LA TRASMISSIONE DELLE CRISI DI MERCATO NEL SETTORE ORTOFRUTTICOLO EUROPEO

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1 SOCIETA ITALIANA DI ECONOMIA AGRARIA XLVII Convegno di Studi L agricoltura oltre le crisi Campobasso, settembre 2010 LA TRASMISSIONE DELLE CRISI DI MERCATO NEL SETTORE ORTOFRUTTICOLO EUROPEO Santeramo F. G. 1, Cioffi A. 1 1 Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Università di Napoli Federico II, Portici, Italia Abstract: Il lavoro analizza la problematica della trasmissione delle crisi di mercato nel settore ortofrutticolo europeo. L'analisi è effettuata sui prezzi di pomodori e cavolfiori rilevati su alcuni importanti mercati dell Unione Europea prossimi ad aree di produzione o di consumo. L approccio metodologico consiste nella stima di un modello auto regressivo a correzione di errore a due regime capace di cogliere gli aspetti salienti della trasmissione dei prezzi in assenza o presenza di crisi di mercato. L analisi mostra come la trasmissione delle crisi di mercato differisca sia in base alle caratteristiche dei mercati analizzati, ovvero dalla loro prossimità a luoghi di produzione o di consumo, sia in base al tipo di prodotto considerato. Il lavoro ha permesso di evidenziare rilevanti spunti di riflessione per la pianificazione di politiche di gestione delle crisi di mercato nel settore degli ortaggi freschi. Parole chiave: Crisi di mercato, ortofrutta, trasmissione di prezzo, TVECM 1

2 La trasmissione delle crisi di mercato nel settore ortofrutticolo europeo Santeramo F. G. *, Cioffi A. *1 * Dipartimento di Economia e politica agraria, Università degli Studi di Napoli Federico II Abstract: Il lavoro analizza la problematica della trasmissione delle crisi di mercato nel settore ortofrutticolo europeo. L'analisi è effettuata sui prezzi di pomodori e cavolfiori rilevati su alcuni importanti mercati dell Unione Europea prossimi ad aree di produzione o di consumo. L approccio metodologico consiste nella stima di un modello auto-regressivo a correzione di errore a due regimi capace di cogliere gli aspetti salienti della trasmissione dei prezzi in assenza o presenza di crisi di mercato. L analisi mostra come la trasmissione delle crisi di mercato differisca sia in base alle caratteristiche dei mercati analizzati, ovvero dalla loro prossimità a luoghi di produzione o di consumo, sia in base al tipo di prodotto considerato. Il lavoro ha permesso di evidenziare rilevanti spunti di riflessione per la pianificazione di politiche di gestione delle crisi di mercato nel settore degli ortaggi freschi. The paper analyzes the problem of transmission of crises in European fruit and vegetable markets. The analysis is performed on the prices of tomatoes and cauliflower detected on some important markets of the European Union close to production or consumption areas. The methodological approach consists in estimating an auto-regressive error correction model with two regimes capable to capture the salient aspects of price transmission in absence or presence of market crises. The analysis shows how the transmission of market crisis differs is based on the characteristics of the markets analyzed, their proximity to production or consumption areas, as well as by the product considered. The work has allowed the identification of relevant insights for planning policy for crisis management in market fresh vegetables. Introduzione Secondo la Commissione Europea (EC, 2005), una crisi si manifesta quando si verifica una situazione imprevista che minaccia la sopravvivenza delle aziende agricole, sia a livello locale, sia attraverso l intero settore di produzione o a un livello geografico più ampio. Questa definizione è molto vicina al concetto di calamità naturale. Il bisogno di definirla con un altro termine deriva, probabilmente, dal fatto che essa può colpire come un disastro ma, diversamente da questo, una volta cessata, l impresa normalmente può riprendere l attività. In questo quadro, una crisi di mercato dovrebbe essere distinta da altre crisi, che si rivelano anch esse per i bassi prezzi ma che sono causate da una repentina diminuzione della domanda dei consumatori dovuta alle preoccupazioni derivanti da 1 F. G. Santeramo ed A. Cioffi sono, rispettivamente, assegnista di ricerca e professore ordinario presso il Dipartimento di Economia e Politica Agraria dell Università di Napoli Federico II di Napoli. 2

3 epidemie, come la BSE o l influenza aviaria, o da disastri ambientali (Chernobyl). I danni economici di queste crisi possono essere amplificati da divieti di importazione emanati dai partner commerciali che riducono ulteriormente la domanda di mercato dei prodotti. La Commissione Europea (EC, 2007) ha ulteriormente distinto le crisi di mercato in strutturali e congiunturali. Le prime richiedono un adattamento delle imprese alle mutate condizioni di mercato, mentre le seconde sono di breve termine. Sebbene imprevedibili, le crisi di mercato possono essere considerate come uno dei rischi che le imprese devono sostenere nella loro attività. Rispetto a questi le imprese possono attuare differenti strategie di gestione. Tra queste assumono rilievo le strategie preventive, basate sul trasferimento del rischio a terzi, oppure quelle di assorbimento degli effetti attraverso il risparmio o il ricorso al credito. Il settore dell ortofrutta fresca è spesso coinvolto in crisi di mercato sia a causa della sensibilità dell offerta alle variabili climatiche, sia per la scarsa conservabilità che caratterizza molte produzioni. Il mercato della frutta fresca è particolarmente sensibile alle crisi strutturali, a causa dell elevata incidenza dei costi fissi sul costo totale di produzione, che riducono la capacità delle imprese di adattarsi prontamente a tali crisi. Dall altra parte, gli ortaggi sono più sensibili alle crisi congiunturali, a causa della ridotta conservabilità e della maggiore incidenza dei costi di trasporto sui prezzi al dettaglio. La riforma delle OCM degli ortofrutticoli (2007), ha ridimensionato il ruolo delle pre-esistenti misure di stabilizzazione dei mercati, introducendo la possibilità di adottare nuovi strumenti per affrontare le situazioni di crisi di mercato. In particolare, sono stati introdotti i cosiddetti fondi di sicurezza che hanno lo scopo di aiutare nella gestione delle crisi di mercato con strumenti finanziari e/o assicurativi (Cafiero et. alii, 2007). Tuttavia, la scelta del tipo di strumenti da impiegare nella gestione delle crisi non può prescindere dalla dimensione spaziale delle stesse: il grado e la velocità di trasmissione delle crisi è un aspetto rilevante per una corretta pianificazione della gestione di crisi nell intero settore. Con il termine contagion si indica il fenomeno di trasmissione e propagazione delle crisi economiche fra Paesi o Regioni spazialmente separate. E importante evidenziare che se da un lato la letteratura economica riguardante la trasmissione di crisi finanziarie (ed il concetto di contagion) è vasta ed in recente sviluppo (ad es. Rigobon, 2003; Bekaert et alii, 2005; Dungey et alii, 2005; Dungey et alii, 2007; Ahlgren and 3

4 Antell, 2010), d altra parte la letteratura internazionale economico-agraria ha dedicato ampio spazio allo studio dei meccanismi ed al grado di trasmissione dei prezzi mediante diversi approcci econometrici: threshold auto regressive (TAR) (Ejrnaes and Persson, 2000; Goodwin and Piggott, 2001; Abdulai, 2000; Serra et alii, 2006; Balcombe, Bailey, Brooks, 2007; Ben-Kaabia1, Gil, 2007), switching regime (SR) (Ihle, Von Cramon-Taubadel, Zorya, 2009; Hassouneh, Serra, Gil, 2010) e threshold vector error correction (TVEC) models (Meyer, 2004; Brümmera, von Cramon-Taubadel, Zorya, 2009). Tuttavia, la letteratura economico-agraria sembra quasi del tutto carente 2 di lavori volti allo studio di trasmissione dei prezzi in situazioni di crisi di mercato. Il presente lavoro si propone di dare un contributo su questa tematica, analizzando se ed in che misura il grado ed il meccanismo di trasmissione dei prezzi degli ortaggi freschi sono influenzati dal sopraggiungere di crisi di mercato. A tal fine, nel presente studio sono stati considerati i prezzi di pomodoro e cavolfiore rilevati su diversi mercati europei prossimi a luoghi di produzione o di consumo. Il presente lavoro evidenzia aspetti rilevanti del fenomeno della trasmissione delle crisi di mercato che risultano di notevole interesse per la corretta pianificazione di politiche di prevenzione e gestione delle crisi. Il lavoro è diviso in sei paragrafi: la sezione 2 presenta sinteticamente le principali caratteristiche del settore ortofrutticolo europeo con riferimento ai prodotti su cui verrà sviluppata l analisi, mentre la problematica delle crisi di mercato nel settore è approfondita nella sezione successiva; il quarto paragrafo descrive la metodologia del lavoro i cui risultati sono raccolti nella sezione 5; conclusioni ed indicazioni per ulteriori ricerche sono sviluppate nell ultimo paragrafo. Il settore ortofrutticolo europeo L Unione Europea è uno dei più grandi produttori mondiali di ortofrutta: il peso della sua produzione sul totale mondiale supera l 8 per cento della produzione mondiale (in particolare produce il 12% ed il 7% di frutta e verdura del mondo). 2 A conoscenza degli autori, il più recente lavoro economico-agrario afferente alla letteratura della trasmissione di crisi di mercato è apparso su The Journal of Economic History (Madsen, 2001). 4

5 Tabella 1 Principali produttori ortofrutticoli europei (1000 tonnellate) Produzione media annua Quota Italia % Spagna % Francia % Polonia % Grecia % Fonte: nostre elaborazioni su dati EUROSTAT. L uva rappresenta il principale prodotto ortofrutticolo per volume di produzione, tuttavia la maggior parte di essa è destinata all industria vinicola. Il pomodoro è il secondo prodotto per importanza (rappresenta il 30% della produzione totale di ortaggi nell Unione Europea). L'Italia (38%) e la Spagna (20%) sono i principali produttori dell Unione Europea di pomodori freschi, seguiti da Grecia, Portogallo e Francia. I pomodori freschi spagnoli sono diretti soprattutto al Nord Europa, in particolate verso la Francia, il Regno Unito, la Germania ed i Paesi Bassi e rappresentano uno sbocco importante, anche per l Italia ed il Belgio. In altri termini, la Spagna ha un ruolo molto rilevante in qualità di grande produttore ed esportare intra-ue di pomodoro fresco. Almeria e Murcia sono, rispettivamente, la prima e la seconda provincia spagnola per volume di esportazione: la prima concentra le sue esportazioni nel periodo invernale, mentre la seconda ha una campagna di esportazione più stabile e più ampia (Valenciano de Pablo e Perez Mesa, 2004). Tabella 2 Principali ortaggi per volume di produzione in UE (1000 tonnellate) Produzione annuale Pomodoro Carote Cavolo Cipolla Lattuga Cavolfiore Fonte: nostre elaborazioni su dati EUROSTAT. 5

6 Italia, Spagna e Francia forniscono quasi il 70% dell intera produzione di cavolfiori dell Unione Europea. In Italia, la coltura del cavolfiore è diffusa in quasi tutte le regioni ed assume particolare importanza in Campania, Toscana, Sicilia, Marche mentre in Spagna le principali zone di produzione sono Murcia, Navarra, Valencia e La Roja, dove ha luogo l'85% della produzione totale spagnola. La Germania è il principale partner italiano di importazione, mentre le esportazioni spagnole sono vendute principalmente in Regno Unito (40%), Germania (15%), Francia (13%) e Paesi Bassi (13%). Le crisi di mercato nel settore ortofrutticolo europeo Secondo la definizione della Commissione Europea «[ ] a crisis is understood to be an unforeseen situation that endangers the viability of agricultural holdings, either at a localized level, across a whole sector of production or at a wider geographical level» (CE, 2005)». Eventi congiunturali possono causare crisi di breve periodo ma intense che possono far insorgere problematiche strutturali di lungo periodo. Sebbene la gestione del rischio, ovvero dell incertezza presente al momento della scelte economiche, sia in genere di carattere individuale, l insorgere di crisi di mercato, per definizione imprevedibile, ha due principali effetti negativi: si traduce per gli agenti economici affetti dalle stesse in una minore profittabilità delle attività; interessa simultaneamente molteplici agenti ecomomici (Cafiero et al., 2007). In genere le crisi di mercato non sono gestibili a livello individuale e possono ingenerare notevoli danni sull intero settore. Per tale motivo da un lato la prevenzione delle crisi, dall altro una corretta gestione delle stesse a diversi livelli (regionale, nazionale o europeo) è non solo auspicabile, ma indispensabile. Il livello di intervento dovrebbe essere scelto in funzione dalla dimensione delle crisi e del livello di contagion 3 : maggiore è il grado e la velocità di trasmissione delle crisi, più alto dovrà essere il livello di intervento 3 In particolare, la Banca Mondiale utilizza tre definizioni di contagion: la prima, molto generica, indica con tale termine il grado di trasmissione dei prezzi fra Paesi; la seconda lega il concetto di contagion alla trasmissione di shock che non è spiegata dai fondamentali economici; la terza definizione, più spesso adottata, definisce contagion il cambiamento nel meccanismo di trasmissione dei prezzi in periodo di crisi (Ahlgren and Antell, 2010). 6

7 necessario (ad es. se le crisi sono diffuse a livello internazionale è auspicabile un livello di intervento di scala europea). Le crisi di mercato possono essere generate da diversi fattori: catastrofi, problemi sanitari, dinamiche economiche. In quest ultimo caso le crisi sono dovute a disequilibri del mercato: sovraproduzioni, cambiamenti repentini della domanda, eccessi di importazione, ecc. La Commissione Europea interviene con politiche agricole specifiche volte alla prevenzione e gestione delle crisi di mercato (ad es. distillazione del vino; stoccaggio con fondi pubblici; ritiri dal mercato, ecc. ). Il settore ortofrutticolo europeo è particolarmente esposto alle crisi di mercato sia per la deperibilità dei prodotti, sia per la sensibilità di produzione e consumo alle variazioni climatiche (CE, 2007a). In particolare, la deperibilità dei prodotti impedisce lo stoccaggio come forma di arbitraggio temporale e forza i produttori a vendere la produzione realizzata anche in presenza di un prezzo inferiore a quello atteso. Un secondo effetto indesiderato della deperibilità consiste nella forte stagionalità dei consumi. La sensibilità alle condizioni climatiche influenza sia i consumi, sia le produzioni, specie quelle di pieno campo (CE, 2007a). L ultima riforma dell OCM ortofrutticola ha introdotto un nuovo strumento volto a contribuire alla stabilizzazione dei mercati, che consiste nella possibilità di impiegare i Fondi Operativi, per implementare misure volte a trasferire il rischio ad altri agenti economici (CE, 2007b). Tuttavia è importante sottolineare come l efficacia di tali strumenti sia fortemente legata alla dimensione spaziale delle crisi di mercato, a loro volta determinate dalla velocità e grado di trasmissione delle stesse. L Unione Europea persegue la stabilizzazione dei mercati ortofrutticoli anche mediante misure di politica commerciale come il prezzo di entrata. Quest ultimo è stato introdotto al fine di stabilizzare il prezzo domestico e prevenire crisi di mercato, ma la sua efficacia è ancora poco chiara (Swimbank e Rsitson, 1995; Cioffi e dell Aquila, 2004; Goetz e Grethe, 2009). Le analisi sugli effetti di stabilizzazione del prezzo di entrata sembrano indicare un efficacia della misura piuttosto modesta (Cioffi, Santeramo e Vitale, C., 2010). Anche per le politiche di stabilizzazione il grado di trasmissione dei prezzi e delle crisi di mercato assume un ruolo rilevante: per prodotti i cui mercati sono piuttosto isolati la rilevanza della politica di prezzo di entrata potrebbe risultare alquanto limitata, al contrario per prodotti i cui 7

8 mercati sono integrati e la trasmissione di prezzo è veloce le restrizioni all importazione potrebbero risultare di maggiore efficacia. In sintesi, le crisi di mercato, dovute a squilibri dello stesso, sono piuttosto frequenti nel settore ortofrutticolo europeo. La loro dimensione dipende crucialmente dal grado di integrazione dei mercati su cui la crisi si manifesta: le crisi risultano locali nei mercati isolati, ovvero se i mercati per i quali si riscontra un basso grado di integrazione spaziale; al contrario crisi globali si verificano in mercati fortemente integrati. In questo ultimo caso la possibilità di arbitraggio presente fra mercati sufficientemente integrati induce la trasmissione di shocks di prezzi e, quindi, di crisi di mercato ampliandone la dimensione geografica ma stemperandone gli effetti. Nel presente lavoro si è scelto di considerare due prodotti fortemente interessati a livello europeo da crisi di mercato: cavolfiori e pomodori (Cafiero et al., 2009). Inoltre, tali prodotti hanno altre caratteristiche che rendono la loro scelta di notevole interesse: sono due dei principali ortaggi in Europa per volume di produzione; hanno un limitato grado di conservabilità; hanno differente grado di deperibilità e costo unitario di trasporto. Queste ultime caratteristiche risulteranno un importante chiave interpretativa dei risultati empirici. In un precedente lavoro sull integrazione del settore ortofrutticolo, condotto sui prezzi di pomodori, cavolfiori e mele, Santeramo (2010) fornisce prime evidenze sul grado di trasmissione delle crisi di mercato, concludendo che esse siano rapidamente trasmesse all interno di Regioni europee 4 ma che rimangano per lo più confinate ad esse. In particolare, tale risultato è chiaramente riscontrato nel caso dei cavolfiori: il basso grado di integrazione e trasmissione dei prezzi sui mercati considerati suggerisce una bassa tendenza alla trasmissione trans-regionale delle crisi di mercato. Metodologia e dati Al fine di studiare come la trasmissione di prezzo è influenzata dalla presenza di crisi di mercato, nel presente studio è stato definito crisi il seguente evento: il prezzo osservato in un determinato periodo di tempo e su un mercato di riferimento risulta di 4 In particolare, Santeramo (2010) suddivide i mercati considerati nel lavoro in tre diverse zone che per i due ortaggi (pomodoro e cavolfiori) corrispondono all incirca alla Spagna, al Regno Unito ed Centro-nord Europa. 8

9 oltre il 25% inferiore al prezzo medio registrato su tale mercato per lo stesso periodo di tempo nei 5 anni precedenti. In termini analitici, definiamo crisi l evento corrispondente al verificarsi della seguente condizione: 0.25, ove è il prezzo registrato al tempo t sul mercato di riferimento, MM 5t indica la media del prezzi registrati per lo stesso periodo nei 5 anni precedenti. Nel presente lavoro il dataset si riferisce al periodo e le crisi di mercato sono state individuate su diversi mercati spagnoli (Almeria, Malaga e Murcia per i pomodori; Barcellona, La Roja, Navarra, Valencia nel caso dei cavolfiori). I dati originali, estratti dal database Agriview della Commissione Europea, sono stati aggregati temporalmente così da ottenere dalla originaria frequenza giornaliera una frequenza settimanale. In particolare, il dataset utilizzato include, per il mercato dei pomodori i seguenti mercati 5 : Almeria (Spagna), Chateau-Renard (Francia), Dublino (Irlanda), Londra (Regno Unito), Den Bosch (Olanda). Per l analisi sui prezzi dei cavolfiori sono stati selezionati i seguenti mercati: La-Roja (Spagna), Londra (Regno Unito), Den Bosch (Olanda), Sint Katelijne Waver (Belgio). Per entrambi i gruppi, è stata analizzata la trasmissione dei prezzi tra quello rilevato sul mercato spagnolo (Almeria o La Roja), prossimo alla zona di produzione, e quelli di altre piazze europee. L analisi è stata condotta in due fasi. Nella prima è stata effettuata una valutazione del grado di integrazione fra i mercati dei due prodotti considerati. Nella seconda, invece, è stato stimato un modello econometrico a soglia che consente di individuare differenti dinamiche di trasmissione spaziale dei prezzi sia in regime normale che in regime di crisi di mercato. In particolare, il modello adottato è un vettore autoregressivo a correzione di errore a due regimi (TVECM, threshold vector error correction model) in cui il primo regime è denominato normale mentre il secondo è determinato dalla presenza di crisi di mercato sui mercati spagnoli. Il modello utilizzato, in forma non parametrica, prevede quale variabile dipendente, mentre quali regressori le variabili ritardate (i = 1,, n, ove n indica il numero massimo di ritardi), il termine a correzione di errore (ECT, error correction term), e la dicotomica quale variabile soglia. La variabile è la costruita come differenza fra il prezzo rilevato sul mercato di consumo ( ) ed il 5 Nel presente lavoro non sono stati riportati i risultati riguardanti i mercati per i quali non sono state riscontrate relazioni fra i prezzi. 9

10 mercato di produzione ( ) mentre è la differenza prima della variabile X (ovvero X X ). In forma compatta il modello può essere scritto come segue: 1),, in cui f( ) è una generica funzione che dipende sia dai regressori ed sia dall indicatore. Assumendo una specificazione lineare additiva della generica funzione f( ) e considerando una struttura auto-regressiva del primo ordine, il modello sarà il seguente: 2), α X X ove è evidente che i coefficienti e siano regime-dipendenti. La specificazione finale, in forma estesa, risulta come segue: 3) 1,, in cui la variabile soglia (I ) assume i seguenti valori: I 0 regime normale, I I 1 regime di crisi, II mentre ε ~ N 0, ed ε ~ N 0, sono i termini di errore rispettivamente del primo e secondo regime. Secondo la specificazione 3 i coefficienti e rappresentano il grado di trasmissione dei prezzi rispettivamente nel primo e nel secondo regime. Il modello è stimato mediante il metodo dei minimi quadrati, che oltre alla semplicità computazionale ha il vantaggio, in condizioni di regolarità, di consentire stime consistenti (Tsay, 1989). Risultati Il presente paragrafo è dedicato alla presentazione dei risultati delle stime della specificazione econometria presentate nel precedente paragrafo. Il modello a correzione di errore (ECM, error correction model) è stato stimato con il metodo dei minimi quadrati. La scelta del numero di ritardi della variabile autoregressiva è stata guidata dalla comparazione dei criteri di informazione (AIC, BIC, SIC): la specificazione finale è quella che minimizza i valori dei criteri di informazione. 10

11 La prima fase dell analisi è consistita nella stima della trasmissione di prezzo nei mercati oggetto di studio senza considerare la separazione in due regimi. I risultati (Tab. 3 e 4) mostrano come il coefficiente ρ sia statisticamente diverso da zero in tutti i casi, ovvero che la trasmissione di prezzi è presente. Nel caso dei cavolfiori, il coefficiente ρ assume valori rispettivamente pari a , e per i mercati di Den Bosch, Londra e St. Kateljine Waiver. Tale risultato mostra come la trasmissione di prezzo è presente nei tre casi ed è più marcata nel caso di Londra. In altri termini, i prezzi di Londra e La Roja tendono al comovimento. Tabella 3 Trasmissione dei prezzi del cavolfiore tra il mercato di La Roja e le altre piazze europee. Den Bosch (Olanda) Londra (Regno Unito) St. Kateljine Waiver (Belgio) No regimi No regimi No regimi α 6.06 * (2.62) β (0.07) β (0.07) β *** (0.07) -0.2 ρ *** 5.15 *** (0.89) 0.11 * *** *, **, *** indicano il livello di significatività: rispettivamente 10%, 5% e 1% *** (3.76) * *** (0.04) Tabella 4 Trasmissione dei prezzi del pomodoro tra i mercati di Almeria e le altre piazze europee. Chateau Renard Den Bosch Dublino Londra No regimi No regimi No regimi No regimi α 6.89 * (4.02) *** (7.75) *** (4.19) β (0.11) (0.13) (0.11) β *** 0.11 (0.10) (0.11) ρ *** *** *** (0.13) (0.15) (0.09) *, **, *** indicano il livello di significatività: rispettivamente 10%, 5% e 1% *** (5.81) 0.02 (0.09) 0.28 *** (0.09) *** (0.09) La trasmissione di prezzi è più marcata nel caso del pomodoro rispetto a quanto riscontrato per il cavolfiore: i valori stimati di ρ sono pari a -0.43, -0.64, e rispettivamente per i mercati di Chateau Renard, Den Bosch, Dublino e Londra (Tab. 4). Occorre sottolineare che, sia nel caso dei prezzi dei cavolfiori che per i prezzi dei pomodori, le stime di ρ potrebbero essere interessate da upward bias poiché il modello 11

12 adottato non include il regime della banda di inattività. In altri termini la stima del coefficiente ρ risente delle osservazioni che in un modello a tre regimi ricadrebbero nel regime in cui l aggiustamento di prezzo è nullo (ovvero X ~ ) 6. Il secondo step dell analisi consiste nella stima della trasmissione di prezzo distinguendo due differenti regimi: il regime normale (I) ed il regime di crisi (II). In tabella 5 sono riportati i risultati relativi ai prezzi dei cavolfiori. La trasmissione dei prezzi è evidente nel primo regime, per il quale il valore del coefficiente ρ è statisticamente diverso da zero. Di diversa natura è il comportamento delle serie nel secondo regime: ρ è statisticamente non significativo nel caso di Den Bosch e di Saint Kateljine Waiver, ovvero la trasmissione di prezzo per fra questi due mercati e quello di La Roja in periodi di crisi è nulla; il valore stimato per il coefficiente ρ per i prezzi di Londra e La Roja è statisticamente diverso da zero e pari a 0.55, suggerendo che la trasmissione dei prezzi è presente in entrambi i regimi 7. In questo ultimo caso la trasmissione di crisi di mercato può essere spiegata dal notevole flusso di esportazione di cavolfiori dalla Spagna verso il Regno Unito (circa 40% sul totale di esportazioni verso Paesi dell area UE-25). Tabella 5 Trasmissione dei prezzi del cavolfiore dal mercato di La Roja e le altre piazze europee in regime normale e di crisi. α 6.92 ** (3.07) β (0.07) β (0.07) β (0.07) ρ *** Den Bosch Londra St. Kateljine Waiver Regime I Regime II Regime I Regime II Regime I Regime II 3.78 (6.22) (0.31) (0.42) 0.7 (0.22) (0.23) 4.98 *** (0.95) 0.12 ** *** 7.03 ** (3.29) (0.24) ** (0.24) *, **, *** indicano il livello di significatività: rispettivamente 10%, 5% e 1% *** (4.09) 0.04 (0.06) (0.06) 0.12 * (0.06) *** (0.04) (9.89) 0.23 (0.15) (0.17) 0.07 (0.14) (0.12) 6 Ad esempio, utilizzando un modello simmetrico a tre regimi le stime di ρ fra i prezzi dei cavolfiori rilevati a Den Bosch e Liverpool rispetto ai prezzi osservati a La Roja sono pari rispettivamente a e Nel caso dei prezzi pomodori, invece, i coefficienti stimati considerando i prezzi rilevati sul mercato di Almeria rispetto a quelli di Chateau Renard e Londra sono pari, rispettivamente, a e (cfr. Santeramo, 2010). 7. In particolare, considerando le half-lives ( ) come proxies della velocità di trasmissione delle crisi, passando dal primo al secondo regime il tempo medio di trasmissione degli shocks passa da 3.5 a 2.9 settimane. 12

13 La tabella 6 raccoglie i risultati relativi al pomodoro. In tutti i casi la trasmissione dei prezzi è presente nel primo regime: il valore del coefficiente ρ è statisticamente diverso da zero e pari a -0.46, -0.44, e rispettivamente per i mercati di Chatea Renard, Den Bosch, Dublino e Londra. Una situazione più eterogenea è riscontrata nel secondo regime: ρ è statisticamente non significativo nel caso di Chateau Renard e Dublino, ovvero in periodi di crisi la trasmissione di prezzo per fra tali mercati e quello di Almeria è nulla; il valore stimato di ρ per i prezzi di Den Bosch e Londra è statisticamente diverso da zero e pari, rispettivamente a 1.07 e 0.57, indicando che in regime di crisi la trasmissione dei prezzi fra tali mercati permane ed è più rapida 8. Una possibile interpretazione dei risultati è che le crisi spagnole sono trasmesse sui mercati di consumo netto dei Paesi verso i quali vi è un flusso di commercio consistente (ad es. Paesi Bassi e Regno Unito). Al contrario, la trasmissione di crisi è assente verso i mercati di produzione (ad es. Chateau Renard in Francia) o sui mercati dei Paesi i cui volumi di importazione dalla Spagna sono molto ridotti (ad es. Irlanda). Tabella 6 Trasmissione dei prezzi del pomodoro dal mercato di Almeria e le altre piazze europee in regime normale e di crisi. Chateau Renard Den Bosch Dublino Londra Regime I Regime II Regime I Regime II Regime I Regime II Regime I Regime II α 7.57 (4.65) 5.15 (9.46) (9.04) ** (14.66) *** (4.71) β (0.13) (0.28) (0.19) (0.23) (0.11) β *** (0.12) (0.21) (0.18) (0.17) ρ *** ** *** *** (0.15) (0.29) (0.17) (0.31) (0.10) *, **, *** indicano il livello di significatività: rispettivamente 10%, 5% e 1% (9.91) 0.13 (0.26) (0.21) *** (6.37) (0.11) *** (0.10) *** (0.10) * (15.57) 0.16 (0.22) (0.21) ** (0.24) In sintesi, per i tre casi riguardanti il cavolfiore, le analisi mostrano una tendenza dei prezzi a trasmettersi in scarsa misura in situazioni di crisi di mercato, ovvero le crisi che interessano la zona di produzione (nella nostra analisi la Spagna) tendono ad essere isolate o solo parzialmente trasmesse sui mercati internazionali europei di consumo. Una possibile spiegazione è che la deperibilità del prodotto e l elevato costo unitario di trasporto riducono le possibilità di arbitraggio sui mercati internazionali. Le stime 8 In particolare, considerando le half-lives calcolate per il primo e secondo regime sono 3.5 e 1.5 settimane per Den Bosch, mentre pari a 4.8 e 2.8 per Londra. Ciò evidenzia come in periodi di crisi sia molto più rapida. 13

14 effettuate sulle serie di prezzi del pomodoro suggeriscono, invece, una tendenza delle crisi di mercato ad essere maggiormente trasferite dal mercato di produzione ai mercati dei Paesi importatori netti. Probabilmente, nel caso del pomodoro, la limitata deperibilità del prodotto non impedisce l arbitraggio sui mercati internazionali, consentendo, in tal modo, una aggiustamento continuo dei prezzi. Conclusioni L analisi sull integrazione dei mercati ortofrutticoli dell UE ha messo in evidenza l esistenza di relazioni nella struttura dei prezzi che in essi si formano. Tali relazioni si stabiliscono essenzialmente nella direzione fra mercati alla produzione e mercati di consumo, mentre sembrano meno evidenti relazioni di integrazione fra mercati alla produzione 9. La principale implicazione derivante dalla struttura delle relazioni individuate dallo studio è che quando si verifica una crisi in un mercato alla produzione, ovvero una forte diminuzione dei prezzi rispetto al livello atteso o osservato negli anni precedenti, non si riscontrano effetti significativi sui prezzi degli altri mercati alla produzione. Questo fa sì che le crisi determinate da surplus temporanei di offerta, che frequentemente si osservano sui mercati ortofrutticoli, tendano a rimanere circoscritte in ambito locale senza influenzare il livello dei prezzi che si forma in aree di produzione di altri Paesi. Un secondo aspetto interessante che emerge dallo studio è che in presenza di situazioni di crisi di mercato il meccanismo di trasmissione dei prezzi si modifica. In particolare, le crisi interrompono i meccanismi di trasmissione dei prezzi fra i mercati più lontani o con relazioni meno intense, o come già detto sopra, fra mercati alla produzione. L isolamento dei mercati alla produzione in situazioni di crisi ha la conseguenza di accentuare l intensità della crisi facendo rimanere più a lungo i prezzi ad un basso livello, in quanto i surplus non riescono a trovare sbocchi fuori dai mercati locali. 9 Simile risultato è stato riscontrato per le relazioni di prezzi relativi a mercati di consumo localizzati in Paesi differenti (cfr. Santeramo, 2010). 14

15 Nonostante le implicazioni della nostra analisi siano molto rilevanti, alcuni limiti del lavoro sono da ricercarsi nel fatto che i dati a disposizione sui prezzi coprono solo pochi mercati e prodotti, mentre sarebbe necessario avere una copertura maggiore per compiere un analisi più sistematica in modo da poter generalizzare maggiormente i risultati ottenuti. In particolare, sarebbe interessante replicare l analisi con un set di dati più ampio che includa sia altri prodotti rilevanti nel settore ortofrutticolo europeo ed interessati da crisi di mercato (ad es. mele e pesche), sia i prezzi rilevati su mercati di altri Paesi che giocano un ruolo rilevante (ad es. l Italia, grande produttore, e la Germania, importatore netto). Un altro aspetto che merita ulteriore approfondimento riguarda la scelta della frequenza temporale dei dati: l utilizzo di dati settimanali (piuttosto che giornalieri) potrebbe aver mascherato relazioni esistenti tra i prezzi; d altra parte, tuttavia, in letteratura economico-agraria i lavori condotti con l ausilio di dati giornalieri sono in numero ridotto, mentre la maggior parte di essi adopera prezzi mensili. Da quanto esposto si evincono i pregi del presente lavoro che fornisce spunti di riflessione per la pianificazione di politiche di gestione delle crisi di mercato nel settore degli ortaggi freschi. Infine è opportuno riflettere sulle recenti dinamiche del settore che fanno sì che la quota di produzione scambiata sui mercati ortofrutticoli all ingrosso dell UE sia tendenzialmente declinante, in quanto sempre più frequentemente le transazioni avvengono al di fuori di tali canali e piuttosto attraverso relazioni di tipo contrattuale fra venditore e acquirente, nell ambito di filiere sempre più corte. Tali cambiamenti hanno due importanti implicazioni: da un lato i prezzi che si formano sui tradizionali mercati ortofrutticoli riflettono sempre meno le relazioni fra domanda e offerta aggregata, perdendo il contenuto informativo delle condizioni che le governano, dall altro assume maggiore importanza la trasmissione dei prezzi lungo la filiera. In tale scenario è interessante approfondire lo studio sul grado e sull asimmetria della trasmissione verticale dei prezzi, ovvero lungo la filiera, in modo da evidenziare ulteriori peculiarità del settore utili ad una corretta pianificazione politica. 15

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