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1 WHITE PAPER Trovare le risorse finanziarie per superare la crisi Cash Management & Working Capital ADVISORY

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3 Cash Management & Working Capital 3 Trovare le risorse finanziarie per superare la crisi Cash Management & Working Capital Indice Introduzione 5 Quadro macroeconomico e scenario di mercato 7 Debolezza della domanda interna e ripresa incerta Implicazioni per il sistema industriale italiano Il rapporto banca-impresa in Italia Come reperire le risorse finanziarie in periodo di crisi 21 Migliorare la gestione del circolante Altre aree di saving Come cambia la relazione con la banca Le opportunità offerte dalla riforma della legge fallimentare Parlano i CFO: i risultati di una survey internazionale KPMG 29 Appendice 41

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5 Cash Management & Working Capital 5 Introduzione La grande recessione globale mette le aziende sotto pressione: credit crunch, calo della domanda, competizione sempre più forte, soprattutto da parte delle economie emergenti. La capacità di generare cassa è diventata la priorità. Per molte aziende si tratta di uno snodo cruciale per la loro stessa sopravvivenza. Per rispondere a questa necessità, serve spesso un cambio di mentalità. Significa passare da una logica focalizzata solo sulla crescita del fatturato, ad una vera e propria cultura del cash management. Servono sistemi di pianificazione dei flussi di cassa a livello settimanale o addirittura giornaliero. Occorre avere una situazione chiara e tempestiva dei dati a disposizione. È essenziale agire su aspetti quali la gestione proattiva dei crediti o la definizione di accordi con i fornitori strategici. In molti casi è necessario riconfigurare l intera filiera passando da una produzione per magazzino ad una esclusivamente su ordine al fine di minimizzare i volumi d acquisto. La crisi finanziaria tende anche a modificare il rapporto con la banca, che diventa sempre più formale e strutturato. Gli intermediari, prima di erogare i finanziamenti alle imprese, chiedono business plan con una definizione dettagliata dei fabbisogni finanziari sia di breve che di medio-lungo periodo. In questo scenario, così complesso e nuovo, KPMG è in grado di supportare le imprese sotto diversi aspetti: industriale, finanziario, organizzativo ed operativo. Il Paper vuole fornire alcuni flash di natura operativa, basati sull esperienza concreta maturata sul campo dal team KPMG in particolare su come liberare risorse che sono rimaste intrappolate all interno di processi inefficienti. Infine, il documento presenta le principali evidenze relative ad una survey internazionale KPMG sul tema della gestione della liquidità e del capitale circolante, realizzata mediante un programma di interviste a 350 CFO di aziende appartenenti ai principali settori industriali attive sul mercato statunitense ed europeo (tra cui anche un campione di aziende italiane). Lo studio conferma che il cash management è una vera e propria urgenza aziendale, destinata a rimanere tale, ancora per parecchio tempo.

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7 Cash Management & Working Capital 7 Quadro macroeconomico e scenario di mercato A cura dell Ufficio Studi KPMG Advisory Debolezza della domanda interna e ripresa incerta La recessione internazionale ha avuto un impatto pesante sulle economie europee. Nel biennio l Italia, ad esempio, ha fatto registrare un calo del PIL superiore al 6%. Tra i fattori che hanno inciso di più su questa flessione si possono menzionare il crollo delle esportazioni, il calo della domanda e degli investimenti. Andamento del PIL E 2011E Italia 1,5% -1,3% -5,1% 1,1% 1,5% Francia 2,3% 0,3% -2,3% 1,4% 1,7% Germania 2,6% 1,0% -4,9% 1,4% 1,9% Gran Bretagna 2,6% 0,6% -4,7% 1,2% 2,2% Spagna 3,6% 0,9% -3,6% -0,3% 0,9% Eurozona-13 2,7% 0,5% -4,0% 0,9% 1,7% I fattori che hanno inciso di più sulla flessione dell economia italiana sono il crollo delle esportazioni, il calo della domanda e degli investimenti. Fonte: OECD Economic Outlook N. 86 Nota: I dati consuntivi dell Italia sono forniti dall Istat. L Eurozona (13) comprende Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Slovacchia e Spagna. Uno dei punti di forza del nostro modello di sviluppo, ossia l export, ha subito una contrazione pesante pari quasi al 25% nel biennio Andamento delle esportazioni di beni e servizi E 2011E Italia 4,0% -3,7% -20,3% 1,4% 3,5% Francia 2,5% -0,6% -11,0% 4,7% 6,4% Germania 7,8% 2,4% -14,4% 7,2% 8,1% Gran Bretagna -2,8% 1,0% -10,6% 4,4% 6,9% Spagna 6,6% -1,0% -13,5% 5,5% 7,8% Fonte: OECD Economic Outlook N. 86 Dal lato della domanda la crisi economica ha prodotto un calo rilevante nei consumi privati sia in Italia sia in tutta l Eurozona, con l eccezione di Francia e Germania.

8 8 Cash Management & Working Capital Andamento dei consumi privati, % 0% 1,2% 1,6% -0,9% 0,7% 1,1% 0,3% 0,0% -1,0% -1,9% 1,1% -6% E 2011E Italia Francia Germania Gran Bretagna Spagna Eurozona-13 Fonte: OECD Economic Outlook N.86 Nota: L Eurozona (13) comprende Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Slovacchia e Spagna. Gli investimenti hanno evidenziato una forte contrazione in tutta la zona Euro. Il nostro paese, anche in questo caso, è tra quelli che hanno fatto registrare il calo più consistente (insieme a Spagna e Gran Bretagna). Andamento degli investimenti lordi in capitale fisso, % 0% -15% 4,7% 1,6% 4,0% 0,6% 2,3% -2,9% -0,7% -1,0% -10,6% -12,6% E 2011E Italia Francia Germania Gran Bretagna Spagna Eurozona-13 Fonte: OECD Economic Outlook N.86 Nota: L Eurozona (13) comprende Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Slovacchia e Spagna. Il nostro paese si trova ad affrontare un problema di eccesso di capacità produttiva, che si traduce in un forte aumento della disoccupazione e in un ampio ricorso a forme di sostegno del reddito. Guardando al futuro, s intravedono, però, dei segnali di ripresa. Per il 2010 le previsioni sull Italia stimano una crescita del PIL dell 1,1%, con una leggera ripresa delle esportazioni (+1,4%) e dei consumi privati (+0,7%). Inoltre, sempre secondo le attese, le imprese italiane potrebbero tornare ad investire nel 2010 (+0,6%). Il nostro paese si trova anche ad affrontare un problema di eccesso di capacità produttiva, che si traduce in un forte aumento della disoccupazione e in un ampio ricorso a forme di sostegno del reddito, come la cassa integrazione. Secondo l OECD, in Italia, infatti, la disoccupazione continua ad aumentare e nei prossimi due anni potrebbe arrivare quasi al 9%, e sfiorare l 11% nell Eurozona.

9 Cash Management & Working Capital 9 Andamento del tasso di disoccupazione E 2011E Italia 6,2% 6,7% 7,8% 8,5% 8,7% Francia 8,0% 7,4% 9,1% 9,9% 10,1% Germania 8,3% 7,2% 7,6% 9,2% 9,7% Gran Bretagna 5,4% 5,7% 8,0% 9,3% 9,5% Spagna 8,3% 11,3% 18,1% 19,3% 19,0% Eurozona-13 7,5% 7,5% 9,4% 10,6% 10,8% Fonte: OECD Economic Outlook N. 86 Nota: I dati consuntivi dell Italia sono forniti dall Istat. L Eurozona (13) comprende Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Slovacchia e Spagna. Questo peggioramento nel nostro mercato del lavoro ha provocato un notevole incremento della CIG a partire dalla seconda metà del Senza questa misura di sostegno al reddito, del resto, il numero di disoccupati sarebbe stato anche molto più elevato. Nel 2009, secondo l INPS, il numero di ore di cassa integrazione autorizzate (ordinaria, straordinaria e in deroga) è stato pari quasi a un miliardo, con un aumento del 311% rispetto al Il ricorso alla cassa integrazione, già diffuso nell industria negli anni precedenti, ha recentemente interessato anche le classi impiegatizie, sebbene sia notevolmente inferiore. Totale ore CIG autorizzate, (milioni) Ordinaria di cui Operai Straordinaria di cui Operai Ordinaria di cui Impiegati Straordinaria di cui Impiegati Fonte: INPS A rendere ancora più complesso il quadro, si aggiunge, peraltro, la caduta della produttività del lavoro, collegata anche al calo di ore effettivamente lavorate, che si è tradotta in un aumento del costo del lavoro per unità di prodotto (CLUP). Questo fattore influisce negativamente sulla competitività del prezzo finale delle nostre esportazioni sui mercati internazionali. La caduta della produttività del lavoro influisce negativamente sulla competitività del prezzo finale delle nostre esportazioni sui mercati internazionali.

10 10 Cash Management & Working Capital Produttività del lavoro nelle imprese con 500 o più addetti, (dati destagionalizzati - base 2005 = 100) dic-2009 Costo orario del lavoro Ore effettivamente lavorate Fonte: ISTAT, Banca dati Conistat Nonostante questo scenario così fosco, a partire dagli ultimi mesi del 2009 sono emersi alcuni deboli segnali di recupero relativi alle componenti della domanda, confermati anche da un miglioramento nella fiducia dei consumatori e delle imprese. I dati relativi al clima di fiducia delle aziende mostrano, infatti, una tendenza positiva a partire dagli ultimi mesi del L unica dissonanza sembra caratterizzare il settore delle costruzioni, in controtendenza rispetto ai segnali positivi per l industria manifatturiera, il commercio e i servizi. Clima di fiducia delle imprese, (base 2000 = 100) gen-2010 Imprese manifatturiere Imprese commercio Imprese costruzioni Fonte: indagine ISAE sulle imprese, gennaio 2010 A livello internazionale si intravedono i primi segnali di ripresa, seppur con modi e tempi differenti. Per il nostro paese il principale sostegno alla ripresa potrebbe venire dall export, come, peraltro, è avvenuto nel recente passato. A livello internazionale, infatti, si intravedono i primi segnali di ripresa, seppur con modi e tempi differenti. Per l insieme delle economie avanzate, nel prossimo biennio, s ipotizza un aumento moderato del PIL intorno al 2%, con un andamento più favorevole negli Stati Uniti, rispetto all area dell Euro. Per contro, nei principali paesi emergenti, i cosiddetti BRIC, la crescita prosegue a tassi più elevati, trainata dalla domanda interna. La domanda estera proveniente da Cina e India, continuerà a influenzare positivamente il commercio internazionale.

11 Cash Management & Working Capital 11 Andamento del PIL E 2011E Economie avanzate 2,7% 0,5% -3,2% 2,1% 2,4% Area Euro 2,7% 0,6% -3,9% 1,0% 1,6% Stati Uniti 2,1% 0,4% -2,5% 2,7% 2,4% Brasile 5,7% 5,1% -0,4% 4,7% 3,7% Russia 8,1% 5,6% -9,0% 3,6% 3,4% India 9,4% 7,3% 5,6% 7,7% 7,8% Cina 13,0% 9,6% 8,7% 10,0% 9,7% Fonte: IMF, gennaio 2010 In conclusione, lo scenario che si profila per il nostro paese è complesso e caratterizzato da una forte incertezza sui tempi della ripresa. A livello nazionale preoccupano soprattutto l eccesso di capacità produttiva, l aumento della disoccupazione e la conseguente scarsa disponibilità di reddito per i consumi. Tuttavia, la ripresa italiana potrebbe essere trainata dall export, soprattutto se la locomotiva statunitense si rimetterà in moto e se le economie emergenti, soprattutto quelle dei BRIC, manterranno gli attuali tassi di crescita. Lo scenario che si profila per il nostro paese è complesso e caratterizzato da una forte incertezza sui tempi della ripresa. Implicazioni per il sistema industriale italiano La crisi economica ha avuto pesanti effetti sul sistema produttivo e industriale del nostro paese. Gli indicatori relativi alla produzione industriale indicano un forte rallentamento, con una leggera ripresa durante il terzo trimestre del Vi hanno contribuito soprattutto le aziende manifatturiere di beni intermedi, strumentali e di consumo durevole, che avevano subito le contrazioni più marcate. In presenza di una domanda ancora debole, la produzione di beni di consumo non durevole è aumentata in misura più contenuta. Secondo le stime Istat, nel quarto trimestre del 2009 l attività industriale sarebbe lievemente calata rispetto al trimestre precedente, rimanendo su livelli ancora molto bassi. Produzione industriale, Nuovi ordinativi, Fatturato, (dati destagionalizzati - base 2005 = 100) dic-2009 Fatturato Nuovi Ordinativi Produzione Industriale Fonte: ISTAT, Banca dati Conistat; dati relativi all industria e non alle costruzioni

12 12 Cash Management & Working Capital Pur in presenza di un miglioramento del clima di fiducia delle imprese, si registra ancora una debolezza dell attività produttiva. Pur in presenza di un miglioramento del clima di fiducia delle imprese, si registra ancora una debolezza dell attività produttiva. Il volume dei nuovi ordinativi raccolti dall industria, infatti, non ha ancora segnato un recupero significativo rispetto ai minimi registrati nel terzo trimestre 2009 ed è spiegabile in parte con la ricostituzione delle scorte da parte delle imprese che tra il 2008 e 2009 avevano ridotto la produzione. L andamento della produzione industriale si è peraltro tradotto in un deciso calo del fatturato dell industria (-19% tra il 2008 e il 2009) ed alla chiusura di molte imprese nel biennio I dati diffusi da Unioncamere forniscono una fotografia impietosa : nel Registro delle Imprese, il saldo tra iscrizioni di nuove aziende e cessazioni si riduce. Questo in sostanza significa una crescita più sostenuta delle cessazioni. Se si analizzano, invece, le sole imprese artigiane 1, nel 2009 le cessazioni sono aumentate del 3,7% rispetto al 2008, superando le nuove iscrizioni, in calo del 13,5% in questo segmento. Natalità e mortalità delle imprese italiane: Totale Imprese, ,5% ,5% ,2% Nuove Iscritte Cessate Saldo (Iscritte - Cessate) Tendenza Saldo (Iscritte - Cessate) Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese 1 Definite, secondo la legge dell 8 agosto 1985, art. 443, come quelle imprese che hanno come scopo prevalente lo svolgimento di un attività di produzione di beni, escluse le attività agricole, con non più di 32 dipendenti.

13 Cash Management & Working Capital 13 Natalità e mortalità delle imprese italiane: Totale imprese artigiane, ,7% ,4% ,6% Nuove Iscritte Cessate Saldo (Iscritte - Cessate) Tendenza Saldo (Iscritte - Cessate) Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese Parimenti anche la diminuzione del numero di imprese attive nell ultimo anno è più evidente nelle imprese artigiane (-1,4%) rispetto all intero aggregato (-0,6%). La crisi sembra, quindi, acuire le difficoltà delle imprese più piccole. Totale imprese attive Totale Imprese di cui: imprese artigiane Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese È opportuno ricordare che i dati di natalità e mortalità delle imprese risentono del delay tra la cessazione dell attività produttiva e l effettiva cancellazione della società dal Registro delle Imprese. Il numero reale di aziende che hanno cessato la produzione, pertanto, potrebbe essere superiore, e di molto, rispetto a quanto emerge dai dati presentati da Unioncamere. Il tempo che intercorre tra i primi segnali di crisi e il default si è molto ridotto: si è passati da un intervallo medio di 7-8 mesi ad un paio di mesi. Nella fase attuale, una delle principali difficoltà per le imprese è l allungamento dei tempi medi di incasso, attribuibile, in alcuni casi, anche all insolvenza dei propri creditori. I rappresentanti di Confartigianato e Cna, intervenuti lo scorso febbraio durante un audizione al Senato hanno denunciato l allungamento nei tempi di pagamento come una vera e propria piaga. In particolare, tra il 2008 ed il 2009 Il tempo che intercorre tra i primi segnali di crisi e il default si è molto ridotto: si è passati da un intervallo medio di 7-8 mesi ad un paio di mesi.

14 14 Cash Management & Working Capital Nella fase attuale, una delle principali difficoltà per le imprese è l allungamento dei tempi medi di incasso. le imprese che hanno peggiorato le abitudini di pagamento dei debiti commerciali sono aumentate del 30%, mentre la regolarità nei comportamenti di pagamento è scesa dal 50,4% al 41,8% tra il 2007 ed il Già dal 2008, quindi, i tempi medi di pagamento per le imprese che lavorano in subfornitura si sono allungati di 30 giorni. Questa situazione si ripercuote sulla capacità di generazione di flussi di cassa delle aziende, con ingenti problemi di liquidità nella gestione dell attività corrente, ed in particolare nelle relazioni con gli istituti di credito. Tra il 2008 ed il 2009 il tasso di decadimento trimestrale dei finanziamenti per cassa, misurato dal rapporto tra i crediti in sofferenza rettificati nel trimestre e gli impieghi vivi rilevati alla fine del trimestre precedente, è aumentato in tutte le aree d Italia, ad eccezione delle regioni centrali, dove il picco è stato raggiunto alla fine del Tasso di decadimento trimestrale dei finanziamenti per cassa, (Totale Nazionale - società non finanziarie e famiglie produttrici) 0,60% 0,51% 0,66% 0,68% 0,31% 0,33% 0,35% I trim 2008 II trim 2008 III trim 2008 IV trim 2008 I trim 2009 II trim 2009 III trim 2009 Fonte: Banca d Italia, Base Informativa Pubblica on-line

15 Cash Management & Working Capital 15 Il rapporto banca-impresa in Italia Alla contrazione dell attività produttiva si accompagna un rallentamento nell erogazione del credito alle imprese, che, come in ogni fase recessiva, in parte è il riflesso del calo della domanda di finanziamento da parte delle imprese stesse (per la riduzione degli investimenti e delle spese) e in parte è effetto dell irrigidimento delle politiche di erogazione dei prestiti. Le attese, peraltro, non sono confortanti se si pensa che le nuove norme sui ratios patrimoniali (Basilea III), al momento allo studio da parte del Comitato, potrebbero esercitare un azione ulteriormente restrittiva soprattutto per le piccole e medie imprese italiane. Andamento degli impieghi, (Euro milioni) società non finanziarie famiglie produttrici famiglie consumatrici Fonte: Banca d Italia, Supplemento al Bollettino Statistico, aprile 2010 Nota: prestiti erogati a società non finanziarie e famiglie residenti in Italia da banche residenti in Italia e, dall ottobre 2007, dalla Cassa Depositi e Prestiti; valori di fine periodo Dall analisi per cluster dimensionali, tra la fine del 2008 e la fine del terzo trimestre 2009, si osserva una riduzione del credito concesso dalle banche medio-grandi, che, in risposta all aumento dei rischi, sono diventate più selettive. Variazione degli impieghi erogati alla clientela al 30/09/2009 vs 31/12/2008 Sistema Banche Maggiori -0,69% -0,61% Banche Grandi Banche Medie -2,25% -1,80% Banche Piccole 0,24% Banche Minori 2,12% Fonte: elaborazioni KPMG Advisory su dati Banca d Italia, Base Informativa Pubblica on-line Peraltro, la restrizione del credito si evince non solo dalla riduzione dei volumi erogati ma anche da un generale inasprimento delle condizioni di offerta: l allungamento dei tempi medi di erogazione e l utilizzo di specifiche clausole contrattuali volte al contenimento del rischio. In questo contesto le banche piccole, che adottano un approccio localistico, si sono mostrate più reattive rispetto alle esigenze di finanziamento delle imprese. Infatti, in queste realtà i processi di erogazione del credito sono spesso più snelli e rapidi, per la prossimità al territorio In questo contesto le banche piccole, che adottano un approccio localistico, si sono mostrate più reattive rispetto alle esigenze di finanziamento delle imprese.

16 16 Cash Management & Working Capital Il progressivo peggioramento della qualità degli attivi bancari emerge dall andamento delle sofferenze. di riferimento e per la capacità nel saper utilizzare anche le informazioni di carattere qualitativo, raccolte mediante un rapporto più diretto con i clienti. In generale, però, se le banche italiane hanno affrontato la crisi potendo contare su un modello di intermediazione creditizia sano, fondato sull attività tradizionale che ha contribuito a contenere gli urti iniziali delle turbolenze sui mercati finanziari, la recessione, adesso, sta avendo i suoi riflessi sulla parte più importante del business: i crediti. Il progressivo peggioramento della qualità degli attivi bancari emerge dall andamento delle sofferenze che sono notevolmente aumentate nell ultimo anno, soprattutto per le imprese 2 per le quali si osserva un incremento di circa il 44%, ma anche per i privati dove la variazione si attesta a circa il 40%. Andamento delle sofferenze, (Euro milioni) società non finanziarie famiglie produttrici famiglie consumatrici Fonte: Banca d Italia, Supplemento al Bollettino Statistico, aprile 2010 Nota: esposizioni verso società non finanziarie e famiglie residenti in italia delle banche residenti in Italia e, dall ottobre 2007, della Cassa Depositi e Prestiti; valori di fine periodo Pertanto, anche l incidenza delle sofferenze sul totale degli impieghi erogati è notevolmente peggiorata nell ultimo anno, in modo particolare per le imprese: per esse, infatti, l aumento dell indicatore è completamente imputabile all aumento degli stock in sofferenza poichè i crediti erogati nel 2009 sono diminuiti di circa il 2,0%. Andamento dell'incidenza delle sofferenze sugli impieghi erogati, ,74% 7,06% 6,24% 7,55% 4,08% 3,60% 3,00% 2,90% 3,00% 2,46% 4,54% 3,22% società non finanziarie famiglie produttrici famiglie consumatrici Fonte: elaborazioni su dati Banca d Italia, Supplemento al Bollettino Statistico, aprile 2010 Nota: esposizioni verso società non finanziarie e famiglie residenti in italia delle banche residenti in Italia e, dall ottobre 2007, della Cassa Depositi e Prestiti; valori di fine periodo 2 Secondo la classificazione di Banca d Italia sono le società non finanziarie e le famiglie produttrici.

17 Cash Management & Working Capital 17 Anche l andamento degli incagli e degli scaduti degli ultimi trimestri non fa ben sperare: le esposizioni verso la clientela residente in Italia alla fine del terzo trimestre del 2009 erano aumentate rispettivamente del 37% e del 62%, rispetto ai valori di fine Di particolare interesse l andamento dei crediti ristrutturati nel 2009, i cui importi tra il primo e il secondo trimestre sono più che raddoppiati e continuano a mostrare una dinamica di crescita anche per il terzo trimestre Andamento trimestrale dei crediti ristrutturati, 31 dicembre settembre 2009 (Euro milioni) /12/08 31/03/09 30/06/09 30/09/09 Fonte: Banca d Italia, Base Informativa Pubblica on-line L indagine qualitativa sul credito (Indagine trimestrale sul credito, Bank Lending Survey) condotta dalla Banca d Italia presso le banche italiane conferma questa tendenza. Le evidenze della ricerca trimestrale pubblicata a gennaio 2010 mostrano che il credito erogato di fatto ha finanziato le ristrutturazioni del debito, più che gli investimenti, la ricostituzione delle scorte e le operazioni straordinarie. Il credito erogato di fatto ha finanziato le ristrutturazioni del debito. Determinanti della domanda di credito delle imprese (indice di diffusione: valori positivi = espansione; valori negativi = contrazione; scala da -1 a 1) 0,6 0,3 0,0-0,3-0,6 investimenti fissi scorte e capitale circolante fusioni/acquisizioni e ristrutturazione degli assetti societari ristrutturazione del debito I trim 09 II trim 09 III trim 09 IV trim 09 I trim 10 Fonte: Banca d Italia, Indagine trimestrale sul credito, gennaio 2010 (Bank Lending Survey) Secondo l indagine, nell ultimo anno si è osservato un rallentamento generalizzato della domanda di credito soprattutto nel terzo trimestre 2009, riguardante in particolar modo le piccole e medie imprese e i prestiti a breve termine. Nel primo trimestre 2010, ci si attende, invece, un aumento della domanda di credito, in particolare con scadenze di medio-lungo termine e soprattutto da parte delle piccole e medie imprese.

18 18 Cash Management & Working Capital Variazione nella domanda di prestiti e linee di credito da parte delle imprese, escluse le normali oscillazioni stagionali (indice di diffusione: valori positivi = espansione; valori negativi = contrazione; scala da -1 a 1) 0,25 0,10 0,10 0,06 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00-0,13-0,25-0,19 negli ultimi 3 mesi nei successivi 3 mesi IV trim 08 I trim 09 II trim 09 III trim 09 IV trim 09 I trim 10 Fonte: Banca d Italia, Indagine trimestrale sul credito, gennaio 2010 (Bank Lending Survey) La prassi del multiaffidamento non facilita i rapporti banca-impresa in questa fase. Peraltro, la prassi del multiaffidamento, fenomeno che interessa in generale tutte le aziende italiane, ma in particolar modo le piccole e medie imprese, per certi versi non facilita i rapporti banca-impresa in questa fase. Le aziende del nostro paese tendono, infatti, a farsi affidare in media da 2 istituti bancari, ma in alcuni casi, con l aumentare degli importi del fido globale accordato, si arriva addirittura a oltre 10 banche. Numero medio di banche per affidato (settembre 2009) per classi di grandezza del fido globale accordato (Euro) totale da a da a da a da a da a da a da a da a oltre totale 1,29 1,01 1,08 1,22 1,74 2,31 2,94 3,84 5,29 8,33 società non finanziarie 1,97 1,03 1,28 1,58 1,98 2,44 3,05 3,95 5,43 8,82 - industria 2,41 1,03 1,29 1,66 2,17 2,83 3,72 4,88 6,60 10,09 - edilizia 1,83 1,02 1,23 1,48 1,79 2,10 2,53 3,21 4,43 8,46 - servizi 1,82 1,03 1,29 1,58 1,95 2,36 2,87 3,64 4,90 7,65 famiglie produttrici 1,29 1,03 1,20 1,40 1,87 2,35 2,86 3,51 4,62 5,37 Fonte: Banca d Italia, Bollettino Statistico, IV 2009, febbraio 2010 Nota: il totale comprende anche le amministrazioni pubbliche, le società finanziarie e le famiglie consumatrici e altri. L abitudine di mantenere contemporaneamente più relazioni con differenti istituti di credito, risponde alle esigenze sia delle aziende sia delle banche. Le prime possono evitare che le banche traggano vantaggio da una relazione esclusiva imponendo condizioni contrattuali per loro più vantaggiose. Le seconde in questo modo sono in grado di ripartire i rischi con altri istituti di credito, secondo una logica co-assicurativa. Tale prassi, in fasi recessive, può, però, costituire un fattore di amplificazione della stretta creditizia. In tempi di crisi, infatti, è molto probabile che tutte le banche che finanziano l azienda chiedano contemporaneamente il rientro dei fidi ai primi segnali di difficoltà mostrati dall impresa. Questo potrebbe provocare conseguenze negative di carattere generale: con il fallimento dell azienda le banche vedranno andare in sofferenza i propri crediti. Emerge, pertanto, almeno potenzialmente, una relazione diretta tra multiaffidamento e rischiosità della singola impresa.

19 Cash Management & Working Capital 19 Infine, è importante anche evidenziare che le previsioni sul costo del debito bancario sono al rialzo. Infatti, dopo la correzione al ribasso dei tassi d interesse del 2009, le attese sulla dinamica dei tassi bancari sui prestiti alla clientela (famiglie e società non finanziarie) sono quelle di un progressivo, se pur modesto, aumento, che dovrebbe intensificarsi in particolare nel corso del Pertanto, per le imprese sarà più oneroso finanziarsi con il debito bancario. Andamento dei tassi d'interesse medi annui, % 6% 4% 2% 0% E 2011E tasso sui prestiti bancari a breve (fino 1 anno) tasso sui prestiti bancari a lungo termine (oltre 1 anno) tasso medio sui prestiti bancari Fonte: Prometeia, Previsione sui bilanci bancari, aggiornamento febbraio 2010 Note: Tasso sui prestiti bancari a breve: tassi armonizzati relativi all attività con le famiglie e le società non finanziarie. Tasso sui prestiti bancari a lungo termine: media ponderata dei tassi armonizzati con scadenza tra 1 e 5 anni e oltre i 5 anni relativi all attività con le famiglie e le società non finanziarie. Tasso medio sui prestiti bancari: media ponderata dei tassi armonizzati a breve e a medio-lungo termine relativi all attività con le famiglie e le società non finanziarie. In sintesi, di fronte ad un fabbisogno finanziario delle imprese costante o in aumento, non sarà banale stabilizzare la relazione con le banche e l accesso al credito. Sebbene a partire dai prossimi mesi si preveda un certo allentamento nei criteri di offerta (quantità di credito erogato, tempi medi di erogazione, scadenze, richiesta di garanzie, clausole) e una ripresa della domanda di credito da parte delle imprese, le banche tenderanno ad essere ancora più selettive nella concessione del credito per contenere incagli e sofferenze. Di questo trend risentiranno soprattutto le imprese più piccole contraddistinte da basso grado di patrimonializzazione, minore capacità d investimento e dal ricorso alla prassi del multiaffidamento. A questi elementi si devono aggiungere gli effetti potenzialmente restrittivi di Basilea III e, di un possibile moderato aumento del costo del denaro dopo circa due anni di politiche monetarie espansive. Le banche tenderanno ad essere ancora più selettive nella concessione del credito per contenere incagli e sofferenze.

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