L impatto delle normative UE in materia di Internet copyright sugli investimenti iniziali Uno studio quantitativo

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1 Briefing Matthew Le Merle Raju Sarma Tashfeen Ahmed Christopher Pencavel L impatto delle normative UE in materia di Internet copyright sugli investimenti iniziali Uno studio quantitativo

2 PREMESSA Il mondo ha tratto grande beneficio dai rapidi tassi di crescita e dall innovazione degli ultimi decenni. Dagli inizi dell era Internet, appena due decenni fa, la società si è abituata a contare su uno sviluppo sempre maggiore di tecnologia e innovazione. La rapida innovazione e l evoluzione continua dello scenario tecnologico hanno fatto sì che i legislatori si siano affidati in gran parte all autoregolamentazione piuttosto che a interventi legislativi diretti, per controllare la crescita di Internet. Ora che ci avviamo verso una nuova era dello sviluppo di Internet, alimentata da nuove tecnologie tra cui la diffusione della banda larga, il cloud computing, i social media e la connettività mobile, è di primaria importanza comprendere i potenziali effetti dei cambiamenti della normativa. Un area della regolamentazione di Internet attualmente in discussione è il copyright digitale. Per tenere il passo con i nuovi metodi di distribuzione dei contenuti, gli enti regolatori stanno prendendo in considerazione diverse possibili modifiche alle leggi attuali sul diritto d autore che potrebbero avere un notevole impatto non solo sui fornitori e sui distributori di contenuti ma anche su come gli utenti stessi interagiscono con tali contenuti. Lo scopo della nostra ricerca in questo contesto è comprendere come i futuri cambiamenti della normativa possano influenzare il livello degli investimenti iniziali di aziende startup che agiscono in qualità di intermediari di contenuti digitali. Le startup sono da tempo uno stimolo importante all innovazione e alla crescita economica in Europa, e ben poche sarebbero divenute imprese mature senza quei finanziamenti iniziali che gli hanno permesso di realizzare le loro idee. L ipotesi della nostra ricerca è che questi finanziamenti, fatti principalmente dai cosiddetti angel investor (o business angel, ossia gli investitori informali in capitale a rischio) e venture capitalist (investitori istituzionali in capitale a rischio), possono essere fortemente influenzati dal contesto normativo; il nostro studio ha lo scopo di verificare in modo empirico come normative particolari sul diritto d autore possano avere impatto sugli investimenti iniziali, o early stage. Sebbene vi siano molti attori che potrebbero essere interessati alle modifiche nelle normative sul copyright, inclusi gli stessi titolari dei diritti d autore, la nostra ricerca si è focalizzata sugli intermediari di contenuti digitali, data la loro importanza nella catena del valore e il loro potenziale ruolo di stimolo all innovazione di prodotto. Per comprendere come gli investitori iniziali potrebbero reagire a nuove normative, abbiamo scelto un approccio diretto, che, data la nostra conoscenza, non è mai stato utilizzato in modo sistematico: Abbiamo condotto una survey con 54 angel investor e intervistato più di 20 venture capitalist di primo piano negli Stati Uniti e 10 in Europa per ottenere il loro punto di vista su una serie di possibili modifiche normative. La nostra speranza è che questo studio possa offrire ai lettori un idea più chiara di come i cambiamenti all attuale regime normativo in materia di diritto d autore potrebbero influenzare gli investimenti iniziali. 2 di 31 Booz & Company

3 Questo studio nasce come evoluzione di un recente rapporto Booz & Company sulle leggi sul diritto d autore negli Stati Uniti. In quel rapporto avevamo esaminato vari cambiamenti delle normative sul diritto d autore e i loro effetti sugli investimenti degli angel investor e dei venture capitalist nelle società tecnologiche. Nel preparare il rapporto, abbiamo parlato con una serie di angel investor e venture capitalist. Il rapporto sugli Stati Uniti si intitola Studio quantitativo sull impatto delle normative degli Stati Uniti sugli investimenti iniziali in materia di diritto d autore in Internet. Il vasto interesse suscitato dal primo rapporto e la rilevanza della questione per l Unione Europea hanno fatto sorgere un ulteriore domanda: quali sono le differenze nelle reazioni degli investitori europei ai cambiamenti nelle normative sul copyright rispetto alle reazioni degli investitori negli Stati Uniti? I risultati sono interessanti. Il primo dei due rapporti svolti si focalizza sugli atteggiamenti degli investitori europei verso le società che operano in Internet. L altro rapporto si concentra sulle normative sulla privacy e si intitola L impatto delle normative UE in materia di privacy in Internet sugli investimenti iniziali: uno studio quantitativo. Questo rapporto è stato finanziato da Google Inc. e ricercato e redatto in modo indipendente da Booz & Company. 3 di 31 Booz & Company

4 INDICE Premessa Ringraziamenti 5 Quadro generale 7 Capitolo 1: Premesse sulla crescita di internet 9 Capitolo 2: Angel investor e venture capitalist 11 Capitolo 3: Il panorama attuale e futuro del diritto d autore 14 Capitolo 4: Il modello AZIENDALE degli intermediari di contenuti digitali 17 Capitolo 5: Risultati empirici 19 Capitolo 6: Implicazioni per GLI ENTI REGOLATORI 27 Appendice: Metodologia 28 Bibliografia 29 Note conclusive 30 Informazioni sugli autori 31 4 di 31 Booz & Company

5 RINGRAZIAMENTI Gli autori vogliono esprimere il loro riconoscimento per il ruolo centrale svolto dalle varie associazioni di angel investor che hanno permesso di contattare i loro membri durante la preparazione di questo studio. Il principale tra questi è stato il Keiretsu Forum, con più di 850 membri investitori accreditati in tre continenti. Il Keiretsu Forum ha fornito accesso ai propri membri negli Stati Uniti e all estero, e ha incoraggiato altri gruppi di angel investor a partecipare. Vari altri gruppi di angel investor, tra cui Alliance of Angels, Angel List, Angel Resource Institute, Band of Angels, Boise Angel Fund, Dingman Angels, Harvard Angels, Oregon Entrepreneurs Network, PA Angel Network, Plug and Play Tech Center, Sacramento Angels, e Sand Hill Angels, oltre a vari gruppi con sede in Europa, tra cui BCN Business Angels, Beer & Partners, Bulgarian Business Angels Network, Digital Assets Deployment, EBAN e Investir en Direct hanno partecipato al nostro studio, e vogliamo ringraziare anche loro per il sostegno. Vorremmo anche ringraziare i numerosi venture capitalist ed esperti legali da noi intervistati per aver condiviso con noi le loro competenze e conoscenze. In modo specifico, vorremmo ringraziare i seguenti, così come vogliamo ringraziare altri quattro in US e due in Europa, che preferiscono mantenere l anonimato: Stati Uniti August Capital, David Hornik BV Capital Crosslink Capital Fenwick & West LLP Foley & Lardner LLP Globespan Capital Partners Granite Ventures Greylock Partners GSR Ventures Intel Capital Jetty Capital Next World Capital OATV Rho Capital Partners Rustic Canyon Partners Scale Ventures Selby Ventures Silver Lake Techfirm TeleSoft Partners TVG Capital Partners Vantage Point Venture Partners Wilson Sonsini Goodrich & Rosati LLP Europa Axon Capital Baker & McKenzie LLP Bird & Bird Cabiedes & Partners Caixa Capital Risc ECIJA Harbottle & Lewis LLP Intel Capital Kemp Little LLP Martin Varsavsky Nauta Capital Okuri Ventures Tetuan Valley Sofinnova Ventures Startup Bootcamp U&Law 5 di 31 Booz & Company

6 Infine, vorremmo esprimere il nostro riconoscimento per il forte impegno dei seguenti colleghi che hanno lavorato a questo studio empirico e a questo rapporto: David Meer, la cui competenza nelle metodologie dei sondaggi è stata preziosissima; Edward H. Baker, Karen Henrie, Margaret Kashmir, Art Kleiner, Ilona Steffen, e Tom Stewart per i loro commenti preziosi in fase di revisione; Alex Corzo per l assistenza nella traduzione del sondaggio per i paesi europei; e Thomas Kuenstner per la sua competenza e grande leadership nel panorama digitale. Questo rapporto è stato finanziato da Google Inc. e ricercato e redatto in modo indipendente da Booz & Company. Nel crearlo, abbiamo attinto all esperienza professionale di Booz & Company nei settori Consumer, Media & Technology, alla primary research (ovvero, sondaggi e interviste), a ricerche accademiche e pubbliche nonché a informazioni pubbliche. 6 di 31 Booz & Company

7 QUADRO GENERALE Negli ultimi 20 anni, il mondo è stato trasformato dall emergere e dalla crescita rapida di Internet. Si stima che, negli ultimi cinque anni, Internet abbia rappresentato il 3,4 per cento del prodotto interno lordo (PIL) globale e il 21 per cento della crescita del PIL nei paesi maturi. Con la continua crescita di Internet, tuttavia, saranno necessari ulteriori investimenti per sostenere la creazione di nuove tecnologie nelle aree relative a social media, mobilità, cloud computing e streaming di contenuti video e audio. Le aziende al centro di queste innovazioni dipendono fortemente da investimenti iniziali provenienti sia da angel investor che da venture capitalist (VC). Secondo le stime, questi due gruppi fondamentali investono 3,8 miliardi di euro ogni anno in aziende early stage in Europa, fornendo al contempo anche consulenza e mentoring agli imprenditori. La facilità con cui contenuti digitali di ogni tipo, notizie, musica, video, persino interi libri, possono essere copiati e ridistribuiti ha sollevato questioni significative. Voci importanti nel dibattito sono state quelle sia dell UE stessa sia dei governi dei suoi stati membri, che hanno svolto un ruolo cruciale nel definire la legislazione sul diritto d autore e la giurisprudenza di pari passo ai progressi tecnologici di Internet. Esperti legali di primo piano da noi intervistati ci hanno detto che le questioni riguardanti il diritto d autore potrebbero muoversi verso una (o più) tra quattro potenziali direzioni: 1. Diminuire il costo e la complessità dell ottenimento di licenze. Una funzione integrante delle leggi sul copyright è la concessione di licenze. Cambiare questo processo potrebbe avere conseguenze importanti sia per i titolari dei diritti sia per i distributori di contenuti. 2. Ridurre l ambiguità in ambito giurisprudenziale sulla possibilità di cause legali e sull ammontare dei risarcimenti danni in caso di responsabilità legale. Alcuni aspetti delle leggi sul copyright sono tanto giovani quanto Internet stesso e, per questo motivo, come molti sostengono, sono ancora troppo ambigui. 3. Perseguire in modo più attivo la pirateria. Un metodo comune per scoraggiare questo reato è stato quello di perseguire direttamente per vie legali i pirati stessi. Nonostante i passi in avanti già compiuti in questa direzione, resta ancora molto lavoro da fare. 4. Ritenere responsabili delle violazioni del copyright i siti web e gli intermediari per i contenuti. La legislazione proposta prevede che gli intermediari che ridistribuiscono i contenuti siano ritenuti legalmente responsabili delle attività dei loro utenti. Queste società sarebbero così obbligate a vagliare e filtrare i contenuti e potrebbero dover rispondere di ogni eventuale violazione del copyright che ne consegua. Qualsiasi normativa di questo tipo potrebbe avere un impatto su una vasta serie di società che si basano su Internet, soprattutto sugli intermediari di contenuti digitali che forniscono servizi di ricerca, hosting e distribuzione per i contenuti digitali. Questi intermediari generano valore per i produttori di contenuti riducendo i costi della distribuzione e consentendo a molti artisti di monetizzare più facilmente i contenuti da loro creati. Inoltre forniscono ai consumatori accesso a una maggiore varietà e a un maggior volume di contenuti, oltre a una migliore esperienza di consumo. 7 di 31 Booz & Company

8 Abbiamo intrapreso questo studio empirico e quantitativo per comprendere meglio come i potenziali cambiamenti alle normative sul diritto d autore possano influire sugli investimenti degli angel investor e dei venture capitalist negli intermediari di contenuti digitali. Durante la preparazione dello studio, abbiamo condotto un sondaggio tra 54 angel investor europei e intervistato più di 20 tra i principali venture capitalist negli Stati Uniti e 10 in Europa. In sintesi, i risultati principali emersi dalla nostra indagine supportano le seguenti conclusioni: Aumentare la responsabilità legale dei fornitori di contenuti avrebbe un maggiore impatto negativo sugli investimenti early stage di quanto ne avrebbero insieme un economia debole e un ambiente più competitivo. Ritenere gli intermediari di contenuti digitali responsabili dei contenuti caricati dagli utenti avrebbe un effetto notevolmente negativo sugli investimenti in questo ambito, riducendo del 68 per cento il pool di angel investor interessati. Normative che rendano più facile perseguire gli utenti per violazioni del diritto d autore avrebbero un effetto negativo sugli investimenti in questo ambito, riducendo del 49 per cento il pool di angel investor interessati. La grande maggioranza di angel investor è a favore di una maggiore chiarezza nelle leggi sul copyright, soprattutto se può ridurre il grado di ambiguità che circonda la probabilità di dover affrontare un processo in casi di violazioni del diritto d autore, oltre a ridurre l entità dei risarcimenti per danni in caso di responsabilità legale. Il 100 per cento al completo dichiara di sentirsi a disagio a investire in modelli di attività che operano in un quadro normativo ambiguo. Alla luce di questi risultati, i legislatori dovrebbero voler prendere in considerazione la comunità di angel investor e venture capital quando contemplano nuove normative sul copyright. 8 di 31 Booz & Company

9 Capitolo 1: PREMESSE SULLA CRESCITA DI INTERNET Negli ultimi due decenni, la creazione dell infrastruttura globale di Internet e della vasta serie di aziende che offrono prodotti e servizi che sfruttano la sua connettività ha trasformato il nostro mondo. In questo breve periodo di tempo, Internet è cresciuto da una risorsa per pochi scienziati e ricercatori fino a diventare un mezzo essenziale per più di 2 miliardi di utenti in tutto il mondo, cambiando radicalmente il modo in cui le informazioni vengono raccolte, distribuite e usate. La sua rapida crescita ha generato anche un enorme valore per l economia globale; si stima infatti che Internet contribuisca al PIL globale tanto quanto altri settori economici più maturi, tra cui l agricoltura, le utenze pubbliche e l industria mineraria (vedere Figura 1). In base alle stime, l economia di Internet nella sola Europa avrebbe rappresentato il 4,1 per cento del PIL nel Figura 1 Valore globale di Internet come settore, a confronto con altri settori CONTRIBUTO AL PIL DEI SETTORI SELEZIONATI (% DEL PIL TOTALE, 2009) Settore immobiliare Servizi finanziari Sanità Industria edile Produzione discreta Trasporto 3,9% Internet 3,4% Istruzione 3,0% Comunicazioni 3,0% Agricoltura 2,2% Utenze pubbliche 2,1% Industria mineraria 1,7% 6,4% 6,3% 5,4% 5,2% 11,0% Fonte: Organisation for Economic Co-operation and Development; McKinsey Global Institute Di pari passo con la continua evoluzione e con l aumento dell influenza di Internet, saranno anche necessari ulteriori investimenti a sostegno di questa crescita. Le tecnologie e piattaforme che stanno rapidamente emergendo, quali i social media, il cloud computing e l accesso mobile, solo un decennio fa praticamente non esistevano e ora sono invece considerate il motore principale della crescita futura di Internet. Si prevede infatti, che il 9 di 31 Booz & Company

10 fatturato del settore Internet in Europa aumenti con un tasso di crescita annuale composto (Compound Annual Growth Rate, CAGR) del 7,1 per cento nei prossimi tre anni (vedere Figura 2), 2 e che nel contempo l utilizzo di Internet raggiunga tre persone su quattro entro il 2016 (vedere Figura 3). È probabile che, con la crescita di Internet e del suo impatto sulla società, aumentino anche le pressioni normative e il modo con cui i governi gestiranno queste questioni avrà un impatto durevole sull evoluzione di Internet. Un area chiave in cui politiche e normative avranno probabilmente un effetto significativo è l intersezione tra Internet e gli investimenti di capitale early stage. La futura fase dello sviluppo di Internet richiederà i contributi di molte parti per sostenere lo sviluppo e il lancio di nuove tecnologie e l introduzione di nuovi prodotti e servizi. Come in passato, uno dei fattori principali sarà rappresentato dalle imprese nuove ed emergenti che alimentano l innovazione, e che di solito per sopravvivere richiedono capitale di startup e early stage. La maggior parte di questo capitale proverrà dai mercati privati e soprattutto da investitori early stage, ovvero angel investor e società di venture capital con le competenze necessarie a sostenere la crescita delle nuove imprese e con la propensione a rischiare i soldi necessari per aiutarle a crescere. Figura 2 Proiezione dei tassi di crescita per il fatturato del settore Internet, Proiezione del tasso annuale di crescita 20% 16% 12% 8% 4% USA (CAGR: 16%) Regno Unito Spagna Europa (CAGR: 7.1%) Francia 0% Fonte: The European Internet Industry and Market, FI3P, June 2011; IDC Worldwide New Media Market Model, 1H11, August 2011 Figura 3 Proiezione dell uso di Internet in Europa, Utenti europei di Internet in percentuale della popolazione 100% 75% 50% 25% Fonte: The European Internet Industry and Market, FI3P, June 10 di 31 Booz & Company

11 Capitolo 2: ANGEL INVESTOR E VENTURE CAPITALIST Per determinare l impatto del contesto normativo, abbiamo concentrato il nostro studio sulla comprensione di come la comunità di investitori iniziali, in particolare gli angel investor e i venture capitalist, potrebbe reagire a potenziali cambiamenti della normativa. Gli angel investor e i venture capitalist giocano un ruolo fondamentale nei mercati di capitali, fornendo i finanziamenti iniziali a nuove società che altrimenti avrebbero difficoltà a reperire i fondi necessari. 3 Insieme, gli angel investor e i venture capitalist sono la fonte primaria di finanziamenti a queste imprese, con investimenti di quasi 3,8 miliardi di euro in Europa solo nel 2010 (vedere Figura 4). 4 Sono stati proprio gli angel investor e i venture capitalist gli investitori iniziali in aziende che ora sono diventate grandi nomi, tra cui le seguenti società globali: Apple, Cisco, Dell, ebay, Facebook, Google, Intel e Microsoft. 5 Il settore high-tech continua ad essere un principale obiettivo di investimento per gli angel investor e i venture capitalist in Europa, e rappresenta il 47 per cento degli investimenti iniziali del Nello stesso anno, gli investitori in società seed e startup hanno finanziato nuove imprese in Europa, per un totale di quasi 2 miliardi di euro di capitali investiti, ovvero più dell importo totale investito in imprese later stage. 6 Il Regno Unito, la Francia e la Spagna hanno contribuito con il 45 per cento degli investimenti totali europei Figura 4 Investimenti early stage in Europa, Seed e startup Investimenti later stage Nota: In milioni di euro. I totali potrebbero non corrispondere a causa degli arrotondamenti. Fonte: European Venture Capital Association Yearbook di 31 Booz & Company

12 nelle società early stage; il Regno Unito e la Francia hanno investito notevolmente più della Spagna (vedere Figura 5). Rispetto al 2009, gli investimenti early stage di questi paesi nel 2010 si sono mossi in direzioni diverse. Gli investimenti europei nel complesso hanno avuto una diminuzione compresa tra il 7 e il 10 per cento. Il Regno Unito ha visto un calo significativo di finanziamenti seed e startup e quasi nessun cambiamento nei finanziamenti later stage, mentre la Francia e la Spagna hanno avuto lievi aumenti negli investimenti 3,754 seed e startup e sostanziali cali in quelli later stage (vedere Figura 6). Oltre ad apportare capitali, gli angel investor spesso svolgono un ruolo attivo negli affari in cui investono, fornendo agli imprenditori servizi di mentoring, consulenza per l attività e contatti. Vi sono indicazioni che questi vantaggi secondari di tali investimenti possono avere un impatto tanto significativo sul successo di una startup quanto i finanziamenti stessi. 7 Il loro contributo molteplice, sia finanziario che manageriale, rende gli angel investor una parte fondamentale del panorama della finanza imprenditoriale. Figura 5 Investimenti early stage in Europa, per Regione, 2010 Investimenti europei per area geografica Totale Venture capitalist Resto dell'europa 55% 45% Regno Unito, Francia, e Spagna 3, Regno Unito Seed e startup Francia Spagna Investimenti later stage Nota: In milioni di euro. I totali potrebbero non corrispondere a causa degli arrotondamenti. Fonte: European Venture Capital Association Yearbook 2011 Figura 6 Cambiamenti negli investimenti tra paesi europei, ,8% 0,3% 0,7% -7,8% -10,0% -18,5% -29,1% -38,0% Regno Unito Francia Spagna Europa Totale Seed e startup Investimenti later stage Fonte: European Venture Capital Association Yearbook di 31 Booz & Company

13 Anche i venture capitalist svolgono un ruolo fondamentale nel fornire capitali agli imprenditori. Di norma investono durante le fasi successive (later stage) della crescita di una startup, e spesso effettuano investimenti individuali di portata molto maggiore. Inoltre, di solito svolgono un ruolo altrettanto importante di partecipazione attiva nelle società in cui investono. 8 Le società europee registrano infatti risultati positivi dal venture capital: ben il 95 per cento delle aziende europee che hanno ricevuto investimenti di venture capital ha dichiarato che, senza tali fondi, non sarebbero riuscite a dare avvio all attività o avrebbero avuto uno sviluppo più lento (vedere Figura 7). Analogamente, quasi il 60 per cento ha indicato che ancora non esisterebbe senza il contributo del venture capital. Inoltre, sono stati creati in media 46 posti di lavoro per azienda dopo un finanziamento di venture capital, e secondo le stime sono avvenuti investimenti later stage in Europa nel Dato il ruolo cruciale svolto dagli angel investor e dai venture capitalist, non solo nel finanziare le nuove aziende ma anche nel collaborare con loro e promuoverne il successo, la loro continua disponibilità a investire è fondamentale per la futura creazione e crescita di nuove imprese. Nel realizzare questo studio di follow-on per Booz & Company, abbiamo condotto un sondaggio tra 54 angel investor per meglio comprendere come i potenziali cambiamenti della normativa potrebbero influire sul loro comportamento di investimento, e abbiamo intervistato 10 tra i principali venture capitalist europei per ottenere una prospettiva più qualitativa sulle loro opinioni. In questo studio, abbiamo scelto di concentrarci sulle leggi e sulle normative relative al copyright digitale. Date le recenti sentenze di tribunali e la legislazione contemplata, il copyright digitale è una questione molto attuale ed è particolarmente rilevante per le imprese tecnologiche: un area importante su cui si concentra l attenzione degli investitori iniziali. Figura 7 L influenza del venture capital sulla crescita di nuove imprese IL 95% DELLE IMPRESE DICHIARA CHE, SENZA IL VENTURE CAPITAL, NON SAREBBERO RIUSICTE A DARE AVVIO ALL ATTIVITÀ O AVREBBERO AVUTO UNO SVILUPPO PIÙ LENTO avrebbero avuto lo stesso sviluppo 4% 1% avrebbero avuto uno sviluppo più rapido 95% non sarebbero riuscite a dare avvio all attività o avrebbero avuto uno sviluppo più lento Fonte: Survey of the Economic and Social Impact of Venture Capital in Europe, European Private Equity & Venture Capital Association, June di 31 Booz & Company

14 Capitolo 3: IL PANORAMA ATTUALE E FUTURO DEL DIRITTO D AUTORE La direttiva UE sul copyright del 2001 si estende all applicazione UE del trattato sul diritto d autore dell Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI), un accordo del 1996 riguardante le attuali definizioni delle leggi sul diritto d autore tra stati membri dell OMPI. La direttiva definisce e armonizza vari aspetti della tutela del diritto d autore, oltre a prevedere limitazioni sul copyright che consentono alcuni specifici riutilizzi legittimi dei contenuti protetti da copyright, come ad esempio la copia per scopi di citazione in una critica o recensione. Inoltre, la Direttiva sul commercio elettronico del 2000 allinea le limitazioni di responsabilità per certi fornitori di servizi online. Tuttavia, gli stati membri hanno la libertà di adottare alcuni aspetti delle direttive e rifiutarne altri. Alcuni paesi hanno applicato eccezioni alla Direttiva sul copyright del 2001, altri invece no. Per esempio, il Regno Unito non prevede eccezioni per la copia privata, mentre sia la Francia che la Spagna consentono la copia privata all interno di un nucleo familiare. I tribunali dell Unione Europea aggiungono un ulteriore livello di interpretazione all applicazione della Direttiva sul commercio elettronico. In modo molto simile alla legge statunitense in materia, il Digital Millennium Copyright Act, la direttiva UE limita la responsabilità per gli intermediari che non sono a conoscenza di specifico materiale illecito e non impone agli intermediari l obbligo di monitorare i propri network. Tuttavia, i parametri esatti sono stati oggetto di vari processi. Per esempio, nel caso di Scarlet v. SABAM, concluso nel novembre 2011, la Corte di giustizia europea ha decretato che non si può ordinare ai provider di servizi Internet (ISP) di installare sistemi di monitoraggio delle comunicazioni elettroniche per tentare di tutelare i diritti di proprietà intellettuale. Il Regno Unito, tuttavia, ha approvato leggi che consentono al governo di obbligare gli ISP a bloccare determinati siti web che stanno violando sostanzialmente le leggi sul diritto d autore. Per comprendere le posizioni degli angel investor e dei venture capitalist in Europa, è stato necessario concentrarci su aspetti specifici del contesto normativo. Abbiamo parlato con esperti e avvocati specializzati in diritto d autore, attivi presso grandi studi legali, così da identificare le caratteristiche importanti del quadro normativo attuale e dividere in categorie le principali direzioni in cui si muovono le leggi sul copyright. I seguenti scenari non sono di certo esaustivi e nemmeno mutualmente esclusivi; anzi, è possibile che si verifichino in concomitanza. Includono (1) la facilità di ottenere licenze, (2) la complessità delle leggi esistenti, (3) l intensificazione dei procedimenti contro gli utenti finali che contravvengono alle leggi sul copyright, e (4) l attribuzione di responsabilità per le violazioni del copyright. Licenze Attualmente, un intermediario di contenuti digitali che desidera distribuire contenuti deve negoziare una licenza con almeno uno dei seguenti attori: l individuo titolare del diritto d autore, o vari attori separati che collettivamente controllano il diritto d autore, che a loro volta potrebbero includere artisti o compositori originali, editori quali etichette discografiche e studi cinematografici, reti radiotelevisive e rivenditori, e le società di riscossione. Di norma, chiedere una licenza a un singolo titolare di diritto d autore non è un problema. Tuttavia, in caso di opere orfane, ovvero contenuti tutelati da diritti d autore il cui titolare non può essere reperito, può essere difficile o impossibile concedere i contenuti in licenza. La seconda fonte per ottenere una licenza, un network di parti ognuna delle quali deve approvare la licenza, implica dover determinare le parti appropriate con cui negoziare, e spesso dover trattare con vari attori indipendenti l uno dall altro. Inoltre, un singolo contenuto potrebbe avere diversi tipi di copyright, ognuno detenuto da una titolare diverso. 14 di 31 Booz & Company

15 Questa situazione si verifica spesso nel caso di musicisti che detengono i diritti di riproduzione meccanica sulle proprie canzoni ma vendono i diritti di pubblicazione alle etichette discografiche o ad altre entità. Inoltre, viste le sue variegate giurisdizioni e tipologie di legislazione l Europa ha una complessità e presenta difficoltà peculiari per l ottenimento di licenze. 10 Una rete vasta di leggi e giurisdizioni complicate costituisce un maggiore rischio per le imprese, anche per quelle che agiscono in buona fede. Perciò, per esempio, Pandora, un sito di streaming online di musica, ha ritenuto la complessità delle leggi internazionali sul copyright come rischio sostanziale per il proprio business e come motivo per non espandersi in nuovi mercati. 11 La società ha bloccato l accesso degli utenti al di fuori degli USA, del Regno Unito e del Canada, citando la difficoltà e l incertezza in materia di licenze come rischio troppo grande per la propria attività. 12 La complessità dell attuale situazione in materia di diritto d autore può creare tre problemi. Per prima cosa, può essere molto onerosa: ottenere i diritti spesso significa dover ricorrere a costosi esperti e consulenti legali. In secondo luogo, acquisire i diritti può richiedere molto tempo. Terzo, l incertezza del successo può dissuadere coloro che desiderano richiedere una licenza dall avviare il processo stesso, a causa della frammentazione e della mancanza di trasparenza in tema di titolarità dei diritti. Chiarezza legale Una volta che un intermediario di contenuti digitali ottiene una licenza, potrebbe comunque trovarsi ancora ad affrontare un alto grado di incertezza, data la possibilità di essere citati in giudizio e la difficoltà di comprendere le complessità del contesto legale europeo. Molte sentenze recenti hanno contribuito ad aumentare tale incertezza. Nel 2006, l editore belga Copiepresse ha fatto causa a Google accusando la società di aver copiato piccole parti dei propri contenuti su Google News in Belgio. La sentenza a favore di Copiepresse ha sollevato la questione se quantità minime di contenuti coperti da diritti d autore, come ad esempio link ad articoli, possano essere mostrate su altri siti web senza permesso esplicito. La questione era già stata in qualche modo trattata nel 2009, nel caso Infopaq International v. Danske Dagblades Forening, quando la Corte europea di giustizia sentenziò che 11 o più parole sono tutelabili con diritto d autore. Un altro aspetto importante di questa sentenza è la formulazione usata dalla corte per definire ciò che costituisce opera tutelabile: la creazione intellettuale propria dell autore. Sebbene questa particolare questione sia stata affrontata dai tribunali, la sua risoluzione ha impiegato tre anni, creando nel frattempo incertezza. Un altra causa, LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy) v. ebay, che si è conclusa nel 2008, ha sollevato la questione di quali siano le misure adeguate per prevenire transazioni illegali online. In questo caso, ebay è stata ritenuta responsabile per non aver controllato a sufficienza la legalità delle vendite tra i suoi utenti. Appena due anni dopo, nel 2010, la sentenza della causa L Oréal v. ebay ha definito un chiaro obbligo per ebay di monitorare i suoi contenuti e adottare misure preventive per impedire future violazioni sul suo sito web. Entrambe le sentenze hanno aperto la strada a ulteriori cause legali in altri paesi europei. Il fatto che nell UE vi siano molte giurisdizioni che sono tra loro continua a creare incertezza. La Direttiva sul commercio elettronico del 2000 e la Direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale del 2004, approvate dal Parlamento europeo, hanno stabilito la legislazione sul copyright digitale a livello UE. Tuttavia, i singoli paesi possono adottare determinati aspetti di queste leggi, che possono poi essere interpretati a livello locale dai tribunali locali. Questi livelli di legislazione contribuiscono a creare una ulteriore incertezza, considerato quanto può essere difficile interpretare il quadro legale dell Unione Europea. 15 di 31 Booz & Company

16 Perseguire gli utenti Gli studi cinematografici e le etichette discografiche, tra gli altri, hanno intentato cause contro singoli trasgressori che hanno scaricato o distribuito contenuti senza una licenza. In tali casi, l onere della prova è alto, e le cause possono durare mesi o persino anni. Un altro impedimento al ricorso alle vie legali contro i singoli trasgressori è di tipo giurisdizionale e le infrazioni commesse in più paesi sono molto più difficili da perseguire. I pirati all estero sono da tempo in grado di nascondersi dietro leggi e normative nazionali in conflitto tra di loro, sfruttando così la natura senza frontiere di Internet per raggiungere utenti ovunque. Responsabilità dei siti web La responsabilità legale per le violazioni potrebbe essere fatta ricadere sugli intermediari di contenuti digitali, obbligandoli ad applicare misure preventive per evitare le contravvenzioni, come ad esempio controllare i contenuti mentre sono caricati sui loro siti o subito dopo. In questa situazione, gli intermediari di contenuti digitali sarebbero considerati parte coinvolta in qualsiasi eventuale violazione del diritto d autore e quindi costretti a pagare risarcimenti per danni. Analogamente, la responsabilità legale potrebbe essere estesa agli ISP, rendendoli responsabili di filtrare i contenuti da loro aggregati, e quindi responsabili anche finanziariamente in caso di violazioni del copyright. Questi sviluppi obbligherebbero gli intermediari di contenuti digitali e gli ISP ad utilizzare sistemi tecnologici di portata significativa. Anche se tali sistemi non sono attualmente comuni, ce ne sono già alcuni. YouTube, per esempio, ha istituito di sua scelta quello che chiama il Content ID System. Mentre il video è caricato sul sito, il Content ID System lo confronta con un archivio di contenuti video tutelati da diritto d autore, volontariamente forniti dai titolari stessi. Se il contenuto caricato corrisponde ad un contenuto presente nell archivio, il sistema segnala il video. Una volta che un video è identificato come in potenziale contravvenzione, YouTube notifica sia la persona che ha postato il contenuto sia il titolare del diritto d autore, e avvia rapidamente la procedura per determinare la legittimità dei contenuti. Ora, questa soluzione ampiamente usata da YouTube costa, secondo quanto riferito, 30 milioni di dollari e ha richiesto più di ore di sviluppo. 13 Si stima che il 68 per cento dei profitti pubblicitari su YouTube vada ai creatori di contenuti. 14 Altri siti web, tra cui Facebook, usano programmi simili al Content ID System di YouTube. Sebbene l uso di tali sistemi non sia attualmente obbligatorio per legge, il settore privato sta già iniziando ad applicarli volontariamente. 16 di 31 Booz & Company

17 Capitolo 4: IL MODELLO AZIENDALE DEGLI INTERMEDIARI DI CONTENUTI DIGITALI Per valutare le posizioni degli angel investor riguardo agli effetti delle potenziali normative, ci siamo concentrati sugli investimenti in intermediari di contenuti digitali perché svolgono un ruolo importante nella distribuzione di contenuti digitali e attirano molta attenzione nelle discussioni odierne in tema di Internet. Gli intermediari di contenuti digitali sono una vasta serie di imprese che forniscono hosting, distribuzione e funzioni di ricerca per ogni tipo di media digitali. Possono includere siti web molto noti come YouTube di Google, software per desktop o cloud come itunes di Apple, forum digitali come Craigslist, programmi software peer-to-peer come BitTorrent, e persino alcuni distributori fisici basati su Internet, tra cui GameFly e Netflix. La categoria include anche molti attori locali europei, quali Gumtree, LoveFilm e hmv.com nel Regno Unito; Deezer e Viadeo in Francia; nonché Tuenti, Rockola.fm, Series Yonkis e Segundamano in Spagna. Gli intermediari di contenuti digitali di solito distribuiscono contenuti che sono o creati da professionisti, quali musica e film, o generati dagli utenti, quali blog, foto e video caricati di persona. Nel normale svolgimento delle loro attività, gli intermediari di contenuti digitali forniscono valore ai consumatori in due modi. In primo luogo, fungono da mezzo di distribuzione più economico rispetto ai canali tradizionali come i negozi di noleggio di video e musica. 15 Ciò significa che è molto più facile per gli artisti far distribuire i propri contenuti 16 e che una quantità molto più grande di contenuti è disponibile per i consumatori. 17 In secondo luogo, possono migliorare l esperienza di consumo stessa, tramite funzioni quali sistemi di raccomandazione personalizzata e forum dove i consumatori possono condividere esperienze e reazioni. Gran parte del vantaggio finanziario della distribuzione tramite gli intermediari di contenuti digitali può essere attribuito al fatto che non devono sostenere molti dei tradizionali costi di produzione, imballaggio e distribuzione (inclusi spedizione, immagazzinaggio e inventario) e nemmeno costi di vendita al dettaglio, quali manodopera, assicurazione, immobili e altre spese generali associate ai negozi fisici. È stato anzi dimostrato che gli intermediari di contenuti digitali riducono i costi della distribuzione di contenuti e di marketing per i settori di musica, cinema e software, eliminando le fasi di distribuzione fisica e facendo ricadere l attività di diffusione del marketing sugli sforzi virali basati sui consumatori. 18 I costi di produzione, distribuzione e vendita al dettaglio rappresentano circa il 55 per cento del prezzo non scontato di un tipico CD di musica negli USA, per esempio. Secondo le stime, gli artisti di norma ricevono il 12 per cento in royalties, da cui devono detrarre altri costi tra cui quelli per le promozioni, il packaging e i resi. Di conseguenza, un artista deve vendere tra e 1 milione di CD per poter andare in pareggio. Almeno il 90 per cento degli artisti non riceve nessuna royalty dalle vendite di CD. 19 I musicisti hanno trovato modi di ridurre i costi da soli, tramite il marketing autonomo e i siti web di gestione della distribuzione. Aziende come Bandcamp, FanBridge, ReverbNation e Topspin Media aiutano i musicisti a fare marketing diretto ai fan e a vendere musica online, oltre a vendere il merchandising. Tutte queste attività contribuiscono a ridurre i costi della produzione e del marketing di CD. 20 I costi inferiori di distribuzione non solo si traducono in prezzi inferiori per i consumatori, ma per la prima volta consentono l accesso a una serie di contenuti che sarebbero altrimenti troppo costosi da fornire di 31 Booz & Company

18 Gli intermediari di contenuti digitali offrono anche ai produttori di contenuti tutta una serie di nuovi modi di monetizzare i propri contenuti. Google AdSense, per esempio, consente agli autori di siti web di aggiungere banner pubblicitari e iniziare subito a guadagnare profitti dai visitatori. YouTube consente ai titolari di copyright di guadagnare profitti pubblicitari dai video offerti in streaming sul proprio sito. Questi mezzi di monetizzazione non richiedono rapporti con gli editori, che si tratti di studi cinematografici, etichette discografiche o case editrici, e sono disponibili per tutti. L ulteriore vantaggio per i consumatori, cioè quello di migliorare l esperienza di consumo stessa, dipende in gran parte dagli effetti di network che molti intermediari di contenuti digitali hanno creato. Il Crowdsourcing, la creazione di informazioni collettive da grandi gruppi di persone, consente agli intermediari di contenuti digitali di analizzare vasti insiemi di dati sui consumatori. Da tali dati emergono informazioni utili sulle esigenze e preferenze dei consumatori, che non è invece possibile ottenere dai negozi fisici. Per esempio, itunes identifica le canzoni più votate e più scaricate, mentre Spotify consente agli utenti di condividere tra loro le playlist musicali e scambiarsi raccomandazioni. Facebook inserisce pubblicità personalizzate in base agli interessi dichiarati e alle attività di ogni utente, estendendole anche ai rispettivi amici. Gli intermediari di contenuti digitali si sono evoluti per fornire un chiaro valore ai consumatori e ai produttori di contenuti riducendo i costi di produzione e consentendo agli artisti un immediata monetizzazione. I consumatori hanno tratto vantaggio da un aumento della varietà di artisti e di contenuti disponibili, oltre che da un esperienza di consumo più ricca. 18 di 31 Booz & Company

19 Capitolo 5: RISULTATI EMPIRICI L obiettivo principale di questo studio è comprendere come i cambiamenti alle leggi e alle normative sul copyright possano influenzare il livello iniziale di investimento negli intermediari di contenuti digitali. A tale scopo, abbiamo condotto un sondaggio tra 54 angel investor e intervistato 10 venture capitalist europei in merito alle loro opinioni riguardo lo stato attuale e futuro del diritto d autore in Europa (per una descrizione più dettagliata della metodologia, vedere l Appendice). Anche se per questo rapporto abbiamo parlato con un minor numero di angel investor e venture capitalist rispetto al rapporto sugli Stati Uniti, è importante notare che i risultati hanno sostanzialmente confermato quelli riguardanti gli Stati Uniti. Gli angel investor in Europa hanno evidenziato un elevato disagio verso la normativa che risulta ambigua. Inoltre, una regolamentazione più severa degli utenti finali in violazione delle leggi sul diritto d autore in Europa, oltre all attribuzione agli intermediari di contenuti digitali della responsabilità legale per i contenuti caricati dagli utenti, avrebbe un impatto negativo sugli investimenti. D altra parte, gli angel investor in Europa hanno mostrato una preferenza notevolmente maggiore per le leggi sul diritto d autore dell UE rispetto a quelle degli USA. Inoltre, un aumento delle misure antipirateria contro i siti web a contenuti caricati dagli utenti ha generato reazioni contrastanti tra gli angel investor europei per quanto riguarda la loro disponibilità a investire in intermediari di contenuti digitali. In questa sezione esamineremo i risultati del sondaggio sugli investitori europei per quanto concerne quattro aspetti specifici del panorama normativo sul diritto d autore: l ambiguità normativa, l accesso a contenuti coperti da licenza, la responsabilità legale degli utenti, e la responsabilità legale degli intermediari di contenuti digitali. Discuteremo inoltre questi risultati in relazione a quelli del sondaggio USA. Ambiguità normativa Ben l 87 per cento degli angel investor che hanno partecipato al sondaggio ha dichiarato di sentirsi a disagio a investire in un area con un contesto normativo ambiguo (vedere Figura 8). Questo valore è paragonabile all 80 per cento degli investitori USA che hanno espresso lo stesso parere. Figura 8 L impatto dell ambiguità normativa sugli angel investor L'87% DEGLI INVESTITORI EUROPEI SI SENTE A DISAGIO A INVESTIRE IN MODELLI DI ATTIVITÀ DOMINATI DA AMBIGUITÀ NORMATIVA Mi sento a disagio a investire in modelli di attività in cui il contesto normativo è ambiguo 13% 30% 57% 87% Fortemente in disaccordo In disaccordo D accordo Totalmente d'accordo Nota: usa una base campione di piccole dimensioni per i calcoli. Fonte: analisi Booz & Company Dal nostro studio è anche emerso che un ambiente legale più chiaro, che consenta ai siti web di risolvere le controversie legali in modo rapido, aumenterebbe la disponibilità degli investitori a considerare questa area. Il pool di investitori interessati a investire in un 19 di 31 Booz & Company

20 % 63% particolare intermediario di contenuti digitali aumenterebbe di quasi il 19 per cento se le normative sul diritto d autore fossero chiarite in modo da consentire ai siti web di risolvere le dispute legali in modo rapido, riducendo così i costi per soddisfare la conformità alle normative (vedere Figura 9). Sebbene tale risultato rappresenti una reazione favorevole alla legislazione proposta, è significativamente inferiore rispetto all aumento del 111 per cento per gli investitori in USA. Va notato che il livello di interesse iniziale degli angel Clarifying copyright regulations to investor europei è significativamente allow websites più to resolve alto di legal quello degli angel investor in USA (53 per disputes quickly would: cento e 27 per cento rispettivamente). Questo valore di partenza più alto riduce l impatto In the E.U., increase the pool of proporzionale sull interesse interested negli investors investimenti, by 19% quindi i risultati europei, di solito, sono +19% stati inferiori rispetto a In quelli the U.S., statunitensi. increase the pool of 57% interested investors by 111% % Sebbene i risarcimenti stabiliti per legge Europe per le violazioni del diritto d autore tendano a U.S. essere inferiori in Europa rispetto agli USA, ci siamo interessati all effetto che limitare i risarcimenti potrebbe avere sull atteggiamento di investimento. Dal nostro studio è emerso che limitare le pene per i siti web che agiscono in buona fede aumenterebbe il pool di investitori interessati del 32 per cento (vedere Figura 10). Sebbene Interest today ciò rappresenti Interest after un proposed change sostanziale aumento, è notevolmente inferiore rispetto al probabile aumento tra in legislation gli angel investor negli USA, dove il pool di investitori interessati salirebbe del 115 per cento. +111% Figura 9 Cambiamento di interesse negli investimenti se le controversie legali si potessero risolvere rapidamente, Europa rispetto a USA Chiarire le normative sul diritto d'autore per consentire ai siti web di risolvere controversie legali in modo rapido avrebbe come conseguenza: - In Europa, un aumento del pool di investitori interessati del 19% 53% +19% 27% +111% 63% 57% - In USA, un aumento del pool di investitori interessati del 111% Interesse oggi Interesse dopo cambiamento legislativo proposto Europa USA Nota: rappresenta le risposte degli angel investor da 5 a 7 su una scala di interesse a 7 punti, dove 4 = neutrale e 7 = forte interesse Usa una base campione di piccole dimensioni per i calcoli. Fonte: analisi Booz & Company Figura 10 Cambiamento di interesse negli investimenti se i risarcimenti per le violazioni fossero limitati, Europa rispetto a USA Limitare le pene per i siti web che agiscono in buona fede avrebbe come conseguenza: 53% +32% +115% 70% 58% - In Europa, un aumento del pool di investitori interessati del 32% 27% - In USA, un aumento del pool di investitori interessati del 115% Interesse oggi Europa Interesse dopo cambiamento legislativo proposto USA Nota: rappresenta le risposte degli angel investor da 5 a 7 su una scala di interesse a 7 punti, dove 4 = neutrale e 7 = forte interesse. Usa una base campione di piccole dimensioni per i calcoli. Fonte: analisi Booz & Company 20 di 31 Booz & Company

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