INTERFUND SICAV. R.C.S. Luxembourg B Relazione annuale 31 DICEMBRE (certificato)

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1 INTERFUND SICAV R.C.S. Luxembourg B 8074 Relazione annuale 31 DICEMBRE (certificato) Le sottoscrizioni di quote del fondo non possono essere effettuate sulla base delle Relazioni di bilancio. Esse sono valide solo se effettuate sulla base del Prospetto Informativo vigente accompagnato dalle ultime Relazioni annuale e semestrale.

2 INTERFUND SICAV Sommario Pagina Consiglio di Amministrazione e Revisori dei Conti Indipendenti 2 Rapporto di Gestione 3 Performance del comparto 14 Situazioni Patrimoniali 15 Rendiconti di Gestione 22 Prospetti delle Variazioni del Patrimonio Netto 29 Informazioni sul Patrimonio Netto 64 Situazione Patrimoniale Consolidata 66 Rendiconto di Gestione Consolidato 66 Prospetto delle Variazioni del Patrimomio Netto Globalizzato 67 Portafoglio Titoli 68 INTERFUND EURO CURRENCY 68 INTERFUND BOND EURO HIGH YIELD 69 INTERFUND EURO BOND MEDIUM TERM 74 INTERFUND EURO BOND SHORT TERM INTERFUND EURO BOND LONG TERM 76 INTERFUND BOND USA 77 INTERFUND BOND JAPAN 78 ITALY 79 INTERFUND EURO CORPORATE BOND 82 USA 86 INTERFUND GLOBAL CONVERTIBLES 96 JAPAN 99 EUROPE 103 PACIFIC EX JAPAN 104 INTERFUND GLOBAL 107 INTERFUND BOND GLOBAL EMERGING MARKETS 122 GLOBAL EMERGING MARKETS 128 INTERFUND INTERNATIONAL SECURITIES NEW ECONOMY 142 INTERFUND EMERGING MARKETS LOCAL CURRENCY BOND 147 INTERFUND INFLATION LINKED 149 INTERFUND SYSTEM FLEX 151 INTERFUND SYSTEM INTERFUND SYSTEM EVOLUTION 154 INTERFUND SYSTEM INTERFUND EURO BOND SHORT TERM Diversificazione Geografica degli Investimenti 161 Diversificazione per Settore Economico 166 Borse Valori di Quotazione dei Titoli in Portafoglio e Tassi di Cambio Utilizzati 175 Contratti a termine su valuta 176 Impegni sui Contratti Future 186 Impegni sui Contratti Swap 188 Impegni sui Contratti Opzioni 192 Nota ai Rendiconti Finanziari 193 Relazione della Società di Revisione 196 Copie delle Relazioni annuale e semestrale sono disponibili presso la sede sociale della Fideuram Gestions S.A., 17A, rue des Bains, Lussemburgo. Gli avvisi finanziari e il valore giornaliero delle quote del Fondo vengono pubblicati su importanti quotidiani finanziari. Il valore giornaliero di emissione e rimborso delle quote del Fondo è disponibile presso la sede e gli uffici amministrativi della Fideuram Gestions S.A.. Gli avvisi finanziari sono inoltre pubblicati sul Luxemburger Wort. Gli articoli modificati del Regolamento di gestione sono stati depositati in data 10 Novembre 2008 presso la cancelleria del Tribunal d Arrondissement di Lussemburgo, dove il Regolamento medesimo è a disposizione del pubblico, che puo altresi ottenerne copia su richiesta.

3 INTERFUND SICAV CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE & REVISORI DEI CONTI INDIPENDENTI CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Luigi Cappugi Presidente Professore at the University "della Tuscia" Viterbo 20, Vicolo del Cionfo, Firenze Italia Franca Cirri Fignagnani VicePresidente Amministratore 103, Via Santo Stefano, Bologna Italia Tommaso Corcos Amministratore Amministratore Delegato di Fideuram Investimenti SGR S.p.A. 43, Via del Serafico, Roma Italia Alex Schmitt Amministratore Avvocati Bonn Schmitt Steichen 2224, Rives de Clausen Lussemburgo Claudio Sozzini Amministratore Presidente di Fideuram Investimenti SGR S.p.A. 43, Via Del Serafico, Roma Italia REVISORI DEI CONTI INDIPENDENTI Ernst & Young S.A. Réviseur d Entreprises 7, rue Gabriel Lippmann, Parc d'activité Syrdall 2, Munsbach Lussemburgo 2

4 INTERFUND SICAV RAPPORTO DI GESTIONE (SEGUE) SCENARIO ECONOMICO Il è stato caratterizzato dalla prosecuzione della ripresa dell economia mondiale, iniziata verso la metà dell anno precedente, con la conferma di un significativo divario nella crescita delle economie emergenti, dove hanno anche iniziato a manifestarsi pressioni al rialzo sui prezzi, rispetto a quelle sviluppate, caratterizzate da ritmi di crescita più modesti che hanno determinato, soprattutto negli USA, l adozione di ulteriori misure non convenzionali di espansione monetaria. L anno è stato però anche caratterizzato dal peggioramento della crisi del debito pubblico nell area euro. La crisi, partita dalla Grecia a fine 2009, si è poi estesa alle altre economie periferiche (Irlanda, Portogallo e Spagna), mettendo decisamente sotto pressione tanto i mercati quanto le autorità politiche dell area. Negli USA la crescita del PIL si è attestata intorno al 3%, grazie principalmente ad un ampio contributo positivo della ricostituzione delle scorte ed alla ripresa degli investimenti, con esclusione però del comparto dell'edilizia residenziale ancora in forte contrazione, specialmente dopo la fine degli incentivi fiscali per l acquisto delle case in aprile. La crescita dei consumi, d altro canto, è risultata piuttosto dimessa per quasi tutto l anno, ma ha registrato una forte e inattesa accelerazione nel quarto trimestre. Dopo una crescita sostenuta all inizio dell anno (accompagnata anche da un significativo aumento dell occupazione nei mesi di marzo e aprile), nel corso dei mesi centrali dell anno (e soprattutto durante l estate) si è assistito ad un rallentamento del ritmo di crescita unitamente a rinnovate condizioni di debolezza sul mercato del lavoro. La creazione di nuovi impieghi (al netto dell effetto delle assunzioni per il censimento) è rimasta piuttosto deludente e il tasso di disoccupazione non si è mai ridotto in misura significativa rispetto al massimo del 10,1% raggiunto verso la fine del L elevato grado di sottoutilizzo delle risorse si è così riflesso in una marcata (ma non inattesa) contrazione dell inflazione. In particolare, l inflazione core, che esclude le componenti alimentari e energetiche, è passata dall 1,8% a fine 2009 ad un minimo storico dello 0,6% nel mese di ottobre. I mercati nel corso dell estate hanno quindi iniziato a temere un forte rallentamento della crescita o addirittura un ritorno alla recessione. Di fronte a questo scenario, la Federal Reserve, che a fine marzo aveva completato il massiccio programma di acquisto di titoli del Tesoro e mutui cartolarizzati annunciato all inizio del 2009, ha deciso di ampliare ulteriormente il proprio attivo al fine di sostenere l attività economica con un ulteriore acquisto di 600 miliardi di dollari di titoli del Tesoro (il cosiddetto Quantitative Easing 2 ) da completare entro la metà del Questa decisione è stata ufficialmente adottata nella riunione dell'fomc del 3 novembre, ma i mercati hanno iniziato a scontarla già dalla fine di agosto quando le dichiarazioni del Presidente Bernanke e di altri esponenti della Fed hanno reso evidente il mutamento nella condotta della banca centrale. I mesi finali dell anno sono stati peraltro caratterizzati da una serie di sorprese positive nei dati macroeconomici e anche dall approvazione di un pacchetto di stimolo fiscale più ampio delle aspettative: i timori di significativo rallentamento della crescita si sono in gran parte dissolti e l economia è tornata a crescere su ritmi sostenuti. Nell area euro i problemi di finanza pubblica emersi in Grecia, afflitta da un irresponsabile gestione della spesa pubblica, si sono poi diffusi anche alle altre economie periferiche, alle prese però anche con i postumi della crisi del 2008/2009, ovvero lo scoppio della bolla immobiliare ed i suoi riflessi negativi sul sistema bancario. Soprattutto, la crisi ha reso evidenti le carenze istituzionali insite nel funzionamento stesso dell area euro: la presenza di un unica politica monetaria accanto a diverse e non coordinate politiche fiscali e la totale assenza sia di un meccanismo di ristrutturazione del debito di uno stato membro, sia di un fondo di salvataggio interno. L euro ne ha risentito e per tutto il primo semestre, periodo in cui la risposta delle autorità europee è stata confusa ed incerta, ha continuato ad indebolirsi, perdendo quasi il 20% contro il dollaro. Solo a maggio le autorità hanno reagito con decisione: è stato predisposto, congiuntamente al Fondo Monetario Internazionale, un pacchetto di prestiti bilaterali per la Grecia (110 miliardi di euro), che a sua volta ha accettato un duro processo di risanamento (anche gli altri periferici hanno varato manovre restrittive straordinarie). Sempre a maggio, è stato istituito un Fondo Europeo per la Stabilità Finanziaria, dotato di 440 miliardi di euro (in grado di arrivare a 750 miliardi con la partecipazione dell'fmi), attivabile immediatamente su richiesta di uno stato membro in difficoltà. Infine, è stata coinvolta anche la BCE, che ha assunto la storica decisione di acquistare direttamente i titoli di stato dei paesi membri sul mercato secondario per stabilizzare le tensioni dei mercati. A dispetto della crisi la crescita del PIL, sostenuta sia da un euro debole sia dalla ripresa vigorosa delle economie emergenti, ha retto per tutto il, sorprendendo positivamente rispetto alle attese (con una crescita intorno all 1,7%). Le pressioni inflative si sono rivelate modeste per quasi tutto il e solo a dicembre l inflazione è salita sopra il 2% (al 2,2%), ma a causa del rialzo dei prezzi di energia, alimentari e beni amministrati, che risentono delle manovre restrittive dei governi (l inflazione core, al netto di alimentari ed energia, è rimasta invece ferma attorno all 1%). La crisi non è stata però definitivamente archiviata ed anzi l anno si è poi concluso come era iniziato, ovvero con il riaccendersi delle tensioni sul mercato dei titoli di stato questa volta dell Irlanda (contagiando anche il Portogallo e la Spagna). Di fronte all inasprirsi della crisi finanziaria delle proprie banche, l Irlanda ha chiesto di attivare il Fondo Europeo di Stabilità (il pacchetto di aiuti, che vede anche la partecipazione dell'fmi, è di 85 miliardi). Dal canto suo, la BCE ha sostenuto la liquidità sul mercato interbancario rinnovando le aste ad aggiudicazione illimitata per tutto l anno. Per le principali economie asiatiche la prima parte dell anno è stata caratterizzata sia da una prosecuzione della fase di ripresa economica iniziata dopo il primo trimestre del 2009 sia dall insorgere di preoccupanti pressioni inflazionistiche. In linea con le attese alcuni paesi hanno iniziato una fase di rialzo dei tassi d interesse, ma la crisi del debito nell area euro e il timore di un afflusso eccessivo di capitali dall estero hanno poi indotto ad una maggiore cautela nelle decisioni di politica monetaria. La Cina, dopo avere registrato a inizio anno tassi di crescita del PIL che non si registravano da fine 2007 ha rallentato significativamente nella seconda parte dell anno. L enorme quantità di credito concesso dal settore bancario, se da un lato ha permesso di mantenere un tasso di crescita del PIL superiore al 10%, dall altro ha alimentato preoccupanti pressioni sui prezzi con il tasso d inflazione che ha raggiunto il 5% a fine anno. La decisione di aumentare i minimi salariali e la forte accelerazione dei prezzi degli alimentari hanno gonfiato ulteriormente le aspettative d inflazione. L iniziale reticenza da parte delle autorità nell utilizzo dei tassi d interesse come strumento di lotta all inflazione ha determinato un periodo di tassi reali negativi che ha, a sua volta, aggravato la bolla del mercato immobiliare nonostante le misure restrittive adottate dal governo. La banca centrale ha quindi deciso di intervenire con sei rialzi del coefficiente di riserva obbligatoria e due rialzi dei tassi d interesse (uno in ottobre e l altro in dicembre), mentre l apprezzamento della valuta è rimasto contenuto nonostante la decisione a metà di giugno di voler riprendere la riforma del tasso di cambio eliminando il peg (cambio fisso) con il dollaro. L economia giapponese ha proseguito fino al terzo trimestre dell anno la fase di ripresa cominciata a fine 2009, beneficiando di alcuni interventi di stimolo fiscale decisi dal governo a favore dei consumi privati, della ripresa degli investimenti e della domanda estera. Nella parte finale dell anno, invece, si è registrato l impatto negativo della fine degli incentivi ai consumi e 3

5 INTERFUND SICAV RAPPORTO DI GESTIONE (SEGUE) dell indebolimento delle esportazioni a causa dell apprezzamento della valuta. Né la ripresa economica, né la politica monetaria particolarmente espansiva della BoJ sono state in grado di debellare la deflazione che ha caratterizzato l intero anno. MERCATI OBBLIGAZIONARI Il è stato caratterizzato dal permanere di una politica monetaria particolarmente espansiva nei mercati sviluppati, a fronte di una ripresa economica poco brillante, e dal persistere di forti tensioni sul debito pubblico dei paesi periferici dell area euro. Fed, BCE, Banca centrale inglese e la Banca del Giappone hanno mantenuto nel corso dell anno i tassi ufficiali invariati; significative sono state sia la scelta della Fed di iniziare una nuova fase di espansione quantitativa sia la decisione della BCE di posticipare la rimozione di alcune misure di sostegno straordinario al mercato a fronte delle difficoltà di alcuni emittenti governativi europei. Nel corso dell anno, infatti, sia la Grecia sia l Irlanda sono state costrette a far ricorso a piani di salvataggio predisposti di comune accordo dall Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale. I mercati obbligazionari hanno riflesso la lentezza e l incertezza con cui i paesi sviluppati stanno uscendo dalla crisi, evidenziando a fine anno una generalizzata riduzione dei rendimenti rispetto ai livelli prevalenti a fine Nel corso dell intero anno, le curve dei rendimenti sono rimaste generalmente molto ripide, come conseguenza della decisione delle banche centrali di mantenere in essere politiche monetarie particolarmente espansive. Nella parte iniziale dell anno si è assistito ad una fase di generale ribasso dei rendimenti, culminata ad agosto in Europa e ad ottobre negli Stati Uniti; i rendimenti sono tornati poi a salire nei mesi finali dell anno in seguito al un miglioramento delle aspettative di crescita internazionale e degli Stati Uniti in particolare. L annuncio in USA di una seconda fase di quantitative easing da parte della Fed ha inoltre incrementato la propensione al rischio degli investitori, favorendo gli asset azionari e le commodity a scapito delle obbligazioni governative. Il mercato obbligazionario negli USA è stato influenzato dall evolvere nel corso dell anno delle aspettative sulla ripresa economica e dall aggravarsi della crisi debitoria nell area euro. I rendimenti sui titoli di stato a due anni sono rimasti sostanzialmente stabili nel corso dell anno, muovendosi in un range abbastanza ristretto, tra lo 0,5% e l 1%, e terminando l anno allo 0,6%. La Federal Reserve ha infatti mantenuto un orientamento fortemente espansivo nel corso dell anno non dando mai segno dell imminenza di una exit strategy; la lentezza, inoltre, con cui il tasso di disoccupazione si è ridotto ha spinto le autorità monetarie ad iniziare nel corso del mese di novembre una nuova fase di espansione quantitativa attraverso l acquisto di titoli di stato per 600 miliardi di dollari. E risultata invece più volatile la dinamica del rendimento sul Treasury a 10 anni, passato nei primi tre trimestri dell anno dal 3,8% al 2,4%, per poi risalire nel corso dell ultimo trimestre al 3,4% sulla scia di un miglioramento dei dati macroeconomici. L inclinazione della curva dei rendimenti ha seguito la dinamica dei tassi a lungo termine, passando dai 280 punti base iniziali ad un minimo di 200 punti base in agosto, per poi tornare a 270 punti base nella fase finale dell anno. Nel il tema dominante sul mercato obbligazionario europeo è stato quello del rischio sovrano e dei possibili impatti delle divergenti manovre economiche e fiscali dei paesi europei sulla tenuta dell Unione Monetaria. Nel corso dell anno si è assistito al progressivo aggravarsi della crisi sul debito di alcuni emittenti europei che si è inizialmente concretizzata con la richiesta da parte della Grecia di un piano di aiuti congiunto della Comunità Europea e dell'fmi per evitare un rischio di default e, successivamente, a novembre, con la richiesta da parte del governo irlandese, a fronte delle crescenti preoccupazioni per gli ingenti impegni finanziari assunti per garantire la viabilità del sistema bancario domestico, di un pacchetto di finanziamenti all'fmi e al fondo di stabilità europeo EFSF, istituito a maggio di quest anno. Il permanere di una situazione di forte tensione su questo fronte ha inoltre indotto la BCE a posticipare il preannunciato rientro delle misure straordinarie di liquidità messe in atto a partire dal 2008 e a mantenere invariato il costo del denaro. L istituto centrale si è poi trovato nella posizione di dover intensificare gli acquisti di obbligazioni di Grecia, Irlanda e Portogallo al fine di garantire un ordinato funzionamento del mercato e per alleviare le tensioni sugli spread dei paesi periferici che, pur con fasi alterne, hanno continuato ad intensificarsi nel corso dell anno, nonostante l implementazione da parte dei governi coinvolti di diverse misure volte a ridurre i deficit prospettici. La proposta tedesca per l istituzione, a partire dallo scadere dell EFSF nel 2013, di un fondo di stabilità europeo permanente che preveda la partecipazione degli investitori privati al costo di eventuali ristrutturazioni del debito sovrano ha, infatti, indotto il mercato a richiedere fin da subito un maggior premio per il rischio assunto. I rendimenti sui titoli tedeschi hanno mantenuto un trend discendente nel primo semestre, con un minimo di rendimento del 2,08% toccato sul benchmark decennale ad agosto, in corrispondenza dell intensificarsi dei timori di una possibile ripresa della fase recessiva in USA. Successivamente, i rendimenti sono tornati a salire grazie al miglioramento dei dati macroeconomici pubblicati principalmente negli USA ed al persistere di una dinamica particolarmente vivace dell economia tedesca, il cui settore manifatturiero ha continuato a beneficiare della forza dell export. Il benchmark decennale tedesco si è così riportato sul finale d anno al 2,96% dal 3,38% di fine Nel corso del il mercato obbligazionario giapponese ha seguito le dinamiche degli altri principali mercati. Il segmento breve della curva ha evidenziato una volatilità molto limitata a fronte di una banca centrale che ha mantenuto invariato il costo del denaro e che dato il permanere di un contesto di deflazione, secondo le attese manterrà i tassi invariati ancora per un periodo di tempo prolungato. La volatilità si è riversata invece sul segmento lungo della curva. Il rendimento sul benchmark decennale ha infatti toccato un massimo ad aprile all 1,4% per poi continuare a scendere, seppure con fasi alterne caratterizzate da movimenti marcati e repentini, e toccare un minimo dello 0,82% ad ottobre, quest ultimo livello era stato registrato solamente in due precedenti occasioni nel corso del 1998 e del Il miglioramento dei dati macroeconomici registrato nella fase finale dell anno ha portato ad una brusca inversione di tendenza. I rendimenti sono infatti tornati a salire, toccando un massimo all 1,3% sulla scadenza decennale ad inizio dicembre per terminare l anno all 1,12%. Il permanere di una base di investitori domestici molto forte, che detiene circa il 95% dello stock di debito pubblico, ha permesso a questo mercato di non venire coinvolto nelle tensioni sul finanziamento del debito che hanno interessato alcuni paesi europei, e questo malgrado il debito pubblico giapponese rappresenti ormai più del 200% del PIL domestico. 4

6 INTERFUND SICAV RAPPORTO DI GESTIONE (SEGUE) MERCATI VALUTARI Nel corso del si è assistito ad un andamento ribassista e volatile dell euro, a seguito delle vicissitudini dei paesi periferici dell area caratterizzati da una più debole posizione fiscale. Tutte le principali valute hanno infatti chiuso l anno in profitto contro la moneta unica dell area euro: dollaro USA +6% circa, sterlina +3% circa, ma soprattutto lo yen che, come avviene di solito nei contesti di pressione, ha mostrato un apprezzamento del 18%. La debolezza dell euro non è stata una costante per tutto il ; nella parte centrale dell anno si è osservato, infatti, un forte recupero che ha quasi annullato le perdite realizzate da inizio anno, almeno contro il dollaro americano. Tale dinamica è stata la conseguenza prima degli interventi a supporto dei paesi periferici e in seguito della decisione di acquisto dei titoli di stato in America come misura monetaria ulteriormente espansiva. Nel complesso, durante l anno i paesi con conti pubblici più solidi e livelli di crescita più vivaci hanno mostrato i maggiori apprezzamenti (Svezia, Canada, Norvegia, Australia). Anche i paesi emergenti, forti della solida posizione fiscale e di buone prospettive di crescita, hanno conseguito guadagni, che poi hanno tentato di contenere attraverso misure di tipo monetario o fiscale per evitare eccessivi impatti sulla competitività internazionale. MERCATI AZIONARI Nel corso del i mercati finanziari sono stati caratterizzati da diverse contraddizioni; si è infatti assistito a continui mutamenti di scenario che hanno determinato significativi cambi di direzione sia sulle valute, sia sui tassi sia, inevitabilmente, sui mercati azionari. I risultati di fine anno sono stati soddisfacenti: l indice MSCI World developed ha terminato l anno con un +9,55% in dollari, (+17,16% in euro), l indice S&P 500 ha chiuso a +12,78% e l indice Eurostoxx 600 a +8,63%. Anche il mercato giapponese, che ha spesso realizzato risultati meno eclatanti rispetto agli altri maggiori listini, ha chiuso il con una performance positiva, misurata dall indice Topix, pari a +21,5% in euro, risultato attribuibile quasi totalmente all apprezzamento valutario. In realtà dietro questi numeri si nascondono varie fasi di mercato e solo l inatteso rialzo degli ultimi quattro mesi del ha potuto portare a risultati così soddisfacenti. I listini hanno iniziato l anno collocandosi su livelli elevati e, dopo una breve correzione a febbraio, hanno recuperato in primavera attestandosi sui nuovi massimi di periodo. Successivamente, nonostante l evitato default della Grecia, i mercati hanno faticato a trovare un equilibro, almeno fino al mese di settembre, quando le politiche ultra espansive degli Stati Uniti, la momentanea tenuta dei paesi periferici dell area euro e la sostenuta crescita dei paesi emergenti, hanno dato spazio ad un movimento rialzista che, dopo alcune titubanze, ha portato i listini nel mese di dicembre su nuovi massimi dopo la crisi del USA Il mercato azionario americano nel corso del, dopo esser stato in un primo momento fortemente condizionato e penalizzato dalle tensioni legate alla moneta unica europea, si è maggiormente concentrato sulla stabile generazione di utili delle aziende, che mediamente hanno superato le stime degli analisti, ed ha registrato una crescita ben superiore al 20% (MSCI USA +21,04% in euro). L elemento che tuttavia ha contribuito maggiormente a questo risultato sembra essere stato l atteggiamento espansivo adottato dalla Fed che, incerta sullo stato dell economia, soprattutto in considerazione di un recupero macroeconomico senza creazione di posti di lavoro, ha avviato un piano di ulteriore espansione quantitativa. La manovra della Fed è stata supportata anche dal governo attraverso l attuazione di manovre fiscali, come la dilazione dei programmati aumenti di tasse per le fasce di reddito alte. Risulta tuttavia complesso valutare se tali interventi porteranno nel lungo periodo ad effetti espansivi o se contribuiranno ad accendere le paure di inflazione. Certamente le aziende americane hanno mostrato una buona reattività operativa alla ripresa del ciclo con una generazione di utili importante ed una crescita dei margini verso nuovi massimi storici, soprattutto in alcuni settori. A livello settoriale, il comparto dove permangono ancora i maggiori rischi è quello finanziario in quanto i tassi non risultano ancora normalizzati e, soprattutto, i rischi regolamentari e giudiziari lasciano qualche dubbio circa la piena capacità di recupero reddituale del settore. Non a caso titoli come JP Morgan e, in special modo, Bank of America, sono risultati tra i peggiori a fine anno. I settori a maggiormente ciclici sono risultati tra i migliori del mercato, tra questi i beni di consumo discrezionali, in particolare gli special merchandising, gli hotel ed i media ma anche, in particolare, titoli come Caterpillar o Du Pont sorretti dalla buona crescita nei paesi emergenti o Chevron e gli altri titoli del settore petrolifero e del gas favoriti dal crescente prezzo del greggio. Viceversa, tra i settori più deludenti troviamo il settore sanitario o i servizi di pubblica utilità che, seppure sostenuti da ottimi dividendi, sono stati penalizzati dalla loro natura difensiva non correlata al ciclo macroeconomico. L'unica eccezione è rappresentata dal settore delle telecomunicazioni che, per la prima volta dopo anni e sulla base di specifiche dinamiche di settore, ha mostrato una ripresa degli utili. 5

7 INTERFUND SICAV RAPPORTO DI GESTIONE (SEGUE) EUROPA Nell area euro l instabilità dei paesi periferici ha giocato un ruolo importante per i listini europei, soprattutto nella definizione di aggregati di performance come gli indici europei generali. La deludente performance dell indice Eurostoxx 600 o quella dell indice Eurostoxx 50 in realtà cela un brillante risultato dei paesi core dell area euro, in particolare Germania e paesi scandinavi, mentre paesi periferici anche grossi, come Italia e Spagna, sono risultati ampiamente negativi, rispettivamente 13,2% e 17,4%. Le ragioni di tale dicotomia nei risultati sono diverse: per prima cosa i paesi periferici dell area euro hanno problemi strutturali sia di deficit sia di debito pubblico, in secondo luogo questi paesi partecipano in misura minore sia al tessuto industriale dell europa centrale sia al boom economico dei paesi emergenti. Infine, all interno di questi indici (che dovrebbero riflettere la diversificazione economica di un paese) risulta rilevante il peso sia del settore finanziario sia di quello delle utilities, che sono risultati tra i peggiori settori nel. Basti pensare che i quattro peggiori titoli dell indice Eurostoxx 50 a fine anno sono risultati due banche italiane e due spagnole tutti con ritorni inferiori al 35%. Le banche sono state pesantemente penalizzate dalla crisi del debito sovrano: da un lato gli istituti di credito sono parte integrante di paesi che stanno soffrendo la partecipazione all euro e, dall altro lato, l allargamento degli spread governativi rispetto alla Germania ha il duplice effetto di aumentare i costi di finanziamento nonchè quello di determinare perdite nella valorizzazione dei rispettivi portafolgi. Le valutazioni su questi titoli, hanno in taluni casi raggiunto livelli così bassi da dare spazio a fasi di recupero. I mercati, tuttavia, in questo momento penalizzano le società che non sono nelle condizioni di registrare una buona crescita e privilegiano, invece, le aziende che non deludono sotto il profilo della generazione di utili e di cassa. Non a caso tra i peggiori titoli e settori troviamo anche quelli delle utilities, persino quelle tedesche (E.ON e RWE) che, pur all interno di un paese stabile, deludono sugli utili e di conseguenza subiscono disinvestimenti aggressivi da parte degli investitori. Viceversa i settori esposti al ciclo congiunturale globale e soprattutto alla crescita dei paesi emergenti sono risultati i migliori a fine anno, tra questi il cartario, macchinari, industrie estrattive e componenti auto; mentre un discorso a parte va fatto per il settore dell'auto che vive di materiali specifiche. Il movimento registrato da quest ultimo nel è stato pari al 50% sostenuto per lo più da particolari case automobilistiche, come BMW (+73%) e Daimler (+27,3%). Nel corso del è emerso con evidenza come il Giappone tenda a muoversi in ritardo rispetto agli altri mercati; i listini nipponici rappresentano l ultima scelta, fatta solo quando tutti gli altri mercati si sono ormai mossi. La scelta è in parte giustificata dalla lentezza con cui il management giapponese reagisce agli eventi ed attua i processi di ristrutturazione o di adeguamento alle diverse realtà di mercato. A fine anno, in effetti, gli investimenti in Giappone sono risultati premianti, non per merito del mercato azionario (1%) ma solo grazie al forte apprezzamento dello yen, sia contro l euro sia contro il dollaro. Nel corso del i listini nipponici hanno beneficiato in particolare dell inatteso rialzo di novembre e dicembre (circa un +13%), che ha potuto portare a risultati così soddisfacenti. Hanno realizzato perfornance significative i titoli maggiormente esposti alla crescita dei paesi emergenti: trasporti marittimi, macchinari e materiali di base; inoltre, hanno stupito i buoni risultati di settori come le telecomunicazioni. Sorprende, inoltre, il fatto che settori tradizionalmente legati alla ripresa, come acciaio o industria di precisione, siano stati tra i peggiori. Si deve evidenziare, infine, che l economia nipponica è una di quelle che è più cresciuta tra i paesi sviluppati nel, specie grazie alla presenza forte in paesi come la Cina. Tuttavia, sia per la scarsa attitudine delle aziende giapponesi a tramutare la crescita del fatturato in crescita degli utili, sia per il rafforzamento valutario che ha eroso buona parte di tali profitti, resta il fatto che oggi gli investitori preferiscono assumere esposizioni sui paesi asiatici emergenti considerata l'elevata liquidità dell investimento ed il progressivo miglioramento sul fronte della disclosure (trasparenza) e dell attenzione agli azionisti di minoranza. PAESI EMERGENTI Nel sulla scia della forza dell economia, sono emersi i primi timori di un rialzo dell inflazione e di intervento sui tassi. La forte accelerazione della crescita in Cina, e l apprezzamento della valuta in Brasile hanno costantemente raffreddato l entusiasmo degli investitori che temevano misure di intervento da parte dei governi che potessero in qualche modo contrastare la crescita robusta di questi paesi. In realtà sia il governo cinese sia quello brasiliano non hanno intrapreso particolari manovre: la Cina ha effettuato qualche aumento marginale nei tassi; un po più aggressivo è apparso il Brasile che, per contrastare l apprezzamento della moneta, il real, ha addirittura introdotto misure amministrative quali la tassazione dei flussi finanziari che entrano nel paese. La conseguenza di tali paure si è riflessa nelle performance dei mercati con un mediocre +1% per il Brasile (+13,5%, tuttavia, se calcolato in euro grazie al forte indebolimento della moneta unica europea) ed addirittura un 14,3% per il mercato locale cinese di Shanghai che, dopo un breve recupero autunnale, è stato nuovamente penalizzato da prese di profitto da parte degli investitori sul finire dell anno, proprio a causa dei rialzi dei tassi da parte della banca centrale. 6

8 INTERFUND SICAV RAPPORTO DI GESTIONE (SEGUE) Invece, ritorni più che soddisfacenti sono arrivati dagli altri due paesi del BRIC: India +17,4% (+30,7% in euro) e Russia +31% in euro, quest ultima sostenuta soprattutto dal forte rialzo dei prezzi delle materie prime, tra cui petrolio e rame. I mercati emergenti migliori, alla fine del, sono risultati quei paesi considerati di seconda fascia, caratterizzati da una dimensione dell economia e della popolazione non trascurabile e da fondamentali dell economia in chiara accelerazione. Tra questi mercati troviamo paesi come la Turchia e l Indonesia, quest ultima, con una performance nel pari a +46% in valuta locale e +63% in euro, risulta il miglior mercato del. Certamente queste performance straordinarie, ormai evidenti negli ultimi due anni, lasciano intravedere che su quei mercati sia in corso una qualche forma di bolla speculativa e che probabilmente per il prossimo anno paesi con basi più solide, come la stessa Cina, potrebbero tornare ad essere i migliori mercati in termini di performance. ANDAMENTO DEI COMPARTI I comparti sono stati gestiti con l utilizzo di metodologie quantitative con l obiettivo di ottimizzare il profilo di rischiorendimento nei confronti del benchmark. EURO CURRENCY Il è stato caratterizzato dal forti pressioni sui titoli di debito dei paesi periferici dell area euro. Nel corso dell anno sia la Grecia sia l Irlanda sono state costrette a chiedere il sostegno dell Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale data la difficoltà incontrata a rifinanziare il debito in scadenza. La Banca Centrale Europea è intervenuta sul mercato per garantire la liquidità delle obbligazioni maggiormente colpite dalla crisi. Inoltre, la BCE ha mantenuto un ampia fornitura di liquidità al sistema per permettere al settore bancario un corretto funzionamento. Il tasso Eonia a tre mesi, rimasto tra lo 0,35% e lo 0,45% in tutta la prima metà dell anno, ha iniziato a convergere verso il tasso repo a partire dalla scadenza dell asta a lungo termine in luglio. Dopo aver toccato un picco in ottobre allo 0,80%, in corrispondenza con la fase più acuta della crisi debitoria, il tasso eonia ha ricominciato a diminuire per portarsi vicino allo 0,60% nella parte finale dell anno. A livello operativo, il portafoglio è stato strutturalmente investito in titoli di stato italiani con scadenza compresa tra i tre ed i nove mesi, per beneficiare dell inclinazione positiva della curva dei rendimenti. È stata mantenuta, inoltre, una limitata esposizione ai CCT a breve scadenza per beneficiare dello spread positivo. La performance assoluta del prodotto è stata negativa in termini assoluti; considerati i costi di gestione la performance è risultata inferiore a quella del benchmark. La sottoperformance del comparto è riconducibile all ampliamento dello spread tra i tassi Eonia ed i titoli di stato italiani. BOND EURO HIGH YIELD Dopo un 2009 estremamente positivo, il mercato delle obbligazioni subinvestment grade ha registrato nel un andamento ancora favorevole. Le obbligazioni di qualità non bancaria hanno, infatti, continuato a registrare un restringimento degli spread, che ha consentito il ritorno di numerosi emittenti all attività di mercato primario. L universo degli emittenti highyield è stato, infatti, meno esposto al tema che ha caratterizzato il, ossia il rischio sovrano che ha colpito i paesi della periferia dell area euro. Il venir meno delle preoccupazioni per una nuova fase recessiva ha, peraltro, dato supporto a questo segmento di mercato il cui andamento è normalmente fortemente ciclico. In tale scenario il portafoglio del comparto è stato caratterizzato mediamente da un posizionamento neutrale rispetto all'indice di riferimento, cercando di trarre beneficio dalle scelte di selezione tra gli emittenti. La perfomance assoluta del fondo è risultata positiva. La perfomance relativa è risultata inferiore all'indice di riferimento in particolare a causa della presenza di bond subordinati finanziari a bassa liquidità nel benchmark che ne ha alterato la replicabilità. EURO BOND MEDIUM TERM Nel le dinamiche del mercato obbligazionario europeo sono state determinate principalmente dall evolversi della crisi sul debito sovrano di alcuni emittenti dell unione. Nel corso dell anno le autorità europee hanno reagito al progressivo aggravarsi della crisi sul debito che si è inizialmente concretizzata con la sottoscrizione di un piano di aiuti alla Grecia congiunto da parte della Comunità Europea e dell FMI, seguita dalla richiesta del governo irlandese a novembre di un pacchetto di finanziamenti al fondo di stabilità europeo EFSF, istituito a maggio, e all FMI. Il permanere di una situazione di forte tensione su questo fronte ha, inoltre, indotto la Bce a posticipare il preannunciato rientro delle misure straordinarie di liquidità messe in atto a partire dal 2008 ed a mantenere invariato il costo del denaro. La banca centrale ha proceduto poi a intensificare gli acquisti di obbligazioni di Grecia, Irlanda e Portogallo al fine di garantire un ordinato funzionamento del mercato. I rendimenti sui titoli tedeschi hanno mostrato una tendenza al ribasso nel primo semestre, con un minimo di rendimento del 2,08% toccato sul titolo benchmark a dieci anni nel mese di agosto. Successivamente i rendimenti sono tornati a salire grazie al miglioramento dei dati macroeconomici, soprattutto in USA, ed al persistere di una dinamica particolarmente vivace dell economia tedesca. Di conseguenza il titolo benchmark a dieci anni tedesco alla fine dell anno è risalito arrivando a 2,96%, dal 3,39% di fine Gli spread degli emittenti periferici, seppur con fasi alterne, hanno mostrato un progressivo allargamento portando ad una sottoperformance dei rispettivi mercati. A livello operativo è stata mantenuta un impostazione difensiva di portafoglio azzerando in corso d anno l esposizione al debito greco e riducendo progressivamente l esposizione alle emissioni di Irlanda e Portogallo. La durata finanziaria è stata gestita in maniera tattica tramite l utilizzo di contratti derivati. La performance assoluta è risultata positiva; tenuto conto dei costi di gestione la performance è risultata superiore a quella del benchmark. 7

9 INTERFUND SICAV RAPPORTO DI GESTIONE (SEGUE) EURO BOND SHORT TERM 13 Nel le dinamiche del mercato obbligazionario europeo sono state determinate principalmente dall evolversi della crisi sul debito sovrano di alcuni emittenti dell unione europea. Le autorità europee hanno nel corso d anno reagito al progressivo aggravarsi della crisi sul debito che si è inizialmente concretizzata con la sottoscrizione di un piano di aiuti congiunto alla Grecia da parte della Comunità Europea e dell FMI, seguita dalla richiesta del governo irlandese a novembre di un pacchetto di finanziamenti al fondo di stabilità europeo EFSF, istituito a maggio, e all FMI. Il permanere di una situazione di forte tensione su questo fronte ha inoltre indotto la BCE a posticipare il preannunciato rientro delle misure straordinarie di liquidità messe in atto a partire dal 2008 e a mantenere invariato il costo del denaro. La banca centrale ha proceduto poi a intensificare gli acquisti di obbligazioni di Grecia, Irlanda e Portogallo al fine di garantire un ordinato funzionamento del mercato. I rendimenti sui titoli tedeschi si sono mantenuti su una tendenza discendente nel primo semestre, con un rendimento minimo dello 0,44% a giugno toccato dal titolo benchmark a due anni. Successivamente i rendimenti sono tornati a salire grazie al miglioramento dei dati macroeconomici pubblicati principalmente in USA e al persistere di una dinamica particolarmente vivace dell economia tedesca. Il benchmark a due anni tedesco si è cosí riportato sul finale d anno allo 0,82% dall 1,18% di fine Gli spread degli emittenti periferici, seppur con fasi alterne, si sono progressivamente allargati portando ad una sottoperformance dei rispettivi mercati. A livello operativo si è mantenuta un impostazione difensiva di portafoglio azzerando a inizio anno l esposizione al debito greco e riducendo progressivamente in corso d anno l esposizione alle emissioni di Irlanda e Portogallo. La durata finanziaria è stata gestita in maniera tattica tramite l utilizzo di contratti derivati. La performance assoluta è risultata positiva e in termini relativi si è conseguito un parziale recupero dei costi gestionali. EURO BOND LONG TERM Il è stato caratterizzato dalle forti pressioni sui titoli di debito dei paesi periferici dell area euro. Nel corso dell anno sia la Grecia sia l Irlanda sono state costrette a chiedere il sostegno dell Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale data la difficoltà incontrata per rifinanziare il debito in scadenza. La Banca Centrale Europea è intervenuta sul mercato per garantire la liquidità delle obbligazioni maggiormente colpite dalla crisi. Inoltre, la BCE ha mantenuto un ampia fornitura di liquidità al sistema per permettere al settore bancario un corretto funzionamento. I rendimenti sul titolo benchmark tedesco sono diminuiti nel corso della prima metà dell anno, in linea con le attese di una crescita sostanzialmente sottotono; nella seconda parte dell anno, tuttavia, il miglioramento dello scenario macroeconomico ha portato ad un aumento dei rendimenti. La performance del comparto è stata positiva in termini assoluti; considerati i costi di gestione la performance è risultata superiore a quella del benchmark. Il portafoglio ha mantenuto una duration sostanzialmente allineata all indice di riferimento, mantenendo una sostanziale sottoesposizione ai paesi periferici dell Unione Monetaria; tale scelta ha determinato la sovraperformance del comparto. BOND USA Il mercato obbligazionario americano ha registrato una performance molto differenziata nel corso del. In particolare, dall inizio dell anno fino al mese di ottobre il tema dominante è stato la lentezza della ripresa economica USA, soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro; in linea con tale scenario i rendimenti sono diminuiti fino a toccare il 2,4%. Nella parte finale dell anno l emergere dell evidenza di un consolidamento del ciclo economico e l aumento dei prezzi delle commodity ha portato ad un aumento dei rendimenti, fino a toccare il 3,4% nel mese di dicembre. La Federal Reserve ha lasciato invariato il target sui Fed Funds Rates, iniziando nella seconda parte dell anno una nuova fase di espansione quantitativa della liquidità attraverso l acquisto di titoli di stato. La performance assoluta del comparto è stata positiva grazie alla riduzione dei rendimenti nella prima parte dell anno; l andamento del comparto è stato positivamente influenzato anche dal rafforzamento del dollaro nel corso dell anno. In termini relativi la performance è risultata inferiore a quella del benchmark, a causa della scelta poco premiante di mantenere nella parte finale dell anno una sovraesposizione sui tassi a lungo termine. BOND JAPAN Nel corso del il mercato obbligazionario giapponese ha seguito da vicino le dinamiche degli altri principali mercati. Il segmento breve della curva ha evidenziato una volatilitá molto limitata a fronte di una banca centrale che ha mantenuto invariato il costo del denaro e che, dato il permanere di un contesto di deflazione, secondo le attese manterrà i tassi invariati ancora per un periodo di tempo prolungato. La volatilitá si è riversata invece sul segmento lungo della curva. Il rendimento sul benchmark decennale ha infatti toccato un massimo ad aprile all 1,4% per poi continuare a scendere, seppure con fasi alterne, e toccare un minimo dello 0,82% a ottobre. Il miglioramento dei dati macro realizzatosi nella fase finale dell anno ha portato ad una brusca inversione di tendenza. I rendimenti sono infatti tornati a salire per terminare l anno all 1,12% sulla scadenza decennale. Il permanere di una base di investitori domestici molto forte, che detiene circa il 95% dello stock di debito pubblico, ha permesso a questo mercato di non venire coinvolto nelle tensioni sul finanziamento del debito che hanno interessato alcuni paesi europei. A livello operativo è stata mantenuta un esposizione di duration e curva prossima a quella dell indice di riferimento. La performance assoluta è risultata positiva grazie principalmente al marcato apprezzamento dello yen sull euro e, inferiore a quella dell indice di riferimento, tenuto conto dei costi gestionali. 8

10 INTERFUND SICAV RAPPORTO DI GESTIONE (SEGUE) EQUITY ITALY Nel corso del primo semestre del il mercato azionario italiano ha registrato una performance negativa. Dopo un andamento volatile nel primo trimestre, il mercato ha successivamente virato e oscillato in territorio negativo per tutta la rimanente parte dell anno. Particolarmente penalizzati sono stati i titoli finanziari mentre performance anche molto positive hanno interessato le società industriali ed esportatrici. I timori legati alla tenuta dei conti pubblici e del debito di Grecia e Irlanda hanno comportato un innalzamento del rischiopaese di alcuni stati europei, tra cui anche quello dell Italia. Questa situazione ha pesato negativamente sul mercato azionario italiano, penalizzato anche a causa di una minore crescita economica rispetto a quella internazionale. Nel periodo di riferimento, il comparto è stato caratterizzato da un operatività regolare finalizzata, in parte, a trarre vantaggio da una volatilità che si è mantenuta su valori superiori alle media storica, anche se su livelli non eccezionali. Nella prima fase dell anno sono state ridotte le posizioni sul comparto finanziario, rispetto al quale è stata mantenuta una posizione di sottopeso più o meno ampia per tutto il periodo. Contestualmente sono state incrementate e mantenute, in maniera selettiva e successivamente abbastanza generalizzata, le posizioni sulle società industriali esportatrici e quindi più esposte al buon andamento dei consumi internazionali. La performance assoluta del comparto è risultata negativa ma migliore rispetto flessione del mercato azionario italiano grazie alla premiante operatività posta in essere al fine di sfruttare la volatilità di breve periodo del mercato ed alle proficue scelte di effettuate. EURO CORPORATE BOND Dopo un 2009 caratterizzato dal restringimento degli spread, il mercato delle obbligazioni societarie ha attraversato una fase di marcata volatilità e debolezza durante il. A provocare la flessione del mercato sono state le preoccupazioni relative alla sostenibilità del debito sovrano in alcuni paesi periferici della zona euro. La pressione è stata più marcata sugli spread del settore bancario, in particolare per gli emittenti percepiti come più esposti al rischio sovrano. Nel comparto delle obbligazioni emesse da istituti bancari, l allargamento medio registrato durante il è stato di ben 60 punti base. In tale contesto il portafoglio ha conservato una costante sottoesposizione al mercato. In termini di allocazione settoriale, favorendo invece progressivamente il settore bancario, dove si è ricostituito un significativo premio per il rischio. La performance assoluta è risultata positiva. La performance relativa, tenuto conto dei costi di gestione, è risultata inferiore al benchmark. EQUITY USA Nel, il comparto ha registrato una performance superiore al benchmark. Il mercato globale e la situazione economica durante questo periodo sono stati caratterizzati dal susseguirsi di fasi di debolezza economica e debolezza economica e stimolo monetario, da varie crisi debitorie ed infine da un'accelerazione dell'economia. L anno si è concluso in modo simile al 2009, con maggiore fiducia nello scenario economico. L elemento che ha caratterizzato la notevole ripresa che ha concluso l anno è stata la vittoria reale o puramente psicologica della politica espansiva della Fed sui vari motivi di preoccupazione che dominavano i mercati: la frenata dei mercati emergenti, la crisi del debito sovrano europeo, le insolvenze delle amministrazione locali e la disoccupazione ostinatamente elevata. Durante l anno, il comparto è stato posizionato per trarre vantaggio da un mercato bloccato in un trading range. Su un mercato caratterizzato da fasi alterne, il comparto ha ottenuto rendimenti positivi soprattutto attraverso la selezione azionaria. Inoltre, un contributo favorevole è stata ottenuto anche grazie alla selezione settoriale, all'attività di trading e ed alle opportunità offerte da eventi occasionali. Il gestore, come al solito, si è concentrato sopratutto sulle aziende a maggior capitalizzazione. Per quanto riguarda la selezione settoriale, i risultati migliori per il comparto sono stati ottenuti nei seguenti settori: bancario, sanitario e vendite al dettaglio. Alcuni contributi degni di nota sono arrivati da media, beni strumentali, immobiliare, software e semiconduttori. GLOBAL CONVERTIBLES (dal 15 ottobre ) Il comparto è stato avviato in ottobre ed ha registrato una rendimento superiore dello 0,68% rispetto all'indice di riferimento. Il benchmark, a sua volta, ha fatto segnare una performance dell 1,65%, grazie alla costituzione del comparto. EQUITY JAPAN Contrariamente alla tendenza rialzista del primo trimestre, in seguito il mercato nipponico deluso le aspettative di ulteriori apprezzamenti facendo segnare due trimestri deludenti. Soltanto gli ultimi due mesi dell anno hanno prodotto modesti rialzi tali da riportare gli indici di riferimento in territorio sostanzialmente neutrale per fine anno. Tuttavia il significativo apprezzamento dello yen ha permesso agli investitori dell'area euro di godere a fine anno di una eccellente performance, sicuramente la migliore tra i mercati non emergenti. Durante il periodo in esame, il portafoglio e stato caratterizzato nel primo trimestre da un approccio decisamente rialzista; successivamente l orientamento è stato molto più prudente rispetto al benchmark, benché ciò non sia stato sufficiente ad impedire delle flessioni rispetto ai rialzi registrati dall inizio dell anno. Nel corso del secondo semestre, l attività sui mercati è notevolmente aumentata a causa di notevoli riscatti. Il portafoglio ha mantenuto un impostazione selettiva, orientata verso aziende con tassi di crescita degli utili superiori rispetto alla media del mercato. Alla fine dell anno, la performance del comparto è risultata positiva in termini assoluti, e tenuto conto dei costi di gestione, il rendimento è stato superiore a quello del benchmark. 9

11 INTERFUND SICAV RAPPORTO DI GESTIONE (SEGUE) EQUITY EUROPE Il comparto ha registrato una buona performance nel, superiore all indice di riferimento. Questa risultato positivo si può ascrivere all'efficace selezione effettuata sia sul piano azionario che settoriale. A livello settoriale, gran parte della sovraperformance è ascrivibile al sovrappeso nei settori di auto, beni strumentali, beni di consumo durevoli, servizi per i consumatori e media, nonché alla posizione sottopesata per tutto l anno nelle utilities. Questo posizionamento riflette l'idea che la chiave per trainare l espansione dei profitti sarebbe stata rappresentata dal recupero dei margini, e che in una situazione di crescita ragionevole questa tendenza sarebbe stata dominata dai beni di consumo ciclici. Al contrario, come avevamo previsto i produttori di energia elettrica hanno avuto una capacità di pricing molto imitata, dato che sono aumentati i margini di riserva per progetti di spesa in conto capitale da cui la sottoesposizione di lunga data. Il gestore ha mantenuto un orientamento positivo verso gli attivi rischiosi nel corso del, questa valutazione si è dimostrata particolarmente positiva nel secondo semestre nonostante le turbolenze della crisi del debito sovrano nella zona euro, una ripresa incerta nel mercato del lavoro degli USA e un leggero indebolimento nel mercato immobiliare statunitense. EQUITY PACIFIC EX JAPAN Nel corso del la performance assoluta del comparto è stata positiva, con una sovrapeformance rispetto al benchmark. Il primo semestre dell anno è stato un periodo di consolidamento, successivo al forte rialzo nel 2009, quando l economia mondiale si riprendeva dalla crisi finanziaria globale del 2008 grazie al lancio da parte dei governi del mondo di pacchetti di stimolo. Lo stimolo su un mercato caratterizzato da fasi alterne, il comparto ha ottenuto rendimenti positivi soprattutto attraverso la selezione azionaria. Inoltre, un contributo favorevole è stata ottenuto anche grazie alla selezione settoriale, all'attività di trading e ed alle opportunità offerte da eventi occasionali. Il gestore, come al solito, si è concentrato sopratutto sulle aziende a maggior capitalizzazione. Per quanto riguarda la selezione settoriale, i risultati migliori per il comparto sono stati ottenuti nei seguenti settori: bancario, sanitario e vendite al dettaglio. Alcuni contributi degni di nota sono arrivati da media, beni strumentali, immobiliare, software e semiconduttori, di gran lunga più importante è stato attuato dalla Cina, che non solo ha spinto l economia cinese per la prima volta nella storia la Cina è diventata il motore in grado di tirare fuori l economia mondiale dalla recessione, eclissando il Giappone costretto ad accontentarsi del secondo posto tra le più grandi economie del pianeta. Nel primo semestre del, il consolidamento del mercato azionario è stato inficiato dalle preoccupazioni per un rallentamento della crescita economica quando i governi nella maggior parte dei paesi sono stati obbligati a ridurre lo stimolo fiscale a causa dei deficit di bilancio in rapida ascesa e dell'esplosione del debito pubblico. Questo problema è stato più acuto nelle economie periferiche europee (specialmente in Grecia ed Irlanda), dove i deficit di bilancio ed i livelli di debito sono diventati insostenibili, e la minaccia del debito sovrano ha destabilizzato l euro. Durante questo primo semestre, quando lo scenario economico era fosco ed i livelli di rischio elevati, il comparto è stato posizionato in modo difensivo con finanziari e ciclici sottopesati e beni di largo consumo, infrastrutture e utilities sovrappesati. Il rischio è stato ulteriormente ridotto con una bassa tracking error rispetto al benchmark. Questa strategia è stata invertita nel secondo semestre dato che lo scenario della crescita mondiale è migliorato e la Fed si è impegnata in un secondo ciclo di politica espansiva (QE2) per stimolare la pigra economia statunitense. Questo forte stimolo monetario, se da un lato ha indebolito il dollaro USA, ha dall altro fugato i timori di una seconda fase di recessione ed ha sospinto i mercati azionari mondiali e quelli delle materie prime. Oltre ad accentuare l esposizione verso i settori più sensibili all andamento del ciclo economico anche il tracking error è stato aumentato. Le posizioni difensive in infrastrutture, beni di largo consumo e immobiliare sono state chiuse e l esposizione è stata aumentata nei settori di industria, tecnologia e materie prime. Se da un lato sono stati sovrappesati i titoli di delle materie prime in Australia, l esposizione globale australiana è stata ridotta a favore di Hong Kong. Sono stati ridotti i settori difensivi in Australia (beni di largo consumo, infrastrutture, immobiliare e finanza) a vantaggio dei settori ciclici di Singapore e Hong Kong ( industria, beni durevoli, e tecnologia). Per tutto il, le economie della regione dell AsiaPacifico, specialmente l economia australiana trainata dalle materie prime, sono state guidate persistente solidità dell economia cinese. Questo nonostante i maggiori tassi d interesse e le misure amministrative prese dalle autorità cinesi per cercare di evitare un surriscaldamento dell economia e controllare l inflazione. Per rallentare l economia ad un livello più sostenibile e ridurre le pressioni inflazionistiche ed i prezzi delle case, il governo cinese ha ridotto le spese per le infrastrutture e la fornitura di credito ed ha anche introdotto specifiche misure amministrative per ridurre i prezzi delle case nelle principali città. Nonostante queste misure, la crescita economica è rimasta molto robusta. L economia cinese ha spostato il proprio obiettivo dalla crescita guidata dalle esportazioni all'espansione dei consumi interni. Tale andamento è stato evidente nell esplosione dei consumi privati, a volte spinti dai sussidi pubblici, su qualunque bene, dalle TV alle macchine; nel, le vendite di autovetture in Cina ha superato per la prima volta i livelli delle vendite di auto negli USA. Nel, la Cina ha continuato a costruire le proprie infrastrutture dagli aeroporti, alle autostrade ed alle reti ferroviarie ad alta velocità ed a far risalire la catena di fabbricazione di valore aggiunto, specialmente nelle industrie high tech e verdi (energia solare/eolica). Nel secondo semestre del, lo il milgioramento dell economia USA e delle economie centrali dell Europa, insieme a nuovi cicli di prodotti di consumo, quali smart phone e tablet PC, hanno fornito un ulteriore stimolo alle economie più legate ai cicli tecnologici del nord dell Asia, specialmente Corea e Taiwan. La debolezza del dollaro e i prezzi elevati delle materie prime legati alla forte crescita della Cina hanno fatto si che l'economia australiana continuasse a correre malgrado gli interventi della banca centrale per inasprire i tassi d'interesse. GLOBAL Nella prima parte dell anno i mercati finanziari internazionali hanno evidenziato un accentuata volatilitá, allorché i timori per i conti pubblici e il rischio di un indebolimento della crescita hanno fatto precipitare la fiducia degli investitori. Le apprensioni degli investitori per la sostenibilità delle finanze pubbliche si sono concentrate sui problemi della Grecia e di altri debiti sovrani dell area euro. Di fronte alla crescente incertezza, si è verificato da un lato un ridimensionamento delle esposizioni al rischio, dall'altro la fuga verso investimenti tradizionalmente sicuri. Questa crescente preoccupazione ha generato una forte correzione dei pricipali mercati azionari i quali, dopo la performance positiva registrata nei primi mesi dell anno, sono scesi al di sotto dei livelli di fine

12 INTERFUND SICAV RAPPORTO DI GESTIONE (SEGUE) Il secondo semestre è iniziato nel segno di un crescente "appetito" per le attività rischiose, in particolare per il mercato azionario. Un mix di dati societari migliori delle attese e di dati macro relativamente buoni hanno contribuito a determinare il suddetto clima. Clima che è continuato fino alla fine dell anno, a parte la parentesi del mese di novembre, caratterizzato da preoccupazioni in merito alla solidità del debito sovrano europeo ed alla politica monetaria restrittiva adottata dalla Bank of China. Il comparto è stato gestito mantenendo un allocazione in linea con quella del benchmark. Per quanto riguarda la parte azionaria abbiamo focalizzato la nostra attenzione sui titoli premiati dai nostri modelli quantitativi. I criteri guida nella gestione della componente obbligazionaria sono stati la minimizzazione del turnover di portafoglio e la selezione dei titoli con liquidità maggiore. La durata media finanziaria è stata mantenuta in linea con l indice di riferimento. La performance del comparto è stata positiva e superiore a quella del benchmark tenuto conto dei costi di gestione. BOND GLOBAL EMERGING MARKETS Nel corso del, il mercato delle obbligazioni dei paesi emergenti ha registrato una performance notevolmente positiva. Nonostante lo spread dell indice di riferimento non abbia subito un forte restringimento (muovendosi lateralmente all interno di una banda piuttosto ristretta), il forte movimento al ribasso dei tassi americani ha determinato, insieme alla componente carry, gli ottimi rendimenti. Durante l anno, per i paesi emergenti si sono confermate le buone prospettive relative alle variabili macroeconomiche già emerse nell anno precedente. I tassi di crescita sono stati generalmente sostenuti e le pressioni inflative relativamente contenute. I bilanci pubblici sono stati mantenuti sotto controllo ed i livelli del debito pubblico non hanno subito sostanziali aumenti. Questo miglioramento delle dinamiche rispetto al deterioramento registrato nei paesi sviluppati hanno fatto crescere l'interesse degli investitori per gli attivi di riferimento del comparto. Inoltre i livelli molto contenuti del risk free rate hanno portato ad una diminuzione generale dell avversione al rischio, che, unita ai rendimenti interessanti offerti dai paesi emergenti hanno determinato un enorme aumento dei flussi in entrata verso questi ultimi. In relazione all andamento dei singoli paesi, le performance migliori sono state registrate da Argentina, e Ucraina, quelle peggiori sono state registrate da Ungheria, Cile e Vietnam. Per quanto riguarda le scelte gestionali, è stata implementata una strategia volta a beneficiare delle condizioni favorevoli per questa tipologia di attivo con una sovraesposizione complessiva del portafoglio concentrata soprattutto in America Latina ed Asia. La performance annuale è risultata positiva e, tenendo conto dei costi operativi sostanzialmente neutra nei confronti dell'indice. EQUITY GLOBAL EMERGING MARKETS Il comparto ha registrato una buona performance nel, risultata tuttavia inferiore all indice di riferimento in euro. La sottoperfomance è stata interamente registrata nel corso del primo semestre dell anno, con un graduale recupero nel soro del secondo semestre quando i mercati sino stabilizzati dopo i successivi inasprimenti monetari nei paesi emergenti di inizi anno e le crisi di maggio (Grecia, fuga di petrolio nel golfo del Messico, disordini in medio oriente) che hanno causato alcune violente oscillazioni del mercato risultate penalizzanti anche per i portafogli maggiormente diversificati. Le minacce inflative ed eventuali bolle speculative sui prezzi degli attivi hanno continuato a pesare sui mercati per tutto l anno. Su un livello più microeconomico, nel primo trimestre, il comparto ha adottato una posizione sovrappesata sui titoli finanziari di Cina, India e Brasile. Nel corso del secondo semestre, il gestore ha introdotto in portafoglio titoli russi del settore petrolifero e del gas, che presentano valutazioni basse e potrebbero trarre vantaggio da una riforma fiscale favorevole. Inoltre il comparto deteneva posizioni sovrappesate nelle società petrolchimiche del Medio Oriente (che offrivano quotazioni scontate) e ha acquistati titoli finanziari della Turchia, dove il mercato ha scontato notizie positive. INTERNATIONAL SECURITIES NEW ECONOMY I mercati azionari hanno registrato nel corso del una performance positiva. Nel periodo di riferimento il comparto è stato interessato da una buona operatività in presenza di alcuni riscatti. La politica di investimento del comparto è stata caratterizzata esclusivamente da scelte selettive su singoli titoli, basate su analisi di natura fondamentale. Nel corso dell anno sono stati privilegiati titoli appartenenenti a piccole e medie capitalizzazioni, in particolare quelli che con una revisione del fatturato e dell utile operativo superiore alla media del settore. La performance del comparto è risultata positiva in termini assoluti e, tenuto conto dei costi di gestione, anche superiore a quella del benchmark di riferimento. EMERGING MARKETS LOCAL CURRENCY BOND (dal 15 ottobre ) Il comparto è stato avviato in ottobre e negli ultimi due mesi dell anno, il benchmark in euro ha registrato una performance positiva. In un contesto caratterizzato da un aumento delle attese di inasprimento monetario e di spinte inflative, i tassi sono aumentati nella maggior parte dei paesi, e le valute sono state trainanti per la redditività. La fine dell anno è stata divisa in due situazioni di mercato. Novembre ha visto un deprezzamento generalizzato delle valute dei paesi emergenti in vista della realizzazione di profitti legata all'annuncio del secondo round di politica espansiva degli USA. A dicembre, man mano che la propensione al rischio è ritornata, le valute si sono riprese, spingendo verso l alto la performance. Nel corso del, la performance del comparto, in termini assoluti, è stata positiva. Il comparto ha registrato una sottoprestazione rispetto al benchmark, e tra i detrattori della performance relativa ci sono stati: il sovrappeso dei tassi brasiliani, dato che tassi sono cresciuti; un sottopeso al rublo russo, poiché valuta ha registrato un apprezzamento rispetto all euro. Il sovrappeso al peso messicano ha contribuito bene alla performance relativa. 11

13 INTERFUND SICAV RAPPORTO DI GESTIONE (SEGUE) INFLATION LINKED Nel corso del il comparto ha registrato una performance positiva grazie al permanere di una politica monetaria particolarmente accomodante in tutte le principali aree di investimento a fronte di una ripresa che appare ancora moderata e incerta. I rendimenti reali si sono mantenuti in una fase discendente fino ad ottobre grazie al prevalere dei rischi legati alla crisi sul debito sovrano in Europa e a i timori per una possibile ricaduta nella fase recessiva negli USA con conseguenti potenziali impatti deflativi. Successivamente, l emergere di dati congiunturali piú solidi in USA e l adozione di una seconda fase di espansione quantitativa da parte della Fed hanno generato un mutamento del clima di mercato favorendo le tipologie di attivo rischiose e procicliche e mettendo sotto pressione i rendimenti delle obbligazioni governative sia tradizionali che indicizzate. Negli ultimi quattro mesi dell anno i livelli attesi di inflazione hanno riflesso la stessa dinamica, cominciando a risalire, in linea con il miglioramento delle valutazioni del mercato sullo stato della congiuntura. A livello operativo si è mantenuta una struttura di portafoglio sostanzialmente stabile utilizzando strumenti derivati piú liquidi per modificare in chiave tattica l esposizione di curva e di duration dei prodotti, nonché l esposizione valutaria. La performance è risultata positiva in termini assoluti e in termini relativi si è conseguito un parziale recupero dei costi gestionali. SYSTEM FLEX Il primo semestre del è stato un periodo caratterizzato da forte turbolenza per mercati e anche per i fondi absolute return. La crisi del debito greco ha favorito una serie di movimenti repentini che sono stati di difficile interpretazione per buona parte degli operatori di mercato. Inoltre, alle paure generate dal debito sovrano, si è aggiunta una percezione diffusa del fatto che la situazione macroeconomica non sia ancora stata ricondotta sui binari giusti. In seguito a tali eventi i mercati azionari globali hanno mostato un calo abbastanza evidente, mentre l'unica tipologia di attivo che si è difesa è stata quella dei bond governativi con elevato rating. Nel secondo semestre, sebbene la crisi degli stati europei non sia affatto rientrata, si è assistito ad una buona ripresa dei mercati azionari e con essi dei gestori absolute return. Sul mercato continuano ad arrivare nuove opportunità di investimento principalmente offerte dai gestori di hedge funds che si convertono allo strumento di investimento rappresentato dalle UCITSIII. Il portafoglio del comparto ha mantenuto nel corso di tutto l anno una posizione predominante sui fondi flessibili con una preponderanza di fondi orientati all investimento obbligazionario. Sono state dinamicamente aggiunte delle posizioni direzionali sulle commodities e sulle obbligazioni emergenti in valuta locale. La performance del secondo semestre è stata positiva ed ha consentito di chiudere l anno in territorio positivo. SYSTEM 40 Nel corso dell'anno sono stati effettuati i seguenti investimenti. Sulle obbligazioni sovrane, si sono preferite le obbligazioni italiane, nella parte a breve della curva. Tuttavia, con lo svilupparsi della crisi irlandese alla fine di novembre, l effetto di contagio ai paesi considerati deboli sotto il profilo del debito è stato penalizzante per il portafoglio. Nel primo semestre dell anno, sono state colte alcune opportunità nel mercato FX, aprendo una posizione a breve in euro contro il peso messicano e alla sterlina che è stata chiusa al raggiungimento dell'obiettivo e ha contribuito positivamente alla performance del comparto. Durante il secondo trimestre, ci si è mossi tatticamente con posizioni lunghe o brevi in euro contro il dollaro USA, generando un ritorno positivo. Fino all estate, sono stati aumentati gli investimenti su obbligazioni subordinate finanziarie a breve termine, che sono state ancora sostenute dagli attesi cambiamenti della normativa che regola il settore finanziario. Tuttavia, all inizio del quarto trimestre, quando le valutazioni delle obbligazioni finanziarie europee stavano ampiamente integrando gli effetti positivi delle nuove normative, il gestore ha realizzato i profitti maturati sulla maggior parte di questa esposizione ed ha indirizzato i proventi sul segmento societario, che pare godere di una miglior esposizione verso il ciclo economico e di una volatilità più bassa rispetto alle obbligazioni finanziarie subordinate. All interno del settore societario, si sono preferiti titoli subordinati, poichè più allettanti in termini di valutazioni. Il contributo alla performance del portafoglio è stato positivo fino alla fine di novembre, quando la nuova ondata di avversione al rischio causata dalla situazione irlandese ha colpito anche le obbligazioni societarie. Nel complesso la performance del comparto nel corso degli ultimi sei mesi non è stata positiva, e pertanto anche la performance annuale è risultata lievemente negativa. SYSTEM EVOLUTION Il terzo trimestre si chiude con una buona performance dei principali mercati azionari, con rialzi compresi tra il 5 e il 10%. I rendimenti in rialzo hanno penalizzato invece l obbligazionario governativo: l area euro ha visto salire sia i tassi dei paesi di riferimento (Germania) in un contesto di forza dell economia tedesca, sia gli spreads dei paesi periferici per i rinnovati timori sulla tenuta delle finanze pubbliche, parzialmente ridimensionati in chiusura di anno. I dati macro hanno confermato la forza dei settori manifatturieri su entrambe le sponde dell Atlantico e hanno allontanato lo spettro di una nuova fase recessiva spostando l attenzione sulla sostenibilità della ripresa nel medio periodo. L emergere di tensioni sui mercati delle materie prime cominciano ad avare conseguenze le dinamiche dei prezzi in particolare nelle economie emergenti. L investimento prevalente è stato rappresentato da titoli obbligazionari, e in misura residuale da strumenti azionari. L obbligazionario è a sua volta stato ripartito in titoli governativi dell area euro a breve e medio termine con duration media ponderata di circa un anno e per il restante in corporate appartenenti principalmente alle classi di rating investment grade con duration ponderata di circa 2 anni. 12

14 INTERFUND SICAV RAPPORTO DI GESTIONE (SEGUE) La quota di azionario è stata progressivamente aumentata con acquisti che hanno riguardato principalmente derivati e titoli sui mercati di USA ed Europa, focalizzandosi a livello settoriale sui settori finanziario e farmaceutico, quindi gestita tatticamente con prese di profitto. Il comparto delle obbligazioni societarie ha visto l acquisto selettivo di emissioni a breve scadenza e con un profilo rischiorendimento attraente, emissioni sul mercato primario con scadenze di medio periodo e alcuni subordinati bancari particolarmente penalizzati. Per quanto riguarda i titoli di Stato c è stata una rotazione a favore dell Italia (finanziata da vendite sulla Francia) per sfruttare il maggior carry, e l apertura e chiusura in profitto di posizioni corte sulle scadenze brevi della Germania che che venivano scambiate a corsi particolarmente elevati. Sono state aperte e chiuse con bilancio positivo posizioni in derivati basate su una riduzione della volatilità azionaria e su una migliore performance relativa dei mercati sviluppati rispetto a quelli dei paesi emergenti. La performance da inizio anno è stata positiva. SYSTEM 100 I mercati azionari hanno registrato rendimenti positivi, in un contesto caratterizzato dal calo dell'elevata volatilità. I gli andamenti più favorevoli si sono concentrati soprattutto nella seconda parte dell anno, dopo che sono apparsi evidenti segnali di riaccellerazione della domanda interna negli USA. L area che ha mostrato maggiore stabilità risulta essere quella relativa al mercato statunitense. Nel periodo di riferimento, il comparto è stato caratterizzato da una rotazione del portafoglio modesta e da flussi trascurabili. Nell anno è stata mantenuta una strategia di portafoglio volta alla costruzione di posizioni di medio periodo in obbligazioni corporate di emittenti del settore finanziario ed, in particolare nel quarto trimestre, di esposizione a bond subordinati del settore corporate. Queste esposizioni hanno sofferto nell ultimo mese dell anno a causa dei problemi del settore finanziario irlandese e all intensificarsi del rischio paese in Europa. Sul fronte azionario, nella prima parte dell anno abbiamo mantenuto posizioni lunghe su futures relativi al mercato USA, successivamente, ne secondo semestre siamo passati ai mercati europei ed ai finanziari USA La performance del comparto, tenuto conto dei costi di gestione e delle imposte, è risultata positiva, riconducibile principalmente all andamento favorevole del trading azionario, mentre la parte obbligazionaria ha penalizzato la performance in special modo a fine anno. EURO BOND SHORT TERM 35 Nel le dinamiche del mercato obbligazionario europeo sono state determinate principalmente dall evolversi della crisi sul debito sovrano di alcuni emittenti dell unione. Le autorità europee nel corso d anno hanno reagito al progressivo aggravarsi della crisi sul debito che in un primo momento ha avuto come conseguenza la sottoscrizione di un piano di aiuti congiunto alla Grecia da parte della Comunità Europea e del FMI, seguita dalla richiesta del governo irlandese a novembre di un pacchetto di finanziamenti al fondo di stabilità europeo EFSF, istituito a maggio, e all FMI. Il permanere di una situazione di forte tensione su questo fronte ha inoltre indotto la BCE a posticipare il preannunciato rientro delle misure straordinarie di liquidità messe in atto a partire dal 2008 e a mantenere invariato il costo del denaro. La banca centrale ha proceduto poi a intensificare gli acquisti di obbligazioni di Grecia, Irlanda e Portogallo al fine di garantire un ordinato funzionamento del mercato. I rendimenti sui titoli tedeschi si sono mantenuti su una tendenza discendente nel primo semestre, con un rendimento minimo dello 0,44% toccato sul titolo benchmark a due anni a giugno. Successivamente i rendimenti sono tornati a salire grazie al miglioramento dei dati macroeconomici soprattutto negli USA e al persistere di una dinamica particolarmente vivace dell economia tedesca. Il benchmark a due anni tedesco si è cosí riportato sul finale d anno allo 0,82% dall 1,18% di fine Gli spread degli emittenti periferici, seppur con fasi alterne, si sono progressivamente allargati sottoperformando i rispettivi mercati. A livello operativo si è mantenuta un impostazione difensiva di portafoglio azzerando a inizio anno l esposizione al debito greco e riducendo progressivamente in corso d anno l esposizione alle emissioni di Irlanda e Portogallo. La durata finanziaria è stata gestita in maniera tattica tramite l utilizzo di contratti derivati. La performance assoluta è risultata positiva e superiore al benchmark. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Luigi Cappugi Nota: Le informazioni contenute nella presente relazione hanno carattere consuntivo e possono non essere indicative di risultati futuri. 13

15 INTERFUND SICAV PERFORMANCE DAL 1 GENNAIO, AL 31 DICEMBRE, (ValutaEUR) COMPARTIMENTO PERFORMANCE BENCHMARK Compartimento Benchmark* Interfund Euro Currency 0.10% 1.33% JP Morgan Euro 6 month Cash Index Interfund Bond Euro High Yield 7.82% 11.41% Merril Lynch Euro High Yield BB B Rated Constrained Index Interfund Euro Bond Medium Term 0.36% 0.29% Citigroup EMU Government Bond Index 510 years Interfund Euro Bond Short Term % 0.72% Citigroup EMU Government Bond Index 13 years Interfund Euro Bond Long Term 1.13% 1.37% Citigroup EMU Government Bond Index > 10 years Interfund Bond USA 9.22% 11.52% Citigroup US Government Bond Index Interfund Bond Japan 20.91% 22.49% Citigroup Japan Government Bond Index Interfund Equity Italy (3.29%) (6.97%) COMIT Global R Index Interfund Euro Corporate Bond % 6.01% 90% iboxx Euro Corporates Index 10% iboxx Euro Sovereign Index 35 years Interfund Euro Corporate Bond 3 (2.14%) (2.02%) iboxx Euro Corporates Index Interfund Equity USA Classe A 20.94% 18.41% MSCI USA Index Interfund Equity USA Classe AH 11.53% 9.39% MSCI USA Index (Euro hedged) Interfund Global Convertibles % 1.65% UBS Global Focus Convertible Bond EUR Hedged Index Interfund Equity Japan Classe A 19.51% 18.58% MSCI Japan Index Interfund Equity Japan Classe AH 0.75% (2.78%) MSCI Japan Index (Euro hedged) Interfund Equity Europe 12.33% 5.54% MSCI PanEuro Index Interfund Equity Pacific Ex Japan 23.42% 17.93% MSCI Pacific free ex Japan Index Classe A Interfund Equity Pacific Ex Japan 5.65% (0.73%) MSCI Pacific free ex Japan Index (Euro hedged) Classe AH Interfund Global 8.45% 8.53% 60% MSCI World Index, 30% Citigroup EMU Gov. Bond Index 15 year, 10% COMIT Global R Index Interfund Bond Global Emerging Markets 9.24% 10.17% JP Morgan Emerging Markets Bond Index (EMBI) Global Diversified (100% Euro hedged) Interfund Equity Global Emerging 14.37% 21.39% MSCI Emerging Markets Free Index Markets Interfund International Securities New 13.98% 14.81% MSCI World Index (New Economy Sectors) Economy Interfund Emerging Markets Local Currency Bond % 1.72% JPMorgan Goverment Bond Index Emerging Markets Global Diversified, valued in USD Unhedged and converted into EURO at the WM/Reuters rate Interfund Inflation Linked 4.04% 4.40% Merrill Lynch Global Governement Inflationlinked Index (100% Euro Hedged) Interfund System Flex 1.34% Interfund System 40 (0.28%) Interfund System Evolution 2.26% Interfund System % Interfund Euro Bond Short Term % 1.32% Citigroup EMU Government Bond Index 35 years * al netto dell'imposta sostitutiva ex D. Lgs.21 novembre 1997 n. 461, entrato in vigore il 1 Luglio dal 25 ottobre 2 fino al 14 ottobre 3 dal 15 ottobre 14

16 INTERFUND SICAV SITUAZIONI PATRIMONIALI AL 31 DICEMBRE (ValutaEUR) INTERFUND EURO CURRENCY INTERFUND BOND EURO HIGH YIELD INTERFUND EURO BOND MEDIUM TERM INTERFUND EURO BOND SHORT TERM 13 ATTIVITÀ: Investimenti in titoli, al costo medio 341,606,901 Plusvalenza / (minusvalenza) netta non realizzata 476,814 Investimenti in titoli, al valore di mercato 342,083,715 63,817,995 5,670,699 69,488, ,481,906 (9,450,849) 724,031,057 1,030,684,948 (15,018,870) 1,015,666,078 Conti correnti bancari 36,818,680 2,396,699 13,418,670 64,794,794 Interessi 440,031 1,901,415 15,334,519 17,464,764 Importo da ricevere sui titoli venduti 10,756,418 Margini iniziali sui contratti futures Altri crediti Credito d'imposta 6,792,149 Dividendi (al netto delle ritenute alla fonte) Vendita di quote del Fondo 857,690 Margini di variazione sui contratti futures Utili non realizzati per contratti di cambio a termine Utili non realizzati sui contratti swap Opzioni comprate al valore di mercato Totale attività: 397,748, ,483 1,266, ,892 75,643, ,300 15,365,194 2,689,042 13, ,074,982 59,500 19,863,625 2,336,276 2,550 1,120,187,587 PASSIVITÀ: Scoperti su conti correnti banca (518,497) Debiti per acquisti di titoli (40,459,608) Debiti e ratei diversi (283,026) Debiti per rimborsi di quote del Fondo (2,191,374) Margini di variazione sui contratti futures Perdite non realizzate per contratti di cambio a termine Perdite non realizzate sui contratti swap Opzioni vendute al valore di mercato Totale passività: (43,452,505) (320,596) (80,813) (114,267) (515,676) (695,539) (1,491,865) (2,187,404) (50,182,431) (812,562) (1,958,406) (52,953,399) Totale patrimonio netto 354,296,178 75,127, ,887,578 1,067,234,188 Le note ai rendiconti finanziari consolidati sono parte integrante di questo prospetto. Nota generale: le discrepanze nelle somme, se presenti, sono dovute agli arrotondamenti. 15

17 INTERFUND SICAV SITUAZIONI PATRIMONIALI AL 31 DICEMBRE (ValutaEUR) INTERFUND EURO BOND LONG TERM INTERFUND BOND USA INTERFUND BOND JAPAN INTERFUND EQUITY ITALY ATTIVITÀ: Investimenti in titoli, al costo medio 49,365,736 Plusvalenza / (minusvalenza) netta non realizzata (947,984) Investimenti in titoli, al valore di mercato 48,417,752 17,013, ,801 17,526,648 10,053,188 1,577,144 11,630,332 45,702,478 (1,242,739) 44,459,739 Conti correnti bancari 71, ,786 8,711 4,426,823 Interessi 1,264, ,914 30, Importo da ricevere sui titoli venduti 1,439,154 Margini iniziali sui contratti futures 36,540 Altri crediti Credito d'imposta 1,173,349 Dividendi (al netto delle ritenute alla fonte) Vendita di quote del Fondo 42,381 Margini di variazione sui contratti futures Utili non realizzati per contratti di cambio a termine Utili non realizzati sui contratti swap Opzioni comprate al valore di mercato Totale attività: 52,445,388 4, ,635 2,174 4,193 18,459, ,471 3, ,641 1, ,272 12,250, ,158 70,669 3, , ,643 49,846,896 PASSIVITÀ: Scoperti su conti correnti banca Debiti per acquisti di titoli (744,924) Debiti e ratei diversi (51,274) Debiti per rimborsi di quote del Fondo (164,095) Margini di variazione sui contratti futures (1,633) Perdite non realizzate per contratti di cambio a termine Perdite non realizzate sui contratti swap Opzioni vendute al valore di mercato Totale passività: (961,926) (22,027) (21,165) (113,142) (7,161) (163,495) (101,076) (12,749) (110,837) (224,662) (3,373,129) (73,464) (643,230) (80,041) (8,370) (4,178,234) Totale patrimonio netto 51,483,462 18,295,626 12,026,026 45,668,662 Le note ai rendiconti finanziari consolidati sono parte integrante di questo prospetto. Nota generale: le discrepanze nelle somme, se presenti, sono dovute agli arrotondamenti. 16

18 INTERFUND SICAV SITUAZIONI PATRIMONIALI AL 31 DICEMBRE (ValutaEUR) INTERFUND EURO CORPORATE BOND INTERFUND EQUITY USA INTERFUND GLOBAL CONVERTIBLES INTERFUND EQUITY JAPAN ATTIVITÀ: Investimenti in titoli, al costo medio 1,125,079,751 Plusvalenza / (minusvalenza) netta non realizzata 4,922,018 Investimenti in titoli, al valore di mercato 1,130,001, ,513, ,151,166 1,038,664,673 76,788, ,895 77,547, ,503,246 7,885, ,388,434 Conti correnti bancari 80,591, ,668,755 40,083,189 8,102,865 Interessi 25,195,080 7, ,977 7,032 Importo da ricevere sui titoli venduti Margini iniziali sui contratti futures 1,340,550 Altri crediti Credito d'imposta 24,750,503 Dividendi (al netto delle ritenute alla fonte) Vendita di quote del Fondo 2,765,201 Margini di variazione sui contratti futures 99,960 Utili non realizzati per contratti di cambio a termine Utili non realizzati sui contratti swap Opzioni comprate al valore di mercato Totale attività: 1,264,744,760 12,720,192 7,220,901 19,344, ,161 4,692,354 45, ,246 27,759,557 63,732 1,278,906, , ,456 1,042, ,554 67, ,539,576 4,736,731 2,987, , , ,964,195 PASSIVITÀ: Scoperti su conti correnti banca Debiti per acquisti di titoli Debiti e ratei diversi (1,229,181) Debiti per rimborsi di quote del Fondo (1,897,993) Margini di variazione sui contratti futures Perdite non realizzate per contratti di cambio a termine Perdite non realizzate sui contratti swap (117,550) Opzioni vendute al valore di mercato Totale passività: (3,244,724) (2) (10,856,723) (6,311,897) (1,705,475) (669,450) (19,543,547) (12,032) (3,742,712) (80,603) (161,039) (3,996,386) (7,415) (640,563) (236,284) (834,308) (1,718,570) Totale patrimonio netto 1,261,500,036 1,259,362, ,543, ,245,625 Le note ai rendiconti finanziari consolidati sono parte integrante di questo prospetto. Nota generale: le discrepanze nelle somme, se presenti, sono dovute agli arrotondamenti. 17

19 INTERFUND SICAV SITUAZIONI PATRIMONIALI AL 31 DICEMBRE (ValutaEUR) INTERFUND EQUITY EUROPE INTERFUND EQUITY PACIFIC EX JAPAN INTERFUND GLOBAL INTERFUND BOND GLOBAL EMERGING MARKETS ATTIVITÀ: Investimenti in titoli, al costo medio 327,316,311 Plusvalenza / (minusvalenza) netta non realizzata 50,257,300 Investimenti in titoli, al valore di mercato 377,573, ,718,925 57,338, ,057,666 9,439, ,207 9,725, ,712,811 5,588, ,301,609 Conti correnti bancari 289,213,390 3,679,827 86, ,845 Interessi 8,541 64,372 3,738,297 Importo da ricevere sui titoli venduti Margini iniziali sui contratti futures 1,419,376 Altri crediti 77,735 Credito d'imposta 8,103,700 Dividendi (al netto delle ritenute alla fonte) Vendita di quote del Fondo 1,440,076 Margini di variazione sui contratti futures Utili non realizzati per contratti di cambio a termine 1,754,620 Utili non realizzati sui contratti swap 38,768,923 Opzioni comprate al valore di mercato Totale attività: 718,351,431 3,774,018 42, , ,070,139 56, ,400 6,974 10,104, ,408 17,890 3,918, ,264 15,723 5,401,538 95, ,185,895 PASSIVITÀ: Scoperti su conti correnti banca (1,235,025) Debiti per acquisti di titoli Debiti e ratei diversi (6,603,279) Debiti per rimborsi di quote del Fondo (1,548,531) Margini di variazione sui contratti futures (186,200) Perdite non realizzate per contratti di cambio a termine Perdite non realizzate sui contratti swap Opzioni vendute al valore di mercato Totale passività: (9,573,035) (11,726) (2,710,585) (335,465) (673,023) (3,730,799) (16,561) (20,785) (23,011) (8,311) (68,668) (3,494,998) (209,063) (391,549) (72,118) (4,167,728) Totale patrimonio netto 708,778, ,339,340 10,035, ,018,167 Le note ai rendiconti finanziari consolidati sono parte integrante di questo prospetto. Nota generale: le discrepanze nelle somme, se presenti, sono dovute agli arrotondamenti. 18

20 INTERFUND SICAV SITUAZIONI PATRIMONIALI AL 31 DICEMBRE (ValutaEUR) INTERFUND EQUITY GLOBAL EMERGING MARKETS INTERFUND INTERNATIONAL SECURITIES NEW ECONOMY INTERFUND EMERGING MARKETS LOCAL CURRENCY BOND INTERFUND INFLATION LINKED ATTIVITÀ: Investimenti in titoli, al costo medio 122,485,567 Plusvalenza / (minusvalenza) netta non realizzata 26,893,053 Investimenti in titoli, al valore di mercato 149,378,620 20,745,987 (996,665) 19,749, ,741, , ,336,005 50,759,068 4,842,568 55,601,636 Conti correnti bancari 206,806,450 70,344 26,334, ,154 Interessi 24,352 1,949, ,924 Importo da ricevere sui titoli venduti Margini iniziali sui contratti futures 2,294,765 Altri crediti 1,671 Credito d'imposta 4,985,758 Dividendi (al netto delle ritenute alla fonte) 227,342 Vendita di quote del Fondo 922,797 Margini di variazione sui contratti futures 139,483 Utili non realizzati per contratti di cambio a termine 311,719 Utili non realizzati sui contratti swap 21,251,858 Opzioni comprate al valore di mercato Totale attività: 386,344,815 67, ,462 24,789 20,231, ,231 41,427, , , ,669,730 31,894 1,133, ,908 9,039 1,157,792 58,988,701 PASSIVITÀ: Scoperti su conti correnti banca (1,320,666) Debiti per acquisti di titoli Debiti e ratei diversi (687,239) Debiti per rimborsi di quote del Fondo (789,003) Margini di variazione sui contratti futures Perdite non realizzate per contratti di cambio a termine Perdite non realizzate sui contratti swap Opzioni vendute al valore di mercato Totale passività: (2,796,908) (14,848) (40,862) (13,331) (5,777) (74,818) (559,056) (13,961,689) (110,026) (490,998) (15,121,769) (170,485) (54,611) (97,010) (322,106) Totale patrimonio netto 383,547,907 20,156, ,547,961 58,666,595 Le note ai rendiconti finanziari consolidati sono parte integrante di questo prospetto. Nota generale: le discrepanze nelle somme, se presenti, sono dovute agli arrotondamenti. 19

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