Agorà DI CRESCITA. Dimezzato il finanziamento del Pit. Le incognite del Prusst finanziato. ANNO V NR LUGLIO ,29

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1 Agorà ANNO V NR LUGLIO ,29 Dimezzato il finanziamento del Pit Le incognite del Prusst finanziato DI CRESCITA 24 luglio 2002 AGORÀ 1

2 IENA RIDENS A MINO SPROPORZIONATO Dell emozione mi caco in collo C ari santuliciesi di Santa Lucia del Mela (Me), è io che vi parlo, il professore Mino Sproporzionato, che è intellettuale nel suo cervello interno, ma non temete. L'altra volta, come tutti voi casentoli che non siete altro ricorderete, abbiamo rigevuto in diretta giornalisteca universale santaluciesca la dighiarazione di guerra del consigliato maggiorato Marchio, che mi ha precato praticamente me me la piglio la dove finisce la camiciola, minchia. Bene, questa volta, invege, abbiamo niente pompin di meno che sua maestà il giovane Carmelino Bella, minorato, che desidererebbe carcarci i cicchi, se non vi dispiage. Allora, se nessuno è incontrario di tutto ciò (ansamà me la sento muovuta, comunque), io partirei con il contribbuto della reggia. Prego reggia. Ancora un attimo, che vengono. Ho una telefonata della reggia, scusate. Si reggia, dicete pure. Ah, ecco: mi diciono della reggia che alcamma d'ora il collegamento con Carmelino è distrubbato del malo tempo. Riproveremo più dopo, magari quando il pene fa l'ugnia. Ah, finnalmente: il collegamento è pronto, non esultate e non fulminatevi. Allora Carmelino, ci sei? «Si Mino, ce l'ho a mano, grazie...». Grazzie a te Carmelino. Allora dicci ai nostri telelettori del giornaletto àgora che è che ti introbbolia i tuoi molteplici bodella. «Caro Mino, che ti devo dicere...la situazione la vedi anche tu, credo. Ci troviamo in un consiglio comunale governato di incapaci, e questo è un fattore negativo per Santa Lucia. Inoltre Franco è molto interisano, credo». Caro Carmelino minorato, tu sei giovane e certe leggerezze politeche non le sai, ma uora te li imparo io: non si incioriano i avversari politechi. Da ex bombolaio uscente dovresti saperlo, minchia (mancia). «Si, me ne rendo conto». E allora perché lo hai inciorato interisano? «Che ti debbo dicere Mino: ce lo 2 AGORÀ 24 luglio 2002 Nuovo superlativo intervento del Maestro indiscusso del giornalismo mondiale, che ancora una volta strabilia le nostre menti regalandoci quest'ennesimo assaggio di poesia giornalistica intellettuale. «La peggio cosa» ha avuto modo di dire in una recente intervista a Le Monde «è quando non ti intesa più, a voglia me iastemi...» avevo nel punto della lincua e se non lo dicevo mi veniva di rovesciare...comunque, il vero pobbrema è l'assessore delle bilance comunali». Cosa vuoi dicere Carmelino? Vuoi forse insituare qualche cosa sull'onorevole Marchettone? «Si Mino, in un certo senso, minchia. Gli voglio dicere al Marchettone che come vige sindeco no è a lalteza, tutto quà. E poi voglio giungere una cosa ancora, se mi permetti, amico Mino. Voglio dire a tutti i lettori santalucieschi di àgora che debbono stare attenti alle cose che quei quattro storduti delle bombe scrivono in quel giornale. Qui si fanno calunnie e disfamazione. Non si dice mai che i minorati sono buoni, a esempio. Perchè àgora non mi ha mai intervistato sul largomento della diga che questa opposizione minorata sta costruendo sulle tempestuose rive del fiume Ippopotamo di Santa Lucia? E perchè non mi hanno mai fatto domande al mio capo dei minorati Lino sulla guestione della trasformazzione del cimitero in una enorme aria che verrà dibita a mercato santaluciese? Questi sono fatti reali, non minchiate, sangue del padre attilio. Io queste cose ve le debbo dicere, per dovere di calamento di sonda. Questo giornaletto àgora ci ha portato il merro. E' ora di finirla. Io mi appello a tutti i santaluciesi di buona volontà per augurare tanto ma proprio tanto spirregno ai quattro catapennoli che fanno questo giornaletto che si antitola àgora. Vi amo tutti, ciao». Capisco Carmelino, il tuo contribbuto ha stato bellissimo, madonna. Io creto che tu devi stare in una classe politeca più altissima di dove ti hanno messo quaesti quattro lari dei tuoi colleghi comunali santalucieschi. Ma comunque, al pen non si comanda, suppongo. Grazie a tutti voi per lo scolto, e spero che vi prende il stroglimento se no avete votato per i minorati di Santa Lucia. Sono Sproporzionato, e voi lo sapevate.

3 A Sommario 24 luglio 2002 n. 6 anno V Divieto di crescita Bloccato il finanziamento del Pit. Difficoltà per il Prusst. Le prospettive restano un incognita Bilancio 2001 Tutti i dati sul conto consuntivo Terreni montani Assegnate le concessioni Copertina 5 Divieto di crescita/1. Pit stop Le tappe del Pit 6 Gli interventi finanziati 7 Aree artigianali a go-go. A cosa serviranno i soldi pubblici del Pit Divieto di crescita/2. Prusst & prestiti 8 Le tappe del Prusst Attualità 13 Il pasticcio. Tutti gli errori del comune nel progetto per la via Federico D Aragona Le censure della Regione 14 E Pandolfo non ha più una maggioranza. Cambiano gli equilibri in consiglio comunale Relazione semestrale. Interisano mette sotto tutela Pandolfo 15 Terreni montani. Il gregge è uguale per tutti 16 Un archivio per quattro. Un centro di documentazione archivistica della valle del Mela Tutto ha una fase. L articolazione del progetto 17 I costi. Le principali spese Contenzioso. Condannati e precettati 18 Candelora fa rima con sinagoga. La presentazione del libro di Angelo Mancuso 19 Bilancio. 2001, tempo di consuntivo Tutte le tasse di un anno 20 Avanzo 2001, soldi per strade e impianti sportivi Il vostro debito di 250 euro. Curiosità dal consuntivo 2001 Rubriche 2 Iena ridens 4 la claque 9 Mosaico 22 La bacheca 23 Gare & fornitori Agorà ONLINE Sito internet: luglio 2002 AGORÀ 3

4 Agorà periodico di politica attualità cultura Direttore responsabile: Giuseppe Spadaro A cura di: Francesco Carrozza Filippo De Mariano Santina Mazzù Letterio Carrozza Filippo G. De Mariano Santina Alleruzzo Redazione: Via Garibaldi n. 19 Santa Lucia del Mela Editore, stampa e distribuzione: associazione culturale Girasole Via Garibaldi n. 19 Santa Lucia del Mela ON-LINE I SONDAGGI Cresce il numero degli insoddisfatti. Il sondaggio online su questi anni di amministrazione Pandolfo conferma l andamento delle settimane passate: la percentuale dei visitatori del sito che si dicono insoddisfatti è sempre del 100 per cento, ma rispetto al precedente aggiornamento il numero di coloro che si sono espressi è aumentato. Fino a questo momento nessuno ha votato per gli attuali amministratori. Tutti via Garibaldi n Santa Lucia del Mela Delusi da Pandolfo. E ora tocca agli assessori delusi, insomma. Al sindaco va meglio con l altro sondaggio, quello sulla rinuncia all aumento delle indennità. La percentuale di coloro che hanno apprezzato la scelta di Pandolfo e degli assessori Vella e Vaccarino è cresciuta fino al 75 per cento. Scende al 25 per cento, invece, la quota dei visitatori convinti che abbiano fatto bene Marcaione e Mercadante a imporsi perché l aumento di stipendio gli venisse A riconosciuto. Potete continuare a votare per questi due sondaggi anche nelle prossime settimane. Fate attenzione, però, alla pagina dei sondaggi perché andrà arricchendosi di nuovi quesiti che riguardano gli assessori e i consiglieri comunali. Potrete così esprimere un giudizio anche sul loro comportamento in questi anni. Ad agosto, poi, in concomitanza con l uscita del prossimo numero, troverete un sondaggio sui candidati a sindaco per le elezioni amministrative della prossima primavera. Sito internet: Registrazione Tribunale di Barcellona P. G. n. 32/98 ANNO V N LUGLIO 2002 Questo numero è stato chiuso in redazione il 14 luglio 2002 Prezzo: 1,29 euro Quattro anni di amministrazione di Santino Pandolfo vi hanno soddisfatto o deluso? 0% Soddisfatti 100% Delusi Nella polemica sull aumento delle indennità degli amministratori, voi con chi state? 75% Pa nd o lfo, Vaccarino, Vella 25% Marcaione, M ercadant e la claque SULLA PAROLA di Filippo De Mariano L episodio della discarica di Venetico, comunque vada a finire, è la giusta nemesi per chi aveva un accordo verbale e non l ha rispettato. Con questo sindaco c è sempre qualche promessa fatta a parole a cui uno attribuisce molta importanza e l altro no. Pandolfo ha sperimentato cosa si prova sia su un fronte che sull altro. Col sindaco Rizzo ha recitato la parte del buggerato. Con i suoi elettori ha preferito fare il loffio. C era un accordo verbale, siglato idealmente in campagna elettorale, per cui lui doveva fare il sindaco in un certo modo e non l ha rispettato. C era un accordo verbale, messo a punto in prefettura, per usare la discarica di Venetico a un certo prezzo e il sindaco di quel comune non l ha rispettato. Non è elegante, ma viene da dire: ben gli sta! Il forum di Agorà La Regione ha finanziato i Pit. Però ha concesso solo una parte delle somme richieste dai comuni. Il fatto che vengano a mancare 50 miliardi di lire, secondo voi, comprometterà le possibilità di crescita di S. Lucia del Mela e del comprensorio? E cosa pensate del Prusst? È un incognita o no? In consiglio comunale l amministrazione non ha più una maggioranza. Qual è la vostra opinione sul comportamento dei consiglieri che, eletti nella lista del sindaco, ne hanno preso le distanze? Esprimete la vostra opinione su questo o su qualsiasi altro argomento, di interesse locale e non, rispondendo per posta o nel Forum del nostro sito I vostri contributi appariranno subito online e saranno pubblicati sul prossimo numero del giornale. 4 AGORÀ 24 luglio 2002

5 COPERTINA DIVIETO DI CRESCITA / 1 di Filippo De Mariano S anta Lucia del Mela si risveglia tra i delusi del Pit. Il sogno dei 49 milioni di euro da spendere in nome dell idea forza la via dell argilla si è dimezzato. A infiggere il colpo di scure alle speranze dei 15 comuni del consorzio Tirreno Ecosviluppo 2000 ci ha pensato Totò Cuffaro. Il dipartimento per la Programmazione della Regione siciliana ha deciso il 18 giugno a quali dei 35 Pit ammessi alla selezione finale concedere il finanziamento e quanti soldi destinare a ciascuno di essi. Il nome del Pit di S. Lucia del Mela fa parte dei 27 finanziati. Ma l importo destinato dalla Regione corrisponde a meno della metà di quello richiesto: euro, anziché Per La via dell argilla per lo sviluppo e la produttività - l idea-forza del Pit - ci saranno solo quei soldi.è una delusione cocente per tutti coloro che hanno lavorato al piano. Ma la selezione dei Pit potrebbe avere una coda giudiziaria. Già più di un sindaco ha annunciato di volere ricorrere al Tar contro il provvedimento della Regione. E tra questi c è pure Santino Pandolfo. Il sindaco di S. Lucia del Mela, in qualità di rappresentante legale del comune capofila del Pit, ha denunciato l iniquità della selezione, che ha privilegiato i grandi comuni, quelli capoluogo di provincia, e penalizzato aree meno famose ma omogenee. Salvino Caputo, sindaco di Monreale, che guida il Pit Alto Belice Corleonese, che pure è uno di quelli che ha ottenuto più fondi, ha parlato La Regione decide i finanziamenti per i Piani integrati territoriali. Tagliando molto. Così al Pit di S. Lucia del Mela va la metà dei soldi che aveva richiesto di «scelte del tutto illogiche» compiute dal governo regionale. Un grande flusso di denaro ha interessato il Pit per Palermo città metropolitana : quasi il dieci per cento delle somme concesse complessivamente. La stessa generosità non è stata usata con gli altri piani. Se dalla Regione vantano il fatto che con questa ondata di finanziamenti vengono mossi 982 milioni di euro dai fondi di A- genda 2000, in realtà ci sono ancora 500 milioni di euro tenuti in cassa rispetto alla previsione di spesa. Del miliardo e 447 milioni di euro da muovere con i Pit ne sono stati assegnati 948 milioni. E l altro mezzo miliardo? Servirà, dice Cuffaro, per tre Pit attualmente sospesi e magari pure per un Pit regionale che il presidente della Regione ha annunciato di volere promuovere per recuperare quei Pit che sono stati esclusi del tutto dal finanziamento. Motivazioni che non hanno convinto i comuni, promotori di piani sui quali hanno lavorato a lungo e che a Palermo hanno sforbiciato con molta leggerezza. Ognuno dei 27 Pit finanziati ha ricevuto i soldi per realizzare gli interventi classificati P1, LE TAPPE DEL PIT 26 giugno 2001 Si costituisce ufficialmente il Programma integrato territoriale S. Lucia del Mela. Ne fanno parte 15 comuni, la provincia, l università, la soprintendenza ai beni culturali, due società consortili e 14 associazioni di categoria. 25 ottobre 2001 Il dipartimento per la Programmazione della presidenza della regione ammette alla selezione finale il Pit S. Lucia del Mela. 26 gennaio 2002 I comuni aderenti al Pit e Tirreno Ecosviluppo 2000 sottoscrivono l accordo organizzativo e la convenzione per la gestione delle fasi successive al finanziamento. 18 giugno 2002 Il dipartimento per la Programmazione rende noto l elenco dei Pit finanziati. Per quello di S. Lucia del Mela ci sono 22 milioni di euro per 21 interventi. 24 luglio 2002 AGORÀ 5

6 COPERTINA PIT LA VIA DELL ARGILLA : LE OPERE FINANZIATE Recupero ambientale e paesaggistico delle cave dismesse di Valdina Recupero ex fornace Hoffmann di Venetico Realizzazione del museo dell argilla nella Villa Cordaro di Spadafora Strumenti di comunicazione legati alla fruizione del museo Rivitalizzazione del tessuto commerciale e recupero del centro storico di Monforte Rivitalizzazione del tessuto commerciale e recupero del centro storico di San Pier Niceto Inserimento lavorativo e reinserimento di gruppi svantaggiati Formazione di giovani diplomati nel campo della ceramica Formazione di giovani diplomati nel campo della ceramica Formazione e specializzazione per la ricerca scientifica e tecnologica, Venetico Interfaccia con le imprese, Villafranca Centro ricerche su acceleratori di elettroni a bassa energia, Villafranca Centro ricerche sui materiali e sulla quantificazione dei processi produttivi, Venetico Interfaccia con le imprese Completamento opere di urbanizzazione dell area artigianale di Saponara Realizzazione opere di urbanizzazione dell area artigianale di Venetico Realizzazione opere di urbanizzazione dell area artigianale di Roccavaldina Realizzazione opere di urbanizzazione dell area artigianale di S. Filippo del Mela Tratto di collegamento tra le aree industriali e artigianali Asi a Torregrotta Creazione di ricettività diffusa nel centro storico di S. Lucia del Mela Azioni a sostegno del potenziamento e della riconversione ecosostenibile delle attività produttive di S. Lucia del Mela Cifre in euro cioè quelli prioritari, pensati come basilari per tutte le altre opere. Queste ultime, però, sono rimaste escluse. Ma, polemiche a parte, proviamo a vedere quello che ci interessa più da vicino. Il Pit S. Lucia del Mela prevedeva la realizzazione di opere per euro (quasi 95 miliardi delle vecchie lire) e coinvolgeva 15 comuni, la provincia di Messina e 18 partner pubblici e privati. A S. Lucia del Mela erano stati previsti due interventi. Si tratta del miglioramento di strade, rete fognaria e arredo urbano del centro storico per favorire la creazione di casealbergo e botteghe artigiane, e dell organizzazione di un corso di bioarchitettura nel palazzo dell ex carcere, in piazza Milite Ignoto, che avrebbe dovuto essere ristrutturato proprio per questo scopo. Sarebbero stati lavori per euro (cinque miliardi di vecchie lire) e che avrebbero dovuto realizzarsi entro il dicembre In realtà questi tempi non sarebbero stati rispettati comunque. Basti pensare che la selezione finale dei Pit finanziati doveva compiersi entro il 5 maggio. Invece si è conclusa con oltre un mese di ritardo. E ora i ricorsi al Tar annunciati da più di un comune potrebbero allungare ancora di più i tempi. Del resto, sui ritardi con cui la Regione sta gestendo i fondi di Agenda 2000, col rischio di perderne una buona parte, si sono espressi in molti, a cominciare dai sindacati. Il dipartimento per la Programmazione della Regione ha deciso di finanziare sette Pit nella provincia di Messina, collocando quello di S. Lucia al quinto posto della graduatoria provinciale. Con lo stanziamento di 22 milioni di euro la Regione ha finanziato solo 21 degli interventi previsti nel Pit. Tra questi c è il progetto per sostenere la ricettività nel centro storico, che però ha ottenuto euro in luogo dei richiesti. Niente da fare, invece, per il corso di bioarchitettura. C è un altro progetto tra quelli finanziati che riguarda il nostro comune e prevede «azioni a sostegno del potenziamento e della riconversione ecosostenibile delle attività produttive» per euro. Quello dei centri storici è l unico intervento finanziato a sostegno del turismo. Gli altri riguardano gli ambiti dei beni culturali, della formazione professionale e dell industria (vedi tabella qui a fianco). In conseguenza di queste decisioni, gli o- biettivi del Pit («aumentare la dotazione di servizi infrastrutturali ed immateriali a servizio del sistema produttivo locale; sostenere lo sviluppo delle imprese esistenti e agevolare la creazione di nuova imprenditorialità; incentivare la formazione a servizio del sistema produttivo locale; garantire la rivitalizzazione commerciale ed artigianale dei centri storici; ampliare e riqualificare l offerta ricettiva, migliorare l attrattività turistica dell area; risparmiare e salvaguardare l ambiente») andranno perseguiti con meno risorse e, quindi, con maggiori difficoltà. Resta la sensazione che in questo modo molto di quanto i comuni hanno progettato possa essere vanificato. Complessivamente alla provincia di Messina sono stati assegnati 12 milioni di euro in meno del previsto. Più penalizzate, da questo punto di vista, Trapani e Catania. La prima ha avuto assegnati 14 milioni e mezzo, mentre ben 103 milioni sono rimasti bloccati. La seconda ha ricevuto poco più della metà dei fondi previsti: 166 milioni su 303. Adesso, possibili ricorsi al Tar a parte, i prossimi passaggi burocratici prevedono la firma di un accordo di programma tra la Regione e il rappresentante di ciascun Pit, l acquisizione immediata da parte della Regione dei progetti esecutivi dei vari interventi, con i pareri e le autorizzazioni necessari per la cantierabilità, e l emissione dei decreti di finanziamento per ciascuna delle opere previste. Già la stipula dell accordo di programma ha subito un rallentamento. Il coordinamento dei Pit, infatti, insieme all Anci, l associazione dei comuni, ha annunciato che i sindaci dei comuni capofila non intendono firmare 6 AGORÀ 24 luglio 2002

7 DIVIETO DI CRESCITA COPERTINA Aree artigianali a go-go A COSA SERVIRANNO I SOLDI PUBBLICI DEL PIT Pit, come i Prusst, prevedono la partecipazione, innanzitutto finanziaria, dei privati, che in questo modo scel- I gono di investire in collaborazione con la parte pubblica. Quest ultima usa i fondi provenienti da Agenda 2000 per realizzare quelle infrastrutture che nel territorio mancano. La Regione ha finanziato solo gli interventi classificati P1, cioè quelli basilari alla realizzazione dei Programmi integrati territoriali. E tra le infrastrutture che servono indispensabilmente agli operatori economici ci sono le aree artigianali. Sono proprio queste le opere pubbliche più ricorrenti nell elenco degli interventi finanziati all interno del Pit La via dell argilla. Ben quattro comuni potranno mettere a disposizione dei privati zone pronte a ospitare i loro capannoni. Se per Saponara si tratta di completare l area artigianale già avviata, Roccavaldina, Venetico e S. Filippo del Mela le costruiranno da zero. Monforte e S. Pier Niceto puntano, invece, sui loro centri storici. Si tratta però di un tipo di intervento diverso da quello previsto per S. Lucia del Mela. Non saranno lavori per creare ricettività turistica, ma azioni di restauro e valorizzazione dell esistente al fine di tutelare i beni architettonici e artistici. Il comune di Valdina con il Pit vuole recuperare quell area per la quale è famosa: le cave di argilla, un tempo centro produttivo di primo piano, oggi area da archeologia industriale che, in un recente passato, l emergenza rifiuti ha fatto immaginare come mega-discarica per molti comuni della provincia. A Spadafora verrà creato un museo della ceramica all interno della villa Cordaro. Un iniziativa che si lega a due corsi di formazione professionale per giovani diplomati sulla lavorazione della ceramica. Villafranca, infine, punta sul know-how industriale accumulato nei decenni scorsi. Quindi, spazio a centri di ricerca sui processi produttivi e sistemi di collaborazione tra le imprese. dei comuni capofila non intendono firmare nulla finché non saranno assegnati tutti i soldi destinati ai Pit. Da Palermo in risposta è arrivata la disponibilità a rivedere il decreto purché i comuni firmino almeno un protocollo che avvii le procedure per assegnare i fondi, evitando così di accumulare ulteriori ritardi. La trattativa è in corso e da essa dipende molto. Se Regione e comuni non troveranno un accordo, la coda giudiziaria diverrà molto probabile dal momento che tutti Pit sono stati snaturati dalla decurtazione delle somme concesse. E poco importa che tutto ciò allungherebbe ancora di più i tempi. Già al momento della prima selezione, alcuni dei Pit esclusi avevano presentato ricorso al Tar, venendo riammessi con riserva. Il loro contenzioso non si è ancora concluso, ma intanto i Pit che hanno ottenuto meno di quanto speravano potrebbero scegliere questa stessa strada e farsi dare dal Tar quello che la Regione gli ha rifiutato. DIVIETO DI CRESCITA / 2 Prusst & prestiti Q uanto può essere crudele la parola Prusst! Doveva pianificare il «migliore dei mondi possibili» e invece rischia di trasformarsi in una (mezza) delusione. Il problema è sempre lo stesso: i soldi. Il sito internet del ministero dei Lavori pubblici su questo punto si fa sibillino: «al finanziamento dei Prusst possono Otto miliardi di lire al Prusst Valdemone. Per il E dopo? Storia di una sigla che rischia di trasformarsi in una nuova delusione concorrere in prospettiva risorse diverse». Quel «in prospettiva» è la spia di un pericolo. Avere il Prusst finanziato non significa avere i soldi per realizzare tutte le opere pubbliche in esso previste. No, significa molto meno: avere i soldi per lo studio di fattibilità delle opere previste e, se bastano, per i progetti esecutivi. Infatti, i numeri (e i soldi) legati alla sigla Prusst sono i seguenti. La legge finanziaria del 2001, approvata nel dicembre dell anno precedente, ha stabilito che ai Prusst siano assegnati 30 miliardi (di 24 luglio 2002 AGORÀ 7

8 COPERTINA s a t u r a La parola sviluppo ha oggi una rete di riferimenti che riguardano un contesto indubbiamente di destra. Chi vuole infatti lo sviluppo? Cioè, chi lo vuole non in astratto e idealmente, ma in concreto e per ragioni di immediato interesse economico? È evidente: a volere lo sviluppo in tal senso è chi produce; sono cioè gli industriali. E, poiché lo sviluppo, in Italia, è questo sviluppo, sono per l esattezza, nella fattispecie, gli industriali che producono beni superflui [ ] I consumatori di beni superflui sono, da parte loro, irrazionalmente e inconsapevolmente d accordo nel vo lere lo lire) per il 2001, 205 per il 2002 e 295 per il I Prusst finanziati in tutta Italia sono 78: 50 ammessi nel 2000 (tra questi il Prusst Valdemone) e altri 28 inseriti nel marzo Tutti questi piani dovranno spartirsi i fondi stabiliti nella finanziaria L assegnazione dei finanziamenti per l anno 2001 è già stato deciso dal ministero, e al Prusst Valdemone sono stati assegnati lire. Questi fondi saranno utilizzati per un numero ristretto di opere che vengono indicate dal rappresentante del Prusst e approvate dal ministero. Bisogna fare quindi una selezione all interno del programma di opere pubbliche previste nel Prusst Valdemone. È un sistema piuttosto laborioso perché garantisca che tutto ciò che è stato messo su carta diventi, prima o poi, realtà. È anche vero però che il Prusst Valdemone ha dalla sua degli ottimi indicatori di qualità. Nella tornata di finanziamenti per il 2001 è stato quello che ha ottenuto più soldi dopo il Prusst del comune di Genova (al quale sono stati assegnati 9 miliardi e mezzo di lire). Ma i tempi quanto saranno lunghi? Alla realizzazione delle infrastrutture pubbliche devono partecipare anche i privati che hanno aderito al Prusst. I quali, a loro volta, sono quelli che hanno qualche certezza in più: una volta ottenuta la concessione edilizia, infatti, potranno realizzare il progetto che hanno presentato. E le opere pubbliche? Be, intanto, anche i privati devono contribuire alla loro costruzione. Per i finanziamenti pubblici, invece, bisogna rifarsi a quel «in prospettiva» di cui parla il sito internet del ministero dei Lavori pubblici. Ci sono «risorse diverse» che «possono concorrere» alla realizzazione delle infrastrutture pubbliche dei Prusst: «le somme provenienti dai capitoli di bilancio del Ministero dei lavori pubblici, Direzione generale delle opere marittime e Direzione generale dell edilizia statale, quando i Prusst comprendono interventi inseriti nella programmazione delle stesse Direzioni; le somme provenienti dal fondo di rotazione per la progettazione della Cassa Depositi e Prestiti; i finanziamenti di altri Ministeri per la realizzazione delle opere di competenza già programmate; i finanziamenti delle Aziende pubbliche nazionali e locali per la realizzazione delle opere infrastrutturali e dei servizi pubblici; i finanziamenti europei del QCS e dei prossimi Fondi Strutturali per le aree che ne possono beneficiare; i finanziamenti degli enti locali; i finanziamenti privati da destinare alla realizzazione di quota parte delle opere pubbliche e alla realizzazione delle opere private; ulteriori risorse attivate con l utilizzazione di prestiti del sistema bancario europeo ed, in particolare, con l utilizzo di prestiti Bei finalizzati a questi scopi». Insomma, la solita trafila per Regione e ministeri. Non è il massimo. Quanto ai prestiti, è meglio non parlarne nemmeno. Ci mancano solo quelli Filippo De Mariano sviluppo (questo sviluppo ). Per essi significa promozione sociale e liberazione, con conseguente abiura dei valori culturali che avevano loro fornito i modelli di poveri, di lavoratori, di risparmiatori, di soldati, di credenti. [ ] Chi vuole, invece, il progresso? Lo vogliono coloro che non hanno interessi immediati da soddisfare, appunto, attraverso il progresso : lo vogliono gli operai, i contadini, gli intellettuali di sinistra. Lo vuole chi lavora e chi è dunque sfruttato. Pier Paolo Pasolini LE TAPPE DEL PRUSST DIVIETO DI CRESCITA 16 aprile 1999 Viene costituito il Prusst Valdemone. 23 aprile 1999 Entra a farvi parte la società Tirreno Ecosviluppo 2000, che porta in dote la progettazione preparata dal patto territoriale Gallo-Niceto. 20 agosto 1999 L assemblea generale del Prusst Valdemone approva il piano delle opere pubbliche e private da presentare al ministero dei Lavori Pubblici. 19 aprile 2000 Un decreto ministeriale inserisce il Prusst Valdemone tra quelli finanziati. 18 aprile 2001 Il ministero dei Lavori pubblici riapre i termini per la presentazione dei progetti, consentendo ai Prusst finanziati di modificare i propri piani. 30 aprile 2002 Il sindaco di Randazzo invia al ministero il nuovo piano definitivo. 31 maggio 2002 A Roma, un rappresentante del ministero, Marina Noé, assessore della regione siciliana all industria, e il sindaco di Randazzo firmano l accordo di programma per dare inizio alla realizzazione del Prusst. 8 AGORÀ 24 luglio 2002

9 o M s A ic o a cura di Filippo De Mariano PIRANDELLISMI SANITÀ Amici perché nemici i può essere contemporaneamente in causa per una parcella S non pagata e professionisti di fiducia dell amministrazione comunale? A S. Lucia si può. Francesco Musarra, geologo di Barcellona, riesce a contenere in sé questi due estremi. Nel 2001 ha presentato al comune un decreto ingiuntivo con il quale chiede il pagamento di una fattura di lire per le indagini geologiche che ha effettuato nel 1997, su incarico della giunta Calderone, per l area artigianale di contrada Baiamonte. L amministrazione comunale ha deciso di opporsi al decreto, nominando l avvocato Francesco A- malfa come proprio difensore, e di sostenere un procedimento giudiziario. Nel marzo 2002, il sindaco Pandolfo, dimentico di quanto fatto nel luglio dell anno precedente, dovendo scegliere a chi affidare l incarico per gli studi geologici di tre opere (la costruzione di un muro di sostegno in via Rossellina e di uno in via Stefano Cattafi, il recupero dell area diroccata della via Federico D Aragona), ha scelto Francesco Musarra. A lui andranno complessivamente 1.634,76 euro. Non sono i 6 milioni 800 mila lire che chiede per l area artigianale. ma intanto può accontentarsi. Così è perché così pare. LAVORI MAI REALIZZATI Opere da 30 dicembre ossiamo chiamarle opere da 30 dicembre. Ogni amministrazione che si ri- P spetti ne pensa una, in quella data. Ma non la realizza mai. Il 30 dicembre 1997 la giunta di Lino Calderone approvò i lavori per la pavimentazione della piazza Milite Ignoto. Ottenne le mattonelle direttamente dalla ditta produttrice con due ulteriori ribassi sul ribasso iniziale. Le acquistò e le depositò dentro il recinto del campo sportivo. Quindi stop. Anche perché, nel frattempo, le elezioni costrinsero gli amministratori a traslocare. Il 30 dicembre 1999 la giunta di Santino Pandolfo ne pensa un altra: una scala di collegamento tra il parcheggio e la scuola elementare XXV Aprile per rendere più rapido l accesso alla piazza Milite Ignoto. In questo caso, più banalmente, dell opera non si è saputo più nulla fino all undici giugno 2002, quando in una riunione di giunta è stata decisa la revoca delle due delibere da 3 0 d i - cembre perché «i lavori non si sono realizzati». Curiosità finale: nella delibera di revoca della pavimentazione di piazza Milite Ignoto, allo schema di proposta preparato dagli uffici è stato aggiunto a penna l importo dell opera, lire. Nell altra, invece, che riguardava un opera prodotta dalla mente della giunta che ha dovuto revocarla, non si fa cenno al costo che sarebbe stato necessario sostenere, cioè 36 milioni di lire tondi. Questo potremmo chiamarlo tocco di classe da 11 giugno. COME NASCE UN CONTENZIOSO Espropri in salsa luciese Risultati importanti er l amministrazione comunale è tempo di annunciare il raggiungimento di «importanti risultati». Dopo un paio d anni di P trattative e lavori per ammodernare la struttura, l ex sede della polizia municipale, in piazza Milite Ignoto, è stata adibita a locale per la guardia medica e per il servizio di igiene pubblica. Mai in passato la guardia medica aveva potuto goder edi una posizione così centrale. È un risultato, quindi. Non meno importante è, poi, la soluzione della vertenza sull apertura domenicale delle farmacie. Il precedente turno che accorpava S. Lucia e S. Filippo è stato annullato, Torna così la vecchia turnazione. Ogni domenica e ogni giorno festivo sarà aperta una delle due farmacie di S. Lucia e non sarà più necessario correre verso S. Filippo o Olivarella. «Importanti risultati», appunto, MANIFESTI Forma privilegiata dalle amministrazioni sguscianti che, infine, decidono di sortire alla luce. Nello scriverli è d obbligo la dovizia di cifre. Meglio se in lire: la dimestichezza con l euro non è ancora tale da garantire sufficiente approvazione. che l amministrazione comunale ha annunciato in un manifesto firmato dal sindaco. Comincia a farsi l ora in cui anche l occhio vuole la sua parte. entenze di tribunale confermano che gli S espropri nel comune di S. Lucia del Mela sono stati realizzati all insegna della grossolanità. Sentenze di tribunale condannano il comune a pagare soldi per errori che definire marchiani è poco. Ultimo esempio in ordine di tempo. Il 13 maggio è stata notificata una sentenza del tribunale di Barcellona del maggio 2001 che condanna il comune nel giudizio di primo grado promosso dalla proprietaria di un terreno espropriato nel 1984 per realizzare la strada di collegamento tra la via Macello e la strada provinciale 65, prevista nel piano regolatore. Secondo il giudice, il comune deve pagare lire oltre alla rivalutazione e agli interessi e a lire per le spese legali. L amministrazione comunale ha deciso di proporre appello. Ma intanto quella sentenza indica le ragioni per cui l esproprio deve essere considerato illegittimo. Il 12 dicembre 1984 una ordinanza dell allora sindaco La Camera dispone l occupazione del terreno. Gli atti successivi a quel provvedimento, però, secondo il giudice, furono compiuti in modo grossolano. L occupazione non avvenne entro tre mesi dall - emissione dell ordinanza, come invece do- 24 luglio 2002 AGORÀ 9

10 DITELO CON I NUMERI SCUOLA veva succedere. Quando fu preparata l ordinanza di esproprio, la dichiarazione di pubblica utilità era decaduta. In nessuna delle carte notificate alla proprietaria del fondo erano indicate le date di inizio e termine dei La scuola del futuro e scuola materna ed elementare S nei prossimi anni accoglieranno un numero maggiore di studenti, l asilo nido e la scuola media dovranno fare i conti con una riduzione di inquilini. Lo dicono le previsioni contenute nella relazione programmatica del bilancio pluriennale del comune. Come mostra la tabella in basso, l asilo nido ha conosciuto una riduzione significativa di iscritti già quest anno. Nei prossimi dovrebbe riuscire a mantenere l attuale soglia di 21 iscritti. Per le scuole materne ed elementari la previsione è di un aumento di 27 iscrizioni. La scuola media, infine, dal 2003 dovrebbe ospitare 17 studenti in meno, ma, se le previsioni saranno rispettate, dovrebbe conoscere un aumento di frequenze negli anni successivi, quando il flusso ora in entrata nelle materne e nelle elementari accederà al grado superiore. ANNO ASILO NIDO MATERNE ELEMENTARI MEDIE lavori, come invece previsto dalle norme. Insomma, ecco a voi un esempio di esproprio in salsa luciese. IDEE STRANE Che fare con i sindaci inadempienti? n giro c è gente che si fa venire idee strane. Quindici consiglieri comunali di Mi- I lazzo, tutti dell opposizione, hanno scritto al ministro degli Interni, al prefetto e all assessore regionale agli Enti locali per denunciare il comportamento omissivo del sindaco Nastasi. La sua colpa? Non avere presentato nessuna relazione semestrale da quando si è insediato. In luogo di quattro, infatti, i consiglieri mamertini fino a oggi non ne hanno tra le mani nessuna. Per questo motivo hanno chiesto ai destinatari della loro lettera-denuncia di intervenire. Idea veramente strana, questa. A titolo di curiosità: se a Nastasi viene imputata la «mancata presentazione di quattro relazioni semestrali», il nostro sindaco Pandolfo fino a oggi ne ha presentate quattro su otto. Quindi anche a lui andrebbe addebitata la «mancata presentazione di quattro relazioni semestrali». Coincidenze. Nient altro che coincidenze. E non è proprio il caso di farsi venire in mente strane idee. APPALTI E RIBASSI Ingranaggio di un sistema? l procuratore capo della Repubblica di Palermo, Pietro I Grasso, durante una deposizione segreta davanti alla commissione nazionale antimafia, ha rivelato che in Sicilia più del 96 per cento degli appalti viene assegnato con ribassi inferiori all uno per cento, mentre nel nord Italia la media è del 15 o 20 per cento. Questo dato è, secondo Grasso ma anche secondo altri, un indice preciso dell esistenza di un «cartello» tra le imprese che partecipano ai grandi appalti in base al quale le gare sono vinte a rotazione un po da tutte e si versano tangenti ai politici e ai 10 AGORÀ 24 luglio 2002 mafiosi che garantiscono l esistenza in vita di questo sistema. Allora può venire la curiosità di vedere se in un qualsiasi comune siciliano questo fenomeno si verifichi. E si scoprono cose interessanti. In questi ultimi anni a S. Lucia le gare d appalto più importanti, quelle con importo superiore al miliardo di lire, hanno riguardato il mercato alla produzione (cinque miliardi) e il consolidamento del cimitero (un miliardo 180 milioni, questi ultimi lavori ancora devono iniziare). Soprattutto per la prima opera, il finanziamento giunse da Palermo completamente inaspettato, e pure questo fa aumentare i dubbi. Poi si controllano i ribassi con cui sono state vinte le gare e si scopre che per il mercato alla produzione ci si è fermati allo 0,56 per cento, per il cimitero allo 0,53. Anche noi siamo stati un ingranaggio di questo meccanismo? Intanto l assemblea regionale si prepara ad approvare una nuova legge sugli appalti che ha suscitato più di una polemica, in seguito alle quali l iter è stato rallentato, e che reintroduce la licitazione privata (una mini gara tra imprese invitate dall ente che gestisce l appalto, senza alcuna garanzia per gli e- ventuali subappalti che saranno decisi dall impresa aggiudicataria) per lavori compresi tra 200 mila e cinque milioni di euro.

11 INDENNITÀ CONGELATE La beneficenza degli amministratori rimi effetti del congelamento dell aumento di stipendio di alcuni amministratori ,91 euro, relati- P vi a maggiore indennità per l anno 2001 al sindaco, sono stati destinati da Santino Pandolfo a un progetto, preparato da Donatella Bicchieri, l assistente sociale del comune, per il recupero scolastico di un minore che appartiene a una famiglia disagiata. Altri 1.104,13 euro, spettanti al presidente del consiglio comunale, sono stati versati al Pontificio Istituto Missioni Estere di Napoli per l adozione a distanza per cinque anni di un bambino. Quest ultima scelta, dovendo passare dal consiglio comunale, ha ottenuto l apprezzamento sia del gruppo di maggioranza che di quello di opposizione RIFORME Il nuovo Coreco l governo regionale ha approvato la riforma del sistema di controllo sugli atti dei comuni, resa inevitabile I dal referendum costituzionale dell ottobre scorso. D ora in avanti, in Sicilia esisteranno tre sole sezioni del Coreco, il comitato regionale di controllo: a Palermo, Catania e Messina. La loro valutazione sarà obbligatoria sul bilancio di previsione e sul conto consuntivo, mentre i consiglieri comunali potranno chiedere la verifica sulle delibere che comportano una spesa superiore a 50 mila euro. TERZA ETÀ Un progetto per gli anziani l comune ha chiesto alla prefettura la concessione di I un contributo di euro per la realizzazione di un progetto di prevenzione della demenza senile. La giunta, nella seduta del 2 luglio, ha fatto proprio il piano preparato dall associazione socioculturale Eurogreen di Palermo e ne ha chiesto il finanziamento. Il progetto prevede la realizzazione di un centro diurno che tenga impegnati gli anziani in varie attività, tra cui una scuola di danza, un laboratorio teatrale, un centro motorio per le sole donne, la realizzazione di un mensile di informazione culturale, e ancora visite guidate, gite fuori porta e gemellaggi con centri anziani del nord Italia. Il centro inoltre garantirà l ascolto e il sostegno agli anziani in difficoltà, l assistenza medica, psicologica e legale e, se necessario, il servizio di accompagno. VACCARINO/1 Più colonia per tutti essantasette partecipanti S su 69. Due esclusioni per limiti d età. Ecco in sintesi la colonia estiva 2002 organizzata dal comune. Iniziata a luglio, è stata affidata per il quarto anno consecutivo alla cooperativa Utopia, che riceverà 7.746,82 euro (15 milioni di lire), ma che rispetto al passato si è vista accollare il servizio mensa e il reperimento di un cuoco che si occupi della preparazione dei pasti. La cooperativa dell assessore Vaccarino è l unica ad avere risposto all avviso che era stato affisso all albo pretorio del comune e che prevedeva la partecipazione alla colonia di bambini e chiedeva VACCARINO/2 Più giocattoli per tutti un progetto di centro vacanza estivo articolato in tre turni. Al momento di affidare il servizio, però, la giunta ha ridotto il numero dei turni a due, entrambi della durata di 15 giorni. Il primo si svolge, come detto, durante il mese di luglio, mentre il secondo non si protrarrà oltre il 3 settembre. È filato tutto liscio per le ammissioni. Complessivamente al comune erano giunte 69 richieste di partecipazione, sette delle quali oltre il termine. Sono state accolte tutte, ad eccezione di due che riguardavano dei bambini che avevano superato il limite degli undici anni di età. na ludoteca per i bambini dai 6 ai 13 anni sarà U realizzata nei locali di proprietà del comune di via Garibaldi, che in passato hanno ospitato, prima una scuola materna, dopo l ufficio tributi. Funzionerà fino al dicembre di quest anno e il comune patrocinerà l iniziativa con 2.582,28 euro. A curarne la realizzazione sarà l associazione culturale, educativa e ricreativa Peter Pan di S. Lucia del Mela, l unica ad avere risposto all avviso affisso all albo pretorio dal 13 al 25 giugno, che chiedeva la disponibilità a gestire l iniziativa a privati che possedessero il personale adatto a svolgere attività formative a contatto con i ragazzini, gli inservienti per la pulizia dei locali, che fornissero i giocattoli e il materiale didattico e che si facessero carico di assicurare contro gli infortuni tutti i partecipanti. L associazione presieduta da Elisabetta Lombardo organizzerà tutto il servizio con il contributo messo a disposizione dal comune: 311 euro per il materiale, 232 per l assicurazione, 127 per la pubblicità e 1910 per il personale, comprese le collaborazioni esterne all associazione. 24 luglio 2002 AGORÀ 11

12 Bruce Springsteen Cyrano de Bergerac Giorgio Morpurgo e Angelo Fortunato Formiggini Bob Dylan Luigi Pintor Ivano Fossati Roland Barthes Francesco Guccini Primo Levi Agamennone Cristoforo Colombo e Pietro Gutierrez Tracy Chapman Louis Ferdinand Céline Silvia Baraldini Francesco De Gregori Antonio Pallante e Palmiro Togliatti tutte queste persone hanno qualcosa in comune L interesse di noi lavorator Cronache dal tempo 12 AGORÀ 24 luglio 2002 prossimamente associazione culturale Girasole

13 ATTUALITÀ ERRORI E POLEMICHE / VIA FEDERICO D ARAGONA Il pasticcio La Regione restituisce il progetto inviato per ottenere il finanziamento. Contiene troppi errori. E in consiglio comunale il sindaco subisce l attacco dell opposizione di Filippo De Mariano L opposizione parla di figuraccia e dice che poteva essere evitata se solo un amministratore avesse avuto l accortezza di fare un viaggio fino a Palermo e consegnare a mano la documentazione per ottenere il finanziamento da un miliardo 600 milioni di lire per il recupero dell area della via Federico D Aragona occupata da fabbricati diroccati. Il sindaco, dal canto suo, non trova molte parole per spiegare quanto è accaduto e si affida alle dichiarazioni di fiducia incondizionata dei suoi consiglieri comunali. Quel che è certo è che è stato combinato un pasticcio. Lo scorso anno, il comune ha ottenuto dall assessorato regionale al Territorio un finanziamento da un miliardo 600 di vecchie lire per recuperare un area della via Federico D Aragona. Al momento di inviare il progetto dell opera a Palermo, però, è venuta fuori una serie imbarazzante di errori che ha costretto l assessorato regionale a restituire al comune quelle carte perché così com erano non potevano essere nemmeno prese in considerazione. L incartamento fa ritorno al comune nel mese di aprile e da allora l amministrazione ha provato a rimediare; infine, il 13 giugno ha portato tutto in consiglio comunale chiedendo l approvazione di una delibera di integrazione dei documenti da presentare a Palermo. Integrazione un corno, secondo l opposizione. L assessorato regionale al Territorio non ha chiesto di integrare ciò che già era stato preparato, ma di rifare tutto daccapo, e stavolta possibilmente in modo decente. Infatti, secondo Lino Calderone, quella rimediata dal comune è una figuraccia che poteva essere evitata in modo molto semplice. «Bastava che uno di voi portasse personalmente a Palermo la pratica - ha detto il capogruppo d opposizione rivolgendosi al sindaco - e la facesse controllare a un funzionario per sapere se era tutto in regola». Ma perché l assessorato regionale al Territorio ha rifiutato la documentazione preparata dal comune? I punti che vengono contestati al comune sono quattro (vedi scheda in questa pagina). Intanto è stato spedito a Palermo un progetto privo dei pareri dell ufficio del Genio Civile di Messina e della Soprintendenza ai beni culturali. Ma se anche ci fossero stati LE CENSURE DELLA REGIONE Il progetto non ha i pareri dell ufficio del Genio Civile e della Soprintendenza ai beni culturali Il progetto è stato redatto da un geometra dell ufficio tecnico, mentre deve essere preparato da un ingegnere o da un architetto La gara d appalto è stata pubblicizzata su un bisettimanale, anziché su un quotidiano a diffusione regionale L approvazione della variante al piano regolatore per l esecuzione dei lavori richiede l esistenza di uno strumento attuativo del piano quei pareri, il progetto era inservibile perché era stato preparato da un geometra, invece doveva essere affidato a un ingegnere o a un architetto. Ancora: trattandosi di un opera da realizzare in variante al piano regolatore, il comune dovrebbe possedere uno strumento attuativo del Prg che interessi quell area. In sostanza, servirebbe un piano particolareggiato del centro storico. Infine, ultima ma non ultima contestazione, la gara d appalto è stata pubblicizzata in modo discutibile. È stata decisa infatti la pubblicazione di un inserzione pubblicitaria su un bisettimanale, anziché su un quotidiano a diffusione regionale. Tanto basta per parlare di pasticcio. Anzi di figuraccia, secondo quanto dichiarato da Lino Calderone. Per il quale non c è da meravigliarsi che sia successo tutto questo. Da sempre l amministrazione comunale preferisce perdere inutilmente tempo, invece che affrontare in modo serio i problemi. E in aula Calderone ha citato il caso del piano regolatore. Pandolfo ha fatto scorrere mesi, anni prima di inviare il piano a Palermo per vederselo infine restituito, e ancora oggi, nonostante gli siano stati concessi tre mesi di tempo per rivederlo, non ha presentato nulla. Però nei manifesti dice di non avere nessuna responsabilità su quanto è successo col piano regolatore. E magari dirà la stessa cosa per questo finanziamento: non è stato lui a sbagliare, la colpa non è sua. Il sindaco non ha usato parole molto convincenti per replicare a Calderone, anzi non gli ha risposto proprio. Ha detto qualcosa a chi, come Lorenzo D Amico, ha denunciato il pessimo funzionamento del Servizio tecnico del comune, ma a Calderone non ha risposto. Lo hanno fatto i consiglieri della maggioranza, Rizzo, Grillo, Nicola 24 luglio 2002 AGORÀ 13

14 ATTUALITÀ Calderone, per i quali non può essere messo in discussione l impegno del sindaco e della sua amministrazione. Più spiccio di altri è stato Carmelo Bella: tutte quelle discussioni su un solo punto all ordine del giorno sono il segnale che in consiglio comunale è cominciata la campagna elettorale. Meglio votare. E con il voto è stata messa una pietra sopra a tutto. I 13 consiglieri presenti hanno votato tutti a favore della proposta. Dai banchi della minoranza tutti hanno dichiarato di votare favorevolmente alla proposta perché sarebbe insensato perdere quel finanziamento, ma tutti hanno anche messo il dito nella piaga della figuraccia. Per rimediare a tutto ciò, prima di portare in consiglio comunale la proposta, il comune ha acquisito i pareri di Genio civile e Soprintendenza ai beni culturali ma non sul progetto iniziale, bensì su uno nuovo la cui redazione è stata affidata dal sindaco all ingegnere Angelo Mancuso. Proprio il fatto che si fosse in presenza di un progetto nuovo ha fatto dire a Lino Calderone che sarebbe stato meglio rivedere la proposta di delibera perché non si trattava più di una integrazione della documentazione già presentata ma di materiale del tutto modificato. Il fatto poi che le modalità di pubblicizzazione della gara d appalto e l assenza dello strumento attuativo non siano contestazioni alle quali poter porre rimedio ha fatto avanzare al capogruppo d opposizione anche dubbi sulla possibilità che l assessorato regionale al Territorio accetti quella nuova documentazione. Comunque sia, alla fine la proposta è passata col voto favorevole di tutti. Certo, resta il pasticcio, o figuraccia che dir si voglia. Ma forse non è il caso di far troppo gli schizzinosi. E Pandolfo non ha più una maggioranza CAMBIANO GLI EQUILIBRI IN CONSIGLIO COMUNALE GLI SCHIERAMENTI OGGI uesto consiglio comunale si può «Q svolgere solo grazie al gruppo di minoranza. Non ci fossimo noi in aula, mancherebbe il numero legale». Dietro la consueta contestazione che Lino Calderone muove al sindaco e al presidente del consiglio, si fa largo una novità degli ultimi mesi. Pandolfo non ha più una maggioranza. Rosa Maria Bella e Giovanni D Antoni non appartengono più al gruppo Oltre l Orizzonte, così i consiglieri fedeli al sindaco sono sette. Uno in più della pattuglia d opposizione. «Se fosse stato presente in aula il dottore Marchese, stasera saremmo stati maggioranza coloro che non si riconoscono nell amministrazione comunale», ha spiegato Carmelo Bella. Ma l assenza di Marchese e di Rosa Maria Bella, oltre al tipo di proposta in discussione, hanno evitato che la seduta di consiglio comunale del 13 giugno ribattezzasse gli schieramenti, rendendo maggioranza la minoranza e minoranza la maggioranza. I prossimi nove mesi potrebbero diventare uno stillicidio per i nervi del sindaco e dei consiglieri che gli sono rimasti fedeli. Diventare minoranza alla vigilia delle elezioni non sarebbe un gran bel segnale. MAGGIORANZA (7) MINORANZA (6) GRUPPO MISTO (2) Franco Interisano Nicola Calderone Francesco Rizzo Salvatore Grillo Carmelo Giunta Salvatore Gitto Nino Macca RELAZIONE SEMESTRALE Il sindaco sotto tutela Il presidente del consiglio Interinano garantisce per Pandolfo. Presenterà una relazione semestrale S antino Pandolfo presenterà al consiglio comunale la relazione semestrale. Parola di Franco Interisano. Di fronte a un opposizione consiliare che non è più disposta a dare credito Lino Calderone Carmelo Bella Angelo Ragusa Lorenzo D Amico Pietro Amalfi Stefano Marchese Rosa Maria Bella Giovanni D Antoni a Pandolfo, il presidente del consiglio comunale ha deciso di fare da mallevadore del sindaco. È stato l intervento in aula di Angelo Ragusa a spingere il presidente a compiere questa scelta. Il consigliere di minoranza, rimproverando al sindaco vari ritardi e inadempienze a proposito della documentazione da inviare alla Regione per il finanziamento della via Federico D Aragona, ha fatto riferimento anche all atteggiamento del sindaco nei confronti del consiglio comunale. Da tempo è scaduto un altro semestre e Pandolfo insiste a non voler presentare la relazione semestrale. A questo punto ha preso la parola Interisano: si impegnerà personalmente perché Pandolfo porti in consiglio una relazione. 14 AGORÀ 24 luglio 2002

15 ATTUALITÀ TERRENI MONTANI / ASSEGNATI I LOTTI Il gregge è uguale Otto allevamenti hanno ottenuto una regolare concessione per usare i fondi dei tre comuni del Mela. Altri quattro sono rimasti esclusi. Si chiude così uno dei buchi neri del patrimonio comunale per tutti I l buco nero dei terreni montani ha smesso di essere buco. E non è più nero perché d ora in poi si colorerà del colore più affascinante, quello dei soldi. Non moltissimi, ma sempre più del nulla che è stato incassato fino a oggi. Finisce in questo modo l azione congiunta dei comuni di S. Lucia, S. Filippo e Pace del Mela che doveva fare chiarezza sullo stato dei terreni montani di loro proprietà e assicurare incassi congruenti con il valore e le dimensioni di quei fondi, di cui nel tempo gli allevatori avevano preso possesso approfittando della latitanza del proprietario pubblico. Nell estate del 1999 i tre comuni avevano approvato il regolamento per l affitto dei terreni, che garantiva un percorso preferenziale per gli allevatori che li occupavano purché avessero regolarizzato la loro posizione. Dopo di allora, si è dovuto attendere l inizio del 2002 per avviare la gara per la concessione dei fondi. Infine, tra il 16 maggio e il 3 giugno, la commissione istituita dal regolamento e composta da Ettore Lombardo, rappresentante dell Ispettorato forestale di Messina, Felice Maimone, dell Ispettorato agricoltura, Biagio Cacciola, della Confederazione italiana agricoltori, Antonino Campo, Confagricoltura, Antonino Calderone, Coldiretti, e Anna Maria Carugno, segretario comunale di S. Lucia del Mela, ha assegnato i terreni. Otto allevatori si sono visti accogliere le loro domande (vedi tabella in alto), ottenendo ciascuno un lotto, a eccezione di un allevatore che ha ricevuto due fondi perché la superficie che può sfruttare è inferiore a cento ettari e le dimensioni del suo allevamento non sono sopportabili da un unico lotto. Complessivamente, con le decisioni adottate dalla commissione, vengono destinati al pascolo 908 ettari. I contratti che verranno stipulati dai tre comuni con gli allevatori concessionari dei fondi dureranno 15 anni. Allo scadere di ogni anno l allevatore potrà chiedere la rescissione del contratto. Lo stesso potranno fare, in qualsiasi momento, i comuni se l allevatore non rispetterà le condizioni alle quali gli è stato concesso il fondo. E veniamo ai soldi. Il canone d affitto annuo è di 25,28 euro per ettaro (cinquantamila delle vecchie lire). Ogni anno, dall affitto dei terreni dovrebbero essere incassati ,60 euro (in lire, poco più di 45 milioni). Somme che non andranno tutte a un comune, ma che saranno suddivise in proporzione alla quota di proprietà. La parte più consistente (48,2 per cento) andrà al comune di S. Lucia, la restante metà sarà divisa tra Pace (31,8) e S. Filippo (20). Alcuni di questi allevatori utilizzavano già i terreni che hanno ottenuto in concessione e si sono dichiarati disponibili a regolarizzare la loro posizione. Nella stessa condizione si trovavano altri LOTTO PER OTTO allevatore lotto superficie (in ettari) Antonino Impalà Tigli o Mandrazza 196 Salvatore Manna Rocche Bottoni o Cometa 15 Salvatore Liarosa Pulario di sotto o Favata e Margolo o Parrino 82,50 Giuseppe Domenico Presti Pulario di sotto o Favata 55,50 Giuseppe Liarosa Scifo 58 Antonino Crocetta Rizza 290 Mario Mirabile Ginestra di sopra 109 Antonio Franco Calderone Ginestra di sotto 102 GLI ESCLUSI Santo Impalà Fortunato Antonino Calderone Natale Tindaro Donato Giuseppe Antonio Treccarichi Pulario di mezzo Pulario di mezzo Acino Girasera nessuna indicazione CANONE ANNUO: 25,82 EURO DURATA CONTRATTO: 15 ANNI tre allevatori, ai quali però è stata respinta la domanda di affitto (vedi tabella in alto). Nei loro confronti i tre comuni ora avvieranno le procedure per ottenere il rilascio dei fondi Pulario di mezzo e Acino Girasera. Così come avverrà per gli incassi, le spese da affrontare per ottenere il rilascio saranno ripartite fra i tre comuni in proporzione alle loro quote di proprietà. C è anche un quarto escluso, il quale però non aveva precisato nella sua richiesta il lotto per il quale chiedeva la concessione in affitto. F.D.M. 24 luglio 2002 AGORÀ 15

16 ATTUALITÀ ARCHIVI COMUNALI Quattro per un ARCHIVIO 16 AGORÀ 24 luglio 2002 Un centro di documentazione archivistica della valle del Mela. Lo vogliono creare i comuni di S. Lucia, Pace, Gualtieri e Condrò. Con i fondi dell otto per mille T utto il patrimonio archivistico di quattro comuni in un unica sede. Cinquecento anni di storia sotto forma di documenti, cioè della fonte principale attraverso cui ricostruire il passato, raccolta in un solo edificio. È questo il progetto che hanno pensato i sindaci di S. Lucia, Pace del Mela, Gualtieri e Condrò. Per realizzarlo occorrono un milione 597 mila euro e un finanziamento di questo importo è stato richiesto allo Stato. L otto maggio Santino Pandolfo, Carmelo Pagano, Gino Sciotto e Rino Scattareggia, sindaci rispettivamente di S. Lucia, Pace, Gualtieri e Condrò, hanno firmato un protocollo d intesa che dà il via al progetto del Centro di documentazione archivistica della valle del Mela. Gli obiettivi sono la «conservazione e valorizzazione dei documenti storici», compresi il «restauro dei documenti rovinati dal tempo e dagli eventi naturali» e la ricerca di «tutta la documentazione che a vario titolo si trova presso altri enti». I soldi per realizzare tutto questo, come detto, dovrebbero venire dallo Stato. I quattro sindaci hanno avanzato la loro richiesta di finanziamento nell ambito della ripartizione della quota dell otto per mille Irpef per cui i contribuenti non indicano una destinazione specifica e che lo Stato gestisce per fini istituzionali, tra cui il finanziamento di progetti straordinari presentati dai comuni. La gestione del piano sarà affidata all Osservatorio regionale archivi storici comunali, un organismo con sede a Palermo costituito da associazioni culturali e ambientaliste, di cui è presidente Antonio Valenti. Il protocollo d intesa prevede anche un comitato ristretto, del quale dovranno fare parte i rappresentanti dei comuni di S. Lucia e Pace del Mela e dell Osservatorio, cioè il gestore tecnico e i due comuni che daranno l apporto più considerevole di documentazione al Centro. Sono proprio i documenti, le carte, il cuore di questo progetto. Che è stato pensato proprio per loro. Il tempo e gli uomini le hanno attaccate in vario modo. Molto materiale è andato distrutto in incendi, altro è stato rovinato dall usura del tempo o dagli agenti atmosferici. In questo modo una parte importante di fonti per ricostruire il passato della valle del Mela è stata persa. Il Centro di documentazione, se realizzato, Tutto ha una fase dovrà invertire questa tendenza, ma anche aprire alla consultazione del pubblico tutto il materiale che si riuscirà a mettere assieme. I fondi più consistenti, per quantità e qualità, verranno dall archivio storico di S. Lucia. Lì si trova la parte più importante delle vicende politiche, sociali e culturali di questa area. Fino a oggi è stato esplorato solo in minima parte. «Gli archivi di S. Lucia - scrive Santino Pandolfo nel piano di lavoro - ancora oggi riservano gradite sorprese, come è appunto il ritrovamento di diversi spartiti musicali scritti di proprio pugno da direttori di banda musicale dell Ottocento, i quali modificavano per adattarli alle proprie esigenze, brani e musiche suonate nei grandi teatri italiani ed esteri». In questo grande archivio confluiranno serie di documenti molto varie. Le più importanti sono: gli Atti dei Giurati, della Corte Giuratoria, i Bandi, i Conti del Mastro Giurato, gli elenchi dei beni confiscati, i Dispacci patrimoniali, gli atti della Regia Corte e della Festa di Santissima Spina, le concessioni, le soggiogazioni, gli atti della Gabella della Congrua (un imposta su tutto ciò che veniva prodotto che si pagò nei territori di S. Lucia a partire dal 1605 per mantenere il prelato e la sua curia). E poi ancora: Riveli, Atti di Feudi, Apoche, Atti Notarili, Insinue, atti della Corte criminale e L ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO l progetto per la creazione del Centro di documentazione archivistica della I valle del Mela si articola in due fasi. Ciascuna di esse ha un obiettivo proprio, che dovrà essere raggiunto attraverso ulteriori sottoscansioni. E ogni fase naturalmente ha dei tempi di attuazione. Cominciamo dalla prima, che consiste nel recupero e nell inventariazione di tutti gli archivi. Si tratta di un lavoro che dovrebbe svolgersi da gennaio a dicembre Ventiquattro mesi durante i quali si procederà al censimento di tutta la documentazione esistente nei vari archivi, alla spolveratura, alla schedatura e catalogazione, all inventariazione e alla costruzione di un sito web, che ospiterà un database con gli estremi di tutti i documenti catalogati, oltre a una pagina che pubblicizzerà le attività del Centro e a sottopagine riservate a ciascuno dei quattro comuni aderenti al progetto. La seconda fase prevede il ricongiungimento di tutta la documentazione in un unico locale e, quindi, la costituzione del Centro vero e proprio. Per questi lavori sono previsti altri ventiquattro mesi, da gennaio 2005 a dicembre 2006, durante i quali saranno individuati i locali in cui il Centro dovrà avere la propria sede, saranno arredati, si restaureranno i volumi in condizioni peggiori (la previsione è di duecento tomi) e saranno organizzate iniziative per promuovere il Centro.

17 ATTUALITÀ di quella civile, del Decurionato, le Contabilità comunali, gli Atti di verifica e usurpazioni demaniali, della Guardia nazionale. E infine i registri degli atti di nascita, morte e matrimonio e le deliberazioni di giunta e di consiglio dei quattro comuni. È praticamente impossibile fare dei numeri, ma la previsione è che il centro di documentazione debba ospitare circa ventimila tra registri e documenti vari. Tutto il progetto si articola in due fasi (vedi scheda nella pagina precedente), ciascuna delle quali costituisce un lotto funzionale (significa che lo Stato, se decidesse di finanziarlo, potrebbe anche concedere i soldi solo per realizzare la prima fase e non la seconda, dal momento che già quello sarebbe un lavoro che porterebbe a un risultato in sé compiuto). Il vero e proprio Centro di documentazione, inteso come sede fisica comune di tutti gli archivi, nascerà solo se sarà finanziata anche la seconda fase, che è quella che prevede il trasferimento di tutto il materiale censito, schedato e inventariato in uno stesso locale. Questa sede sarà a S. Lucia. Bisognerà trovare un locale di metri quadrati in cui ospitare tutti i fondi. Il sindaco di S. I costi del Centro Lucia si è impegnato a trovarlo, ma naturalmente in questo momento non è stato individuato. Oltre all inventariazione dei documenti, il progetto prevede, durante la seconda fase, il restauro dei volumi peggio conservati. La previsione è che questo lavoro dovrà interessare circa duecento tomi. Non mancano gli adempimenti burocratici, di cui bisognerà tenere conto, in caso di finanziamento. Per la prima fase non è previsto un progetto: tutto è stato affidato al piano di lavoro presentato al momento della richiesta del finanziamento, un piano di lavoro che ha ricevuto l autorizzazione dalla Soprintendenza archivistica per la Sicilia. Per la seconda fase dovrà essere stilato un progetto esecutivo, che riguarderà l assetto da dare ai locali che dovranno o- spitare il Centro. A proposito della sede, sarà necessario acquisire certificati e nulla osta di abitabilità e destinazione d uso. Per i volumi da restaurare, infine, una volta individuati, dovranno subire una pre-verifica della Soprintendenza archivistica, quindi dovrà essere preparato un progetto di restauro che la Soprintendenza dovrà autorizzare e, quando completato, collaudare. Filippo De Mariano LE PRINCIPALI VOCI DI SPESA a realizzazione del Centro di documentazione archivistica della valle del L Mela prevede spese per un miliardo 597 mila euro: 754 mila nella prima fase, 843 mila nella seconda. Nel prospetto sottostante sono indicate le principali voci di spesa. TEMPI SPESA (in euro) Direzione lavori 48 mesi Facchinaggio 30 mesi Operatori archivistici 48 mesi Materiali, contenitori, cancelleria Banca dati e sito web 7 mesi Arredamento locali Restauro e rilegatoria Pubblicizzazione dell iniziativa e sensibilizzazione della popolazione Servizio di apertura al pubblico 18 mesi Iva CONTENZIOSO Condannati e precettati Tre miliardi pagati nel 1997 per un esproprio illegittimo. Ma non bastano S e una sentenza che condanna il comune a pagare tre miliardi di lire per un esproprio illegittimo rappresenta un brutto colpo. Se, nonostante tutto, il comune riesce a contrarre un mutuo con la Cassa depositi e prestiti per pagare. Se alla fine si può comunque andare avanti perché anche questa è fatta. Scoprire, dopo qualche anno, che ai destinatari quei soldi non bastano è una tragedia. Ci sono 309 mila euro che separano il comune e i proprietari di un terreno espropriato, per il quale il tribunale di Barcellona ha disposto nel 1994 il risarcimento dei danni. Con un atto di precetto del 14 giugno le famiglie di Gaetana Trifirò, Santi Trifirò e Angela Maria Aragona hanno intimato al comune il pagamento di ,26 euro. Durante il giudizio davanti al tribunale di Barcellona, i proprietari dell area espropriata avevano richiesto un risarcimento danni di poco meno di tre miliardi cento milioni di vecchie lire. Successivamente avevano presentato una richiesta di revisione di quella stima, aumentandola a quasi tre miliardi e mezzo. Il tribunale aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione nel 1998 e confermato la cifra che il comune, nel frattempo, aveva pagato con un mutuo contratto con la Cassa depositi e prestiti. Ora, dopo due anni dall interruzione del giudizio d appello - che si è poi estinto per inattività - l atto di precetto presentato dalle famiglie Trifirò tramite il loro legale, l avvocato Angelo Siracusa, chiede al comune il pagamento di quei 400 milioni di lire di differenza tra la prima stima dei danni e quella successiva che il tribunale aveva dichiarato inammissibile. Con gli interessi la cifra arriva a quasi 600 milioni di lire. In euro ,26. Filippo De Mariano 24 luglio 2002 AGORÀ 17

18 ATTUALITÀ EBREI A S. LUCIA / IL LIBRO DI ANGELO MANCUSO Candelora fa rima con sinagoga Interisano si commuove. Pandolfo si inorgoglisce. C è un libro che appassiona gli amministratori. E lancia ipotesi sul quartiere ebraico E toccato a un Franco Interisano emozionato fino al punto di commuoversi aprire, domenica 30 giugno, la serata per la presentazione del libro di Angelo Mancuso Judaiche di casa nostra. Siti e caratteri costruttivi dell antica Giudecca di S. Lucia del Mela. Proprio nel momento in cui, all interno del cortile del castello, inaspettatamente un po di vento si incuneava a scarmigliare le teste dei presenti, il presidente del consiglio comunale ha salutato e introdotto la serata dedicata a un evento assolutamente particolare per S. Lucia del Mela: la presentazione di un libro. E, per di più, di un libro su S. Lucia e scritto da un luciese. Interisano ha voluto fare la cronistoria dell impegno di Mancuso. «Quando Angelo Mancuso ha cominciato le sue ricerche, alcuni, come sempre capita in questo paese, hanno detto: Ma dove vuole andare, che vuole fare. Invece ha dimostrato che ci si può impegnare per raggiungere obiettivi di questo genere». A lavoro completato, un episodio capitato durante un viaggio a Palermo: «Quando siamo stati dal professore Lo Jacono io, Angelo Mancuso e il sindaco, il professore Lo Jacono ha detto ad Angelo: Per quello che hai fatto, se fossi stato un ebreo, io ti avrei regalato subito una medaglia. Siccome sei cristiano, il tuo paese dovrebbe dedicarti una statua». Di questo parliamo stasera, ha lasciato intendere Interisano: non le solite cose che succedono in 18 AGORÀ 24 luglio 2002 un paesino. Una ventata di novità. Forse per quello proprio all inizio della serata ha cominciato a soffiare il vento. Un simbolo. Per Titta Lo Jacono, presidente della Charta delle Judeche, «questo castello ha un valore simbolico: è stato costruito da più popoli e vi hanno convissuto popolazioni di origini diverse. E stasera questa convivenza si ripete: abbiamo il rappresentante di un amministrazione provinciale di centrodestra, l avvocato Librizzi, e uno di un amministrazione di centrosinistra, il sindaco Pandolfo». Simboli, quindi. Il vento, la convivenza, il centrodestra e il centrosinistra. A fine serata, quando l emozione era passata, Interisano, prima di congedare tutti, ha espresso un desiderio: «Prima di concludere, vorrei che dicesse due parole Lidia Vella. Se c è stata questa serata, è merito suo». E l assessore alla Cultura ha richiamato un altro viaggio a Palermo: «Se siamo qui, questa sera, è grazie al professore Lo Jacono. La prima volta che sono andata a Palermo, con il sindaco, per incontrarlo, sono rimasta colpita da quest uomo, dal suo modo di fare, dal suo entusiasmo». Oltre ai simboli, la fascinazione. C era tutto questo alla presentazione di quella che il sindaco Pandolfo ha definito «una pagina inedita della storia di S. Lucia del Mela», soffermandosi a lungo sul valore della ricerca di Angelo Mancuso, sul significato che essa ha. L orgoglio di un sindaco che può patrocinare un evento di questo tipo e che non dimentica che più spesso deve avere a che fare con vicende di tutt altro tenore. Quindi, c è un libro che appassiona come poche altre cose gli amministratori luciesi, che li fa andare orgogliosi del loro lavoro, del loro essere guida di questa comunità. Di che libro si tratta? L autore, Angelo Mancuso, un giovane ingegnere di S. Lucia, ha visto completarsi in quella serata di vento, simboli e fascinazione, un lungo lavoro: quattro anni di ricerche, cinquemila atti consultati nell archivio storico comunale per trovare qualche traccia della Giudecca, il quartiere che fino al 1492 ospitò gli ebrei residenti a S. Lucia del Mela. Un lavoro imponente che è diventato libro grazie al patrocinio della Provincia regionale di Messina, del Comune di S. Lucia del Mela e della Charta delle Judeche, la federazione che raccoglie i comuni siciliani che ospitarono ebrei e di cui S. Lucia del Mela è uno dei soci fondatori. Secondo il professore Lo Jacono, il libro di Angelo Mancuso va letto perché è stato scritto in forma accattivante e l autore si è fatto guidare da un rispetto rigoroso per la ortodossa tradizione rabbinica nella ricostruzione degli usi e dei costumi ebraici. Filologicamente inappuntabile. Ma il principale merito del volume è un altro, secondo Lo Jacono: ricava dal ponderoso corpus degli atti consultati alcune ipotesi (come quella che identifica l antica sinagoga con la chiesa della Candelora) che, messe assieme, «costruiscono un topos, un luogo ideale». Un difetto, secondo il presidente della Charta, è che «si ostina a credere che sia esistita un - architettura ebraica con caratteristiche sue proprie. Ma non ne faccio una colpa a Mancuso, bensì alla sua università». Le ultime parole sono state quelle dell autore. Che ha fatto professione di umiltà: «Il mio è un lavoro che vuole avere solo uno scopo informativo». «Non facciamo i modesti!» lo ha bloccato subito Bent Parodi, presidente della Fondazione Piccolo e delll ordine regionale dei giornalisti. Ma a Mancuso sono rimaste solo le parole per ringraziare il sindaco, l amministrazione comunale e il professore Lo Jacono per averlo sostenuto. Quello che aveva da dire lo ha scritto nel libro. Filippo De Mariano

19 ATTUALITÀ BILANCIO 2001, tempo di consuntivo La giunta e il consiglio hanno approvato il conto consuntivo. Destinato una parte dell avanzo. Che è di 162 milioni di lire. Ma c è il caso di 88 milioni di debiti fuori bilancio non registrati S i chiude con un avanzo di lire il conto consuntivo La giunta l ha approvato l undici giugno. Atto preliminare al passaggio del documento in consiglio comunale, che l ha votato il 4 luglio. La relazione allegata al bilancio, firmata dal sindaco Santino Pandolfo, segnala - come è inevitabile - la buona gestione dei conti e ricorda i finanziamenti ottenuti nel corso dell esercizio dall amministrazione: quasi trecento milioni di lire per la manutenzione straordinaria della scuola media, 196 milioni per l installazione dell impianto di pubblica illuminazione nelle contrade Cristanò e S. Maria, e ancora il miliardo concesso dalla Regione nell ambito dei fondi Gescal per l edilizia popolare e il finanziamento per il recupero di un area della via Federico D Aragona. Sono questi i motivi di orgoglio del sindaco e degli assessori. Insieme, naturalmente, all Le tasse di un anno avanzo di 162 milioni, in gran parte realizzato tra i fondi vincolati. La somma che potrà essere ridestinata nel corso del 2002 in modo più libero è di lire. I restanti 104 milioni hanno delle destinazioni obbligate (vedi scheda nella prossima pagina). Resta molto alto il monte dei residui, cioè delle entrate non incassate e delle spese non pagate. E proprio i parametri sui residui sono gli unici due in rosso tra quelli che stabiliscono se un comune è strutturalmente deficitario. I residui passivi ammontano a lire. Un po di più sono quelli attivi: lire. Questi ultimi sono stati prima passati al setaccio e ne sono stati eliminati alcuni perchè inesigibili. Tra le entrate, funziona abbastanza bene il canale tributario. Complessivamente nel corso del 2001 il comune ha incassato quasi 13 milioni di lire di tasse in più rispetto all anno precedente. Gli scostamenti verso l alto più significativi (vedi scheda) si sono 2001 RISPETTO AL 2000 Ici Pubblicità Iciap Dato non disponibile Addizionale Irpef Spazzatura Canone depurazione Dato non disponibile Pubbliche affissioni Dato non disponibile Occupazione temporanea spazi e aree pubbliche Occupazione permanente spazi e aree pubbliche Totale entrate tributarie Cifre in lire IN SINTESI Avanzo d amministrazione lire Avanzo nei fondi vincolati lire Avanzo in altri fondi lire Residui attivi lire Residui passivi lire registrati per l Ici. L imposta sugli immobili, infatti, ha fatto segnare un più 18 milioni. Cresce anche l incasso derivante dall addizionale Irpef. Rispetto al 2000, la trattenuta del quattro per mille ha fruttato 118 milioni (l anno prima l incasso era stato di lire). Piccoli incrementi che non fanno cambiare opinione a Francesco Bertino, il revisore dei conti che già nell esprimere il suo parere sul bilancio di previsione 2002 aveva fatto sapere che gli incassi derivanti da tasse non erano sufficienti, specie se confrontati con il monte delle spese correnti che il bilancio del comune deve sopportare. Se si aggiunge che da altre tasse è venuto qualche soldo in meno (per esempio, quasi dieci milioni in meno dalla Tosap), ecco un motivo in più per il quale Bertino non può essere soddisfatto. Il revisore dei conti, nella relazione con cui ha espresso il proprio parere al consiglio comunale, ha indicato come necessari l attivazione del controllo interno di gestione (un obiezione che già il collegio dei revisori che operò fra il 94 e il 98 muoveva costantemente), un attenta analisi dei costi dei principali servizi comunali e una sollecita revisione dei fitti 24 luglio 2002 AGORÀ 19

20 ATTUALITÀ AVANZO PER STRADE E IMPIANTI SPORTIVI Avanzo da destinare ,50 DESTINAZIONI dei terreni comunali (un punto sul quale è stato accontentato - vedi articolo a pagina 15). Ma è la quarta osservazione di Bertino ad avere catturato l attenzione dell opposizione in consiglio comunale. Ci sono debiti fuori bilancio per lire, costituiti da pignoramenti, che non sono stati computati nel conto consuntivo: vanno prima riconosciuti dal consiglio comunale. E Bertino ha invitato a procedere rapidamente per non fare crescere ulteriormente gli interessi. La discussione in consiglio comunale - assenti Amalfi, Ragusa, Rosa Maria Bella e Marchese - è stata monopolizzata dal confronto tra il capogruppo di minoranza, Lino Calderone, e la ragioniera del comune, con qualche puntata polemica verso la segretaria comunale e il suo modo di verbalizzare le sedute. Istruttoria pratiche di sanatoria edilizia 870,13 Interventi di demolizione 870,13 Risanamento urbano 6.961,00 Manutenzione ordinaria campo e impianti sportivi ,94 Manutenzione strade interne ed esterne ,30 Calderone ha chiesto subito che venisse messa in votazione la proposta di discutere il consuntivo solo alla presenza del revisore dei conti, figura alla quale i consiglieri a- vrebbero potuto chiedere tutti i chiarimenti. La votazione, nonostante l astensione di Carmelo Bella e D Antoni, ha respinto la richiesta, così Calderone ha cominciato a chiedere informazioni sul consuntivo alla ragioniera. Ricevendo, però, risposte vaghe. La percentuale di copertura della tassa sui rifiuti? Deve essere almeno del 50 per cento. La legge che lo stabilisce? Sospensione Cifre in euro della seduta per cinque minuti per verificare che numero ha la legge. La percentuale effettiva di copertura nel 2001 della retta per l asilo nido e della refezione scolastica? Un calcolo non è stato fatto perché il comune non è strutturalmente deficitario: valga la percentuale prevista, che era del 36 per cento. Per finire con i pignoramenti che non risultano nel consuntivo. Risposta: quando gli uffici hanno chiuso il consuntivo non erano stati ancora notificati. Al momento di concludere la sua requisitoria, Calderone ha spiegato: I vostri 250 euro di debiti CURIOSITÀ DELLA GESTIONE FINANZIARIA DEL 2001 e qualcuno di voi va fiero S del proprio bilancio familiare e qualche volta si è permesso di dire: «Io non ho debiti con nessuno», sappia che ha sbagliato. Perché ogni abitante di S. Lucia del Mela ha un debito di lire (277,52 euro). È una cifra in costante discesa negli ultimi anni, ma c è e non può essere ignorata. Con chi è stato contratto il debito? Ma con lo Stato, naturalmente. I mutui con la Cassa depositi e prestiti hanno degli interessi, che, anche se solo a fini statistici, pesano sulla testa di ogni abitante del comune. Se poi volete arrabbiarvi, eccovene un altra: la pressione fiscale del comune è di 270 mila lire. Ognuno di voi (di noi) paga tanto in tasse al comune ogni anno. Calcolando in media famiglie composte da quattro persone, significa che da ogni casa va a finire nelle casse del comune poco più di un milione di lire. La pressione finanziaria, invece, cioè i soldi che ognuno versa al comune, non solo sotto forma di tasse, ammonta a un milioni di lire pro capite. Numeri consistenti. E infatti la percentuale di denaro che il comune incassa con entrate proprie (l autonomia finanziaria ) è cresciuta costantemente negli ultimi tre anni: dal 34 al 39 per cento. Più lieve la crescita dell autonomia impositiva, che è passata dal 21,5 al 22,5 per cento. Resta pressoché invariata l incidenza sul bilancio dei residui attivi e passivi, che si attestano poco sotto la soglia del 45 per cento, anche se con una leggere flessione di quelli passivi. Non ci sono solo spese e debiti, però. Così, sul fronte opposto, quello delle entrate, le statistiche ci dicono che lo Stato trasferisce al comune in contributi 435 mila lire per abitante. Un po meno la regione: 295 mila lire. Entrambe sono somme in flessione rispetto al passato. Il che basta a confermare quanto i tempi siano grami e quanto poco felici siano le prospettive future. Nell ultimo anno è cresciuta la redditività del patrimonio, anzi è addirittura più che raddoppiata: dall 1,5 al 3,6 per cento. La quota di spesa corrente rigida, che non può essere cioè eliminata, è pari al 48,5 per cento, più alta rispetto al 2000 ma in diminuzione rispetto all anno precedente. Le quote di patrimonio pro capite, infine, si mantengono pressoché invariate. 20 AGORÀ 24 luglio 2002

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