TITOLO. L energia del deserto per alimentare il Mediterraneo: è tempo di iniziare

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1 TITOLO L energia del deserto per alimentare il Mediterraneo: è tempo di iniziare LUOGO E DATA 25 giugno 2013 Charlemagne Building Rue de la Loi, 1049 Bruxelles ORGANIZZATORE Commissione Europea RELAZIONE La moderatrice A. Wieland, direttore generale di DII (Desertec Industrial Initiative), ha aperto la conferenza presentando la DII GmbH una joint venture tra imprese private fondata nel 2009 e che oggi include società di Stati dell UE, del Medio Oriente e del Nord Africa (MENA). DII mira a consentire un mercato su scala industriale per l energia rinnovabile nei MENA. A tal fine, DII formula visioni di lungo termine che vengono poi trasformate in specifiche raccomandazioni per ogni Paese, in quadri regolatori e in progetti concreti. Wieland ha ricordato che l UE e l Unione per il Mediterraneo (UpM) giocano un ruolo centrale nel promuovere l energia rinnovabile. N. Ouerfelli, segretario di Stato per l energia e l attività mineraria, ministro dell industria della Tunisia e fondatore della Mediterranean School of Energy, ha presentato il caso della Tunisia e ha iniziato con un riferimento alla situazione politica tunisina. Le elezioni dell ottobre del 2012 hanno portato alla formazione dell Assemblea Nazionale la quale si sta attualmente occupando di redigere una nuova Costituzione per poi giungere a nuove elezioni. Il ministro ha puntualizzato che la via da intraprendere per incrementare la produzione di energia rinnovabile in Tunisia è duplice: maggiore informazione e creazione di un partenariato con il settore privato. Per raggiungere questi obiettivi serve una reale volontà politica che favorisca la definizione di una politica nazionale sull energia. Il sistema energetico tunisino è a rischio, poiché, nonostante la presenza di risorse, c è stato un forte aumento della domanda pertanto è necessaria una transizione energetica. La strategia ideata prevede un nuovo orientamento della politica energetica, diffusione dell informazione, lotta alla precarietà e razionalizzazione economica in tutte le attività. La Tunisia ha definito un quadro regolamentare e uno finanziario per favorire la produzione privata destinata al mercato interno ed estero. Inoltre, è importante per la Tunisia, ha affermato Ouerfelli, sfruttare il vantaggio della propria posizione geografica rafforzando la rete elettrica tunisina e favorendo la sua interconnessione con Paesi vicini quali l Algeria, la Libia e l Italia attraverso collaborazioni bilaterali e multilaterali. In questo modo verrà dato più spazio al livello regionale dato che solo così sarà possibile una transizione energetica e sociale. Infine, Ouerfelli ha puntualizzato che giovedì 27 giugno verrà avviato nel suo Paese un dibattito sull energia che coinvolgerà tutti i livelli della società tunisina dato che la riappropriazione del dibattito è fondamentale per migliorare l uso

2 dell energia rinnovabile nei MENA. Il primo dibattito della mattinata è stato avviato con una presentazione di Desert Power: Getting Started effettuata da F. Zickfeld, segretario generale di DII. Nel giugno del 2012 era stato pubblicato il report Desert Power 2050 per presentare i benefici che potrebbero derivare dalla creazione di un sistema sostenibile ed integrato di gestione dell energia nei Paesi EU- MENA. Vi sono attualmente delle possibilità per accrescere l utilizzo delle energie rinnovabili (RE) nei Paesi MENA, ma l implementazione dovrebbe essere ulteriormente facilitata da fattori non economici come regole più efficaci, ulteriore esperienza nel settore e maggior coinvolgimento di attori privati nel settore energetico. Nel periodo antecedente al 2020 la formulazione di nuove politiche sarà cruciale. Per quanto riguarda il periodo successivo al 2020 sarà estremamente necessario un quadro internazionale più stabile e inclusivo. Desert Power: Getting Started delinea quattro livelli di trasformazione delle RE: la mentalità, le politiche e le regole, gli aspetti economici e la tecnologia. Le analisi condotte da DII hanno dimostrato che la questione delle tecnologie può essere gestita con una certa facilità dato che in alcuni paesi (ad esempio in Tunisia) vi sono già dei buoni sistemi energetici che dovrebbero semplicemente essere sincronizzati con quelli dei Paesi vicini. Dal punto di vista economico e commerciale ci sono buone possibilità per la concentrazione solare (CSP), l energia eolica e il fotovoltaico (PV) che possono generare energia a costi inferiori rispetto alle centrali elettriche alimentate a petrolio. Riguardo alle politiche e regole vi sono cinque condizioni necessarie: accesso alla terra sicuro per i privati, accesso alla rete elettrica, maggiore chiarezza e facilità nell ottenere permessi, dati chiari sull energia solare ed eolica e accesso alla clientela. Tunisia e Marocco sono i Paesi più all avanguardia tra i Paesi MENA. In termini di azioni concrete da intraprendere per quanto riguarda i Paesi MENA è necessario un maggior focus sulle cinque condizioni suddette, accrescere l esperienza (UE come modello di buone pratiche) e aumentare la convergenza degli approcci nazionali al rinnovabile con consumi in comune e certificati. In riferimento alle infrastrutture della rete elettrica, c è ancora molto da fare in tutta l area EU-MENA soprattutto per creare interconnessioni tra Paesi, cooperazione e continuità nelle azioni oltre il A seguito della presentazione della prima parte di Desert Power: Getting Started è stato aperto il dibattito tra i relatori invitati. Il primo intervento è stato quello di C. Burghardt, direttore generale, vice presidente di Business Development & Sales EMEA, First Solar, il quale ha affermato che si riscontra la necessità di costruire nuove istallazioni e che il settore delle RE richiede delle particolari capacità lavorative e per questo non offre posti di lavoro per tutti. Burghardt ha puntualizzato che lo sviluppo non viene dalle semplici opportunità economiche, ma cresce quando viene data alle imprese la possibilità di investire; molto spesso i fondi non mancano, soprattutto nei Paesi del Golfo, ma ci sono molti rischi nel lungo periodo. A seguire, D. Provenzano, ingegnere esperto nella pianificazione delle trasmissioni e interconnessioni per CESI, ha trattato dello studio che CESI ha condotto per la Lega Araba al fine di capire quali sono le aspettative per il futuro. È stato chiesto a Provenzano di esprimersi

3 sul ruolo che il Gulf Cooperation Council (GCC) può avere nel settore delle RE. Provenzano ha ricordato innanzitutto alcune forme di integrazione sovra-regionale tra i Paesi MENA come quella tra i Paesi del Maghreb e quella tra i Paesi membri del GCC. Queste forme di integrazione sono però limitate a causa della mancanza di conoscenze e di un quadro regolatore ben definito. Si può inoltre ricordare un livello di integrazione Sud-Sud in crescita in cui il leader principale è la Lega Araba; mentre quello Nord-Sud (con l UE) si limita principalmente alle infrastrutture. Per quanto riguarda il ruolo del GCC, c è abbastanza accordo tra gli Stati che ne fanno parte sul definire un piano coordinato per le infrastrutture e accordi a livello bi- e multilaterale per il commercio di energia elettrica. I. Luebbeke, senior policy officer per l Ufficio Europeo del WWF, ha ricordato che per il 2030 ci sono tre target vincolanti che riguardano l anidride carbonica, l energia rinnovabile e l efficienza energetica e questo è il quadro all interno del quale devono agire le industrie. Due elementi importanti sono: lavorare sulla transizione energetica nei vari Paesi non solo con un progetto, ma con un quadro regolamentare, come sta facendo la Tunisia, e imparare dalle capacità già acquisite in UE. L ultimo intervento è stato quello di M. Bakkoury, Capo dell Esecutivo dell Agenzia Marocchina per l Energia Solare (MASEN), a cui è stato chiesto di spiegare come il Marocco riesce ad ottenere buoni risultati in questo settore e cosa ci si aspetta dall UE. Bakkoury ha affermato che le condizioni di successo del suo Paese sono dovute alla convergenza delle azioni intraprese. Per settori come questi è importante innanzitutto lavorare a spingere gli attori interessati a condividere prospettive comuni con un dibattito e poi lo Stato si occuperà della continuità da un punto di vista regolamentare. La domanda in Marocco è cresciuta molto pertanto servono migliori capacità che siano anche condivise. Il relatore mira anche alla sensibilizzazione della popolazione riguardo all ecologia. Riguardo ai continui rapporti con l UE, il relatore ha affermato che si tratta sia di una scelta che di una necessità. L UE può contribuire a creare un mercato, un economia di scala per le imprese, e può essere un conduttore per la cooperazione e la convergenza delle politiche e delle visioni. Al termine del primo dibattito è intervenuto M. Hager, Capo del Gabinetto del Commissario Oettinger (Commissione Europea), per trattare delle prospettive per la cooperazione nel settore energetico nell area EU-MENA. I Paesi MENA hanno una posizione geografica più avvantaggiata nell ambito dell energia solare rispetto all UE pertanto nel lungo periodo è utile aumentare i commerci tra le due sponde del Mediterraneo anche attraverso politiche comuni come già si sta tentando di fare con l UpM. Questo sarà fondamentale ai fini della sicurezza e della stabilità. A dicembre ci sarà un incontro, nell ambito dell UpM, dei ministri dell energia per promuovere il Mediterranean Solar Plan (MSP v. sotto) a livello politico. L MSP è un importante iniziativa a livello regionale che ha due principali obiettivi da raggiungere entro il 2020: sviluppare una capacità aggiuntiva di 20 GW di energia rinnovabile e raggiungere risparmi energetici significativi in tutta la regione. Hager ha ricordato che DII nelle sue analisi ha confermato le percezioni dei benefici che derivano dalla cooperazione nella politica EU-

4 MED, UpM e MSP. Riguardo alla riforma del mercato energetico è necessario focalizzarsi sull apertura dei mercati, sulle scelte dei consumatori, sul supporto alla riforma del mercato energetico nei Paesi della sponda sud che sono mercati ovviamente diversi rispetto a quelli della sponda nord, ma tutti i Paesi hanno il comune obiettivo del bisogno di energia rinnovabile. In generale, si ritiene che le risorse pubbliche non siano sufficienti e pertanto c è bisogno di dare un ruolo maggiore al settore privato. Hager ha puntualizzato che non si può semplicemente esportare il modello europeo, bisogna capire bene il ruolo che è stato dato al settore privato fino ad ora negli Stati MENA. Il metodo migliore potrebbe essere quello di avviare una serie di Twinning Projects in cui venga delineata una piattaforma minima di norme comuni da seguire. A questo fine la cooperazione politica è fondamentale. Il secondo dibattito della mattinata è stato avviato da P. Godron, direttore dell area regolamentazione e mercati, DII, che ha proseguito con la presentazione del report Desert Power: Getting Started concentrandosi sugli aspetti post Dal punto di vista delle tecnologie serve un approccio in linea con gli obiettivi europei e un aumento delle capacità dei Paesi MENA che sono più danneggiati dal cambiamento climatico. Lo scopo è arrivare al 2040 con una percentuale di produzione di RE simile tra le due sponde del Mediterraneo. Desert Power: Getting Started identifica una serie di azioni per preparare la situazione attuale al periodo post Per quanto riguarda i Paesi MENA deve essere completata la riforma del mercato dell energia elettrica introducendo dei prezzi che rispecchino i costi di produzione e rafforzando i regolatori indipendenti. Nel quadro EU-MENA deve essere raggiunta una maggiore convergenza delle politiche, prendendo in considerazione la possibilità di definire nuovi target, e un integrazione degli approcci regionali. A seguito della presentazione della seconda parte di Desert Power: Getting Started è stato aperto il dibattito tra i relatori invitati. M. Ragwitz, Fraunhofer ISI, ha trattato di alcuni importanti strumenti per incrementare l utilizzo di energia rinnovabile: servono dei buoni progettisti per il tipo di tecnologie usate in questo settore, supporto specifico per ciascuna tecnologia e una convergenza delle migliori pratiche di progettazione. Oltre al supporto servono tassazioni non discriminatorie e convergenza nei finanziamenti. In riferimento ai finanziamenti è intervenuto P. Lorec, Capo di finanziamenti/fondi e mercati nell ufficio del Primo Ministro francese. Al fine di generare maggiore interconnessione dovrebbe essere creato un mercato comune attraverso le giuste condizioni regolamentari e legali. È necessario inoltre adattare la rete europea per poter ricevere l energia che arriva dai Paesi MENA. Le tecnologie sono abbastanza mature e certi grandi progetti già intrapresi mostrano che quella dell energia rinnovabile è una via che è possibile percorrere, ma implica un grande ruolo del settore privato. J. Kreusel, Capo dell iniziativa Smart Grids Sector dell ABB, ha affermato che ci vorrebbe un quadro chiaro di quelli che sono i bisogni della società, una maggiore consapevolezza della

5 popolazione sull importanza della RE e maggiore integrazione date le differenze di clima e la volatilità delle risorse naturali; solo così gli obiettivi di lungo termine diventeranno raggiungibili. L. Olmos, Comillas, ha ricordato che la Spagna è stata tra i primi paesi ad utilizzare l energia solare e per questo ha compiuto molti errori che sono però serviti per imparare. Olmos ha citato ad esempio le difficoltà nel predisporre un attento monitoraggio della produzione e nel definire la regolamentazione necessaria. T. Emtairah, Executive director di Regional Center for Renewable Energy and Energy Efficiency (RCREEE) centro che collabora nell elaborazione di molti progetti e lavora con la Lega Araba, ha affermato che per poter migliorare la cooperazione Nord-Sud, è necessario definire prima un quadro di lungo termine per creare una cooperazione Sud-Sud. Ci sono già delle istituzioni che lavorano alla convergenza tra Paesi MENA come l Arab Ministerial Council for Electricity che è un consiglio pan-arabo con rappresentanti da 22 Paesi e che produce documenti non vincolanti. L 80% dell agenda del Consiglio riguarda l efficienza energetica e l energia rinnovabile. A livello politico vi sono centri come l RCREEE; mentre a livello industriale un esempio è quello dell Arab Union for Elettricity. Queste istituzioni sono importanti al fine di migliorare la cooperazione e possono inoltre contribuire a cambiare la mentalità di coloro che prendono le decisioni dato che fanno incontrare direttamente i ministri dei vari Paesi. L obiettivo finale è giungere alla stabilità tenendo ben presente che l area EU- MENA da un punto di vista di produzione di energia rinnovabile è una delle più grandi macchine al mondo. LINK Sito Sustainable Energy Week: Sito DII: MSP: Eseguito da: Rebecca Mondani UNIONCAMERE DEL VENETO Delegazione di Bruxelles Av. de Tervueren 67 - B Bruxelles Tel Fax

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