PARLAMENTO EUROPEO. Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia PROGETTO DI RELAZIONE

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1 PARLAMENTO EUROPEO Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia 2008/2237(INI) PROGETTO DI RELAZIONE sullo "Small Business Act" per l Europa (2008/2237(INI)) Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia Relatrice: Edit Herczog Relatori per parere (*): Gunnar Hökmark, commissione per i problemi economici e monetari Martí Grau i Segú, commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (*) Procedura con le commissioni associate articolo 47 del regolamento PR\ doc PE v01-00

2 PR_INI INDICE Pagina PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO...3 MOTIVAZIONE...8 PE v /11 PR\ doc

3 PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO sullo "Small Business Act" per l Europa (2008/2237(INI)) Il Parlamento europeo, viste la comunicazione della Commissione del 25 giugno 2008 intitolata Una corsia preferenziale per la piccola impresa - Alla ricerca di un nuovo quadro fondamentale per la Piccola Impresa (un Small Business Act per l Europa) (COM(2008)0394) e la valutazione d impatto che l'accompagna, viste le sue risoluzioni del 30 novembre 2006 sull'attuazione del programma comunitario di Lisbona: politica a favore delle piccole e medie imprese (PMI) per la crescita e l'occupazione 1 e del 19 gennaio 2006 sull'attuazione della Carta europea per le piccole imprese 2, viste le conclusioni del Consiglio del xxxx, visto il parere del Comitato delle regioni del xxx, visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del xxx, vista la Selezione delle buone pratiche per il 2008 della Carta europea per le piccole imprese, visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato " European Code of Best Practices Facilitating Access by SMEs to Public Procurement Contracts" SEC(2008)2193) ('codice europeo delle migliori pratiche per agevolare l'accesso delle PMI agli appalti pubblici'), vista la comunicazione della Commissione dell'8 ottobre 2007 intitolata "Piccole, ecologiche e competitive Un programma inteso ad aiutare le piccole e medie imprese a conformarsi alla normativa ambientale" 3 vista la comunicazione della Commissione del 16 luglio 2008 sul piano d'azione "Produzione e consumo sostenibili" e "Politica industriale sostenibile" (COM(2008)0397), vista la comunicazione della Commissione del 16 luglio 2008 intitolata "Una strategia europea in materia di diritti di proprietà industriale" (COM(2008)0465), visto l'articolo 45 del suo regolamento, visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per i problemi economici e monetari, della commissione per il mercato 1 Testi approvati, P6_TA(2006) GU C 287 del , pag GU C 4 del , pag. 13. PR\ doc 3/11 PE v01-00

4 interno e la protezione dei consumatori, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per la cultura e l'istruzione, della commissione giuridica e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A6-0000/2008), A. considerando che i 23 milioni di piccole e medie imprese (PMI) dell'ue, che corrispondono a circa il 99% del numero complessivo di imprese e danno lavoro a oltre 100 milioni di persone, svolgono un ruolo fondamentale nel contribuire alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro, sono una fonte d'innovazione di primaria importanza e sono essenziali per il sostegno e l'espansione dell'occupazione, B. considerando che le PMI devono essere poste al centro delle politiche europee per la competitività per consentire loro di svilupparsi e adattarsi alle esigenze della globalizzazione, di partecipare al triangolo della conoscenza e di adeguarsi alle sfide ambientali ed energetiche, C. considerando che le PMI sono spesso microimprese, aziende familiari e cooperative, le quali costituiscono il naturale terreno di sviluppo della cultura imprenditoriale e perciò svolgono un ruolo importante nella promozione dell'inclusione sociale e dell'attività autonoma, D. considerando che, nonostante le differenze, per realizzare appieno le loro potenzialità le PMI europee devono affrontare spesso le stesse difficoltà in ambiti quali l'accesso ai finanziamenti e ai mercati, l'innovazione e le problematiche ambientali, Considerazioni generali 1. appoggia con convinzione la comunicazione della Commissione del 25 giugno 2008, che mira a portare avanti l'ambizioso obiettivo politico di promuovere la crescita delle PMI attraverso i dieci principi guida e di ancorare l'approccio "Pensare anzitutto in piccolo" ("Think Small First") nei processi decisionali a tutti i livelli; 2. invita la Commissione a rafforzare ulteriormente la visibilità e la conoscenza delle politiche a favore delle piccole e medie imprese raggruppando insieme gli attuali strumenti e fondi comunitari per le PMI; 3. è fermamente convinto dell'assoluta necessità di introdurre un meccanismo di verifica per monitorare la corretta e rapida attuazione delle iniziative politiche che sono state già avviate; invita pertanto il Consiglio ad integrare nel processo di Lisbona le iniziative da assumere a livello di Stati membri e ad informare annualmente il Parlamento in merito ai progressi compiuti; 4. caldeggia l'istituzione di un sistema di screening per il monitoraggio dei progressi e dell'attuazione realizzati da Commissione e Stati membri; 5. plaude all'intenzione di istituire una rete di ambasciatrici dell'imprenditorialità femminile (le "imprenditrici-ambasciatrici"), di introdurre schemi di tutorato per aiutare le donne a fondare proprie imprese e di promuovere lo spirito imprenditoriale fra le donne laureate; Incrementare la R&S e l'innovazione PE v /11 PR\ doc

5 6. sottolinea l'importanza dell'innovazione per le PMI e le loro difficoltà ad approfittare delle opportunità di ricerca; ritiene che non ci si debba concentrare solo sull'innovazione ad alto contenuto tecnologico (high-tech), ma si debbano prendere in considerazione anche l'innovazione di livello tecnologico basso (low-tech) e medio (mid-tech) e l'innovazione informale; 7. invita gli Stati membri e la Commissione a creare un contesto migliore al fine di promuovere l'innovazione da parte delle PMI, in particolare introducendo strumenti per migliorare la tutela della proprietà intellettuale e per combattere più efficacemente le contraffazioni e le frodi; 8. è fermamente convinto del fatto che i brevetti (compreso il brevetto comunitario) svolgono un ruolo sempre più importante nell'innovazione e nella performance economica, poiché consentono agli innovatori di beneficiare degli utili degli investimenti in innovazione e forniscono la sicurezza necessaria per investimenti, capitali e prestiti; 9. sottolinea la necessità di promuovere appalti pubblici innovativi, che generano valore aggiunto per amministrazioni aggiudicatrici, cittadini e imprese partecipanti; 10. richiama l'attenzione sulla necessità di disporre a sufficienza di personale tecnico e qualificato; ritiene pertanto che occorrano maggiori investimenti nell'istruzione e che si debbano rafforzare i legami tra istituti di istruzione e PMI; esorta ad estendere ulteriormente i programmi di mobilità individuale quali "Erasmus per giovani imprenditori" e "Erasmus per apprendisti"; Assicurare la disponibilità di fondi e l'accesso ai finanziamenti 11. mette in rilievo che la principale fonte di finanziamento per le PMI è la loro stessa attività; invita gli Stati membri a creare condizioni migliori per consentire alle PMI di ridurre i costi e di reinvestire i profitti nell'impresa; 12. riconosce che la tassazione del capitale può rappresentare un deterrente al trasferimento di imprese, in particolare aziende familiari, accrescendo il rischio di liquidazione o chiusura; invita gli Stati membri a riesaminare attentamente il loro ordinamento giuridico e fiscale al fine di migliorare le condizioni per il trasferimento di imprese, l'occupazione e il reinvestimento dei profitti; 13. è molto soddisfatto della recente "Lisbonizzazione" della politica di coesione; ritiene che indirizzando maggiormente i fondi regionali verso l'imprenditoria, la ricerca e l'innovazione potrebbero rendersi disponibili a livello locale fondi in quantità considerevole per accrescere il potenziale imprenditoriale; 14. sottolinea che la limitata possibilità di accesso ai finanziamenti da parte delle PMI costituisce un grosso ostacolo alla loro creazione e alla loro crescita; esorta la Banca europea per gli investimenti (BEI) a prendere iniziative per aumentare i fondi disponibili per garanzie e altri strumenti finanziari utili alle PMI; a tale riguardo plaude anche alla recente idea di istituire un'iniziativa sul microcredito; 15. pone l'accento sull'importanza del ruolo della BEI nel migliorare la disponibilità di PR\ doc 5/11 PE v01-00

6 finanziamenti per le PMI, in particolare alla luce delle recenti turbolenze finanziarie e delle loro ripercussioni sul mercato del credito; invita la Commissione a studiare ulteriormente le possibilità di migliorare le attuali norme bancarie ed altre regolamentazioni finanziarie per facilitare l'accesso delle PMI ai finanziamenti; Migliorare l'accesso al mercato 16. osserva che la normalizzazione può generare innovazione e competitività facilitando l'accesso ai mercati e consentendo l'operabilità; invita la Commissione a migliorare l'accesso delle PMI alle norme e la loro partecipazione al processo di normazione; esorta la Commissione a promuovere ulteriormente le norme europea a livello internazionale; 17. rileva che gli appalti pubblici coprono circa il 16% del PIL dell'ue; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare l'accesso e la partecipazione delle PMI agli appalti pubblici anche attraverso un maggiore ricorso allo "e-procurement" (acquisto di beni e servizi on-line); 18. osserva che appena l'8% delle PMI è coinvolto in attività transfrontaliere, il che limita le possibilità di crescita; ritiene che gli Stati membri debbano cooperare all'armonizzazione dei requisiti amministrativi concernenti attività intracomunitarie; invita gli Stati membri a recepire ed attuare rapidamente la direttiva sui servizi prestando particolare attenzione agli interessi delle PMI; 19. invita la Commissione a migliorare costantemente i requisiti quadro per l'accesso delle PMI ai mercati esteri e a fornire il suo supporto per le informazioni; incoraggia la creazione di "business support centre " (centri di supporto commerciale) europei in Cina e in India, in stretta cooperazione con gli analoghi centri nazionali già operanti in tali paesi; Combattere l'eccessiva burocratizzazione 20. ritiene che vi sia la necessità imperativa di ridurre di almeno il 25% gli oneri burocratici e di creare un'amministrazione moderna, adeguata alle esigenze delle PMI, per consentire loro di risparmiare tempo e denaro e di dedicare al proprio sviluppo le risorse così liberate; 21. pone l'accento sull'importanza fondamentale di valutare l'impatto sulle PMI delle future iniziative legislative; chiede pertanto che si proceda in modo sistematico e mirato a valutazioni dell'impatto per le PMI, una sorta di "test delle PMI", per tutte le nuove proposte legislative dell'ue riguardanti il mondo economico; 22. rileva che il periodo di consultazione della Commissione, attualmente di 8 settimane, dovrebbe essere esteso ad almeno 12 settimane, e che i documenti di consultazione dovrebbero essere disponibili in tutte le lingue; invita la Commissione e le organizzazioni delle PMI a coinvolgere attivamente e direttamente le piccole e medie imprese nel processo di consultazione; 23. auspica l'istituzione di una "vacanza statistica" per le microimprese, che accordi loro esenzioni temporanee dagli obblighi di rilievi statistici, e invita ad applicare in modo generalizzato il principio "una sola volta" riguardo alle informazioni che le imprese PE v /11 PR\ doc

7 devono fornire alle autorità pubbliche e a sviluppare ulteriormente la pubblica amministrazione on-line (il cosiddetto "e-government"); 24. sottolinea la necessità di unificare le date di entrata in vigore in tutta l'ue delle nuove disposizioni legislative che riguardano il mondo economico; 25. esorta gli Stati membri ad istituire a livello nazionale punti di contatto e d'informazione e agenzie di sostegno specifici per le PMI, che offrano accesso a varie fonti d'informazione e siano strutturati secondo il ciclo di vita di un'impresa; 26. ribadisce che le regolamentazioni finanziarie dei programmi comunitari determinano spesso procedure burocratiche lunghe, costose e non necessarie, specialmente per le PMI; invita la Commissione a rafforzare il ruolo e la visibilità dei responsabili per il settore delle PMI nell'ambito delle varie politiche; incoraggia inoltre ogni iniziativa capace di sviluppare uno "spirito PMI" nel processo decisionale in seno alle pubbliche autorità; Trasformare la sostenibilità in un'opportunità economica 27. riconosce che gli sforzi per migliorare la sostenibilità potrebbero diventare una fonte importante di (eco)innovazione e un fattore essenziale per la competitività delle imprese; richiama l'attenzione sul fatto che spesso le PMI non sono sufficientemente informate in merito alle nuove soluzioni che assicurano efficienza energetica e rispetto dell'ambiente, oppure non hanno le risorse finanziarie necessarie per acquisirle; invita pertanto la Commissione a studiare in che modo la Comunità potrebbe aiutare le PMI a diventare più efficienti nell'uso delle risorse e dell'energia; 28. plaude alle recenti iniziative volte ad aiutare le PMI ad essere all'altezza della legislazione ambientale, fra l'altro accordando loro riduzioni dei diritti d'agenzia, garantendo loro l'accesso alle informazioni sulle norme ambientali o introducendo specifiche esenzioni dalla normativa comunitaria; o o o 29. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri. PR\ doc 7/11 PE v01-00

8 MOTIVAZIONE Il ruolo delle PMI in Europa Le piccole e medie imprese (PMI) sono da tempo considerate la spina dorsale dell'economia dell'ue, rappresentando quasi il 70% della sua forza lavoro totale e generando circa il 58% del valore aggiunto commerciale. Contraddistinte dal maggiore dinamismo e dalla più elevata capacità di crescita, elementi che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona, le PMI si impongono quale priorità dell'agenda politica comunitaria. Gli ostacoli al potenziale delle PMI europee Le prestazioni delle PMI in Europa sono tuttavia decisamente inferiori rispetto a quelle delle loro controparti statunitensi e delle aziende più grandi, segnatamente in termini di produttività, crescita e innovazione. Tra i vari motivi trova spazio anche la mancanza di una vera cultura imprenditoriale: il 60% degli europei ha infatti dichiarato di non aver mai preso in considerazione l'idea di avviare un'attività in proprio, mentre gli imprenditori che lo hanno fatto considerano i vincoli di carattere finanziario e normativo un freno alla crescita della propria attività. Esiste pertanto un'impellente necessità di colmare il vuoto legato alla mancanza di consigli pratici e di assistenza concreta sia da parte dello stato sia dell'ue su come migliorare la crescita e le prospettive della propria impresa. I primi passi verso una soluzione globale Nel 2005, come parte integrante del partenariato di Lisbona per la crescita e l'occupazione 1, sono state elaborate politiche volte a dare una risposta a molte delle problematiche esistenti. Parallelamente alle misure adottate a livello comunitario, gli Stati membri hanno compiuto significativi passi in avanti nell'integrazione delle misure specifiche per le PMI all'interno dei programmi di riforma nazionali di Lisbona. Tra i principali benefici derivanti dagli attuali progressi figurano la creazione di un ambiente operativo commerciale superiore per le PMI e la nascita di una cultura normativa più efficace su tutto il territorio europeo, con benefici, peraltro già riscontrati, per la crescita economica. Secondo le conclusioni della valutazione intermedia della politica moderna a favore delle PMI del permane tuttavia un ulteriore margine di miglioramento. Alcuni problemi non sono stati ancora trattati o sono stati affrontati in modo inadeguato ed emerge l'esigenza di migliorare il coordinamento delle politiche esistenti. Un approccio equilibrato lo Small Business Act Conseguentemente, nel giugno 2008 la Commissione ha approvato una comunicazione su uno 1 Comunicazione della Commissione: "Attuare il programma comunitario di Lisbona. Una politica moderna a favore delle PMI per la crescita e l'occupazione", (COM(2005)0551). 2 Comunicazione della Commissione: Valutazione intermedia della politica moderna a favore delle PMI, (COM(2007)0592). PE v /11 PR\ doc

9 "Small Business Act" (SBA) 1 volta a promuovere la crescita delle PMI, introducendo il principio del "Pensare anzitutto in piccolo" (Think Small First) nell'elaborazione delle politiche a tutti i livelli. Accompagnato da una serie di proposte legislative e impegni politici avanzati dall'ue e dagli Stati membri, lo SBA mira a creare le condizioni amministrative, normative e finanziarie necessarie allo sviluppo di questi elementi chiave dell'economia europea. È stata proposta una serie di 10 principi per guidare la formulazione e l'attuazione delle politiche sia a livello comunitario che degli Stati membri. Suddetti principi sono volti a: 1. dar vita a un contesto in cui imprenditori e imprese familiari possano prosperare e che sia gratificante per lo spirito imprenditoriale 2. far sì che imprenditori onesti, che abbiano sperimentato l'insolvenza, ottengano rapidamente una seconda possibilità 3. formulare regole conformi al principio "Pensare anzitutto in piccolo" 4. rendere le pubbliche amministrazioni permeabili alle esigenze delle PMI 5. adeguare l'intervento politico pubblico alle esigenze delle PMI: facilitare la partecipazione delle PMI agli appalti pubblici e sfruttare meglio le possibilità degli aiuti di Stato per le PMI 6. agevolare l'accesso delle PMI al credito e sviluppare un contesto giuridico ed economico che favorisca la puntualità dei pagamenti nelle transazioni commerciali 7. aiutare le PMI a beneficiare delle opportunità offerte dal mercato unico 8. promuovere l'aggiornamento delle competenze nelle PMI e ogni forma di innovazione 9. permettere alle PMI di trasformare le sfide ambientali in opportunità 10. incoraggiare e sostenere le PMI perché beneficino della crescita dei mercati Lo SBA contiene inoltre una serie di nuove proposte legislative relative a misure concrete a sostegno della situazione finanziaria delle PMI in Europa: Tali proposte comprendono: Il regolamento sull'esenzione generale per categoria riguardo agli aiuti di Stato Il regolamento che definisce lo statuto della Società privata europea La direttiva sulle aliquote di IVA ridotte Una proposta legislativa volta ad aggiornare, semplificare e armonizzare ulteriormente le norme vigenti sulla fatturazione IVA Una modifica alla direttiva 2000/35/CE sui ritardi di pagamento Valutazione della relatrice La relatrice ritiene che lo "Small Business Act" debba essere rivolto alle PMI. È tuttavia necessario tenere in debita considerazione anche le diversità, specificità ed esigenze proprie alle stesse, nonché le particolari situazioni e posizioni all'interno della catena del valore delle varie categorie di PMI, quali l'artigianato, le microimprese, le aziende a conduzione familiare, i lavoratori indipendenti, i liberi professionisti e tutti gli altri settori. La relatrice sottolinea inoltre come lo SBA non debba soltanto mirare ad iniziative da attuare a livello europeo, ma debba al contrario essere fortemente supportato da misure concrete realizzate a livello 1 Comunicazione della Commissione: "Una corsia preferenziale per la piccola impresa" Alla ricerca di un nuovo quadro fondamentale per la Piccola Impresa (un "Small Business Act" per l'europa) (COM(2008)0394). PR\ doc 9/11 PE v01-00

10 nazionale e regionale. A tale riguardo, la relatrice sostiene l'iniziativa della Commissione volta a proporre un regolamento sull'esenzione generale per categoria riguardo agli aiuti di Stato, un nuovo regolamento che definisce lo statuto della società privata europea, una nuova direttiva sulle aliquote di IVA ridotte per i servizi locali e una modifica della direttiva sui ritardi di pagamento. Le misure proposte sono volte a sostenere l'attuazione degli orientamenti integrati di Lisbona e il programma comunitario di Lisbona, traducendo la strategia di Lisbona in azioni concrete a favore delle PMI. La relatrice accoglie inoltre con favore due ulteriori iniziative proposte dalla Commissione: l'istituzione di un portale europeo per le PMI e la prima edizione della settimana europea delle PMI, in programma per il mese di maggio Un ulteriore sviluppo di notevole rilevanza è l'annunciato aumento nel volume dei prestiti concessi alle PMI dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e le misure previste per modernizzare e semplificare i "prodotti" BEI. Tra gli elementi chiave figurano: l'iniziativa relativa al microcredito per il periodo ; l'istituzione di un meccanismo di finanziamento mezzanino destinato principalmente alle PMI innovative a rapida crescita; nell'ambito dei prestiti della BEI per le PMI, l'istituzione di strumenti finanziari a rischio ripartito con le banche commerciali per i loro fondi destinati alle PMI; È fondamentale promuovere con decisione ulteriori sostegni all'investimento nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi, nonché introdurre nuovi processi produttivi, acquisire di licenze e di altri diritti di proprietà intellettuale, nella realizzazione di reti di distribuzione nei mercati nazionali ed esteri e nel finanziamento a supporto del cambio generazionale all'interno delle aziende. Le imprese a conduzione familiare, siano esse di piccole, medie o grandi dimensioni, impiegano un'elevata percentuale di lavoratori comunitari, stimolano una cultura imprenditoriale in tutto il territorio dell'ue e forniscono al contempo un esempio formativo per i futuri imprenditori. Forti di una salda etica d'impresa, tali imprese fondono una strategia commerciale a lungo termine e la consapevolezza delle responsabilità ambientali e sociali, oltre a promuovere lo spirito imprenditoriale a livello familiare e ad agire spesso da incubatori per le nuove imprese. I programmi e le misure in materia di politica d'istruzione devono rimanere una responsabilità degli Stati membri. L'occupabilità deve divenire la priorità e l'obiettivo fondamentale. Le esperienze estere costituiscono un riferimento di vitale importanza per i giovani imprenditori nell'ambito degli attuali sistemi di promozione per le PMI ed è per questo che tale obiettivo deve essere perseguito anche a livello europeo. Per garantire il successo di questo nuovo programma di mobilità per apprendisti e giovani, è necessario stabilire una salda cooperazione a lungo termine tra imprese, centri di formazione ed enti intermediari (quali organizzazioni professionali, organismi, partner sociali, ecc.). La relatrice sottolinea la necessità di promuovere e sostenere ulteriormente le attività transfrontaliere delle PMI all'interno del mercato unico europeo. Le attività d'esportazione possono essere incrementate in modo considerevole soprattutto all'interno dei mercati europei. PE v /11 PR\ doc

11 Le piccole imprese necessitano di un'efficace protezione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) per dare slancio ai propri sforzi di innovazione e per proteggersi da una concorrenza sleale esterna all'unione europea. L'UE è chiamata a intensificare lo scambio di informazioni e a incoraggiare una cooperazione di natura tecnica e politica con i paesi più problematici per quanto riguarda il rispetto dei DPI (Cina, India, Vietnam, ecc.). Esiste una vera e pressante necessità di conoscenza da parte delle PMI. Poiché la maggior parte delle PMI attivamente presenti all'estero non gode di alcuna rappresentazione in loco, è fondamentale che le medesime abbiano accesso a tutte le informazioni necessarie in materia di protezione dei DPI, nei rispettivi paesi d'origine. Tuttavia, i principali problemi che le PMI si trovano ad affrontare in materia di brevetti sono rappresentati dagli elevati costi per la concessione dei brevetti stessi e per le controversie. In Europa esiste una serie di ostacoli all'utilizzo dei brevetti da parte delle PMI. La probabilità che le PMI presentino una domanda di brevetto è di cinque volte inferiore rispetto a quella delle grandi imprese e si stima che le PMI siano responsabili di una percentuale di richieste di brevetti inferiore al 20% di tutte le richieste avanzate dalle aziende dell'ue all'ufficio europeo dei brevetti. Uno degli ostacoli principali per le PMI è rappresentato dal costo della domanda di brevetto e in particolare dalle tasse di rinnovo. Ciò costituisce un vero problema soprattutto nel settore di sviluppo tecnologico delle PMI. In questo caso, le piccole e medie imprese sono tenute ad aumentare il numero di brevetti per tutelare i nuovi impieghi e miglioramenti tecnologici e per estendere l'area geografica della protezione del proprio brevetto al fine di permettere la realizzazione di attività a livello internazionale. Tutto ciò equivale a costi estremamente elevati per le imprese più piccole. La relatrice ritiene pertanto che lo SBA debba includere anche una nuova proposta volta a superare l'impasse che avvolge da tempo il brevetto comunitario, oltre alla proposta di un'unica lingua di lavoro, l'inglese. Inoltre, poiché le PMI lamentano spesso eccessivi oneri amministrativi, un accesso all'informazione inadeguato e un ambiente lavorativo eccessivamente regolamentato, la relatrice ritiene che la legislazione debba essere chiara e inequivocabile. I governi nazionali devono astenersi il più possibile dal "gold-plating" (revisione di parti delle rispettive normative nazionali su cui il diritto comunitario non ha alcuna incidenza diretta), che ostacola lo sviluppo delle attività transfrontaliere. Come ultimo punto, ma non meno importante, richiamando il principio in base al quale le politiche, per essere più efficaci, devono avvicinarsi il più possibile al proprio ambito di applicazione e alle realtà che abbracciano, la relatrice plaude al programma proposto dalla Commissione europea che permette ai suoi funzionari di realizzare un'esperienza lavorativa all'interno delle PMI comunitarie. Tale iniziativa dovrebbe estere estesa anche alle autorità nazionali e regionali. PR\ doc 11/11 PE v01-00

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