi rispetto a ogni fascia d età. In questo modo si sono evidenziati circa 30 rischi e si sono indicate le cause favorenti il rischio, cioè tutte quelle cause che aumentano le probabilità che il rischio si trasformi in danno. I rischi e le cause favorenti da noi indicati e che perciò proponiamo sia ai tecnici che ai non tecnici come prioritari sono i seguenti. Medicina territoriale Gianni Marchetto 52

53 Età fertile È quel periodo in cui la funzione riproduttiva e attivata. Per la donna si tratta di quell'arco di vita compresa tra la prima mestruazione e la menopausa. Per l'uomo da quando inizia la sua capacità di fecondare al momento in cui questa cessa. All'incirca questa fascia d età e compresa tra i 13 e i 45 anni per la donna e tra i 13 e i 60 anni per l'uomo. I rischi emersi come prioritari per questa fascia sono: gravidanza non desiderata, danno alle cellule seminali. Per la gravidanza non desiderata la causa favorente e il non uso o lo scorretto uso di criteri e/o mezzi anticoncezionali. Per il danno alle cellule seminali le cause favorenti sono i fattori nocivi ad effetto mutageno che possono produrre un danno alle stesse. Questi fattori sono presenti particolarmente nell'ambiente di lavoro sotto forma di sostanze chimiche e radiazioni ionizzanti. L'esposizione a queste ultime si ha anche nell'ambiente esterno ogni qualvolta il soggetto si sottoponga a radiografie. Relativamente al rischio in esame ci riferiamo esclusivamente alle radiografie del bacino. Medicina territoriale Gianni Marchetto 53

54 Gravidanza Rischi Per questa fascia i rischi sono o di avere un danno al feto per cui il bambino può nascere con delle lesioni oppure l'aborto. Le cause favorenti rispetto a questi due rischi sono: Cause favorenti l'uso di certi farmaci (e perciò necessario conoscere farmaci da non usare in gravidanza); radiografie, durante il corso della gravidanza vanno evitate, se possibile, radiografie del bacino; età troppo avanzata della madre, in particolare se questa ha superato i 38/40 anni, le probabilità di rischio aumentano. fattore Rh negative della madre: qualora il feto erediti dal padre il fattore Rh positivo si determina, a partire dalla seconda gravidanza, un'incompatibilità materno-fetale. condizioni di vita inadeguate, cioè in presenza di carenze igienicoalimentari-abitative; condizioni lavorative, per queste si rimanda alle tabelle legislative che dettano le regole da rispettare per la donna che lavora ed entra in gravidanza. l'ultima causa favorente per i rischi prima indicati sono quelle condizioni come anemie, malattie della madre (cardiopatia, ad esempio), essere portatori di malattie ereditarie che devono essere a conoscenza della coppia nel momento in cui questa decide di avere un figlio ma che comunque sono legate alla scelta che la stessa può fare. Medicina territoriale Gianni Marchetto 54

55 Parto -7 giorni Rischi Questa fascia comprende il momento del parto e quel periodo di circa sette giorni in cui il bambino si abitua al nuovo ambiente in cui si trova. Cause favorenti Il rischio e di avere un danno al neonato e questa può essere determinato da un parto prematuro o postmaturo, o da condizioni fisiologiche personali della madre, o ancora da inadeguate condizioni ambientali. Medicina territoriale Gianni Marchetto 55

56 1a Pediatria (7 giorni - 1 anno) Rischi In questo periodo, ben conosciuto dalle madri per cui e uso comune dire che il bambino "ha passato l'anno" lo stesso impara a camminare, alimentarsi normalmente, coordinate i movimenti. I rischi che può correre sono quelli di avere un alterato sviluppo psichico, motorio o globale, di avere un danno alla funzione respiratoria. Le cause favorenti questi rischi sono diverse, indichiamo le più frequenti. Cause favorenti per il danno psichico e motorio: un danno alle strutture nervose subito durante il parto o subito dopo, nei primi giorni di vita, che soprattutto se di minima entità può sfuggire alia diagnosi, compromette il normale sviluppo del bambino, se non è trattato in tempo utile. per il danno psichico: la sordità che impedendo la comunicazione bambinoambiente favorisce un ritardo nello sviluppo mentale. alterato sviluppo globale del bambino: ha come causa favorente una alimentazione scarsa o non corretta, enteriti (diarree frequenti) per ultimo: malattie da malassorbimento (che impediscono l'assunzione delle sostanze nutritive indispensabili all accrescimento). rispetto all'handicap deambulatorio, cioè una limitazione alla capacità, di camminare, la causa che lo favorisce e la lussazione congenita dell'anca, non trattata. Per questa malformazione contano come fattori predisponenti l'area geografica di provenienza della famiglia e la presenza tra gli ascendenti di casi di lussazione congenita dell'anca. il danno alla funzione respiratoria vede come causa favorente ripetute forme di bronchiti e broncopolmoniti che insorgono con maggior frequenza in quei bambini che abitano in case malsane, umide, in zone del quartiere ad alto inquinamento atmosferico. Medicina territoriale Gianni Marchetto 56

57 2a Pediatria (1 anno - 6 anni) Rischi I rischi di questa fascia sono: Cause favorenti avere un accrescimento non regolare (cioè non aumentare proporzionalmente di peso e di altezza rispetto al peso alla nascita); l'ambliopia: l'ambliopia di per sé stessa non è un danno ma lo può divenire. Ossia il bambino avendo una diversa capacità visiva nei due occhi usa maggiormente l'occhio che vede meglio e a lungo andare finisce per perdere l'uso dell'altro; danno alla funzione cardiocircolatoria: il danno e data da malattie come quella reumatica, che colpisce i bambini dei gruppi sociali più poveri e può evolvere in endocardite reumatica. Altre malattie sono le cardiopatie congenite e le endocarditi batteriche. per il danno alia funzione respiratoria si rimanda a quanta detto prima. Medicina territoriale Gianni Marchetto 57

58 Età scolare (6 anni - 12 anni). Rischi I rischi più gravi frequenti e prevenibili in questa fascia sono: Cause favorenti danno alla funzione respiratoria, vedi quanta detto prima; danno alla funzione masticatoria e quindi digerente che ha come causa favorente la carie (il bambino non mastica bene per cui finisce per essere compromessa la digestione); danno alla funzione osteoarticolare con causa favorente paramorfismi e scoliosi, cioè atteggiamenti dello scheletro non corretti che ne compromettono lo sviluppo normale; in questa fascia e poi il momento di intervenire preventivamente per evitare un danno alla funzione riproduttiva (sterilità) che si manifesta solo nell'uomo adulto. Si tratta del criptorchidismo cioè la mancata discesa di uno o dei due testicoli nello scroto. Medicina territoriale Gianni Marchetto 58

59 Adolescenza Rischi In questa età si compie definitivamente la maturazione fisica del corpo dell'uomo e della donna: molti dei rischi precedenti, se trasformati in danno, sono ormai irreversibili e quindi restano come esiti di rischi precedenti. La capacità del corpo di funzionare secondo tutti gli aspetti e compromessa e il problema si pone come riabilitazione o come inserimento di un individuo, parzialmente menomato, nella società. Cause favorenti i disturbi di origine psicologica e di inserimento nel mondo adulto che possono evolvere nel danno di emarginazione nei suoi più diversi aspetti. In più possono essere considerati come rischi di questo particolare periodo: Medicina territoriale Gianni Marchetto 59

60 Età lavorativa Rischi In questa fascia tutte le funzioni possono essere a rischio. I rischi maggiori sono quelli legati all'ambiente di lavoro, dall'altra ci sono le abitudini di vita acquisite (fumo, alcool, farmaci). Cause favorenti danno alla funzione respiratoria che ha come fattori favorenti gli inquinanti aerei dell'ambiente lavorativo ed extralavorativo. I prioritari nelle fabbriche sono: silice, asbesto, bronco irritanti di vario genere; tumori dovuti, prevalentemente a cancerogeni usati nei processi lavorativi, a radiazioni ionizzanti, al fumo; danno alla funzione epatica causata da epatiti virali, abuso di alcool, solventi, farmaci; funzione renale: ancora solventi e farmaci oltre a glomerulonefriti e infezioni alle vie urinarie; funzione cardiocircolatoria: i fattori favorenti sono l'ipertensione, l'ereditarietà vasculopatia e il diabete; disturbi emozionali legati all'ambiente di lavoro e all'ambiente di vita; danno alla funzione visiva per radiazioni o inquinanti dell'ambiente di lavoro o per infortuni; danno alla funzione uditiva in particolare per rumore nell'ambiente di lavoro. In questa fascia tutte le funzioni possono essere a rischio. I rischi maggiori sono quelli legati all'ambiente di lavoro, dall'altra ci sono le abitudini di vita acquisite (fumo, alcool, farmaci). Medicina territoriale Gianni Marchetto 60

61 Età post-lavorativa Rischi Per questa fascia più che di rischi veri e propri che la caratterizzano si parla di esiti di situazioni precedenti, cioè di danni avuti nelle fasce precedenti, o di un aggravamento degli stessi. Cause favorenti Medicina territoriale Gianni Marchetto 61

62 Per la Regione Piemonte i rischi prioritari emersi per l'ambiente di lavoro sono: Silice, Asbesto, Rumore, Cancerogeni, Infortuni, Bronco irritanti. In particolare, silice, asbesto e bronco irritanti sono sostanze che, se presenti nell'ambiente di lavoro, provocano un danno alla funzione respiratoria e come tali sono conosciuti. Per i tumori non si tratta tanto di un rischio per una funzione ma per la vita stessa dell'individuo; con le conoscenze attuali possiamo dire che gli unici tumori prevenibili sono quelli che vengono provocati dall'ambiente di lavoro (tutte quelle sostanze che sicuramente provocano l'insorgenza di tumori si chiamano tecnicamente cancerogeni). Il rumore provoca un danno alla funzione uditiva. Per gli infortuni non ci sono commenti da fare. Per la Regione Piemonte Per i rischi non strettamente legati all'attività lavorativa quello emerso prioritario per S. Donato e di avere un danno alla funzione cardiocircolatoria, favorito da ipertensione, eredità vasculopatica, diabete. Di per sé stessa l'ipertensione non e un rischio ma lo diventa perché un iperteso, se non trattato va incontro a lesioni dei vasi (si rompono) a livello cerebrale e cardiaco che, se non provocano la morte dell'individuo stesso, lo lasciano comunque menomato. Medicina territoriale Gianni Marchetto 62

63 Rischi da lavoro Medicina territoriale Gianni Marchetto 63

64 Rischi complessivi Medicina territoriale Gianni Marchetto 64

65 Rischi per fasce di età Medicina territoriale Gianni Marchetto 65

66 Esercitazione: fare una replica per il vostro Comune e/o Circoscrizione LE CENTO DOMANDE PER PRODURRE UNA MAPPA Gianni Marchetto Medicina territoriale 66

67 Le cento domande Le persone, i confini geografici e le abitazioni Quali sono i confini geografici del quartiere S. Donato? Quante persone abitano in S. Donato? Quanti sono i nuclei familiari? Quante sono le donne in S. Donato? Quanti gli uomini? Com'e divisa la popolazione per fasce d età? Rispetto alle condizioni abitative e alle condizioni culturali e socioeconomiche di chi vi abita, la zona n. 6 ha una situazione omogenea? Quante sono le abitazioni? Quante sono le stanze? Quanti alloggi hanno l'acqua potabile nell'abitazione? Quanti alloggi hanno il gabinetto fuori dell'abitazione? Quanti alloggi hanno l'acqua potabile fuori abitazione? quanti alloggi hanno il gabinetto nell'abitazione? Quanti alloggi hanno il bagno (vasca o doccia)? Quante sono le abitazioni con doppi servizi? Quante sono le abitazioni col solo gabinetto interno? Quante abitazioni hanno il gas della rete di distribuzione? Quante abitazioni si servono invece della bombola? Quante abitazioni hanno l'impianto di riscaldamento centrale? Quante abitazioni hanno l'impianto di riscaldamento autonomo (sono escluse le abitazioni riscaldate con apparecchi singoli tipo stufe, ecc.)? In percentuale, nella zona n. 1, quante sono le abitazioni senza bagno all'interno degli alloggi? Medicina territoriale Gianni Marchetto 67

68 Le cento domande Quante sono le abitazioni con il bagno fuori? Quante sono le abitazioni nella zona n. 1? Quante sono le abitazioni nella zona n. 2? Quanti sono i nuclei familiari? In percentuale, sempre nella zona n. 2, quante sono le abitazioni senza bagno all'interno? Quante abitazioni hanno il bagno fuori? Quante abitazioni ci sono nella zona n. 3? Quante abitazioni hanno il bagno fuori? In percentuale quante sono? Le fasce di età Quante sono le donne in età fertile? Quanti sono i parti annui? Tra quale età e compresa l età fertile? In percentuale quante sono le donne in età fertile? Se in Italia per ogni nascita ci sono 1,4-1,5 aborti, quanti sono gli attesi in S. Donato? Quanti sono i bambini della 1a pediatria? Quanti sono i bambini della 2a pediatria? Quanti sono i bambini dai 6 ai 12 anni? Quanti sono gli adolescenti? Quante sono le persone in età lavorativa? Quante sono le persone in età post lavorativa? Quante persone lavorano in S. Donato pur senza risiedervi? Che cosa si intende per zone o ambienti in cui la possibilità di infortuni o malattie dovuti ad agenti esterni o a fattori ambientali e lavorativi e molto alta? Quante sono, all'interno del quartiere, e geograficamente dove si localizzano le zone individuate come zone rischio per la vita dell'uomo per fattori abitativi, sociali, lavorativi ecc.? Medicina territoriale Gianni Marchetto 68

69 Le cento domande Quante persone abitano nelle tre zone individuate come zone rischio? Quante persone abitano nella zona N. 1? Quante persone abitano nella zona N. 2? Quante persone abitano nella zona N. 3? All'interno di queste tre zone a rischio, quante sono le donne in età fertile? All'interno di queste tre zone quanti sono gli individui fino ai 4 anni? Quante le persone dai 5 ai 14 anni? Quante le persone dai 15 ai 19 anni? Quante le persone dai 20 ai 60 anni? Quante oltre i 60 anni? In percentuale quanti sono gli individui dalla 1a pediatria alla adolescenza in tutto il quartiere di S. Donato? Sempre in percentuale quanti sono gli individui in età lavorativa? Sempre in percentuale quanti sono gli individui oltre i 60 anni? In percentuale quanti sono i nuclei famigliari di componenti? In percentuale quanto sono i nuclei famigliari di 1 o 2 componenti? In percentuale, nella zona n. 1, quanti sono i nuclei famigliari composti da 6 o più persone? Le attività produttive Quali sono le principali sedi di attività produttiva nella, zona n. 6? Quanti operai lavorano alla Michelin? Quanti alla TekSid? Quanti alla MMT? Medicina territoriale Gianni Marchetto 69

70 Le cento domande Quanti dipendenti ha l A.E.M.? Quanti dipendenti ha lo stabilimento Paracchi? Che cosa si intende per rischi prioritari? All'interno della Michelin, quali sono i rischi prioritari? Quali sono le soluzioni prospettate relative a questi rischi? All'interno della TekSid, quali sono i rischi prioritari? Quali sono le soluzioni prospettate relative a questi rischi? In percentuale, quante sono le persone che lavorano alla Michelin e alla TekSid senza abitare nella zona e quali sono i reparti prioritari per l'intervento nelle due fabbriche? Nell età lavorativa, quanti sono gli uomini esposti a silice e a polveri irritanti, a rumore, a infortuni? Quante sono le officine meccaniche in S. Donato? Quante le falegnamerie? In percentuale quanti sono i nuclei famigliari di componenti? Quante tipografie e litografie? Quante sono le altre varie attività? Come è organizzata la società civile Quanti e quali sono i servizi sanitari nella zona n. 6? Dove sono? (segnarli sulla mappa) Quanti sono i dipendenti dei tre ospedali? Quante scuole elementari ci sono nel quartiere? Dove si trovano? (segnarli sulla mappa) Quante e quali sono le scuole medie? Dove si trovano? (segnarli sulla mappa) Medicina territoriale Gianni Marchetto 70

71 Le cento domande Quante e quali sono le medie superiori? Dove si trovano? (segnarli sulla mappa) Quante e quali sono le parrocchie in S. Donato? Quante farmacie ci sono nella zona n. 6? Quante e quali sono le aree verdi in S. Donato Campidoglio? Quanti e quali sono i mercati? (segnarli sulla mappa) Esistono sedi di partito in S. Donato e dove? Esistono circoli, associazioni, organizzazioni varie in S. Donato? Quanto si spende all'anno, approssimativamente, per la sanità? Le spese sostenute dal Comune per i servizi socioassistenziali nella zona n. 6, come si possono dividere? A quanto ammontano le relative spese? Esiste il servizio psichiatrico nella zona n. 6 e quanto costa? Quanti medici mutualistici ci sono e quanti concepimenti avvengono in S. Donato? Riguardo al grado di istruzione, quanti sono gli alfabeti senza titolo di studio (A), gli analfabeti oltre i 45 anni (B) e gli analfabeti (C)? Quanti uomini e quante donne hanno il diploma (A) la licenza elementare (B) e la licenza media (C)? Quanti uomini e quante donne hanno la laurea? A cosa serve saper rispondere a tutte queste domande? Dove sono? (segnarli sulla mappa) A quali esempi si rivolgono gli adolescenti del quartiere per costruire i propri comportamenti? Medicina territoriale Gianni Marchetto 71

72 Le cento domande Quale immagine si costruiscono del lavoro attraverso al quartiere? Frequentano gli oratori della zona? Quali? (segnarli sulla mappa) Frequentano le sedi dei partiti politici del quartiere? (segnarli sulla mappa) Quali? Si riuniscono in bande? Quali i punti di incontro? Cosa fanno? (segnarli sulla mappa) Si riuniscono nei bar? Quali? Cosa fanno? Frequentano la sede del Consiglio di quartiere? Sono in grado, oggi, di formulare proposte al Consiglio di quartiere relativamente ad alcuni dei problemi connessi con la loro fascia di età? Come vivono, sia gli adolescenti sia il resto della popolazione, il problema di avere dei figli? Come si presenta a seconda delle zone e dei gruppi etnici e sociali di appartenenza la pianificazione delle nascite? Da dove vengono prese nel quartiere le informazioni per il controllo delle nascite? e secondo quali canali si diffondono? Quali sono le malattie di cui la popolazione ha paura? Cosa sa di queste malattie? Pensa che siano prevenibili? Pensa che nel quartiere ci siano cose che causano malattia? Prevenire, curare e riabilitare sono concetti presenti alla mente della gente? Concretamente in San Donato cosa significa prevenire, curare e riabilitare? Dove sono? La prevenzione è credibile o è una cosa buona, ma irrealizzabile? Medicina territoriale Gianni Marchetto 72

73 Le cento domande La gente crede alla partecipazione e alla possibilità di migliorare il modo di vivere specie nelle aree più disagiate del quartiere? Quante e quali cose i genitori considerano importanti per la crescita del bambino? Queste cose sono uguali in tutto il quartiere o cambiano secondo i gruppi e le aree? Dove si incontrano i genitori per confrontare le loro esperienze? Considerano importanti questi confronti? Da chi ricevono le istruzioni sull'allevamento del bambino i neogenitori? Le istruzioni e le loro fonti sono uguali per tutti nel quartiere o anche in questo caso si diversificano secondo i gruppi e le aree? Le malattie professionali della zona sono conosciute? Cosa vuol dire "essere malato" secondo i diversi gruppi del quartiere? Molti sostengono che Torino e una città in cui si vive male (prima si viveva meglio, c'era più solidarietà, si poteva uscire. la sera ecc.); sono note le cause del peggioramento (relativo) della città e in particolare del quartiere San Donato? Prima il quartiere come era? La gente pensa di avere delle soluzioni da proporre? Medicina territoriale Gianni Marchetto 73

74 74 IL MODELLO D USO (REPLICABILE) Con annesso il piano di lavoro Livello del COMUNE della Ass. Esp. & M.G.

75 Percorso per la costruzione di una Piattaforma sociale partecipata Recupero dati Tecnici Istituzionali: (mediante i Dati di Attività) Dal Comune Da Enti Pubblici Confrontare: le spese «storiche» con i «costi standard» e con i costi dai «BISOGNI REALI» Il gruppo protagonista della ricerca - intervento Recupero dati Grezzi: (mediante interviste) Dalle Associazioni Dai Gruppi Organizzati Individuazione: Dei Gruppi a Maggior Rischio Dei Delegati per ogni GMR Obiettivo Costruzione di un SISTEMA INFORMATIVO Assemblee per validare i problemi prioritari scegliere i Gruppi a Maggior Rischio Costruzione della Piattaforma Sociale Partecipata Obiettivo Costruzione di una COSCIENZA DI COMUNITA Trattativa - Accordo Livello del COMUNE della Ass. Esp. & M.G. 75 Verifica risultati

76 Modalità di lettura dei dati e informazioni Attraverso le «fasce di età» Età fertile (dai 15 ai 48 anni) Problemi prioritari Dove si manifestano Quanti sono Il G.M.R.: la non fertilità, aborti (salute), aborti (economici), ecc. Le possibili soluzioni Infanzia (dai 0 ai 5 anni) Problemi prioritari Dove si manifestano Quanti sono Il G.M.R.: i monogenitoriali Le possibili soluzioni Età scolare (dai 6 ai 12 anni) Problemi prioritari Dove si manifestano Quanti sono Il G.M.R.: i monogenitoriali, abbandono scolastico, ecc. Le possibili soluzioni Età giovanile (dai 13 ai 17 anni) Problemi prioritari Dove si manifestano Quanti sono Il G.M.R.: i monogenitoriali, abbandono scolastico, bullismo, ecc. Le possibili soluzioni Età adulti (dai 18 ai 64 anni) Anziani (oltre i 65 anni) I disabili Altro Problemi prioritari Dove si manifestano Quanti sono Il G.M.R.: i monogenitoriali, droghe e alcolismo, disoccupazione, precarietà, ecc. Le possibili soluzioni Problemi prioritari Dove si manifestano Quanti sono Il G.M.R.: i disabili, i soli, i non autosufficienti, i vecchi oltre i 75 anni, ecc. Le possibili soluzioni Problemi prioritari Dove si manifestano Quanti sono Il G.M.R.: le varie disabilità, l autonomia, ecc. Le possibili soluzioni Tutto ciò che non rientra nelle categorie prima descritte Livello del COMUNE della Ass. Esp. & M.G. 76

77 Traccia dell intervista alla Associazione e ai G.O. 1. La mission (con il numero di soci/volontari) 2. I dati della propria attività 3. Quali problemi prioritari 4. Qual è il Gruppo a maggior Rischio 5. Eventualmente «dove» (occorre munirsi di una piantina del Comune) 6. Quali le possibili soluzioni CRITERI PER SCEGLIERE I BISOGNI/PROBLEMI Bisogni legati alla salute Bisogni legati alla sicurezza Bisogni di natura economica Bisogni di natura abitativa Bisogni di natura residenziale Bisogni legati alla mobilità Bisogni di strutture di sostegno Bisogni legati alla socializzazione Bisogni di natura informativa Altro. Livello del COMUNE della Ass. Esp. & M.G. 77

78 La scelta delle priorità Una volta interrogata la banca dati, questi verranno dal confronto tra le istituzioni tecniche con i testimoni privilegiati e a cui dovranno venire fuori le PRIORITA. Le priorità sortiranno dai: RISCHI PIU GRAVI; RISCHI PIU FREQUENTI E/O DIFFUSI; RISCHI PIU PREVENIBILI. Livello del COMUNE della Ass. Esp. & M.G. 78

79 Cosa sapevi? Cosa non sapevi? Cosa ti è rimasto nella testa? Scrivi le tue impressioni su un foglio per poterle confrontare con altre Ass. Esperienza & Mappe Grezze dopo la pandemia 79

80 IPOTESI DI INTERVENTO Passare alle interviste di un numero x di medici

81 IPOTESI DI INTERVENTO Dare le risposte alle 100 domande

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