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1 Università degli Studi di Napoli Federico II Scuola Politecnica e delle Scienze di Base Area Didattica Scienze MM.FF.NN. Corso di Laurea in Informatica Tesi sperimentale di Laurea Triennale Valutazione di sistemi di Cloud-Storage Dropbox-Like Relatori Candidato Prof. Guido Russo Dr. Silvio Pardi Maria Aiello matricola 566/245 Anno Accademico

2 Vorrei esprimere la mia gratitudine al Prof. Russo Guido e al Dott. Pardi Silvio per avermi dato la possibilità di svolgere l'attività di tirocinio e per tutto l'aiuto e la disponibilità fornitomi durante questo lavoro. Desidero inoltre fare un ringraziamento speciale ai miei genitori e mio fratello per il costante supporto e sacrifici, sostenendomi sempre nella convinzione che tanto, prima o poi, mi sarei laureata anche io... Pagine 2 di 13

3 Indice generale 1 Introduzione Virtualizzazione Evoluzione nel tempo Virtualizzazione dei sistemi operativi Il Cloud Computing Le caratteristiche I modelli di servizio Modello IaaS Modello PaaS Modello SaaS Modelli di distribuzione Cloud Storage OwnCloud Preparazione all'installazione Guida all'installazione di owncloud Installazione owncloud Server Installazione owncloud Client Interfaccia web owncloud Sincronizzazione owncloud Ajaxplorer Preparazione all'installazione Guida all'installazione di Ajaxplorer Installazione Ajaxplorer Server Installazione Ajaxplorer Client Interfaccia Web Ajaxplorer Sincronizzazione Ajaxplorer...36 Pagine 3 di 13

4 7 Seafile Preparazione all'installazione Guida all'installazione di Seafile Installazione Seafile Server Installazione Seafile Client Interfaccia web Seafile Sincronizzazione Seafile Confronto OwnCloud Ajaxplorer - Seafile Sperimentazione Primo test 1k Primo test - 1k su owncloud Primo test - 1k su Ajaxplorer Conclusioni primo test Secondo test 1k Secondo test - 1k su owncloud Secondo test - 1k su Ajaxplorer Conclusioni secondo test Terzo test - 2 file da 1k Terzo test - 2 file da 1k su owncloud Terzo test - 2 file da 1k su Ajaxplorer Conclusioni terzo test Quarto test - 3 file da 1k Quarto test - 3 file da 1k su owncloud Quarto test - 3 file da 1k su Ajaxplorer Conclusioni quarto test Conclusione sperimentazione Sperimentazone Seafile...68 Pagine 4 di 13

5 1.1 Test 1k Sperimentazione OwnCloud Test HTTP Test HTTP 1k Test HTTP 1k Confronto Test HTTPS - HTTP 1k e 1k LDAP Configurazione utente LDAP in owncloud Impostazioni di base Impostazioni avanzate di connessione Impostazioni avanzate delle cartelle Impostazioni avanzate attributi speciali Impostazioni Expert Sperimentazione LDAP Test autenticazione LDAP 1k Test autenticazione LDAP 1k Sperimentazione throughput Test 1 Throughput owncloud utenti Test 2 Throughput owncloud utenti Test 3 Throughput owncloud utenti Test 4 Throughput owncloud utenti Test 5 Throughput owncloud utenti Test 6 Throughput owncloud utenti Conclusione test Throughput Appendice Lo script send.pl Lo script crea.pl Tool Dstat... 1 Pagine 5 di 13

6 12.4 Throughput Bibliografia Link...13 Pagine 6 di 13

7 Indice delle illustrazioni Illustrazione 1: Tipi di Hypervisors...14 Illustrazione 2: Cloud Computing...16 Illustrazione 3: Caratteristiche Cloud...17 Illustrazione 4: Modelli di Servizio...18 Illustrazione 5: Modelli di Distribuzione...19 Illustrazione 6: Cloud Storage...21 Illustrazione 7: Configurazione database MySQL owncloud...27 Illustrazione 8: owncloud Login...28 Illustrazione 9: owncloud Homepage...28 Illustrazione 1: owncloud Sincronizzazione...3 Illustrazione 11: Ajaxplorer Login...34 Illustrazione 12: Ajaxplorer Homepage...34 Illustrazione 13: Ajaxplorer Homepage Amministratore...35 Illustrazione 14: Ajaxplorer Sincronizzazione...36 Illustrazione 15: Albero LDAP...8 Illustrazione 16: Impostazioni di base LDAP...81 Illustrazione 17: Impostazioni avanzate di connessione LDAP...83 Illustrazione 18: Impostazioni avanzate delle cartelle LDAP...84 Illustrazione 19: Impostazioni avanzate attributi speciali LDAP...85 Illustrazione 2: Impostazioni Expert LDAP...86 Pagine 7 di 13

8 Indice delle tabelle Tabella 1: Test 1 - Traffico di rete owncloud -1k...47 Tabella 2: Test 1 - Traffico della rete di Ajaxplorer - 1k...49 Tabella 3: Test 2 - Traffico della rete di owncloud -1k...52 Tabella 4: Test 2 - Traffico della rete Ajaxplorer - 1k...54 Tabella 5: Test 3 - Traffico della rete owncloud - 2 file da 1k...57 Tabella 6: Test 3 - Traffico di rete Ajaxplorer - 2 file da 1k...59 Tabella 7: Test 4 - Traffico di rete owncloud - 3 file da 1k...62 Tabella 8: Traffico della rete Ajaxplorer - 3 file da 1k...64 Tabella 9: Intervalli di monitoraggio owncloud - Ajaxplorer...67 Tabella 1: Traffico della rete Seafile - 1k...68 Tabella 11: Intervalli di monitoraggio con 1k owncloud - Ajaxplorer - Seafile...71 Tabella 12: Test HTTP - Traffico di rete owncloud -1k...73 Tabella 13: Test HTTP - Traffico di rete owncloud -1k...75 Tabella 14: Confronto owncloud HTTPS - HTTP 1k...78 Tabella 15: Confronto owncloud HTTPS - HTTP 1k...78 Tabella 16: Traffico della rete di owncloud LDAP-1k...88 Tabella 17: Traffico della rete di owncloud LDAP-1k...9 Tabella 18: Throughput owncloud...96 Pagine 8 di 13

9 Indice grafici Grafico 1: Test 1 - owncloud 1k con rumore...48 Grafico 2: Test 1 Overhead owncloud 1k...48 Grafico 3: Test 1 - Ajaxplorer 1k con rumore...5 Grafico 4: Test 1 Overhead Ajaxplorer 1k...5 Grafico 5: Test 1 - Confronto owncloud - Ajaxplorer 1k...51 Grafico 6: Test 2 - owncloud 1k con rumore...53 Grafico 7: Test 2 Overhead owncloud 1k...53 Grafico 8: Test 2 - Ajaxplorer 1k con rmore...55 Grafico 9: Test 2 Overhead Ajaxplore 1k...55 Grafico 1: Test 2 - Confronto owncloud - Ajaxplorer 1k...56 Grafico 11: Test 3 - owncloud - 2 file da 1k con rumore...58 Grafico 12: Test 3 - owncloud - 2 file da 1k...58 Grafico 13: Test 3 - Ajaxplorer - 2 file da 1k con rumore...6 Grafico 14: Test 3 - Ajaxplorer - 2 file da 1k...6 Grafico 15: Test 3 - Confronto owncloud - Ajaxplorer - 2 file da 1k...61 Grafico 16: Test 4 - owncloud - 3 file da 1k con rumore...63 Grafico 17: Test 4 - owncloud - 3 file da 1k...63 Grafico 18: Test 4 - Ajaxplorer - 3 file da 1k con rumore...65 Grafico 19: Test 4 - Ajaxplorer - 3 file da 1k...65 Grafico 2: Test 4 - Confronto owncloud - Ajaxplorer - 3 file da 1k...66 Grafico 21: Test - Seafile 1k...69 Grafico 22: Test - Overhead Seafile 1k...69 Grafico 23: Confronto owncloud - Ajaxplorer - Seafile - 1k...7 Grafico 24: Confronto Overhead owncloud - Ajaxplorer - Seafile - 1k...7 Grafico 25: Test HTTP - owncloud 1k con rumore...73 Grafico 26: Test HTTP Overhead owncloud 1k...74 Grafico 27: Test HTTP - owncloud 1k con rumore...75 Pagine 9 di 13

10 Grafico 28: Test HTTP Overhead owncloud 1k...76 Grafico 29: Test confronto owncloud HTTPS - HTTP 1k...77 Grafico 3 Test confronto owncloud HTTPS - HTTP 1k...77 Grafico 31: Test - owncloud LDAP - 1k...88 Grafico 32: Test - Overhead owncloud LDAP - 1k...89 Grafico 33: Test - owncloud LDAP - 1k...9 Grafico 34: Test - Overhead owncloud LDAP - 1k...91 Grafico 35: Test 1 - Throughput owncloud - utenti Grafico 36: Test 2 - Throughput owncloud - utenti Grafico 37: Test 3 - Throughput owncloud - utenti Grafico 38: Test 4 - Throughput owncloud - utenti Grafico 39: Test 5 - Throughput owncloud - utenti Grafico 4: Test 6 - Throughput owncloud - utenti Grafico 41: Confronto Throughput owncloud...96 Pagine 1 di 13

11 1 Introduzione Il presente lavoro di tesi si propone di illustrare le attività di tirocinio, svolte presso il data center S.C.o.P.E. dell Università degli Studi di Napoli Federico II. Negli ultimi anni i servizi di cloud storage guadagnano popolarità con un numero elevato di offerte di fornitori che cercano di entrare nel mercato sviluppando cloud storage destinato ad un elevata quantità di traffico internet, si conosce molto poco sulle architetture, le performance e il carico di lavoro che devono affrontare, ma queste conoscenze sono importanti per la progettazione di un cloud storage efficiente e di impatto sulla rete. Per questi motivi il cloud storage ha creato interesse all'interno della comunità di ricerca, gli aspetti da analizzare possono essere molteplici come la progettazione di architettura del sistema, sicurezza, privacy e memorizzazione dei dati e degli utenti. In questo lavoro si analizza il traffico di rete raccolto da vari sistemi di cloud storage utilizzati dalle imprese, in particolare i sistemi cloud OwnCloud, Ajaxplorer e Seafile. I lavoro si organizza come nel modo seguente. Si inizia dal concetto di Virtualizzazione riportando alcuni cenni storici e successivamente verranno descritte le principali metodologie di virtualizzazione introducendo il concetto di hypervisor e spiegandone le tipologie. Successivamente verrà spiegato il concetto di Cloud Clomputing con i relativi vantaggi per gli utenti che ne fanno uso, inoltre verranno descritte le caratteristiche, i vari modelli di servizio classificati in Software as a Service (SaaS), Platform as a Service (PaaS), Infrastructure as a Service (Issa) e i modelli di distribuzione Hybrid Cloud, Private Cloud, Community Cloud e Public Cloud enunciando le caratteristiche di ogni modello. Dopodiché si introduce il concetto di Cloud Storage enunciandone i vantaggi, svantaggi e come risolvere le problematiche legate al problema della sicurezza. Dopo aver definito le nozioni basilari della struttura Cloud verrà descritto il software OwnCloud specificandone i componenti di cui è composto e spiegandone il funzionamento e le operazioni possibili da effettuare, in seguito verranno descritti in dettaglio i passi per l'installazione del software lato Server e lato Client con i relativi prerequisiti, una breve documentazione sulle varie interfacce che il software presenta e sul funzionamento di sincronizzazione per l'interazione tra Pagine 11 di 13

12 cartella desktop e cartella virtuale. Un introduzione simile verrà fatta anche per i software Ajaxplorer e Seafile con i relativi prerequisiti ed istruzioni per l'installazione lato Server e Client e modalità di funzionamento. Successivamente verranno enunciate le caratteristiche di ogni software sottolineandole le differenze e similitudini con l'ausilio di una tabella. Verranno poi effettuati degli esperimenti sulla ricezione dei file durante la loro sincronizzazione ed il calcolo dell'overhead per i software owncoud e Ajaxplorer, calcolati con l'invio di file di grandezza 1k, 1k e contemporaneamente 2 file di 1k e 3 file di 1k e di seguito verranno enunciate le differenze della sperimentazione fatta. Una seconda sperimentazione verrà eseguita con il software Seafile, monitorando il traffico di rete durante la sincronizzazione di file da 1k calcolandone l'overhead e confrontando i risultati ottenuti con i software owncloud e Ajxplorer nelle medesime condizioni. Di seguito verrà valutato owncloud il software con caratteristiche migliori per proseguire in una terza sperimentazione. Per la successiva sperimentazione si confronterà il monitoraggio della rete con 1k e 1k del software owncloud con connessione HTTPS e HTTP, inoltre si introdurrà il concetto di LDAP, per poter monitorare il traffico della rete owncloud autenticandosi con un utente LDAP, i monitoraggi effettuati avverranno con il trasferimento di file da 1k e da 1k con un successivo calcolo dell'overhead. Per terminare verrà fatta un'ultima sperimentazione su owncloud calcolando il raggiungimento del throughput massimo durante il trasferimento di 5G o 8G di più utenti autenticati contemporaneamente. Pagine 12 di 13

13 2 Virtualizzazione 2.1 Evoluzione nel tempo Col passare del tempo la potenza e le capacità dei computer è aumentata, fin dagli anni 6' nasce il concetto di virtualizzazione per partizionare l'hardware di mainframe di grandi dimensioni ed ottimizzarne l'utilizzo. La virtualizzazione completa venne implementata per la prima volta da IBM con il CP / CMS rilasciato alla fine degli anni '6 e i primi anni '7, famoso per le sue eccellenti prestazioni e funzionalità. Si divideva in tre distinte versioni, CP-4 / CMS, CP-67 /CMS e CP-37 / CMS, ogni implementazione è stata una riprogettazione più evoluta del suo predecessore, i sistemi operativi permettevano la partizione di computer mainframe in macchine virtuali separate, grazie a questo oggi siamo capaci di eseguire operazioni multitasking, ossia di eseguire più applicazioni e processi simultaneamente. Con l'avvento degli anni 8' e 9' s'è pensato ad un meccanismo capace di rendere un programma portabile su più architetture apportando nuove tecniche di virtualizzazione dando vita all'elaborazione distribuita facendo si che i sistemi x86 si imponessero come standard del settore. Nel 1999, VMware ha introdotto la virtualizzazione nei sistemi x86 offrendo condivisione e maggiore libertà nello scegliere il sistema operativo degli amb/sienti applicativi. Nel 23 presso l'univeristà di CaMB/sridge è stato introdotto XEN, un progetto Open Source basato sulla tecnica della paravirtualizzazione, fornendo servizi che consentono a diversi sistemi operativi di vari computer di eseguire sullo stesso hardware contemporaneamente, i sistemi operativi sono eseguiti attraverso l'utilizzo di un'interfaccia software per macchine virtuali che emula l'hardware sottostante. Successivamente nel 25 l'intel sviluppa la sua estensione di virtulizzazione per le x86 a 32 bit (IA-32) e 64 bit (EM64T) denominata con IVT (Intel Virtualization Technology), indipendentemente anche AMD nello stesso anno sviluppa la sua estensione per l'architettura x86 a 64 bit (AMD64) denominata AMD-V (AMD Virtualization). Pagine 13 di 13

14 2.2 Virtualizzazione dei sistemi operativi La virtualizzazione nasce fondamentalmente dalla necessità di garantire maggior sicurezza su macchine che contengono dati sensibili; gli obiettivi della virtualizzazione sono principalmente: Semplificare l'infrastruttura in modo da risparmiare risorse e migliorare le attività. Ridurre la complessità di gestione del server così da ridurre i costi hardware e sfruttare la virtualizzazione nei suoi vantaggi aumentandone l'efficienza. Aumentare la flessibilità creando più server virtuali su un'unica macchina stabilendone le proprietà. Aumentare le prestazioni e la scalabilità delle applicazioni riducendo i costi software e di gestione utilizzando i server contemporaneamente sullo stesso sistema. Il suo funzionamento consiste nella simulazione di una piattaforma hardware creando un interfaccia esterna che nasconde tutta la parte sottostante permettendo l'accesso concorrente di risorse da parte di più istanze che lavorano contemporaneamente. Il software che permette la creazione o la gestione di un amb/siente simulato si chiama Virtual Machine Monitor (VMM) o Hypervisors che gira su macchine chiamate host che operano per la gestione e l'esecuzione dei sistemi guest. Esistono due tipi distinti di Hypervisors, denominati semlicemente Tipo 1 riferito all'hypervisor Native e Tipo 2 riferito all'hypervisor Host: Illustrazione 1: Tipi di Hypervisors Native (bare metal) : esegue direttamente sull'hardware host per controllare e monitorare i sistemi guest; il sistema operativo si trova ad un solo livello sopra dell'hypervisor quindi viene eseguito con prestazioni migliori. Pagine 14 di 13

15 Esempi di hypervisor native : Hyper-V, Xen, Vmware. Hosted : esegue all'interno di un sistema operativo con le risorse messe a disposizione da esso, collocando il sistema hypervisor al secondo livello ed i guest eseguiti al terzo livello, con questo sistema si ha un calo delle prestazioni. Esempi di hypervisor hosted : Virtual PC & Virtual Server, Virtual Box. Esistono diverse metodologie di virtualizzazione che danno l'illusione di utilizzare un sistema operativo indipendente e non virtualizzato, esse sono : Full Virtualization : in questa tecnica di virtualizzazione i sistemi operativi guest girano senza alcuna modifica in macchine virtuali ospitate su host, senza essere a conoscenza che la loro piattaforma è virtualizzata. In questo modo le istruzioni possono essere eseguite direttamente sul hardware garantendo prestazioni superiori. Para Virtualization : in questa tecnica di virtualizzazione l'hypervisor presenta un sistema operativo modificato per evitare chiamate di sistema mantenendo ugualmente la stessa architettura, i sistemi operativi guest sono consapevoli della virtualizzazione, con questa conoscenza i driver dei sistemi operativi guest e hypervisor driver interagiscono tra loro per consentire in modo efficiente la condivisione e l'accesso al dispositivo fisico. Emulation : in questa tecnica l'hypervisor simula l'intero hardware set permettendo al guest di essere eseguito senza alcuna modifica. I limiti di questa tecnica riguardano le prestazioni e le funzionalità in quanto gli emulatori presentano un architettura standard per tutti i sistemi operativi guest impedendo le funzionalità abituali come ad esempio l'implementazione in hardware. Operating System Level Virtualization : in questa tecnica non si utilizza l'hypervisor come in quelle precedenti, ma la virtualizzazione è creata utilizzando copie del sistema operativo installato sull'host. I sistemi operativi guest creati saranno istanze del sistema operativo host con il proprio file system e configurazione di rete e applicazioni. Il vantaggio di questa tecnica è il minor utilizzo della memoria fisica, essendo sistemi operativi guest copie della macchina host utilizzeranno lo stesso kernel senza richiederne uno privato, al contempo è anche uno svantaggio rendendo impossibile eseguire sistemi operativi diversi sullo stesso host. Pagine 15 di 13

16 3 Il Cloud Computing Con il termine Cloud Computing (nuvola informatica) si indica un insieme di tecnologie che permettono di memorizzare, archiviare ed elaborare dati utilizzando risorse hardware e software distribuite e virtualizzate in rete in un architettura tipica client-server in modo che gli utenti collegati ad un cloud provider possono svolgere tutte queste mansioni, è possibile accedere alle applicazioni tramite un internet browser utilizzando qualsiasi dispositivo che accede alla rete (PC, notebook, tablet, smartphones, ecc...). La soluzione cloud presenta alcuni vantaggi tra cui la condivisione delle informazioni tra più persone, la possibilità di accedere ai propri file in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo risolvendo il problema degli spazi ridotti di archiviazione in locale. Illustrazione 2: Cloud Computing Pagine 16 di 13

17 3.1 Le caratteristiche I servizi Cloud mostrano 5 caratteristiche essenziali che mostrano la loro relazione e differenze rispetto ai tradizionali approcci al Computing. Illustrazione 3: Caratteristiche Cloud 1. On-demand Self Service : chi usufruisce di servizi Cloud può richiedere delle risorse (calcolo, storage, applicativi), in relazione alle proprie effettive necessità autonomamente senza l'intervento del fornitore di servizi. 2. Broad Network Access : le risorse sono disponibili in rete, accessibili in qualsiasi momento tramite Pc, Laptop e qualsiasi altri strumenti che possono accedere a internet. 3. Resource Pooling : le risorse di calcolo sono messe a servizio di tutti i consumatori utilizzando un modello Multi-tenant che permette ad un istanza che gira su server di essere utilizzata da più client. 4. Rapid Elastic : le risorse possono essere fornite rapidamente ed elasticamente e rilasciate in maniera altrettanto veloce. 5. Mesured Service : l'utilizzo delle risorse (computing, storage, banda) può essere monitorato direttamente dall'utilizzatore, così può sapere in ogni istante cosa sta utilizzando. Pagine 17 di 13

18 3.2 I modelli di servizio Sul mercato a seconda delle esigenze dell'utente sono disponibili varie soluzioni di Cloud Computing, esse possono essere racchiuse all'interno di tre diverse classificazioni (spesso si fa riferimento al Modello SPI ) : Software as a Service (SaaS), Platform as a Service (PaaS) e Infrastructure as a Service (Issa), i tre modelli possono essere rappresentati tramite una struttura a piramide in cui più ci si avvicina alla base e più viene consentita autonomia di sviluppo. , Desktop virtuali, Applicazioni web, Giochi, Ambienti runtime, Ambienti di sviluppo, Web Server, Macchine Virtuali, Server, Rete,. Illustrazione 4: Modelli di Servizio Modello IaaS I servizi Infrastructure as a Service fornisce all'utente la possibilità di utilizzare le risorse di calcolo, storage, rete e altre risorse fondamentali per implementare software arbitrari e applicazioni. L'utente ha il controllo solo sui sistemi operativi di storage, sulle applicazioni da installare e un controllo limitato ad alcuni componenti di rete (ad esempio i firewall) ma non sull'infrastruttura di base della Cloud. Pagine 18 di 13

19 3.2.2 Modello PaaS I servizi Platform as a Service forniscono al consumatore la possibilità di distribuire applicazioni create dall'utente che utilizzano linguaggi di programmazione supportati dal fornitore senza preoccuparsi della struttura hardware sottostante, sarà compito del provider incaricarsi dell'ambiente in cui il software verrà sviluppato ed eseguito, del sistema operativo, il linguaggio di programmazione e varie configurazioni della piattaforma Modello SaaS I servizi Software as a Service forniscono all'utente la possibilità di utilizzare le applicazioni del provider risiedenti nell'infrastruttura cloud, accessibili da vari dispositivi client attraverso una interfaccia come un browser web senza conoscere il sistema operativo, librerie e risorse necessarie per far funzionare l'applicazione, quindi non possono gestire l'infrastruttura cloud e la piattaforma su cui viene eseguita l'applicazione, inoltre non gli è concesso di installare ed eseguire applicazioni sul proprio computer e ciò ne semplifica la manutenzione ed il supporto. 3.3 Modelli di distribuzione Oltre ai modelli di servizio utilizzati (IaaS, PaaS e SaaS) ci sono quattro modelli di distribuzione che un azienda deve scegliere in base all'applicazione Cloud: Hybrid Cloud, Privare Cloud, Community Cloud e Public Cloud. Illustrazione 5: Modelli di Distribuzione Pagine 19 di 13

20 Hybrid Cloud L'infrastruttura Hybrid Cloud è formata da una o più cloud che possono essere private, community o public scegliendo il modello di distribuzione in base alle necessità in modo da aumentare la flessibilità e garantire l'integrità dei dati perché prevede la possibilità di delegare alcuni servizi al fornitore per un certo periodo di tempo. Private Cloud L'infrastruttura Private Cloud è utilizzata per rispondere alle esigenze di una singola azienda o un organizzazione. Le private cloud possono essere paragonate ai tradizionali data center nei quali, però, sono usati degli accorgimenti tecnologici che permettono di ottimizzare l utilizzo delle risorse disponibili e di potenziarle attraverso investimenti contenuti e attuati progressivamente nel tempo;questo modello garantisce una maggiore sicurezza e riservatezza. Community Cloud L'infrastruttura Community Cloud rappresenta una cloud condivisa tra diverse organizzazioni che condividono obbiettivi e progetti avendo in comune necessità simili. In questo modello la gestitone dell'infrastruttura può essere commissionata ad un impresa o ad una terza parte e può esistere all interno o all esterno dell'infrastruttura stessa. Public Cloud L'infrastruttura Public cloud mette a disposizione le risorse i cui dati e applicazioni sono gestiti da un server provider come servizi per il pubblico. La cloud infrastructure è di proprietà di una organizzazione che vende i servizi al pubblico o ad un gruppo di imprese rese disponibile solitamente tramite internet. I datinon risiedono più su server fisici dell'utente, ma allocati sui sistemi del fornitore, il servizio è condiviso da molti utenti per cui è fondamentale livelli adeguati di sicurezza inoltre è facile far fronte ad eventuali servizi aggiuntivi. Pagine 2 di 13

21 4 Cloud Storage Nell'ambito del Cloud Computing ha assunto un importanza fondamentale il Cloud Storage, derivato dal maggior numero di servizi disponibili e ad una diminuzione dei costi sostenuti da parte dei clienti favorendo al contempo la possibilità di utenza privata. Il Cloud Storage è stato inventato da Joseph Carl Robnett Licklier nel 196, basato su un infrastruttura virtualizzata con le stesse caratteristiche di cloud computing in termini di scalabilità, agilità ed elasticità. E' un modello di rete di storage aziendale in cui i dati sono memorizzati non solo nel computer dell'utente ma in aree virtualizzate ospitate da terzi; le società che vogliono operare con questi data center possono affittare le capacità di storage. Illustrazione 6: Cloud Storage Il Cloud Storage è disponibile anche su piattaforme mobili diffusissime oggi giorno,consentendo di accedere ai propri file tramite smartphone, tablet, ecc.. così da recuperarli in qualsiasi momento da qualsiasi luogo. Il vantaggi principali sono: Poter contare su uno spazio remoto accessibile facilmente, in qualsiasi momento con sincronizzazione immediata del contenuto tramite un'interfaccia web. Possibilità di condividere file tra account utenti e data center. Le aziende devono solo pagare quello realmente utilizzato. Pagine 21 di 13

22 Lo svantaggio principale è la sicurezza delle informazioni, che è un problema generico del cloud computing, questi problemi si dividono in due categorie: problemi di sicurezza dei fornitori e problemi di sicurezza dei client. Solitamente è il fornitore ad assicurare al client un infrastruttura sicura con protezione dei dati e applicazioni mentre il client deve assicurarsi di adottare provider che proteggono le loro informazioni. Una delle cause del problema della sicurezza è l'uso della virtualizzazione, sia da parte di client che server. La virtualizzazione altera il rapporto tra sistema operativo e hardware sottostante, sia che si tratti di computing, storage o rete, questo richiede una gestione più accurata della protezione. I problemi sulla sicurezza vengono gestiti tramite i controlli di sicurezza, utilizzati per salvaguardare il sistema e ridurre l'effetto di un attacco, ci sono diversi tipi di controlli dietro un'architettura cloud: Deterrent Controls : questi controlli sono utilizzati per prevenire attacchi mirati del sistema cloud, come un segnale di avvertimento. Preventive Controls : i controlli preventivi salvaguardano la vulnerabilità del sistema nel caso di attacchi, questi controlli riducono il danno e la violazione del sistema di sicurezza. Corrective Controls : i controlli correttivi sono utilizzati per ridurre l'effetto di un attacco, differentemente dai controlli preventivi, agiscono quando l'attacco è in corso. Detective Controls : i controlli detective vengono utilizzati per rilevare eventuali attacchi, in caso segnalerà quali controlli tra quelli preventivi o correttivi utilizzare. Pagine 22 di 13

23 5 OwnCloud OwnCloud è un software open source lanciato nel gennaio 21 da KDE e sviluppato da Frank Karlitschek per creare un software libero come alternativa ai cloud provider commerciali; nel tempo il progetto ha attirato un gruppo di collaboratori che ne hanno segnato una fondamentale importanza rilasciando varie versioni disponibili in 42 lingue. Il progetto è un programma LAMP ovvero acronimo che indica una piattaforma per lo sviluppo di applicazioni web basandosi sul WebDAV che prende il nome dalle iniziali dei componenti software con cui è realizzato (Linux, Apache, MySQL, PHP) funzionando su tutte le piattaforme che soddisfino i requisiti. Integra LDAP, favorisce l'archiviazione di dati, la sincronizzazione di file, condivisione e vista; offre alle aziende un modo sicuro per accedere e condividere uno o più file sul PC sincronizzandoli con il server owncloud,collocandoli nella directory di condivisione in modo che i file vengono immediatamente sincronizzati col server e poi ad altri PC tramite il client desktop o un client web attraverso un interfaccia user-friendly; owncloud ha anche un applicazione mobile per Android e IOS, consentendo di caricare e scaricare foto, video e file generici dando la possibilità di consultarli in qualsiasi momento. Con owncloud è possibile effettuare: operazioni di upload, download, creazione, spostamento ed eliminazione di file directory; applicazioni per la modifica di file di testo, creazione gallerie immagini e di playlist di file audio, mediaplayer, calendari, visualizzazioni.pdf e.odt ecc... Pagine 23 di 13

24 5.1 Preparazione all'installazione Per eseguire owncloud, sul server web dev'essere installato quanto segue: php php-mysql php-pear mysql mysql-server 5.2 Guida all'installazione di owncloud L'installazione di OwnCloud prevede l'installazione lato server da installare nel pc dell'amministratore che gli permette di tener traccia di tutte le informazioni relativi egli utenti e di tutti i sorgenti del programma in modo da poter camb/siare a suo piacimento la struttura del programma e l'installazione lato client da installare nei pc degli utenti permettendogli di operare solo tramite interfaccia web Installazione owncloud Server La prima operazione da fare è installare il pacchetto rpm per Red Hat di owncloud accedendo ad una sessione come root cd /etc/yum.repos.d/ wget yum install owncloud 1. creare un nuovo file in / etc / httpd / conf / e chiamarlo owncloud.conf. 2. Scrivere all'interno del file quanto segue: <IfModule mod_alias.c> Alias /owncloud /var/www/owncloud/ </IfModule> <Directory /var/www/owncloud/> Pagine 24 di 13

25 Options None Order allow,deny allow from all </Directory> <VirtualHost *:8> ServerAdmin DocumentRoot /var/www/html/owncloud ServerName owncloud.na.infn.it ErrorLog logs/owncloud.foo.info-error_log CustomLog logs/owncloud.foo.info-access_log common </VirtualHost> <VirtualHost *:443> DocumentRoot /var/www/html/owncloud SSLEngine On SSLOptions +FakeBasicAuth +ExportCertData +StrictRequire SSLCertificateFile /etc/pki/tls/certs/localhost.crt SSLCertificateKeyFile /etc/pki/tls/private/localhost.key </VirtualHost> 3. Modificare il file httpd.conf che di solito si trova in / etc / httpd / conf / httpd.conf 4. Aggiungere quanto segue in fondo: Include / etc / httpd / conf / owncloud.conf 5. Riavviare /etc/init.d/httpd restart Per ottenere un corretto funzionamento di owncloud è necessario creare un database in cui contenere tutti i dati amministrativi. Pagine 25 di 13

26 mysql create database owncloud; grant all privileges on owncloud.* to identified by 'password' with grant option; quit Nella configurazione di owncloud è necessario impostare il nome dell'host su cui è in esecuzione il database, un nome utente valido e una password per accedervi. Dopodiché è possibile avviare il browser reindirizzandolo al nostro owncloud Installazione owncloud Client OwnCloud Client è un programma da installare per la sincronizzazione con il Server, in tal modo, apportando una modifica ai file su un computer sarà portata in tutti gli altri utilizzando i client di sincronizzazione. Ogni sistema operativo ha la sua installazione; per Windows e Mac c'è bisogno di scaricare il file di installazione, per Linux viene forno il repository da scaricare ed installare: cd / etc / yum.repos.d / wget yum install owncloud-client Pagine 26 di 13

27 5.3 Interfaccia web owncloud Questo capitolo contiene una panoramica generale su come si accede ad owncloud da un browser come Firefox, Chrome o Internet Explorer. È possibile collegarsi ad owncloud con un browser puntando all'indirizzo ricevuto dal fornitore di servizi; quando si immette l'url: o è possibile utilizzare anche (in questo caso https://owncloud1.na.infn.it/owncloud) si avrà una delle seguenti pagine di login: 1. In caso di primo accesso come amministratore c'è bisogno di immettere i dettagli del Server MySQL inserendo nome e password del database creato nel codice. Illustrazione 7: Configurazione database MySQL owncloud 2. In caso di accesso secondario si può accedere con nome utente e password ricevuto dal fornitore di servizi o se si è l'amministratore del servizio si immettono le credenziali create durante il processo di installazione. È possibile collegare un backend di utente, ad esempio LDAP. Pagine 27 di 13

28 Illustrazione 8: owncloud Login Dopo aver effettuato l'accesso si verrà reindirizzati all'interfaccia web principale di owncloud: Illustrazione 9: owncloud Homepage L'interfaccia è composta dai seguenti elementi: 1. Barra di navigazione: permette di operare sulle diverse parti di owncloud, possiede un lettore musicale integrato, un agenda dove poter memorizzare i contatti, un task manager, un calendario in grado di sincronizzare owncloud con qualsiasi calendario desktop o mobile, un servizio bookmarking e una galleria fotografica. 2. Crea: consente di creare nuovi file o caricare quelli già esistenti. 3. Ricerca / Logout: Search permette ci cercare file e directory. 4. Impostazioni: permette di navigare all'interno delle impostazioni; questa opzione cambia in Pagine 28 di 13

29 base all'accesso, se fatto tramite user o amministratore; 4.1 con l'accesso user avremo lo possibilità di: modificare le informazioni personali come password, nome da visualizzare, , lingua ecc. 4.2 creare, eliminare o condividere i propri file. con l'accesso come amministratore si potrà: modificare le informazioni personali come password, nome da visualizzare, , lingua ecc. creare o eliminare utenti. aggiungere applicazioni scelte da un elenco o altre applicazioni scegliendoli dal web. conigurazione di Owncloud con gestione di file, protezione, condivisione e configurazione LDAP. Pagine 29 di 13

30 5.4 Sincronizzazione owncloud Per sincronizzare i file con il desktop computer, si consiglia di utilizzare il Client owncloud per Windows, Mac OS X e Linux. Il Client di owncloud permette il collegamento del desktop con owncloud Server permettenodi : creare cartelle o modificare in contenuto di un file nella home directory e visualizzare le modifiche anche al lato server. poter consultare in qualsiasi momento i file in qualunque posto. sincronizzare la rubrica ed il calendario owncloud con diversi sistemi operativi e dispositivi. Per avviare la sincronizzazione c'è bisogno di inserire l'url, ed i paramentri per l'autenticazione dell'utente in cui si vuole effettuare la sincronizzazione, in più c'è la possibilità di scegliere se si vuole una connessione http o https. Ogni qual volta l'utente aggiunge file nella cartella virtuale avviene la sincronizzazione automatica mantenendo sempre aggiornati i file e cartelle. Illustrazione 1: owncloud Sincronizzazione Pagine 3 di 13

31 6 Ajaxplorer Ajaxplorer è un software open source per l impresa utilizzato per offrire memoria dati su internet. Il progetto è stato avviato nel 29 da Charles du Jeu, si basa sul linguaggio PHP, non è legato ad un principale sistema operativo e vi è un client di sincronizzazione su Windows e Mac OS X, inoltre si basa su un interfaccia web con diverse applicazioni di immediato utilizzo e velocità, poiché è basato su chiamate AJAX, tecnica di sviluppo software che permette di realizzare applicazioni web interattive basandosi su uno scambio di dati tra web browser e server consentendo l'aggiornamento dinamico della pagina web senza il ricaricamento da parte dell'utente. La compatibilità di Ajaxplorer con i browser è decisamente solida, ha un numero elevato di plugin tra cui uno veramente comodo che consente la modifica di file del pacchetto Office direttamente online inoltre è presente un sistema di front-end per l utente finale nel caso di uno share pubblico, in cui l amministratore può decidere i giorni di validità del link, quanti download è possibile effettuare, e una eventuale password. Anche Ajaxplorer integra LDAP. Con Ajaxplorer è possibile effettuare : operazioni di caricamento da computer o remote server, creazione, spostamento ed eliminazione di file directory attraverso l'inserimento nel cestino; applicazioni per la modifica di file di testo, applicare segnalibri, ecc... condividere file attraverso un interfaccia web oppure con applicazioni IOS o Android. Pagine 31 di 13

32 6.1 Preparazione all'installazione Per poter installare Ajaxplorer avremo bisogno dei seguenti prerequisiti: php 3 php-mysql php-pear mysql mysql-server 6.2 Guida all'installazione di Ajaxplorer L'installazione di Ajaxplorer prevede due tipi di installazione, lato server disponibile per Windows, Mac OS e Linux utilizzato dall'amministratore del sistema permettendogli di conoscere e amministrare tutte le informazioni e dati relativi agli utenti e l'installazione lato client disponibile per Windows e Mac OS utilizzata dagli utenti con possibilità di effettuare operazioni limitate Installazione Ajaxplorer Server 1. Estrarre il contenuto dell'archivio in una cartella sul desktop 2. Installare i pacchetti rpm per CentOs RHEL di Ajaxplorer cd /etc/yum.repos.d/ rpm-uvh wget yum install Ajaxplorer 3. Restart Apache Per ottenere un corretto funzionamento di Ajaxplorer è necessario creare un database in cui contenere tutti i dati amministrativi. Pagine 32 di 13

33 mysql create database ajaxplorer; grant all privileges on owncloud.* to identified by 'password' with grant option; quit Nella configurazione di Ajaxplorer è necessario impostare il nome dell'host su cui è in esecuzione il database, un nome utente valido e una password per accedervi. Dopodiché è possibile avviare il browser reindirizzandolo al nostro Ajaxplorer Installazione Ajaxplorer Client Ajaxplorer Sync Client è un programma per la sincronizzazione tra Client e Server, in modo da poter avere sempre aggiornate le modifiche effettuate sui file. Ogni sistema operativo ha la sua installazione; ajaxplorer rilascia solo le versioni per Windows e Mac installabili tramite un file di setup da scaricare sul sito del fornitore: 6.3 Interfaccia Web Ajaxplorer Questo capitolo farà riferimento all'accesso ad Ajaxplorer da un browser come Firefox, Chrome o Internet Explorer. Ci si collega adajaxplorer con un browser puntando all'indirizzo ricevuto dal fornitore di servizi; quando si immette l'url: o è possibile utilizzare anche (in questo caso https://owncloud1.na.infn.it/ajaxplorer) si avrà una delle seguenti pagine di login: Pagine 33 di 13

34 Illustrazione 11: Ajaxplorer Login Dopo aver effettuato il login si verrà reindirizzati all'interfaccia principale di Ajaxplorer: Illustrazione 12: Ajaxplorer Homepage Ajaxplorer ha un interfaccia molto semplice composta da: in caso di accesso come utente: 1. elenco delle cartelle 2. elenco di file e cartelle Pagine 34 di 13

35 3. operazioni da poter eseguire come il download, invio e creazione file. 4. riporta le informazioni sui file selezionati in caso di accesso come amministratore avremo le stesse opzioni precedentemente descritte ma con una modifica dell'interfaccia al punto 1. Illustrazione 13: Ajaxplorer Homepage Amministratore L'amministratore ha la possibilità di gestire Ajaxplorer con i seguenti plugin: 1. Workspaces & Users: gestione utenti e gruppi, i loro profili e le aree di lavoro dove possono accedere. 2. Global Configurations: accede a tutte le opzioni disponibili dell'applicazione. 3. Logs & Other Data: monitoraggio, statistiche e diagnostica. 4. Developer Resources: le risorse per gli sviluppatori. Il più importante plugin di Ajaxplorer è Core Config, qui troveremo opzioni di autenticazione degli utenti e configurazione LDAP, configurazione di plugin per l'invio di messaggi di posta elettronica, centro notifiche e query per migliorare le prestazioni delle applicazioni. Pagine 35 di 13

36 6.4 Sincronizzazione Ajaxplorer La sincronizzazione di Ajaxplorer è disponibile solo nelle versioni per Windows e Mac Os. Il client di Ajaxplorer permette la sincronizzazione con una cartella creata nel proprio PC con tutti i file da sincronizzare. In questo software la sincronizzazione non è automatica, ma può essere impostata ogni 1 o 4 minuti o può avvenire manualmente cliccando sull'icona di sincronizzazione. Al primo avvio del client apparirà una finestra di configurazione della sincronizzazione, è necessario compilare il modulo con i valori attuali: Host: esattamente lo stesso URL (che inizia con o https://) come si utilizza per accedere Ajaxplorer attraverso il web User & Password: Ajaxplorer nome utente e la password Repository: una volta che i campi precedenti sono pieni, fare clic sul «carico» pulsante per ottenere la lista dei repository dal server, e selezionare quella che si desidera sincronizzare Cartella locale: Se non è già pre-compilato, sfogliare il computer e scegliere la cartella in cui verrà sincronizzato. Illustrazione 14: Ajaxplorer Sincronizzazione Pagine 36 di 13

37 7 Seafile Seafile è un servizio cloud open source con qualità simili a OwnCloud ed Ajaxplorer. Particolarità di Seafile è la possibilità di utilizzare uno spazio web gratuito di 5 Gb oppure utilizzare il nostro pc come server ed avere quindi la possibilità di accedere / condividere i file in esso contenuti dal web o dal client dedicato. Interamente open source è disponibile il client Seafile non solo per PC desktop come Linux, Windows e Mac ma anche per dispositivi mobili Mac OS X e ios. Con la versione server di Seafile possiamo far diventare ad esempio un vecchio PC in un web sever sul quale caricare file, immagini ecc con la possibilità di accederne da qualsiasi parte noi siamo sia da PC che da dispositivo mobile. Il client Seafile offre anche al possibilità di sincronizzare file e cartelle su più PC o dispositivi mobili. Tra le varie caratteristiche del progetto troviamo la possibilità di: Sincronizzare file e cartelle. Gli utenti possono creare e unirsi a gruppi, quindi condividere i file al gruppo. I file sono organizzati in biblioteche, ognuna selettivamente può essere sincronizzata con il computer. Le librerie possono essere sincronizzati con tutte le cartelle locali. Funzioni di collaborazione online di file, messaggi di gruppo: ad esempio si può vedere un'anteprima dei file. La crittografia dei dati end-to-end. Seafile può cifrare un file con una password prima di inviare i dati al server. La password non viene mantenuta sul server quindi anche l'amministratore del server non può leggere i dati. Pagine 37 di 13

38 7.1 Preparazione all'installazione Per eseguire Seafile, sul server web si ha bisogno dei seguenti prerequisiti: python 2.6 or 2.7 python-setuptools python-simplejson python-imaging sqlite3 7.2 Guida all'installazione di Seafile L'installazione di Seafile prevede l'installazione lato server da installare nel pc dell'amministratore che gli permette di tener traccia di tutte le informazioni relativi egli utenti e di tutti i sorgenti del programma in modo da poter cambiare a suo piacimento la struttura del programma e l'installazione lato client da installare nei PC degli utenti permettendogli di operare solo tramite interfaccia web Installazione Seafile Server I sorgenti di questo progetto sono ospitati su github. L'installazione su un server CentOS 6/RHEL 6 a 64 bit. cd /tmp/ wget yum -y install sqlite python-simplejson python-setuptools python-imaging Ora decomprimere il pacchetto tar che abbiamo scaricato nella directory /tmp e creiamo una struttura per mantenere i sorgenti ed il file di configurazione cd /opt/ mkdir seafile mv /tmp/seafile-server_* seafile cd seafile tar -xzf seafile-server_* mkdir installed mv seafile-server_* installed Pagine 38 di 13

39 Come prima cosa creare un nuovo utente che verrà utilizzato per far funzionare i servizi Seafile: useradd -d /opt/seafile seafile chown -R seafile. /opt/seafile su - seafile cd /opt/seafile/seafile-server /setup-seafile.sh Una procedura guidata testuale vi chiederà alcune informazioni per la corretta configurazione del server Seafile: This script will guide you to config and setup your seafile server. Make sure you have read seafile server manual at https://github.com/haiwen/seafile/wiki Press [ENTER] to continue A questo punto basta premere invio e si dovrebbe vedere la fine della prima fase, nella seconda parte vi verrà chiesto un indirizzo e una password per Seahub, l interfaccia web per il server Seafile e alla fine si dovrebbe avere una sintesi come questa: Your seafile server configuration has been finished successfully run seafile server: run seahub server:./seafile.sh { start stop restart }./seahub.sh { start stop restart } If you are behind a firewall, rememb/ser to allow input/output of these tcp ports: port of ccnet server: 11 port of seafile server: 121 port of seafile httpserver: 882 port of seahub: 8 Ora si può diventare l utente Seafile ed avviare il server: su - seafile /opt/seafile/seafile-server-1.4.5/seafile.sh start /opt/seafile/seafile-server-1.4.5/seahub.sh start Pagine 39 di 13

40 Dopo questi comandi 2, è possibile aprire un browser Web e visitare: Installazione Seafile Client Per l'installazione di Seafile Client c'è bisogno di eseguire il download sei file sorgenti wget tar xzf seafile-cli_1.5.3_x86-64.tar.gz Inizializzazione client cd seafile-cli_1.5.3 # choose a folder where to store the seafile client settings e.g ~/.seafileclient mkdir ~/.seafile-client # create the settings folder./seaf-cli init -d ~/.seafile-client # initialise seafile client with this folder./seaf-cli start 7.3 Interfaccia web Seafile Questo capitolo contiene una panoramica generale su come si accede a Seafile da un browser come Firefox, Chrome o Internet Explorer. È possibile collegarsi a Seafile con un browser puntando all'indirizzo ricevuto dal fornitore di servizi; quando si immette l'url: o è possibile utilizzare anche (in questo caso https://owncloud1.na.infn.it:8) si verrà reindirizzati alla pagina di accesso. Immettere il nome utente e la password che avete fornito durante l installazione di Seafile: Pagine 4 di 13

41 Dopo il login sarete rediretti alla pagina Miahome in cui è possibile creare librerie, queste sono utilizzate in Seafile per organizzare i file. Ad esempio, è possibile crearne una per ciascuno dei vostri progetti. Ogni libreria può essere sincronizzata e condivisa separatamente. Inoltre Seafile dispone di un menù in cui è possibile creare dei gruppi, gestire i propri contatti ed organizzare i file nelle librerie Pagine 41 di 13

42 6.4 Sincronizzazione Seafile La sincronizzazione di Ajaxplorer è disponibile solo nelle versioni per Linux,Windows e Mac Os. Il client di Seafile permette la sincronizzazione con una cartella creata nel proprio PC con tutti i file da sincronizzare. In questo software è possibile abilitare o disabilitare la sincronizzazione automatica. Pagine 42 di 13

43 8 Confronto OwnCloud Ajaxplorer - Seafile I software OwnCloud, Ajaxplorer e Seafile sono tre valide alternative ai servizi cloud, pur avendo le stesse modalità di utilizzo con stessi scopi hanno delle differenze e similitudini: OwnCloud è un software riservato al clouding e permette solo l'archiviazione dei dati dell'utente, il link generato non ha scadenza ed è ritenuto valido fino alla cancellazione definitiva del file o cartella. In fase di installazione ci sono operazioni da effettuare non riportati nella documentazione resa disponibile dal sito. Owncloud permette l'integrazione con LDAP tramite una semplice guida di configurazione e presenta un interfaccia molto dettagliata, dove sono presenti categorie apposite dove archiviare i file, come ad esempio immagini, file audio e video ecc... Ajaxplore ha un numero elevato di plugin ed ha un interfaccia più semplice rispetto ad owncloud, anche se inizialmente si rimane un po' spiazzati su come eseguire le operazioni, è presente un opzione per l'utente in cui l'amministratore decide la validità dei link, quanti download è possibile effettuare e se c'è bisogno di password. Una funzione particolare è quella di aver la possibilità di creare una sorta di mail-reader dove ad ogni accesso vengono caricate l' nello spazio dell'utente in modo da poter archiviare i file mandati via . Seafile ha un meccanismo diverso dagli altri, ogni libreria è come un repository GIT, che consiste in un elenco di commit. Un commit punta alla radice di uno snapshot del file system, lo snapshot è composto da directory e file. I file sono ulteriormente suddivise in blocchi per un trasferimento di rete ed utilizzo dello storage più efficiente nel risparmio di spazio per i file binari. Ha una scelta sulla sincronizzazione, in quanto si può abilitare o disabilitare la sincronizzazione automatica. EntraMB/si utilizzano il linguaggio PHP sono presenti le app per Android e IOS ed i software di sincronizzazione per Windows e Mac OS X in più in owncloud c'è il software sync per Linux. Di seguito verrà riportata una tabella di riepilogo delle caratteristiche dei software messi a confronto. Pagine 43 di 13

44 Caratteristche OwnCloud Riporta un icona sul desktop per Icona di sincronizzazione. tutte le versioni disponibili (Windows, Mac OS X e Linux). Modalità di sincronizzazione. Cartella di sincronizzazione. Sincronizzazione automatica. Seafile Riporta un icona sul desktop per le Riporta un icona sul desktop per le versioni Windows e Mac OS X. versioni Windows e Mac OS X. Sincronizzazione ogni 1 o 4 minuti o manuale. Creazione cartella sul desktop per la Creazione cartella sul desktop per la sincronizzazione. Configurazione LDAP tramite Configurazione LDAP. Ajaxplorer interfaccia web molto semplice da effettuare con possibilità di provare la connessione. sincronizzazione. Sincronizzazione automatica. Utilizzo delle librerie. Configurazione LDAP tramite interfaccia web con operazioni più Configurazione LDAP tramite la modifica del codice sorgente. complesse rispetto ad owncloud. Non essendoci guide dettagliate sull'argomento è possibile effettuare Difficoltà di configurazione LDAP. Grazie all'apposita guida non si sono errori che una volta fatto il logout presentate difficoltà grazie anche nella pagina di configurazione è alla possibilità di provare prima un possibile che se sono sbagliate le login LDAP. credenziali fornite nella Grazie all'apposita documentazione dove è segnato il codice sorgente da modificare non si riscontrano alcune difficoltà. configurazione LDAP non è possibile accedere con alcun utente. Versioni Client del software. Versioni Client rilasciate per Linux, Windows emac OS X. Versioni Client rilasciate per Windows e Mac OS X. Versioni Client rilasciate per Linux, Windows emac OS X.

45 Versione Server del software. Linguaggio del codice sorgente. Versioni Client rilasciate per Linux, Versioni Client rilasciate per Linux, Versioni Client rilasciate per Linux, Windows emac OS X. Utilizzo del linguaggio PHP e MySQL per il database. Windows emac OS X. Windows emac OS X. Utilizzo del linguaggio PHP. Utilizzo del linguaggio PHP. Dispone di un manuale con la Documentazione. Dispone di un manuale con la documentazione User e Admin ed di Dispone di una guida Admin e di un documentazione User e Admin ed di un forum per dare un maggiore semplice forum. aiuto nell'utilizzo del software. un forum per dare un maggiore aiuto nell'utilizzo del software. WebDAV. Accesso ai file tramite WebDAV. Accesso ai file tramite WebDAV. Accesso ai file tramite WebDAV. Modalità di installazione. E' presente una documentazione molto dettagliata che spiega passo passo le operazioni da svolgere. Non è presenta alcuna documentazione, quindi è le operazioni di installazione possono essere reperibili dal web. E' presente una documentazione molto dettagliata che spiega passo passo le operazioni da svolgere. Difficoltà d'installazione. Difficoltà nella preparazione all'installazione. Difficoltà nell'installazione lato server. Difficoltà nella creazione delle librerie.

46 9 Sperimentazione L'obiettivo di questa sperimentazione consiste nello studio del monitoraggio del traffico della rete dei software owncloud e Ajaxplorer con l'invio di file da 1k, 1k e in contemporanea 2 file da 1k e 3 file da 1k. A tale scopo sono state effettuate due tipologie di analisi: Analisi in amb/siente rumoroso Analisi in amb/siente non rumoroso La definizione di rumore si intende quindi eventuali disturbi generati da altri dispositivi, ma relativamente alla presenza di altri AP che potrebbero disturbare la comunicazione. Per monitorare il traffico si è fatto uso del semplice e pratico tool Dstat, disponibile anche per il sistema operativo Scienitfic Linux, che permette di visualizzare le statistiche di utilizzo della maggior parte delle risorse di sistema. Il tool può presentare in una finestra di shell, secondo per secondo, il carico di lavoro delle CPU espresso come percentuale, evidenziando con colori diversi i valori più significativi. Il comando viene eseguito con la seguente sintassi: dstat -t -N p3p1 -all --output file i parametri indicano al tool di abilitare le statistiche per le CPU, mostra anche ora e data dell'informazione e genera infine un file di report in formato CSV. Per effettuare il trasferimento dei file è stato scritto un apposito script di shell send.pl in linguaggio perl, tale script viene trattato anch'esso in dettaglio in appendice. I test sono stai eseguiti usando una connessione HTTPS. 9.1 Primo test 1k In questo primo test è stato effettuato il trasferimento di 5 file da 1k ciascuno, creati tramite uno script utilizzando la sincronizzazione di un solo utente loggato ad owncloud. La sincronizzazione è avvenuta in automatico, man mano che lo script creava il file. Pagine 46 di 13

47 Lo stesso monitoraggio è avvenuto per il software Ajaxplorer con differenza che la creazione e trasferimento così come anche la sincronizzazione è avvenuta manualmente, tramite copia di file e cliccando sull'icona di sincronizzazione ( creatasi sul desktop al momento dell'installazione) per avviare il trasferimento Primo test - 1k su owncloud In questo test è stato effettuato il monitoraggio del traffico di rete di owncloud per il trasferimento di file da 1k attraverso il login di un solo utente con sincronizzazione automatica. Nella tabella seguente è riportato il traffico di owncloud durante la sincronizzazione, i dati sono relativi al monitoraggio della rete con la presenza di alcuni disturbi, i dati sono espressi in byte. Tabella 1: Test 1 - Traffico di rete owncloud -1k Il grafico seguente illustra l'andamento del traffico di rete durante la sincronizzazione con i relativi disturbi della rete. Pagine 47 di 13

48 Test 1 owncloud 1k k HTTPS Grafico 1: Test 1 - owncloud 1k con rumore Il seguente grafico rappresenta il traffico generato dalla sincronizzazione di un solo utente senza la generazioni dei disturbi di rete, prendendo in considerazione solo i valori nel preciso istante della sincronizzazione, sull'asse delle ascisse si trovano il numero dei file inviati durante la sincronizzazione, sull'asse delle ordinate i corrispondenti valori al momento della misurazione espressi in byte. Test 1 owncloud 1k kHTTPS Overhead Grafico 2: Test 1 Overhead owncloud 1k Dal grafico 1 si nota che la linea ritorna sempre al valore., questo a causa di alcuni rumori sulla rete che non permettono la corretta visualizzazione del traffico della rete, a tal scopo è stato Pagine 48 di 13

49 costruito il grafico 2 dove sono stati presi in considerazione solo i valori effettivi del monitoraggio durante la sincronizzazione dei file. Dallo studio dei precedenti grafici riscontriamo un andamento della sincronizzazione per lo più costante, con valori che vanno da un minimo di byte ad un massimo di byte ma maggiormente concentrati n una fascia di valori che vanno dal 2. byte al 25. byte, calcolando un valore medio di byte, siccome 1k sono per la trasmissione dei pacchetti, avremo un overhead medio di 12 k Primo test - 1k su Ajaxplorer Lo stesso test con il trasferimento di 5 file da 1k ciascuno è stato effettuato sul software Ajaxplorer, ma in questo caso la creazione del file è avvenuta manualmente tramite la copia di file di dimensione 1k nella cartella utente, in egual modo anche la sincronizzazione è avvenuta manualmente man mano che veniva copiato il file. Di seguito è riportata la tabella con il traffico di Ajaxplorer monitorato durante la sincronizzazione riportando anche alcuni disturbi della rete durante il trasferimento, i dati sono espressi in byte. Tabella 2: Test 1 - Traffico della rete di Ajaxplorer - 1k Il grafico seguente illustra l'andamento del traffico di rete ricavato dalla tabella precedente, durante la sincronizzazione con i relativi disturbi della rete. Pagine 49 di 13

50 Test 1 Ajaxplorer 1k k HTTPS Grafico 3: Test 1 - Ajaxplorer 1k con rumore Il seguente grafico rappresenta il traffico generato dalla sincronizzazione di un solo utente senza la generazioni dei rumori, prendendo in considerazione solo i valori nel preciso istante dell'avvenuta sincronizzazione, sull'asse delle ascisse sono riportati il numero di file inviati, sull'asse delle ordinate i valori del monitoraggio espressi in byte. Test 1 Ajaxplorer 1k k HTTPS 13. Overhead Grafico 4: Test 1 Overhead Ajaxplorer 1k Anche in questo caso, dal grafico 3 si nota che la linea ritorna sempre al valore., la causa è di alcuni rumori sulla rete che non permettono la corretta visualizzazione del traffico della rete, a tal scopo è stato costruito il grafico 4 dove sono stati presi in considerazione solo i valori dell'effettivo Pagine 5 di 13

51 monitoraggio durante la sincronizzazione dei file. Dallo studio dei precedenti grafici si riscontra un andamento della sincronizzazione abbastanza irregolare, con valori che vanno da un minimo di byte ad un massimo di byte, calcolando un valore medio di byte. quindi siccome 1k è per la trasmissione dei pacchetti il valore medio di overhead è di 12 k Conclusioni primo test Mettendo a confronto i dati relativi al monitoraggio del trasferimento di 5 pacchetti di dimensione 1k ciascuno tra i software owncloud e Ajaxplorer utilizzando la connessione di un solo utente avremo i seguenti risultati: Test 1 owncloud - Ajaxplorer 1k owncloud 25. Ajaxplorer Grafico 5: Test 1 - Confronto owncloud - Ajaxplorer 1k Dal grafico si nota che la linea di monitoraggio della sincronizzazione di owncloud presenta alcuni picchi solo alle estremità, mentre nella parte centrale sono concentrati la maggior parte dei punti con dispersione compresa tra 21. byte e 23. byte. Per il grafico relativo al monitoraggio della sincronizzazione di Ajaxplorer i punti sono dispersi tra Pagine 51 di 13

52 un intervallo più ampio, ovvero tra 19. byte e 23. byte. In questo primo test di monitoraggio, owncloud risulta più costante nel trasmissione dei pacchetti durante la sincronizzazione, entrambi hanno overhead nell'ordine dei 12k. 9.2 Secondo test 1k In questo secondo test è stato effettuato il trasferimento di 5 file da 1k ciascuno, creati tramite uno script utilizzando la sincronizzazione di un solo utente loggato ad owncloud. La sincronizzazione è avvenuta in automatico come prevista dal software, man mano che lo script creava il file avveniva il trasferimento.. Lo stesso monitoraggio è avvenuto per il software Ajaxplorer con differenza che la creazione e trasferimento così come anche la sincronizzazione che è avvenuta manualmente, tramite copia di file e cliccando sull'icona di sincronizzazione per avviare il trasferimento Secondo test - 1k su owncloud In questo test è stato effettuato il monitoraggio del traffico di rete di owncloud per il trasferimento di file da 1k attraverso il login di un solo utente con sincronizzazione automatica. Nella tabella seguente è riportato il traffico di owncloud durante la sincronizzazione, come è possibile vedere dai dati, il monitoraggio è avvenuto in presenza di alcuni disturbi sulla rete. Tabella 3: Test 2 - Traffico della rete di owncloud -1k Pagine 52 di 13

53 Nel grafico seguente è rappresentato il grafico relativo alla tabella soprastante, dove sulle ascisse è riportato il numero di file inviati e sull'asse delle ordinate i valori espressi in byte. Test 2 owncloud 1k k HTTPS Grafico 6: Test 2 - owncloud 1k con rumore Per facilitare la visualizzazione dell'andamento del monitoraggio della rete di seguito è riportato il grafico senza la generazione dei rumori, quindi con i soli effettivi valori al momento della sincronizzazione. Grafico 7: Test 2 Overhead owncloud 1k Pagine 53 di 13

54 Dal grafico 6 si nota che a causa dei rumori sulla rete non si riesce a visualizzare tutti i punti al momento della sincronizzazione, infatti si nota che ad ogni punto di trasferimento dei file si ritorna sempre al valore.; il grafico è stato costruito prendendo in considerazione solo i valori effettivi del monitoraggio durante la sincronizzazione dei file, l'asse delle ascisse riporta il numero di file sincronizzati, sull'asse delle ordinate il byte impiegati per la sincronizzazione. Dallo studio dei precedenti grafici riscontriamo un andamento della sincronizzazione che varia con valori che vanno da un minimo di byte ad un massimo di byte, calcolando un valore medio di byte se escludiamo i 1k per il trasferimento dei pacchetti, avremo un overhead di 2 k Secondo test - 1k su Ajaxplorer Lo stesso test con il trasferimento di 5 file da 1k ciascuno è stato effettuato sul software Ajaxplorer, con la creazione manuale dei file di dimensione 1k nella cartella utente, in egual modo anche la sincronizzazione è avvenuta manualmente man mano che veniva copiato il file. Di seguito è riportata la tabella con il traffico di Ajaxplorer monitorato durante la sincronizzazione riportando anche alcuni disturbi della rete durante il trasferimento nell'ordine dei byte. Tabella 4: Test 2 - Traffico della rete Ajaxplorer - 1k Pagine 54 di 13

55 Di seguito è riportato il grafico della tabella relativa al monitoraggio del traffico della rete di Ajaxplorer. Test 2 Ajaxplorer 1k k HTTPS Grafico 8: Test 2 - Ajaxplorer 1k con rmore Il grafico seguente riporta i dati nell'istante in cui avviene la sincronizzazione senza disturbi della rete, dove sull'asse delle ascisse ci sono i numero di file e sull'asse delle ordinate le misurazioni corrispondenti in byte. Grafico 9: Test 2 Overhead Ajaxplore 1k Pagine 55 di 13

56 Dal grafico risulta che l'andamento della sincronizzazione della rete durante il trasferimento dei pacchetti varia da un valore minimo di byte ad un valore massimo di byte, il cui valore medio risulta di byte, sottraendo i 1k per la trasmissione dei pacchetti, si ha un overhead medio di 29 k Conclusioni secondo test Mettendo a confronto i dati relativi al monitoraggio del trasferimento di 5 pacchetti di dimensione 1k ciascuno tra i software owncloud e Ajaxplorer utilizzando la connessione di un solo utente avremo i seguenti risultati: Test 2 owncloud - Ajaxplorer 1k owncloud 124. Ajaxplorer Grafico 1: Test 2 - Confronto owncloud - Ajaxplorer 1k Dal grafico 1 si nota una sostanziale differenza dei valori durante la ricezione dei pacchetti al momento della sincronizzazione, infatti i valori risultanti dal monitoraggio di owncloud risultano molto più bassi rispetto ai valori risultanti dal monitoraggio di Ajaxplorer, dove nel primo caso si ha un valore medio di byte mentre nel secondo si ha un valore medio di byte. Per quano riguarda l'overhead, avremo 2 k per owncloud, mentre per Ajaxplorer 29 k. Pagine 56 di 13

57 9.3 Terzo test - 2 file da 1k In questo terzo test è stato effettuato il trasferimento di 1 file da 1k inviati e creati a due a due contemporaneamente, creati tramite uno script ed utilizzando la sincronizzazione di un solo utente. Il test è stato effettuato sia sul software owncloud il quale la sincronizzazione è avvenuta in automatico che sul software Ajaxplorer in cui è avvenuto tutto in maniera manuale, dalla creazione dei file fino al trasferimento Terzo test - 2 file da 1k su owncloud Il terzo test è stato effettuato trasferendo 1 file da 1k ciascuno, inviati a due alla volta, modificando lo script utilizzato in precedenza, in modo da creare ed inviare contemporaneamente due file. Come nei test precedenti è la sincronizzazione è avvenuta automaticamente. Di seguito è riportata la tabella con il traffico di owncloud monitorato durante la sincronizzazione riportando anche alcuni disturbi della rete durante il trasferimento; la misurazione è nell'ordine dei byte. Tabella 5: Test 3 - Traffico della rete owncloud - 2 file da 1k Il grafico seguente riporta il traffico della rete durante la sincronizzazione del software owncloud, con i relativi disturbi della rete durante il monitoraggio. Pagine 57 di 13

58 Test 3 - owncloud 1k k HTTPS Grafico 11: Test 3 - owncloud - 2 file da 1k con rumore Di seguito è riportato lo stesso grafico con gli effettivi valori del monitoraggio al momento della sincronizzazione. Test 3 - owncloud 1k k HTTPS Grafico 12: Test 3 - owncloud - 2 file da 1k Il grafico 12 riporta il monitoraggio della rete durante la sincronizzazione con owncloud di file da 1k ciascuno inviati a due alla volta, come mostra il grafico, i file inviai in contemporanea vengono inizialmente sincronizzati insieme raggiungendo un picco massimo di di byte, per poi dividere in due il totale dei byte da sincronizzare. I valori rientrano in un range che va da un minimo di byte ad un massimo di byte. Pagine 58 di 13

59 9.3.2 Terzo test - 2 file da 1k su Ajaxplorer Il terzo test è stato effettuato trasferendo 1 file da 1k ciascuno, inviati a due alla volta, tramite una creazione manuale dei file e trasferendoli nella cartella da sincronizzare. Di seguito è riportata la tabella con il traffico di Ajaxplorer monitorato durante la sincronizzazione riportando anche alcuni disturbi della rete durante il trasferimento; la misurazione è nell'ordine dei byte. Tabella 6: Test 3 - Traffico di rete Ajaxplorer - 2 file da 1k Il grafico seguente riporta il traffico della rete durante la sincronizzazione del software owncloud, con i relativi disturbi della rete durante il monitoraggio. Pagine 59 di 13

60 Test 3 Ajaxplorer 1k k HTTPS Grafico 13: Test 3 - Ajaxplorer - 2 file da 1k con rumore Il grafico sottostante riporta i valori del solo monitoraggio al momento della sincronizzazione. Test 3 Ajaxplorer 1k k HTTPS Grafico 14: Test 3 - Ajaxplorer - 2 file da 1k Il grafico 14 riporta il monitoraggio della rete durante la sincronizzazione con Ajaxplorer di file da 1k ciascuno inviati a due alla volta, come mostra il grafico, i file inviai in contemporanea vengono sincronizzati insieme raggiungendo un picco massimo di di byte, per poi essere sincronizzati dividendo il totale di byte. I valori rientrano in un range che va da un minimo di byte ad un massimo di byte. In questo caso le misurazioni si alternano, in alcuni punti i file vengono sincronizzati insieme mentre in altri divisi in due misurazioni. Pagine 6 di 13

61 9.3.3 Conclusioni terzo test Mettendo a confronto i dati relativi al monitoraggio del trasferimento dei pacchetti di dimensione 1k ciascuno inviandone due contemporaneamente tra i software owncloud e Ajaxplorer utilizzando la connessione di un solo utente avremo i seguenti risultati: Test 3 - owncloud - Ajaxplorer 1k owncloud 25. Ajaxplorer Grafico 15: Test 3 - Confronto owncloud - Ajaxplorer - 2 file da 1k Dal grafico 15 si nota una sostanziale differenza dei valori durante la ricezione dei pacchetti, infatti il range di valori risultanti dal monitoraggio di owncloud risultano molto più bassi rispetto ai valori risultanti dal monitoraggio di Ajaxplorer, dove nel primo caso si ha un range di valori compresi tra byte e byte, nel secondo caso il range di valori va da byte a di byte. 9.4 Quarto test - 3 file da 1k Il quarto test è stato effettuato eseguendo il trasferimento di 1 file da 1k inviati e creati a tre alla volta contemporaneamente, sono stati creati tramite uno script ed utilizzando la sincronizzazione di un solo utente. Il test è stato effettuato sia sul software owncloud il quale la sincronizzazione è avvenuta automaticamente al momento della creazione dei file che sul software Ajaxplorer in cui è avvenuto tutto in maniera manuale, dalla creazione dei file fino al trasferimento. Pagine 61 di 13

62 9.4.1 Quarto test - 3 file da 1k su owncloud Il Quarto test è stato effettuato trasferendo 1 file da 1k ciascuno, inviati a tre alla volta, modificando lo script utilizzato in precedenza, in modo da creare ed inviare contemporaneamente tre file. Come nei test precedenti è la sincronizzazione è avvenuta automaticamente. Di seguito è riportata la tabella con il traffico di owncloud monitorato durante la sincronizzazione riportando anche alcuni disturbi della rete durante il trasferimento; la misurazione è nell'ordine dei byte. Tabella 7: Test 4 - Traffico di rete owncloud - 3 file da 1k La tabella evidenzia il traffico della rete nell'invio di tre file da 1k ciascuno, nonostante lo script crea ed invia i file in contemporanea da come si vede in tabella la sincronizzazione non avviene in contemporanea, ma viene divisa in tre invii di dimensione diversa tra loro. Di seguito si riporta il grafico relativo alla tabella soprastante. Pagine 62 di 13

63 Test 4 owncloud 1k k HTTPS Grafico 16: Test 4 - owncloud - 3 file da 1k con rumore Il grafico 16 riporta l'andamento del monitoraggio comprensivo dei disturbi sulla rete, per una migliore visualizzazione dei risultati di seguito sarà riportato il grafico con i soli valori della sincronizzazione. Test 4 owncloud 1k k HTTPS Grafico 17: Test 4 - owncloud - 3 file da 1k Il grafico 17 riporta il monitoraggio della rete durante la sincronizzazione con owncloud di file da 1k ciascuno inviati a tre alla volta, come mostra il grafico, i file inviai in contemporanea vengono sincronizzati ripartendo in quantità diverse l'effettivo totale di byte da trasferire. Inizialmente in i totale di byte viene ripartito con valori che si alternano da alti byte a bassi byte, successivamente si hanno dei valori costanti, raggiungendo un range di valori che sfiorano un picco massimo di di byte e un minimo di 11.1 byte ad un massimo di byte. Pagine 63 di 13

64 9.4.2 Quarto test - 3 file da 1k su Ajaxplorer Il terzo test è stato effettuato trasferendo 1 file da 1k ciascuno, inviati a tre alla volta, tramite una creazione manuale dei file e trasferendoli nella cartella da sincronizzare. Di seguito è riportata la tabella con il traffico di Ajaxplorer monitorato durante la sincronizzazione riportando anche alcuni disturbi della rete durante il trasferimento; la misurazione è nell'ordine dei byte. Tabella 8: Traffico della rete Ajaxplorer - 3 file da 1k Dalla tabella 9 si nota che nonostante il trasferimento contemporaneo dei tre file la rete riceve i file in due tre volte di dimensione diversa tra loro. Di seguito si riporta il grafico relativo alla tabella soprastante. Pagine 64 di 13

65 Test 4 Ajaxplorer 1k k HTTPS Grafico 18: Test 4 - Ajaxplorer - 3 file da 1k con rumore Il grafico sottostante riporta solo i valori al momento della sincronizzazione. Test 4 Ajaxplorer 1k k HTTPS Grafico 19: Test 4 - Ajaxplorer - 3 file da 1k Dal grafico si nota che le misurazioni non sono costanti, infatti i 3 file da 1k creati quindi con un totale di 3k viene ricevuto dalla rete diviso in due o tre valori. Pagine 65 di 13

66 9.4.3 Conclusioni quarto test Mettendo a confronto i dati relativi al monitoraggio del trasferimento dei pacchetti di dimensione 1k ciascuno inviandone tre contemporaneamente tra i software owncloud e Ajaxplorer utilizzando la connessione di un solo utente avremo i seguenti risultati: Test 4 - owncloud Ajaxplorer 1k owncloud 3. Ajaxplorer Grafico 2: Test 4 - Confronto owncloud - Ajaxplorer - 3 file da 1k Il grafico 2 mostra la differenza del monitoraggio con owncloud e Ajaxplorer di tre file da 1k ciascuno, il software owncloud nella parte iniziale effettua la misurazione in due valore, continuando poi in un andamento costante, in software Ajaxplore alterna la misurazione in due o tre risultati per ogni invio di file. 9.5 Conclusione sperimentazione Dai test effettuati risulta che il software owncloud è più costante nelle misurazioni rispetto ad Ajaxplorer con intervalli di misurazione più bassi. Infatti già dal primo test (monitoraggio del traffico su 1k) si nota che i punti sono concentrati in un intervallo compresa tra 21. byte e 23. byte, per il grafico relativo al monitoraggio della sincronizzazione di Ajaxplorer i punti sono dispersi tra un intervallo più ampio, ovvero tra 19. byte e 23. byte. Nel monitoraggio effettuato nel secondo test (1k) si ha per owncloud un intervallo di valori compreso tra byte e byte e per Ajaxplorer un intervallo compreso tra byte e byte. Per il terzo test effettuato, ( monitoraggio di 2 file da 1k) si ha per owncloud un intervallo compreso tra byte a byte ed Ajaxplorer tra byte e byte, anche per il quarto test Pagine 66 di 13

67 effettuando il monitoraggio della trasmissione di 3 file da 1k si ha per owncloud un intervallo tra 11.1 byte e byte e per Ajaxplorer invece non è possibile calcolarne un intervallo, poiché il trasferimento è calcolato in alternanza tra 2 o 3 valori. In conclusione si deduce che il software owncloud risulta piu costante nella sincronizzazione dei file, raggiungendo valori minimi e massimi migliori rispetto a quelli monitorati con il traffico della rete per la sincronizzazione di Ajaxplorer. Di seguito ci sarà una tabella riassuntiva degli intervalli dei test effettuati. Intervalli di monitoraggio OwnCloud Ajaxplorer Test 1 (1k) 21. byte 23. byte 19. byte byte Test 2 (1k) byte byte byte byte Test 3 (2 file da 1k) byte byte byte byte Test 4 (3 file da 1k) 11.1 byte byte - Tabella 9: Intervalli di monitoraggio owncloud - Ajaxplorer Pagine 67 di 13

68 1 Sperimentazone Seafile L'obiettivo di questa sperimentazione è di monitorare il traffico della rete del software Seafile con l'invio di file da 1k. A questo scopo si è fatto uso del semplice e pratico tool Dstat, disponibile anche per il sistema operativo Scienitfic Linux, che permette di visualizzare le statistiche di utilizzo della maggior parte delle risorse di sistema. Il tool può presentare in una finestra di shell, secondo per secondo, il carico di lavoro delle CPU espresso come percentuale, evidenziando con colori diversi i valori più significativi. Il comando viene eseguito con la seguente sintassi: dstat -t -N p3p1 -all --output file i parametri indicano al tool di abilitare le statistiche per le CPU, mostra anche ora e data dell'informazione e genera infine un file di report in formato CSV. Il trasferimento dei file è avvenuto tramite la copia manuale. 1.1 Test 1k Il test prevede il monitoraggio del traffico di rete del software Seafile con l'invio di file da 1k ciascuno, la creazione dei file è avvenuta manualmente così come la copia nella cartella utente, la sincronizzazione è avvenuta abilitando la modalità automatica. Di seguito è riportata la tabella con il traffico di Seafile monitorato durante la sincronizzazione riportando anche alcuni disturbi della rete nell'ordine dei byte durante il trasferimento. Tabella 1: Traffico della rete Seafile - 1k Di seguito verrà riportato il grafico relativo ai valori calcolati durante il monitoraggio al momento del trasferimento sulla cartella utente di Seafile. Pagine 68 di 13

69 Test Seafile 1k k Grafico 21: Test - Seafile 1k Dal grafico si nota che le misurazioni sono molto costanti, calcolando il valore medio risulta essere di byte. Di seguito è riportato il grafico del calcolo dell'overhead del monitoraggio del traffico di Seafile. Test Overhead Seafile 1k Overhead Grafico 22: Test - Overhead Seafile 1k Il grafico 22 evidenzia che il monitoraggio del traffico di Seafile presenta un overhead medio di circa 37 k. Pagine 69 di 13

70 Il grafico successivo, mette a confronto i software owncloud, Ajaxplorer e Seafile nel caso di trasferimento di 1k ed autenticazione con un solo utente. Test Confronto owncloud - Ajaxplorer - Seafile 1k owncloud 13. Ajaxplorer Seafile Grafico 23: Confronto owncloud - Ajaxplorer - Seafile - 1k Dal grafico 23 risulta ancora una volta che il software owncloud è più costante nelle misurazioni rispetto ad Ajaxplorer e Seafile con intervalli di misurazione più bassi. Il monitoraggio effettuato con l'invio di file da 1k si ha per owncloud un intervallo di valori compreso tra byte e byte, per Ajaxplorer un intervallo compreso tra byte e byte e per Seafile un intervallo compreso tra un minimo di byte ed un massimo di byte, quindi quest'ultimo risulta avere traffico più elevato rispetto agli altri. Test Confronto Overhead owncloud - Ajaxplorer - Seafile 1k owncloud 3. Ajaxplorer 25. Seafile Grafico 24: Confronto Overhead owncloud - Ajaxplorer - Seafile - 1k Pagine 7 di 13

71 Il grafico 24 riportai valori di overhead del confronto tra owncloud, Ajaxplorer e Seafile relativo al test di 1k. Di seguito sarà riportata una tabella riassuntiva degli intervalli di monitoraggio e overhead. Software Intervalli di monitoraggio 1k Media Overhead OwnCloud byte byte 12,128 2,128 Ajaxplorer byte byte ,27 Seafile byte byte ,94 Tabella 11: Intervalli di monitoraggio con 1k owncloud - Ajaxplorer - Seafile Pagine 71 di 13

72 11 Sperimentazione OwnCloud Dalle sperimentazioni effettuate risulta owncloud il software migliore rispetto ad Ajaxplorer e Seafile. OwnCloud mostra avere risultati di monitoraggio costante in tutti i casi di trasferimento file e valori di overhead minori rispetto agli altri software presi in considerazione, a tal scopo s'è pensato di approfondire lo studio di owncloud studiandone il monitoraggio con un'autenticazione di un solo utente con connessione HTTP, con l'autenticazione di un utente LDAP e il throughput usando l'accesso di più utenti che sincronizzano su owncloud trasferendo 5G o 8G Test HTTP L'obiettivo di questa sperimentazione consiste nello studio del monitoraggio del traffico della rete del software owncloud con l'invio di file da 1k, 1k con una connessione HTTP. A tale scopo sono state effettuate due tipologie di analisi: Analisi in ambiente rumoroso Analisi in ambiente non rumoroso La definizione di rumore si intende quindi eventuali disturbi generati da altri dispositivi, ma relativamente alla presenza di altri AP che potrebbero disturbare la comunicazione. Per monitorare il traffico si è fatto uso del semplice e pratico tool Dstat, disponibile anche per il sistema operativo Scienitfic Linux, che permette di visualizzare le statistiche di utilizzo della maggior parte delle risorse di sistema. Il tool può presentare in una finestra di shell, secondo per secondo, il carico di lavoro delle CPU espresso come percentuale, evidenziando con colori diversi i valori più significativi. Il comando viene eseguito con la seguente sintassi: dstat -t -N p3p1 -all --output file i parametri indicano al tool di abilitare le statistiche per le CPU, mostra anche ora e data dell'informazione e genera infine un file di report in formato CSV. Per effettuare il trasferimento dei file è stato scritto un apposito script di shell send.pl in linguaggio perl, tale script viene trattato anch'esso in dettaglio in appendice. Pagine 72 di 13

73 Test HTTP 1k In questo primo test è stato effettuato il trasferimento di 5 file da 1k ciascuno, creati tramite uno script utilizzando la sincronizzazione di un solo utente loggato ad owncloud. La sincronizzazione è avvenuta in automatico, man mano che lo script creava il file, in connessione HTTP. Nella tabella seguente è riportato il traffico di owncloud durante la sincronizzazione, i dati sono relativi al monitoraggio della rete con la presenza di alcuni disturbi, i dati sono espressi in byte. Tabella 12: Test HTTP - Traffico di rete owncloud -1k Il grafico seguente illustra l'andamento del traffico di rete durante la sincronizzazione con i relativi disturbi della rete. Test HTTP owncloud 1k k HTTP Grafico 25: Test HTTP - owncloud 1k con rumore Pagine 73 di 13

74 Dal grafico 24 si nota che la linea ritorna sempre al valore., questo a causa di alcuni rumori sulla rete che non permettono la corretta visualizzazione del traffico della rete, a tal scopo è stato costruito il grafico 25 che rappresenta il traffico generato dalla sincronizzazione di un solo utente senza la generazioni dei disturbi di rete, prendendo in considerazione solo i valori nel preciso istante della sincronizzazione, sull'asse delle ascisse si trovano il numero dei file inviati durante la sincronizzazione, sull'asse delle ordinate i corrispondenti valori al momento della misurazione espressi in byte. Test HTTP owncloud 1k k HTTP 15. overhead Grafico 26: Test HTTP Overhead owncloud 1k Dallo studio dei precedenti grafici riscontriamo un andamento della sincronizzazione per lo più costante, con valori che vanno da un minimo di byte ad un massimo di byte, calcolando un valore medio di 17.8 byte, siccome 1k sono per la trasmissione dei pacchetti, avremo un overhead medio di 7 k Test HTTP 1k In questo secondo test è stato effettuato il trasferimento di 5 file da 1k ciascuno, creati tramite uno script utilizzando la sincronizzazione di un solo utente loggato ad owncloud. La sincronizzazione è avvenuta in automatico, man mano che lo script creava il file, in connessione HTTP. Nella tabella seguente è riportato il traffico di owncloud durante la sincronizzazione, i dati sono Pagine 74 di 13

75 relativi al monitoraggio della rete con la presenza di alcuni disturbi, i dati sono espressi in byte. Tabella 13: Test HTTP - Traffico di rete owncloud -1k Il grafico seguente illustra l'andamento del traffico di rete durante la sincronizzazione con i relativi disturbi della rete. Test HTTP owncloud 1k k HTTP Grafico 27: Test HTTP - owncloud 1k con rumore Dal grafico 26 si nota che la linea ritorna sempre al valore., questo a causa di alcuni rumori sulla rete che non permettono la corretta visualizzazione del traffico della rete, a tal scopo è stato costruito il grafico 27 che rappresenta il traffico generato dalla sincronizzazione di un solo utente Pagine 75 di 13

76 senza la generazioni dei disturbi di rete, prendendo in considerazione solo i valori nel preciso istante della sincronizzazione, sull'asse delle ascisse si trovano il numero dei file inviati durante la sincronizzazione, sull'asse delle ordinate i corrispondenti valori al momento della misurazione espressi in byte. Test HTTP owncloud 1k k HTTP 6. overhead Grafico 28: Test HTTP Overhead owncloud 1k Dallo studio dei precedenti grafici riscontriamo un andamento della sincronizzazione per lo più costante, con valori che vanno da un minimo di byte ad un massimo di byte, calcolando un valore medio di byte, siccome 1k sono per la trasmissione dei pacchetti, avremo un overhead medio di 13 k Confronto Test HTTPS - HTTP 1k e 1k Sono stati fatti dei test con 1k e 1k su HTTP e HTTPS utilizzando la sincronizzazione di un solo utente, confrontando i risultati nel test del monitoraggio del traffico della rete con l'invio di file da 1k si ha: Pagine 76 di 13

77 Confronto owncloud HTTPS - HTTP 1k HTTP1k 24. HTTPS1k Grafico 29: Test confronto owncloud HTTPS - HTTP 1k Per HTTP abbiamo un valore medio di 17.8 byte diviso in 7.8 byte di overhead e 1. byte per la trasmissione dei pacchetti, valori un po' piu alti li abbiamo con HTTPS dove il valore medio è di byte con 1. byte di pacchetti inviati e byte di overhead ; con differenza tra i valori medi di byte. Confronto owncloud TTPS - HTTP 1k HTTP1k 118. HTTPS1k Grafico 3 Test confronto owncloud HTTPS - HTTP 1k Pagine 77 di 13

78 Per il test del monitoraggio del traffico della rete con l'invio di file da 1k si ha: Situazione simile si presenta per il test effettuato con 1k; anche qui HTTPS ha valori sempre superiori ad HTTP dove si ha un valore medio di byte con 1. byte di pacchetti i inviati e byte di overhead, mentre per HTTPS si ha un valore medio di byte con 1. byte di pacchetti inviati e byte di overhead; i valori differiscono 7.43 byte, circa la differenza calcolate nel test di 1k. Test 1k Valore medio Overhead HTTP 17.8 byte 7.8 byte HTTPS byte byte Tabella 14: Confronto owncloud HTTPS - HTTP 1k Test 1k Valore medio Overhead HTTP byte byte HTTPS byte byte Tabella 15: Confronto owncloud HTTPS - HTTP 1k Pagine 78 di 13

79 11.2 LDAP LDAP è un database modello client-server ottimizzato per operazioni di lettura, differisce dai database normali sulla struttura dei dati composta da un albero, tutte le voci (denominate oggetti) della directory hanno una posizione definita all'interno di questa gerarchia. La gerarchia è denominata directory information tree (DIT). Il percorso completo che identifica univocamente la voce desiderata è denominato nome distinto o DN. Un nodo sul percorso di questa voce è denominato nome distinto relativo o RDN. Gli oggetti possono di norma essere associati a uno dei due seguenti tipi: container: questi oggetti possono a loro volta contenere altri oggetti. Queste classi di oggetti sono root (l'elemento radice dell'albero, non realmente esistente), c (country, Paese), ou (organizational unit, unità organizzativa) e dc (domain component, componente dominio). Questo modello è paragonabile alle directory (cartelle) di un file system. foglia: questi oggetti si trovano alla fine di una diramazione e non presentano oggetti subordinati. La parte più alta di una gerarchia di directory dispone di un elemento radice root. Questo può contenere c (country), dc (domain component) o o (organization) come elementi subordinati. Le relazioni all'interno di un albero di directory LDAP diventano più evidenti nel seguente esempio, mostrato nell'illustrazione 15. Pagine 79 di 13

80 Illustrazione 15: Albero LDAP Lo schema è rappresentato su tre livelli, ciascuna voce corrisponde a un cerchio nell'immagine, in questo caso, uid=silvio,ou=people,dc=infn,dc=it. La definizione globale dei tipi di oggetti da memorizzare nel DIT viene eseguita seguendo uno schema. Il tipo di oggetto viene determinato dalla classe oggetto, la classe oggetto determina gli attributi obbligatori o facoltativi per l'oggetto interessato. Uno schema, pertanto, deve contenere definizioni di tutte le classi e gli attributi oggetto utilizzati nello scenario applicativo desiderato. Esistono alcuni schemi comuni e tuttavia possibile creare schemi personalizzati o utilizzare più schemi complementari, se ciò è richiesto dall'amb/siente nel quale verrà impiegato il server LDAP Configurazione utente LDAP in owncloud Il backend LDAP consente il pieno utilizzo di owncloud per il login utente con le credenziali LDAP, tra cui: Supporto di gruppo LDAP La condivisione di file con utenti e gruppi Accesso tramite WebDAV e naturalmente owncloud Desktop Client Versioning, depositi esterni e tutte le altre chicche owncloud Pagine 8 di 13

81 Per connettersi a un server LDAP la configurazione deve essere impostato correttamente. Una volta che il backend LDAP è attivata (Impostazioni Applicazioni, scegliere utente LDAP e backend di gruppo, fare clic su Enable) la configurazione si trova su Impostazioni Admin. Segue una descrizione dettagliata dei campi di configurazione Impostazioni di base La parte di base consente di impostare una connessione di lavoro al server LDAP e utilizzarlo con owncloud. Illustrazione 16: Impostazioni di base LDAP Host: Il nome host del server LDAP. Può anche essere un ldaps :/ / URI, per esempio. Esempio: directory.my-company.com DN di base: Il DN di base di LDAP, da dove si possono raggiungere tutti gli utenti e gruppi. Separati DN di base per utenti e gruppi possono essere impostate nella scheda Avanzate. Tuttavia, questo campo è obbligatorio. Pagine 81 di 13

82 Esempio: dc = my-azienda, dc = com DN utente: Il nome DN di un utente che è in grado di fare ricerche nella directory LDAP. Lasciare vuoto per l'accesso anonimo. Si raccomanda di avere un utente di sistema speciale per owncloud. Esempio: uid = owncloudsystemuser, cn = sysusers, dc = my-company, dc = com Nome già in oc 4. Password: La password per l'utente di cui sopra. Vuoto per l'accesso anonimo. Login utente Filter: Il filtro da utilizzare quando un utente cerca di accedere. Utilizzare% uid come segnaposto per il nome utente. Si noti, che login applica questo filtro solo, ma non Filtro utente List. Esempio (consente di login con nome utente e indirizzo ): ( (uid =% uid) ( = $ uid)) Filtro Elenco Utente: Il filtro da utilizzare per la ricerca di utenti verrà eseguito. Esempio: objectclass = posixaccount Filtro gruppo: Il filtro da utilizzare per la ricerca di gruppi sarà eseguito. Nel caso in cui non si desidera utilizzare i gruppi LDAP in owncloud, lasciarlo vuoto. Esempio: objectclass = posixgroup Pagine 82 di 13

83 Impostazioni avanzate di connessione Nelle impostazioni avanzate della sezione LDAP è possibile definire opzioni, che sono meno comuni da impostare. Essi non sono necessari per una connessione di lavoro, a meno che non si utilizza una porta non standard, ad esempio, può anche avere un effetto positivo sulle prestazioni per specificare basi distinti per le ricerche di utenti e gruppi. Illustrazione 17: Impostazioni avanzate di connessione LDAP Porta: La porta del server LDAP Esempio: 389 Base Albero Utente: Il DN di base di LDAP, da dove si possono raggiungere tutti gli utenti. Ha bisogno di essere dato completamente nonostante il DN di base dalle impostazioni di base. Esempio: cn = utenti, dc = mia-azienda, dc = com Usa TLS: Se utilizzare connessione crittografata TLS al server LDAP. Nel caso in cui si utilizzano le connessioni SSL (tramite il sistema ldaps) evitare di spedirlo, fallirà. Case insensitive server LDAP (Windows): Che sia il server LDAP è in esecuzione su un host Windows Pagine 83 di 13

84 Disattivare la convalida del certificato SSL: Turni di verifica dei certificati SSL validi. Usarlo solo per la prova. Tempo di vita della Cache: Abbiamo introdotto una cache per evitare il traffico LDAP non necessari, ad esempio le ricerche controllare se gli utenti esiste su ogni richiesta di una pagina o di interazione WebDAV. E 'inoltre dovrebbe accelerare l'admin pagina utente o un elenco di utenti di condividere con, una volta che è popolato. La modifica di questa impostazione svuota la cache. Il tempo è espresso in secondi. Esempio (1 min): Impostazioni avanzate delle cartelle Illustrazione 18: Impostazioni avanzate delle cartelle LDAP Campo per la visualizzazione del nome utente: L'attributo che deve essere usato come owncloud nome utente è limitato di caratteri volta che un nome utente viene assegnato, non sarà camb/siato, cioè modifica di questo valore ha effetto solo per i nuovi utenti LDAP. Pagine 84 di 13

85 Struttura base dell'utente e del gruppo: Il DN di base di LDAP, da dove si possono raggiungere tutti i gruppi, ha bisogno di essere compilato completamente nonostante il DN di base dalle impostazioni di base. Associazione gruppo-utente L'attributo che viene utilizzato per indicare un gruppo di utenti, ovvero l'attributo usato da gruppi LDAP per riferirsi ai propri utenti. Esempio: uniquememb/ser Impostazioni avanzate attributi speciali Illustrazione 19: Impostazioni avanzate attributi speciali LDAP Campo Quota: owncloud in grado di leggere un attributo LDAP e impostare la quota utente. Specificare l'attributo, altrimenti tenerlo vuoto. Quota predefinita: Override owncloud quota predefinita per gli utenti LDAP che non dispongono di un contingente di impostare l'attributo di cui sopra. Pagine 85 di 13

86 Attributo: owncloud è in grado di leggere un attributo LDAP e configurare l' dell'utente. Specificare l'attributo, altrimenti tenerlo vuoto Impostazioni Expert Illustrazione 2: Impostazioni Expert LDAP Internal Username: Per impostazione predefinita il nome utente interno sarà creato dal attributo UUID. Si fa in modo che il nome utente è unico e non ha bisogno di essere convertito. Override UUID detection: Per impostazione predefinita, owncloud rileva automaticamente l'attributo UUID. L'attributo UUID viene utilizzato per identificare senza dubbio gli utenti e gruppi LDAP. Inoltre, verrà creato il nome utente interno basato sul UUID, se non diversamente specificato in precedenza. È possibile ignorare l'impostazione e passare un attributo di vostra scelta. Username LDAP User Mapping: Pagine 86 di 13

87 Al fine di identificare con precisione e riconoscere gli utenti, ogni utente LDAP avrà un nome utente interno, ciò richiede un mapping da owncloud nome utente per utente LDAP. Il nome utente creato viene mappato l'uuid del utente LDAP, inoltre la DN è in cache anche per ridurre l'interazione LDAP, ma non viene utilizzato per l'identificazione. Se le modifiche DN, saranno trovati da owncloud, il nome interno owncloud è utilizzato in tutto in owncloud Sperimentazione LDAP L'obiettivo di questa sperimentazione è di monitorare il traffico della rete del software owncloud con l'invio di file da 1k e1k autenticandosi con un utente LDAP. A questo scopo si è fatto uso del semplice e pratico tool Dstat, disponibile anche per il sistema operativo Scienitfic Linux, che permette di visualizzare le statistiche di utilizzo della maggior parte delle risorse di sistema. Il tool può presentare in una finestra di shell, secondo per secondo, il carico di lavoro delle CPU espresso come percentuale, evidenziando con colori diversi i valori più significativi. Il comando viene eseguito con la seguente sintassi: dstat -t -N p3p1 -all --output file i parametri indicano al tool di abilitare le statistiche per le CPU, mostra anche ora e data dell'informazione e genera infine un file di report in formato CSV. Il trasferimento dei file è avvenuto tramite un apposito script di shell in linguaggio perl, tale script viene trattato anch'esso in dettaglio in appendice. I test sono stai eseguiti usando una connessione HTTPS Test autenticazione LDAP 1k Il test prevede il monitoraggio del traffico di rete del software owncloud con l'invio di file da 1k ciascuno, la creazione dei file è avvenuta tramite uno script così come la copia nella cartella utente, la sincronizzazione è avvenuta in automatico come previsto dal software. Di seguito è riportata la tabella con il traffico di owncloud monitorato durante la sincronizzazione riportando anche alcuni disturbi della rete nell'ordine dei byte durante il trasferimento. Pagine 87 di 13

88 Tabella 16: Traffico della rete di owncloud LDAP-1k Il grafico seguente riporta il traffico della rete durante la sincronizzazione del software owncloud autenticato con un utente LDAP, con i relativi disturbi della rete durante il monitoraggio. Test owncloud LDAP 1k k HTTPS Grafico 31: Test - owncloud LDAP - 1k Di seguito è riportato il grafico con gli effettivi valori del monitoraggio durate la sincronizzazione con e e senza overhead. Pagine 88 di 13

89 Test owncloud LDAP 1k k HTTPS 45 Overhead Grafico 32: Test - Overhead owncloud LDAP - 1k Dal grafico risulta che l'andamento della sincronizzazione della rete durante il trasferimento dei pacchetti varia da un valore minimo di byte ad un valore massimo di byte, il cui valore medio risulta di byte, sottraendo i 1k per la trasmissione dei pacchetti, si ha un overhead medio di byte Test autenticazione LDAP 1k Il test prevede il monitoraggio del traffico di rete del software owncloud con l'invio di file da 1k ciascuno, la creazione dei file è avvenuta tramite la modifica dello script (utilizzato per gli altri test),così come la copia nella cartella utente, la sincronizzazione è avvenuta in automatico come previsto dal software. Di seguito è riportata la tabella con il traffico di owncloud monitorato durante la sincronizzazione riportando anche alcuni disturbi della rete nell'ordine dei byte durante il trasferimento. Pagine 89 di 13

90 Tabella 17: Traffico della rete di owncloud LDAP-1k Il grafico seguente riporta il traffico della rete durante la sincronizzazione del software owncloud autenticato con un utente LDAP, con i relativi disturbi della rete durante il monitoraggio. HTTPS owncloud LDAP 1k k HTTPS Grafico 33: Test - owncloud LDAP - 1k Di seguito è riportato il grafico con gli effettivi valori del monitoraggio durate la sincronizzazione con e e senza overhead. Pagine 9 di 13

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