INDICE NORME GENERALI - MATERIALI DA COSTRUZIONE 1.1 AVVERTENZE GENERALI CRITERI DI ACCETTAZIONE DEI MATERIALI PROVE DI LABORATORIO 6

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2 INDICE NORME GENERALI - MATERIALI DA COSTRUZIONE SEZIONE I 1.1 AVVERTENZE GENERALI CRITERI DI ACCETTAZIONE DEI MATERIALI PROVE DI LABORATORIO ESECUZIONE DELLE PROVE ONERI DELL APPALTATORE PER L ESECUZIONE DELLE PROVE CEMENTI E AGGLOMERATI CEMENTIZI NORMATIVA FREQUENZA DELLE PROVE AGGREGATI PER CALCESTRUZZO GHIAIE,GHIAIETTI, PIETRISCHI, PIETRISCHETTI,SABBIE CONTROLLI DI ACCETTAZIONE PER AGGREGATI STRUTTURALI NORMATIVA ADDITIVI-LEGANTI IDRAULICI ADDITIVATI PREMISCELATI IN STABILIMENTO NORMATIVA ADDITIVI AGGIUNTE NORMATIVA AGENTI ESPANSIVI NON METALLICI PER IMPASTI CEMENTIZI PRODOTTI FILMOGENI PER LA PROTEZIONE DEL CALCESTRUZZO DURANTE LA MATURAZIONE NORMATIVA MISCELE DI CALCESTRUZZO-MIX DESIGN CLASSI DI RESISTENZA GRANULOMETRIA DEGLI AGGREGATI RAPPORTO ACQUA/CEMENTO CONTROLLO DELLA OMOGENITA DEL CONGLOMERATO CEMENTIZIO CONTROLLO DEL CONTENUTO DI ARIA LAVORABILITA QUALIFICHE MISCELE CONTROLLI DI QUALITA PRESCRIZIONI PER LA DURABILITA DEI CALCESTRUZZI CLASSI DI ESPOSIZIONE AMBIENTALI REQUISISTI MINIMI DELLE MISCELE IN FUNZIONE DEL LORO CAMPO DI IMPIEGO CARATTERISTICHE DEI CLS IN FUNZIONE DELL AGGRESSIVITA REQUISITI MINIMI COPRIFERRO CALCESTRUZZI RESISTENTI AI CICLI GELO-DISGELO CALCESTRUZZI ESPOSTI AD ATTACCO CHIMICO ATTACCO CHIMICO DA PARTE DEI SOLFATI REAZIONE ALCALI-AGGREGATI PROVE PER LA VALUTAZIONE DELLA REAZIONE ALCALI-AGGREGATI PROVE PER LA CARATTERIZZAZIONE DEGLI AGGREGATI 31 1 / 132

3 DILAVAMENTO RACCOMANDAZIONI PER CALCESTRUZZI SPECIALI PROCEDURA DI GESTIONE DEI PROVINI DI CLS E DEI PRELIEVI DI CLS CONTROLLO DI ACCETTAZIONE DELLE MISCELE DI CLS FREQUENZA DI PRELIEVO PROVINI DI CLS MISCELE DI CLS NON CONFORMI CENTRALI DI BETONAGGIO E IMPIANTI DI CANTIERE CEMENTO AGGREGATO DOSAGGIO E MISCELAZIONE DEI COMPONENTI TRASPORTO, LAVORABILITA E CONSEGNA GETTO E MATURAZIONE PROGRAMMA GETTI POSA IN OPERA DEL CALCESTRUZZO RIPRESA DEI GETTI GETTO SU CALCESTRUZZI INDURITI GETTI IN CLIMA FREDDI GETTI IN CLIMA CALDO GIUNTI DI DISCONTINUITA STAGIONATURA E PROTEZIONE STAGIONATURA DEI GETTI MASSIVI MATURAZIONE ACCELERATA CON TRATTAMENTO TERMICO DISARMO ONERI COMPRESI FINITURE SUPERFICIALI PER CSL FACCIA A VISTA RIPRISTINI E STUCCATURE CALCESTRUZZO PROIETTATO E GUNITE CLASSIFICAZIONE IN FUNZIONE DELLE RESISTENZE CLASSIFICAZIONE IN FUNZIONE DEL CAMPO DI IMPIEGO CLASSIFICAZIONE IN FUNZIONE DELLA CURVA DI SVILUPPO DELLE RESISTENZE CARATTERISITICHE DEI COMPONENTI CARATTERISTICHE DELLA MISCELA BASE CAMPO PROVA PRODUZIONE E CONFEZIONE MISCELA NEL PROCESSO PER VIA SECCA CONFEZIONE DELLA MISCELA NEL PROCESSO PER VIA UMIDA ATTREZZATURE PER LA POSA IN OPERA PROVESSO PER VIA SECCA POMPA LANCIA DOSATORE DELL ADDITIVO PER LA PROIEZIONE ACQUA PROCESSO PER VIA UMIDA POMPA PER CALCESTRUZZO LANCIA DOSATORE DELL ADDITIVO PER LA PROIEZIONE MODALITA PER LA PROIEZIONE PREPARAZIONE DELLA SUPERFICIE DI APPLICAZIONE POSIZIONAMENTO DELL ARMATURA E DEGLI INSERTI PROIEZIONE FINITURA DELLA SUPERFICIE STAGIONATURA E PROTEZIONE PROVE SUL CALCESTRUZZO PROIETTATO PROVE SULLA MISCELA BASE PROVE E CONTROLLI :PREPARAZIONE DEI PANNELLI DI PROVA DOSAGGIO DEGLI ADDITIVI PER LA PROIEZIONE VERIFICA DELLO SFRIDO SPESSORE 53 2 / 132

4 PROVE SUL CALCESTRUZZO PROIETTATO DETERMINAZIONE DELLA CURVA DI RESISTENZA PROVA DI PENETRAZIONE CON PENETRO METRO PROCTOR MODIFICATO PROCEDURA DI PROVA PROVA DI SPARO/ESTRAZIONE DI CHIODI ATTREZZATURA MODALITA DI PROVA PROVE SUL CALCESTRUZZO PROIETTATO INDURITO DETERMINAZIONE DELL ASSORBIMENTO DI ENERGIA DI DEFORMAZIONE APPARECCHIATURE PROVINI PROCEDURA DI PROVA ESPRESSIONE DEI RISULTATI MODULO DI ELASTICITA DETERMINAZIONE RESISTENZA ACQUA SOTTO PRESSIONE RESISTENZA AI CICLI DI GELO/DISGELO DETERMINAZIONE DEL CONTENUTO DI FIBRE APPARECCHIATURE ESPRESSIONE DEI RISULTATI QUALIFICA DEL CONGLOMERATO CEMENTIZIO QUALIFICA DEL MIX DESIGN QUALIFICA ALL IMPIANTO DI BETONAGGIO CALCESTRUZZO INDURITO: CONTROLLI DI CONFORMITA IN CORSO D OPERA CONTROLLI DI CONFORMITA DELLA RESISTENZA A COMPRESSIONE SU CAROTE CONTROLLI PARTICOLARI PROVE DI CARICO CALCESTRUZZI SPECIALI MAGRONI E MALTE INIEZIONI NELLE GUAINE DEI CAVI DI PRECOMPRESSIONE CALCI AEREE GESSI ACQUA CORROSIONE E PROTEZIONE D ARMATURA METODOLOGIE DI PROVE PER CLS E MALTE-NORMATIVA PRESCRIZIONI SULLA QUALITA DELLA FINITURA SUPERFICIALE DEL CALCESTRUZZO PER PROVE DI COMPRESSIONE SU MATERIALI DA COSTRUZIONI STRUMENTI DOSATORI PIANI DI CAMPIONAMENTO E CRITERI DI CONFORMITA ROCCIA NATURALE MALTE CEMENTIZIE PREMISCELATE A RITIRO COMPENSATO (REOPLASTICHE) MALTE PREDOSATE A DUE COMPONENTI A BASE DI LEGANTI CEMENTIZI MODIFICATI CON RESINE SINTETICHE MALTA A BASE DI RESINE EPOSSIDICHE ADESIVI PASTA COLLANTE O STUCCO EPOSSIDICO VERNICI PROTETTIVE MATERIALI ELASTOMERICI PER PROTEZIONE DELLE SUPERFICI DI CONGLOMERATO CEMENTIZIO VERNICE MONOCOMPONENTE A BASE DI RESINE METACRILICHE IN SOLVENTE:CARATTERISITICHE TECNICHE MATERIALI METALLICI ACCIAIO PER C.A. E PER C.A.P ACCIAIO B450C ACCIAIO B450A COMPOSIZIONE CHIMICA ACCIAI 94 3 / 132

5 NORMATIVA RETI SALDATE E TRALICCI CENTRI DI TRASFORMAZIONE SALDABILITA TOLLERANZE DIMENSIONALI ACCIAI PER CARPENTERIA METALLICA ACCIAI INOSSIDABILI ACCIAI ZINCATI ZINCATURA A CALDO PER IMMERSIONE ACCIAI DA CARPENTERIA PER ZONE SISMICHE CONTROLLI SUL MATERIALE MARCATURA E RINTRACCIABILITA DEI PRODOTTI QUALIFICATI IDENTIFICAZIONE DEL PRODUTTORE ATTESTATO DI QUALIFICAZIONE CENTRI DI TRASFORMAZIONE FORNITURE IN CANTIERE E CONTROLLI DELLA DIREZIONE LAVORI VALORI DI ACCETTAZIONE ACCETTAZIONE LAMIERE GRECATE-PROFILATI A FREDDO TUBAZIONI TUBI E RACCORDI IN P.V.C TUBI IN POLIETILENE AD ALTA DENSITÀ TUBI IN PRFV IMPERMEABILIZZAZIONI SIGILLANTI E ADESIVI GIUNTI DI DILATAZIONE IMPERMEABILIZZAZIONI MASTICI DI ASFALTO SINTETICO FILLER SABBIA MISCELA FINALE GUAINE BITUMINOSE ARMATE CON NON TESSUTI IN POLIESTERE ANCORAGGI METALLICI PER CLS CASSEFORME CARATTERISTICHE DELLE CASSEFORME CANALETTE CUNETTE E FOSSI DI GUARDIA IN ELEMENTI PREFABBRICATI IMPERMEABILIZZAZIONI DI MANUFATTI VARI ED IMPALCATI COPERTINE, CANTONALI, PEZZI SPECIALI, PARAPETTI CASSEFORME, ARMATURE E CENTINATURE ACQUEDOTTI E TOMBINI TUBOLARI CORDONATA IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO ELEMENTI PREFABBRICATI IN CLS ELEMENTI PREFABBRICATI IN C.L.S. VASCHE DI SOLLEVAMENTO CON RIVESTIMENTO IN LINER ELEMENTI PREFABBRICATI IN C.L.S. POZZETTI PREFABBRICATI INTONACI ED APPLICAZIONI PROTETTIVE DELLE SUPERFICI IN CALCESTRUZZO TERRENO VEGETALE PER RIVESTIMENTI SUPERFICIALI IMPIANTO WELL POINT / 132

6 SEZIONE I LINEE GUIDA GENERALI 1.1 AVVERTENZE GENERALI Materiali e relative forniture devono essere conformi alle normative vigenti nazionali e della Comunità Europea, alle prescrizioni delle norme ISO/CEN/IEC/UNI/CEI applicabili anche se non espressamente citate nei documenti contrattuali, alle prescrizioni di Capitolato e alle prescrizioni contenute in qualsiasi documento contrattuale. Si intende accettata la cogenza delle normative sopra richiamate fino a loro aggiornamento che si dovesse verificare nel corso della costruzione dell opera. Possono essere impiegati materiali non contemplati nel presente Capitolato o non previsti previo esame ed approvazione formale da parte del Direttore dei Lavori e sua formale comunicazione. 1.2 CRITERI DI ACCETTAZIONE DEI MATERIALI Tutti i materiali occorrenti per la costruzione delle opere, provenienti da cave, fabbriche, stabilimenti, depositi, ecc.sono scelti ad esclusiva cura e rischio dall Appaltatore,ove reputerà più opportuno:dovranno risultare costanti in qualità e caratteristiche per tutta la durata e le quantita di approvvigionamento, in caso contrario, l Appaltatore deve ricorrere a fornitori differenti che garantiscano la qualità prescritta restando invariati i prezzi originari stabiliti da contratto. L appaltatore non potra accampare alcuna eccezione qualora in corso di coltivazione di cave o di esercizio delle fabbriche, degli stabilimenti, dei depositi ecc i materiali non fossero piu corrispondenti alle prescrizioni di contratto, oppure venissero a mancare ed esso fosse obbligato a ricorrere ad altre cave, fabbriche,stabilimenti,depositi ecc in localita diverse ed a distanze diverse o da diverse provenienze, intendendosi che, anche in tali casi, resteranno invariati i prezzi stabiliti in contratto, cio anche qualora le cave, le fabbriche, gli stabilimenti, i depositi ecc fossero stati specificati a giustificazione dell offerta presentata in fase di gara. L Appaltatore è obbligato a chiedere alla Direzione Lavori, l approvazione dei materiali da impiegare almeno quindici giorni prima della consegna in cantiere, allegando la documentazione completa di qualita dei materiali. La Direzione Lavori si riserva di accertare le caratteristiche dei materiali tramite prelevamento di campioni da sottoporre a spese dell Appaltatore alle prove di un Laboratorio Ufficiale, prima di emettere formale approvazione. Tale obbligo sussiste anche nel caso di eventuali successive modifiche dei luoghi di provenienza dei materiali. Resta definito che qualunque materiale non approvato dalla D.L. nei modi e nei termini sopra riportati, e da ritenersi rifiutato e non posto a pagamento. Su richiesta del Direttore dei Lavori l Appaltatore dovrà consegnare copia delle bolle di accompagnamento di tutte le singole forniture presenti in cantiere. Resta d obbligo la consegna di copia di bolle di fornitura del calcestruzzo e dell acciaio per C.A. in modalità e tempi da concordarsi preliminarmente all inzio lavori. Il Direttore dei Lavori ha la facolta di rifiutare in qualunque tempo i materiali e forniture che non siano conformi alle prescrizioni di contratto o che si presentino in cattivo stato una volta introdotti in cantiere: in tal caso l Appaltatore ha l obbligo di rimuovere dal cantiere forniture e materiali siffatti e sostituirli a sue spese con altri completamente rispondenti alle prescrizioni contrattuali. Nel caso l Appaltatore non effettuasse la rimozione nei tempi prescritti dal Direttore dei Lavori, egli vi provvedera direttamente a totale spesa dell Appaltatore, compresi gli oneri e i danni che possano derivare, ivi compresi i ripristini di eventuali danneggiamenti provocati dalla rimozione e gli eventuali danni a terzi. I materiali potranno essere posti in opera solamente dopo essere stati approvati dalla Direzione Lavori. L accettazione dei materiali non pregiudica il diritto della Direzione Lavori di rifiutare in qualsiasi tempo anche se gia posti in opera e fino al collaudo definitivo, i materiali che palesassero, nel suddetto periodo, non conformita ai requisiti e alle caratterisitiche prescritte in contratto. 5 / 132

7 Nell eventualita che la Direzione Lavori accerti la non conformita alle prescrizioni contrattuali di materiali gia posti in opera, si procedera come disposto dall art.18 del Capitolato Generale di Appalto dei Lavori Pubblici-D.M ,n PROVE DI LABORATORIO Tutti i materiali impiegati in cantiere devono essere sottoposti a prove da parte di un Laboratorio Ufficiale. L Appaltatore ha l obbligo di individuare un Laboratorio di sua fiducia tra quelli riconosciuti ufficiali e sottoporlo al benestare della Direzione Lavori, la quale resta arbitra ultima sulla scelta. Tra il Laboratorio Ufficiale e la Stazione appaltante, l Appaltatore e le imprese subappaltatrici non deve esistere alcun tipo di collegamento o controllo di qualsiasi natura, né devono esistere partecipazioni societarie. La Direzione Lavori si riserva la facoltà di effettuare delle viste ispettive di controllo presso il Laboratorio Ufficiale qualora se ne riscontrasse necessità. La Direzione Lavori si riserva la facoltà di chiedere in qualunque momento la sostituzione del Laboratorio Ufficiale. La Direzione Lavori può ricorrere ad un Laboratorio diverso da quello ufficiale per prove complementari o di controllo o qualora ci fosse un urgenza Il personale addetto dei laboratori e autorizzato all ingresso del cantiere sia per l esecuzione delle prove sia per il prelevamento e trasporto in laboratorio di campioni di materiale. L Appaltatore e obbligato a presentarsi in ogni momento alla esecuzione di tutte le prove sulle opere e sui materiali ed ha l obbligo di fornire personale/mezzi di cantiere o quanto altro serva sia al Labortatorio Ufficiale, sia a Laboratori esterni, per eseguire in sicurezza e esattamente le prove prescritte dalla Direzione Lavori. Gli addetti della Direzione Lavori, cosi come gli addetti del Laboratorio, dovranno avere libero accesso e completa possibilita di controllo in tutti i cantieri ove avviene il prelievo, la confezione, la stagionatura o lo stoccaggio dei provini. Per i campioni asportati dall opera in corso di esecuzione, l Appaltatore e tenuto a provvedere a sua cura e spese al ripristino della parte manomesso con modalita che dovranno essere proposte ed approvate dalla Direzione Lavori. Le prove in cantiere e su campioni prelevati in cantiere potranno essere ripetute anche per materiali e forniture della stessa specie e provenienza, a spese dell Appaltatore, al fine di verificare la costante rispondenza delle caratteristiche delle opere e dei materiali alle prescrizioni contrattuali. L esito favorevole delle prove non esonera l Appaltatore da ogni responsabilita qualora nonostante i risultati ottenuti non si raggiungano nelle opere i prescritti requisiti. I rapporti con il Laboratorio ufficiale saranno tenuti esclusivamente dalla Direzione Lavori, non dovendoci essere tramite alcuno, la quale determinera una procedura di gestione dei verbali di prelievo/attivazione prove e relativi certificati. La Direzione Lavori puo a sua discrezione richiedere e fissare l esecuzione di prove che risultassero necessarie. I certificati di prova devono pervenire direttamente, ossia senza alcun tramite dell Appaltatore, alla Direzione Lavori, in originale, corredati dalla documentazione di partenza (verbali di prelievo/attivazione prove), entro un periodo fissato in 60 giorni dalla data di emissione del prelievo/attivazione prova presentato dalla Direzione Lavori. Tutti i campioni prelevati dovranno essere muniti di sigilli e firma di un rappresentante della Direzione Lavori e del responsabile dell Appaltatore, dovranno essere conservati con la massima cura dall Appaltatore, il quale non potra averne diritto di utilizzo, ne potra manometterli o distruggerli; qualora la Direzione Lavori ravvisasse dei provini falsati o non autentici il provino verra considerato nullo e distrutto. Le modalita di gestione dei provini, dal prelievo sino alla consegna al Laboratorio Ufficiale, compresa la stagionatura se necessaria, dovranno essere sempre sottoposte dall Appaltatore alla autorizzazione del Direttore dei Lavori. Si precisa che qualsivoglia prova di laboratorio effettuata sui lavori o su materiali da cantiere da parte dell Appaltatore di propria iniziativa e considerata nulla. 1.4 ESECUZIONE DELLE PROVE Verbali di prelievo materiali-attivazione prove Tutte le prove di laboratorio che la Direzione Lavori vorrà effettuare sui materiali impiegati nella costruzione o proposti dall Appaltatore sono attivate tramite richieste ufficiali costituite da verbali di prelievo/attivazione così strutturati: 6 / 132

8 -codice univoco del documento di prelievo (serie di caratteri alfanumerici indicanti numero progressivo totale di verbale, WBS, numero di verbali progressivi relativi alla sola WBS); -Nome dell opera; -Descrizione dettagliata della posizione nell opera del prelievo eseguito; -Addetto al prelievo, data di prelievo, eventuali informazioni tipiche del caso; -Richiesta di prove e relativo elenco, nome del Laboratorio Ufficiale, protocollo lettera invio e relativa data. Il verbale viene firmato dall addetto al prelievo, dal Direttore Lavori compreso di timbro, e dall appaltatore per presa consegna, il quale lo consegnerà al Laboratorio di fiducia insieme ai provini da testare. Il verbale una volta siglato dal Laboratorio ufficiale dovrà essere riconsegnato in copia alla Direzione Lavori sempre e nel più breve tempo possibile. L appaltatore nel momento in cui sigla la lettera di richiesta per prove con allegati i verbali cartacei originali di cui sopra, e responsabile di tutto quanto succeda dopo, lo stesso e tenuto a segnalare sempre alla Direzione Lavori qualunque imprevisto intervenga nella procedura delle gestione delle suddette prove. Certificati di laboratorio:regole generali e gestione Il certificato del Laboratorio Ufficiale, fermo restando il formato proprio di ciascuno, deve riportare almeno: 1. Identificazione del Laboratorio; 2. Identificazione univoca del certificato; 3. Committente dei lavori; 4. Codice univoco del documento di prelievo; 5. Nome dell opera; 6. Descrizione dettagliata della posizione del campione nell opera; 7. Nome del Direttore Lavori; 8. Descrizione dei campioni; 9. Data di ricevimento campioni e data di esecuzione della prova; 10. Identificazione delle normative adottate; 11. Valori, grandezze misurate e relative unita di misura; 12. Nome dell esecutore della prova; 13. Nome del responsabile del Laboratorio; 14. Sottoscrizione dell esecutore della prova e del responsabile del laboratorio in originale (non ammesse sottoscrizioni con l uso di timbri o riporodotte a stampa). L originale del certificato e inviato alla Direzione Lavori, copia conforme all Appaltatore. La D.L. si riserva nel caso di smarrimento o danneggiamento di certificato di richiedere copia conforme al Laboratorio. Le prove non attiviate dal Direttore dei Lavori non saranno considerate ai fini del controllo di lavori e materiali. In particolare quelle non attivate dal Direttore dei Lavori relative ai calcestruzzi strutturali e non rientrano nell insieme statistico ai fini della determinazione della resistenza caratteristica del calcestruzzo. Il paragrafo C della C.M. n.617/2009 specifica che in tal caso il laboratorio autorizzato deve effettuare comunque le prove rilasciando un rapporto di prova. 1.5 ONERI DELL APPALTATORE PER L ESECUZIONE DELLE PROVE L appaltatore deve o farà eseguire tutte le prove e i controlli previsti dalle prescrizioni di Capitolato così come quelli integrativi richiesti dal Direttore dei Lavori in base a motivate esigenze tecniche. Tutti gli oneri diretti e indiretti per l esecuzione delle prove, dall applicazione delle presenti prescrizioni si intendono compresi e compensati dai prezzi contrattuali. Le prove di carico sia quelle previste dalle leggi vigenti sia quelle richieste dal Direttore dei Lavori o dal Collaudatore sono eseguite a cura e spese dell Appaltatore. Quest ultimo dovrà sempre assicurare nel rispetto delle norme di sicurezza la completa accessibilità sia alle opere da collaudare che agli strumenti di misura. Nel caso di disponibilità di un laboratorio di cantiere (interno) l appaltatore dovrà avvalersi di personale qualificato e numericamente adeguato al numero e al tipo di prova da eseguire. Nel caso di esecuzione di opere che per effetto di operazioni successive risultassero inaccessibili o non più ispezionabili, prima di procedere con le operazioni successive l Appaltatore dovrà darne informazione al Direttore dei Lavori, se ciò non avvenisse quest ultimo può richiedere a spese e cura dell Appaltatore la messa a nudo delle parti occultate o che vengano rese accessibili le aree non ispezionate. 7 / 132

9 L uso delle WBS e obbligatorio nella corrispondenza ordinaria tra Impresa e Direzione Lavori oltreché per i documenti di certificazione e per quant altro proveniente da terzi. L appaltatore ha l obbligo di specificare sempre al fornitore dettagliatamente almeno la WBS dell opera e la descrizione sintetica in tutti i documenti in obbligo al primo requisito della qualità:garantire la RINTRACCIABILITA CEMENTI E AGGLOMERATI CEMENTIZI Normativa SEZIONE II MATERIALI Legge 26 maggio 1965 n.595 Caratteristiche tecniche e requisiti dei leganti idraulici. Decreto Ministeriale 13 settembre 1993-G.U. 22/09/93 Nuove norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova dei cementi. Decreto Minsteriale 31 agosto 1972 Norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova degli agglomerati cementizi e delle calci idrauliche. Decreto Ministeriale 9 marzo 1988 n.126 Regolamento del servizio di controllo e certificazione di qualità dei cementi. SS UNI E Cementi a ridotto calore di idratazione - Classificazioni e limiti (progetto in inchiesta pubblica) UNI EN 196-8:2010 Metodi di prova dei cementi - Parte 8: Calore d idratazione - Metodo per soluzione UNI :2012 Durabilità delle opere di calcestruzzo e degli elementi prefabbricati di calcestruzzo - Parte 1: Istruzioni per ottenere la resistenza alle azioni aggressive UNI :2012 Durabilità delle opere di calcestruzzo e degli elementi prefabbricati di calcestruzzo - Parte 2: Istruzioni per prevenire la reazione alcali-silice UNI Cementi resistenti ai solfati e al dilavamento. Determinazione della classe di resistenza. Metodo chimico di prova. UNI EN 196 Metodi di prova dei cementi Parte 1a - Determinazione delle resistenze meccaniche Parte 2a - Analisi chimica dei cementi Parte 3a - Determinazione del tempo di presa e della stabilità Parte 4a - Determinazione quantitativa dei componenti Parte 5a - Prova di pozzolanicità dei cementi pozzolanici Parte 6a - Determinazione della finezza Parte 7a - Metodi di prelievo e di campionatura del cemento Parte 21a - Determinazione del contenuto di cloruri, anidride carbonica e alcali nel cemento UNI EN 197/1 Cemento - Composizione, specifiche e Criteri di conformità UNI EN 13670:2010 Esecuzione di strutture di calcestruzzo 8 / 132

10 UNI EN :2005 Eurocodice 2 - Progettazione delle strutture di calcestruzzo - Parte 1-1: Regole generali e regole per gli edifici (Per caratteristiche del cls si veda anche la sezione 3) UNI EN 14216:2005 Cemento - Composizione, specificazioni e criteri di conformità per cementi speciali a calore di idratazione molto basso DM 14/01/2008-Norme tecniche per le Costruzioni (NTC) Circolare 02/02/2009 n 617- Istruzione per l applicazione delle Norme Tecniche per le Costruzioni Norma UNI EN Calcestruzzo-Specificazione prestazione produzione e conformita UNI Calcestruzzo-Specificazione prestazione produzione e conformita.istruzioni complementari per l applicazione della EN ; Tutti i leganti devono essere dotati di certificato di conformita rilasciato da un organismo europeo notificato ad una norma armonizzata della serie UNI EN 197 o a uno speciale Benestare Tecnico Europeo (ETA) purche idonei all impiego previsto.per manufatti strutturali potranno essere utilizzati solo i cementi elencati nel D.M che soddisfino i requisiti di accettazione previsti dalla UNI EN con esclusione dei cementi alluminosi e dei cementi per sbarramenti di ritenuta. Tipi di cemento e composizione secondo UNI EN 197/1 9 / 132

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12 Frequenza delle prove Per i cementi deve essere disponibile l analisi completa incluso il contenuto di K2O e Na2O equivalente o totale. Caratteristiche Prova Frequenza delle prove Fisico-chimico-meccaniche UNI EN 197 (7) e DM -Alla qualificazione 13/09/1993 -Ad ogni cambio di fornitore Solo in caso di ambienti chimicamente aggresivi vedi UNI : UNI :2012 Caratteristiche Prova Frequenza delle prove Contenuto di C3A e di (C4AF+2C3A) 2.2. AGGREGATI PER CALCESTRUZZO Gli aggregati devono essere marcati CE secondo UNI EN e devono rispondere alle prescrizioni della norma UNI 8520 parte 2.Per gli aggregati leggeri valgono le prescrizioni della norma UNI EN Per cls di resistenza Rck>20MPa il conglomerato deve essere confezionato a peso con almeno 3 frazioni granulometriche:una sabbia e due aggregati grossi stoccate separatamente nell impianto.le curve granulometriche per ogni frazione debbono rientrare nei limiti dichiarati secondo UNI EN Gli inerti devono essere costituiti da elementi non gelivi privi di parti friabili e polverulente o scistose argilla e sostanze organiche.non dovranno contenere i minerali dannosi:pirite,marcasite,pirrotina,gesso,solfati solubili.a cura dell Impresa e sotto il controllo della DL si dovra accertare mediante esame mineralogico (UNI EN 932 parte 3) presso laboratorio Ufficiale l assenza di minerali indesiderati e di forme di silice reattiva verso gli alcali del cemento (opale,calcedonio,tridimite,cristobalite,quarzo cristallino in stato di alerazione o tensione, selce,vetri vulcanici, ossidiane) per ciascuna delle cave di provenienza dei materiali. Ove fosse presente silice reattiva si procedra alla esecuzione delle prove della Norma UNI 8520 parte 22 punto 3 con la successione e l interpretazione.copia della documentazione sara tenuta dalla DL e dalla Imopresa. In assenza di tale certificazione il materiale non potra essere posto in opera e sara allontanato e sostituito con materiale idoneo. Codesti esami devono essere effettuati prima della autorizzazione all impiego per ogni cambiamento di cava o materiali nel corpo di cava, e ogni volta che la DL riterra necessario verificare.il controllo del conetnuto di solfati e di cloruri sara effettuato giornalemente. Contenuto di minerali nocivi Tiplogia/Caratteristica Contenuto ammissibile Definizione Note Metodo di prova Gesso, anidride Solfati solubibili in acido 0,2% AS 0,2 Nelle frazioni fini e ammesso 0,8 (AS0,8) UNI EN UNI EN ,punto / 132

13 Solfuri ossidabili 0,1% UNI EN UNI EN ,punto 11 Mica e scisti micacei 5% A.g. UNI EN % A.f. A.g.=aggregato grosso-a.f.=aggregato fine Limiti per il contenuto di polveri Tiplogia/Caratteristica Contenuto ammissibile Definizione Note Metodo di prova Passante allo 0,063 A.g.N. 1,5% F1,5 UNI EN A.g.F. 4,0% F4,0 A.f.N. 3,0% F3,0 A.g.F. 10% F10 A.g.=aggregato grosso-a.f.=aggregato fine-f.=frantumato-n.=naturale Limiti per la massa volumica e assorbimento di acqua Tiplogia/Caratteristica Contenuto ammissibile Definizione Note Metodo di prova Massa volumica SSA >2300 kg/m^3 UNI EN / 132

14 Assorbimento d acqua 1,0% Solo per classi di esposizione XF UNI EN Limiti per costituenti chimici Tiplogia/Caratteristica Contenuto ammissibile Definizione Note Metodo di prova Contenuto di solfati solubili in acido A.g. 0,2% AS 0,2 UNI EN Punto 12 A.f. 0,8% AS 0,8 Contenuto di cloruri solubili in acqua 0,03 UNI EN Punto 7 Costituenti che alternano la presa e l indurimento del cls Aumento di presa su malta 120min;Diminua zione di resistenza a 28 gg 20% La diminuzione di resistenza a 28 gg e determinata in confronto a cls di caratteristiche note UNI EN Punto 15.1;15.2;15.3 Contenuto di contaminanti leggeri A.f. 0,5% Cls ordinari UNI EN Punto A.g. 0,1% A.f. 0,25% Cls a vista e pavimentazioni A.g. 0,05% Ghiaie,ghiaietti, pietrischi, pietrischetti,sabbie CARATTERISTICHE PROVE NORME TOLLERANZA DI ACCETTABILITA Gelivita degli aggregati Gelivita CNR 80- Perdita di massa 4% dopo 20 cicli UNI EN Resistenza alla abrasione Los Angeles CNR 34- Perdita di massa LA 30% 13 / 132

15 UNI EN Compattezza degli Degradabilita delle UNI EN aggregati soluzioni solfatiche Presenza di gesso e Analisi chimica degli UNI EN solfati solubili inerti Presenza di argille Equivalente in sabbia UNI EN 933 Presenza di Analisi petrografica UNI EN pirite,marcasite e pirrotina Presenza di sostanze Determinazione UNI EN organiche colorimetrica Presenza di forme di silice reattive Presenza di cloruri solubili Coefficiente di forma e di appiattimento Frequenza delle prove Perdita di massa dopo 5 cicli 10% SO3 0,05% ES 80-VB 0,6cm^3/gr di fini Assenti Per aggregato fine:colore della soluzione piu chiaro dello standard di riferimento UNI 8520 (parte 22 punto 4) UNI 8520 (parte 22 punto 5) Potenziale reattivita UNI 8520 dell (parte 22) aggregato:metodo chimico.potenziale attivita delle miscele cemento aggregati:metodo del prisma di malta Analisi chimica UNI EN Cl 0,05% Determinazione dei UNI EN Cf 0,15 (Dmax=32mm) coefficienti di forma e Cf 0,12 (Dmax=64) di appiattimento La frequenza sara definita dal progettisita e o prescritta dalla DL.Comunque dovranno essere eseguite prove:prima dell autorizzazione all impiego;per ogni cambiamento di cava o materiale nel corpo di cava Saranno rifiutati pietrischetti, pietrischi e graniglie aventi un coefficiente di forma determinato secondo la UNI EN minore di 0.15 (per un diametro massimo Dmax fino a 32mm) e minore di 0,12 (per un diametro massimo Dmax fino a 64mm). Particolare cura sara posta nella scelta della sabbia al fine di ridurre al minimo il fenomeno bleeding. Gli inerti saranno classificati secondo tre pezzature la piu fine non dovra contenere piu del 15% di materiale trattenuto al vaglio a maglio quadrata da 5 mm di lato. Le singole pezzature non dovranno contenere frazioni granulometriche apparteneti alle pezzature inferiori,in misura superiore al 15% e frazioni granulometriche appartenenti alle pezzature superiori, in misura superiore al 10% della pezzatura stessa. - gelività : perdita di massa < 4% dopo 20 cicli; - resistenza all abrasione (LOS ANGELES; CNR 34 e ASTM C ) : conforme a ASTM C33; - presenza di sostanze organiche : visuale; - presenza di gesso e solfati solubili (ASTM C265) : < 0,05%; - presenza di argille: < 80; - presenza di pirite e pirotite (ASTM C289): silice reattiva assente; (ASTM C 227)): espansione a 6 mesi < 0,1 %. La ghiaia o il pietrisco devono avere dimensioni massime compatibili e commisurate alle caratteristiche geometriche della carpenteria, del getto,all ingombro delle armature con riferimento all interferro. La granulometria degli aggregati litici per i conglomerati potra essere prescritta dalla Direzione dei Lavori in base alla destinazione, al dosaggio ed alle condizioni della messa in opera dei calcestruzzi. L 'Impresa dovrà disporre della serie dei vagli normali atti a consentire alla Direzione dei Lavori i normali controlli. Generalmente salvo diversamente indicato le dimensioni massime degli aggregati saranno: 1. 40±71 mm (trattenuti dal crivello 40 U.N.I. e passanti da quello 71 U.N.I. n. 2334) fondazioni, elevazione, muri di sostegno; 2. 40±60 mm (trattenuti dal crivello 40 U.N.I. e passanti da quello 60 U.N.I. n. 2334) volti, di getti di un certo spessore; 14 / 132

16 3. 20±40 mm (trattenuti dal crivello 25 U.N.I. e passanti da quello 40 U.N.I. n. 2334) volti o getti di limitato spessore. Detrito di cava o tout venant di cava o di frantoio Quando per gli strati di fondazione della sovrastruttura sia disposto l'impiego di detriti di cava, il materiale deve essere non suscettibile all'azione dell'acqua ed avere un potere portante C.B.R. di almeno 40 allo stato saturo. Dal punto di vista granulometrico non sono necessarie prescrizioni specifiche per i materiali teneri (tufi, arenarie) in quanto la loro granulometria si modifica e si adegua durante la cilindratura; per materiali duri la granulometria dovrà essere assortita in modo da realizzare una minima percentuale dei vuoti: di norma la dimensione massima degli aggregati non deve superare i 10 cm.per gli strati superiori si farà uso di materiali lapidei più duri tali da assicurare un C.B.R. saturo di almeno 80; la granulometria dovrà essere tale da dare la minima percentuale di vuoti; il potere legante del materiale non dovrà essere inferiore a 30%; la dimensione massima degli aggregati non dovrà superare i 6 cm.le caratterisitiche degli aggregati dovranno essere verificate : Alla qualificazione; Ad ogni cambio di cava o del fronte di coltivazione della cava; Ogni m^3 di cls confezionato; Il Direttore Lavori puo autorizzare frequenze diverse da quelle sopra elencate. E consentito l uso di aggregati grossi provenienti da riciclo purche la miscela sia qualificata mediante prove di laboratorio.le limitazioni di uso in base alla natura della provenienza viene indicata nella tabella a seguire: Origine del materiale da riciclo Classe del cls Percentuale di impiego Demolizione di edifici(macerie) =C8/10 Fino al 100% Demolizione di solo cls e c.a. C30/37 30% C20/25 Fino al 60% Riutilizzo di cls interno negli stabilimenti di prefabbricazione qualificati-da qualsiasi classe da cls C45/55 C45/55 Fino al 15% Stessa classe del cls Fino al 5% di origine Sia le sabbie che gli aggregati grossi dovranno avere massa volumica reale non minore di 2,60t/m^3. Se gli aggregati provengono da scavi in sotterraneo dovranno essere eseguiti oltre alle prove di cui sopra anche: a)giornalmente :la determinazione del contenuto di solfati e cloruri; b)settimanalmente:un analisi mineralogica per rilevare elementi potenzialemente reattivi agli alcali, integrata da prove di potenziale reattivita in presenza di alcali Controlli di accettazione per aggregati strutturali Descrizione petrografica semplificata; Dimensione dell aggregato; Indice di appiattimento; Dimensione per il filler; Forma dell aggregato grosso(per aggregato proveniente da riciclo); Resistenza alla frammentazione e frantumazione (per cls Rck C50/60) Normativa UNI Aggregati per confezione di calcestruzzi: Parte 1a Definizione, classificazione e caratteristiche Istruzioni complementari per l'applicazione della EN Parte 2a - Istruzioni complementari per l'applicazione della EN Requisiti Parte 8a Determinazione del contenuto di grumi di argilla e particelle friabili Parte 17a Determinazione della resistenza a compressione degli aggregati grossi Parte 21 Confronto con calcestruzzo con aggregati di caratteristiche note Parte 22a Determinazione della potenziale reattività degli aggregati in presenza di alcali UNI EN 932/1 Campionamento 15 / 132

17 UNI EN 932/3 Esame petrografico UNI EN 933/1 Analisi granulometrica UNI EN 1097/1 Determinazione della massa volumica apparente UNI EN 933/1 Determinazione del passante allo staccio 0,063 mm UNI EN 1744/1 Determinazione del contenuto di particelle leggere e frustoli UNI EN 1367/2 Determinazione della degradabilità mediante solfati UNI EN 1744/1 Determinazione del contenuto di solfati UNI EN 1744/1 Determinazione del contenuto di cloruri solubili in acqua UNI EN 1097/6 Determinazione della massa volumica e dell'assorbimento degli aggregati fini UNI EN 1744/1 Determinazione colorimetrica del contenuto di sostanze organiche negli aggregati fini UNI EN 933-8:2012 Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Parte 8: Valutazione dei fini - Prova dell'equivalente in sabbia UNI EN 933-9:2009 Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Parte 9: Valutazione dei fini - Prova del blu di metilene UNI EN :2008 Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli aggregati - Parte 6: Determinazione della massa volumica dei granuli e dell assorbimento d acqua UNI EN 933-3:2012 Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Parte 3: Determinazione della forma dei granuli - Indice di appiattimento UNI EN 933-4:2008 Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli aggregati - Parte 4: Determinazione della forma dei granuli - Indice di forma-determinazione dei coefficienti di forma e di appiattimento UNI EN :2010 Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli aggregati - Parte 2: Metodi per la determinazione della resistenza alla frammentazione UNI EN :2007 Prove per determinare le proprietà termiche e la degradabilità degli aggregati - Parte 1: Determinazione della resistenza al gelo e disgelo UNI EN 12620:2008 Aggregati per calcestruzzi UNI EN Aggregati leggeri Parte 1a Definizione, classificazione e pezzatura Parte 2a Identificazione visuale degli scisti e delle argille espanse Parte 3a Analisi granulometrica Parte 4a Determinazione della massa volumica del materiale in mucchio Parte 5a Determinazione della massa volumica media del granulo Parte 6a Determinazione del coefficiente di imbibizione Parte 7a Determinazione della resistenza dei granuli allo schiacciamento Parte 8a Determinazione del potere macchiante Parte 9a Determinazione della perdita al fuoco Parte 10a Determinazione della resistenza al gelo Parte 11a Determinazione della stabilità al trattamento a vapore Parte 12a Valutazione delle proprietà mediante prove su calcestruzzo convenzionale 16 / 132

18 UNI EN 1770:2000 Prodotti e sistemi per la protezione e riparazione delle strutture di calcestruzzo - Metodi di prova - Determinazione del coefficiente di dilatazione termica UNI 11307:2008 Prova sul calcestruzzo indurito - Determinazione del ritiro 2.3. ADDITIVI-LEGANTI IDRAULICI ADDITIVATI PREMISCELATI IN STABILIMENTO Il loro impiego, come per ogni altro componente, dovrà essere preventivamente sperimentato e dichiarato nel mix design della miscela di conglomerato cementizio. Tutti gli additivi impiegati dovranno essere conformi alla norma vigente UNI EN 934. Al fine di ottenere il corretto rapporto a/c e la classe di lavorabilità prevista dalla tabella 4.7.b si dovranno impiegare nel calcestruzzo additivi superfluidificanti conformi alla norma UNI EN 934-2, sia per quanto riguarda le caratteristiche chimico-fisiche che quelle prestazionali. Il dosaggio degli additivi dovrà essere conforme a quello dichiarato dalle schede tecniche del produttore. Nel caso in cui una miscela richieda un dosaggio superiore a tali limiti per garantire le prestazioni richieste fino alla fine dello scarico della betoniera, si dovrà passare all impiego di un additivo con prestazioni superiori, per evitare problemi di segregazione ed influenzare i tempi di presa del calcestruzzo. In caso di conglomerati cementizi per la realizzazione di opere sottoposte a cicli di gelo e disgelo dovranno essere utilizzati specifici additivi aeranti al fine di garantire il rispetto delle prescrizioni di cui ai successivi punti relativi al contenuto di aria occlusa. Additivi ritardanti potranno essere eccezionalmente utilizzati, previa idonea qualifica e preventiva approvazione da parte della Direzione Lavori, per: particolari opere che necessitano di getti continui e prolungati, al fine di garantire la loro corretta monoliticità; getti in particolari condizioni climatiche con temperature ambientali particolarmente elevate; singole opere ubicate in zone con tempi di percorrenza delle autobetoniere superiori a 90. Per la confezione di conglomerato cementizio di particolari caratteristiche calcestruzzi reoplastici, a ritiro compensato, ecc. - potrà essere richiesto nella relativa voce di elenco prezzi l impiego di legante già premiscelato a secco in stabilimento con tutti gli additivi necessari per dare le caratteristiche specificate nel seguito: - Rck 28 giorni: 50 MPa; - a/c 0.38; - assenza di acqua essudata (misurata secondo ASTM C232-71); - espansione contrastata a 7 gg (misurata secondo UNI 8148) 0.5/1000 e non inferiore a questo valore a 28 gg, o, in alternativa, a giudizio della D.L., espansione libera in fase alternativa, a giudizio della D.L., espansione libera in fase plastica (misurata secondo UNI 8996) 0.50/100; - aria totale occlusa (secondo UNI ) * della miscela mescolata per 10 minuti: 4% % * della miscela mescolata per 40 minuti: 4% %; - slump 22 cm; - contenuto in fibre sintetiche (polipropilene, poliacronitrile) : 1.5 Kg/m3 di calcestruzzo; - adesione a supporti in calcestruzzo - prova per trazione diretta (strappo), a 14 gg: > 2.0 MPa. Il legante premiscelato con gli additivi dovrà essere fornito in sacchi sui quali siano indicate chiaramente le caratteristiche ed il contenuto in peso di legante idraulico nonché le modalità d impiego consigliate dalla ditta fornitrice di cui si seguiranno scrupolosamente le prescrizioni Normativa UNI EN 934-2:2009 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Parte 2: Additivi per calcestruzzo - Definizioni, requisiti, conformità, marcatura ed etichettatura UNI 10765:1999 Additivi per impasti cementizi - Additivi multifunzionali per calcestruzzo-definizioni, requisiti e criteri di conformità UNI EN 934-2:1999 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Additivi per calcestruzzo - Definizioni e requisiti 17 / 132

19 UNI EN 934-2:2009 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Parte 2: Additivi per calcestruzzo - Definizioni, requisiti, conformità, marcatura ed etichettatura UNI 7107 Additivi fluidificanti-ritardanti - Idoneità e relativi metodi di controllo UNI Additivi per impasti cementizi - Additivi multifunzionali per calcestruzzo - Definizioni, requisiti e criteri di conformita UNI EN 480-8:1998 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione. Metodi di prova. Determinazione del tenore di sostanza secca convenzionale. UNI EN :2009 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Metodi di prova - Parte 10: Determinazione del tenore di cloruri solubili in acqua UNI EN 480-1:2011 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Metodi di prova - Parte 1: Calcestruzzo e malta di riferimento per le prove UNI EN 480-2:2007 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Metodi di prova - Parte 2: Determinazione del tempo di presa 2.4. ADDITIVI UNI EN 480-1:2011 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Metodi di prova - Parte 1: Calcestruzzo e malta di riferimento per le prove UNI EN 480-2:2007 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione -Metodi di prova - Parte 2: Determinazione del tempo di presa L uso di additivi per cls con marcatura CE e ammesso: essi sono suggeriti o dal produttore appaltatore o dalla Committente ad esclusione del fluidificante necessario per garantire i rapporti A/C richiesti.additivi contenenti cloruri non possono essere impiegati per cemento armato precompresso o conteneti inserti metallici.si potranno usare additivi aeranti in base alla norma UNI EN per determinate classi di esposizione AGGIUNTE Eventuali aggiunte al csl potranno essere eseguite se conformi alla norma UNI EN 206 considerando attentamente l influenza che esse determinano sulla quantita di acqua e sulla durabilita dell opera. L aggiunta deve essere sempre concordata con la Direzione Lavori.Le aggiunti di cenere volante e o di micro silice potranno essere effettuate soltanto in aggiunta al dosaggio di cemento previsto ed esclusivamente per migliorare la durabilita del calcestruzzo. 18 / 132

20 Ceneri volanti Sono costituite dal residuo solido della combustione di carbone derivanti da centrali termoelettriche in grado di fornire un prodotto di qualita costante nel tempo e rintracciabile privedi impurita dannose. Il dosaggio delle ceneri volanti non deve superare il 25% del peso del cemento, esse non saranno computate nel calcolo del rapporto a/c.per cementi resistenti ai solfati con basso tenore di C3A alluminato tricalcico l aggiunta non e consentita. 19 / 132

21 Microsilice Silice attiva colloidale amorfa costituita da particelle sferiche isolate di SiO2 con diametro compreso tra 0,01 e 0,5 micron da processo metallurgico nella produzione di silice metallica o di leghe ferro silicio in un forno elettrico o ad arco. La silica fume e fornita allo stato naturale ottenuta dai filtri di depurazione sulle ciminiere delle centrali a carbone oppure come sospensione liquida di particella con centenuto secco di 50% in massa. Caratteristiche fisico chimiche sono fornite nela tabella sottostante: Il dosaggio della silica fume non deve superare il 7% del peso del cemento.l aggiunta non e computata nel calcolo del rapporto a/c Normativa UNI EN 450-1:2007 Ceneri volanti per calcestruzzo - Parte 1: Definizione, specificazioni e criteri di conformità UNI EN 451-1:2004 Metodo di prova delle ceneri volanti - Determinazione del contenuto di ossido di calcio libero UNI EN 451/2 Metodo di prova delle ceneri volanti - Determinazione della finezza con stacciatura umida Per l impiego di ceneri volanti fare riferimento alle due norme: UNI EN 206-1:2006 Calcestruzzo - Parte 1: Specificazione, prestazione, produzione e conformità UNI EN :2005 Fumi di silice per calcestruzzo - Parte 1: Definizioni, requisiti e criteri di conformità UNI EN :2009 Fumi di silice per calcestruzzo - Parte 1: Definizioni, requisiti e criteri di conformità UNI EN :2009 Fumi di silice per calcestruzzo - Parte 2: Valutazione della conformità UNI 11104:2004 Calcestruzzo - Specificazione, prestazione, produzione e conformità Istruzioni complementari per l'applicazione della EN AGENTI ESPANSIVI NON METALLICI PER IMPASTI CEMENTIZI 20 / 132

22 NORMATIVA UNI 8146:2008 Agenti espansivi non metallici per impasti cementizi - Idoneità e relativi metodi di controllo UNI 8147:2008 Agenti espansivi non metallici per impasti cementizi - Determinazione dell'espansione contrastata della malta UNI 8148:2008 Agenti espansivi non metallici per impasti cementizi - Determinazione dell espansione contrastata del calcestruzzo UNI 8149: FA :1983 Agenti espansivi non metallici per impasti cementizi. Determinazione della massa volumica PRODOTTI FILMOGENI PER LA PROTEZIONE DEL CALCESTRUZZO DURANTE LA MATURAZIONE Eventuali prodotti antievaporanti filmogeni devono rispondere alle norma UNI da 8656 a L APPALTATORE deve sottoporre all approvazione della Direzione Lavori la documentazione tecnica sul prodotto e sulle modalità di applicazione;egli deve accertarsi, che il materiale impiegato sia compatibile con prodotti di successive lavorazioni (ad esempio con il primer di adesione di guaine per impermeabilizzazione di solette) e che non interessi le zone di ripresa del getto Normativa UNI 8656 Classificazione e requisiti UNI 8657 Determinazione della ritenzione d'acqua UNI 8658 Determinazione del tempo di essiccamento UNI 8659 Determinazione del fattore di riflessione dei prodotti filmogeni pigmentati di bianco UNI 8660 Determinazione dell influenza esercitata dai prodotti filmogeni sulla resistenza all'abrasione del calcestruzzo UNI 8656 Classificazione e requisiti UNI 8657 Determinazione della ritenzione d'acqua UNI 8658 Determinazione del tempo di essiccamento UNI 8659 Determinazione del fattore di riflessione dei prodotti filmogeni pigmentati di bianco UNI 8660 Determinazione dell influenza esercitata dai prodotti filmogeni sulla resistenza all'abrasione del calcestruzzo MISCELE DI CALCESTRUZZO-MIX DESIGN Classi di resistenza Per indicare la classe di resistenza si utilizza nel seguito la simbologia Cxx/yy ove xx individua il valore della resistenza caratteristica cilindrica fck e yy il valore della resistenza caratteristica cubica Rck, entrambi espressi in N/mm2 (1 N/mm2 = 10 Kg/cm2). 21 / 132

23 Granulometria degli aggregati Gli aggregati dovranno appartenere ad almeno tre classi granulometriche diverse ed essere classificati secondo la categoria A del prospetto 1 della norma UNI 8520/2 del Luglio Essi dovranno essere mescolati tra loro in definite percentuali così da formare miscele rispondenti ai criteri di curve granulometriche teoriche o sperimentali di riferimento e tali che l impasto fresco e indurito abbia i prescritti requisiti di resistenza, consistenza, omogeneità, aria inglobata, permeabilità, ritiro e acqua essudata Il contenuto minimo di cemento e il rapporto massimo acqua/cemento vanno definiti sulla base delle condizioni ambientali di esposizione e delle prestazioni richieste. Le singole pezzature o frazioni granulometriche sono definite: - per le sabbie solamente da un diametro massimo (D); - per gli aggregati grossi da un diametro massimo (D) e da un diametro minimo (d); Si dovrà adottare una curva granulometrica che, in relazione al dosaggio di cemento, garantisca la massima compattezza e la migliore lavorabilità del calcestruzzo. Le singole frazioni necessarie a comporre la curva granulometrica non dovranno sovrapporsi per più del 15% e il diametro inferiore (d) della frazione (i+1)-esima dovrà risultare minore o uguale al diametro superiore (D) della frazione i-esima. E si dovrà comunque garantire la continuità granulometrica. Nella composizione della curva granulometrica nessuna frazione potrà essere dosata in percentuale maggiore del 50%, salvo preventiva autorizzazione del Direttore dei Lavori. Il diametro massimo dell'aggregato dovrà essere scelto in funzione dei valori di copriferro e interferro, delle dimensioni minime dei getti, delle modalità di getto e del tipo di mezzi d'opera; in ogni caso dovrà rispettare quanto previsto nel punto 5.4. della Norma UNI EN 206. L ES della miscela di aggregati dovrà, inoltre, essere sempre 80 e il valore di blu VB 0.6 cm3/g Per quanto concerne l aggregato fine, per la preparazione di un mix potrà essere usata una sabbia od una miscela di due sabbie. Le caratteristiche petrografiche,granulometriche, chimiche, fisiche e meccaniche delle miscele di sabbie dovrà rispondere ai limiti di accettazione stabilito dalla norma UNI 8520/2 per aggregati fini di Categoria "A" fatte salve le più stringenti specifiche di cui al precedente punto 3.3 concernenti la massa volumica e l'assorbimento superficiale. Nel caso in cui la miscela sia costituita da una sabbia di frantumazione ed una sabbia naturale, i limiti di accettabilità dettati dalla norma UNI 8520/2 per quanto concerne il contenuto di passante allo 0,075 mm saranno quelli relativi al tipo di sabbia prevalente. il modulo di finezza (MF) è l'equivalente in sabbia (ES), saranno misurati rispetto alla miscela di aggregati fini nel loro complesso. Per quanto concerne invece le singole sabbie componenti le miscele, queste dovranno rispettare in ogni caso i seguenti limiti: 22 / 132

24 - Equivalente in sabbia (ES): > 80 - Valore di bleu (VB) 0,6 cm3/g di fini - 1,8 Modulo di Finezza (MF) 3,6 - Contenuto di grumi di argilla e particelle friabili 3% - Contenuto di particelle leggere e friabili 2% - Contenuto di sostanze organiche: colore della soluzione almeno uguale allo standard di riferimento Il Direttore dei Lavori potrà eventualmente approvare l adozione di una granulometria discontinua, verificando preventivamente che l impasto risponda alla prova di omogeneità descritta in allegato. Ogni m3 di calcestruzzo prodotto dovrà essere verificata la curva granulometrica, della miscela degli inerti, dai campioni prelevati secondo UNI 8520/3 e analizzati secondo UNI EN 933/ Rapporto acqua/cemento La quantità d acqua totale da impiegare per il confezionamento dell'impasto dovrà essere calcolata tenendo conto dell'acqua libera contenuta negli aggregati. Si dovrà fare riferimento alla Norma UNI 8520 parti 13a e 16a per la condizione "satura a superficie asciutta", nella quale l'aggregato non assorbe né cede acqua all'impasto. Il rapporto acqua/cemento di ciascuna miscela dovrà essere controllato, anche in cantiere, con le modalità previste nella Norma UNI 6393 almeno una volta ogni tre mesi o ogni m3 di produzione, operando con l avvertenza di sottrarre dal calcolo della quantità di acqua nel campione quella assorbita dagli aggregati. Il rapporto A/C non dovrà discostarsi di ± 0.02 da quello verificato in fase di qualificazione della relativa miscela.il rapporto a/c deve essere controllato anche in cantiere periodicamente e ad ogni inizio di opera (WBS) Controllo della omogenita del conglomerato cementizio Dovra essere verificata all atto del getto vagliando ad umido due campioni prelevati a 1/5 e una a 4/5 dello scarico della betoniera mediante vaglio a maglia quadrata da 4mm Controllo del contenuto di aria La prova deve essere eseguita quando si impieghi un addittivo aereante con il metodo UNI EN con cadenze previste al punto della norma UNI Lavorabilita La lavorabilità è un indice delle proprietà e del comportamento del calcestruzzo nell intervallo di tempo tra la produzione e la compattazione dell impasto in sito nella cassaforma o tra la produzione e la finitura. La lavorabilità viene comunemente valutata attraverso la misura della consistenza. La consistenza, come la lavorabilità, è il risultato di più proprietà reologiche e, di conseguenza, può essere valutata solo in modo relativo, sulla base del comportamento dell impasto fresco a determinate modalità di prova. Nessuno dei metodi di prova proposti o in uso per la misura della consistenza è pienamente soddisfacente e le proprietà del calcestruzzo fresco che vengono prese ad indice della sua lavorabilità sono diverse da metodo a metodo.in generale la massima sensibilità di ogni metodo riguarda campi differenti di lavorabilità e, a seconda del tipo di opera e delle condizioni di getto, va scelto il metodo più appropriato di controllo del grado di consistenza.i metodi di misura della consistenza più largamente adottati, sui quali va basata la classificazione del calcestruzzo in funzione della consistenza sono: - abbassamento del cono (UNI 9418); - spandimento (UNI 8020 metodo B); Classi di consistenza mediante misura dell abbassamento al cono Classi di consistenza mediante misura dello spandimento 23 / 132

25 Nella misura dell abbassamento al cono si hanno tre principali forme di abbassamento, riportate nella figura seguente: La prima forma, con abbassamento uniforme senza alcuna rottura della massa, indica comportamento regolare. La seconda forma, con abbassamento asimmetrico (a taglio), spesso indica mancanza di coesione; essa tende a manifestarsi con miscele facili alla segregazione. In caso di persistenza, a prova ripetuta, il calcestruzzo è da ritenere al getto. La terza forma, con abbassamento generalizzato (collasso), indica miscele magre oppure molto umide o, nel caso di calcestruzzi autolivellanti, additivate con superfluidificanti. Per miscele magre tendenti alla rigidità un abbassamento regolare facilmente si può tramutare in uno di tipo a taglio o a collasso. In tal caso ci si dovrà accertare del fenomeno, onde evitare che si indichino valori diversi di abbassamento per campioni della stessa miscela. Miscele molto asciutte possono avere un abbassamento nullo quindi, in un certo campo di consistenza, è possibile che non si registri alcuna differenziazione fra miscele pur dotate di diversa lavorabilità. Le miscele a consistenza plastica - semifluida cadono nel campo di maggior sensibilità del metodo di abbassamento al cono. In generale, data la selettività dei vari metodi di prova, si raccomanda di interpretare con cautela i risultati delle misure quando i valori cadono al di fuori dei seguenti limiti: abbassamento al cono: < 10 mm > 210 mm spandimento: < 340 mm > 620 mm Acqua essudata Il calcestruzzo non dovrà presentarsi segregato e la quantità di acqua essudata, misurata secondo la Norma UNI 7122 ogni 1000 m3 di calcestruzzo confezionato, dovrà essere minore o uguale allo 0.1% in volume Qualifiche miscele La qualifica delle miscele prevede 3 fasi: a)presentazione del mix design; b)confezione di impasti sperimentali in laboratorio; c)confezione di impasti industriali nell impianto di confezionamento. Il mix design deve essere comprensivo delle quantita dei componenti del tipo e classe di cemento, del contenuto di acqua e del rapporto acqua/cemento. Saranno confezionati 5 impasti di laboratorioin almeno due giorni, cui la Committente potra assistere.su tali impasti sara determinata la lavorabilita la massa volumica e verranno confezionati almeno 6 cubetti per la resistenza a gg piu due cubetti di riserva.in questa fase potranno essera apportate modifiche alla miscela purche non sostanziali. Le prove industriali consistono nella confezsione presso l impianto di confezionamento di una quantita di cls tale da simulare 2 diverse consegne:per l impianto di cantiere si provvedera a confezionare 2 carichi completi per l impianto di preconfezionamento, due autobetoniere con almeno 5 m^3.oltre ai prelievi e le 24 / 132

26 prove indicate per gli impasti di laboratorio sara determinata la vita utile di lavorabilita presso l impianto di betonaggio misurando il tempo necessario per ridurre la consistenza di 40 mm Controlli di qualita Si applicheranno le procedure di controllo previste nelle NTC 2008 cap.11 e dalle UNI EN L Appaltatore ha l obbligo dei Controlli di Produzione. I controlli di Conformita saranno concordati tra Committente ed Appaltatore ad inizio lavori.si dovranno stabilire i piani di campionamento e i criteri di conformita per l a accettazione per la resistenza a compressione e per la consistenza del cls fresco:una frequenza minima e fornita dal prospetto 13 Frequenza minima di campionamento per la valutazione della conformita della UNI EN Prescrizioni per la durabilita dei calcestruzzi NORMATIVA UNI :2012 Durabilità delle opere di calcestruzzo e degli elementi prefabbricati di calcestruzzo - Parte 1: Istruzioni per ottenere la resistenza alle azioni aggressive UNI :2012 Durabilità delle opere di calcestruzzo e degli elementi prefabbricati di calcestruzzo - Parte 2: Istruzioni per prevenire la reazione alcali-silice Classi di esposizione ambientali Ai fini di una corretta scelta del tipo e classe di calcestruzzo è fondamentale stabilire l ambiente nel quale ciascun elemento strutturale dovrà essere inserito. Per ambiente, in questo contesto, si intende l insieme di tutte le azioni chimiche e fisiche alle quali si presume che il calcestruzzo possa essere esposto durante il periodo di vita delle opere e che causano effetti che non possono essere classificati come azioni dirette (carichi) o indirette (deformazioni impresse, cedimenti, variazioni termiche) nella progettazione strutturale. A seconda di tali azioni, sono individuate, nella norma EN206 e nelle Linee Guida, le classi e sottoclassi di esposizione ambientale elencate nella tabella seguente. 25 / 132

27 Requisisti minimi delle miscele in funzione del loro campo di impiego Nella tabella vengono specificate le caratteristiche minime richieste per differenti mix, in funzione del loro impiego, sulla base di considerazioni relative alla loro durabilità. Tali caratteristiche devono essere considerate come minimi inderogabili da applicarsi indipendentemente dalle prescrizioni progettuali. Naturalmente, ogni volta che le caratteristiche dell ambiente siano tali da richiedere maggiore resistenza all aggressività, il progetto del mix dovrà essere specificatamente adeguato aumentando la resistenza caratteristica richiesta,diminuendo il rapporto a/c e, se del caso, utilizzando cementi e/o materiali resistenti al particolare agente aggressivo. I requisiti minimi in termini di resistenza e di rapporto a/c in funzione della classe di aggressività dell ambiente sono riportate nella tabella mentre le prescrizioni per l impiego di materiali o cementi particolari sono riportate nei paragrafi seguenti.le prescrizioni di tabella devono essere applicate solo quando risultano più vincolanti di quelle riportate in tabella successiva Caratteristiche dei cls in funzione dell aggressivita Requisiti minimi 26 / 132

28 Per i casi nei quali si è indicata la possibilità di utilizzare qualunque cemento, lascelta dovrà essere fatta sulla base di considerazioni relative all aggressività dell ambiente. Le miscele per calcestruzzi strutturali dovranno avere, a meno di casi particolari per i quali sarà sempre necessaria una esplicita autorizzazione da parte della DL, un contenuto di cemento compreso tra 250 e 400 kg/m3. Particolare cautela si dovrà prestare al dosaggio di cemento nel caso di getti massivi come meglio specificato nel seguito. La lavorabilità si riferisce ai soli calcestruzzi preconfezionati o prodotti in cantiere;per i calcestruzzi impiegati nella prefabbricazione, ferme le altre caratteristiche, si potrà derogare da tale prescrizione con opportune motivazioni, da approvare da parte del Direttore dei Lavori in sede di qualifica dell'impianto di prefabbricazione e delle miscele proposte 27 / 132

29 Nel caso venga prescritto l uso di un inibitore di corrosione, occorre valutare gli effetti che lo stesso può avere sul comportamento della miscela allo stato fresco e indurito Copriferro Il valore del copriferro da adottare è definito dal progettista ed è riportato sulle tavole di progetto.in linea di massima tali valori minimi sono indicati qui di seguito come funzione della Rck e della classe di aggressività dell ambiente. Copriferro maggiori di quelli indicati nelle tabelle potranno essere previsti incondizioni particolari (es. necessità di assicurare una determinata resistenza al fuoco):in questi casi, per valori maggiori di 45 mm, dovrà essere prevista l installazione, a meno di 4 cm dalla superficie del getto, di una armatura aggiuntiva non strutturale costituita da una rete elettrosaldata 5 mm con maglia quadrata di passo 10 x15 cm. Piu specificatamente le NTC indicano il valore minimo del copri ferro, i valori sono espressi in mm e sono distinti in fuzione dell armatura : barre da c.a. o cavi aderenti da c.a.p.(fili,trecce,trefoli) e del tipo di elemento. A tali valori vanno aggiunti le tolleranze di posa di 10mm. I valori della tabella di seguito riportata viene riferita a costruzione di vita utile pari a 50 anni (tipo 2 secondo NTC) per vita utile di 100 anni (Tipo 3) i valori vanno aumentati di 10mm. Per produzioni di elementi sottoposti a controllo di qualita che prevede la verifica dei copri ferri i valori della tabella possono essere ridotti di un valore pari a 5 mm. Per acciai inossidabili o in caso di altre misure protettive contro la corrosione i copri ferri potranno essere ridotti in base a documentazione di provata validita. Copriferri minimi in mm Cmin C0 Ambiente Barre da c.a. elementi a piastra Barre da c.a. altri elementi Cavi da c.a.p. elementi a piastra Cavi da c.a.p. altri elementi C C0 Cmin C<Co C C0 Cmin C<Co C C0 Cmin C<Co C C0 Cmin C<Co C25/30 C35/45 Ordinario C28/35 C40/50 Aggressivo C35/45 C45/55 Molto aggressivo Calcestruzzi resistenti ai cicli gelo-disgelo E richiesto l utilizzo di aggregati non gelivi (norma UNI 8520 parte 20). Per migliorare la resistenza ai cicli gelo - disgelo l impiego di additivi aeranti potrà essere autorizzato quando: - gli additivi sono conformi alla Norma UNI EN 934/2; - l immissione dell aerante avviene contemporaneamente al caricamento di almeno il 50% dell acqua aggiunta; - l impianto è dotato di predosatore d acqua con capacità tale da contenere almeno il 50% dell acqua di impasto nel quale disperdere l aerante prima dell immissione nel mescolatore o nell autobetoniera. Occorre evitare che la disomogenea distribuzione delle microbolle d aria nell impasto determini nella struttura volumi di calcestruzzo aventi caratteristiche estremamente variabili con conseguenti negative ripercussioni sulla resistenza e sulla durabilità dell opera.la quantità percentuale d aria totale, determinata sul calcestruzzo fresco prelevato dal getto dopo il pompaggio e la vibrazione secondo UNI 6395 con le cadenze previste al punto della UNI EN 206, dovrà essere conforme ai valori della tabella seguente. 28 / 132

30 Qualora prescritto dal Progettista i calcestruzzi esposti a cicli gelo-disgelo dovranno essere sottoposti alla prova di determinazione della resistenza a degradazione per cicli di gelo e disgelo secondo UNI 7087:2002 : la riduzione del modulo elastico non dovrà risultare superiore al 15% del valore iniziale misuratosul campione di riferimento. Se l importanza dell opera o le condizioni di esposizione lo giustificano, sono richieste prove di resistenza alla penetrazione, da eseguirsi in laboratorio con le modalità secondo UNI EN :2002 La profondità media del profilo di penetrazione dell acqua sotto pressione dovrà essere minore di 30 mm, ciascun valore dovrà essere minore di 50 mm.i precedenti valori misurati su provini confezionati in conformità alla Norma UNI EN :2009 I limiti corrispondenti con prove effettuate su provini cilindrici prelevati in opera in contraddittorio dovranno essere determinati sulle prime opere realizzate con ciascun mix Calcestruzzi esposti ad attacco chimico Ai fini di valutare l'eventuale attacco chimico a cui potrebbero essere sottoposti i calcestruzzi, all'appaltatore, di concerto con il Direttore dei Lavori, compete l'onere del preventivo accertamento della presenza e della concentrazione nei terreni e nelle acque di agenti aggressivi di cui alla norma UNI Nel caso di ambiente chimicamente aggressivo il Progettista dovrà individuare la classe di esposizione ambientale tra le classi XA1, XA2 e XA3, sulla base della concentrazione di agenti aggressivi presenti, come indicato nella tabella seguente Attacco chimico da parte dei solfati Il grado di attacco deve essere valutato in funzione del contenuto di ioni solfato SO4 = nel terreno secondo quanto riportato nella tabella di cui sopra. Conseguentemente devono essere utilizzati cementi a moderata, alta o altissima resistenza ai solfati. 29 / 132

31 Reazione alcali-aggregati Per alcali si devono intendere gli ioni sodio (Na) e potassio(k+) presenti in tutti i costituenti delle miscele di calcestruzzo: cementi, aggiunte minerali, aggregati, acqua, additivi. Di questi sono efficaci, ai fini della reazione con gli aggregati reattivi, solo quelli che passano in soluzione nella fase acquosa che permea la pasta di cemento e il cui tenore non sempre coincide con quello degli alcali totali.il tenore di alcali in ciascun componente va espresso in percentuale della massa come ossido di sodio equivalente calcolato secondo l espressione: (Na2Oeq)%=Na20%+0,658 K20% a Ossido di sodio equivalente efficace nel legante - L ossido di sodio equivalente presente nel cemento Portland e nei cementi Portland al calcare o alla microsilice (CEM l e CEM Il A-L, B-L e A-D) verrà considerato efficace al 100%; - Per gli altri cementi, contenenti materiali pozzolanici o loppe di altoforno i cui alcali risultano solo parzialmente solubili, il produttore dovrà fornire il tenore di ossido di sodio equivalente efficace ottenuto dalla somma di quello totale del clinker e quello efficace delle aggiunte, quest'ultimo determinato con il criterio di cui al successivo punto b. Si definiscono cementi a basso contenuto di alcali quelli con tenore di ossido di sodio equivalente efficace inferiore allo 0.6% (come Na2Oeq). Il valore certificato dovrà essere quello ottenuto dalla media di 25 determinazioni eseguite, su campionature consecutive, nei due mesi antecedenti l'inizio dei getti. Il campo di variabilità del contenuto dovrà ricadere in un intervallo compreso tra 0.15% rispetto al valore medio certificato. b Ossido di sodio equivalente efficace nelle aggiunte Per le aggiunte, sia aventi attività idraulica sia inerti, verrà determinato il tenore di Na2Oeq secondo il metodo di prova descritto nella Norma UNI ENV p.te 21, con la procedura di attacco di cui al punto della stessa norma. Di tale ossido di sodio equivalente dovrà essere considerato nel calcolo solamente il 50% di quello nelle loppe di altoforno ed il 17% di quello nei materiali pozzolanici. Il campo di variabilità del contenuto, dovrà ricadere in un intervallo compreso tra 0.05% rispetto al valore medio certificato. c Ossido di sodio equivalente efficace nell'aggregato Il contenuto in Na2Oeq degli alcali presenti nell'aggregato come cloruro di sodio (aggregati non lavati) dovrà essere calcolato secondo l'espressione: Na2Oeq = 0.76 CI % d Ossido di sodio equivalente efficace negli additivi e nell'acqua di impasto L'ossido di sodio equivalente presente nell'acqua di impasto e negli additivi dovrà essere considerato efficace al 100%.Nelle acque potabili la concentrazione è così bassa da poter essere trascurata. Ove sia prevedibile che gli aggregati possano reagire con gli alcali contenuti negli altri costituenti il calcestruzzo, si dovranno adottare misure atte a prevenire o limitare tale reazione nei calcestruzzi, qualora le conseguenze del danno non siano accettabili e/o la struttura possa trovarsi esposta in ambienti tali da consentire frequentemente la saturazione del conglomerato. Sulla base dei fattori di accettabilità e della classe di esposizione ambientale si dovranno adottare le seguenti forme di prevenzione: - nel caso di calcestruzzo in CLASSE ESPOSIZIONE AMBIENTALE X0 dovrà essere valutata caso per caso l opportunità di impiegare l aggregato a rischio. - nel caso di calcestruzzo in CLASSE DI ESPOSIZIONE AMBIENTALE XC1 XC2 l utilizzo di un aggregato reattivo o a rischio potrà essere autorizzato dal Direttore dei Lavori qualora l APPALTATORE dimostri di adottare uno o più dei seguenti provvedimenti: impiego di cementi a basso tenore di alcali: alcali efficaci, espressi come sodio equivalente Na2Oeq minori dello 0.6%; impiego di un cemento pozzolanico CEM IV con contenuto di pozzolana non minore del 30%; impiego di un cemento di altoforno CEM III con contenuto di loppa non minore del 50%; Impiego di fumo di silice condensato come aggiunta minerale alla miscela di calcestruzzo. Altri provvedimenti, quali ad esempio l aggiunta di ceneri volanti, potranno essere autorizzati dal Direttore dei Lavori solamente se giustificati dai risultati di una sperimentazione diretta. In ogni caso se il contenuto di alcali nella miscela espressi come Na2Oeq, tenendo conto del contributo di tutti i costituenti la miscela, non eccede il valore di g/m3 di calcestruzzo, analizzata l accettabilità del rischio, potrà autorizzare l impiego di tali aggregati; se il contenuto di alcali efficaci, pur eccedendo il limite indicato, sarà g/m3 di calcestruzzo, l APPALTATORE, al fine di poter utilizzare gli aggregati reattivi, dovrà dimostrare attraverso apposita sperimentazione concordata con il Direttore dei Lavori, l assenza di un rischio non accettabile per la durabilità delle strutture. 30 / 132

32 - nel caso di CLASSI DI ESPOSIZIONE AMBIENTALE XF,XS,XD,XC,XA, l aggregato reattivo o a rischio potrà essere utilizzato solamente se il contenuto di alcali efficaci nella miscela, espressi come sodio equivalente, non eccede il valore di 3000 g/m3 di calcestruzzo. L APPALTATORE al fine di poter utilizzare gli aggregati reattivi, dovrà dimostrare attraverso una sperimentazione diretta, concordata con il Direttore dei Lavori, l assenza di un rischio non accettabile per la durabilità delle strutture. Il Direttore dei Lavori potrà far sottoporre l aggregato a rischio alle prove di caratterizzazione indicate al seguente punto a intervalli non maggiori di 30(trenta) giorni. In tutti i casi di calcestruzzi soggetti a possibile reazione alcali-aggregato la profondità media del profilo di penetrazione dell acqua sotto pressione, determinata con le modalità previste nella Norma ISO EN su carote prelevate dalla struttura, dovrà essere minore di 20 mm con valori massimi non maggiori di 40 mm Prove per la valutazione della reazione alcali-aggregati Forme di aggregati reattivi presenti in Italia Per quanto riguarda la descrizione delle tipologie, le forme di aggregato reattivo sono quelle che contengono minerali reattivi nei confronti degli alcali (K2O, Na2O) quali la silice amorfa, la silice criptocristallina e fibrosa (calcedonio), il quarzo cristallino in stato di alterazione o tensione con cristalli che presentano angolo di estinzione ondulata maggiore di 15 o contengono inclusioni di miche, ossidi e solfuri metallici. Le rocce, nelle quali sono stati riscontrati minerali reattivi, sono: - diaspri, ftaniti e simili nei quali il minerale reattivo è rappresentato da selce, costituita da quarzo microcristallino associato a calcedonio fibroso e silice opalina; - calcari arenacei (calcareniti e biocalcareniti) costituiti da calcite accompagnata da lenti di selce, gusci fossili, gusci fossili silicei e da granuli di quarzo con estinzione ondulata; - calcari silicizzati, costituiti da materiale di natura calcarea associati a gusci fossili calcitici parzialmente o totalmente silicizzati, oltre a quarzo e calcedonio Prove per la caratterizzazione degli aggregati La determinazione della potenziale reattività degli aggregati dovrà avvenire tramite le prove di seguito elencate la cui esecuzione dovrà essere eseguita in successione. 1) Esame petrografico secondo norma UNI 932/3 Se l'esame petrografico non rivela la presenza di minerali reattivi, l'aggregato in esame può considerarsi non reattivo agli alcali ed idoneo quindi al suo impiego nel calcestruzzo. Se è accertata la presenza di minerali potenzialmente reattivi, prima di proporne l impiego il GC provvederà alla valutazione successiva, come di seguito indicato. 2) Prova accelerata di espansione di provini in malta immersi in soluzione di NaOH alla temperatura di 80 C (durata della prova 16 giorni), secondo norma UNI 8520/22.Se al termine di tale prova l espansione risulterà inferiore al limite prescritto nella UNI 8520/2 (Luglio 2002) e cioè allo 0,1%, l aggregato proposto potrà essere utilizzato, altrimenti si dovrà procedere ad una ulteriore valutazione definitiva come sotto riportato. 3) Prova a lungo termine di espansione di provini in malta mantenuti in ambiente umido a 38 C (durata della prova 3-6 mesi), secondo norma UNI 8520/22.L'aggregato viene considerato idoneo per l'impiego nel calcestruzzo quando l'espansione a lungo termine non supera il valore di 0,08% dopo 3 mesi oppure il valore di 0,10% dopo 6 mesi. La prova di espansione a lungo termine su prismi in malta può essere utilizzata anche per verificare quale o quali combinazioni cemento-aggregato oppure cemento-aggregato-aggiunte di tipo II (secondo la UNI EN 206) possono essere accettabili per la confezione di calcestruzzi. La combinazione in esame è considerata idonea all'impiego nel calcestruzzo quando l'espansione non supera i valori precedentemente specificati.pertanto, contemporaneamente alla prova sull aggregato in esame e allo scopo di individuare una soluzione alternativa tale che possa consentire comunque l impiego di aggregati reattivi, il GC potrà eseguire uno studio da sottoporre all esame dell A.S Dilavamento Il grado di attacco deve essere valutato in funzione del contenuto di CO2 aggressiva nelle acque secondo tabella 4.10.Devono essere utilizzati cementi a moderata, alta o altissima resistenza al dilavamento. 31 / 132

33 Getti massivi Si considerano massivi i getti il cui spessore supera le seguenti misure: - 80 cm per i getti allo scoperto; cm per i getti in galleria. In questo caso, in fase di progetto del mix, dovrà essere: - utilizzato cemento a basso calore di idratazione (CEM III, IV ); - evitato l impiego di cementi tipo R (a rapido indurimento); - previsto l impiego di additivi ritardanti; - ove necessario, e dietro approvazione della DL si potrà, inoltre,ricorrere ad ulteriori accorgimenti al fine di abbassare la temperatura del calcestruzzo fresco Raccomandazioni per calcestruzzi speciali Calcestruzzi vibrati fibro-rinforzati AICAP Raccomandazioni tecniche per l impiego del ferrocemento (1984) AICAP Raccomandazioni tecniche per l impiego del conglomerato cementizio rinforzato con fibre metalliche (aggiornamento 1990) AICAP Raccomandazioni tecniche per l impiego del conglomerato cementizio rinforzato con fibre di polietilene, o di polipropilene, o di poliacrilonitrile, o di poliammide (nylon) (1992) UNI (In preparazione) - Calcestruzzo rinforzato con fibre metalliche.calcestruzzi impregnati con polimeri AICAP Raccomandazioni tecniche per l impiego del conglomerato cementizio impregnato con polimeri (aggiornamento 1992) Impianti di produzione:processo industrializzato della produzione di cls Il sistema di gestione della qualita deve essere predisposto in armonia con le norme UNI EN 9001:2008 e deve riferirsi alle Linee Guida sul Calcestruzzo Preconfezionato elaborate dal Servizio Tecnico Centrale.Il sistema deve essere avviato dal Produttore e deve essere certificato da un Organismo terzo indipendente che operi nel rispetto delle norme UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2006 e che sia autorizzato dal Servizio Tecnico Centrale. Gli impianti di produzione di cls con processo industrializzato deve essere munito di un Sistema di Controllo di Produzione in Fabbrica (FPC), certificato da un ente terzo indipendente autorizzato dal Servizio Tecnico Centrale rientrano in tale categoria:cls prodotto in impianti fissi,cls prodotto in impianti e stabilimenti industrializzati di prefabbricazione fissi;cls prodotto nell ambito di impianti e stabilimenti industrializzati nei cantieri temporanei. Per produzione temporanea non insdutrizzializzata inferiore a 1500m^3 di miscela omogenea di cls il confezionamento e sotto diretta del Produttore.Il Direttore Lavori e tenuto ad acquisire documentazione costituente lo studio teorico della miscela.nel caso l impianto appartenga alla impresa e che sia dotata di un sistema di gestione della qualita aziendale, la certificazione deve rigardare in aggiunta a quanto sopra anche il sistema di controllo del processo di produzione.anche per il cls non certificato FPC sono necessari: -il progetto della miscela; -la verifica della conformita di tutti i materiali forniti (aggregati,cementi, additivi) ai requisiti richiesti dalle NTC 2008; -la qualifica del cls con prove di resistenza lavorabilita e altri parametri; -il controllo delle modalita del sistema di realizzazione del cls per garantire la qualita del prodotto PROCEDURA DI GESTIONE DEI PROVINI DI CLS E DEI PRELIEVI DI CLS La procedura per la gestione dei verbali di prelievo di cls e strutturata secondo tali criteri: a)all atto del prelievo la DL quando presente o nel caso fosse dato disposizone al tecnico di Laboratorio di effettuare l operazione deve obbligatoriamente identificare mediante etichette indelebili fornite dalla Direzione Lavori :WBS (sigla alfanumerica);rck;sigla miscela;data di getto;note osservazioni (riferiti alle parti di opera elemento o sub elemento ).Tali etichette sono compilate o fatte compilare dietro responsabilita unica della Direzione Lavori.Facoltativamente possono essere siglate con la firma dell addetto DL che segue i getti. b)entro la sera della giornata di getto, l Appaltatore deve fare pervenire alla DL copia delle bolle di trasporto ordinate secondo le opere eseguite e leggibili. 32 / 132

34 c)le etichette verranno immeditamente apposte sui cubi di cls alla presenza della DL; d)i cubetti che a seguito di danneggiamento o incuria del personale si trovassero privi di identificazione (cartellino) verranno scartati; e)all atto del caricamento dei provini di cls o comunque fossero pronti per la spedizione la D.L. ha facolta di eseguire controlli sullo stato dei provini e sulla presenza dei cartellini identificativi originari. f)i cubetti di riserva una volta maturati vanno stoccati in luoghi riparati dagli agenti atmosferici, ordinati secondo un metodo logico e soprattutto accessibili ogni qualvolta la D.L. ne avesse necessita di uso. g)in giornata o successivamente l indomani l addetto DL che ha seguito il getto emette un verbale di prelievo cls completo in ogni sua parte con eventualmente documentazione fotografica dello slump eseguito e copia del D.D.T dal quale e stato fatto il prelievo. h)il verbale sottoscritto dall addetto getti e dal Direttore Lavori viene portato dall Impresa la quale firmera per accettazione il modulo insieme alla lettera di spedizione dei provini (possono essere portati tutti insieme in una sola volta a fine settimana i verbali effettuati oppure in modalita diverse secondo accordi DL e impresa); i)l impresa deve una volta firmati i moduli consegnare alla DL copia dei verbali e copia della lettera di spedizione Da questo momento i verbali di prelievo insieme ai provini seguono l iter prestabilito sotto piena responsabilita dell Impresa Frequenza delle prove su cls fresco E buona norma prima di ogni prelievo ufficiale di cls eseguire in concomitanza anche una prova di slump, e comunque ogni qualvolta alla bocca della autobetoniera all inzio dello scarico si rilevi una consistenza anomala a vista. La prova di controllo composizione di cls fresco, massa volumica, aria inglobata saranno di volta in volta richiesti dalla Direzione Lavori a sua discrezione normalmente per getti di grande estensione e importanza o ad inizio forniture o cambio a mix CONTROLLO DI ACCETTAZIONE DELLE MISCELE DI CLS Preliminarmente all avvio dei lavori si dovranno chiarire una volta per tutte tra Direzione Lavori e Impresa la modalita di esecuzione dell accettazione delle formiture cls: in base a queste predeterminate scelte infatti l Impresa dovra predisporre personale,attrezzature di laboratorio, budget economico da assegnare al Laboratorio Ufficiale adeguato a soddisfare il tutto senza mancanza alcuna.non saranno tollerate eventuali contestazioni, osservazioni e quant altro dall Impresa che sorgessero a causa della procedura concordata ne sara da parte della Direzione Lavori cambiata la procedura Per una base di partenza si puo pensare di suddividere l accettazione secondo gradi di dettaglio che possono essere quelle delle WBS ossia : *accettazione per opera semplice WBS per miscele omogenee; *accettazione per parti di opera (il plinto spalla A, il plinto pila 1 ecc ecc); *accetazione per sub elemento (il singolo palo); Resta inteso che nella combinazione dei certificati per l accettazione il singolo certificato viene preso una sola volta e in linea teorica i certificati vanno presi e aggregati cosi come si presentano cronologicamente ordinati per data di prelievo sempre per la stessa miscela (identica Rck classe di esposizione e classe di slump). I controlli di accettazione dei cls sono effettuati secondo due procedure scelte in base al quantitativo di miscela omogenea di cls impiegato per la realizzazione dell opera.. Generalmente il controllo di tipo A e riferibile a struttura non complesse inferiori a 1550m^3,invero il controllo di tipo B a strutture con volume superiore a 1500m^3. I controlli di accettazione si basano su quantita di cls OMOGENEO vale a dire :stesso mix di cls (Rck,Classe di esposzione e classe di consistenza, dimensione aggregati ecc ) E vietato quindi durante la costruzione di un opera cambiare fornitore se non a seguito di gravi e comprovati motivi tecnici, cambiare classe di consistenza delle miscele, ovvero dimensione degli aggregati,rapporti a/c arbitrariamente e in base al caso particolare. 33 / 132

35 Tutte le modifiche anche minime o considerate irrilevanti che vanno a modificare l impasto originale del mix approvato da DL devono essere SEMPRE anticipatamente sottoposte all approvazione del Direttore Lavori. Qualunque modifica che si dovesse riscontrare (dalle bolle o altra documentazione) difforme sara imputabile con piena responsabilita all addetto D.L. che ha autorizzato tale azione e quando non presente, al capo cantiere dell Impresa, i quali ne risponderanno al Direttore Lavori Frequenza di prelievo provini di cls Come regola generale si possono seguire tale linee: *prelievo ad ogni getto strutturale e nei restanti casi dove richesto dalla D.L. eseguire il prelievo (con un prelievo di riserva per ciascuno ufficiale) :l appaltatore puo eseguirne in numero a piacimento per suo uso e consumo; *effettuare sempre un prelievo ogni 100m^3 ; *verificare il raggiungimento del numero minimo di provini atti a costituire un controllo di accettazione completo e valido ( in base agli accordi preliminare sul significato fisico di OPERA, ACCETTAZIONE ecc presi tra Direzione Lavori e Impresa allì inzio dei lavori) Miscele di cls non conformi Per quanto riguarda i quantitativi non conformi di cls in riferimento all opera o parti di opera sono considerati non accettati ossia si deve procedere ad una verifica ulteriore del materiale tramite metodi distruttivi o non distruttivi tali da avere un quadro completo ed esaustivo delle caratterisitiche effettive del manufatto.in presenza di documentazione suddetta si procedera ad un ricalcolo della struttura con i valori reali trovati sperimentalmente. E accettabile generalmente se non diversamente specificato che i valori medi di resistenza effettivi del cls risultino 85% del valore di Rck di progetto, La non conformita della resistenza a compressione valutata in una determinata posizione strutturale non implica la non conformita di tutto il cls messo in opera. Si configurano tre casistiche: -dequalificare l opera; -eseguire dei lavori di consolidamento; -demolizione della parte d opera o opera non conforme. Ulteriori controlli per le opere non conformi ai controlli di accettazione. APPROFONDIMENTO I provini di cls in base alla massa volumica presentata si scarteranno quando il valore sia inferiore a 2100kg/m^3 in quanto non correttamente confezionati.per tale motivo i certificati di prova che presentassero un valore inferiore devon essere considerati non attendibili. I valori della resistenza a compressione sono dipendenti dalla geometria e dalle dimensioni del provino.si allega una tabella con i fattori di conversione in riferimento ai valori ottenuti da provini di lato 150mm. Lati Indice conversione 110% 100% 95% 92% 90% CENTRALI DI BETONAGGIO E IMPIANTI DI CANTIERE I conglomerati cementizi possono essere confezionati esclusivamente in centrali di betonaggio o impianti di cantiere che siano stati preventivamente esaminati ed approvati dalla Direzione Lavori. L'effettiva capacità produttiva oraria delle centrali e degli impianti dovrà essere commisurata alle produzioni previste dal Programma di Costruzione. Gli impianti e le centrali di betonaggio dovranno essere dotati di tutti gli strumenti ed attrezzature idonei a garantire un controllo automatico costante dei dosaggi di tutti i componenti. Per l esecuzione delle prove di controllo in corso d opera, la centrale di betonaggio o l impianto di cantiere potrà avvalersi o di un proprio laboratorio interno o di un laboratorio esterno. Per evitare che l'acqua piovana possa alterare bruscamente l'umidità degli aggregati nelle tramogge, queste dovranno essere coperte con idonee tettoie. Analogamente i nastri caricatori delle tramogge e quelli che vanno dall'impianto di miscelazione alla bocca di carico dovranno essere coperti. 34 / 132

36 Nel caso in cui l'acqua per gli impasti sia accumulata in cisterne, queste dovranno essere opportunamente posizionate per limitare gli effetti delle basse ed alte temperature; in particolare dovranno essere protette (con tettoie ecc.) dall'irraggiamento diretto. Per ogni centrale/impianto di betonaggio si raccomanda l impiego di sistemi di recupero dei calcestruzzi freschi di risulta nonché delle acque di lavaggio per il loro eventuale riciclo Cemento Non è consentito mescolare fra loro cementi di diverso tipo, classe e provenienza; per ciascuna opera dovrà essere impiegato un unico tipo di miscela e,quindi, di cemento (tipo, classe, produttore e stabilimento di produzione). Il cemento sarà conservato in sili che garantiscano la perfetta tenuta nei confronti dell'umidità atmosferica; ogni silo conterrà un unico tipo e classe di cemento proveniente da uno stesso stabilimento di produzione; a tale scopo il silo dovrà essere, chiaramente identificato Aggregato Gli aggregati dovranno essere stoccati in quantità congruente con il programma lavori e comunque sufficiente a completare qualsiasi opera che debba essere gettata senza interruzioni. Il luogo di stoccaggio dovrà essere di dimensioni adeguate e consentire l'immagazzinamento con separazione delle diverse pezzature che dovranno essere divise da appositi setti. Per ogni cumulo dovrà essere apposto un cartello di idonee dimensioni indicante la classe granulometrica dell'aggregato. La superficie di appoggio di ogni cumulo dovrà essere di calcestruzzo e conformata in modo tale da consentire l'allontanamento dell'acqua piovana e di percolazione. Gli aggregati dovranno essere prelevati in modo tale da garantire la rotazione continua dei volumi stoccati Dosaggio e miscelazione dei componenti Il cemento, l'acqua, le eventuali aggiunte (ceneri e microsilice) e gli additivi, dovranno essere misurati con dispositivi separati e usati esclusivamente per ciascuno di essi; gli aggregati dovranno essere dosati per pesate singole o cumulative di almeno tre classi. Il cemento dovrà essere sempre pesato con bilancia indipendente più sensibile di quella utilizzata per gli aggregati. Ogni additivo dovrà avere un dosatore ed una linea di tubazioni ad esso dedicate e nel caso si preveda l impiego di additivi di diversa natura e composizione chimica è necessario procedere al lavaggio dell autobetoniera e del premiscelatore prima del carico successivo. Le tramogge contenenti le sabbie dovranno essere dotate di strumenti idonei (sonde di rilevamento) a misurare l'umidità nelle sabbie stesse all'inizio di ciascuna pesata in modo da eseguire automaticamente la correzione di peso effettivo rispetto al teorico e la detrazione dell'acqua presente nell'aggregato. Per gli aggregati grossi, in assenza di sonde di rilevamento la percentuale di umidità potrà essere impostata in modo fisso in base alle rilevazioni giornaliere che dovranno essere registrate su idoneo modulo. In centrale/impianto di betonaggio dovrà essere disponibile una registrazione dove dovranno essere riportati almeno una volta al giorno tutti i valori del tenore di umidità per le varie classi di aggregati confrontati, per quelli fini con quelli letti automaticamente dalle sonde, indicando anche l ora di svolgimento della prova. Per questi ultimi, nel caso in cui il valore letto dalle sonde differisca più dello 0,5% rispetto a quello ottenuto con la prova manuale dovranno essere indicati i provvedimenti apportati per la correzione della taratura delle sonde e per la correzione della miscela. Il cemento, l acqua, gli eventuali additivi dovranno essere dosati con precisione di almeno il 2% e gli aggregati con precisione del 3% per ogni singola classe. La centrale - impianto di betonaggio dovrà essere dotata di pesi campione o di altri dispositivi ausiliari di taratura, per controllare l'accuratezza di ogni misura in tutto il campo di valori consentito da ogni strumento. Verrà predisposto un programma di controlli delle tarature eseguito da personale qualificato: le bilance dovranno essere revisionate almeno una volta ogni due mesi, tarate all'inizio del lavoro e successivamente almeno una volta all'anno con relativo certificato di taratura rilasciato da apposito ente autorizzato. L'impianto dovrà essere costruito in maniera tale che i componenti di un nuovo impasto non possano essere pesati finché non sia stata ultimata la pesata e Io scarico dei componenti dell'impasto precedente. Nel luogo di produzione ed in cantiere, inoltre, saranno installati termometri atti a misurare la minima e la massima temperatura atmosferica giornaliera. Tali informazioni dovranno comparire automaticamente 35 / 132

37 nella bolla di carico e, quindi, non potranno essere modificabili dall operatore.il sistema di gestione e controllo dell'impianto dovrà essere in grado di stampare per ogni carico una bolla ove devono essere riportati per le varie colonne: - n identificativo del mix in produzione; - la classe di resistenza caratteristica - la classe di esposizione ambientale - la classe di consistenza - i metri cubi trasportati - soggetto (ad esempio impresa esecutrice) richiedente la fornitura; - cantiere di destinazione; - opera (ed eventualmente parte d'opera) cui si riferisce la fornitura; - ora di fine carico del mix prodotto; - identificazione (ad esempio targa) del mezzo di trasporto; - materiali componenti il mix con indicati: - per gli aggregati: la pezzatura nominale e la cava di provenienza; - per i cementi: tipo, classe, produttore e cementificio; - per le aggiunte (ceneri volanti e microsilice): tipo e provenienza; - per gli additivi (fluidificanti, superfluidificanti, aeranti, ecc.): marca e tipo; - per l'acqua: se proveniente da acquedotto, pozzo, cisterna. - la ricetta, per un mc, del mix in fase di produzione; - la ricetta del mix per gli n mc in fase di produzione; - l'umidità totale delle singole classi di aggregati (rilevata automaticamente con le sonde almeno per gli aggregati fini);l assorbimento delle singole classi granulometriche, misurato e dichiarato in fase di qualifica del materiale; - la ricetta per gli n mc in produzione, corretta in funzione dell'umidità delle varie classi degli aggregati; - l'effettivo carico (dosaggio) per ogni singolo componente; - la differenza (+/-) tra quanto effettivamente caricato e il teorico corretto; - l'errore percentuale di carico (dosaggio) per ogni singolo componente; - il rapporto acqua/cemento di progetto del mix (considerando gli aggregati saturi con superficie asciutta) e quello effettivamente ottenuto dopo il carico(dosaggio); - indicazione delle tramogge degli aggregati, dei sili del cemento e delle aggiunte e dei dosatori degli additivi associati alle singole pesate.si dovrà inoltre avere automaticamente evidenza: - ogni qual volta l'errore di dosaggio supera la tolleranza ammessa (2% per cemento, aggiunte, additivi ed acqua; 3% per ogni singola classe di aggregati); - ogni qual volta si passa da funzionamento automatico a quello manuale dell'impianto; - ogni volta che vengono modificati in manuale i valori di lettura delle sonde. Al fine di garantire un migliore controllo del rapporto acqua/cemento e una corretta miscelazione dell'impasto, si raccomanda l'impiego di impianti di betonaggio con premiscelatore, correzione automatica del rapporto acqua-cemento e controllo della consistenza. Onde garantire la corretta miscelazione dell'impasto in betoniera occorre che la stessa giri alla massima velocità per un tempo (T) T > n+2 ove: n = numero dei metri cubi di calcestruzzo caricati; T = tempo in minuti La necessaria e/o prescritta lavorabilità potrà essere ottenuta, insieme ai bassi valori del rapporto A/C, mediante l'impiego di additivi fluidificanti o superfluidificanti e mai impiegando maggiori quantità di acqua complessiva rispetto a quella prevista nella composizione di progetto (mix - design) del conglomerato cementizio Trasporto, lavorabilita e consegna Nel caso di miscelazione diretta in betoniera, ferme restando le prescrizioni del tempo di miscelazione fornite nel precedente punto, si dovrà fare in modo che una parte dell acqua e di aggregato grosso venga caricata prima del cemento e degli altri aggregati. Durante il trasporto del calcestruzzo avviene una perdita di lavorabilità che è influenzata, a parità di miscela impiegata, principalmente dalle condizioni ambientali di temperatura e dal tempo intercorrente tra il confezionamento dell impasto all impianto e l inizio del getto in cantiere. Pertanto, in ogni caso la temperatura massima all atto della consegna del calcestruzzo non dovrà superare 35 C e il tempo intercorrente tra il confezionamento dell'impasto all'impianto e la fine delle operazioni di scarico dell autobetoniera non dovrà essere superiore a 60 minuti. 36 / 132

38 Inoltre, il calcestruzzo consegnato dovrà mantenere comunque la classe di consistenza di progetto per almeno 60 minuti. Per getti caratterizzati da particolari condizioni operative di esecuzione, come, ad esempio, getti in galleria a notevole distanza dall'imbocco, platee di fondazione o getti massivi in genere, dove è necessario evitare la formazione di giunti freddi, tale tempo potrà essere esteso a 90 minuti. Il mantenimento della classe di consistenza del calcestruzzo, di conseguenza, dovrà essere garantito fino a 90 minuti. A tale riguardo dovrà essere stata eseguita ed approvata dalla Direzione Lavori una specifica qualifica della miscela da utilizzare. Le betoniere dovranno essere esaminate periodicamente per verificare la diminuzione dell'efficacia dovuta sia ad accumulo di conglomerato indurito o legante che all'usura delle lame. L'autobetoniera dovrà essere dotata di apposito libretto, da porre a disposizione della DL, che attesti le revisioni periodiche effettuate (ogni 4000 mc. o almeno una volta al mese). Ogni carico di conglomerato cementizio dovrà essere accompagnato da una bolla (vedi punto 5.1.3).Il conducente dell autobetoniera ha l obbligo di mostrare la bolla di trasporto alla Direzione Lavori prima di procedere allo scarico del cls. All'atto dello scarico, l Appaltatore dovrà controllare l'omogeneità e la lavorabilità dell'impasto. Se il conglomerato cementizio viene messo in opera mediante impiego di pompa, tale controllo dovrà possibilmente avvenire alla bocca di uscita della tubazione. Se la consistenza e minore di quella prescritta la consistenza puo essere portata fino al valore prescritto mediante aggiunta di additivi fluidificanti,tale aggiunta verra registrata sulla bolla di consegna. La lavorabilita non potra essere ottenuta con maggiore impiego di acqua di quanto previsto nella composizione del cls. Nel luogo di produzione ed in cantiere dovranno essere presenti dei termometri per la misurazione giornaliera dei valori minimi e massimi di temperatura. E facolta della Direzione Lavori di rifiutare carichi di cls non rispondenti ai requisiti prescritti Getto e maturazione Programma getti L APPALTATORE è tenuto a presentare alla Direzione Lavori il programma dei getti previsti per il giorno successivo;esso conterra i seguenti dati: - il luogo, l ora, l'opera e la struttura specificando la WBS: non sono ammessi a tal riguardo descrizioni generiche,di toponimia locale o tali da generare incertezza sull effettiva posizione dell opera in cantiere, nel caso di tombini, canalette, plinti segnaletica ecc segnalare in aggiunta la Pk; - i m3 di cls previsti, la classe di resistenza e i codici delle miscele utilizzate; - i relativi impianti di confezionamento; - diametro mas aggregato, uso di antigelo, fluidificanti, ritardanti ecc AUTORIZZATI Ogni variazione al programma dovrà essere comunicata (salvo casi dovuti a motivi di sicurezza), in forma scritta, con un preavviso minimo ossia entro le ore 17:00 del giorno antecedente i getti. Per eventali cambiamenti di orario di getti nella giornata avvisare immediatamente la Direzione Lavori telefonicamente e subito dopo mandare una comunicazione scritta (e-mai). Tutti i getti effettuati non elencati nel programma suddetto saranno imputabili in quanto a responsabilita al capo cantiere dell Appaltatore che ne risponde in pieno alla Direzione Lavori la quale ha facolta di richiedere provvedimenti discipilinari incluso l allontanamento di questo dal cantiere nei casi piu gravi. L appaltatore deve programmare un numero di getti e quantita di cls adeguato alla potenzialita di produzione dell impianti di betonaggio contattati. I getti possono essere autorizzati solo nelle condizioni di temperature e atmosferiche consentite dal Capitolato, pertanto nei periodi di gelo e di gran caldo la D.L. ha facolta di sospendere i getti previo congruo avviso all Appaltatore Posa in opera del calcestruzzo I getti potranno avere inizio solo dopo che l APPALTATORE in contraddittorio con la Direzione lavori avrà verificato: - preparazione e rettifica dei piani di posa; - pulizia delle casseforme; 37 / 132

39 - posizione e corrispondenza al progetto delle armature e del copriferro; - posizione delle eventuali guaine dei cavi per la precompressione; - posizione degli inserti (giunti, water stop, ecc.). Ad ogni contradditorio seguira verbale firmato da entrambe le parti. Nel caso di getti contro terra si dovrà controllare con particolare cura che siano stati eseguiti, in conformità alle disposizioni di progetto: - la pulizia del sottofondo ed allontanamento/aggottamento delle eventuali acque di infiltrazione; - la posizione di eventuali drenaggi; - la stesa di materiale isolante o di collegamento. I getti dovranno risultare perfettamente conformi ai particolari costruttivi di progetto e alle eventuali prescrizioni aggiuntive. In nessun caso si dovranno verificare cedimenti dei piani di appoggio e delle pareti di contenimento; in tale ultimo caso l APPALTATORE dovrà provvedere al loro ripristino. Prima del getto tutte le superfici di casseratura del calcestruzzo dovranno essere pulite, lavate con acqua o aria in pressione e trattate con prodotti disarmanti preventivamente autorizzati dal Direttore dei Lavori; se porose, dovranno essere mantenute umide per almeno due ore prima dell'inizio dei getti. I ristagni d'acqua dovranno essere allontanati dal fondo. Lo scarico del calcestruzzo dal mezzo di trasporto nelle casseforme dovrà avvenire con tutti gli accorgimenti atti a evitarne la segregazione. L'altezza di caduta libera del calcestruzzo fresco, misurata dall uscita dello scivolo o della bocca del tubo convogliatore, non dovrà mai essere maggiore di 100 cm. Per getti massivi, il calcestruzzo dovrà essere steso in strati orizzontali di spessore (misurato dopo la vibrazione) non maggiore di 50 cm. Il calcestruzzo dovrà essere posto in opera e vibrato con ogni cura in modo che le superfici esterne si presentino lisce e compatte, omogenee, perfettamente regolari, senza vespai o nidi di ghiaia ed esenti da macchie o chiazze. A meno che non sia altrimenti stabilito, il calcestruzzo dovrà essere vibrato con un numero di vibratori a immersione o a parete determinato, prima di ciascuna operazione di getto, in relazione alla classe di consistenza del calcestruzzo, alle caratteristiche dei vibratori e alla dimensione del getto stesso, la durata della vibrazione è determinata da tempo intercorso dall immersione totale del vibratore fino all affioramento in superficie della boiacca. Per omogeneizzare la massa durante il costipamento di uno strato i vibratori a immersione dovranno penetrare per almeno 5 cm nello strato inferiore. E' vietato scaricare il conglomerato in un unico cumulo e distenderlo con l'impiego del vibratore. Le attrezzature non funzionanti dovranno essere immediatamente sostituite in modo che le operazioni di costipamento non vengano rallentate o risultino insufficienti. Per getti in pendenza dovranno essere predisposti dei cordolini di arresto che evitino la formazione di lingue di calcestruzzo troppo sottili per essere vibrate efficacemente. Nel caso di getti da eseguire in presenza d'acqua, come spesso avviene perl esecuzione di pali, paratie ed altri elementi strutturali da gettare sotto falda, o nel caso in cui non è possibile realizzare un drenaggio, si dovrà preveder l impiego di calcestruzzo subacqueo, caratterizzato da una forte resistenza al dilavamento. La posa in opera dovrà essere eseguita mediante tubi-getto in ferro costituiti da segmenti di diametro fino a cm e lunghezza fino a 3 m, aventi nella parte superiore una tramoggia a imbuto per il calcestruzzo. L immissione dovrà avvenire dall alto in modo che la bocca inferiore del tubo sia costantemente sotto il livello del calcestruzzo già gettato, favorendo la risalita del calcestruzzo verso l alto. Via via che la superficie di getto avanza in verticale, anche il tubo dovrà essere sollevato e, di conseguenza, dovranno essere smontati i segmenti superiori. L'APPALTATORE dovrà adottare gli accorgimenti necessari per impedire che l'acqua dilavi il calcestruzzo e ne pregiudichi la regolare presa e maturazione Ripresa dei getti Di norma i getti dovranno essere eseguiti senza soluzione di continuità, in modo da evitare ogni ripresa. Nel caso ciò non fosse possibile, ad esempio per elementi con dimensioni rilevanti, il getto dovrà essere sospeso e successivamente ripreso, generando in questo modo una ripresa di getto. Riprese di getto mal eseguite condurranno alla formazione di giunti freddi con l insorgere di problemi di permeabilità all acqua e di corrosione dei ferri d armatura. 38 / 132

40 Per eseguire riprese di getto monolitiche, che assicurino continuità tra parti di uno stesso elemento strutturale realizzate in tempi differenti, si dovrà procedere secondo uno dei seguenti modi: Getto fresco su fresco: Questo tipo di getto dovrà essere previsto in funzione della velocità di ricoprimento del getto precedente e della velocità di perdita di lavorabilità e del tempo di presa del calcestruzzo già gettato. Poiché queste ultime proprietà dipendono dalla composizione della miscela di calcestruzzo, si dovrà procedere alla qualifica presso l impianto di betonaggio di miscele specifiche da impiegarsi come calcestruzzi per riprese di getto. All atto del getto dello strato successivo, la classe di consistenza dello strato di getto precedente dovrà essere almeno tale che la vibrazione lo penetri per uno spessore di qualche centimetro. Per ottenere questi risultati si dovrà fare uso di particolari miscele contenenti specifici additivi ritardanti tali che possano essere eseguite riprese di getto monolitiche con interruzioni non maggiori di 36 ore Getto su calcestruzzi induriti Nel caso che le modalità costruttive impongano sospensioni dei getti per settimane, si potrà utilizzare, in alternativa, la seguente tecnologia: 1) predisporre una superficie di ripresa scabra del getto precedente, realizzando una scarifica meccanica della superficie già indurita o applicando a spruzzo sulla superficie ancora fresca del primo getto una dose studiata di additivo ritardante. In quest ultimo caso si dovrà procedere ad un lavaggio con getto d acqua in pressione tale che elimini la malta e lasci esposto l eggregato grosso, originando una superficie di calcestruzzo scabra; 2) gettare una malta o un betoncino di collegamento tra i due getti, con caratteristiche di ritiro compensato, ed ulteriore getto di calcestruzzo fresco sulla malta ancora fresca. In tal caso si dovrà procedere ad uno studio di qualifica all impianto della miscela di malta o betoncino che si intende utilizzare che dovrà essere approvata dalla D.L.. Tra le successive riprese di getto non si dovranno avere distacchi, discontinuità o differenze di aspetto e colore; in caso contrario l APPALTATORE dovrà provvedere ad applicare adeguati trattamenti superficiali traspiranti al vapore d acqua. Nelle strutture impermeabili dovrà essere garantita la tenuta all acqua dei giunti di costruzione con idonei accorgimenti, da indicare nel progetto e preventivamente autorizzati dal Direttore dei Lavori Getti in clima freddi Ai fini del getto del calcestruzzo, il clima si definisce freddo quando la temperatura dell aria è minore di 5 C.In queste condizioni il getto potrà essere eseguito dietro il rispetto delle seguenti prescrizioni: - nel caso in cui la temperatura dell aria sia compresa fra 0 C e + 5 C, la produzione e la posa in opera del conglomerato cementizio dovranno essere sospese, a meno che non sia garantita una temperatura dell impasto al momento del getto non inferiore a + 10 C; - questa temperatura potrà essere ottenuta eventualmente anche mediante un adeguato sistema di preriscaldamento degli inerti e/o dell acqua di impasto all impianto di betonaggio. In questo caso, però, la temperatura raggiunta dall impasto non deve mai essere superiore a 25 C. - per temperature comprese fra -4 C e 0 C è ammessa esclusivamente l esecuzione di getti relativi a fondazioni, pali e diaframmi, ferme restando le condizioni dell impasto di cui ai punti precedenti. Per i plinti bisognerà comunque adottare le seguenti precauzioni: - adottare la massima cura nella vibrazione e compattazione del conglomerato; - proteggere ed isolare i getti mediante opportune protezioni da concordare preventivamente con la DL onde permettere l avvio della presa ed evitare la dispersione del calore di idratazione; - mantenere le strutture casserate per un periodo minimo di due giorni; - scegliere, per il getto, le ore più calde della giornata. - in ogni caso, prima del getto, la neve e il ghiaccio devono essere rimossi dai casseri dalle armature e dal sottofondo - in nessun caso un getto può essere eseguito quando la temperatura dell aria esterna è inferiore a 4 C, salvo specifiche prescrizioni di Capitolato Speciale, corredate dai relativi controlli, che dovranno essere preventivamente approvate Getti in clima caldo Se durante le operazioni di getto la temperatura dell'aria supera i 35 C, la temperatura iniziale dell'impasto non dovrà superare i 30 C; tale limite dovrà essere controllato tramite applicazione di sonde di temperatura nel manufatto e potrà essere convenientemente abbassato in caso di getti massivi. 39 / 132

41 La temperatura delle casseforme dovrà essere ricondotta a tale valore con tolleranza di 5 C mediante preventivi getti esterni di acqua fredda. Al fine di abbassare la temperatura del calcestruzzo verranno raffreddati gli aggregati attraverso getti di acqua fredda che sarà opportunamente allontanata dai cumuli con adeguati sistemi di smaltimento. Per mantenere la classe di consistenza del calcestruzzo prevista per l opera da eseguire, la Direzione Lavori potrà autorizzare la sostituzione dell additivo superfluidificante in uso con uno specifico additivo superfluidificante con effetto ritardante o ulteriore aggiunta di additivo ritardante di presa, previa verifica degli standard qualitativi della miscela all impianto Giunti di discontinuita I giunti vanno praticati di regola ad intervalli e in posizione opportunamente scelte tenendo anche conto delle particolarita della struttura (gradonatura della fondazione ecc).si pone in opera con un certo anticipo rispetto al getto appositi setti di materiale idoneo per formare delle superfici di discontinuita affioranti a faccia vista secondo le linee rette continue o spezzate.gli elemento di tenuta o di copertura sono costituiti da elastomeri a struttura etilenica, a struttura paraffinica, a struttura complessa, elastomeri etilenici cosidetti protetti o da cloruro di polivinile. In luogo di questi si puo prevedere l impiego di sigillanti costituiti da sostanze oleoresinose, bituminose siliconiche a base di elastomeri polimerizzabile o polisolfuri che dovranno assicurare tenuta all acqua,l elasticita sotto le deformazioni previste, una aderenza perfetta alle pareti ottenuta con l utilizzo di idonei primer. Proibito l esecuzione di giunti obliqui formanti angolo diedro acuto.in tali casi si deve modificare l angolo diedro acuto in modo tale da formare con le superfici esterne delle opere da giuntare angoli diedri non inferiori ad un angolo retto con facce piane di conveniente larghezza in relazione al diametro massimo degli inerti.nella esecuzione dei maufatti contro terra si deve prevedere l esecuzione di appositi fori per l evacuazione delle acque, eseguiti con posa in opera nella massa del cls di tubi a sezione circolare PVC o similare Stagionatura e protezione I metodi di stagionatura e la loro durata dovranno essere tali da garantire per il calcestruzzo indurito: a) la prescritta resistenza e durabilità; b) la assenza di fessure o cavillature in conseguenza del ritiro per rapida essiccazione delle superfici di getto o per sviluppo di elevati gradienti termici all'interno della struttura. Deve quindi essere previsto un adeguato periodo di stagionatura protetta, iniziato immediatamente dopo aver concluso le operazioni di posa in opera, durante il quale il calcestruzzo potrà raggiungere le sue proprietà potenziali nella massa e, in particolare, nella zona superficiale. La protezione consiste nell impedire: a) l essiccazione della superficie del calcestruzzo. Infatti, l essiccazione prematurarende il copriferro permeabile e quindi scarsamente resistente alla penetrazione delle sostanze aggressive presenti nell ambiente di esposizione. b) il congelamento dell acqua d impasto prima che il calcestruzzo abbia raggiuntoun grado adeguato di indurimento; c) il rapido raffreddamento della struttura, dovuto alla differenza di temperatura tra il manufatto e l ambiente, che può generare stati fessurativi di origine termica. Nella tabella sono riportati i tempi minimi consigliati di stagionatura, in giorni, per strutture esposte nelle classi di esposizione da non significativa a normale. 40 / 132

42 Per condizioni di esposizione ambientale più gravose, le durate di stagionatura della tabella dovranno essere aumentate secondo le disposizioni della DL per essere sicuri che il copriferro sia diventato pressoché impenetrabile alle sostanzecontenute nell ambiente di esposizione. La velocità di sviluppo della resistenza del calcestruzzo può essere valutata dalla tabella seguente Le indicazioni sopra riportate relative alle condizioni di stagionatura per conseguire una adeguata impermeabilità dello strato superficiale non prendono in considerazione gli aspetti della sicurezza strutturale in relazione ai quali può essere stabilito un tempo minimo maggiore per raggiungere la resistenza voluta alla rimozione dei casseri. I metodi di stagionatura eventualmente previsti dal Progettista dovranno essere preventivamente sottoposti all'esame del Direttore dei Lavori che potrà richiedere delle verifiche sperimentali con le modalità di seguito descritte. Nel caso siano previste, nelle 24 ore successive al getto durante la fase di stagionatura, temperature dell aria con valori minori di 5 C o maggiori di 35 C,l APPALTATORE dovrà utilizzare esclusivamente casseri in legno o coibentati sull intera superficie del getto ed eventualmente teli isolanti: - fogli di polistirolo o poliuretano espansi, tagliati opportunamente e fissati ai casseri; - fogli di lana di roccia ricoperti da fodere di polietilene; - fogli di schiuma vinilica; - schiume poliuretaniche spruzzate sull esterno della cassaforma. Per un più efficace utilizzo, tali materiali dovranno essere sempre protetti dall umidità con teloni impermeabili. Tutte le superfici dovranno essere mantenute umide per almeno 48 ore dopo il getto mediante utilizzo di prodotti filmogeni applicati a spruzzo ovvero mediante continua bagnatura con serie di spruzzatori d'acqua o con altri idonei sistemi,ad eccezione di condizioni atmosferiche caratterizzate da forte umidita o da temperature basse. Per le solette é preferibile utilizzare i prodotti filmogeni o eseguire la bagnatura continuamente rinnovata. Qualora il prodotto filmogeno venga applicato su una superficie di ripresa, prima di eseguire il successivo getto si dovrà procedere a ravvivare la superficie. Il metodo di stagionatura prescelto dovrà assicurare che le variazioni termiche differenziali nella sezione trasversale delle strutture non provochino fessure o cavillature tali da compromettere le caratteristiche del calcestruzzo indurito. Al fine di evitare congelamenti superficiali o totali di strutture sottili oppure innalzamenti di temperatura troppo elevati con conseguente abbattimento delle proprietà del calcestruzzo indurito nel caso di strutture massive, il Progettista dovrà quantificare in sede progettuale il bilancio termico complessivo durante la fase di indurimento, in funzione dello sviluppo di temperatura del calcestruzzo e della temperatura esterna. Durante il periodo di stagionatura protetta si dovrà evitare che i getti subiscano urti, vibrazioni e sollecitazioni di ogni genere. 41 / 132

43 Accelerazione dei tempi di stagionatura Di norma per i calcestruzzi gettati in opera viene esclusa l accelerazione dei tempi di maturazione con trattamenti termici. La maturazione accelerata dei calcestruzzi con trattamento termico sarà permessa solo qualora siano state condotte indagini sperimentali sul tipo di trattamento termico che si intende adottare e dietro esplicita approvazione della DL. In particolare si dovrà controllare che a un aumento delle resistenze iniziali corrisponda una resistenza a 28 giorni non minore del 95% di quella che si otterrebbe con maturazione in condizioni standard (20 C e 100% di UR, umidità relativa). Dovranno, inoltre, essere rispettate le prescrizioni riportate nel paragrafo Stagionatura dei getti massivi In fase di maturazione dovranno essere sempre applicati gli accorgimenti prescritti a proposito dei getti ordinari, dovrà essere evitata la scasseratura precoce e, dove necessario, si dovrà procedere al raffreddamento dell interno del getto mediante circolazione di liquido. L APPALTATORE dovrà programmare il getto in modo da eseguirlo nelle ore più opportune in relazione alla prevedibile temperatura ambientale al momento del getto stesso ed al suo prevedibile sviluppo nelle ore successive.dovrà, inoltre, sottoporre all approvazione della DL il programma di maturazione ove necessiti Maturazione accelerata con trattamento termico E permessa la maturazione accelerata quando siano condotte indagini sperimentali sul trattamento termico.in particolare si controllera che ad un aumento delle resistenze iniziali non corrisponda una resistenza finale minore di quella ottenuta con maturazione naturale. Devono essere rispettate le prescrizioni: -la temperatura del cls durante le prime tre ore non deve essere maggiore di 30 C; -il gradiente di temperatura di riscaldamento e quello di raffreddamento non deve superare i 15 C /h e dovranno essere ridotti in caso contrario; -la temperatura massima del cls non deve superare i 60 C; -la differenza di temperatura tra quella massima all interno del csl e ambiente a contatto con il manufatto non dovra superare i 10 C; -il controllo dei limiti e dei gradienti di temperatura dovra avvenire con apposita apparecchiatura che registri l andamento delle temperature nel tempo; -la procedura di controllo di cui al punto precedente dovra essere rispettata anche per i conglomerati cementizi gettati in opera e maturati a vapore In ogni caso i provini per la valutazione della resistenza a 28 gg e resistenza raggiunta al taglio dei trefoli o fili aderenti dovranno essere maturati nelle stesse condizioni termo igrometriche della struttura secondo le UNI EN Disarmo Durante il periodo della stagionatura i getti dovranno essere riparati da possibili urti, vibrazioni e sollecitazioni di ogni genere.il disarmo non deve avvenire prima che la resistenza del conglomerato abbia raggiunto il valore necessario in relazione all impiego della struttura all atto del disarmo.le indicazioni sui tempi di disarmo sono orientative.la decisione sara presa di volta in volta con l accordo del Direttore dei Lavori.I tempi di disarmo vanno aumetati fino al doppio in caso di basse temperature (inferiori a 5 C) Classe cemento Sponde laterali travi e casseri,pareti e pilastri Casseri solette Sostegno travi e solette di grande luce Oneri compresi Sono considerati inclusi e comprensati dai prezzi di elenco tutti gli oneri relativi a : -elaborazione del mix design; -fornitura di tutti i materali componenti l impasto confezionato a regola d arte inclusi gli additivi; -trasporto stoccaggio e conservazione dei materiali in cantiere; -controlli su campioni di cls fresco e indurito prove di laboratorio; 42 / 132

44 -tutte le fornitura di materiali minuterie e sfridi compresi, lavorazioni mezzi ed attrezzi di lavoro per il completamento dei lavori a regola d arte; -pulizia e preparazione delle superfici delle casseforme prima del getto; -preventiva modanatura dell opera da costruire; -esecuzione dei getti compreso il trasporto e sollevamento avvicinamento al getto eseguito a qualsiasi altezza o profondita incluso l uso di pompa,per l onere della posa in opera non si fa alcuna distinzione per il sistema dall Appaltatore o necessario per la situazione specifica; -compattazione vibrazione e stagionatura dei getti e gli eventuali provvedimenti per la protezione delle superfici fresche dalle intemperie. Sono inclusi anche la formazione di giunti (il materiale per la separazione del getto e compensato a parte) il getto in presenza di pali di fondazione ed in generale la possibilita che la successione delle fasi di getto sia tale da costringere a ritornare sulle stesse aree di lavoro piu volte. Per il cls relativamente ad additivi:fornitura dei fluidificanti e areanti nelle quanita prescritte dalle norme in funzione della classe di esposizione. Tutti gli altri addittivi:ritardanti,acceleranti,antigelo,coloranti,impermeabilizzantidi massa,inibitori di corrosione ecc) sono compensati a parte. Per i prefabbricati gli oneri compresi sono:trasporto dallo stabilimento di produzione al cantiere;adeguato stoccaggio in cantiere;movimentazione sollevamento e posizionamento degli elementi prefabbricati nel rispetto delle norme di sicurezza e secondo indicazioni progettuali;fornitura e posa in opera di adeguati sistemi di fissaggio dei pannelli prefabbricati alla struttura di sostegno e la sigillatura dei giunti tra pannello Finiture superficiali per csl faccia a vista Affinché il colore superficiale del calcestruzzo, determinato dalla sottile pellicola di malta che si forma nel getto a contatto con la cassaforma, risulti il più possibile uniforme, il cemento utilizzato in ciascuna opera dovrà provenire dallo stesso cementificio ed essere sempre dello stesso tipo e classe. La sabbia dovrà provenire dalla stessa cava ed avere granulometria e composizione costante. Le opere o i costituenti delle opere a faccia a vista che dovranno avere lo stesso aspetto esteriore dovranno ricevere lo stesso trattamento di stagionatura; in particolare si dovrà curare che l'essiccamento della massa del calcestruzzo sia lento e uniforme. Si dovranno evitare condizioni per le quali si possano formare efflorescenze sul calcestruzzo; qualora queste apparissero, sarà onere dell'appaltatore eliminarle tempestivamente mediante spazzolatura, senza impiego di acidi. Le superfici finite e curate come indicato ai punti precedenti dovranno essere adeguatamente protette se le condizioni ambientali e di lavoro saranno tali da poter essere causa di danno in qualsiasi modo alle superfici stesse. Si dovrà evitare che vengano prodotte sulla superficie finita scalfitture, macchie o altro che ne pregiudichino la durabilità o l'estetica. Si dovranno evitare inoltre macchie di ruggine dovute alla presenza temporanea dei ferri di ripresa; in tali casi occorrerà prendere i dovuti provvedimenti evitando che l'acqua piovana scorra sui ferri e successivamente sulle superfici finite del getto. Qualsiasi danno o difetto della superficie finita del calcestruzzo dovrà essere eliminato a cura dell'appaltatore, con i provvedimenti preventivamente autorizzati dal Direttore dei Lavori. Tutti gli elementi, metallici e non, utilizzati per la legatura ed il sostegno dei casseri dovranno essere rimossi dopo la scasseratura Ripristini e stuccature Ogni ripristino o stuccatura proposti dall APPALTATORE deve essere sottoposto all approvazione del Direttore dei Lavori,il quale una volta eseguito potrà richiedere, per motivi estetici, la ripulitura o la verniciatura delle superfici del getto CALCESTRUZZO PROIETTATO E GUNITE Ai fini delle presenti prescrizioni si applicano le seguenti definizioni: 1 Calcestruzzo proiettato: Miscela di cemento, aggregati, acqua ed eventuali aggiunte e/o additivi e/o fibre, che proiettate mediante una lancia ad aria compressa sulla superficie di applicazione permette di ottenere una massa compattata ed omogenea. Il calcestruzzo proiettato viene definito GUNITE nel caso vengano impiegati aggregati di dimensione massima uguale o minore di 4 mm (sabbia). 43 / 132

45 2 Miscela base: Miscela costituita da cemento, aggregati e fibre così come viene immessa nella pompa di proiezione. Può contenere aggiunte e/o additivi, può essere sia allo stato secco che miscelata con acqua. La miscela base qualora non si tratti di prodotto secco premiscelato, non contiene additivi per proiezione 3 Additivi per la miscela base: Sostanze definite dalla Norma UNI EN Additivi per la proiezione: Sostanze definite dalla pren Calcestruzzo proiettato di riferimento: Miscela base proiettata. La proiezione deve avvenire entro casseforme di idonee caratteristiche disposte su un piano orizzontale. 6 Sistema di proiezione per via secca: Sistema di applicazione con cui la miscela base allo stato secco o con aggregati ad umidità naturale viene introdotta in una pompa pneumatica (flusso aerato) che la convoglia alla lancia di proiezione ove viene immessa l acqua necessaria ed eventuali additivi, qualora questi ultimi non siano stati addizionati alla miscela base all atto dell introduzione nella pompa pneumatica. 7 Sistema di proiezione per via umida: Sistema di applicazione con cui la miscela base, impastata con acqua, viene immessa in una pompa meccanica (flusso denso) o pneumatica (flusso aerato) che la convoglia fino alla lancia di proiezione ove vengono introdotti aria compressa, per aumentare la velocità di uscita, ed eventuali additivi per la proiezione. 8 Sfrido: Materiale che, non aderendo sulla superficie di applicazione, rimbalza e/o ricade. 9 Strato: Spessore finale del calcestruzzo proiettato che può essere ottenuto con una o più passate successive. 10 Lancia: Parte terminale della tubazione di trasporto della miscela. La lancia può variare nella forma e nello schema funzionale in dipendenza sia del sistema di proiezione (per via secca o per via umida) sia del metodo di aggiunta degli eventuali additivi per la proiezione. 11 Calcestruzzo proiettato fibrorinforzato: Calcestruzzo a cui, in fase di miscelazione, o di proiezione, sono state aggiunte fibre metalliche o sintetiche allo scopo di migliorarne specifiche caratteristiche prestazionali. 12 Calcestruzzo proiettato giovane: Calcestruzzo proiettato con stagionatura fino a 24 ore dopo la proiezione. 13 Calcestruzzo proiettato indurito: Calcestruzzo proiettato con stagionatura maggiore di 24 ore dopo la proiezione Classificazione in funzione delle resistenze La resistenza a compressione del calcestruzzo proiettato dovrà essere specificata in analogia con la Norma UNI EN 206 in classi di resistenza. Le resistenze di riferimento dei calcestruzzi proiettati non sono valutate su provini confezionati ma su provini estratti per carotaggio in opera o da pannelli di prova e sono espresse in termini di resistenza caratteristica cilindrica ed indicate come fck-cp. La classe di resistenza di uno spritz si indica con la sigla CP seguita dal valore di resistenza cilindrica che lo caratterizza (es. CP16). Le carote devono avere altezza pari al diametro; questo deve essere sempre maggiore ad almeno 3 volte la massima dimensione degli inerti di pezzatura maggiore con un minimo di 8 cm Il mix dovrà quindi essere predisposto in modo da garantire, su cubetto, una resistenza sufficientemente maggiore di quella richiesta per la carota e tale che quest ultima rispetti le prescrizioni fornite in termini di resistenza caratteristica cilindrica Classificazione in funzione del campo di impiego Nella tabella che segue sono indicate le resistenze minime richieste in termini di resistenza caratteristica cilindrica su carota in funzione del campo di impiego dello spritz. 44 / 132

46 Fck-cp e la resistenza cilindrica su carote prelevate in opera o su pannelli Classificazione in funzione della curva di sviluppo delle resistenze Il calcestruzzo proiettato viene definito: - a rapidissimo sviluppo (campo 3); - a rapido sviluppo (campo 2); - a normale sviluppo (campo 1). I rispettivi campi di riferimento sono indicati nella Figura 1. Le specifiche di progetto possono richiedere ulteriori specifici requisiti sullo lo sviluppo delle resistenze meccaniche del calcestruzzo proiettato giovane Caratterisitiche dei componenti 45 / 132

47 CEMENTI Il cemento utilizzato dovrà rispondere alle prescrizioni della Norma EN Nel caso in cui la classe di esposizione lo richieda dovrà essere impiegato un cemento ad alta o altissima resistenza ai solfati secondo la Norma UNI 9156 Cementi o leganti speciali non contemplati nella Norma EN possono essere impiegati per calcestruzzi proiettati. L idoneità di questi leganti dovrà essere verificata mediante prove preliminari in condizioni analoghe a quelle operative. I leganti che non possono essere caratterizzati con i metodi di prova previsti dalla EN 196/I dovranno essere comunque qualificati e controllati per le proprietà riguardanti la stabilità di volume, il mantenimento delle resistenze nel tempo e, ove richiesto, la durabilità. AGGREGATI La dimensione massima dei granuli dovrà essere scelta in funzione del tipo di applicazione. Per i calcestruzzi proiettati di classe T o PI può essere utilizzata la gunite.per tutte le altre classi non potrà essere utilizzata la gunite e lo spritz beton dovrà essere realizzato con inerti caratterizzati da un diametro massimo nominale Dmax 10 mm.gli inerti relative a queste ulime classi dovranno inoltre rispondere ai requisiti della classe A della Norma UNI :2005 e, in particolare, è indispensabile che la fornitura sia costituita da almeno due classi granulometriche separate.il fuso granulometrico consigliato per aggregati aventi Dmax nominale 12.5 mm è riportato nella Tabella seguente. Fuso granulometrico per Dmax nominale 12.5mm ACQUA L acqua d impasto dovrà avere le stesse caratteristiche previste per i calcestruzzi ordinari (p.to 3.4). ADDITIVI PER MISCELA BASE Gli additivi dovranno essere conformi alle prescrizioni delle Norme UNI EN Quando si prevede l utilizzo di additivi particolari quali inibitori temporanei di presa o coadiuvanti di pompaggio non contemplati nelle predette norme, l efficacia ed il dosaggio di questi dovrà essere deteminato mediante prove preliminari in condizioni analoghe a quelle operative. AGGIUNTE PER LA MISCELA BASE Allo scopo di modificare alcune caratteristiche del calcestruzzo sia allo stato fresco che indurito, quali: il grado di coesività della miscela fresca, la resistenza meccanica, la durabilità agli agenti aggressivi chimici (resistenza ai solfati, alle acque dilavanti e alla reazione alcali aggregati), la permeabilità, ecc. potranno essere utilizzate le aggiunte indicate nelle Norme UNI EN 206 e UNI Rev.la cui idoneità e non nocività dovranno essere verificate mediante prove preliminari. Per ciascun additivo dovrà essere disponibile una scheda tecnica e una scheda di sicurezza quest ultima redatta in conformità alle prescrizioni della Direttiva CEE 91/155. PIGMENTI I pigmenti impiegati non dovranno indurre reazioni nocive con la pasta cementizia o con gli additivi e la loro efficacia e dosaggio dovranno essere verificati mediante prove preliminari in condizioni analoghe a quelle operative. 46 / 132

48 FIBRE Le fibre hanno la funzione di modificare e/o migliorare alcune proprietà sia allo stato fresco che indurito del calcestruzzo proiettato. Le fibre sintetiche hanno la funzione di aumentare la coesione del materiale proiettato e di ridurre la formazione delle fessure; queste fibre potranno essere usate anche in aggiunta alle fibre metalliche. Le fibre metalliche hanno la funzione di aumentare la tenacità, la resistenza all abrasione e la resistenza all urto del calcestruzzo indurito. La tenacità conferita al calcestruzzo indurito dalle fibre metalliche dovrà essere verificata mediante la prova di assorbimento di energia su piastra. Il dosaggio di fibre, sintetiche e/o metalliche, dovrà essere stabilito in relazione ai requisiti prestazionali e di durabilità previsti per il calcestruzzo proiettato. Le specifiche di progetto dovranno definire il tipo di fibra, la sua forma e il dosaggio. La modalità di immissione delle fibre dovrà essere tale da assicurare la loro distribuzione omogenea nella massa di calcestruzzo. L omogeneità della distribuzione è condizione necessaria affinchè vengano garantite le prestazioni richieste. Laddove non sia prevista una arrnatura tradizionale, per i calcestruzzi proiettati strutturali dovranno essere sempre utilizzate fibre metalliche. L uso e la definizione del tipo di fibre negli spritz strutturali deve essere previsto dal progettista FIBRE METALLICHE Nel caso di impiego di fibre metalliche la fibra di acciaio, di lunghezza compresa tra 20 e 40 mm e diametro equivalente Deq di circa 0,5 mm dovrà essere ottenuta mediante trafilatura o laminatura a freddo di acciaio a basso tenore di carbonio e possedere le seguenti caratteristiche meccaniche e fisiche: - resistenza a trazione (Rak) maggiore di 700 N/mm2; - "rapporto d'aspetto" L/D compreso tra 50 e 80; dove: L = lunghezza della fibra e D = diametro della fibra. Le specifiche di progetto in relazione al tipo di supporto, potranno eventualmente prevedere l utilizzo di fibre con caratteristiche diverse sulla base di una ampia sperimentazione in sito che dimostri la conformità ai requisiti previsti nella Tabella V del presente capitolo. Su ogni singola confezione (sacchetto, scatola, sacco) dovrà essere stampigliata la sigla commerciale, la massa contenuta, la data e il luogo di produzione e il riconoscimento della partita al fine di individuare univocamente il materiale. Il dosaggio e il caricamento delle fibre dovranno avvenire per mezzo di un impianto automatico, provvisto di sbrogliatore nel caso di fibre sciolte, collegato al computer della centrale di betonaggio in grado di permettere la stampa in automatico di ogni singolo carico sulla bolla di consegna. FIBRE SINTETICHE Nel caso di impiego di fibre sintetiche nel calcestruzzo proiettato la fibra in materiale sintetico ad alta massa molecolare, ricavata da un film fibrillato, dovrà avere le seguenti caratteristiche: - spessore: minore di 80 micron; - lunghezza: compresa tra 6 e 18 mm; - tenacità: non minore di 500 N/mm2; - modulo elastico: non minore di N/mm2. Nel caso di impiego di fibre sintetiche nella malta proiettata la fibra in materiale sintetico ad alta massa molecolare, del tipo a monofilamento, dovrà avere le seguenti caratteristiche: - diametro: minore di 20 micron; - lunghezza: compresa tra 6 e 12 mm; - tenacità: non minore di 350 N/mm2; Su ogni singola confezione (sacchetto, scatola, sacco) dovrà essere stampigliata la sigla commerciale, la massa contenuta, la data e il luogo di produzione e il riconoscimento della partita al fine di individuare univocamente il materiale. ADDITIVI PER LA PROIEZIONE Dovranno essere conformi alle prescrizioni della Norma pren ADDITIVI ACCELERANTI DI PRESA E/O INDURIMENTO Gli additivi acceleranti, allo stato solido o liquido hanno la funzione di addensare la miscela umida fresca e portare ad un rapido sviluppo delle resistenze meccaniche. Una delle funzioni dell additivo accelerante è di conferire al calcestruzzo proiettato capacità autoportante. Gli acceleranti, da impiegare con dosaggio non maggiore di 12% in massa sulla massa del cemento, dovranno garantire: 47 / 132

49 -il soddisfacimento delle prescrizioni progettuali relative alle prestazioni fisicomeccaniche del calcestruzzo proiettato; -la resistenza a compressione, a 28 giorni, superiore o uguale alla minima richiesta dal progetto o dal capitolato. -per lo spritz temporaneo, l eventuale calo di resistenza indotto dall additivo non deve pregiudicare il mantenimento delle prescritte resistenze minime a compressione anche dopo 180 giorni dalla proiezione; -per gli spritz strutturali non devono essere presenti effetti di riduzione della resistenza dovuta all additivo nel tempo; -il rispetto delle leggi vigenti in materia di igiene e sicurezza sul luogo di lavoro e di inquinamento ambientale; -una bassa percentuale di eluati nelle acque di percolazione per evitare l intasamento dei sistemi drenanti in galleria. L efficacia e il dosaggio di questi additivi dovranno essere determinati mediante prove preliminari in condizioni analoghe a quelle operative. Per motivi tecnici e di igiene sul luogo di lavoro, possono essere richiesti additivi definiti esenti da alcali. L additivo esente da alcali deve avere un contenuto in alcali equivalente (Na20+0,64K20) minore dell'1 % in massa. Per ciascun additivo dovrà essere disponibile una scheda tecnica e una scheda di sicurezza quest ultima redatta in conformità alle prescrizioni della Direttiva CEE 91/155. Gli acceleranti non dovranno contenere più dell 1% di solfati (espressi come SO3) sulla massa del cemento, mentre la quantità totale di solfati nella massa del calcestruzzo (come SO3) dovrà essere minore di 4,5%; Nei calcestruzzi proiettati esposti ad attacco solfatico invece: - la quantità totale di alluminati contenuti negli additivi acceleranti di presa (espressi come Al2O3) dovrà essere minore dello 0,6% in massa del contenuto di cemento. Nel caso di acceleranti privi di alcali tale limite può essere incrementato a 1%; - la quantità totale di solfati (come SO3) contenuti negli additivi acceleranti dovrà essere minore di 1,0% in massa del cemento mentre la quantità totale di solfati nella massa del calcestruzzo (come SO3) dovrà essere minore di 3,5%; I silicati di sodio eventualmente utilizzati dovranno essere conformi ai seguenti requisiti: - massa volumica non minore di 1.36 g/cm3; - rapporto ponderale SiO2/Na2O non minore di 3.4; - contenuto di cloruri minore dello 0.1%. - ph non maggiore di 11,5. COESIVIZZANTI Gli additivi coesivizzanti hanno lo scopo di far rapprendere la miscela fresca in modo che il calcestruzzo proiettato possa autosostenersi, anche con elevato spessore. Questa azione può esplicarsi anche in assenza di sviluppo rapido delle resistenze meccaniche. L efficacia e il dosaggio di questi additivi dovranno essere determinati mediante prove preliminari in condizioni analoghe a quelle operative Caratteristiche della miscela base Lo studio della miscela base del calcestruzzo proiettato dovrà tener conto delle prestazioni richieste e delle condizioni ambientali di esercizio. La composizione della miscela base dovrà rispondere alle prescrizioni della Norma UNI EN 206 con particolare riferimento: - alla classe di resistenza; - al diametro massimo degli aggregati; - al tipo, alla classe e al dosaggio del cemento o del legante; - alla classe di esposizione; - alla classe di consistenza (solo nel caso di proiezione per via umida). Dovranno inoltre essere rispettate le indicazioni e le prescrizioni riportate nel capitolo 4.6. La composizione della miscela base dovrà inoltre garantire che il materiale in opera rispetti anche le seguenti prescrizioni: - nel caso del calcestruzzo proiettato con miscela a secco il rapporto in massa Aggregato / Cemento dovrà essere minore di 6; 48 / 132

50 - nel caso del calcestruzzo proiettato per via umida, il dosaggio di cemento, riferito al metro cubo compattato, non dovrà essere minore di 300 kg/m3; - lo sviluppo della resistenza a compressione nelle 24 ore successive alla proiezione dovrà essere compatibile con le sollecitazioni previste nel Progetto; Nel calcolo del rapporto a/c, dovrà essere tenuta in conto la quantità di additivo che supera 3 l/m3 di calcestruzzo (Norma UNI EN 206); Campo prova Per i calcestruzzi proiettati destinati ad un uso strutturale permanente deve essere condotta una sperimentazione su campo prova in condizioni analoghe a quelle della prevista applicazione. La sperimentazione, note le caratteristiche richieste dal progetto, deve essere volta a definire il mix ottimale, a tarare le modalità di proiezione e a definire le caratteristiche ed i dosaggi ottimali di aggiunte e additivi. Per quanto riguarda la resistenza a compressione, le prove devono essere condotte su carote prelevate in situ e da cassette. Le carote estratte da cassetta devono essere prelevate, in uguale numero e soggette alla stessa sperimentazione, sia in direzione parallela sia in direzione ortogonale a quella di getto Produzione e confezione miscela nel processo per via secca I costituenti per la realizzazione della miscela base (cemento, aggregati, aggiunte, eventuali additivi e fibre), non ancora in grado di interagire, dovranno essere mescolati per il tempo sufficiente a fornire una miscela omogenea. In presenza di fibre dovrà essere garantita la loro omogenea distribuzione nel calcestruzzo. La temperatura della miscela base prima dell impiego non dovrà essere minore di 5 ± 2 C né maggiore di 35 ± 2 C. Non dovrà essere consentita la posa in opera del calcestruzzo proiettato a temperature minori di 5 ± 2 C. L umidità della sabbia (0/4 mm) non dovrà superare il 6 ± 0,5%. - Trasporto Il trasporto della miscela alla pompa di proiezione dovrà avvenire con mezzi che evitino la segregazione dei costituenti. Nel caso di fornitura di premiscelati, dovrà essere assicurata la loro omogeneità all ingresso della pompa di proiezione; inoltre i materiali dovranno essere immagazinati in sili chiusi, al secco, per un periodo non maggiore di due mesi. Nel caso di utilizzo di cementi a presa rapida e ultrarapida, di cui alla nota del precedente punto , l umidità della sabbia (0/4 mm) non dovrà superare il 3,5 ± 0,5%. Nel caso di premiscelati l umidità degli aggregati, prima della miscelazione, non dovrà essere maggiore di 0,2 %. Dovrà inoltre essere utilizzato un premiscelatore per l abbattimento delle polveri e per favorire, come la lancia, la miscelazione dell acqua con gli altri costituenti Confezione della miscela nel processo per via umida I costituenti per la realizzazione della miscela base (cemento, aggregati, aggiunte, acqua, eventuali additivi e fibre), dovranno essere mescolati per il tempo sufficiente a fornire una miscela omogenea secondo le prescrizioni della Norma UNI EN 206. L eventuale aggiunta di fibre dovrà essere effettuata in modo da assicurare una distribuzione omogenea nella massa di calcestruzzo. La temperatura della miscela base prima dell impiego non dovrà essere minore di 5 ± 2 C né maggiore di 35 ± 2 C. Non dovrà essere consentita la posa in opera del calcestruzzo proiettato a temperature minori di 5 ± 2 C.Il trasporto della miscela alla pompa di proiezione dovrà avvenire con mezzi che evitino la segregazione dei costituenti Attrezzature per la posa in opera provesso per via secca pompa La portata e la pressione dell aria e la velocità di rotazione del rotore della pompa dovranno essere regolabili in funzione della produzione oraria, della lunghezza e del diametro della tubazione. Tutto il macchinario dovrà essere a tenuta onde ottenere un getto continuo, senza intermittenze con limitata dispersione di polveri nell ambiente secondo la normativa vigente. Si noti quanto segue: 49 / 132

51 Indicativamente per raggiungere la massima adesione e compattazione, la portata dell aria dovrà risultare compresa tra 7 e 30 m3 /minuto in funzione del diametro e lunghezza della tubazione impiegata, e la pressione, misurata nel punto di immissione dell aria, dovrà risultare compresa tra 350 e 750 kpa. Nel caso di prodotti premiscelati la proiezione potrà avvenire con sistemi che non utilizzano la pompa ma una speciale coclea, che regola la quantità del materiale,in pressione nel silo o nel silo conico autocarrato Lancia La lancia dovrà essere realizzata in maniera da garantire la miscelazione dell acqua e degli eventuali additivi per la proiezione con gli altri costituenti Dosatore dell additivo per la proiezione Qualora l additivo non sia stato aggiunto nella fase di preparazione della miscela,il dosatore dell additivo per la proiezione dovrà essere dotato di un sistema di dosaggio proporzionale alla quantità di miscela pompata e dovrà garantire l immissione dell additivo stesso nella lancia o nella tubazione. I dosatori dovranno garantire la quantità dell additivo ammettendo una oscillazione massima del + 10% sul totale del dosaggio stabilito Acqua L acqua dovrà essere immessa alla lancia in quantità costante e dovrà essere garantito il rapporto acqualegante prescritto. La pressione dell acqua alla lancia dovrà essere maggiore di 300 kpa e la temperatura della miscela proiettata dopo l immissione dell acqua dovrà essere compresa entro i limiti indicati nei paragrafi precedenti. Nel caso di utilizzo di cementi a presa rapida e ultrarapida, di cui alla nota del precedente punto 4.1, l umidità della sabbia (0/4 mm) non dovrà superare il 3,5 ± 0,5%. Nel caso di premiscelati l umidità degli aggregati, prima della miscelazione,non dovrà essere maggiore di 0,2 %. Dovrà inoltre essere utilizzato un premiscelatore per l abbattimento delle polveri e per favorire, come la lancia, la miscelazione dell acqua con gli altri costituenti Processo per via umida pompa per calcestruzzo Sarà consentito qualunque tipo di pompa purché in grado di garantire un flusso costante di materiale senza intermittenze apprezzabili o che provochino segregazione durante la proiezione. La proiezione della miscela attraverso la lancia dovrà essere ottenuta mediante impiego di aria compressa tale da garantire la proiezione con un getto concentrato, fino alla distanza di 1,5 m dalla lancia. Nota: Indicativamente, per raggiungere la massima adesione e compattazione, la portata dell aria dovrà risultare compresa tra 12 e 30 m3/minuto in funzione del diametro della tubazione impiegata e la pressione, misurata nel punto di immissione dell aria, dovrà risultare compresa tra 500 e 700 kpa Lancia La lancia dovrà essere realizzata in maniera da garantire la miscelazione dell additivo con gli altri costituenti e dotata preferibilmente di movimento a pennello Dosatore dell additivo per la proiezione Il dosatore dell additivo dovrà essere dotato di un sistema di dosaggio proporzionale alla quantità di miscela pompata e dovrà garantire l immissione dell additivo stesso nella lancia o nella tubazione. l dosatori dovranno garantire la quantità richiesta dell additivo ammettendo una oscillazione massima del + 10% sul totale del dosaggio stabilito Modalita per la proiezione Di norma dovrà essere utilizzata la proiezione per via umida. Quella per via secca potrà essere impiegata solo dietro esplicita autorizzazione della DL per opere all esterno e nel rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro eventualmente anche con l impiego di prodotti antipolvere Preparazione della superficie di applicazione Prima dell applicazione la superficie dovrà essere preparata eseguendo i seguenti lavori preliminari: Nel caso di supporto costituito da terreno o ammasso roccioso -rimozione di blocchi instabili o materiale incoerente; 50 / 132

52 -preumidificazione della superficie, se questa é assorbente ; -captazione e/o controllo preventivo delle venute d acqua. Nel caso di ripristino di strutture esistenti -rimozione dello strato incoerente o fortemente degradato Posizionamento dell armatura e degli inserti Le eventuali reti di armatura dovranno essere posate e fissate in modo da consentire il loro corretto ricoprimento e impedire la formazione di vuoti a tergo. Le reti di armatura dovranno essere fissate con almeno 3 chiodi/m2,su un primo strato di conglomerato proiettato dello spessore di almeno 2-3 centimetri, per evitare movimenti o distacchi durante la successiva proiezione. Qualora il progetto preveda uno spessore di calcestruzzo proiettato maggiore di 15 centimetri o le condizioni operative di fatto producano spessori maggiori di 15 cm, dovrà essere prevista una seconda armatura da fissare con almeno 3 chiodi/m2, sul doppio strato già in opera, in modo tale da garantire un copriferro finale di almeno 4 centimetri. Nel caso di impiego di reti di armatura disposte in più strati, la distanza fra gli strati dovrà essere compresa fra 30 e 50 mm in relazione al diametro massimo degli aggregati. La distanza fra le reti dovrà essere assicurata da idonei distanziatori in numero adeguato o mediante presagomature delle reti stesse. Gli inserti, quali a esempio le canalette di drenaggio, casseforme a perdere e altri dispositivi che debbano essere inglobati nel calcestruzzo, dovranno essere saldamente fissati e lo spessore del loro ricoprimento dovrà superare i 4 cm Proiezione La proiezione dovrà assicurare la massima compattazione ed adesione al supporto mediante una adeguata velocità di uscita della miscela stessa in relazione alla distanza della lancia dal supporto stesso. La distanza fra la lancia e la superficie da trattare dovrà ssere compresa tra 0,5 e 1,5 m. La proiezione dovrà avvenire dal basso verso l alto per passate successive e la lancia dovrà essere mantenuta quanto più possibile perpendicolare alla superficie. Nota: La posa in opera influisce sulla qualità del calcestruzzo proiettato. L addetto alla lancia (lancista) dovrà possedere un adeguata conoscenza del calcestruzzo proiettato acquisita a seguito di corsi teorici e prove pratiche riguardanti: -nozioni teoriche: tecnologia del calcestruzzo proiettato, sicurezza sistemi di scavo, manutenzione attrezzature ecc.; -addestramento pratico sull impiego di attrezzature di proiezione, ecc Finitura della superficie Il controllo della finitura è indispensabile per garantire il necessario copriferro, l uniformità dello spessore e un regolare supporto all eventuale impermeabilizzazione. La finitura della superficie del calcestruzzo proiettato, nel caso di superficie a vista o di supporto all impermeabilizzazione, dovrà essere tale che il rapporto tra il diametro (anche equivalente) della singola irregolarità e la sua profondità/sporgenza non sia maggiore di Tutti gli eventuali spigoli dovranno essere arrotondati con raggio maggiore di 0.30 m. L eventuale finitura della superficie dovrà essere eseguita immediatamente dopo il completamento dello strato. Nel caso l opera richieda l esecuzione di giunti di costruzione, questi dovranno risultare ortogonali alla superficie del supporto e dovranno essere realizzati sino a una profondità non minore di un terzo dello spessore dello strato Stagionatura e protezione Per la stagionatura e la protezione del calcestruzzo proiettato si dovrà fare riferimento alla Norma UNI EN 206. Un adeguata stagionatura protetta è necessaria: -nei lavori all aperto; -in caso di riparazione di murature; -nel rinforzo di vecchie strutture; -quando é richiesta una perfetta adesione alla superficie d applicazione; -in caso di forte ventilazione. 51 / 132

53 I prodotti filmogeni stagionanti non potranno essere utilizzati qualora sia prevista l applicazione di uno strato successivo. I prodotti filmogeni stagionanti dovranno essere conformi alle Norme UNI da 8656 a La loro idoneità dovrà essere verificata mediante prove preliminari prima dell inizio dei lavori Prove sul calcestruzzo proiettato I controlli di conformità periodici in corso d'opera servono a verificare la corrispondenza tra le caratteristiche del calcestruzzo proiettato in opera e quelle definite in sede di qualificazione. I campioni di calcestruzzo dovranno essere scelti casualmente e prelevati secondo UNI Il campionamento dovrà essere effettuato su ciascuna famiglia di calcestruzzi prodotti in condizioni ritenute uniformi. In relazione al tipo di impiego a cui è destinato il calcestruzzo proiettato, la minima frequenza di campionamento dovrà essere conforme a quanto indicato nella seguente Tabella 11.4, ove non più restrittivamente prescritto dalle Specifiche di progetto. In corso d opera, la frequenza scelta, riferita ai metri quadrati applicati o al periodo di tempo preso in considerazione, dovrà essere quella che fornisce il numero più elevato di campioni. Frequenza dei controlli in corso d opera in relazione a m^2 prodotti o al periodo di produzione Prove sulla miscela base 1 Umidità degli aggregati L umidità degli aggregati, prelevati all impianto prima dell immissione nel mescolatore secondo le modalità previste dalla Norma UNI EN 932-1, dovrà essere determinata secondo le prescrizioni della Norma CNR UNI Consistenza della miscela umida La consistenza degli impasti dovrà essere determinata mediante misura dell abbassamento al cono secondo la Norma UNI 9418 o misura dello spandimento secondo la Norma UNI 8020 metodo B. 3 Contenuto d aria Il contenuto di aria occlusa nella miscela umida dovrà essere determinato secondo la Norma UNI Massa volumica La massa volumica della miscela umida dovrà essere determinata secondo la Norma UNI Dosaggio dei costituenti La verifica della composizione della miscela base dovrà essere effettuata secondo la Norma UNI Nel caso vengano impiegate fibre metalliche, la verifica del loro contenuto dovrà essere effettuata con il procedimento riportato nel seguito Prove e controlli :preparazione dei pannelli di prova Per la preparazione dei pannelli si dovranno utilizzare casseforme di acciaio o di analogo materiale rigido non assorbente. 52 / 132

54 Le dimensioni minime del fondo della cassaforma dovranno essere di 60x60 cm e l'altezza di almeno 15 cm. L'inclinazione delle pareti laterali dovrà essere di 45 circa. Le casseforme durante la proiezione dovranno essere appoggiate possibilmente sulla parete da rivestire, con inclinazione massima di 20 sulla verticale, e riempite con la medesima attrezzatura, tecnica di proiezione, spessore unitario per passata e distanza di proiezione adottate durante il normale lavoro. Le casseforme di prova riempite dovranno essere conservate nelle stesse condizioni ambientali delle pareti rivestite e dovranno essere siglate per la successiva identificazione (mix, luogo di proiezione, data, nome dell'operatore). Le casseforme non dovranno essere movimentate per almeno 16 ore dopo la proiezione e durante il trasporto dovranno essere protette da urti e/o perdite di umidità. pannelli, una volta rimossi dalle casseforme, dovranno essere conservati in condizioni normalizzate o nelle stesse condizioni ambientali delle pareti rivestite in relazione agli accordi stabiliti prima dell'inizio dei lavori Dosaggio degli additivi per la proiezione La verifica del dosaggio medio di additivo accelerante in percentuale sulla massa del cemento ('. ), riferito ad un predefinito intervallo di tempo, dovrà essere calcolata sulla base della seguente relazione: Verifica dello sfrido Lo sfrido prodotto in un prefissato intervallo di tempo dovrà essere determinato raccogliendo il materiale con teli disposti alla base della superficie di getto. La percentuale di sfrido (6), arrotondata alla prima cifra decimale, dovrà essere calcolata mediante la relazione: Spessore La determinazione dello spessore dovrà avvenire esclusivamente per misurazione diretta su campioni di calcestruzzo proiettato indurito prelevati per l effettuazione delle prove o tramite misura entro fori appositamente eseguiti con fioretto o altra idonea attrezzatura. Nel caso di spessori minori a quelli minimi previsti nel Progetto si dovrà provvedere al ripristino con un ulteriore strato di calcestruzzo proiettato ovvero, nel caso di mancanza di spessore fino al 20% del minimo previsto, verrà applicata una detrazione sia al prezzo del calcestruzzo proiettato che delle eventualiarmature metalliche pari al 10%, ogni 5% o frazione di sottospessore Prove sul calcestruzzo proiettato Tutte le prove indicate a proposito del calcestruzzo proiettato giovane devono essere considerate come indicative e possono essere utilizzate da parte della DL e/o dell APPALTATORE esclusivamente come supporto quando sia necessario prendere decisioni prima del raggiungimento del prescritto tempo di maturazione. 53 / 132

55 L'evoluzione della resistenza a compressione del calcestruzzo proiettato giovane dovrà essere determinante tramite metodi di prova sia indiretti che diretti poiché l'estrazione di carote è consigliabile avvenga solamente quando il materiale ha raggiunto una resistenza di almeno 10 N/mm2. La resistenza del calcestruzzo proiettato alle brevi stagionature potrà essere stimata per correlazione tramite prove di penetrazione con penetro metro modificato e di sparo/estrazione di chiodi (metodi indiretti). Il campo di validità della prova di penetrazione è compreso tra 0 e 1.2 N/mm2 mentre quello della prova di sparo/estrazione di chiodi tra 2.0 e 15 N/mm2. Per resistenze superiori a 10 N/mm2 si dovranno prelevare campioni per carotaggio o taglio di provini cubici dal pannello e/o parete (metodo diretto). Tutte le prove indicate a proposito del calcestruzzo proiettato giovane devono essere considerate come indicative e possono essere utilizzate da parte della DL e/o dell APPALTATORE come supporto quando sia necessario prendere decisioni prima del raggiungimento del prescritto tempo di maturazione Determinazione della curva di resistenza La curva di resistenza rappresenta l andamento delle resistenze meccaniche alla compressione del calcestruzzo proiettato giovane in funzione del tempo per tempi che vanno da pochi minuti fino a 24 ore. La resistenza meccanica del calcestruzzo giovane dovrà essere stimata con metodi indiretti fino a resistenze di 10 N/mm2; per resistenze maggiori si dovrà operare su provini cilindrici ottenuti per carotaggio.i metodi indiretti permettono di stimare la resistenza meccanica a compressione del calcestruzzo proiettato attraverso misure di penetrazione con penetrometro o di sparo/estrazione di chiodi. Altri metodi indiretti sono ammessi qualora sia documentata l esistenza di una correlazione fra i risultati ottenuti applicando i metodi citati che sono da considerare come metodi di riferimento. Nella Figura 2 sono riportati i campi delle resistenze nei quali sono utilizzabili le singole prove Prova di penetrazione con penetro metro proctor modificato La resistenza meccanica del calcestruzzo proiettato viene stimata mediante la determinazione della forza necessaria ad introdurre fino alla profondità di (15 ± 2) mm una punta ad ago avente una apertura di (60 ±1) ed un diametro di (3 ± 0,1) mm. Il campo di misura effettivo per resistenze del calcestruzzoproiettato giovane è tra 0.2 e 1.2 N/mm2. L apparecchio di riferimento è il penetrometro descritto nella Norma UNI 7123 dotato di: - sonda cilindrica con estremità piatta avente superficie pari a circa 65mm2 (F=9mm) - punta ad ago diametro di (3 ±0,1) mm con apertura di (60 ±1) gradi. La sonda cilindrica è utilizzabile per prove di confronto mirate a stimare lo sviluppo della presa. L impiego di questa sonda non consente la stima delle resistenze. 54 / 132

56 Procedura di prova La prova potrà essere eseguita direttamente sul calcestruzzo posto in opera a condizione che lo spessore dello strato sia aggiore di 50mm. La punta ad ago è fatta penetrare nel calcestruzzo fino alla profondità di 15mm esercitando una spinta continua; particolare attenzione dovrà essere rivolta a non introdurre la punta in corrispondenza di grossi aggregati. La misura dovrà essere ripetuta per dieci volte entro 60 secondi; i valori delle singole letture e il valore medio dovranno essere registrati sul seguente Modulo 1: Espressione dei risultati In assenza di una curva di calibrazione sperimentale la resistenza meccanica alla compressione Rstim. [N/mm2], riferita ad un provino cilindrico di calcestruzzo,potrà essere stimata tramite le rette di correlazione riportate : 55 / 132

57 Rette di calibrazione per il penetrometo ad ago per aggregati con diametro massimo 8mm (a) o per aggregati con diametri massimi 16mm (b). Asse X:Rstim (N*mm^2)-Asse Y:forza di penetrazione (dan) Nel resoconto di prova dovranno essere riportati: -i valori delle singole letture; -il valore della resistenza stimata utilizzando il valore medio delle stesse; -il tempo di stagionatura del calcestruzzo; -la temperatura del calcestruzzo; l indicazione che il valore è stato ottenuto con questo procedimento indicando se, per la determinazione di Rstim, è stata utilizzata una curva sperimentale o quella riportata nella figura precedente con taratura Prova di sparo/estrazione di chiodi La resistenza meccanica del calcestruzzo proiettato viene stimata mediante la determinazione della forza necessaria ad estrarre chiodi di dimensione e caratteristiche note ed infissi mediante idonea attrezzatura. La resistenza a compressione del calcestruzzo dovrà essere correlata al rapporto tra la forza di estrazione e la profondità di penetrazione. Generalmente questa prova può essere adottata nell intervallo di resistenza compreso tra 2,0 e 15 N/mm Attrezzatura Inchiodatrice di sicurezza spara prigionieri dotata di cartucce esplosive (propulsori) di intensità nota, codice di potenza 02, in grado di fornire al chiodo una energia predeterminata affinché la sua velocità iniziale sia compresa fra 50 e 70 m/s ; Chiodi (prigionieri) filettati (M6-8) in acciaio al carbonio HRC 55.51, diametro 3,7 mm e con rivestimento in zinco di 513 micron. La lunghezza del gambo dei chiodi è prefissata a 32 mm (Prigionieri) o 80 mm (senza filettatura); Estrattore in grado di misurare la forza di estrazione con una incertezza di misura pari a 100_N tale apparecchiatura dovrà avere a corredo la curva di taratura che mette in relazione il valore letto del carico col valore corretto del carico medesimo. Nota:attrezzature commericialmente reperibili e idonee all esecuzione della prova sono: -inchiodatrice Hilti DX A 41-AL-AH con pistone 45M6-8L,preselezionata nella posizione 1 e propulsori verdi; -chiodi hilti del tipo M D12 della lunghezza totale di 60 mm, M D12 della lunghezza totale di 80 mm; 56 / 132

58 -estrattore Hilti Tester 4 Altre apparecchiature potranno essere utilizzate purché forniscano le prestazioni richieste o siano correlabili con quelle indicate dalla presente norma Modalita di prova L inchiodatrice, caricata con cartuccia esplosiva e chiodo, dovrà essere appoggiata saldamente alla superficie di calcestruzzo proiettato in direzione ad essa perpendicolare. La penetrazione del chiodo avviene azionando il congegno di sparo della pistola. Se, a seguito dello sparo, il chiodo più lungo a disposizione penetra completamente nel calcestruzzo la prova dovrà essere sospesa e si dovrà attendere un idoneo lasso di tempo prima di proseguire. Se il chiodo rimane con il fusto troppo sporgente dalla superficie si dovrà utilizzare il chiodo più corto. Dovranno essere sparati almeno 8 chiodi in successione. Ciascun chiodo, dopo lo sparo, dovrà trovarsi ad una distanza non minore di 100±10 mm da quelli adiacenti Dopo lo sparo si dovrà misurare la parte sporgente del chiodo. La profondità di penetrazione (O) sarà pari alla lunghezza totale del chiodo meno la sua parte sporgente come illustrato in figura. Alla testa filettata del chiodo si fissa un bullone per consentirne l estrazione con l estrattore. L estrazione dovrà avvenire nella stessa successione con cui sono stati effettuati gli spari; Si riportano sull apposito Modulo di registrazione l ora e il minuto dello sparo e della estrazione, il tipo di chiodo, la lunghezza della parte sporgente del chiodo di penetrazione e la forza necessaria per l estrazione; 57 / 132

59 Utilizzando il grafico a corredo dello strumento si determina la forza corretta Pcor a partire dal valore letto P;Si determina il rapporto Ecor/I per ciascun chiodo e si calcola il valore medio. Espressione dei risultati In assenza di una curva di calibrazione determinata sperimentalmente per la stima della resistenza a compressione (Rstim) del calcestruzzo proiettato, si possono utilizzare le seguenti relazioni che correlano il rapporto Pcor/l alla resistenza stimata Rstim :nel caso vengano utilizzati aggregati calcarei con dimensione massima 8 mm : Rstim=(Ecor/l+2.7)/7.69; nel caso vengano utilizzati aggregati calcarei con dimensione massima 16 mm: Rstim=(Pcor/l+0.02)/6.69; nel caso vengano utilizzati aggregati silicei con dimensione massima 16 mm: Rstim=(Pcor/l-3,32)/5.13; Nel resoconto di prova dovranno essere riportati: il valore della resistenza stimata; il tempo di stagionatura del calcestruzzo; 58 / 132

60 la temperatura del calcestruzzo; l indicazione che il valore Rstim è stato ottenuto utilizzando questo procedimento di prova con le relazioni riportate o mediante una specifica curva sperimentale. Nel caso i valori di resistenza a compressione così determinati siano inferiori a quelli minimi previsti in progetto la Direzione Lavori, dopo aver richiesto la verifica del Progettista sulla stabilità dell'opera, procederà al declassamento di tutto il calcestruzzo proiettato posto in opera compreso tra l'ultima e la successiva prova positiva. Nel corso delle prove di qualificazione si dovrà verificare l'attendibilità della relazione sopra riportata e delle relative curve di correlazione e nel caso di evidente discordanza si dovrà procedere alla determinazione di nuove curve di correlazione per il mix design in esame Prove sul calcestruzzo proiettato indurito La resistenza a compressione, sulle carote prelevati sia dai pannelli di prova che dalla parete, dovrà essere determinata in conformità alla norma UNI Le carote da sottoporre a prova di rottura a compressione dopo 1 o 2 giorni dovranno essere prelevate non prima di 20 ore dalla proiezione mentre le altre almeno 48 ore dopo la stessa proiezione. Lo sviluppo della resistenza a compressione dovrà essere verificato a 1 o 2, 7 e 28 giorni su provini conservati nelle stesse condizioni ambientali della parete. Ad ogni scadenza dovranno essere provate 5 carote e il valore medio dovrà rispettare il valore determinato in sede di qualificazione.(12.3.2) le dimensioni e le caratteristiche del pannello di prova dovranno essere tali che la resistenza a compressione dei provini prelevati dalla parete non dovrà scostarsi da quella dei provini ricavati dal pannello di ±10%. Il DL potrà richiedere eventuali prove e verifiche aggiuntive. Nel caso vengano riscontrati dopo 28 giorni dalla proiezione valori di resistenza a compressione inferiori a quelli minimi di progetto la Direzione Lavori provvederà ad indicare i provvedimenti necessari fino anche alla rimozione del materiale dalla parete ed alla sua sostituzione. La massa volumica dovrà essere determinata pesando il campione in aria. La media dei valori della massa volumica dei provini ricavati dalla parete in sito non dovrà essere inferiore al 97% dei valori misurati sui provini ricavati dalla piastra Determinazione dell assorbimento di energia di deformazione 59 / 132

61 Il metodo è applicabile a calcestruzzi proiettati fibrorinforzati per valutarne la capacità di assorbimento di energia di deformazione mediante prova di punzonamento su piastre di dimensioni normalizzate Apparecchiature -Casseforme piane Casseforme di materiale rigido non assorbente avente dimensioni 600x600x100 con tolleranza delle dimensioni di ±5 mm. -Macchina di prova La macchina di prova dovrà avere una portata di almeno 200 KN (classe 1 secondo la Norma UNI ), essere corredata di rilevatore di spostamento,avente una corsa da 50 mm e sensibilità di 0.02 mm. Lo spostamento rilevato dovrà corrispondere a quello effettivo del centro della piastra. La macchina di prova dovrà inoltre poter operare in condizioni di velocità di spostamento costante. L apparecchiatura dovrà essere corredata di un registratore o altro sistema idoneo ad acquisire in modo continuo le coppie di valori carico-spostamento. -Telaio di appoggio Telaio di appoggio costruito in acciaio avente forma quadrata e luce interna libera di 500x500 ±2 mm, (vedi figura 6) Le superfici di contatto del telaio con i piatti della macchina di prova e con il provino dovranno essere rettificate. -Punzone di carico Punzone di carico, (vedi figura 6), avente sezione quadrata di lato 100 ±0,1 mm e superficie di carico rettificata e durezza di 50 HRc. Dovrà essere verificata l assialità dell applicazione del carico mediante misure geometriche. Telaio di appoggio e punzone di carico per la misura dell assorbimento dell energia di deformazione Provini I provini sono costituiti da piastre confezionate con calcestruzzo proiettato utilizzando le casseforme di cui al paragrafo precedente. Il riempimento delle casseforme dovrà essere effettuato in modo analogo a quello della piastra di riferimento. Dopo il riempimento la superficie del calcestruzzo dovrà essere livellata in modo da ottenere uno spessore finale di 100 (+10-0 mm). Per ogni prova si richiedono almeno tre provini Procedura di prova Dopo una stagionatura di 28 giorni secondo la Norma UNI 6127 la piastra, conservata in acqua (20 ±2) per almeno 3 giorni prima della prova e mantenuta umida durante l esecuzione della prova stessa, viene appoggiata sul telaio metallico in modo da presentare una luce libera di 500x500 mm ±2 mm, ed essere caricata centralmente dal punzone con la superficie di getto rivolta verso l alto. Il carico viene applicato imponendo al centro della piastra un gradiente costante di spostamento pari a 1.5 mm/minuto. Durante la fase di carico,vengono registrate le coppie dei valori carico-spostamento fino a superare lo spostamento di 25 mm. Lo spostamento rilevato dovrà essere quello effettivo del punto di applicazione del carico. Sono considerate valide le misure che non eccedono il 10% del valore medio. 60 / 132

62 Espressione dei risultati A partire dalla curva carico-spostamento dovrà essere tracciata una seconda curva che descriva l energia cumulativa assorbita in funzione dello spostamento rilevato sul centro della piastra La curva energia cumulativa-spostamento dovrà essere determinata mediante il calcolo dell area progressivamente sottesa alla curva carico spostamento. Figura sinistra:curva carico spostamento-figura destra:curva energia-spostamento Il resoconto di prova dovrà riportare: -le caratteristiche dell apparecchiatura (capacità di carico, corsa e sensibilità del rilevatore di spostamento); -l identificazione e dimensioni dei provini; -le condizioni e durata della stagionatura; -la velocità di spostamento; -la curva carico-spostamento; -la curva energia-spostamento; -il valore dell assorbimento di energia di deformazione espressa in joule corrispondente allo spostamento di 25 mm; -la documentazione fotografica delle piastre al termine della prova Modulo di elasticita La prova dovrà essere eseguita secondo la Norma UNI Determinazione resistenza acqua sotto pressione La prova dovrà essere eseguita secondo le modalità previste nella Norma ISO 7031 (UNI Progetto inchiesta E ); In alternativa la prova potrà essere eseguita secondo la procedura della Norma ISO/DIS 4846 che determina la perdita di massa, la profondità di scagliamento e la percentuale della superficie scagliata Resistenza ai cicli di gelo/disgelo La determinazione della resistenza alla degradazione per cicli di gelo e disgelo dovrà essere eseguita secondo la Norma UNI In alternativa la prova potrà essere eseguita secondo la procedura della Norma ISO/DIS 4846 che determina la perdita di massa, la profondità di scagliamento e la percentuale della superficie scagliata. 61 / 132

63 Determinazione del contenuto di fibre Il metodo è finalizzato alla determinazione del contenuto ponderale di fibre metalliche nel calcestruzzo proiettato allo stato fresco ed indurito Apparecchiature -Bilancia in grado di misurare una massa di 10 kg con una risoluzione di 10 g. -Bilancia in grado di misurare una massa di 100 g con una risoluzione di 0.1 g. -Setacci da 0.125mm e da 4mm idonei alla vagliatura a secco e a umido. -Stufa per essiccare il materiale a ( ) C -Muffola per la disgregazione del calcestruzzo indurito in grado di raggiungere la temperatura di ( ) C. PROCEDIMENTO In alternativa alla disgregazione in muffola potrà essere adottata la seguente metodologia: le carote già utilizzate per la determinazione della massa volumica e della resistenza a compressione sono triturate fino all ottenimento di un detrito avente dimensione massima dei frammenti di 5 mm. Si determina e si registra la massa del campione così ottenuta (Mc). Sulle fibre metalliche, pulite dai grumi di malta cementizia e raccolte utilizzando una calamita,.si determina e si registra la massa (Mf) Espressione dei risultati 62 / 132

64 Per entrambi i metodi di controllo, nel caso di uno scostamento medio in meno del contenuto di fibre rispetto a quello dichiarato, verranno adottati i seguenti provvedimenti contabili: scostamento superiore al 10% e inferiore al 30%: il compenso per le fibre verrà ridotto del 20%; scostamento superiore al 30%: il calcestruzzo sarà considerato non armato e non verrà corrisposto alcun compenso per le fibre ovvero verrà detratto il corrispettivo per le fibre dal prezzo globale stabilito per il calcestruzzo proiettato Qualifica del conglomerato cementizio Si definiscono di seguito le varie successioni dei controlli che l APPALTATORE deve eseguire sul conglomerato cementizio e sui suoi singoli componenti (successivamente specificati nel paragrafo 14 Specifiche controllo qualità ). a - Studi preliminari di pre-qualifica Studi, certificazioni e valutazioni che l APPALTATORE deve eseguire, prima della qualifica della miscela all impianto di betonaggio. Di tali prove, studi, certificazioni e valutazioni l APPALTATORE dovrà dare evidenza nel dossier di qualifica di ogni mix-design; b - Qualifica della miscela all impianto di betonaggio Verifica del mix design (progetto della miscela di calcestruzzo) studiato che l APPALTATORE deve affidare all impianto di confezionamento che verrà utilizzato in corso d opera per la produzione del calcestruzzo. Tale qualifica deve essere approvata da parte della Direzione dei Lavori. c - Controlli di conformità in corso d'opera Controlli che l APPALTATORE deve eseguire per verificare la conformità del calcestruzzo e dei suoi singoli costituenti ai requisiti del progetto e della miscela qualificata. Sono inclusi tra tali controlli anche quelli definiti "di accettazione", relativi alle resistenze meccaniche, specificati dalle Norme Tecniche attuative della Legge n 1086 [1]. L'APPALTATORE dovrà disporre di almeno un laboratorio (in cantiere, all impianto di confezionamento o nelle immediate vicinanze), qualificato dall APPALTATORE stesso e approvato dalla DL, idoneo all'esecuzione di tutte le prove di qualifica e conformità del calcestruzzo fresco ed indurito e dei materiali costituenti, ad eccezione delle determinazioni chimiche, delle prove di permeabilità (profilo di penetrazione dell acqua in pressione o coefficiente k) nonché di resistenza meccanica per le quali i campioni e i provini dovranno essere inviati a un Laboratorio Ufficiale o autorizzato. Presso il laboratorio responsabile delle prove di qualifica dovranno essere disponibili le seguenti apparecchiature: - Forno per essiccare; - Setacci; - Bilancia di portata fino a 20 kg e sensibilità 1 gr; - Termometro a immersione per calcestruzzo; - Porosimetro; - Picnometro; - Contenitore tarato; - Cono di Abrams ; - Tavola a scosse; - Casseforme di acciaio o PVC per il prelievo di almeno 32 cubetti; - Impastatrice da laboratorio; - Piastra o ago vibrante; - Sclerometro; 63 / 132

65 - Termometro a max-min; - Contenitore ermetico ed alcool per il controllo del calcestruzzo checking fresh ; - Camera o vasca di stagionatura dei provini di calcestruzzo. L APPALTATORE dovrà inoltre essere in grado di garantire la disponibilità, con preavviso di due giorni, delle seguenti apparecchiature: - Attrezzatura per la registrazione delle temperature del calcestruzzo durante la presa e l indurimento, dotata di almeno sei termocoppie; - Pressa da laboratorio con carico massimo pari ad almeno 2000 kn - Carotatrice idonea al recupero di carote con diametro fino a 100 mm Qualifica del mix design STUDI PRELIMINARI DI PRE-QUALIFICA Prima dell'inizio dei getti, l'appaltatore dovrà presentare per approvazione alla DL, nei modi e nei tempi previsti contrattualmente, il Dossier di qualifica degli impasti e dei relativi costituenti per tutti i tipi e le classi di calcestruzzo previste negli elaborati progettuali. A tal fine l APPALTATORE dovrà presentare un progetto preliminare di prequalifica per attestare la conformità del calcestruzzo e dei singoli costituenti alle prescrizioni e norme riportate nel presente documento basato su prove preliminari di verifica da condurre direttamente presso l impianto di betonaggio. In particolare, nella relazione di pre-qualifica l APPALTATORE dovrà fare esplicito riferimento a: - materiali che si intendono utilizzare, indicandone provenienza, tipo e qualità; - massa volumica reale s.s.a. e assorbimento, per ogni classe di aggregato, valutati secondo la Norma UNI EN 1097/6; - studio granulometrico per ogni tipo e classe di calcestruzzo; - tipo, classe e dosaggio del cemento; - rapporto acqua-cemento; - peso specifico del calcestruzzo fresco e calcolo della resa; - classe di esposizione ambientale a cui è destinata la miscela; - tipo e dosaggio degli eventuali additivi; - proporzionamento analitico della miscela e resa volumetrica; - classe di consistenza secondo le Norme UNI 9418 [20] o UNI 8020 [31]; - risultati delle prove di resistenza a compressione; - curve di resistenza nel tempo (almeno per il periodo 2-28 giorni); - caratteristiche dell'impianto di confezionamento e stato delle tarature; - sistemi di trasporto, di getto e di maturazione. I materiali costituenti gli impasti di prova dovranno essere sottoposti ai controlli di seguito riassunti: CEMENTI Prove previste secondo norma UNI EN 197/1, nonché analisi chimica completa, come previsto nelle presenti prescrizioni al p.to 3.1. AGGREGATI Prove previste secondo la norma UNI 8520 parte 2 relative al controllo dei limiti di accettazione degli aggregati. ACQUA DI IMPASTO Prove da eseguirsi secondo norma UNI EN ADDITIVI Prove da eseguirsi in accordo alla norma UNI EN 934/2. AGGIUNTE 64 / 132

66 Prove da eseguirsi secondo norma UNI EN Qualifica all impianto di betonaggio In questa fase l APPALTATORE deve realizzare impasti di verifica all impianto di produzione, i requisiti richiesti sono i seguenti: 1. il valore della resistenza media a compressione a 28 giorni, misurata su almeno 4 prelievi (la resistenza di ciascun prelievo è la media delle resistenze a compressione di due o più provini),deve essere: per Rck <30 N/mm2 ->Rm 1,25 Rck per 30 N/mm2 Rck 40 N/mm2 ->Rm 1,20 Rck per Rck >40 N/mm2 ->Rm 1,15 Rck con valore minimo di ogni singolo provino Ri Rck ; 2. il valore dell abbassamento al cono deve essere conforme alla classe di consistenza dichiarata e mantenersi entro i limiti della stessa per almeno 60 minuti. 3. deve essere verificata l omogeneità del calcestruzzo su due campioni, prelevati rispettivamente a 1/5 e 4/5 dello scarico della betoniera: In tal caso dette p1 e p2 le percentuali in peso di trattenuto al vaglio a maglia quadrata da 4 mm dei due campioni, dopo vagliatura a umido dovrà essere verificata la seguente relazione: (p1 p2) 0,15 ((p1 p2)/2) L abbassamento al cono dei due campioni prima della vagliatura non dovrà differire di più di 30 mm. 4. il rapporto acqua/cemento determinato secondo le modalità previste nella Norma UNI 6393 [19], non si discosti di da quello dichiarato nella prequalifica; 5. il valore della massa volumica del calcestruzzo fresco sia superiore al 98% del teorico. Se le resistenze medie a compressione per ciascun tipo di calcestruzzo, misurate a 2, 7 e 28 giorni sui provini prelevati dall impasto di prova all impianto, non si discostano di 15% dalle resistenze indicate nella relazione di pre-qualifica, queste verranno assunte a riferimento per i primi 50 prelievi; in caso contrario l impasto di prova all impianto dovrà essere ripetuto e i valori delle resistenze da assumere a riferimento per i primi 50 prelievi verranno determinate adottando, per ciascuna età di maturazione, la media delle resistenze a 2, 7 e 28 giorni dei due impasti di prova. Più precisamente, le prove da eseguire in fase di qualifica delle miscele all impianto di betonaggio dovranno essere le seguenti: calcestruzzo fresco - rapporto acqua/cemento; UNI 6393; - classe di consistenza; UNI 9418 UNI 8020; - mantenimento della classe di consistenza fino a 60 minuti - determinazione acqua essudata; UNI 7122; - massa volumica; UNI 6394; - omogeneità; - percentuale di aria occlusa; UNI 6395; Calcestruzzo indurito: - determinazione della resistenza caratteristica a compressione; - determinazione del modulo elastico statico a compressione, secondo UNI 6556; - massa volumica; - nel caso di calcestruzzi immersi in acqua, determinazione della profondità di penetrazione dell acqua sotto pressione secondo la Norma ISO 7031 (UNI Progetto inchiesta E ); - nel caso di calcestruzzi esposti all azione del gelo, determinazione della resistenza alla degradazione per cicli di gelo e disgelo secondo la Norma UNI 7087; - nel caso di calcestruzzi in ambiente solfatico, determinazione della resistenza all attacco solfatico: per calcestruzzi esposti a tale attacco, poiché non è disponibile una normativa italiana, si dovrà adottare la metodologia prevista nel Capitolo 5 della "Guideline on shotcrete - Part 2 " della Austrian Concrete Society; - nel caso di calcestruzzi destinati a strutture in c.a.p., determinazione del ritiro secondo UNI 6555; In fase di qualifica, inoltre, si dovrà verificare la rispondenza dei dosaggi impostati con i dosaggi realmente effettuati durante il caricamento all impianto mediante esame della stampa della ricetta secondo quanto indicato al precedente punto Tutti gli oneri e gli eventuali ritardi causati dalle ripetizioni delle prove all impianto di confezionamento saranno a totale carico dell APPALTATORE. 65 / 132

67 L'approvazione delle proporzioni delle miscele da parte della DL non libera in alcun modo l'appaltatore dalle sue responsabilità in base alle norme vigenti. La qualificazione delle miscele potrà essere ripetuta, con le medesime modalità, ogni qualvolta venissero a modificarsi sensibilmente le caratteristiche fisico - chimiche dei costituenti del calcestruzzo o le modalità di confezionamento Controlli di conformita in corso d opera. L APPALTATORE eseguirà controlli di conformità periodici in corso d'opera, da porre a disposizione della DL, per verificare la corrispondenza tra le caratteristiche dei materiali e degli impasti impiegati e quelle definite in sede di qualifica. Per i prelievi di campioni di calcestruzzo fresco si dovrà fare riferimento alla Norma UNI Per quanto riguarda le resistenze meccaniche il controllo di accettazione dovrà avvenire secondo quanto specificato nelle Norme Tecniche applicative della Legge n 1086 relativamente al controllo tipo A. Ai fini del controllo di conformità, la differenza tra la resistenza a compressione media di riferimento a 28 giorni della più recente qualifica all impianto (resistenza media di qualifica o, dopo i primi 50 prelievi relativi allo stesso tipo di calcestruzzo, media delle resistenze a 28 giorni degli ultimi 50 prelievi) e la media mobile misurata su serie separate di 15 prelievi in corso d opera non dovrà essere maggiore dei seguenti limiti: Al fine di rispettare le tolleranze sopraindicate l APPALTATORE potrà apportare eventuali aggiustamenti alla miscela approvata, nel rispetto comunque di tutte le prescrizioni di capitolato, comunicandoli preventivamente per approvazione al Direttore dei Lavori. Sul calcestruzzo indurito il Direttore dei Lavori potrà disporre l'esecuzione di prove e controlli integrativi mediante prelievo di carote e/o altri metodi non distruttivi quali prove sclerometriche, ultrasuoni, misure di resistività ecc., a totale carico dell'appaltatore Controlli di conformita della resistenza a compressione su carote Il prelievo, da eseguire da parte dell APPALTATORE in contraddittorio con la DL, potrà avvenire eseguendo carotaggi dai quali ricavare un numero adeguato di provini cilindrici con operazioni di taglio e rettifica delle basi. Le seguenti raccomandazioni devono essere seguite dall APPALTATORE nell applicare il criterio di seguito esposto per la valutazione dei risultati: - l estrazione e la prova deve essere preferibilmente effettuata non oltre due mesi dalla posa in opera del calcestruzzo; per tempi più lunghi gli effetti di maturazione e carbonatazione superficiale possono portare a sovrastima delle resistenze di cui si deve tenere conto con i coefficienti di seguito indicato - l estrazione dei provini da strutture in elevazione deve essere effettuata nella parte mediana delle strutture perché l effetto di autocompattazione porta a incrementi della massa volumica e della resistenza nella parte inferiore; - i provini ricavati dai prelievi non devono contenere al loro interno più di un elemento di armatura normale alla direzione di prova, in caso contrario il provino dovrà essere scartato. La stima della resistenza caratteristica del calcestruzzo si baserà sui risultati ottenuti nelle prove a compressione su un numero Q di provini estratti dalla porzione di struttura in esame. Il diametro delle carote dovrà essere generalmente compreso tra 2.5 e 5 volte la dimensione massima dell aggregato e comunque maggiore di 100 mm L altezza dei provini cilindrici ricavati dalle carote dovrà essere pari al diametro. Per ogni lotto di 100 m3 di calcestruzzo indagato o frazione, il numero di provini Q non dovrà risultare minore di quattro. 66 / 132

68 Le carote una volta estratte, e i provini successivamente ricavati da esse, dovranno essere mantenuti umidi mediante idonei sistemi di protezione (teli umidi, sacchi chiusi, immersione in acqua, ecc.) fino alla prova di compressione; nelle lavorazioni di taglio e spianatura si dovrà evitare ogni essiccazione della superficie. L APPALTATORE dovrà eseguire Le prove di compressione sulle carote esclusivamente presso Laboratori Ufficiali o Autorizzati alla presenza della DL. I dati riscontrati dovranno essere registrati dall APPALTATORE con data, ora e punti di prelievo, comprensivi delle note di commento a cura della DL. Detta IO la resistenza a compressione determinata su una carota (N/mm2) secondo le modalità di prova previste nella Norma UNI 6132 [41], si stima la resistenza cubica relativa Rck (stim) del calcestruzzo che costituisce la carota. Dove: C è un coefficiente che tiene conto del disturbo arrecato al calcestruzzo durante il carotaggio. c= se Ø carota 8 cm c = se Ø carota < 8 cm G è un coefficiente che tiene conto delle condizioni nelle quali è stato eseguito il getto e della possibilità di vibrare il calestruzzo. G = 1.2 per getti in opera di pali e diaframmi; G _= 1.15 per getti in opera in galleria; G = 1.05 per le altre strutture con getto in opera; G = 1.0 per getti eseguiti in stabilimento; G = 1.3 per lo spritz beton. M è un coefficiente che tiene conto della maturazione del calcestruzzo. Il confronto tra la resistenza caratteristica ottenuta dalle carote e la resistenza Rck ottenuta, per lo stesso calcestruzzo, a partire da provini cubici confezionati si esegue prendendo in considerazione la media ed il minore dei valori Rck stim ottenuti dalle carote. La verifica è soddisfatta se: Controlli particolari Controlli particolari dovranno essere eseguiti con le modalità e frequenze indicate di volta in volta dalla Direzione Lavori che ne ravvisasse la necessità Prove di carico a) Le prove di carico ai fini del collaudo statico dovranno essere eseguite in accordo alle normative vigenti ed alle indicazioni del COLLAUDATORE e della DL. 67 / 132

69 b) L'effettuazione delle prove dovrà essere programmata con la DL a cura dell'appaltatore con adeguato anticipo. L APPALTATORE dovrà verificare e fare in modo che al momento del collaudo risulti disponibile tutta la certificazione prevista contrattualmente e dalla normativa vigente. c) Prima della effettuazione delle prove I'APPALTATORE dovrà concordare con la DL la quantità ed il tipo delle apparecchiature, degli strumenti e dei materiali da utilizzare, garantendo la operabilità e la precisione richiesta e facendo eseguire le tarature eventualmente necessarie d) Sarà cura dell'appaltatore assicurare, nel rispetto delle norme di sicurezza, la completa accessibilità sia alle opere da collaudare che agli strumenti di misura. e) Per le opere realizzate anche parzialmente con elementi in precompresso si dovrà rispettare anche la normativa FS in vigore. Qualora siano disponibili le prove di carico sull'elemento prefabbricato di cui al punto , queste andranno tenute presenti nel valutare i dati delle prove di collaudo sull opera completa Calcestruzzi speciali CALCESTRUZZI VIBRATI FIBRO-RINFORZATI Per quanto attiene ai calcestruzzi vibrati addizionati con fibre metalliche e sintetiche si dovrà far riferimento a quanto previsto nelle: a) Raccomandazioni tecniche AICAP per l'impiego del ferrocemento (1984); b) Raccomandazioni tecniche AICAP per l'impiego del conglomerato cementizio rinforzato con fibre metalliche (Aggiornamento 1990) c) Raccomandazioni tecniche AICAP per l'impiego del conglomerato cementizio rinforzato con fibre di polietilene o di polipropilene, o di poliacrilonitrile, o di poliammide (nylon) (1992). d) Norma UNI (In preparazione) - Calcestruzzo rinforzato con fibre metalliche.per il loro impiego è necessaria esplicita autorizzazione da parte della DL. CALCESTRUZZI IMPREGNATI CON POLIMERI Per quanto attiene ai calcestruzzi addizionati con polimeri si dovrà far riferimento a quanto previsto nelle: a) Raccomandazioni tecniche AICAP per l'impiego del conglomerato cementizio impregnato con polimeri (Aggiornamento 1992). b) Composizione I componenti dovranno essere conformi a quanto prescritto al punto 3.0 La curva granulometrica ed i dosaggi in cemento verranno stabiliti mediante prove preliminari. Gli acceleranti di presa dovranno essere compatibili con il cemento impiegato e non essere nocivi alle armature, né alle reazioni di idratazione del cemento. Per il loro impiego è necessaria esplicita autorizzazione da parte della DL MAGRONI E MALTE MAGRONI Prima di effettuare qualsiasi getto di calcestruzzo di fondazione, dovrà essere predisposto sul fondo dello scavo, dopo aver eseguito la pulizia ed il costipamento dello stesso secondo le modalità previste dal presente Capitolato, uno strato di calcestruzzo magro avente la funzione di piano di appoggio livellato e di cuscinetto isolante contro l'azione aggressiva del terreno. Lo spessore dello strato sarà desunto dai documenti di progetto. MALTA DI LIVELLAMENTO Sono malte confezionate con sabbia, acqua e cemento nelle dovute proporzioni ed utilizzate per la formazione di piani di appoggio con le tolleranze richieste dal progetto. Le dimensioni degli inerti (sabbia) saranno di norma tra 0.8 e 2.0 mm. La composizione della malta, in assenza di diversa indicazione, sarà di 1 m3 di inerte per 500kg/m3 di cemento Portland normale. La quantità di acqua sarà quellanecessaria per ottenere una malta plastica idonea a riempire perfettamente le tasche per bulloni e/o inserti e gli spazi tra il calcestruzzo e le piastre. Prima di effettuare la posa in opera della malta di livellamento, le superfici dovranno essere accuratamente pulite. MALTE SPECIALI PER INGHISAGGI Le malte dovranno rispondere alla normativa UNI EN Le malte di livellamento speciali sono quelle malte ottenute con l'aggiunta di acqua a componenti premiscelati ottenendo così delle malte a ritiro compensato ed elevato grado di fluidità da utilizzare per 68 / 132

70 inghisaggi di strutture, o altri elementi da congiungere, evitando il ritiro della malta e l'eventuale microdistacco dalle parti da fissare. Il prodotto premiscelato, la cui granulometria sarà adeguata agli spessori delle malte sarà addizionato con acqua nelle proporzioni indicate dal Fornitore e comunicate alla Direzione Lavori. Tali prodotti dovranno essere conformi alle norma : UNI 8146:2008 Agenti espansivi non metallici per impasti cementizi - Idoneità e relativi metodi di controllo. Le schede tecniche dei prodotti che l APPALTATORE intende utilizzare dovranno essere inviate per approvazione alla Direzione Lavori prima dell'inizio dei lavori stessi. Qualora previsto nelle prescrizioni del progetto o richiesto dalla Direzione Lavori, le malte saranno sottoposte al controllo della resistenza meccanica da eseguirsi su provini prismatici 40 mm x 40 mm x 160 mm come previsto dal D.M ,alle stagionature di 1,3,7,28 e 91 giorni. Nel caso nel progetto non siano prescritti valori diversi,la malta deve avere le seguenti caratteristiche : - resistenza a compressione > 80 N/mm2; - resistenza flessione > 10 N/mm2; - coefficiente di permeabilità< 1x10-12; - resistenza allo sfilamento, dopo 28 giorni, 20 N mm2; - espansione contrastata > 0.3 mm/m a 28gg secondo UNI 8146:2008; Devono essere osservate le indicazioni d uso del fornitore per quanto riguarda: -la quantita di acqua massima (ed il dosaggio eventuale di ghiaietto per i betoncini quando non fossero gia premiscelati); -la manipolazione (impasto in idonei miscelatori); -la posa in opera (senza casseforma di contenimento laterale solo per spessore <5cm); -la stagionatura e conservazione dei prodotti. Per malte confezionate in cantiere saranno confezionate con cemento Rck 32.5 (dosaggio minimo 500kg*m^3) ed aggregato inerte di massimo diametro adeguato al volume e dello spessore. La resistenza non deve essere inferiore a 30MPa e il rapporto A/C non deve essere superiore a 0,4 per limitare il fenomeno di ritiro INIEZIONI NELLE GUAINE DEI CAVI DI PRECOMPRESSIONE Nelle strutture in cemento armato precompresso con cavi scorrevoli, allo scopo di assicurare l'aderenza e soprattutto proteggere i cavi dalla corrosione, è necessario che le guaine vengano iniettate con pasta di cemento fluida, a ritiro compensato e con adeguata resistenza meccanica come nel seguito specificato. Tale miscela costituita da cemento, additivi ed acqua, non dovrà contenere cloruri o agenti che provocano espansione mediante formazione di gas aggressivi. Le prescrizioni di seguito riportate si intendono integrative a quanto prescritto dalle vigenti Norme di Legge. CARATTERISTICHE DELLA MISCELA FLUIDA Per l impasto dovrà essere utilizzata acqua con le caratteristiche descritte nei paragrafi precedenti. Il rapporto a/c della miscela, da determinare sperimentalmente per ogni tipo di cemento, dovrà essere il minore possibile compatibilmente con la fluidità richiesta e comunque non dovrà superare il valore di 0,38; La massa volumica della miscela fresca non dovrà risultare inferiore a 1.85 t/m3; La fluidità della miscela cementizia da iniettare dovrà essere misurata con il cono di Marsh all'entrata ed all'uscita di ogni guaina; l'iniezione continuerà finché la fluidità della pasta cementizia in uscita non sarà analoga a quella della pasta cementizia in entrata con una tolleranza di 4 secondi; La fluidità dovrà essere determinata misurando i tempi di flusso di 1000 cm3 di miscela; questa sarà ritenuta idonea quando il tempo di flusso di 1000 cm3, attraverso l'ugello di 8 mm, sarà compreso tra 17 e 25 secondi. L essudazione dovrà essere minore del 2% del volume iniziale della miscela; il controllo si esegue versando 1000 cm3 di miscela in un cilindro graduato avente diametro di 60 mm e altezza di 450 mm 69 / 132

71 circa misurando l'eventuale acqua essudata sulla superficie della miscela, mantenuta in riposo per tre ore;il ritiro dovrà essere assente; l'espansione dovrà essere superiore al 4%; Il tempo di inizio presa a 30 C,dovrà essere superiore a tre ore ed il tempo di fine presa dovrà essere inferiore a 6 ore.il coefficiente di dilatazione termica dovrà essere pari a con tolleranza del 20% in aumento e del 5% in diminuzione. RESISTENZA MECCANICA La resistenza a compressione semplice su provini cubici aventi lato di 7 o 10 cm dovrà risultare non inferiore a 25 N/mm2 dopo 3 giorni, a 37 N/mm2 dopo 7 giorni e a 50 N/mm2 dopo 28 giorni e la massa volumica degli stessi non inferiore a 1.90 t/m3.la resistenza a trazione per flessione a 8 giorni dovrà essere uguale o maggiore a 4N/mm2. MODALITA DI PREPARAZIONE E INIEZIONE L'impastatrice dovrà essere del tipo ad alta velocità con almeno giri/min. E' vietato l'impasto a mano ed il tempo di mescolamento verrà fissato di volta in volta in base ai valori del cono di Marsh. Prima di essere immessa nella pompa la miscela dovrà essere vagliata con setaccio avente maglia di 2 mm di lato; Nel caso di iniezione con pompa dovrà essere tassativamente prescritta la presenza di tubi di sfiato in corrispondenza di tutti i punti più elevati di ciascun cavo comprese le trombette ed i cavi terminali. I tubi di sfiato dovranno essere presenti anche nei punti più bassi dei cavi lunghi e con forte dislivello. Nel caso di iniezione sottovuoto questa dovrà essere eseguita utilizzando una apposita attrezzatura aspirante in grado di creare e mantenere, con la valvola di ingresso chiusa, una depressione di almeno 25 kpa nella guaina da iniettare per almeno 1 minuto. La pompa aspirante dovrà avere una portata nominale di almeno 30 m3/h e dovrà essere accoppiata a una idonea attrezzatura equipaggiata di contalitri per la misura del volume della guaina da iniettare. L iniezione potrà essere eseguita dopo aver misurato il volume della guaina e verificato la possibilità di mantenere stabilmente nella medesima una depressione di almeno 25 kpa. Durante l iniezione si dovrà verificare che: - non vi siano possibilità di infiltrazioni di aria nella guaina all atto dell immissione della pasta e per tutto il tempo dell iniezione; gli eventuali punti di infiltrazione dovranno essere individuati e siglati; - la pompa venga mantenuta in funzione fin quando la pasta non fuoriesce dal lato opposto della guaina in quantità almeno pari al volume equivalente a 50 cm di guaina, in modo da assicurare la completa rimozione di eventuali emulsioni protettive del cavo; - la depressione nella guaina non superi i 35 kpa ; - il volume di pasta iniettata sia pressoché uguale al volume della guaina. Quando la pasta fuoriesce dal lato opposto, si dovrà chiudere con una valvola il condotto di fuoriuscita e si dovrà proseguire a pompare fino a raggiungere la pressione di 500 kpa che dovrà essere mantenuta senza pompare per almeno 1 minuto. L'iniezione dovrà essere continua e non potrà assolutamente venire interrotta. Nel caso di interruzione superiore a 5 minuti il cavo dovrà essere lavato e l'iniezione ripresa dall'inizio. Si dovrà provvedere con appositi contenitori affinché la miscela di sfrido non venga scaricata, senza alcun controllo, sull'opera od attorno ad essa CALCI AEREE NORMATIVA UNI EN 459-1:2002 Calci da costruzione - Definizioni, specifiche e criteri di conformità UNI EN 459-2:2002 Calci da costruzione - Metodi di prova UNI EN 459-3:2002 Calci da costruzione - Valutazione della conformità UNI 10319:1994 Calci aeree. Terminologia. La calce deve presentare marchiatura CE GESSI 70 / 132

72 NORMATIVA UNI EN 520:2005 Lastre di gesso - Definizioni, requisiti e metodi di prova UNI 5371:1984 Pietra da gesso per la fabbricazione di leganti. Classificazione, prescrizioni e prove. UNI 8376: FA :1985 Leganti a base di solfato di calcio. Definizione e classificazione. UNI 8377:1982 Leganti a base di solfato di calcio per edilizia. Gessi per intonaco (scagliola). Requisiti e prove. UNI 10718:1999 Lastre di gesso rivestito - Definizioni, requisiti, metodi di prova UNI EN 12859:2002 Blocchi di gesso - Definizioni, requisiti e metodi di prova UNI EN 12860:2002 Adesivi a base di gesso per blocchi di gesso - Definizioni, requisiti e metodi di prova UNI EN :2006 Leganti e intonaci a base di gesso - Parte 1: Definizioni e requisiti UNI EN :2004 Leganti e intonaci a base di gesso - Parte 2: Metodi di prova UNI EN 13950:2006 Lastre di gesso rivestito accoppiate con pannelli isolanti termo/acustici - Definizioni, requisiti e metodi di prova UNI EN 13963:2005 Sigillanti per lastre di gesso rivestito - Definizioni, requisiti e metodi di prova UNI EN 14190:2006 Prodotti di trasformazione secondaria di lastre di gesso - Definizioni, requisiti e metodi di prova UNI EN 14209:2006 Cornici di gesso sagomate - Definizioni, requisiti e metodi di prova UNI EN 14496:2006 Adesivi a base di gesso per pannelli accoppiati termo/acustici e lastre di gesso rivestito -Definizioni, requisiti e metodi di prova UNI CEN/TR 15124:2006 Progettazione, preparazione e applicazione di sistemi interni di intonaci a base di gesso ACQUA UNI EN1008:2003 Acqua d'impasto per il calcestruzzo - Specifiche di campionamento, di prova e di valutazione dell'idoneità dell'acqua, incluse le acque di ricupero dei processi dell'industria del calcestruzzo, come acqua d'impasto del calcestruzzo. Caratteristiche L'acqua per gli impasti dovrà essere dolce, limpida, esente da tracce di cloruri o solfati, non inquinata da materie organiche, sara indicata la provenienza ed avere caratteristiche costanti nel tempo della fornitura. 71 / 132

73 Le analisi devono essere effettuate: 1. Alla qualificazione; 2. Quando richesto dalla DL per giustificati motivi CORROSIONE E PROTEZIONE D ARMATURA NORMATIVA UNI 9944 Corrosione e protezione dell'armatura del calcestruzzo -Determinazione della profondità di carbonatazione e del profilo di penetrazione degli ioni cloro nel calcestruzzo UNI Istruzione per l ispezione delle strutture di cemento armato esposte all atmosfera mediante mappatura di potenziale. UNI Corrosione delle armature delle strutture di calcestruzzo -Metodo per la determinazione del grado di protezione del calcestruzzo nei confronti dell armatura METODOLOGIE DI PROVE PER CLS E MALTE-NORMATIVA MALTE CEMENTIZIE UNI 7044 Determinazione della consistenza mediante l impiego della tavola a scosse CALCESTRUZZI UNI EN 206-1:2006 Prestazioni, produzione, posa in opera e criteri di conformità (sostituisce UNI 9858) SS UNI E Calcestruzzo rinforzato con fibre metalliche - Definizione,caratteristiche e metodi di controllo (contiene anche calcestruzzi proiettati) CALCESTRUZZO FRESCO UNI EN :2009 Prova sul calcestruzzo fresco - Parte 1: Campionamento. UNI 9416 Calcestruzzo fresco - Campionamento UNI EN :2009 Prove sul calcestruzzo indurito - Parte 2: Confezione e stagionatura dei provini per prove di resistenza UNI EN :2009 Prova sul calcestruzzo fresco - Parte 6: Massa volumica UNI EN :2009 Prova sul calcestruzzo fresco - Parte 7: Contenuto d'aria Metodo per pressione UNI 11307:2008 Prova sul calcestruzzo indurito - Determinazione del ritiro UNI 6556:1976 :Prove sui calcestruzzi. Determinazione del modulo elastico secante a compressione. UNI 11307:2008 Prova sul calcestruzzo indurito - Determinazione del ritiro 72 / 132

74 UNI 7122 Determinazione della quantità d'acqua d'impasto essudata UNI 7123 Determinazione dei tempi di inizio e fine presa mediante la misura della resistenza alla penetrazione UNI 8020 Determinazione della consistenza del calcestruzzo fresco mediante l impiego della tavola a scosse UNI 9416 Criteri generali di campionamento UNI EN :2009 Titolo : Prova sul calcestruzzo fresco - Parte 2: Prova di abbassamento al cono UNI EN :2009 Prova sul calcestruzzo fresco - Parte 3: Prova Vébé UNI EN :2009 Prova sul calcestruzzo fresco - Parte 4:Indice di compattabilità CALCESTRUZZO INDURITO UNI EN :2002 Prova su calcestruzzo indurito.forma,dimensioni ed altri requsisti per provini e per casseforme UNI EN :2009:Prove su cls nelle strutture-parte 1:carote-Prelievo,esame e prova di compressione; UNI EN :2001:Prove su cls nelle strutture-prove non distruttive-determinazione dell indice sclerometrico; UNI EN :2005:Prove su cls nelle strutture-parte 3:determinazione della forza di estrazione; UNI EN :2005:Prove su cls nelle strutture-parte 4:determinazione della velocita di propagazione degli impulsi ultrasonici; UNI EN :2009 Prova su calcestruzzo indurito.confezionamento e stagionatura dei provini per prove UNI EN :2002 Prova sul calcestruzzo indurito - Forma, dimensioni ed altri requisiti per provini e per casseforme UNI EN :2009 Prove sul calcestruzzo nelle strutture - Parte 1: Carote - Prelievo, esame e prova di compressione UNI EN :2009 Prove sul calcestruzzo indurito - Parte 3: Resistenza alla compressione dei provini UNI 6133 Prove di resistenza alla flessione UNI 6135 Prove di resistenza alla trazione UNI 6394/2 Determinazione della massa volumica sul cls indurito UNI 11307:2008 Prova sul calcestruzzo indurito - Determinazione del ritiro UNI 6556 Determinazione del modulo elastico secante a compressione 73 / 132

75 UNI 7087:2002 Calcestruzzo - Determinazione della resistenza al degrado per cicli di gelo e disgelo. UNI 7548/1 Calcestruzzo leggero - Definizione e classificazione UNI 7548/2 Calcestruzzo leggero - Determinazione della massa volumica UNI Determinazione dell assorbimento d acqua alla pressione atmosferica UNI EN :2009 Prove sul calcestruzzo indurito - Parte 8: Profondità di penetrazione dell'acqua sotto pressione UNI EN :2001 Prove sul calcestruzzo nelle strutture - Prove non distruttive - Determinazione dell'indice sclerometrico. UNI EN :2005 Eurocodice 2 - Progettazione delle strutture di calcestruzzo - Parte 1-2: Regole generali - Progettazione strutturale contro l incendio UNI EN :2005 Prove sul calcestruzzo nelle strutture - Parte 4: Determinazione della velocità di propagazione degli impulsi ultrasonici UNI 9525 Calcestruzzo - Determinazione dell'assorbimento di acqua per immersione sotto vuoto UNI EN :2005 Prove sul calcestruzzo nelle strutture - Parte 3: Determinazione della forza di estrazione UNI Determinazione della forza di estrazione mediante inserti postinseriti a estrazione geometrica e forzata UNI EN :2009 Prove sul calcestruzzo indurito - Parte 3: Resistenza alla compressione dei provini UNI EN :2009 Prove sul calcestruzzo indurito - Parte 3: Resistenza alla compressione dei provini UNI EN :2009 Prove sul calcestruzzo indurito - Parte 3: Resistenza alla compressione dei provini UNI EN :2002 Prova sul calcestruzzo indurito - Resistenza alla compressione - Specifiche per macchine di prova UNI EN :2010 Prove sul calcestruzzo indurito - Parte 6: Resistenza a trazione indiretta dei provini UNI EN :2010 Prove sul calcestruzzo indurito - Parte 6: Resistenza a trazione indiretta dei provini UNI EN :2009 Prove sul calcestruzzo indurito - Parte 5: Resistenza a flessione dei provini 74 / 132

76 UNI EN :2009 Prove sul calcestruzzo indurito - Parte 7: Massa volumica del calcestruzzo indurito UNI EN :2009 Prove sul calcestruzzo indurito - Parte 8: Profondità di penetrazione dell'acqua sotto pressione BS :1988 Testing concrete. Recommendations on the use of electromagnetic covermeters indagine SonReb PRESCRIZIONI SULLA QUALITA DELLA FINITURA SUPERFICIALE DEL CALCESTRUZZO Grazie alla facilità di lavorazione del calcestruzzo fresco, abbinata all impiego di adeguati sistemi di casseforme e pannelli di rivestimento, è possibile ottenere di fatto ogni forma architettonica con una buona qualità del risultato estetico. Il calcestruzzo faccia a vista è diviso in quattro classi qualitative secondo quanto riportato nelle istruzioni Calcestruzzo Faccia a vista del DBV (Associazione Calcestruzzo Tedesca). La realizzazione di un buon faccia a vista è influenzata da: - il pannello di rivestimento e il sistema di cassaforma impiegato ; - la miscela del calcestruzzo (incluso tipo di cemento e inerte) utilizzata ; - l aggiunta di pigmenti ; - la scelta del disarmante appropriato ; - i trattamenti superficiali successivi, quali lavaggio, levigatura, lucidatura e sabbiatura ; - l'impregnazione idrofoba, la verniciatura trasparente e il tipo di rivestimento adottati. Grazie all evoluzione dei materiali da costruzione, inoltre, si hanno a disposizione ulteriori campi di applicazione grazie ai nuovi tipi di calcestruzzo, come quello ad alta resistenza, leggermente compattato e auto-compattante o il calcestruzzo fibrorinforzato (fibre in acciaio e in materiale polimerico). La norma DIN Superfici in calcestruzzo e pannelli di rivestimento è considerata lo standard di riferimento per la realizzazione di superfici in calcestruzzo. La norma non regolamenta le caratteristiche estetiche, dato che non esistono norme vincolanti per la realizzazione di superfici in calcestruzzo. Per fenomeni riguardanti la presenza di vespai, fessure, cavillature, vacuolature superficiali si faccia riferimento al capitolo Ripristini e trattamenti dei materiali PER PROVE DI COMPRESSIONE SU MATERIALI DA COSTRUZIONI NORMATIVA UNI Definizione, requisiti meccanici e funzionali Classificazione UNI Verifiche di taratura UNI Verifica di comportamento in fase di carico Strumenti dosatori NORMATIVA 75 / 132

77 DPR 12 novembre 1958 n 1958 n 1213 (G.U. 28 gennaio n 22) Modificazioni ed aggiunte al regolamento per la fabbricazione dei pesi, delle misure e degli strumenti per pesare e misurare - approvato con R.D. 12 giugno 1902, n 226 D.M. 5 settembre 1969 (G.U. 27 settembre n 246) Norme per l'ammissione alla verificazione metrica ed alla legalizzazione degli strumenti per pesare di tipo speciale, a funzionamento automatico e non, genericamente denominati "bilance per centrali di betonaggio", destinati ad essere inseriti in apparecchiature per la fabbricazione del calcestruzzo D.M. 25 giugno 1984 (G.U. 30 giugno n 179) Disposizione sugli strumenti per pesare a funzionamento non automatico NORMATIVA Piani di campionamento e criteri di conformita UNI CEI EN Criteri generali per gli organismi di certificazione dei prodotti UNI CEI EN Criteri generali per la dichiarazione di conformità rilasciata dal fornitore UNI CEI EN ISO/IEC :2005 Valutazione della conformità - Dichiarazione di conformità rilasciata dal fornitore - Parte 2: Documentazione di supporto UNI CEI EN ISO/IEC :2010 Valutazione della conformità - Dichiarazione di conformità rilasciata dal fornitore - Parte 1: Requisiti generali UNI EN :2005 Eurocodice 2 - Progettazione delle strutture di calcestruzzo - Parte 1-1: Regole generali e regole per gli edifici EUROCODICE 4 Progettazione delle strutture composite di acciaio e calcestruzzo ISO 7031 (UNI Progetto inchiesta E ) Calcestruzzo indurito- Determinazione della profondità di penetrazione dell acqua sotto pressione AUSTRIAN CONCRETE SOCIETY - Guideline on shotcrete part 2 cap 5: Testing methods on concrete sulphatic resistence ROCCIA NATURALE NORMATIVA UNI EN 1467:2006 Pietre naturali - Blocchi grezzi Requisiti UNI EN 1468:2006 Pietre naturali - Lastre grezze Requisiti UNI EN 1469:2005 Prodotti di pietra naturale - Lastre per rivestimenti Requisiti UNI EN 1925:2000 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione del coefficiente di assorbimento d'acqua per capillarità UNI EN 1926:2007 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza a compressione uniassiale UNI EN 1936:2007 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della massa volumica reale e apparente e della porosità totale e aperta UNI :1990 Materiali lapidei. Confezionamento sezioni sottili e lucide. UNI 9727:1990 Prodotti per la pulizia (chimica) di rivestimenti (lapidei e intonaci). Criteri per l'informazione tecnica 76 / 132

78 UNI 9728:1990 Prodotti protettivi per rivestimento costituiti da lapidei ed intonaci. Criteri per l'informazione tecnica. UNI EN 12370:2001 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza alla cristallizzazione dei Sali UNI EN 12371:2003 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza al gelo UNI EN 12372:2007 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza a flessione sotto carico concentrato UNI EN 12407:2007 Metodi di prova per pietre naturali - Esame petrografico UNI EN 12670:2003 Pietre naturali Terminologia UNI EN 13161:2008 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza a flessione sotto momento costante UNI EN 13364:2003 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione del carico di rottura in corrispondenza dei fori di fissaggio UNI EN 13373:2004 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione delle caratteristiche geometriche degli elementi UNI EN :2005 Piastrelle di graniglia - Parte 1: Piastrelle di graniglia per uso interno UNI EN :2004 Piastrelle di graniglia - Parte 2: Piastrelle di graniglia per uso esterno UNI EN 13755:2008 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione dell'assorbimento d'acqua a pressione atmosferica UNI EN 14066:2004 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza all'invecchiamento accelerato tramite shock termico UNI EN 14146:2005 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione del modulo di elasticità dinamico (tramite misurazione della frequenza fondamentale di risonanza) UNI EN 14147:2005 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza all'invecchiamento mediante nebbia salina UNI EN 14157:2005 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza all'abrasione UNI EN 14158:2005 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione dell'energia di rottura UNI EN 14205:2004 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della durezza Knoop UNI EN 14231:2004 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della resistenza allo scivolamento tramite l'apparecchiatura di prova a pendolo UNI EN 14579:2005 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione della velocità di propagazione del suono UNI EN 14580:2005 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione del modulo elastico statico 77 / 132

79 UNI EN 14581:2005 Metodi di prova per pietre naturali - Determinazione del coefficiente di dilatazione lineare termica Le pietre naturali da impiegarsi nella muratura e per qualsiasi altro lavoro dovranno corrispondere alle norme in vigore e dovranno essere a grana compatta ed ognuna monda da cappellaccio, esenti da piani di sfaldamento, senza screpolature, peli, venature, interclusioni di sostanze estranee; dovranno avere dimensioni adatte al particolare loro impiego ed offrire una resistenza proporzionata all'entità della sollecitazione cui devono essere assoggettate. Sono escluse le pietre alterabili all'azione degli agenti atmosferici e dell'acqua corrente( marnose, gessose o solubili, gelive). Le pietre da taglio, oltre a possedere gli accennati requisiti e caratteri generali, dovranno essere sonore alla percussione, immuni da fenditure e litoclasi e di perfetta lavorabilità. Il porfido dovrà presentare una resistenza alla compressione non inferiore a 1600 kg/cm2 ed una resistenza all'attrito radente (Dorry) non inferiore a quella del granito di S. Fedelino, preso come termine di paragone. Cubetti di pietra I cubetti di pietra da impiegare per la pavimentazione stradale debbono rispondere alle norme di accettazione di cui al fascicolo n. 5 della commissione di studio dei materiali stradali del Consiglio nazionale delle ricerche. Ciottoli da impiegare per i selciati Dovranno essere sani, duri e durevoli, di forma ovoidale e le dimensioni limite verranno fissate dalla D.L. secondo l impiego cui sono destinati. Manufatti lapidei stradali Cordoni. Bocchette di scarico - Risvolti - Guide di risvolto - Scivoli per accessi - Guide e masselli per pavimentazione.gli elementi in pietra sopra elencati dovranno soddisfare ai requisiti stabiliti nelle Tabelle U.N.I. 2712, 2713, 2714, 2715, 2716, 2717, 2718 Prodotti di pietre naturali o ricostruite La terminologia utilizzata ha il significato di seguito riportato; le denominazioni commerciali devono essere riferite a campioni, atlanti, ecc. Per una corretta classificazione vale quanto riportato nelle norme UNI EN e Marmo (termine commerciale) Roccia cristallina, compatta, lucidabile, da decorazione e da costruzione, prevalentemente costituita da minerali di durezza Mohs da 3 a 4 (quali calcite, dolomite, serpentino). -Granito (termine commerciale) (1) Roccia fanero-cristallina, compatta, lucidabile, da decorazione e da costruzione, prevalentemente costituita da minerali di durezza Mohs da 6 a 7 (quali quarzo, feldspati, felspatoidi). -Travertino Roccia calcarea sedimentaria di deposito chimico con caratteristica strutturale vacuolare, da decorazione e da costruzione; alcune varietà sono lucidabili. -Pietra (termine commerciale) (2) Roccia da costruzione e/o da decorazione, di norma non lucidabile. Esempi di pietre del primo gruppo sono: varie rocce sedimentarie (calcareniti, arenarie a cemento calcareo, ecc.), varie rocce piroclastiche, (peperini, tufi, ecc.); al secondo gruppo appartengono le pietre a spacco naturale (quarziti, micascisti, gneiss lastroidi, ardesie, ecc.), e talune vulcaniti (basalti, trachiti, leucititi, ecc.). 78 / 132

80 Per gli altri termini usati per definire il prodotto in base alle forme, dimensioni, tecniche di lavorazione ed alla conformazione geometrica, vale quanto riportato nella norma UNI EN I prodotti di cui sopra devono rispondere a quanto segue: a) appartenere alla denominazione commerciale e/o petrografica indicata nel progetto oppure avere origine del bacino di estrazione o zona geografica richiesta nonchè essere conformi ad eventuali campioni di riferimento ed essere esenti da crepe, discontinuità, ecc. che riducano la resistenza o la funzione; b) avere lavorazione superficiale e/o finiture indicate nel progetto e/o rispondere ai campioni di riferimento; avere le dimensioni nominali concordate e le relative tolleranze; c) delle seguenti caratteristiche il fornitore dichiarerà i valori medi (ed i valori minimi e/o la dispersione percentuale): - massa volumica reale ed apparente, misurata secondo la norma UNI EN 13755; - coefficiente di imbibizione della massa secca iniziale, misurato secondo la norma UNI EN 13755; A questa categoria appartengono:- i graniti propriamente detti (rocce magmatiche intrusive acide fanerocristalline, costituite da quarzo, feldspati sodico-potassici e miche); - altre rocce magmatiche intrusive (dioriti, granodioriti, sieniti, gabbri, ecc.); - le corrispettive rocce magmatiche effusive, a struttura porfirica; - alcune rocce metamorfiche di analoga composizione come gneiss e serizzi. () A questa categoria appartengono rocce di composizione mineralogica svariatissima, non inseribili in alcuna classificazione. Esse sono riconducibili ad uno dei due gruppi seguenti: - rocce tenere e/o poco compatte; - rocce dure e/o compatte. - resistenza a compressione, misurata secondo la norma UNI EN 1926; - resistenza a flessione, misurata secondo la norma UNI EN 12372; - resistenza all'abrasione, misurata secondo le disposizioni del Regio Decreto , n. 2234; d) per le prescrizioni complementari da considerare in relazione alla destinazione d'uso (strutturale per murature, pavimentazioni, coperture, ecc.) si rinvia alla normativa tecnica vigente ed alle prescrizioni di progetto. Cubetti, lastre e cordoli I cubetti, le lastre ed i cordoli in pietra naturale da impiegarsi per le pavimentazioni esterne dovranno essere marcati CE in conformità alla relativa norma di prodotto di recepimento della norma armonizzata (D.M. del ) e secondo quanto stabilito dalla Circolare Ministeriale Norme armonizzate in applicazione della direttiva 89/106/CE sui materiali da costruzione- Appendice ZA. Le norme di recepimento di cui sopra sono le norme UNI EN 1341, 1342 e MALTE CEMENTIZIE PREMISCELATE A RITIRO COMPENSATO (REOPLASTICHE) NORMATIVE UNI EN 445:1997 Malta per cavi di precompressione. Metodi di prova UNI EN 446:1997 Malta per cavi di precompressione. Procedimento di iniezione della malta. UNI EN 447:2007 Boiacca per cavi di precompressione - Requisiti di base UNI EN 998-1:2010 Specifiche per malte per opere murarie - Parte 1: Malte per intonaci interni ed esterni UNI EN 998-2:2010 Specifiche per malte per opere murarie - Parte 2: Malte da muratura UNI EN :2007 Metodi di prova per malte per opere murarie - Parte 1: Determinazione della distribuzione granulometrica (mediante stacciatura) UNI EN :2007 Metodi di prova per malte per opere murarie - Parte 2: Campionamento globale delle malte e preparazione delle malte di prova 79 / 132

81 UNI EN :2007 Metodi di prova per malte per opere murarie - Parte 3: Determinazione della consistenza della malta fresca (mediante tavola a scosse) UNI EN :2000 Metodi di prova per malte per opere murarie - Determinazione della consistenza della malta fresca (mediante penetrazione della sonda) UNI EN : /03/07 Metodi di prova per malte per opere murarie - Parte 6: Determinazione della massa volumica apparente della malta fresca UNI EN : /06/00 Metodi di prova per malte per opere murarie - Determinazione del contenuto d'aria della malta fresca UNI EN : /03/07 Metodi di prova per malte per opere murarie - Parte 9: Determinazione del tempo di lavorabilità e del tempo di correzione della malta fresca UNI EN : /03/07 Metodi di prova per malte per opere murarie - Parte 10: Determinazione della massavolumica apparente della malta indurita essiccata UNI EN : /03/07 Metodi di prova per malte per opere murarie - Parte 11: Determinazione della resistenza a flessione e a compressione della malta indurita UNI EN : /05/02 Metodi di prova per malte per opere murarie - Determinazione dell'aderenza al supporto di malte da intonaco esterno ed interno UNI EN :2008 Metodi di prova per malte per opere murarie - Parte 17: Determinazione del contenuto di cloruro solubile in acqua delle malte fresche UNI EN : /02/04 Metodi di prova per malte per opere murarie - Determinazione del coefficiente di assorbimento d'acqua per capillarità della malta indurita UNI EN :2008 Metodi di prova per malte per opere murarie - Parte 19: Determinazione della permeabilità al vapore d acqua delle malte da intonaco indurite UNI EN :2004 Metodi di prova per malte per opere murarie - Determinazione della compatibilità delle malte monostrato per esterni con il supporto UNI EN :2009 Metodo di prova per calcestruzzo rinforzato con fibre di vetro - Parte 8: Prova mediante cicli climatici UNI 6687:1973 Malta normale. Determinazione del ritiro idraulico. Prova di laboratorio. UNI 7044:1972 Determinazione della consistenza delle malte cementizie mediante l' impiego di tavola a scosse. UNI 8993: FA1-89: /01/87 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Definizione e classificazione. UNI 8994: FA1-89: /01/87 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Controllo dell' idoneità. UNI 8995: FA1-89: /01/87 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Determinazione della massa volumica della malta fresca. UNI 8996: FA1-89: /01/87 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Determinazione dell' espansione libera in fase plastica. 80 / 132

82 UNI 8997: FA1-89: /01/87 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Malte superfluide. Determinazione della consistenza mediante canaletta. UNI 8998: FA1-89: /01/87 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Determinazione della quantità d'acqua d' impasto essudata UNI CEN/TR 15225: /02/06 Linee guida per il controllo di produzione in fabbrica ai fini della marcatura CE (sistema di attestazione di conformità 2+) delle malte destinate alle opere murarie Per le opere in muratura portante NTC 2008 prescrivono che le malte a prestazione garantita devono essere conformi alla norma armonizzata UNI EN e recare la marcatura CE secondo il sistema di attestazione della conformita di tipo 2+ rilasciata da Organismi Notificati Terzi Notificati.I prodotti e sistemi da utilizzare per la protezione e riparazione delle strutture in calcestruzzo quali: sistemi di protezione della superificie di calcestruzzo; Riparazione strutturale e non strutturale; Incollaggio strutturale; Iniezione del cls; Ancoraggio dell armatura di acciaio; Protezione contro la corrosione delle armature (UNI EN 1504). Per getti di seconda fase inghisaggi e livellamenti quando si prevede la necessita di assenza di ritiro o elevate resistenze meccaniche degli stessi saranno le seguenti malte premiscelate (o betoncini quando gli spessori superano di 10 cm) o simili purche in accordo alle UNI EN 1504.Tra le malte per ancoraggi con aggregati 3mm si potra fare riferimento a:emaco S55,PLASTOSTAR C/1 della MPM;MAPEFILL Mapei;EXOCEM G della Ruredil;SIKAGROUT 212 (Sika), tra i betoncini per ancoraggi con aggregati fino a 10mm EMACO S33.Per boiacca di iniezione ancoraggio ferri SIKAGROUT di Sika, EXOCEM 22 (Ruredil)-Per sigillanti per giunti:thiokol e SIKAFLEX PRO-2HP della Sika. In assenza di specifica norma armonizzata europea il produttore di miscele preconfezionate deve documentare per ogni componente la conformita di esso alla relativa norma armonizzata europea. - resistenza alla compressione (determinata secondo D.M ): 3 giorni 30 MPa 2 giorni 50 Mpa - resistenza alla flessione (determinata secondo D.M ): 3 giorni 5 MPa 28 giorni 12 MPa - modulo elastico secante a compressione a 28 giorni (UNI 6556): ( ± 3.000) MPa - ritiro:la malta dovrà presentare un espansione contrastata determinata secondo UNI 8147 non inferiore a 0,03% a 7 giorni e dopo 28 giorni di stagionatura non minore del valore riscontrato a 7 gg; - essudazione:il materiale dovrà essere esente da essudazione secondo le Norme ASTM C 232; - adesione al calcestruzzo a tre giorni: 2 MPa le prove di adesione si faranno su travetti 7x7x28 cm composti da un cuneo in calcestruzzo di cemento avente Rbk 45 KN e stagionato almeno 28 giorni, con una faccia inclinata di 20 gradi. 81 / 132

83 Quest ultima verrà spazzolata con spazzola d acciaio all atto della sformatura e trattata con la mano d attacco prevista in opera. Si procederà infine al completamento del travetto mediante colaggio della malta di ripristino. Il carico verrà applicato assialmente sulle due facce minori. La resistenza richiesta è quella di taglio sulla faccia inclinata (t= F/151x10-2 MPa); - le malte cementizie definite resistenti ai solfati dovranno essere confezionate solo con cemento ferrico avente un contenuto massimo di C3A del 3% MALTE PREDOSATE A DUE COMPONENTI A BASE DI LEGANTI CEMENTIZI MODIFICATI CON RESINE SINTETICHE A) MALTE AVENTI MODULO ELASTICO A COMPRESSIONE A 28 GG (UNI 6556) E = ( ± 3.000) MPa - resistenza alla compressione a: (determinata secondo D.M ): 24 ore 15 MPa 28 giorni 50 MPa - resistenza alla flessione (determinata secondo DM ): 28 giorni 12 MPa - adesione al calcestruzzo determinata per trazione diretta su un provino cilindrico di diametro mm 50; 28 giorni 2,5 MPa B) MALTE AVENTI MODULO ELASTICO A COMPRESSIONE A 28 GG (UNI 6556) E = (9.000 ± 2.000) MPa - resistenza alla compressione (determinata secondo DM ) 3 giorni 15 MPa 28 giorni 21 MPa - resistenza alla flessione (determinata secondo DM ): 28 giorni 7 MPa - adesione al calcestruzzo determinata per trazione diretta su un provino cilindrico di diametro mm 50: 28 giorni 2 MPa MALTA A BASE DI RESINE EPOSSIDICHE Caratteristiche per rifacimenti, livellamenti, spessorazioni, formazione di baggioli, ecc.; costituita da tre elementi: resina, induritore e inerti silicei di appropriata granulometria preventivamente approvata dalla D.L.; caratteristiche tecniche: - peso specifico UNI EN ISO :2005 Materie plastiche - Metodi per la determinazione della massa volumica delle materie plastiche non alveolari - Parte 1: Metodo ad immersione, metodo del picnometro in mezzo liquido e metodo per titolazione UNI EN ISO :2005 Materie plastiche - Metodi per la determinazione della massa volumica delle materie plastiche non alveolari - Parte 2: Metodo della colonna a gradiente di massa volumica 1,7-2,0 Kg/dm 3 - vita utile ASTM C C 1,5-3 ore 10 C 1-2 ore 20 C 20 minuti - 1 ora 30 C minuti - temperatura minima di indurimento 5 C 82 / 132

84 - resistenza a compressione D.M resistenza a flessione D.M >= 100 MPa >= 30 GPa - modulo di elasticità a compressione E UNI adesione al calcestruzzo UNI 8298/1 adhesion test 20 GPa >=3 MPa - assorbimento d acqua su provini da mm 40x40x160 UNI 7699:2005 0,30% ADESIVI NORMATIVA UNI EN 301:2006 Adesivi fenolici e amminoplastici per strutture portanti di legno - Classificazione e requisiti prestazionali UNI EN 302-1:2005 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 1: Determinazione della resistenza del giunto al taglio a trazione longitudinale UNI EN 302-2:2005 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 2: Determinazione della resistenza alla de laminazione UNI EN 302-3:2006 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 3: Determinazione dell'effetto dell'attacco acido alle fibre del legno, dovuto ai trattamenti ciclici di temperature e di umidità, sulla resistenza alla trazione trasversale UNI EN 302-4:2005 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 4: Determinazione dell'effetto del ritiro del legno sulla resistenza a taglio UNI ENV 302-5:2005 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 5: Determinazione della durata convenzionale dell'assemblaggio UNI EN 302-6:2005 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 6: Determinazione del tempo di pressatura convenzionale UNI EN 302-7:2005 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 7: Determinazione del tempo di lavoro convenzionale UNI EN 1373:2001 Adesivi - Metodo di prova degli adesivi per rivestimenti di pavimentazioni e di pareti - Determinazione della resistenza al taglio per trazione UNI EN 1841:2000 Adesivi - Metodi di prova degli adesivi per rivestimenti di pavimentazione e pareti - Determinazione delle variazioni dimensionali di un rivestimento per pavimentazione in linoleum a contatto con un adesivo UNI EN 1902:2001 Adesivi - Metodo di prova degli adesivi per rivestimenti di pavimentazioni e di pareti - Prova di resistenza sotto sollecitazione di taglio UNI EN 1903:2001 Adesivi - Metodo di prova degli adesivi per rivestimenti di pavimentazioni e di pareti in gomma o materie plastiche - Determinazione della variazione dimensionale dopo invecchiamento accelerato UNI EN 1937:2001 Metodo di prova delle lisciature e/o dei livellanti cementizi a presa idraulica - Procedimento di riferimento per la miscelazione 83 / 132

85 UNI EN ISO 7389:2004 Edilizia - Prodotti per giunti - Determinazione del recupero elastico dei sigillanti UNI EN ISO 7390:2004 Edilizia - Prodotti per giunti - Determinazione della resistenza allo scorrimento dei sigillanti UNI EN ISO 8339:2006 Costruzioni edili - Sigillanti - Determinazione delle proprietà a trazione (Estensione a rottura) UNI EN ISO 8340:2006 Costruzioni edili - Sigillanti - Determinazione delle proprietà a trazione in presenza di trazione prolungata nel tempo UNI EN ISO 9046:2005 Edilizia - Sigillanti - Determinazione delle proprietà di adesione/coesione dei sigillanti in condizioni di temperatura costante UNI EN ISO 9047:2004 Edilizia - Sigillanti - Determinazione delle proprietà di adesione/coesione in condizioni di temperatura variabile UNI EN ISO :2006 Adesivi per sistemi di tubazioni termoplastiche - Parte 3: Metodo di prova per la determinazione della resistenza alla pressione interna UNI 9591:1990 Adesivi. Determinazione della resistenza al distacco (peeling) a caldo di un adesivo per incollaggio di policloruro di vinile (PVC) su legno. UNI 9594:1990 Adesivi. Determinazione del tempo aperto massimo di adesivi per legno mediante prove di taglio per trazione. UNI 9595:1990 Adesivi. Determinazione della rapidità di presa a freddo di adesivi per legno mediante prove di taglio per trazione. UNI 9611:1990 Edilizia. Sigillanti siliconici monocomponenti per giunti. Confezionamento. UNI EN ISO 10563:2006 Costruzioni edili - Sigillanti - Determinazione della variazione in massa e in volume UNI EN ISO 10590:2006 Costruzioni edili - Sigillanti - Determinazione delle proprietà a trazione dei sigillanti in presenza di trazione prolungata nel tempo dopo immersione in acqua UNI EN ISO 10591:2006 Costruzioni edili - Sigillanti - Determinazione delle proprietà di adesione/coesione dei sigillanti dopo immersione in acqua UNI EN ISO 11431:2003 Edilizia - Prodotti per giunti - Determinazione delle proprietà di adesione/coesione dei sigillanti dopo esposizione al calore, all'acqua e alla luce artificiale attraverso il vetro UNI EN ISO 11432:2006 Costruzioni edili - Sigillanti - Determinazione della resistenza a compressione UNI EN ISO 11600:2011 Edilizia - Prodotti per giunti - Classificazione e requisiti per i sigillanti UNI EN 12002:2009 Adesivi per piastrelle - Determinazione della deformazione trasversale di adesivi e sigillanti cementizi UNI EN 12706:2001 Adesivi - Metodi di prova delle lisciature e/o dei livellanti cementizi a presa idraulica - Determinazione delle caratteristiche di scorrimento 84 / 132

86 UNI EN 13415:2005 Adesivi - Prova di adesivi per rivestimenti di pavimentazione - Determinazione della resistenza elettrica di un film adesivo UNI EN 13887:2004 Adesivi strutturali - Linee guida per la preparazione delle superfici di metalli e di plastiche prima dell'incollaggio adesivo UNI EN 13888:2009 Sigillanti per piastrelle - Requisiti, valutazione di conformità, classificazione e designazione UNI EN 13963:2005 Sigillanti per lastre di gesso rivestito - Definizioni, requisiti e metodi di prova UNI EN 14259:2004 Adesivi per rivestimenti di pavimenti - Requisiti prestazionali meccanici ed elettrici UNI EN 14293:2006 Adesivi - Adesivi per incollare il parquet al pavimento - Metodi di prova e requisiti minimi UNI EN 14496:2006 Adesivi a base di gesso per pannelli accoppiati termo/acustici e lastre di gesso rivestito -Definizioni, requisiti e metodi di prova UNI EN 14680:2007 Adesivi per sistemi di tubazioni non sotto pressione di materiale termoplastico Specifiche UNI CEN/TS 14999:2006 Adesivi per sistemi di tubazioni di materiale termoplastico - Prova di invecchiamento accelerato degli adesivi UNI EN :2006 Adesivi diversi da fenolici e ammino plastici per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 4: Determinazione del tempo di assemblaggio aperto per adesivi poliuretanici monocomponente UNI EN :2006 Adesivi diversi da fenolici e ammino plastici per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 5: Determinazione del tempo convenzionale di pressatura UNI EN ISO 15908:2005 Adesivi per sistemi di tubazioni di materiali termoplastici - Metodo di prova per la determinazione della stabilità termica degli adesivi UNI EN 26927:1992 Edilizia. Prodotti per giunti. Sigillanti. Vocabolario. UNI EN 28394:1992 Edilizia. Prodotti per giunti. Determinazione dell'estrudibilità dei sigillanti monocomponenti. UNI EN 29048:1992 Edilizia. Prodotti per giunti. Determinazione dell'estrudibilità dei sigillanti per mezzo di un apparecchio normalizzato. Norme generali: Sono prodotti utilizzati per ancorare un prodotto ad uno attiguo, in forma permanente, resistendo alle sollecitazioni meccaniche, chimiche, ecc. dovute all'ambiente ed alla destinazione d'uso. Sono inclusi gli adesivi usati in opere di rivestimenti di pavimenti e pareti o per altri usi e per diversi supporti (murario, terroso, legnoso, ecc.). Oltre a quanto specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono forniti rispondenti alle seguenti caratteristiche: -compatibilità chimica con il supporto al quale essi sono destinati; -durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego (cioè con un decadimento delle caratteristiche meccaniche che non pregiudichino la loro funzionalità); -durabilità alle azioni chimico-fisiche dovute ad agenti aggressivi presenti nell'atmosfera o nell'ambiente di destinazione; 85 / 132

87 Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde ad una norma UNI e/o è in possesso di attestati di conformità; in loro mancanza si fa riferimento ai valori dichiarati dal produttore ed accettati dalla direzione dei lavori PASTA COLLANTE O STUCCO EPOSSIDICO Caratteristiche Vedi normative per sigillanti e adesivi. per l allettamento e/o l ancoraggio e/o l incollaggio di elementi strutturali di calcestruzzo prefabbricato o metallici di apparecchi di appoggio, per la messa in opera di tubetti - valvola per l iniezione dei cavi di precompressione, per la sigillatura di fessure o di giunti, ecc.; caratteristiche tecniche: - peso specifico UNI EN ISO :2005 Materie plastiche - Metodi per la determinazione della massa volumica delle materie plastiche non alveolari - Parte 1: Metodo ad immersione, metodo del picnometro in mezzo liquido e metodo per titolazione UNI EN ISO :2005 Materie plastiche - Metodi per la determinazione della massa volumica delle materie plastiche non alveolari - Parte 2: Metodo della colonna a gradiente di massa volumica 1,6-1,8 Kg/dm 3 - rapporto di miscela vedere indicazioni fornite dal produttore - vita utile ASTM C C 2 ore 15 C 70 minuti 22 C 1 ora 30 C 30 minuti - tempo di presa 5 C 10 ore ASTM C C 5 ore 22 C 3 ore 30 C 2 ore - temperatura minima di indurimento +5 C - resistenza a compressione UNI 4279 >= 65 MPa - resistenza a trazione UNI >= 25 MPa - resistenza a flessotrazione UNI EN ISO 178:2011 Titolo : Materie plastiche - Determinazione delle proprietà flessionali >= 35 MPa - modulo di elasticità a compressione E UNI EN ISO 604:2008 Titolo : Materie plastiche - Determinazione delle proprietà a compressione c.a. 3 GPa - modulo di elasticità a flessione E UNI EN ISO 178: adesione al calcestruzzo UNI 8298/1:2000 adhesion test >= 3 MPa c.a. 3 GPa - adesione metallo ASTM D 1002 >= 9 MPa - ritiro lineare cm/cm ASTM D 2566 c.a coefficiente di dilatazione 86 / 132

88 termica x 10-6 UNI 6061 c.a. 19cm/cm/ C I valori della vita utile e il tempo di presa indicati sopra potranno essere variati dalla Direzione Lavori VERNICI PROTETTIVE NORMATIVA UNI EN 927-2:2006 Pitture e vernici - Prodotti e cicli di verniciatura per legno per impieghi esterni - Parte 2:Specifica delle prestazioni UNI EN 927-3:2003 Pitture e vernici - Prodotti e cicli di verniciatura per legno per impieghi esterni - Prova di invecchiamento naturale UNI EN 927-3:2007 Pitture e vernici - Prodotti e cicli di verniciatura per legno per impieghi esterni - Parte 3: Prova d invecchiamento naturale UNI EN 927-5:2007 Pitture e vernici - Prodotti e cicli di verniciatura per legno per impieghi esterni - Parte 5: Determinazione della permeabilità all'acqua liquida UNI EN :2005 Pitture e vernici - Prodotti e sistemi di verniciatura per muratura e calcestruzzo esterni -Parte 1: Classificazione UNI EN :2008 Pitture e vernici - Prodotti e sistemi di verniciatura di opere murarie esterne e calcestruzzo - Parte 3: Determinazione della permeabilità all'acqua liquida UNI EN :2003 Pitture e vernici - Prodotti e cicli di verniciatura di opere murarie esterne e calcestruzzo -Determinazione della permeabilità all'anidride carbonica UNI EN :2005 Pitture e vernici - Prodotti e sistemi di verniciatura per muratura e calcestruzzo esterni -Parte 7: Determinazione delle proprietà di resistenza alla screpolatura UNI EN :2003 Pitture e vernici - Prodotti e cicli di verniciatura di opere murarie esterne e calcestruzzo -Metodi di condizionamento prima delle prove UNI EN ISO 2810:2005 Pitture e vernici - Invecchiamento naturale dei rivestimenti - Esposizione e valutazione UNI EN ISO 4618:2007 Pitture e vernici - Termini e definizioni UNI EN ISO :2001 Pitture e vernici - Prodotti e sistemi di verniciatura di opere murarie esterne e calcestruzzo- Determinazione e classificazione del grado di trasmissione del vapore acqueo (permeabilità) UNI EN ISO :2005 Preparazione di substrati di acciaio prima dell'applicazione di pitture e prodotti similari -Prove per valutare la pulizia della superficie - Parte 8: Metodo di cantiere per la determinazione refrattometrica dell'umidità UNI EN ISO :2006 Preparazione dei substrati di acciaio prima della applicazione di pitture e di prodottisimilari - Prove per valutare la pulizia della superficie - Parte 11: Metodo di cantiere per la determinazione turbidimetrica del solfato idrosolubile 87 / 132

89 UNI EN ISO :2005 Preparazione di substrati di acciaio prima dell'applicazione di pitture e prodotti similari -Prove per valutare la pulizia della superficie - Parte 12: Metodo di cantiere per la determinazione mediante titolazione degli ioni ferrosi solubili in acqua UNI EN ISO : /09/05 Preparazione di supporti di acciaio prima dell'applicazione di prodotti vernicianti eprodotti simili - Caratteristiche di rugosità superficiale di supporti di acciaio puliti mediante sabbiatura - Parte 5: Metodo dell'impronta su nastro adesivo per la determinazione del profilo della superficie UNI EN ISO :2001 Preparazione dei supporti di acciaio prima dell'applicazione di pitture e prodotti similari -Metodi di preparazione delle superfici - Principi generali UNI 8681:1984 Edilizia. Prodotti per sistemi di verniciatura, pitturazione, RPAC, tinteggiatura e impregnazione superficiale. Criteri generali di classificazione. UNI 8682:1984 Edilizia. Prodotti per sistemi di rivestimento plastico ad applicazione continua (RPAC). Criteri specifici di classificazione. UNI 8755:1985 Edilizia. Prodotti per sistemi di verniciatura, pitturazione, RPAC, tinteggiatura, impregnazione superficiale e misti. Caratteristiche di attitudine all'immagazzinamento e all' applicazione. UNI 8756:1985 Edilizia. Prodotti per sistemi di verniciatura, pitturazione, RPAC, tinteggiatura, impregnazione superficiale e misti. Caratteristiche di identificazione e metodi di prova. UNI 8757:1985 Edilizia. Prodotti per sistemi di verniciatura, pitturazione, tinteggiatura, impregnazione superficiale e misti. Criteri per l' informazione tecnica. UNI 8758:1985 Edilizia. Sistemi di verniciatura, pitturazione, tinteggiatura, impregnazione superficiale e misti. Criteri per l' informazione tecnica. UNI 8759:1985 Edilizia. Prodotti per sistemi di rivestimento plastico ad applicazione continua (RPAC). Criteri per l' informazione tecnica. UNI 8760:1985 Edilizia. Sistemi di rivestimento plastico ad applicazione continua (RPAC). Criteri per l' informazione tecnica. UNI 8813:1986 Edilizia. Sistema di specificazione del colore. UNI 9589:1990 Prodotti vernicianti. Valutazione della resistenza di un prodotto verniciante per edilizia alla prova di immersione in acqua. UNI 9796:1998 Reazione al fuoco dei prodotti vernicianti ignifughi applicati su materiali legnosi. Metodo di prova e classificazione. UNI 9805:1991 Prodotti vernicianti. Valutazione della resistenza alle muffe di idropitture applicate. UNI 9863:1991 Prodotti vernicianti. Pitture antiruggine su supporto di acciaio per ambiente urbano o rurale con essiccamento e/o reticolazione a temperatura ambiente. Requisiti per la caratterizzazione e l' identificazione. UNI 9864:1991 Prodotti vernicianti. Pitture antiruggine su supporto di acciaio per ambiente marino o industriale con essiccamento e/o reticolazione a temperatura ambiente. Requisiti per la caratterizzazione e l' identificazione. UNI 9865:1991 Prodotti vernicianti. Pitture antiruggine su supporto di acciaio per ambiente misto (industriale e marino) con essiccamento e/o reticolazione a temperatura ambiente. Requisiti per la caratterizzazione e l' identificazione. 88 / 132

90 UNI 10369:2010 Prodotti vernicianti - Determinazione della resistenza di pellicole di prodotti vernicianti all alcalinità delle malte UNI 10560:1996 Prodotti vernicianti Pitture murali in emulsione per interno. Resistenza al lavaggio. Metodo della spazzola. UNI 10726:1998 Prodotti vernicianti - Prodotti vernicianti applicati su materiali polimerici per edilizia - Metodi di prova UNI 10792:1999 Pitture e vernici - Pitture in emulsione per interno bianche o leggermente colorate - Determinazione della presa di sporco UNI 10794:1999 Pitture e vernici - Pitture murali in emulsione - Determinazione dell'applicabilità e Sovrapplicabilità UNI :1999 Smalti porcellanati: rivestimenti protettivi inorganici vetrificati per metalli e vetro - Linee guida per la progettazione dei manufatti destinati a smaltatura. UNI 11021:2002 Pitture e vernici - Prodotti e sistemi per la verniciatura di ambienti con presenza di alimenti - Requisiti e metodi di prova UNI EN :2005 Pitture e vernici - Rivestimenti di alluminio e di leghe di alluminio per applicazioni architettoniche - Parte 1: Rivestimenti preparati a partire da materiali in polvere UNI ENV 12837:2001 Pitture e vernici - Qualificazione degli ispettori per la protezione dalla corrosione di strutture di acciaio mediante sistemi di verniciatura protettivi. UNI EN 12878:2005 Pigmenti per la colorazione di materiali da costruzione a base di cemento e/o calce - Specifiche e metodi di prova UNI EN ISO :2001 Pitture e vernici - Protezione dalla corrosione di strutture di acciaio mediante verniciatura- Introduzione generale UNI EN ISO :2001 Pitture e vernici - Protezione dalla corrosione di strutture di acciaio mediante verniciatura- Classificazione degli ambienti UNI EN ISO :2001 Pitture e vernici - Protezione dalla corrosione di strutture di acciaio mediante verniciatura- Considerazioni sulla progettazione UNI EN ISO :2001 Pitture e vernici - Protezione dalla corrosione di strutture di acciaio mediante verniciatura- Tipi di superficie e loro preparazione UNI EN ISO :2002 Pitture e vernici - Protezione dalla corrosione di strutture di acciaio mediante verniciatura- Sistemi di verniciatura protettiva UNI EN ISO :2001 Pitture e vernici - Protezione dalla corrosione di strutture di acciaio mediante verniciatura- Prove di laboratorio per le prestazioni UNI EN ISO :2001 Pitture e vernici - Protezione dalla corrosione di strutture di acciaio mediante verniciatura- Esecuzione e sorveglianza dei lavori di verniciatura UNI EN ISO :2002 Pitture e vernici - Protezione dalla corrosione di strutture di acciaio mediante verniciatura- Stesura di specifiche per lavori nuovi e di manutenzione UNI EN 13300:2002 Pitture e vernici - Prodotti e sistemi di verniciatura all'acqua per pareti e soffitti interni Classificazione UNI EN 13438:2006 Pitture e vernici - Rivestimenti con polveri organiche di prodotti di acciaio galvanizzati o sherardizzati (cementazione allo zinco) utilizzati nelle costruzioni 89 / 132

91 I prodotti vernicianti sono prodotti applicati allo stato fluido, costituiti da un legante (naturale o sintetico), da pigmento con aggiunta o meno di inerte (filler), passando allo stato solido, formano una pellicola o uno strato non pellicolare sulla superficie. Si distinguono in: - tinte: se non formano pellicola e si depositano sulla superficie; - impregnanti: se non formano pellicola e penetrano nelle porosità del supporto; - pitture: se formano pellicola ed hanno un colore proprio; - vernici: se formano pellicola e non hanno un marcato colore proprio; - rivestimenti plastici: se formano pellicola di spessore elevato o molto elevato (da 1 a 5 mm circa). I prodotti devono rispondere alle norme UNI di cui sopra elencate e comunque alla norma/e armonizzata indicata dal produttore MATERIALI ELASTOMERICI PER PROTEZIONE DELLE SUPERFICI DI CONGLOMERATO CEMENTIZIO Caratteristiche costituiti da primer sintetico con catalizzatori flessostabilizzanti e da una mano di rivestimento impermeabile avente le seguenti caratteristiche tecniche: - peso specifico 1,3 sul prodotto miscelato - residuo secco 65% - allungamento a rottura a +20 C 450% minimo a -10 C 250% minimo - trasmissione di vapore acqueo (WVT secondo ASTM E 96-66) mg, cmq., mm 24h - infiammabilità autoestinguente - invecchiamento accelerato buono, opacizzazione superficiale (2000 h weather - o - meter) - temperatura di esercizio da - 35 C a + 90 C - nebbia salina (secondo ASTM 96 non si devono riscontrare variazioni delle - 66 per 100 h) caratteristiche meccaniche VERNICE MONOCOMPONENTE A BASE DI RESINE METACRILICHE IN SOLVENTE:CARATTERISITICHE TECNICHE Caratteristiche: permeabilità al vapore acqueo (determinata secondo DIN UNI EN ISO ) di uno spessore di vernice = 80 min. >= 25 g/m 2 in 24 ore - resistenza alla diffusione dell anidride carbonica (determinata come specificata nel seguito) di uno spessore di vernice = 80 min >= di uno strato d aria spesso 120 m - adesione (adhesion test) >= 3 MPa Nelle prove di laboratorio i supporti saranno costituiti da travetti 4x4x16 cm di calcestruzzo di cemento dosato a 500 Kg/m 3 - Dmax 20 mm curva di fuller; A/C 0,45-0,50. Se il distacco nella prova di trazione avviene per rottura del calcestruzzo, cioè la forza di adesione del rivestimento risulta superiore alla forza di coesione dello strato superficiale del calcestruzzo stesso, la prova sarà ritenuta ugualmente valida. - resistenza all abrasione (determinata mediante taber abraster, con mola tipo CS 10): dopo 1000 giri con carico di 1Kg <= 10 mg - resistenza agli agenti atmosferici. Il rivestimento applicato secondo le modalità prescritte dalla casa produttrice su un supporto in calcestruzzo, del tipo specificato in precedenza, verrà sottoposto ad invecchiamento artificiale.dopo l esposizione il rivestimento non dovrà presentare formazione di microfessure, sfarinamento o affioramento di pigmenti o carichi. Per l invecchiamento artificiale è previsto un ciclo della seguente composizione: Agente aggressivo Durata Temperatura Radiazione ultravioletta 40 H 60 C Immersione in soluzione satura di CaCl2 e CaSO4 al 0,2% 80 H 10 C Gelo (dopo lavaggio in acqua 90 / 132

92 per eliminare il CaCl2) 80 H - 15 C Radiazione ultravioletta 40 H 60 C Camera all ozono 40 H 25 C Gelo 40 H - 15 C Radiazione ultravioletta 40 H 60 C Immersione in soluzione satura di CaCl2 e CaSO4 al 0,2% 80 H 10 C Dopo questo ciclo di invecchiamento artificiale, le caratteristiche tecniche della vernice sopra riportate potranno subire un peggioramento non superiore al 10%. Descrizione del metodo di misurazione della resistenza alla diffusione verso il biossido di carbonio (CO2): è una grandezza priva di dimensione ed indica di quante volte il rivestimento considerato è più impermeabile verso il CO2 rispetto ad uno strato d aria dello stesso spessore. Dalle pellicole di vernice preparate saranno ritagliati dischi circolari con diametro mm 90. Applicando il metodo della colata a caldo e con impiego di uno speciale preparato di cera, questi provini verranno fissati su bacinelle di alluminio nelle quali prima è stato versato un granulato di amianto sodico come mezzo di assorbimento del CO2. I provini così preparati verranno introdotti in un essiccatore dotato di agitatore d aria, con la superficie del fondo ricoperta con pentossido di fofosforo per un totale assorbimento dell umidità. Attraverso il tubo laterale dell essiccatore verrà introdotta una miscela di gas preventivamente messa a punto e composta per 9 parti di aria sintetica ed una parte di CO2. L introduzione di questa miscela di gas già essiccata sarà fatta mediante un tubo flessibile fino a toccare la superficie del fondo. Da una seconda apertura praticata al tubo laterale verrà estratto il gas usato. In tale modo i film del rivestimento fissati sulle bacinelle di metallo leggero verranno a trovarsi in una caduta parziale di pressione per CO2 il cui gradiente si forma dalla differenza di concentrazione del CO2 e dallo spessore dei dischi di prova.la concentrazione di CO2 nella miscela gassosa introdotta ammonta a 1/10 parte volume, all interno della bacinella di metallo leggero non è presente biossido di carbonio.ad intervalli di tempo stabiliti le bacinelle verranno tolte dall essiccatore per breve tempo e pesate. Sulla base dell incremento del peso può essere accertata la quantità di CO2 in fase di diffusione per unità di superficie e di tempo.con l inserimento di questa densità quantitativa di flusso nell equazione. u= DL*/c/ / Js*s verrà calcolato il coefficiente di resistenza alla diffusione descritto all inizio, essendo: u Coefficiente di resistenza alla diffusione (-) DL Coefficiente di diffusione nell aria di CO2 (m 2 /s) /c/ Valore della differenza di concentrazione del biossido di carbonio nell aria (Kgxm 3 ) Js Densità quantitativa del flusso di biossido di carbonio misurata (Kg/m 2 xs) s Spessore dello strato di permeazione (m) 91 / 132

93 2.31. MATERIALI METALLICI ACCIAIO PER C.A. E PER C.A.P. E ammesso l esclusivo impiego di acciai saldabili qualificati Acciaio B450C Diametro barra: 10mm Φ 40mm-Rotoli: 6mm Φ 16mm Caratteristiche Requisiti frattile (%) Fy min 425N/mm^2 - Ft max 572 N/mm^2 - Tensione caratteristica di snervamento fyk fy nom 5.0 Tensione caratteristica di rottura ftk ft nom 5.0 (ft/fy)k 1,15 - <1, (fy/fynom)k 1, Allugamento (Agt)k 7,5% 10.0 Diametro del mandrino per prove di piegamento a 90 e successivo raddrizzamento cenza cricche Φ<12mm 4 Φ - 12<Φ<16mm 5 Φ - 16<Φ 25mm 8 Φ - 25<Φ 40mm 10 Φ - 92 / 132

94 Acciaio B450A Diametro barra: 5mm Φ 10mm-Rotoli: Φ 10mm Caratteristiche Requisiti frattile (%) Fy min 425 N/mm^2 - Ft max 572 N/mm^2 - Tensione caratteristica di snervamento fyk fy nom 5.0 Tensione caratteristica di rottura ftk ft nom 5.0 (ft/fy)k 1,, ,25 (fy/fynom)k 1, Allugamento (Agt)k 2,0% 10.0 Diametro del mandrino per prove di piegamento a 90 e successivo raddrizzamento cenza cricche Φ 10mm 4 Φ - 93 / 132

95 Composizione chimica acciai 94 / 132

96 Normativa UNI EN ISO :2010 Acciaio per calcestruzzo armato e calcestruzzo armato precompresso - Metodi di prova - Parte 1: Barre, rotoli e fili per calcestruzzo armato UNI EN :2006 Profilati cavi finiti a caldo di acciai non legati e a grano fine per impieghi strutturali - Parte 1: Condizioni tecniche di fornitura UNI EN :2006 Profilati cavi formati a freddo di acciai non legati e a grano fine per strutture saldate -Parte 1: Condizioni tecniche di fornitura UNI EN :2005 Prodotti laminati a caldo di acciai per impieghi strutturali - Parte 1: Condizioni tecniche generali di fornitura UNI EN :2005 Prodotti laminati a caldo di acciai per impieghi strutturali - Parte 2: Condizioni tecniche di fornitura di acciai non legati per impieghi strutturali UNI EN :2005 Prodotti laminati a caldo di acciai per impieghi strutturali - Parte 3: Condizioni tecniche di fornitura di acciai per impieghi strutturali saldabili a grano fine allo stato normalizzato/normalizzato laminato UNI EN :2005 Prodotti laminati a caldo di acciai per impieghi strutturali - Parte 4: Condizioni tecniche di fornitura di acciai per impieghi strutturali saldabili a grano fine ottenuti mediante laminazione termo meccanica UNI EN :2005 Prodotti laminati a caldo di acciai per impieghi strutturali - Parte 5: Condizioni tecniche di fornitura di acciai per impieghi strutturali con resistenza migliorata alla corrosione atmosferica UNI EN :2005 Prodotti laminati a caldo di acciai per impieghi strutturali - Parte 6: Condizioni tecniche di fornitura per prodotti piani di acciaio per impieghi strutturali ad alto limite di snervamento, bonificati UNI EN :2006 Sistemi di designazione degli acciai - Parte 1: Designazione simbolica 95 / 132

97 UNI EN 10029:2011 Lamiere di acciaio laminate a caldo di spessore maggiore o uguale a 3 mm - Tolleranze sulle dimensioni e sulla forma UNI EN ISO 148-1:2011 Materiali metallici - Prova di resilienza su provetta Charpy - Parte 1: Metodo di prova UNI EN 10055:1998 Profilati a T ad ali uguali e a spigoli arrotondati di acciaio, laminati a caldo - Dimensioni e tolleranze dimensionali e di forma UNI EN :2000 Angolari ad ali uguali e disuguali di acciaio per impieghi strutturali Dimensioni UNI EN :1995 Angolari ad ali uguali e disuguali di acciaio per impieghi strutturali. Tolleranze dimensionali e di forma UNI EN 10080:2005 Acciaio per cemento armato - Acciaio saldabile per cemento armato Generalità UNI EN :2005 Acciai inossidabili - Parte 1: Lista degli acciai inossidabili UNI EN 10130:2007 Prodotti piani laminati a freddo, di acciaio a basso tenore di carbonio per imbutitura o piegamento a freddo - Condizioni tecniche di fornitura UNI EN :2005 Prodotti laminati a caldo di acciai per impieghi strutturali - Parte 1: Condizioni tecniche generali di fornitura UNI EN :2009 Prodotti laminati a caldo di acciai per impieghi strutturali - Parte 6: Condizioni tecniche di fornitura per prodotti piani di acciai per impieghi strutturali ad alto limite di snervamento allo stato bonificato UNI EN 10160:2001 Controllo con ultrasuoni di prodotti piani di acciaio con spessore maggiore o uguale a 6 mm (metodo per riflessione). UNI EN 10162:2006 Profilati di acciaio laminati a freddo - Condizioni tecniche di fornitura - Tolleranze dimensionali e sulla sezione trasversale UNI EN :2005 Condizioni di fornitura relative alla finitura superficiale di lamiere, larghi piatti e profilati di acciaio laminati a caldo - Parte 1: Requisiti generali UNI EN :2005 Condizioni di fornitura relative alla finitura superficiale di lamiere, larghi piatti e profilati di acciaio laminati a caldo - Parte 2: Lamiere e larghi piatti UNI EN :2005 Condizioni di fornitura relative alla finitura superficiale di lamiere, larghi piatti e profilati di acciaio laminati a caldo - Parte 3: Profilati UNI EN 10164:2005 Acciai con caratteristiche di deformazione migliorate nella direzione perpendicolare alla superficie del prodotto - Condizioni tecniche di fornitura UNI EN :2007 Prodotti piani di acciaio rivestiti in continuo con materiale organico (nastri larghi rivestiti) - Parte 1: Informazioni generali (definizioni, materiali, tolleranze, metodi di prova) UNI EN :2007 Prodotti piani di acciaio rivestiti in continuo con materiale organico (nastri rivestiti) - Parte 2: Prodotti per applicazioni esterne negli edifici 96 / 132

98 Prodotti per applicazioni esterne negli edifici UNI EN :2006 Prodotti piani di acciaio rivestiti in continuo con materiale organico (nastri larghi rivestiti) - Parte 3: Prodotti per applicazioni interne negli edifici UNI 10191:1993 Prodotti tubolari di acciaio impiegati per tubazioni interrate o sommerse. Rivestimento esterno di polietilene applicato per fusione. UNI EN 10204:2005 Prodotti metallici - Tipi di documenti di controllo. UNI EN :1999 Tubi di acciaio per condotte di fluidi combustibili - Condizioni tecniche di fornitura Tubi della classe di prescrizione A. UNI EN :2009 Tubi di acciaio per condotte di fluidi combustibili - Condizioni tecniche di fornitura Tubi della classe di prescrizione B. UNI EN :2006 Profilati cavi finiti a caldo di acciai non legati e a grano fine per impieghi strutturali - Parte 1: Condizioni tecniche di fornitura UNI EN :2006 Profilati cavi finiti a caldo di acciai non legati e a grano fine per impieghi strutturali - Parte 2: Tolleranze, dimensioni e caratteristiche del profilo UNI EN :2005 Tubi senza saldatura di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura - Parte 1: Tubi di acciaio non legato per impieghi a temperatura ambiente UNI EN :2008 Tubi senza saldatura di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura - Parte 2: Tubi di acciaio non legato e legato per impieghi a temperatura elevata UNI EN :2005 Tubi senza saldatura di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura - Parte 3: Tubi di acciaio legato a grano fine UNI EN :2005 Tubi senza saldatura di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura - Parte 4: Tubi di acciaio non legato e legato per impieghi a bassa temperatura UNI EN :2005 Tubi senza saldatura di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura - Parte 5: Tubi di acciaio inossidabile UNI EN :2005 Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura - Parte1: Tubi di acciaio non legato per impiego a temperatura ambiente UNI EN :2005 Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura - Parte2: Tubi saldati elettricamente di acciaio non legato e legato per impieghi a temperatura elevata UNI EN :2005 Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura Parte 3: Tubi di acciaio legato a grano fine UNI EN :2005 Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura Parte 4: Tubi saldati elettricamente di acciaio non legato per impieghi a bassa temperatura UNI EN :2005 Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura Parte 5: Tubi saldati ad arco sommerso di acciaio non legato e legato per impieghi a temperatura elevata UNI EN :2005 Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura Parte 6: Tubi saldati ad arco sommerso di acciaio non legato per impieghi a bassa temperatura UNI EN :2005 Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura Parte 7: Tubi di acciaio inossidabile 97 / 132

99 UNI EN :2006 Profilati cavi formati a freddo di acciai non legati e a grano fine per strutture saldate -Parte 1: Condizioni tecniche di fornitura UNI EN :2006 Profilati cavi formati a freddo di acciai non legati e a grano fine per strutture saldate -Parte 2: Tolleranze, dimensioni e caratteristiche del profilo UNI EN 10220:2003 Tubi di acciaio, saldati e senza saldatura - Dimensioni e masse lineiche UNI EN :1999 Fili e prodotti trafilati di acciaio per recinzioni - Filo spinato di acciaio rivestito di zinco o di lega di zinco UNI EN :2007 Fili e prodotti trafilati di acciaio per recinzioni - Parte 2: Reti di acciaio a maglie esagonali utilizzate in agricoltura, nell isolamento e nelle recinzioni UNI EN :2000 Fili e prodotti trafilati di acciaio per recinzioni - Recinzioni in rete elettrosaldata UNI EN :2000 Fili e prodotti trafilati di acciaio per recinzioni - Recinzioni in rete a maglia annodata UNI EN :2000 Fili e prodotti trafilati di acciaio per recinzioni - Recinzioni in rete a semplice torsione UNI EN :2006 Fili e prodotti trafilati di acciaio per recinzioni - Parte 7: Pannelli in filo di acciaio saldati -Per recinzioni UNI EN 10225:2009 Acciai strutturali saldabili destinati alla costruzione di strutture fisse in mare - Condizioni tecniche di fornitura UNI EN 10238:2009 Prodotti di acciaio per impieghi strutturali sabbiati in automatico e preverniciati con una mano di fondo applicata in automatico. UNI EN 10241:2002 Raccordi di acciaio filettati per tubi UNI EN :2002 Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo automatico mediante correnti indotte di tubi di acciaio austenitico e austeno-ferritico senza saldatura e saldati (ad eccezione di quelli ad arco sommerso) per la verifica della tenuta idraulica UNI EN :2002 Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo automatico mediante ultrasuoni del giunto saldato dei tubi di acciaio saldati ad arco sommerso per la rilevazione dei difetti longitudinali e/o trasversali UNI EN :2002 Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo radiografico della saldatura dei tubi di acciaio saldati in automatico ad arco sommerso per la rilevazione dei difetti UNI EN :2002 Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo mediante liquidi penetranti dei tubi di acciaio senza saldatura e saldati per la rilevazione dei difetti superficiali UNI EN :2002 Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo automatico mediante ultrasuoni dello spessore delle estremità dei tubi di acciaio senza saldatura e saldati (ad eccezione di quelli ad arco sommerso) UNI EN :2002 Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo automatico mediante ultrasuoni di nastri/lamiere usati nella fabbricazione di tubi di acciaio saldati per la rilevazione dei difetti laminari 98 / 132

100 UNI EN :2002 Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo automatico mediante ultrasuoni dell'area adiacente al giunto saldato dei tubi di acciaio saldati per la rilevazione di imperfezioni laminari UNI EN :2002 Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Controllo mediante ultrasuoni dell'estremità dei tubi di acciaio senza saldatura e saldati per la rilevazione di imperfezioni laminari UNI EN :1997 Palancole laminate a caldo di acciai non legati - Condizioni tecniche di fornitura. UNI EN :1997 Palancole laminate a caldo di acciai non legati. Tolleranze dimensionali e di forma UNI EN :1997 Palancole profilate a freddo di acciai non legati. Condizioni tecniche di fornitura. UNI EN :1997 Palancole profilate a freddo di acciai non legati. Tolleranze dimensionali e di forma. UNI EN 10255:2005 Tubi di acciaio non legato adatti alla saldatura e alla filettatura - Condizioni tecniche di Fornitura UNI EN 10256:2002 Prove non distruttive dei tubi di acciaio - Qualificazione e competenza del personale per le prove non distruttive di livello 1 e 2 UNI EN :2003 Vergella, barre e filo di acciaio per ricalcatura a freddo ed estrusione a freddo - Condizioni tecniche di fornitura generali UNI EN :2003 Vergella, barre e filo di acciaio per ricalcatura a freddo ed estrusione a freddo - Condizioni tecniche di fornitura degli acciai non destinati al trattamento termico dopo lavorazione a freddo UNI EN :2003 Vergella, barre e filo di acciaio per ricalcatura a freddo ed estrusione a freddo - Condizioni tecniche di fornitura degli acciai da cementazione UNI EN :2003 Vergella, barre e filo di acciaio per ricalcatura a freddo ed estrusione a freddo - Condizioni tecniche di fornitura degli acciai da bonifica UNI EN :2003 Vergella, barre e filo di acciaio per ricalcatura a freddo ed estrusione a freddo - Condizioni tecniche di fornitura degli acciai inossidabili UNI EN :2004 Fili e prodotti trafilati di acciaio - Filo di acciaio per funi - Requisiti generali UNI EN :2004 Fili e prodotti trafilati di acciaio - Filo di acciaio per funi - Filo di acciaio non legato trafilato a freddo per funi per applicazioni generali UNI EN :2004 Fili e prodotti trafilati di acciaio - Filo di acciaio per funi - Fili tondi e sagomati di acciaio non legato per applicazioni speciali UNI EN :2012 Filo di acciaio e relativi prodotti - Filo di acciaio per funi - Parte 4: Filo di acciaio inossidabile UNI 10265:1993 Protezione catodica di strutture metalliche. Segni grafici. UNI EN 10266:2004 Tubi di acciaio, raccordi e profilati cavi per impieghi strutturali - Simboli e definizioni dei termini da utilizzare nelle norme di prodotto UNI EN 10268:2006 Prodotti piani laminati a freddo di acciaio ad alto limite di snervamento per formatura a freddo - Condizioni tecniche di fornitura UNI EN :2000 Prodotti di acciaio finiti a freddo - Condizioni tecniche di fornitura - Acciai da Cementazione 99 / 132

101 UNI EN 10279:2002 Profilati a U di acciaio laminati a caldo - Tolleranze sulla forma, sulle dimensioni e sulla Massa UNI EN 10284:2003 Raccordi in ghisa malleabile con estremità a compressione per sistemi di tubazioni in polietilene (PE) UNI EN ISO 10289:2001 Metodi per prove di corrosione su rivestimenti metallici e altri rivestimenti inorganici su substrato metallico - Valutazione di campioni e di manufatti sottoposti a prove di corrosione. UNI 10291:1993 Materiali ceramici. Classificazione descrittiva. UNI EN 10298:2006 Tubi e raccordi di acciaio per condotte terrestri e marine - Rivestimento interno con malta cementizia UNI EN 10306:2003 Prodotti siderurgici - Controllo con ultrasuoni di profilati con sezione ad H con facce parallele e profilati con sezione IPE UNI EN 10310:2004 Tubi e raccordi di acciaio per condotte terrestri e marine - Rivestimenti interni ed esterni a base di poliammide in polvere UNI EN 10311:2005 Giunzioni per la connessione di tubi e raccordi di acciaio per il trasporto di acqua e altri liquidi acquosi UNI 10322:1994 Corrosione delle armature delle strutture di calcestruzzo. Metodo per la determinazione del grado di protezione del calcestruzzo nei confronti dell'armatura. UNI EN 10326:2004 Nastri e lamiere di acciaio per impieghi strutturali rivestiti per immersione a caldo in continuo - Condizioni tecniche di fornitura Caratteristiche Reti saldate e tralicci UNI EN ISO :2010 Acciaio per calcestruzzo armato e calcestruzzo armato precompresso - Metodi di prova - Parte 2: Reti saldate - L acciaio e del tipo SALDABILE. - L interasse delle barre non deve superare i 330 mm. - Il rapporto tra i diametri delle barre componenti i tralicci deve essere - Φmin/Φmax 0,6 - I nodi della rete devono resistere ad una forza di distacco secondo la norma UNI EN ISO : Nel caso di tralicci e ammesso l uso di staffe liscie con acciaio saldabile. - Il prodotture deve qualificare il prodotto finito; - Ogni pannelli o traliccio deve essere dotato di apposita marchiatura che identifichi il produttore della rete o del traliccio stesso; - La marchiatura e costituita da sigilli o etichettature metalliche indelebili e permanente; La produzione di reti e tralicci puo essere effettuata: 100 / 132

102 1) Dallo stesso stabilimento; 2) Da un produttore che utilizza materiale di base proveniente da altro stabilimento qualificato; 3) Da un produttore che utilizza semilavorati e nel processo di lavorazione conferisce al semilavorato le caratteristiche finali Nel caso 1 esiste una marchiatura dell elemento base;quando la produzione avvenga in altri stabilimenti della stessa azienda alla marchiatura di base si aggiunge un segno di riconoscimento per i diversi stabilimenti di produzione di reti o tralicci. Nel caso 2 il produttore utilizza acciai qualificati di altra azienda, deve apporre su ogni pannello o traliccio il produttore medesimo.deve in ogni caso essere presente una apposita etichettatura con indicati tutti i dati necessari per la corretta identificazione del prodotto di base e del produttore.in caso di accenza di tale documentazione la D.L. rifiutera la fornitura. Nel caso 3 puo il produttore apporre una propria marchiatura ricadendo al caso 1), in caso contrario valgono le disposizioni nel caso 2)-La qualificazione in questo caso deve comprendere anche le procedure per il trattamento del semilavorato. Controlli in cantiere Obbligatori i controlli effettuati su tre saggi ricavati da tre diversi pannelli nell ambito di ciascun lotto di spedizione.sono testati i valori di :snervamento;reisistenza a trazione del filo;allungamento;rottura e resistenza al distacco.se per un elemento i risultati sono non conformi il prelievo va effetuato su un altro elemento della stessa partita che sostituisce in toto il prelievo precedente. Oneri compresi Non saranno contabilizzati gli sfridi, le sovrapposizioni, i distanziatori, i cavallotti di sostegno, i punti di saldatura e i collegamenti di messa a terra, le legature e gli eventuali irrigidimenti per il trasporto delle gabbie ed ogni altra prestazione accessoria occorrente.di regola non sono da contabilizzare le sovrapposizioni che eccedono le lunghezze regolamentari;esse verranno compensate separatamente se espressamente prescritte dai disegni Centri di trasformazione Tutti i prodotti forniti in cantiere dopo un intervento di un centro di trasformazione devono essere accompagnati da idonea documentazione.il sistema di gestione della qualita del prodotto deve essere predisposto con la norma UNI EN ISO 9001:2000 e certificato da un organismo terzo indipendente che opera secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 1702:2006 E d obbligo per tali centri nominare un Direttore tecnico dello stabilimento secondo l art.64,comma3,del DPR 380/01.I centri suddetti annualmente comunicano al Servizio tecnico Centrale una dichiarazione attestante che nulla e variato rispetto al precedente deposito ovvero siano descritte le avvenute variazioni. Ogni fornitura deve essere accompagnata da : 1. Attestato di avvenuta dichiarazione di attivita rilasciata dal Servizio Tecnico Centrale recante marchio del centro o logo; 2. Attestazione di esecuzione prove di controllo interno eseguite dal Direttore Tecnico del centro di trasformazione con indicazione dei giorni nel quale la fornitura e stata lavorata.il Direttore dei Lavori puo richiedere copia certificati delle prove effettuate nei giorni in cui la lavorazione e stata effettuata. Eventuali forniture non conformi a quanto sopra specificato saranno allontante dal cantiere Saldabilita L analisi chimica effettuata sulla colata e sull eventuale prodotto finito deve rispondere ai valori riportati in tabella sottostante: Elemento Sigla Analisi di prodotto Analisi di colata Carbonio C 0,240 0,220 Fosforo P 0,055 0,050 Zolfo S 0,055 0,050 Rame Cu 0,850 0, / 132

103 Azoto N 0,013 0,012 Carbonio equivalente Ceq 0,520 0,500 Possibile eccedere il valore massimo di C dello 0,03% in massa a patto che il valore del Ceq sia ridotto dello 0,02% in massa. Contenuti piu elevati di azoto sono consentiti in presenza di elementi che fissano l azoto Tolleranze dimensionali Diametro nominale (mm) 5 Φ 8 8<Φ 40 Tolleranza in % sulla sezione ammessa per l impiego ±6 ±4, ACCIAI PER CARPENTERIA METALLICA Il materiale in oggetto dovrà essere identificato, ovvero dovrà esserci la descrizione a cura del fabbricante o del progettista del materiale e dei suoi componenti; in secondo luogo dovrà essere certificato, mediante la documentazione di attestazione che preveda prove sperimentali per misurarne le caratteristiche chimiche, fisiche e meccaniche, effettuate da un ente terzo indipendente rispetto al produttore e ove previsto autocertificate dal produttore stesso, secondo procedure stabilite dalle specifiche tecniche europee (ENh oppure BTE);infine dovrà essere accettato dal direttore dei lavori mediante controllo delle dichiarazioni di conformità e delle prove sperimentali di accettazione. Gli acciai per carpenteria dovranno soddisfare ai requisiti stabiliti dalle Norme Tecniche emanate in applicazione dell art. 21 della legge n 1086 e successive in vigore che si elencano: D.M. 14 gennaio 2008 Norme Tecniche per le costruzioni al capitolo 11, ed in particolare nei paragrafi 1.3.5,6,9 ed in tutte le norme UNI citate in tale capitolo ed al capitolo 12. Circ , n.617 Istruzioni per l applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio Infine dovranno essere considerate cogenti tutte le norme UNI e ISO in vigore applicabili a tutti i materiali metallici da impiegare ed alle lavorazioni da eseguire sulle carpenterie. Dovrà essere fornito alla D.L. un Dossier dell opera eseguita in acciaio da carpenteria metallica che risponda alle seguenti indicazioni e che sia composto almeno delle seguenti parti (esposte in questo documento in modo generico e da approfondire in base alla norme in vigore): 1- Elenco disegni di progetto costruttivo: sul quale vengono contraddistinti tutti gli elementi e da che lastra sono stati ricavati; da ogni lastra poi si deve poter risalire alla placca ed alla colata; 2- Specifica di fabbricazione e controllo: è una specifica del produttore che viene spedita all Istituto Italiano per le saldature assieme al progetto costruttivo. Tale istituto dà la sua approvazione o formula eventuali osservazioni di cui il committente deve essere messo al corrente; 3- Qualifiche dei procedimenti di saldatura: sono dei documenti ufficiali che vengono allegati al Dossier in copia conforme; 4- Qualifiche dei saldatori: tali qualifiche hanno due anni di validità e quindi ogni due anni devono superare un esame accreditato presso istituti certificati; inoltre ogni sei mesi il capo officina del produttore deve attestare che i saldatori abbiano lavorato e che quindi non abbiano perso la manualità; 5- Certificati dei materiali d apporto: è costituito solamente dall analisi chimica poiché è materiale utilizzato per le saldature e quindi nella saldatura poi conta che sia eseguita correttamente, cosa che è certificata tramite i saldatori e tutta la documentazione precedentemente elencata; Il materiale è approvvigionato in grande quantità e per le varie commesse l utilizzo è ovviamente parziale; 6- Certificati di acciaieria dei materiali con bolle di consegna dei materiali in ingresso utilizzati per la commessa: il laboratorio emette due certificati di cui viene allegata una copia;nelle bolle ci sono dati che permettono di risalire dalla placca alla colata all acciaieria in cui è stata prodotta la lamiera;vengono inoltre provati e resi rintracciabili oltre le lamiere anche gli angolari, i pioli nelson ed i bulloni; 7- Piano di utilizzo lamiere con rintracciabilità placca colata, detto anche piano di taglio. Ogni pezzo è contraddistinto da una sigla alfanumerica che poi si ritrova nei disegni di officina e quindi nel progetto costruttivo; 102 / 132

104 8- Certificati di controllo saldature: tramite una modulistica già predisposta con la indicazioni che devono essere rispettate; ogni modulo viene compilato dall ispettore dell Istituto Italiano per le saldature che presenzia quotidianamente in stabilimento o in cantiere quando l assemblaggio avviene in capannoni appositi allestiti in cantiere; 9- Certificato di controllo dimensionale/verniciatura: per la verniciatura, prima che venga eseguita, necessita di controllo di pulizia ed umidità della superficie e per ogni strato che viene applicato un controllo dello spessore; N.B. Le verifiche dei procedimenti delle prove avvengono secondo le UNI 14555, che non danno riferimenti sull estensione delle prove stesse: a questo ci pensa l Istituto Italiano per le saldature tramite normativa in vigore o la CNR10016/85) ACCIAI INOSSIDABILI Ammessi acciai inossidabili di natura austenitica o austeno-ferritica con caratterisitiche meccaniche del B450C-B450A sostituendo il termine ft con f7% (tensione per allungamento Ag=7%).La saldabilita deve essere certificata da Laboratorio di cui all art.59 del DPR n.380/2001. L uso deve essere previsto rigorosamente in progetto e giustificato alla luce delle situazioni ambientali Acciai zincati Ammessi purche rispettanti le caratteristiche in elenco per B450C e B450A.I controlli verranno eseguiti su prodotto zincato. Gli acciai dovranno presentare un tenore di silicio inferiore allo 0,03-0,04% oppure compreso nell intervallo tra 0,15-0,25% Zincatura a caldo per immersione Il trattamento preliminare della superifice metallica comprende sgrassaggio decapaggio, risciacquo, flussagio, essiccamento e preriscaldamento a K - (126,85-156,85 C) Sara impiegato zinco vergine o di prima fusione in pani da fonderia Zn delle norme UNI EN 1179:1997 avente contenuto minimo di zinco del 99.99%. Il bagno di zinco deve avre una temperatura tra K ( C) e mai superata la temperatura massima di 730 K(457 C). Il tempo di immerisione delle barre sara variabile in funzione del loro diametro e del peso del rivestimento che mai si discostera di +10% dalla quantita di 610g/m^2 per spessore di 85 gm±10%. Seguira il processo di cromatazione se previsto in progetto per impedire eventuali reazioni tra le barre e il cls fresco. Il rivestimento di zinco deve presentarisi uniforme, regolare, distribuito uniformemente privo di zone scoperte, di bolle, di macchie di flusso, inclusioni, scorie, macchie acide o nere.dovra essere aderente alla barra in modo da non potere essere rimosso; le barre incollate insieme o presentanti gocce punte aguzze verranno scartate. La verifica saranno condotte per uinita di collaudo (max.25 t). Innazitutto si procedera in contradditorio DL e Impresa ad una ispezione visiva della partita per la quale se si rilevassero anomalie superficiali la partita puo essere rifiutata e allontatanta dal cantiere a cura e spese dell Appaltatore. Per ciascuna partita si preleveranno 9 campioni di cui tre saranno portati a laboratorio il quale determinera per questi il peso medio del rivestimento di zinco tramte metodo Aupperle secondo UNI 1460:1997, se il valore sara uguale o superiore a 610g/m^2+10% la partita e accettata, se inferiore a tale valore si procedera a testare i restanti 6 provini i quali se registranti valori positivi determinera l accettazione della partita, se negativi la partita sara rifiutata. La verifica della uniformita dello strato di zinco sara effettuata mediante un minimo di 5 immersioni ciascuna della durata di 1 minuto, dei campioni in una soluzione di solfato di rame e acqua distillata (metodo Preece secondo UNI 5743/66). Saranno prelevati 9 campioni di cui 3 inviati a laboratorio per la prova. Se dopo 5 immersioni e successivo lavaggio non sia registrera alcun deposito di rame aderente sull acciaio, la partita sara accettata ovvero si ripetera sui restanti 6 spezzoni la prova e a seconda dei risultati si potra avere: -se uno solo dei campioni presentera deposito di rame la partita e accettata; 103 / 132

105 -se il numero di campioni con deposito di rame e non superiore a 3 sui 9 totali la partita e accettata con applicata una penale al lotto ovvero se il numero di campioni con deposito di rame e superiore a 3 la partita viene rifiutata ed allontanta dal cantiere a cura e spese dell Impresa. Il produttore deve presentare per ogni partita la certificazione attestante che la zincatura e stata condotta in conformita ai requisiti richiesti, la DL comunque puo esegure controlli presso lo stabilimento.il trattamento di zincatura a caldo potra essere effettuato prima o dopo la lavorazione e piegatura delle barre.quando la zincatura viene eseguita prima della piegatura eventuali scagliatura del rivestimento di zinco dovranno essere trattati con ritocchi di primer zincante organico bi componente dallo spessore di micron Acciai da carpenteria per zone sismiche Per le zone dissipative si applicano le seguenti regole addizionali: ftk/fyk>1,20 A5 (allungamento a rottura) 20% fymax 1,2fyk i collegamenti bullonati devono essere con bulloni ad alta resistenza di classe 8.8 o CONTROLLI SUL MATERIALE a)in stabilimento di produzione sui LOTTI DI PRODUZIONE; b)nei centri di trasformazione sulle FORNITURE; c)di accettazione in cantiere su LOTTI DI SPEDIZIONE LOTTO DI PRODUZIONE:riferito a produzione continua ordinata cronologicamente con contrassegni al prodotto finito.un lotto deve avere valori delle grandezze nominali omogenee i peso compreso tra 30 e 120 t; FORNITURE:lotti di max.90 t, con valori delle grandezze omogenee; LOTTI DI SPEDIZIONE:lotti formati da massimo 30 t, spediti in un'unica volta, costituiti da prodotti aventi valori delle grandezze nominali omogenee; I controlli di accettazione in cantiere sono effettati obbligatoriamente alla consegna del materiale in cantiere in ragione di 3 spezzoni dello stesso diametro scelto entro ciascun lotto dello stesso stabilimento-invero i controlli saranno estesi ai lotti provenienti da altri stabilimenti Marcatura e rintracciabilita dei prodotti qualificati. Il marchio depositato presso il Servizio Tecnico Centrale deve consentire di risalire: -alla azienda produttrice; -allo stabilimento; -al tipo di acciaio e alla sua saldabilita ; La qualificazione e singola per ogni unita produttiva a se stante. In caso di modifica della marcatura il produttore deve tempestivamente notificare il tutto al Setrvizio Tecnico Centrale. La marcatura deve essere inalterabile, non manomissibile facilmente. Il prodotto acciaio non e utilizzabile e accettato qualora non presenti marcatura,non corrisponda quanto depositato,illeggibilita della marcatura. Segue tabella con numeri identificativi del paese produttore dell acciaio (UNI EN 10080) Identificazione del produttore Sulla barra/rotolo vengono riportati dei simboli che identificano l inzio del marchio (start:due nervature ingrossate consecutive), l identificazione del paese produttore e identificazione dello stabilimento.la figura esemplifica quanto riportato: 104 / 132

106 Per unita scorportate per i quali non si abbia l originale marcatura del prodotto,esse dovranno essere stoccate in idonee zone riconosciute da parte dei trasformatori intermedi i quali hanno la resposabilita di documentare la provenienza mediante documenti di accompagnamento del materiale e gli estremi del deposito del marchio.i campioni da inviare al Laboratorio devono possedere la documentazione e dichiarazione di provenienza del materiale Attestato di qualificazione Tutte le forniture devono essere accompagnate dall attestato di qualificazione del Servizio Tecnico Centrale e deve essere riportato nel documento di trasporto.esempio di Attestato di qualificazione Centri di trasformazione Impianto esterno al produttore e/o al cantiere fisso o mobile che riceve dal produttore di acciaio elementi base (barre o rotoli,reti,lamiere,profilati ecc) e confeziona elementi strutturali direttamente impiegabili in opere in cemento armato (elementi saldati e presagomati staffe, feri piegati ecc o preassembalti (gabbie di armatura) pronti per la messa in opera e successive lavorazioni. 105 / 132

107 Il centro di trasformazione deve possedere i requisiti delle Norme Tecniche.Esso deve ricevere e lavorare solo materiali qualificati all origine accompagnati dall attestato di qualificazione del Servizio Tecnico Centrale. I controlli obbligatori che devono essere effettuati sono: a)su ogni fornitura di 90 t o rfazioni per utilizzo di barre b)ogni dieci rotoli c)in ogni caso almeno un controllo giornaliero. Con frequenza mensile per rotoli, si verifica l aderenza con metodo geometrico dell area nervatura o di dentellatura.tutti i risultati delle prove devono venire registrati e resi disponibili per la visione a chiunque abbia titolo per accederne Forniture in cantiere e controlli della Direzione Lavori Ogni fornitura di cantiere deve su DDT riportare dichiarazione degli estremi dell attestato di avvenuta dichiarazione di attivita rilasciata dal Servizio Tecnico Centrale recante il logo o il marchio del centro in aggiunta, una attestazione inerente l esecuzione delle prove interne eseguite dal Direttore di Stabilimento con indicato i giorni nei quali la fornitura e stata lavorata.a richiesta del Direttore dei Lavori si potranno avere copia dei certificati relativi alle prove delle giornate in cui sono avvenute le lavorazioni. I controlli di accettazione devono essere effettuati non oltre 30 giorni dalla consegna in cantiere del materiale. La non conformita che si dovesse paventare in base ai risultati di laboratorio, comporta il divieto di utilizzo del materiale. Tutta la documentazione di cui sopra sara allegata al dossier dell opera Valori di accettazione Caratteristica Valore limite Note Fy minimo 425 N/mm^2 (450-25)N/mm^2 Fy max 572N/mm^2 [450*(1,25+0,02)]N*mm^2 Agt minimo 6,0% B450C 2,0% B450A Rottura/snervamento 1,13 ft/fy 1,37 B450C ft/fy 1,03 B450A Piegameto/raddrizzamento Assenza cricche Qualora per una quantita fissata non ci fosse accettazione raggiunta il valore dovra essere verificato prelevando e provando tre provini da prodotti diversi nel lotto consegnato. Se i criteri sopra riportati non sono soddisfatti devono essere prelevati 10 provini da prodotti diversi del lotto in presenza del produttore o del suo rappresentante che potra assistere alla esecuzione delle prove presso un laboratorio di cui all art.59 del DPR n.380/2001. Il lotto e conforme se la media dei risultati e maggiore del valore caratterisitico e i singoli valori sono compresi tra il valore minimo e il valore massimo. Se i risultati sono negativi il lotto deve essere respinto e il risultato segnalato al Servizio Tecnico Centrale. Quando la fornitura proviene da un Centro di trasformazione il Direttore dei Lavori accertati i requisiti del centro di trasformazione, puo recarsi in stabilimento dove il Direttore Tecnico eseguira il prelievo secondo le disposizioni del Direttore dei Lavori.I provini saranno contrassegnati con etichette indelebili.la domanda di prova deve essere siglata dal Direttore dei Lavori, domande non sottoscritte non avranno efficacia alcuna Accettazione lamiere grecate-profilati a freddo Per le lamiere grecate da impiegarsi in solette composte il produttore deve effettuare una specifica sperimentazione al fine di determinare la resistenza a taglio longitudinale di progetto della lamiera conformemente alla UNI EN :2005. Il prapporto di prova deve essere riprodotto integralemente nel catalogo dei prodotti. Nel caso diprodotti coperti da marcatura CE il centro deve dichiarare le caratteristiche tecniche previste nelle norme armonizzate applicati. I centri di produzione possono derogare ai controlli sui loro prodotti ma devono fare riferimento alla documentazione di accompagnamento dei materiali di base soggetti a marcatura CE o qualificati.tale 106 / 132

108 documentazione sara trasmessa con la fornitura e fara parte della documentazione finale relativa alle trasformazioni successive. OGNI FORNITURA deve indicare:estremi della certificazione del sistema di gestione della qualita del prodotto che sovraintende al processo di trasformazione ed inoltre ogni fornitura in cantiere deve essere accompagnata da copia della dichiarazione sopra citata TUBAZIONI In materia si fa richiamo al D.M in G.U. n. 61 del riguardante "Norme tecniche relative alle tubazioni" e relative circolari esplicative Tubi di ghisa I tubi di ghisa saranno perfetti in ogni loro parte, esenti da ogni difetto di fusione, di spessore uniforme e senza soluzione di continuità. Prima della loro messa in opera, a richiesta della Direzione Lavori, saranno incatramati a caldo internamente ed esternamente. Tubi di acciaio I tubi di acciaio dovranno essere trafilati e perfettamente calibrati. Quando i tubi di acciaio saranno zincati dovranno presentare una superficie ben pulita e scevra da grumi; lo strato di zinco sarà di spessore uniforme e ben aderente al pezzo, di cui dovrà ricoprire ogni parte. Tubi di grés I materiali di grés ceramico devono essere a struttura omogenea, smaltati internamente ed esternamente con smalto vetroso, non deformato, privi di screpolature, lavorati accuratamente e con innesto a manico o bicchiere. I tubi saranno cilindrici e diritti tollerandosi solo eccezionalmente nel senso della lunghezza, curvature con freccia inferiore a 1/100 della lunghezza di ciascun elemento. In ciascun pezzo i manicotti devono essere conformati in modo da permettere una buona giunzione, e l'estremità opposta sarà lavorata esternamente a scannellatura. I pezzi battuti leggermente con un corpo metallico dovranno rispondere con un suono argentino per denotare buona cottura ed assenza di screpolature non apparenti. Lo smalto vetroso deve essere liscio specialmente all'interno, aderire perfettamente alla pasta ceramica, essere di durezza non inferiore a quella dell'acciaio ed inattaccabile dagli alcali e dagli acidi concentrati, ad eccezione soltato del fluoridrico. La massa interna deve essere semifusa, omogenea, senza noduli estranei, assolutamente priva di calce, dura, compatta, resistente agli acidi (escluso il fluoridrico) ed agli alcali, impermeabile, in modo che un pezzo immerso, perfettamente secco, nell'acqua non ne assorba più del 3,5 per cento in peso; ogni elemento di tubazione, provato isolatamente, deve resistere alla pressione interna di almeno tre atmosfere. Tubi in cls e in cls vibro compresso NORMATIVA UNI EN 1916:2004 Tubi di calcestruzzo armato, non armato e rinforzato con fibre d acciaio; UNI EN 681-1:2006 Elementi di tenuta in elastomero. Requisiti dei materiali per giunti di tenuta nelle tubazioni utilizzate per adduzione e scarico delle acque. Gomma vulcanizzata; UNI :2012 Durabilità delle opere di calcestruzzo e degli elementi prefabbricati di calcestruzzo - Parte 1: Istruzioni per ottenere la resistenza alle azioni aggressive UNI :2012 Durabilità delle opere di calcestruzzo e degli elementi prefabbricati di calcestruzzo - Parte 2: Istruzioni per prevenire la reazione alcali-silice D.M Norme tecniche relative alle tubazioni; Circolare LL.PP istruzioni relative alla normativa per le tubazioni; D.M Norme tecniche per le opere in cemento armato normale e precompresso; UNI 7517 Guida per la scelta della classe dei tubi sottoposti a carichi esterni e funzionanti con o senza pressione interna; DIN 4033 Canali e tubazioni per le acque di scolo con tubi prefabbricati: Direttive per la costruzione 107 / 132

109 I tubi di cemento dovranno essere confezionati con calcestruzzo sufficientemente ricco di cemento, ben stagionati, ben compatti, levigati, lisci, perfettamente rettilinei a sezione interna esattamente circolare di spessore uniforme e scevri affatto da screpolature. Le superfici interne dovranno essere intonacate e lisciate. La frattura dei tubi di cemento dovrà essere pure compatta, senza fessure ed uniforme. Il ghiaietto del calcestruzzo dovrà essere così intimamente mescolato con la malta, che i grani dovranno rompersi sotto l'azione del martello senza distaccarsi dalla malta. Le tubazioni dovranno essere prefabbricate, prodotte con il sistema vibrocompressione al fine di garantire i requisiti di continuità, compattezza, uniformità di qualità e di spessore. La tipologia da impiegarsi sarà quella a sezione circolare, con base di appoggio piana e bicchiere esterno, con incastro a bicchiere e guarnizione di tenuta incorporata nel giunto durante la produzione. Le tubazioni dovranno essere armate con gabbia rigida in acciaio, idonea a resistere ai carichi di riempimento di prima fase ed ai carichi propri per una strada di 1 Categoria in funzione della larghezza dello scavo e delle modalità di reinterro dello stesso. L Impresa ha l onere di fornire tutti i calcoli di verifica della stabilità, che dovranno essere redatti e firmati da un tecnico laureato iscritto all Albo professionale. Le tubazioni dovranno avere caratteristiche rispondenti alla norma UNI EN 1916 ed essere marcati CE Tubi e raccordi in p.v.c. UNI EN :2012 Sistemi di tubazioni di materia plastica per la distribuzione dell'acqua, e per scarico e fognature in pressione - Polietilene (PE) - Parte 2: Tubi UNI EN :2012 Sistemi di tubazioni di materia plastica per la distribuzione dell'acqua, e per scarico e fognature in pressione - Polietilene (PE) - Parte 5: Idoneità allo scopo del sistema UNI EN ISO 15494:2005 Sistemi di tubazioni di materia plastica per applicazioni industriali - Polibutene (PB), polietilene (PE) e polipropilene (PP) - Specifiche per i componenti ed il sistema - Serie Metrica Si prevede che le norme europee armonizzate che conterranno i requisiti per la marcatura CE delle tubazioni in materia plastica saranno emesse entro la metà del 2012 (l iter prevede l inchiesta CEN fino a giugno 2011 e voto formale entro il 2011) La successiva pubblicazione sulle GUCE e GUI è prevista entro fine 2012 I manufatti in pvc dovranno avere i marchi di conformità dell'istituto Italiano dei Plastici (I.I.P) e dovranno essere corrispondenti alle norme UNI EN :2009 Sistemi di tubazioni di materia plastica per fognature e scarichi interrati non in pressione - Policloruro di vinile non plastificato (PVC-U) - Parte 1: Specifiche per i tubi, i raccordi ed il sistema. I materiali dovranno presentare superfici lisce, integre e non deformate; la massima cautela dovrà essere osservata durante le operazioni di trasporto, carico, scarico ed accatastamento Tubi in polietilene ad alta densità La Comunità Europea non ha approvato le cosidette norme armonizzate che dovrebbero definire i requisiti che chi appone il marchio CE deve rispettare. Sarà possibile apporre il marchio CE sui tubi in polietilene solo dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea delle norme armonizzate e dopo la successiva loro entrata in vigore. L'incarico di redigere queste norme era stato dato al CEN, le bozze frutto di questa attività sono state però respinte. il marchio CE sarebbe stato (e forse sarà) un autocertificazione, i requisiti di una marcatura CE sono quelli minimi di sicurezza di un prodotto e sono sempre coperti dalle norme volontarie di qualità di prodotto, considerato il punto precedente, un certificato di prodotto implica il marchio CE (quando questo è applicabile alla tipologia di prodotto), dando peraltro garanzie superiori, sia in termini di requisiti da rispettare che per il fatto che è sempre rilasciato da un ente terzo a sua volta accreditato. 108 / 132

110 I tubi in polietilene ad alta densità (PEAD) da impiegarsi per le condotte di scarico civili ed industriali non in pressione, dovranno essere prodotti in conformità alla norma pren per tubi strutturati in PE di tipo B, possedere classe di rigidità anulare SN4 (pari a 4 KN/mq) salvo diverse indicazioni progettualimisurata secondo UNI EN ISO 9969:2008 Tubi di materiale termoplastico - Determinazione della rigidezza anulare, giuntati a bicchiere o manicotto con guarnizioni elastomeriche di tenuta in EPDM realizzate in conformità alla UNI EN 681-1:2006 Elementi di tenuta in elastomero - Requisiti dei materiali per giunti di tenuta nelle tubazioni utilizzate per adduzione e scarico dell acqua - Parte 1: Gomma vulcanizzata. I tubi, lisci internamente e corrugati esternamente, dovranno essere realizzati a doppia parete con coestrusione ed irrigiditi con costolatura anulare. I tubi da impiegare dovranno recare la marcatura di qualità dell Istituto Italiano dei Plastici e le marcature previste dalla norma pren ; inoltre, dovrà essere assicurata e certificata la tenuta idraulica del sistema di giunzione, collaudata a 0,5 bar in pressione ed a 0,3 bar in depressione (UNI EN 1277:2005 Sistemi di tubazioni di materie plastiche - Sistemi di tubazioni di materiali termoplastici per applicazioni interrate non in pressione - Metodi di prova per la tenuta dei giunti del tipo con guarnizione ad anello elastomerico) e dovrà essere certificata la resistenza all abrasione in accordo alla norma DIN 19566,parte Tubi in PRFV Processo di fabbricazione La resistenza e gli spessori delle tubazioni devono essere idonei per le condizioni di esercizio di progetto, ivi compreso il regime di moto vario e gli spessori delle tubazioni devono essere accettati dalla Direzione Lavori a seguito della presentazione dei calcoli da parte dell impresa. Le tubazioni dovranno essere calcolate per tutti i parametri idraulici, compreso il regime di moto vario, tutti i parametri geologici e geotecnici dei terreni interessati, con qualsiasi natura del terreno ivi compresa la presenza di falda. Nei calcoli si dovrà tenere conto di tutti i carichi sia interni che esterni e le tubazioni dovranno essere idonee anche senza la bonifica del terreno di posa e senza l'ausilio di materiali di protezione quali geotessile o altri. Le tubazioni debbono essere adatte a qualunque tipo di acqua aggressiva od incrostante; l'impresa dovrà presentare obbligatoriamente idonea certificazione attestante quanto sopra. Non sono consentite produzioni manuali né processi che non garantiscono assoluta omogeneità e affidabilità, e massimo sfruttamento delle proprietà intrinseche dei materiali. La provenienza dei materiali, resine, vetro ecc. dovrà obbligatoriamente essere documentata con certificazioni comprovanti l'origine dei materiali stessi, rilasciate dalle Ditte fornitrici. Sono ammesse solo resine bisfenoliche o isoftaliche comunque non flessibilizzate. Il tipo di resine adottato deve essere idoneo anche alla posa in presenza di acqua salmastra. Gli inerti, se presenti, dovranno essere conformi alla norma ASTM C 33. La struttura della tubazione verrà determinata in fase di progettazione secondo i criteri indicati nei paragrafi successivi e le effettive composizioni degli strati sia interno (liner) sia meccanico resistente dovranno essere adeguatamente giustificate e descritte da parte della Ditta produttrice delle tubazioni. Inoltre si dovrà proteggere esternamente la struttura resistente con uno strato di resina paraffinata o con un velo di superficie in vetro C od in materiale impregnati con resina paraffinata. La lunghezza minima delle barre sarà di 6 m utili purché dimensioni inferiori non siano richieste da particolari condizioni di posa locali. Il calcolo dello spessore, in relazione al tipo di materiali impiegati, al diametro, ai carichi esterni ed alla pressione interna sarà a cura e spese dell'appaltatore, il quale é l'unico responsabile per eventuali manchevolezze; la Direzione Lavori esaminerà detti calcoli e darà il proprio parere, che però non potrà mai essere invocato per eventuali manchevolezze di fornitura o di posa, restando sempre l'appaltatore unico responsabile. Qualora in caso di montaggio si rendessero necessari degli aggiustaggi, si dovranno eseguire giunzioni di testa con fasciature. Pezzi speciali La produzione dei pezzi speciali potrà essere ottenuta mediante stampaggio manuale su stampo maschio o lo stampaggio a pressa; in ogni caso dovrà essere specificato il sistema di produzione, le materie prime utilizzate che dovranno ricevere il benestare della Direzione Lavori. Giunti La validità del giunto, sia per quanto attiene alla tenuta idraulica sia per quanto attiene alla resistenza assiale, deve essere verificata in relazione alle modalità di installazione e del mezzo in cui si effettua la posa. É facoltà insindacabile della Direzione Lavori rifiutare un qualsiasi tipo di giunto che non dia o dimostri garanzie di tenuta sia idraulica che statica. 109 / 132

111 Ispezione in fabbrica La stazione appaltante e la Direzione Lavori potranno effettuare periodiche ispezioni nello stabilimento del produttore al fine di accertare che i materiali ed i processi di lavorazione siano conformi a quanto specificato. Garanzia La Ditta fornitrice delle tubazioni, pezzi speciali e giunti dovrà dare garanzia in solido all'impresa esecutrice della posa in opera a regola d'arte delle tubazioni; pertanto essa dovrà dare la propria assistenza mediante personale a presenza continua in cantiere nel numero che sarà necessario in relazione alle opere da eseguire. La garanzia si riferisce alle tenute idrauliche e meccaniche delle tubazioni posate e dei giunti. Normativa di riferimento Le norme per la qualificazione dei materiali componenti, la progettazione, il controllo di qualità, l'installazione ed il collaudo sono le UNI e UNIPLAST esistenti, mentre altrimenti ci si riferirà alle ASTM (American Standards Testing and Materials) nella edizione più aggiornata. Per la progettazione, in assenza di norme più restrittive o successive si fa riferimento a: ANSI/AWWA C950-81: Standard for Glassfiber reinforced thermosetting - resin pressure pipe: ASTM D 2996: RTR filament wound pipe; ASTM D 3567: Standard Method of determining dimensions REC - ERC - 77-I: Modulus of soil reaction (É) values for buries flexible pipe. UNI Metodo di calcolo e verifiche della struttura meccanica resistente Il produttore delle tubazioni dovrà, a richiesta, documentare, a proprie spese con esperienze pratiche la validità di metodi usati per le progettazioni. Il calcolo terrà conto dei seguenti dati: - diametro o raggio interno anche quando a rigore dovrebbero essere usati i rispettivi valori medi o esterni (fatta eccezione per il calcolo del modulo di resistenza); - forma del tubo perfettamente circolare purché la circolarità rientri nelle tolleranze e l'ovalizzazione dovuta ai carichi esterni non superi i valori prescritti. Diametri nominali e spessori La parete strutturale dei tubi e dei pezzi speciali avrà, in conseguenza delle condizioni di progetto, uno spessore tale da garantire l'esercizio sia in condizioni normali di funzionamento come per resistere alle sollecitazioni massime dovute al moto vario per arresto di pompe o per chiusura rapida di saracinesche o valvole. La Ditta fornitrice é responsabile nell'assunzione dei coefficienti e moduli tutti adottati e relativi alla progettazione e verifica delle tubazioni. Determinazione dello spessore dei pezzi speciali I pezzi speciali dovranno avere uno spessore tale da garantire le stesse prestazioni dei tubi derivanti dalle ipotesi di progetto, tenuto ovviamente conto della eventuale intensificazione degli sforzi sia per sollecitazioni esterne come interne. Flange Le flange saranno progettate in funzione delle condizioni di progetto (la foratura sarà eseguita in accordo alle specifiche del committente) utilizzando le raccomandazioni ASTM come guida per il calcolo. Blocchi di ancoraggio La Ditta fornitrice delle tubazioni dovrà fornire i dati necessari alla realizzazione degli eventuali ancoraggi ed il posizionamento dei punti fissi richiesti lungo la tubazione in relazione alla plano-altimetria del tracciato di posa di progetto e/o eventuali modifiche da attuarsi in corso d'opera. Prove di controllo ed accettazione e certificati Le prove vengono eseguite a cura e spese dell'impresa. L'Amministrazione appaltante potrà, a suo insindacabile giudizio, pretendere che tutti i tubi vengano provati idraulicamente in fabbrica. Agli effetti dell'esecuzione delle prove meccaniche la fornitura verrà suddivisa in lotti di 100 pezzi ciascuno (60 o più pezzi costituiscono lotto). L'appartenenza di un tubo ad un determinato lotto deve essere indiscussa e dovrà essere visualizzata mediante marcatura indelebile sulla parete del tubo. Il singolo lotto viene accettato se il numero dei campioni previsti per la sua verifica supera le prove per l'accettazione. Se le prove non vengono superate anche da uno solo dei campioni essa verrà ripetuta su un numero di provini doppio di quello previsto. Tutte le prove saranno condotte per quanto possibile a temperatura ambiente (18-23 C). Si precisa che: 110 / 132

112 a. i tubi che risultassero fabbricati con materie prime non rispondenti a requisiti richiesti saranno rifiutati indipendentemente dall'esito delle prove; b. i tubi mancanti delle marcature prescritte non saranno accettati. Le prove saranno suddivise in: Prove non distruttive: - esame visivo: relativo a tutti gli elementi componenti un lotto; - dimensioni e composizioni delle strutture; - tenuta idraulica alla pressione di collaudo e su un campione per lotto, facoltativamente, anche a rottura; - determinazione dello stirolo non reagito mediante gascromatografia sul 10% dei tubi componenti il lotto. Prove distruttive: - pressione di fessurazione - relativa ad un tubo per lotto; - pressione di rottura relativa ad un tubo per lotto; - rigidità trasversale -- relativa ad un tubo per lotto. Esame visivo Sarà effettuato su tutti i tubi e pezzi speciali componenti la fornitura, secondo le norme vigenti. Dimensioni e composizione della struttura. Le caratteristiche dimensionali verranno misurate a temperatura ambiente e saranno comprese nelle tolleranze riportate qui di seguito: - diametro: DN ± 1% - spessore in ogni punto maggiore o uguale al valore di progetto - ovalizzazione ± 1% di DN - lunghezza quella dichiarata ± 2%. Contenuto di vetro La prova di eseguirà su un provino ricavato in corrispondenza del taglio od apertura. In caso la Direzione Lavori lo richieda si potrà asportare un campione da qualsiasi posizione di una barra. Le spese di ripristino della continuità strutturale del tubo sono a carico del fornitore. Si determina il contenuto di resina mediante calcinazione,in accordo con le norme vigenti. Il vetro verrà poi separato meccanicamente e pesato. Il contenuto delle fibre di vetro sarà determinato in accordo con le norme vigenti. Tenuta idraulica Dopo il riempimento del provino (costituito da un tubo intero) e lo spurgo dell'aria, la pressione idraulica sarà aumentata gradualmente (max 5 bar/minuto) sino ad una pressione pari a 1,5 PN. Per considerare la prova valida non si dovranno manifestare perdite e lesioni di qualsiasi genere. L'apparecchiatura di prova potrà essere dotata di sistema di tenuta sul campione simile a quello adottato per la giunzione in cantiere, nel qual caso si intenderà collaudato anche il giunto stesso. Le apparecchiature di prova non dovranno esercitare sollecitazioni di qualsiasi genere sul provino, dovranno garantire il sistema di chiusura del provino stesso e saranno predisposte per la misura della pressione sulla sommità del provino con una precisione del + 2%. Pressione di fessurazione La prova sarà condotta in accordo con le norme vigenti. La pressione di fessurazione sarà almeno pari a 4 PN. Il campione sarà strumentato con estensimetri elettrici. Si verificherà che alla pressione di progetto la deformazione circonferenziale sia < 2 x Pressione di rottura Questa prova é la prosecuzione della prova precedente e si conduce pertanto alle stesse condizioni; non si ammettono rotture con pressioni < 6 PN. Rigidità trasversale Questa prova sarà condotta in accordo con le norme vigenti e con i carichi risultanti dai profili di posa, con un minimo di N/m 2. Prove sui pezzi speciali 111 / 132

113 La Direzione Lavori potrà richiedere l'esecuzione di una prova a pressione per verificare la pressione di fessurazione e di scoppio su un pezzo speciale rappresentativo. Certificati Il produttore delle tubazioni dovrà allegare ai documenti di spedizione del lotto la documentazione relativa alla provenienza ed alle prove di controllo delle materie prime utilizzate per la produzione dei manufatti ed alle prove eseguite in ottemperanza a quanto precedentemente specificato. La Stazione Appaltante e la Direzione Lavori si riservano il diritto di condurre tests presso laboratori indipendenti a spese dell'impresa. Marcatura Tutti i tubi e pezzi speciali saranno marcati in modo indelebile riportando le seguenti informazioni: - norme e marchio del fornitore - data di costruzione - pressione nominale in atm - tipo di fluido per il quale il tubo é idoneo (acqua potabile o scarichi fognari o acqua per irrigazione o scarichi industriali ecc.). Dichiarazioni L'Impresa dovrà esibire alla Direzione Lavori, sia per le tubazioni a terra che per quelle in acque salmastre o marine una dichiarazione, firmata dal suo legale rappresentante, con l'indicazione, a carattere vincolante, del nome del produttore di tubazioni in P.R.F.V. previste in progetto dal quale l'impresa si approvvigiona. A tale dichiarazione l'impresa dovrà allegare la documentazione separata dal produttore prescelto per la fornitura delle tubazioni in P.R.F.V.: - certificati rilasciati o vistati da Amministrazioni o Enti Pubblici, dai quali risulti che il produttore prescelto abbia già fornito tubazioni in P.R.F.V., collaudate positivamente e precisare di quali diametri uguali o superiori a quelli previsti in progetto; - dichiarazione del produttore prescelto delle tubazioni in P.R.F.V., che lo stabilimento di produzione é ubicato in area CEE, con l'indicazione della località esatta, nonché l'elenco completo e dettagliato dei macchinari e delle attrezzature di produzione; - relazione tecnica della società produttrice delle tubazioni, nella quale siano riportati tutti i parametri che permettano di definire il comportamento dei materiali (tipo di resina e vetro, spessori, rapporti vetro/resina, resistenza, allungamenti, moduli elastici, ecc.) ai fini della progettazione della linea; - rapporti di collaudo interno di stabilimento della società produttrice delle tubazioni, che dimostrino la correttezza dei parametri di progettazione, di cui al precedente punto; - la dichiarazione della società produttrice delle tubazioni in cui sia evidenziato che questa dispone, nel proprio stabilimento, di adeguati laboratori chimici e meccanici dotati di tutti i macchinari, attrezzature e strumenti necessari per l'esecuzione delle prove di collaudo ed accettazione dei materiali oppure presso quali Istituti si provvederà a dette prove. Tale dichiarazione dovrà pure contenere un elenco dettagliato delle attrezzature di prova e collaudo disponibili nello stabilimento di produzione della società produttrice delle tubazioni o presso gli Istituti prescelti. É comunque facoltà della Direzione Lavori ordinare che a cura e spese dell'impresa possano venire effettuate prove o collaudi anche in laboratori od Istituti diversi da quelli indicati nella dichiarazione di cui sopra IMPERMEABILIZZAZIONI NORMATIVA UNI 4157:1987 Edilizia. Bitumi da spalmatura per impermeabilizzazioni. Campionamento e limiti di accettazione. 112 / 132

114 UNI :1988 Edilizia. Membrane per impermeabilizzazione. Determinazione della resistenza a fatica su fessura. UNI :1981 Edilizia. Membrane per impermeabilizzazione. Determinazione della tensione indotta da ritiro termico impedito. UNI :1987 Edilizia. Membrane per impermeabilizzazione. Determinazione del coefficiente di dilatazione termica lineare. UNI :1988 Edilizia. Membrane per impermeabilizzazione. Determinazione della resistenza all' azione perforante delle radici. UNI :1984 Edilizia. Membrane per impermeabilizzazione. Determinazione della reazione al fuoco. UNI :1982 Edilizia. Membrane per impermeabilizzazione. Determinazione dell' invecchiamento termico in acqua. UNI :1988 Edilizia. Membrane per impermeabilizzazione. Determinazione dell' impermeabilità all' aria delle giunzioni. UNI :1988 Edilizia. Membrane per impermeabilizzazione. Determinazione della resistenza a fatica delle giunzioni. UNI :1988 Edilizia. Membrane per impermeabilizzazione. Determinazione della resistenza all' invecchiamento termico delle giunzioni UNI :1988 Edilizia. Membrane per impermeabilizzazione. Determinazione del quantitativo e dell' aderenza dell' autoprotezione minerale. UNI 8818:1986 Membrane per impermeabilizzazione. Classificazione descrittiva del prodotto UNI :1992 Membrane complementari per impermeabilizzazione. Limiti di accettazione dei tipi con armatura cartafeltro o vetro velo. UNI :1992 Membrane complementari per impermeabilizzazione. Limiti di accettazione dei tipi BOF. UNI 10567:1996 Membrane di polietilene per impermeabilizzazione di discariche controllate. Criteri generali per la saldatura ed il controllo della qualità dei giunti saldati. UNI EN 13375:2005 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Impermeabilizzazione di impalcati di ponte di calcestruzzo e altre superfici di calcestruzzo transitabili dai veicoli - Preparazione dei Provini UNI EN 13596:2005 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Impermeabilizzazione di impalcati di ponte di calcestruzzo e altre superfici di calcestruzzo trafficabili dai veicoli - Determinazione della resistenza dell'aderenza UNI EN 13653:2005 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Impermeabilizzazione di impalcati di ponte di calcestruzzo e altre superfici di calcestruzzo trafficabili da veicoli - Determinazione della resistenza al taglio UNI EN :2010 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Definizioni e caratteristiche dei sottostrati -Parte 1: Sottostrati per coperture discontinue UNI EN :2010 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Definizioni e caratteristiche dei sottostrati -Parte 2: Sottostrati murari UNI EN 13967:2007 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane di materiale plastico e di 113 / 132

115 gomma impermeabili all'umidità incluse membrane di materiale plastico e di gomma destinate a impedire la risalita di umidità dal suolo - Definizioni e caratteristiche UNI EN 13969:2007 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose destinate a impedire la risalita di umidità dal suolo - Definizioni e caratteristiche UNI EN 13970:2007 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Strati bituminosi per il controllo del vapore - Definizioni e caratteristiche UNI EN 13984:2007 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Strati di plastica e di gomma per il controllo del vapore - Definizioni e caratteristiche UNI EN 14223:2006 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Impermeabilizzazione di ponti di calcestruzzo ed altre superfici di calcestruzzo soggette al transito di veicoli -Determinazione dell'assorbimento d'acqua UNI EN 14224:2010 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Impermeabilizzazione di ponti di calcestruzzo ed altre superfici di calcestruzzo soggette al transito di veicoli -Determinazione della capacità di resistenza alla fessurazione UNI EN 14691:2005 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Impermeabilizzazione di impalcati di ponte di calcestruzzo e altre superfici di calcestruzzo trafficabili dai veicoli - Compatibilità per condizionamento termico UNI EN 14909:2006 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane di materiale plastico e di gomma destinate ad impedire la risalita di umidità - Definizioni e caratteristiche UNI EN 14967:2006 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose per muratura destinate ad impedire la risalita di umidità - Definizioni e caratteristiche Si intendono prodotti per impermeabilizzazione e per coperture piane quelli che si presentano sotto forma di: - membrane in fogli e/o rotoli da applicare a freddo od a caldo, in fogli singoli o pluristrato; - prodotti forniti in contenitori (solitamente liquidi e/o in pasta) da applicare a freddo od a caldo su eventuali armature (che restano inglobate nello strato finale) fino a formare in sito una membrana continua. Le membrane si designano descrittivamente in base: 1) al materiale componente (esempio: bitume ossidato fillerizzato, bitume polimero elastomero, bitume polimero plastomero, etilene propilene diene, etilene vinil acetato, ecc.); 2) al materiale di armatura inserito nella membrana (esempio: armatura vetro velo, armatura poliammide tessuto, armatura polipropilene film, armatura alluminio foglio sottile, ecc.); 3) al materiale di finitura della faccia superiore (esempio: poliestere film da non asportare, polietilene film da non asportare, graniglie, ecc.); 4) al materiale di finitura della faccia inferiore (esempio: poliestere nontessuto, sughero, alluminio foglio sottile, ecc.). b) I prodotti forniti in contenitori si designano descrittivamente come segue: 1) mastici di rocce asfaltiche e di asfalto sintetico; 2) asfalti colati; 3) malte asfaltiche; 4) prodotti termoplastici; 5) soluzioni in solvente di bitume; 6) emulsioni acquose di bitume; 7) prodotti a base di polimeri organici. Ai fini della loro accettazione, preliminarmente all impiego, dovranno essere sottoposti all esame del Direttore Lavori i campioni dei prodotti che si intendono utilizzare, corredati da documentazione completa ed aggiornata del prodotto. membrane per coperture di edifici in relazione allo strato funzionale 114 / 132

116 UNI :1992 Membrane per impermeabilizzazione di coperture. Limiti di accettazione dei tipi BOF per strato di barriera e/o schermo al vapore. UNI :1992 Membrane complementari per impermeabilizzazione. Limiti di accettazione dei tipi con armatura cartafeltro o vetro velo. Norma ritirata senza sostituzione UNI :1992 Membrane complementari per impermeabilizzazione. Limiti di accettazione dei tipi BOF. UNI :1989 Membrane per impermeabilizzazione di coperture. Limiti di accettazione per tipi EPDM e IIR per elementi di tenuta. UNI :1989 Membrane per impermeabilizzazione di coperture. Limiti di accettazione dei tipi a base di PVC plastificato per elementi di tenuta. UNI :1992 Membrane per impermeabilizzazione di coperture. Limiti di accettazione dei tipi BOF (con autoprotezione metallica) per elemento di tenuta. UNI :1992 Membrane per impermeabilizzazione di coperture. Limiti di accettazione dei tipi BOF per elemento di tenuta Le membrane per coperture di edifici in relazione allo strato funzionale che vanno a costituire (esempio strato di tenuta all'acqua, strato di tenuta all'aria, strato di schermo e/o barriera al vapore, strato di protezione degli strati sottostanti, ecc.) devono rispondere alle prescrizioni del progetto e alle seguenti: a) Le membrane per strati di schermo e/o barriera al vapore - le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore); - difetti, ortometria e massa areica; - flessibilità a freddo; - resistenza a trazione; - comportamento all'acqua; - permeabilità al vapore d'acqua; - invecchiamento termico in acqua; - le giunzioni devono resistere adeguatamente a trazione ed avere adeguata impermeabilità all'aria ->, oppure per i prodotti non normali, rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei Lavori. b) Le membrane destinate a formare strati di continuità, di diffusione o di egualizzazione della pressione di vapore, di irrigidimento o ripartizione dei carichi, di regolarizzazione, di separazione e/o scorrimento o drenante devono soddisfare: - le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore); - difetti, ortometria e massa areica; - comportamento all'acqua; - invecchiamento termico in acqua. -> oppure per i prodotti non normati, rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione Lavori (7). c) Le membrane destinate a formare strati di tenuta all'aria devono soddisfare: - le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore); - difetti, ortometria e massa areica; - resistenza a trazione ed alla lacerazione; - comportamento all'acqua; - le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed alla permeabilità all'aria. 115 / 132

117 oppure per i prodotti non normati, ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla direzione dei lavori (3). d) Le membrane destinate a formare strati di tenuta all'acqua devono soddisfare: - le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore); - difetti, ortometria e massa areica; - resistenza a trazione e alla lacerazione; - punzonamento statico e dinamico; - flessibilità a freddo; - stabilità dimensionale in seguito ad azione termica; - stabilità di forma a caldo; - impermeabilità all'acqua e comportamento all'acqua; - permeabilità al vapore d'acqua; - resistenza all'azione perforante delle radici; - invecchiamento termico in aria ed acqua; - resistenza all'ozono (solo per polimeriche e plastomeriche); - resistenza ad azioni combinate (solo per polimeriche e plastomeriche); - le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed avere impermeabilità all'aria. ->oppure per i prodotti non normati rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla direzione dei lavori. e) Le membrane destinate a formare strati di protezione degli strati sottostanti devono soddisfare: - le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore); - difetti, ortometria e massa areica; - resistenza a trazione e alle lacerazioni; - punzonamento statico e dinamico; - flessibilità a freddo; - stabilità dimensionali a seguito di azione termica; stabilità di forma a caldo (esclusi prodotti a base di PVC, EPDM, IIR); - comportamento all'acqua; - resistenza all'azione perforante delle radici; - invecchiamento termico in aria; - le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione; - l'autoprotezione minerale deve resistere all'azione di distacco. -> oppure per i prodotti non normati rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla direzione dei lavori. Membrane a base di elastomeri e di elastomeri Le membrane a base di elastomeri e di plastomeri dei tipi elencati nel seguente comma a) utilizzate per impermeabilizzazione delle opere elencate nel seguente comma b) devono rispondere alle prescrizioni elencate nel successivo comma c). I criteri di accettazione sono quelli indicati in premessa, punto c). a) I tipi di membrane considerate sono: - membrane in materiale elastomerico (4) senza armatura: - membrane in materiale elastomerico dotate di armatura; - membrane in materiale plastomerico (5) flessibile senza armatura; - membrane in materiale plastomerico flessibile dotate di armatura; ( 3 ) Le membrane rispondenti alle norme UNI 9380 e UNI 8629 (varie parti) per le caratteristiche precitate sono valide anche per questo impiego. ( 4 ) Per materiale elastomerico si intende un materiale che sia fondamentalmente elastico anche a temperature superiori o inferiori a quelle di normale impiego e/o che abbia subito un processo di reticolazione (per esempio gomma vulcanizzata). ( 5 ) Per materiale plastomerico si intende un materiale che sia relativamente elastico solo entro un intervallo di temperatura corrispondente generalmente a quello di impiego ma che non abbia subito alcun processo di reticolazione (come per esempio cloruro di polivinile plastificato o altri materiali termoplastici flessibili o gomme non vulcanizzate). 116 / 132

118 - membrane in materiale plastomerico rigido (per esempio polietilene ad alta o bassa densità, reticolato o non, polipropilene); - membrane polimeriche a reticolazione posticipata (per esempio polietilene clorosolfanato) dotate di armatura; - membrane polimeriche accoppiate (6). b) Classi di utilizzo (7): Classe A - membrane adatte per condizioni eminentemente statiche del contenuto (per esempio, bacini, dighe, sbarramenti, ecc.). Classe B - membrane adatte per condizioni dinamiche del contenuto (per esempio, canali, acquedotti, ecc.). Classe C - membrane adatte per condizioni di sollecitazioni meccaniche particolarmente gravose, concentrate o no (per esempio, fondazioni, impalcati di ponti, gallerie, ecc.). Classe D - membrane adatte anche in condizioni di intensa esposizione agli agenti atmosferici e/o alla luce. Classe E - membrane adatte per impieghi in presenza di materiali inquinanti e/o aggressivi (per esempio, discariche, vasche di raccolta e/o decantazione, ecc.). Classe F - membrane adatte per il contratto con acqua potabile o sostanze di uso alimentare (per esempio, acquedotti, serbatoi, contenitori per alimenti, ecc.). Prodotti forniti sotto forma di liquidi o paste I prodotti di cui sopra (cfr paragrafo del precedente capitolato) presentano normative tutte soppresse e ritirate, pertanto allo stato attuale, i vazri prodotti sarannop accettati quando completi di documentazione ne attestino la conformita alle norme armonizzate SIGILLANTI E ADESIVI NORMATIVA UNI EN 301:2006 Adesivi fenolici e amminoplastici per strutture portanti di legno - Classificazione e requisiti prestazionali UNI EN 302-1:2005 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 1: Determinazione della resistenza del giunto al taglio a trazione longitudinale UNI EN 302-2:2005 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 2: Determinazione della resistenza alla de laminazione UNI EN 302-3:2006 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 3: Determinazione dell'effetto dell'attacco acido alle fibre del legno, dovuto ai trattamenti ciclici di temperature e di umidità, sulla resistenza alla trazione trasversale UNI EN 302-4:2005 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 4: Determinazione dell'effetto del ritiro del legno sulla resistenza a taglio UNI ENV 302-5:2005 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 5: Determinazione della durata convenzionale dell'assemblaggio UNI EN 302-6:2005 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 6: Determinazione del tempo di pressatura convenzionale ( 6 ) Membrane polimeriche accoppiate o incollate sulla faccia interna ad altri elementi aventi funzioni di protezione o altra funzione particolare, comunque non di tenuta.in questi casi, quando la parte accoppiata all'elemento polimerico impermeabilizzante ha importanza fondamentale per il comportamento in opera della membrana, le prove devono essere eseguite sulla membrana come fornita dal produttore. ( 7 ) Nell'utilizzo delle membrane polimeriche per impermeabilizzazione, possono essere necessarie anche caratteristiche comuni a più classi. In questi casi devono essere presi in considerazione tutti quei fattori che nell'esperienza progettuale e/o applicativa risultano di importanza preminente o che per legge devono essere considerati tali. 117 / 132

119 UNI EN 302-7:2005 Adesivi per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 7: Determinazione del tempo di lavoro convenzionale UNI EN 1373:2001 Adesivi - Metodo di prova degli adesivi per rivestimenti di pavimentazioni e di pareti - Determinazione della resistenza al taglio per trazione UNI EN 1841:2000 Adesivi - Metodi di prova degli adesivi per rivestimenti di pavimentazione e pareti - Determinazione delle variazioni dimensionali di un rivestimento per pavimentazione in linoleum a contatto con un adesivo UNI EN 1902:2001 Adesivi - Metodo di prova degli adesivi per rivestimenti di pavimentazioni e di pareti - Prova di resistenza sotto sollecitazione di taglio UNI EN 1903:2001 Adesivi - Metodo di prova degli adesivi per rivestimenti di pavimentazioni e di pareti in gomma o materie plastiche - Determinazione della variazione dimensionale dopo invecchiamento accelerato UNI EN 1937:2001 Metodo di prova delle lisciature e/o dei livellanti cementizi a presa idraulica - Procedimento di riferimento per la miscelazione UNI EN ISO 7389:2004 Edilizia - Prodotti per giunti - Determinazione del recupero elastico dei sigillanti UNI EN ISO 7390:2004 Edilizia - Prodotti per giunti - Determinazione della resistenza allo scorrimento dei sigillanti UNI EN ISO 8339:2006 Costruzioni edili - Sigillanti - Determinazione delle proprietà a trazione (Estensione a rottura) UNI EN ISO 8340:2006 Costruzioni edili - Sigillanti - Determinazione delle proprietà a trazione in presenza di trazione prolungata nel tempo UNI EN ISO 9046:2005 Edilizia - Sigillanti - Determinazione delle proprietà di adesione/coesione dei sigillanti in condizioni di temperatura costante UNI EN ISO 9047:2004 Edilizia - Sigillanti - Determinazione delle proprietà di adesione/coesione in condizioni di temperatura variabile UNI EN ISO :2006 Adesivi per sistemi di tubazioni termoplastiche - Parte 3: Metodo di prova per la determinazione della resistenza alla pressione interna UNI 9591:1990 Adesivi. Determinazione della resistenza al distacco (peeling) a caldo di un adesivo per incollaggio di policloruro di vinile (PVC) su legno. UNI 9594:1990 Adesivi. Determinazione del tempo aperto massimo di adesivi per legno mediante prove di taglio per trazione. UNI 9595:1990 Adesivi. Determinazione della rapidità di presa a freddo di adesivi per legno mediante prove di taglio per trazione. UNI 9611:1990 Edilizia. Sigillanti siliconici monocomponenti per giunti. Confezionamento UNI EN ISO 10563:2006 Costruzioni edili - Sigillanti - Determinazione della variazione in massa e in volume UNI EN ISO 10590:2006 Costruzioni edili - Sigillanti - Determinazione delle proprietà a trazione dei sigillanti in presenza di trazione prolungata nel tempo dopo immersione in acqua 118 / 132

120 UNI EN ISO 10591:2006 Costruzioni edili - Sigillanti - Determinazione delle proprietà di adesione/coesione dei sigillanti dopo immersione in acqua UNI EN ISO 11431:2003 Edilizia - Prodotti per giunti - Determinazione delle proprietà di adesione/coesione dei sigillanti dopo esposizione al calore, all'acqua e alla luce artificiale attraverso il vetro UNI EN ISO 11432:2006 Costruzioni edili - Sigillanti - Determinazione della resistenza a compressione UNI EN ISO 11600:2004 Edilizia - Prodotti per giunti - Classificazione e requisiti per i sigillanti UNI EN 12002:2003 Adesivi per piastrelle - Determinazione della deformazione trasversale di adesivi sigillanti e cementizi UNI EN 12706:2001 Adesivi - Metodi di prova delle lisciature e/o dei livellanti cementizi a presa idraulica Determinazione delle caratteristiche di scorrimento UNI EN 13415:2005 Adesivi - Prova di adesivi per rivestimenti di pavimentazione - Determinazione della resistenza elettrica di un film adesivo UNI EN 13887:2004 Adesivi strutturali - Linee guida per la preparazione delle superfici di metalli e di plastiche prima dell'incollaggio adesivo UNI EN 13888:2009 Sigillanti per piastrelle - Requisiti, valutazione di conformità, classificazione e designazione UNI EN 13963:2005 Sigillanti per lastre di gesso rivestito - Definizioni, requisiti e metodi di prova UNI EN 14259:2004 Adesivi per rivestimenti di pavimenti - Requisiti prestazionali meccanici ed elettrici UNI EN 14293:2006 Adesivi - Adesivi per incollare il parquet al pavimento - Metodi di prova e requisiti minimi UNI EN 14496:2006 Adesivi a base di gesso per pannelli accoppiati termo/acustici e lastre di gesso rivestito -Definizioni, requisiti e metodi di prova UNI EN 14680:2007 Adesivi per sistemi di tubazioni non sotto pressione di materiale termoplastico Specifiche UNI CEN/TS 14999:2006 Adesivi per sistemi di tubazioni di materiale termoplastico - Prova di invecchiamento accelerato degli adesivi UNI EN :2006 Adesivi diversi da fenolici e ammino plastici per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 4: Determinazione del tempo di assemblaggio aperto per adesivi poliuretanici monocomponente UNI EN :2006 Adesivi diversi da fenolici e ammino plastici per strutture portanti di legno - Metodi di prova - Parte 5: Determinazione del tempo convenzionale di pressatura UNI EN ISO 15908:2005 Adesivi per sistemi di tubazioni di materiali termoplastici - Metodo di prova per la determinazione della stabilità termica degli adesivi UNI EN 26927:1992 Edilizia. Prodotti per giunti. Sigillanti. Vocabolario. UNI EN 28394:1992 Edilizia. Prodotti per giunti. Determinazione dell'estrudibilità dei sigillanti monocomponenti. 119 / 132

121 UNI EN 29048:1992 Edilizia. Prodotti per giunti. Determinazione dell'estrudibilità dei sigillanti per mezzo di un apparecchio normalizzato Per sigillanti si intendono i prodotti utilizzati per riempire in forma continua e durevole i giunti tra elementi edilizi (in particolare nei serramenti, nelle pareti esterne, nelle partizioni interne, ecc.) con funzione di tenuta all'aria, all'acqua, ecc. Per adesivi si intendono i prodotti utilizzati per ancorare un prodotto ad uno attiguo, in forma permanente, resistendo alle sollecitazioni meccaniche, chimiche, ecc. dovute all'ambiente ed alla destinazione d'uso. Sono inclusi nel presente articolo gli adesivi usati in opere di rivestimenti di pavimenti e pareti o per altri usi e per diversi supporti (murario, terroso, legnoso, ecc.). Sono esclusi gli adesivi usati durante la produzione di prodotti o componenti. Caratteristiche: - compatibilità chimica con il supporto al quale sono destinati; - diagramma forza deformazione (allungamento) compatibile con le deformazioni elastiche del supporto al quale sono destinati; - durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego, cioè con decadimento delle caratteristiche meccaniche ed elastiche che non pregiudichino la sua funzionalità; - durabilità alle azioni chimico-fisiche di agenti aggressivi presenti nell'atmosfera o nell'ambiente di destinazione. Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde al progetto od alle norme UNI EN ISO e/o è in possesso di attestati di conformità; in loro mancanza si fa riferimento ai valori dichiarati dal produttore ed accettati dalla Direzione dei Lavori GIUNTI DI DILATAZIONE Dovranno corrispondere a quanto specificato dalla relativa voce di elenco prezzi e dai disegni di progetto. La ditta produttrice del giunto dovrà fornire un progetto dettagliato del giunto con indicazione di tutte le caratteristiche dei materiali e delle procedure di montaggio per l approvazione da parte del progettista e della D.L. In particolare i giunti di dilatazione ed impermeabilità del tipo a tampone viscoelastico dovranno essere conformi alle seguenti specifiche. Nel giunto a tampone si dovranno riconoscere i seguenti elementi costitutivi e/o funzionali: - dispositivo di drenaggio delle acque di pavimentazione e/o sottopavimentazione. Il convogliamento e lo smaltimento delle acque dovrà avvenire in zone che non insistono sulle strutture principali dell opera; - dispositivo di contenimento del sistema bituminoso elastomerico puro con cui andrà preliminarmente sigillato il varco tra le testate della soletta; - dispositivo di sostegno del tampone in conglomerato bituminoso elastomerico costituito da lamierino in acciaio di adeguate dimensioni. Tale dispositivo dovrà consentire le dilatazioni termiche dell impalcato mantenendo inalterata la sua funzionalità; esso dovrà inoltre conservare le proprie caratteristiche di tenuta alle temperature di posa in opera del tampone viscoelastico; - tampone in conglomerato bituminoso chiuso. Esso dovrà risultare impermeabile, pur consentendo i movimenti di tipo viscoso previsti. Il tampone dovrà aderire perfettamente alle pareti verticali della pavimentazione preventivamente isolata con il taglio e non presentare sconnessioni. In particolare il tampone in conglomerato bituminoso sarà costituito da bitume modificato con materiali di sintesi di natura elastomerica e/o plastomerica ed inerti, aventi le caratteristiche di seguito specificate: bitume modificato - penetrazione DOW a 25 C (secondo ASTM D5-65) dmm - punto di rammollimento P.A. (secondo ASTM D36-66) 105 C C - punto di rottura (Fraass) <= - 25 C - viscosità dinamica (metodo Brookfield) 120 / 132

122 * a 150 C girante 5 velocità cps * a 190 C girante 5 velocità cps - resistenza a trazione >=20 g/mmq - allungamento a rottura >= 1300% - peso specifico 1, ,05 g/cmc inerti L aggregato sarà costituito da materiale basaltico o da pietrischi e granaglie di provenienza o natura petrografica diversa di pezzatura max di 20 mm, salvo diversa indicazione della D.L. L inerte dovrà essere costituito da elementi sani, duri, di forma poliedrica, puliti ed esenti da polvere e da materiali estratti secondo le norme CNR fasc. 4/1953, cap. 1 e 2, e rispondenti ai requisiti della I categoria. In ogni caso la qualità della roccia, da cui è ricavato per frantumazione l inerte, dovrà avere alla prova Los Angeles (secondo le norme B.U. CNR n 34 del ). perdita in peso inferiore o uguale al 20%. Aggiunte Ogni altro materiale eventualmente impiegato nella formazione del giunto e non espressamente citato nelle presenti specifiche tecniche, dovrà essere approvato dalla D.L IMPERMEABILIZZAZIONI NORMATIVA UNI 4157:1987 Edilizia. Bitumi da spalmatura per impermeabilizzazioni. Campionamento e limiti di accettazione. UNI :1987 Edilizia. Membrane per impermeabilizzazione. Determinazione del coefficiente di dilatazione termica lineare.. UNI EN 13948:2007 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose, di materiale plastico e di gomma per l'impermeabilizzazione delle coperture - Determinazione della resistenza alla penetrazione delle radici UNI EN 12039:2001 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose per l'impermeabilizzazione delle coperture - Determinazione dell'adesione dei granuli. UNI 8818:1986 Membrane per impermeabilizzazione. Classificazione descrittiva del prodotto. UNI Membrane complementari per impermeabilizzazione. Limiti di accettazione dei tipi BOF. UNI 10567:2011 Membrane di polietilene per impermeabilizzazione di discariche controllate. Criteri generali per la saldatura ed il controllo della qualità dei giunti saldati. UNI EN 13375:2005 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Impermeabilizzazione di impalcati di ponte di calcestruzzo e altre superfici di calcestruzzo transitabili dai veicoli - Preparazione dei provini 121 / 132

123 UNI EN 13596:2005 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Impermeabilizzazione di impalcati di ponte di calcestruzzo e altre superfici di calcestruzzo trafficabili dai veicoli Determinazione della resistenza dell'aderenza UNI EN 13653:2005 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Impermeabilizzazione di impalcati di ponte di calcestruzzo e altre superfici di calcestruzzo trafficabili da veicoli - Determinazione della resistenza al taglio UNI EN :2005 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Definizioni e caratteristiche dei sottostrati -Parte 1: Sottostrati per coperture discontinue UNI EN :2009 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Definizioni e caratteristiche dei sottostrati - Parte 2: Sottostrati murari UNI EN 13967:2007 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane di materiale plastico e di gomma impermeabili all'umidità incluse membrane di materiale plastico e di gomma destinate a impedire la risalita di umidità dal suolo - Definizioni e caratteristiche UNI EN 13969:2007 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose destinate a impedire la risalita di umidità dal suolo - Definizioni e caratteristiche UNI EN 13970:2007 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Strati bituminosi per il controllo del vapore - Definizioni e caratteristiche UNI EN 13984:2007 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Strati di plastica e di gomma per il controllo del vapore - Definizioni e caratteristiche UNI EN 14223:2006 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Impermeabilizzazione di ponti di calcestruzzo ed altre superfici di calcestruzzo soggette al transito di veicoli - Determinazione dell'assorbimento d'acqua UNI EN 14224:2006 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Impermeabilizzazione di ponti di calcestruzzo ed altre superfici di calcestruzzo soggette al transito di veicoli - Determinazione della capacità di resistenza alla fessurazione UNI EN 14691:2005 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Impermeabilizzazione di impalcati di ponte di calcestruzzo e altre superfici di calcestruzzo trafficabili dai veicoli - Compatibilità per condizionamento termico UNI EN 14909:2006 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane di materiale plastico e di gomma destinate ad impedire la risalita di umidità - Definizioni e caratteristiche UNI EN 14967:2006 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose per muratura destinate ad impedire la risalita di umidità - Definizioni e caratteristiche ETAG 005-1:2000 Sistemi liquidi applicati come impermeabilizzazione di coperture - Parte 1: Generale ETAG 005-2:2000 Sistemi liquidi applicati come impermeabilizzazione di coperture - Parte 2: Sistemi di impermeabilizzazioni liquide di copertura a base di emulsioni/soluzioni bituminose modificate con polimeri ETAG 005-3:2000 Sistemi liquidi applicati come impermeabilizzazione di coperture - Parte 3: Sistemi di impermeabilizzazioni liquide di copertura a base di resine poliestere non sature resilienti con fibre di vetro ETAG 005-4:2000 Sistemi liquidi applicati come impermeabilizzazione di coperture - Parte 4: Sistemi di impermeabilizzazioni liquide di copertura a base di poliestere flessibile non saturo ETAG 005-5:2000 Sistemi liquidi applicati come impermeabilizzazione di coperture - Parte 5: Sistemi di impermeabilizzazioni liquide di copertura a base di bitume modificato con polimeri applicato a caldo 122 / 132

124 ETAG 005-6:2000 Sistemi liquidi applicati come impermeabilizzazione di coperture - Parte 6: Sistemi di impermeabilizzazioni liquide di copertura a base di poliuretano ETAG 005-7:2000 Sistemi liquidi applicati come impermeabilizzazione di coperture - Parte 7: Sistemi di impermeabilizzazioni liquide di copertura a base di emulsioni e soluzioni bituminose ETAG 005-8:2000 Sistemi liquidi applicati come impermeabilizzazione di coperture - Parte 8: Sistemi di impermeabilizzazioni liquide di copertura a base di polimeri dispersi in acqua ETAG 006:2000 Sistemi di membrane flessibili di impermeabilizzazione fissate meccanicamente MASTICI DI ASFALTO SINTETICO Dovrà essere costituito da una miscela di bitume 40/50 e Trinidad Epurè in rapporto minimo di 5 a 1 in peso. In alternativa potranno essere usati, previa approvazione della Direzione Lavori, altri bitumi naturali (quali il Selenitza) o gomme termoplastiche del tipo approvato dalla D.L. I dosaggi di questi materiali saranno definiti da uno studio preliminare da presentare alla Direzione Lavori per la necessaria approvazione. Il legante sarà dosato in ragione del 15-19% in peso sulla miscela di inerti (corrispondenti al 13-16% in peso sulla miscela finale), compreso il bitume contenuto nel filler asfaltico. Il bitume 40/50 dovrà avere un indice di penetrazione (IP) compreso tra -1 e +1 calcolato secondo la formula: IP=20u -500 v/u v=log log Penetrazione a 25 C u=temperatura di P. a A. ( C) Filler Dovrà essere passante totalmente al setaccio 0,18 UNI (ASTM n 80) e per il 90% al setaccio 0,075 UNI (ASTM n 200) (granulometria da effettuare per via umida) contenuto per il 30-35% in peso sulla miscela di inerti. Il suo potere stabilizzante dovrà essere tale che la miscela bitume 40/50/filler, nel rapporto in peso di 1 a 2, dovrà avere un punto di rammollimento P. e A. di almeno 15 C superiore a quello del bitume puro Sabbia Dovrà essere totalmente passante al setaccio 2,5 UNI, pulita ed esente da materiali estranei, naturale e/o di frantumazione, di granulometria ben graduata da 0,075 a 2,5 mm (sarà tollerato al massimo un 5% in peso sulla miscela di inerti Miscela finale La parte lapidea della miscela (sabbia + filler) dovrà avere una percentuale di vuoti (v) compresa tra il 18 ed il 23%. Il legante totale dovrà saturare tutti gli spazi vuoti, garantendo inoltre una eccedenza compresa tra il 5 ed il 7% (VB - v = 5-7 in cui VB è la percentuale in volume del legante sulla miscela finale). Il mastice completo, confezionato nel rispetto delle norme sopra esposte dovrà avere, nelle prove Wilhelmi (Norma DIN 1966) compreso tra 100 e 115 C. Alla stessa prova il mastice prelevato al confezionamento od alla stesa potrà presentare valori compresi tra 100 e 130 C GUAINE BITUMINOSE ARMATE CON NON TESSUTI IN POLIESTERE Il manto impermeabile sarà realizzato con guaine preformate, armate con tessuto in poliestere dello spessore complessivo di 4-5 mm, dei quali 2-3 mm di massa bituminosa nella parte inferiore ed un massimo di 0,5 mm sempre di massa bituminosa al di sopra dell armatura. Le caratteristiche della massa bituminosa saranno le seguenti: - punto di rammollimento P. e A C - pinto di rottura Frass -15 C - penetrazione (con peso di 100 gr) a 25 C dmm L armatura sarà costituita da tessuto non tessuto ottenuto a partire da fibre di poliestere ad alto titolo e tenacia, solidamente collegate tra di loro e termicamente stabilizzate. Le armature dovranno inoltre avere variazioni dimensionali (tra - 30 C e +200 C) minori del 3%; punto di fusione (in bagno di opportuni olii) non inferiore a 250 C; inalterabilità all azione dei microrganismi; perfetta adesione ed impregnabilità con le masse bituminose descritte in precedenza. 123 / 132

125 Il premier di adesione alle superfici in calcestruzzo cementizio, sarà costituito da soluzione di bitume polimerizzato, a medio punto di rammollimento (P. e A C), additivato di miscele di butadieni (l adesione del primer di attacco alla soletta non dovrà risultare inferiore a 2 Kg/cmq). La viscosità del primer, misurata in tazza Ford 4 a 25 C, dovrà essere compresa tra 20 e 25 s. Il manto dovrà risultare impermeabile, dopo la stesa e la compattazione su di esso dei conglomerati bituminosi, sotto una pressione di 10 kg/cmq, in permeatro, a 60 C, per 5 ore, anche nelle zone di giunto ANCORAGGI METALLICI PER CLS NORMATIVA ETAG 001-1: Ancoraggi metallici per impiego in calcestruzzo-ancoraggi in generale; ETAG 001-2:Ancoraggi metallici per l impiego in calcestruzzo-ancoraggi ad espansione a torsione controllata; ETAG 001-3:Ancoraggi metallici per l impiego in calcestruzzo-ancoraggi sotto quadro; ETAG 001-4:Ancoraggi ad espansione a deformazione controllata; ETAG 001-5:Ancoraggi metallici per l inpiego in calcestruzzo-ancoraggi incollati; ETAG 001-6:2004 Ancoraggi metallici per l'impiego in calcestruzzo - Parte 6: Ancoraggi per impiego multiplo in applicazioni non strutturali ETAG 001-Annex A:1997 Ancoraggi metallici per l'impiego in calcestruzzo - Annesso A: Dettagli delle prove ETAG 001-Annex B:1997 Ancoraggi metallici per l'impiego in calcestruzzo - Annesso B: Prove per le condizioni ammissibili di servizio - Informazioni dettagliate ETAG 001-Annex C:2001 Ancoraggi metallici per l'impiego in calcestruzzo - Annesso C: Metodi di progettazione per ancoraggi ETAG 020-3:2006 Ancoraggi plastici per impiego multiplo in calcestruzzo e muratura per applicazioni non strutturali - Parte 3: Ancoraggi plastici per impiego in materiali di muratura piena ETAG 020-1:2006 Ancoraggi plastici per impiego multiplo in calcestruzzo e muratura per applicazioni non strutturali - Parte 1: Generale ETAG 020-2:2006 Ancoraggi plastici per impiego multiplo in calcestruzzo e muratura per applicazioni non strutturali - Parte 2: Ancoraggi plastici per impiego in calcestruzzo (a peso normale) ETAG 020-4:2006 Ancoraggi plastici per impiego multiplo in calcestruzzo e muratura per applicazioni non strutturali - Parte 4: Ancoraggi plastici per impiego ETAG 020-5:2006 Ancoraggi plastici per impiego multiplo in calcestruzzo e muratura per applicazioni non strutturali - Parte 5: Ancoraggi plastici per impiego in calcestruzzo areato autoclavato (CAA)in murature forate e semipiene 124 / 132

126 ETAG 020-Annex A:2006 Ancoraggi plastici per impiego multiplo in calcestruzzo e muratura per applicazioni non strutturali - Allegato A: dettagli di prova ETAG 020-Annex B:2006 Ancoraggi plastici per impiego multiplo in calcestruzzo e muratura per applicazioni non strutturali - Allegato B: Raccomandazioni per le prove da eseguire sul cantiere ETAG 020-Annex C:2006 Ancoraggi plastici per impiego multiplo in calcestruzzo e muratura per applicazioni non strutturali - Allegato C: metodi di progettazione per ancoraggi ETAG 011:Travi e colonne di legno composito; ETAG 013 :sistemai di pre pensionamento per la compressione di strutture. UNI 9811:1991 Opere di ingegneria civile. Ancoranti metallici ad espansione. Criteri di accettazione CASSEFORME ETAG 009:2002 Sistemi di casseratura non portante "a rimanere" in blocchi cavi o pannelli in materiale isolante e talvolta in calcestruzzo Per tali opere provvisionali l APPALTATORE comunicherà preventivamente alla Direzione Lavori il sistema e le modalità esecutive che intende adottare, ferma restando l'esclusiva responsabilità l APPALTATORE stesso per quanto riguarda la progettazione e l'esecuzione di tali opere provvisionali e la loro rispondenza a tutte le norme di legge ed ai criteri di sicurezza che comunque possono riguardarle. Il sistema prescelto dovrà comunque essere atto a consentire la realizzazione delle opere in conformità alle disposizioni contenute nel progetto esecutivo. Nella progettazione e nella esecuzione delle armature di sostegno delle centinature e delle attrezzature di costruzione, l APPALTATORE è tenuto a rispettare le norme, le prescrizioni ed i vincoli che eventualmente venissero imposti da Enti, Uffici e persone responsabili riguardo alla zona interessata ed in particolare: - per l'ingombro degli alvei dei corsi d'acqua; - per le sagome da lasciare libere nei sovrappassi o sottopassi di strade, autostrade, ferrovie, tranvie, ecc.; - per le interferenze con servizi di soprassuolo o di sottosuolo. Tutte le attrezzature dovranno essere dotate degli opportuni accorgimenti affinché, in ogni punto della struttura, la rimozione dei sostegni sia regolare ed uniforme CARATTERISTICHE DELLE CASSEFORME Si prescrive l'uso di casseforme metalliche o di materiali fibrocompressi o compensati; in ogni caso le casseforme dovranno avere dimensioni e spessori sufficienti ad essere opportunamente irrigidite o controventate per assicurare l'ottima riuscita delle superfici dei getti e delle opere e la loro perfetta rispondenza ai disegni di progetto. Potranno essere adottate apposite matrici se prescritte in progetto per l'ottenimento di superfici a faccia vista con motivi o disegni in rilievo. Nel caso di utilizzo di casseforme in legno, si dovrà curare che le stesse siano eseguite con tavole a bordi paralleli e ben accostate, in modo che non abbiano a presentarsi, dopo il disarmo, sbavature o disuguaglianze sulle facce in vista del getto. In ogni caso l APPALTATORE avrà cura di trattare le casseforme, prima del getto, con idonei prodotti disarmanti. Le parti componenti i casseri debbono essere a perfetto contatto per evitare la fuoriuscita di boiacca cementizia. Nel caso di casseratura a perdere, inglobata nell'opera, occorre verificare la sua funzionalità, se è elemento portante, e che non sia dannosa, se è elemento accessorio.i casseri sono classificati come segue: C1 per superfici non in vista (fondazioni ecc):tavole non piallate di legno a spigoli non paralleli, elementi in legno compensato o acciaio con superficie non perfettamente piana e liscia.i giunti non devono essere a tenuta perfetta.sono accettate leggere fuoriuscite di boiacca e sbavature; C2:come C1 ma con giunti a tenuta.non sono accettate sbavature (protuberanze); 125 / 132

127 C3:per superfici faccia a vista-tavole piallate di legno a spigoli paralleli elementi in legno compensato o in acciaio in peretto stato di conservazione.i giunti tra i singoli elementi devono essere a perfetta tenuta; C4:per superficie strutturata in modo particolare con uso di speciali matrici che vengono prescritte di volta in volta. I casseri classe C1 possono venire usati solo per i calcestruzzi non armati. PULIZIA E TRATTAMENTO I casseri devono essere puliti e privi di elementi che possano in ogni modo pregiudicare l aspetto della superficie del conglomerato cementizio indurito. Dove e quando necessario si farà uso di prodotti disarmanti disposti in strati omogenei continui. I disarmanti non dovranno assolutamente macchiare la superficie in vista del conglomerato cementizio. Su tutte le casseforme di un stessa opera dovrà essere usato lo stesso prodotto. Nel caso di utilizzo di casseforme impermeabili, per ridurre il numero delle bolle d'aria sulla superficie del getto si dovrà fare uso di disarmante con agente tensioattivo in quantità controllata e la vibrazione dovrà essere contemporanea al getto. Qualora si realizzino conglomerati cementizi colorati o con cemento bianco, l uso dei disarmanti sarà subordinato a prove preliminari atte a dimostrare che il prodotto usato non alteri il colore. GIUNTI E RIPRESA DI GETTO I giunti tra gli elementi di cassaforma saranno realizzati con ogni cura al fine di evitare fuoriuscite di boiacca e creare irregolarità o sbavature; potrà essere prescritto che tali giunti debbano essere evidenziati in modo da divenire elementi architettonici. Le riprese di getto saranno, sulla faccia vista, delle linee rette e, qualora richiesto dalla Direzione Lavori, saranno marcate con gole o risalti di profondità o spessore di 2-3 cm., che all'occorrenza verranno opportunamente sigillati. LEGATURE DELLE CASSEFORME E DISTANZIATORI DELLE ARMATURE I dispositivi che mantengono in posto le casseforme, quando attraversano il conglomerato cementizio, non devono essere dannosi a quest'ultimo, in particolare viene prescritto che, dovunque sia possibile, gli elementi delle casseforme vengano fissati nella esatta posizione prevista usando fili metallici liberi di scorrere entro tubi di PVC o simile, questi ultimi destinati a rimanere incorporati nel getto di conglomerato cementizio; dove ciò non fosse possibile, previa informazione alla DL, potranno essere adottati altri sistemi prescrivendo le cautele da adottare. E' vietato l'uso di distanziatori di legno o metallici, sono ammessi quelli in plastica, ma ovunque sia possibile dovranno essere usati quelli in malta di cemento. La superficie del distanziatore a contatto con la cassaforma deve essere la più piccola possibile, si preferiranno quindi forme cilindriche, semicilindriche e semisferiche. ONERI COMPRESI Gli oneri compresi per fornitura di casserature sono nell ordine:fornitura e montaggio a qualsiasi profondita e altezza dal piano campagna,le puntellazioni,gli irrigidimenti, i controventi, i distanziatori, i disarmanti, la formazione di spigoli snussati, il disarmo ed i maggiori oneri derivanti dalla eventuale vicinanza di altri fabbricati e manufatti esistenti. E compreso oltresi l onere per il passagio di un eventuale armatura di collegamento per elementi strutturale o accessori di tubazioni anche se il tipo di cassero usato in quella zona deve essere cambiato oppure il cassero stesso deve essere tagliato o perforato.per l assemblaggio delle armature entro i casseri la fornitura e posa dei distanziatori delle armature dei casseri e a carico dell Appaltatore. Tali distanziatori devono essere dimensionati per garantire il mantenimento del posizionamento ed il copri ferro previsto per l armatura durante le operazioni di getto.i distanziatori in acciaio possono essere utilizzati solo per classi ambientali di esposizione X0 ambiente asciutto e riparato UNI e UNI EN 206. I casseri per getti con finiture C3 e C4 non possono avere distanziatori che rimangono nel cls.eventuali tubi di insilaggio di distanziatori devono garantire la presa con il conglomerato e devono essere chiusi con metodi approvati da DL. Se la casseratura e prescritta senza alcun distanziatore l onere che ne deriva e compensato a parte. Inclusi come oneri anche tutte le precauzioni atte a evitare macchie, incrostazioni e danneggiamenti durante le fasi al disarmo. 126 / 132

128 PREDISPOSIZIONE DI FORI TRACCE CAVITA ECC L appaltatore avrà l'obbligo di predisporre in corso di esecuzione quanto è previsto nei disegni costruttivi per ciò che concerne fori, tracce, cavità,incassature, etc. per la posa in opera di apparecchi accessori quali giunti,appoggi, smorzatori sismici, pluviali, passi d'uomo, passerelle d'ispezione, sedi di tubi e di cavi, opere interruttive, sicurvia, parapetti, mensole, segnalazioni, parti d'impianti, etc. DISARMO Si potrà procedere alla rimozione delle casseforme dai getti quando saranno state raggiunti i tempi indicati nel paragrafo 5.4 o, se maggiori, i tempi prescritti dal progettista per ottenere le resistenze richieste. In assenza di specifici accertamenti, l APPALTATORE dovrà attenersi a quanto stabilito dalle "Norme Tecniche di cui al D.M. 9/1/1996, emanate in applicazione dell'art. 21 della legge n 1086". Le eventuali irregolarità o sbavature, qualora ritenute tollerabili, dovranno essere asportate mediante bocciardatura ed i punti difettosi dovranno essere ripresi accuratamente con malta cementizia a ritiro compensato immediatamente dopo il disarmo Eventuali elementi metallici, quali chiodi o reggette che dovessero sporgere dai getti, dovranno essere tagliati almeno 1,0 cm sotto la superficie finita e gli incavi risultanti verranno accuratamente sigillati con malta fine di cemento ad alta adesione. Dopo la ad evitare la rapida essiccazione delle superficie ed il loro brusco raffreddamento Canalette Gli elementi dovranno essere in conglomerato cementizio vibrato avente una resistenza cubica a compressione semplice a 28 giorni di maturazione non inferiore a 25N/mm 2. Il prelievo dei manufatti per la confezione dei provini sarà fatto in ragione di un elemento di canaletta per ogni partita di 500 elementi o per fornitura numericamente inferiore. Le canalette dovranno estendersi lungo tutta la scarpata, dal fosso di guardia fino alla banchina. Prima della posa in opera l Impresa avrà cura di effettuare lo scavo di impostazione degli elementi di calcestruzzo, dando allo scavo stesso la forma dell elemento e in modo che il piano di impostazione di ciascun elemento risulti debitamente costipati, per evitare il cedimento dei singoli elementi. Alla testata dell elemento a quota inferiore, ossia al margine con il fosso di guardia, qualora non esista idonea opera muraria di ancoraggio, l Impresa avrà cura di infiggere nel terreno 2 tondini di acciaio 24, della lunghezza minima di m. 0,80. Questi verranno infissi nel terreno per una lunghezza minima di cm 60, in modo che sporgano dal terreno per circa 20 cm. Analoghi ancoraggi saranno infissi ogni tre elementi di canaletta in modo da impedire lo slittamento delle canalette stesse. La sommità delle canalette che si dipartono dal piano viabile dovrà risultare raccordata con la pavimentazione mediante apposito imbocco da eseguirsi in calcestruzzo del tipo di fondazione di classe 25 MPa, prefabbricato o gettato in opera CUNETTE E FOSSI DI GUARDIA IN ELEMENTI PREFABBRICATI Saranno costituiti da elementi prefabbricati in conglomerato cementizio vibrato, avente resistenza cubica a compressione semplice a 28 giorni di maturazione non inferiore a 30 N/mm 2 ed armato con rete a maglie saldate di dimensioni cm 12 x 12 in fili di acciaio del 5 mm. Il prelievo dei manufatti per la preparazione dei provini sarà fatto in ragione di un elemento di cunetta per ogni partita di 100 elementi o fornitura numericamente inferiore. Gli elementi di forma trapezoidale o ad L., a norma dei disegni tipo di progetto ed a seconda che trattasi di rivestire cunette e fossi in terra di forma trapezoidale o cunette ad L, dovranno avere spessore di cm 6 ed essere sagomati sulle testate con incastro a mezza pialla. La posa in opera degli elementi dovrà essere fatta sul letto di materiale arido costipato, avendo cura che in nessuna posto restino dei vuoti.e compresa inoltre la stuccatura dei giunti con malta di cemento normale dosata a 500 Kg per 1 m^3 di sabbia IMPERMEABILIZZAZIONI DI MANUFATTI VARI ED IMPALCATI Nelle impermeabilizzazioni eseguite con l'uso di cartafeltro e cartonfeltro saranno posti in opera con i giunti sfalsati. 127 / 132

129 Le impermeabilizzazioni, dovranno essere eseguite con la maggiore accuratezza possibile.le eventuali perdite che si manifestassero sino al collaudo, dovranno essere riparate dall Impresa, a sua cura e spese COPERTINE, CANTONALI, PEZZI SPECIALI, PARAPETTI Parapetti, copertine, soglie, cordonate, cantonali, ecc., ->Rck 30 N/mm 2. Dmax< 20 mm. La costruzione delle armature o casseforme dovrà essere effettuata con particolare cura, nelle opere in cui venissero richiesti giunti di dilatazione o contrazione, l Impresa è in obbligo di eseguirli a perfetta regola CASSEFORME, ARMATURE E CENTINATURE Per l esecuzione di tali opere provvisionali, sia del tipo fisso che del tipo scorrevole, sia in senso verticale che in quello orizzontale, nonché per il varo di elementi strutturali prefabbricati, l Impresa potrà adottare il sistema, i materiali ed i mezzi che riterrà più idonei o di sua convenienza, purché soddisfino alle condizioni di stabilità e di sicurezza, curando la perfetta riuscita dei particolari costruttivi. L Impresa è tenuta ad osservare, nella progettazione ed esecuzione di armature e centinature, le norme ed i vincoli che fossero imposti dagli Enti e persone responsabili, circa il rispetto di particolari impianti o manufatti esistenti nella zona interessata dalla nuova costruzione. Le operazioni di disarmo saranno effettuate secondo le norme contenute nel D.M e, in mancanza di queste, secondo le prescrizioni del Direttore Lavori. Nei prezzi di appalto si intendono comprese e compensate tutte le spese per la fornitura e posa in opera di profili in plastica, o in legno duro, per smussi agli spigoli, riprese di getto, gocciolatoi, ecc. L impresa dovrà concordare con la D.L. tutte le riprese di getto e l orientamento delle fodere o pannelli dei casseri. Nella costruzione sia delle armature che delle centinature di qualsiasi tipo l Impresa è tenuta ad adottare gli opportuni accorgimenti affinché in ogni punto della struttura l abbassamento possa venire fatto simultaneamente. Nella progettazione e nella esecuzione delle armature e delle centinature, l Impresa è inoltre tenuta a rispettare le norme e le prescrizioni che, eventualmente, venissero impartite dagli Uffici competenti circa l ingombro degli alvei attraversati o circa le sagome libere da lasciare in caso di sovrappassi di strade e ferrovie ACQUEDOTTI E TOMBINI TUBOLARI Il getto in opera degli acquedotti tubolari in conglomerato cementizio verrà eseguito, per la parte inferiore della canna, usando semplici sagome; per la parte superiore verranno usate apposite barelle di pronto disarmo. Per il getto è consentito anche l uso di forme pneumatiche. Qualora vengano impiegati tubi di cemento, corrispondenti alle prescrizioni di progetto,saranno muniti di apposite sagomature alle estremità per consentire un giunto a sicura tenuta. Di norma i tubi saranno posati in opera in base alle livellette e piani stabiliti e su di una platea di calcestruzzo magro dello spessore indicato a progetto. Verranno rinfiancati con calcestruzzo cementizio e secondo la sagomatura prevista nei disegni di progetto, dopo sigillatura dei giunti con malta cementizia CORDONATA IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO Di norma lunghi cm 100, salvo nei tratti di curva a stretto raggio o casi particolari per i quali la Direzione Lavori potrà richiedere dimensioni minori. Classe di resistenza:rck>30 N/mm2. Da ogni partita di 100 pezzi si preleva un elemento di cordonatura dal quale saranno ricavati 4 provini cubici di cm 10 di lato. Tali provini saranno sottoposti a prove di compressione presso un laboratorio indicato dalla D.L. e sarà assunta quale resistenza a rottura del calcestruzzo la media delle resistenze dei 4 provini. Nel caso che la resistenza risultante dalle prove sia inferiore al valore richiesto (almeno 30 N/mm 2 ) la partita sarà rifiutata e dovrà essere allontanata dal cantiere. Tassativamente si prescrive che ciascuna partita sottoposta a controllo non potrà essere posta in opera fino a quando non saranno noti i risultati positivi delle prove. 128 / 132

130 Gli elementi posati su un letto di calcestruzzo del tipo magrone. Gli elementi di cordolo verranno posati attestati, lasciando fra le teste contigue lo spazio di cm 0,5 tale spazio verrà riempito di malta cementizia dosata a 350 Kg di cemento normale per m 3 di sabbia.invero la Direzione Lavori puo ordinare la rimozione degli elementi non conformi posti gia in opera ELEMENTI PREFABBRICATI IN CLS Per tutti i manufatti di cui al presente articolo, da realizzare in conglomerato cementizio vibrato, il controllo della resistenza a compressione semplice del calcestruzzo a 28 gg di maturazione dovrà essere fatto prelevando, da ogni partita, un manufatto dal quale saranno ricavati 4 provini cubici di cm 5 di lato. Tali provini saranno sottoposti a prove di compressione presso un laboratorio indicato dalla D.L. e sarà assunta quale resistenza a rottura del calcestruzzo la media delle resistenze dei 4 provini. Nel caso la resistenza risultante dalle prove sia inferiore al valore richiesto, la partita sarà rifiutata e dovrà essere allontanata dal cantiere. Tassativamente si prescrive che ciascuna partita sottoposta a controllo non potrà essere posta in opera fino a quando non saranno noti i risultati positivi delle prove.vale quanto indicato nel paragrafo precedente Elementi prefabbricati in c.l.s. Vasche di sollevamento con rivestimento in Liner Fornitura e posa di elementi prefabbricati in calcestruzzo vibrocompresso armato, a sezione rettangolare di dimensioni interne nette di cm 250x200, aventi lunghezza e spessore delle pareti non inferiore rispettivamente a cm100 e cm15 con rivestimento in Liner di Polietilene ad Alta Densità HDPE. Il sistema di ancoranti al calcestruzzo dovrà essere del tipo T-GRIP su tutta la lunghezza del liner, in modo da garantire un perfetto ancoraggio al calcestruzzo che, nelle prove di strappo (Pull-Off), non dovrà mai dare valori inferiori a kg/m². La superficie interna del rivestimento in Liner di Polietilene ad Alta Densità HDPE dovrà risultare perfettamente planare, priva di avvallamenti, anche minimi, che potrebbero influenzare negativamente l ottimale scorrimento del fluido interno. Per questo scopo il T-GRIP di ancoraggio dovrà essere nella stessa direzione del flusso, non sono ammessi pertanto sistemi di ancoraggio diversi da quello descritto. Eventuali saldature dei giunti dovranno essere eseguite applicando una fascia di Polietilene ad Alta Densità HDPE, di adeguate dimensioni, a cavallo del giunto, saldata perfettamente con tecnica ad estrusione (per apporto di materiale) e non ad aria calda, al liner della tubazione da personale abilitato (munito di regolare patentino, rilasciato dall IIS di Genova) secondo DVS e UNI EN 13067, al fine di garantire l assoluta tenuta stagna sia dall interno che dall esterno. A totale garanzia dell opera tutte le saldature dovranno essere verificate con la tecnica dello scintillografo e dovrà essere rilasciato un verbale che attesti la positività di ogni saldatura. Le aziende produttrici di tali manufatti dovranno dimostrare di avere eseguito lavori di fornitura e saldatura per un importo non inferiore a ,00 negli ultimi 3 anni. Gli elementi prefabbricati dovranno essere dimensionati per l'impiego verticale a vasca cm per resistere ai carichi mobili di 1ª categoria (con marcatura CE secondo quanto previsto dal D.M e relativi euro codici) con ricoprimenti minimi e massimi rilevati dal profilo longitudinale di progetto. La soletta dovrà essere realizzata senza incastri del tipo maschio-femmina, ma con superficie di contatto liscia, così da aderire perfettamente agli appoggi del manufatto e garantirne il massimo utilizzo statico. La soletta dovrà inoltre avere idoneo fermo in cls, realizzato nel getto, per impedirne i movimenti laterali e dovrà essere munita di appositi ancoranti annegati nel getto in fase di produzione per consentirne la posa in opera. Le armature in particolare dovranno essere realizzate con doppia rete elettrosaldata e ferri aggiuntivi sagomati o comunque dotate di barre di ripartizione longitudinali. ( non sono considerate assimilabili ad elementi di armatura, dispositivi alternativi quali catene in acciaio, cavi o fili) Il sistema di giunzione dovrà essere del tipo a incastro perfettamente liscio negli elementi maschio e femmina, privi di gradini e/o riseghe, per consentire il perfetto innesto tra i manufatti. I manufatti dovranno essere forniti privi di fori passanti, completi di chiodi e maniglioni, omologati secondo quanto previsto dalle normative vigenti sulla sicurezza nei cantieri per la movimentazione e il posizionamento, atti a sopportare una portata nominale calcolata con coefficiente di sicurezza k 3. Eventuali ispezioni per passo d uomo (a richiesta di sezione circolare e/o rettangolare) dovranno essere predisposte con apposite dime in ferro zincato debitamente fissate all armatura con adeguati cordoli di collegamento, il tutto integrato nel getto a perfetta regola d arte. 129 / 132

131 La base d'appoggio dovrà essere costituita da un getto di cls della classe e dimensione come da disegni esecutivi, compreso l'onere del controllo della livelletta con l'ausilio di idonee apparecchiature laser. La giunzione tra gli elementi dovrà essere realizzata solamente mediante apparecchiature idrauliche o manuali di tiro (TIR-FOR). NORMATIVE DI RIFERIMENTO D.M. 14/01/2008 Nuove norme tecniche per le Costruzioni (detto provvedimento consente, per le costruzioni iniziate prima dell entrata in vigore delle Norme Tecniche, la possibilità di applicare, in alternativa ai contenuti del medesimo Decreto, le normative precedenti). UNI EN 14844:2009 Prodotti Prefabbricati in Calcestruzzo Elementi Scatolari, nonché per gli aspetti richiamabili nella norma UNI EN 206-1:2006 Calcestruzzo, specificazione, produzione e conformità e nella norma UNI EN 13369:2004 Regole comuni per prodotti prefabbricati di calcestruzzo. Legge 1086 del 05/11/1971 Norme per la disciplina delle opere in conglomerato cementizio, normale e precompresso ed a struttura metallica. Legge 64 del 02/02/1974 Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche. D.M. LLPP del 11/03/1988 Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione. D.M. LLPP del 14/02/1992 Norme tecniche per l'esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche. D.M. 9 Gennaio 1996 Norme Tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche. D.M. 16 Gennaio 1996 Norme Tecniche relative ai Criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi. D.M. 16 Gennaio 1996 Norme Tecniche per le costruzioni in zone sismiche Circolare Ministero LLPP 15 Ottobre 1996 N. 252 AA.GG./S.T.C. Istruzioni per l'applicazione delle Norme Tecniche di cui al D.M. 9 Gennaio 1996 Circolare Ministero LLPP 10 Aprile 1997 N. 65/AA.GG. Istruzioni per l'applicazione delle Norme Tecniche per le costruzioni in zone sismiche di cui al D.M. 16 Gennaio Elementi prefabbricati in c.l.s. Pozzetti prefabbricati I pozzetti d ispezione, d incrocio, di salto, di cacciata, di manovra, di sfiato di scarico e simili, saranno eseguiti secondo i disegni di progetto, sia che si tratti di manufatti realizzati in opera che prefabbricati. Nel caso dei manufatti realizzati in opera, i gradini della scaletta dovranno essere ben fissati, posizionati in perfetta verticale, allineati fra loro ed in asse col foro del sovrastante passo d uomo della copertura. Dovrà essere posta particolare cura per non danneggiare la protezione anticorrosiva dei gradini stessi e delle pareti del pozzetto, eventualmente prescritte. I pozzetti prefabbricati di ispezione o di raccordo componibili, per fognature, in calcestruzzo vibrocompresso, dovranno sopportare le spinte del terreno e del sovraccarico stradale in ogni componente, realizzato con l impiego di cemento ad alta resistenza ai solfati in cui le giunzioni degli innesti, degli allacciamenti e delle canne di prolunga dovranno essere a tenuta ermetica affidata, se non 130 / 132

132 diversamente prescritto, a guarnizioni di tenuta in gomma sintetica con sezione area non inferiore a 10 cmq, con durezza di 40 ± 5 IHRD conforme alle norme UNI EN 681-1/97, DIN 4060, ISO 4633, pr EN 681.1, incorporate nel giunto in fase di prefabbricazione. I gradini per scala di accesso saranno prescritti per pozzetti di altezza libera interna > a 1000 mm, saranno posti negli appositi fori ad interasse verticale di 250 mm. I gradini dovranno essere conformi alla norma DIN Le tolleranze dimensionali, controllate in stabilimento e riferite alla circolarità delle giunzioni, degli innesti e degli allacciamenti, dovranno essere comprese tra l 1 e il 2% delle dimensioni nominali: I pozzetti dovranno essere a perfetta tenuta idraulica e tali da garantire il rispetto delle prescrizioni contenute nell allegato 4 dei criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all art. 2, lettere B), D), E), della Legge , n. 319, recante le norme per la tutela delle acque. Le solette di copertura verranno di norma realizzate fuori opera e saranno dimensionate, armate e realizzate in conformità alle prescrizioni progettuali ed ai carichi previsti in funzione della loro ubicazione. Dispositivi di chiusura e coronamento I dispositivi di chiusura e coronamento (chiusini e griglie) dovranno essere conformi per caratteristiche dei materiali di costruzione di prestazioni e di marcatura a quanto prescritto dalla norma UNI EN 124/95. Il marchio del fabbricante deve occupare una superficie non superiore al 2% di quella del coperchio e non deve riportare nomi propri di persone, riferimenti geografici riferiti al produttore o messaggi chiaramente pubblicitari A posa avvenuta, la superficie superiore del dispositivo dovrà trovarsi a perfetta quota del piano stradale finito. Allacciamenti alla condotta fognaria I collegamenti alla tubazione saranno eseguiti mediante pezzi speciali di derivazione con imboccatura (braghe), inseriti nella condotta durante la sua costruzione. Eccezionalmente la D.L. potrà autorizzare l esecuzione di allacci successivamente alla realizzazione della condotta. In quel caso si dovrà perforare dall alto accuratamente la tubazione mediante carotatrice con corona cilindrica delle dimensioni della tubazione da allacciare. Il collegamento sarà realizzato da un pezzo speciale stabile nella sua posizione e sigillato alla giuntura, che assicuri la tenuta idraulica come la rimanente tubazione e non sporga all interno della condotta principale INTONACI ED APPLICAZIONI PROTETTIVE DELLE SUPERFICI IN CALCESTRUZZO Gli intonaci, quando fosse disposto dalla Direzione Lavori, verranno eseguiti dopo accurata pulizia, bagnatura delle pareti e formazione di fasce di guida in numero sufficiente per ottenere la regolarità delle superfici. A superficie finita non dovranno presentare screpolature, irregolarità, macchie; le fasce saranno regolari ed uniformi e gli spigoli eseguiti a regola d arte. Sarà cura dell Impresa mantenere umidi gli intonaci eseguiti quando le condizioni locali lo richiedano. Nelle esecuzioni degli intonaci eseguiti a mano verrà applicato un primo strato di circa 12 mm di malta (rinzaffo), gettato con forza in modo da aderire perfettamente alla muratura. Quando questo primo strato sarà alquanto consolidato, si applicherà il secondo strato che verrà steso con la cazzuola e regolarizzato con il frattazzo. Lo spessore finito dovrà essere di mm 20; qualora però, a giudizio della Direzione Lavori, la finitura dei getti e delle murature lo consenta, potrà essere limitato a 10 mm e in tal caso applicato in una volta sola. Su tutte le superfici a vista dei calcestruzzi dovranno essere poste in opera sostanze protettive TERRENO VEGETALE PER RIVESTIMENTI SUPERFICIALI La materia da usarsi per il rivestimento delle scarpate di rilevato, per la formazione delle banchine laterali ecc dovrà essere terreno vegetale, proveniente da scortico di aree a destinazione agraria da prelevarsi fino ad una profondità massima di m. 1,00, fino a ordine differente da parte della Direzione Lavori. Dovrà essere preferibilmente con ph neutro, sufficientemente dotato di sostanza organica e di elementi nutritivi, di granulometria omogenea e comunque adatto a ricevere una coltura erbacea o arbustiva permanente,nel complesso scevro da ciottoli, detriti eterogenei, radici o altro. Il terreno sara posato in opera e costipato secondo metodologie consolidate e in base anche alla dispososizioni che la Direzione Lavori riterra necessarie. Lo spessore di rivestimento in genere deve essere tale da permettere di trattenere parte di umidita necessaria per non mandare in sofferenza le specie erbose presenti;nel periodo immediatamente alla stesa si dovra curare con attenzione il processo di assestamento del manto terroso, ricorrere nei periodi di intenso caldo a irrigare frequentemente lo strato e in ultimo garantire l attecchimento e lo sviluppo radicale delle specie erboree allo scopo di consolidare naturalmente lo strato di rivestimento. 131 / 132

133 2.59. IMPIANTO WELL POINT Sistema di drenaggio per abbassare, in modo controllato, il livello dell acqua di falda, da posizionarsi in prossimità dello scavo. È costituito generalmente da una singola fila di punte filtranti od aghi costituiti da un tubo con all estremità dei fori o un reticolo. Le punte saranno collegate ad una pompa che aspirerà l acqua provocando l abbassamento della falda. Il limite di altezza di sollevamento dell acqua è pari a circa 6 m. Per profondità maggiori si possono mettere più file di pozzi filtranti a quote diverse. La ditta oltre a fornire il materiale d uso (aghi, tubi per il collegamento, ecc.) nonché la sua messa in opera, possiede anche circa un centinaio di pompe del tipo elettrico, diesel e a basso consumo, del tipo autoadescanti e con portate variabili tra 800 e 5000 l/min. Impiego di apparecchiatura di pompaggio tipo well-point (aghi) per abbassamento della falda sino alla quota di stabilizzazione richiesta per tutto il tempo necessario all esecuzione delle opere, l impianto sarà costituito da una serie di mini pozzi collegati tra loro da una o più pompe ad alto grado di vuoto tramite una serie di collettori di adduzione e scarico, raccordi e giunti di collegamento; la pompa potrà avere funzionamento elettrico o diesel e dovrà essere munita di personale che gestisca il funzionamento per tutto il tempo necessario; la posa dell impianto dovrà essere preceduta da un indagine stratigrafica dei terreni interessati sino ad una profondità di rispetto a quella di scavo; il trivellamento dei pozzi per l inserimento degli aghi potrà essere sia manuale che meccanico (con l ausilio di trivelle) e comunque sono comprese nel prezzo l eventuale riempimento dei pozzi, dopo l inserimento delle punte filtranti, di materiale drenante idoneo o la protezione delle punte stesse da getti di calcestruzzo; dovrà essere garantita anche la posa dei necessari impianti di emergenza onde evitare pericoli per il personale impiegato nella esecuzione delle opere e rallentamenti dei lavori stessi; è comunque compreso nel prezzo l eventuale infittimento delle punte filtranti che si rendesse necessario per un errato dimensionamento iniziale dell impianto. Nel caso la Direzione dei Lavori autorizzi la posa di palancole, diaframmi in calcestruzzo, iniezioni di cemento, ecc. queste saranno compensate a parte. 132 / 132

134 INDICE SEZIONE III ESECUZIONE DELLE OPERE 3. RILEVATI E TRINCEE STRADALI DISERBAMENTO E SCOTICAMENTO SCAVI IN GENERE RINTERRI BONIFICHE RIALZI PRESCRIZIONI-ONERI COMPRESI RILEVATI STRADALI PROCEDURA DI FORMAZIONE RILEVATO ULTIMO STRATO RILEVATI CON MATERIALI RICICLATI RICICLATO PROVENIENTE DA DEMOLIZIONE RICICLATO PROVENIENTE DA PROCESSI INDUSTRIALI - SCORIE TRINCEE STRADALI DRENAGGI MICRODRENI TRINCEE DRENANTI POZZI DRENANTI ONERI COMPRESI CONTROLLI E PROVE CONTROLLI SUGLI SCAVI CONTROLLO SUI RINTERRI CONTROLLI SUI RILEVATI CONTROLLI SULLE TRINCEE 17 PER IL PIANO DI POSA DELLE TRINCEE LA FREQUENZA DEI CONTROLLI SARÀ DI 1 PROVA OGNI 1000M^2 E COMUNQUE ALMENO DI 1 PER STRATO,LA STESSA FREQUENZA SI APPLICA PER IL CONTROLLO DEL MODULO DI DEFORMAZIONE SPECIFICHE TECNICHE PER LA TERRA DA SCAVO STABILIZZATA CON CALCE SPECIFICHE TECNICHE PER LA TERRA DA SCAVO STABILIZZATA CON CEMENTO AGGREGATI DI RICICLO TRATTATI A CEMENTO 20 STUDIO DI LABORATORIO SOVRASTRUTTURA STRADALE PAVIMENTAZIONI MISTO STABILIZZATO STUDI PRELIMINARI MODALITÀ ESECUTIVE STRATO DI FONDAZIONE IN MISTO GRANULARE CONGLOMERATI BITUMINOSI A CALDO PER STRATI DI BASE, DI COLLEGAMENTO E USURA CONTROLLI E PROVE DI LABORATORIO CONTROLLI POST STESA MODALITA ESECUTIVE REQUISITI DI ACCETTAZIONE DEI CONGLOMERATI STRATO DI BASE STRATO DI COLLEGAMENTO AGGREGATO GROSSO FOGNATURE E SMALTIMENTO IDRICO SUPERFICIALE BARRIERE DI SICUREZZA NORMATIVA CLASSE DELLE BARRIERE PREVISTE DESCRIZIONE DELLE BARRIERE QUALITA' DEI MATERIALI - PROVE 60 PROVE SUI MATERIALI MODALITA' DI ESECUZIONE DICHIARAZIONE PROVE DI LABORATORIO SU BARRIERE DI SICUREZZA SEGNALETICA ORIZZONTALE STANDARD GENERALI CERTIFICAZIONE DI QUALITA CERTIFICAZIONE DEI PRODOTTI VERNICIANTI PITTURE A FREDDO CON MICROSFERE DI VETRO PREMISCELATE E POST-SPRUZZATE: 63 1 / 85

135 PITTURA A BASE DI ACQUA CON MICROSFERE DI VETRO PREMISCELATE POST-SPRUZZATE TERMOPLASTICI LAMINATI ELASTOPLASTICI TERMOPLASTICO PREFORMATO STANDARD PRESTAZIONALE DEI MATERIALI COLORE VISIBILITÀ NOTTURNA RESISTENZA AL DERAPAGGIO TEMPO SI ESSICCAZIONE TERMOPLASTICO LAMINATI TOLLERANZE STRISCE LAMINATE AUTOADESIVE PREFABBRICATE, RETRORIFLETTENTI CON REINSERIMENTO DI MATERIALI AD ALTO INDICE DI RIFRANGENZA VITA UTILE DELLA SEGNALETICA ORIZZONTALE CONTROLLO DEGLI STANDARD PRESTAZIONALI DEI MATERIALI CONTROLLI CON STRUMENTAZIONE PORTATILE IN SITO CONTROLLI CON STRUMENTAZIONE AD ALTO RENDIMENTO ESECUZIONE DEI LAVORI SEGNALETICA VERTICALE NORMATIVA RIMOZIONE DELLA SEGNALETICA ESISTENTE FONDAZIONI E POSA IN OPERA CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE DEI SOSTEGNI SOSTEGNI A PORTALE O A MONOPALO SOSTEGNI TUBOLARI A PALO FORME E DIMENSIONI DEI SEGNALI CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE DEI SEGNALI SUPPORTO METALLICO RINFORZO PERIMETRALE DEL CARTELLO RINFORZO SUL RETRO DEL PANNELLO SALDATURA ELETTRICA PER PUNTI ATTACCHI VERNICIATURA SUL RETRO E DEI BORDI A SCATOLA DEL CARTELLO TRAVERSE ED INTELAIATURE CONGIUNZIONE DEI PANNELLI COSTITUENTI I CARTELLI DI GRANDI DIMENSIONI FACCIA ANTERIORE DEL CARTELLO PELLICOLE RETRORIFLETTENTI E LORO CARATTERISTICHE FINITURA PELLICOLE RETRORIFLETTENTI AD ALTA INTENSITÀ LUMINOSA PELLICOLA CATADIOTTRICA A MICROPRISMI AD ELEVATA RIFRANGENZA GRANDANGOLARE PELLICOLA RETRORIFLETTENTE FLUORESCENTE SISTEMA ANTICONDENSA CARATTERISTICHE DELLA SEGNALETICA LUMINOSA GENERALITÀ PELLICOLE IMPIANTI ELETTRICI CONTROLLI E PROVE STRUTTURE PORTANTI TARGHE SEGNALETICHE SISTEMA DI ILLUMINAZIONE QUALITA DELLE LAVORAZIONI GARANZIA DI DURATA E PENALI SCHEDE TECNICHE RECINZIONI PALI RETE GANCI DI BLOCCAGGIO TOLLERANZE DIMENSIONALI PROVE SUI MATERIALI ACCETTAZIONE DEI MATERIALI PENALI OPERE DI DIFESA DIFESE SPONDALI PRISMI IN CLS MASSI DI ROCCIA-SCOGLIERE SOGLIE DI FONDO 85 2 / 85

136 SEZIONE III ESECUZIONE DELLE OPERE MOVIMENTI DI TERRA 3. RILEVATI E TRINCEE STRADALI I movimenti di terra comprendono le seguenti categorie di lavoro: diserbamenti e scorticamento;scavi;rinterri;rilevati;trincee;dune,colline artificiali e ritombamenti. Si riporta la classificazione dei terreni secondo HRB-AASHTO: NORMATIVA CNR B.U. n 27 Metodo di prova per la misura dell equivalente in sabbia CNR B.U. n 29 Norme sui misti cementati 3 / 85

137 CNR B.U. n 34 Determinazione della perdita in peso per abrasione di aggregati lapidei con l apparecchio Los Angeles CNR B.U. n 69 Norme sui materiali stradali. Prova di costipamento di una terra CNR B.U. n 146 Determinazione del modulo Md e m d mediante prova di carico a doppio ciclo con piastra circolare CNR - UNI Tecnica d impiego delle terre CNR - UNI 1008 Umidità di una terra UNI EN 13242:2008 Aggregati per materiali non legati e legati con leganti idraulici per l impiego in opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade UNI EN ISO :2003 Indagini e prove geotecniche - Identificazione e classificazione dei terreni - Identificazione e descrizione UNI EN 13285:2010 Miscele non legate - Specifiche 3.1. Diserbamento e scoticamento Il diserbamento consiste nella asportazione di erbe,cespugli piante e alberi. Lo scorticamento consiste nella rimozione ed asportazione del terreno vegetale di qualunque consistenza e con qualunque contenuto di acqua. L Appaltatore si atterrà a quanto segue: -il diserbamento e lo scorticamento del terreno dovranno essere sempre eseguiti prima di effettuare qualsiasi lavoro di scavo o formazione di rilevato;dovrà individuare i limiti dell area di costruzione e dove necessario la Direzione Lavori indicherà alberi,cespugli piante ecc che dovranno essere mantenute sul posto; -tutto il materiale vegetale incluso ceppi e radici dovrà essere completamente rimosso e trasportato in discarica autorizzata a propria cura e spese. Tale materiale in base alle analisi effettate su di esso, potrà essere utilizzato per opere di rinaturalizzazione ambientale o per terreno vegetale per finitura di scarpate Scavi in genere Legge 28/2012: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale ; DM del 10/08/2012 n 161 Disciplina dell utilizzazione delle terre e rocce da scavo-criteri qualitativi da soddisfare per essere considerati sottoprodotti e non rifiuti-attuazione articolo 49 del DI 1/2012. Per scavo si intende la rimozione e trasporto di terreni di qualsiasi natura e di qualsiasi natura e di materiali litoidi (terreni vegetali ed organici;suoli;riporti artificiali di varia natura;terreni granulari e sciolti anche se addensati o con modesta cementazione;terreni coesivi plastici, in formazione spazialmente omogenee o alternati a modesti livelli di materiale granulare cementato;materiali litoidi alternati, masse rocciose fessurate di dimensioni contenute e non cementate). Si definiscono materiali litoidi materiali coerenti e compatti che devono essere scavati con macchine demolitrici; sono incluse rocce in strati alternati nella quale la presenza di fessurazioni e alterazioni non rechi pregiudizio alla compattezza della massa o in presenza di cemento litoide nelle fessure. In base alla destinazione dell area interessata dallo scavo, alla modalità di esecuzione,alle dimensioni e alla forma gli scavi vengo suddivisi in: *scavi di sbancamento; *scavi a sezione obbligata; In base alla natura geologica del terreno si distinguono in: *scavi in terra; *scavi in roccia tenera; *scavi in roccia dura; In base alla presenza o meno di falde acquifere si distingue tra : *scavi all asciutto; 4 / 85

138 *scavi in falda; Gli scavi possono essere eseguiti a mano, meccanicamente o dove previsto mediante l uso di esplosivi. L Appaltatore deve attenersi ai seguenti criteri: -rifinire il fondo e le pareti dello scavo secondo quote e pendenze di progetto:fondo dello scavo compattato secondo le indicazione di progetto; -avvisare sempre la D.L. a ultimazione scavo per verifica in contraddittorio, se ciò non fosse rispettato la D.L. potrà richiedere all Appaltatore di scoprire le parti occultate dalle lavorazioni successivamente eseguite; -i trovanti di qualsiasi natura e dimensione dovranno essere frantumati e rimossi ; -eseguire su richiesta della Direzione Lavori scavi campione con prelievo di saggi effettuazione di prove in sito e analisi di laboratorio; -a proprie spese provvedere allo smaltimento in discarica autorizzata del materiale scavato non riutilizzabile; - La Direzione dei lavori potrà fare asportare, a spese dell'impresa, le materie depositate in contravvenzione alle precedenti disposizioni; -per materiale da riutilizzare provvedere allo stoccaggio in appositi siti di cantiere in modo ordinato e pulito, tali aree di stoccaggio sono eventualmente indicate dalla D.L.; -provvedere a tutti i sistemi di sicurezza mediante apposizione di reti e segnaletica luminosa dove lo richiedesse; -provvedere alla stabilità e alla sicurezza degli scavi dove fosse necessario mediante paratie, palancolate, sbatacchiature;puntellamenti;armature a cassa chiusa; -INDAGARE preventivamente l aerea sulla presenza o meno di interferenze o manufatti con saggi preliminari ecc, e dove necessario deviare e ripristinare in seguito le opere interferenti; -garantire un efficace sistema di aggottamento delle acque di falda:resta inteso che danni dovuti alla presenza di acqua per mancata realizzazione di appositi sistemi di emungimento sono a carico dell Appaltatore; -sono a carico dell Appaltatore l impiego di esplosivi; -coordinamento delle operazioni in accordo con il programma lavori. I materiali degli scavi di ogni genere o dalle demolizioni dei trovanti restano di proprietà della Committente. Qualora i materiali siano ceduti all Appaltatore, si applica il disposto del terzo comma dell art.36 del Capitolato Generale d Appalto. Particolare cura di deve usare durante i lavori di scavo nei riguardi di fabbricati ed opere limitrofe e delle relative fondazioni l Appaltatore deve adottare a sua cura e spese tutti i provvedimenti atti ad evitare danni e a garantire l incolumità di persone e cose assumendosene la responsabilità. Se dagli scavi in genere e dai cavi di fondazione, malgrado l osservanza delle prescrizioni, l Impresa, in caso di sorgive o filtrazioni, non potesse far defluire l acqua naturalmente, è in facoltà della Direzione Lavori di ordinare, secondo i casi, e quando lo riterrà opportuno, l esecuzione degli scavi subacquei, oppure il prosciugamento. Sono considerati come scavi subacquei soltanto quelli eseguiti in acqua a profondità maggiore di 20 cm sotto la quota di falda ovvero se di livello inferiore semplici scavi. Quando la Direzione Lavori ordinasse il mantenimento degli scavi in asciutto, sia durante l escavazione, sia durante l esecuzione delle murature o di altre opere di fondazione, gli esaurimenti relativi verranno eseguiti in economia, e l Impresa, se richiesta, avrà l obbligo di fornire le macchine e gli operai necessari. L Appaltatore deve seguire tutti gli accorgimenti atti ad evitare il dilavamento delle malte e dei cls durante l esecuzione dei getti di fondazione e/o murature. In ogni caso quando l acqua venga eliminata mediante opere provvisionali e o con l ausilio di pompe lo scavo viene considerato come eseguito all asciutto ai fini della contabilità lavori,in quanto le opere provvisionali e o le pompe sono contabilizzate a parte. Se gli scavi sono eseguiti senza aggottamento esse sono considerati come veri e propri scavi in acqua e sono compensati con il relativo sovrapprezzo che sarà applicato alle quantità scavate a partire da 20 cm sotto il livello costante medio stabilizzato dell acqua. Sono definiti scavi di sbancamenti quelli necessari per l apertura della sede stradale piazzali ed opere accessorie: il piano di approfondimento e determinato in riferimento all area di fondazione dell opera. Gli scavi di sbancamento devono essere condotti esclusivamente a macchina eccezion fatta nel caso di presenza di opere interrate per cui risulta impraticabile l utilizzo di mezzi meccanici. Se l Appaltatore ravvisasse la necessità di utilizzare esplosivo ne chiederà autorizzazione scritta alla Committente. 5 / 85

139 L Appaltatore deve informare la Committente per le scarpate necessarie da adottare e solo dopo autorizzazione della Committente potrà provvedere ai lavori. Provvederà a sue spese anche alla rimozione e allontanamento del materiale eventualmente franato. Per scavi a sezione obbligata possono essere eseguiti con macchine escavatrici di qualsiasi tipo purché adeguato in relazione all ubicazione ed alle dimensioni degli scavi. Stessa procedura di cui sopra qualora l Appaltatore ravvisasse la necessità di utilizzare esplosivi. I piani di fondazione devono essere resi perfettamente orizzontali e disposti a gradoni con pendenza verso monte del 2-3 % in presenza di declivi con pendenza superiore a 15%. Il fondo scavo deve essere regolare senza fratture,sfaldature, residui organici. Le sporgenze devono essere eliminate e non devono essere riempiti con i materiali scavati. Gli scavi a sezione obbligati possono essere eseguiti con pareti a scarpata e per gruppi di fondazioni contigue anche con sbancamento generale. In tal caso non viene contabilizzato il maggiore scavo eseguito rispetto alla sezione teorica a disegno. Per fondazione di notevole estensione la D.L. si riserva la facoltà di suddividere l intera area in più parti;la stessa può ordinare di fare eseguire campioni per sondaggio terreno in qualsiasi area del cantiere. Resta inteso che l Impresa ha l onere di ottenere eventuali autorizzazioni da parte degli Enti preposti alla tutela del territorio accanto alle spese ed indennità per occupazione di territorio qualora scelga l area per stoccare le materie di scavo. Nel caso di rinvenimento di materiali contenente sostanze nocive, l Appaltatore deve preventivamente chiedere alla Committente istruzioni sul loro trattamento e destinazione, istruzioni alle quali deve poi attenersi scrupolosamente.i relativi costi saranno oggetto di apposita trattativa RINTERRI Si intendono per rinterri:a) le bonifiche al di sotto dei piani di posa rilevati, trincee o manufatti effettuata mediante sostituzione dei terreni del sottosuolo con materiale idoneo o con trattamento a calce;b) il riempimento per scavi provvisori per fondazione,cunicoli, pozzetti;c)la sistemazione superficiale con o senza apporto di materiale. Il rinterro degli scavi di fondazioni deve essere condotto impiegando materiale idoneo compattato secondo le indicazioni di progetto. Il rinterro degli scavi relativo a tubazione interrate e cavi elettrici sarà effettuato con materiali sabbiosi (che non danneggino tali impianti). La sistemazione di aree superficiali verrà condotta con materiali idonei provenienti dagli scavi sia di fornitura effettuata dall Appaltatore BONIFICHE La bonifica verrà eseguita quando in corso lavori si dovessero trovare zone di terreno non idoneo (terreno altamente compressibile, non compattabile, dotato di scadenti caratteristiche meccaniche o con quantità rilevanti di contenuto organiche o in disaccordo alle prescrizioni comunque presenti in progetto. La bonifica va effettuata utilizzando i materiali seguenti: -A1,A2,A3 se provenienti da cave di prestito; -A1,A2,A3, A4 se derivanti da scavi. Il materiale sarà steso a strati omogenei non superiore ai 50 cm per A1;per materiale di altri gruppi lo spessore deve essere di 30 cm. Qualora sia previsto in progetto si potrà ricorrere a terre stabilizzate a calce secondo quanto riportato nel capitolo dedicato. A seguito di compattazione il valore della densità secca (AASHTO CNR-BU n 69) deve essere pari a quello previsto da progetto, il modulo di deformazione (carico su piastra) al primo ciclo di carico compreso nell intervallo MPa non dovrà essere inferiore al valore mimino accettato e il rapporto dei moduli del 1 e 2 ciclo deve essere non inferiore a 0.60 (CNR-BU n 146). In presenza di acqua, l Appaltatore deve provvedere agli emungimenti necessari per mantenere la zona di scavo costantemente asciutta fino al completamento dell operazione. Per il rinterro dovrà essere utilizzato materiale selezionato appartenente ai gruppi A1-A2-4 ed A RIALZI Gli scavi ed i rialzi occorrenti per la formazione di cunette, accessi, passaggi e rampe, cassonetti e simili, nonché per l impianto di opere d arte, saranno eseguiti nelle forme e dimensioni risultanti dai relativi disegni salvo le eventuali variazioni che l Amministrazione Appaltante è in facoltà di adottare all atto esecutivo, restando a completo carico dell Impresa ogni onere proprio di tali generi di lavori, non escluso quello di eventuali sbadacchiature e puntellature, essendosi di tutto tenuto conto nel fissare i corrispondenti prezzi unitari. Nel caso che, a giudizio della D.L., le condizioni nelle quali i lavori si svolgono lo richiedano, l Impresa è tenuta a coordinare opportunamente la successione e la esecuzione delle opere di scavo e murarie. 6 / 85

140 Nell esecuzione degli scavi in genere l Impresa potrà ricorrere all impiego di mezzi meccanici. Dovrà essere usata ogni cura nel sagomare esattamente i fossi, nell appianare e sistemare le banchine, nel configurare le scarpate e nel profilare i cigli della strada. Le scarpate di tagli e rilevati saranno eseguite con inclinazioni appropriate in relazione alla natura ed alle caratteristiche fisico-meccaniche del terreno e, comunque, a seconda delle prescrizioni che saranno comunicate dalla direzione dei Lavori mediante ordini scritti. Per gli accertamenti relativi alla determinazione della natura delle terre, del grado di costipamento e del contenuto di umidità di esse, l Impresa dovrà provvedere a tutte le prove necessarie ai fini della loro possibilità e modalità d impiego, che verranno fatte eseguire a spese dell Impresa dalla Direzione dei Lavori presso Laboratori ufficiali. Le terre verranno caratterizzate e classificate secondo le Norme C.N.R. - U.N.I /1963. Nell esecuzione sia degli scavi che dei rilevati l Impresa è tenuta ad effettuare a propria cura e spese l estirpamento di piante, arbusti e relative radici esistenti sia sui terreni da scavare che su quelli destinati all impianto dei rilevati, nonché, in questo ultimo caso, al riempimento delle buche effettuate in dipendenza dell estirpamento delle radici e delle piante, che dovrà essere effettuato con materiale idoneo messo in opera a strati di conveniente spessore e costipato. Tali oneri si intendono compensati con i prezzi di elenco relativi ai movimenti di materie. La D.L., in relazione alla natura dei terreni di posa dei rilevati, potrà ordinare l adozione di provvedimenti atti a prevenire la contaminazione dei materiali d apporto e fra questi provvedimenti la fornitura e la posa in opera di teli geotessili aventi le caratteristiche indicate nell Art. 3 Caratteristiche dei materiali Geotessili e prodotti affini PRESCRIZIONI-ONERI COMPRESI Sono compresi nei prezzi anche i seguenti oneri: a)per l individuazione dei materiali provenienti dagli scavi e riutilizzabili per la costruzione delle opere in terra sarà cura ed onere dell Appaltatore prima dell inizio dei lavori condurre una campagna di indagini allo scopo di fornire alla Direzione Lavori una esauriente documentazione sia per quanto attiene alle caratteristiche fisico meccaniche dei materiali sia la disponibilità in funzione delle esigenze quantitative e temporali derivanti dal programma di esecuzione lavori. Se i quantitativi dei materiali fossero insufficienti alle esigenze di costruzione sarà cura dell appaltatore presentare anche una analoga documentazione relativa alle cave di prestito; b)la provenienza e il tipo di materiale da utilizzare dovranno essere preventivamente comunicati alla Direzione Lavori; c)sarà cura dell Appaltatore provvedere all aerazione ed alla fornitura dell acqua necessaria per ottenere l umidificazione ottimale, ai fini della compattazione dei materiali utilizzati per i rinterri ed i rilevati; d)in presenza di paramenti flessibili e murature laterali la compattazione a ridosso delle opere dovrà essere tale da escludere una riduzione nell addensamento e nel contempo il danneggiamento delle opere stesse; e)sarà cura dell appaltatore fare effettuare le prove in sito e di laboratorio previste così come quelle integrative cha la DL ritenesse necessarie per accertare la qualità del lavoro; f)l Appaltatore per consentire l effettuazione delle prove in tempi congruenti con l esigenza dell avanzamento lavori, l Appaltatore dovrà provvedere all installazione di uno o più laboratori attrezzati per l esecuzione delle prove previste.il laboratorio di cantiere dovrà avvalersi di personale qualificato e numericamente adeguato al quantitativo di prove da eseguire. g)sarà cura dell appaltatore provvedere al controllo e al contenimento di acque di falda e superficiali provvedendo alla costruzione delle opere di drenaggio e alla realizzazione di tutte le opere provvisionali atte a garantire la qualità del lavoro da eseguire e garantire il regolare deflusso di acqua; h)sarà cura dell appaltatore provvedere alla fornitura ed al trasporto dei materiali proveniente da cave di prestito così come quelli provenienti dagli scavi; i)se in fase di lavoro siano rinvenuti oggetti o materiali tutelati dalle leggi vigenti l appaltatore comunicherà immediatamente alla DL quanto trovato; l)l appaltatore provvede alla profilatura delle scarpate delle banchine e dei cigli ed alla costruzione degli arginelli se previsti nonché alla maggiorazione delle dimensioni di progetto dei rilevato per tenere conto dell assestamento delle terre affinché all epoca dei collaudi i rilevati eseguiti non abbiano dimensioni inferiori a quelle previste nel progetto costruttivo; 7 / 85

141 m)onere dell appaltatore il trasporto e lo smaltimento a discarica autorizzata di tutto il materiale di risulta proveniente dagli scavi o da scarti di vagliatura del materiale accantonato per riutilizzo; n)l appaltatore durante tutte le fasi di lavorazione provvederà alla protezione e conservazione dei manufatti esistenti ed alla eventuale ricostruzione in caso di danneggiamento o rimozione nello stato in cui si trovavano prima della effettuazione dei lavori; o)l appaltatore provvede alla pulizia manutenzione e ripristino del manto stradale sia per le strade di cantiere sia per le strade esterne, in modo da preservare l integrità delle superfici stradali percorse dai mezzi, garantendo la sicurezza sempre; p)esecuzione dei tracciamenti e la predisposizione di tutte le modine occorrenti per l esatta profilatura dei riporti; q)la predisposizione ed il disarmo di eventuali armature impalcature puntellamenti e le relative perdite parziali o totali di legname e ferri impiegati; r)gli oneri dell approvvigionamento dei materiali presso cave di prestito tanto in terreni privati che di enti pubblici e privati; s)gli oneri per eventuali rampe, piste di accesso le cui quantità non vengono contabilizzate; t)oneri per prove di laboratorio per materiali; u)trattamenti preliminari dei materiali per renderli idonei all impiego eccezione fatta per materiali provenienti da cave all interno dell area di cantiere RILEVATI STRADALI Definizioni Rilevato:opere realizzate con terra destinate a formare il rilevato stradale, piazzali con esclusione dei lavori inerenti la sovrastruttura stradale Piano di posa rilevato:e la superficie del terreno naturale a seguito di scotico o del terreno di riporto a seguito di bonifica; Corpo del rilevato:opera in terra costituita dalla sovrapposizione di più strati di terre compattate Primo strato di rilevato (strato anticapillare):primo strato di rilevato al di sopra del piano di posa con caratteristiche tali da impedire la risalita di acqua per capillarità Ultimo strato rilevato:ultimo strato caratterizzato da un elevato grado di costipamento che costituisce il piano di posa del sub-ballast. Terra trattata a calce:miscela composta da terra, calce viva o idrata ed acqua, in quantità tale da modificare le caratteristiche chimiche fisico e meccaniche della terra tale per cui una volta costipata si raggiunga valore di compattazione e di portanza previsti a progetto nonché stabile all azione dell acqua e del gelo PROCEDURA DI FORMAZIONE RILEVATO IL MATERIALE DA RILEVATO DEVE ESSERE POSTO IN OPERA IN CONDIZIONI METEREOLOGICHE IDONEE A GIUDIZIO COMUNQUE DELLA DIREZIONE LAVORI; GIORNALMENTE L IMPRESA HA L OBBLIGO DI ACCERTARSI DI CONCERTO CON LA D.L. DELLE CONDIZIONI METEO ANTICIPATAMENTE ALL INZIO DELLE LAVORAZIONI PROGRAMMATE. 8 / 85

142 QUALORA L IMPRESA DECIDA COMUNQUE DI INIZIARE LE LAVORAZIONI A SUO RISCHIO E PERICOLO, LA DIREZIONE LAVORI PUO ORDINARE LA DEMOLIZIONE DELL OPERA ESEGUITA E IL RIFACIMENTO DELLA STESSA RESTANDO A CARICO COMPLETO DELL IMPRESA LE OPERAZIONI SUDDETTE. a)prima della formazione del rilevato il terreno al di sotto del piano di campagna andrà asportato per uno spessore minimo di 30 cm (scotico) per tutto lo spessore del terreno vegetale. La quota del piano di posa di rilevato viene specificato in progetto. Nel caso la quota sia superiore alla quota di scotico la stessa deve essere raggiunta con l aggiunta di materiale selezionato. Nella formazione dei rilevati dovranno essere impiegati materiali provenienti da scavi di sbancamenti o di fondazione appartenenti a gruppi A1-A2-A3 della classifica CNR UNI con l avvertenza che l ultimo strato del rilevato sottostante fondazione stradale per uno spessore non inferiore a 2 m costipato, dovrà essere costruito con terre di gruppo A1-A2-4,A2-5,A3 da prelevarsi in cava di prestito. Per quanto riguarda le materie del gruppo A4 proveniente dagli scavi la D.L. può ordinarne la sua correzione prima dell impiego. Per il materiale di scavi di sbancamento e di fondazione appartenente ai gruppi A4-A5-A6-A7 o si porteranno a rifiuto o previa correzione si impiegheranno ad hoc. I rilevati con materiali corretti potranno essere eseguiti dietro ordine della D.L. solo quando vi sia la possibilità di effettuare un tratto completo di rilevato ben definito delimitato tra due sezioni trasversali del corpo stradale. Stessa procedura seguono i materiali di riciclo (tipo scorie d altoforno) i quali miscelati con terreno avente caratteristiche precise possano fornire delle miscele con valori di costipamento e di portanza paragonabili a quelli ottenuti con l uso del semplice terreno naturale. Tali miscele sono subordinate alla autorizzazione formale della Direzione Lavori, l Appaltatore dovrà inoltrare anticipatamente la documentazione completa e rigorosa del caso. Tali miscele qualora approvate e messe in produzione a prove di campo eseguite non ripresentassero i valori accettati e riportati nelle relazioni di calcolo ma valori non conformi saranno immediatamente rifiutate, tolto il materiale già posto in opera a totale onere esclusivo dell Appaltatore. Qualora il materiale provenga da cave di prestito l Appaltatore deve sempre richiedere autorizzazione d uso alla Direzione Lavori la quale ha facoltà di eseguire dei sopralluoghi e prelievi di materiale del caso da sottoporre a laboratori ufficiali il tutto a carico dell Impresa. L utilizzo di terre piroclastiche deve essere autorizzato dalla Direzione Lavori.Lo spessore dello strato deve essere adeguato ai mezzi di compattazione allo scopo di ottenere una omogeneità di compattazione per tutto lo strato finito. Potranno essere impiegati frammenti di rocce (ad eccezione di rocce soggette a fenomeni di alterazione tipo marne,argilliti,filladi e micascisti) con dimensione massima di 25 cm. Nel caso di rocce tufacee le dimensioni massime degli aggregati non dovranno superare i 10 cm. Il materiale deve essere di pezzatura disuniforme e non deve costituire più del 30% del volume del rilevato. Deve poi risultare un accurato intasamento dei vuoti per ottenere una massa ben assestata e compatta. Quando materiali diversi sono approvvigionati da fonti diverse tali materiali verranno depositati a strati alterni per la larghezza complessiva del rilevato. Il grado di uniformità dei materiali utilizzati espresso come rapporto tra il passante al setaccio D60 e il passante al setaccio D10 G.U. =D60/D10 dovrà essere 15 Il materiale dovrà essere messo in opera con un contenuto di acqua (CNR UNI 10008) prossimo all ottimale; qualora il contenuto di acqua si discosti di ±2% dal valore ottimale, si predisporranno degli spruzzatori e per l eventuale essiccamento si ricorrerà ad aerare il terreno meccanicamente. b)il piano di posa deve essere costipato mediante rullo in modo da ottenere una densità secca non inferiore al 90% della densità massima ottenuta per quella terra, con la prova di costipamento AASHTO modificata (CNR-BU n.69).il modulo di deformazione misurato mediante prova di carico su piastra al primo ciclo di carico nell intervallo 0.05MPa-0,15 MPa non dovrà essere inferiore a 15 MPa e il rapporto dei moduli del 1 e 2 ciclo non deve essere inferiore a 0.60 (CNR-BU n.146) Se il terreno non presenti caratteristiche adeguate si deve procedere mediante bonifica. c)il primo strato di rilevato o strato anticapillare posto sopra al piano di posa deve avere uno spessore 50cm (materiale compattato). d) il materiale dovrà essere steso in strati non superiori a 50 cm (materiale sciolto) e costipato mediante rullatura. Il modulo di deformazione misurato prova di carico su piastra al primo ciclo di carico nell intervallo MPa non dovrà essere inferiore a 0.6. Si prescrive, pur lasciando libertà di opzione all Impresa, per quanto riguarda i mezzi di costipamento, per terreni riportabili in gruppi A1-A2-A3 un costipamento a carico dinamico sinusoidale e per terreno del tipo A4-A5-A6-A7 un costipamento mediante rulli a punte e carrelli pigiatori gommati. 9 / 85

143 In adiacenza ai manufatti e opere d arte la zona di transizione dovrà essere costituita da materiale del tipo A1-A2-A3 e costipati con energia dinamica di impatto. La D.L. può ordinare la stabilizzazione a cemento dei rilevato con rimescolazione in sito del legante in ragione di kg/m^3 di materiale compattato. Il volume interessato alla operazione suddetta avrà sezione trapezia con base minore di 2 m, base maggiore di 15 m e altezza pari a quella del manufatto. Ove previsto dalle sezioni tipologiche al fine di migliorare la stabilità del rilevato sarà interposto TNT in polipropilene e/o poliestere non rigenerato coesionato meccanicamente con aguglia tura, esente da trattamenti chimici o termici, rispondenti alla norma UNI EN 13250, in tal caso la resistenza a trazione del telo sarà 1200N/5cm. In concomitanza alla formazione dei rilevati si procede al rinterro delle scarpate con terreno vegetale ricco in sostanza organica per uno spessore di almeno cm, il rivestimento sarà condotto preferibilmente a cordoli orizzontali e costipati mediante mezzi idonei al caso. In caso di imperizia da parte dell Impresa essa stessa e obbligata a risarcire le lacune e i danneggiamenti rilevati a totale carico personale. DUNE-RITOMBAMENTI-COLLINE ARTIFICIALI Per costruzione di argini di contenimento i materiali provenienti da cave di prestito potranno essere solo dei tipi A6 e A7 -il piano di posa dovrà essere costipato mediante rullatura in modo da ottenere una densità secca non inferiore al 90% della densità massima;il modulo di deformazione al primo ciclo di carico nell intervallo tra 0.05MPa-0.15MPa non dovrà essere inferiore a 10 MPa al primo ciclo di carico e inoltre il rapporto dei moduli del 1 e 2 ciclo dovrà essere non inferiore a 0.60.L ultimo strato di terra avrà le stesse caratteristiche di quelli sottostanti - consentito l uso della terre trattate a calce per la formazione dell interno opera in terra; -dopo la compattazione la densità secca di ciascuno strato dell opera dovrà essere non inferiore al 90% della densità massima; -il modulo di deformazione misurato con prova di carico su piastra, al primo ciclo di carico di carico nell intervallo 0.15MPa-0.25MPa non dovrà essere inferiore a 15MPa e il rapporto dei moduli del 1 e 2 ciclo non inferiore a 0,60. Per ciascun strato di rilevato il valore del modulo di deformazione mediante prova di carico su piastra secondo CNR-BU n 146 dovrà essere non inferiore ai 20MPa,tali valori del modulo andranno determinanti al primo ciclo di carico nell intervallo 0.15MPa-0.25MPa, in entrambe i casi il rapporto tra di due moduli non deve essere inferiore a 0, ULTIMO STRATO L ultimo strato o super compattato e formato da uno strato di terra fortemente compattata di spessore non inferiore ei 30 cm (spessore finito). -dovranno essere impiegati terreni appartenenti alle categorie A1,A2,A3 con un coefficiente di disuniformita maggiore di 7; -in ogni punto la densità secca non dovrà essere inferiore al 95% della densità massima per quella terra con la prova di costipamento AASHTO modificata. Il modulo Md misurata in condizione di umidità prossime a quella ottimale di op costipamento non dovrà essere inferiore a 50 MPa al primo ciclo di carico, il rapporto dei moduli del 1 e 2 ciclo sarà 60. Nel caso di ammaloramenti dovuti a maltempo, la parte deteriorata del rilevato verrà rimossa e rifatta a totale onere dell impresa. Nel caso di interruzione e sospensione sul corpo del rilevato per un periodo di tempo rilevante e prescritto quanto segue: -pulizia accurata del rilevato qualora vi fossero presenti erbe ecc; -dovrà essere aerato il piano di posa con dei solchi di collegamento con il nuovo materiale apportato; -devono essere rieseguite le prove di controllo della compattazione. In base alle caratteristiche dei terreni di base dei rilevati vanno rispettati i programmi previsti in progetto di modo che si garantiscano assestamenti residui non superiori al 10% dei cedimenti teorici e siano inferiori a 5 cm RILEVATI CON MATERIALI RICICLATI I rilevati potranno essere realizzati con l impiego di aggregati provenienti da: - Demolizioni; - Processi industriali scorie. 10 / 85

144 I materiali utilizzati dovranno essere qualificati in conformità alla direttiva sui prodotti da costruzione 89/106/CEE (CPD), recepita in Italia mediante il regolamento di attuazione D.P.R. n. 246/1993 ed applicata specificatamente con DM 11 aprile Per gli aggregati in questione la norma di riferimento è la UNI EN Ciascuna fornitura di materiale dovrà essere accompagnata dalla marcatura CE attestante la conformità all appendice ZA delle singole norme armonizzate, secondo il sistema di attestazione previsto dalla normativa vigente Riciclato proveniente da demolizione In alternativa ai materiali naturali rispondenti alla classificazione C.N.R. U.N.I può essere previsto, nella costruzione di rilevati, l impiego di inerti provenienti da recupero e riciclaggio di materiali edili e di scorie industriali. I rilevati con materiali riciclati potranno essere eseguiti previa autorizzazione della D.L. e solo quando vi sia la possibilità di effettuare un tratto completo di rilevato ben definito delimitato tra due sezioni trasversali e/o due piani quotati del corpo stradale. Dovrà essere preventivamente fornita alla D.L. oltre all indicazione dell impianto o degli impianti di produzione, con la specifica delle caratteristiche delle modalità operative riferite sia alla costanza di qualità del prodotto, sia ai sistemi di tutela da inquinanti nocivi, una campionatura significativa del materiale prodotto e le eventuali certificazioni relative a prove sistematiche fatte eseguire su materiali. Il materiale dovrà comunque rispondere alle specifiche tecniche di seguito riportate. Il materiale fornito dovrà avere pezzatura non superiore a 71 mm. e dovrà rientrare nel fuso granulometrico di seguito riportato. Serie Crivelli e Setacci UNI passante % in peso crivello crivello crivello crivello setaccio setaccio setaccio I componenti lenticolari non dovranno essere (definite come in BU CNR n 95/84) in quantità superiore al 30 %. Prove di prequalificazione del materiale: a) determinazione della percentuale di rigonfiamento, che dovrà essere, secondo le modalità previste per la prova CBR (CNR UNI 10009), inferiore a 1%; b) prova di abrasione Los Angeles;. sarà ritenuto idoneo il materiale che subisce perdite inferiori al 40 % in peso; c) verifica della sensibilità al gelo (CNR 80/1988 Fasc. 4 art. 23 modificato), condotta sulla parte di aggregato passante al setaccio 38.1 e trattenuto al setaccio 9.51 (Los Angeles classe A); sarà ritenuto idoneo il materiale con sensibilità al gelo G 30. Per la posa in opera si dovrà procedere alla determinazione dell'umidità ottimale di costipamento mediante procedimento AASHO modificato (CNR ) e per la stesa del materiale si dovrà procedere per strati di spessore compreso fra 15 a 30 cm., secondo le indicazioni della D.L., costipati per mezzo di rulli vibranti di tipo pesante. Il materiale dovrà essere scaricato in cumuli estesi e immediatamente sottoposto ad una prima umidificazione, per evitare la separazione delle parti a diversa granulometria, non essendo presente di norma la umidità naturale. L umidità da raggiungersi non dovrà essere inferiore al 7-8 %. 11 / 85

145 Il materiale dovrà essere posto in opera mediante motolivellatore (Grader), o con altro mezzo idoneo, di adeguata potenza, in maniera da evitare comunque la separazione dei componenti di pezzatura diversa, e adeguatamente rullato a umidità ottimale. I controlli su detti materiali sono quelli fissati nelle specifiche già stabilite per i rilevati alle quali si rimanda Riciclato proveniente da processi industriali - scorie Sempre in alternativa ai materiali rispondenti alla classificazione C.N.R. U.N.I può essere previsto nella costruzione di rilevati l impiego di materiali provenienti da scorie industriali - loppe d altoforno. I rilevati con scorie industriali potranno essere eseguiti dietro ordine della D.L. e solo quando vi sia la possibilità di effettuare un tratto completo di rilevato ben definito delimitato tra due sezioni trasversali e/o due piani quotati del corpo stradale. Tutti gli oneri inerenti alla gestione, sicurezza e garanzia della stabilità chimico-fisica del prodotto da utilizzare, rimangono a carico dell imprenditore, così come tutti gli oneri e le incombenze derivanti dai permessi da richiedersi presso gli Enti preposti alla tutela dell ambiente e del territorio. Tali permessi sono rigorosamente prescritti, prima di procedere a qualsiasi utilizzazione ed impiego del materiale in esame. E riservata alla Direzione Lavori, la facoltà di adottare la parzializzazione del corpo del rilevato, destinando le scorie esclusivamente al nucleo centrale, ed utilizzando per le fasce laterali di spessore costante dell ordine dei 2,0 m terre tradizionali. Il materiale per essere impiegato nella formazione di strati di rilevato dovrà soddisfare i seguenti requisiti: Le scorie dovranno essere miscelate con altri aggregati, sia naturali che riciclati; La curva granulometrica, dovrà presentare un passante al setaccio 0,075 mm, non superiore al 10 %, ed un coefficiente di disuniformità maggiore o uguale a 7; Determinazione della percentuale di rigonfiamento che dovrà essere, secondo le modalità previste per la prova CBR (CNR UNI 10009), inferiore all 1%. Il materiale verrà posto in opera in strati di spessore compreso tra i 15 e i 30 cm. Nell eventualità di una parzializzazione del corpo del rilevato i materiali di contro nucleo verranno posti in opera con strati aventi medesimo spessore di quelli realizzati con loppa. Quindi si procederà al costipamento dell intero strato. A compattazione avvenuta, tutti i materiali utilizzati per la realizzazione del singolo strato dovranno presentare una massa volumica non inferiore al 90% di quella massima individuata nelle prove di compattazione ( CNR ), (CNR ). I controlli su detti materiali sono quelli fissati nelle specifiche già stabilite per i rilevati alle quali si rimanda. Prima della messa in opera del materiale dovrà essere realizzato un rilevato sperimentale per definire le percentuali di miscelazione delle scorie con altri materiali inerti e definire le modalità operative per ottenere i risultati richiesti, da verificare tramite prove specifiche TRINCEE STRADALI Gli scavi vengono effettuati secondo la modalità come specificato precedentemente. Il fondo scavo deve presentare terreni di classe A1-A2-A3 con coefficiente di disuniformita maggiore di 7. La preparazione del piano di posa in trincea verrà effettuata con l'eventuale scavo di ammorsamento e bonifica per la profondità di 20 cm al di sotto del piano del cassonetto, salvo eventuali maggiori scavi di bonifica che venissero disposti dalla Direzione dei Lavori, con i medesimi oneri precedenti. La scarpata deve essere conformata a gradoni la cui forma e dimensione sono definiti dagli elaborati di progetto Dopo la compattazione il piano di posa della sovrastruttura stradale deve garantire un valore 50MPa misurata al primo ciclo di carico nell intervallo 0.05Mpa-0.15MPa. Se il terreno non presenta le caratteristiche di cui sopra si deve procedere con la bonifica relativo rinterro deve assicurare un valore minimo del modulo pari a 20MPa DRENAGGI I drenaggi dovranno tenere conto di quanto disposto nel D.M I drenaggi o vespai sono costituiti da un ammasso di pietrame o ciottoli di fiume di diversa pezzatura posti su platea di cls, il cunicolo drenante di fondo e generalmente costituito da tubazioni in cls con giunti aperti o tubi preformati in acciaio zincato. Il materiale di pezzatura più grossa dovrà essere disposto al fondo a digradare verso le pezzature più minute verso l alto. La DL ordinerà l intasamento con sabbia lavata.l eventuale copertura con terra dovrà essere convenientemente assestata. Il misto dovrà essere assortito e privo di materiali passanti al setaccio 0,4 della seria UNI. 12 / 85

146 In terreni ricchi di materiale fino o drenaggi laterali delle pavimentazioni i drenaggi possono essere realizzati con geotessile i cui elementi dovranno essere cuciti insieme per formare il rivestimento del drenaggio;in alternativa alla cucitura si può sovrapporre gli elementi di almeno 50 cm. La parte inferiore dei geotessili a contatto con il fondo del cavo di drenaggio e per una altezza di 20 cm sui fianchi dovrà essere impregnato con bitume a caldo (o reso fluido con solventi) in ragione di 2kg/m^2. Tale trattamento potrà essere fatta prima o dopo la messa in opera del geotessuto. Dal cavo dovrà fuoriuscire la quantità di geotessile necessaria per una doppia sovrapposizione della stessa sulla sommità del drenaggio (2 volte la lunghezza del cavo). Il cavo rivestito e successivamente riempito di materiale lapideo pulito e vagliato trattenuto al crivello 10mm UNI, tondo o di frantumazione con pezzatura massima non superiore a 70mm MICRODRENI I dreni hanno la funzione di captare venute localizzate di acqua o di limitare il regime delle pressioni interstiziali:le caratteristiche (tipo,interasse,lunghezza,diametro,ecc) saranno definite da progetto. Il materiale sarà plastico non alterabile con spessore e resistenza tale da garantire la corretta posa in opera. Lo spessore sarà di almeno 2,5mm l apertura della finestratura di 0,2 mm il diametro esterno del tubo di almeno di 40 mm. Il tratto cieco deve avere diametro interno uguale a quello del tratto finestrato. La parte finale di ciascun dreno ha una lunghezza di 5 m minimo, resistente da non riportare deformazioni o danni derivanti dal congelamento de acqua presente. Le perforazione dovrà essere con un solo diametro per tutto il foro,con eventuale maggiorazione del diametro con tubazione cieca, quando necessario al raggiungimento della profondità di progetto. La perforazione e accompagnata da rivestimento provvisorio senza impiego di fluidi diversi da acqua. Ammesso uno scostamento massimo dell asse teorico non superiore al 3%. Al termine della perforazione il foro deve essere lavato con acqua. Si eviterà di perforare contemporaneamente dreni con interasse inferiore a 10m. Il dreno sarà inserito nell interno del rivestimento provvisorio. La bocca del tubo dovrà sporgere di 4-6 cm dal paramento di boccaforo e verrà protetta da staffe di acciaio sporgenti. Nel caso di dreni con tratto cieco maggiore di 10 m in lunghezza il tubo dovrà essere dotato di accessori atti a separare il tratto filtrante da quello cieco con cementazione dell intercapedine tra tubo e foro lungo il tratto cieco. A questo scopo saranno predisposti: -2 valvole a manicotto distanti 100 e 150 cm dal punto di giunzione tra tratto filtrante e cieco; -sacco otturatore in tela aventi 40 cm di diametro e lunghezza di 200 cm,legato alle estremità e disposto a copertura delle valvole per tubo cieco più profondo; -alcune valvole a manicotto lungo la parte cieca del tubo non occupato dal sacco otturatore. Il processo di cementazione deve avere il seguente schema operativo: -posizionamento del sacco otturatore in corrispondenza della valvola inferiore; -esecuzione di iniezione di un volume di miscela corrispondente al volume del sacco otturatore espanso, con pressione rilevata a quota della valvola compresa tra 0,2 δh(differenza di quota tra valvola inferiore e bocca foro) e un margine entro il quale non si verifichi lacerazione e sfibratura del tubolare dalle sue legature alle estremità; -spostamento del doppio otturatore su valvola appena sopra il sacco otturatore iniettato e riempimento con miscela in pressione fino al suo rifluimento a bocca foro. Il tratto filtrante deve essere rivestito con geotessile avente caratteristiche indicate nella tabella seguente: Spessore 2.5mm Peso 300 g/m^2 Resistenza a trazione (UNI 8639) 350 N/5 cm Allungamento (UNI 8639) 70% Trazione trasversale (UNI 8693) 500N/5 cm Allungamento trasversale (UNI 8639) 30% Permeabilità 5*10^-3 cm/s Completata la cementazione dei tubi il dreno sarà lavato tramite lancia ad acqua inserita nel tubo con presenza di pattini appositi per evitare danneggiamenti. Il lavaggio inizia da fondo dreno risalendo gradualmente dopo avere osservato la fuoriuscita di acqua limpida da bocca foro.il lavaggio e ripetuto fino alla creazione di un filtro rovescio naturale del terreno circostante il dreno in modo da garantire che nelle fasi di esercizio di drenaggio delle acque non sia accompagnato da fenomeni di trasporto solido. 13 / 85

147 Ogni dreno e mantenuto in condizioni tali da potere permettere l accesso alla bocca per periodiche ispezioni e misure della portata emunta TRINCEE DRENANTI Per profondità (6-7 m) si può ricorrere all utilizzo di escavatori a braccio rovescio, con benna a cucchiaio. In tale caso lo scavo processerà con continuità e le operazioni di posa dei geotessili sarà successiva. Per scavi di maggiore profondità si utilizzeranno attrezzature e procedimenti per realizzazione dei diaframmi. Lo scavo sarà effettuato a secco con immediato riempimento di materiale drenante. Nel caso di terreni non coesi tali da determinare instabilità dello scavo saranno utilizzati fanghi biodegradabili o in alternativa si opterà per schermi di pozzi drenanti. Le pareti dello scavo devono essere rivestite da un foglio di geotessile le cui caratteristiche saranno stabilite dal progettista in relazione alla granulometria del terreno e del materiale riempimento. Il geotessile deve essere prodotto utilizzando poliestere insensibile ai raggi ultravioletti,alla aggressione salina e non putrescibile. Il processo meccanico di produzione deve prevedere la legatura dei filamenti (aguglia tura) senza aggiunta di leganti. I vari fogli di geotessili dovranno essere cuciti tra loro per formare il rivestimento del drenaggio, quando la cucitura non venga effettuata la sovrapposizione dei fogli deve essere di 50 cm almeno. La parte geotessile a contatto con il fondo della trincea e per una altezza di 30 cm sui fianchi, sarà impregnata con bitume a caldo o reso fluido con solventi che non abbiano effetti sul geotessile. L impregnazione sarà eseguita prima o dopo la posa in opera. Si dovrà prevedere la fuoriuscita di una quantità di geotessile per doppia sovrapposizione sulla sommità del drenaggio (2 volte la larghezza della trincea).sul fondo dello scavo si disporrà un tubo drenante corrugato e formato in PVC del diametro non inferiore a 80 mm per la raccolta delle acque drenanti. Il cavo sarà riempito con materiale drenante curando che il geotessile aderisca alle pareti dello scavo. Il materiale da utilizzare sarà pulito, vagliato tondo o di frantumazione con pezzatura massima non eccedente i 70mm e trattenuti al crivello 10 mm UNI. Il riempimento potrà essere arrestato a 50 cm dal piano campagna, saranno risvoltati i fogli di geotessile e si procederà al ritombamento di tutto con argilla compattata POZZI DRENANTI Attrezzature Per la realizzazione di schermi di pozzi drenanti si dovranno utilizzare attrezzature per l esecuzione dei pali trivellati con impiego di colonne di rivestimento provvisorio. Esclusa la possibilità di impiego di fanghi bentonitici.la perforazione dovrà essere condotta a secco, e quando autorizzato dalla DL anche mediante l uso di fanghi bentonitici e acqua. Per i collettori di fondo saranno utilizzate sonde a funzionamento manuale, telecomandato, automatico, a rotazione e/o rotopercussione a manovra corta, le cui dimensioni devono essere compatibili con il diametro dei pozzi. Il diametro della perforazione non dovrà essere inferiore a 120 mm. I collettori saranno realizzati con tubo in PVC ondulato o grecato, avente diametro minimo di mm, in grado di resistere alle pressioni interne ed esterne. Devono essere utilizzate attrezzature di servizio integrate a sussidio delle sonde. Prima dell inizio dei lavori l Impresa deve trasmettere alla DL una planimetria con indicati tutti i pozzi drenanti specificando gli allestimenti finali e sequenza di esecuzione. I lavori dovranno iniziare dal pozzo posto più a valle,la pendenza media della condotta di fondo non deve essere inferiore al 2%,la condotta può essere realizzata anche a gradini. Esecuzione collegamenti pozzi Preliminarmente si controlleranno tutti i paramenti geometrici delle perforazioni verticali e orizzontali allo scopo di assicurare precisione plano altimetrica. La tubazione deve essere continua e attraversare il pozzo immersa nel materiale drenante:il tubo deve essere forato e rivestito di geotessile per la captazione dell acqua drenata. L intercapedine tra tubazione e perforazione deve essere impermeabilizzata con miscela di cemento plastica. Allestimento pozzi a)pozzi drenanti a tutta sezione; b)pozzi drenanti ispezionabili; c)pozzi drenanti con rivestimento strutturale. 14 / 85

148 a)una volta impermeabilizzato il fondo del pozzo sino a 20 cm sopra la quota prevista per la condotta di fondo, si procederà al riempimento di materiale arido pulito con l estrazione del rivestimento provvisorio. Si adotterà un fuso granulometrico compreso tra 2-25 mm, con passante al vaglio 200 ASTM non superiore al 5%, il materiale deve essere lavato e esente da materiali organici coesivi. Allo scopo di favorire l assestamento della ghiaia e opportuno facilitarne il deflusso con acqua. Una volta completato il rivestimento si provvederà alla realizzazione di un tappo superiore di impermeabilizzazione separato dal materiale drenante mediante una membrana geotessile o in PVC. b)sono pozzi con rivestimenti definitivi Φ1,5m con intercapedine di spessore di 15 cm. Contemporaneamente all immissione di materiale drenante sarà estratto il tubo forma impedendone la contaminazione.si procederà in seguito alla impermeabilizzazione del fondo pozzo sino a 20 cm sopra la quota prevista per la condotta di fondo. La presenza del rivestimento definitivo consente di accedere alla tubazione liberamente. Il mantello drenante dei pozzi e ottenuto tramite il riempimento di materiale granulare arido 2-25 mm. Terminata la impermeabilizzazione del fondo si procederà al versamento del materiale drenante. Eseguito tappo superiore, si provvederà ad installare all interno del rivestimento definitivo di una scala metallica munita di gabbia di protezione con apposito chiusino in cemento armato prefabbricato munito di botola in ghisa. c)il pozzo presenta un diametro minimo di 2 m il cui mantello drenate spessore medio 10 cm e coassiale ed esterno ad un rivestimento in cls di 30 cm di spessore.si procederà alla impermeabilizzazione del fondo del pozzo sino a 20 cm sopra la quota prevista per la condotta del fondo. Entro la perforazione si inseriscono due rivestimenti ondulati Φ1,2 e Φ1,8 m coassiali al cui interno viene posizionato una armatura. I due rivestimenti (s 2,7mm da dimensionare in base alla profondità del getto di cls) fungono da casseri a perdere, se di acciaio zincato essi saranno considerati collaboranti permanentemente. Una volta posizionato il lamierino e l armatura si procederà al riempimento della intercapedine esterna con materiale drenante e quindi il getto di cls previo puntellamento interno. Le acque di drenaggio verranno raccolta all interno del pozzo tramite 2-3 perforazioni radiali del rivestimento. All interno dei pozzi saranno installati delle raggiere di tubi micro fessurati in PVC. L allontanamento delle acque sarà ottenuto mediante il loro recapito dai pozzi terminali ad un sistema di canalette superficiali ONERI COMPRESI Sono compresi nei prezzi anche i seguenti oneri: a)esecuzione dei tracciamenti e la predisposizione di tutte le modine occorrenti per l esatta profilatura dei riporti; b)la predisposizione ed il disarmo di eventuali armature impalcature puntellamenti e le relative perdite parziali o totali di legname e ferri impiegati; c)gli oneri dell approvvigionamento dei materiali presso cave di prestito tanto in terreni privati che di enti pubblici e privati; d)gli oneri per eventuali rampe, piste di accesso le cui quantità non vengono contabilizzate; e)oneri per prove di laboratorio per materiali; f)trattamenti preliminari dei materiali per renderli idonei all impiego eccezione fatta per materiali provenienti da cave all interno dell area di cantiere CONTROLLI E PROVE L incidenza delle prove deve essere incrementata in ragione della discontinuità granulometrica de materiali portati e dalla variabilità delle procedure di compattazione. L appaltatore può eseguire prove di controllo con un laboratorio interno di cantiere oppure con il laboratorio ufficiale. Per quanto concerne il laboratorio di cantiere interno dell Impresa si richiede che : -il personale addetto sia qualificato di provata esperienza e affidabilità; -il numero del personale addetto alle prove nonché quello delle attrezzature disponibili siano correlati alle dimensioni effettive del cantiere, pertanto qualora aumentasse la produzione e conseguentemente anche le prove da eseguirsi l Impresa dovrà tempestivamente garantire senza pregiudizi alcuni presenza continua e disponibilità ampia alle richieste della Direzione Lavori. Il laboratorio interno di cantiere deve avere appositi spazi dedicati ed essere accessibile e visitabile in ogni momento dalla Direzione Lavori. 15 / 85

149 Sia l elenco del personale con relativa qualifica sia l elenco delle attrezzature di laboratorio accompagnate da certificati di tarature deve essere inviata alla Direzione Lavori prima dell inizio dei lavori. La prove di laboratorio o rapporti di prova interni sono da intendersi indicativi e non sostituiscono quelli ufficiali che devono essere sempre effettuati in ogni caso. La registrazione dei dati con l emissione di relativo rapporto di prova che verrà firmato da entrambi le parti qualora la prova avvenisse in contraddittorio e curata dal Responsabile Controllo Qualità (RCQ) dell Impresa che tempestivamente di volta in volta farà pervenire copia agli uffici Qualità della Direzione Lavori. Per le prove in situ i rapporti di prova emessi dall Impresa in base ai dati del suo laboratorio interno devono riportare: -WBS indicata dettagliatamente; -caratteristiche materiale testato; -data esecuzione prove; -risultati ottenuti; -firme ed eventuali timbri Per le prove di piastra qualora eseguite internamente il rapporto di prova conterrà: -WBS dettagliata; -data prova - entità del materiale; -operatore della prova; -modello certificato taratura delle apparecchiature utilizzate dove previsto; -valori trovati; -firma/timbri La Direzione Lavori può indicare a sua discrezione i punti per il campionamento dei materiali e per l esecuzione delle prove in situ CONTROLLI SUGLI SCAVI Controllo sulla geometria eseguito dall Impresa la quale registrerà i valori misurati sulle schede dei PCQ dell impresa la D.L. ha facoltà di prendere visione di tale documentazione e qualora necessitasse di chiederne copia. Controllo della densità secca e del modulo di deformazione:sono controllate le suddette grandezze ogni qual volta alla Impresa e chiesto di effettuare lavori di compattazione sul fondo scavo. Le prove saranno effettuate su ogni singolo scavo se di dimensioni inferiori a 1000m^2 oppure su lotti di scavo di 1000m^2. SCAVI CON USO DI ESPLOSIVI Lo scavo con uso di esplosivi deve essere effettuato secondo quanto riportato negli elaborati grafici indicante posizione e quantità di cariche correlato da una relazione esplicativa. Deve essere verificato la presenza dei premessi da parte della autorità competenti e la qualifica del personale addetto al maneggio degli esplosivi. La documentazione suddetta in copia saranno conservate dall appaltatore in prossimità dei luoghi di lavoro a disposizione della D.L. e delle autorità competenti CONTROLLO SUI RINTERRI Si controllerà che il materiale utilizzato appartenga alla classe idonea per il tipo di rinterro da effettuare.il controllo deve essere effettuato con le frequenze minime indicate: -materiale proveniente da scavo:una prova ogni 3000m^3; -materiale proveniente da cava:in tale caso si controlla il certificato che la cava fornisce riferito al materiale acquistato. Controllo della densità secca + modulo di deformazione, controllo dello spessore degli strati. Per ciascuno strato di bonifica 1 prova ogni 1000m^3;una prova per ogni strato di materiale contattato;per ciascuno strato di riempimento scavi almeno 1 prova ogni 2000m^3 almeno una prova per ogni strato di materiale compattato. Il controllo dello spessore deve essere effettuato per ogni strato indicativamente ogni 200 m CONTROLLI SUI RILEVATI 16 / 85

150 Per quanto concerne l accettazione in cantiere di materiale da cava essa e subordinata alla presentazione del dossier completo di qualifica della cava approvato dalla Direzione Lavori, in tal caso si rileva la presenza del certificato. Per materiali proveniente da scavo le prove avverranno sullo scavo di approvvigionamento con frequenza di una prova ogni 3000m^3 di materiale scavato e comunque ogni volta che cambi la tipologia di materiale scavato. Nel caso di rocce tufacee si controllerà che i materiali abbiano pezzatura conforme in ragione di una prova per 3000m^3. Prima della compattazione si determina il contenuto di acqua del materiale confrontandone il valore con i valori stabiliti in ragione di 1 ogni m^3 o comunque 1 per ogni strato da compattare. Si dovranno misurare gli spessori massimi degli strati stesi prima della loro compattazione e controllare che non siano superiori. Si controllerà la pendenza trasversale le scarpate dei rilevati in ragione per 1 controllo ogni 1000m^2. Il controllo sulla densità secca per il piano di posa sarà effettuata in ragione di 1 prova ogni 4000 m^2 e comunque una prova per ogni strato compattato. Per il controllo del modulo di deformazione e del coefficiente K la frequenza di prova dovrà essere di 1 prova per 4000m^2 e comunque 1 prova per ogni strato di materiale compattato. Controllo della geometria del rilevato Per tutta la lunghezza del rilevato dovranno essere rilevati i valori di altezza rilevato;larghezza banchina e verificare con i dati di progetto la corrispondenza. Per i controlli di rilevati a ridosso di opere d arte lo stesso procedimento di cui sopra CONTROLLI SULLE TRINCEE Per il piano di posa delle trincee la frequenza dei controlli sarà di 1 prova ogni 1000m^2 e comunque almeno di 1 per strato,la stessa frequenza si applica per il controllo del modulo di deformazione. Controlli sul super compattato(ultimo strato) Per miscele approvate dalla Direzioni Lavori il controllo si riduce al controllo del certificato del fornitore del materiale. Si dovrà eseguire un controllo dell equivalente in sabbia determinato anche dopo il costipamento presso il laboratorio in ragione di 1 per 1000m^3. Lo spessore dello strato avrà tolleranza inferiore al 5% purché sia un fenomeno puntuale e non ricorrente:frequenza di controllo di 1 per 1000m^2. Stesso trattamento per la prova di densità secca (frequenza uguale).si controllerà in aggiunta che il modulo di deformazione e il coefficiente K siano pari a quello richiesto per il caso specifico SPECIFICHE TECNICHE PER LA TERRA DA SCAVO STABILIZZATA CON CALCE Natura del terreno La terra proviene da scavi ed è costituita essenzialmente da materiale argilloso limoso con indice di plasticità > 10. Prima della stesa per la stabilizzazione, il materiale dovrà essere reso granulometricamente omogeneo tramite miscelazione (con pala o escavatore) per evitare zone con materiale eccessivamente limoso, per i quali la stabilizzazione potrebbe rivelarsi inefficace. Spessore dello strato da stabilizzare Il materiale dovrà essere steso a strati di spessore non superiore a 40cm. La larghezza e l estensione degli strati dovranno essere definiti in funzione degli ingombri delle attrezzature utilizzate per la stabilizzazione (pulvimixer, spandi calce, grader e rullo); maggiore è la superficie dello strato, minori saranno i giunti e maggiore la resa in termine di produzione. Modalità di stesa, stabilizzazione ed addensamento La terra da scavo proveniente dal cantiere o accumulata in precedenza, verrà portata sul rilevato in fase di realizzazione, stesa mediante lama e sottoposta ad un addensamento speditivo. Dopo aver valutato l umidità in sito in funzione di quella ottimale di costipamento, a secondo dei casi si dovrà procedere con modalità differenti: L umidità in sito è tropo alta: se è possibile si lascia asciugare il terreno in modo naturale oppure in alternativa si fa un primo trattamento con ossido di calcio (in genere una percentuale di CaO dell 1% abbassa di circa 1-2% l umidità) 17 / 85

151 L umidità è troppo bassa: mediante autobotte si irrora la superficie della quantità di acqua necessaria, lasciando il tempo all acqua di penetrare nel terreno. In alternativa se il pulvimixer lo consente, si potrebbe aggiungere acqua direttamente in fase di miscelazione ma questa operazione richiede spazi operativi non sempre disponibili in cantiere L umidità va bene e si può procedere alla stesa dellla prevista quantità di ossido di calcio (CaO) Come stabilizzante si dovrà utilizzare ossido di calcio (CaO) in quantitativi pari ad almeno 20 Kg a mq ( per ogni strato trattato da 40cm di spessore). Per la stesa dell ossido di calcio converrà utilizzare appositi spandi calce in grado di misurare direttamente le quantità di materiale steso. La quantità di calce dovrà essere il più possibile omogenea; non sono accettati accumuli anomali di calce, che dovranno essere ripartiti sull area circostante. Il pulvimixer dovrà procedere ad una velocità idonea per la buona miscelazione del terreno con la calce e si dovrà controllare periodicamente lo spessore di mescolamento evitando che rimanga materiale non miscelato, oppure al contrario si vada a rimescolare lo strato sottostante già stabilizzato. Dopo il passaggio con il pulvimixer, se necessario si dovrà procedere ad una prima rullatura speditiva per permettere la riprofilatura con il grader; questa operazione potrebbe non essere necessaria nella parte bassa del rilevato ma diventa più importante nel caso dell ultimo strato del rilevato, prima della messa in opera dello stabilizzato. Subito dopo la reazione dell ossido di calcio (reazione esotermica), si dovrà procedere alla compattazione del materiale miscelato. Per la compattazione si dovranno utilizzare rulli a piastre e successivamente rulli lisci di peso non inferiore a 15t. La compattazione dovrà essere completata senza interruzione; subito dopo (entro 4-5 ore) si potrà stendere con mezzi gommati lo strato successivo di terreno da stabilizzare. Nel caso non si potesse stendere lo strato di terreno successivo entro il periodo di tempo sopra indicato, si dovrà attendere almeno 3 giorni di maturazione prima di poter stendere il materiale sempre con mezzi gommati; nel frattempo lo strato stabilizzato, dovrà essere protetto con un velo di emulsione bituminosa. Prima di procedere con la stabilizzazione dello strato successivo, lo strato sottostante dovrà maturare per almeno 3 giorni. Nel caso che la temperatura esterna fosse molto alta (superiore a 25 gradi) è sconsigliabile la stabilizzazione a calce o comunque è necessario procedere con bagnatura periodica dello strato stabilizzato. Prove di laboratorio preliminari Prima di iniziare i lavori, si dovrà creare una miscela rappresentativa del terreno dalla quale si ricaveranno campioni che in laboratorio verranno umidificati con diverse % di acqua e ogni campione verrà miscelato con il 3% di CaO. I campioni verranno poi addensati secondo procedura AASTHO modificata (T180) al fine di valutare la umidità ottimale di costipamento a cui corrisponde la densità secca di riferimento per il controllo della corretta messa in opera. Successivamente alla stesa dello strato da stabilizzare (o immediatamente prima), si dovrà misurare l umidità naturale del terreno e in base alla stessa procedere con le modalità operative precedentemente indicate. Prove di laboratorio per il controllo della messa in opera Dopo aver completato le operazioni di rullatura, su ogni strato si dovrà procedere alla misura di almeno una densità in sito: tale valore dovrà essere almeno il 92% del valore AASTHO di riferimento. Nel caso in cui lo strato trattato a calce si trovasse alla base dello stabilizzato (primo strato della pavimentazione), il valore della densità in sito dovrà essere pari almeno al 95% della densità di riferimento e il modulo di deformazione su piastra, misurato nell intervallo tra 0.5 e 1.5 Kg/cmq, con piastra da 30 cm dovrà essere pari ad almeno 500 Kg/cmq SPECIFICHE TECNICHE PER LA TERRA DA SCAVO STABILIZZATA CON CEMENTO 18 / 85

152 Natura del terreno La terra proviene da scavi ed è costituita essenzialmente da sabbia con intercalazioni limose. Prima della stesa per la stabilizzazione, il materiale dovrà essere reso granulometricamente omogeneo tramite miscelazione (con pala o escavatore) per evitare zone con materiale eccessivamente limoso, per i quali la stabilizzazione potrebbe rivelarsi inefficace. Spessore dello strato da stabilizzare Il materiale dovrà essere steso a strati di spessore non superiore a 40cm. La larghezza e l estensione degli strati dovranno essere definiti in funzione degli ingombri delle attrezzature utilizzate per la stabilizzazione (pulvimixer, spandi cemento, grader e rullo); maggiore è la superficie dello strato, minori saranno i giunti e maggiore la resa in termine di produzione. Modalità di stesa, stabilizzazione ed addensamento La terra da scavo proveniente dal cantiere o accumulata in precedenza, verrà portata sul rilevato in fase di realizzazione, stesa mediante lama e sottoposta ad un addensamento speditivo. Dopo aver valutato l umidità in sito in funzione di quella ottimale di costipamento, a secondo dei casi si dovrà procedere con modalità differenti: L umidità in sito è tropo alta: se è possibile si lascia asciugare il terreno in modo naturale oppure in alternativa si fa un primo trattamento con ossido di calcio (in genere una percentuale di CaO dell 1% abbassa di circa 1-2% l umidità) L umidità è troppo bassa: mediante autobotte si irrora la superficie della quantità di acqua necessaria, lasciando il tempo all acqua di penetrare nel terreno. In alternativa se il pulvimixer lo consente, si potrebbe aggiungere acqua direttamente in fase di miscelazione ma questa operazione richiede spazi operativi non sempre disponibili in cantiere L umidità va bene e si può procedere alla stesa del cemento Come legante si dovrà utilizzare normale cemento Portland 325 in quantitativi pari a Kg a mq ( per ogni strato trattato da 40cm di spessore). Per la stesa del cemento converrà utilizzare appositi spandi cemento in grado di misurare direttamente le quantità di cemento stese. La quantità di cemento dovrà essere il più possibile omogenea; non sono accettati accumuli anomali di cemento, che dovranno essere ripartiti sull area circostante. Il pulvimixer dovrà procedere ad una velocità idonea per la buona miscelazione del terreno con il cemento; si dovrà controllare periodicamente lo spessore di mescolamento evitando che rimanga materiale non miscelato, oppure al contrario si vada a rimescolare lo strato sottostante già stabilizzato. Dopo il passaggio con il pulvimixer, se necessario si dovrà procedere ad una prima rullatura speditiva per permettere la riprofilatura con il grader; questa operazione potrebbe non essere necessaria nella parte bassa del rilevato ma diventa più importante nel caso dell ultimo strato del rilevato, prima della messa in opera dello stabilizzato. Prima dell inizio presa del cemento, si dovrà procedere alla compattazione del materiale miscelato. Il tempo fra la miscelazione e la compattazione può variare a secondo della stagione; indicativamente esso non dovrà essere superiore alle 2 ore. Per la compattazione sarebbe opportuno utilizzare rulli gommati con peso intorno alle 20t; in assenza di tali rulli, si potranno utilizzare rulli combinati (ferro gomma) lisci di peso non inferiore a 15t. La compattazione dovrà essere completata senza interruzione; subito dopo (entro 1-2 ore) si potrà stendere con mezzi gommati lo strato successivo di terreno da stabilizzare. Nel caso non si potesse stendere il terreno successivo entro il periodo di tempo sopra indicato, si dovrà attendere almeno 4 giorni di maturazione prima di poter stendere il materiale sempre con mezzi gommati; nel frattempo lo strato stabilizzato, dovrà essere protetto con un velo di emulsione bituminosa. Quindi prima di procedere con la stabilizzazione dello strato successivo, lo strato sottostante dovrà maturare per almeno 4 giorni. 19 / 85

153 Nel caso che la temperatura esterna fosse molto alta (superiore a 25 gradi) è sconsigliabile la stabilizzazione a cemento o comunque è necessario procedere con bagnatura periodica dello strato stabilizzato. Prove di laboratorio preliminari Prima di iniziare i lavori, si dovrà creare una miscela rappresentativa del terreno dalla quale si ricaveranno campioni che in laboratorio verranno umidificati con diverse % di acqua e ogni campione verrà miscelato con il 3.5% di cemento. I campioni verranno poi addensati secondo procedura AASTHO modificata (T180) al fine di valutare la umidità ottimale di costipamento a cui corrisponde la densità secca di riferimento per il controllo della corretta messa in opera. Successivamente alla stesa dello strato da stabilizzare (o immediatamente prima), si dovrà misurare l umidità naturale del terreno e in base alla stessa procedere con le modalità operative precedentemente indicate. Prove di laboratorio per il controllo della messa in opera Dopo aver completato le operazioni di rullatura, su ogni strato si dovrà procedere alla misura di almeno una densità in sito: tale valore dovrà essere almeno il 92% del valore AASTHO di riferimento. Nel caso in cui lo strato trattato a cemento si trovasse alla base dello stabilizzato (primo strato della pavimentazione), il valore della densità in sito dovrà essere pari almeno al 95% della densità di riferimento e il modulo di deformazione su piastra, misurato nell intervallo tra 0.5 e 1.5 Kg/cmq, con piastra da 30 cm dovrà essere pari ad almeno 500 Kg/cmq AGGREGATI DI RICICLO TRATTATI A CEMENTO I rifiuti provenienti dal settore delle costruzioni costituiscono una delle classi più consistenti dell intera produzione dei rifiuti;questi dopo un adeguato trattamento sono utilizzati in ambito stradale. In base alla norma UNI (2002) gli aggregati provenienti dal riciclaggio degli scarti della attività di costruzione e demolizione equiparate alle terre naturali. L uso dei materiali riciclati e soggetto a restrizioni in base alla composizione:si esegue quindi un test di cessione (DM n 72 del 05/02/1998). Si elimini nano gli elementi pericolosi e si selezione i diversi materiali prodotti da demolizione in gruppi omogenei (Demolizione selettiva). Dalla lavorazione del materiale suddetto e possibile ricavare sabbie, stabilizzati, pietrischi. Il materiale da riciclo deve essere gestito secondo la circolare n 5205 del 15/07/2005 che prevede in ambito stradale l uso per: -anticapillari; -corpo dei rilevati; -sottofondi stradali; -strati di fondazione. Il materiale riciclato può essere utilizzato così come e o trattato a cemento:questo ultimo e finalizzato alla formazione di misti cementati o al miglioramento delle caratteristiche meccaniche dei materiali da utilizzare. Norme sui misti cementati Caratteristiche aggregati Misto cementato Tipo A1 Tipo A2 Granulometria Vedi grafico Coefficiente Los Angeles 30% 30% Equivalente in sabbia 35% 25% Limite di liquidità 25% 25% Indice di plasticità N.P. 6% 20 / 85

154 Il cemento del tipo 325 in accordo al DM , escludendo i cementi a rapido indurimento in quanto consentono un breve tempo di lavorazione. L acqua deve essere esente da impurità e da materiale organico. Caratteristiche dei riciclati per strati di fondazione- circolare n 5205 del 15/07/2005 Studio di laboratorio La quantità di acqua e di legante di impasto vengono determinate sperimentalmente in laboratorio confezionando provini cilindrici in stampi CBR sui quali si determinano il peso di volume del secco e la resistenza a compressione Rc. I provini sono confezionati in 5 strati con materiale passante al 25 mm in stampi CBR privi di disco spaziatore. Ogni strato viene costipato con 85 colpi di pestello (Proctor modificata). I provini sono conservati in ambiente con umidità maggiore del 90% e temperatura di circa 20 C per 7 giorni. 21 / 85

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