Urban Manager for Security Safety and Crisis Management

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1 Executive Agency, Education, Audiovisual and Culture Urban Manager for Security Safety and Crisis Management Final Report Public Part LLP IT-LEONARDO-LMP

2 Project information Project acronym: Project title: Project number: Sub-programme or KA: Project website: URBIS Urban Manager for Security Safety and Crisis Management LLP IT-LEONARDO-LMP Leonardo da Vinci Reporting period: From 01/11/2011 To 30/04/2014 Report version: V.1 Date of preparation: 03/06/2014 Beneficiary organisation: SINERGIE Società Consortile a Responsabilità Limitata Project coordinator: Speranza Boccafogli Project coordinator organisation: SINERGIE Società Consortile a Responsabilità Limitata Project coordinator telephone number: Project coordinator address: This project has been funded with support from the European Commission. This publication [communication] reflects the views only of the author, and the Commission cannot be held responsible for any use which may be made of the information contained therein Copyright Education, Audiovisual & Culture Executive Agency. The document may be freely copied and distributed provided that no modifications are made, that the source is acknowledged and that this copyright notice is included LLP IT-LEONARDO-LMP 2

3 Executive Summary I professionisti che lavorano per la gestione della sicurezza urbana devono affrontare una realtà in costante evoluzione nella quale numerosi fattori endogeni ed esogeni richiedono un aggiornamento delle competenze e nuove strategie di intervento. I rapidi mutamenti che si verificano nella società implicano anche un mutamento delle competenze non solo di chi lavora nel campo della sicurezza urbana, ma anche delle future generazioni di professionisti. La formazione di professionisti diventa quindi indispensabile poiché indispensabile è la creazione di un dialogo critico tra la comunità della ricerca, che genera innovazione, e i decisori politici, che possono implementare quell innovazione a livello politico. È quindi chiaro che le principali attività e responsabilità nel contesto della sicurezza urbana vertono attorno alle seguenti comunità di esperti: professionisti, soggetti pubblici e scienziati. Tali comunità hanno partecipato attivamente al progetto URBIS per conseguire l obiettivo principale, vale a dire lo sviluppo di un nuovo profilo professionale e il percorso formativo correlato per la gestione della sicurezza urbana, precisando conoscenze, competenze e ambiti di responsabilità. A tal fine, il progetto ha cercato di dare una risposta alle seguenti domande attraverso una ricerca realizzata mediante sondaggi basati su questionari, colloqui, gruppi di interesse e metodi innovativi, come la Commissione Delphi: Esistono le condizioni necessarie per creare questo nuovo profilo? Quali sono i compiti di un gestore della sicurezza urbana? Qual è il profilo di un gestore della sicurezza urbana? Come opera un gestore della sicurezza urbana? Chi dovrebbe diventare gestore della sicurezza urbana? Come viene formato un gestore della sicurezza urbana? Le risposte a tali domande hanno consentito di individuare gli ambiti prioritari per l elaborazione di un percorso formativo per questo profilo professionale, sviluppare un programma di formazione e sottoporlo a test nei paesi partner. È pertanto necessario attribuire una notevole importanza non solo ai contenuti e ai materiali didattici innovativi sviluppati, ma anche agli strumenti creati per rafforzare il ruolo delle autorità nella gestione della sicurezza urbana. Di fatto, la raccolta di oltre 100 buone pratiche diventa essenziale sotto questo aspetto. Questi materiali costituiscono inoltre la base per un impiego futuro dei risultati del progetto: come viene spiegato in seguito nel report, alcuni materiali verranno inseriti in altri progetti mentre il percorso di formazione elaborato verrà promosso ed esportato verso nuovi paesi, adattandolo alle esigenze locali. Allo scopo di realizzare i sopraccitati obiettivi, è stato costituito il consorzio URBIS utilizzando una pluralità di competenze, dagli specialisti in scienze sociali agli esperti nella formazione e istruzione professionale, ai decisori politici provenienti da Italia, Regno Unito, Slovenia e Turchia. Per maggiori informazioni sul profilo dei diversi partner e sugli esiti del progetto è possibile consultare il sito web del progetto disponibile in 4 lingue: inglese, italiano, turco, sloveno (www.urbisproject.eu) LLP IT-LEONARDO-LMP 3

4 Indice 1. OBIETTIVI DEL PROGETTO APPROCCIO DEL PROGETTO ESITI E RISULTATI DEL PROGETTO PARTENARIATO PIANI PER IL FUTURO CONTRIBUTO ALLE POLITICHE DELL UE EVENTI LLP IT-LEONARDO-LMP 4

5 1. Obiettivi del progetto L obiettivo principale del progetto URBIS era la creazione di un nuovo profilo professionale per la gestione dei problemi di sicurezza nelle aree urbane: l Urban Security Manager for Security Safety and Crisis Management (Gestore della sicurezza urbana per la sicurezza e la gestione delle crisi, nel seguito denominato Gestore della sicurezza urbana o USM). Tenendo conto delle differenze presenti tra i diversi paesi dell UE in termini di infrastrutture e background culturali, il progetto ha cercato di definire un approccio comune per migliorare la gestione locale della sicurezza urbana, innovando percorsi di formazione continua. A questo scopo, durante lo sviluppo finale del quadro formativo è stata condotta un analisi specifica del significato attribuito dai potenziali utenti finali (autorità nazionali/locali, comunità scientifica, professionisti) alla nozione di gestione della sicurezza urbana, sono stati individuati i soggetti investiti dell autorità di gestire la sicurezza urbana e, infine, sono state definite le abilità e le competenze da rendere disponibili per migliorare l offerta formativa esistente. Una volta definito l obiettivo principale, vale a dire la definizione di un profilo professionale, il progetto si è sviluppato sulla base di alcune domande specifiche. Esistono le condizioni per creare questo nuovo profilo? Qual è il significato di Urban Security Manager? Qual è il profilo associato all Urban Security Manager? Come lavora il Urban Security Manager? Chi può ricoprire il ruolo di Urban Security Manager? Come viene formato il Urban Security Manager? Le risposte a queste domande sono state ottenute raggiungendo i seguenti obiettivi specifici: 1. Riconoscimento dello stato dell arte e analisi delle esigenze. L analisi ha fornito un confronto dettagliato tra poteri legali, esigenze, profili e corsi di formazione nel campo della sicurezza urbana, mettendo in luce una situazione disomogenea che ha indotto il progetto a individuare gli aspetti comuni dei problemi e degli approcci alla gestione della sicurezza urbana, da tradurre in aree specifiche di conoscenze, competenze e abilità obbligatorie. 2. Il nuovo profilo professionale e l impatto a livello locale. Il progetto ha analizzato le possibilità d implementazione del nuovo profilo a livello locale, tenendo in considerazione i punti di vista delle autorità locali, nonché l impatto potenziale in termini di opportunità di carriera. 3. Individuazione delle esigenze di formazione. Gruppi di interesse con utenti finali appropriati hanno confermato l esigenza di un ulteriore professionalizzazione dei soggetti impegnati nella gestione della sicurezza urbana. In particolare, rimane un considerevole margine di sviluppo per programmi di formazione innovativi. 4. Progettazione e test del programma di formazione. Un programma di insegnamento e apprendimento post-laurea è stato progettato e sottoposto a test attraverso un gruppo composto da USM attuali e potenziali, ponendo l accento su una comprensione comparativa della sicurezza urbana all interno dell UE ed esaminando le possibilità di uno scambio di competenze ed esperienze tra le autorità LLP IT-LEONARDO-LMP 5

6 Per la realizzazione di ciascun obiettivo delineato, il ruolo degli utenti finali è risultato fondamentale. Il loro coinvolgimento è di fatto riscontrabile in ogni fase dell attività: nell analisi dello stato dell arte, nell individuazione di esigenze di formazione emergenti e future (grazie in particolare a sondaggi basati su questionari, gruppi di interesse, verifiche pilota) e, a livello più generale, negli eventi di divulgazione collegati al progetto. La triplice caratterizzazione dei principali soggetti interessati è stata fondamentale, poiché ognuno di loro opera a livelli diversi nell individuazione e nell implementazione delle strategie di sicurezza urbana: a) Autorità locali/nazionali: il valore offerto dal progetto a questa sfera è sicuramente correlato alla possibilità che le autorità locali non solo introducano profili innovativi all interno del proprio organico, ma adottino anche le buone pratiche e le esperienze disponibili in contesti analoghi. b) Comunità scientifica: il progetto pone chiaramente l accento sull importanza di combinare le metodologie e gli approcci scientifici con le politiche strategiche e, di conseguenza, sull importanza di offrire programmi di istruzione d alto livello. c) Professionisti: in un contesto locale, gli agenti di polizia sono i principali utenti finali per quanto riguarda il livello operativo. Se, tuttavia, ci si sposta al livello di collaborazione tra più enti, entrano in gioco altri soggetti interessati con compiti di prevenzione e intervento sui problemi di sicurezza urbana, ad esempio i pianificatori urbani, le ONG e la protezione civile LLP IT-LEONARDO-LMP 6

7 2. Approccio del progetto L approccio sviluppato dal progetto URBIS rispecchia l evoluzione logica degli obiettivi indicati nel precedente paragrafo. L esame dello stato dell arte è stato condotto in un primo momento attraverso una ricerca sulla documentazione e, successivamente, attraverso un metodo misto denominato Commissione Delphi, una tecnica di comunicazione strutturata qualitativa che si avvale di una commissione di esperti. La ricerca sulla documentazione ha consentito di esaminare tutte le informazioni documentali relative ai contesti legislativi e politici attuali (sia nazionali che comunitari) e a qualunque percorso formativo mentre, fattore ben più innovativo e importante, la Commissione Delphi è servita a sondare la base di conoscenze di tre comunità di esperti, nello specifico quella dei decisori politici nazionali, quella dei professionisti locali e quella degli esperti scientifici, relativamente alle seguenti domande: 1. Che cosa può significare gestione della sicurezza urbana? (PROBLEMI) 2. Quali autorità sono, o dovrebbero essere, legalmente incaricate e autorizzate a gestire la sicurezza urbana? (SOGGETTI RESPONSABILI) 3. Quali capacità e competenze devono avere, o dovrebbero avere, le autorità designate per assumersi tale responsabilità? (COMPETENZE) 4. Quali percorsi formativi vengono attualmente forniti, o dovrebbero essere forniti, in supporto al loro lavoro? (FORMAZIONE) La collazione delle risposte degli esperti al questionario iniziale ha prodotto un breve report in cui venivano riepilogate le problematiche e le priorità principali. Questo report è stato fatto circolare nuovamente tra gli esperti, unitamente a un secondo questionario finalizzato all individuazione di aree di consenso e disaccordo, sia in merito ai problemi della sicurezza urbana sia in merito al potenziale contributo dei programmi di istruzione e formazione alla sicurezza pubblica e alla prevenzione del crimine. Un terzo report con questionario offriva agli esperti la possibilità finale di commentare qualsiasi area di consenso e disaccordo. Gli esperti della Commissione sono stati selezionati tra i rappresentanti degli utenti finali: Comunità scientifica: la European Society of Criminology (ESC) ha fornito esperti provenienti dai seguenti paesi: Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia, Paesi Bassi, Turchia e Regno Unito. Decisori politici: le risposte della seconda commissione sono state raccolte in collaborazione con il segretariato della European Crime Prevention Network (EUCPN), che è stato direttamente responsabile di coinvolgere i rappresentanti degli Stati membri. Al pannello hanno partecipato i rappresentanti dei governi dei seguenti paesi: Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Romania e Slovenia. Professionisti: la terza commissione ha visto la partecipazione di membri del European Forum for Urban Security (EFUS). I paesi coperti da tale commissione sono: Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Spagna e Regno Unito. La metodologia e i risultati provenienti dall indagine hanno condotto a una seconda fase di ricerca incentrata sulla descrizione dei profili e sull impatto a livello locale. L obiettivo era rappresentato dalla definizione del profilo e della struttura di un modulo standard ad uso delle autorità locali per il reclutamento di USM LLP IT-LEONARDO-LMP 7

8 Il modulo standard conteneva domande destinate agli esperti ed è stato fatto circolare sotto forma di sondaggio basato su questionario, ancora una volta tra accademici, decisori politici nazionali e professionisti locali. Per i paesi dell UE il questionario è stato inviato ai membri della National Community Safety Network (NCSN), dell EUCPN e dell EFUS e relativi forum nazionali (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna). Per la Turchia, infine, è stato adottato un approccio diverso, considerata la scarsa sensibilizzazione del paese nei confronti dei problemi di sicurezza urbana. In questo paese, il partner di progetto turco ha condotto colloqui con i rappresentanti delle autorità locali. Nel complesso, sono stati raccolti 23 riscontri per un totale di 13 paesi. A livello locale si è provveduto con un metodo pratico, cioè raccogliendo alcuni esempi di progetti esemplari che hanno offerto sicurezza in contesti urbani. I progetti in questione hanno illustrato il ventaglio delle diverse combinazioni ottenibili dall unione delle differenti risposte a e dei differenti problemi di sicurezza urbana, messi in evidenza dal riconoscimento dello stato dell arte. La ricerca è stata condotta dai partner, realizzando una panoramica basata sulle conoscenze dei vari partner e sulla riconoscibilità di un progetto/programma all interno del rispettivo contesto nazionale. In aggiunta a tutto ciò, sono state condotte ricerche sul web, sfogliando i siti istituzionali delle comunità locali, degli enti e delle associazioni impegnate in programmi o iniziative dirette a problemi specifici. L analisi dell impatto locale è stata immediatamente seguita dall individuazione delle esigenze di formazione di studenti e professionisti, alla luce dell offerta formativa esistente. Per valutare questo aspetto e misurare anche il livello di interesse suscitato dal nuovo profilo professionale, i partner di progetto hanno organizzato nei rispettivi paesi un totale di 8 gruppi di interesse costituiti da studenti e professionisti (vedi Tabella 1). I partecipanti hanno dapprima ricevuto i materiali relativi al progetto e successivamente, durante la riunione del gruppo di interesse, hanno dovuto esprimere un opinione relativa al profilo di USM. Il dibattito strutturato è stato organizzato soprattutto in base all elenco di competenze e conoscenze richieste, presentate sotto forma e sulla base dell attrattiva di questa nuova professione, per verificare se i partecipanti considerano la figura di USM un opportunità per carriere professionali future. Tabella 1 Paese Italia UK Focus Group Focus Group 1: 8 studenti di laurea triennale in Scienze Politiche. Focus Group 2: 7 studenti e 3 professionisti iscritti al Master in Politiche della Sicurezza. Focus Group 1: 6 laureati ricercatori della Scuola di Scienze Sociali. Focus Group 2: 6 studenti della Scuola di Scienze Sociali LLP IT-LEONARDO-LMP 8

9 Turchia Slovenia Focus Group 1:. 15 studenti della Facoltà di Economia e Scienze Amministrative. Focus Group 2: 8 professionisti. Focus Group 3: 7 studenti della Scuola di Formazione per la Polizia. Focus Group 1: 34 studenti di laurea specialistica della Facoltà di Giustizia Penale e Studi sulla Sicurezza. La fase finale fa riferimento alla Progettazione e test del programma di formazione. Il piano di studi è stato creato sulla base dei risultati precedenti per consentire la valutazione di processi e realtà fondamentali del contesto attuale. Alcuni moduli di formazione sviluppati sono stati sottoposti a test nei paesi partner con diversi gruppi target. La durata media dei corsi pilota è stata di ore e i partecipanti totali sono stati 79, come descritto in Tabella 2. Tabella 2 Paese Numero di partecipanti Italia 18 UK 7 Target Groups Professionisti: forze di polizia locale, funzionari delle pubblica amministrazione. Studenti universitari (masters, postgraduate doctoral e undergraduate). Turchia 20 Professionisti provenienti da diverse autorità locali. Slovenia 34 Studenti e professionisti provenienti dalla Municipalità di Ljubljana LLP IT-LEONARDO-LMP 9

10 Alcune attività hanno inoltre accompagnato trasversalmente ciascuna fase del progetto, come le azioni di valutazione e diffusione, descritte di seguito. Per assicurare l affidabilità dei risultati ottenuti, il consorzio URBIS ha definito una strategia. Sono state quindi definite linee guida per lo svolgimento delle analisi quantitative e qualitative per la durata del progetto. Le principali metodologie utilizzate sono: - KPI (Key performance indicators, principali indicatori di performance) della gestione di progetto - Questionari strutturati - Analisi del file di registro - Analisi di siti web/social network - Questionari semistrutturati Il processo di valutazione è stato ulteriormente migliorato creando un gruppo consultivo di progetto con compiti di consultazione e supervisione. I pareri del gruppo consultivo sono stati ottenuti tramite , chiamate telefoniche e, ove possibile, incontri. Il gruppo consultivo era composto da due membri del consorzio del progetto e da due membri esterni in rappresentanza della NCSN e della EUCPN. Il supporto dei membri del gruppo consultivo è risultato determinante anche per la diffusione di risultati del progetto. Gli esiti del progetto sono stati resi noti all ampia rete di contatti e collaborazioni posta in essere dalle associazioni rappresentate nel gruppo, sia durante gli incontri e gli eventi correlati al progetto stesso, sia durante gli incontri e gli eventi organizzati dalle due organizzazioni. Per maggiori informazioni si rimanda all elenco di eventi riportato al capitolo 7. In linea generale, un piano di valorizzazione ha sovrinteso alla promozione dei risultati del progetto, descrivendo le principali attività di promozione e divulgazione da svolgere, in termini di materiali, pubblicazioni ed eventi. Di seguito elenchiamo i principali canali di comunicazione e promozione sviluppati: Materiali informativi Incontri ed eventi Mass media Cartoline postali Volantini Poster Presentazione del progetto Incontri con i partner Incontri organizzati dall EACEA Eventi di settore Gruppi di interesse Corsi pilota Conferenza finale Sito web Social network Comunicati stampa e articoli Newsletter Piattaforma EVE Database ADAM Rete ENTER La comunicazione dei risultati del progetto e relativa sostenibilità è stata assicurata anche con le seguenti azioni: - consultazione/coinvolgimento di gruppi target in attività di progetto (vale a dire sondaggi, gruppi di interesse, eventi): il coinvolgimento attivo di gruppi target ha promosso una maggiore comprensione dei risultati del progetto, aumentando il consenso e l accettazione generale; LLP IT-LEONARDO-LMP 10

11 - conferma dei risultati del progetto da parte di organi istituzionali (vale a dire gruppo consultivo, eventi correlati al progetto): riscontri e riconoscimenti positivi da parte delle istituzioni dell UE hanno aggiunto valore ai risultati ottenuti, agevolandone quindi la trasmissione ad altre organizzazioni/altri settori; - produzione di materiali pronti all uso (vale a dire buone pratiche, materiali didattici): i prodotti concettuali possono essere utilizzati immediatamente per la creazione di attività didattiche innovative e per migliorare la gestione locale attraverso uno scambio di competenze ed esperienze; - diffusione su ampia scala dei risultati del progetto (vale a dire eventi di settore ed eventi locali): risultati ed esperienze positive sono state promosse nei confronti delle autorità e dei decisori locali per sensibilizzarli sulle esperienze esistenti e promuovere l adozione delle buone pratiche; - effetto moltiplicatore (vale a dire nuovi progetti, nuove forme di collaborazione): per promuovere l adozione del programma di formazione e delle qualifiche nei diversi paesi dell UE è stata instaurata una collaborazione con organizzazioni non partner LLP IT-LEONARDO-LMP 11

12 3. Esiti e risultati del progetto Ci sono stati importanti sviluppi legislativi e politici, sia a livello europeo che a livello nazionale, nell ambito della prevenzione del crimine e della sicurezza urbana, come evidenziato dalla ricerca per il riconoscimento dello stato dell arte. Tuttavia, il concetto di gestione della sicurezza urbana, sia dal punto di vista politico, sia quale insieme di azioni effettuate a livello istituzionale, viene ancora sviluppato in maniera non uniforme a livello europeo con significative differenze dal punto di vista delle esperienze, delle risorse e delle competenze tra le diverse regioni, paesi e città. Nonostante le difficoltà nel tradurre il concetto di sicurezza urbana nelle varie regioni e paesi d Europa, è stato possibile individuare la presenza di denominatori comuni in relazione ai seguenti aspetti: a) tipologie di problemi, risposte e metodi di gestione in materia di sicurezza urbana; Sette problemi principali sono stati identificati dai gruppi di esperti coinvolti: 1. violenza contro le persone (inclusa la violenza domestica); 2. furti; 3. esclusione sociale e disoccupazione giovanile; 4. comportamenti antisociali e inciviltà; 5. abuso di alcol e di stupefacenti; 6. immigrazione e coesione sociale; 7. bande criminali e criminalità organizzata. Sono stati individuati quattro principali tipi di risposta ai problemi identificati: 1. giustizia penale; 2. risk management; 3. giustizia riparativa; 4. giustizia sociale. b) attori responsabili per la gestione della sicurezza urbana; La responsabilità della gestione della sicurezza urbana resta prevalentemente nelle mani di attori che agiscono a livello statale; C è un vasto consenso sullo sviluppo di partnership di stampo multilaterale, nonché sullo sviluppo di competenze di problem solving preventivo da affiancare a quelle legate al sistema di giustizia penale; L equilibrio tra responsabilità di gestione operative e di gestione strategica è ancora poco chiaro; In un ambito nascente di politiche e prassi, c è ancora incertezza in merito a quale debbano essere i rispettivi ruoli di rappresentanti politici eletti, funzionari delle amministrazioni locali ed esperti scientifici. c) competenze e tipo di formazione futura richiesta. La formazione e le competenze specialistiche nella gestione della sicurezza urbana in un ottica di multi-attorialità, nonché l uso del problem-solving strategico LLP IT-LEONARDO-LMP 12

13 sono riconosciuti in maniera disomogenea e sono scarsamente sviluppati all interno di paesi e regioni d Europa; Il gap principale è riconducibile all assenza di specifici corsi post-laurea nell ambito del problem-solving ed all assenza di corsi per la gestione della sicurezza urbana correlati ai livelli 6, 7 e 8 del Quadro Europeo delle Qualifiche (European Qualification Framework. EQF) destinati agli attuali, e soprattutto futuri, manager della sicurezza urbana; Il problem-solving con approccio multi-attoriale è tuttora marginale in molti contesti europei ma c è ancora molto spazio per sviluppare competenze multidisciplinari (in parte generiche, in parte collegate al contesto locale specifico) attraverso la creazione di corsi di formazione e di programmi di studio riferiti ai livelli EQF 6,7 e 8. Oltre ad esaminare il contesto legislativo e lo scenario generale dei diversi paesi dell UE, il progetto si proponeva di rispondere alla necessità di creare innovazione nell istruzione senza ignorare le esigenze e le aspettative dei protagonisti locali. Per questo motivo è stato importante comprendere l impatto del nuovo profilo a livello locale. In particolare, il progetto ha fornito un modulo standard per il reclutamento degli USM nel quale venivano descritti i compiti, le responsabilità principali, l esperienza richiesta, le competenze e le conoscenze ulteriori, le caratteristiche personali desiderabili, i criteri di selezione e la procedura di selezione per la posizione. Volendo realizzare un modulo potenzialmente utilizzabile in realtà diverse, in aggiunta a un insieme centrale di conoscenze e competenze essenziali il modulo presentava un elenco di conoscenze e competenze desiderabili, selezionabili dalle autorità locali in base al contesto specifico. Per quanto riguarda le aspettative operative del nuovo profilo, il progetto ha inoltre cercato di capire chi, a parere degli intervistati, dovrebbe essere responsabile della gestione della sicurezza urbana e quali competenze sono necessarie per adempiere a tale responsabilità. Le risposte fornite dai responsabili locali hanno contribuito in modo importante ad approfondire la comprensione di questo aspetto. Nello specifico: - Le risposte dei soggetti locali hanno messo in luce un elevato livello di consenso sulla crescente importanza dell adozione di approcci preventivi multi-attoriale e multi-settoriali da parte delle autorità responsabili per affrontare i problemi della sicurezza urbana. Inoltre, è stata ampiamente riconosciuta l esigenza di una maggiore attenzione alla cooperazione tra i diversi soggetti a diversi livelli politici. - È stato riscontrato un chiaro consenso in merito alle modalità ottimali per gestire la responsabilità della sicurezza urbana: tale responsabilità dovrebbe essere adempiuta dalle amministrazioni locali attraverso la figura del sindaco e la dimensione multi-attoriale di tale gestione dovrebbe essere ulteriormente migliorata attraverso l inclusione di partner associati, operanti al di là del sistema di controllo convenzionale. - Gli intervistati hanno sostenuto lo sviluppo di competenze locali, complete, diversificate e multidisciplinari all interno delle amministrazioni comunali. Diversi intervistati hanno fatto esplicitamente notare il ritardo attualmente presente nelle varie competenze scientifiche e capacità analitiche necessarie per isolare schemi e tendenze nelle minacce alla sicurezza urbana e formulare, implementare e valutare le risposte in base a tali competenze. Gli intervistati hanno fatto notare l esigenza di una maggiore correlazione e interazione tra i mondi della ricerca accademica e quello della pratica e della politica. - Vi è l esigenza di un programma di istruzione e formazione che sappia condividere conoscenze generali, relative a problemi e approcci comuni, che fornisca agli studenti anche LLP IT-LEONARDO-LMP 13

14 la capacità di trasferire tali conoscenze generali nei contesti specifici in cui vengono applicate. È stato chiesto agli intervistati di individuare quali opportunità di impiego prevedessero per un professionista che soddisfacesse i criteri descritti nel modulo di reclutamento per USM. In base agli interessanti commenti e suggerimenti ricevuti, gli intervistati sono stati suddivisi in tre gruppi: 1) Intervistati che indicano posizioni già esistenti che, a loro parere, possono essere adeguatamente occupate dal nuovo profilo. 2) Intervistati che prendono seriamente in considerazione la creazione della nuova posizione di USM nei rispettivi paesi, ma dichiarano che vi sono già professionisti locali in grado di svolgerne le funzioni. 3) Intervistati che cercano di individuare possibilità che consentano di creare una posizione per il nuovo profilo. Come ricordato in precedenza, la gestione della sicurezza urbana varia profondamente da un paese all altro. Vi è quindi la chiara esigenza di formare una figura in grado di adattare le conoscenze e le competenze a un contesto operativo specifico. Per offrire uno strumento pratico che consenta di migliorare le strategie locali è stata compilata una raccolta di buone pratiche. Tale raccolta guiderà i soggetti responsabili e gli USM futuri nella gestione e nella risoluzione dei problemi, adattando tali pratiche al contesto locale. La raccolta è costituita da oltre 100 buone pratiche e offre un esempio per tutte e 28 le combinazioni (categorie) possibili ricavabili dall unione delle quattro diverse Tipologie di risposta e dei sette Problemi affrontati nell ambito della sicurezza urbana. Se i risultati del sondaggio condotto tra i soggetti locali hanno confermato la correlazione tra il nuovo profilo e le prospettive di impiego, i risultati della ricerca svolta sulle esigenze di formazione ci hanno consentito di comprendere il punto di vista di studenti e professionisti, vale a dire di coloro che potrebbero diventare USM. Il fruttuoso dibattito con studenti e professionisti ha evidenziato le lacune presenti nei percorsi di formazione esistenti, favorendo alcune proposte per migliorare i corsi attuali grazie alle competenze e alle conoscenze definite attraverso il progetto URBIS. I risultati dell analisi hanno portato alla definizione del programma di formazione e dei test ai quali tale programma è stato sottoposto. Il nuovo piano di studi è stato creato nella consapevolezza che gli enti e le professioni in posizione di decidere le politiche hanno assistito a profondi cambiamenti negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda le strutture di pianificazione, fornitura e prassi di servizi che vedono il coinvolgimento dei settori pubblici, privati e di volontariato. La nuova pubblica amministrazione e i relativi progressi compiuti dal movimento per una risoluzione dei problemi basata su prove hanno profonde implicazioni per i requisiti di formazione e istruzione tra i soggetti coinvolti nella formulazione di politiche. Il programma di formazione si propone quindi di offrire informazioni in merito ai processi e alle realtà principali del contesto moderno, presentando inoltre ambiti di conoscenza dei quali gli operatori del settore, a prescindere dalle responsabilità che loro competono, necessiteranno per muoversi. Per raggiungere gli obiettivi summenzionati, sono stati sviluppati i seguenti 8 moduli didattici. Quattro moduli obbligatori di specializzazione: 1. Ricerca nell ambito della sicurezza urbana, della criminalità e della giustizia 2. Interventi nell ambito della sicurezza urbana, della criminalità e della giustizia LLP IT-LEONARDO-LMP 14

15 3. Nuova pubblica amministrazione 4. Partenariati e collaborazioni multi-attoriali: teoria e pratica Due moduli obbligatori generici: 1. Principi di approccio e prassi di indagine 2. Politiche e pratiche basate su ricerca e prove Due moduli opzionali di specializzazione (da decidere in base al paese/alla regione/alla città specifica in termini di problematiche e sfide contestuali specifiche). I test dei moduli didattici sono stati condotti per mezzo di specifici corsi pilota in ciascun paese partner. L Italia, il Regno Unito e la Slovenia hanno scelto di condurre il test sui Moduli 1 e 2 mentre la Turchia ha scelto l implementazione del Modulo 4. In tutti i paesi il l esito del corso pilota è stato molto positivo, con partecipanti estremamente interessati agli argomenti trattati e soddisfatti. In generale è stato riscontrato un buon livello di attenzione e partecipazione ai dibattiti. Il corso è stato valutato come una proposta di valore e un ottima intuizione da proseguire in futuro. In Italia, Turchia e Slovenia, i professionisti hanno trovato il corso pilota un attività di formazione molto utile, con il giusto equilibrio fra teoria e pratica. In particolare, i partecipanti italiani hanno apprezzato la capacità del corso di mettere in relazione le esperienze pratiche con un modello teorico, insegnando quindi una nuova interpretazione analitica delle esperienze e dei problemi. I professionisti sloveni, che hanno partecipato alla formazione insieme ad alcuni studenti, hanno valutato la partecipazione reciprocamente proficua, così come il collegamento e l interazione tra teoria e pratica (e LLP IT-LEONARDO-LMP 15

16 viceversa) che ha consentito agli studenti di acquisire una comprensione pratica del processo di risoluzione dei problemi. In Turchia, il corso di formazione pilota è stato ritenuto dai professionisti una buona opportunità per incontrarsi, approfondire e scambiare conoscenze. Infine, i partecipanti del Regno Unito sono rimasti colpiti dalle competenze generiche e da quelle più specifiche da un punto di vista criminologico, relative alla risoluzione dei problemi e all analisi dei dati, impartite dal modulo e relativa valutazione. L applicazione di un approccio improntato allo studio e alla risoluzione dei problemi di sicurezza urbana e relativa gestione è parso azzeccato ai partecipanti britannici. Per maggiori informazioni sugli esiti del progetto, si rimanda ai report e alla documentazione pubblicata sul sito web del progetto (http://www.urbisproject.eu/index.php/it/prodotti.html) LLP IT-LEONARDO-LMP 16

17 4. Partenariato I partner partecipanti al progetto provenivano da diversi paesi e aree geografiche: Italia, Regno Unito, Slovenia e Turchia. In aggiunta alla diversità geografica, è stata ricercata la complementarietà delle diverse aree di competenza. Per questo motivo è stata garantita la partecipazione di erogatori d istruzione e formazione professionale, istituti accademici e autorità. La combinazione delle diverse competenze ha agevolato la collaborazione, aumentando al contempo il valore dei risultati ottenuti. Inoltre, la partecipazione di un paese candidato ha offerto l opportunità di avviare un dialogo con i paesi mediterranei e consentito al progetto URBIS di superare i confini dell UE. Il consorzio comprendeva: Sinergie Soc. Cons. a r. l. - Italia Cardiff University - UK T.C. Konak - Turchia University of Maribor - Slovenia Tuttavia, il principale vantaggio di lavorare all interno di un partenariato UE è stato lo scambio di conoscenze ed esperienze e l ampliamento della rete di collaborazione. Per l intera durata del progetto è stata incoraggiata la cooperazione con i gruppi target esterni al consorzio. L implementazione di attività specifiche e, in generale, la diffusione dei risultati del progetto hanno visto la partecipazione delle seguenti organizzazioni. European Society of Criminology (ESC) Fondata nel 2000, si propone di fungere da forum di diffusione delle conoscenze criminologiche a livello europeo. European Union Crime Prevention Network (EUCPN) L EUCPN è stata creata nel 2001 dal Consiglio dell Unione europea per promuovere e incentivare la condivisione delle buone pratiche e le attività di prevenzione del crimine in tutta l Unione europea. European Forum for Urban Security (EFUS) Fondato nel 1987 e supportato dal Consiglio d Europa, l EFUS si propone di rendere più efficaci le politiche di riduzione della criminalità e promuovere il ruolo delle autorità locali nell ambito delle politiche nazionali ed europee. Forum Italiano per la Sicurezza Urbana (FISU) Il Forum italiano per la sicurezza urbana è un associazione, attiva dal 1996, di circa cinquanta Città, Province e Regioni italiane il cui obiettivo è quello di promuovere nuove politiche di sicurezza urbana. National Community Safety Network (Regno Unito) L NCSN è un organizzazione a supporto dei soggetti impegnati nella creazione di collettività più sicure in tutto il Regno Unito e in Europa. Oltre alla composizione del consorzio URBIS, è stata prestata notevole attenzione ai membri del team di progetto. In questo senso, è stato garantito un corretto equilibrio in termini di origine, sesso e background. La capacità di innovare dipende, tra le altre cose, dall abilità di formare gruppi di ricerca in cui entrambi i generi vengono rappresentati. Questi gruppi tendono ad avere più successo di LLP IT-LEONARDO-LMP 17

18 gruppi formati da sole donne o da soli uomini. Background ed esperienze differenti stimolano la creatività, elemento fondamentale per il successo nei processi di innovazione. Oltre all impatto sulla qualità della ricerca e dell innovazione, la parità di genere influisce anche sulla democrazia e sulla rilevanza sociale della ricerca. Questi elementi sono fondamentali nell impegno dell UE e il team di URBIS li ha incoraggiati attraverso l implementazione del progetto. AMANDA Zuffi Sinergie SARA Cattabriga Sinergie LEILA Zarini Sinergie SPERANZA Boccafogli Sinergie ROSSELLA Selmini Sinergie BERNARDA Tominc Univ. of Maribor GULDAN Kalem T.C. Konak TURKAN Canbaz T.C. Konak GORDON Hughes Cardiff Univ. ADAM Edwards Cardiff Univ. NICHOLAS Lord Cardiff Univ. G. GUIDO Nobili FISU GORAZD Mesko Univ. of Maribor ANDREJ Sotlar Univ. of Maribor LLP IT-LEONARDO-LMP 18

19 5. Piani per il futuro I prodotti sviluppati nell ambito del progetto in termini di strumenti per le amministrazioni locali, contenuti e materiali didattici e riscontri ricevuti durante gli eventi di divulgazione e la fase pilota denotano un livello di interesse e qualitativo innegabilmente elevato, sia a livello locale che internazionale. È quindi intenzione dei partner intensificare il futuro utilizzo dei risultati, sfruttando in primo luogo tutti gli strumenti già disponibili, come il sito web e le previste conferenze annuali (vale a dire Eurocrim, le riunioni dei comitati di EUCPN e FISU) che da alcuni anni ospitano i workshop del progetto. Come ricordato in precedenza, i partner hanno presentato anche un nuovo progetto denominato TrUST, finalizzato al trasferimento e all adattamento dei risultati del progetto URBIS a nuovi paesi e nuovi gruppi target. In questo senso, il progetto ha cercato nuove collaborazioni, confermando ancora una volta il valore delle attività realizzate. In aggiunta ai partner URBIS, al nuovo progetto hanno aderito: - Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia - National Community Safety Network, UK - Lietuvos Teises Institutas - Law Institute of Lithuania, Lituania - Universiteit Leiden, The Netherlands - Polícia Municipal de Lisboa da Câmara Municipal de Lisboa, Portogallo - Forum Italiano per la sicurezza urbana, Italia I risultati del progetto URBIS verranno inoltre promossi all interno del progetto BESECURE (www.besecure-project.eu), commissionato dall UE nell ambito del Settimo programma quadro, per aiutare i decisori politici locali nella creazione, perfezionamento e implementazione delle politiche di sicurezza nelle zone urbane. Nello specifico, il progetto BESECURE includerà in un database dedicato accessibile l insieme delle buone pratiche definite dal progetto URBIS. A livello locale, l utilizzo dei risultati da parte dei partner, in collaborazione con le organizzazioni che hanno sostenuto le attività del progetto (FISU, NCSN, ecc.), potrà svolgersi nel modo seguente: - creazione e implementazione di corsi di formazione per i professionisti, in base al modello sviluppato dal progetto URBIS; - aggiornamento dei programmi accademici attraverso l introduzione di contenuti innovativi e/o l adozione dell intero programma sviluppato dal progetto. Il sito web esistente sarà quindi mantenuto e al suo interno verranno implementate le attività collaterali (collaborazione con BESECURE, eventi, ecc.), il nuovo progetto se approvato e la promozione di eventi di formazione eventualmente pianificati LLP IT-LEONARDO-LMP 19

20 6. Contributo alle politiche dell UE Data la sua natura, il progetto suscita un ventaglio di interessi diversificato e, di conseguenza, l applicazione di svariate politiche UE pertinenti. Per quanto riguarda le politiche in materia di istruzione, il progetto agevola la realizzazione dei seguenti obiettivi: Comunicato di Bruges 1 - Incoraggiare nuovi approcci all insegnamento e all istruzione attraverso una cooperazione internazionale tra istituzioni: la promozione di una qualifica europea da parte di un consorzio transnazionale aggiunge valore all intero programma di formazione e al contesto didattico in cui docenti/professori e studenti si troveranno a cooperare. La cooperazione in contesti multiculturali migliora la capacità delle persone di lavorare all interno di contesti diversificati e il conseguente adattamento delle stesse. - Migliorare la capacità dell istruzione e della formazione professionale di rispondere alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro: il progetto promuove una maggiore comprensione delle competenze emergenti e dei cambiamenti che interessano i ruoli già esistenti nel campo della ricerca. - Includere la formazione sul lavoro in tutti i corsi di formazione professionale: la formazione pratica svolta durante la fase dei test ha consentito ai partecipanti di acquisire competenze pratiche e migliorare l assimilazione delle competenze richieste. Quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell istruzione e della formazione - Sviluppare qualifiche collegate al Quadro Europeo delle Qualifiche (European Qualification Framework, EQF): coerentemente con i descrittori dell EQF, la qualifica è stata definita sulla base di un insieme di conoscenze, competenze e abilità. La qualifica è stata inoltre valutata in base ai livelli stabiliti dall EQF. - Acquisire competenze trasversali: le competenze trasversali nel campo della sicurezza urbana sono state garantite attraverso lo sviluppo di competenze in materia di risoluzione dei problemi e gestione strategica. - Aggiornare i piani di studio: il programma di formazione ha tenuto conto delle esigenze e delle aspettative emergenti, offrendo quindi una gamma di conoscenze in linea con gli sviluppi del mercato. Iniziativa Un agenda per nuove competenze e per l occupazione - Migliorare l individuazione delle esigenze di formazione: attraverso attività e consulenze con gruppi di utenti finali è stato possibile individuare le lacune dell offerta formativa. L individuazione rispecchia gli interessi e le problematiche dei differenti gruppi target (accademici, scienziati, autorità e professionisti locali), migliorando in tal modo l approccio di collaborazione reciproca per il riconoscimento delle esigenze. - Evolversi verso sistemi di qualifica basati sui risultati didattici: il programma di formazione è stato creato prendendo in considerazione i risultati e le unità didattiche, assicurando una considerevole flessibilità ai sistemi di qualifica e supportando il riconoscimento dei titoli tra sistemi di istruzione diversi. 1 Nell ambito del Processo di Copenaghen, il 7 dicembre 2010, i ministri europei per l Istruzione e la formazione professionale, le parti sociali europee e la Commissione europea hanno adottato il Comunicato di Bruges su una maggiore cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale per il periodo LLP IT-LEONARDO-LMP 20

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